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2006 - 2007 _ metaprogetto

docenti Franca Fava _ Raffaella Trocchianesi

IL TEMPO INCEDE Il corso di metaprogetto ha avuto come oggetto di riflessione una tematica definibile come Universale, dal momento che coinvolge ogni individuo, o meglio, dal momento che ogni individuo, oggetto, animale, realtà, situazione, vive necessariamente immerso nel tempo. Da sempre il tempo è fedele compagno della realtà, scandendo le vicissitudini dell’universo, l’evoluzione della natura, la storia dell’uomo. Dire che “Il tempo governa ogni cosa” non è solo una frase fatta, ma anche un’affermazione dietro cui si cela un’indubbia verità, e sulla quale i filosofi hanno discusso e discutono da secoli, senza mai esaurire l’argomento. Qual è lo scarto e la differenza tra eternità e tempo, tra l’immobilità e perfezione dell’una e il continuo correre e corrompere dell’altro? Quando si è verificato il passaggio da una dimensione all’altra? Il tempo è una convenzione umana? Cosa significa che tutto scorre ed è in divenire? Come classificare il tempo? Esiste a prescindere dall’uomo o solo in relazione ad esso? Il tempo è una linea ininterrotta che avanza o un eterno ciclo che continuamente ritorna su se stesso? Perché disponiamo del tempo della vita? E cosa fare di questo tempo, come riempirlo, a quale scopo dedicarlo? Qual è la relazione tra il tempo, la vita e quel traguardo inevitabile che è la morte? Queste sono solo alcune delle domande che i più grandi pensatori ( Da Platone a Kant, da Eraclito a Nietzche, da Seneca a Bergson, solo per citarne alcuni) si sono posti, ma che ogni singola persona affronta, nel concreto delle situazioni della vita. Il tempo dell’esistenza per l’uomo ha molteplici volti, infinite sfaccettature, e differenti modi di essere percepito, ed impiegato. LE TEMP PERDU Tra le varie possibilità presenti, si è scelto di concentrarsi nello specifico, sul tempo definito come morto. Si è innanzitutto cercato di comprendere meglio cosa si intendesse con questo termine, arrivando a definirlo come quell’ insieme di momenti in cui, per molteplici ragioni, contro la nostra volontà, qualsiasi azione o attività risulta assente, limitata, o del tutto impedita. La sensazione risultante è quella dello spreco di un lasso di tempo altrimenti utile per altri scopi, e per questo motivo si è cominciato a parlare di tempo perso. Il tempo morto non è pausa, ma un’attesa fastidiosa, pesante e paralizzante, che nella maggior parte dei casi viene trascorsa nella totale inattività, alienazione e vuoto. Tra le numerose situazioni ascrivibili alla condizione di “tempo perso” si è scelto di concentrarsi sull‘attesa forzata legata ai mezzi di trasporto pubblici. La soluzione che risultava più soddisfacente, era di trasformarli in piccole occasioni di arricchimento personale, ovvero in circostanze che con l’offerta che proponevano, contribuissero a farci sentire effettivamente delle persone umane, pensanti, creative, attive , evitando il vuoto mentale, l’estraniazione e la fatica dell’attesa.

Logo: gli elementi che lo compongono riassumono gli aspetti principali del progetto. L’attesa forzata in metropolitana, viene impiegata per sensibilizzare i cittadini Milanesi sul tema della sostenibilità e della pulizia nella città. Il metro verde rappresenta un luogo fisico ed ha al tempo stesso implicazioni concettuali: l’obiettivo di una Milano veramente pulita non si può raggiungere in un altro modo se non compiendo un percorso costante fatto di piccoli passi lungo questo metaforico metro verde.


Metaprogetto