Page 1

2007 - 2008 _ sintesi finale

docenti Pierparide Vidari _ Raffaella Trocchianesi _ Nicola Marras _ Stefano Garaventa

L’area di progetto si trova presso la Fondazione Fabbrica Borroni, un antico complesso produttivo nella cintura Nord-Ovest del milanese, in direzione Saronno. Attualmente questi spazi industriali ospitano un’ importante collezione d’arte italiana contemporanea, ma al suo interno si organizzano anche eventi culturali, conferenze, sfilate, mostre. L’idea è quella di trasformare questi spazi in un museo modernamente inteso. LA FABBRICA, L’ANTENNA e L’ARTE All’inizio del progetto, tre pilastri: la fabbrica, l’antenna e l’arte. La fabbrica come spazio d’azione, luogo di produzione e lavoro nel passato, che diviene nel presente oggetto per il lavoro di altri, dei progettisti che lo devono trasformare, plasmare, riconvertire a nuova vita. L’antenna come origine o centro pulsante da cui partono invisibili ma efficaci, onde di propagazione, capaci di comunicare, informare, educare… L’arte come contenuto di questa comunicazione, suono visivo che anima la fabbrica e che deve poter viaggiare su frequenze più alte grazie ad un progetto che sappia valorizzare la sua presenza nel luogo. La fabbrica come metaforica antenna, che emette dall’interno delle sue mura, della sua ciminiera, non più fumi di colle e gelatine, ma onde d’arte che si propagano in cerchi concentrici su distanze progressivamente più lunghe: l’edificio stesso, la città di Bollate, Milano.. La metafora della fabbrica _ antenna è dunque la metafora della fabbrica come comunicazione: spazio capace di comunicare, per le sue intrinseche caratteristiche; spazio che deve essere messo nelle condizioni di comunicare, i suoi contenuti artistici e il suo passato; spazio che deve essere comunicato, a quanti non sanno della sua esistenza. A partire da queste riflessioni, ssono derivati tre livelli o meglio frequenze possibili di comunicazione. La “frequenza” della comunicazione “in sé”, la “frequenza” della comunicazione “per sé”, e quella della comunicazione “extra sé”. La prima onda di comunicazione, l’”in sé”, è l’aspetto che si potrebbe definire come il livello di comunicazione più interno, con raggio di copertura più corto o semplicemente più specifico. Abbiamo considerato in questo insieme innanzitutto lo sviluppo dei percorsi espositivi.

Ne abbiamo individuati due: _ Percorso generale. La visita in questo caso è globale, permette la visione di tutti gli spazi della fabbrica e di tutte le opere esposte. _ Percorso didattico. Visita organizzata basandosi sul target dello studente, considerato nella fascia d’età tra la scuola elementare e quella media. La fruizione è circoscritta ad alcuni spazi specifici e prevede un coinvolgimento più attivo dell’individuo, il quale non solo visita la fabbrica e parte delle opere in essa esposte, ma ne fa esperienza diretta, diventando artista che la mantiene viva. Sempre all’interno di questo insieme, strettamente correlato e dipendente dallo studio dei percorsi, si è progettato il sistema d’allestimento per l’esposizione delle opere della collezione. Gli spazi interni allo stabilimento hanno la grande e suggestiva capacità di comunicare tra loro; risultava possibile tracciare ideali relazioni visive tra ambienti diversi, e percepire e visualizzare una stessa opera secondo una certa pluralità di scorci (dati dalle caratteristiche spaziali) in grado di aggiungere valore alla stessa. Si è deciso di rendere oggetto di progetto questa predisposizione spaziale, accentuando e valorizzando le relazioni tra ambienti e gli scorci già esistenti, in funzione di opere significative da esporre. La percezione di un quadro, o una scultura, e il loro significato, cambiano fortemente in base al punto di osservazione e in virtù della trama delle altre opere messe in relazione. La realizzazione dell’allestimento si è confrontata anche con il secondo livello (onda) di comunicazione: quello del “per sé”. Con questo termine si intende la valorizzazione e comunicazione della fabbrica in quanto tale, della sua identità e delle sue peculiarità originarie. Come luogo di una passata produzione industriale, lo spazio è fortemente caratterizzato e suggestivo. Pertanto si è cercato di procedere in ogni passo con la parallela esigenza di ottimizzare la fruizione delle opere e non perdere il fascino del passato, con la ferma certezza che così operando, l’uno avrebbe giovato all’altro in un corretto equilibrio. Dall’altro lato comunicare il per sé, significava conservare lo scopo iniziale per cui ogni fabbrica nasce: ovvero il produrre, nelle sue molteplici accezioni. Non più dunque produzione industriale, ma produzione d’arte, di pensiero, e di relazioni tra persone che s’incontrano: la fabbrica doveva continuare a vivere attraverso le nuove attività che gravitano intorno al comune denominatore dell’arte.

Laboratorio di sintesi finale  

Progetto di evoluzione della fondazione fabbrica-Borroni in istituzione museale.Metafora di progetto: museo come antenna di comunicazione. S...

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you