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Dedicato a bambini e adulti. Benvenuti in un mondo di magia ‌


LA FAVOLA La favola è un breve racconto fantastico, spesso con animali come protagonisti, scritta per impartire un insegnamento morale


Il leone e il cinghiale D'estate, quando il calore provoca la sete, un leone e un cinghiale andarono a bere a una piccola fonte, e cominciarono a litigare su chi dei due dovesse dissetarsi per primo. La lite divenne violenta fino a trasformarsi in duello mortale. Ma ecco che, mentre si volgevano un momento per riprendere fiato, scorsero degli avvoltoi che stavano lĂŹ ad aspettare il primo che sarebbe caduto, per mangiarselo. A tal vista, ponendo fine al duello,dichiararono: "Meglio diventare amici che diventar pasto di avvoltoi e di corvi ". (Esopo)


IL LUPO E IL CANE Un lupo scheletrico incontrò un grasso cane: si salutarono, si fecero festa, vollero notizie uno dell’altro. "E’ proprio una vitaccia la mia" sospirò il lupo. "Tu, invece, te la passi piuttosto bene!" "Non hai che da seguirmi" ribatte ’ il cane; "il mio padrone sarà lieto di nutrire anche te, se tu, come me, farai la guardia" E si avviarono insieme verso la casa del cane; a un tratto, però, il lupo vide i segni della catena intorno al collo dell’amico, e si fece spiegare cosa fossero. Il cane affermò che il padrone lo legava spesso ad una catena affinché si abituasse a dormire di giorno per vegliare di notte. "Ma allora" domandò spaventato "Tu non sei libero di andare e di venire?" "No, naturalmente" rispose il cane. "Allora ti saluto, amico mio; preferisco la fame alla prigione.


L'asino, la volpe e il leone Un asino ed una volpe fecero amicizia e insieme se ne andarono a caccia. Incontrarono un leone dall'aria minacciosa. La volpe intuì il pericolo che stava correndo, gli si avvicinò e cominciò a parlargli: si impegnava a consegnargli l'asino, in cambio della sua salvezza. Il leone le promise la libertà: così la volpe condusse l'asino verso una trappola e ce lo lasciò cadere. Il leone, appena vide che l'asino era nell'impossibilità di fuggire, assalì per primo la volpe e poi, con calma, ritornò ad occuparsi dell'animale che era caduto nella trappola.


LA VOLPE E L’UVA C'era una volta una volpe molto furba. Al suo apparire tutti gli animali del bosco fuggivano, sapendo quanto fosse crudele e insaziabile, tanto che alla fine si ritrovò senza più niente da mangiare. Affamata, la volpe giunse in un vigneto. Passò di fianco a dei tralci di vite da cui pendevano grossi grappoli d'uva matura, che parevano dolci e succosi. “Uva? Con la fame che ho, meglio che niente..." si disse la volpe. Così si alzò sulle zampe posteriori e saltò con agilità per afferrare un po' d'uva, ma non riuscì a raggiungerla. Allora si allontanò per prendere la rincorsa e provò ancora, con tutte le sue forze. Riprovò più e più volte, con ostinazione ma senza alcun successo: i grappoli d'uva sembravano sempre più lontani. "Cra! Cra! Cra!" rideva dall'alto di un ramo una cornacchia, prendendosi gioco di lei. "Quest'uva è troppo acerba! Poco importa se non riesco ad afferrarla... ritornerò quando sarà matura!" Concluse ad alta voce la volpe, gonfiando il petto per darsi un contegno, nonostante la delusione patita e la pancia vuota.


La rana e il bue C'era una volta una rana presuntuosa che non perdeva mai occasione per far vedere alle sue compagne quanto fosse migliore di loro. Un giorno capitò nel loro stagno un grosso bue: "Ci vorrebbero cento rane come noi per fare una rana grossa come il bue!" Osservarono in coro. La rana presuntuosa replicò: "Si, è grosso ma non mi sembra poi così tanto!" Gonfiando il petto continuò: "Anch'io posso diventare grossa come il bue!" Le rane scoppiarono a ridere: "Sei piccola troppo piccola!". La rana gonfiò ancora più il petto: "E ora?" "Sei ancora piccola!". Allora inspirò quanta più aria poteva, si gonfiò e si gonfiò finché.... BUUMMMMM!, fece la pelle scoppiando. "Chi troppo vuole..." commentarono le rane allontanandosi .


LA La fiaba è un racconto fantastico che ha origini molto antiche .

FIABA


Fiaba in rima

Biancaneve e i sette nani C’era una volta una signora che ogni giorno, ad ogni ora chiedeva al suo specchio parlante chi era la donna piÚ affascinante. Ogni volta la risposta era uguale la regina era, di certo, la piÚ speciale.


Ma quando Biancaneve grande diventò lo specchio magico la regina informò Che ormai la ragazzina era sicuramente la più carina La regina allora infuriata ordinò al cacciatore di fare un imboscata


Dopo aver portato la piccola nel bosco Doveva ucciderla nel luogo più fosco Ma il cacciatore non lo voleva fare perciò Biancaneve lasciò scappare. Corse, corse la poveretta finché arrivò in una casetta; lì abitavano sette piccoli nanetti che le prepararono un piatto di spaghetti.


Biancaneve raccontò la sua sventura e i nani si offrirono di ospitarla con premura. Ma presto la regina sconsolata scoprÏ che il cacciatore l’aveva ingannata chiese allo specchio e questo diceva che Biancaneve felice viveva.


La regina scoperta quella notizia decise di ucciderla con furbizia con una bella mela avvelenata voleva eliminare la ragazza odiata. Giunse da lei in un istante e fingendosi una venditrice ambulante la convinse a comprare la mela che le sarebbe stata letale. Poco dopo la ragazza gridò e al suolo stramazzò.


Quando i nani videro la fanciulla piansero ma non poterono fare nulla. Disperati non sapevano cosa fare ma un principe che di lÏ si trovava a passare colpito dalla bellezza di Biancaneve le diede un bacio lieve, lieve. La ragazza allora aprÏ gli occhi e col principe celebrò un matrimonio coi fiocchi.


Aladdin Protagonista : Aladdin


Antagonista : Jafar


Aiutante del protagonista : Genio


C’era una volta un giovane molto povero di nome Aladdin . Questo giovane era molto speciale, infatti, era l’unico a poter entrare nella Caverna delle meraviglie, il luogo in cui era contenuta una preziosa lampada in grado di esaudire tre desideri . Jafar, il visir del Sultano, scoprì il potere del ragazzo; così decise di approfittare di lui. Intanto Aladdin conobbe Jasmin e si innamorò della principessa che era fuggita dal palazzo perché suo padre voleva costringerla a sposare un giovane che non amava.


Mentre Aladdin e la principessa passeggiavano giunse Jafar con le guardie del re e dichiarò che il ragazzo aveva rapito Jasmin perciò lo fece rinchiudere in prigione. Jasmin cercò di ribellarsi ma le sue parole non vennero ascoltate. Aladdin venne portato in prigione e mentre escogitava un sistema per poter uscire si avvicinò a lui un vecchio uomo che gli disse : " Seguimi e sarai libero e tanto ricco da poter persino sposare la tua principessa!" Ma quel uomo era Jafar travestito per non farsi riconoscere.


Aladdin, abbagliato dalla prospettiva di poter chiedere la mano di Jasmine, accettò di seguirlo nel deserto. Appena giunti alla caverna Jafar raccomandò: "Non prendere nulla tranne la lampada e sarai premiato!" . Aladdin si ritrovò circondato da mille tesori ma in cima a una ripida scalinata c'era un'umile lampada un po‘ arrugginita! Alladin, però, non seppe resistere alla tentazione e afferrò un'enorme gemma .


Allora un rombo fortissimo scosse la caverna! Il pavimento sprofondò, l'immenso tesoro precipitò in un mare di lava infuocata e Aladdin finirebbe tra le fiamme se, ad interrompere il loro tragico volo, non giungesse un... tappeto magico .Aladdin trasportato al scuro dal tappeto, restò per qualche istante esanime. Quando si riprese vide che la lampada non si era frantumata … Su di essa c'era scritto qualcosa e nell'attimo stesso in cui il giovane strofinò una mano sull'iscrizione per ripulirla, la lampada... sembrò animarsi e all’improvviso apparve un GENIO!


Il Genio spiegò ad Aladdin che poteva soddisfare tre dei suoi desideri, qualunque essi fossero così Alladin chiese di diventare un principe per poter conquistare la sua amata e , dopo essere stato trasformato si diresse verso il palazzo reale . Qui si presentò al padre della fanciulla, le chiese la sua mano e il sultano acconsentì . Anche Jasmin fu felice quando vide che il ragazzo così simpatico , che aveva conosciuto qualche giorno prima , l’avrebbe sposata .


Ma Jafar quando vide Alladin gli rubò la lampada e ordinò al genio di essere trasformato in un potente mago . Con i suoi nuovi poteri era molto forte ma Aladdin con il suo coraggio riuscì a sconfiggerlo . Poi liberò il Genio dalla lampada, sposò la principessa e visse felice al palazzo del re.


La fiaba di Cenerentola


Protagonista :Cenerentola


Antagoniste : Sorellastre e Matrigna


Aiutante della protagonista : fata


C'era una volta, in un paese lontano, un gentiluomo vedovo che viveva con la sua unica figlia. Un giorno si risposò con una donna malvagia che aveva due figlie: Anastasia e Genoveffa. Il buon uomo morÏ poco tempo dopo, ed allora la matrigna mostrò la sua vera


Cenerentola , infatti , fu costretta a compiere in casa tutti i lavori piÚ pesanti Nonostante questo,la ragazza rimase gentile e cortese. Dall'altra parte della città c'era il palazzo reale. Un giorno il re decise di far sposare il figlio, perciò organizzò un ballo invitando tutte le fanciulle del reame.


Subito furono spediti gli inviti e il biglietto fu portato anche a casa di Cenerentola. La poverina chiese di poter partecipare anche lei al ballo ma il permesso le fu negato. Dopo la partenza delle sorellastre


Improvvisamente però le apparve una dolce fatina ovvero la sua madrina: "Salagadula, mencica bula, bibbidi-bobbidi-boo...." cantò la fata e d’incanto la zucca si trasformò in una splendida e lussuosa carrozza.


“ Ed ora tocca a te, mia cara” disse la fata, toccando Cenerentola con la sua bacchetta. Il vestito strappato diventò uno bellissimo abito di seta e da sotto la gonna spuntarono delle deliziose scarpette di cristallo. La madrina allora salutò la ragazza e le raccomandò di non rimanere al ballo dopo la mezzanotte perché a quell’ora tutto sarebbe tornato come prima.


Cenerentola promise e partì felice verso il palazzo reale. Quando arrivò, il ballo era già iniziato, e il principe aveva un ‘aria annoiata . Appena però alzò lo sguardo e scorse Cenerentola, se ne innammorò all’istante. Per tutta la serata il figlio del re non ballò con nessun altra e non lasciò la sua mano un solo minuto.


Quando l'orologio del palazzo cominciò a battere la mezzanotte, Cenerentola ricordò la promessa. "Devo andare" gridò , attraversò il palazzo e scese di corsa lo scale , inseguita dal principe. Una scarpetta di cristallo le si sfilò correndo, ma lei non si fermò. L'orologio stava ancora battendo l'ora quando la carrozza lasciò il palazzo ,


Il mattino seguente, il figlio del re comunicò al padre che avrebbe sposato solo la fanciulla che aveva perso la scarpetta al ballo. Il granduca fu incaricato di cercare la ragazza il cui piede entrasse perfettamente nella preziosa scarpetta. Il granduca provò la scarpetta a tutte le dame del regno, ma inutilmente. Arrivò infine a casa di Cenerentola. La matrigna tutta eccitata, corse a


Le sorellastre cercarono senza successo di far entrare i loro piedoni nella minuscola scarpetta. Il granduca , allora ,riprese la scarpetta e si avviò alla porta, quando Cenerentola, chiamò dalle scale: "Per favore, aspettate! Posso provare la scarpetta?" La matrigna tentò di sbarrarle il passo. “E' solo Cenerentola, la nostra sguattera.“ disse al duca, ma egli la spinse di lato.


“Signora, i miei ordini sono: Ogni fanciulla del regno deve provare la scarpina !“ Il duca le fece calzare la scarpetta, ed il piede naturalmente entrò senza fatica. Cenerentola fu accompagnata al palazzo reale con la carrozza del re.


Il Mito Il mito è una storia fantastica che racconta le vicende degli dei, degli antenati o degli eroi di un popolo . Tutti i popoli hanno inventato racconti mitologici per spiegare l’origine dell’uomo, i fenomeni naturali e gli elementi dell’ambiente, per ricordare le gesta dei loro eroi e per rendere importante e affascinante il loro passato.


La nascita di Zeus Il più giovane dei figli di Gea ed Urano era Crono.Egli divenne signore dell’Universo quando,con l’aiuto della madre,uccise il padre.Successivamente si innamorò di Rea e decise di sposarla ma poiché gli avevano predetto lo stesso destino del padre e cioè che sarebbe stato ammazzato da uno dei suoi figli,li divorava appena nati. Rea,disperata,chiese aiuto ai genitori per cercare di salvare i propri figli.Fu cosi’ che dopo aver fatto nascere Zeus,Rea si recò dal suo sposo e anziché inpresentargli il bambino,gli consegnò un masso avvolto nelle fasce che Crono ingioiò senza sospettare nulla. Il piccino fu nascosto da Rea in una caverna nell’isola di Creta e fu allevato dalle Ninfe.Quando fu grande a sufficienza sali’ in cielo e con l’inganno fece bere a Crono una speciale bevanda che gli fece vomitare i figli che vivevano ancora dentro di lui e dopo ciò dichiarò guerra al padre.Ebbe cosi’ inizio una terribile lotta che durò dieci anni che vide da una parte Crono,e dall’altra Zeus,al cui fianco c’erano tutti i suoi fratelli.La guerra terminò con la vittoria di Zeus che divenne il Signore degli Dei e degli uomini


Mito dell'antica Grecia All’inizio c’era il Caos, il grande abisso vuoto. Dal Caos emerse Eurìnome, la ballerina. Aveva tantissima voglia di danzare, ma nessuna superficie sulla quale poggiare i piedi. Per questa ragione decise di dividere il Cielo dal mare e cominciò a volteggiare sulle onde, fino a creare un vortice intorno al proprio corpo. Da questo vortice nacque Borea, il freddo vento del nord. Il vento divenne sempre più impetuoso. Eurìnome allora lo afferrò e lo strizzò come fosse uno straccio e lo trasformò in un serpente a cui dette il nome di Ofione. Dall’unione di Eurìnome e di Ofione nacque l’Uovo Universale. Ofione si arrotolò sette volte intorno al gigantesco Uovo, finché questo si schiuse. Dall’Uovo Universale uscirono tutte le meraviglie del creato. Eurinome e Qfione si stabilirono in una reggia sul Monte Olimpo. Ofione disse: -Spetta a me sedere sul trono, perché io sono il creatore dell’universo! Eurinome, furibonda, urlò: -Come osi, rettile? Senza di me non saresti stato nulla. Io devo sedermi sul trono e governare su tutto!Vi fu una violenta lotta tra i due: Eurinome, con un calcio, fece cadere tutti i denti di Ofione. A contatto con la terra i denti del serpente si trasformarono in esseri umani, il primo dei quali si chiamò Pelasgo.


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