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palermo

XIII Ed. 4.10/3.11 2019 5 weekend alla scoperta di arte, mistero, scienza e natura 5 weekends discovering art, mystery, science, nature

Con il patrocinio del

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Un patrimonio di storia e cultura

itinErArio arabO normannO

Il complesso insieme di elementi culturali, materiali e immateriali, costituenti la facies storica, politica, sociale, culturale e artistica denominata arabo-normanna, si riflette in un cospicuo gruppo di monumenti che presentano una varietà multi sfaccettata di micro-componenti culturali, parte integrante del complesso mosaico del mediterraneo medievale. Il sincretismo socio-culturale dell’epoca normanna diviene anima della città stessa, destinato a proliferare e a lasciare solchi profondi anche nei secoli a venire, modellando il carattere poliedrico di Palermo attraverso un linguaggio nuovo e molto originale.


SITO UNESCO ARABO-NORMANNO Palazzo Reale e Cappella Palatina / Chiesa di San Giovanni degli Eremiti / Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio / Chiesa di San Cataldo / Cattedrale di Palermo / Palazzo della Zisa / Ponte dell’Ammiraglio / Cattedrale di Cefalù / Cattedrale di Monreale ALTRI MONUMENTI ARABO-NORMANNI Castello a Mare / Palazzo e Parco della Favara o di Maredolce / Chiesa di Santa Maria Maddalena / Cuba / Chiesa della SS. Trinità o della Magione / Cuba Soprana e Piccola Cuba / Cappella di Santa Maria dell’Incoronata / Chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi / Chiesa di Santo Spirito / Chiesa di Santa Cristina la Vetere / Uscibene / Bagni di Cefalà Diana / Qanat

www.arabonormannaunesco.it

design tundrastudio.it

I primi nove rappresentano le testimonianze più rilevanti del patrimonio architettonico e artistico generato dal sincretismo culturale del regno normanno della Sicilia (1130- 1194). Si tratta di edifici civili e religiosi, opere di grande ingegno e valore artistico che con i loro caratteri unici ed eccezionali, e per la loro rilevanza storicoarchitettonica compongono il sito seriale “Palermo arabo-normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale”, iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO nel 2015.


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Via Aci 6 Palermo - T. 091206000


5 weekend alla scoperta di arte, mistero, scienza e natura

5 weekends discovering art, mystery, science, nature

Palermo XIII Ed. 4.10/3.11 2019 Come partecipare Elenco dei luoghi Mappa Itinerari tematici Luoghi Itinerario contemporaneo Luoghi su prenotazione Esperienze Visite con degustazione Visite teatralizzate Mostre Concerti Passeggiate I viaggi dei tesori Le Vie dei Tesori Kids

15 19 24 26 30 201 208 231 247 250 252 254 257 264 267


A

lla sua tredicesima edizione a Palermo, quel che è diventato il Festival Le Vie dei Tesori lo scoprirete in questa pubblicazione che un tempo era un flyer, poi è diventata una brochure e adesso è lunga quasi trecento pagine: la fotografia di un anno febbrile di lavoro, in collaborazione con più di cento tra istituzioni, enti, associazioni, privati. Oltre 160 luoghi aperti alle visite guidate di cui 5 sono parte di un itinerario contemporaneo con installazioni e performance, 12 esperienze per vivere la città in modo speciale dai voli in piper e parapendio alle gite in barca a vela per scoprire lo skyline della città, 2 mostre, 7 luoghi teatralizzati dove personaggi appariranno come fantasmi a raccontare la loro storia, un programma di 4 concerti in oratori barocchi, cento passeggiate d’autore, un Festival Kids tutto dedicato alle scuole, una rassegna di degustazioni che arriverà pure nel refettorio dei frati dell’abbazia trecentesca di San Martino delle Scale, aperto per l’occasione. E tutto messo in rete attraverso un sistema di fruizione smart che quest’anno approda anche a una card digitale con cui si possono visitare tutti i luoghi: una vera chiave dei tesori. Una città attorno alla quale i palermitani potranno ancora una volta stringersi, abbracciando le proprie radici, e che i turisti potranno scoprire come non mai. E poi la novità dei Viaggi dei Tesori, un’iniziativa che vuole svelare a visitatori curiosi la Sicilia nella sua anima più profonda e nelle sue esperienze più autentiche. Un’iniziativa che guarda a quel 40 per cento di escursionisti e turisti che il Festival ha accolto l’anno scorso, e che ha prodotto un indotto per la città di oltre tre milioni di euro, in alberghi, shopping, ristoranti. Quel che vogliamo raccontare, invece, è che cosa c’è dietro questa pubblicazione. C’è la passione di un gruppo di giornalisti e di operatori culturali – accompagnati da uno staff di straordinari giovani – che non si arrende al peccato di fare. Palermitani che non sono andati via (o che sono tornati) decisi a sbracciarsi per la propria comunità. Decisi a dimostrare che esiste un Sud diverso da quello spesso liquidato in modo sbrigativo come la patria dell’assistenzialismo e dell’inefficienza. Un Sud che ha la sua forza nel fare rete, nel promuovere innovazione, nel seminare amore per se stesso. E che ogni anno ricominciano, rilanciando la sfida, componendo pezzo a pezzo un palinsesto sempre nuovo, provando a innestare fiducia nelle migliaia di giovani (collaboratori, volontari, studenti universitari, ragazzi in alternanza scuola-lavoro) sulle cui gambe cammina il Festival. E se tutto è nato da Palermo, altre 14 città sono state aperte quest’anno, e altri 30 Comuni chiedono di entrare in questo circuito. Un circuito di bellezza e di speranza. Ancora una volta, grazie a tutti. 11


W

hat Le Vie dei Tesori Festival – in its 13th edition in Palermo – has become, you will discover in this publication, which once it was a flyer, then a brochure, and now it is almost three hundred pages long. The picture of a hectic work year, in collaboration with more than a hundred institutions, corporations, associations, and private individuals. Over 160 sites open for guided tours, including 5 that are part of a contemporary itinerary with installations and performances; 12 activities to experience the city in a special way, from flights on Piper aircraft and paragliding flights, to sailing trips to discover the city skyline; 2 exhibitions, 7 theatricalized sites where character actors will appear like ghosts to tell you their stories; a 4-concert series held in Baroque oratories; one hundred art walks; a Kids Festival wholly dedicated to schools; a tasting show that will reach even the refectory of the friars of the 13th-century Abbazia di San Martino delle Scale, open to the public on this special occasion. All available online through a smart system, which this year makes also use of a digital card allowing you to visit all the places, a real key to the treasures. A city around which once again the Palermitans will enjoy the chance to congregate, to embrace their own roots, and which tourists will discover as never before. And then, the novelty of the Viaggi dei Tesori, which is aimed at unveiling the deepest soul and most authentic experiences of Sicily to curious visitors. An initiative addressed to that 40 per cent of hikers and tourists that the Festival welcomed last year, which has produced for the city extra revenues of more than three million euros among hotels, shopping, and restaurants. However, what we wish to tell you is what is behind this publication. There is the passion of a group of journalists and cultural workers – accompanied by a staff of extraordinary young people – who do not yield before the ‘sin’ of doing. Palermitans who did not leave (or who have returned), determined to stand up for their community. Set on showing that there is a South Italy different from the one often hastily depicted as the homeland of welfare and inefficiency. A South that has its own strength in networking, in promoting innovation, and in sowing love for itself. And that, every year, they start again from scratch, by putting out a challenge again, formulating a new schedule bit by bit, trying to build trust in thousands of young people (collaborators, volunteers, university students, work-study students) on whose feet the Festival stands. And whereas this all started from the city of Palermo, this year 14 more cities have been opened to the public, and 30 more municipalities are asking to join the circuit. A circuit of beauty and hope. Once again, thank you all. 13


come partecipare Per partecipare basta acquisire il coupon o la card sul sito www.leviedeitesori.it e presentarsi sul luogo (a scelta tra i 134 luoghi del circuito - 129 luoghi e 5 di Itinerario contemporaneo). • Un coupon da 12 euro è valido per 10 visite a scelta • Un coupon da 6 euro è valido per 4 visite a scelta. • Un coupon da 2.50 euro è valido per un singolo ingresso a scelta. • La card da 50 euro è valida per l’ingresso saltacoda in tutti i 134 luoghi. I coupon da 10 e 4 visite sono disponibili pure negli hub di piazza Bellini, piazza Castelnuovo, piazza Verdi, attivi dal primo ottobre o negli uffici di via Emerico Amari 38. Agli ingressi della maggior parte dei luoghi sono disponibili coupon singoli da 2.50 euro. Per luoghi su prenotazione (€ 3.50), esperienze (coupon vari), passeggiate (€ 5), visite con degustazione (coupon vari), visite teatralizzate (€ 5), concerti nei tesori (€ 7), occorre prenotare e acquisire il relativo coupon su www.leviedeitesori.it. Se restano posti liberi, saranno disponibili sul posto. A quelli che acquisiranno i coupon o la card verrà inviata per mail una pagina con un codice QR, come una carta d’imbarco. La pagina con il codice dovrà essere mostrata all’ingresso (stampata o su smartphone/tablet). I coupon non sono personali e possono essere utilizzati da più persone fino a esaurimento del loro valore. La card è personale e va presentata all’ingresso insieme con un documento di identità. Sono esentati dal contributo soltanto i bambini sotto i 5 anni e gli accompagnatori di persone con disabilità.

Avvertenze

Il programma potrebbe subire variazioni causate da ragioni di forza maggiore. Per aggiornamenti consultare il sito www.leviedeitesori.it. Le visite possono essere temporaneamente sospese nelle chiese durante le funzioni religiose. A meno che l’attività non sia annullata dall’organizzazione, i coupon non vengono rimborsati in caso di cattivo tempo. I coupon non utilizzati non vengono rimborsati. 

Centro informazioni

Tel. 091.8420104 Dal 2 settembre al 4 novembre 2019 tutti i giorni dalle 10 alle 18 15


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HOW TO PARTICIPATE

To participate you only need to buy the coupon (admission with guided tour) on www.leviedeitesori.it and go to the place. For most places (numbered 1 to 128 and 5 sites of Contemporary tour) pre-booking is not required. The 12 euro coupon is valid for 10 visits and the 6 euro coupon is valid for 4 visits. The 2.50 euro coupon is valid 
for a single visit of your choice among the 129+5 places of the route. The 12 euro or 6-euro are not individual and can be used by many people (also in different sites) until the extinguishment of their value. For those without the electronic coupon, only 2.50-euro tickets will be available at the site entrance. 10-visits and 4-visits coupon are also available in the hubs of piazza Bellini, piazza Castelnuovo, piazza Verdi, open since October 1st. Visits to places 
on reservation. The 18 visits to places on reservation require a pre-booking on the www.leviedeitesori.it. The unsold admittances will be available at the site. Latecomers will lose the right to visit. Experiences, tastings, dramatized visits, concerts have different coupons (check on the website). After purchasing your coupon, you will receive a mail with a QR-code. Please show it (printed or on a digital screen) at the site entrance. Children under 5 and carers of people with disability are exempted from the contribution.

Warnings

This programme is subject to changes due to circumstances beyond our control. For updates, please check our Facebook page and www.leviedeitesori.it. Coupons will be not refunded in case of adverse weather conditions, unless the activity is cancelled by the organization. Visits to churches can be temporarily suspended during religious functions. Unused coupons will be not refunded.

Info center

Tel. 091.8420104 From September 2 to November 4 2019 Every day, h. 10 am - 6 pm 17


i luoghi 1 CASA SAN FRANCESCO

EXTRA

Vicolo Infermeria dei Cappuccini, 3

17 CASTELLO A MARE

[ C3 ]

Via Roma, 203/A

3 AEROPORTO DI BOCCADIFALCO

Piazza Pietro Micca

[ B3 ]

Via Maqueda, 157

[ D4]

Piazza Zisa

[ D2 ]

20 CASTELLO DI MAREDOLCE

[ D3 ]

Vic. del Castellaccio, 21/23 [ A4 ]

21 CATACOMBA PORTA D’OSSUNA

Via Card. M. Rampolla, 68 [ A1 ]

5 ARCHIVIO STORICO COMUNALE

Corso Calatafimi, 100

19 CASTELLO DELLA ZISA

4 ANTICHE FORNACI MAIORANA

[ A3 ]

18 CASTELLO DELLA CUBA

2 TORRE DI S.ANTONIO ABATE

EXTRA

Via Filippo Patti, 25

Corso A. Amedeo, 110

[ D3 ]

22 CATACOMBE DI SAN MICHELE ARCANGELO

[ B4 ]

Vic. San Michele Arcangelo [ C4]

6. BIBLIOTECA BOMBACE EX COLLEGIO DEI GESUITI

23 CHIESA DEI SS. quaranta MARTIRI ALLA GUILLA

7. BIBLIOTECA DI CASA PROFESSA

24 Chiesa dei Tre Re

Via Vittorio Emanuele, 429 [ C3 ]

Via Casa Professa, 1

[ C4 ]

8. CAMERA DELLO SCIROCCO DI FONDO MICCIULLA BASE SCOUT VOLPE ASTUTA

Via Micciulla, 1

Via Benedettini, 16

[ D3 ]

Piazza della Vittoria, 10

[ D4]

Via P. Mattarella, 38-42

[ C4]

[ C1 ]

Via Alessandro Scarlatti, 12 [ C3 ]

Foro Umberto I, 29 [ A4 ] Astrachello ex Villa Principi Cutò

Piazzale Anita Garibaldi, 5 [ A4 ]

Vicolo Chiazzese, 10

Via Porta Carini, 38

[ C3 ]

Piazza dell’Origlione

[ C4]

Via dell’Incoronazione (ang. piazzetta Sett’Angeli) [ C3 ]

Via Cappuccinelle (incrocio via Porta Carini) [ C3 ]

32 CHIESA DELLA PINTA

[ A4 ]

Piazza della Pinta angolo via Benedettini

[ D4]

33 CHIESA DELLA SS. TRINITÀ ALLA ZISA

16 CASAMATTA ALLA CALA

C.so Vittorio Emanuele, 395 [ C4]

31 CHIESA MADONNA DELLA MERCEDE AL CAPO

15 CASA-MUSEO DEL COSTUME TEATRALE

[ C3 ]

30 CHIESA DI BADIA NUOVA

14 CASA-MUSEO DI PADRE PUGLISI

Via Carrettieri (ang. via M. Bonello)

29 CHIESA DELL’ORIGLIONE

13 CASA LAVORO E PREGHIERA PADRE MESSINA

[ C4]

28 CHIESA DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE AL CAPO

12 CASA DEL MUTILATO

Piazza del Carmine, 1

27 CHIESA DEL SS. SALVATORE

11 CAPPELLA E BIBLIOTECA DELL’ISTITUTO GONzAGA

[ C3 ]

26 CHIESA DEL SANT’ANGELO CUSTODE

10 CAPPELLA DI MARIA SANTISSIMA DELLA SOLEDAD

Via del Celso, 42

25 CHIESA DEL CARMINE MAGGIORE

9 CAMPANILE DI SAN GIUSEPPE CAFASSO

Piazza SS. Quaranta martiri alla Guilla [ C3 ]

P.tta Capitaneria di Porto [ A3 ]

19

Via Whitaker, 42

[ D2]


i luoghi 34 CHIESA DI SAN FRANCESCO DI PAOLA

50 CHIESA DI SANT’ANTONIO ABATE

35 CHIESA DI SAN GIOVANNI DECOLLATO

51 CHIESA EVANGELICA VALDESE

36 CHIESA DI SAN GIOVANNI DEI LEBBROSI

52 CIMITERO DEGLI INGLESI

P.zza S. Francesco di Paola

[ C2 ]

P.zza S. Giovanni Decollato [ C4]

Via Salvatore Cappello, 38

[ A4 ]

Corso Tukory, 2

Via Maqueda, 102

Piazza Bellini

Cortile dei Pellegrini, 6

Via Alloro, 27

Via dello Spasimo, 13

45 CHIESA DI SANTA MARIA IN VALVERDE

Via Squarcialupo, 2

Piazza Santa Chiara, 11

Via P.pe di Palagonia, 135

Via Squarcialupo, 45

Corso Tukory, 2e

Corso Tukory, 2e

60 CONVENTO E CHIESA SANTA MARIA DI GESù

Piazzetta degli Angelini, 1 [ B3 ]

44 CHIESA DI SANTA MARIA DELLO SPASIMO

Piazza Indipendenza, 49

[ D3 ]

[ C4 ] [ D1 ]

[ B3 ]

[ C4 ]

59 CONVENTO di S.ANTONINO PORTICO AFFRESCATO

[ A4 ]

43 CHIESA DI SANTA MARIA DEL PILIERE

[ C4 ]

58 CONVENTO DI S.ANTONINO EX MULINO

Via Giovanni da Procida, 23 [ B4 ]

42 CHIESA DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI (GANCIA)

[ A1 ]

57 CONSERVATORIO ALESSANDRO SCARLATTI

[ C3 ]

41 CHIESA DI SANTA MARIA DEGLI AGONIZZANTI

[ B2 ]

56 COMPLESSO MALASPINA

[ B4 ]

40 CHIESA DI SANTA CRISTINA LA VETERE

Via Maqueda, 172

55 COMPLESSO DI SANTA CHIARA

[ C4]

39 CHIESA DI SANTA CATERINA D’ALESSANDRIA

Via Simone Gulì, 19

[ B3 ]

54 COLLEZIONE OPERA DEI PUPI CONCA D’ORO

[ C4]

38 CHIESA DI SANT’ORSOLA DEI NEGRI

Via dello Spezio, 43

53 CIRCOLO GIURIDICO

37 CHIESA DI SANT’ANTONIO DI PADOVA

Via Roma, 203/A

Salita Belvedere, 3

61 CRIPTA AI CADUTI

[ B4 ]

Via Marchese Ugo, 22

[ C4 ]

[ B4 ] [ C1 ]

62 CRIPTA DELL’ORATORIO DELLA MORTE IN S.ORSOLA

[ B3 ]

Via Maqueda, 102

[ C4 ]

46 CHIESA DI SANTA VENERA

63 CRIPTA DELLE REPENTITE

47 CHIESA E CHIOSTRO DELLA MAGIONE

64 CRIPTA LANZA A SAN MAMILIANO

Via Carlo Gemelli

Via Magione, 44

[ B4 ]

[ B4 ]

Via Divisi, 81

Via Squarcialupo, 1 (angolo via Valverde)

[ B4 ]

[ B3 ]

48 CHIESA E CHIOSTRO S. GIOVANNI DEGLI EREMITI

65 CUPOLA DEL SS. SALVATORE

49 CHIESA E CRIPTA DI SAN MATTEO

66 ECOMUSEO DEL MARE MEMORIA VIVA

Via dei Benedettini, 20

Via V. Emanuele, 257

[ D4 ]

[ B3 ] 20

Via V. Emanuele, 395

Via Messina Marine, 27

[ C4 ]

[ A4 ]


67 EDUCANDATO STATALE MARIA ADELAIDE

Corso Calatafimi, 86

68 EX CONVENTO DELLO SCHIAVUZZO

Via Schiavuzzo, 24

69 EX MANIFATTURA TABACCHI

Via Simone Gulì, 17

[ D4 ]

83 MUSEO DEL RISORGIMENTO SOCIETÀ SICILIANA DI STORIA PATRIA

[ B4 ]

84 MUSEO DEL TESORO DI SANTA ROSALIA

Viale delle Scienze ingresso Dip. di Agraria

71 GIARDINO DELLA CONCORDIA

Via Giardino della Concordia (trav. di via Castelforte) [ B1 ]

Via F. Speciale

73 GIPSOTECA DI PALAZZO ZIINO

Via Dante, 53

74 HOTEL DE FRANCE

Salita dell’Intendenza

75 ISTITUTO AGRARIO CASTELNUOVO

Viale del Fante, 66

76 ISTITUTO FILIPPO PARLATORE

Piazza Montevergini, 8

77 ISTITUTO FLORIO-SALAMONE

Via Angiò, 27

89 museo - LICEO V. RAGUSA E O. KIYOHARA

[ A4 ]

90 NECROPOLI PUNICA

Via Decollati, 21

81 MONASTERO DI SANTA CATERINA

Piazza Bellini, 2

Via Bara all’Olivella, 24

Piazza G. Turba, 71

Corso Calatafimi, 90

[ C3 ]

[ D4 ] [ D4 ]

Piazzetta dei Bianchi (Tra via dello Spasimo e via Alloro) [ A4 ]

[ C3 ]

92 ORATORIO DEI SS. PIETRO E PAOLO

[ A1 ]

93 ORATORIO DELL’IMMACOLATELLA

Via Matteo Bonello, 6/a

Via dell’Immacolatella, 3

[ C3 ]

[ B4 ]

94 ORATORIO CARITÀ DI S.PIETRO AI CROCIFERI

Via Maqueda, 206

95 ORATORIO DELLE DAME

[ B4 ]

Via Ponticello, 39/a

[ C3 ] [ C4 ]

96 ORATORIO DI SAN LORENZO

[ A4 ]

Via Immacolatella, 5

[ B4 ]

97 ORATORIO DI SAN MERCURIO

[ B4 ]

Vicolo S. Giovanni degli Eremiti, 2

[ D4 ]

98 PALAZZO ABATELLIS Gabinetto di grafica e terrazza

82 MUSEO ARCHEOLOGICO A. SALINAS

Via V. Emanuele, 365

91 ORATORIO DEI BIANCHI

[ B1 ]

80 MISSIONE DI BIAGIO CONTE VIA DECOLLATI

[ A4 ]

[ C2 ]

Via Vittorio Emanuele, 25 [ A3 ]

Via Archirafi, 31

Piazza A. Pasqualino, 5

88 MUSEO RISO

79 MISSIONE DI BIAGIO CONTE VIA ARCHIRAFI

[ B4 ]

[ D3 ]

78 Loggiato San Bartolomeo

Via Archirafi, 16

[ D1 ]

87 MUSEO DELLE MARIONETTE ANTONIO PASQUALINO

72 GIARDINO DI VILLA NAPOLI E PICCOLA CUBA

Largo Mineo, 4

86 MUSEO DI ZOOLOGIA DODERLEIN

[ D4 ]

[ B3 ]

Santuario di Santa Rosalia Via Pietro Bonanno [ A1 ]

85 MUSEO DELLE SCIENZE MARGHERITA HACK

[ A1 ]

70 FOSSA DELLA GAROFALA

Piazza San Domenico, 1

[ B3 ] 21

Via Alloro, 4 Ingr. da Vicolo della Salvezza [ A4 ]


i luoghi 99 PALAZZO AJUTAMICRISTO RACCOLTA LAPIDEA

Via Garibaldi, 23

100 PALAZZO ALLIATA DI VILLAFRANCA

Piazza Bologni, 20

101 PALAZZO ASMUNDO

Via Pietro Novelli, 3

102 PALAZZO BONOCORE

Piazza Pretoria, 8

103 PALAZZO COMITINI

Via Maqueda, 121

104 PALAZZO DE GREGORIO

Via dell’Arsenale, 131

105 PALAZZO DI CITTÀ

Piazza Pretoria, 1

106 PALAZZO SANT’ELIA

Via Maqueda, 81

107 PALAZZO UTVEGGIO

Via XX Settembre, 62

117 STANZE AL GENIO

[ B4 ]

118 TEATRO BELLINI

Via Lincoln, 47

119 TEATRO BIONDO

[ C4 ]

120 TEATRO GARIBALDI

[ B4 ]

121 TEATRO MASSIMO PALCOSCENICO

Vicolo Pantelleria, 10

110 PORTA FELICE

Piazzetta Santo Spirito

Piazza Verdi, 16

112 Questura

Piazza della Vittoria, 8 Via Piccola del Teatro Santa Cecilia, 5

[ A1 ]

Piazza Pretoria, 1 (Portin. Pal. delle Aquile)

115 RIFUGIO ANTIAEREO BIBLIOTECA BOMBACE

Via V. Emanuele, 429

116 SPAZIO FLACCOVIO LICEO VITTORIO EMANUELE

Piazzetta Sett’Angeli

[ B4 ] [ B3 ] [ B4 ]

[ C3 ]

Via Vittorio Emanuele, 472 [ C3 ]

123 TORRE DI SAN NICOLò DI BARI

[ B4 ]

Via Nunzio Nasi, 18

124 VILLA DE CORDOVA

[ B4 ]

Via Tommaso Natale, 80

[ C4 ]

[ C1 ]

125 VILLA LANTERNA GRAVINA E GROTTA DELL’ACQUASANTA

[ C1 ]

Via Simone Gulì, 43

126 VILLA POTTINO

[ B4 ]

Via E. Notarbartolo, 28

[ A1 ]

[ C1 ]

[ C1 ]

127 VILLA ZITO

[ A4 ]

128 VILLINO FLORIO E GIARDINO

Viale della Libertà, 52 Viale Reg. Margherita, 38

129 VILLINO IDA

[ C3 ] [ B4 ]

Via Siracusa, 15

[ C1 ] [ D2 ] [ C1 ]

itinerario contemporaneo

[ B4 ]

114 RIFUGIO ANTIAEREO DI PIAZZA PRETORIA

Piazza Verdi

[ B4 ]

122 TESORO E CRIPTA DELLA CATTEDRALE

113 REAL TEATRO SANTA CECILIA

Via Castrofilippo, 30

[ C4 ]

111 PROVVEDITORATO DELLE OPERE PUBBLICHE

Via Roma, 258

109 PARCO DI VILLA PANTELLERIA

Piazza Bellini, 7

[ C4 ]

108 PALAZZO ZINGONE TRABIA

Via G. Garibaldi, 11

Visite e incontri in 5 atelier d’artista

1

Arèa

Piazza Rivoluzione

[ B4 ]

2 Area archeologica

[ B4 ]

Piazza delle XIII Vittime, 23 [ B3 ]

3 Fabbriche Sandron

[ C3 ]

Via Remo Sandron, 5

4 Officine Calderai

Via dei Calderai, 24

5 Spazio Rivoluzione

[ C3 ] 22

Piazza Rivoluzione

[ B1 ] [ B4 ] [ B4 ]


luoghi su pRenotazione

16 Villa Pajno

Visite guidate con scelta di data e orario www.leviedeitesori.it

1

2 Banca d’Italia

17 VILLINO FAVALORO CANTIERE DI RESTAURO

Aeroporto Boccadifalco secondo percorso Piazza Pietro Micca Via Cavour, 131A

Via Ambleri, 52

[ B3 ]

1

[ D4 ]

Via Sant’Anna, 21

Via Stazione San Lorenzo, 1

7 Grand Hotel Piazza Borsa

Via Cartari, 18

10 Museo Morettino

Via Enzo Biagi, 3/5

11 Palazzina dei Quattro Pizzi all’Arenella Casa Florio

Discesa Tonnara, 4/b

12 Palazzo Branciforte

Via Bara all’Olivella, 2

13 Palazzo Mirto

Via Merlo, 2

14 Prefettura Villa Whitaker

Via Cavour, 6

Via U. Maddalena, 105

Fondo Micciulla, 25

Piazza Danisinni, 27

7 Danisinni Teatro in strada

[ B4 ]

[ B1 ]

Piazza Danisinni, 27

[ B3 ]

[ A4 ] [ C3 ] [ D3 ]

[ D3 ]

[ D3 ]

8 Tour su Lisca bianca

[ D1 ]

Piazza Capitaneria di Porto, 5

[ A3 ]

[ A1 ]

9 Tour a cavallo DAL MANEGGIO STORICO

[ B3 ]

10 Volo in parapendio DA MONDELLO

[ B4 ]

11 Volo in Piper

[ B3 ]

12 VILLA MALFITANO WHITAKER visita teatralizzata AGLI APPARTAMENTI PRIVATI

15 Sorgenti del Gabriele

Via Barbaraci, 9

6 Danisinni Tour e museo

Piazza SS. Quaranta Martiri al Casalotto [ C4 ] Via G. Garibaldi, 41

Via Lincoln, 2

5 Qanat

[ B4 ]

9 Museo di Anice Tutone

Via Bara all’Olivella, 95

4 Salvatore Bumbello

[ B1 ]

8 Miqveh

Via Enrico Albanese, 3

3 Orto Botanico VISITA GUIDATA IN NOTTURNA

[ B4 ]

6 DIA - Villa Ahrens

Ucciardone

2 Figli d’arte Cuticchio laboratorio e teatro

Viale Duca degli Abruzzi , 1 [ B1 ]

5 Depositi della GAM

[ C2 ]

Dai voli alla barca a vela, per scoprire la città www.leviedeitesori.it

4 Casina Cinese

Piazza Virgilio, 11

[ B1 ]

esperienze

[ D3 ]

3 Camera dello Scirocco di Villa Naselli

Via della Libertà, 72

[ D3 ] 23

Viale del Fante, 64

Viale Regina Elena, 51

Piazza Pietro Micca, 15

Piazza Pietro Micca, 15

[ B1 ]

[ B1 ] [ D3 ]

[ D3 ]


mAp

1 52 69 125 11

2 104

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4 77 84

1

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a 66 36 20 15 14

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113

53 88

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C 35

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6

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11 5 8 3

15 72 18

67 90

70 89

3

4


itinerari tematici CHIESE, CONVENTI E CAMPOSANTI

GIARDINI

Churches, convents and graveyards

• Casa san francesco 1.C3 • CAPPELLA DI MARIA SS. DELLA SOLEDAD 10.C4 • CHIESA DEI SS. quaranta MARTIRI ALLA GUILLA 23.C3 • CHIESA DEI TRE RE 24.C3 • CHIESA DEL CARMINE MAGGIORE 25.C4 • CHIESA DEL S. ANGELO CUSTODE 26.C3 • CHIESA DEL SS. SALVATORE 27.C4 • CHIESA DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE AL CAPO 28.C3 • CHIESA DELL’ORIGLIONE 29.C4 • CHIESA DELLA BADIA NUOVA 30C3 • CHIESA DELLA MADONNA DELLA MERCEDE AL CAPO 31.C3 • CHIESA DELLA PINTA 32.D4 • CHIESA DELLA SS. TRINITÀ ALLA ZISA 33.D2 • CHIESA DI S. FRANCESCO DI PAOLA 34.C2 • CHIESA DI S. GIOVANNI DECOLLATO 35.C4 • CHIESA DI S. GIOVANNI DEI LEBBROSI 36.A4 • CHIESA DI S. ANTONIO DA PADOVA 37.C4 • CHIESA DI S. ORSOLA DEI NEGRI 38.C4 • CHIESA DI S. CATERINA D’ALESSANDRIA 39.B4 • CHIESA DI S. CRISTINA LA VETERE 40.C3 • CHIESA DI S. MARIA DEGLI AGONIZZANTI 41.B4 • CHIESA DI S. MARIA DEGLI ANGELI (GANCIA) 42.A4 • CHIESA DI S. MARIA DEL PILIERE 43.B3 • CHIESA DI S. MARIA DELLO SPASIMO 44.B4 • CHIESA DI S. MARIA IN VALVERDE 45.B3 • CHIESA DI S. VENERA 46.B4 • CHIESA E CHIOSTRO DELLA MAGIONE 47.B4 • CHIESA E CHIOSTRO DI S. GIOVANNI DEGLI EREMITI 48.D4 • CHIESA E CRIPTA DI S. MATTEO 49.B3 • CHIESA DI S.ANTONIO ABATE 50.B3 • CHIESA EVANGELICA VALDESE 51.B2 • CIMITERO DEGLI INGLESI 52.A1 • COMPLESSO DI S. CHIARA 55.C4 • CONVENTO DI S. ANTONINO E MULINO 58.C4 • CONVENTO DI S. ANTONINO PORTICO AFFRESCATO 59.C4 • CONVENTO E CHIESA DI S. MARIA DI GESù 60.B4 • EDUCANDATO STATALE MARIA ADELAIDE 67.D4 • EX CONVENTO DELLO SCHIAVUZZO 68.B4 • MONASTERO DI S. CATERINA 81.B4 • TESORO E CRIPTA DELLA CATTEDRALE 122.C3 26

Gardens

• FOSSA DELLA GAROFALA 70.D4 • GIARDINO DELLA CONCORDIA 71.B1 • GIARDINO DI VILLA NAPOLI E PICCOLA CUBA 72.D3 • IST. AGRARIO CASTELNUOVO 75.B1 • PARCO DI VILLA PANTELLERIA 109.C1 • ORTO BOTANICO VISITA GUIDATA IN NOTTURNA 3.A4

I BUONI ESEMPI The good examples

• CASA LAVORO E PREGHIERA PADRE MESSINA • CASA MUSEO DEL BEATO GIUSEPPE PUGLISI • MISSIONE DI BIAGIO CONTE VIA ARCHIRAFI • MISSIONE DI BIAGIO CONTE VIA DECOLLATI • DANISINNI - TOUR DEL QUARTIERE E MUSEO • DANISINNI - TEATRO IN STRADA

13.A4 14.A4 79.B4 80.A4 7.D3

8.D3

I LUOGHI DEL LAVORO The places of work

• ANTICHE FORNACI MAIORANA 4.A1 • CONVENTO DI S. ANTONINO E MULINO 58.C4 • EX MANIFATTURA TABACCHI 69.A1 • IST. AGRARIO CASTELNUOVO 75.B1 • PROVVEDITORATO DELLE OPERE PUBBLICHE 111.C3

LA BELLE éPOQUE E IL ’900 The Belle époque and the 1900s

• HOTEL DE FRANCE 74.A4 • ISTITUTO FLORIO-SALAMONE 77.A1 • PROVVEDITORATO 111.C3 DELLE OPERE PUBBLICHE • REAL TEATRO SANTA CECILIA 113.B4 • TEATRO BELLINI 118.B4 • TEATRO BIONDO 119.B3 • TEATRO MASSIMO-PALCOSCENICO 121.C3 • VILLA POTTINO 126.C1 • VILLA ZITO 127.C1 • VILLINO FLORIO E GIARDINO 128.D2 • VILLINO IDA 129.C1 • BANCA D’ITALIA 2.B3 • GRAND HOTEL PIAZZA BORSA 7.B4 • PALAZZINA DEI QUATTRO PIZZI ARENELLA - CASA FLORIO 11.A1 • PREFETTURA - VILLA WHITAKER 14.A1 • VILLA PAJNO 16.B1 • VILLINO FAVALORO 17.C2 CANTIERE DI RESTAURO • VILLA MALFITANO WHITAKER 12.D1


10.C4

N. Luogo Coodinate mappa pagg. 24-25

L’EREDITà ARABO NORMANNA

MUSEI E ARCHIVI

Museums and archives

The Arab-Norman heritage

• CASTELLO A MARE • CASTELLO DELLA CUBA • CASTELLO DELLA ZISA • CASTELLO DI MAREDOLCE • CHIESA DELLA SANTISSIMA TRINITÀ ALLA ZISA • CHIESA DI SAN GIOVANNI DEI LEBBROSI • CHIESA DI S. CRISTINA LA VETERE • CHIESA E CHIOSTRO DELLA MAGIONE • CHIESA E CHIOSTRO DI SAN GIOVANNI DEGLI EREMITI • GIARDINO DI VILLA NAPOLI E PICCOLA CUBA • TESORO E CRIPTA DELLA CATTEDRALE

17.A3 18.D4 19.D2 20.A4 33.D2 36.A4

40.C3 47.B4 48.D4 72.D3 122.C3

SULLE TRACCE DEGLI EBREI On the tracks of the Jews

• ARCHIVIO STORICO COMUNALE 5.B4 • CHIESA E CHIOSTRO DELLA MAGIONE 47.B4 • DIA - VILLA AHRENS 6. B1 • MIQVEH 8.C4

L’ARTE DEI PUPI

The craft of the puppets

• COLLEZIONE OPERA DEI PUPI agenzia CONCA D’ORO • MUSEO INTERNAZ. DELLE MARIONETTE A. PASQUALINO • FIGLI D’ARTE CUTICCHIO LABORATORIO E TEATRO • SALVATORE BUMBELLO

54.D3

87. A4 2. B3 4. C3

ITINERARIO CONTEMPORANEO Contemporary tour

• ARèA • AREA ARCHEOLOGICA • FABBRICHE SANDRON • OFFICINE CALDERAI • SPAZIO RIVOLUZIONE

1.B4 2.B3 3.B1 4.B4 5.B4

• ARCHIVIO STORICO COMUNALE 5.B4 • BIBLIOTECA A. BOMBACE 6.C3 EX COLLEGIO DEI GESUITI • BIBLIOTECA DI CASA PROFESSA 7.C4 • CAPPELLA E BIBLIOTECA 11.C1 DELL’ISTITUTO GONZAGA • CASA MUSEO DEL COSTUME 15.A4 TEATRALE - PAL. CHIAZZESE • CIRCOLO GIURIDICO 53.C4 • ECOMUSEO DEL MARE 66.A4 MEMORIA VIVA • GIPSOTECA DI PALAZZO ZIINO 73.C2 • ISTITUTO FILIPPO PARLATORE 76.C3 • LOGGIATO DI S. BARTOLOMEO 78.A3 • MUSEO ARCHEOLOGICO 82.B3 A. SALINAS • MUSEO DEL RISORGIMENTO SOCIETà SICILIANA 83.B3 DI STORIA PATRIA • MUSEO DEL TESORO 84.A1 DI SANTA ROSALIA • MUSEO DELLE SCIENZE 85.D1 MARGHERITA HACK • MUSEO DI ZOOLOGIA 86.B4 DODERLEIN • MUSEO INTERNAZ. DELLE MARIONETTE A. PASQUALINO 87.A4 • MUSEO RISO 88.C3 • MUSEO-liceo V. RAGUSA 89.D4 E O. KIYOHARA • PALAZZO ABATELLIS 98.A4 • PALAZZO AJUTAMICRISTO 99.B4 RACCOLTA LAPIDEA • SPAZIO FLACCOVIO LICEO VITTORIO EMANUELE 116.C3 • STANZE AL GENIO 117.B4 • VILLA ZITO 127.C1 • DEPOSITI DELLA GAM 5.B4 • MUSEO ANICE TUTONE 9.B4 • MUSEO MORETTINO 10.D1 • PALAZZO BRANCIFORTE 12.B3

LA MEMORIA DELLA GUERRA The memory of the war

• CASA DEL MUTILATO • CASAMATTA ALLA CALA • CRIPTA AI CADUTI • RIFUGIO ANTIAEREO DI PIAZZA PRETORIA • RIFUGIO ANTIAEREO DELLA BIBLIOTECA BOMBACE

ORATORI Oratories

• ORATORIO DEI BIANCHI • ORATORIO DEI SANTI PIETRO E PAOLO • ORATORIO DELL’IMMACOLATELLA • ORATORIO DELLA CARITà DI SAN PIETRO AI CROCIFERI • ORATORIO DELLE DAME • ORATORIO DI SAN LORENZO • ORATORIO DI SAN MERCURIO

n - Luoghi senza prenotazione n - Itinerario contemporaneo n - Visite con prenotazione n - Esperienze

91.A4 92.C3 93.B4

12.C3 16.A3 61.C1 114.B4 115.C3

I LUOGHI DELLA GIUSTIZIA

94.C3

The places of justice

• COMPLESSO MALASPINA • questura • DIA - VILLA AHRENS • UCCIARDONE

95.C4

96.B4 97.D4

27

56. D1 112.B4 6. B1 1. B1


itinerAri tEmatIcI PALERMO DAL BASSO

SERPOTTA E BORREMANS

Palermo from below

• CAMERA DELLo sCIRoCCo DI fonDo MICCIuLLA • CATACoMBA DI PoRTA D’ossunA • CATACoMBE DI sAn MICHELE ARCAnGELo • CHIEsA E CRIPTA DI s. MATTEo • CRIPTA DELL’oRAToRIo DELLA MoRTE In s.oRsoLA • CRIPTA DELLE REPEnTITE • CRIPTA LAnZA A s. MAMILIAno • nECRoPoLI PunICA • RIfuGIo AnTIAEREo DI PIAZZA PREToRIA • RIfuGIo AnTIAEREo DELLA BIBLIoTECA BoMBACE • TEsoRo E CRIPTA DELLA CATTEDRALE • VILLA LAnTERnA GRAVInA E GRoTTA DELL’ACquAsAnTA • CAMERA DELLo sCIRoCCo DI VILLA nAsELLI • MIqVEH • soRGEnTI DEL GABRIELE • qAnAT

Serpotta and Borremans

8.d3 21.d3 22.c4 49.B3 62.c4 63.B4 64.B3 90.d4 114.B4 115.c3 122.c3 125.a1 3.d4 8.c4 15.d3 5.d3

PALERMO DALL’ALTO Palermo from above

• ToRRE DI s. AnTonIo ABATE • AERoPoRTo DI BoCCADIfALCo 1o PERC. • CAMPAnILE DI sAn GIusEPPE CAfAsso • CuPoLA DEL ss sALVAToRE • LoGGIATo DI s.BARToLoMEo • PoRTA fELICE • ToRRE DI s. nICoLo DI BARI • AERoPoRTo DI BoCCADIfALCo 2o PERC. • VoLo In PARAPEnDIo DA MonDELLo • VoLo In PIPER

2.B3 3.d3

24.c3 25.c4 30.c3 32.d4 37.c4 38.c4 39.B4 42.a4 45.B3 49.B3 55.c4 62.c4 91.a4 92.c3 93.B4 94.c3 96.B4 97.d4

Villas and palaces

65.c4 78.a3 110.a4 123.c4 1.d3 10.B1 11.d3

8.a3 9.B1

TEATRI E CONSERVATORI Theaters and conservatories

• ConsERVAToRIo DI MusICA A. sCARLATTI • REAL TEATRo sAnTA CECILIA • TEATRo BELLInI • TEATRo BIonDo • TEATRo GARIBALDI • TEATRo MAssIMo PALCosCEnICo

23.c3

VILLE E PALAZZI

9.d4

TOUR

• TouR su LIsCA BIAnCA • TouR A CAVALLo

• CHIEsA DEI ss. 40 MARTIRI ALLA GuILLA • CHIEsA DEI TRE RE • CHIEsA DEL CARMInE MAGGIoRE • CHIEsA DELLA BADIA nuoVA • CHIEsA DELLA PInTA • CHIEsA DI s. AnTonIo DA PADoVA • CHIEsA DI s. oRsoLA DEI nEGRI • CHIEsA DI s. CATERInA D’ALEssAnDRIA • CHIEsA DI s. MARIA DEGLI AnGELI (GAnCIA) • CHIEsA DI s. MARIA In VALVERDE • CHIEsA E CRIPTA DI s. MATTEo • CoMPLEsso DI s. CHIARA • CRIPTA DELL’oRAToRIo DELLA MoRTE In s. oRsoLA • oRAToRIo DEI BIAnCHI • oRAToRIo DEI sAnTI PIETRo E PAoLo • oRAToRIo DELL’IMMACoLATELLA • oRAToRIo DELLA CARITÀ DI sAn PIETRo AI CRoCIfERI • oRAToRIo DI s. LoREnZo • oRAToRIo DI s. MERCuRIo

57.B3 113.B4 118.B4 119.B3 120.B4 121.c3

28

• PALAZZo ALLIATA DI VILLAfRAnCA • PALAZZo AsMunDo • PALAZZo BonoCoRE • PALAZZo CoMITInI • PALAZZo DE GREGoRIo • PALAZZo DI CITTÀ • PALAZZo sAnT’ELIA • PALAZZo uTVEGGIo • PALAZZo ZInGonE TRABIA • VILLA DE CoRDoVA • VILLA LAnTERnA GRAVInA E GRoTTA DELL’ACquAsAnTA • VILLA PoTTIno • VILLA ZITo • VILLIno fLoRIo E GIARDIno • VILLIno IDA • CAsInA CInEsE Con CunICoLI • PALAZZInA DEI 4 PIZZI AREnELLA - CAsA fLoRIo • PALAZZo BRAnCIfoRTE • PALAZZo MIRTo • VILLIno fAVALoRo (cantiere) • VILLA MALfITAno WHITAKER

100.c4 101.c4 102.B4 103.c4 104.a1 105.B4 106.B4 107.c1 108.B4 124.c1 125.a1 126.c1 127.c1 128.d2 129.c1 4.B1 11.a1 12.B3 13.B4 17.c2 12.d1


La chiave di tutti i Tesori

le Vie Dei tesori cArD è unA TEssERA noMInATIVA CHE VI DARÀ ACCEsso ILLIMITaTO (SaLTaNDO La cODa) a TUTTI I LUOGhI DELL’EDIzIONE 2019 DI paLERMO. PER VoI o DA REGALARE. Per averla, con soli 50 euro, basta andare sul sito www.leviedeitesori.com Riceverai un coupon con un q-R code da esibire agli ingressi. se vorrai potrai convertire il coupon in una card formato carta di credito, da ritirare nella sede di Vie dei Tesori. n.B.: La card non consente l’accesso a luoghi su prenotazione, esperienze ed eventi.


1 EXTRA Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards

Vicolo Infermeria dei Cappuccini, 3

[ C3 ]

20 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

Casa San Francesco

L’ex convento dei Cappuccini esempio di rinascita sociale “Casa San Francesco” è veramente uno dei segreti meglio nascosti della città: dietro l’asse dei palazzi nobiliari sul Cassaro, sorge infatti l’ex convento seicentesco dei Frati Minori Cappuccini che oggi si apre ad attività sociali. Sorta come ospedale per i frati infermi e solo in seguito adibito a Collegio, la Casa possiede il tipico impianto conventuale francescano e copre un intero isolato chiuso tra vicolo Infermeria Cappuccini, via Matteo Sclafani, via Biscottai e vicolo San Tommaso dei Greci. La pianta è a croce latina, e si innesta sulle antiche mura puniche della città. La visita comprende le antiche celle dei frati, la terrazza con vista sulla città e il giardino segreto nato nell’ex chiostro, dove da è stato aperto il bistrot di “Cotti in fragranza”, la cooperativa sociale nata all’interno del Malaspina.

The former convent of the Capuchins. An example of social rebirth Behind the aristocratic palaces on the Cassaro, there is the former 15th-century Convent of the Friars Minor Capuchin. Casa San Francesco, a hospital and later Capuchins’ College, has the typical layout of Franciscan convents and covers a block of about 3,000 square metres – the quadrilateral formed by Vicolo Infermeria Cappuccini, Via Matteo Sclafani, Via Biscottai and Vicolo San Tommaso dei Greci. Its Lat-

in-cross plan is aligned parallel to the Cathedral, and part of the building rests on the ancient Punic city walls, recently resurfaced in Piazza Bellini, beneath the church of San Cataldo. The tour includes the once friars’ cells, the terrace overlooking the city roofs and domes, and the secret garden. Here, the bistro of “Cotti in fragranza”, the social cooperative born inside the Malaspina prison, will offer the visitors its cookies. 30


2 EXTRA PALERMO DALL’ALTO

Palermo from above

Via Roma 203/A VEN/Fri, SAB/Sat h. 10-17.30 DOM/Sun h. 13-17.30

[ b3 ]

20 min.

torre di Sant’Antonio abate

La torre civica voluta dai Chiaromonte

La Torre civica di Sant’Antonio Abate è stata restituita da pochissimo alla città: salirvi significa dominare dall’alto l’intero Mandamento della Loggia e il brulicante mercato della Vucciria. Edificata su i resti della torre di avvistamento Pharat (di origine araba), fu voluta nel 1302, da Giovanni e Manfredi Chiaromonte, grandi devoti di sant’Antonio Abate, i cui stemmi sono ancora visibili sul prospetto. Completata nel 1313, restaurata nel 1595 quando per problemi statici venne accorciata. Dopo quasi trent’anni di chiusura a causa di alcuni restauri e di aperture spot, ha riaperto le porte la chiesa e, pochi mesi dopo, anche la torre è stata resa accessibile al pubblico: è ancora visibile (ma non più funzionante) il campanone della città (detto “Pretoria”) con cui il Senato adunava i cittadini.

The bell tower commissioned by Chiaromonte family The Bell Tower of Sant’Antonio Abate has been recently given back to the city. From its top, you get a view of the whole Mandamento della Loggia and the swarming market of the Vucciria. Built on the remains of the Pharat watchtower (of Arab origin), it was commissioned in 1302 by the great devotees of Saint Anthony Abbot, Giovanni and Manfredi Chiaromonte, whose coats of arms are still visible on the

façade. Completed in 1313, restored, and shortened in 1595 because of static problems. After being closed for almost thirty years, among restorations and temporary openings, the doors of the church have been reopened. A few months later, the tower has been opened as well. It is still visible – yet no longer functioning – the massive bell of the city (called “Pretoria”) through which the Senate used to gather the citizens. 31


3 PALERMO DALL’ALTO

Palermo from above

Piazza Pietro Micca

[ D3 ]

45 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17

AEROPORTO DI BOCCADIFALCO

L’hangar e il bunker ritrovato dell’antico scalo della città È uno degli aeroporti più antichi d’Italia, costruito grazie ai Florio e al sostegno di Italo Balbo, allora ministro dell’Aeronautica. Progettato nel 1925, inaugurato nel 1931 con l’atterraggio del primo velivolo, segnò il tramonto del trasporto su dirigibile e dell’uso del campo di volo della Favorita, da cui si libravano mongolfiere sin dal 1910. Base aerea durante la Seconda Guerra, smilitarizzato nel 2009, oggi è di proprietà dell’Enac, e ospita reparti di polizia, carabinieri, guardia di finanza, oltre al Soccorso alpino, la base operativa del 118, e l’Aeroclub con il suo hangar storico. Si visiterà il rifugio antiaereo riportato alla luce. Per i più audaci, c’è pure il battesimo del volo sul Piper (vedi esperienze). Visita guidata d’autore con degustazione di vini PLANETA Sab./Sat. 26 ott. h. 19 >>Prenotazione: leviedeitesori.com Contr./Fee €7

The rediscovered hangar and bunker of the ancient city airport It is one of the oldest airports in Italy, built thanks to the strong interest of Florio family and the support of Italo Balbo, at the time Minister of Aeronautics. Designed in 1925, inaugurated in 1931with the landing of the first aircraft on hard court, marked the end of passenger transport on airship and the use of the Favorita’s airfield, from which hot-air balloons hovered since 1910. Very active as an air base during the Second World

War, demilitarised in 2009, is now owned by ENAC, and houses Police departments, Carabinieri, Guardia di Finanza, as well as the mountain rescue and the operation centre of 118 (national number for emergencies), and the aeroclub with its beautiful historical hangar. You will also visit the air raid shelter recently discovered and brought to light. For the more daring, there is also the possibility of flying on the Piper (see experiences). 33


4 I LUOGHI DEL LAVORO

The places of work

via Cardinale Mariano Rampolla, 68

[ A1 ]

45 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

ANTICHE FORNACI MAIORANA Nel sottosuolo della città tra cave e fornaci

Un salto nel tempo, quando operai e “carusi” scavavano la pietra, spaccando a colpi di piccone la calcarenite da cui ricavare la calce. Le fornaci Maiorana sono uno dei più begli esempi di archeologia industriale della città, salvato dall’abbandono. Un complesso di due fornaci per la produzione della calce viva e un frantoio per gli inerti, su tre livelli compresa la parte sotterranea. Le fornaci erano alimentate al secondo livello, più in basso, mentre il terzo, scavato nella roccia, serviva per raccogliere la calce in piccoli carrelli metallici su rotaia, portati fuori con elevatori. Attive fino al 1968, quando il cemento armato ridusse l’uso della calce e le fornaci morirono. Gli eredi della famiglia Maiorana hanno affrontato lunghi lavori di restauro, restituendole alla città.

In the city underground between quarries and kilns A leap in time, when workers and “carusi” were digging stones pickaxing limestone to obtain the lime. The Maiorana kilns are one of the most interesting examples of industrial city archaeology, rescued from neglect. A plant of two kilns for the production of quicklime and a mill for inert matters on three levels, including the underground part. The kilns were fuelled at the second level, lower

down, whereas the third one, dug in the rock, was used to collect the lime in small metal trucks on rails and taken out with elevators. They were used until 1968, the period in which reinforced concrete started cutting down the use of lime and therefore lime and kilns stopped working. The heirs of the Maiorana family have faced lengthy restoration works to return the kilns to the city. 34


5 MUSEI E ARCHIVI

Museums and archives SULLE TRACCE DEGLI EBREI

On the tracks of the Jews

Via Maqueda, 157

[ b4 ]

20 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

ARCHIVIO STORICO COMUNALE

Un viaggio nella memoria su e giù per sette chilometri Settemila metri di scaffalature cariche di documenti, libri e manoscritti. Racchiudono la memoria della città, dalla fine del 1200 alla metà del Novecento. L’Archivio storico comunale è un pozzo inesauribile di fonti preziose: dal Registro di Gabelle regie di epoca angioina al Fondo Ricordi patri, del quale fanno parte “cimeli” risorgimentali come le lettere autografe di Garibaldi, re Umberto I e Crispi. Dal 1866 ha sede nell’ex convento agostiniano di San Nicolò da Tolentino, edificato sull’antica sinagoga ebraica. Splendida opera di ingegneria è l’Aula Grande di Damiani Almeyda, il progettista del Politeama. Una scala a chiocciola consente di raggiungere gli originali ballatoi. Quattro argani in legno, con cestelli, permettono di far viaggiare carte e volumi per la consultazione.

A journey of seven kilometers up and down the memory Seven thousand meters of wooden shelves loaded with documents,books and manuscripts. They enclose the memory of the city of Palermo, from the end of 1200 to the mid-twentieth century. The municipal historical archive is an inexhaustible well of precious sources: from the Register of the Royal Gabelles from Angevin era to the ‘Fondo Ricordi patri’, which includes also the ‘Risorgimentali’, the autograph letters

of Garibaldi, King Umberto I and Crispi. Since 1866 it has been housed in the former Augustinian convent of San Nicolò da Tolentino, built on the site of the ancient Jewish synagogue. The “Aula Grande” by Giuseppe Damiani Almeyda, the famous designer of the Teatro Politeama, is a masterpiece. A spiral staircase leads to the galleries. Four wooden hoists are used to make papers and volumes travel up and down.

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6 MUSEI E ARCHIVI

Museums and archives

[ c3 ]

via Vittorio Emanuele, 429 VEN/Fri 4,11,18, 25 Ott. SAB/Sat 5, 12 Ott. DOM/Sun 6, 13 Ott.

30 min.

h. 10-17.30

BIBLIOTECA BOMBACE EX COLLEGIO DEI GESUITI Il tesoro dei gesuiti tra codici greci e arabi

Un milione di volumi e codici, preziosi e antichi, come il Libro delle Palme in arabo e le Lettere di San Paolo in greco. Visitare la Biblioteca regionale vuol dire partire dall’ex Collegio Massimo della Compagnia di Gesù e dalla chiesa di santa Maria della Grotta, vera “Domus studiorum”. La Regia Biblioteca, inaugurata il 15 novembre 1782, su ordine di Ferdinando I, nacque su spinta del principe di Torremuzza, Gabriele Lancillotto Castelli, che chiamò l’architetto Venanzio Marvuglia. Primo direttore, il padre teatino Giuseppe Sterzinger, e il primo fondo nacque dalla biblioteca dei Gesuiti. Nei bombardamenti del ‘43– sotto si trova il rifugio antiaereo, che si visita a parte (vedi visite su prenotazione) – la scaffalatura lignea del Marvuglia fu perduta e i libri trasferiti a palazzo Mazzarino fino al 1948. Nel 1979 altro crollo e lavori.

The treasure of the Jesuits between Greek and Arabic codes One million volumes and codes, precious and ancient, like the Books of Palms in Arabic and the Letters of Saint Paul in Greek. The regional Library started as Collegio Massimo della Compagnia di Gesù with the church of Santa Maria della Grotta, a true “Domus studiorum”. The Regia Biblioteca (Royal Library), inaugurated on 15th November 1782 by Ferdinando I, with the support of Gabriele Lancillotto Castelli, Principe di 37

Torremuzza, who called the architect Venanzio Marvuglia. The first director was the Theatine father Giuseppe Sterzinger and the first fund came from the Jesuit library. In the bombing of ’43 – below, the shelter that can be visited separately – the wooden stack by Marvuglia was destroyed and the books were moved to palazzo Mazzarino, where they remained until 1948. In 1979 there was another collapse, followed by restoration works.


7 MUSEI E ARCHIVI

Museums and archives

[ c4 ]

Via Casa Professa, 1 VEN/Fri 11, 25, SAB/Sat 12, 26, DOM/Sun 13, 27 ottobre

30 min.

h. 10-17.30

BIBLIOTECA DI CASA PROFESSA

Nell’ex casa dei gesuiti preziosi manoscritti e ritratti Accanto alla superba chiesa barocca del Gesù, a pochi passi dal mercato di Ballarò, si trova la Biblioteca di Casa Professa. Fu inaugurata il 25 aprile 1775 come appendice dell’antica Biblioteca comunale. Qui, nell’ex dimora dei Gesuiti, espulsi per decreto regio nel 1767, trovarono nuovo spazio migliaia di volumi. Di grande suggestione è il chiostro, con il bellissimo pavimento a ciottoli. All’interno, oltre al prezioso corpus di codici membranacei e cartacei, per lo più manoscritti di eruditi palermitani,vergati tra il XVI e il XVIII secolo, di particolare interesse sono la scaffalatura lignea e il “Famedio dei siciliani illustri”, circa trecento ritratti di personaggi dell’arte e della letteratura siciliana, realizzati in gran parte da Giuseppe Patania alla fine dell’Ottocento.

Precious manuscripts and portraits in the former Jesuit house Next to the superb Baroque church ‘del Gesù’, a few steps from Ballarò market, there is the Biblioteca of Casa Professa. It was inaugurated on 25 April 1775 as an annex of the ancient Municipal Library. Here, in the former residence of the Jesuits, expelled by royal decree in 1767, thousands of volumes found new space. Very impressive is the cloister, with the beautiful cobbled floor. Inside, in

addition to the precious corpus of parchments and paper codes, mostly manuscripts by scholars from Palermo, written between the XVI and the XVIII centuries, the wooden shelving and about three hundred portraits of famous Sicilian characters in arts and literature, made largely by Giuseppe Patania at the end of the 19th century, are of particular interest. 38


8 Palermo dal basso

Palermo from below

[ d3 ]

Via Micciulla, 1 VEN/Fri, Sab/Sat, DOM/Sun h. 10-17.30 27 Ott - 1,2,3 Nov h. 10-16.30

30 min.

Coupon non disponibili all’ingresso

CAMERA DELLO SCIROCCO DI FONDO MICCIULLA (BASE SCOUT VOLPE ASTUTA)

L’antro scavato nella roccia nel parco strappato alla mafia Una camera dello scirocco scavata nella roccia da cui si intravede l’ingresso a un qanat. Scesi i gradini e raggiunti i sedili naturali, i visitatori possono godere della frescura e osservare le stratificazioni geologiche e la bella vegetazione intorno. È questa la chicca di un parco con una superficie di circa due ettari le cui notizie risalgono al 1400 e che, attraverso varie vicissitudini, nel corso dei secoli, è arrivato integro fino ai giorni nostri. Per lunghi anni è stato proprietà di una famiglia mafiosa. Nel 1980 fu sequestrato dall’allora giudice istruttore Giovanni Falcone e, dopo la confisca, assegnato nel ’99 all’associazione Agesci che lo ha recuperato dal degrado e ne ha fatto una base Scout. L’intervento della Soprintendenza ha permesso di restituirlo al pubblico.

The cave dug into the rock in the park rescued from the Mafia A chamber of the sirocco carved in the rock from which the entrance to a qanat can be seen. Descending the steps and reaching the natural seats, visitors can enjoy the freshness and observe the geological stratifications and the beautiful vegetation around. This is the gem of a park with an area of about two hectares whose news date back to 1400 and which, through various vicissitudes, over the centuries, has arrived intact up

to the present day. For many years it was owned by a mafia family. In 1980 it was confiscated by the then investigating magistrate Giovanni Falcone and, after the confiscation, assigned in 1999 to the association Agesci (Association of Italian Catholic Scouts and Guides) who recovered it from the degradation and made it a Scout base. The intervention of the Superintendency allowed to return it to public use.

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VIENICI A TROVARE


9 PALERMO DALL’ALTO

Palermo from above

Via Benedettini, 16

[ d4 ]

15 min.

Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

CAMPANILE DI SAN GIUSEPPE CAFASSO

Dalle montagne al mare uno spettacolo per gli occhi

Da lassù si poteva dominare tutta la città che “contava”: le cupole e il chiostro di San Giovanni degli Eremiti, la cattedrale, Palazzo dei Normanni, Villa d’Orleans. Cambiando prospettiva, la veduta si estendeva fino al Cassaro basso e da lì verso il mare. Oggi come allora. Il luogo è angusto e di sacrificato approdo: un campanile. Ma una volta arrivati in cima, la fatica viene ricompensata da un panorama che lascia senza fiato. Il campanile di San Giuseppe Cafasso risale alla seconda metà del Settecento. La chiesa annessa apparteneva alla Congregazione benedettina olivetana e fu costruita accanto al monastero edificato poco prima. Elevata a parrocchia nel 1953, poiché nasceva di fronte al carcere femminile, fu dedicata al sacerdote san Giuseppe Cafasso, patrono dei carcerati.

From the mountains to the sea a spectacular view From up there one could dominate the whole city that “mattered”: the domes and the cloister of San Giovanni degli Eremiti, the Cathedral, Palazzo dei Normanni, Villa d’Orleans, Piazza Indipendenza. Changing the prospect, the view extended up to the lower Cassaro and from there towards the sea. The place is cramped, as are bell towers, but once you get to the top, the effort is rewarded by a breathtaking landscape. The 41

bell tower of San Giuseppe Cafasso dates back to the second half of the 18th century. The annexed church belonged to the Congregazione Benedettina Olivetana (Olivetana Benedictine Congregation) and was erected next to the monastery built just before. It was promoted to parish in 1953 and, since it was located in front of the women’s prison, was dedicated to the priest Saint Joseph Cafasso, patron of prisoners.


10 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards

[ c4 ]

piazza della Vittoria, 10 Sab/Sat DOM/Sun (escl. 5, 6 ottobre)

20 min.

h. 10-17.30

CAPPELLA DI MARIA SANTISSIMA DELLA SOLEDAD Marmi mischi e dipinti nel tempio del clero spagnolo

La Real Cappella della Soledad fu costruita a fine ‘500 nella chiesa di San Demetrio della SS. Trinità; ampliata nel ‘600 e rifinita nel ‘700, appartiene al clero spagnolo. I bombardamenti del ‘43 distrussero la chiesa di San Demetrio ma la cappella, pur danneggiata, restò in piedi e nel 1957 fu restaurata a spese del Regno di Spagna. L’elegante cancello in ferro porta all’interno, rivestito di marmi mischi, con dipinti, busti e pitture. Sull’altare l’immagine della Madonna della Soledad giunta con un gruppo di spagnoli. La Congregazione di Nostra Signora della Soledad, dal 1600 al 1945, organizzò per il Venerdì Santo la “Scinnuta r’Addulurata”, processione dell’Addolorata ricoperta da un manto in velluto nero. Ne donò uno la regina Margherita di Savoia.

Mixed marbles and paintings in the temple of the Spanish clergy The Royal Soledad Chapel was built at the end of the 1500s in the church of San Demetrio della SS. Trinità; it was extended in the 17th century and finished in the 18th, and belongs to the Spanish clergy. The bombing of ’43 destroyed the church of San Demetrio, but the chapel, although damaged, was still standing, and in 1957 it was repaired at the expense of the Kingdom of Spain. The elegant iron

gate leads to the inside, covered with mixed marbles and paintings. On the altar, the image of the Madonna of the Soledad arrived with a group of Spaniards. The Congregation of Our Lady of the Soledad, from 1600 to 1945, organized, for Good Friday, the “Scinnuta r’Addulurata”, a procession of Our Lady of Sorrows covered with a black velvet mantle. Queen Margaret of Savoy donated one.

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11 MUSEI E ARCHIVI

Museums and archives

[ c1 ]

Via Piersanti Mattarella 38-42

40 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

CAPPELLA, BIBLIOTECA e CASINA WHITAKER del GONZAGA La memoria dell’Istituto nato cento anni fa

L’Istituto Gonzaga fu fondato dalla Compagnia di Gesù nel 1919, esattamente cento anni fa. Da scoprire, la cappella, la biblioteca e - eccezionalmentem - la Casina Whitaker, il fabbricato ottocentesco dove studiarono i primi ragazzi, acquistato dai Gesuiti insieme al parco di 25mila metri quadrati da Giosuè Whitaker, componente della grande famiglia di imprenditori inglesi. La cappella, dedicata a San Giuseppe, fu realizzata negli anni Venti del secolo scorso, ma venne abbellita con tre altari di marmo provenienti dalla chiesa di Santa Maria della Grotta al Cassaro, oggi Biblioteca regionale. Recentemente restaurati, questi gioielli barocchi sono tornati a risplendere. La biblioteca custodisce anche una parte (24 mila volumi) del Fondo librario antico, che rappresenta la memoria storica della Compagnia di Gesù, tra incunaboli e cinquecentine.

The Memory of the Society of Jesus with precious manuscripts The Gonzaga Institute was founded in 1919 by the Society of Jesus. The chapel and the library are a pleasant surprise. The first, dedicated to Saint Joseph, was built in the 1920s, but was embellished with three ancient marble altars from the church of Santa Maria della Grotta al Cassaro, now Regional Library. Just restored, these baroque jewels are back to shine. The library boasts a wealth of about 32 thousand volumes for

the modern fund. It also preserves a large part (24 thousand volumes) of the precious Ancient Library Fund, in three national venues (the other two are Gallarate and Naples), which represents the historical memory of the Society of Jesus. Many incunabula and many ‘cinquecentine’. Considering only the texts before 1830, the Fund consists of about one hundred thousand volumes, on a computerized catalogue. 43


DI

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Via Vaccarini, 27/29 90143 Palermo Tel. 091 2510213 Mail: lavarapido.palermo@yahoo.com lavarapido.info


12 LA MEMORIA DELLA GUERRA

The memory of the war

Via Alessandro Scarlatti 12

[ c3 ]

20 min.

Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

CASA DEL MUTILATO Il tempio razionalista voluto dal Regime

Il concorso per la sua costruzione fu bandito in piena era fascista dall’Associazione Mutilati e Invalidi di guerra, nel 1936, e vinto dall’architetto Giuseppe Spatrisano. I calcoli di cemento armato furono eseguiti da Giovan Battista Santangelo che, come l’architetto, si era formato alla corte del Basile. Sull’ingresso in marmo si legge “TEMPIO MUNITO FORTEZZA MISTICA”: è un raro esempio palermitano di grande simmetria di architettura tra le due guerre, a metà tra i metafisici giochi formali di Giorgio De Chirico e il razionalismo romano di Giuseppe Terragni, tra monumento al sacrificio e costruzione funzionale. Fu inaugurato il 21 maggio 1939, ospita la sezione penale del Giudice di Pace, oltre a uffici comunali. Alcune ali dismesse conservano gli arredi originali disegnati da Spatrisano.

The rationalist temple commissioned by the Regime The competition held at the height of Fascism by the Association of people wounded and disabled in the war was won in 1936 by architect Giuseppe Spatrisano. The calculations on reinforced concrete were carried out by Giovan Battista Santangelo who, like the architect, had been trained at the court of Basile. On the marble entrance, the writing “TEMPIO MUNITO FORTEZZA MISTICA “ (Fortified Temple, Mystic Fortress):

in Palermo it’s a rare example of symmetry in architecture between the wars, halfway between the formal metaphysical games of Giorgio De Chirico and the Roman functionalism of Giuseppe Terragni, in between a monument to sacrifice and some functional construction. Inaugurated on 21st May 1939, it houses the penal section of the Giudice di Pace. Some abandoned wings preserve the original furniture designed by Spatrisano.

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13 I BUONI ESEMPI

The good examples

Foro Umberto I, 29 (ASTRACHELLO EX VILLA PRINCIPI CUTÒ) [ a4 ]

20 min.

VEN/Fri Sab/Sat h. 10-17.30 DOM/Sun h. 10.40-17.30

CASA LAVORO E PREGHIERA PADRE MESSINA

Il rifugio per gli orfanelli del “pazzo di Dio”

Fondata da padre Giovanni Messina, la “Casa di preghiera e lavoro” sorse alla fine dell’Ottocento in quella zona che il battagliero sacerdote chiamava l’“Africa di Palermo”: la borgata marittima di Sant’Erasmo, nota per i roghi dell’Inquisizione al tempo degli Spagnoli, per la povertà e la fame in tutte le epoche. Fu qui che, presa in affitto una grande struttura appartenuta ai principi Cutò, padre Messina aprì una casa di accoglienza per gli orfani. Il vasto complesso, che si trova proprio in riva al mare e presenta i tipici caratteri dell’architettura tardo-ottocentesca, comprende pure la chiesetta trecentesca di Sant’Erasmo, recuperata dal sacerdote, con l’aiuto degli abitanti della Kalsa. Rivive in questo luogo tutto il carisma di padre Messina che fu soprannominato “Il pazzo di Dio”.

The refuge for orphans of ‘The Crazy for God’ Founded by Father Giovanni Messina, the “House of prayer and work” arose at the end of the nineteenth century in that area that the priest called “Africa of Palermo”: the maritime village of Sant’Erasmo, known for the burning of the Inquisition at the time of the Spaniards, for poverty and hunger at all times. It was here that, having rented a large structure belonging to the Cutò princes, Father Messina

opened a shelter for the orphans. The vast complex, which is located right by the sea and presents the typical features of late 19th-century architecture, also includes the fourteenth-century church of Sant’Erasmo, recovered by the priest, with the help of the inhabitants of the Kalsa. In this place relives all the charisma of Father Messina who was nicknamed “The Crazy for God”. 46


14 I BUONI ESEMPI

The good examples

Piazzale Anita Garibaldi, 5

[ a4 ]

30 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

CASA-MUSEO DI PADRE PUGLISI

Tra i libri e gli oggetti del prete martire di Cosa Nostra Questa è la casa dove visse padre Pino Puglisi, il parroco di Brancaccio ucciso dalla mafia il 15 settembre del 1993. Dopo la morte del sacerdote, che in questo quartiere si prendeva cura dei bambini e dei diseredati, sottraendoli al reclutamento mafioso, fu acquistata dal Centro di accoglienza “Padre nostro” e riallestita con i mobili e gli arredi concessi dalla famiglia della vittima. Nel 2014, a un anno dalla beatificazione, la Casa-museo è stata inaugurata e inserita nel circuito espositivo dell’Associazione dei musei ecclesiastici italiani. Da allora, migliaia di persone hanno voluto rendere omaggio ai luoghi cari a don Pino Puglisi. Oltre agli oggetti personali, in gran parte libri e documenti, vi sono anche materiali fotografici e video sulla vita e l’attività del sacerdote.

Between books and objects of the priest martyr of Cosa Nostra This is the house where Padre Pino Puglisi lived, affectionately nicknamed by his friends “tre P” (three P), the parish priest from Brancaccio killed by the Mafia on September 15, 1993. After the death of the priest, who took care of the children and the disinherited, subtracting them from the Mafia recruitment, was purchased by the reception center “Padre Nostro” and rearranged with furnishings given by the victim’s

family. In 2014, one year after the beatification, the Casa-Museo was inaugurated and included in the exhibition route of the Associazione dei musei ecclesiastici italiani. Since then, thousands of people paid tribute to the places dear to Don Pino Puglisi. In addition to personal objects, mostly books and documents, there are also photographic and video materials on the life and activity of the priest. 47


15 MUSEI E ARCHIVI

Museums and archives

[ a4 ]

Vicolo Chiazzese, 10

30 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

CASA-MUSEO DEL COSTUME TEATRALE

La storia dello spettacolo nel cuore di Brancaccio

È la prima esposizione storica del costume teatrale nel Sud Italia, nata da un’antica tradizione di famiglia. Nel 2000 il più piccolo dei figli di Antonino Pipi, Massimiliano, acquisisce, con Gessica Genco, una porzione del Baglio Chiazzese, parte dell’antico parco del Genoardo. E a Brancaccio lavora con le associazioni del luogo per il recupero dei mestieri antichi. I fratelli Francesco, Paolo e Massimiliano, che gestiscono la sartoria di famiglia, decidono di far conoscere la loro storia centenaria, aprendo la “Casa museo”. Tra stoffe e figurini, decori raffinati e foto di star dello spettacolo, il Museo propone un viaggio nei back-stage teatrali, ma nel contempo è l’esempio di un impegno concreto, di lavoro, aggregazione sociale, arte e cultura, nel cuore di un quartiere periferico.

The history of show in the heart of Brancaccio neighbourhood It is the first historical exhibition of the theatrical costume in Southern Italy, born from an ancient family tradition. In 2000, the youngest of the sons of Antonino Pipi, Massimiliano, acquires, in society with Gessica Genco, a portion of the Baglio Chiazzese, which is part of the park of the ‘Genoardo’, dependance of the Castello della Favara. And in Brancaccio he works with the local associations for the recovery of ancient crafts.

The brothers Francesco, Paolo and Massimiliano, who manage the family tailoring, decide to share their centenary history and the heritage preserved, opening the ‘casa museo’. Among fabrics and figurines, refined decorations and photos of show stars, today the Museum proposes a trip to the back-stage theater, but is also an example of commitment, work, social aggregation, and culture in the heart of a suburban neighborhood.

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16 LA MEMORIA DELLA GUERRA

The memory of the war

Piazzetta Capitaneria di Porto

[ a3 ]

20 min.

Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30 (escl. 2, 3 Nov.)

CASAMATTA ALLA CALA Il rifugio dei militari per controllare la costa

Chissà mai come passavano le ore i tre militari di guardia nella casamatta sul mare. Te li immagini lì, costretti a muoversi poco alla volta, uno alla mitragliatrice (la 37 Ansaldo Breda, in dotazione alle truppe italiane), uno a guardia della seconda feritoia, l’altro dietro, a turno. Entrare nel bunker di pietra e calcestruzzo – nell’Italia del ’43 il ferro era un tesoro da salvaguardare – vuol dire saltare all’indietro nel tempo. Si superano pochi gradini, un corridoio e si arriva a una piccola camera circolare con tre feritoie, la mitragliatrice al centro. Lo scopo era la guardia della costa: non era difficile che gli inglesi di stanza a Malta mandassero sommergibili e sub durante la notte per minare i “convogli”. E questo prima ancora che Palermo fosse distrutta dai bombardamenti del ’43.

The military shelter to control the coast We don’t know how the three soldiers on duty in the casemate by the sea spent their time. We imagine them there, forced to move one at a time, one at the machine-gun (the 37 Ansaldo Breda, supplied to the Italian troops), one guarding the second loophole, the third one behind, in turn. Entering the stone and concrete bunker – in Italy in ’43 iron was a treasure to be protected – is to

jump backwards. We climb a few steps, cover a corridor and get to a small round room with three loopholes and the machine-gun in the centre. The aim was to guard the coast: it wasn’t difficult for the English based in Malta to send submarines and divers during the night to mine the “convoys”. And this even before Palermo was destroyed by the bombing of ’43.

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17 L’EREDITà ARABO NORMANNA

The Arab-Norman heritage

Via Filippo Patti, 25 DOM/Sun 6 ott. h. 10-17.30 DOM/Sun 3 nov. h. 10-16.30

[ a3 ]

20 min.

CASTELLO A MARE

Quella fortezza-prigione che racconta secoli di storia Nell’area della Cala, oggi bonificata, ecco i resti di un’antica fortificazione araba, ristrutturata e modificata nei secoli. Qui dormirono sovrani e viceré, ma questo fu anche un carcere, luogo di patimenti inflitti dalla terribile Inquisizione. Nel 1593 un’esplosione della polveriera provocò la morte di molti detenuti, tra cui il poeta di Monreale Antonio Veneziano. Nel Risorgimento, il Castello fu il simbolo del potere borbonico che cercava di resistere e, per i rivoltosi, una roccaforte da espugnare. Nel 1923 il Castello fu in parte demolito per i lavori di sistemazione del porto. Oggi quel poco che è rimasto conserva la sua suggestione e si può visitare. Attorno, un’area verde con scavi archeologici che recentemente hanno portato alla luce un’interessante necropoli arabo-normanna.

The fortress prison that tells centuries of history In the Cala area, now reclaimed and enhanced, here are the remains of an ancient Arab fortification, restored and modified over the centuries. Sovereigns and Viceroys slept here, but this was also a prison, a place of suffering inflicted by the terrible Inquisition. In 1593 a violent explosion of the powder magazine caused the death of many prisoners. Among them, the poet from Monreale Antonio Veneziano. In the Risorgimento 51

period, the Castle became the symbol of the Bourbon power that tried to resist and, for the rioters, a strategic stronghold to be conquered. In 1923 the Castle was largely demolished for the construction of the port. Today the little that has remained preserves its suggestion and can be visited. Around, a green area with archaeological excavations that recently brought to light an interesting Arab-Norman necropolis.


18 L’EREDITà ARABO NORMANNA

The Arab-Norman heritage

Corso Calatafimi, 100 DOM/Sun 6 ott. h. 10-17.30 DOM/Sun 3 nov. h. 10-16.30

[ d4 ]

20 min.

CASTELLO DELLA CUBA

Atmosfere arabo-normanne che ispirarono Boccaccio Uno dei palazzi del “sollazzo” dei sovrani normanni. Sorge su corso Calatafimi, dove un tempo si estendeva il parco verde del Genoardo. Fu edificato dal Guglielmo il Buono, nello stesso periodo della più famosa residenza fiabesca, la Zisa. Nei secoli, varie vicissitudini e cambi di proprietà. Persino scenario, scelto da Boccaccio, per una novella amorosa del Decamerone. Nel XV secolo Alfonso il Magnanimo concesse il magnifico Castello al viceré Guglielmo Raimondo Moncada, ma, nel secolo seguente, quando imperversava la peste, la Cuba, che in arabo significa arco,fu declassata a lazzaretto. Sotto i Borbone venne accorpata a una caserma. Alla fine del 1900 è stata recuperata e restaurata. Oggi risplende con la sua cupoletta rossa e gli archi tipici dell’architettura normanna siciliana.

Arab-Norman atmospheres that inspired Boccaccio One of the palaces of amusement of Norman kings. It stands in the current Corso Calatafimi, where once used to be the splendid park, the “Genoardo”, an earthly paradise. It was built by Guglielmo “the good”, on the same period of the most famous fairytale residence, the Zisa. In the following centuries, it had various vicissitudes and property changes. The place even became a scenery, chosen by Boccaccio, for a love tale of

“Decameron”. In the fifteenth century Alfonso “the magnanimous” granted the magnificent Castle to Viceroy Guglielmo Raimondo Moncada, but, in the following century, when the plague raged, Cuba, which in Arabic means arch, was downgraded to lazzaretto. Under the Bourbons it was joined to a barracks. At the end of 1900, it was recovered and restored. Today it shines with its red dome and arches typical of the Norman Sicilian architecture.

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19 L’EREDITà ARABO NORMANNA

The Arab-Norman heritage

[ d2 ]

Piazza Zisa DOM/Sun 6 ottobre DOM/Sun 3 novembre

40 min.

h. 10-17.30

CASTELLO DELLA ZISA

Dove i re normanni si sollazzavano d’estate

Questo è il luogo, per eccellenza, dove i potenti e illuminati re normanni si rifugiavano nel periodo della calura estiva, tra riposo e sollazzi. Voluto da Guglielmo I e poi completato da Guglielmo II, ricadeva all’interno del parco reale, il “Genoardo”, che si estendeva a perdita d’occhio. Il giardino era un’oasi con alberi, piante, fiori, frutti, fontane zampillanti e animali esotici. La Zisa, come suggerisce l’etimologia araba, era proprio “la splendida”. Ancor oggi esercita un grande fascino. Dentro, occhio alle nicchie, alle semicupole con decorazioni “ad alveare” e alla canaletta sul pavimento dove un tempo scorreva l’acqua refrigerante. Tutto da visitare, ascoltando anche le accattivanti leggende. Fuori, purtroppo, non c’è più il “Genoardo”.

Where the Norman kings enjoyed summer This is the place, par excellence, where the powerful and enlightened Norman kings took refuge during the summer heat, between rest and relief. Commissioned by William I and then completed by William II, it fell within the royal park, the Genoardo”, which extended as far as the eye could see. The garden was an oasis with trees, plants, flowers, fruits, gushing fountains and exotic

animals. Zisa, as the Arab etymology suggests, was precisely “the splendid”. Still today it exerts a great fascination. Inside, watch out for niches, semicupulas with “hive”decorations; and the canal on the floor where the cooling water once flowed. Everything to visit, listening also to the captivating legends. Outside, unfortunately, there is no longer the Genoardo. 54


20 L’EREDITà ARABO NORMANNA

The Arab-Norman heritage

Vicolo del Castellaccio, 21/23 VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30 (27 Ott e 1,2,3 Nov h. 10-16.30)

[ a4 ]

40 min.

CASTELLO DI MAREDOLCE Quell’antico castello arabo con laghetto e peschiera

A Brancaccio, nella periferia sud della città, si staglia alto e maestoso il castello di Maredolce, o Palazzo della Favara, dall’arabo “fonte”. Fu costruito da un emiro islamico ai piedi del monte Grifone, divenne residenza normanna e accolse Ruggero II. Sotto i Normanni e gli Svevi fu ampliato e trasformato in fortezza cinta da mura, ma all’interno era un luogo meraviglioso, con giardino e un laghetto-peschiera alimentato da una fonte (la sorgente Fawarah). Nel 1300, il Castello fu ceduto ai Cavalieri teutonici che avevano il loro quartier generale nel complesso della Magione, nel cuore del centro storico, e che ne fecero un ospedale. Nei secoli successivi, subentrarono diversi proprietari privati. A lungo abbandonato e degradato, è stato acquisito dalla Regione e restaurato.

The ancient Arab castle with a small lake and a fishpond In Brancaccio, on the southern outskirts of the city, the castle of Maredolce, or Palazzo della Favara, from the Arab “source”, stands out tall and majestic. It was built by an Islamic emir at the foot of mount Grifone, it became a Norman residence and received the king Ruggero II. Under the Normans and the Swabians, it was enlarged and transformed into a fortress surrounded by walls, but inside it was a wonderful place, with

a garden and a fishpond fed by a rich spring (the Fawarah source). In 1300, the Castel was handed over to the Cavalieri Teutonici (Teutonic Knights) who had their headquarters in the Magione plant, in the heart of the old town, who made it a hospital. In the following centuries, several private owners took over. After being long abandoned and degraded, it was taken over by the Region and restored.

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21 Palermo dal basso

Palermo from below

[ d3 ]

Corso Alberto Amedeo, 110

30 min.

Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

CATACOMBA DI PORTA D’OSSUNA

La necropoli dei primi cristiani scoperta nel Settecento Ecco il luogo di sepoltura dei primi cristiani a Palermo. La Catacomba di Porta d’Ossuna è un cimitero ipogeo databile tra il IV e il V secolo, ricavato nella depressione naturale del fiume Papireto, sotto un giardino. Il complesso venne alla luce casualmente nel 1739 durante i lavori di costruzione del convento delle Cappuccinelle, in un terreno del barone Quaranta, ed esplorato dal principe di Torremuzza. L’ingresso attuale, su un vano di forma circolare, fu realizzato nel 1785 per volere del re Ferdinando I di Borbone. La catacomba si sviluppa su un asse est-ovest con diversi corridoi perpendicolari, lungo i quali sono stati scavati nicchie, loculi e cubicoli. Durante la Seconda Guerra mondiale, la catacomba fu utilizzata come ricovero antiaereo.

The necropolis of the early Christians discovered by chance Here we have the burial place of the first Christians in Palermo. The catacomb of Porta d’Ossuna is a hypogeal cemetery dating back between the 4th to the 5th century, excavated in the natural depression of the river Papireto, under a garden. The complex was discovered by chance in 1739 during the construction of the Convento delle Cappuccinelle, in a land owned by baron Quaranta,

and explored by the prince of Torremuzza. The present entrance, on a circular shaft, was built in 1785 by order of King Ferdinand I of Bourbon. The catacomb develops on an eastwest axis with several perpendicular corridors, along which niches, loculi and cubicles have been dug. During the Second World War, catacombs were used as an air raid shelter. 57


22 Palermo dal basso

Palermo from below

[ c4 ]

Vicolo San Michele Arcangelo VEN/Fri 4, 18, SAB/Sat 5, 19, DOM/Sun 6, 20 ottobre

20 min.

h. 10-17.30

CATACOMBE DI SAN MICHELE ARCANGELO Il sacrestano infedele e il quadro prodigioso

Nel complesso della biblioteca comunale di Casa Professa si trova un luogo sotterraneo di straordinario interesse la cui funzione originaria era di luogo di sepoltura, con cappelle, nicchie e tombe ancora visibili. Lo studioso Morso, che nel 1718 visiterà la catacomba con il sacrestano della chiesa, tramanda un più curioso aneddoto. Racconta che nel XVI secolo il sacrestano profanò alcune bare con lo scopo di appropriarsi di denaro e oggetti preziosi. Non avendo però trovato niente, escogitò di dipingere un’immagine della Madonna per attirare i fedeli. Questi accorsero e donarono cospicue elemosine, con cui lui scappò. Però successe l’imprevedibile: la Madonna cominciò a lacrimare e il luogo divenne un importante centro di devozione.

The unfaithful sacristan and the prodigious picture In the municipal library of Casa Professa there is an underground complex of extraordinary interest, whose original function was that of a burial place, with chapels, niches and tombs still visible. The scholar Morso, who in 1718 visited the catacomb with the sacristan of the church, tells the most curious anecdote. He tells that in the sixteenth century the sacristan desecrated

some coffins with the purpose of appropriating money and precious objects. However, having found nothing, he devised to paint an image of Our Lady to attract the faithful. These came and gave substantial alms, with which the sacristan fled. But the unpredictable happened: Our Lady began to tear and the place really became an important center of devotion. 58


23 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards Serpotta e Borremans

Serpotta and Borremans

Piazza SS. Quaranta martiri alla Guilla

[ c3 ]

30 min.

Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

CHIESA DEI SS. quaranta MARTIRI ALLA GUILLA

Borremans e le cornici barocche tra le bancarelle del Capo Nell’omonima piazzetta del Capo si trova una chiesa barocca che risale al 1605. Fu voluta da alcune famiglie di nobili pisani, residenti da lungo tempo a Palermo. Deve il suo nome al sacrificio dei quaranta soldati di una legione romana morti in una palude gelata nel 320 dopo Cristo, sotto l’imperatore Licinio, nella città armena di Sebaste. A quei quaranta martiri è dedicata. Il prospetto, realizzato in tufo, ha un portale dal sobrio disegno, sul quale campeggia lo stemma civico di Pisa, coppie di finestre a edicola e un timpano triangolare. L’interno, rimaneggiato nel 1725, svela le preziose decorazioni a fresco del celebre pittore fiammingo Guglielmo Borremans e le cornici a finto stucco ideate dall’architetto Gaetano Lazzara.

Borremans and baroque frames among the stalls of the market In the homonymous square of Capo there is a baroque church that dates back to 1605. It was commissioned by some noble families from Pisa, who had long lived in Palermo. It owes its name to the sacrifice of the forty soldiers of a Roman legion, who died in a frozen swamp in 320 AD, under the Emperor Licinius, in the Armenian city of Sebaste. It is dedicated to those forty

martyrs. The façade, made of tuff, has a portal with a sober design, on which stands the civic coat of arms of Pisa, pairs of aediculae windows and a triangular tympanum. The interior, restructured in 1725, reveals the precious fresco decorations of the famous Flemish painter Guglielmo Borremans and the fake stucco frames created by architect Gaetano Lazzara. 59


24 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards Serpotta e Borremans

Serpotta and Borremans

[ c3 ]

Via del Celso 42

20 min.

Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

Chiesa dei Tre Re

Il gioiello del barocco riscoperto dopo l’abbandono Nel 1578 alcuni confratelli della Compagnia dei Tre Re, venditori di frutta secca, costruirono una chiesetta sul sito della preesistente chiesa di San Giorgio lo Xheri. La chiamarono, appunto, chiesa dei Tre Re. L’attuale forma architettonica si deve però all’architetto Francesco Ferrigno, che la ristrutturò a metà del diciottesimo secolo. Solo uno dei due portali, quello su via Celso, a timpano triangolare, risale all’impianto cinquecentesco. La chiesa ha vissuto lunghi anni di abbandono e alterne fasi di restauro, ma resta una tappa imperdibile del barocco siciliano. Nella volta e ai lati del presbiterio si trovano resti di affreschi di Vito D’Anna con storie dei Re Magi risalenti al 1751, mentre gli stucchi sono opera di Procopio e Giovan Maria Serpotta.

The jewel of the Baroque rediscovered after the abandonment In 1578 some brothers of the Compagnia dei Tre Re, sellers of dried fruit, built a small church on the site of the pre-existing church of San Giorgio lo Xheri. They called it the Church of the Three Kings. The current architectural form is, however, due to the architect Francesco Ferrigno, who renovated it in the middle of the eighteenth century. Only one of the two portals, the one on via del Celso, with triangular tympanum, 61

dates back to the sixteenth-century plant. The church has been through long years of abandonment and different phases of restoration, but it remains an unmissable part of the Sicilian Baroque. In the vault and on the sides of the presbytery there are remains of frescoes by Vito D’Anna with stories of the Magi dating back to 1751, while the stuccoes are the work of Procopio and Giovan Maria Serpotta.


25 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards Serpotta e Borremans

Serpotta and Borremans

Piazza del Carmine, 1

[ c4 ]

20 min.

VEN/Fri Sab/Sat h. 11-17.30 DOM/Sun h. 11.30-17

CHIESA DEL CARMINE MAGGIORE

Nel cuore di Ballarò la cupola più originale

Camminando per una stradina che trabocca di colori e odori nel mercato di Ballarò, s’intravede una cupola di maioliche smaltate, uno dei prodotti più estrosi del barocco siciliano. Appartiene al Carmine Maggiore, edificato dai Carmelitani nel XIII secolo, ma distrutto e ricostruito tra il 1627 e il 1667, su progetto di Mariano Smiriglio. L’originalità consiste nell’uso dello smalto policromo, secondo i colori che richiamano lo stemma dei padri carmelitani, ma soprattutto nel fatto che sembra sostenuta dai telamoni rappresentati nel tamburo. All’interno della chiesa a tre navate, le statue di Gagini e gli stucchi, anche questi diversi dal repertorio comune, ai quali Giacomo Serpotta lavorò con il fratello Giuseppe. L’affresco della Vergine del Carmelo con Sant’A ndrea Corsini è di Pietro Novelli.

In the heart of Ballarò the most original dome Walking along a small road overflowing with colors and smells in the Ballarò market, a dome of enameled majolica can be glimpsed from afar, one of the most flamboyant products of the Sicilian Baroque. It belongs to the church of Carmine Maggiore, built by the Carmelites in the 13th century, but destroyed and rebuilt entirely in 1627-67, designed by Mariano Smiriglio. The originality of the dome consists in the use of

polychrome enamel, according to the colours that recall the coat of arms of the Carmelite fathers, but especially in the fact that it seems supported by the telamons represented in the drum. Inside the church with three aisles, do not miss the statues of Gagini and the stuccos, created by Giacomo Serpotta with his brother Joseph. The fresco of the “Vergine del Carmelo with Sant’Andrea Corsini” is by Pietro Novelli. 62


26 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards

Via Carrettieri (angolo via Matteo Bonello)

[ c3 ]

20 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-16.30

CHIESA DEL SANT’ANGELO CUSTODE Il gioiello barocco dove pregavano gli staffieri

è una chiesetta quasi sconosciuta della confraternita degli Staffieri, cioè coloro che aiutavano i cavalieri a montare in sella reggendo la staffa. Nata nel 1699, la confraternita, all’inizio, non ebbe un proprio luogo di culto, ma fu ospitata nella chiesa della Madonna delle Raccomandate e poi alla Madonna dell’Itria alla Ferraria, entrambe perdute. Nel 1701 gli staffieri decisero di rendersi autonomi, costruendo una chiesa. Negli anni vollero edificarne una ancora più grande, sopra quella già esistente trasformata in cripta. La chiesa è un esempio di architettura post-barocca, con rampe di scale, stucchi e quadri settecenteschi. Due elementi molto interessanti sono la cantoria in legno, all’ingresso, tra rococò e neoclassico, e un magnifico crocifisso di legno e cartapesta.

The jewel of the Baroque where the messengers prayed An almost unknown church built by the confraternity of stable boys, that is those who helped the riders to mount the saddle holding the stirrup. Constituted in 1699, the confraternity initially did not have its own seat, but was housed in the church of Madonna delle Raccomandate and then in the Madonna dell’Itria alla Ferreria, both lost today. In 1701 the messengers decided to become autonomous, building

another church. A few years later, they wanted to build an even bigger one, above the existing, which was transformed into a crypt. The church is an example of post-baroque architecture, with ramps of stairs, stucco and eighteenth-century paintings. Two very interesting elements are the wooden choir, at the entrance, between rococo and neoclassical, and a magnificent wooden crucifix.

63


27 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards

[ c4 ]

Corso Vittorio Emanuele, 395 VEN/Fri, SAB/Sat , DOM/Sun h. 10-17.30 (Sab/Sat 5 Ott. h. 10-15) (Escl. 13, 19, 25 ott.) DOM/Sun 6, 20, 27 Ott. h.18 Visita teatralizzata Dramatized visit

30 min.

CHIESA DEL SS. SALVATORE

Dove presero i voti la regina Costanza e la giovane Rosalia Secondo la tradizione popolare, nella chiesetta voluta nel 1072 dal normanno Roberto il Guiscardo, presero i voti la regina Costanza d’Altavilla, destinata poi a lasciare il monastero, a sposarsi e a concepire un figlio che diventerà imperatore col nome di Federico II. E la giovane Rosalia, prima di ritirarsi nella grotta da eremita. Dopo quasi cinque secoli dall’edificazione, con l’intento di avere una chiesa ancora più sontuosa sul Cassaro, le monache vollero demolire la struttura medievale e ricostruirla nel 1528. Ne decisero un ampliamento e abbellimento nel 1682, su progetto di Paolo Amato. Gravemente danneggiata dai bombardamenti nel 1943, la chiesa fu recuperata e ristrutturata nel 1959. Dentro, un tripudio di stucchi, decorazioni, marmi policromi e affreschi di Vito D’A nna.

Where Queen Constance and young Rosalia took their vows According to popular tradition, in the little church built in 1072 by the Norman Roberto Guiscard, two famous women dear to the people of Palermo took their vows. The first was Queen Constanza d’Altavilla, then destined to leave the monastery, to get married and conceive a son who will become emperor with the name of Federico II.

The second was young Rosalia, before retiring to the hermit cave. After almost five centuries since its construction, the nuns had the medieval structure demolished and rebuilt it in 1528. Damaged by the bombs of 1943, the church was restored in 1959. Inside, a wealth of stuccos, decorations, polychrome marbles and frescoes by Vito D’Anna. 65


28 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards

[ c3 ]

Via Porta Carini, 38

30 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-16.30

CHIESA DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE AL CAPO

Marmi mischi, stucchi, colonne. Qui il barocco dà spettacolo A una Palermo tribolata dalla peste e alla devozione di una vedova rimanda questa chiesa, nel cuore del Capo. L’edificio faceva parte, con il monastero, del complesso benedettino voluto da Laura Imbarbara, vedova senza figli di don Sigismondo Ventimiglia (il suo sarcofago è custodito nella chiesa). Fu realizzato nel 1576, dopo l’invocazione del popolo a Maria, affinché l’epidemia di peste smettesse di seminare morte. La facciata è semplice e severa, ma l’interno è un autentico gioiello barocco: una visione di marmi mischi, stucchi, dipinti, ferri forgiati e dorati, statue e colonne tortili in marmo rosso. Tutto l’apparato decorativo ruota attorno all’altare maggiore, sovrastato dalla grande tela della “Immacolata Concezione” del 1637, opera di Pietro Novelli.

Mixed marbles, stucco, columns: a show of Baroque The history of this church refers to a Palermo troubled by the plague and the devotion of a widow, in the heart of Capo. The building was part, together with the monastery, of the Benedictine complex commissioned by Laura Imbarbara, left alone and childless after the death of her husband, Don Sigismondo Ventimiglia (his sarcophagus is still kept inside the church). It was built in 1576, after the people’s invocation to Mary to

end the plague epidemic. The façade is simple and severe. The interior, on the other hand, is an authentic jewel of the Baroque in Palermo: a spectacular vision of marmi mischi (‘mixed marbles’), stucco, paintings, forged and gilded irons, statues and twisted columns in red marble. The whole decorative apparatus revolves around the main altar, topped by the large canvas of the Immaculate Conception from 1637, by Pietro Novelli.

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29 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards

[ c4 ]

Piazza dell’Origlione

20 min.

Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

CHIESA DELL’ORIGLIONE

Il gioiello di Novelli ritrovato nel tempio delle monache Costruita nel 1600 come chiesa del convento benedettino, fu dotata nel 1717 di un camminamento sui palazzi vicini che consentiva alle religiose di raggiungere la loggia sul Cassaro. Travagliata la storia delle sue inquiline: nel 1532 nove monache, “pel desiderio di menar vita più rigida ed austera”, lasciarono il complesso dell’Origlione per fondare il convento dei Sett’A ngeli. Al loro posto subentrarono le monache olivetane delle Repentite. La chiesa fu abbandonata nel 1866 a seguito della requisizione dei beni ecclesiastici. Il 9 maggio 1943 rimase danneggiata da una bomba. L’interno è uno scrigno di tesori. Nel corso dei lavori, è riemerso un brano del ciclo pittorico originario di Pietro Novelli. Si riteneva fosse un affresco, ma in realtà è un rarissimo dipinto a olio su muro.

The masterpiece painting by Novelli found in the monastery Built in 1600 as a church annexed to the monastery of Benedictine nuns, in 1717 it was equipped with a walkway on the neighboring buildings that allowed the nuns to reach the loggia on the Cassaro, without being seen. The story of its tenants troubled: in 1532, nine nuns, “wishing to lead a stricter and more auster life”, left the complex of the Origlione to found the convent of the Sett’Angeli.

In their place came the Olivetan nuns of the Repentite. The church was abandoned in 1866 following the requisition of ecclesiastical property. On May 9, 1943 it was damaged by a bomb. In the course of recent works, a part of the original cycle of paintings by Pietro Novelli re-emerged. It was thought to be a fresco, but in reality it is a very rare oil painting on a wall. 67


30 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards Serpotta e Borremans

Serpotta and Borremans

Via dell’Incoronazione (ang. piazzetta Sett’Angeli) SAB/Sat h. 15-18 DOM/Sun h. 10.30-12.30 / 15-17.30

[ c3 ]

30 min.

CHIESA DI BADIA NUOVA

Serpotta, Novelli, Martorana nello scrigno dietro la Cattedrale A due passi dalla Cattedrale, in via dell’Incoronazione all’angolo con piazzetta Sett’Angeli, sorge la secentesca chiesa della Madonna di Monte Oliveto, conosciuta da tutti come Badia Nuova. Fu progettata dall’architetto Mariano Smeriglio. Al suo interno, custodisce pregevoli opere d’arte di Pietro Novelli, Gioacchino Martorana e Giuseppe Patania. Si scoprono anche splendidi stucchi di Giacomo Serpotta e del fratello Giuseppe. Ad affascinare i visitatori sono pure gli affreschi realizzati da Filippo Tancredi. Un imponente edificio affianca la chiesa, costruito sull’impianto dell’antica sede dell’Arcivescovado. Qui dimorò l’arcivescovo Gualtiero Offamilio, consigliere di Guglielmo II di Sicilia e artefice della ricostruzione della Cattedrale.

Serpotta, Novelli, Martorana: a shrine near the Cathedral A few steps from the Cathedral, in via dell’Incoronazione at the corner with piazzetta Sett’Angeli, stands the seventeenth-century church of the Madonna di Monte Oliveto, known by all as Badia Nuova. It was designed by the architect Mariano Smeriglio. Inside, it contains valuable works of art by Pietro Novelli, Gioacchino Martorana and Giuseppe Patania. Visitors will discover splendid

stuccos by Giacomo Serpotta and his brother Giuseppe here, as well as the fascinating frescoes created by Filippo Tancredi. An imposing building stands next to the church, built on the former seat of the archbishopric. Here was the seat of the famous archbishop Gualtiero Offamilio, advisor to William II of Sicily and architect of the reconstruction of the Cathedral. 69


31 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards

Via Cappuccinelle (all’incrocio con Porta Carini)

[ c3 ]

20 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun

Da discesa dell’Eternità

h. 10-17.30

CHIESA MADONNA DELLA MERCEDE AL CAPO

La Madonna apparsa per il riscatto degli schiavi cristiani La sua storia è legata alla guerra che infuriò per secoli nel Mediterraneo, con corsari cristiani e musulmani che predavano uomini e donne per venderli al mercato degli schiavi. L’Ordine dei Mercedari, fondato nel 1218 a Barcellona di Spagna, aveva come voto la redenzione dei cristiani catturati e l’impegno a riscattarli rimanendo in prigione al loro posto. I Padri mercedari giunsero a Palermo nel 1463 e nel 1482 costruirono la chiesa e il convento (il primo in Italia), oggi non più esistente. Il 18 novembre 1590 un gruppo di laici fondò la Compagnia Santa Maria la Mercè, con lo scopo di divulgare il culto alla Vergine. La preziosa statua che ancora oggi va in processione a fine settembre, è accolta dal quartiere con il grido “A regina du Capu è, viva ‘a Madonna Micce”.

The appeared for the redemption of slaves Its story is linked to the war that raged in the Mediterranean for centuries, with Christian and Muslim pirates competing to prey on men and women and sell them to the slave market. The Order of Mercedari, founded in Barcelona in 1218, vowed for the redemption of the Christians who had been imprisoned, and, if necessary, for the commitment to redeem them staying in prison in their place. The Mercedari fathers

arrived in Palermo in 1463, and in 1482 they built this church and a convent (the first Mercedario convent in Italy) that today no longer exists. On 18 November 1590, a group of laymen founded the Compagnia Santa Maria la Mercè, with the aim of spreading the cult and devotion to the Virgin invoked with this title. The precious statue today is still walked in procession on the last Sunday of September.

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32 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards Serpotta e Borremans

Serpotta and Borremans

Piazza della Pinta, angolo via Benedettini

[ d4 ]

20 min.

Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

CHIESA DELLA PINTA

Stucchi, affreschi, pavimenti decorati nel gioiello barocco è tornata a risplendere la chiesa di Santa Maria dell’Itria, detta La Pinta, tra San Giovanni degli Eremiti e Palazzo Reale. Prende il nome dalla chiesetta di epoca bizantina che sorgeva nell’attuale piazza Vittoria, superbamente dipinta (pinta, appunto) e dove nel 1562 era stata allestita “La creazione del mondo” del monaco Teofilo Folengo, chiamata“L’Atto della Pinta”, la prima rappresentazione sacra di cui si abbia notizia in Sicilia. Quella chiesa, nel 1648, fu abbattuta per far posto a due bastioni per la difesa del Palazzo Reale. Così l’arciconfraternita della Pinta si spostò nel 1662 in questa nuova sede. L’interno è impreziosito dagli stucchi di Giuseppe Serpotta, da affreschi e dal pavimento d’epoca.

Stuccos, frescoes, floors decorated in a baroque jewel The church of Santa Maria dell’ Itria, called La Pinta, between the church of San Giovanni degli Eremiti and Palazzo Reale, shines again. It takes its name from the pre-existing small church of the Byzantine-era that stood in the present piazza Vittoria, superbly painted (from which the word “pinta” comes) and where, in 1562, “La creazione del mondo” (The creation of the world), called “L’Atto della Pinta”, (The act of the Pinta)

by the monk Teofilo Folengo was set up: the first sacred representation in Sicily of which we have news. In 1648, the church was demolished to make room for two ramparts for the defence of Palazzo Reale. Thus the archconfraternity of the Pinta moved to this new location in 1662. The inside is embellished with stuccos by Giuseppe Serpotta, frescoes and flooring from the same period. 71


33 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards L’EREDITà ARABO NORMANNA

The Arab-Norman heritage

Via Whitaker, 42

[ d2 ]

20 min.

Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

CHIESA DELLA SS. TRINITÀ ALLA ZISA

La cappella normanna un tempo collegata alla Zisa

Era la cappella dei re normanni, originariamente collegata, attraverso un passaggio coperto che oggi non esiste più, con la vicina Zisa. Guglielmo I, detto il Malo, l’avrebbe trasformata da originaria moschea in luogo di culto cristiano. Poggia su un tamburo interno ottagonale con finestrelle, archi, nicchie e muqarnas che sembrano pizzi e merletti. Splendide volte a crociera nel soffitto. Dalla terrazza una vista unica sulla Zisa e sulle ex Officine Ducrot, oggi Cantieri culturali. Da non perdere la cupola, una delle poche che ha mantenuto l’intonaco originale bianco-rosato, prima della coloritura di rosso “inventata” nell’Ottocento dall’architetto Giuseppe Patricolo per le chiese di San Giovanni degli Eremiti, San Giovanni dei Lebbrosi e San Cataldo.

The Norman chapel once connected to the Zisa It was the chapel of the Norman kings, originally connected, through a passage that today no longer exists, to the nearby Zisa. Guglielmo I, called il Malo (‘the bad’), would turn it from an original mosque to a place of Christian worship. It is founded on an internal octagonal drum with small windows, arches, niches and muqarnas that look like laces. And with beautiful cross vaults in the ceiling.

From the terrace, a unique view on the Zisa and on the former Officine Ducrot, today Cantieri Culturali alla Zisa. Don’t miss the dome, one of the few that has kept the original pink-white plaster before the red colouring was “invented” in the nineteenth century by the architect Giuseppe Patricolo for the churches San Giovanni degli Eremiti, San Giovanni dei Lebbrosi e San Cataldo.

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34 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards

Piazza San Francesco di Paola ven/Fri 4, 11, 25 e sab/Sat 5, 12, 19 e 26 h. 11-14, ven/Fri 18 h. 11-17 dom/Sun 6, 13, 20, 27 ott. e 3 novembre h. 13-16.30

[ c2 ]

20 min.

CHIESA DI SAN FRANCESCO DI PAOLA L’antico luogo di culto dove era sepolta Santa Oliva

Cinquecentesca, appena restaurata, sorge sul luogo dove si trovava la chiesetta di Santa Oliva. Qui, secondo la tradizione, sarebbe stata sepolta la compatrona di Palermo, prima di essere “spodestata” da santa Rosalia. I frati dell’Ordine dei Minimi, che l’anno scorso hanno celebrato i 500 anni della loro presenza a Palermo (il 9 novembre 1518 comincia la storia della comunità voluta da san Francesco di Paola), demolirono il piccolo edificio di culto, per costruirne uno nuovo, più grande, con il campanile. E fu edificata questa seconda chiesa, annessa al convento. L’impianto è gotico-catalano, ma poi il cantiere rimase a lungo aperto e il progettista accolse l’influenza dell’arte manierista. L’interno è prevalentemente barocco, ricco di decorazioni e bianchi stucchi.

The ancient place where Santa Oliva was buried From the sixteenth century and now recently restored, it stands on the place where there was the small church of Santa Oliva. According to tradition, Santa Oliva, the co-patron saint of Palermo was buried here, before being ‘removed from office’ by Santa Rosalia. The Friars of the order of Minimi, that last year celebrated the 500th anniversary of their presence in Palermo (the story of the community started by 74

San Francesco di Paola began on 9th November 1518), demolished the small cultu building to build a new larger one with a bell tower. And this second church was built next to the convent. The plant is Catalan-Gothic, but the building site stayed open for a long time, and the designer were also influenced of Mannerist art. The interior is mainly baroque, rich in decorations and white stuccos.


35 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards

Piazza San Giovanni Decollato

[ c4 ]

20 min.

Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

CHIESA DI SAN GIOVANNI DECOLLATO

La piccola chiesa rinata nel cuore della città

Ricorda le trame della Palermo medievale, su una piccola scarpata che degrada verso l’antico alveo del Kemonia, ancora vivo nel sottosuolo. La piccola San Giovanni Decollato, ridotta a un rudere fino agli anni ’50 dopo i bombardamenti del 1943, sorge sull’omonima piazza a forma di trapezio, davanti a Palazzo Sclafani e all’Arco dei Biscottari. La chiesa, restaurata nel 2010, era un tempo ornata da stucchi settecenteschi, ancora in parte visibili. Venne edificata a fine XVI secolo da una congregazione di Dame come Annunziata dello Scutinio, poi passò ai confrati di San Giovanni della Galca che la restaurarono nel 1737. Dell’edificio originario rimangono le strutture perimetrali dell’altare e il prospetto. Oggi è affidata alla rettoria di San Francesco Saverio, e ospita mostre e conferenze.

The small church revived in the heart of the city It reminds of the design of medieval Palermo, on a small slope that descends towards the ancient Kemonia river-bed, still alive underground. The small San Giovanni Decollato church, reduced to ruins up to the ‘50s after the bombing of 1943, stands in the homonymous trapezoid square in front of Palazzo Sclafani and the Arco dei Biscottari. The church, restored in 2010, was once decorated with eighteenth-century stuccos, 75

partially still visible. It was built at the end of the sixteenth-century by a congregation of Ladies, among whom Annunziata dello Scutinio, then passed on to the brethren of San Giovanni della Galca, which restored it in 1737. The perimetric structures of the altar and the facade of the original building are still there. Today it is entrusted to the rectorate of San Francesco Saverio, hosting exhibitions and conferences.


36 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards L’EREDITà ARABO NORMANNA

The Arab-Norman heritage

[ a4 ]

Via Salvatore Cappello, 38 VEN/Fri 4 ott. h. 10-15,30 VEN/Fri 11, 18, 25 ott. h. 10-16, SAB/Sat 26 ott. h. 10-16, dom/Sun 6,13,20,27 ott h. 13-17

20 min.

CHIESA DI SAN GIOVANNI DEI LEBBROSI

Il castello arabo trasformato in luogo di culto e di cura Secondo il Fazello, San Giovanni dei Lebbrosi sarebbe stata la prima tra le costruzioni normanne edificate in città, sulle rovine di un castello, quando Roberto il Guiscardo e Ruggero d’Altavilla assediavano Palermo ancora in mano agli Arabi. Per altri, invece, risalirebbe a Ruggero II, quindi alla prima metà del XII secolo. Trae il suo nome dal vicino ospedale per lebbrosi, del quale ormai non c’è traccia, che proprio il sovrano normanno volle realizzare in memoria del fratello Goffredo. L’imperatore Federico II donò la chiesa e l’ospedale all’ordine dei Cavalieri Teutonici della Magione. L’edificio fu rimaneggiato nel XVII secolo e appesantito. I restauri, diretti dall’architetto Francesco Valenti tra il 1920 e il 1934, hanno restituito alla chiesa il suo austero splendore originario.

The Arab castle converted into a place of worship and care According to the historian Fazello, the church of San Giovanni of the Lepers was the first among the Norman buildings to be erected in town on the ruins of another castle, when Roberto il Guiscardo and Ruggero d’Altavilla besieged Arab Palermo. Others think it dates back to the first half of the twelfth century with Ruggero II: its name comes from an adjoining hospital for lepers of which there’s no trace left, and

erected in memory of his brother Goffredo. Emperor Frederick II gave the church and the hospital to the Ordine dei Cavalieri Teutonici della Magione (order of Teutonic Knights of the Mansion). The building was remodeled in the seventeenth century, thus making its style dull. The restorations, directed by Francesco Valenti between 1920 and 1934, brought it back to its original austere splendour. 78


37 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards Serpotta e Borremans

Serpotta and Borremans

Corso Tukory 2

[ c4 ]

20 min.

VEN/Fri Sab/Sat h. 10-17.30 DOM/Sun h. 13-17.30

CHIESA DI SANT’ANTONIO DI PADOVA

Gli affreschi del Novelli voluti dai francescani

Una chiesa nascosta per scoprire Pietro Novelli. Sant’Antonio da Padova, che i palermitani conoscono come Sant’Antonino, è all’incrocio tra la Porta di Vicari, corso Tukory e via Oreto. La sua costruzione, nel 1630, segue quella del vicino convento (visita a parte, con gli affreschi restaurati), per volere dell’Ordine monastico degli Osservanti Riformati di San Francesco: Sant’Antonino era il punto di appoggio cittadino per la grande Casa francescana di Santa Maria di Gesù. A navata unica, aperta su cappelle e cappelline, con stucchi della volta a botte del Sanseverino, ma la bellezza sta tutta negli affreschi attribuiti a Pietro Novelli sulla vita di Antonio di Padova, ripresi dal palermitano Antonio Velasco dopo che erano stati rovinati dall’umidità. Sull’abside lavorò il Borremans.

The Novelli frescoes wanted by the Franciscans A hidden church to discover Pietro Novelli. Sant’Antonio da Padova, that the people of Palermo know as Sant’Antonino, is at the junction between Porta di Vicari, corso Tukory and via Oreto. Its construction follows that of the nearby convent (there is a separate visit, to the restored frescoes too) in 1630, according to the will of the monastic Order of the Osservanti Riformati (Reformed Observant) of San Francesco: Sant’Antonino was

the city base for the great Casa Francescana (Franciscan House) of Santa Maria di Gesù. With a single nave, it opens on to chapels and small chapels, with the stuccos of the Sanseverino barrel vault, but its beauty is in the frescoes on the life of Antonio di Padova, attributed to Pietro Novelli, and recovered by Antonio Velasco from Palermo after they had been ruined by dampness. Borremans worked on the apse.

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Tranci di pizza Pizza slices

ormali e famil iari ze n Piz

Sm all

a and Maxi pizz

food

Pizza fritta Fried pizza

Wrap Wrap

Panino 5 cereali 5 cereals sandwic sandwich

5 ali

Flauto Flute

cere

Insalata in crosta Panino imbottito Sandwich

Salad in bread bowl

fried

Patatine fritte French fries

Crocchette di pollo Crocchette di patate Chicken nuggets Potato nuggets

Alette di pollo Chicken wings

Anelli di cipolla Bastoncini di mozzarella Onion rings Mozzarella sticks

Palermo Via Maqueda, 294 San Vito Lo Capo Via Orazio di Bella, 21


38 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards Serpotta e Borremans

Serpotta and Borremans

[ c4 ]

Via Maqueda, 102

20 min.

Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

CHIESA DI SANT’ORSOLA DEI NEGRI

Dove Serpotta si sbizzarrì ispirandosi al tema della morte È un gioiello che trabocca di stucchi di Giacomo Serpotta. Solo che qui, nella chiesa di Sant’Orsola dei Negri (dal nero della veste dei confrati), il “maestro del bianco” non scolpì putti gioiosi, ma si espresse magnificamente in un repertorio legato alla morte. La pietosa sepoltura dei defunti del quartiere e l’ufficio delle messe in suffragio erano, infatti, le occupazioni della compagnia di Sant’Orsola che edificò la chiesa nel 1662. Proprio la questua per fare celebrare le messe scatenò una lunga diatriba con i “Miseremini” di San Matteo, conclusasi con la sentenza che ne concesse a entrambi la facoltà, ma in tempi diversi. All’interno,si possono ammirare preziose opere di Pietro Novelli, di Gaspare Serenario e dello Zoppo di Gangi.

Where Serpotta unleashed his imagination on the theme of death It’s a jewel overflowing with Giacomo Serpotta’s stuccoes. But in the church of Sant’ Orsola dei Negri (from the black of the brothers’ robe), the “master of white” did not sculpt joyful cherubs, but he magnificently expressed himself in a repertoire related to death. The pitiful burial of the dead from the neighbourhood and the office of masses in suffrage were in fact the occupations of the Compa81

ny of Sant’Orsola that built the church in 1662. It was precisely the begging to celebrate the masses to stir up a long diatribe with the Order of the “Miseremini” of San Matteo, that ended with the ruling that granted the right to beg to both of them, but at different times. Inside the church precious works by Pietro Novelli, Gaspare Serenario and Zoppo of Gangi can be admired.


39 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards Serpotta e Borremans

Serpotta and Borremans

[ b4 ]

Piazza Bellini

30 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

CHIESA DI SANTA CATERINA D’ALESSANDRIA

Stucchi e marmi mischi, uno spettacolo per gli occhi

La chiesa fa parte del complesso architettonico sulle piazze Bellini e Pretoria. Sorse su un luogo di culto trecentesco, alla fine del 1500 per volere di Maria del Carretto, priora del cenobio domenicano. Fu più volte ristrutturata e abbellita dai migliori artisti del tempo. Nel Settecento fu aggiunta la cupola e, nel 1863, il coro. La facciata, in stile tardo rinascimentale, presenta due livelli scanditi da lesene. L’interno, a navata unica con tre cappelle in stile rococò per lato, è magnifico, con gli affreschi di Francesco Sozzi e Alessandro D’Anna del 1769, le decorazioni della volta di Filippo Randazzo, gli stucchi di Procopio Serpotta e Giacomo Guastella. La statua della santa è di Antonello Gagini. Dal vano presbiteriale si accede alla cripta, usata come luogo di sepoltura.

Stuccoes and mix marbles, a show for the eyes The church is part of the splendid architectural complex that overlooks piazza Bellini and piazza Pretoria. It was commissioned at the end of the sixteenth century built on a fourteenth century worship site by Maria del Carretto, prioress of the Dominican coenoby. It was repeatedly renovated and embellished with works by the best artists of the time. In the eighteenth century the dome was added and in1863 the choir was built.

The facade, in late Renaissance style, has two levels marked by pilasters. The interior, with a single nave with three rococo style chapels on each side, is magnificent, with frescoes by Francesco Sozzi and Alessandro D’Anna of 1769, the decorations of the vault by Filippo Randazzo, the valuable stuccoes by Procopio Serpotta and Giacomo Guastella. The statue of Santa Caterina is by Antonello Gagini and dated 1534.

82


40 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards L’EREDITà ARABO NORMANNA

The Arab-Norman heritage

Cortile dei Pellegrini, 6

[ c3 ]

20 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

CHIESA DI SANTA CRISTINA LA VETERE Il gioiello arabo-normanno sull’antica via dei pellegrini

Sulla via che un tempo conduceva i pellegrini all’interno della città, fu costruita nel 1174, per volere dell’arcivescovo Gualtiero Offamilio. La chiesa è un esempio della migliore architettura islamica di epoca normanna. Si decise di dedicarla a santa Cristina, patrona della città prima di santa Rosalia, poiché in questo luogo vennero trasferite le reliquie della martire. Realizzata interamente in tufo, si presenta all’esterno come un grande cubo squadrato, mentre all’interno, tra le sobrie architetture dei pilastri e le possenti arcate in stile arabo-normanno, si trovano affreschi e stucchi barocchi. Oggi parte della chiesa risulta inglobata in costruzioni adiacenti, ma ciò che rimane è di grande suggestione.

The Norman-Arab jewel on the ancient pilgrim route The church of Santa Cristina La Vetere was built in 1170 on the way that once led pilgrims into the city, at the behest of the archbishop Gualtiero Offamilio. It represents an example of the best Islamic architecture of the Norman times. It was decided to consecrate it to Santa Cristina, who was the patron saint of Palermo before Santa Rosalia, as the martyr’s relics were brought

there. Made entirely of tuff, on the outside it appears like a large square cube, while inside, among the sober architecture of the pillars and the mighty Norman Arab style arches, there are baroque frescos and stuccos. Nowadays part of the church is incorporated into adjacent buildings, but what remains is very impressive and its various stratifications can be detected. 83


41 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards

[ b4 ]

Via Giovanni da Procida, 23

20 min.

VEN/Fri h. 15-17.30 SAB/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

CHIESA DI SANTA MARIA DEGLI AGONIZZANTI

Quando i confrati si occupavano del conforto ai condannati Dopo anni di chiusura e abbandono, è stata aperta al pubblico. Questa chiesa barocca, realizzata nel 1630, era gestita dall’antica confraternita di Santa Maria degli Agonizzanti. I confrati – così come i “Bianchi” dalla candida veste, nell’omonimo oratorio - avevano il compito di prendersi cura dei condannati a morte, ai tempi del Tribunale dell’Inquisizione, alleviando, appunto, la loro agonia. Un’attività che spesso si intrecciava in realtà con l’estorsione di segreti in punto di morte. Un capitolo di storia cittadina a tinte fosche. Restaurata, a cura della Soprintendenza, la chiesa che si trova in un vicoletto a pochi metri dalla via Roma, è tornata a risplendere. Ed è tutta da scoprire al suo interno, nel bianco candore di stucchi e decorazioni tipici dello stile neoclassico.

When the friars gave comfort to those sentenced to death After many years of shutdown and neglect, it has recently been consolidated and opened to public fruition. This baroque church, built in 1630, was run by the ancient confraternity of Santa Maria degli Agonizzanti. The friars - as well as the ‘Bianchi’ (‘the white ones’) with a white robe, had the task of taking care of those under a death sentence at the time of the Inquisition Court, relieving

their agony. An activity that often actually intertwined with the extortion of secrets at the point of death. A black chapter of the town history. Restored by the Soprintendenza (Superintendency), the church, that stands in an alley a few metres from via Roma, is back to shine. There’s a lot to admire inside, in the whiteness of stuccoes and decorations typical of Sicilian baroque. 85


42 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards Serpotta e Borremans

Serpotta and Borremans

Via Alloro, 27 VEN/Fri, SAB/Sat,DOM/Sun h. 10-17.30 VEN/Fri 11 OTT. h. 10-15 Messa dom. h. 11-12.30

[ a4 ]

20 min. Cortile Gancia lato Archivio

CHIESA DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI (GANCIA)

Sulla facciata la buca della salvezza scavata dai patrioti Costruita agli inizi del 1500, subito dopo il convento del 1490, fu soprannominata “Gancìa” (ospizio) perché sorgeva nei possedimenti dei Frati Minori Osservanti, ricovero per malati e forestieri. Divenne il rifugio dei patrioti dopo il fallimento della rivolta del 1860, da cui si salvarono solo in due: Filippo Patti e Gaspare Bivona, che si nascosero dentro la cripta, mimetizzandosi tra i cadaveri. Poi, quasi morti di fame, scavarono una buca (la cosiddetta buca della salvezza) dalla quale riuscirono a scappare. La chiesa mostra ancora il suo carattere originario. Dentro, il soffitto ligneo a cassettoni del XVI secolo, il grande organo sul coro all’ingresso, preziose opere d’arte come il “Monachello” di stucco serpottiano e i dipinti di Pietro Novelli.

On the façade the hole of salvation dug by the patriots Built at the beginning of the sixteenth century, shortly after the convent of 1490, it was called “Gancìa”, as it stood in the property of the Frati Minori Osservanti (Observant Friars Minor) and it was also used as a shelter for the sick and the foreigners. It became refuge for some patriots after the failed riot of 1860. At the end, while the whole area was surrounded by the Bourbon troops, just two of them escaped: Filippo Patti and Gaspare 86

Bivona, who hid among the corpses in the crypt. Starving to death, they dug a hole, the so-called “buca della salvezza” (hole of salvation) through which they managed to escape. The church still shows its original features: the sixteenth century wooden ceiling, the big organ above the choir at the entrance, some precious works of art, like the Serpotta-style stucco-work “Monachello” and the paintings by Pietro Novelli.


43 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards

Piazzetta degli Angelini, 1

(Via Bara all’Olivella, di fronte a Pal. Branciforte) VEN/Fri, Sab/Sat, DOM/Sun h. 10-17.30 Ven/Fri 25 Ott. h. 21 Contr/fee €7 Concerto “Le Corde di Palermo” Concert “The Strings of Palermo”

[ b3 ]

20 min.

CHIESA DI SANTA MARIA DEL PILIERE La Madonna col bambino e il pozzo dei miracoli

Fu fondata a metà del 1500 dalla nobildonna Giulia De Panicolis, per devozione alla Madonna. Durante i lavori di scavo di un pozzo, o addirittura nell’acqua ritenuta miracolosa, secondo una versione popolare, era stata trovata una statua lignea della Vergine sopra un pileri (in siciliano, piccolo pilastro). Fatto sta che l’evento fece accorrere molti fedeli e curiosi. E sorse la chiesetta. Nei secoli successivi, il luogo di culto fu affidato a diverse maestranze e compagnie: dei Calzettai, degli Argentieri, di Santa Maria degli Angeli della quale facevano parte i pizzicagnoli e, infine,dei Cavalieri di San Giacomo. A metà del 1700 furono realizzati tanti interventi: un portale riccamente adorno, un gruppo scultoreo di scuola serpottiana e gli affreschi attribuiti a Vito D’Anna.

The Madonna and Baby and the well of miracles It was founded by the noble woman Giulia de Panicolis in the middle of 1500 for devotion to the Virgin Mary. Right in this place, during excavations of a well, or even in the water held to be miraculous, according to popular belief, a wooden statue of the Madonna had been found on a “pileri” (in Sicilian ‘small pillar’). The event drew a large audience of believers and onlookers. And the church was built. In the following years the

place of worship was entrusted to various workers and companies: the “Calzettai (hosiery manufacturers) and “Argentieri” (silversmiths), of Santa Maria degli Angeli that included the “Pizzicagnoli”, the delicatessen merchants, and finally to Cavalieri di San Giacomo. In the mid 1700, many interventions were carried out: a richly adorned portal, a sculpture group by the Serpotta school and the frescoes attributed to Vito D’Anna. 87


44 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards

Via dello Spasimo, 13 VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30 (Sab/Sat. 5 Ott. 11-17.30)

[ b4 ]

30 min.

CHIESA DI SANTA MARIA DELLO SPASIMO

Quel magico spicchio di cielo al centro della Kalsa

Il fascino della chiesa a cielo aperto cattura chiunque. Lo Spasimo è il simbolo del centro storico ritrovato. La costruzione inizia nel 1509 a opera dei monaci olivetani, ma il complesso non venne mai completato perchè, nel 1536, la minaccia dell’armata turca indusse il vicerè don Ferrante Gonzaga a costruire un baluardo a ridosso della chiesa e del convento. Nel 1520 si arricchì del famoso Spasimo di Sicilia di Raffaello, esposto al Prado di Madrid, protagonista di un celebre giallo storico: l’altare realizzato da Gagini è ora in corso di ricollocazione grazie alle ricerche trentennali della storica Maria Antonietta Spadaro. Nel 1582 la chiesa fu adibita a spettacoli, divenne lazzeretto durante l’epidemia di peste. A metà Settecento crollò la volta della navata centrale, mai più ricostruita.

That magic piece of sky at the centre of the Kalsa The charm of the open sky church captures anyone. The Spasimo is the symbol of the recovered old town. The building began in 1509 by the Olivetan monks, but the complex was never completed, as in 1536 the threat of the Turkish army persuaded the viceroy don Ferrante Gonzaga to build a bulwark close to the church and the convent. In 1520 it was enriched by the famous Spasimo di Sicilia by Raffaello,

exhibited in the Prado in Madrid, which was the protagonist of a famous historical thriller: the altar, designed by Gagini, is being relocated thanks to the thirty-year research of the historian Maria Antonietta Spadaro. In 1582 the church was used for shows, and it became a lazaretto during the plague epidemic. In the mid-eighteenth century, the vault of the central nave collapsed and it was never rebuilt.

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45 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards Serpotta e Borremans

Serpotta and Borremans

Via Squarcialupo, 2

[ b3 ]

30 min.

Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

CHIESA DI SANTA MARIA IN VALVERDE

La meraviglia barocca con gli splendidi marmi mischi Risale al 1300 e venne edificata accanto a un monastero di suore carmelitane. Fu poi modificata e abbellita nel 1633, grazie al ricco genovese Camillo Pallavicino, dopo che la sua unica figlia prese i voti e si rinchiuse in questo complesso religioso. Il mecenate finanziò un massiccio rinnovamento della struttura, affidando il progetto all’architetto Mariano Smiriglio. E l’impronta barocca è evidente. Nei primi anni dell’Ottocento, il prospetto fu rimaneggiato secondo il disegno dell’abate Mango, in stile neoclassico con motivi ricorrenti del simbolismo biblico-cristiano. Ma l’interno è rimasto secentesco: un tripudio di bellezza, con marmi mischi, sculture, tele, drappeggi, affreschi (alcuni attribuiti a Guglielmo Borremans), in una seduzione continua di forme e colori.

The baroque wonder with the splendid mixed marbles The church dates back to the fourteenth century and was built near a monastery of Carmelite nuns. Santa Maria in Valverde, located in piazza Cavalieri di Malta, was modified and embellished in 1633 thanks to the wealthy Genoese Camillo Pallavicino who, after his only daughter took her vows and entered this religious complex, financed a massive renovation of the structure, entrusting the project to the architect Mariano Smi-

riglio. The baroque imprint is clear. In the first years of the nineteenth century, the façade was remodelled according to the abbot Mango’s design, in a neoclassical style with recurrent patterns of Christian-biblical symbolism. But the interior has remained of the seventeenth-century: a blaze of beauty, with mixed marbles, sculptures, paintings, drapery, frescoes (some attributed to Guglielmo Borremans).

90


46 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards

Via Carlo Gemelli

[ b4 ]

20 min.

Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

CHIESA DI SANTA VENERA

Nascosta in un giardino sopra le antiche mura della città Fu edificata a fine XV secolo, sulle antiche mura e accanto alla Porta normanna di Termini, per ringraziare la santa della favorevole intercessione per la fine della peste del 1493. La devozione si rinnovò nel 1529, quando si diffuse l’altra epidemia mortale. Negli anni successivi, il sistema di fortificazioni voluto dall’imperatore Carlo V accolse altri bastioni accanto all’edificio religioso. La chiesa, che era stata affidata alla Compagnia della Pace, cadde in disgrazia e in seguito fu utilizzata come lazzaretto. Venne recuperata e modificata alla fine del Settecento, privilegiando lo stile neoclassico imperante. Lo splendido oratorio secentesco annesso fu demolito in epoca borbonica, assieme alla Porta, ma la chiesa si salvò. Oggi, restaurata, è circondata da un incantevole giardino.

Hidden in a garden on the ancient walls of the town It was erected at the end of the fifteenth century on the old walls and near the Norman ‘Porta di Temini’ (Termini Gate) to thank the saint, former patroness of the town, for her favourable intercession for the end of the plague that had raged since 1493. The devotion was repeated in 1529, when another mortal epidemic spread. Later on, further ramparts were built near the religious building within the fortification system pro91

moted by the emperor Carlo V. The church, that had been entrusted to the Compagnia della Pace (Company of Peace), fell into disgrace and was later used as a hospital. It was recovered and modified at the end of the eighteenth century, with the prevailing neoclassical style. The splendid seventeenth-century annexed oratory was demolished during the Bourbon period together with the Porta, but the church survived.


47 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards L’EREDITà ARABO NORMANNA

The Arab-Norman heritage

SULLE TRACCE DEGLI EBREI

On the tracks of the Jews

[ b4 ]

Via Magione, 44 ven/Fri 4, 11, sab/Sat 12 OTT h.10-14 Ven/Fri 18 OTT h. 10-16. Sab/Sat 19 OTT h. 13-17.30 VEN/Fri 25 OTT, 1 NOV h.10-17.30 SAB/Sat 26 OTT., 2 NOV h.10-17.30 Ogni/Every DOM/Sun h. 10-17.30 (sab/sat 5 ott. Chiuso/Closed)

30 min.

CHIESA E CHIOSTRO DELLA MAGIONE

La “cattedrale” normanna costruita da maestranze islamiche Sorge sul lato meridionale dell’omonima piazza - spianata di verde dalle suggestioni arabeggianti ma in realtà lascito dei bombardamenti aerei del ’43 - la chiesa della Magione, ovvero della Santissima Trinità. Voluta dal cancelliere dell’ultimo re normanno e realizzata da maestranze islamiche alla fine del XII secolo, racchiude in scala ridotta l’iconografia tipica delle cattedrali di Palermo e Monreale e un fascino al tempo stesso sobrio ma voluttuoso, che - all’interno – congiunge la pianta a croce latina con un corpo centrale a tre absidi. Il chiostro, mutilo nei lati corti, è quanto resta dell’originario monastero cistercense. In piccolo, fa pensare al chiostro di Monreale.La lastra del pozzo era in origine la pietra sepolcrale di un ebreo risalente al 1353.

The Norman “cathedral” built by islamic workers On the southern side of the namesake square - a green esplanade with Arabic fascination that is in fact a legagy of the air bombings of 1943 - there is the church of the Magione or of the Holy Trinity. Sponsored by the chancellor of the last Norman king and built by islamic workers at the end of the twelfth century, it contains, in a reduced scale, the typical iconography of the cathedrals of Palermo

and Monreale, with a charm at the same time plain and voluptuous that, inside, links the Latin cross plan to a central body with three apses. The cloister, incomplete in the short sides, is what is left of the original Cistercian monastery. It also recalls, on a smaller scale, the cloister of Monreale: twin columns with double-crown capitals of leaves support the ogival arches. 93


48 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards L’EREDITà ARABO NORMANNA

The Arab-Norman heritage

[ d4 ]

Via dei Benedettini, 20 DOM/Sun 6 ottobre DOM/Sun 3 novembre

40 min.

h. 10-17.30

CHIESA E CHIOSTRO S. GIOVANNI DEGLI EREMITI

Cupole e Sala Araba. Il trionfo dell’arabo-normanno

Uno dei monumenti simbolo di Palermo, con le sue cupolette tipiche dell’architettura arabo-normanna. A pochi passi da Palazzo Reale, la chiesa era accorpata al monastero fondato da Ruggero II nel 1132. Nei secoli ha subito varie modifiche, soprattutto nel 1800, ma ha conservato l’impianto originario che è di grande suggestione, sia all’esterno sia all’interno in nuda pietra, con nicchie e la Sala Araba che rivela le tracce della preesistente moschea del X secolo. La splendida chiesa fa parte del percorso arabo-normanno, dichiarato Patrimonio dell’Unesco. Magnifico anche il giardino con il chiostro, che è ciò che rimane del monastero e probabilmente fu aggiunto nel secolo successivo. Occhio alle colonnine binate con capitelli a foglie d’acanto sormontati da archi a sesto acuto.

The domes and the “Arab Hall”, the triumph of the Arab-Norman It’s one of the symbolic monuments of Palermo, with its domes typical of local Arab-Norman architecture. A few steps from Palazzo Reale (Royal Palace), it was joined to the monastery founded by Ruggero II around 1132. Over the centuries it has undergone various changes, especially in 1800, but it has nevertheless retained its original structure which is highly impressive, both outside and inside, in bare stone, with many niches and

the “Arab Hall” that shows the traces of the pre-existing mosque from the tenth century. The beautiful church is part of the Arab-Norman route that has been declared World Heritage Site by Unesco. The garden is beautiful too, with a cloister, which is what is left of the monastery and that was probably added in the following century. Please notice the coupled small columns and capitals with acanthus leaves surmounted by pointed arches. 94


49 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards Palermo dal basso

Palermo from below

Serpotta e Borremans

Serpotta and Borremans

Corso Vittorio Emanuele, 257

[ b3 ]

30 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

CHIESA E CRIPTA DI SAN MATTEO

La tomba di Giacomo Serpotta e il mistero dei Beati Paoli Splendido gioiello barocco, fu edificata nel 1633 dalla confraternita dei Miseremini, su progetto di Mariano Smiriglio. Nel cantiere lavorarono i migliori architetti, scultori, pittori, marmorari e scalpellini del tempo. Il prospetto, in marmo, è caratterizzato da vigorosi effetti di chiaroscuro. All’interno, le volte affrescate da Vito D’A nna, gli stucchi del grande Giacomo Serpotta, i medaglioni con le figure degli apostoli eseguiti da Bartolomeo Sanseverino nel 1739. E nelle cappelle altre opere di pregio. La cripta custodisce le reliquie di Giacomo Serpotta, che in questa chiesa volle essere sepolto nel 1732. Ma il luogo è pure di forte suggestione per il mistero dei Beati Paoli. Qui secondo la tradizione popolare e letteraria, si incontravano segretamente gli incappucciati.

Giacomo Serpotta’s tomb and the mystery of Beati Paoli Splendid jewel of baroque Palermo, located on Corso Vittorio Emanuele, the Church of San Matteo was built in 1633 at the behest of confraternity dei Miseremini and was designed by Mariano Smiriglio. The best architects, sculptors, painters, marble and stone cutters worked on the site. This is why this place is a true art casket. The marble façade is characterized by powerful light and shade effects.

Inside there are the frescoed vaults by Vito D’Anna, the stuccoes by the great Giacomo Serpotta, the medallions with the figures of the apostles by Bartolomeo Sanseverino (1739). In the chapels there are other valuable works. The crypt beneath houses the relics of Serpotta who was buried in this church by his express will in 1732. But the place is of strong evocative power also for the mystery of Beati Paoli.

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Aperti dal lunedi al sabato 8.00-21.00 Domenica e festivi 8.30-13.00 16.00-20.00 APERTI 360 GIORNI L’ANNO Vieni a trovarci

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50 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards

Via Roma 203/A VEN/Fri, SAB/Sat h. 10-17.30 DOM/Sun h. 13-17.30

[ b3 ]

20 min.

CHIESA DI SANT’ANTONIO ABATE

La chiesa medievale e l’Ecce Homo

Dall’alto domina via Roma e il mercato della Vucciria. Di Sant’A ntonio Abate si hanno notizie già dal 1220. Più volte restaurata e rimaneggiata, nel 1823 fu danneggiata dal terremoto. Recuperata, solo agli inizi del 1900, dopo l’apertura di via Roma, fu liberata dagli edifici circostanti che, per secoli, l’avevano soffocata. Si rese necessario collegarla al livello della strada, che risultò molto più basso, con una gradinata davanti alla quale fu posta l’edicola con l’immagine dell’Ecce Homo, molto venerata. L’interno, a croce greca, custodisce opere di Serenario, Bagnasco, Gagini e dello Zoppo di Gangi. è ancora in piedi la torre civica (che si visita a parte) innalzata nel 1302, per volere dei Chiaramonte, con la campana “Pretoria”, usata dal Senato per convocare il popolo.

The church and the tower that stand out on the Vucciria The church dominates the market of Vucciria and via Roma from above. We have news of the church of Sant’Antonio Abate as early as in 1220. It was restored and remodeled several times, and in 1823 it was severely damaged by the earthquake. It was recovered, but it was only in the twentieth century, with the opening of Via Roma, that it was brought to light and enhanced, freed from the surrounding buildings that had suffocated it

for centuries. It was necessary to connect it to the street level, which was much lower, with a staircase, in front of which an aedicule with the most venerated image of Ecce Homo was placed. The Greek cross interior houses works by Serenario, Bagnasco, Gagini and Zoppo di Gangi. Next to the church, the civic tower is still standing, erected in 1302 at the behest of the powerful Chiaramonte family, with the “pretoria” bell.

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51 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards

Via dello Spezio, 43

[ b2 ]

20 min.

VEN/Fri SAB/Sat h. 10-17.30 DOM/Sun h. 13-17.30

CHIESA EVANGELICA VALDESE Il tempio neogotico che rievoca la Cattedrale

È il luogo sacro della comunità valdese di Palermo dal 1927. Affacciata su un rigoglioso giardino, la neogotica chiesa evangelica ricorda un po’ la Cattedrale per il portico a tre arcate. Il progetto fu redatto da Emilio Decker, mentre l’immobile fu realizzato dall’impresa edile di Paolo Bonci e Emanuele Rutelli. Il tempio comprende, oltre alla chiesa, l’alloggio del pastore, le aule della scuola valdese (utilizzate fino alla nascita dell’Istituto della Noce) e una sala teatro. Sulla facciata risalta il mosaico con lo stemma della Chiesa Valdese, un candeliere poggiato sulla Bibbia con il motto “Lux Lucet in Tenebris” in riferimento al Vangelo di Giovanni. All’interno, il pulpito ligneo, elemento delle chiese protestanti, a simboleggiare la centralità della parola e della predicazione.

The neogothic temple reminiscent of the Cathedral It has been the holy place of the Waldensian community of Palermo since 1927. Overlooking a lush garden, the neogothic Evangelical church is somehow reminiscent of the Cathedral with its three-arched porch. The project was drawn up by Emilio Decker and carried out by the building contractors Paolo Bonci and Emanuele Rutelli. The temple includes, besides the church, the minister’s lodging, the classrooms of

the Waldensian school (used until the birth of the Istituto della Noce) and a theatre room. On the facade the mosaic with the emblem of the Waldensian Church stands out: it’s a candlestick resting on the Bible with the motto “Lux Lucet in Tenebris” with reference to the Gospel of John. Inside, the wooden pulpit, a feature of the Protestant churches, to symbolize the centrality of the word and of preaching.

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52 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards

via Simone Gulì, 19 VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30 (27 Ott e 1,2,3 Nov h. 10-16.30)

[ a1 ]

30 min.

CIMITERO DEGLI INGLESI

Il camposanto straniero di chi moriva senza Dio

Da lazzaretto a camposanto di chi moriva “senza Dio”, poi campo da calcio per i bambini dell’Acquasanta: abbandonato per 50 anni, finalmente il “cimitero degli inglesi” si può visitare. Nasce con l’epidemia del 1628: il viceré Francesco Ferdinando de La Cueva ordina la costruzione di un lazzaretto, ma è troppo vicino alla città. Passano cento anni, si erigono le mura di cinta, e viene emanato il bando che obbliga a seppellire i morti nei cimiteri pubblici: il lazzaretto diventa cimitero degli eterodossi. Negli anni Venti il proconsole inglese Giacomo Rose ne affida la gestione ai Whitaker, nel 1950 le ultime due eredi, Audrey ed Euphrosyne, lo cedono al Comune. Oltre a protestanti, ortodossi, ebrei e atei, qui riposano membri dei Whitaker, Ahrens, Christian Caflisch e Noto La Diega.

The foreign graveyard of those who died without God From lazaretto to graveyard for those who died “godless”, then a football field for the children of Acquasanta: abandoned for 50 years, at last the “English cemetery” can be visited. It was created for the 1628 epidemic: viceroy Francesco Ferdinando de La Cueva ordered the construction of a lazaretto, but it was too close to the city. A hundred years went by, the boundary wall is erected and a ban, requiring the dead to be buried in

public cemeteries, is issued: the lazaretto becomes a graveyard for the heterodox. In the 1920s, the English proconsul Giacomo Rose entrusted it to the Withaker; in 1950 the last two heirs, Audrey ed Euphrosyne, handed it over to the Municipality. Besides the Protestants, the Orthodox, the Jews, and the atheists, here members of the Whitaker and Ahrens families rest, as well as Christian Caflisch and Noto La Diega.

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53 MUSEI E ARCHIVI

Museums and archives

Via Maqueda 172

[ c4 ]

30 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30 (escl. 1 Nov)

CIRCOLO GIURIDICO ED EX CONVENTO DEI TEATINI La biblioteca ottocentesca e il panorama sulla cupola

Uno scrigno prezioso che racconta un pezzo di storia nel cuore dell’antico Convento dei Teatini, oggi sede del dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università di Palermo. Il Circolo nacque per promuovere la cultura delle Scienze sociali e del Diritto nella Palermo dell’Ottocento. Le scaffalature, la scaletta a chiocciola, gli antichi volumi: tutto evoca l’atmosfera dei primi anni della fondazione, nel 1868 a opera di Luigi Sampolo, allora professore di Diritto civile. In quella sede costituì un’associazione di giureconsulti, si adoperò per creare una biblioteca giuridica e una sala di lettura. L’itinerario di visita comprende l’atrio del convento, il Circolo, il secondo piano dove si visiterà l’aula circolare e da cui si gode una vista straordinaria sulla cupola di San Giuseppe dei Teatini.

The nineteenth-century library guardian of the law It’s a precious treasure chest, created to promote the culture of social sciences and law in Palermo in the nineteenth century. The shelves, the spiral staircase, the ancient volumes: in the library of the juridical circle inside the Law Faculty, everything evokes the atmosphere of the first years of the foundation in 1868 by Luigi Sampolo, at the time a professor

of civil law. In that seat, he established an association of jurists and worked to create a juridical library and a reading room. The library, that is still a vital facility open to consultations, represents the original nucleus of the present Law Faculty, with a book collection of around 800 thousand monographs and eight hundred magazines titles. 101


54 L’ARTE DEI PUPI

The craft of the puppets

[ d3 ]

Piazza Indipendenza 49

20 min.

VEN/Fri h. 10-17.30 SAB/Sat h. 10-14

COLLEZIONE OPERA DEI PUPI CONCA D’ORO

La collezione di pupi nascosta nel palazzo settecentesco

E chi l’avrebbe mai pensato che al primo piano di un’agenzia di viaggi ci fosse una collezione bellissima di pupi storici? Siamo alla storica Conca d’oro viaggi, la più longeva agenzia della città che Gino e Giuseppe Campanella fondarono nel 1956 a Monreale quando, da agenti di navigazione, assistevano i connazionali che emigravano in cerca di fortuna. E proprio dalla passione di Gino Campanella nasce quest’inedita collezione che comprende un Teatrino dei Pupi e una raccolta di duecento paladini della scuola monrealese dei Munna, molti rari e di inizio secolo. Bella anche la sede, un antico palazzo nobiliare di fine ‘700, in corrispondenza dell’ex stazione di posta dell’antica piazza santa Teresa (oggi piazza Indipendenza), con soffitti affrescati e pavimenti in antiche maioliche.

The puppet collection hidden in an eighteenth-century palace Who would think that on the first floor of a travel agency there was a beautiful collection of historical puppets? We are in the historic Conca D’oro Viaggi, the longest-lived agency in the city that Gino e Giuseppe Campanella founded in Monreale in 1956 when, as shipping agents, they gave assistance to their fellow citizens emigrating in search of luck. And it is from the passion of Gino Campanella that this novel unprece-

dented collection is born; it includes a Puppet Theatre and a collection of two thousand paladins, from the Munna Monreale school, many are rare and from the beginning of the century. The headquarters are beautiful too, in an ancient aristocratic building of the end of the eighteenth century, in the former post station of the ancient Piazza Santa Teresa (now Piazza Indipendenza) with frescoed ceilings and ancient majolica floors.

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55 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards Serpotta e Borremans

Serpotta and Borremans

[ c4 ]

Piazza Santa Chiara, 11 VEN/Fri h. 10-13.30

30 min.

SAB/Sat e DOM/Sun h. 10-16.30

Da ingresso laterale

COMPLESSO DI SANTA CHIARA Vestigia puniche, medievali e barocche nel cuore di Ballarò

Alla scoperta dell’antico complesso monumentale di Santa Chiara, dentro lo storico mercato di Ballarò. Qui convivono testimonianze puniche, medievali e barocche in un mix di grandissimo interesse. La chiesa fu fondata nel 1344, per volere del potente conte Matteo Sclafani, mantenendo le tracce di una consistente porzione di fortificazioni cartaginesi. Venne rimaneggiata, alla fine del 1600, dall’architetto Paolo Amato e rinnovata, nel secolo successivo, da Nicolò Palma. Colpita dalle bombe nel 1943, si è comunque salvata dalla distruzione, conservando la sua bellezza:dorate logge dai frontoni ricurvi, dalle quali le Clarisse partecipavano alla messa senza essere viste, superbi affreschi di Paolo Martorana e Antonino Grano, marmi policromi e dipinti fiamminghi del Borremans.

Punic, medieval and baroque ruins in the heart of Ballarò In the ancient monumental complex of Santa Chiara, inside the historic market of Ballarò, Punic, medieval and baroque testimonies coexist in a mix of great interest. The church was founded in 1344, according to the will of the powerful count Matteo Sclafani, keeping the traces of a large portion of Carthaginian fortifications. It was remodeled, at the end of the seventeenth century, by the architect Paolo Amato, and

renovated in the eighteenth century by Nicolò Palma. Although struck by the bombings in 1943, it has escaped destruction maintaining its beauty: golden loggias with curved gables from which the Clarisse cloistered nuns could attend the mass without being seen, superb frescoes by Paolo Martorana and Antonino Grano, polychrome marbles and Flemish paintings by Guglielmo Borremans.

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56 I LUOGHI DELLA GIUSTIZIA

The places of justice

Via Principe di Palagonia, 135

[ d1 ]

40 min.

DOM/Sun h. 10-17.30

COMPLESSO MALASPINA

La villa dai mille volti e l’affresco ritrovato

L’ultima sorpresa è l’affresco ritrovato nell’Aula Baviera, un tempo cappella privata del principe di Palagonia, che potrà essere ammirato per la prima volta, a cantiere aperto, con la guida straordinaria dei restauratori. Una porzione di scena prospettica che lascia presupporre un paesaggio di vedute probabilmente ancora intatto. Il complesso, oggi sede del Centro di rieducazione minorile, fu fatto costruire nel 1680 da don Giovanni Stefano Oneto, primo duca di Sperlinga. Dal 1761 al 1780 fu sede di una fabbrica di maioliche; nel 1835 fu ceduto al governo borbonico che lo destinò a ricovero per giovani mendicanti. Nel 1839 passò al Principe di Palagonia, nel 1880 alla famiglia Whitaker, infine nel 1933 allo Stato. Nasconde una corte interna su cui si affacciano terrazze balaustrate che dominano due giardini, una cappella e diversi saloni affrescati.

The multifaceted villa and the rediscovered fresco The latest surprise is the fresco cound in Aula Baviera, once private chapel of the prince of Palagonia, which will be open for the first time, with the unique guide by the restorers. The complex, now Center for juvenile rehabilitation, was commissioned in 1680 by don Giovanni Stefano Oneto, the first Duke of Sperlinga. From 1761 to 1780, it was the headquarters of a maiolica factory; in 1835 it was transferred to the Bourbon government,

that turned it into a shelter for young beggars. In 1839 the complex passed to the Prince of Palagonia, who converted it into a poorhouse, in 1880 to the Whitaker family and in 1933 to the State, that converted into a juvenile rehabilitation centre. The building hides a fascinating inner courtyard, with balustraded terraces overlooking two large gardens, a chapel and several rooms frescoed by Vito D’Anna and Gaspare Fumagalli.

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57 TEATRI E CONSERVATORI

Theaters and conservatories

via Squarcialupo, 45 SAB/Sat 19, 26, DOM/Sun 20, 27 ottobre

[ b3 ]

30 min.

h. 10-17.30

CONSERVATORIO ALESSANDRO SCARLATTI La fabbrica seicentesca dove nasce la musica È la “fabbrica” dei musicisti, ma anche un piccolo gioiello d’architettura. È il Conservatorio di musica Alessandro Scarlatti, già Vincenzo Bellini, tra i più antichi in Italia visto che risale al 1617, quando venne istituito per volontà del viceré Conte De Castro nella trecentesca chiesa della Santissima Annunziata, come Orfanotrofio del Buon Pastore, dedicato alla cura “de li spersi mascoli”. Dell’antica chiesa rimangono ancora oggi visibili il campanile, il colonnato dell’ex chiostro, il portale chiaramontano e un bassorilievo del Quattrocento che raffigura l’A nnunciazione. La musica nel Conservatorio degli Spersi vi fu insegnata solo dal 1721 per diventare disciplina esclusiva una ventina d’anni dopo. Sotto la direzione del barone Pietro Pisani, nell’800 vi fu aggiunto il teatro.

The seventeen-century factory where music is born It’s the ‘factory’ of musicians, but also a small architecture gem. It’s the Alessandro Scarlatti Conservatory of Music, formerly Vincenzo Bellini, among the oldest in Italy, as it dates back to 1617, when it was established by the will of the viceroy Conte De Castro in the fourteenth-century church of the “Santissima Annunziata”, as the Orfanotrofio del Buon Pastore (Orphanage of the Good Sheperd), for the care of abandoned children. The bell

tower, the colonnade of the former cloister, the chiaramontano gateway and the fifteenth-century bas-relief of the ancient church representing the Annunciation are all still visible. Music was taught in the “Conservatorio Degli Spersi” only from 1721 on, to become the exclusive subject about twenty years later. Under the direction of the Barone Pietro Pisani, in the nineteenth century, the theatre was added to it.

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58 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards I LUOGHI DEL LAVORO

The places of work

Corso Tukory, 2e

[ c4 ]

20 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

CONVENTO DI SANT’ANTONINO EX MULINO Prima dimora dei monaci, poi fabbrica del pane L’ex convento secentesco di Sant’A ntonio da Padova (Sant’A ntonino), custodisce quattro secoli di storia. Conserva ancora gli ambienti e i macchinari artigianali dei monaci per preparare il pane, oggi reperti di archeologia industriale. La perla è il gigantesco mulino in legno massiccio. Il convento, progettato da Mariano Smiriglio e realizzato nel 1630, dopo due secoli, a seguito della soppressione degli ordini religiosi nel 1866, fu trasformato dall’esercito in “caserma della sussistenza”. Acquisito dall’Università nel 2004, è stato recuperato, restaurato e inaugurato nel 2012. Oggi è sede del Centro linguistico dell’Ateneo e dell’Itastra, la Scuola di Lingua italiana per stranieri. Da pochi mesi sono stati portati alla luce splendidi affreschi (visita a parte).

First the home of the monks, then a bread factory The former seventeenth-century convent of Sant’Antonio da Padova (Sant’Antonino as he is usually referred to) at the entrance of corso Tukory, preserves four centuries of history. The convent, designed by Mariano Smiriglio and built in 1630, following the dissolution of religious orders, in 1866, was transformed by the army into “support barracks” where bread

for soldiers was made. The huge solid wood mill is the gem, with the pulley tracks still intact. Taken over by the University of Palermo in 2004, the building was recovered, restored and inaugurated in 2012. The ancient cobbles of the cloister resurfaced a few months ago and some splendid frescoes (that can be visited separately) of a wing of the convent, also recovered, were brought to life.

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59 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards

corso Tukory, 2e

[ c4 ]

20 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

CONVENTO DI SANT’ANTONINO PORTICO AFFRESCATO Gli affreschi ritrovati sulla parete del chiostro

Sono tornati alla luce da pochissimi mesi: quattro splendidi affreschi seicenteschi, dimenticati da 150 anni, apparsi come fantasmi, nascosti come erano sotto due dita di intonaco. Siamo nell’ex convento di Sant’A ntonino, e gli affreschi si scoprono se si entra dal portone appena restaurato che immette nel grande chiostro. Nel 1866, quando vennero soppressi gli ordini religiosi, Sant’A ntonino fu affidato ai militari che lo occuparono stravolgendone la fabbrica originale. Furono chiusi i portici del chiostro per ricavare nuovi locali e occultati con il gesso gli affreschi che probabilmente furono realizzati proprio da alcuni dei monaci degli Osservanti Riformati di San Francesco. Gli affreschi dialogano con quelli della chiesa di Sant’A ntonino (visita a parte) collegata al chiostro.

The frescoes made by the monks now recovered They came to light a few months ago: four splendid seventeenth-century frescoes forgotten for 150 years, appeared like ghosts, hidden as they were under two fingers of plasters. We are in the former convent of Sant’Antonino, and the frescoes can be seen when entering the newly restored front gate leading into the large cloister. In 1866, with the dissolution of religious orders, Sant’Antonino

was entrusted to the soldiers who occupied it, radically changing its original building. The porches of the cloister were closed to make new premises, and the frescoes, that probably had been made by some Reformed Observants of San Francesco monks, were hidden with plaster. The frescoes interact with those of the church of Sant’Antonino (separate visit) that is connected to the cloister.

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60 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards

salita Belvedere, 3

[ b4 ]

40 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

CONVENTO E CHIESA SANTA MARIA DI GESU’

Il santo moro che piantò il cipresso

Qui è custodito il corpo di san Benedetto il Moro, il santo nero co-patrono della città: il convento si trova su di un colle ed è circondato da un cimitero storico. È un luogo di preghiera e di pace che risale al 1426. Leggenda vuole che il santo abbia vissuto qui gli ultimi anni della sua vita da eremita, fino al 1589. Le reliquie riposano in una grande urna, il volto è stato perfettamente ricostruito. L’intero complesso del convento è un museo in nome di san Benedetto: esposti la tunica, quadri, libri e immagini sacre del Santo. All’esterno, nella parte più alta del complesso, si può scoprire il cipresso di San Benedetto, con il suo maestoso tronco di oltre cinquecento anni di vita che, leggenda vuole, sia stato piantato dallo stesso santo moro conficcando un bastone tra le rocce.

The saint Moor who planted a cypress The body of San Benedetto il Moro, the black saint who is the co-patron of the city, is kept here: the convent is on a hill and is surrounded by a historic cemetery. It’s a place of prayer and peace which dates back to 1426. Legend has it the saint lived here the last years of his life as a hermit, that is until 1589. The relics rest in a large urn, the face has been perfectly reconstructed.

The entire convent complex is a museum in the name of San Benedetto: the tunic, the pictures, the books and the holy images of the Saint are on display. Outside, in the highest part of the complex, the cypress of San Benedetto can be found: legend has it that its majestic trunk of over five hundred years was planted by the same saint Moor plunging a stick among the rocks.

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61 LA MEMORIA DELLA GUERRA

The memory of the war

[ c1 ]

Via Marchese Ugo 22

20 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

CRIPTA AI CADUTI

Il sacrario di Ernesto Basile dedicato alla Grande Guerra Forse in pochi sanno che si devono a Ernesto Basile la maggior parte dei monumenti commemorativi ai caduti della Prima Guerra Mondiale: tra questi, il Sacrario dedicato alle vittime della Grande Guerra annesso alla chiesa di Santa Rosalia, commissionata dalla suore della Congregazione Ancelle del Sacro Cuore di Gesù proprio al progettista palermitano tra il 1924 e il 1933. Per finanziarla si organizzò una lotteria con premio finale un‘Ansaldo Coupè de ville fornita dal garage “G.Rivera - Basile”. L’estrazione fu la notte di Natale del 1924. Dalla chiesa (che non si visita), sotto la cupola ottagonale contornata da quattro torrioni, si scende nella cripta con il Sacrario e le tombe dei militari caduti tra il 1915 e il 1918 in varie parti d’Italia.

The memorial of Ernesto Basile dedicated to the Great War Few people know that most of the memorials for the soldiers who died in the First World War are owed to Ernesto Basile. Among these, the memorial to the victims of the Great War next to the church of Santa Rosalia, commissioned by the nuns of the Congregation Ancelle del Sacro Cuore di Gesù (Maids of the Sacred Heart of Jesus) to the designer from Palermo between 1924

and 1933. A lottery was organized to fund it, with an Ansaldo Coupè de ville provided by the “G.RiveraBasile” garage as the final prize. The draw was on Christmas night in 1924. From the church (that is not visitable) under the octagonal dome surrounded by four towers, we descend into the crypt with the Memorial and the graves of the soldiers who died in various parts of Italy between 1915 and 1918. 110


62 Palermo dal basso

Palermo from below

Serpotta e Borremans

Serpotta and Borremans

Via Maqueda 102

[ c4 ]

20 min.

Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

Cripta dell’Oratorio della Morte in Sant’Orsola

Qui il Maestro dello stucco guardò in faccia la morte

Teschi marmorei e croci, figure di scheletri e anime purganti: così è decorata la cripta sottostante l’oratorio della Morte, nella chiesa di Sant’Orsola. Qui i membri della compagnia dell’Orazione della morte o dei Negri (dal colore dell’abito indossato dai confratelli), istituita nel 1564, seppellivano le salme dei defunti del quartiere dell’Albergheria. Nelle decorazioni, Giacomo Serpotta, per l’occasione, aggiunse al proprio repertorio figurativo ricorrente - motivi naturalistici, putti, ghirlande e festoni - rappresentazioni di macabri scheletri e ossa pencolanti, come pure fece nella chiesa soprastante. I restauri hanno messo in evidenza il complesso di cisterne, botole e colatoi utilizzati per la corretta conservazione dei cadaveri.

Here Serpotta, master of stucco, saw death in the face Marble skulls and crosses, figures of skeletons and souls in Purgatory: this is the way the crypt below the Oratory della Morte (of Death) is decorated in the Church of Sant’Orsola. Here the members of the Compagnia dell’Orazione della morte o dei Negri, that is the Company of the deathbed prayer, also called the Black, from the colour of the robe worn by the brothers, which was established in 1564, buried the bodies of the 111

deceased of the Albergheria district. On this occasion, Giacomo Serpotta added some images of gruesome skeletons and dangling bones to his recurring figurative repertoire of naturalistic motifs, putti, garlands and festoons in the decorations the crypt, just like in the church above. The restoration works have exposed the complex of tanks, manholes, and masonry chairs used for the correct preservation of corpses.


63 Palermo dal basso

Palermo from below

[ b4 ]

Via Divisi 81 VEN/Fri, Sab/Sat, DOM/Sun h.10-17.30 Sab/Sat 5 Ott, 2 Nov, Dom/Sun 3 Nov h.10-17 Sab/Sat 5 Ott., 2 Nov. Dom/Sun 3 Nov. h. 17.30 Visita teatralizzata Dramatized visit

20 min.

Cripta delle Repentite

Le tombe segrete delle prostitute diventate monache

È una cripta che custodisce i segreti del convento cinquecentesco di Santa Maria la Grazia, o della Grazia, meglio noto come convento delle Repentite. Qui le ex prostitute convertite alla vita monastica venivano mantenute dalle cortigiane ancora “in servizio” attraverso un’imposta pagata al Senato palermitano, una sorta di porno-tax ante litteram. Il tributo era dovuto per legge,per poter indossare pubblicamente vestiti sfarzosi come le “donne oneste”. Scoperta nel 2005 dall’Università, durante i lavori di ristrutturazione dell’edificio soprastante, la cripta dove venivano seppellite le suore ha poi svelato un retroscena intrigante: i cartigli trovati dentro due ampolle di vetro nella tomba della madre badessa, oggi esposte.

The secret graves of the prostitutes who had become nuns It’s a crypt that holds the secrets of the sixteenth century convent of Santa Maria la Grazia, or of the Grazia, better known as the Convent of the Repentites. Here the former prostitutes who had converted to monastic life were kept by the courtesans still in service through a tax paid to the Senate of Palermo, a sort of “porno tax” ahead of its time. The tribute was due by law to

be allowed to wear splendid clothes, like honourable women, in public. Discovered by the University in 2005, during the restoration works of the overlying building, the crypt where nuns were buried revealed an intriguing backstage: some scrolls were found inside two glass ampullas in the grave of the mother abbess and they are on display today. 112


64 Palermo dal basso

Palermo from below

Via Squarcialupo 1 (angolo via Valverde)

[ b3 ]

20 min.

Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

Cripta Lanza a San Mamiliano

Il mistero della sepoltura della baronessa di Carini Un mistero tra antiche sepolture. È celato nella preziosa cripta dei nobili Lanza, la famiglia della donna uccisa nel 1563 nel più clamoroso dei delitti d’onore, Laura,passata alla storia come la baronessa di Carini. La cripta, della quale non si conosceva l’esistenza, è stata ritrovata, vent’anni fa, durante lavori di manutenzione straordinaria dei sotterranei della chiesa di San Mamiliano. Rimossi i materiali di risulta, è emersa con una magnifica Pietà di marmo quattrocentesca di Giorgio da Milano, raffinate decorazioni e quattro tombe: in una è sepolto Blasco Lanza, nonno di Laura; nell’altra la seconda moglie del padre, Castellana Centelles; nella terza forse il padre-assassino, Cesare Lanza; sul quarto sarcofago, anonimo, la scultura di una giovane donna. è la tomba della baronessa?

The mystery of the tomb of the baroness of Carini A mystery among ancient burials. It’s hidden in the precious crypt of the noble Lanza, the family of the woman killed in 1563 in the most sensational crime to vindicate one’s honour, Laura, who went down in history as the Baroness of Carini. The crypt, whose existence was unknown, was found by chance twenty years ago during some works on the basements of the church. Once the debris had been removed, a magnif-

icent fifteenth-century marble Pietà by Giorgio da Milano, refined decorations and four graves appeared: Blasco Lanza, Laura’s grandfather, is buried in one. In another, her father’s second wife, Castellana Centelles; in the third one, probably her father and murderer Cesare Lanza. In the fourth sarcophagus, anonymous, there is the sculpture of a young woman. It could be the secret burial of the baroness.

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65 PALERMO DALL’ALTO

Palermo from above

[ c4 ]

Via Vittorio Emanuele 395 VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30 (escl. 13, 19 ottobre)

30 min.

Cupola del SS Salvatore

Uno sguardo dall’alto su tetti e vicoli del centro storico

Ammirare Palermo dall’alto? Si può, dalla cupola della chiesa del Santissimo Salvatore, sul Cassaro alto. I curiosi e gli amanti dell’arte che arriveranno in cima avranno una veduta privilegiata della città: da Palazzo dei Normanni al porto, da Monte Pellegrino al mercato di Ballarò, dalla Cattedrale al Teatro Massimo. Da qui si potranno scorgere gli eleganti palazzi nobiliari e le cupole delle più importanti chiese del centro storico, tra le quali quelle, splendide, di San Giuseppe dei Teatini in via Maqueda e del Carmine nel cuore di Ballarò, entrambe rivestite di piastrelle maiolicate. Ma si vedranno anche catapecchie, ruderi e antichi edifici sventrati dalle bombe. Un luogo dall’atmosfera magica e romantica, che permette di godere Palermo nel suo insieme, come fosse una cartolina.

A stunning view of domes, as far as the eye can see Would you like to see Palermo from a new perspective? You can, from the dome of the Church of Santissimo Salvatore. Curious art lovers who arrive at the top will have a privileged view of the city. From the Norman Palace to the port, from Monte Pellegrino to Ballaro market, from the Cathedral to Teatro Massimo, along with the domes of the most

important churches of the old city, including the beautiful San Giuseppe dei Teatini designed by Giuseppe Mariani in 1724 and covered in majolica tiles. But also hovels, ruins and ancient buildings torn down by bombings. A magical atmosphere which allows you to admire the city as if it were a postcard, framed between the sea and the sky. 115


66 MUSEI E ARCHIVI

Museums and archives

[ a4 ]

Via Messina Marine 27 VEN/Fri 4, 11, 18 SAB/Sat 5, 12, 19 DOM/Sun 6, 13, 20

30 min.

h. 10-17.30

Ecomuseo del Mare MEMORIA VIVA

Scrittori, bagnanti, pescatori. Palermo racconta i suoi lidi Tenere viva la memoria del mare di Palermo. È quel che si propone l’Ecomuseo con istallazioni video, audio, fotografiche, sonore, accompagnate da parole che raccontano al visitatore il rapporto che i cittadini hanno avuto con il proprio mare. È un racconto corale, un affresco fatto di tante testimonianze raccolte fra le famiglie. Ci sono storie di resistenza, di viaggio, di commercio, di vacanze, di lavoro; ci sono ricordi, foto ingiallite, luoghi dimenticati, fiabe, cartoline. Ognuno ha dato il suo contributo raccontando davanti alle videocamere o ai registratori una storia, un pensiero, una battaglia intrapresa o un desiderio. È una storia che ha una parabola discendente, che racconta della ricchezza perduta, ma che tiene desta la speranza del recupero.

Writers, bathers, fishermen: Palermo talks about its beachfront Keeping the memory of the sea of Palermo alive. This is the purpose of the Ecomuseum, and it is achieved through video, audio, photographic and sound installations, accompanied by words that tell the visitor about the relationship that citizens have had with their sea. This is a choral story, a fresco made of many testimonies gathered from families. There are 116

stories of resistance, travel, trade, vacations, work; there are memories, antique photos, forgotten places, fairy tales, and postcards. Each person gave a contribution in front of a camera or recorder, telling a story, a thought, a battle, or a wish. This is a story that has a descending parable, which narrates of the lost wealth, while holding the hope to recover.


67 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards

Corso Calatafimi , 86 Sab/Sat h. 15-17.30 Dom/Sun h. 10-17.30

[ d4 ]

20 min.

Educandato Statale Maria Adelaide

L’Educatorio Carolino per nobili zitelle

Un edificio massiccio, con tre ordini di finestre che danno sull’antico stradone di Monreale. Il monastero delle suore di san Francesco di Sales fu inaugurato nel 1738, progettato dal domenicano Cosimo Agnetta. Dentro nasconde una chiesa del Marvuglia e una cripta delle monache con una tomba che ha tutta una storia. Nel 1779 Ferdinando III di Borbone decreta che il monastero ospiti 20 povere “nobili zitelle”. Ma monache e istituzioni sono in conflitto: prima la divisione nel 1840, nel 1863 l’intitolazione dell’educandato alla regina Maria Adelaide di Savoia, nel 1888 la separazione definitiva, e un restauro complessivo che regala un refettorio Liberty e la sala-teatro di Rocco Lentini. E una biblioteca “di formazione” per scoprire le regole dell’“educazione femminile”.

The girls’ boarding school for aristocratic unmarried women A massive building with three orders of windows overlooking the old street to Monreale. The convent of the Nuns of St. Francesco of Sales, designed by the Dominican Cosimo Agnetta, was inaugurated in 1738. It is home to a church by Marvuglia and a crypt of nuns with a tomb that has a particular story. In 1779, Ferdinand III of Bourbon ordered that the monastery had to host 20 “aristocratic but poor

unmarried women”. However, nuns and institutions were in conflict. In 1840, there was the first division, while in 1863 the convent school was entitled to Queen Mary Adelaide of Savoy and, in 1888, the final division, and a massive restoration that equipped it with a refectory in Art Noveau Style, the theatre-room by Rocco Lentini, as well as a “training” library to discover the rules of “women’s education”.

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68 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards

Via Schiavuzzo , 24 Sab/Sat DOM/Sun h. 10-13, 15.30-17.30

[ b4 ]

20 min.

Coupon non disponibili all’ingresso

Ex Convento dello Schiavuzzo

L’ex istituto d’arte per artigiani “illuminati” Dopo quasi 40 anni di abbandono è tornato alla vita lo “Schiavuzzo”, l’ex convento trasformato in residenza universitaria. La sua costruzione risale al 1590, su spinta della nobile famiglia palermitana dei Vernagallo, poi trasformato in chiesa della Madonna delle Grazie. Nel 1623 il barone di Santa Venera decide di costruire un monastero dei Carmelitani; con le suore del Conservatorio delle Donne Riparate, il convento venne ingrandito e abbellito con gli affreschi alle pareti e nella volta. Con la soppressione degli ordini religiosi del 1866, passa al Demanio che lo trasforma in istituto d’arte: nel 1926 lo Schiavuzzo diventa la sede della scuola d’Arte Autonoma, nata per creare una classe di artigiani “artisticamente” preparati. Nel 1968 il terremoto lo riduce a un rudere, poi il recupero.

The former institute of arts for enlightened craftsmen After almost 40 years of neglect, the “Schiavuzzo” has been revived. The former convent has been turned into a university residence. Its construction dates back to 1590, at the behest of the aristocratic Vernagallo family of Palermo, turned into a church of Our Lady of Graces. In 1623, the Baron of Santa Venera decided to build a convent of the Carmelites. The convent was enlarged with the nuns of the Con-

servatory of the Sheltered Women, and its walls and vault were embellished with frescoes. After the suppression of religious orders in 1866, it became a State property and was turned into an institute of arts. In 1926, the Schiavuzzo became the seat of the School of Autonomous Art, born to create a class of “artistically” prepared craftsmen. In 1968, the earthquake destroyed it, and then it was restored.

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69 I LUOGHI DEL LAVORO

The places of work

[ a1 ]

Via S. Gulì 17, Palermo

40 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

Ex Manifattura Tabacchi

L’antico stabilimento delle donne operaie

Nella borgata dell’Acquasanta, un complesso di edifici dalla storia affascinante: epidemie di peste e obblighi di quarantena, ma anche attività produttiva ed emancipazione femminile. L’antico lazzaretto secentesco, dismesso a metà Ottocento, fu poi adattato a sede della Manifattura Tabacchi. Le ciminiere danno l’idea della laboriosità dello stabilimento che riuscì a resistere ai bombardamenti aerei, ma che chiuse i battenti nel 2001. La sua storia iniziò nel 1876, con il nome di Regia Manifattura tabacchi, quando il nuovo Stato ne assunse il monopolio. A Palermo c’erano tantissime fabbriche di sigari e sigarette che furono accorpate in questo complesso da mille operai. Nei primi anni del ‘900, le sigaraie furono in prima linea per la rivendicazione dei diritti delle lavoratrici.

The old factory of working women In the hamlet of Acquasanta, next to the shipyards, there is a complex of buildings that tells much about the history of the city: plagues and quarantine, but also productivity and empowerment of women. It is a 17th century tobacco factory. The smokestacks portray the hard work of the factory, which survived their bombardments before closing down in 2001. Its history began in 1876, with the name of “Reggia

manifattura tabacchi” when the new State assumed the monopoly of its production and trade. In Palermo, there were many cigar and cigarettes factories, which where finally gathered together in this complex. After a few years, the tobacco factory already counted a thousand workers. In the early twentieth century, the women cigar-makers where on the frontline fitting for women workers’ rights.

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70 GIARDINI

Gardens

Viale delle Scienze (Ingresso Dipartimento di Agraria) VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30 (27 Ott - 1,2,3 Nov h. 10-16.30)

[ d4 ]

40 min.

Fossa della Garofala

L’ultimo lembo di Conca d’Oro sull’antico alveo del Kemonia Il lembo di Conca d’Oro sopravvissuto al cemento. La Fossa della Garofala, racchiusa fra i palazzi di corso Pisani e la Cittadella universitaria, scopre un paesaggio dimenticato. Il “viaggio nel tempo” attraversa 15 ettari dell’area che fu parte del parco di Luigi Filippo d’Orléans e si sviluppa lungo il tracciato del fiume Kemonia. Il nome deriva dal primo proprietario di cui è nota l’identità, Onorio Garofalo, alla fine del 1400. Dopo tre secoli, il terreno fu acquistato dal principe di Aci, che vi realizzò una stazione agricola sperimentale. Nel 1809 Luigi Filippo d’Orléans - trasferitosi in Sicilia dove visse per alcuni anni a Palazzo d’Orleans e sposò Maria Amalia di Borbone, principessa delle Due Sicilie, figlia del re Ferdinando - allestì un parco fuori le mura, dotato anche di una serra.

The last strip of Conca d’oro on the ancient riverbed of Kemonia It is an unknown urban park, a strip of Conca d’Oro, which survived the development of concrete. The Trench of the Garofala, enclosed between the buildings of Corso Pisani and the university town, leads to the discovery of a forgotten landscape in Palermo. The “journey through time” crosses fifteen acres of the area that was part of the elegant park of Luigi Filippo d’Orléans and develops along

the original course of the Kemonia River. The name comes from the first owner, Onorio Garofalo, at the end of the 15th century. At the end of the eighteenth century it was bought by the prince of Aci, who created an experimental farm. In 1809 Luigi Filippo d’Orléans created his park outside the walls, which also had a greenhouse. Around 1950 the Park was bought by the University. 121


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71 GIARDINI

Gardens

Via Giardino della Concordia (traversa di via Castelforte) VEN/Fri 18, 25 Ott. SAB/Sat 19, 26 Ott. DOM/Sun 20, 27 Ott. h. 10-15

[ b1 ]

30 min.

Coupon non disponibili all’ingresso

Giardino della Concordia

I simboli nascosti nelle piante per un messaggio di pace

Aiuole multicolori dalle forme strane e pluritematiche. Benvenuti ad “Haramash Sharif”, come si legge su una targa all’ingresso del Giardino della Concordia, che in arabo significa sacra recinzione. è un’area verde a Pallavicino, su un terreno confiscato alla mafia e affidato dal Comune all’Istituto superiore per la difesa delle tradizioni. Sotto l’ombra di cipressi, palme, pini, melograni e tanti altri alberi, le aiuole sono monumenti, con relativi nomi e dediche: quella della pace, per le vittime di tutte le violenze; quelle gemelle per commemorare la tragedia delle Torri dell’11 settembre del 2001; dell’Umanità per i caduti della Croce Rossa italiana; della Patria; della Cultura con un’originale forma di libro aperto; dei miti e delle favole; della solidarietà; del tempo; dell’ informazione.

The symbols hidden in the plants for a message of peace Varicoloured and multi-tematic flowerbeds. Welcome to “Haramash Sharif”, as written on a ceramic plaque at the entrance of the Garden of Concord, which in Arabic means “holy fence”. It is a vast green area built in the quarter of Pallavicino, on a land that was confiscated from the mafia and entrusted to the High Institute for the Defence of Tradition. Under the shadow of cypresses, palm, pine, pomegranates and

many other trees, the flowerbeds are like monuments, with names and dedications: that of the Peace, to the victims of violence; those of Twins, to commemorate the tragedy of 11th September 2001; that of Humanity, for the fallen of the Italian Red Cross; that of Fatherland; that of the Culture shaped like an open book; the myths and fairytales; the solidarity; the times; and that of information.

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72 GIARDINI

Gardens

L’EREDITà ARABO NORMANNA

The Arab-Norman heritage

[ d3 ]

Via Francesco Speciale VEN/Fri, Sab/Sat, DOM/Sun h. 10-17.30 (27 Ott - 1,2,3 Nov h. 10-16.30)

40 min.

Giardino di Villa Napoli e Piccola Cuba

La fortezza arabo-normanna nell’antico parco reale

Riaperto dopo decenni di abbandono e un lungo contenzioso, il complesso monumentale di origini normanne è in corso Calatafimi. Si tratta dell‘antico parco reale del “Genoardo”, dove sorgevano un edificio-fortezza, la Cuba Sottana, per distinguerlo dagli altri due vicini, la Cuba Soprana e la Piccola Cuba. Dopo tanti cambi di proprietà, tra i secoli XVII e XVIII, fu modificato e trasformato in villa suburbana dalla famiglia Napoli, o Di Napoli, che nella residenza inglobò la Cuba Soprana. Le volte del salone nobile e la piccola chiesa dedicata a santa Rosalia furono affrescate da Vito D’A nna. Dopo l’acquisto nel 1991 da parte della Regione siciliana, il complesso è stato interessato da una serie di interventi di restauro che hanno consentito il recupero delle strutture e del giardino.

The Arab-Norman fortress in the ancient royal park In Corso Calatafimi, the monumental Norman complex has been recently reopened after decades of neglect and a long-lasting legal dispute. It is the ancient royal Park of the “Genoardo”, where there is a fortified building, called Cuba Sottana, to distinguish it from the nearby Cuba Soprana and Piccola Cuba. Between the seventeenth and eighteenth centuries, the building had many owners and underwent

a major remodeling. The Napoli, or Di Napoli, family refurbished it as a suburban villa where the Cuba Soprana was incorporated. Vito D’Anna painted the frescos of the vaults of the great parlour and of those of the adjacent small church, which was dedicated to Santa Rosalia, the patron of Palermo. After having purchased it in 1991, the Sicilian Region has restored the complex and the garden as well.

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73 MUSEI E ARCHIVI

Museums and archives

Via Dante Alighieri, 53

[ c2 ]

30 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

Gipsoteca di Palazzo Ziino

Le opere in gesso dei grandi scultori

Al piano nobile di questo elegante palazzo costruito nel 1895, è ospitata questa raccolta di gessi, provenienti dalle collezioni della Civica Galleria d’Arte moderna. Una raccolta straordinaria che conta pezzi dei maggiori scultori siciliani presenti, giunti per lasciti o donazioni delle famiglie degli artisti; o talvolta degli stessi autori, come successe per Mario Rutelli. Circa settanta gessi, attraverso cui si legge la storia della scultura nell’Isola. Sono infatti solo due i non siciliani, il belga Iulius Pierre Van Biesbroeck e il sardo Francesco Ciusa. Poi opere di Benedetto Civiletti, Mario Rutelli, Ettore Ximenes, Domenico Costantino, Rosario Bagnasco, Antonio Ugo, Giovanni Nicolini, Bernardo Balistreri, Nino Geraci, Filippo Sgarlata e Giovanni Barbera.

Rutelli, Civiletti, Ximenes: the history of Sicilian sculpture On the noble floor of this building, built in 1895, we can find this gathering of plasters coming from the collections of the Civica Galleria d’Arte Moderna. An extraordinary collection holding works by the most important Sicilian sculptors arrived through bequests or donations from the artist’s families. At times, the artists themselves gave the sculptures, which is the case of Mario Rutelli. There are around seventy plasters,

which show the history of sculpture in Sicily. Two artists, who are not Sicilian, have their work on exhibit, Iulius Pierre Van Biesboeck from Belgium and Francesco Ciusa from Sardinia. Then there are also works by Benedetto Civiletti, Mario Rutelli, Ettore Ximenes, Domenico Costantino, Rosario Bagnasco, Antonio Ugo, Giovanni Nicolini, Bernardo Balistreri, Nino Geraci, Filippo Sgarlata and Giovanni Barbera.

125


74 LA BELLE éPOQUE E IL ’900

The Belle époque and the 1900s

Salita dell’Intendenza, 1 Sab/Sat DOM/Sun h. 10-13, 15.30-17.30

[ a4 ]

20 min.

Coupon non disponibili all’ingresso

Hotel de France

Lo storico albergo di Freud e Joe Petrosino L’edificio nacque nel ‘700 come palazzo dei marchesi di Sant’Onofrio del Castillo. Nel 1808 divenne albergo e, dopo due gestioni che gli valsero nomi anglosassoni (“Crown and Anchor Hotel” e poi “Prince of Wales”), nel 1838 passò ai Giachery. Nel 1857 fu dotato del prospetto a quattro elevazioni e pensilina in ghisa fin de siécle. Per ampliare l’hotel, fu inglobato il Reclusorio della Candelora. Nel primo ‘900 ospitò i più bei nomi della storia, della politica, della cultura, dell’aristocrazia internazionale; dormirono Sigmund Freud e Joe Petrosino, il poliziotto italo-americano ucciso dalla mafia proprio di fronte al portone nel 1909. Nel 1936, chiuso l’albergo, l’immobile fu acquistato dall’Università che lo adibì a Casa del Goliardo. Oggi è una residenza universitaria.

The historical hotel that hosted Freud and Joe Petrosino The building was built in the 1700s as the palace of Marquis of St. Onofrio del Castillo. In 1808, it was converted into a hotel under two managements – “Crown and Anchor Hotel” and later “Prince of Wales”. In 1838, the Giachery family became the new owner. In 1857, it was embellished with a four-storey façade and a fin-de-siécle cast-iron canopy. The Reclusorio della Candelora [a former prison for women] was incorporated to expand

the hotel. In the early 1900s, it hosted the most prominent names of history, politics, culture, and international aristocracy. Among their guests, Sigmund Freud and Joe Petrosino, the Italian-American policeman assassinated by the mafia just in front of the doorway in 1909. In 1936, when the hotel was closed, the property was purchased by the University, which converted it into the Casa del Goliardo. Today, it is a university residence.

127


75 I LUOGHI DEL LAVORO

The places of work GIARDINI

Gardens

[ b1 ]

Viale del Fante, 66

30 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

Istituto Agrario Castelnuovo

Il seminario per giovani villici voluto dal principe illuminato Sembra rimasto immobile nel tempo l’Istituto Agrario Castelnuovo, l’ex visionario “seminario di Agricoltura per giovani villici seminaristi” fondato dal principe Carlo Cottone all’interno del parco della sua prediletta villa ai Colli. Il principe riformista voleva aiutare la nascita di una classe di agricoltori intelligenti, ma morì nel 1829 senza veder realizzato il suo sogno. L’Istituto agrario fu inaugurato il 16 novembre 1847 dall’amico cavalier Ruggiero Settimo dei principi di Fitalia. Si visiteranno le stalle, le scuole, la cantina, gli affreschi di Michele Varrica, il Ginnasio neoclassico, tutto pianificato e ideato a tavolino dal principe Cottone, persino i titoli di libri da acquistare che oggi formano una biblioteca tematica straordinaria, con la raccolta di “manuali vegetali”.

The seminary for young farmers commissioned by the enlightened prince The Istituto Agrario Castelnuovo, the former visionary “seminary of agriculture for young seminarian farmers” founded by Prince Carlo Cottone within the park of his beloved villa in the Piana dei Colli, seems to have remained motionless. The reformist prince fostered the birth of a class of brilliant farmers, but he died in 1829 without seeing his dream come true. The agricultural institute was

inaugurated on 16 November 1847 by his friend, cavalier Ruggiero Settimo of the princes of Fitalia. You will tour through the stables, the schools, the cellar, the frescoes by Michele Varrica, and the neoclassical gymnasium – wholly planned and designed by Prince Cottone, including the books to buy. Today, they constitute an extraordinary thematic library with the collection of “plant manuals”.

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76 MUSEI E ARCHIVI

Museums and archives

Piazza Montevergini, 8

[ c3 ]

40 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

Istituto Filippo Parlatore

Com’era un tempo l’agricoltura. Tre collezioni da scoprire Inaugurato nel 1862, l’Istituto tecnico “Filippo Parlatore” nasconde preziose collezioni storico-scientifiche. C’è il Museo di storia naturale, con 32 vetrine distribuite su tre saloni, che custodiscono minerali e centinaia di esemplari di animali imbalsamati, tra mammiferi e uccelli, dalle specie più esotiche da Africa e Australia, a quelle siciliane, tra cui un cucciolo di lupo e una foca monaca. C’è poi la galleria “I vicoli della memoria”, dove è possibile ammirare la collezione storica di strumenti topografici e modelli per lo studio delle tecnologie costruttive del passato. Infine, al secondo piano, si trova il Museo di scienze e tecnologie agrarie “Rosario Livatino”, in cui sono conservate macchine agricole in uso tra la fine dell’800 e i primi del ‘900.

How agriculture used to be. Three collections to discover Opened in 1862, the Technical Institute “Filippo Parlatore” treasures valuable historical and scientific collections. There is the natural history museum, with 32 showcases placed in three halls. They contain minerals and hundreds of specimens of stuffed animals, including mammals and birds, of the most exotic species, from Africa, Australia and Sicily, including a wolf cub and a monk seal. Then, there is

the gallery “The alleys of memory”, where you can admire the historical collection of topographical tools and models to study the construction technologies of the past. Finally, on the second floor, there is the Museum of Agricultural Sciences and Technologies “Rosario Livatino” where the agricultural machinery used between the late 1800s and the early 1900s are preserved.

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77 LA BELLE éPOQUE E IL ’900

The Belle époque and the 1900s

Via Angiò, 27

[ a1 ]

30 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

Istituto Florio-Salamone

L’antica confraternita e il dono di Ignazio Florio

Le origini dell’Istituto risalgono al 1655, quando padre Francesco Drago della Compagnia di Gesù fondò una confraternita di ciechi intitolata all’Immacolata Concezione. Dopo l’espulsione dei Gesuiti, l’attività riprese nel 1805. E a Palermo sorse, nel 1871, la Scuola municipale per i ciechi, della quale diventò presidente, a fine secolo, Ignazio Florio che donò un fabbricato di sua proprietà. A lui intitolato, l’Istituto aprì battenti in via Carlo d’Angiò, nella Villa del Pigno. Nel 1894 nacque un nuovo ente dall’accorpamento dell’Istituto Florio con un’altra attività benefica, quella di Francesca Salamone di Mistretta. La villa, su un’area di quindicimila metri quadrati, si presenta con diversi corpi di fabbrica, dei quali quello centrale è il più antico, della fine del XVIII secolo.

The ancient confraternity and the gift by Ignazio Florio The institute dates back to 1655 when father Francesco Drago of the Compagnia di Gesù founded the confraternity of the Blind, which was named ‘Immacolata Concezione’. The activity resumed in 1805, after the expulsion of the Jesuits. A municipal school for the blind was built in 1871. At the end of the century, Ignazio Florio became the president and donated new premises as the final seat

of the Institution for the Blind. Named after him, the institute opened its doors in the Villa del Pigno on Via Carlo d’Angiò. In 1894, the Istituto Florio joined the charitable institution of Francesca Salamone di Mistretta. Within a 15,000 square metre area, the Villa is a complex of many buildings, whose middle building is the oldest one and dates back to the late 18th century. 130


78 MUSEI E ARCHIVI

Museums and archives PALERMO DALL’ALTO

Palermo from above

Via Vittorio Emanuele, 25

[ a3 ]

30 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

Loggiato San Bartolomeo

La vista sulla Cala dall’ex orfanotrofio

Da quassù si scopre che Palermo ama il suo mare. Dopo sei anni di chiusura, a maggio scorso il Loggiato San Bartolomeo è stato restituito alla città, forte di una sinergia tra privati e pubblico. La sua storia è bellissima: da ospedale per malati di sifilide a orfanotrofio per neonati abbandonati, semidistrutto dalle bombe del ’43, restaurato alla fine degli anni ‘90, richiuso per problemi di infiltrazioni, e finalmente riaperto. Con il coupon del festival ci sarà anche la possibilità di visitare le due mostre in corso, “Preferire l’ombra” del collettivo sperimentale Cassata Drone Expanded Archive, con un focus sullo scrittore ed artista inglese classe ‘80 James Bridle; e “L’inchiostro e la carta, annotazioni sulle favole di Leonardo Da Vinci” di Beppe Madaudo.

The view over the Cala from the former orphanage From up here, it turns out that Palermo loves its sea. Last May, the Loggiato San Bartolomeo was returned to the city after being closed for six years, buoyed by a synergy between private and public. Its history is enchanting: from a hospital for syphilis patients to an orphanage for abandoned infants; half-destroyed by the bombs of 1943, then restored in the late 1990s; closed again because of wa131

ter seepage, and finally reopened. With the coupon of the festival you will also have the chance to visit the two current exhibitions: “Preferire l’ombra”, by the experimental collective Cassata Drone Expanded Archive, with a focus on the English writer and artist James Bridle; and “L’inchiostro e la carta, annotazioni sulle favole di Leonardo da Vinci” by Beppe Madaudo.


79 I BUONI ESEMPI

The good examples

[ b4 ]

Via Archirafi, 31 VEN/Fri, Sab/Sat, DOM/Sun h. 10-17.30

Coupon non disponibili all’ingresso

30 min.

Missione di Biagio Conte Via Archirafi

L’ex disinfettatoio diventato centro di accoglienza

Tutto iniziò sotto i portici della stazione centrale di Palermo. È lì che nasce, nel 1991, la Missione di Speranza e Carità creata da Biagio Conte, che a 26 anni lascia casa e famiglia per dedicare la sua vita ai senzatetto. Nel 1993, il missionario, con l’aiuto di volontari e associazioni, restaura i locali dell’ex disinfettatoio comunale di via Archirafi, abbandonato da decenni, e lo trasforma in casa di accoglienza. Oggi la comunità accoglie circa 130 persone, recuperate da grave emarginazione e abbandono. Qui trova rifugio chi è più sofferente, affetto da disabilità fisiche e mentali. E alcolisti cronici che si tenta di disintossicare, grazie a lavori artigianali o agricoli in un terreno fuori città. Si potranno visitare il cortile-giardino con statue e sculture, la chiesa e uno dei saloni.

The former lazaretto converted into a reception centre It all started under the arcade of the central station of Palermo. It was there that, in 1991, Biagio Conte founded the Mission of Speranza e Carità. At 26 years old, he left home and his family to dedicate his life to the homeless. In 1993, the missionary restored the premises of the former municipal lazaretto on Via Archirafi, abandoned for decades, with the help of volunteers and associations to convert it into

a shelter. Today, the community hosts about 130 people, recovered from severe marginalization and abandonment. Here, the sufferer, with either physical or mental disabilities, find refuge, as well as the chronic alcoholic whom they try to detoxify, thanks to artisanal or agricultural work in a land outside the city. You can tour the courtyard garden with statues and sculptures, the church and one of the halls.

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80 I BUONI ESEMPI

The good examples

[ a4 ]

Via dei Decollati, 21 VEN/Fri, Sab/Sat, DOM/Sun h. 10-17.30 escl. 20 ott. (27 Ott., 1,2,3 Nov. h. 10-16.30)

30 min.

Missione di Biagio Conte Via Decollati

La casa dei migranti dove ha pranzato il Papa

Alla sua mensa ha pranzato Papa Francesco durante l’ultima visita a Palermo. Nata all’interno di un’ex caserma dell’aeronautica militare abbandonata, la Cittadella del Povero e della Speranza è la seconda comunità maschile della Missione Speranza e Carità fondata da Biagio Conte. La comunità oggi accoglie circa 700 persone in sette diversi dormitori. La maggiore sono giovani sopra i diciotto anni di età, rifugiati politici, richiedenti asilo o titolari di un permesso di protezione internazionale. Nella missione vengono curati anche i migranti sopravvissuti ai “viaggi della speranza” che arrivano sulle coste siciliane. Si potrà ammirare la chiesa con le tre porte delle religioni, i laboratori e la statua di Sant’Antonio nel giardino, riqualificato in occasione della visita del Papa.

The house of migrants where the Pope had lunch Pope Francis had lunch at his table during his last tour to Palermo. Born inside an abandoned former Air Force barracks, the Citadel of the Poor and Hope is the second male community of the Mission Hope and Charity founded by Biagio Conte. The community now hosts about 700 people in seven different dormitories. Most are young people over the age of eighteen, political 135

refugees, asylum seekers or holders of an international protection permit. The mission also looks after migrants who have survived the “journeys of hope” arriving on the Sicilian coast. You can admire the church with the three doors of religions, the workshops and the statue of St. Anthony in the garden, redeveloped on the occasion of the Pope’s visit.


81 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards

[ b4 ]

Piazza Bellini, 2

30 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

Monastero di Santa Caterina

Le celle dove vivevano le suore di clausura

Fino al 2014 chiesa e monastero erano il regno delle ultime anziane suore di clausura dell’ordine domenicano, celebri per gli squisiti dolci di mandorla che poi offrivano attraverso una ruota girevole. Oggi, scomparse le ultime monache, il complesso religioso ha aperto i battenti. C’è tanto da vedere, nell’intimità della clausura, dentro il mondo silenzioso delle suore che non parlavano mai, neanche tra loro, tranne in rarissimi momenti della giornata. Per comunicare, le recluse ricorrevano a diversi espedienti, pratici e originali, tutti da scoprire. Il tour comprende l’oratorio, la sala della Priora, la grande Sacrestia, il refettorio e il “comunichino”, l’ex chiesa di san Matteo e la sala Capitolare. C’è anche la possibilità di gustare i prelibati dolcetti preparati da una cooperativa di giovani che ha raccolto il testimone delle suore , ereditando le preziose ricette.

The cloister, cells, and kitchens where the cloistered nuns lived Until 2014, both the church and monastery had been the kingdom of the last elderly nuns of the Dominican order, famous for the delicious homemade almond pastries that they used to offer through a rotating wheel. Today, the religious complex has opened its doors. There is so much to see in the intimacy of the enclosure, in the silent world of the nuns who did not ever speak, not even to each other except for rare

moments of the day. However, they used to communicate by resorting to several practical and original expedients to learn. The tour includes the cells of the nuns, the refectory, the large kitchen and other areas like the cloister, which is a lovely place indeed. There is also the possibility to taste the delicious pastries prepared by a cooperative of young people who, having inherited the precious recipes, perpetuate the tradition.

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82 MUSEI E ARCHIVI

Museums and archives

Via Bara All’Olivella, 24

[ b3 ]

DOM/Sun 6 ottobre DOM/Sun 3 novembre

45 min.

h. 10-17.30

In parte

Museo Archeologico A. Salinas

I tesori dell’archeologia nella sede dell’ex convento

Oltre duemila reperti, tra i quali le famose metope di Selinunte, il più importante complesso scultoreo dell’arte greca d’Occidente. E poi la straordinaria Pietra di Palermo, con la ricostruzione di 700 anni di storia dell’antico Egitto e l’elenco di quindici faraoni. Inoltre, i “pezzi” inediti delle oreficerie della necropoli di Tindari; i reperti di Centuripe; i bellissimi vasi di Agrigento; l’Ariete di bronzo rinvenuto a Siracusa. Riaperto recentemente dopo un lungo restauro, il Museo archeologico Salinas – un tempo Casa dei Padri Filippini all’Olivella – è una tappa imperdibile. Si parte dai suoi chiostri: il primo con la bella fontana cinquecentesca del Tritone; il secondo con il giardino interno e la statua colossale di Zeus ritrovata a Solunto. Per la visita delle 11, una guida d’eccezione: il direttore del Museo, l’archeologa Caterina Greco.

The metopes of Selinunte and other wonders Over two thounsand artifacts, including the famous metopes of Selinunte, the most important Greek sculptural art of the Occident. Moreover, there is the Palermo stone, with the reconstruction of 700 years of history of ancient Egypt and the list of fifteen Pharaohs. And ‘pieces’ of goldsmithing from the necropolis of Tindari, the remains of Centuripe, the beautiful vases from Agr-

gento and the bronze ram found in Syracuse. Re-opened recently after a long restoration group of Italian and foreign scolars, the Salinas archeological museum – once the home of the Filipino fathers and the Olivella quarter – is not to be missed. In its cloisters are: a beautiful 16th century fountain of the Triton from the Royal Palace, an inner garden, and the colossal statue of Zeus found at Solunto. 138


83 MUSEI E ARCHIVI

Museums and archives

[ b3 ]

Piazza San Domenico, 1

30 min.

VEN/Fri Sab/Sat h. 10-12.30

Museo del Risorgimento

Società Siciliana di Storia Patria

Camicie rosse, lettere, armi. Così si fece l’Unità d’Italia

A sinistra della chiesa di San Domenico, c’è lo splendido convento, con il chiostro trecentesco. All’interno dell’edificio hanno sede il Museo del Risorgimento e la Società siciliana di Storia Patria. Il Museo, inaugurato nella sua nuova veste in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, racconta l’epopea garibaldina e la nascita del nuovo Stato, attraverso una ricca e interessante collezione: camicie rosse, lettere, armi, documenti, arredi, vari oggetti personali, sculture, dipinti. Qui rivivono i protagonisti e le loro imprese di metà Ottocento. Il Museo si affaccia sul chiostro, luogo di intima preghiera e meditazione,ma anche uno scrigno d’arte. Occhio alle decorazioni e agli stemmi delle nobili famiglie palermitane che contribuirono alla realizzazione del complesso religioso.

Red shirts, letters, weapons; the Unification of Italy In the left of San Domenico church is the former Convent of the Dominicans with the fourteenth-century cloister. Inside, the historic building houses the Museum of the Risorgimento and the Sicilian Society of National History. A treasure chest of cloister art which, houses among the decorations, the arms of patrician families of Palermo who con-

tributed to its construction. The museum, which was inaugurated in its new role with the occasion of the 150th anniversary of the Unification of Italy, shows the great epics of Garibaldi - red shirts, letters, weapons, battles and the first stirrings of the rising of the Kingdom of Italy, with all its protagonists. Pay attention also to the magnificent cloister.

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‌lo scrigno del benessere

Fitness Time Club viale dell’Olimpo n.3 PALERMO Tel. 091.6841509 Email: club.fitnesstime@gmail.com fitnesstimeclub_palermo Fitness Time Club


84 MUSEI E ARCHIVI

Museums and archives

Santuario di Santa Rosalia Via Pietro Bonanno

[ a1 ]

20 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

Museo del Tesoro di Santa Rosalia

Gioielli, calici, ex voto. Il tesoro della “Santuzza” C’è l’ultimo gioiello seicentesco dagli smalti policromi dei Cavalieri di Malta, o la galea d’argento donata nel 1667 da Don Pietro Napoli e Barresi, principe di Resuttana, fino ai calici in filigrana e i vasi d’altare con “pampini di Paradiso” donata a fine ‘600 dal vicerè Juan Francesco Pacheco. Sono solo alcuni pezzi del tesoro del museo di Santa Rosalia. Qui la devozione per la “Santuzza” ha la forma delle suppellettili liturgiche o degli ex voto di alti prelati e gente comune, come il celebre reliquiario con un angelo che sovrasta un drago, opera dell’argentiere Andrea Memingher, su disegno di Antonino Grano e Giacomo Amato custodito all’Abatellis, fino all’ultimo scrigno: un ambiente con porta corazzata, sorta di “cassaforte” seicentesca utilizzata per conservare i pezzi preziosi.

Jewellery, glasses, and votive offerings There is the last 17th-century jewel with polychrome enamels of the Knights of Malta, the silver galley donated by Don Pietro Napoli e Barresi, Prince of Resuttano, in 1667, the filigree goblets and the altar vessels with the “pampini di Paradiso” [leaves of the Heaven] bestowed by viceroy Juan Francisco Pacheco at the end of 17th century. These are some pieces of the Museum of the Treasure of Santa Rosalia, in the sanctuary of

Mount Pellegrino. The devotion to the “Santuzza” is revealed by liturgical or ex-voto offerings by prelates and ordinary people. Here is the famous reliquary with an angel above a dragon, an artwork by the silversmith Andrea Memingher, by Antonino Grano’s and Giacomo Amato’s drawing treasured at the Abatellis. It is a room with a security door, a sort of 17th-century “safe” used to preserve the valuable pieces.

141


85 MUSEI E ARCHIVI

Museums and archives

[ d1 ]

Largo Mineo, 4 VEN/Fri 11, 18, 25 ott. SAB/Sat 12, 19, 26 ott. h. 9-11 e 11.15-12.30

20 min.

Coupon non disponibili all’ingresso

Museo delle Scienze Margherita Hack

Fisica, chimica, scienze. In mostra 400 strumenti d’epoca Piccoli scienziati crescono tra i banchi di scuola. Una ricca collezione con più di quattrocento strumenti scientifici d’epoca, utilizzati per esperimenti di fisica e chimica, e altri reperti importanti di scienze naturali e merceologia. Dal 2005 il museo intitolato alla celebre astrofisica è stato allestito nell’Istituto “Francesco Crispi Damiani Almeyda”. Dopo il restauro dei pezzi custoditi, il ricco patrimonio era già stato oggetto di mostre occasionali, ma negli ultimi anni è stato ulteriormente valorizzato, con l’allestimento museale che ha visto il coinvolgimento diretto dei docenti e degli studenti. Dietro quelle teche grande passione e pure competenza scientifica. Sarà un’occasione per scoprire tante curiosità, e non soltanto per gli esperti di scienze.

Physics, chemistry, natural sciences. 400 period instruments on display Little scientists grow in the classroom. A rich collection with more than four hundred vintage scientific instruments, used for physics and chemistry experiments, and other significant “artifacts” of natural and material science. Since 2005, the Institute “Francesco Crispi - Damiani Almejda” has permanently housed the museum, which has been named after the famous astrophysicist Almejda. After the restoration of the

heritage of the pieces preserved, the rich heritage had already been the subject of occasional exhibition. However, in recent years, it has been further enhanced thanks to the Museum layout, which has directly involved the teachers and students of the school. Great passion and real scientific expertise are behind those showcases indeed. It is an opportunity for anybody to discover many curiosities.

142


86 MUSEI E ARCHIVI

Museums and archives

[ b4 ]

Via Archirafi, 16 VEN/Fri h. 9-13 Sab/Sat, DOM/Sun h. 10-17.30

30 min.

Museo di Zoologia Doderlein

Quando alla foce dell’oreto guizzavano storioni giganteschi È un museo molto singolare, che custodisce, come cristallizzato, l’ecosistema di un secolo e mezzo fa, quando gli storioni erano di casa alla foce del fiume Oreto. E quando il “Mar di Sicilia” era un caleidoscopio di colori e di specie, popolato da anguille, gronchi, cernie, dentici di dimensioni paragonabili a quelle degli esemplari che si trovano oggi nei parchi marini. È il Museo di zoologia Pietro Doderlein, allestito nel 1862 dal cattedratico dalmata che insegnò all’Università di Palermo. Le collezioni ittiologiche comprendono circa 1.200 esemplari di pesci conservati a secco o in liquido. Gli studiosi intervenivano con uno speciale trattamento chimico, una formula segreta sconosciuta, a quanto pare, che ne preservava le caratteristiche fisiche ed estetiche, con effetti di assoluto realismo.

When the mouth of the Oreto river was full of gigantic sturgeons This museum is a gem that holds the whole ecosystem of a century and a half ago, when the sturgeons dwelled in the Oreto River mouth. The ‘Sea of Sicily’ was a kaleidoscope of colours and species, as it was populated by eels, conger eels, groupers, snappers of sizes comparable to one of the specimens found today in marine parks. It is the “Pietro Doderlein”

zoological Museum, which is named after the Dalmatian professor of the University of Palermo, who founded it in 1862. The ichthyologic collections include about 1200 specimens of fish. The fish underwent a secret special chemical treatment that has preserved their physical and aesthetical features, with extremely realistic effects. 143


I MIEI TESORI IN Via Principe di Belmonte 104/D PALERMO 091 587651 - 333 7532383


87 MUSEI E ARCHIVI

Museums and archives L’ARTE DEI PUPI

The craft of the puppets

Piazza Antonio Pasqualino, 5

[ a4 ]

40 min.

Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.15 (escl. 1, 2, 3 novembre)

Museo Internazionale delle marionette A. Pasqualino

Marionette, teatrini, pupi per un viaggio nel mondo

All’interno del Museo internazionale delle marionette “Antonio Pasqualino”, nato grazie al suo fondatore, medico chirurgo e antropologo, esiste la più ricca collezione di pupi palermitani (con le teste tonde di legno e gli occhi mobili), catanesi (di altezza maggiore e più rigidi nelle gambe), e napoletani. Raccolti con pazienza certosina e autentica passione, sono esposti pure burattini, figure animate, marionette, scenografie e attrezzature di scena da diversi Paesi: dalla Francia alla Thailandia, dalla Spagna al Vietnam. Il Museo comprende, inoltre, una preziosa biblioteca con circa tremila volumi che documentano la storia delle tradizioni popolari siciliane, le rappresentazioni dei pupi e delle marionette e numerosi copioni manoscritti risalenti al XIX secolo.

The legend of puppets from all over the world Inside the International Puppet Museum “Antonio Pasqualino”, thanks to the work of its founder – a surgeon and distinguished anthropologist – you can admire the largest collection of puppets, not only the typical ones from Palermo with round heads and movable eyes, but also the ones from Catania, taller and with stiffer legs, and puppets from Naples. Puppets, animated figures and stage equipment coming from every

part of the world, from France to Thailand, from Spain to Vietnam, together make this museum a magical place. Its library holds approximately three thousand books about folk traditions, marionette history, and various handwritten scripts from the 19th Century. The Opera dei Pupi is one of the oral and intangible heritage of humanity of the Unesco. Antonio Pasqualino tirelessly searched pupi throughout the world.

145


88 MUSEI E ARCHIVI

Museums and archives

Via Vittorio Emanuele, 365 DOM/Sun 6 ottobre DOM/Sun 3 novembre

[ c3 ]

30 min.

h. 10-17.30

Museo Riso

Arte contemporanea nella dimora settecentesca Da Jannis Kounellis a Pietro Consagra. A Palazzo Belmonte Riso, la regina è l’arte contemporanea, allestita e incastonata in un edificio storico di grande suggestione che sta tornando alla luce con i restauri in corso. La sfarzosa dimora, realizzata a fine Settecento dai principi Ventimiglia di Belmonte, rappresenta un interessante esempio di residenza privata nobiliare. Coniuga la magnificenza tardo-barocca con il rigore neoclassico. Dopo anni di abbandono e degrado, nel 1986 il Palazzo è stato acquistato dalla Regione siciliana, che lo ha restaurato e adibito a nuovo spazio espositivo, sede dal 2005 del Museo d’arte contemporanea. Di particolare effetto gli “armadi” sospesi in aria nella sala dedicata, appunto, a Kounellis.

Contemporary art in a treasure chest from the past From Croce Taravella to Pietro Consagra, from Jannis Kounellis to Emilio Isgrò, crossing the threshold of Palazzo Belmonte Riso is a leap in contemporary art in a treasure chest of other times. The historic residence, built at the end of the 18th century by the Ventimiglia Princes of Belmonte, is an interesting example of a private noble residence that combines late-baroque magnificence with

neoclassical rigor. After years of abandonment and degradation, in 1986 it was acquired by the Sicilian Region, which has created a new exhibition space, home of the Museum of Contemporary Art of Sicily since 2005. An important driving force of Museo Riso is the offices for contemporary art in Sicily, which keeps the memory of the activities of Sicilian artists organized, in a paper and multimedia archive. 146


89 MUSEI E ARCHIVI

Museums and archives

[ d4 ]

Piazza G.le Turba, 71 VEN/Fri 11, 18 SAB/Sat 12, 19 DOM/Sun 13, 20 ottobre h. 10-17.30

45 min.

Coupon non disponibili all’ingresso

Museo-liceo Vicenzo Ragusa e Otama Kiyohara

L’inedita collezione dello storico Istituto d’arte

La storia del Liceo d’arte è legata a quella dello scultore Vincenzo Ragusa, e della moglie, la pittrice Otama Kiyohara, conosciuta anche come Eleonora Ragusa. Il primo nucleo dell’Istituto d’educazione all’arte fu fondato da Ragusa nel 1884; tre anni più tardi si trasformò in Regia scuola superiore d’Arti applicate all’Industria, a Palazzo Airoldi: le Officine Ducrot e i ceramisti Richard Ginori spesso vi attingevano per i loro operai. Nel 1924 l’istituto si sposta allo Schiavuzzo poi a piazza Turba. All’interno è stata realizzata la sala museo “Mario Delitala” (intitolata all’incisore sardo scomparso nel 1990), che raccoglie pezzi bellissimi, ceramiche, paramenti sacri e argenti, disegni e manufatti tra ‘600 e ‘900, patrimonio dell’Istituto sin dalla sua fondazione.

The unprecedented collection of the historic Institute of Art The history of the Institute of Art is linked to that of the sculptor Vincenzo Ragusa and his wife, the painter Otama Kiyohara, also known as Eleonora Ragusa. The first unit of the institute of artistic education was founded by Ragusa in 1884. Three years later, it became the Royal School of Industry Arts, at Palazzo Airoldi. The Officine Ducrot and Richard Ginori ceramicists often used to choose it

to find new workers. In 1924, the institute moved to the Schiavuzzo then to Piazza Turba. It is home to “Mario Delitala” museum room – named after the Sardinian engraver who died in 1990 – with some collections of stunning ceramics, sacred vestments, silverware, drawings, and artefacts dating back to the 1600s and 1900s. It is the holding of the Institute since its foundation.

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90 Palermo dal basso

Palermo from below

[ d4 ]

Corso Calatafimi 90 VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30 (27 Ott - 1,2,3 Nov h.10-16.30)

30 min.

Necropoli Punica

Le scoperte degli ultimi scavi dove i Fenici seppellivano i morti La necropoli punico-romana si estende nell’area compresa tra l’attuale piazza Indipendenza, corso Pisani, via Pindemonte e via Danisinni. Nel sottosuolo, si schiudono tombe a cremazione (dentro anfore o altri vasi), a inumazione (sarcofagi) e a camera (con loculi). Un’ampia città dei morti, accanto all’insediamento urbano della Paleapolis edificata dai Fenici. La necropoli era un luogo sacro dove seppellire i defunti, fuori dalle mura cittadine. Dal 746, anno delle prime scoperte casuali, in occasione della costruzione dell’Albergo dei Poveri, furono rinvenute oltre 700 tombe. In tempi assai più recenti, nel 2004, completato lo scavo di una porzione della necropoli, sono emerse altre 150 sepolture, sotto la caserma Tukory. Un viaggio archeologico nella storia dell’antica Panormus.

The latest discoveries where Phoenicians buried their dead The Punic-Roman necropolis stretches across an area between Piazza Indipendenza, Corso Pisani, Via Pindemonte and Via Danisinni. Cremation graves (in jars or other vessels), interment tombs (sarcophagi) and crypts (burial cells) radiate out underground. A large city of the dead, near the settlement of Paleapolis built by the Phoenicians. The necropolis was a sacred place where to bury the dead, outside the

city walls. From 1746, the year of the first accidental discoveries, during the construction of the property of the poor, were found more than 700 graves. Much more recent times, in 2004, completed the excavation of a portion of the necropolis, there emerged another 150 burials, located below the present Tukory barracks. A fascinating archaeological journey back to the history of the ancient Panormus.

148


91 Oratori

Oratories

Serpotta e Borremans

Serpotta and Borremans

Piazzetta dei Bianchi (Tra via dello Spasimo e via Alloro)

[ a4 ]

30 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-16.30

Oratorio dei Bianchi

Il regno dei confrati, custodi dei condannati a morte Torna la memoria della Palermo del 1500, popolata da confraternite, preghiere e devozione, ma anche torture e patiboli. L’oratorio era la sede della Compagnia dei Bianchi, chiamata così perché i confrati indossavano un abito candido. A loro, il viceré Ferdinando Gonzaga, nel 1541, affidò il compito dell’estremo conforto ai condannati, tre giorni prima dell’esecuzione. Un’“assistenza al buon morire”, che in realtà si intrecciava con supplizi e confessioni estorte. Ad accogliere i visitatori, oggi, sono le decorazioni in stucco di due altari di Giacomo Serpotta dalla chiesa del convento delle Stimmate, demolito per fare posto al Teatro Massimo. Qui si trova anche l’antica Porta lignea della Kalsa,“BabelFotik”, da cui, nel 1071, entrò Roberto “il Guiscardo” alla testa dei Normanni.

Snow white robes for the friars assisting the condemned The historical memory of Palermo of 1500 is back, populated by confraternities, prayers and devotion, but also torture and gibbets. This oratory was the seat of the Compagnia dei Bianchi, so called because the brethren used to wear lily-white cowls. In 1541, viceroy Ferdinando Gonzaga entrusted them with final comfort to the condemned, three days before the execution. A support for a good

passing, which in fact was interwoven with torture and confessions extorted. This role thrived in the Era of the Inquisition. Today, visitors are welcomed by the stucco decorations of two Giacomo Serpotta’s altars coming from the Church of the Convento delle Stimmate, demolished to be replaced with the Teatro Massimo. Here, there is also the ancient wooden door of the Kalsa, “Bab el Fotik”. 149


92 Oratori

Oratories

Serpotta e Borremans

Serpotta and Borremans

Via Matteo Bonello, 6a

[ c3 ]

20 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

Oratorio dei Santi Pietro e Paolo

Gli stucchi di Serpotta a un passo dalla Cattedrale

In una zona ad alta concentrazione di tesori, tra la Cattedrale e il Palazzo arcivescovile, si trova l’oratorio dei Santissimi Pietro e Paolo, edificato alla fine del 1600. Il fastoso portale, con colonne tortili fiorate, fu disegnato da Paolo Amato. In una nicchia c’è la statua dell’Immacolata. L’interno, progettato dallo stesso celebre architetto, è un’unica aula con due altari laterali, nicchie, frontoni e sculture illuminate dalla luce proveniente dalle grandi finestre. Non manca la mano del maestro Giacomo Serpotta, che anche qui profuse il suo genio artistico. A lui sono attribuiti gli stucchi che decorano gli altari di san Ferdinando e di santa Rosa e i due medaglioni con “La consegna delle chiavi a san Pietro” e “La conversione di san Paolo” sui pilastri del presbiterio.

The stuccos of Serpotta near the Cathedral In an area with a high concentration of historical-artistic treasures, between the Cathedral and the Archbishop’s Palace, there is the Church of Santissimi Pietro e Paolo, built at the end of the 17th century. The gorgeous gate with floral tortile columns was designed by Paolo Amato. The statue of the Immaculate is inside a niche. The interior, by the same architect is a single room with two side altars, niches,

pediments and sculptures which are illuminated by the light coming in from the large windows. Here, the great master Giacomo Serpotta also lavished his artistic genius. The stuccos decorating the altars of San Ferdinando and Santa Rosalia, and the two medallions with “La consegna delle chiavi a San Pietro” and “La conversione di San Paolo” on the pillars of the presbytery are ascribed to him.

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93 Oratori

Oratories

Serpotta e Borremans

Serpotta and Borremans

Via Immacolatella, 3 SAB/Sat h. 10-16.30 DOM/Sun h. 14-17.30 (Dom. 6, 20 Ott. e Dom. 3 Nov. h. 14-17) Dom/Sun 6, 20 Ott. e 3 Nov. h. 17.30 Visita teatralizzata Dramatized visit

[ b4 ]

20 min.

Oratorio dell’Immacolatella

La Vergine senza macchia venerata prima del dogma Accanto alla basilica di San Francesco d’Assisi, che custodisce il simulacro argenteo della Madonna portato in processione l’8 dicembre, c’è un gioiello settecentesco decorato da Procopio Serpotta e Vincenzo Perez, dedicato alla vita di Maria. L’oratorio, costruito nel 1726 sotto la direzione dell’architetto Gaetana Lazzara su commissione della Compagnia dell’Immacolata, è una testimonianza preziosa della devozione per la Vergine “senza macchia di peccato”, di molto antecedente alla proclamazione del dogma che risale al 1854, da parte di Pio IX. L’affresco del soffitto con scene della vita della Madonna è di Vincenzo Bongiovanni. Sull’altare, il simulacro secentesco dell’Immacolata, tra coppie di colonne in marmo rosso, con un cartiglio sorretto da putti e il motto mariano “Macula non est in te”.

The unstained Virgin worshiped before dogma Next to the Basilica of Saint Francis of Assisi, which houses the silvery simulacrum of the Madonna brought to procession on the 8th of December, there is an 18th century jewel, decorated by Procopio Serpotta and Vincenzo Perez, which is dedicated to the life of Mary. The Oratory of the Immacolatella was built in 1726 under the direction of the architect Gaetana Lazzara and it was commissioned by the Society

of the Immaculate Conception. It is a precious testimony of the long-lasting devotion to the Blessed Virgin without sins, much earlier than the proclamation of the Dogma in 1854 by Pius IX. The fresco of the ceiling with scenes from the life of the Virgin is the work of Vincenzo Bongiovanni. On the altar, between two pairs of red-marble Solomonic columns, there is the 16th century Immaculate Conception. 152


94 Oratori

Oratories

Serpotta e Borremans

Serpotta and Borremans

[ c3 ]

Via Maqueda, 206

20 min.

Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

Oratorio della Carità di San Pietro ai Crociferi

Il gioiello di Borremans per i preti poveri e malati

Un ritorno nel Festival per quest’oratorio, dopo il restauro di un gioiello nascosto: una cappella affrescata dal Borremans, che è uno spettacolo inatteso appena si supera il cortile austero. Nel 1600 i preti poveri stazionavano ai Quattro Canti per chiedere l’elemosina o aspettare che qualcuno li ingaggiasse per celebrare una messa: un gruppo di sacerdoti si autotassò per offrire la propria solidarietà ai fratelli più disagiati. Nacque nel 1608, così, la Congregazione della Carità di San Pietro, che resiste oggi dopo più di 400 anni e ha sede in via Maqueda, in questo oratorio trasformato in tesoro d’arte. Tutte le pareti sono affrescate riccamente; di particolare bellezza la Liberazione di San Pietro dal carcere e la Gloria di San Pietro.

The jewel of Borremans for poor and sick priests A return of this oratory to the Festival, after the restoration of a beautiful hidden jewel: a chapel entirely frescoed by Borremans, an unexpected sight once the austere courtyard has been crossed. In 1600, poor priests stayed at the Quattro Canti to beg or to wait for someone to hire them to say mass. A group of priests felt in urgent need of contributing voluntarily to help

the most disadvantaged brothers. Thus, in 1608, the Congregation of the Charity of Saint Peter was created. It still stands today, after 400 years, and is located in this oratory turned into a treasure of art in the eighteenth century by Guglielmo Borremans. All the walls are richly frescoed; the Liberation of Saint Peter from prison and the Glory of Saint Peter are of particular beauty. 153


95 Oratori

Oratories

Via del Ponticello 39/a

[ c4 ]

SAB/Sat 12, 19 DOM/Sun 13, 20

20 min.

h. 9-12.30

In parte

Oratorio delle Dame

Dove le nobildonne si prendevano cura delle partorienti In questo splendido oratorio, detto anche del Giardinello, si riunivano le donne caritatevoli di nobile casato che fondarono, nel 1595, la congregazione segreta delle Dame dell’Aspettazione del Parto della Vergine, esistente ancor oggi. Mogli e figlie di famiglie patrizie si raccoglievano in preghiera, ma davano anche aiuto concreto – e continuano a farlo a distanza di oltre quattro secoli – per assistere le partorienti disagiate. Superata la soglia del bel portale barocco, si scopre un luogo dove sembra che il tempo si sia fermato. Nella cappella, un tripudio di affreschi di Pietro Grano, marmi mischi e originali decorazioni pittoriche inserite in un apparato di finte architetture. Il restauro delle panche dell’oratorio è stato finanziato da Le Vie dei Tesori.

The chapel of the ladies assisting the unfortunate In the beautiful chapel, also called “Del Giardinello”, charitable women gathered by noble families who founded in 1595, the secret congregation of Dame della Spettazione del parto della vergine, which is still in existence. Wives and daughters of aristocratic families used to gather in prayer, but also gave practical help-even today- to assist the disadavantages parturients of the historical quarter of Alberghe-

ria. Outside you can admire a beautiful Baroque portal made of Billiemi stone, with a medallion on which is a Marian monogram. On your entering, you discover a place where time seems to have stopped. There is also a little indoor garden that still preserves the 19th century majolica flooring. In the Baroque chapel, a riot of frescos by Pietro Grano blended marble and original painting decorations. 155


96 Oratori

Oratories

Serpotta e Borremans

Serpotta and Borremans

[ b4 ]

Via Immacolatella, 5 VEN/Fri, Sab/Sat, DOM/Sun h. 10-17.30 Ven/Fri 11 Ott. h. 21 Contr/fee €7 Concerto “Le Corde di Palermo” Concert “The Strings of Palermo”

30 min.

Oratorio di San Lorenzo

Il capolavoro di Serpotta e il “clone” di Caravaggio

Questo è un luogo di rara bellezza, noto non soltanto alla storia dell’arte, ma anche alla cronaca nera. Fu realizzato alla fine del 1500, come sede della Compagnia di San Francesco, sui resti della chiesetta di san Lorenzo. Nell’ottobre del 1969, proprio cinquant’anni fa, subì il clamoroso furto della Natività del Caravaggio, dipinto nel 1609. Lo splendido quadro non fu mai ritrovato, ma oggi la nicchia, rimasta a lungo vuota, ospita un “clone”altamente tecnologico. La storia del furto è ancora avvolta nel mistero, con periodici colpi di scena e rivelazioni. Misteri a parte, l’oratorio è uno scrigno d’arte, con i preziosi bassorilievi di Giacomo Serpotta. Visita guidata d’autore con degustazione di vini PLANETA Sab./Sat. 26 ott. h. 19 >>Prenotazione: leviedeitesori.com Contr./Fee €7

The masterpiece by Serpotta with a perfect copy of Caravaggio It is a place of rare beauty, known not only for the history of art, but also for a crime. The Oratory of San Lorenzo was founded in the late 1500s as the seat of the “Compagnia di San Francesco”. In October of 1969 it was in the newspapers for the uproarious theft of Caravaggio’s masterpiece, “Natività con i Santi Francesco e Lorenzo” painted in 1609. The splendid work of art has never been found so far, but today

the niche, which had remained empty for a long, is now home to the high-tech reproduction carried out by Adam Lowe in Madrid. The story of the theft is still shrouded in mystery, with period twists and revelations. Mysteries aside, the oratory is a real treasure chest of art with valuable prospective carvings by Giacomo Serpotta, inlaid with ivory and mother of pearl outer seats, and the floor in polychrome marble.

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97 Oratori

Oratories

Serpotta e Borremans

Serpotta and Borremans

Vicolo San Giovanni degli Eremiti, 2 VEN/Fri, Sab/Sat, DOM/Sun h. 10-17.30 Ven/Fri 4, 18 Ott. h. 21 Contr/fee €7 Concerto “Le Corde di Palermo” Concert “The Strings of Palermo”

[ d4 ]

20 min.

Oratorio di San Mercurio

La prima palestra del giovane Serpotta

È stato l’esordio, il primo banco di prova per il giovanissimo Giacomo Serpotta. L’oratorio di San Mercurio, adiacente alla chiesa di San Giovanni degli Eremiti, è l’unico rimasto di quelli edificati dalla Compagnia della Madonna della Consolazione in San Mercurio, fondata alla fine del 1500. È qui che Serpotta, nel 1678, diede il suo primo assaggio di estro creativo e spiccato talento, recependo la lezione degli apparati decorativi del grande Borromini. Tra putti giocosi che si rincorrono alle finestre e altri che reggono i simboli di san Mercurio, gli stucchi abbagliano, per quanto non ancora perfetti nelle forme. Del secondo decennio del ‘700 è la controfacciata dell’oratorio, sulla quale avrebbe lavorato il figlio Procopio. Il pavimento maiolicato è pure del XVIII secolo.

The first training ground for the young Serpotta It was the first and most challenging training ground for the young Giacomo Serpotta. The Oratory of St. Mercurius, adjacent to the Church of San Giovanni degli Eremiti, is the only one of the remaining three oratories built by the Compagnia della Madonna della Consolazione in San Mercurio, founded at the end of 1500s. It is here that Serpotta, in 1678, demonstrates his creativity and skills for the first time, implanting

the lessons of the decorative features of the great master Borromini. Between playful cherubs that run on the windows and others that hold the symbols of San Mercurio, the stuccos are dazzling albeit not perfectly shaped. In the second decade of 17th century, his son Procopio worked on the counter-façade of the oratory. The beautiful majolica tiled floor dates back to the 18th century.

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98 MUSEI E ARCHIVI

Museums and archives

Via Alloro, 4 Ingr. Vicolo della Salvezza

[ a4 ]

40 min.

VEN/Fri h. 10-17.15 SAB/Sat e DOM/Sun h. 9-12.30

Palazzo Abatellis

GABINETTO DI GRAFICA E TERRAZZA

Il percorso inedito e la terrazza nel capolavoro di Scarpa

Edificato alla fine del Quattrocento, su progetto di Matteo Carnilivari, Palazzo Abatellis è un mirabile esempio di architettura gotico-catalana. Residenza di Francesco Abatellis (o Patella), maestro portulano del Regno, nel corso dei secoli conobbe varie destinazioni d’uso fino al 1943, quando fu gravemente danneggiato dai bombardamenti aerei. Recuperato grazie al genio di Carlo Scarpa, dal 1954 è la sede espositiva della collezione della Galleria regionale della Sicilia. Per le Vie dei Tesori apriranno le porte il Gabinetto di grafica nella torre Nord, e la sala adiacente che ospita la collezione dei tessili siciliani raccolta da Antonino Salinas per l’allora Museo Nazionale. Le due torri sono collegate da una bella terrazza, che sarà pure visitabile.

The new route and the terrace in Scarpa’a masterpiece Built at the end of the fifteenth century, based on a project by Matteo Carnivali, Palazzo Abatellis is an admirable example of Catalan Gothic architecture. Residence of Francesco Abatellis (o Patella), the portolano master of the Kingdom, it had various purposes over the centuries until 1943, when it was badly damaged by bombing raids. Recovered thanks to the genius of Carlo

Scarpa, since 1954 it has been the exhibition venue of the collection of the Regional Gallery of Sicily. A new route for Vie dei Tesori, which will reveal the Graphics Cabinet in the North Tower, and the next room that houses the collection of Sicilian textiles collected by Antonino Salinas for the then Museo Nazionale. The two towers are connected by a beautiful terrace, which can also be visited. 159


99 MUSEI E ARCHIVI

Museums and archives

Via Giuseppe Garibaldi, 23

[ b4 ]

30 min.

VEN/Fri Sab/Sat h. 10-17.30 DOM/Sun h. 9-12.30

Palazzo Ajutamicristo Raccolta Lapidea

Nell’ex residenza del banchiere la sorpresa del grande Canova Del XV secolo, è uno degli edifici privati più antichi della città. Voluto da Guglielmo Ajutamicristo, banchiere di origini pisane, fu progettato dal celebre architetto Carnilivari, ma ridimensionato in corso d’opera per le eccessive spese. Fu poi ceduto, alla fine del secolo successivo, ai Moncada. Ospitò personaggi illustri, come l’imperatore Carlo V. Parte del palazzo è stato acquistato dalla Regione che ha realizzato uffici della Soprintendenza e una sede espositiva. Nella collezione lapidea, sculture del ‘400 e ‘500, tra le quali un busto di Pietro Speciale firmato da Domenico Gagini e un altro di Ignazio Marabitti. Ma la vera sorpresa sono due opere di Antonio Canova: le due “stele Mellerio”, commissionate nel 1812 da Giacomo Mellerio per la cappella della sua villa in Brianza.

In the former residence of a banker the surprise of great Canova It is one of the city’s oldest private 15th-buildings. Built by Guglielmo Ajutamicristo, a banker from Pisa, and designed by the famous architect Carnilivari, was downsized during construction for the excessive costs. At the end of the next century, he was then given the Moncada family. He had illustrious guests like Emperor Carlo V. Part of the palace was purchased by the Sicilian Region as premises for

the Superintendency and seat for exhibitions. Among the collection of stones, there are sculptures dated back to 400 and 500, including a bust of Pietro Speciale by Domenico Gagini and another one by Ignazio Marabitti. However, the real discovery is the presence of the two “stele Mellerio” by Antonio Canova, which were commissioned in 1812 by Giacomo Mellerio for the chapel of his villa in Brianza.

160


100 VILLE E PALAZZI

Villas and palaces

Piazza Bologni, 20

[ c4 ]

30 min.

SAB/Sat h. 9.30-12.30

Palazzo Alliata di Villafranca

La sfarzosa dimora di principi e principesse Qui la magnificenza è al di là di ogni immaginazione. Entrare in questo palazzo è come fare un salto in pieno Settecento. Si rimane abbagliati da affreschi, stucchi, maioliche, mobili, arredi, tele. Sorto sui resti di due edifici di don Aloisio Beccadelli di Bologna, Palazzo Alliata fu realizzato a metà del XVII secolo da Francesco Alliata e Lanza, settimo barone, terzo principe di Villafranca e duca di Sala di Paruta, ma dopo il terremoto del 1751 fu ristrutturato. Nel cantiere lavorarono l’architetto Giovanni Battista Vaccarini, stuccatori di scuola serpottiana e il pittore Gaspare Serenario. Il palazzo custodisce opere di pregio, come la “Crocifissione” di Van Dyck, due grandi tele di Matthias Stom e due di Pietro D’Asaro. Si visiteranno i quattro saloni di rappresentanza del primo piano.

Among princes and princesses in Bologni Square Here, the magnificence is beyond your wildest imagination. Enter this building is like stepping into the eighteenth century. You are immediately dazzled with frescos, stuccos, tiles, furniture, and paintings. Around the middle of the 17th century, Francesco Alliata and Lanza, the seventh baron, third prince of Villafranca and Duke of Sala Paruta, built Palazzo Alliata on the remains of two buildings of Aloisio Becca-

delli from Bologna. It was restored after the earthquake of 1751. In the building yard, It worked the architect Giovanni Battista Vaccarini, stucco workers of the school of Serpotta and the painter Gaspare Serenario. The palace treasures remarkable artworks, such as Van Dyck’s “Crucifixion”, two huge paintings by Matthias Stom, and two works by Pietro d’Asaro as well. You will tour the four parlours on the first floor.

161


 

IL CENTRO A 3 STELLE

STRUTTURE 3 STELLE DI QUALITÀ A PALERMO

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101 VILLE E PALAZZI

Villas and palaces

[ c4 ]

Via Pietro Novelli, 3

30 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun

Parzialmente (pedana mobile per sedie a rotelle)

h. 10-17.30

Palazzo Asmundo

Le ricche collezioni dei marchesi e il colpo d’occhio sulla Cattedrale Alabarde, armi, maioliche del XVIII secolo, ceramiche dell’800, cartoline e stampe, perfino carrozze. Varie collezioni, testimonianze di un passato di agi e lussi dell’aristocrazia palermitana. C’è questo, e molto di più, nella splendida residenza di Palazzo Asmundo, dal cui balcone sembra di toccare la Cattedrale. Stucchi e affreschi del ‘700 accolgono i visitatori e anche qui hanno molto da raccontare. Il marchese di Sessa, Giuseppe Asmundo, volle realizzare la sua abitazione proprio sul Cassaro, su un precedente edificio appartenuto alla famiglia Joppolo dei principi di Sant’Elia. Tra i tanti ospiti illustri, il Palazzo, accolse Maria Cristina, figlia di Ferdinando III. Tutti i venerdì del Festival h. 19, visita e buffet con vista sulla Cattedrale. € 12 Tutti i sabati del Festival h. 21 cena da principi con vista sulla Cattedrale. € 40

A journey into the 1700s among frescos and collections Halberds, firearms, eighteenth-century majolica, nineteenth-century ceramics, vintage postcards and prints, and even coaches. Various collections, interesting testimonies of the past excesses of ease and luxury of the aristocracy of Palermo. There is much more in the beautiful Palazzo Asmundo, from which

balcony the view is so unique that it makes you feel like you could almost touch the Cathedral. Eighteenth-century stucco and frescos welcome visitors. The Marquis of Sessa, Giuseppe Asmundo, wanted to erect his residence in the Cassaro, on a previous building belonging to Joppolo family of the princes of Sant’Elia. 163


102 VILLE E PALAZZI

Villas and palaces

Piazza Pretoria, 8 VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30 (escl. 4, 5, 6 ottobre)

[ b4 ]

30 min.

Palazzo Bonocore

Affreschi neoclassici nell’edificio rinascimentale Dopo lunghi restauri che hanno dato lustro alla sua veste neoclassica, Palazzo Bonocore è diventato un luogo di vivace produzione culturale ed esposizioni varie. è una delle affascinanti “quinte” di piazza Pretoria. Dell’edificio si ha notizia sin dal 1547, quando è documentato l’acquisto da parte di Francesco Di Carlo. A metà del 1700, in vista del matrimonio della figlia Margherita, il presidente del Tribunale di Palermo, Francesco Gastone, fa ampliare la struttura originaria. La figlia sposa Francesco Antonio Lo Faso, duca di Serradifalco, insigne intellettuale, ma nel 1873 il Palazzo viene venduto al commerciante Salvatore Bonocore da Giuseppina Lo Faso, ultima erede. All’interno, pregevoli affreschi e decori multicolori. Imperdibile, dai balconi, la vista sulla fontana Pretoria.

Neoclassical frescos in the Renaissance building After extensive renovations that brought prestige to its last neoclassical style, Palazzo Bonocore has become a place of lively cultural production and various exhibitions. It is one of the charming “scenery” in Piazza Pretoria. The building is documentend since 1547, when Francesco Di Carlo purchased it. In the middle of the 1700s, in the occasion of the wedding of his daughter Margherita, the president of the Tribunal

of Palermo, Francesco Gastone, extended the building. His daughter married Francesco Antonio Lo Faso, Duke of Serradifalco an important intellectual in the first half of the 19th century. In 1873, the merchant Salvatore Bonocore bought the building from Giuseppina Lo Faso, the last heiress. Inside, valuable frescoes and multicolored decorations. Do not miss the view of the Fontana Pretoria.

164


103 VILLE E PALAZZI

Villas and palaces

[ c4 ]

Via Maqueda, 121 Dom/Sun 6, 13, 20 Ott. h. 10-17.30 Dom/Sun 27 Ott. h. 10-17

30 min.

Dom/Sun 27 Ott. h. 17.30 Visita teatralizzata Dramatized visit

Palazzo Comitini

Barocco e arte contemporanea nella sede dell’ex Provincia Il trionfo del tardo-barocco, regno decorativo di Gioacchino Martorana, si trova nel cuore della città antica. Palazzo Comitini è uno dei più eleganti edifici nobiliari di via Maqueda. È stato sede della Provincia regionale, oggi Città metropolitana. La costruzione, voluta da Michele Gravina y Cruillas, principe di Comitini, risale al 17681771, su progetto di Nicolò Palma. Negli sfarzosi saloni sono custoditi quadri di celebri artisti, anche contemporanei, da Renato Guttuso a Lia Pasqualino Noto, da Renato Tonini a Giambecchina, da Mario Rutelli a Mario Pecoraino. La Sala Martorana, per alcuni decenni sede del Consiglio provinciale e quindi della politica locale, è un pregevole esempio dell’ultimo barocco palermitano, con affreschi, stucchi, decorazioni e specchi.

The late Baroque casket, kingdom of artists An example of triumph in the late Baroque and decorative realm of Gioacchino Martorana, Palazzo Comitini stands in the heart of the city, dominating via Maqueda. It was the seat of the Regional Province, today Città Metropolitana. The construction works, commissioned by Michele Gravina y Cruillas, Prince of Comitini, took place between 1768 and 1771. It was designed by Nicolò Palma, ar-

chitect of the Senate and nephew of Andrea, who was the author of Villa Giulia. In the numerous halls, there are also works by famous contemporary artists such as Renato Guttuso, Lia Pasqualino Noto, Renato Tonini, Giambecchina, Mario Rutelli and Mario Pecoraino. The Sala Martorana, for many decades was the seat of the Provincial Council, it is a valuable example of the last Palemitan Baroque. 165


38


104 VILLE E PALAZZI

Villas and palaces

Via Dell’ Arsenale, 131 VEN/Fri 11, 18 e 25 h. 10-12.30 SAB/Sat 12 h. 10-16.30 DOM/Sun 13 h. 10-12 SAB/Sat 19 h. 10-13

[ a1 ]

40 min.

Palazzo De Gregorio

Dove sbocciò l’amore tra Nelson e lady Hamilton

Alla fine del 1700 la famiglia De Gregorio acquistò un edificio nei pressi dell’Arsenale, con una splendida vista sul golfo, che era appartenuto al duca di Parma, principe di Lampedusa. Nel secolo successivo, il prospetto della residenza fu rifatto in stile neoclassico dall’architetto vicentino Caregaro Negrin. Il palazzo si sviluppa attorno a un cortile, con una fontana rocaille. Sul piano nobile, si apre il salone delle feste con il soffitto affrescato collegato alla cappella. Qui si raccontano i trionfi dell’ammiraglio Nelson e la sua storia d’amore con Lady Hamilton, ma anche a personaggi come il maestro di cappella Benedetto Baldi e Richard Wagner. Sul lato occidentale, una torretta costruita nel 1868, dalla quale, sventolando una bandiera, si segnalava l’avvistamento di cacciagione.

The rooms that hosted Lord Nelson and Lady Hamilton At the end of the 18th century, the Gregorio family acquired a monumental building, already owned by the Duke of Palma Prince of Lampedusa, near the Arsenale with a splendid view over the Gulf. The Palazzo has undergone many remodellings over the centuries, including the refurbishment of the main façade, which was designed in neoclassical style by the architect Caregaro Negrin in 1865. The build-

ing rises around an inner courtyard with a rocaille fountain. On the piano nobile, there is the bathroom, with frescoed ceiling,from which is possible to reach the old chapel of the family. On the western side there is a little tower, built in 1868, from which flags signalled the sighting of game. Lord Nelson and Lady Hamilton, chaplain master Benedetto Baldi and Richard Wagner, were among the illustrious guests.

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105 VILLE E PALAZZI

Villas and palaces

Piazza Pretoria, 1 Sab/Sat, DOM/Sun h. 10-17.30 (Sab/Sat, 5 ott. h.14-17) (Sab/Sat, 12 ott. h.10-17) Sab/Sat 12 Ott. h. 17.30 Visita teatralizzata Dramatized visit

[ b4 ]

30 min. In parte

Palazzo di Città

L’antica sede del Senato e l’orologio che scandisce le ore Oggi sede del Comune, l’antico Palazzo del Senato, detto anche delle Aquile dal simbolo di Palermo che campeggia sul portale, fu edificato nel 1470 per volere del pretore Pietro Speciale. Ampliato nel 1553 e nel 1615, è pieno di affreschi, sculture e arredi di pregio. Per il restauro del 1875, firmato da Giuseppe Damiani Almeyda, fu fortemente modificato, sfrondato dagli elementi barocchi. All’esterno, da notare l’orologio sulla facciata principale, che è tornato in funzione nel settembre del 2014, dopo trent’anni dal guasto. Acquistato nel 1864 dalla giunta presieduta dal sindaco Antonio Starrabba, marchese di Rudinì, suona ogni quindici minuti. Sotto il quadrante, spicca l’epigrafe “Pereunt et imputantur”, cioè le ore non vanno sprecate: un invito ai governanti a fare buon uso del tempo.

A treasure chest and the clock encourage the rulers The old Palazzo del Senato, also known as Palazzo delle Aquile, after the symbol of Palermo that stands on its portal, the Town Hall was built in 1470 at the behest of the praetor Pietro Speciale. T was extended first in 1553 and again in 1615. Te Palazzo is embellished by frescos, statues, and valuable paintings. When the architect Giuseppe Damiani Almeyda restored it n 175, the parts in Baroque style were

removed. The clock on the façade is a little gem, which resumed to work again in September 2014, after thirty years. It was bought by the major Antonio Starrabba, Marquis of Rudini, in 1864, and it rings every fifteen minutes. The motto “Pereunt et imputantur” is written under the clock-fac, meaning “The hours pass and they must not be wasted”. A piece of advice addressed to the rulers to make good use of their time.

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106 VILLE E PALAZZI

Villas and palaces

Via Maqueda, 81

[ b4 ]

30 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

Palazzo Sant’Elia

Il barocco sontuoso nella dimora da record

La corte interna e lo scalone doppio di marmo danno il benvenuto nello sfarzoso Palazzo Sant’Elia. Con i suoi 75 metri di prospetto e gli eleganti balconi a petto d’oca su via Maqueda, rappresenta una delle dimore barocche più prestigiose della città. Il Palazzo assunse l’attuale configurazione dopo il 1756, per decisione di Giovanbattista Celestri e Grimaldi di Santa Croce di ampliarlo in direzione della “Strada nuova”, l’odierna via Maqueda. Diventò anche sede del Senato, ma fu danneggiato dal terremoto del 1823. I Trigona di Sant’Elia lo mantennero fino al 1920. Dopo aver subìto, per decenni, saccheggi e vandalismi, nel 1984 il Palazzo è stato acquistato dall’allora Provincia regionale di Palermo, che lo ha restaurato. Dal 2013 è affidato alla Fondazione Sant’Elia per esposizioni museali.

The sumptuous Baroque on the “new road” The magnificent courtyard and the double marble staircase welcome you to the magnificent Palazzo Sant’Elia, which with over 75-meter-high facade and the elegant gooseneck balconies on via Maqueda, it is one of the most prestigious baroque palaces in the city. The building assumed its current configuration after 1756, following the decision of Giovanbattista Celestri and Grimaldi of Santa Croce to extend

it in the direction of “Strada Nuova”, today via Maqueda. It also became the seat of the Senate and was damaged by the violent earthquake of 1823. The Trigona di Sant’Elia maintained the property until 1920. After years of raids, in 1984 it was purchased by the Province of Palermo, which restored its ancient splendor. Since 2013, it has been used by the Sant’Elia Foundation for museum exhibitions.

170


107 VILLE E PALAZZI

Villas and palaces

Via XX Settembre, 62

(Da non confondere con Castello Utveggio)

[ c1 ]

20 min.

Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

Palazzo Utveggio

Il “genio” di Ernesto Basile per la nuova borghesia Nel 1903 il celebre architetto Ernesto Basile riceve l’incarico dall’imprenditore Michele Utveggio di progettare un edificio, da suddividere in appartamenti da affittare, nel quartiere che si andava realizzando al posto dell’Esposizione nazionale del 1891-92. Nasce così un palazzo in via XX Settembre, aggiornato stilisticamente al gusto d’Oltralpe, con una facciata ricca di elementi decorativi tipici di quella nuova arte. E Palermo diventerà una delle capitali del Liberty italiano. Palazzo Utveggio rappresenta uno dei primi esempi di edilizia residenziale condominiale di qualità, concepito per l’attiva borghesia del tempo. Dopo oltre un secolo, grazie alla cooperativa Paideia, l’edificio sta rinascendo come centro d’arte polifunzionale.

The “genius” Basile in via XX Settembre In 1903, the intepreneur Michele Utveggio entrusted the celebrated architect Ernesto Basile, son of the architect Giovan Battista Filippo Basile, to design a palazzo. The building had to be divided into apartaments for rent, in the quarter that as been creating to replace the site of the National Exhibition of 1891-92. So in Via XX Settembre, Ernesto Basile built a palazzo, following the trend of that time, in

the French style with a façade rich in decorative elements typical of that new art. Palermo became one of the capitals of the Italian Art Nouveau Style. Palazzo Utveggio represents an early example of quality communal housing, designed for the bourgeoisie of the time. Today, after more than a century, the building is reborn as a multipurpose Art Center thanks to the “Paideia” cooperative. 171


108 VILLE E PALAZZI

Villas and palaces

[ b4 ]

Via Lincoln, 47 Sab/Sat, DOM/Sun h. 10-17.30 MOSTRA LOOK UP I tesori guardati con il naso all’insù (inserita nella visita)

30 min.

Palazzo Zingone Trabia

La dimora nobiliare risorta dopo il degrado

Attorno al XVI secolo sorsero a Palermo molti edifici per accogliere le famiglie nobiliari dei grossi proprietari terrieri: uno di questi, addossato alla vecchia cinta muraria ormai scomparsa, è palazzo Zingone-Trabia. Luogo dalla storia travagliata, nei primi anni del ‘900 venne acquistato dalla famiglia Macaluso, imprenditori dell’industria conserviera del tonno, che lo usarono come abitazione privata, dividendo il piano nobile in tanti piccoli ambienti. Dagli anni ’60 iniziò il lungo periodo di abbandono e degrado, interrotto solo grazie alla tenace volontà di una pronipote dei Macaluso, che volle ristrutturarlo e riportarlo all’aspetto originario. Visita guidata d’autore con degustazione di vini PLANETA Sab./Sat. 19 ott. h. 19 >>Prenotazione: leviedeitesori.com Contr./Fee €7

The noble house resurrected after the degradation The palace, currently improperly named Zingone Trabia from the name of the last known owners, was modified in the second half of the 19th century by the will of the Cloos family who bought and united two adjacent buildings, creating an elegant Palace facing the Via Lincoln. Over time the Palace has been bought by new owners and suffered bombings during the World War II, which partially altered its original

structure. During “Le Vie Dei Tesori” you will visit the apartment on the main floor with the three large rooms enjoying the splendid view of the Botanic Garden, ad the Arabic room, alcove of the apartment, according to the use of the time. In addition to the elegant decorative elements, during the last year of the apartment has been enriched thanks to the insertion of the original furnishings tailored for the main salon. 173


109 GIARDINI

Gardens

Vicolo Pantelleria, 10 VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30 (27 Ott e 1,2,3 Nov h. 10-16.30)

[ c1 ]

30 min.

Parco di Villa Pantelleria

Il parco nobiliare confiscato alla mafia

Il parco di Villa Pantelleria è legato alla residenza nobiliare ma è anche il risultato visibile dell’impegno sociale di Lollo e Santina Franco che qui hanno creato una comunità attiva, legata alla scena, fatta di laboratori per il quartiere, attività per i bambini, una compagnia stabile e la scuola di teatro. Il tutto in un bene confiscato alla mafia: Villa Pantelleria fu eretta nel 1734, commissionata nel 1734 dalla famiglia Requenses dei principi di Pantelleria. Dopo una lunga storia di passaggi di proprietà e varie vicissitudini, nel 1977 divenne sede di un centro culturale e nel 1990 fu acquistata da un boss. Nel 2001 la villa viene confiscata e affidata al Comune che la assegna a “Teatro per la Libertà”, che da allora investe tutte le proprie risorse per il recupero degli spazi.

The aristocratic park confiscated from the mafia The park of Villa Pantelleria is linked to the aristocratic residence, but it is also the visible result of the social commitment of Lollo and Santina Franco. They have created an active community related to the stage, made up of workshops for the neighbourhood, activities for children, and a resident company and drama school, all in an asset confiscated from the mafia. Villa Pantelleria was erected in

1734, commissioned in 1734 by the Requenses family of the princes of Pantelleria. After a long history of ownership and various vicissitudes, in 1977 it became home to a cultural centre, and in 1990 it was bought by a mafia boss. In 2001, the villa was confiscated and entrusted to the municipality that would assign it to “Teatro per la Libertà”, which have been invested all its resources for its recovery since then. 174


110 PALERMO DALL’ALTO

Palermo from above

Piazzetta Santo Spirito

[ a4 ]

30 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

Porta Felice

I piloni trionfali dai quali è passata la Storia Da oltre quattro secoli Porta Felice è protagonista della vita palermitana. Attraverso il suo varco sono passate sia le processioni sia le carrozze dei nobili dirette alla Passeggiata della Marina. Si decise di costruirla dopo il prolungamento a mare del Cassaro, avvenuto nel 1581,dedicata alla moglie del viceré Marcantonio Colonna, Felice Orsini. I lavori iniziarono soltanto nel 1602, a opera dell’architetto Mariano Smiriglio, e vennero completati quarant’anni dopo. Maldicenza popolare vuole che la porta sia stata edificata senza l’arco centrale per consentire ai mariti pluritraditi dell’epoca, a cominciare dallo stesso viceré, di passarci sotto senza sbattere le corna. Il pilone destro, demolito dai bombardamenti della Seconda Guerra mondiale, fu ricostruito fedelmente pochi anni dopo.

The triumphal columns through which history passed For four centuries, Porta Felice has been one of the main attractions of life in Palermo, in between holy and profane. Through its opening, both processions and carriages of the aristocrats used to go towards the Passeggiata della Marina. In 1581, after the Cassaro was extended to the sea, Viceroy Marcantonio Colonna made it built and dedicated to is wife, Felice Orsini. However, the construction works only started in 1602, by the

architect Mariano Smiriglio, and completed forty years later. Old tale has it that it was built without a central arc to prevent the betrayed husbands, including the viceroy, from hitting their “horns” while passing through it (having horns is an Italian expression for someone who is cheated on). During the Second World War, the right pillar of Porta Felice was destroyed. A few years later, it was enterely rebuilt and returned to its original splendour.

175


111 I LUOGHI DEL LAVORO

The places of work

LA BELLE éPOQUE E IL ’900

The Belle époque and the 1900s

Piazza Verdi, 16

[ c3 ]

Sab/Sat DOM/Sun

30 min.

h. 10-17.30

Tranne la terrazza

PROVVEDITORATO DELLE OPERE PUBBLICHE

Il Palazzo neoclassico con vista sul Teatro Massimo

Apre per la prima volta al pubblico il palazzo del Provveditorato regionale alle opere pubbliche. L’imponente edificio, realizzato su progetto di Giuseppe Capitò tra il 1931 e il 1934, è un tipico esempio di architettura del Ventennio, in stile neoclassico, con un unico balcone, proprio come a Palazzo Venezia. All’esterno, le due belle statue neomichelangiolesche dedicate alla Meccanica e all’Ingegneria, opere di Benedetto De Lisi junior, del 1936. All’interno gli uffici riservano delle belle sorprese, a partire dalla prospettiva inedita sul Teatro Massimo che si gode dal balcone e dalle sale di rappresentanza del primo piano, alcune con mobili originali Decò. Nella stanza del provveditore, un curioso bassorilievo in legno della Sicilia, realizzato negli anni Cinquanta del secolo scorso. In cima una terrazza da cui sembra di potere toccare la cupola del Massimo.

The Neoclassical palace with a view on Teatro Massimo The building of the Regional Authority on Public Works of piazza Verdi next to the Teatro Massimo opens for the first time to the public. The imposing building, designed by Giuseppe Capitò between 1931 and 1934, is a typical example of the architecture of the Fascist period: in neoclassical style, with a single balcony, just like in Palazzo Venezia. Outside, in two niches in the

corners, the two beautiful statues after the manner of Michelangelo dedicated to Mechanics and Engineering, works by Benedetto De Lisi junior (1936). Inside, the offices reserve some nice surprises, starting from the new prospect on the Teatro Massimo which can be enjoyed from the balcony, and the guest rooms on the first floor, some still with their original Art Deco furniture. 177


112 I LUOGHI DELLA GIUSTIZIA

The places of justice

Piazza della vittoria, 8 DOM/Sun 6, 13 Ott. h. 10-14

[ c4 ]

20 min.

questura

L’ex convento diventato “casa” della polizia Quello che oggi ospita la sede della Questura, intitolata a Boris Giuliano, era una volta un convento dove risiedevano i padri della “Redenzione dei Cattivi”, ovvero i canonici regolari della Santissima Trinità. La struttura risale al XVII secolo e all’interno si trova lo splendido chiostro restaurato. Saranno gli stessi agenti di polizia a illustrare la facciata e il chiostro dove si trova un bassorilievo che raffigura San Giorgio a cavallo che uccide il drago, scultura che un tempo era custodita nella chiesa intitolata al santo che si trova vicino all’Arsenale della Marina. Si potranno ammirare anche altri due bassorilievi del XVI secolo, collocati in piazza della Vittoria, raffiguranti i mitici grifoni alati, dedicati dal Comune a “onore e perenne memoria dei caduti della Polizia di Stato”. Nel cortile una piccola mostra allestita dalla polizia scientifica.

The former convent turned into Police ‘home’ The building that today houses the headquarters of the Questura, named after Boris Giuliano [a Police chief assassinated by the Sicilian mafia], looks like many others in the old town. Once, it was a convent where the Fathers of the “Redenzione dei Cattivi” resided, or rather the canons of the Holy Trinity. The building dates back to the 17th century and is home to a beautiful cloister restored. On the cloister

there is a bas-relief depicting St. George on horseback while killing the dragon. The sculpture was once in the church, named after the saint, nearby the Arsenal of the Navy. You can also admire two bas-reliefs on Piazza della Vittoria, dating back to the 16th century, depicting the mythical winged gryphons, a municipal tribute in “honour and imperishable remembrance of the Fallen of the State Police”. 178


113 TEATRI E CONSERVATORI

Theaters and conservatories LA BELLE éPOQUE E IL ’900

The Belle époque and the 1900s

Via Piccola del Teatro Santa Cecilia, 5

[ b4 ]

20 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-13, 15-18

Real Teatro Santa Cecilia

Da Cafè chantant a rifugio dei patrioti

Fu inaugurato alla fine del 1600, voluto dall’Unione dei musici. Divenne famoso per i drammi musicali settecenteschi, con scenografie spettacolari, e per le serate danzanti nel 1800. Durante la rivoluzione antiborbonica del 1848, vi si asserragliarono i patrioti. Nel periodo della Belle Èpoque, diventò teatro di varietà, primo Café chantant di Palermo, con un occhio alla moda parigina. Nel Novecento, in concorrenza con il vicino Teatro Bellini, ma soprattutto con le nuove sale, Massimo e Politeama, fu dismesso e trasformato in museo delle cere, infine in deposito di una ditta commerciale. Dopo anni di abbandono, finalmente è stato recuperato e affidato al Brass Group che vi svolge una programmazione musicale e culturale stabile.

From Café chantant to patriots’ refuge Opened in the late 1600s, commissioned by the Union of Musicians. In 1800, it became famous for the musical eighteenth century dramas with spectacular scenery and night dances. In 1848, during the revolution against the Bourbons, patriots barricaded themselves here. During the Belle Epoque, it became a Music Hall, first Café Chantant in Palermo,with an eye for the Parisian fashion. In the twentieth century,

it was decommissioned and converted into a wax museum because of the competition with the Bellini theatre, but above all with Massimo and the Politeama theatres. Finally, it was adapted as a warehouse of a firm. After ten years of neglect, it was eventually refurbished and entrusted to the Brass Grup, a non-profit jazz music foundation, which organizes musical and cultural activities.

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Caffetteria & Bistrot

Pasticceria Caffetteria Bistrot Via Cesareo n.38 Palermo - tel. 091306869


114 Palermo dal basso

Palermo from below

LA MEMORIA DELLA GUERRA

The memory of the war

Piazza Pretoria, 1 (Portineria Palazzo delle Aquile)

[ b4 ]

40 min.

Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

Rifugio Antiaereo DI PIAzzA PRETORIA

Il ricovero sotterraneo per sfuggire alle bombe Sedili in pietra e mezzo metro quadrato di spazio per ciascuno: così si stava nel rifugio antiaereo, sotto piazza Pretoria ricavato alla vigilia del secondo conflitto mondiale, utilizzando cunicoli sotterranei preesistenti. In vista del pericolo, il Comune aveva realizzato una serie di ricoveri per proteggere i civili dai bombardamenti. Alcune canne di ventilazione provenienti dalle grondaie assicuravano l’aria, e una chiusura dall’interno impediva che venissero immessi gas nocivi. Il ricovero, per 200 persone, aveva tre accessi sulla piazza: due a fianco delle statue dei leoni e un altro dalla scalinata. Poi, uno dall’interno della portineria di Palazzo delle Aquile (quello da cui si entra oggi) e un ultimo, oggi murato, dentro alla sede di un gruppo consiliare.

The underground refuge to escape bombings Stone seats and half meter square meter of living space for each person. These were the conditions in the air raid shelter located below Piazza Pretoria, dating back to World War II. In view of the danger of war,the Municipality had made a series of refuges to protect civilians from bombings. In the shelter, some aeration fans were providing breathable air,

while toxic and harmful gases were prevented to get inside. The refuge, which can host 200 people, had three entrances on Piazza Pretoria: two alongside the statues of the lions, and another one on the steps of the fountain. One more was inside the reception of Palazzo delle Aquile (current access). Traces of the last entrance, now walled up, are inside a room used as a seat of a Council group. 181


115 Palermo dal basso

Palermo from below

LA MEMORIA DELLA GUERRA

The memory of the war

Via Vittorio Emanuele, 429 VEN/Fri 4,11,18,25 Ott. SAB/Sat 5,12 Ott. DOM/Sun 6,13 Ott. h. 10-17.30

[ c3 ]

20 min.

Rifugio Antiaereo Biblioteca Bombace

I cunicoli che salvarono gli studenti del liceo

I ragazzi del vicino liceo Vittorio Emanuele II correvano qui sotto appena si sentivano le sirene: non c’era il tempo di raggiungere le case, professori e studenti cercavano di mettersi al sicuro. Ma spesso le bombe erano talmente devastanti che all’uscita parecchi ragazzi non trovarono più le famiglie. Sotto la Biblioteca regionale “Alberto Bombace” è stato scoperto un rifugio che è anche leggermente diverso rispetto a quello conosciuto di piazza Pretoria. Molto più piccolo, noto a pochi, era di servizio per i dipendenti dei negozi attorno, per i sacerdoti della Cattedrale e, ovviamente, per gli abitanti dei quartieri vicini. Perfettamente conservato e riaperto solo recentemente, il rifugio permette di ricordare mesi terribili per la città.

The tunnels that saved the high school students The boys of the nearby Vittorio Emanuele II High School used to rush down there as soon as the curfew sirens were heard. There was no time to reach the houses, so teachers and students tried to find shelter. However, often the bombings were so devastating that several boys, after going out, no longer had a family. Under the “Alberto Bombace” Regional Library, it has

been discovered a refuge that is also slightly different from that of Piazza Pretoria. Much smaller, known to a few people, it was for the employees of the shops around, the priests of the Cathedral and, of course, the inhabitants of the poor neighbourhoods. Perfectly preserved and only recently reopened, the shelter allows you to recall the terrible past moments the city had. 182


116 MUSEI E ARCHIVI

Museums and archives

[ c3 ]

Piazzetta Sett’Angeli

20 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

Spazio Flaccovio Liceo Vittorio Emanuele

Libri, arredi d’epoca, fotografi con vista sulla Cattedrale

Libri da leggere, consultare, ma anche da vivere, da “abitare”, come l’uva di Elio Vittorini nel romanzo “Erica e i suoi fratelli”. Nello Spazio Flaccovio, all’interno del Liceo Vittorio Emanuele II, la storica casa editrice, nata nel 1939, ha ricostruito tutto il suo mondo, attraverso circa 700 libri donati agli studenti e da loro catalogati, pannelli “narranti”, fotografie, lettere. Da apprezzare anche gli arredi d’epoca, in mezzo ai quali ci si può liberamente immergere nella lettura e consultazione. Occhio all’esposizione speciale dedicata a “I Beati Paoli” di Luigi Natoli e a quella sugli scritti di Sciascia. Poi, con la scala o in ascensore, da non perdere la visita all’Aula magna della scuola, con un colpo d’occhio straordinario sul piano della Cattedrale.

Books, period furniture, photos. And the view on the Cathedral Books to read and consult but also to “live” like the grapes of Elio Vittorini in the novel “Erica e i suoi fratelli”, at the “Spazio Flaccovio” inside the Liceo Vittorio Emanuele II, with the entrance next to the national boarding school, just a few meters from the Cathedral.Here the historical publishing company, born in 1939, has recently rebuilt its whole world -in two classrooms provided by the school – through

about 700 books donated to the students and classified by them. Storyboards, photographs, and letters. To appreciate the vintage furnishing, among which one can freely dip into reading. There is remarkable special exhibition dedicated to the famous novel “I Beati Paoli” by Luigi Natoli and to Sciascia’s writings. Do not miss o visit to the Aula Magna of the school, overlooking the Cathedral.

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117 MUSEI E ARCHIVI

Museums and archives

[ b4 ]

Via Giuseppe Garibaldi, 11 Sab/Sat DOM/Sun h. 10-12.30 / 15-17.30

30 min.

Età minima: 12 anni

Stanze al Genio

Maioliche e giocattoli antichi, un viaggio lungo cinque secoli All’interno dei saloni settecenteschi di Palazzo Torre Pirajno, si trova la casa-museo “Stanze al Genio”. Nelle affascinanti ed eleganti sale, è esposta una ricca collezione di antiche mattonelle di maiolica. Circa cinquemila esemplari di raffinata arte di varie epoche, dalla fine del XV secolo agli inizi del XX. Con la piacevole compagnia dei proprietari, è possibile effettuare un percorso attraverso la storia dell’eccellenza di questo tipo di artigianato, con uno sguardo sulle tecniche di recupero e di restauro. Scopriremo anche come nasce la passione dei collezionisti. Girando tra raffinati arredi, affreschi e pavimenti del tardo Settecento, troveremo pure altre sorprese: collezioni minori di oggetti di cancelleria, di scatole di latta e perfino di giocattoli.

A five-centuries long journey through thousands of majolica Inside the 18th century living rooms of Palazzo Torre Piraino, in via Giuseppe Garibaldi, there is the House-Museum “Stanze al Genio”. This fascinating hall, on the piano nobile, is home to more than two thousands and three hundred pieces of old ceramic tiles coming from the end 16th century and the beginning of the 18th century, as well as a small collection of old stationary, contemporary ceramics

and modern antique objects. The main halls of the building still preserve the original flooring and frescos, from the end of 18th century and the beginning of the 19th century. You can also admire a section with contemporary ceramics and ancient toys. With the agreeable company of the owners, you can make a journey through the history of the excellence of this type of handcraft.

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118 TEATRI E CONSERVATORI

Theaters and conservatories LA BELLE éPOQUE E IL ’900

The Belle époque and the 1900s

Piazza Bellini, 7

[ b4 ]

30 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

Teatro Bellini

L’antico Regio Carolino amato da regina e nobili Il Teatro Bellini, ex Regio Carolino, fu inaugurato nel 1742, dopo la ristrutturazione e l’abbellimento di un precedente teatrino popolare con sedili di legno. Fino a metà ‘800 è stato il più importante teatro della città. Il nome originario, “dei Travaglini”, si deve ad una maschera popolare. Quando la corte borbonica da Napoli riparò a Palermo, durante la rivoluzione del 1799, l’edificio venne dedicato alla regina Maria Carolina d’Asburgo Lorena. Solo nel 1848 fu intitolato al compositore catanese Vincenzo Bellini. Dal 1907 sede di avanspettacolo, nel 1964 danneggiato da un grave incendio e abbandonato; ricostruito, conobbe altre vicissitudini. Oggi, dopo alcuni anni di gestione da parte del Teatro Biondo, è ritornato ai proprietari che lo hanno affidato a Terradamare e aperto alle visite.

The Regio Carolino beloved by the queen and nobles The Teatro Bellini or Regio Teatro Carolino was inaugurated in 1742, after the renovation and embellishment of a popular theater with wooden seats. It could accommodate 500 spectators. Called “Teatro dei Travaglini” (after the name of a popular Palermitan character), it was considered as the most important theatre in the city until the mid-nineteenth century. When the Neapolitan court moved to Palermo, during the

revolution of 1799, the building was dedicated to Queen Maria Carolina of Asburgo and Lorraine. Only in 1848 it was named after the composer Vincenzo Bellini. In 1907 it became seat of variety shows, but in 1964 it was damaged by a severe fire and abandoned. Rebuilt, it met other vicissitudes. Today, after several years of management by Teatro Biondo, it returned to the original owners and is run by Terradamare.

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119 TEATRI E CONSERVATORI

Theaters and conservatories LA BELLE éPOQUE E IL ’900

The Belle époque and the 1900s

Via Roma 258 VEN/Fri, SAB/Sat DOM/Sun h. 10-17.30 escl. Ven/Fri 25 ott. (Dom/Sun 27 ottobre e 1, 2, 3 novembre: h. 10-13)

[ b3 ]

20 min.

Teatro Biondo

Tra i palchi Liberty un’atmosfera da Belle Èpoque Costruito tra il 1899 e il 1903, il Teatro Biondo presenta un’architettura eclettica,ma prevale lo stile tardo-ottocentesco, soprattutto nella simmetrica facciata principale. L’impianto, infatti,è simile a quello di tanti altri teatri di prosa. Lo stupore maggiore coglie il visitatore negli ambienti interni. Lo scalone realizzato con marmi siciliani, giallo di Segesta e rosso di Castellamare, richiama le decorazioni proprie del gusto Liberty dell’epoca. Preziosi ed eleganti elementi, però, vennero ricoperti dagli intonaci durante le ristrutturazioni eseguite negli anni Cinquanta e Sessanta. Soltanto in parte sono stati rinvenuti e recuperati, grazie ai recenti restauri. Le vetrate con motivi floreali e le decorazioni decò sono molto graziose ed evocano atmosfere da Belle Èpoque.

An atmosphere of other times on Liberty stages Built between 1899 and 1903, the Teatro Biondo shows an eclectic architecture, albeit the late nineteenth-century is predominant, mainly in the symmetrical main façade. Its plant is similar to that of many other theaters. Greater astonishment will capture the visitor indoors. The grand staircase, made out of Sicilian marble - the red one from Segesta and the yellow from Castellammare - are

reminiscent of thedecorations of the Art Nouveau style of that time. Unfortunately, the refurbishments of the 1950s first, and that of 1960s, had covered with a coat of plaster some precious elements. Today, thanks to the recent renovations, part of them have been found and recovered. The stained glass with floral motifs and Art Deco decorations are beautiful and evoke the atmosphere of Belle Epoque.

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120 TEATRI E CONSERVATORI

Theaters and conservatories

Via Castrofilippo, 30

[ b4 ]

40 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

Teatro Garibaldi

La sala ottocentesca dell’eroe dei due mondi Costruito su iniziativa del maestro Pietro Cutrera, il teatro Garibaldi fu inaugurato nel 1862 alla presenza dello stesso “eroe dei due mondi“. Nel 1966 fu restaurato e modificato per essere concesso alla compagnia di prosa di Angelo Musco, che lo utilizzò fino al 1973, quando l’attività teatrale cessò e l’edificio fu abbandonato e saccheggiato di tutti i suoi arredi, compreso il sipario dipinto dal Bagnasco con “Garibaldi alla fontana Pretoria il 27 maggio 1860”. Ha sempre suscitato la curiosità degli artisti, da Wim Wenders, che vi ha girato scene del suo film “Palermo Shooting”, ad Emma Dante, Carlo Cecchi, Davide Enia, Peter Brook. Sede nel 2018 della biennale Manifesta, recenti lavori di restauro lo hanno recuperato.

The19th-century hall of the hero of the two worlds Built by the initiative of Master Pietro Cutrera, Garibaldi Theater was inaugurated in 1862 in the presence of the “hero of the two worlds”. It has been crossed by a thousand changes. In 1966 it was modified for the prose company of Angelo Musco, who used it until 1973, when the theatrical activity ceased and the building fell into a state of abandonment. It was looted of all its furnishings,

including the curtain painted by Bagnasco with “Garibaldi at the Pretoria Fountain on May 27, 1860”. Many artisits have always been curious about this theater including: Wim Wenders, who has shot some scenes from his “Palermo Shooting” film, Emma Dante, Carlo Cecchi, Davide Enia, Peter Brook. Restoration works have recovered it. 187


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121 TEATRI E CONSERVATORI

Theaters and conservatories LA BELLE éPOQUE E IL ’900

The Belle époque and the 1900s

PIAZZA VERDI sab/sat 5 ott. h.10-14 Dom/sun 6 ott. h.10-15 Ven/Fri 25 ott. h.10-16 sab/sat 26 ott. h.10-16 Dom/sun 27 ott. h.10-15

[ c3 ]

30 min.

TeaTro MassiMo PaLCosCeniCo

Dietro il sipario del tempio della lirica

Che effetto fa salire sul palco del Teatro Massimo, come i cantanti d’opera, e vedere il colpo d’occhio della magnifica sala? Che effetto fa svelare i segreti del palcoscenico tra le scenografie, gli attrezzi egli abiti di scena? Per provarlo, basterà partecipare a questa visita che “ribalta” il punto di vista tradizionale degli spettatori. E godere in modo inedito del fascino del Teatro Massimo, terzo per dimensioni dopo l’Opéra di Parigi e la Staatsoper di Vienna. Progettato da GiovanBattista Filippo Basile e realizzato fra il 1875 e il 1897, il teatro occupa 7.700 metri quadrati e sorge su un’area dove erano presenti diversi conventi. Secondo una diceria popolare, la notte si aggirerebbe ancora il fantasma di una monaca del monastero demolito.

Behind the curtain of the temple of opera How does it feel to “take the stage” of the Teatro Massimo, like the opera singers, and see the magnifi cence of the amphitheatre? How does it feel to have locked the secrets of the stage among the scenes, the tools and the costumes? To try it, you only have to experience this visit that “fl ips” the traditional point of view of the audience. You will enjoy, in a novel way, the charm of the Teatro Mas-

simo, the third largest theatre after the opera national of Paris and the Vienna state opera. Designed by the famous architect Giovan Battista filippo Basile, and built between 1875 and 1897, the three theatre extends over 7.700 square meters and is located on the site of an ancient religious complex of nuns, which was demolished to make way for the ambitious “Massimo” project.

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122 Chiese e conventi camposanti

Churches, convents and graveyards Palermo dal basso

Palermo from below

L’EREDITà ARABO NORMANNA

The Arab-Norman heritage

via Vittorio Emanuele, 472

[ c3 ]

30 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

Tesoro e Cripta della Cattedrale

I gioielli normanno-svevi e le illustri sepolture Nella Sacrestia dei canonici, in fondo alla navata destra, accanto alla cappella di santa Rosalia, è esposto il famoso tesoro della Cattedrale. Tra i pezzi più preziosi, piena di pietre incastonate, spicca la corona di Costanza di Aragona, prima moglie di Federico II, morta nel 1222 a Catania, dopo 13 anni di regno. Dal vano si accede alla cripta. Un tempo, due cunicoli la collegavano con l’interno della chiesa e forse sia con l’arcivescovado, che, tramite la via “coperta”, con Palazzo Reale. Realizzata all’epoca della riedificazione normanna della Cattedrale, la cripta è a due navate, con volte a crociera in calcarenite, sostenute da 14 colonne. Ospita le spoglie del suo fondatore, l’arcivescovo Gualtiero Offamilio, e altre 23 tombe di età paleocristiana, ellenistica, romana, bizantina.

The belly of the temple with the Empress’s crown In the sacristy of the canons, or new sacristy, on the right aisle, next to the Chapel of Santa Rosalia, there is the famous treasure of Cathedral. Among the most valuable pieces, full of stones, the crown of Constance of Aragon, first wife of Federico II, who died in 1222 in Catania after thirteen years of reign. The same compartment leads to the crypt. At one time, two tunnels connected it with the interior of

the Church, maybe even with the Archbishopric, and also, through the “covered” way, with the Palazzo Reale. Made at the time of the Norman construction of the Cathedral, the Tomb consists of two naves with cross vaults in limestone, supported by fourteen columns. It houses the remains of its founder, the Archbishop Gualtiero Offamilio, as well as 23 graves, some of the early Hellenistic, Roman, and Byzantine age.

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123 PALERMO DALL’ALTO

Palermo from above

Via Nunzio Nasi, 18

[ c4 ]

20 min.

VEN/Fri Sab/Sat h. 10-17.30

Torre di San Nicolò di Bari

Tra rintocchi di campane, il colpo d’occhio sulla città Una vista mozzafiato sul centro storico dall’alta torre di San Nicolò di Bari all’Albergheria, slanciata costruzione quadrangolare con i conci ben squadrati. Si tratta della trecentesca torre civica, fatta edificare dalla Universitas palermitana, l’allora municipalità, per difendere le mura del Cassaro. Venuta meno la funzione di controllo e protezione,si volle ingentilire il suo austero aspetto,inserendo eleganti bifore. Nel XVI secolo fu aggiunto anche un orologio che, assieme a quelli di Sant’Antonino Abate e di Santa Lucia al Borgo, batteva la “castiddana” per annunciare agli artigiani che era arrivata l’ora di chiudere bottega e avvertiva la popolazione, affinché nessuno girovagasse nelle strade senza il preventivo permesso delle autorità.

Among bells ringing, a glance at the city At the quarter of Albergheria, it is possible to enjoy a breathtaking view across the historic centre, from the high tower of San Nicolò of Bari, a slender quadrangular building with well-squared ashlars. It is the fourteenth-century civic tower, built by the University of Palermo, once the District Council, to defend the walls of the Cassaro. After becoming useless its function of control and protection, some

elegant mullioned windows were added and to beautify its austere appearances. In the 16th century, a clock was also added that, like those of Antonino Abate and St. Lucia al Borgo, ringed the “castiddana”. It served to announce the artisans that it was the time to close the shops and warn people, lest any man wondered in the streets without prior permission of the authorities. 192


124 VILLE E PALAZZI

Villas and palaces

Via Tommaso Natale, 80 DOM/Sun h. 9-12.30

Ven/Fri 4 Ott. h. 19 Visita e aperitivo in terrazza Contr./Fee: € 5

[ c1 ]

30 min.

Villa De Cordova

La dimora dove brindava la nobiltà palermitana È una delle residenze più imponenti della Piana dei Colli. La settecentesca Villa De Cordova è un tripudio di saloni affrescati, palme secolari, grandi terrazze e raffinate maioliche. Usata come set, la dimora del marchese Giovanni Brancaccio, dal ‘700 passò di mano in mano fino ad arrivare ai De Cordova, marchesi della Giostra, ad inizio ‘900. All’interno, un’enfilade di saloni, un tempo sede di feste e ricevimenti. Gli interni sono un trionfo di illusioni prospettiche, trompe l’oeil, stucchi, affreschi e pavimenti originali del ‘700. Dal gusto neoclassico del “Salone pompeiano”, a quello esotico del “Salone cinese” ai delicati ornati a stucco del “Salone azzurro” e del “Salone giallo”, ancora oggi conservati grazie a un attento e recente restauro. La villa è circondata da una grande corte di oltre mille metri quadrati con un suo raffinato giardino.

The house where Palermo aristocracy used to toast It is one of the most impressive residences in the Piana dei Colli. The 18th-century Villa De Cordova is a riot of frescoed parlours, centuries-old palm trees, large terraces and refined majolica tiles. Used as a set, from the 18th century, the residence of Marquis Giovanni Brancaccio had many owners before being bequeathed to De Cordova family, Marquis of the Giostra, in the early 1900s. Inside, an enfilade of salons for parties and

receptions. The interiors are a triumph of trompe l’oeil, stuccoes, frescoes and original 18th-century floors. From the neoclassical taste of the “Pompeian Salon”, to the exotic “Chinese Salon”, to the delicate stucco decorations of the “Blue Salon” and “Yellow Salon”, still preserved thanks to a careful and recent restoration. The Villa is surrounded by a large courtyard of over a thousand square metres with a refined garden.

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125 VILLE E PALAZZI

Villas and palaces Palermo dal basso

Palermo from below

[ a1 ]

Via Simone Gulì, 41

40 min.

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30

Villa Lanterna Gravina e Grotta dell’Acquasanta

Gli affreschi della Casina, le acque “miracolose” e la chiesetta

Affascinate dal golfo di Palermo, alcune famiglie aristocratiche vollero residenze lungo il litorale dell’Acquasanta. Nel 1774 il monastero di San Martino delle Scale cedette la chiesetta, diventata meta di pellegrinaggio, al barone Mariano Lanterna, che aggiunse una graziosa Casina di villeggiatura. Nel 1871 i fratelli sacerdoti Pandolfo acquistarono dagli eredi la sorgente d’acqua ritenuta miracolosa e l’area circostante, e avviarono uno stabilimento di bagni minerali. Affreschi tardo-settecenteschi nel salone principale e nella cappella, con l’altare rivolto verso il mare. Inglobata nell’area della villa è l’antica grotta, che nel 1022, custodiva un celebre affresco della Madonna. Detta “la Lourdes della Sicilia”, all’inizio del ‘900 fu chiusa e subì saccheggi.

The frescoes of the Casina, the miraculous water and the little church Fascinated by the Gulf of Palermo and the fishing village around the little church within the cave overlooking the sea, some noble families built beautiful mansions in Acquasanta. In 1774, the monastery of San Martino delle Scale sold the little Church - which had become a place of pilgrimage - and the surrounding land to Baron Mariano Lanterna, who added a lovely Casina as a holiday resort. In 1871, the

brothers and priests Pandolfo, after purchasing the Church, the source of the presumed “miraculous” water and the surrounding area from the heirs, opened a factory of mineral baths. Some late-18th-century frescos adorn the main hall and the chapel of the Villa, whose altar faces the sea. The Villa has incorporated the ancient cave, a holy place, which in 1022 treasured a famous fresco of the Madonna.

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126 VILLE E PALAZZI

Villas and palaces LA BELLE éPOQUE E IL ’900

The Belle époque and the 1900s

Via Emanuele Notarbartolo, 28 VEN/Fri, Sab/Sat, DOM/Sun h. 10-17.30 (Sab/Sat 19, 26 Ott. h. 10-17) Sab/Sat 19 e 26 Ott. h. 17.30 Visita teatralizzata Dramatized visit

[ c1 ]

30 min.

Villa Pottino

Il prezioso Liberty sopravvissuto al sacco di Palermo è l’ultimo scampolo Liberty di via Notarbartolo, salvato dal “sacco” degli anni Sessanta del secolo scorso. Villa Baucina-Pottino fu edificata nel 1915 su disegno dell’architetto Armò come abitazione dei principi di Baucina, poi acquistata dal marchese Pottino di Irosa. Vanta un’elegante facciata neorinascimentale, un parco con rari esemplari di ficus, magnifici affreschi e soffitti intarsiati a cassettoni. Fino a pochi anni fa, la residenza era ancora abitata da Maria Giaconia, prima di otto figli, segretaria dell’EIAR, l’Ente italiano per le audizioni radiofoniche, che aveva sposato nel ‘53 il marchese Gaetano Pottino, ingegnere collaudatore di aerei.

Paradise that survived the sack of Palermo It is the last remnant of Art Nouveau in Via Notarbartolo, survived the pernicious “Sack of Palermo” in the 1960s. Villa Baucina-Pottino was built in 1915, by the architect Armò, as the residence of Princes of Baucina, later purchased by the Marquis Pottino of Irosa. The villa boasts an elegant neo-renaissance façade and is spread over four floors that soar over the park dominated by

rare species of ficus. In the interior, visitors can admire also carved coffered ceilings and frescos. Until a few years ago, the residence was still inhabited by Maria Giaconia, the first of eight children, Secretary of the Italian Radio EIAR (Italian society for radio broadcast), who had married in ‘53 the Marquis Gaetano Pottino, an engineer test-pilot of planes.

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127 MUSEI E ARCHIVI

Museums and archives VILLE E PALAZZI

Villas and palaces LA BELLE éPOQUE E IL ’900

The Belle époque and the 1900s

Via della Libertà, 52 VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 9.30-18.30 (escl. SAB/Sat 5 Ott.)

[ c1 ]

30 min.

Villa Zito

Nella cornice neoclassica, tele dal Seicento a oggi Prende il nome da uno degli ultimi proprietari, il commerciante di agrumi Francesco Zito Scalici, che acquistò la villa nel 1909, ma le sue origini sono settecentesche. Nelle eleganti sale neoclassiche si dipana un articolato percorso museografico con le collezioni pittoriche e grafiche della Fondazione Sicilia, frutto del recupero dei beni artistici appartenenti all’ex Banco di Sicilia, del patrimonio dell’ex Cassa di Risparmio “Vittorio Emanuele” e di successive donazioni private. Visitare la mostra permanente è come viaggiare attraverso i secoli e passare in rassegna tanti stili artistici, dal Seicento ai giorni nostri con nomi che parlano da soli: Preti, Lojacono, Leto, Catti, De Maria Bergler, Sironi, De Pisis. Oltre alla pinacoteca, la Villa ospita spesso vari eventi culturali.

Journey into art from the seventeenth century to today Named after one of the last owners of the dwelling, the trader of citrus Francesco Zito Scalici, who bought the building in 1909, but its origins date back to the 18th century. A museum path unravels through the elegant neoclassical rooms, which spread over three floors. Here, you can admire the painting and graphic collections of the “Fondazione Sicilia”, a result gained over time by the recovery of the artistic heritage

belonging to the former Banco di Sicilia, the heritage of the former Cassa di Risparmio Vittorio Emanuele, as well as private donations. Visiting the permanent exhibition is like traveling through the centuries and many artistic styles, from the seventeenth century to the present day with names that speak for themselves such as Preti, Lojacono, Leto, Catti, De Maria Bergler, Sironi, and De Pisis. 197


128 VILLE E PALAZZI

Villas and palaces LA BELLE éPOQUE E IL ’900

The Belle époque and the 1900s

[ d2 ]

Viale Regina Margherita, 38

30 min.

VEN/Fri Sab/Sat h. 10-17.30 DOM/Sun h. 9-12.30

Villino Florio e giardino

Il tripudio del Liberty con intagli, torrette e fiori

La quintessenza del Liberty firmato da Ernesto Basile. Commissionato dalla famiglia Florio, il Villino all’Olivuzza, come viene chiamato, fu costruito tra il 1899 e il 1900.Esempio concreto di ciò che il celebre architetto intendeva per “progettazione integrale”: sintesi di elementi medievali, moderne linee curve, raffinati intagli floreali, superfici barocche, capriate nordiche, torrette che rimandano ai castelli francesi, colonnine romaniche e bugnati rinascimentali, miscelati in un capolavoro di originalità. Basile disegnò gli interni e il mobilio realizzato dai Ducrot nel 1902. Dopo la guerra, il Villino fu abbandonato, un incendio del 1962 distrusse saloni e camere. Acquisito dalla Regione, restaurato, ha riacquistato la sua bellezza, come il giardino circostante, quest’anno visitabile.

A treasure chest of Art Nouveau with carvings, towers, flowers It is the last Art Nouveau remnant in Via Notarbartolo, that was spared from the ‘sack’ of the 1960s. Commissioned by the Florio family, the Villino all’Olivuzza, as it is called, was built between 1899 and 1900. A concrete example of what the architect intended for “integrated design”: synthesis of medieval elements, modern curved lines, and refined baroque floral carvings, Baroque surfaces, Nordic roof trusses, towers

which are reminiscent of French castles, Romanesque pillars and Renaissance ashlaring, blended into a masterpiece of originality. Basile also designed the interiors and furniture made by Ducrot in 1902. After the war, the Villino was abandoned and then a fire in 1962 destroyed halls and rooms. Restored has regained its beauty, as well as the splendid surrounding garden. Today, it belongs to the Sicilian Region.

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Via Siracusa, 15

VILLE E PALAZZI

VEN/Fri 18, 25 ott. e 1 nov.

LA BELLE éPOQUE E IL ’900

h. 9-12.30

Villas and palaces The Belle époque and the 1900s

[ c1 ]

30 min.

Villino Ida

La costruzione di Basile dedicata alla moglie Il Villino fu fatto costruire da Ernesto Basile nel 1903 per l’adorata moglie Ida. Su tre elevazioni, in stile Liberty, è di color bianco candido, rotto da un rinforzo di pietre, e dal balcone con la ringhiera. Sul portone si legge il motto “Dispar et Unum” (Diverso e Unico), mensole in ferro battuto coprono le persiane verde scuro con bordi rossi. L’ingresso fa da passaggio coperto per salire all’abitazione o per scendere nello studio privato del Basile o, attraverso il cancello, per accedere al giardino interno con due fontane. Le pareti e i soffitti lignei hanno decori Liberty; sulla cornice della stanza degli ospiti corre l’immagine della lucertola in omaggio a Giacomo Serpotta. Basile ideò l’intero arredamento e persino i pomelli delle porte.

Basile’s construction dedicated to his wife The Villino was built by Ernesto Basile in 1903 for his beloved wife, Ida. In Art Nouveau style, on three levels, it is lily-white, interrupted by a stone reinforcement and a balcony with a railing. The motto above the main entrance reads “Dispar et Unum” (Different and Unique). Wrought-iron shelves are above the dark-green rededged shutters. The entrance is a covered passageway climbing

up to the house or descending to Basile’s private studio. The inner garden, with two fountains, is reached by going through the gate. The wooden walls and ceilings are embellished with Art Nouveau decorations. The image of a lizard – a tribute to Giacomo Serpotta – ‘runs’ along the moulding of the guest room. Basile designed all the furniture and even the doorknobs.

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1

itinerario contemporaneo Contemporary tour

Piazza Rivoluzione Via Schiavuzzo, 65

[ b4 ]

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 18 -22

Arèa

Nell’ex laboratorio di scarpe dove si creano le ceramiche Per accedere ad Arèa, lo spazio multidisciplinare ideato dallo scultore Giovanni Lo Verso, si attraversa il vecchio ingresso dell’Hotel Paradiso, vero frammento di un tempo cristallizzato: salendo una rampa di scale, ecco Arèa, luogo che un tempo accoglieva i laboratori artigianali per la lavorazione e vendita di calzature, antica proprietà di famiglia, e che adesso ospita mostre, incontri, dibattiti, laboratori. Giovanni Lo Verso propone corsi di modellazione della ceramica, che poi è possibile cuocere nel forno che si trova in sede. Luogo affacciato su piazza Rivoluzione, l’ex Fieravecchia cara ai palermitani, Arèa coniuga il passato e il presente della storia della città, aprendosi alla sperimentazione e proseguendo la tradizione.

In the former shoe workshop where ceramics are made To enter Arèa, the multidisciplinary space designed by the sculptor Giovanni Lo Verso, you need to go through the old entrance of the Hotel Paradiso, an authentic fragment of an unaltered past time. Climb a flight of stairs to reach Arèa, an old family property once home to craft workshops for processing and selling footwear, which today is a venue for exhibitions, meetings,

forums, and workshops. Giovanni Lo Verso gives pottery-making courses and offers you the chance to fire your artworks in the kiln of the studio. Overlooking Piazza Rivoluzione, the former Fieravecchia dear to the Palermitans, Arèa conflates the past and present of the city’s history by opening up to experimentation and continuing the tradition.

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2

itinerario contemporaneo Contemporary tour

Piazza XIII Vittime, 23

[ b3 ]

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 18 -22

Area archeologica

I ruderi della memoria in due sculture en plein air Due sculture contemporanee in un parco archeologico en plein air, per rileggere la storia della città: “Engramma- San Giorgio” con le opere di Daniele Franzella e Clemens Botho Goldbach, è curato da Alessandro Pinto e Stefano Vassallo, per il Verein Düsseldorf Palermo, in collaborazione con la Regione e la Soprintendenza, sotto il patrocinio del Comune e dell’Accademia di Belle Arti. Le opere interpretano i ruderi di memoria collettiva: Daniele Franzella presenta una scultura collocata in direzione della chiesa di San Giorgio, come una custodia che svelando appena la forma di una statua condensa i complessi passaggi storici dell’area. Clemens Botho Goldbach, attraverso l’uso di materiale edile, realizza una porta stampata sulle banconote da cento euro, presentandola come una rovina.

The ruins of memory in two sculptures en plein air Two contemporary sculptures in the open air in an archaeological park to reread the history of the city. “Engramma-San Giorgio” project – with the works by Daniele Franzella and Clemens Botho Goldbach – is curated by Alessandro Pinto and Stefano Vassallo for the Verein Düsseldorf Palermo in collaboration with the Region and the Superintendency under the patronage of the Municipality and the Academy

of Fine Arts. The works interpret the ruins of collective memory. Daniele Franzella presents a sculpture facing the church of St. George like a casing that, by revealing the shape of a statue, summarizes the complex historical passages of the area. Clemens Botho Goldbach has used building materials to make a replica of the city gate printed on the one hundred euro banknotes and displayed it as a ruin.

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3

itinerario contemporaneo Contemporary tour

Via Remo Sandron, 5

[ b1 ]

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 18 -22

Fabbriche Sandron Studio Pucci

La casa-studio e i galli nell’ex salotto dell’editore Lo casa-studio del pittore Nicola Pucci è un luogo di grande suggestione, che si trova al pianterreno di quello che un tempo era il salottino d’attesa dell’editore Decio Sandron, libraio-editore nella Sicilia borbonica, e di suo figlio Remo, rivoluzionario editore scolastico nel primo quarto del Novecento; la casa editrice funzionò fino al 1943. Qui Nicola Pucci vive e lavora, circondato dalla sue grandi tele dove la figurazione fortemente descrittiva è interrotta all’improvviso, mentre invenzione e straniamento prendono forma, e il gallo e la gallina che spesso sono oggetto dei ritratti, scorrazzano nelle stanze. Tra oggetti di famiglia, sculture, pitture sulle quali Nicola Pucci torna anche dopo molti anni, si respira un’atmosfera di quotidiana creatività.

The house-studio and the roosters in the former publisher’s living room The painter Nicola Pucci’s house-studio is a very suggestive place. On the ground floor, once it was the waiting room of Decio Sandron, a bookseller-publisher in the Bourbon Sicily, and of his son Remo, a revolutionary school publisher of the first quarter of the twentieth century. The publishing house was closed in 1943. Here, Nicola Pucci lives and works surrounded by his large canvases,

where the powerfully expressive figuration is interrupted suddenly, while creativity and alienation take shape. The rooster and hen, which are often the subject of his portraits, roam around the rooms. Among family objects, sculptures, and paintings – over which Nicola Pucci goes back even after many years – there is a breath of daily creativity.

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4

itinerario contemporaneo Contemporary tour

Via dei Calderai, 24

[ b4 ]

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 10-18

Officine Calderai

Metalli di design nella bottega dello stagnino Un’antica bottega nel cuore antico della città, nella strada storicamente dedicata alla lavorazione dei metalli: qui, quello che era lo spazio artigianale di Nino Ciminna, stagnino-maestro, venne chiuso alla sua morte. Adesso è stata riaperto da Martinelli Venezia Studio, ovvero gli architetti Carolina Martinelli e Vittorio Venezia, che si occupano di design indagando il rapporto tra la tradizione e il sapere locale, esponendo al Louvre a Parigi, al Maxxi di Roma, alla Triennale di Design a Milano. L’idea è di proporre oggetti metallici di giovani designer, nazionali e internazionali, prodotti dalle eccellenti maestranze che operano in via Calderai. Il progetto prevede a breve l’apertura di un museo della lavorazione dei metalli.

Design metals in the tinsmith workshop An old workshop in the ancient heart of the city on the street historically dedicated to metalworking. Here, the tinsmith-master Nino Ciminna’s artisanal space was closed after his death. Today, it has been reopened by Martinelli Venezia Studio, namely the architects Carolina Martinelli and Vittorio Venezia, who deal with design and investigate the

relationship between tradition and local knowledge. They exhibit at the Louvre in Paris, at the Maxxi in Rome, and the Triennale di Design in Milan. Their idea is to propose metal objects, by national and international young designers, made by the excellent artisans who work in Via Calderai. A metalworking museum is planned to be open shortly.

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5

itinerario contemporaneo Contemporary tour

Piazza Rivoluzione

[ b4 ]

VEN/Fri Sab/Sat DOM/Sun h. 18 -22

Spazio Rivoluzione

L’artista di denuncia che “ospita” i colleghi

A piazza Rivoluzione si trovano lo studio e lo spazio espositivo di Adalberto Abbate, che in questi anni, oltre al suo lavoro artistico, ha cercato di sostenere, da indipendente, artisti e mostre collettive. I due spazi, a poca distanza l’uno dall’altro, ospiteranno nel corso delle giornate di apertura, iniziative che si muoveranno sempre seguendo questo doppio binario. Sarà così possibile visitare una collettiva - le scelte sono sempre attente a uno sguardo internazionale e ad un contenuto di denuncia sociale o politica – e nello stesso tempo, scoprire lo studio dell’artista, dove saranno visibili i suoi lavori di scultura, pittura, fotografia, nel segno di un forte impegno di denuncia. Sul posto, sarà lo stesso Adalberto Abbate a raccontare i motivi-guida della sua ricerca.

The artist committed to social criticism who “hosts” his colleagues On Piazza Rivoluzione, there are the studio and the exhibition place of Adalberto Abbate. As an independent artist, he has recently tried to support artists and collective exhibitions, besides his artistic work. During the opening days, the two neighbouring places will host initiatives following this double track. Thus, you will have the chance to enjoy joint exhibitions

– the artistic choices are always focused on an international survey and committed to social or political criticism. At the same time, you can discover the artist’s studio, where his sculpture, painting, and photography works strongly committed to criticism are on display. On the spot, Adalberto Abbate himself will tell the guiding reasons of his research.

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ScoprI la BEllEZZa cHE tI aPParTiene

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1

Sab/Sat, DOM/Sun VISITE su prenotazione h. 10-17 (27 Ott e 1,2,3 Nov h. 10-16.30) Visits by appointment PALERMO DALL’ALTO

Palermo from above

[ d3 ]

Piazza Pietro Micca

45 min.

Contr./Fee € 5 (visita € 3,50 + trasporto) >>leviedeitesori.it

Aeroporto Boccadifalco secondo percorso

La torre di controllo e i due bunker militari

Un viaggio nel cuore dell’aeroporto di Boccadifalco, alla scoperta dei suoi luoghi più nascosti. Ed è un itinerario pieno di scoperte quello che porta verso la torre di controllo dove si osserva dall’alto la pista asfaltata lunga 1224 metri e dove è allestita una preziosa mostra documentaria che racconta la storia dell’aviazione civile e militare in Sicilia. Un aeroporto molto attivo come base aerea militare durante la Seconda Guerra mondiale, e ne sono testimonianza i due bunker –realizzati tra il 1940 e il 1943 - che possono essere visitati. Il primo, utilizzato anche come deposito munizioni, reca su una parete la scritta di un soldato americano, il secondo è stato riscoperto da poco. Questi rifugi militari completano virtualmente il percorso che parte da quelli, di uso civile, che si trovano sotto Palazzo delle Aquile e sotto la Biblioteca Bombace.

A control tower and two military bunkers A journey into the years of Boccadifalco airport, with a shuttle bus that allow you to visit the areas furthest from the main entrance. The tour across the green fields toward the control tower is full of discoveries. On top of it, you will observe the paved runway, which stretches for 1.224 meters. The tower also hosts a valuable documentary exhibition on the history of the airport and of civil and

military aviation in Sicily. During the Second World War, the airport was bustling as a military airbase, and the two bunkers, which can be visited, are the testimonies. On one of them, which was also used as a munitions depot, some phrases of an American soldier are still visible. Finally, do not miss to visit the extraordinary park of Villa Natoli, with its beautiful sprawling trees.

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Via Cavour, 131/a

Ven/Fri 11 h. 15-17.30 VISITE su prenotazione sab/Sat 12 e dom/Sun 13 h. 10-17.30 Visits by appointment LA BELLE éPOQUE E IL ’900

The Belle époque and the 1900s

[ b3 ]

30 min.

Contr./Fee € 3,50 >>leviedeitesori.it

Banca d’Italia

Marmi, vetrate, colonne nell’imponente edificio Liberty Il progetto della storica sede della Banca d’Italia, in via Cavour, fu affidato negli anni Venti a Salvatore Caronia Roberti, cresciuto nella scuola di Ernesto Basile. La costruzione dell’edificio iniziò nel 1925 e terminò cinque anni dopo. L’imponente struttura subì gravi danni, durante i bombardamenti della Seconda Guerra mondiale, e un incidente molto singolare. Un ordigno inesploso si incastrò nel solaio e il 22 marzo 1943 un’ancora, pesante diversi quintali, venne catapultata dal porto, a seguito dell’esplosione della nave “Volta”. Il palazzo fu recuperato e riaperto. La facciata si caratterizza per un possente bugnato, ma anche per colonne e capitelli, decorazioni a testa di leone e cornucopie. L’interno, in stile Liberty, è molto elegante. Presenta pregiati marmi e vetrate policrome, arredi delle officine Ducrot e numerose opere d’arte.

Marbles, windows, columns in a huge Liberty building The project of historic seat of the Bank of Italy, in Via Cavour, was commissioned in the 1920s to Salvatore Caronia Roberti, an apprentice of the studio of Ernesto Basile. The construction of the building began in 1925 and was completed five years later. The imposing structure was severely damaged during the bombings of World War II. On 22 March 1943 an anchor, weighing several tons, was catapulted from

the port, because of the explosion of an auxiliary ship “Volta” moored at a pier. However, the building was restored and re-opened. The façade is characterized by a solid ashlars masonry, as well as columns and capitals, lion heads and cornucopias as decorations. The elegant Art Nouveau interiors shows valuable marbles and multicoloured stained glass, Ducrot furnishing and numerous works of art.

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P AS

TIFICI O

Panificio Graziano Salvatore

Via del Granatiere Tel. 091 6254800 - 091.6251921 Tel. 091 347094 panificiograzianosalvatore@gmail.com pastificiograziano@gmail.com


3

Via Ambleri 52 (traversa di via Villagrazia)

SAB/Sat e DOM/Sun VISITE su prenotazione h. 10-17 Visits by appointment Palermo dal basso

Palermo from below

[ d4 ]

40 min.

Contr./Fee € 3,50 >>leviedeitesori.it

Camera dello Scirocco di Villa Naselli

Gli antichi cunicoli freschi dove i nobili facevano festa

I fasti di questo luogo sono tra i protagonisti dell’opera “Palermo restaurato”, scritta nel XVII secolo dallo storico e letterato Vincenzo Di Giovanni. È un ambiente affascinante e suggestivo, con una storia che parte dal Medioevo. La Camera, unica per dimensioni e ariosità, è costituita da un’ampia galleria e una sala, che sono sotterranee e attraversate da un canale d’acqua sorgiva. I contadini chiamavano questi cunicoli “’u toccu” (la torre del vento) e “’u passiaturi” (la galleria). Ancor oggi, gli stessi antichi cunicoli veicolano la circolazione dell’aria fresca e l’espulsione di quella calda, creando un clima ideale durante le giornate più calde. Ma questa Camera è famosa, nelle cronache palermitane, anche per le feste che si tenevano durante la stagione estiva, tra eleganti tappeti, profumo dei fiori e gorgoglio delle acque.

The cool underground passages for the enjoyment of the nobles The pomp of this place is among the protagonists of the work “Palermo restaurato” (Palermo Restored), written by historian and literate Vincenzo Di Giovanni in the seventeenth century. The sirocco room of Villa Naselli Agliata is a fascinating place full of atmosphere, with a story that starts from the Middle Ages. The room, unique in size and airiness, consists of a large gallery and a hall, underground and crossed

by a spring water channel. Farmers called these channels “u toccu” (the wind tower) and “u passiaturi” (the gallery). Even today, the same old tunnels carry the circulation of fresh air and the expulsion of the hot one, creating a cool climate during the hottest days. But in the chronicles of Palermo this room is also famous for the summer celebrations on elegant carpets, with the scent of flowers and the gurgling of the waters.

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4

Viale Duca degli Abruzzi , 1

VEN/Fri, SAB/Sat VISITE su prenotazione h. 10-17.30 Visits by appointment DOM/Sun h. 9-13 VILLE E PALAZZI

Villas and palaces

[ b1 ]

45 min.

Contr./Fee € 3,50 >>leviedeitesori.it

Casina Cinese

I marchingegni nascosti voluti dai Borbone Colma di volute, ghirigori, guglie, specchi e affreschi con scene popolate da leggiadre damine con gli occhi a mandorla. La Casina Cinese è frutto della passione per l’orientalismo che contagiò re Borbone Ferdinando IV, e soprattutto la regina Maria Carolina, in fuga da Napoli nel 1798. L’architetto Marvuglia costruì la casina in muratura, enfatizzando lo stile di un preesistente edificio in legno (la Villa delle Campanelle del barone della Scala), con pagode, scale a lumaca e decori orientali. Nel seminterrato si trova la sala da ballo. Al piano superiore la sala dei ricevimenti con la “tavola matematica”, un dispositivo che consente il saliscendi dei piatti dalle cucine sottostanti: un marchingegno in fase di restauro (anche con il contributo de Le Vie dei Tesori), con i famosi cunicoli (pressoché sconosciuti al pubblico) che collegano la villa alla cappella e alle ex cucine.

Alcoves and pagodas for the amusement of the Royals Looking at the Chinese Casina (building), so rich in references to the Celestial Empire, some tourists could wonder whether also the Chinese were among the rulers of Sicily. Actually, this building, with its bizarre shapes and furnishings, is the result of the passion for oriental taste that infected the king Ferdinando IV Borbone and the queen Maria Carolina fleeing from Naples in 1798. The architect

Giuseppe Marvuglia erected a stone building keeping the plant of a previous wooden one. And he added pagodas, spiral staircases, little bells in the railings and other exotic decorations. In the basement, the ballroom, on the top floor the ‘tavola matematica’ (mathematical table), a bizarre device with the function of a lift for the dishes coming from the kitchens underneath.

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5

Via Sant’Anna, 21

Sab/Sat VISITE su prenotazione DOM/Sun h. 9.30-13 / 15.30-17.30 Visits by appointment MUSEI E ARCHIVI

Museums and archives

[ b4 ]

30 min.

Contr./Fee € 3,50 >>leviedeitesori.it

Depositi della GAM

L’arte contemporanea nell’ex convento di Sant’Anna L’antico complesso monumentale di Sant’Anna alla Misericordia, nel cuore del centro storico, ospita dal 2006 la Galleria d’arte moderna intitolata al giurista e politico Empedocle Restivo. L’ex convento, museo di se stesso, con splendido chiostro, custodisce opere di grande valore. Ma il percorso espositivo “istituzionale” non comprende il suo intero patrimonio. I depositi si sono rivelati una ricca miniera. Costituiscono il volto in ombra, con opere inedite, escluse per motivi di spazio, ma che in questa occasione è possibile scoprire e ammirare. L’itinerario si snoda su due piani che accolgono capolavori di artisti celebri, tra i quali gli scultori Antonio Ugo, Domenico Trentacoste e Benedetto Civiletti, i pittori Francesco Lojacono, Michele Catti e Pippo Rizzo. Prima o dopo il percorso, un’occhiata all’ex chiostro dei frati è da non perdere.

Modern art in Saint Anne’s Convent The ancient historical complex of Sant’Anna alla Misericordia has hosted the Gallery of Modern Art, a museum in the heart of the ancient city, since 2006. The exhibition represents only the tip of the iceberg of Gam’s heritage. The warehouses are the shadow of the museum, but they are just as interesting as the museum: an indispensable source that contains the works excluded, often

for lack of available space, but is now fully accessible thanks to refurbishment. Two floors of masterpieces by renowned artists, including sculptors Antonio Ugo, Domenico Trentacoste and Benedetto Civiletti, and painters Francesco Lojacono, Michele Catti and Pippo Rizzo. And besides the exhibition, do not miss to visit the old cloister. 213


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Via Stazione San Lorenzo , 1

VEN/Fri (solo per le scuole) VISITE su prenotazione SAB/Sat e DOM/Sun h. 9-13 Visits by appointment I LUOGHI DELLA GIUSTIZIA

The places of justice

Contr./Fee € 3,50 >>leviedeitesori.it Coupon non disponibili all’ingresso

[ b1 ]

45 min. In parte

SULLE TRACCE DEGLI EBREI

On the tracks of the Jews

DIA - Villa Ahrens

La sede della DIA e l’ebreo innamorato della Sicilia Quando è stata inaugurata la nuova sede della Direzione Investigativa Antimafia, nel 2012, in tanti hanno scoperto questa villa pressoché sconosciuta: Villa Ahrens, a pochi passi dalla stazione ferroviaria di San Lorenzo, deve il suo nome ad Albert Ahrens, figura di ebreo tedesco che si innamorò di Palermo e fece fortuna producendo mobili, tessuti e commerciando in vini. Albert si innamorò di una nobildonna, Joanna Haenchenn, e la corteggiò fino a quando non ottenne un telegrafico “Ja”. La coppia ebbe otto figli, ma essere ebrei a inizio secolo non era facile: la villa e molti beni vennero svenduti e mai risarciti. La residenza, restaurata con cura, conserva ancora il suo fascino. Un tempo possedeva un giardino enorme, e qui sorse il primo campo da tennis di Palermo. La visita permetterà anche di conoscere l’attività della DIA.

The DIA headquarters and the Jew in love with Sicily When the new headquarters of the Anti-Mafia Investigative Unit was inaugurated in 2012, many people discovered the almost unknown Villa Ahrens, a few steps from the railway station of San Lorenzo. It owes its name to Albert Ahrens, a German Jew who fell in love with Palermo and made his fortune producing furniture, textiles and dealing in wines. Albert fell in love with a noblewoman, Joanna

Haenchenn, and courted her until he got a concise “Ja”. The couple had eight children, but being Jewish at the beginning of the century was not easy: the villa and many assets were sold off and never refunded. The residence was restored with care and still retains its charm. It used to have a huge garden where the first tennis court in Palermo was built. The visit will tell more about the work of the DIA. 215


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Via Cartari 18

DOM/Sun VISITE su prenotazione h. 10.45-17.30 Visits by appointment LA BELLE éPOQUE E IL ’900

The Belle époque and the 1900s

[ b4 ]

30 min.

Contr./Fee € 3,50 >>leviedeitesori.it

Grand Hotel Piazza Borsa

Le vestigia dell’antico convento dentro il nuovo albergo

Tante stratificazioni da scoprire visitando l’attuale albergo a piazza Borsa, o piazza Cassa di Risparmio, come viene pure chiamata. L’edificio, sui resti di un complesso religioso secentesco, fu realizzato tra il 1907 e il 1912, su progetto del celebre architetto Ernesto Basile, il maestro del Liberty. Era destinato a ospitare la Cassa Centrale di Risparmio per le Province siciliane “Vittorio Emanuele III”, proveniente dal Palazzo delle Finanze, l’antica Vicaria.Dopo alcuni decenni di attività, l’Istituto di credito chiuse battenti, la prestigiosa sede fu dismessa e chiusa per circa vent’anni. La rinascita quando il Palazzo è stato ceduto a una società alberghiera e ristrutturato. Ma all’interno si possono ancora trovare le tracce del convento secentesco dei padri Mercedari, tra le quali il bellissimo chiostro barocco.

The traces of the ancient convent inside the new hotel The Grand Hotel in Piazza Borsa, also known as Piazza Cassa di Risparmio, reveals many historical layers to discover. The building, on the site of a seventeenth-century religious complex, was built between 1907 and 1912 and designed by the great master of Art Nouveau, the architect Ernesto Basile. It was intended to host the Cassa Centrale di Risparmio for the Sicilian Provinces, “Vittorio

Emauele III”, moving from the Palazzo delle Finanze, the old Vicaria. After several decades of activity, the Instituto di credito closed, and its prestigious seat was no longer used for about twenty years. The building relived when it was sold to a hotel company, which refurbished it leaving the traces of the seventeenth-century convent of the Ordine dei Mercedari, as well as the beautiful Baroque cloister.

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Piazza SS. Quaranta Martiri al Casalotto

VEN/Fri 4 e 18 ott. VISITE su prenotazione Sab/Sat 5 e 19 ott. DOM/Sun 6 e 20 ott. Visits by appointment SULLE TRACCE DEGLI EBREI

On the tracks of the Jews

[ c4 ]

20 min.

h. 10-17.30 Contr./Fee € 3,50 >>leviedeitesori.it

Palermo dal basso

Palermo from below

Miqveh

Il bagno rituale dell’antico quartiere ebraico Il quartiere brulicava di commerci e di artigianato. C’era la sinagoga gremita per le celebrazioni del sabato. C’era il macello che trattava le carni secondo le rigorose prescrizioni. E c’erano i bagni rituali, utilizzati dalle donne per il solenne atto di purificazione dopo le gravidanze e il ciclo mestruale. Dell’antico rione degli ebrei, cacciati via dalla Sicilia nel 1492, come da tutto il Regno di Spagna, sono rimaste alcune tracce architettoniche importanti e anche testimonianze nella toponomastica di taluni vicoli del centro storico. Il bagno rituale – il Miqveh - è stato rintracciato qui, nell’atrio di Palazzo Marchesi, a un passo dalla centrale via Maqueda. Per anni, questo luogo era stato indagato e interpretato dagli studiosi come sito di sepoltura, ma successive ricerche hanno convinto gli esperti a identificarlo certamente come Miqveh.

The ritual baths of the old Jewish district The district was full of businesses and craftsmen. There was the overcrowded Synagogue for Saturday celebrations, the butcher who handled the meat according to old Jewish rules, and there were the ritual baths, used by women during purification rituals after childbirth and menstrual cycle. Of the ancient Jewish quarter, which was driven out of Sicily in 1492 and from

all over the Kingdom of Spain, there are ancient alleys and some important traces. The ritual bath – The Miqveh – has been retraced to here, in the atrium of Palazzo Marchesi. For many years, it was thought to be a burial place, but later on its position and the fact that its bottom was always wet from the River Kemonia, convinced experts to identify it as surely a Miqveh. 217


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Via Giuseppe Garibaldi, 41

VEN/Fri h. 10-12 (solo per scuole) VISITE su prenotazione SAB/Sat e DOM/Sun h. 10-12 Visits by appointment MUSEI E ARCHIVI

Museums and archives

[ b4 ]

60 min.

Contr./Fee € 3,50 >>leviedeitesori.it

Museo di Anice Tutone

Ecco dove nacque l’acqua e zammù

Per scoprire l’origine dell’acqua e zammù bisogna tornare alla Fieravecchia, oggi piazza Rivoluzione. Tutto è partito da qui, dove nel 1813 l’azienda Tutone, nel laboratorio della propria drogheria, cominciò a produrre anice e impiantò un chiosco per la vendita della nuova bibita, che riscosse subito molto successo soprattutto tra i nobili che frequentavano il vicino Teatro Santa Cecilia. L’uso di mescolare l’acqua con l’anice risalirebbe al periodo della dominazione araba, ma la ricetta del distillato “anice unico” è un segreto custodito in cassaforte da sette generazioni della famiglia Tutone. Questa e altre curiosità possono essere soddisfatte visitando il “Museo dinamico Tutone”, all’interno del Palazzo Ajutamicristo, frutto di un’idea del giovane Ugo Riccardo Tutone per non disperdere la tradizione che riguarda il gusto e la moda della prima metà dell’Ottocento.

This is how water and zammù (anise) originated In order to discover the origin of water and “zammù”, it is necessary to go back to Fieravecchia, today Revolution Square. In 1813 the Tutone company began to produce anise and placed a kiosk at the exit of the Santa Cecilia theater to sell the extraordinary drink to the nobles when leaving the theater. The use of mixing water with anise was deeply rooted in the era of Arab domination, but the ancient

“single aniseed” distillate recipe is a secret maintained by seven-generations by the Tutone family. This and other curiosities can be seen by visiting the “Tutone’s Dynamic Museum”, inside the Palazzo Ajutamicristo. It is a brainchild of the young Ugo Riccardo Tutone, interested in maintaining the tradition about the taste and fashion of the first half of the nineteenth century.


Regolamento: presentando alla shop Morettino Coffee Experience di via Gaetano Daita, 30 a Palermo il biglietto de "Le Vie dei Tesori 2019" si riceverà uno sconto del 25%, a fronte di una spesa a minima di 40€. Il valore dello sconto sarà applicato sul listino base delle selezioni di caffè artigianale Morettino e delle macchine e/o altri prodotti accessori, eccetto la linea di cialde e macchine Espresso al Quadrato. Il buono spesa a non è cumulabile con altre attività promozionali in corso. Durata: dal 4 ottobre aI 3 novembre 2019.


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sAb/sat 5, 12 Ott. Visite su prenotAzione h. 10-13 Visits by appointment MUSEI E ARCHIVI

Museums and archives

[ D1 ]

VIa ENzO bIaGI 3/5

3 h.

cONTR./fee € 3,50 >>leviedeitesori.it

MUseo MoreTTino

Il giardino, la fabbrica, il Museo. Un lungo viaggio nel caffè Un’immersione nella storia e nella cultura del caffè. La visita è condotta da Arturo Morettino, che guiderà lungo un percorso unico alla scoperta della fabbrica-museo. Si parte dai giardini della storica torrefazione, dove è possibile osservare la piccola piantagione di caffè, e si entra nella torrefazione dove si potrà visitare lo stabilimento produttivo e seguire il racconto di tutte le fasi di lavorazione e tostatura. Si giunge, infine, al Museo del Caffè, primo esempio di questo genere in Italia, che espone oltre mille pezzi raccolti dalla famiglia Morettino in giro per il mondo nel corso di 50 anni. Spolpatrici, macinini, tostatrici, storiche macchine espresso, strumenti per l’estrazione del caffè: una collezione unica al mondo che va dal 1600 ai giorni nostri. La visita prevede anche la degustazione guidata di blend e singole origini preparate in espresso.

The garden, the factory, the museum: a journey around the coffee Showcase preserving coff ee grinders and coff ee roaster machines, espresso machines and naïve paintings to tell the story of a drink that is engrained in sicilian culture. The Morettino coff ee Museum consists of a large private collection inside the Morettino company in the san Lorenzo ai Colli quarter. Over a thousand coff ee processing tools from all parts of the world and dating back to diff erent ages. a

treasure trove of the family, where Angelo and, later, Arturo, Alberto and Alessandro Morettino infused all their passion, gathering objects of great historical and cultural value. Among the most curious pieces: a Turkish 17th century coff ee grinder and the Toselli’s locomotive-like coff ee-maker. The museum also shows a bartender’s corner with espresso machines coming from old Italian cafés.

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Discesa Tonnara 4/b

VEN/Fri h. 10-14 VISITE su prenotazione SAB/Sat, DOM/Sun h. 10-17.30 Visits by appointment VILLE E PALAZZI

Villas and palaces

[ a1 ]

30 min.

Contr./Fee € 3,50 >>leviedeitesori.it

LA BELLE éPOQUE E IL ’900

The Belle époque and the 1900s

Palazzina dei Quattro Pizzi all’Arenella - Casa Florio

Le fastose decorazioni che incantarono la zarina

Il complesso della tonnara, nel borgo marinaro dell’Arenella, fu acquistato nel 1830 da Vincenzo Florio, che commissionò all’amico architetto Carlo Giachery la trasformazione dell’antica struttura destinata alla pesca in residenza. Nacquero così i “Quattro Pizzi”, una palazzina in stile neogotico, caratterizzato da quattro guglie che lo sovrastano. L’impianto ripropone gli stilemi delle architetture gotiche inglesi. Molto suggestivi gli interni, con una fastosa decorazione cromatica e uno straordinario mobilio con intagli che sembrano ricami in legno. Lo zar di Russia Nicola I, assieme alla zarina Alessandra e alla figlia, in visita a Casa Florio nel 1845, rimase talmente affascinato da tanto splendore da voler riprodurre una sala identica a quella della torre nella residenza imperiale di San Pietroburgo che chiamò addirittura “Rinella”.

The magnificent decorations that enchanted Tzarina The Tonnara of Arenella (tuna fishing complex) was purchased in 1830 by Vincenzo Florio, who commissioned his architect Carlo Giachery to transform the old structure into a mansion. The Palazzina dei Quattro Pizzi is a neogothic quadrangular building characterized by four towers that overlook it. The structure replicates the styles of the British Gothic architecture. The interiors with a magnificent chromatic deco-

ration are very impressive as well as the extraordinary furniture made of special embellished wood. The Tsar of Russia Nicola I, together with the Czarina Alexandra and their daughter, visited Casa Florio in 1845. They were so fascinated by such splendor that they wanted to reproduce, in their Imperial Residence in St. Petersburg, a replica of that room of the tower, which they even called “Rinella”.

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Via Bara All’Olivella 2

VEN/Fri, Sab/Sat, DOM/Sun VISITE su prenotazione h. 9.30 -18.30 (escl. Sab/Sat 5 Ott) Visits by appointment MUSEI E ARCHIVI

Museums and archives

[ b3 ]

45 min.

Contr./Fee € 3,50 >>leviedeitesori.it

VILLE E PALAZZI

Villas and palaces

Palazzo Branciforte

Da Monte dei pegni a Museo restaurato da Gae Aulenti Costruito alla fine del 1500, Palazzo Branciforte ha una storia strettamente legata alla vita di Palermo. Nel 1801 divenne sede del “Monte della Pietà per la Pignorazione” e fu destinato ad accogliere la sezione dei beni non preziosi. Denominato “Monte di Santa Rosalia” in onore della patrona della città, l’edificio subì gravi danni nel 1848, a causa di un incendio, e in seguito, durante la Seconda Guerra mondiale, per i bombardamenti aerei. Nonostante tutto, fu recuperato e continuò a ospitare l’attività di credito su pegno sino agli anni Ottanta del secolo scorso. Venne poi acquisito dal Banco di Sicilia e nel 2005 diventò proprietà della Fondazione Banco di Sicilia che, grazie a un magnifico e originale progetto di restauro firmato dalla celebre Gae Aulenti, ne ha fatto un centro culturale polivalente.

From the Mount of Piety to the restoration by Gae Aulenti Built at the end of the 1500, Palazzo Branciforte has a history closely tied to life in Palermo. In 1801, the palace became the headquarters for “Monte della Pietà per la Pignorazione” (Mount of Piety for Repossession) and a part of it was destined to the section of non-precious goods. Named “Monte di Santa Rosalia” in honor of the patron of the city. In 1848, a severe fire, and afterwards during the Second World War, aerial

bombing caused extensive damages to the building. Nevertheless, it was restored and continued to host the pawnshop activities until the beginning of the 1980s. The Banco di Sicilia then acquired it. In 2005, it became a property of the Fondazione Banco di Sicilia, which turned it into a multipurpose cultural centre, thanks to the magnificent and original restoration project signed by Gae Aulenti.

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[ b4 ]

Via Merlo 2

DOM/Sun 6 ott. VISITE su prenotazione DOM/Sun 3 nov. h. 10-12.30 Visits by appointment VILLE E PALAZZI

Villas and palaces

40 min.

Contr./Fee € 3,50 >>leviedeitesori.it

Palazzo Mirto

Tra collezioni e segreti della nobiltà palermitana Per quattro secoli è stato dimora della famiglia Filangeri, il cui arrivo in Sicilia si fa risalire al periodo normanno. Il titolo di Mirto venne attribuito al casato attraverso Giuseppe Filangeri De Spuches, nominato nel 1643 “primo principe di Mirto”, feudo messinese. Nel 1982, l’ultima erede, Maria Concetta Lanza Filangeri, donò il Palazzo alla Regione siciliana. Oggi l’edificio, più volte rimaneggiato, è diventato un museo di se stesso, delizioso per i suoi saloni affrescati e arredati con sfarzo e gusto originale che danno l’idea di come viveva la nobiltà nei secoli scorsi. Custodisce carrozze, porcellane, orologi, arazzi. Al primo piano una vera rarità: il particolarissimo organo di Beyer – un organo a cilindro del XIX secolo, costruito dal viennese Anton Beyer, “meccanico di corte” del Regno delle due Sicilie, considerato un po’ l’antenato del juke box.

Collections and Secrets of the nobility of Palermo Located between Via Merlo and Via Lungarini, Palazzo Mirto shows us the daily habits of the Palermo aristocracy. For four centuries , it was the residence of the Filangeri family, whose arrival in Sicily dates back to the Norman period. The title of Mirto is attributed to the house through Giuseppe Filangeri De Spuches, named in 1643 “first prince of Mirto”, a feud in Messina. In 1982, the last heir Maria

Concetta Lanza Filangeri gave the palace to the Sicilian Region. It is a Museum with collections such as the “Martorana Genuardi” carriages, porcelain, clocks and tapestries. Among the frescoes hall, a delightful 19th century lounge, which has been restored thanks to Le Vie dei Tesori. The Diana lounge is nestled in a swivel niche, where the statue of Apollo hides a secret passage.

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Via Cavour , 6

Sab/Sat, 12, Dom/Sun 13 VISITE su prenotazione h. 10-17.30 Visits by appointment LA BELLE éPOQUE E IL ’900

The Belle époque and the 1900s

Contr./Fee € 3,50 >>leviedeitesori.it Coupon non disponibili all’ingresso

[ b3 ]

45 min. In parte

Prefettura Villa Whitaker

Gotica e veneziana, la villa degli inglesi Tra Sette e Ottocento diverse famiglie inglesi scelsero di trasferirsi in Sicilia: affari e clima salubre erano un binomio perfetto. Tra questi Benjamin Ingham, che giunse a Palermo nel 1806, a 22 anni, dal natio Yorkshire. Commerciante e ricco imprenditore del Marsala prima, di sete e agrumi poi, richiamò dall’Inghilterra i figli della sorella, William e Joseph Whitaker. Quest’ultimo, intelligente e pieno di inventiva, ereditò i beni dello zio e fondò la dinastia: dal matrimonio con la messinese Sophia Sanderson nacquero tre figli maschi. Uno di loro, Joshua “Joss”, si stabilì proprio in questa villa in stile gotico veneziano, progettata dall’architetto di fiducia dei Whitaker, Henry Christian. La costruzione della Villa era iniziata nel 1884, usando marmi di diverse cromie. Un tempo era immersa in un grandissimo parco. Oggi è sede della Prefettura di Palermo.

The English villa: Gothic and in Venetian style Between the eighteen and nineteenth centuries, several English families move to Sicily: business and healthy climate were the perfect match. Benjamin Ingham, who came to Palermo in 1806, at the age of 22, was among them: a trader and rich entrepreneur of Marsala wine first, of silks and citrus fruits then, he also recalled his sister’s sons, William and Joseph Whitaker. Joseph, clever and

imaginative, inherited his uncle’s property and founded the dynasty: three sons were born from his marriage with Sophia Sanderson. One of them, Joshua “Joss”, settled precisely in this villa in Venetian Gothic style, designed by Whitaker’s trustworthy architect Henry Christian. The construction of the Villa, plunged into a huge park, started in 1884. Today it is the seat of the Prefecture of Palermo. 225


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Stradella Riserva Reale, 8

Dom/Sun h. 10-17.30 VISITE su prenotazione SAB/Sat 12 ott. h. 10-17.30 Visits by appointment Palermo dal basso

Palermo from below

[ d3 ]

20 min.

Contr./Fee € 3,50 >>leviedeitesori.it

Sorgenti del Gabriele

Il “tempio dell’acqua” sfruttato dagli Arabi

Un piacevole senso di frescura e il gorgoglio dell’acqua accolgono il visitatore che raggiunge le sorgenti naturali ai piedi della “conigliera”, oggi gestite dall’Amap. Un luogo dall’atmosfera suggestiva, un antico “tempio dell’acqua”, che ancor ora rifornisce l’acquedotto palermitano. Nei preziosi quaderni del marchese di Villabianca, si fa risalire il nome “Gabriele” alla parola araba “Al Garbal”, che significa grotta irrigante, segno che le sorgenti erano conosciute già nel X secolo. Oltre che per usi domestici, l’acqua era impiegata dalla popolazione per alimentare il funzionamento dei mulini. Geologicamente il sito è costituito da quattro sorgenti da contatto,nelle quali l’acqua sgorga tra le rocce per naturale deflusso. L’alimentazione della falda proviene dal massiccio Sagana-Monte Cuccio.

The “temple of water” exploited by the Arabs A pleasant sense of freshness and the gurgle of the water welcome the visitor who reaches the natural springs at the foot of the “la conigliera”, now managed by the AMAP (municipal Waterworks). It is an ancient temple of water with an evocative atmosphere, which still today supplies the aqueduct of Palermo. According to the precious notebooks of the Marquise of Villabianca, the origins of the name “Gabriel”

goes back to the Arabic word “Al Garbal” that means “water-flowing cave”, a testimony that the sources were already known in the 10th century. In addition, to domestic use, water was used to power their mills. Geologically speaking, the site consists of four springs, where the water flowers through the rocks for the run-off. The power of the water comes from the Sagana-Montecuccio massif.

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VISITE su prenotazione Visits by appointment LA BELLE éPOQUE E IL ’900

The Belle époque and the 1900s

[ b1 ]

Via della Libertà , 72 Sab/Sat, 26 h. 10-13.20 Dom/Sun 27 Ott. h. 14-17.20

45 min.

Contr./Fee € 3,50 >>leviedeitesori.it Coupon non disponibili all’ingresso

Villa Pajno

Affreschi, maioliche e stemmi. Qui abita il Prefetto Nel 1877 via Libertà venne prolungata tagliando a metà un terreno di vaste dimensioni noto come Fondo Vico. Qui nel 1883 fu costruita la villa di proprietà del barone Giuseppe Pajno di Luccoveni, fedelissimo del re, fervente monarchico, che si rivolse a un architetto eclettico che andava per la maggiore, Francesco Naselli Flores. Mezzo secolo dopo, nel 1930, la dimora venne messa all’asta e passò nel patrimonio del barone Stefano Chiarelli La Lomia. Nel 1947 fu acquisita dalla Regione per destinarla ad alloggio privato del prefetto di Palermo. La visita permetterà di scoprire questo gioiello di solito non aperto al pubblico, circondato da un vasto e curato giardino. Gli interni custodiscono volte dipinte, pavimenti in maiolica, dipinti preziosi. Ricorrente nelle cornici delle porte e nei soffitti lignei lo stemma di casa Pajno: una lucertola e tre conchiglie.

Frescoes, majolica and coats of arms: the Prefect lives here In 1877 via Libertà was extended by cutting in half a large area, known as Fondo Vico. Here, in 1883, a villa owned by baron Giuseppe Pajno di Luccoveni was built. He was a faithful follower of the king and turned to an eclectic architect who was very popular at the time, Francesco Naselli Flores. Half a century later, in 1930, the elegant residence was put up for auction and became part of the assets of

baron Stefano Chiarelli La Lomia, who left it by will to the Municipal Authority for Assistance of Alcamo. In 1947 it was acquired by the Region to be used for private housing by the Prefect of Palermo. The visit will show this jewel usually not open to the public. The interiors preserve painted vaults, majolica floors, precious paintings and the Pajno coat of arms: a lizard and three shells.

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Piazza Virgilio

VEN/Fri 4,11,18,25 Ott. VISITE su prenotazione h. 9-16 Visits by appointment VILLE E PALAZZI

[ c2 ]

30 min.

Contr./Fee € 3,50 >>leviedeitesori.it

Villas and palaces LA BELLE éPOQUE E IL ’900

The Belle époque and the 1900s

Villino Favaloro CANTIERE DI RESTAURO

Con il caschetto alla scoperta del gioiello di Basile

Con caschetti di sicurezza, per partecipare ad una visita per pochissimi all’elegante Villino Favaloro, costruito nel 1889 da Giovan Battista Filippo Basile, su cui è incorso un imponente restauro. Il Villino, che segna il passaggio dall’eclettismo ottocentesco al Modernismo del ‘900, fu completato da Ernesto Basile nel 1914, a ridosso della Grande Guerra: l’architetto inserì una torretta che si affaccia su via Dante e un giardino d’inverno in ferro e vetro con motivi Liberty. L’interno mantiene intatte alcune decorazioni a fresco e l’elegante biblioteca rivestita in legno. Meraviglie che si potranno scoprire nella visita accompagnata dagli stessi restauratori per un progetto guidato dal Cricd, il Centro regionale Inventario, Catalogazione e Documentazione della Regione Siciliana.

With the helmet to the discovery of the jewel of Basile With the safety helmets, a visit for very few to the elegant Villino Favaloro, built in 1889 by Giovan Battista Filippo Basile, and now being restored. The Villino, which marks the passage from nineteenth-century eclecticism to modernism, was completed by Ernesto Basile in 1914: the architect inserted a turret on via Dante and an iron and glass winter garden with Liberty motifs. The interior keeps some fresco

decorations intact and the elegant library covered in wood. Wonders that will be discovered during the visit guided by the restorers. The Villino will become the seat of the Museum of Photography named after Enzo Sellerio. On this occasion, some novel photographs and videos of the Regional Inventory, Cataloging and Documentation Centre of the Sicilian Region will be shown.

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esperienze I LUOGHI DELLA GIUSTIZIA

The places of justice

Via Enrico Albanese, 3

[ b1 ]

50 min.

Sab/Sat DOM/Sun h. 8.45-10.45 Contr./Fee € 5 >>leviedeitesori.it

Ucciardone

Dietro le mura del carcere ottocentesco Nell’immaginario collettivo è il carcere dei boss, il “Grand Hotel Ucciardone” dove i padrini in vestaglia di seta venivano serviti e riveriti. Ma in realtà il carcere più antico di Palermo – progettato dai Borboni come struttura “panottica”, a raggiera, e completata nel 1834 dopo alcune modifiche al progetto originario - ha cambiato volto. Dietro le sue sbarre c’è un mondo fatto di speranza, creatività e arte, che si divide tra laboratori artigianali del legno, della pasta, un orto curato con cura e tanto altro. Questo penitenziario, che è stato luogo dell’epopea mafiosa, dal caffè avvelenato di Gaspare Pisciotta alle aragoste e champagne con cui i boss brindavano ai delitti eccellenti, oggi è un istituto che brulica di attività imprenditoriali, artistiche, sociali. Ecco quindi un tour straordinario attraverso i padiglioni e i cortili.

Behind the walls of the 19th-century prison To most people, it is the prison of mafia bosses, labelled as the “Grand Hotel Ucciardone” where the Godfathers, in a silk robe, were treated like kings. However, this Bourbon panoptic-plan fortress is the oldest prison in Palermo, completed after some remodelling in 1834, which changed its face. Behind its bars there is a world of hope, creativity and art. This penitentiary, which was the site of

the Mafia epic, from the poised coffee for Gaspare Pisciotta to the lobsters and champagne with which the bosses toasted hideous killings, is now an institution engaged in artistic, social and entrepreneurial activities. So, here is an extraordinary tour through the old cells, courtyards and gardens. The prison consist of eight arms and is divided into nine section.

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esperienze L’ARTE DEI PUPI

The craft of the puppets

[ b3 ]

Via Bara all’Olivella, 95 Ven/Fri, h. 15, 16 Sab/Sat, DOM/Sun h. 11, 12, 15, 16 (escl. Ven/Fri. 25, Sab/Sat 26 e Dom/Sun. 27 Ott.) Contr./Fee € 5 >>leviedeitesori.it

30 min.

Figli d’arte Cuticchio laboratorio e teatro

Il laboratorio delle meraviglie del re dei pupari

Il re dei pupari, il poeta del cunto, l’uomo che ha portato nel mondo la tradizione dell’Opera dei Pupi, diventata Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Mimmo Cuticchio è una miniera di memorie e di vita. In questa occasione si potrà entrare nel cuore del laboratorio e del teatro di via Bara all’Olivella, con la guida sua o di altri componenti di questa straordinaria famiglia di artisti. Nel laboratorio dove Angelica, Medoro, Orlando, Rinaldo, Bradamante e tanti altri meravigliosi pupi sono appesi uno accanto all’altro, si assisterà a una performance che mostrerà i segreti del movimento dei pupi. La visita proseguirà nel teatrino di fronte che Cuticchio aprì nel 1973, proseguendo pervicacemente una tradizione da molti considerata ormai morta, in un centro storico ancora abbandonato e assediato dalle macchine. Una scelta artistica e di impegno civile.

The workshop of wonders of the king of puppet-masters. The king of puppet-masters, the poet of tales, the man who brought the tradition of Puppet Opera, which became a Unesco World heritage site, throughout the world. Mimmo Cuticchio is a mine of memories and life. On this occasion, it will be possible to enter the heart of the workshop and theatre of via Bara dell’Olivella, with his guide or that of another member of his extraordinary family of artists. In the

workshop where Angelica, Medoro, Orlando, Rinaldo, Bradamante and many other puppets are hanging one next to the other, there will be a little performance showing the secrets of the puppet movement. The visit will continue in the puppet theatre just opposite that Cuticchio opened in 1973 obstinately keeping up a tradition many considered to be dead in an old town centre still neglected.

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esperienze GIARDINI

Gardens

Via Lincoln, 2 Sab/Sat 12 Ott, 2 Nov h. 20, 21

[ a4 ]

50 min.

Contr./Fee € 5 >>leviedeitesori.it

Orto Botanico

Tra ficus e orchidee alla luce della luna Dieci ettari di estensione, una storia bicentenaria. La visita in notturna all’Orto Botanico, con guide d’eccezione e una torcia, è un’esperienza indimenticabile. Voluto in epoca borbonica, è il più antico giardino scientifico d’Europa e ospita la flora di tutti i continenti con eccezionali esemplari. All’Orto si deve gran parte dell’innovazione agricola nei nostri campi con l’introduzione del mandarino, del nespolo del Giappone, del loto, con le prime sperimentazioni di piante utili: cotone, soia, banano. Originariamente situato nel baluardo di Porta Carini al Capo, si trasferì nell’attuale sede della Vigna del Gallo nel 1786. La costruzione degli edifici - Gymnasium, Tepidarium e Calidarium - del francese Leon Dufourny, fu terminata nel 1795. Da pochi mesi l’ingresso è un’opera d’arte con l’installazione dei due artisti californiani Fallen Fruit.

Between ficus and orchids in the moonlight Its extension of ten hectares and bicentenary history acquire a different flavour at night. Any rustling, every whisper, every shadow seems to come from a distant world where one must enter on tiptoe. The night visit to the Botanical Garden is an experience that can hardly be forgotten: it’s the oldest scientific garden in Europe and can be visited with outstanding guides who allow you to discover

every tree species. Laid in the Bourbon era, it hosts the flora of all the continents with extraordinary specimens. Most of the agricultural innovation in our fields comes from it. The introduction of tangerine, loquat and lotus and the first testing with beneficial plants: cotton, soy, banana. Originally located in the bulwark of Porta Carini al Capo, it was moved to the Vigna del Gallo in 1786.

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esperienze L’ARTE DEI PUPI

The craft of the puppets

Via Barbaraci, 9

[ c3 ]

45 min.

Sab/Sat DOM/Sun h. 10, 11, 12 Contr./Fee € 5 >>leviedeitesori.it

Salvatore Bumbello

I segreti dei pupi siciliani nel cuore del Papireto

Per scoprire i segreti dei pupi siciliani bisogna venire tra i vicoli del Papireto. Qui l’arte di costruire i paladini è una questione di famiglia: ve lo spiegherà Salvatore Bumbello, classe 1977, fondatore della compagnia Opera dei Pupi Brigliadoro, ma soprattutto artigiano nella sua bottega-laboratorio. È figlio di Luciano Bumbello, che fu allievo di Francesco Sclafani, dal 1950 al 1995 collaboratore e aiutante delle famiglie storiche di pupari di Palermo tra cui i Cuticchio e i Mancuso. Dal padre Bumbello impara l’arte della costruzione dei pupi, e nel 1995, alla sua morte, prende le redini dell’attività. Nel minuscolo laboratorio del Papireto c’è una folla epica, composta da tante teste di legno in corso di lavorazione, appena intagliate e pronte a essere dipinte.

The secrets of Sicilian Puppets in the heart of the Papireto To discover the secrets of Sicilian puppets, one has to come among the alleys of the Papireto. Here the skill to build paladin puppets is a family matter: Salvatore Bumbello, born in 1977, founder of the Opera dei Pupi Brigliadori group, will explain it to you, but above all he is a craftsman in his workshop. Bumbello learned the art of building puppets from his father, and in 1995, at his death, he took

over the business at the age of 17. In the tiny laboratory of Papireto there is an epic crowd, made up of many wooden heads that are being worked on, just carved and ready to be painted. A journey to discover the puppets, to see how they are built, how they work and how they move. And then a taste of the Puppet Opera, when creatures magically come to life and come on stage!

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esperienze Palermo dal basso

Palermo from below

Fondo Micciulla, 25 SAB/Sat 5, 19, Ott. dom/Sun 6, 20 ott. h. 10-17

[ d3 ]

50 min.

Contr./Fee € 11 >>leviedeitesori.it

Qanat

Gli acquedotti sotterranei della geniale ingegneria araba Mille anni fa Palermo era tra le metropoli più affollate d’Europa, ma l’acqua non mancava mai grazie ai qanat, acquedotti sotterranei che captavano le sorgenti che abbondavano nella “Conca d’Oro” e trasportavano l’acqua attraverso gallerie con una pendenza minima: i pozzi, nel centro urbano, potevano pescare a una profondità notevolmente inferiore rispetto a quella in cui si trovava il livello della falda, quindi con più facilità e un minore dispendio di energia. Alcuni qanat scorrevano nelle vicinanze, o al di sotto delle dimore della nobiltà che, proprio per la presenza di acqua corrente, potevano godere di un abbassamento termico che dava ristoro nelle lunghe giornate estive. Sarà possibile visitare il qanat del cosiddetto Gesuitico Alto, realizzato nel XVI secolo da Gerardo Alliata, cavaliere di Malta.

The underground aqueduct invented by the Arabs A thousand years ago, Palermo was one of the most crowded cities in Europe. However, no one could say it was short of water, thanks to the qanat. Underground acqueducts that received sources from areas of the Conca D’Oro and carried water through slightly inclined tunnels: the wells, in the urban center, allowed for fishing in a considerably lower depth than that in which

is found at the level of the incline, and therefore easily and with less energy consumption. Some qanat flowed at or below the mansions of the nobility who, due to the presence of running water, could enjoy lower temperatures, which gave relief on long summer days. You can visit the qanat Gesuitico alto, built in 16th century by Gerardo Alliata, Knight of Malta.

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esperienze I BUONI ESEMPI

The good examples

Piazza Danisinni, 27 Sab/Sat 12 Ott h. 16 DOM/Sun 13, 27 Ott, 3 Nov h. 11

[ d3 ]

60 min.

Contr./Fee € 5 >>leviedeitesori.it

Danisinni Tour nel quartiere e museo

Il quartiere sul letto del Papireto rinato con i suoi abitanti

Entrare a Danisinni vuol dire vivere un’esperienza straordinaria perché il quartiere depresso (anche in senso geografico, sorge su un tratto del letto del fiume Papireto) è rinato nel segno della comunità, grazie all’opera instancabile di fra’ Mauro, francescano che ha innescato il cambiamento, e dell’Accademia di Belle Arti mediante il progetto Rambla Papireto di Valentina Console ed Enzo Patti. Ecco quindi la “fattoria sociale” con gli animali da cortile, Danisinni Circus dentro un tendone colorato, le esperienze di teatro di comunità con il Teatro Massimo e i pranzi sociali la domenica su un unico tavolo affacciato sugli orti. Dal progetto “Rambla Papireto” è nato oggi il Museo Sociale Danisinni. Sarà possibile durante il percorso partecipare a un laboratorio artistico con il maestro Enzo Patti e visitare la mostra fotografica di Rossella Puccio nella cripta ipogea.

The area on the bed of Papireto reborn with its inhabitants Entering Danisinni means enjoying an extraordinary experience as this depressed area (also in a geographical sense, as it’s located on a stretch of the bed of the river Papireto) has reborn in the name of the community thanks to the tireless work of Fra’Mauro, a Franciscan, who triggered the change, and of many others who work with the locals. The social farm in a small green plot of land among the buildings;

the Circ’Opificio inside a colourful tent; the experiences of community theatre with the Teatro Massimo, the social Sunday lunches overlooking the vegetable gardens. The guided tour will allow you to discover this regeneration. For a few months Danisinni has also had a social museum, a natural evolution of the Rambla Papireto project which has promoted urban and social development actions.

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esperienze I BUONI ESEMPI

The good examples

Piazza Danisinni, 27 Sab/Sat 26 Ott, 2 Nov h. 16

[ d3 ]

60 min.

Contr./Fee € 10 >>leviedeitesori.it

Danisinni Teatro in strada

Un’Antigone collettiva che va casa per casa Il museo, i vicoli e la cripta diventeranno palcoscenico urbano per “l’Antigone casa per casa”, progetto del laboratorio di relazione e di comunità di DanisinniLab, voluto dal Museo Sociale Danisinni. Con la regia del direttore Gigi Borruso, si svolgeranno interventi teatrali in strada. Le allieve e gli allievi di DanisinniLab interpreteranno estratti dell’A ntigone di Sofocle su un palcoscenico urbano che si muoverà in strada e nello spazio tra il museo e la cripta ipogea della Parrocchia Sant’Agnese, oltre che nelle case degli abitanti del quartiere Danisinni. Dove fino a questo momento quasi nessuno aveva mai frequentato un teatro o assistito a un concerto, gli stessi cittadini diventano attori e pubblico nello stesso tempo.

Antigone going home by home The museum, the alleys and the crypt will become an urban stage for “Antigone casa per casa”, a project of the DanisinniLab relationship and community laboratory. Managed by the director Gigi Borruso, it will be performing in the street. The students of DanisinniLab will play some excerpts from Sophocles’ Antigone on an urban stage that will move in the street

and in the space between the museum and the crypt of the Parish of Sant’Agnese as well as in the homes of the inhabitants of the Danisinni district, where until now almost nobody had attended a theatre or a concert. Today, however, the citizens themselves become actors and audience at the same time. Waiting for their next theatrical commitment, “Cinderella”, with the Teatro Massimo. 239


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esperienze TOUR

[ a3 ]

Piazza Capitaneria di Porto, 5 VEN/Fri h. 15, 18 SAB/Sat e DOM/Sun h. 11-18 Partenza dalla Cala

120 min.

Contr./Fee € 25 >>leviedeitesori.it

Tour su Lisca bianca

Sulla barca a vela leggendaria per scoprire Palermo dal mare Scoprire Palermo da una visuale insolita: dal mare sulla quale la città è adagiata. È l’opportunità offerta da un tour in barca a vela che si svolge su un’imbarcazione quasi leggendaria per Palermo: “Lisca Bianca”, a bordo della quale la famiglia Albeggiani compì negli anni ’70 un giro attorno al mondo. Dimenticata e abbandonata per molti anni, Lisca Bianca è stata recuperata nell’ambito di un progetto sociale con i giovani del Malaspina. In oltre due ore di navigazione si potrà vedere lo skyline della città verso le borgate marinare dell’Acquasanta e dell’Arenella o quello del centro storico, della Cala, di Sant’Erasmo (a decidere in che direzione si potrà andare sarà lo skipper sulla base del vento). Il costo del tour è comprensivo del tesseramento come socio sostenitore di Lisca Bianca e contribuisce a promuovere le attività di vela solidale.

On the legendary sailboat to discover Palermo from the sea Discovering Palermo from an unusual view: the sea. It’s the opportunity offered by a sailing boat tour that takes place in a historic and almost legendary boat: Lisca Bianca. Forgotten and abandoned for many years, Lisca Bianca has recently been recovered as part of a social project with the young people of the Malaspina and has returned to sail the sea. In over two hours of navigation, it will be possible to

see the skyline of the city towards the sea villages of Acquasanta and Arenella, or the one of the old town of Cala, of Sant’Erasmo (the skipper will decide which direction to go depending on the strength of the wind). An opportunity no to be missed. The cost of the tour is inclusive of the membership as a supporting member of Lisca Bianca and helps to promote solidarity sailing activities.

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esperienze TOUR

Viale del Fante, 64 Sab/Sat DOM/Sun h. 10-17.30 Contr./Fee € 20 >>leviedeitesori.it

[ b1 ]

40 min.

20 sul cavallo

Età minima 9 anni

Tour a cavallo

Nel maneggio storico da cui passò pure Garibaldi Prima la visita alle scuderie settecentesche del principe Carlo Cottone (dove si fermò anche Garibaldi dopo lo sbarco dei Mille a Marsala) ad ammirare i puledri nei box, poi un tour a cavallo di una ventina di minuti in compagnia di un istruttore esperto. È quanto offre questa esperienza in collaborazione con il Club ippico siciliano (Cis), fondato nel 1972. Il primo circolo privato di Palermo con un campo di cinquemila metri quadrati. Il luogo è all’interno del parco di Villa Castelnuovo, il polmone verde che prende il nome dal principe che nella seconda metà del XVIII secolo realizzò ai Colli la sua dimora estiva, circondata da un parco di dodici ettari. Oggi quest’area è divisa tra il Teatro di Verdura (fondato pure dal principe) e l’Istituto agrario Castelnuovo, all’interno del quale si trova il maneggio storico. Età minima per partecipare: 9 anni.

In the historic stables where also Garibaldi came First the visit to the eighteen-century stables of prince Carlo Cottone (where also Garibaldi stopped after the landing of the Mille in Marsala), then a horseback tour of about twenty minutes in the company of an expert instructor among the scents of the citrus orchard. This is what this experience offers in collaboration with the Sicilian Horse Club (Cis) founded in 1972 by Salvino Caputo, who still manages it

with his son Francesco. It’s the first private circle in Palermo with a field of five thousand square metres, the largest in the province. The place is really special, inside the park of Villa Castelnuovo, that takes its name from Gaetano Cottone and Morso, prince of Castelnuovo, who had built his summer residence surrounded by a park of twelve hectares with olive and citrus orchards.

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VIA SIRACUSA 1-3 PALERMO TEL. 091.341380 LUNEDI APERTI

bahhos gentleman club

baffho’s-gentleman club


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esperienze PALERMO DALL’ALTO

Palermo from above

Viale Regina Elena, 51 SAB/Sat e DOM/Sun h. 10-15 Il volo non si svolgerà in condizioni meteo sfavorevoli

[ b1 ]

20 min.

Contr./Fee € 45 >>leviedeitesori.it

Volo in parapendio

Volare come un’aquila sul mare di Mondello

Planare sul golfo di Mondello come un uccello, godendo del silenzio e della maestosità di un paesaggio unico. Scendere lentamente dai cinquecento metri sino alla spiaggia. In una parola volare. È questa l’opportunità che offre Andrea Castellana, maestro nel parapendio, con il Fly Winch, esperienza più unica che rara in Italia. In sintesi, ci si accomoda ben bene in un seggiolino dotato di tutte le norme di sicurezza e - in accoppiata con il pilota-maestro - ci si libra in aria grazie a un verricello trainato da un motoscafo. Giunti all’altezza prevista, 500 metri, ci si stacca e si comincia la dolce discesa verso terra. Nel Fly Winch si gode del vantaggio di non lanciarsi nel vuoto, come nel parapendio tradizionale, ma di decollare e atterrare morbidamente dalla spiaggia di Mondello.

Flying like an eagle on the sea of Mondello Gliding on the Gulf of Mondello like a bird, enjoying the silence of a unique landscape. Descending slowly from an altitude of 500 metres to the beach. This is the opportunity that Le Vie dei Tesori offers thanks to the ability of Andrea Castellana, a master in paragliding. The Fly Winch is one in a million experience. One sits properly in a seat equipped with all the safety standards and soars in the air to-

gether with the master-pilot, thanks to a winch pulled by a motorboat. Once the height of 500 metres has been reached, one moves away and the gentle descent begins. Flight in general can be considered among the most relaxing activities to be experienced: here you can enjoy the advantage of not jumping into the void, but of taking off from the beach of Mondello and landing softly there too.

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esperienze PALERMO DALL’ALTO

Palermo from above

Piazza Pietro Micca, 15 VEN/Fri, SAB/Sat , DOM/Sun h. 10-15.30 Il volo non si svolgerà in condizioni meteo sfavorevoli Contr./Fee € 25 >>leviedeitesori.it

[ d3 ]

25 min.

Volo in Piper

Scoprire la città dall’alto come il primo pioniere alato Palermo dall’alto, come il primo pilota che la sorvolò. La città potrà essere ammirata a bordo di Piper quadriposto in partenza dall’Aero Club Palermo di Boccadifalco, intitolato al comandante Beppe Albanese, che legò il suo nome al mitico Giro aereo internazionale di Sicilia. Venti minuti tra decollo, volo e atterraggio, con un massimo di tre passeggeri per ogni velivolo, condotto da piloti di grande esperienza, sulla rotta del primo volo compiuto dal pioniere Clemente Ravetto. Così come quest’ultimo - pilota piemontese di origine formatosi in Francia e poi stabilitosi a Palermo - il primo maggio 1910 accendeva il motore del suo velivolo Voisin, prendeva velocità e si alzava verso il cielo, realizzando il primo volo del Sud Italia, analogamente i passeggeri avranno la possibilità di vivere la stessa emozione.

The city from above like the first winged pioneer Palermo from the air, like the first pilot who flew over the city. On the occasion of Le Vie Dei Tesori, the visitor will have the chance to admire the city on board a fourseat Piper aircraft from the Aero Club Palermo of Boccadifalco. A twenty-minute flight – from take-off to landing – with highly experienced professional pilots, for a maximum of three passengers for each aircraft. It will be the replica of the first

flight over the town, the pioneering feat performed by Clemente Ravetto. In May 1910, he started up the engine of his aircraft Voisin and went up into the sky, performing the very first flight ever made in Southern Italy. In the same way, passengers will have the opportunity to experience similar emotions. At the end of the flight, they will be awarded the “First flight”, a little souvenir of their adventure.

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esperienze VILLE E PALAZZI

Villas and palaces LA BELLE éPOQUE E IL ’900

The Belle époque and the 1900s

Via Dante Alighieri, 167 Con Stefania Blandeburgo e Pietro Massaro Da un testo di Piero Longo Ven/Fri 11 Ott. h.16-20 Sab/Sat 12 Ott. h.10-18 Sab/Sat 26 Ott. h. 10-14 Contr./Fee € 7 >>leviedeitesori.it

[ d1 ]

40 min.

VILLA MALFITANO WHITAKER

Visita teatralizzata

Negli appartamenti privati in compagnia dei Whitaker Durante la visita agli appartamenti privati della famiglia, quelli al primo piano dove si trovano i loro ricordi più cari, incontrerete lo storico inglese Kaleigh Treveylan che racconterà la storia di Joseph Whitaker junior, per gli amici Pip, il padrone di casa a Villa Malfitano. O conoscerete la figlia di Pip, Cordelia Stella Georgette Whitaker, detta Delia, che fino all’ultimo mantenne il rito del tè alle cinque del pomeriggio in guanti bianchi e le celebrazioni in onore del compleanno della Regina d’Inghilterra. Qui, tra le migliaia di volumi della biblioteca e gli oggetti preziosi come il ritratto dell’adorato meticcio Tuffytoo (sepolto in giardino con tanto di lapide) della pittrice giapponese Kiyohara Otama, racconteranno la loro storia, ricca di straordinari ospiti: come Richard Wagner e il kaiser Guglielmo II.

A dramatized tour through the private apartments While visiting the Whitakers’ private apartments on the first floor – where their most cherished memories are – you will have the chance to ‘meet’ the English historian Raleigh Trevelyan. He will tell you the life history of Joseph Whitaker junior, called Pip by his friends, the landlord of Villa Malfitano. Or you will ‘meet’ Pip’s daughter, Cordelia Stella Georgette Whitaker, called Delia, who kept up until her death

the five-o’clock tea ritual in white gloves, and the celebrations for Queen of England’s birthday. Among thousands of books in the library and precious objects, such as Japanese painter Kiyohara Otama’s portrait of her beloved cross-breed dog Tuffytoo – buried in the garden under a tombstone – they will tell their history full of extraordinary guests like Richard Wagner and Kaiser Wilhelm II.

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Visite con DegustAzione Visits witH tastinG Una visita davvero speciale. Che unisce la scoperta dei tesori con la degustazione delle eccellenze enogastronomiche della Sicilia. In tre tesori di Palermo, alle 19, quando la folla si dirada, una visita esclusiva condotta da un ospite d’onore e una degustazione di vini Planeta guidata da un enologo. In palazzi, abbazie, ville, esperienze da vivere e da gustare.

PLANETA E I tESorI 1. Hangar dell’aeroporto di boccadifalco

Nel cuore della storia dell’aviazione è degli aeroporti più antichi d’Italia. Progettato nel 1925, inaugurato nel 1931 con l’atterraggio del primo velivolo su terra battuta, segnò il tramonto del trasporto su dirigibile. nell’hangar storico, in mezzo a decine di piccoli aerei protagonisti di grandi imprese, prima la visita guidata e poi la degustazione di vini Planeta, guidata da un esperto. PIAZZA PIETRo MICCA Sab/Sat 12 Ott. h. 19 Contr./Fee: € 7 2h.

2. Palazzo Zingone-Trabia

La dimora nobiliare risorta dopo il degrado attorno al XVI secolo sorsero a palermo molti edifi ci per accogliere le famiglie nobiliari dei grossi proprietari terrieri: uno di questi è Palazzo Zingone-Trabia. Dopo un periodo di abbandono, è tornato allo splendore originario. Prima la visita guidata, poi la degustazione di vini Planeta guidata da un esperto. VIa LINcOLN, 47 Sab/Sat 19 Ott. h. 19 Contr./Fee: € 7 2h.

3. Oratorio di San Lorenzo

Un brindisi tra gli stucchi questo è il capolavoro di Giacomo serpotta ma è anche il luogo dove, proprio cinquant’anni fa, avvenne il clamoroso furto della natività di Caravaggio. oggi la nicchia, rimasta a lungo vuota, ospita un “clone” altamente tecnologico. Prima la visita guidata, poi la degustazione di vini Planeta guidata da un esperto. VIa IMMacOLaTELLa, 5 Sab/Sat 26 Ott. h. 19 Contr./Fee: € 7 2h 247


Aperitivi e cene 1. Aperitivo con vista a Palazzo Asmundo

Aperitivo tra gli affreschi con vista sulla Cattedrale Alabarde, armi da fuoco, maioliche del XVIII secolo, ceramiche dell’Ottocento, cartoline e stampe d’epoca, perfino carrozze. C’è questo, e molto di più, nella splendida residenza di Palazzo Asmundo, dal cui balcone sembra di toccare la Cattedrale. Prima la visita, poi una degustazione di prodotti tipici siciliani proprio nella sala affacciata sulla Cattedrale. Via Pietro Novelli, 3 Tutti i venerdì h. 19 Contr./Fee: € 12

♿ Parzialmente accessibile (presente una pedana mobile per sedie a rotelle)

2. Cena da principi a Palazzo Asmundo

Una cena da aristocratici nel palazzo nobiliare Una cena da principi per sole quaranta persone a Palazzo Asmundo, nel salone da cui sembra di poter toccare la Cattedrale con una mano. Tovaglie di pregio, candelabri, stoviglie di porcellana e un menu ispirato agli antichi pranzi nobiliari, quando nelle cucine delle famiglie aristocratiche governavano i monsù, i cuochi francesi. Via Pietro Novelli, 3 Tutti i Sabati h. 21 Contr./Fee: € 40

♿ Parzialmente accessibile (presente una pedana mobile per sedie a rotelle)

3. Brunch e visita a Villa Whitaker

Il lusso di un brunch all’inglese nella dimora dei Whitaker Cosa è più affascinante di un brunch, nei salotti o nel giardino d’inverno di una nobile famiglia di origine inglese? Ecco allora un’esperienza per rivivere il fasto della Belle Epoque, quando la villa era meta di tutta l’alta società europea. Un’unica occasione per farlo, e solo per ottanta persone. E prima, a gruppi di quaranta, una visita esclusiva negli appartamenti privati della villa. Via Dante, 167 Sab/Sat 19 Ott. h. 11 Contr./Fee: € 35

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4. La birra dei monaci a San Martino delle Scale

Tra i chiostri dei monaci ad assaggiare la loro birra In questo splendido luogo trecentesco, che comprende sia la Basilica abbaziale che il monastero benedettino, una comunità monastica vive operosamente. La visita, nel silenzio dei chiostri, è un’esperienza da non perdere. Tanto più se si accompagna alla degustazione delle due birre – bionda e scura - prodotte dagli stessi monaci, con assaggi di formaggio e di cassata. Piazza Platani, San Martino delle Scale Tutti i Sabati h. 11.30 e 16.30 (Escl. Sab, 5 Ott. h. 11.30) Contr./Fee: € 10 ♿

5. Un brindisi a Villa De Cordova

Aperitivo nella bellezza per soli trenta ospiti Una visita d’eccezione per sole trenta persone e un cocktail offerto dai proprietari, in una delle residenze più imponenti della Piana dei Colli. Un tripudio di saloni affrescati, palme secolari, grandi terrazze e raffinate maioliche, più volte usata come set cinematografico. Via Tommaso Natale, 80 Ven. 4 Ott. h. 19 Contr./Fee: € 5 ♿ / 248


visite teatralizzate DRAMATIZED VISITS A cura e con Pietro Massaro e Stefania Blandeburgo nel ricordo di Irene Abbate Verità e finzione si mescolano in un percorso che va dal Seicento all’Ottocento. Sette storie raccontate da altrettanti personaggi che appaiono in chiese, palazzi, ville, come creature risvegliate dal passato, con brevi monologhi in lingua siciliana, frutto di una puntigliosa ricerca fra le pagine degli annali della città di Palermo attingendo dal Mongitore, Palmerino, Marchese di Villabianca. La Storia si racconta attraverso la voce di chi l’ha vissuta. Visita guidata e teatralizzazione Prenotazioni >> leviedeitesori.it (se restano posti, coupon all’ingresso)

Palazzo Comitini

Il nobiluomo turco scampato alla guerra corsara Un nobiluomo turco appare a Palazzo Comitini a raccontare con il suo idioma - sintesi di lingue mediterranee - l’eccidio dei suoi compagni della flotta del sultano trucidati dai palermitani e il prezzo del suo riscatto. Una pagina della guerra corsara che per secoli imperversò tra una sponda e l’altra del Mediterraneo. Con Pietro Massaro Dom. 27 Ott. alle 17.30 - 30m. Contributo: € 5

Chiesa del SS. Salvatore

Il povero per mestiere che vive di elemosine Un povero (o una povera) appare nella sontuosa chiesa del Santissimo Salvatore a raccontare la sua condizione di mendicante per mestiere nella città sontuosa e stracciona. Un mondo complesso e insieme rigidamente strutturato, quello che racconta, tra le confraternite delle parrocchie, le tasse sulla morte e l’intricata regia dei funerali di un tempo. Con Stefania Blandeburgo/Pietro Massaro Dom. 6, 20, 27 Ott. alle 18 - 30m. Contributo: € 5

Convento di Sant’Antonino Ex Mulino

Il tavernaro vittima dell’oste lombardo L’oste della taverna di Sant’Antonino, vittima della concorrenza del lombardo Girolamo Bassanelli immigrato a Palermo, appare nel convento del quartiere raccontando la sua vicenda personale e intrecciandola a quella di alluvioni, terremoti, feste, usi e cibi di Palermo. Con Pietro Massaro Sab. 26 Ott. e 2 Nov. alle 17.30 - 30m. Contributo: € 5 250


Cripta delle Repentite Villa Pottino

La cortigiana protetta dal vicerè Colonna Nella minuscola cripta del convento delle Repentite (ree-pentite), le prostitute convertite alla vita monastica, o tra gli splendori di Villa Pottino, appare la cortigiana protetta dal vicerè Colonna. È lei a raccontare gli editti e i bandi contro le donne come lei (per vestirsi da donne honeste dovevamo pagare una tassa al convento) ma anche a descrivere avvenimenti come l’annuale “corsa delle bagasce”, la cui vincitrice si aggiudica un premio. Con Stefania Blandeburgo Cripta delle Repentite - Sab. 5 Ott. e 2 Nov. - Dom. 3 Nov. alle 17.30 Villa Pottino - Sab. 19 e Sab. 26 Ott. alle 17.30 - 30m. Contributo: € 5

Palazzo di Città

Il giovane poeta per disgrazia ricevuta Minicu, figlio di argentiere, sopravvissuto al terremoto del 28 marzo del 1783, poeta per disgrazia ricevuta, ridotto a scrivere versi d’amore nonostante le delusioni della vita. È lui ad apparire a Palazzo di Città, raccontando la propria vita. Con Pietro Massaro Sab. 12 Ott. alle 17.30 - 30m. Contributo: € 5

Oratorio dell’Immacolatella

La vecchia levatrice nella casa dei nobili La vecchia levatrice Melina racconta la nascita di Giovan Pietro nel 1576, padre del cardinale Giulio Mazzarino. Lei, custode di una sapienza essenziale un tempo appannaggio solo delle donne, è il punto di incontro tra il mondo degli umili e quello dei potenti. Con Stefania Blandeburgo/Pietro Massaro Dom. 6 Ott., Dom. 20 Ott. e Dom. 3 Nov. alle 17.30 30m. Contributo: € 5

Villa Malfitano Whitaker

(da un testo di Piero Longo) Negli appartamenti privati in compagnia dei Whitaker Durante la visita agli appartamenti privati della famiglia, quelli al primo piano dove si trovano i loro ricordi più cari, incontrerete lo storico inglese Kaleigh Teveylan (Pietro Massaro) che racconterà la storia di Joseph Whitaker junior, per gli amici Pip, il padrone di casa a Villa Malfitano. O conoscerete la figlia Cordelia Stella Georgette Whitaker, detta Delia (Stefania Blandeburgo) che fino all’ultimo mantenne il rito del tè alle cinque del pomeriggio in guanti bianchi e le celebrazioni in onore del compleanno della Regina d’Inghilterra. Con Stefania Blandeburgo e Pietro Massaro Ven. 11 Ott. dalle 16 alle 20, Sab. 12 dalle 10 alle 18, Sab. 26 dalle 10 alle 14 40m. Contributo: € 7 251


Via Alloro, 4

Mostre

da lun. a ven. Mon. to Fri . h. 9-19

30 min.

Contr./Fee €6 >>leviedeitesori.it

Capolavori Perduti Palazzo Abatellis

Caravaggio e i suoi fratelli. I cloni di sette opere perdute È la mostra di sette capolavori, tra cui un Van Gogh e un Vermeer, rubati o perduti per i più diversi motivi e clonati dagli artisti-scienziati di Factum Art, quelli che quattro anni fa lasciarono tutti a bocca aperta creando un “gemello” della Natività di Caravaggio, trafugata dall’Oratorio di San Lorenzo a Palermo e oggi nella top ten delle opere d’arte più ricercate al mondo, anche dall’Fbi. Non una copia, ma un clone, realizzato con sofisticate tecnologie digitali. La Natività scomparve la notte del 17 ottobre 1969, esattamente mezzo secolo fa, e da allora è stata cercata invano, anche in base alle dichiarazioni di diversi pentiti di mafia. E proprio in occasione del cinquantenario viene promossa questa affascinante mostra, che espone altri sette capolavori clonati, su cui Sky ha realizzato altrettanti documentari.

Caravaggio and his brothers: the clones of seven lost works It is the exhibition of seven masterpieces, among which Van Gogh and Vermeer, stolen or lost and cloned by the artists of Factum Art. Four years ago they left everybody gaping creating a twin of the Nativity of Caravaggio stolen from the Oratorio of San Lorenzo in Palermo which is in the top ten of the most sought-after works of art in the world, even by the FBI. It is not a copy, but a

clone, made with sophisticated digital technologies. The Nativity disappeared on the night of 17th October 1969, exactly half a century ago, and since then it has been sought for, also on the basis of the statements of several repentant mafia criminals. This fascinating exhibition showing the clones of other seven masterpieces is promoted on the occasion of that anniversary.

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Via Lincoln, 47

30 min.

Sab/Sat, Dom/Sun h. 10-17.30

Mostra inserita nella visita al palazzo

look up! Palazzo Zingone Trabia

I tesori guardati con il naso all’insù

L’azzurro del cielo incastonato tra le sommità dei palazzi dei Quattro Canti, il blu cobalto che fende lo Spasimo di Palermo, i “petali” del soffitto del Teatro Massimo, la vorticosa prospettiva della scala delle Poste Centrali. Look up! È l’invito perentorio a tornare “con il naso all’insù” contenuto nei 24 scatti di Salvo Gravano, per capire quante cose ci siamo persi e quante continuiamo a perderci con uno sguardo distratto da schermi perennemente accesi. Nelle accoglienti sale di Palazzo Zingone Trabia, saranno esposte le fotografie di questo interprete appassionato, che colgono soffitti naturali e artificiali, volte di chiese, gallerie, palazzi di una Sicilia custodita e non solo, in un viaggio da Milano a Parigi, da Monaco a Barcellona. Una nuova prospettiva sulla realtà, con uno sguardo perfettamente verticale, accompagnata dai testi di Salvatore Rizzo.

Look up, looking up at the treasures The blue sky nestled among the tops of the buildings of the Quattro Canti, the cobalt blue piercing the Spasimo of Palermo, the ‘petals’ of the ceiling of the Teatro Massimo, the spiral staircase of the Central Post Office. Let’s look up! It is the compelling invitation to return to look upward, which is included in the 24 photos by Salvo Gravano, for becoming aware of how many beauties we missed and keep missing for being distract-

ed by screens constantly lit up. In the cosy halls of Palazzo Zingone Trabia, the photographs of such a passionate interpreter will be on display. Natural and artificial ceilings, vaults of churches, galleries, palaces of a cherished Sicily and not only, on a journey from Milan to Paris and from Monaco to Barcelona. A new perspective on reality through a completely ‘vertical’ look accompanied by Salvatore Rizzo’s texts.

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le corDe Di pAlermo tHe strinGs oF palermo Quattro concerti di chitarra tra gli stucchi di Serpotta Four guitar concerts among the stuccos of Serpotta

Contributo: € 7 Prenotazioni >> leviedeitesori.it (se posti liberi, coupon sul posto)

Le Corde di Palermo sono molteplici, tante quante sono le anime culturali e storiche di una città naturalmente musicale. In questa rassegna la chitarra, con le sue corde, è protagonista nella cornice di tre oratori barocchi, tra gli stucchi di Serpotta. La chitarra viene presentata in alcune delle sue vesti concertistiche più classiche: come solista, nel duo di chitarra, nel duo flauto e chitarra e nel trio con flauto e viola. L’apertura vede protagonista il bresciano Giulio Tampalini, uno dei più apprezzati virtuosi di fama internazionale.

trame sonore spagnole Giulio Tampalini, chitarra

In questo concerto di apertura il virtuoso bresciano Tampalini, uno dei più attivi chitarristi del panorama internazionale, ci accompagna in un percorso quasi esclusivamente iberico con musiche dalla forte impronta ritmica spesso calate nelle forme tipiche delle danze spagnole. In programma musiche di coste, aguado, una raffi nata rielaborazione dei Valses poeticos op. 10 di Granados, Llobet, Barrios e Tarrega (le celebri variazioni sul Carnevale di Venezia). Ven. 4 Ott. alle 21 oratorio di san Mercurio - Cortile di san Giovanni degli Eremiti, 2

tonos de tango

Duo flauto e chitarra, Ester Prestia e Paolo Romano Il Tango può essere amore, soff erenza, abbandono, e appunto raggiunge le vertigini dell’anima, là dove risiedono l’eros la malinconia e la sofferenza, ossia l’essenza della vita. Il programma proposto spazia all’interno di un vario repertorio, proponendo alcune delle pagine più belle scritte per il duo fl auto e chitarra: dalla suite di a. piazzolla a D.M pujol, per passare alle malinconie della Milonga di Tavolaro e agli aff reschi di Marino. Il Duo Sambossa vanta una solida e collaudata collaborazione con un repertorio che spazia da brani dell’ 800 a opere di compositori più recenti come A.Piazzolla, C. Machado, M.D. Pujol, J.Ibert. Ven. 11 Ott. alle 21 oratorio di san Lorenzo - Via Immacolatella, 1 254


la chitarra nel classicismo viennese

Trio flauto, chitarra e viola Luigi Sollima, Dario Macaluso, Christian Cutrona fin dai tempi di Corelli il trio rappresenta una dimensione di dialogo perfetto. nella sua essenzialità questa formazione condensa le esigenze espressive dell’alto, del basso e del medio, in un assunto fi losofi co che rimanda alla perfezione. Il concerto vedrà il capolavoro di questa formazione che senza dubbio rimane il notturno op.21 del boemo Wenzel Matiegka. quindi in una dimensione più contenuta e formalmente ineccepibile, il fresco trio di kreutzer op.16, per fi nire con le evanescenti atmosfere negli acquerelli argentini di Pujol. Il trio ha realizzato svariati concerti. Ven. 18 Ott. alle 21 oratorio di san Mercurio Cortile di san Giovanni degli Eremiti, 2

il belcanto chitarristico

Duo di chitarre - Dario Macaluso - Paolo Romano quando la febbre dell’opera tra il ‘700 e l‘800 divenne un fenomeno dilagante, allora gli strumentisti fecero a gara per ridurre, trascrivere e riadattare ouvertures e arie operistiche per ogni sorta di strumento solista o ensembles. Così nascono i numerosi repertori di trascrizioni, come i temi della Gazza Ladra e del Barbiere di Siviglia di Rossini negli arrangiamenti di Giuliani proposti in questo concerto. Di altro respiro, ma col raffi nato sguardo alla tradizione popolare iberica, la fantasia op.54 del catalano sor e i freschi duetti dell’op.1 dell’italiano Gragnani. Il duo Macaluso - Romano è legato da un’amicizia e collaborazione artistica ventennale e ha inciso i duetti op.1 di filippo Gragnani utilizzando strumenti originali dell’800. Ven. 25 Ott. alle 21 Chiesa di santa Maria del Piliere Via Bara all’olivella, 1 (piazz. Angelini) 255


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Le PASSEGGIATE Palermo da scoprire con guide d’eccezione, passeggiando tra i vicoli, i mercati storici, i giardini, le borgate, le meraviglie naturalistiche intorno alla città. Con botanici, urbanisti, architetti, giornalisti, esperti della città. E con alcune interessanti passeggiate dopo il tramonto . Per partecipare è necessario prenotare sul sito www.leviedeitesori.com Costo: 5 euro PRIMO WEEKEND 5-6 ottobre 2019 1. Scala Vecchia: dal mare alla montagna a cura di Astrid Natura Sab/Sat 5 ottobre, ore 9 Durata: 4 ore 2. Le bombe del 9 maggio del ’43: un racconto per immagini a cura di Palermo aperta a tutti con Claudia Bardi Sab/Sat 5 ottobre, ore 9.30 Durata: 2 ore 3. Le grate segrete: i monasteri di clausura a cura di Christian Pancaro Sab/Sat 5 ottobre, ore 10 Durata: 2 ore 4. Il Giardino Inglese.. e nacque Via Libertà a cura di Igor Gelarda in collaborazione con Palermo aperta a tutti Sab/Sat 5 ottobre, ore 10.30 Durata: 2 ore 5. Borgata di San Lorenzo a cura di Salvare Palermo con Fabrizio Giuffrè Sab/Sat 5 ottobre, ore 11 Durata: 2 ore 6. Sulle tracce del Gattopardo I: Le due dimore del Principe a cura di Michele Anselmi Sab/Sat 5 ottobre, ore 16 Durata: 2 ore e mezza

7. Il mistero dei Beati Paoli. Eroi o assassini? a cura di Palermo aperta a tutti con Claudia Bardi Sab/Sat 5 ottobre, ore 16.30 Durata: 2 ore 8. I martiri della mafia: la passeggiata della Memoria a cura di Igor Gelarda in collaborazione con Palermo aperta a tutti Sab/Sat 5 ottobre, ore 21 Durata: 2 ore 9. Alla scoperta del Gorgo di Santa Rosalia a cura di Astrid Natura Dom/Sun 6 ottobre, ore 9 Durata: 4 ore 10. La natura che stupisce: i segreti di Grotta Conza a cura di Astrid Natura Dom/Sun 6 ottobre, ore 9 Durata: 4 ore 11. Tra lecci e sugheri nascosti: trekking a Ficuzza a cura di Astrid Natura Dom/Sun 6 ottobre, ore 9 Durata: 4 ore 12. C’era una volta un gigantesco castello… e poi la Cala a cura di Palermo aperta a tutti con Claudia Bardi Dom/Sun 6 ottobre, ore 9 Durata: 2 ore 257


Le PASSEGGIATE 13. Sulle tracce del Gattopardo II: fra Garibaldini e Visconti a cura di Michele Anselmi con Sicilia Letteraria Dom/Sun 6 ottobre, ore 10 Durata: 2 ore e mezza

21. La Vucciria tra storia e progetto a cura di Salvare Palermo con Renata Prescia Sab/Sat 12 ottobre, ore 9.30 Durata: 2 ore 22. Edicole votive, il cuore della vita dei cortili a cura di Christian Pancaro Sab/Sat 12 ottobre, ore 10 Durata: 2 ore

14. Ma chi erano le “Tredici Vittime”? a cura di Igor Gelarda in collab. con Palermo aperta a tutti Dom/Sun 6 ottobre, ore 10.30 Durata: 2 ore

23. Via Libertà, storia e miseria del boulevard palermitano a cura di Igor Gelarda in collab. con Palermo aperta a tutti Sab/Sat 12 ottobre, ore 10.30 Durata: 2 ore

15. Cento anni di tram a Palermo a cura di Mario Pintagro Dom/Sun 6 ottobre, ore 11 Durata: 2 ore 16. “Le immagini votive: “Cappidduzzi” o “Marunnuzze” (al Capo)” a cura di Palermo aperta a tutti con Claudia Bardi Dom/Sun 6 ottobre, ore 16.30 Durata: 2 ore

24. Attraverso i miei occhi: scoprire Ballarò a cura di Altrovetour Sab/Sat 12 ottobre, ore 11 Durata: 1 ora e mezza 25. Un viaggio nella città medievale: la Marina a cura di Igor Gelarda in collab. con Palermo aperta a tutti Sab/Sat 12 ottobre, ore 16 Durata: 2 ore

secondo WEEKEND 12-13 ottobre 2019 17. La città all’alba, dai quattro canti al mare a cura di Buongiorno Notte Sab/Sat 12 ottobre, ore 06.30 Durata: 2 ore

26. rimossa 27. La mano nera: la fine di Joe Petrosino a cura di Igor Gelarda in collab. con Palermo aperta a tutti Sab/Sat 12 ottobre, ore 21 Durata: 2 ore

18. La sorprendente San Martino delle Scale a cura di Astrid Natura Sab/Sat 12 ottobre, ore 9 Durata: 4 ore

28. Scala Vecchia: dal mare alla montagna a cura di Astrid Natura Dom/Sun 13 ottobre, ore 9 Durata: 4 ore

19. Alla scoperta del Gorgo di Santa Rosalia a cura di Astrid Natura Sab/Sat 12 ottobre, ore 9 Durata: 4 ore 20. Dal Foro Italico all’Oreto scoprendo gli uccelli a cura dell’Associazione WWF Sab/Sat 12 ottobre, ore 9 Durata: 3 ore

29. La sorprendente San Martino delle Scale a cura di Astrid Natura Dom/Sun 13 ottobre, ore 9 Durata: 4 ore

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30. Tra lecci e sugheri nascosti: trekking a Ficuzza a cura di Astrid Natura Dom/Sun 13 ottobre, ore 9 Durata: 4 ore

38. Storie di ordinaria eresia a cura di Chiara Utro Sab/Sat 19 ottobre, ore 9.30 Durata: 2 ore

31. Dal Foro Italico all’Oreto scoprendo gli uccelli a cura dell’Associazione WWF Dom/Sun 13 ottobre, ore 9 Durata: 3 ore

39. Al Cassaro sulle tracce delle botteghe storiche a cura di Salvare Palermo con Assunta Lupo Sab/Sat 19 ottobre, ore 10 Durata: 2 ore

32. Da Porta Nuova a Porta Felice: ecco il Cassaro a cura di Igor Gelarda in collab. con Palermo aperta a tutti Dom/Sun 13 ottobre, ore 10 Durata: 2 ore

40. Splendori dimenticati: l’antica Via del Celso a cura di Igor Gelarda in collab. con Palermo aperta a tutti Sab/Sat 19 ottobre, ore 10.30 Durata: 2 ore

33. La Città nel Medioevo. Itinerario dei cavalieri e dei pellegrini a cura di Itimed Dom/Sun 13 ottobre, ore 10 Durata: 4 ore

41. Invito al tour con delitto, un giallo da svelare. A cura di Chiara Utro Sab/Sat 19 ottobre, ore 16 Durata: 2 ore

34. La Palermo di Leonardo Sciascia. Città e impostura: il consiglio d’egitto a cura di Michele Anselmi con Sicilia Letteraria Dom/Sun 13 ottobre, ore 10.30 Durata: 2 ore e mezza

42. Sulle tracce dei Florio – parte I: l’impero economico a cura di Michele Anselmi con Sicilia Letteraria” Sab/Sat 19 ottobre, ore 16.30 Durata: 2 ore e mezza

35. E nacque la strada “nuova”, via Roma a cura di Igor Gelarda in collab. con Palermo aperta a tutti Dom/Sun 13 ottobre, ore 16 Durata: 2 ore

43. Ballarò di notte: il mercato senza il mercato a cura di Igor Gelarda in collab. con Palermo aperta a tutti Sab/Sat 19 ottobre, ore 20.30 Durata: 2 ore

terzo WEEKEND 19-20 ottobre 2019

44. Le mille vite di Palermo. Romani, Normanni e Spagnoli al Cassaro a cura di Palermo aperta a tutti con Claudia Bardi Sab/Sat 19 ottobre, ore 21 Durata: 2 ore

36. Scala Vecchia: dal mare alla montagna a cura di Astrid Natura Sab/Sat 19 ottobre, ore 9 Durata: 4 ore 37. Villa Trabia, un giardino…romantico a cura dell’Associazione WWF Sab/Sat 19 ottobre, ore 9 Durata: 3 ore

45. Alla scoperta del Gorgo di Santa Rosalia a cura di Astrid Natura Dom/Sun 20 ottobre, ore 9 Durata: 4 ore 259


Le PASSEGGIATE 46. La natura che stupisce: i segreti di Grotta Conza a cura di Astrid Natura Dom/Sun 20 ottobre, ore 9 Durata: 4 ore 47. Tra lecci e sugheri nascosti: trekking a Ficuzza a cura di Astrid Natura Dom/Sun 20 ottobre, ore 9 Durata: 4 ore 48. L’acchianata di Santa Rosalia spiegata e recitata a cura di Palermo aperta a tutti con Igor Gelarda Dom/Sun 20 ottobre, ore 9 Durata: 4 ore

quarto WEEKEND 26-27 ottobre 2019

50. Storie e segreti del quartiere della Loggia a cura di Emanuele Drago e associazione Siciliando style Dom/Sun 20 ottobre, ore 9.30 Durata: 2 ore

57. La città all’alba, dai quattro canti al mare. a cura di Buongiorno Notte Sab/Sat 26 ottobre, ore 06.30 Durata: 2 ore

51. Donne di malaffare. Il volto licenzioso della città. a cura di Chiara Utro Dom/Sun 20 ottobre, ore 9.30 Durata: 2 ore 52. Sulle tracce dei Florio – parte II: da Ignazio a Ignazio, apice e declino a cura di Michele Anselmi Dom/Sun 20 ottobre, ore 10 Durata: 2 ore e mezza

54. E ogni tanto in città spunta una… torre d’acqua a cura di Itimed Dom/Sun 20 ottobre, ore 15.30 Durata: 2 ore e mezza

55 bis. La Baronessa e il Castello: Carini e i suoi misteri. a cura dell’Ass. culturale Polinnia Dom/Sun 20 ottobre, ore 16.30 Durata: 2 ore 56. Le porte a mare della Palermo spagnola a cura di Igor Gelarda in collab. con Palermo aperta a tutti Dom/Sun 20 ottobre, ore 17 Durata: 2 ore

49. Villa Trabia, un giardino…romantico a cura dell’Associazione WWF Dom/Sun 20 ottobre, ore 9 Durata: 3 ore

53. E Palermo divenne “capitale del Liberty” a cura di Palermo aperta a tutti con Claudia Bardi Dom/Sun 20 ottobre, ore 10.30 Durata: 2 ore

55. I caffè storici di Palermo. Tra arte, gusto e cenacoli letterari. a cura di Chiara Utro Dom/Sun 20 ottobre, ore 16 Durata: 2 ore

58. Alla scoperta del Gorgo di Santa Rosalia a cura di Astrid Natura Sab/Sat 26 ottobre, ore 9 Durata: 4 ore 59. Il Parco della Favorita… dalla parte degli alberi a cura dell’Associazione WWF Sab/Sat 26 ottobre, ore 9 Durata: 3 ore 60. La Giudecca, quando Palermo era anche ebrea a cura di Chiara Utro Sab/Sat 26 ottobre, ore 9.30 Durata: 2 ore 61. La Cattedrale e il mistero dei templari a cura di Lions Club Palermo Guglielmo II con Giovanna Mirabella Sab/Sat 26 ottobre, ore 10 Durata: 2 ore

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62. Il mercato della foglia, la vecchia city della città a cura di Igor Gelarda in collab. con Palermo aperta a tutti Sab/Sat 26 ottobre, ore 10.30 Durata: 2 ore

71. La Città nel Medioevo. Itinerario dei cavalieri e dei pellegrini. a cura di Itimed Dom/Sun 27 ottobre, ore 10 Durata: 4 ore

63. Invito al tour con delitto, un giallo da svelare a cura di Chiara Utro Sab/Sat 26 ottobre, ore 16 Durata: 2 ore

72. Strada facendo vedrai... sedie volanti a cura di Marcello Troisi del blog Palermo Felicissima Dom/Sun 27 ottobre, ore 10.30 Durata: 1 ora e mezza 64. Passeggiare sul lungomare 73. I misteri di Palermo: al tempo di viceré e principi i pugnalatori a cura di Palermo aperta a tutti a cura di Igor Gelarda con Claudia Bardi in collabarozione con Palermo Sab/Sat 26 ottobre, ore 16.30 aperta a tutti Durata: 2 ore Dom/Sun 27 ottobre, ore 10.30 Durata: 2 ore 65. Una notte lungo il Cassaro 74. La Vucciria e sue balate a cura di Igor Gelarda che non si asciugavano mai in collab. con Palermo aperta a tutti a cura di Palermo aperta a tutti Sab/Sat 26 ottobre, ore 21 con Claudia Bardi Durata: 2 ore Dom/Sun 27 ottobre, ore 11.30 Durata: 2 ore 66. La natura che stupisce: i segreti di Grotta Conza 75. La Strada del Qadi… a cura di Astrid Natura i segreti del Capo Dom/Sun 27 ottobre, ore 9 a cura di Igor Gelarda Durata: 4 ore in collabarozione con Palermo aperta a tutti 67. Scala Vecchia: Dom/Sun 27 ottobre, ore 16 dal mare alla montagna Durata: 2 ore a cura di Astrid Natura Dom/Sun 27 ottobre, ore 9 76. La Giudecca, quando Durata: 4 ore Palermo era anche ebrea a cura di Chiara Utro 68. Tra lecci e sugheri Dom/Sun 27 ottobre, ore 16.30 nascosti: trekking a Ficuzza Durata: 2 ore a cura di Astrid Natura Dom/Sun 27 ottobre, ore 9 77. Attraverso i miei occhi: Durata: 4 ore Scoprire Ballarò a cura di Altrovetour 69. Il Parco della Favorita… Dom/Sun 27 ottobre, ore 17 dalla parte degli alberi Durata: 1 ora e mezza a cura dell’Associazione WWF Dom/Sun 27 ottobre, ore 9 Durata: 3 ore quinto WEEKEND 70. Goethe a Palermo: una marina di suggestioni a cura di Michele Anselmi con Sicilia Letteraria Dom/Sun 27 ottobre, ore 9.30 Durata: 2 ore

2-3 novembre 2019

78. Scala Vecchia: dal mare alla montagna a cura di Astrid Natura Sab/Sat 2 novembre, ore 9 Durata: 4 ore 261


Le PASSEGGIATE 79. Villa Giulia, il fiabesco Giardino del Popolo a cura dell’Associazione WWF Sab/Sat 2 novembre, ore 9 Durata: 3 ore 80. Mercanti e sorprese: le vie della Loggia a cura di Christian Pancaro Sab/Sat 2 novembre, ore 9.30 Durata: 2 ore 81. Via Maqueda la strada Spagnola a cura di Igor Gelarda in collabarozione con Palermo aperta a tutti Sab/Sat 2 novembre, ore 16 Durata: 2 ore 82. Le mille vite di Palermo antica: Romani, Normanni e Spagnoli al Cassaro a cura di Palermo aperta a tutti con Claudia Bardi Sab/Sat 2 novembre, ore 16.30 Durata: 2 ore 83. La Baronessa e il castello: Carini e i suoi misteri a cura dell’Associazione culturale Polinnia Sab/Sat 2 novembre, ore 16.30 Durata: 2 ore 84. Di notte nella città spagnola a cura di Igor Gelarda in collabarozione con Palermo aperta a tutti Sab/Sat 2 novembre, ore 21 Durata: 2 ore 85. La sorprendente San Martino delle Scale a cura di Astrid Natura Dom/Sun 3 novembre, ore 9 Durata: 4 ore 86. Alla scoperta del Gorgo di Santa Rosalia a cura di Astrid Natura Dom/Sun 3 novembre, ore 9 Durata: 4 ore

87. Tra lecci e sugheri nascosti: trekking a Ficuzza a cura di Astrid Natura Dom/Sun 3 novembre, ore 9 Durata: 4 ore 88. Villa Giulia, il fiabesco Giardino del Popolo a cura dell’Associazione WWF Dom/Sun 3 novembre, ore 9 Durata: 3 ore 89. Goethe a Palermo: la città e i suoi abitanti a cura di Michele Anselmi con Sicilia Letteraria Dom/Sun 3 novembre, ore 9.30 Durata: 2 ore 90. Via Alloro e Palazzo Pretorio a cura di Igor Gelarda in collab. con Palermo aperta a tutti Dom/Sun 3 novembre, ore 10 Durata: 2 ore 91. Costa Sud, un mare da riconquistare a cura dell’Ecomuseo Urbano Mare Memoria Viva con Valentina Mandalari Dom/Sun 3 novembre, ore 10.15 Durata: 2 ore 92. Il mistero dei Beati Paoli. Eroi o assassini? a cura di Palermo aperta a tutti con Claudia Bardi Dom/Sun 3 novembre, ore 10.30 Durata: 2 ore 93. Le torri, quando l’acqua era un privilegio per pochi…. a cura di Mario Pintagro Dom/Sun 3 novembre, ore 11 Durata: 2 ore 94. Oltre Porta Nuova, il mondo “sconosciuto” a cura Igor Gelarda in collab. con Palermo aperta a tutti Dom/Sun 3 novembre, ore 16 Durata: 2 ore 262


i ViAggi Dei tesori traVels & tours Direzione tecnica flyfamily Travel viaggi@leviedeitesori.it

Tour ed esperienze per viaggiatori curiosi Qual è la differenza tra il vedere una città da turista e conoscerla davvero nella sua anima più profonda, nei suoi posti segreti, nelle sue storie note solo a chi ci vive, nelle sue esperienze autentiche, nei suoi migliori ristoranti e caffè? Fare viaggi non per turisti ma per viaggiatori curiosi. Accompagnati da qualcuno che quella città la conosce davvero e che utilizza al meglio il tempo che avete a disposizione. Senza farvi perdere nulla di importante ma sorprendendovi con esperienze e incontri preclusi a un viaggiatore fai da te. Ecco quindi, in occasione del Festival che apre e racconta i tesori delle città, viaggi da non perdere per scoprire alcune perle siciliane come non le avete mai viste. Con accompagnatori, alberghi ed esperienze gastronomiche che sono pure piccoli tesori da scoprire. Per single, coppie, famiglie.

moDicA e rAgusA 12/13 ottoBre 2019

Alla scoperta di 40 tesori aperti per l’occasione!

un weekend lungo le rotte del barocco che hanno segnato l’immaginario della sicilia nel mondo, grazie al riconoscimento di Patrimonio dell’umanità dell’unesco e grazie anche al commissario Montalbano che qui si aggira nella fi ction tv. Ragusa e Modica, due tesori che sono parte di un’isola nell’isola, con quaranta tesori da scoprire aperti in occasione del festival Le Vie dei Tesori: un incanto di natura e di arte e un’off erta enogastronomica da visibilio, con tutto un fi orire di ristoranti d’autore basati sui prodotti del territorio: oli, vini, formaggi, e il celebre cioccolato artigianale di Modica, che qui conserva l’aura magica degli Aztechi. Cioccolato “di inarrivabile sapore”, per dirla con Leonardo sciascia. Ecco quindi un weekend per scoprire al meglio queste due città, durante il festival Le Vie dei Tesori che a Ragusa apre le porte di venticinque tesori, e a Modica di altri quindici, compreso l’antico “fattojo” della più antica fabbrica di cioccolato in sicilia. Con la comodità del pullman privato, i consigli preziosi di un accompagnatore della città, le visite guidate nei luoghi de Le Vie dei Tesori, un ottimo albergo e una cena da non perdere. Costo: 200 euro. quota individuale di partecipazione: 210 euro 264


cAtAniA

tutti i weekend del FestiVal

Alla scoperta di 50 tesori aperti per l’occasione con una guida personale!

un weekend in una Catania che, con il festival Le Vie dei Tesori, apre eccezionalmente le porte di cinquanta tesori, in gran parte di solito chiusi o non raccontati. un weekend con una guida personale, anche solo per due persone, alla scoperta della città nera di lava, della città voluttuosa di barocco, della città dinamica e musicale il cui motto è “Melior de cinere surgo”, ovvero “rinasco dalle ceneri ancor più bella”. Le Vie dei Tesori promuove quest’anno qui la sua seconda edizione del festival aprendo cinquanta luoghi nei cinque weekend che vanno dal 4 ottobre al 3 novembre: anfi teatri, chiese, cupole, palazzi nobiliari: un’occasione unica per scoprire una città dall’inconsueta bellezza. Ecco quindi un weekend che consente di immergersi per quarantotto ore nel cuore di Catania. Venerdì/sabato o sabato/domenica. Con una guida esperta che conosce tutti i segreti nascosti tra vicoli e piazze, una notte indimenticabile in un palazzo storico, due snack alla scoperta dello street food catanese, una cena da non perdere. quota individuale di partecipazione: 200 euro.

pAlermo

tutti i weekend del FestiVal

Un fine settimana a Palermo per scoprire le Vie dei Tesori!

Palazzi, musei, torri, terrazze, giardini segreti, ville, chiese, cripte, catacombe, bagni ebraici, vecchi aeroporti. Per il tredicesimo anno, torna la grande festa di Palermo. Centosettanta tesori aperti alle visite guidate, visite con degustazione, visite teatralizzate, concerti in oratori barocchi, mostre e installazioni dell’Itinerario contemporaneo. E ancora esperienze per scoprire la città in modo speciale, dalle visite al carcere dell’ucciardone agli incontri con i grandi pupari. un’occasione unica per scoprire la città Capitale della Cultura 2018 con il suo itinerario arabo-normanno unesco e con i suoi tesori meno conosciuti, dalle dimore nobiliari ai vicoli del centro storico multietnico. Ecco allora un weekend per scoprire Palermo come non l’avete mai vista, con una guida personalizzata (anche per sole due persone) che vi porterà per mano attraverso la città, le guide nei luoghi de Le Vie dei Tesori, un ottimo albergo in centro, due degustazioni di street food e una cena da non perdere. quota individuale di partecipazione: 210 euro 265


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In collaborazione con Babyplanner.it Per le scuole di infanzia, primaria e secondaria di primo grado

Dipingi con noi i tesori della Sicilia!

Dodici tesori aperti per le scuole ogni mattina, da lunedì 7 a giovedì 31 ottobre, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13. E, negli stessi giorni, tre aule-gazebo a piazza Verdi e a piazza Castelnuovo dove svolgere laboratori creativi dedicati al patrimonio della Sicilia, e in particolare alla pittura, differenziati per fasce di età, dai 3 ai 12 anni, con quattro turni al giorno: alle 9 – 10 – 11 – 12. Per prenotare bisogna chiamare il centro informazioni: 091. 8420104 (tutti i giorni dalle 10 alle 18) o scrivere a scuole@leviedeitesori.it. L’attività di laboratorio ha una durata complessiva di circa un’ora: il contributo per ogni piccolo partecipante è di 3 euro con l’aggiunta di 1.20 euro in caso di visita a uno dei tesori. Laboratorio + visita guidata € 4.20 a bambino. Per chi volesse partecipare solo al laboratorio (senza la visita) il costo è di 3 euro. 1. VISITE PER LE SCUOLE Venti luoghi d’arte, natura, storia da scoprire con una visita guidata dedicata alle scuole. Torri, musei, palazzi. Tutti luoghi dove imparare ad amare il patrimonio di Palermo. Se si vuole, abbinando alla visita un laboratorio in una delle aule-gazebo della città. E in regalo, fino a esaurimento, il libriccino-gioco dedicato ai tesori di Palermo! 2. LABORATORIO SUI MERCATI STORICI (piazza Verdi) La storia della città passeggiando idealmente all’interno di uno dei mercati cittadini. La contaminazione di culture diverse, l’etimologia delle parole e l’abbanniata tipica del venditore. Per fare infine un salto dentro il famoso quadro sulla Vucciria realizzato da Renato Guttuso. Gli alunni saranno invitati a realizzare con materiali di riuso un collage 3d del quadro del famoso pittore. Un lavoro corale da portare poi a scuola. 3. LABORATORIO SU SANTA ROSALIA (piazza Castelnuovo) Ripercorreremo insieme le tappe della storia della santa patrona della città; con una piccola drammatizzazione i bambini saranno coinvolti nel mettere in scena alcuni momenti della sua vita. Gli alunni saranno invitati a osservare i dipinti più famosi sulla santa e scoprire dove si trovano in città, e anche opere di artisti contemporanei ispirate alla Santa. Per realizzare infine il loro dipinto con un kit di materiali forniti da noi. 4. LABORATORIO SUL PAESAGGIO SICILIANO (piazza Bellini) Scopriremo insieme tramite la visione di immagini di dipinti del Novecento, i paesaggi di Palermo e dintorni, in un viaggio che ci porterà alla scoperta della nostra Sicilia. Immagineremo di correre per le strade sterrate ritratte dagli artisti o di trovarci in mezzo al mare più blu della costa palermitana… e con gli occhi attenti dei piccoli viaggiatori, resteremo stupiti da come in ognuno di noi è nascosto un artista. Esamineremo come i pittori del Grand Tour utilizzavano i colori, i loro segreti e le tecniche innovative utilizzate all’epoca come la camera oscura. Alla fine i bambini saranno invitati a creare un quadro, lavorando sulla prospettiva e utilizzando alcuni elementi prestampati, pennelli, colori a tempera e matite colorate. Ciascuno realizzerà un suo elaborato. Progetto sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese 267


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CONVENZIONE PER COLLABORAZIONE SCIENTIFICA NELL’AMBITO DEL SETTORE SCIENTIFICO DISCIPLINARE ICAR/17

TRA l’Associazione Le Vie dei Tesori ONLUS, con sede legale in via Emerico Amari n. 38, 90139 – Palermo, C.F. 97291400824, rappresentato dal Presidente, Dott.ssa Laura Anello, (d’ora innanzi denominato “Contraente”) E il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Palermo (DARCH), con sede in Viale delle Scienze, Ed. 14, 90128 - Palermo, C.F. 80023730825, P.I. 00605880822, rappresentato dal Direttore, Prof. Andrea Sciascia (d’ora innanzi denominato “Dipartimento”). PREMESSO - che il Dipartimento, nell’ambito delle proprie finalità istituzionali, promuove, favorisce e sviluppa ogni forma di scambio culturale e di esperienze didattiche e scientifiche con altri enti e istituzioni pubblici e privati, siano essi italiani o esteri, volte anche a favorire l’accesso al mondo del lavoro da parte degli studenti; CONSIDERATO - che il Contraente ha interesse a sviluppare con il mondo accademico forme di collaborazione finalizzate alla ricerca nello specifico ambito della documentazione, divulgazione, valorizzazione dei Beni Culturali; VISTA la deliberazione favorevole adottata dal Consiglio di Dipartimento di Architettura in data 11.04.2018; Si conviene e si stipula quanto segue:

DIPARTIMENTO PER LA GIUSTIZIA MINORILE E DI COMUNITÀ CENTRO PER LA GIUSTIZIA MINORILE PER LA SICILIA

Articolo 1 - Finalità della collaborazione Il Dipartimento e il Contraente convengono di stabilire un rapporto di collaborazione scientifica e di ricerca nel settore scientifico-disciplinare ICAR/17, al fine di promuovere, nell’ambito delle attività del Corso di Laurea in “Disegno Industriale”, lo sviluppo di idee progettuali nelle modalità che saranno successivamente concordate tra le parti. Articolo 2 – Responsabili della convenzione Il Dipartimento indica quale proprio responsabile della collaborazione la Prof.ssa Vincenza Garofalo. Il Contraente indica quale proprio responsabile della collaborazione la Dott.ssa Laura Anello. 1 Viale delle Scienze, Ed. 14 - 90128 Palermo - tel.+39.091.238 64211-67504 - fax +39.091.488562 http://portale.unipa.it/dipartimenti/diarchitettura - PEC dipartimento.architettura@cert.unipa.it - e.mail dipartimento.architettura@unipa.it segreteria amministrativa: tel. +39.091.238 95320


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IDEAZIONE E DIREZIONE Associazione Le Vie dei Tesori Onlus


voglio un bene dell’ anima ci sono Tesori arricchiti da una storia o da un ricordo. ora puoi conservarne il valore Le Vie dei Tesori lascia ogni anno un segno tangibile del Festival. Un piccolo restauro di un bene votato dal “suo” popolo. Nel 2016, il salottino ottocentesco di Palazzo Mirto a Palermo, nel 2017 le panche dell’Oratorio delle Dame a Palermo e due preziosi corali manoscritti in pergamena alla Biblioteca Fardelliana a Trapani. Nel 2018 lo scheletro del leone del Museo Doderlein, sempre a Palermo. Tesori che sono stati candidati e votati con un sondaggio on line sul sito del Festival: www.leviedeitesori.it Quest’anno, grazie al supporto di Lottomatica, avviamo una campagna di restauri che consentirà di recuperare tre piccoli tesori presenti nelle città che hanno partecipato all’edizione 2019 del Festival. I tesori saranno prima candidati, poi selezionati, e i finalisti verranno sottoposti al voto in un sondaggio sul sito. Tesori legati a una storia o a un ricordo. Scrivete entro il 3 novembre a restauri@leviedeitesori.it per segnalare il vostro tesoro da salvare e diteci perché. Le proposte più belle saranno sottoposte al voto on line. Le tre che risulteranno vincitrici verranno restaurate con il coinvolgimento di giovani delle Università siciliane.


2019 Laura Anello Ideazione e progettazione Marcello Barbaro Direzione organizzativa Carlotta Butticè e Viola Vitale segreteria organizzativa (con la collaborazione di Anna Barba, Roberta Canino, Agostino D’Amato, Maria Giulia Partinico) Giovanni Orlando, M.C. Olimpia Nicosia Risorse umane Armando Antista, Alida Fragale, Danilo Lo Piccolo, Vittoria Ribaudo Formazione delle risorse umane Fabio Sanfilippo Coordinamento Simonetta Trovato Ufficio stampa, testi ed editoria Giulio Giallombardo Le Vie dei Tesori news Alessandro Fiore - Expagina.it Art Direction, progetto grafico Kappaelle Comunicazione Sito web e ticketing Emilio Anzon Server e assistenza tecnica Igor Petyx Fotografie Paola Nicita Itinerario Contemporaneo Stefania Blandeburgo e Pietro Massaro Teatralizzazioni (Voci dalla memoria) Dario Macaluso Concerti “Le Corde di Palermo” Baby Planner Progetto Kids Julia Caresta (Flyfamily) Tour operator Maurilio Cassata e Alessia Billitteri (Bauhuas Eventi) Logistica Gds Media & Communication Concessionaria per la raccolta della pubblicità Luisella Accossato e Germana Anzalone traduzioni M.C. Olimpia Nicosia traduzioni ed editing traduzioni Officine Grafiche Stampa Stefania Crimaldi, Martina Li Donni, Federica Li Donni, Francesca Mattina, Laura Virzì Centro informazioni Otie Monitoraggio turistico


LONGHO vi invita a visitare Palazzo Pintacuda, un gioiello di architettura, un pezzo di storia di Palermo che ospita il meglio del design contemporaneo.


UN TESORO DA SCOPRIRE, DENTRO E FUORI.


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Festival Le Vie dei Tesori 2019 - Palermo  

Festival Le Vie dei Tesori 2019 - Palermo

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