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COMUNITÀ IN CAMMINO

BOLLETTINO PARROCCHIALE LOSONE - onsernone N. 3 - SETTEMBRE 2016


I nostri contatti Preti don Jean–Luc Farine

091 791 41 15 076 442 41 15 farjluc@gmail.com

don Marco Nichetti

091 791 41 15 076 693 99 07 marcnic@gmail.com

casa parrocchiale, via san Materno 7, 6616 Losone sito: www.leparrocchie.ch

Presidenti dei Consigli parrocchiali Losone Auressio Loco Berzona Mosogno Russo Crana Comologno Vergeletto-Gresso

Silvano Beretta Claudia Locatelli Roberto Carazzetti Ursula Terribilini Sonia Gianini Laura Perlini Olimpio Poncioni Martina Gamboni Marco Garbani-Nerini

076 449 16 88 091 780 60 58 091 797 11 85 091 797 12 19 091 797 17 80 091 797 13 27 091 797 12 24 079 428 43 04

Avvertenza Per ragioni di praticità questo bollettino viene distribuito a tutti i fuochi. Ci scusiamo con coloro che non fossero interessati a riceverlo e confidiamo nella loro comprensione. Coloro che volessero segnalare un lettore interessato, ma residente fuori parrocchia, indichino l’indirizzo al rispettivo Consiglio parrocchiale. copertina: Sergio Simona


la lettera del parroco

“La tua presenza, vita per tutti” Cari lettori del bollettino parrocchiale “Comunità in cammino”, leggete nel titolo lo slogan del prossimo mese missionario. Contrariamente a quanto mostra l’immagine, esso non vuole indicare solo le religiose come una ricchezza per tutti. Avrete comunque un ritratto in questo bollettino della cara suor Ginetta di Ascona, che ricorda come quelle figure sono state e sono preziose per le nostre comunità e famiglie. E vorremmo anche parlare in uno dei prossimi numeri

della presenza delle suore di clausura che discretamente e silenziosamente accompagnano la vita del mondo con la loro preghiera. Comunità che sono vicine a noi anche geograficamente: a Locarno sui monti e a santa Caterina, a Claro, a Cademario. La frase dello slogan vuole anche indicare come la presenza del Signore è vita per ognuno di noi in particolare e per tutti. In questo senso lo preghiamo e lo invochiamo. Ci auguriamo anche gli uni per gli altri che Dio sia presente, come nel saluto liturgico che il prete rivolge all’inizio di ogni messa: “il Signore sia con voi.” Lo leggiamo nelle preghiere dei salmi: “Non scacciarmi dalla tua presenza e non privarmi del tuo santo spirito.” o “Il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto”. E’ pure l’esperienza del popolo ebraico in cammino nel deserto, dopo l’uscita dall’Egitto: “Dio disse a Mosè: «Il mio volto camminerà con voi e ti darò riposo». Mosè riprese: «Se il tuo volto non camminerà con noi, non farci salire di qui.” (Es 33, 14-15) Gesù ha assicurato la sua presenza sino alla fine dei tempi, dicendo: “Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.” (Gv 15, 5) “La tua presenza, Signore, è vita per tutti”. Potremmo farla diventare una preghiera nostra ogni qualvolta la presenza del Signore si rende necessaria più che mai, soprattutto nelle situazioni in cui la nostra esistenza si fa dolo-

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rosa, pesante, difficile. Ogni qualvolta il male sembra avere il sopravvento nelle vicende del mondo. Il credente sa di poter contare sulla presenza di Dio: presenza che dà vita perché non ci lascia soli nel cammino. E questa convinzione rassicura e conforta. La presenza del Signore è umile e discreta, non opprime o non fa rumore. Il profeta Elia cercando il Signore finirà per incontrarlo nella brezza leggera del mattino. Infine non è solo la presenza di Dio che offre e dà vita. Ma anche la presenza di ognuno di noi diventa ricchezza. Il vivere in una comunità umana come la nostra società, il vivere in una comunità di credenti come la nostra parrocchia, il vivere in una famiglia umana come quella di ognuno di noi, è l’occasione per sperimentare la ricchezza che siamo gli uni per gli altri.

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Una ricchezza dalla quale attingere ispirazione, dalla quale imparare, ricevere ed offrire, in un continuo scambio di vita che dà senso agli anni delle nostra vita: tanti o pochi che siano. Non si può obbligare nessuno ad essere presente, a partecipare, a condividere tempo e energia. Siamo liberi di non arricchire e dare vita. È un peccato, non nel senso morale del termine, ma è un peccato che la bellezza non possa mostrarsi nella varietà dello specifico di ognuno. Cari amici, la presenza di ognuno di voi è vita per tutti. Proprio come la presenza umile e nascosta di Dio in tutti arricchisce. Offriamoci questo dono. E il Signore sia sempre con voi!


attività parrocchiali

Concerto straordinario nella chiesa di san Lorenzo

“Le quattro stagioni” di Antonio Vivaldi domenica 11 settembre 2016 alle ore 17 L’Ensemble d’archi “Giulio Rusconi” di Rho (Milano), presenterà Le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi (16481741), mirabile composizione di musica a programma. Al violino solista e concertante un mu-

sicista di caratura internazionale: l’italiano Piercarlo Sacco, già allievo di Salvatore Accardo. L’evento è patrocinato dal comune di Losone con la collaborazione della parrocchia. L’entrata al concerto è gratuita.

Le armonie dell’Unitas La corale cerca nuove voci, soprattutto maschili La corale parrocchiale Unitas cerca voci nuove (in particolar modo maschili). Le prove si tengono settimanalmente il lunedì, dalle 19.30 alle 21 circa. Chi fosse intenzionato ad unirsi alla corale è pregato di contattare: Candida Gnarini (078 847 65 08) o Emilia Maggi (079 545 97 78).

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Calendario liturgico e pastorale di Losone festa della madonna di Arbigo sabato 10 settembre ore 18 in san Lorenzo domenica 11 settembre ore 10:30 all’oratorio di Arbigo ore 16 rosario all’oratorio di Arbigo La corale parrocchiale Unitas anima la liturgia della festa. Il gruppo mamme organizza la tradizionale lotteria sotto il porticato dell’oratorio. Alle ore 17 in san Lorenzo ci sarà un concerto offerto dal comune di Losone. festa federale di ringraziamento sabato 17 settembre ore 18 in san Lorenzo domenica 18 settembre ore 10 in san Lorenzo ore 14 a Riazzino “Famiglie e preghiera” ore 20 in san Giorgio Le offerte delle messe sono raccolte per la “Missione Interna”, organismo della Chiesa svizzera che opera a favore delle attività di pastorale nelle quattro regioni linguistiche svizzere. Il pomeriggio della domenica a Riazzino, al centro scolastico, le famiglie della parrocchia sono invitate ad un pomeriggio ricreativo che si concluderà con una recita del rosario insieme al vescovo Valerio.

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festa di san Nicolao della Flüe patrono della Svizzera sabato 24 settembre ore 18 in san Lorenzo domenica 25 settembre ore 10 in san Lorenzo ore 11:30 preghiera ecumenica in casa Patrizia ore 15 a Camorino messa di giubileo In occasione della festa di san Nicolao della Flüe, patrono della Svizzera, il vescovo Valerio celebra una messa all’imbocco della galleria di base Alptansit del monte Ceneri, lato Camorino. Chi volesse partecipare deve iscriversi in parrocchia. Per raggiungere il luogo della celebrazione si potrà solo utilizzare il treno. La sera non ci sarà la messa in parrocchia. XXVII domenica ordinaria sabato 1 ottobre ore 18 in san Lorenzo domenica 2 ottobre ore 10 in san Lorenzo ore 20 in san Giorgio Alla messa della domenica sono invitate in modo particolare le famiglie. Queste celebrazioni verranno ripetute durante l’anno ad un ritmo mensile per favorire la partecipazione delle famiglie e saranno animate dal Piccolo grande Coro.


festa della Madonna del rosario sabato 8 ottobre ore 18 in san Lorenzo domenica 9 ottobre ore 10 messa in san Giorgio ore 17 vespri in san Giorgio Il gruppo mamme organizza il banco della lana nel locale scout annesso alla chiesa di san Giorgio. XIX domenica ordinaria sabato 15 ottobre ore 18 in san Lorenzo domenica 16 ottobre ore 10 in san Lorenzo ore 20 in san Giorgio festa della cresima giornata missionaria mondiale sabato 22 ottobre ore 18 in san Lorenzo domenica 23 ottobre ore 10 in san Lorenzo, cresima ore 20 in san Giorgio Durante l’eucaristia delle 10, amministrazione della cresima ad alcuni giovani di Losone. Le offerte delle messe sono inviate a “Missio” Svizzera per la ridistribuzione equa tra le Chiese in tutto il mondo a sostegno di progetti ecclesiali. Nel pomeriggio incontro diocesano per la giornata missionaria.

Orario invernale fino a giugno 2017 sabato alle ore 17:30 messa in san Lorenzo domenica alle ore 8 e 18 messa in san Giorgio alle ore 10 messa in san Lorenzo ...salvo indicazioni complementari festa di tutti i santi martedì 1° novembre ore 8 in san Giorgio ore 10 in san Lorenzo ore 14:30 rosario in san Lorenzo e visita al cimitero per una preghiera comunitaria commemorazione dei defunti mercoledì 2 novembre ore 9.30 casa Patrizia ore 18 in san Giorgio anniversari di matrimonio La domenica 13 novembre in san Lorenzo (alle ore 10) messa degli anniversari di matrimonio. I coniugi che festeggiano un anniversario significativo sono pregati di annunciarsi in parrocchia. festa di Cristo re La domenica 20 novembre in san Lorenzo saranno presentati i bambini che iniziano il cammino di preparazione ad incontrare per la prima (di tante altre…) volta Gesù nel pane eucaristico. Iscrizioni tramite l’apposito formulario che trovate nel bollettino o sul sito www.leparrocchie.ch

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Calendario liturgico della valle Onsernone XXIV domenica ordinaria sabato 10 settembre ore 17 Comologno ore 18:15 Mosogno (Barione) domenica 11 settembre ore 9 Vergeletto ore 10:30 Russo mercoledĂŹ 14 settembre ore 17 Spruga (Esaltazione della croce) XXV domenica ordinaria sabato 17 settembre ore 17 Gresso ore 18:15 Mosogno sotto domenica 18 settembre ore 10:30 Loco (festa del santo Crocefisso, ore 15 vespro) XXVI domenica ordinaria sabato 24 settembre gita parrocchiale alla Sacra spina di san Giovanni Bianco in val Brembana domenica 25 settembre ore 9 Vergeletto ore 10:30 Russo

Festa Patronale di Russo (15.8.2016)

XXVIII domenica ordinaria sabato 8 ottobre ore 16 Gresso ore 17:15 Russo domenica 9 ottobre ore 9 Crana ore 10:30 Auressio (Mad. Sponde)

giovedĂŹ 29 settembre ore 17 Vergeletto (anniversario don Alberto)

XXIX domenica ordinaria sabato 15 ottobre ore 16 Comologno ore 17:15 Mosogno domenica 16 ottobre ore 9 Vergeletto ore 10:30 Loco

XXVII domenica ordinaria sabato 1 ottobre ore 16 Comologno ore 17:15 Mosogno domenica 2 ottobre ore 9 Vergeletto ore 10:30 Loco (san Remigio)

XXX domenica ordinaria sabato 22 ottobre ore 16 Crana ore 17:15 Berzona (Contardo Ferrini) domenica 23 ottobre ore 9 Auressio (Sponde) ore 10:30 Gresso (sant’Orsola)

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XXXI domenica ordinaria sabato 29 ottobre ore 16 Comologno ore 17:15 Mosogno domenica 30 ottobre ore 9 Russo ore 10:30 Loco Tutti i santi lunedĂŹ 31 ottobre ore 16 Crana (messa + cimitero) ore 17:30 Comologno (cimitero) martedĂŹ 1 novembre ore 9 Vergeletto (messa + cimitero) ore 10:30 Gresso (cimitero) ore 14:30 Mosogno (cimitero) ore 15:00 Russo (messa + cimitero) ore 16 Berzona (cimitero)

XXXIII domenica ordinaria sabato 12 novembre ore 16 Comologno ore 17:15 Mosogno domenica 13 novembre ore 9 Vergeletto ore 10:30 Loco Cristo Re dell’universo sabato 19 novembre ore 16 Gresso ore 17:15 Berzona domenica 20 novembre ore 9 Russo ore 10:30 Auressio

Comm. dei fedeli defunti mercoledĂŹ 2 novembre ore 9 Auressio (messa + cimitero) ore 10:30 Loco (messa + cimitero) XXXII domenica ordinaria sabato 5 novembre ore 16 Gresso ore 17:15 Berzona domenica 6 novembre ore 9 Crana ore 10:30 Auressio

Festa Patronale San Rocco (7.8.2016)

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l’intervista

Il più forte protegge il più debole Nei ricordi di Massimiliano Tonaccia la prima Sezione scout di Losone fondata nel 1936 Si festeggia quest’anno l’ottantesimo della fondazione della prima Sezione scout di Losone. A raccontarci della ventina di giovani che nel 1936 ne facevano parte è Massimiliano Tonaccia, classe 1923, che di quel giorno ha un ricordo nitido. Il suo racconto prende spunto da una fotografia. Ritrae il piccolo gruppo dei primi esploratori losonesi. Un salto indietro nel tempo, quando Losone era ancora un villaggio rurale. Sebbene siano passati tanti anni, nel racconto e nella voce emergono l’orgoglio e la gioia di averne fatto parte, come pure un pensie-

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ro per i compagni di allora, ormai tutti scomparsi. “Me li ricordo ancora uno per uno” dice mentre ci consegna la lista dei nominativi che ha fatto trascrivere alla moglie Emilia. Poi alza le dita della mano e pronuncia la promessa scout. “Il più forte protegge il più debole” ripete raccontando del giorno della fondazione: “la cerimonia è stata un momento intenso. Il padrino era Battista Bianda, mentre la madrina Orsolina Scalabrini, ci chiamavamo Sezione Madonna d’Arbigo. Abbiamo pronunciato la promessa davanti al vescovo”.


Nei primi anni sono numerose le attività che vedono protagonisti i giovani esploratori, come intensa la partecipazione alla vita comunitaria e religiosa di Losone. “Andavamo in parata durante le processioni e non ci limitavamo al comune. Mi ricordo che prendemmo parte all’inaugurazione della capanna di Cardada. Ci avevano pure scattato una fotografia: eravamo in quattro - Agostino Bianda, Ezio Bianda, Grassi ed io - con la bandiera svizzera. Quell’immagine è stata pubblicata più volte sul bollettino della Madonna del Sasso”. C’erano poi le attività nella natura. “Andavamo sulla Piana di Arbigo e sui monti di Losone. Cucinavamo all’aperto. Facevamo anche delle uscite più lunghe. Una volta siamo saliti a Survi per scendere a Rasa e raggiungere Palagnedera il giorno di Corpus Domini. Le donne del paese stavano uscendo dalla chiesa con dei fazzo-

A lato da sinistra: Pigazzini Guido, Bianda Pio (II capo), Bianda Ludovico, Fornera Rinaldo, Brogini Amilcare, Cortesi Franco, Marazzi (I capo) Al centro: Fornera Franco, Bianda Agostino, Tonaccia Massimiliano, Poncioni Alfredo, Albertini Giovanni, Grassi Giuseppe In ginocchio: Lorenzetti Luigi, Camanini Raimondo, Lorini Anselmo, Bianda Benvenuto, Bernasconi Giorgio, Pisoni Giacomo Del primo gruppo facevano parte anche: Grassi Claudio, Bianda Ezio, Camani Enrico

letti bianchi in testa che ci fecero ridere perché noi eravamo abituati a vedere le donne di Losone con un velo più tradizionale. Era stata un’uscita davvero faticosa e a un certo punto ho scaraventato il mio bastone in una vallata quasi fosse un giavellotto perché ero decisamente stufo di camminare”. Uno sconforto solo passeggero. A prevalere sono i momenti belli. “A volte ci trovavamo anche con altre sezioni, mi ricordo quella di Minusio, per fare dei giochi. Mentre la trasferta più lunga credo sia stata quella al castello di Trevano”. Sebbene breve, l’esperienza della prima Sezione degli esploratori losonesi è stata certamente intensa. “Di tanto in tanto mi capitava di andare a lavorare con la divisa degli esploratori sotto la salopette così da poter guadagnare tempo. Per esempio il Venerdì santo. Ho poi ancora il cappello degli esploratori. I miei compagni ne erano un po’ invidiosi perché era bello solido. Sembrava quello del capo” conclude con un sorriso. Guardiamo la fotografia dei compagni di allora. Ritornano i nomi e gli aneddoti legati a quel primo gruppo che poi negli anni ha visto arrivare e partire numerosi ragazzi. In cui tutti (o quasi) avevano un soprannome. “Io venivo chiamato Massimiliano scuella, come mio nonno. Si usava fare così per distinguere le diverse famiglie” racconta Tonaccia e aggiunge: “a quei tempi non c’era posto per le ragazze, don Severino Caldelari non permetteva loro nemmeno di cantare nella corale della chiesa”. Una testimonianza preziosa. Di una realtà losonese ormai sempre più sconosciuta. Il discorso si affolla di luoghi, nomi ed eventi. Mentre ne ripercorriamo

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insieme alcuni, cade su un argomento di cui abbiamo già parlato proprio sul bollettino parrocchiale, quello dei soldati senegalesi che soggiornarono a Losone nel periodo 1943-44. “Io ho fatto da padrino a uno di loro, si chiamava Gastone” dice. Poi ci racconta della sua infanzia e di quando le classi della scuola elementare erano composte da una quarantina di allievi e accanto all’edificio scolastico (che si trovava nell’attuale palazzo del Municipio) si coltivava l’orto. “Mi ricordo che eravamo andati alla Melezza e ognuno di noi aveva dovuto trasportare un sasso fino alla scuola per delimitare i sentieri all’interno dell’orto. Quando siamo arrivati mi sembrava che il sasso pesasse un quintale. Mia mamma mi aveva dato delle piantine di fragola da piantare nell’orto. Il maestro ci ha insegnato delle cose che ricordo ancora oggi, fra queste a costruire un barometro. Ne avevo poi fatto uno che ha funzionato fino a poco tempo fa. E raramente sbagliava”. Proprio come la memoria di Massimiliano Tonaccia. Nathalie Ghiggi Imperatori

I lupetti e gli scout di oggi all’ultimo campo estivo in val di Blenio

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Massimiliano Tonaccia oggi con il suo cappello da esploratore ancora perfettamente conservato


verso le periferie

Suor Vento e i suoi bambini Incontro con la fondatrice del Giardino dei piccoli

Cercare di tracciarne un ritratto suscita quasi soggezione. Non per la persona, certo – cominciate a parlarle e sarete a vostro agio nel giro di trenta secondi -, ma per ciò che rappresenta. Alzi la mano chi non conosce suor Ginetta. E non solo ad Ascona, ma in tutto il Locarnese. Dove sono disseminati quelli che lei continua affettuosamente a chiamare “i miei bambini”. Abbiano uno o cinquant’anni. È un’istituzione, insomma, la fondatrice del Giardino dei piccoli, divenuto oggi un centro di socializzazione frequentatissimo. Anche da molti losonesi. Che continua ad essere guidato da una donna energica, ma con il cuore in mano. “Una monella”, si definisce lei stessa, mentre gli occhi le sorridono.

Birichina fin da piccola “Ero già una birichina da piccola – racconta -. Così nessuno mi credeva quando, a nove anni, dicevo che avrei voluto fare la suora, come una delle mie cinque sorelle”. E dopo un’infanzia trascorsa fra l’Abruzzo – di cui era originaria la famiglia – e Poggio Mirteto (in provincia di Rieti), dove lavorava il padre, guardia forestale, a 14 anni arriva la chiamata da Roma. “Dalle mie suore – come dice lei – per vedere se ero veramente decisa ad intraprendere quella vita. Ci sono rimasta due anni, poi, nel ’59, ho cominciato il noviziato a Genova. A 18, nell’agosto del ’61, ho preso l’abito. Nel ’63 i primi voti e cinque anni dopo quelli perpetui”.

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Allora, giovanissima, viene inviata in Toscana assieme ad una consorella per aprire una nuova scuola materna. “Avrei dovuto rimanerci due mesi, invece sono passati 17 anni…”. È quello il periodo in cui la gente che le sta attorno la ribattezza suor Vento, in omaggio alla sua inesauribile energia. Una forza della natura. O, forse, una forza del Cielo…Quella stessa gente, nel 1981, la bacerà sulla fronte, mormorando: “L’abbiamo allevata noi e ora ce la portano via”.

La chiamata di don Pura La partenza sarà per la Svizzera, dove don Alfonso Pura, allora arciprete di Ascona, cercava una suora diplomata. “Sono arrivata – ricorda suor Ginetta – il 29 agosto. Il primo impatto è stato difficile. Era estate, c’era poca gente e io avevo paura che non sarei mai riuscita nel mio compito. Poi mi sono stati affidati i primi bambini e ogni timore è improvvisamente scomparso”. I bambini erano quelli del dopo asilo voluto da don Pura. “Me ne occupavo dal termine delle lezioni fino alle 17.30, per dare una mano alle madri che lavoravano. Ma in poco tempo mi accorsi che quell’impegno non bastava: mi annoiavo e volevo fare di più”. Nacque così, in via Carrà, il primo pre asilo per i bimbi più piccoli. Un’avventura un po’ improvvisata, “costruita con un tavolino da soggiorno e le cassette della birra colorate come sedie. Lo spazio era poco e potevamo accogliere solo dodici bambini”. Ma l’idea ebbe successo, suor Vento riuscì ancora una volta a trascinare tutti con il proprio entusiasmo. “Abbiamo lavorato tanto, assieme a molte mamme, facendo merca-

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tini e costruendo pian piano il Giardino dei piccoli così com’è oggi”. L’anno passato i piccoli ospiti sono stati 67, che si sono intercalati al centro con una media di una ventina al giorno. Oggi la struttura è diventata un luogo di socializzazione per bambini e genitori, un punto di riferimento dove le famiglie trovano sostegno, aiuto concreto e morale. I bimbi vengono accompagnati all’autonomia, rispettando i ritmi e le esigenze di ognuno. D’estate, poi, suor Ginetta anima pure i turni di colonia a Mogno.

Legami che non si spezzano Difficile dire quanti piccoli, in questi 35 anni, siano passati sotto le sue ali. “Non lo so nemmeno io – afferma sorridendo -. Ma sono sicuramente molti, considerando che oggi ci capita di occuparci dei figli di tanti dei bambini che mi furono affidati subito dopo il mio arrivo ad Ascona”. Con tutti ha sviluppato un legame forte, che non si deteriora con il tempo. Basta trascorrere con lei qualche ora per rendersene conto. Innumerevoli le visite e le telefonate di qualcuno dei “suoi bambini” per chiedere notizie, raccontare fatti di vita quotidiana o dare buone nuove. “Spesso in anteprima solo a me”, afferma con una certa soddisfazione. Un affetto ricambiato, perché anche lei continua a seguire la strada di tutti. “Quante volte – ricorda ancora – mi è capitato di accendere una candela per questo o per quella, in vista di un esame o di una prova particolare…”. E un lampo di orgoglio le brilla negli occhi, mentre enumera chi ha avuto successo, nella professione o nello sport.


Mano tesa alle famiglie Ma il cuore di suor Ginetta va anche oltre le pareti del Giardino dei piccoli. Proverbiale il suo sostegno all’impegno missionario nel mondo (“avrei tanto voluto poter partire anch’io, ma la salute non me l’ha permesso e ho finito per fare qui la mia missione”) e anche a favore dei tanti che si trovano in difficoltà appena accanto alla porta di casa. Gli anziani, le famiglie. “Le famiglie – si accalora – che oggi sono tanto cambiate e che spesso, purtroppo, si trovano in grandi difficoltà”. E lei è lì, sempre pronta ad ascoltare e a tendere una mano, senza giudicare. “Ma – aggiunge – quando c’è qualcosa da dire, lo dico chiaramente. A volte ho l’impressione che ci siano troppo benessere e troppa libertà. Che si sia perso per strada il senso di responsabilità. E mi fa piangere il cuore vedere che talvolta i genitori si dimenticano che i bambini non hanno colpa e che hanno bisogno di entrambi”. Non sempre è facile ritrovare la serenità. Suor Vento, però, una soluzione ce l’ha: “Per sentirsi meglio basta confidare nel Signore e non smettere mai di fare del bene. Anche una goccia può avere grandi effetti”.

Il Giardino dei piccoli ha sede presso il Centro parrocchiale san Michele di Ascona, in via Muraccio 21. Si tratta di un luogo di socializzazione per bambini e genitori, dove le famiglie possono trovare sostegno, aiuto concreto e morale. I piccoli ospiti vengono accompagnati all’autonomia, rispettando i ritmi e le esigenze di ognuno. Si favoriscono scambi e stimoli, puntando sul linguaggio, sulla manualità, sul movimento e sulla creatività. È possibile entrare a far parte del gruppo in ogni momento dell’anno. Il centro è aperto dal lunedì al venerdì (salvo il mercoledì pomeriggio), dalle 9 alle 11.30 e dalle 15 alle 17.30, con entrata entro le 16. Le vacanze e le chiusure corrispondono al calendario scolastico. Il Giardino dei piccoli può ospitare al massimo 23 bambini dai 18 mesi ai 6 anni. Le tariffe sono di tre franchi il mattino e tre franchi il pomeriggio.

Barbara Gianetti Lorenzetti

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il tema

L’insegnamento sociale della Chiesa Un grande valore che aiuta a scegliere una direzione di marcia che poggi su dei pilastri solidi 15 maggio 1891: papa Leone XIII pubblica la “Rerum Novarum”, la prima enciclica che tratta della questione operaia. Un documento fondamentale che monsignor Franco Biffi definirà “la carta costituzionale del sindacalismo di ispirazione cristiana (cfr. Rerum Novarum, ed. OCST, 1961). Un tema, quello della dottrina sociale, che sarà valorizzato negli anni da importanti documenti di tutti i papi. Come non ricordare l’enciclica “Mater et magistra” di papa Giovanni XXIII, un’altra pietra miliare che attesta l’attenzione della Chiesa verso il mondo del lavoro? Anche se - ci ricorda ancora monsignor Biffi nell’opera citata - la Chiesa non scopre la dottrina sociale nel 1891: essa è nata con “i Vangeli, le Lettere degli apostoli, le omelie dei Padri (...)”. Dottrina sociale che nel nostro Cantone guida l’azione dell’Organizzazione cristiano sociale ticinese, sindacato che ha mosso i primi passi proprio nel Locarnese (vedi riquadro).

rio cantonale di un sindacato cristiano. Qual è, dunque, quel qualcosa in più che l’ha guidata nella sua azione e che deriva appunto da questo importante aggettivo? “Non penso che si possano fare delle gerarchie: ogni sindacato ha una sua fonte di ispirazione alla quale si riferisce, sia per leggere la realtà del lavoro, sia per orientare la sua azione. Quello che io trovo vitale, originale nell’ispirazione cristiano sociale sono da un lato alcuni principi che sono poi diventati patrimo-

Ed è al suo segretario cantonale, Meinrado Robbiani, che abbiamo voluto rivolgere alcune domande in occasione del suo pensionamento dopo molti anni trascorsi al servizio dei lavoratori. È superfluo dire che compito del sindacato – di ogni sindacato – è quello di operare per la difesa e il bene dei lavoratori. Lei è stato per anni segreta-

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Meinrado Robbiani nel 2003 in difesa delle pensioni


nio di tutti. Si pensi al concetto di bene comune che deve orientare tutta l’attività sociale, si pensi al principio della sussidiarietà, a quello della solidarietà, a quello della destinazione universale dei beni della Terra. Elementi questi che possono fornirci gli strumenti per trovare quella che può essere la strada migliore da seguire per tutelare i lavoratori. Dall’altro lato, personalmente ho trovato nell’insegnamento sociale della Chiesa un patrimonio di grande valore e spessore che aiuta un’organizzazione sindacale a scegliere una direzione di marcia che poggi, appunto, su dei pilastri solidi. Oltretutto va rilevato che oggi le grandi trasformazioni del mondo del lavoro, rapide e radicali, pongono di fronte a scelte particolarmente delicate, dove il potersi riferire a solidi principi e anche a dei richiami etici è certamente di aiuto. Perché oggi il sindacato, forse più di un tempo, è chiamato sì a garantire prestazioni di tipo materiale in difesa del tenore di vita dei lavoratori, ma anche ad attuare delle opzioni e delle scelte più profonde, più qualitative, più di orientamento sociale che evidentemente traggono beneficio dal fatto di disporre di solidi riferimenti ideali”. Trasformazioni del mondo del lavoro rapide e radicali. Che ovviamente pongono problemi. Uno, molto evidente nel nostro Cantone, quello legato all’immigrazione un tempo giudicata indispensabile per la nostra economia ed oggi osteggiata da alcuni settori che alimentano una sorta di “guerra tra lavoratori”. … e nel 2005 ad un convegno degli operai edili

“Direi che ci sono due traiettorie di lungo

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termine che sono venute ad accavallarsi: da un lato l’economia e le imprese si sono orientate verso una ricerca sfrenata e quasi ossessiva di flessibilità, fattore questo che ha introdotto gravi situazioni di precarietà nel lavoro. Un lavoro che oggi è molto più incerto, insicuro; sono nate forme di lavoro precario, saltuario: si pensi al lavoro interinale, a quello su chiamata... Questa è una traiettoria di lungo termine che sta tuttora continuando, dilatata anche dal superamento dei confini nazionali tramite la forte globalizzazione in atto. Ecco, su questa traiettoria è venuto poi ad innestarsi, negli ultimi quindici anni, un cambiamento del regime di gestione dell’immigrazione attraverso la libera circolazione. Ciò che ha ulteriormente introdotto, soprattutto nella nostra regione di confine, enormi pressioni sia di tipo occupazionale sia di tipo salariale e che ha influito, direi, anche sulla cultura stessa imprenditoriale. Oggi devo dire che il mercato del lavoro da noi è veramente in una situazione di forte degrado. Una situazione che genera facilmente nella popolazione - ed è più che comprensibile - reazioni di timore: si vede minacciata la propria occupazione, si teme per i nostri livelli salariali, per il nostro tenore di vita... E la reazione immediata è quella di orientare i propri strali contro i lavoratori che vengono dall’esterno, da noi soprattutto i frontalieri ma non solo, anche quelli che vengono a risiedere qui. Si intravede in loro una minaccia. E questo non rendendosi conto che il male sta altrove, sta in chi utilizza questo nuovo regime di libera circolazione per sfruttare i lavoratori, per lasciare ampio spazio alla flessibilità del lavoro. Questo fenomeno è purtroppo amplificato e corroborato da

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quelle forze che cercano di sfruttare per fini elettoralistici i timori, anche giustificati, della popolazione. Forze che invece di investire energie nel rafforzamento delle tutele dei lavoratori attraverso, da un lato, una legislazione più protettiva e, dall’altro, la diffusione dei contratti collettivi per regolamentare le condizioni di lavoro, sfruttano, traggono alimento dai timori della gente per assumere atteggiamenti anti stranieri, anti Europa… Questo è uno strumentalizzare problemi effettivi che ci sono, per propri vantaggi elettorali che non rispondono comunque ai veri interessi del bene comune. Basti pensare cosa è successo il 9 febbraio del 2014 con l’approvazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa. Iniziativa che risponde effettivamente a dei timori anche fondati della popolazione, ma che poi dà risposte non in grado di alleviare alla radice questi timori. Non ho mai visto, per esempio, queste forze impegnarsi attivamente nel rafforzare le cosiddette misure di accompagnamento, nel migliorare la legislazione per far sì che i Cantoni abbiano la facoltà di introdurre salari minimi, nel modificare i rapporti di lavoro a miglior tutela dei lavoratori. No, utilizzano invece queste paure e i disagi che ci sono: li alimentano ulteriormente per farsene i portavoce. Ma certamente non per diventare forze che cercano assiduamente una risposta ai bisogni effettivi della popolazione”. Ci sono due tipi di immigrazione: quello dei lavoratori e quello, non strettamente legato al “sindacato” ma sicuramente al “cristiano”, della massa di profughi che cercano riparo anche da noi.


“Qui le cose vengono a sovrapporsi e a dilatarsi ulteriormente. Anche perché il rifugiato, ancora più del lavoratore normale, è facilmente identificabile come corpo estraneo. Se non si va alla radice non si vede in queste persone degli esseri umani, dei fratelli che hanno bisogno di un sostegno. Poi chiaramente va tenuto conto di quelle esigenze di equilibrio sociale che vanno tutelate, non assumendo comunque degli atteggiamenti di rifiuto quasi di principio verso chi è diverso, verso chi viene da fuori e ci chiede di aiutarlo a vivere”. Paolo Storelli

Passa una decina di anni prima che il mondo cattolico ticinese raccolga l’appello di Leone XIII. Lo fanno, nel 1902, due sacerdoti di Locarno: don Luigi Simona (1874-1968) e don Carlo Roggero (1868-1938) che fondano un Circolo di studi politico-sociali. Tra gli scalpellini e i muratori nascono le Leghe operaie cattoliche; la prima stabile a Brione Verzasca nel 1903. Vicissitudini interne portano don Simona ad abbandonare l’azione sociale. Azione che, per contro, vede sempre più impegnato don Roggero. Il suo obiettivo: giungere alla fondazione di un sindacato cristiano-sociale. Un obiettivo che sarà presto raggiunto. Nel 1906 aprirà a Locarno il primo segretariato stabile: il “Bureau Popolare” e l’anno seguente darà alle stampe la “La Gazzetta del Lavoratore”. Insomma, grazie a lui è nato il sindacato cristiano-sociale che ben presto si diffonderà in tutto il Cantone. Leggiamo su “Il Lavoro” del 25 marzo 2010: “Don Roggero, vero padre del movimento cristiano-sociale ticinese, insieme ai suoi collaboratori capisce l’importanza della stampa che diventa, pur nei limiti dei modesti mezzi disponibili, uno strumento importante di propaganda e di lotta. Propaganda delle idee cristianosociali (solidarietà, sussidiarietà, ricerca del bene comune), lotta - pur espressa con moderazione - per il miglioramento delle condizioni degli operai e dei contadini e della legislazione sociale cantonale”. Idee che ancora oggi guidano il sindacato e che ritroviamo nell’intervista a Meinrado Robbiani.

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Pokéchiesa Anche i nostri edifici sacri nei percorsi di un discusso gioco elettronico Capita spesso di incontrarli per le strade del paese. Soli o in gruppo. Camminano e intanto tengono gli occhi fissi sullo schermo del loro cellulare. All’inizio veniva da chiedersi cosa stessero facendo. Ora Pokémon Go è diventato un fenomeno talmente diffuso che è ormai conosciuto ai più. Almeno a grandi linee. Si tratta – in buona sostanza – di un gioco elettronico che sfrutta la cosiddetta realtà aumentata per inserire nel nostro mondo quotidiano elementi di fantasia. Una miriade di mostriciattoli creati per un cartone animato giapponese negli anni Novanta e che hanno poi fatto il loro ingresso nel settore dei giochi. Prima sotto forma di carte e poi nell’elettronica. Il dibattito attorno al tema si fa sempre più acceso. C’è chi sostiene che si tratti comunque di un passo avanti positivo rispetto ai videogiochi tradizionali. Gli utenti – ormai oltre cento milioni in tutto il mondo, per la maggior parte giovani – vengono infatti costretti ad alzarsi dal divano e a percorrere a piedi l’ambiente in cui vivono alla ricerca dei vari Pokémon, nascosti in spazi pubblici e privati. Una volta trovati, bisogna riuscire a catturarli, allenarli e poi lanciarli in sfide contro i piccoli mostri di altri allenatori. Il tutto seguendo un percorso indicato dal telefonino. Ci si muove, insomma. E si interagisce con il territorio,

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scoprendone magari caratteristiche sconosciute. Disseminati qua e là vi sono infatti i cosiddetti Pokéstop, punti ritenuti d’interesse, dove si possono ottenere elementi che rendono “più forte” ciascun partecipante. Oppure le “palestre”, dove i Pokémon si allenano e si sfidano. Nella maggior parte dei casi tali siti corrispondono a luoghi, edifici o monumenti reali. Ed è questo uno dei grandi temi di dibattito. Nemmeno Losone e le sue chiese sfuggono alla regola. Due dei Pokéstop losonesi sono infatti situati a san Giorgio e a san Lorenzo, mentre addirittura a san Rocco è stata inserita una palestra. Un modo per riscoprire i nostri edifici sacri? Forse. Non la pensa però così, ad esempio, Antonio Staglianò, vescovo di Noto, la cui cattedrale è pure stata “trasformata” in palestra. Il prelato siciliano ha di recente criticato pubblicamente Pokémon Go, in cui mancherebbe “una partecipazione attiva e cosciente” dei giocatori. “Bisogna avere il coraggio – ha aggiunto – di servirsi del proprio intelletto e non essere telecomandati. I giovani devono essere protagonisti in prima persona”. La discussione è insomma aperta. E accanto a chi, in fondo, guarda con una certa simpatia ai mostriciattoli nascosti fra di noi, c’è anche chi teme che il gioco diventi una vera e propria ossessione, finendo per portare i partecipanti a vivere in una sorta di mondo parallelo, perdendo di vista la realtà. Quella vera.

bgl


I sacramenti che iniziano alla vita cristiana Come iscriversi? BATTESIMO Ai genitori é offerta la possibilità di chiedere alla Chiesa il battesimo per i loro figli piccoli. Con un padrino o una madrina scelti da loro, essi assumeranno il compito e la responsabilità di coltivare le condizioni ideali affinché quel seme di Dio che é già presente nel loro figlio possa germogliare e crescere. La celebrazione del battesimo avviene generalmente la domenica, durante o dopo la messa. E’ previsto un incontro con genitori e padrini in preparazione alla celebrazione del battesimo. Siete pregati di rivolgervi al parroco o di inoltrare il formulario che trovate nel bollettino e sul sito. Anche da giovane o adulto si può ricevere il battesimo dopo una preparazione appropriata e un cammino di catechesi e di celebrazioni, che dura almeno un anno. Prendete contatto con il parroco. EUCARISTIA - prima comunione La consuetudine vuole che i bambini e le bambine che frequentano la terza elementare si preparino alla prima di tante comunioni. A dire il vero non c’è un’età più indicata che altre nella quale si “deve” ricevere la comunione. L’abitudine a venire regolarmente con i genitori alla messa basterebbe a fargli comprendere l’importanza di quel pane spezzato nel quale Gesù si fa presente. Viene però organizzato ogni anno in parrocchia un percorso con l’aiuto di catechiste per preparare e riflettere con i bambini su questo gesto di venire a messa la domenica. I genitori che vogliono far avvicinare i loro figli a scoprire l’eucaristia domenicale possono iscriverli con il tagliando che trovano sul retro di questa pagina. CRESIMA Le ragazze e i ragazzi interessati al cammino di preparazione alla cresima sono pregati di iscriversi attraverso il tagliando che trovano nel bollettino. Saranno richiamati per organizzare gli incontri e le tappe di preparazione al sacramento, a partire dall’ autunno 2016 per celebrare la cresima nell’ottobre del 2017. E’ un invito rivolto ai nati nel 2003 o prima. Anche gli adulti possono ricevere la cresima, soprattutto se a loro è chiesto il servizio di fare da padrino e da madrina. Un corso di 8 incontri è organizzato in parrocchia. Annunciarsi al parroco.

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I genitori di cognome nome iscrivono il loro figlio / la loro figlia al catechismo in preparazione a ricevere il sacramento della comunione della cresima

ciò che fa al caso

e si impegnano ad accompagnarlo/la e a sostenerlo/la in quest’impegno di vita cristiana. data di nascita luogo di nascita padre madre telefono e-mail via domicilio classe frequentata luogo di battesimo data di battesimo Per la cresima: luogo di 1 comunione data di 1 comunione Se lo ritenete opportuno, potete precisarci l’indirizzo per il recapito della corrispondenza:

recapito nome recapito via recapito domicilio firma del/la candidato/a

firma dei genitori

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segnare con una X

Iscrizione al catechismo di cresima

Iscrizione al catechismo di prima comunione

Diocesi di Lugano Parrocchie di ...


Recapiti parrocchiali Centro la Torre Alfredo Soldati 091 785 81 10 (ufficio), 079 352 76 74 alfredo.soldati@lgsa.ch Corale parrocchiale Unitas Candida Gnarini 091 791 58 32 Leslaw Skorski maestro e organista titolare 091 780 73 76 Gruppo animazione messe delle famiglie (GAMF) Eva Perissinotto 091 791 76 86 Daniela Monaco 091 791 36 50 Gruppo mamme Emiliana Andreocchi 091 791 84 75 Gabriella Orru 091 792 14 80 Piccolo grande coro (PGC) Chiara Metrico 076 573 93 83 Sezione scout la Torre Losone casella postale 618, 6616 Losone www.scout-latorre.ch latorrelosone@yahoo.it Consiglio pastorale dell’Onsernone Edy Mancini, Berzona 091 797 15 28 Coro della Valle Onsernone Isabella Dellamora 079 294 56 19

Comitato di redazione don Jean-Luc Farine, don Marco Nichetti, Nathalie Ghiggi Imperatori, Barbara Gianetti Lorenzetti, Lino Bini, Antonio Ceresa, Paolo Storelli


PARROCCHIA DI LOSONE

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LOSONE

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Bollettino Losone Settembre n 3 2016  

Bollettino della parrocchia di Losone Ticino

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