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N.21 GIU 2011

€ 2,50

UNCONVENTIONAL

GUIDE

FOR

UNCONVENTIONAL

TOURISTS.

MILANO ON THE ROAD BY T.D.E.,

TRANSPORTATION DESIGN EQUIPMENT.

ciclosofia Il sabato in senigallia e all’insegna della

bici&alici Intervista a

bicicletta

trasporto si fa arte

francesco cafuro e il

i fuori di testa Trick e acrobazie con skate d’autore

happy b-day atm 80 anni atm: la metro è in festa nella stazione di garibaldi


IL VIAGGIO NON SOLTANTO ALLARGA LA MENTE: LE DÀ FORMA. (BRUCE CHATWIN)

Floow N.21 - GIUGNO 2011 DIRETTORE RESPONSABILE IMMANUEL LO GIUDICE VICEDIRETTORE GIULIO ANTONIONI CAPOREDATTORE GENERALE ANTHONY VALERI CAPOREDATTORE VICARIO FIORELLA GIULIACCI CAPOREDATTORE INTERNET MARIANO FIORDALISO

DIRETTO DA VALERIO MASTRANTONIO ART DIRECTOR GIUDITTA ALOISI REDAZIONE GIULIA FIORISTA MARIANNA GIUDICI VALERIA EMMANUELE ANTHONY YORGO ALOSI HANNO COLLABORATO ALONSO MARITO GIULIANO GIULIANI EMANUELA FIORITO ANNAMARIA IORGHITA ANTONINO MARIANO

GRUPPO EDITORIALE “DOMUS” S.P.A. REDAZIONE FLOOW: VIA C.DARWIN 20, 20136 MILANO TEL 02/55211102 - FEEDBACK@FLOOW.IT WWW.FLOOW.IT

GRAZIE A: NABA, DESIGN I ANNO, A.A. 2010/2011, DOCENTI MASSIMO MARTIGNONI E VALENTINA DALLA COSTA

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SCULTURE DA VIAGGIO “Le sculture da viaggio nascono come un gioco. Giochi che si fanno per equilibrare dei lavori troppo seri.”

I primi esemplari di sculture da viaggio sono chiamati Sculture pieghevoli, nel 1951; invece, risale ufficialmente al 1958 la prima scultura da viaggio, regalata come omaggio ai clienti della valigeria Valaguzza di Milano. Negli anni Novanta, utilizzando le forme e i progetti di queste iniziali piccole sculture in cartoncino, Munari realizza grandi sculture, che raggiungono gli 8 metri di altezza. Si basa sulla forte componente estetica che si ritrova nei tagli e nelle proporzioni delle sculture in carta, nell’armonia e nelle proporzioni, e che diventa evidente quando le sculture si aprono in piano seguendo regole precise – quasi come degli origami, se non fosse per i tagli nella carta. YORGONIMUS FLORENSIO

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N.21 giugno 2011 SOMMARIO

IN COPERTINA... 6 ciclosofia in milano 12 veicoli d’autore 18 happy b-day atm! 24 crank out!

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CICLOSOFIA IN MIL ANO

Fate

la

bici

non

fate

la

guerra!

Un

sabato

in

Senigallia…

LA BICICLETTA, SI SA, È IL MEZZO DI TRASPORTO GREEN PER ECCELLENZA. IL SUO FASCINO SENZA TEMPO E IL SUO IMPATTO AMBIENTALE LA RENDONO UN OGGETTO SEMPRE ATTUALE. D’ALTRONDE LA PIANURA MILANESE NON PUÒ CHE FACILITARNE L’USO! P.TA GENOVA

testi valeria emmanuele illustrazione pancrazio maligno

E

bbene, se ti trovi a Milano ed ami il Vintage, quel gusto un po’ retrò, se ami l’usato, oggetti che hanno già il sapore di passato, ecco il posto giusto. Porta Genova il sabato mattina ospita la fiera di Senigallia, una fiera centenaria nata come mercatino di rigattieri e artigiani, insomma un luogo dove poter acquistare o semplicemente apprezzare cianfrusaglie varie e oggetti unici. Da subito la fiera è stato centro di aggregazione di uno strano mondo fatto di emarginati e di balordi, che hanno contribuito a dare quell’immagine misteriosa e romantica alle persone che per generazioni l’hanno visitata. Immersi nella musica di buoni intenditori. è proprio fra i primi stand, tra il venditore di salamella e i vestiti vintage del banco accanto, che si ritrovano le prime chicche a pedali. Bottecchia, Doniselli, Waiman, Bianchi, marchi che hanno fatto la storia, delle due ruote. Doniselli è un marchio milanese nato nel 1919. Alla sua nascita produceva essenzialmente biciclette da lavoro, tricicli e

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Da subito la fiera è stato centro di aggregazione di uno strano mondo fatto di emarginati e di balordi, che hanno contribuito a dare quell’immagine misteriosa e romantica alle persone che per generazioni l’hanno visitata.

furgoncini per il trasporto. Divenne poi famosa per la produzione di biciclette per gli enti pubblici, e delle biciclette pubblicitarie per aziende come Coca Cola, Danone, o ancora Heineken Beer! In fiera a Senigallia una doniselli pieghevole in rosa , produzione anni 70, in vendita a 70 euro (ancora trattabili per il signor Mario!). Altra storia a Venezia, dieci anni prima la nascita del marchio Doniselli ecco che l’artigiano di biciclette Teodoro Carnielli, riconosce subito nel giovane Ottavio Bottecchia un talento ciclistico eccezionale. Carnielli gli propone di diventare il suo nuovo sponsor mentre Bottecchia corre e vince, dando nome alla bici a lui intitolata. Bottecchia diventa un marchio vincente, grazie allì’intuito della famiglia Carnielli. Sarà proprio il figlio Guido infatti ad inventare la Cyclette, la prima ciclocamera al mondo. Per non parlare della rivoluzionaria bici pieghevole, pensata da Carnielli per l’Italia del boom economico. Graziella si chiamerà la prima bici pieghevole , disegnata da Rinaldo Donzelli, così chiamata per il periodico Monda-


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dori che la pubblicizza per primo. In fiera una Bottecchia per i più piccoli pronta all’acquisto o semplicemente all’apprezzamento degli amatori! Ma non è finita qui! Per l’amore di ogni ciclo amatore, ecco un banco dove è possibile trovare tutti i pezzi e gli strumenti per la bici fai da te meno che il telaio. forcella, serie sterzo, deragliatore, freni, leva, comandi, ruote,

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tubi, pedali, reggisella, Sella, portapacchi, ganasce, pedivelle, movimenti centrali, Catena, Grasso. Tutto ciò che occorre per la realizzazione del proprio mezzo a pedali in un unico banchetto , con un rapporto qualità prezzo a dir poco conveniente. Se ti piace sudare e sporcarti le mani e anche tu sei della” generazione Ikea” la famiglia Baldioli ha proprio ciò che fa al caso tuo!

“Tutto ciò che occorre per la realizzazione del proprio mezzo a pedali in un unico banchetto.


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sant’agostino

VEICOLI D’AUTORE. I TRASPORTI, TRA ARTE E DESIGN, FIRMATI MILANO

I MEZZI DI TRASPORTO NON SONO MAI STATI COSÌ USEFULL! I PNEUMATICI DIVENTANO POLTRONE, I CARRELLI DELLA SPESA CHE SI ACCOPPIANO ALLE BICI. NON SONO DELIRI DI UN DESIGN FOLLE, MA LE INTUIZIONI DI ALCUNI ARTISTI E GIOVANI DESIGNER CHE FANNO DEI MEZZI DI TRASPORTO NUOVE FORME E OGGETTI IBRIDI MAI VISTI PRIMA. testi giulia fiorista photos pancrazio maligno

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È

di Instant Design che si parla, quel design utile e dilettevole che non nasce da uno studio progettuale profondo ma dalla praticità della vita. E allora creare una poltrona riassemblando segnali stradali e pneumatici non è mai stato così spontaneo. Tutto ciò opportunatamente made in Milan, made at home. Ingredienti? Idee, manualità il tutto realizzato a un prezzo volutamente irrisorio Benvenuti tra le Alici e buone forchette! Non è un invito a pranzo, ma la presentazione di due giovani creativi , Giovanni e Alice.

Arredi, oggetti e sculture, nate dall’incrocio di oggetti che inaspettatamente si fondono dando vita a terzi a dir poco…geniali!

LEAlici: piccole rivoluzioni creative Le Alici si fa chiamare la giovanissima milanese Alice Leonardi. Nel 2008 fonda LeAliCi, un laboratorio artistico-artigianale alla continua ricerca di nuove forme e di nuovi design, che si concretizza principalmente nella creazione di lampade, arredi, oggetti e sculture, nate dall’incrocio di oggetti che inaspettatamente si fondono dando vita a terzi a dir poco…geniali! Il laboratorio si trova in via Enrico Petrella a Milano, ma il sito on-line è forse il mezzo migliore per poter apprezzare i suoi oggetti di ready-made, e magari poterne acquistare qualche pezzo. Tavoli assemblati con parti di bici, manubri appendiabiti , o ancora lo Sgasello, un ready made alla Duchamp, stavolta usufruibile. Brava Alice!

Giovanni Scafuro, intervista all’handesigner 26 marzo 2010, il gruppo T.D.E.* a Milano in viaggio in metro, linea verde. Si parte presto quel sabato mattina. Dopo una visita rituale tra i banchi della fiera

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a Porta Genova, ci si ferma a Sant’Agostino, diretti in via Montevideo numero 4. Sul citofono una forchetta, non possiamo sbagliarci, è lui! Giovanni Scafuro ci invita con piacere ad entrare in un cortile bucolico e familiare. In un sottoscala il suo piccolo studio. Dopo uno sguardo sognante e stupito tra le sue forchette sculture e i suoi gioielli da pranzo , Giovanni parla un po’ di sé: “Io sono di Napoli, ma lavoro qui da circa vent’anni. Ho cominciato questa mia attività un pò per caso. Da ragazzino frequentavo le botteghe degli artigiani di Napoli. Ho fatto poi una gran quantità di lavori, dal benzinaio, all’esattore comunale. Poi disegnatore Cad presso uno studio professionale. Questo mi ha permesso di entrare a conoscenza di un’ambiente di progettisti e artigiani che ha stimolato la mia…“creatività”!” T.D.E.: “Da quanto vediamo nel tuo studio tu ti dedichi al re-design delle forchette. Ma….la bici che c’è fuori nel cortile? Che roba è?!” F.: “ Quello è un hobby. Il mio lavoro richiede spesso il trasporto di pacchi e materiali. Girare in bici a Milano è un sogno, e ho cercato di adattare la bicicletta alle mie esigenze. Ecco come e perché è nata quella “roba” lì! Fondamentalmente ho unito la bici alla struttura di un carrello della spesa. Tutto qui! T.D.E. “Interessante! Altre specie simili?” F.: “In realtà …sì ne ho fatte un po’, ma sono tutte creazioni realizzate per un passatempo


che mi diverte insomma. Per un’amica, una ragazza un po’ estrosa, ho fatto una bici con 30 campanelli, una bici “simpatica”, non poi così funzionale, ma è senz’altro divertentissimo incontrarla in bici! Di recente ho realizzato un sellino portatile da poter facilmente montare alla struttura delle bici per rendere più comodo il trasporto di un passeggero inaspettato. T.D.E.” Per quanto riguarda i materiali? Ce n’è qualcuno che ritieni indispensabile o sei per il riuso? F.: Fondamentalmente preferisco non compra-

Sì, tra le mie Forkinprogress alcuni progetti si assomigliano, come il cucchiaio per chi non ama il brodo o il pennino da caffè.

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re nulla. Il ri-assemblaggio di oggetti più o meno di scarto è quello che mi diverte di più. T.D.E.E adesso una domanda un po’… di parte! Siamo studentesse della Naba al primo anno del corso di Design… ci chiediamo …3 oggetti che ti rappresentano di design anche anonimo, forchette e posate esclusa! F. Mi viene in mente il lampadario Porca Miseria di Ingo Maurer, spiritoso e geniale . La sedia per visite brevissime di Bruno Munari, anche quella fantastica. Un terzo oggetto non mi viene in mente! T.D.E. Perfetto! Invece parlaci un po’ delle tue posate alcuni di questi lavori ci ricordano moltissimo Munari con le sue forchette parlanti. F. Sì, tra le mie Forkinprogress alcuni progetti si assomigliano, come il cucchiaio per chi non ama il brodo o il pennino da caffè. Per lo più però i miei sono progetti pratici. Munari nel suo approccio alle posate lo trovo più concettuale, senza nulla togliere ovviamente! T.D.E. Bene! E la tua bici affezionata? Ne hai una? F. Beh si, venite a vedere in cortile. … Questa è la mia Irrubabile. Così l’ho chiamata. Chi se la filerebbe mai? E’ piuttosto malconcia all’apparenza, ma la manutenzione non manca. Ho realizzato un meccanismo a scatto fisso che

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Di recente ho realizzato un sellino portatile da poter facilmente montare alla struttura delle bici per rendere più comodo il trasporto di un passeggero inaspettato.

permette di pedalare anche all’indietro, un po’ come il monociclo. …dopo qualche scatto in studio e alle sue bici … T.D.E. Fantastica questa foto (ritraeva G. su una bici ) F. dovrei avere le ultime due cartoline di questa foto…Tenete una , l’ultima la tengo! La visita finisce qui. Con la memory card della macchina fotografica piena e con la piacevole sensazione di chi ha appena conosciuto gente interessante e piena di disponibilità! Riprendiamo la linea verde verso nuove mete.


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Happy B-day ATM! DALLA TRADIZIONE AL FUTURO: COMUNICARE IN MOVIMENTO APRE, CON QUESTA PREMESSA, LA MOSTRA-EVENTO SUGLI 80 ANNI ATM DAL TITOLO DALLA TRADIZIONE AL FUTURO: COMUNICARE IN MOVIMENTO, DOVE TRA FOTOGRAFIE, ESPOSIZIONI, IMPIANTI E SIMULAZIONI SI CERCA DI RACCONTARE LA STORIA DELLA CITTÀ DI MILANO ATTRAVERSO LA PUBBLICITÀ SUI MEZZI PUBBLICI, DAGLI ANNI CINQUANTA AD OGGI, RIPERCORRENDO L’EVOLUZIONE DEL TRASPORTO PUBBLICO MILANESE, DAI PRIMI MODELLI CIRCOSCRITTI AL CENTRO (DUOMO) FINO ALLA NUOVA RETE COSTRUITA SUI PRINCIPI DELLA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE ED ENERGETICA. GARIBALDI

testi marianna giudici illustrazione pancrazio maligno

L’

evento, aperto dal 24 Marzo al 30 Aprile nella stazione di Porta Garibaldi, segue un percorso realizzato attraverso le aree della stazione, allestite e curate dall’architetto Davide Bruno, si trasformano così in un palcoscenico per raccontare “una storia al futuro”: l’esposizione fotografica lungo tutta la stazione e quattro tram a realizzare il colpo d’occhio sui binari. La mostra vede inoltre la collaborazione di studenti del politecnico di Milano e dell’Accademia di belle arti di Brera, che si sono occupati in particolare delle opere interattive e dell’advertising collaborando anche con la famosa IGPDecaux, azienda che si occupa dell’allestimento pubblicitario e di servizio per l’ATM. Una volta scesi dal treno alla stazione, si diventa spettatori di generazioni a confronto, un padre che indica e spiega al figlio i vecchi vagoni, ristrutturati e messi in bella vista sui binari fuori uso. Uno spettacolo attraverso il tempo, rovinato, forse, per l’invadenza di billboard degli sponsor finanziatori del restauro affissi sugli stessi vagoni, troppo vistosi ed invadenti. Proseguendo per la mostra veniamo attratti da alcune ragazze sedute su delle insolite panchine, molto minimal, formate essenzialmente da dei parallelepipedi di diverse altezze, in modo da sedersi a proprio piacimento, o ingi-

nocchiarsi. I colori di questi gruppi di parallelepipedi, sono dedicati alle 5 linee metropolitane presenti e in progetto nel sottosuolo milanese. Delle foto di grande formato fanno da sfondo all’esposizione, ritraendo persone in movimento nei momenti della loro vita con ATM. Piedi in movimento, piedi veloci, la visuale si espande e ora vediamo persone, persone che sostano su una panchina, che parlano al telefono o pensano alla loro giornata, poi tra i tanti un solo viso sembra accorgersi della macchina fotografica e guarda dritto nell’obbiettivo… transportation life!

Dal 24 Marzo al 30 Aprile nella stazione di Porta Garibaldi.

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Spostandosi per le varie sezioni della mostra si nota quella interamente dedicata alla pensilina Foster, la vera “rivoluzione urbana”. Disegnata dall’architetto Norman Foster, la pensilina è uno dei più diffusi supporti comunicativi di IGPDecaux, caratterizzata dalla pulizia costruttiva ed una linea fluida, la struttura è costituita da pareti in vetro che consentono la visione del passaggio dei mezzi, il tetto che protegge dagli agenti atmosferici e una seduta con una forma ergonomica ben studiata, questi elementi insieme fanno della pensilina un pregiato pezzo di arredo urbano.


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Al piano superiore, la mostra prosegue. Una madre indica alla figlia delle foto d’epoca aventi per soggetto l’evoluzione dell’ATM. L’allestimento fotografico, molto curato ed attraente, espone svariati argomenti, tra i quali: •pubblicità, arte, trasporti (pubblicità storiche presenti sui vagoni ATM, quali quelle della Campari e dell’Aperol) •manutenzione montaggio (operatori in fase di manutenzione) •Milano storica (foto in bianco e nero della vecchia città) •percezione visiva (ATM nell’ambiente cittadino). Tutto il materiale è disposto su dei parallelepipedi di diverse altezze, tagliati in modo obliquo sulla faccia superiore, così da facilitare la visione. L’espediente non sembra però essere sufficiente: “Mamma non ci arrivo!” Dice la bimba in braccio alla madre. Nelle immediate vicinanze delle immagini è presente la simulazione dell’interno di un treno della metropolitana, arredato, con panchine e illuminazione caratteristiche, all’interno del quale sono presenti video e opere interattive realizzate dagli studenti, tra i quali Marco Pucci e Igor Baijn. La mostra si conclude con un omaggio al design: un’“incubatrice” di vetro ospita quindici sedie realizzate da i più importanti nomi del design.

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Una madre indica alla figlia delle foto d’epoca aventi per soggetto l’evoluzione dell’ATM.

Tra le quali figurano la Panton e la Cone Chair di Verner esempio, entrambe, di lavoro geometrico, la Eames Chair realizzata in pelle e legno, con un poggia piedi sullo stesso modello è la Tom Vac costituita di metallo e plastica.


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ROMOLO

CRANK OUT! I FUORI DI TESTA.

IL DETTO DICE CHE IL GENIO NASCA DALLA CASUALITÀ, E MAI COME IN QUESTO CASO È STATO COSÌ AZZECCATO. DANTE SPAGNUOLO E ANNALISA AVOGADRI SONO DUE EX-STUDENTI DELLA NABA ORAMAI LAUREATI, IL PRIMO IN DESIGN LA SECONDA IN GRAFICA. FINITA L’ACCADEMIA NASCE ARTCRYLIC, GRUPPO CREATIVO CREATO DAI DUE, CHE SI CONCENTRA SULLA REALIZZAZIONE DI GIOIELLI IN PLASTICA E METACRILATO. testi anthony yorgo alosi photos pancrazio maligno

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D

a questo vincente connubio creativo e dalla passione per l’Urban Style che entrambi alimentavano, ecco i primi schizzi progettuali per quelli che di lì a poco saranno il loro asso nella manica, ovvero i loro skateboard, ovviamente artigianali, caratterizzati dal decoro ad intarsio. Le tavole degli skate seguono un processo di lavoro particolarmente complesso che richiede particolare precisione e cura del dettaglio, i passaggi sono svariati e si articolano seguendo un ordine ben preciso da non prendere sottogamba:

Arredi, oggetti e sculture, nate dall’incrocio di oggetti che inaspettatamente si fondono dando vita a terzi a dir poco…geniali!

- con l’ausilio di una azienda, vengono fatti incollare più strati di legno (3 o 4 in base alla resistenza che la tavola finita deve avere) con uno di fibra di vetro; - successivamente ad essi vengono applicati degli altri fogli di legno, di solito 5 o 6, stavolta intarsiati a mano; - infine le tavole vengono aerografate o texturizzate, su disegno di Annalisa. Le tavole da skate-board, come fa notare Dante, non sono tutte uguali, e non tutte hanno la stessa funzione. Fondamentalmente esistono tre diversi tipi di skate: quelli con lunghe tavole garantiscono una stabilità maggiore (90 - 100 cm), quelli con tavole medie/ corte (60 - 85 cm) sono invece ottime per trick e prove di abilità acrobatiche, mentre quelle da esposizione, perseguendo fondamentalmente un gusto estetico, non hanno necessità tecniche o dimensionali particolari. Il prodotto finito è frutto di sperimentazioni e ricerca del giusto equilibrio tra leggerezza e resistenza. Per ogni tavola vengono realizzati almeno tre prototipi al fine di verificarne sia la capacità di resistenza al peso,

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sia la possibilità dello skate di essere adoperato per l’esecuzione di trick e acrobazie. Ma nonostante tutti i dettagli tecnici già citati e le possibili declinazioni di una tavola da skate, Dante e Annalisa realizzano anche delle tavole da loro definite “neutre”, ovvero che garantiscono al consumatore un raggio di personalizzazione più ampio possibile. Tornando alle tecniche di decorazione delle tavole, che sono poi quelle chicche che fanno dei loro skate ben più che dei comuni skate, c’è da dire che le possibilità di scelta sono davvero svariate. Grazie alla costante e instancabile sperimentazioni ArtCrylic ha tentato varie strade nella decorazione del legno, riscontrando anche difficoltà non da poco, basti pensare alla tecnica degli stancil bruciati, “Ci ha portato via tanto tempo ma la soddisfazione alla fine è stata senza paragoni”. Ma non finisce qui! Oltre alla produzione dell’oggetto in sé i ragazzi hanno curato anche la parte inerente al packaging e al marketing ad esso associati. Ecco che da quegli schizzi fatti un pò per gioco e un pò per passione, nasce la serie “Crank Out” (“Fuori di testa”). Unicità è la parola chiave del loro progetto, e per questo che i sei modelli di tavole create fin ora non verranno mai più riprodotte. Ma come ogni designer che si rispetti anche loro hanno le loro scadenze, il Salone del Mobile 2011 non aspetta! Caricano un carrello della spesa, “preso in prestito al supermercato più vicino”, e via per zona Tortona. Espongono così al loro primo pubblico, che subito li accetta


con entusiasmo. ArtCrylic vince 4 - 6. Come? Sono ben quattro le tavole che riesce a vendere sulle sei proposte al pubblico. Ci si può aspettare un Crank Out 2.0? Cosa bolle in pentola? La domanda sorge spontanea e la risposta altrettanto, infatti a quanto pare stanno già lavorando a del nuovo materiale. Crank Out 2.0 prevede dei monopattini particolari, dei quali però non vogliono riferire dettagli. L’unico segreto che T.D.E. riesce a estrapolare è che nel nuovo progetto si giocherà molto sul baricentro, cosa che potrà apportare modifiche sostanziali a livello formale. Allora arrivederci al Fuori Salone 2012!

ArtCrylic vince 4 - 6!

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ArtCrylic, arrivederci al Fuori Salone 2012!

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FLOW  

Rivista insolita per turisti insoliti a Milano. Transportation Design.