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VERBANIA. OPERAZIONE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

Ristoratori furbetti Scoperta evasione di oltre un milione Nel mirino chi ha dichiarato una bassa redditività Sartoretti (Confcommercio): “La categoria è sana” LUCA ZIROTTI VERBANIA

Incastrati da questionari, controlli incrociati e nei casi più eclatanti anche da indagini bancarie. Il tutto per portare alla luce un’evasione da 1,4 milioni di euro. Sono i ristoranti del Vco questa volta a fare i conti con i controlli dell’Agenzia delle entrate: 18 i locali finiti sotto la lente d’ingrandimento del fisco nella prima parte del 2012. I controlli si sono estesi su tutta la Provincia, in Ossola così come tra Omegna e Verbania, in qualche caso con visite degli ispettori ma soprattutto tramite controlli incrociati e verifiche telematiche. Nel mirino attività che presentavano una bassa redditività, ovvero ristoranti, trattorie e pizzerie con dichiarazioni di guadagni al di sotto del cinque per cento rispetto al totale dei ricavi, se non addirittura in alcuni casi in perdita. Una volta finiti nel mirino dei controlli per i locali non c’è stata solo la verifica della contabilità, ma accertamenti più accurati, a partire da un questionario, per scovare eventuali risposte giudicate inattendibili. Da lì poi si è scavato più a fondo, ricostruendo indirettamente i ricavi reali incassati, valutando variabili come il livello dei prezzi, il consumo di materie prime, corrente elettrica e acqua, ma anche la vendita di bevande e caffè, oltre all’uso di tovaglie per preparare i coperti. Nei casi con le anomalie più accentuate sono state le indagini bancarie a dare il colpo di grazia, arrivando a scovare ricavi nascosti al fisco fino a 150 mila euro. Un lavoro che l’Agenzia delle entrate proseguirà nei prossimi mesi, dopo il cambio al

18 Locali Sono i ristoranti o pizzerie finiti sotto la lente d’ingrandimento del fisco nella prima parte del 2012

vertice, con il direttore provinciale uscente Ferdinando Leotta trasferito a Torino e il testimone passato a Gianluigi Ranco, arrivato da Biella. «Questo contesto generale fa arrabbiare gli operatori del settore - dice Massimo Sartoretti, presidente di Confcommercio Vco e gestore di un ristorante, il Divin Porcello a Masera -. Anch’io ho subito controlli l’anno scorso ma è ora di finirla con la verifica sui presunti livelli d’incasso. Come si possono raggiungere determinati introiti in un momento in cui la crisi porta in questo settore a un calo anche tra il 30 e 40 per cento delle presenze? Se poi c’è qualche furbetto non si faccia passare come tale un’intera categoria che invece lotta tutti i giorni per tenere aperte le attività».

30 Per cento E’ il calo di presenze nei locali dovuto alla crisi secondo i dati di Confcommercio


Ristoratori furbetti, scoperta evasione di oltre un milione