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COMUNITÀ IN CAMMINO

BOLLETTINO PARROCCHIALE LOSONE - onsernone No. 1 - MARZO 2017


I nostri contatti Preti don Jean–Luc Farine

091 791 41 15 076 442 41 15 farjluc@gmail.com

don Marco Nichetti

091 791 41 15 076 693 99 07 marcnic78@gmail.com

casa parrocchiale, via san Materno 7, 6616 Losone sito: www.leparrocchie.ch

Presidenti dei Consigli parrocchiali Losone Auressio Loco Berzona Mosogno Russo Crana Comologno Vergeletto-Gresso

Silvano Beretta Claudia Locatelli Roberto Carazzetti Ursula Terribilini Sonia Gianini Laura Perlini Olimpio Poncioni Martina Gamboni Marco Garbani-Nerini

076 449 16 88 091 780 60 58 091 797 11 85 091 797 12 19 091 797 17 80 091 797 13 27 091 797 12 24 079 428 43 04

Avvertenza Per ragioni di praticità questo bollettino viene distribuito a tutti i fuochi. Ci scusiamo con coloro che non fossero interessati a riceverlo e confidiamo nella loro comprensione. Coloro che volessero segnalare un lettore interessato, ma residente fuori parrocchia, indichino l’indirizzo al rispettivo Consiglio parrocchiale. copertina: Sergio Simona


la lettera del parroco

Recapiti parrocchiali

Centro la Torre Allegra

Alfredo Soldati 091 785 81 10 (ufficio), 079 352 76 74 alfredo.soldati@lgsa.ch

Così ci hanno accolto gli amici engadinesiCorale duranteparrocchiale tutto il tempoUnitas dei campionati mondiali sci. Un saluto romancio CandidadiGnarini 091 791 58 32 / non 078 847 65 08 inventato per l’occasione come Emilia Maggi 079 545 97 78 uno slogan pubblicitario. proprioeilorganista loro salu- titolare 091 780 73 76 Leslaw Skorski Èmaestro to: allegra! Che bell’augurio.

Gruppo animazione messe delle famiglie (GAMF)

E per deformazione professionale mi è Eva Perissinotto 091passaggio 791 76 86biblico: tornato alla mente un Daniela Monaco 791 36 continua50 “Siate sempre lieti.091 Pregate mente, e in ogni circostanza ringraziate mamme ilGruppo Signore.” scrive Paolo alla fine della vare come si sta senza quella sua mano sua prima lettera ai cristiani Salonicco tesa. La letizia, provocata dal sentirsi Emiliana Andreocchi 091di 791 84 75 (1Gabriella Tessalonicesi 5, 16-18). salvati e amati da Dio, non si sospende. Orru 091 792 14 80 Quale segreta pozione magica possono Anzi quaresima è un raddoppiare l’imaver bevuto i cristiani per essere sempre pegno perché la mia vita e quella degli Piccolo grande coro dal (PGC) lieti? La letizia sgorga cuore di colui altri che vivono accanto sia imbevuta di Chiara Metrico 076 573 93 che scopre di essere amato da83 Dio, nello letizia. sperimentare la Sua presenza nel mon- Un santo della letizia è Filippo Neri. Dido, nel coltivare un sereno ottimismo di ceva sovente “Bisogna desiderare di fare Sezione scout laTorre Losone fronte al futuro perché è nella mani di cose grandi per il servizio di Dio e non casella postale 618, 6616 Losone Dio, nel camminare serenamente ver- contentarsi di una bontà mediocre.” Un www.scout-latorre.ch so l’incontro con il Signore nella morte programma quaresimale potrebbe essere latorrelosone@yahoo.it senza remore. La letizia è l’atteggiamen- quindi non accontentarsi della “solita” to cristiano che nasce dalla fede in Gesù bontà che siamo capaci di vivere. Ma di Cristo e chepastorale porta a questo stato di be- moltiplicare sforzi e gesti, atteggiamenti Consiglio dell’Onsernone nessere e di serenità. e progetti per esercitare la bontà ed aliEdy Mancini, Berzona 091 797 15 28 Nel tempo di quaresima in preparazione mentare così la nostra letizia. Come ci alla Pasqua, invitati alla penitenza e al si sente bene quando sappiamo di aver sacrificio, alla sobrietà e a più di spiri- moltiplicato le occasioni di fare il bene. tualità nella nostra vita, dobbiamo met- E termino con un altro passaggio della tere da parte la letizia? stessa lettera ai Tessalonicesi: “Vi preSarebbe un peccato. ghiamo, fratelli, di avere riguardo per Perché non possiamo rinunciare a quello quelli che faticano tra voi… cercate semche più di prezioso abbiamo, perché non pre il bene tra voi e con tutti.” Buon campossiamo fardifinta che per un tempo Dio mino di quaresima e ALLEGRA. Comitato redazione non agisca più con noi, perché nel tempo didon quaresima sospesadon l’opera salviJean – non LucèFarine, Marco Nichetti, Nathalie Ghiggi Imperatori, fica del Cristo quasi che dovessimo proBarbara Gianetti Lorenzetti, Antonio Ceresa, Paolo Storelli

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calendario liturgico

Losone adorazione Le preghiere di adorazione eucaristica sono organizzate il 14 marzo, il 25 aprile e il 16 maggio sempre in san Giorgio alle ore 20. TEMPO DI QUARESIMA Il mercoledì delle ceneri cade il 1° marzo. La messa è celebrata alle ore 18 in san Lorenzo, nella quale sono imposte le ceneri. minestrone di quaresima Ogni venerdì di quaresima, a partire dal 10 marzo, si può consumare un minestrone a mezzogiorno al centro La torre. È un segno per vivere il tempo della quaresima in solidarietà, condividendo con altri il momento del pasto e raccogliendo offerte per il progetto di aiuto scelto per la quaresima. giornata mondiale di preghiera Anche a Losone viviamo questo momento di preghiera ecumenica al centro La Torre il venerdì 10 marzo alle ore 20. tema del sacrificio quaresimale Giovedì 16 marzo alle ore 20, al centro La torre presentazione del tema di sacrificio quaresimale di quest’anno che trovate anticipato alle pagine 6-9. ritiro quaresimale Sabato 1° aprile, ritiro quaresimale per le parrocchie della zona. A Brissago iniziamo con una conferenza quaresimale tenuta da mons. Azzolino Chiappini, segue l’adorazione eucaristica. Nel po-

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meriggio saliamo al sacro monte per celebrare la messa alle 15. Vedi programma pubblicato a pagina 9. In san Lorenzo non verrà celebrata la messa. confessioni pasquali Celebrazione comunitaria della riconciliazione e del perdono il martedì 11 aprile alle ore 19.30 in san Lorenzo. Saranno presenti alcuni preti per la confessione individuale. sacra rappresentazione a Coldrerio La parrocchia di Intragna organizza la trasferta per partecipare alla sacra rappresentazione della passione di Gesù a Coldrerio. Partenza da Intragna alle ore 18.30 di mercoledì 12 aprile (fermate a Verscio e Losone - stazione di benzina coop). Il viaggio ha luogo solo in caso di bel tempo e costa 20.- Inscrizioni presso il parroco 078/9081968 o via mail brianzadonato@gmail.com SETTIMANA SANTA sab 8 aprile ore 17:30 Eucaristia in san Lorenzo dom 9 aprile ore 10:00 Eucaristia in san Lorenzo con la benedizione degli ulivi e la lettura del racconto della passione di Gesù ore 18:00 Eucaristia in san Giorgio lun 10 aprile ore 18:00 Eucaristia in san Giorgio mar 11 aprile ore 18:00 Eucaristia in san Giorgio ore 19.30 confessioni in san Lorenzo


mer 12 aprile ore 09:30 Eucaristia in casa Patrizia gio 13 aprile ore 20:00 Eucaristia della cena del Signore e adorazione in san Lorenzo

madonna di Arbigo A partire dal mese di maggio (e fino a settembre), le messe settimanali del venerdì saranno celebrate nell’oratorio della Madonna di Arbigo alle ore 20, precedute dalla recita del rosario.

ven 14 aprile ore 15:00 celebrazione della passione e morte di Gesù in san Lorenzo ore 20:00 via crucis da Losone ad Arcegno (portare una lampada tascabile e scarpe comode)

sesta domenica di pasqua festa della comunione La domenica 21 maggio alla messa delle ore 10 in palestra, 40 bambini della comunità incontrano Gesù nel sacramento dell’Eucaristia per la prima di tante altre volte (!!!).

PASQUA DEL SIGNORE sab 15 aprile veglia pasquale ore 21:00 in san Lorenzo

festa dell’ascensione del Signore Il giovedì 25 maggio, le messe sono celebrate alle ore 8 in san Giorgio e alle ore 10 in san Lorenzo.

dom 16 aprile ore 08:00 Eucaristia in san Giorgio ore 10:00 Eucaristia in san Lorenzo ore 17:00 canto dei vespri in san Lorenzo seconda domenica di pasqua domenica in albis 23 aprile Alcuni bambini che si preparano alla comunione ricevono oggi il battesimo durante la messa delle ore 10 in san Lorenzo. Alle 11 è convocata l’assemblea parrocchiale al centro La torre per il rinnovo dei mandati dei consiglieri e l’approvazione dei conti 2016. terza domenica di pasqua festa san Giorgio In occasione della festa di san Giorgio, la domenica 30 aprile sarà celebrata solo la messa delle ore 10 in san Giorgio e alle ore 17 cantiamo i vespri in san Giorgio.

pentecoste Il sabato 3 giugno alle ore 20.30 in san Giorgio, veglia ecumenica di preghiera in occasione della festa della Pentecoste. Non è celebrata la messa delle 17.30 in san Lorenzo. La domenica 4 giugno le messe al mattino sono secondo l’orario, nel pomeriggio alle ore 17 canto dei vespri in san Giorgio festa del corpo e sangue di Gesù Il giovedì 15 giugno celebriamo la messa alle ore 10 in san Lorenzo per poi andare in processione sino a san Giorgio (solo in caso di bel tempo). chiesa di san Rocco A partire dal giovedì 22 giugno (e fino a settembre) la messa feriale del giovedì è celebrata nella chiesa di san Rocco.

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calendario liturgico

Onsernone Ceneri Mercoledì 1 marzo ore 17:00 Crana ore 18:00 Loco Messe feriali: Martedì della quaresima (vedere albi) Prima Domenica di Quaresima Sabato 4 marzo ore 16:00 Comologno ore 17:15 Mosogno Domenica 5 marzo ore 09:00 Vergeletto ore 10:30 Auressio (Sponde) Seconda Domenica di Quaresima Sabato 11 marzo ore 16:00 Gresso ore 17:15 Berzona Domenica 12 marzo ore 09:00 Crana ore 10:30 Loco Terza Domenica di Quaresima Sabato 18 marzo ore 16:00 Comologno ore 17:15 Mosogno Domenica 19 marzo ore 09:00 Auressio (Sponde) ore 10:30 Russo CSO Quarta Domenica di Quaresima Sabato 25 marzo ore 16:00 Gresso ore 17:15 Berzona Domenica 26 marzo ore 09:00 Loco ore 10:30 Vergeletto (Annunciazione) Quinta Domenica di Quaresima Sabato 1 aprile Pellegrinaggio pasquale al Sacro Monte di Brissago (vedere programma sulla locandina negli albi parrocchiali)

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Domenica 2 aprile ore 09:00 Vergeletto ore 10:30 Auressio (Sponde) Domenica delle Palme Sabato 8 aprile ore 16:00 Gresso ore 17:15 Berzona Domenica 9 aprile ore 09:00 Loco ore 10:30 Crana Confessioni prima di Pasqua Giovedì 13 aprile a Loco 16:30 - 18:00 Venerdì 14 aprile a Russo 16:00 – 17:15 Sabato 15 aprile a Mosogno 18:00- 19:00 SETTIMANA SANTA Giovedì Santo 13 aprile ore 18:00 Loco (cena del Signore) Venerdì 14 aprile ore 15:00 Russo (Passione del Signore) ore 18:00 Vergeletto (via Crucis) VEGLIA PASQUALE 15 aprile ore 19:30 Mosogno DOMENICA di PASQUA 16 aprile ore 9:00 Comologno ore 10:30 Loco Lunedì 17 aprile ore 10:30 Gresso Seconda Domenica di Pasqua (in Albis o della Divina Misericordia) Sabato 22 aprile ore 16:00 Gresso ore 17:15 Berzona Domenica 23 aprile ore 09:00 Crana ore 10:30 Auressio (Sponde)


Terza Domenica di Pasqua Sabato 29 aprile ore 16:00 Comologno ore 17:15 Mosogno Domenica 30 aprile ore 09:00 Vergeletto ore 10:30 Loco (Sassello) Lunedì 1 maggio Santuario di Re (vedere albi per il programma) Quarta Domenica di Pasqua Sabato 6 maggio ore 16:00 Gresso ore 17:15 Berzona Domenica 7 maggio ore 09:00 Crana ore 10:30 Auressio (Sponde) Quinta Domenica di Pasqua Sabato 13 maggio ore 16:00 Comologno ore 17:15 Mosogno Domenica 14 maggio ore 09:00 Vergeletto ore 10:30 Loco Sesta Domenica di Pasqua Sabato 20 maggio ore 16:00 Gresso ore 17:15 Berzona Domenica 21 maggio ore 09:00 Crana ore 10:30 Auressio (Sponde) Ascensione Giovedì 25 maggio ore 09:00 Loco ore 10:30 Russo Settima Domenica di Pasqua Sabato 27 maggio ore 16:00 Comologno ore 17:15 Mosogno Domenica 28 maggio

ore 09:00 Vergeletto ore 10:30 Loco (Prei)

Pentecoste Sabato 3 giugno ore 16:00 Gresso ore 17:15 Berzona Domenica 4 giugno ore 09:00 Auressio (Sponde) ore 10:30 Crana SS. Trinità Sabato 10 giugno ore 16:00 Comologno ore 17:15 Mosogno Domenica 11 giugno ore 09:00 Vergeletto ore 10:30 Loco Corpus Domini Giovedì 15 giugno ore 09:00 Russo ore 10:30 Berzona (processione) XI Domenica Ordinaria Sabato 17 giugno ore 16:00 Gresso ore 17:15 Berzona (Matro) Domenica 18 giugno ore 09:00 Crana ore 10:30 Auressio (Sponde) XII Domenica Ordinaria Sabato 24 giugno ore 16:00 Comologno ore 17:15 Mosogno Domenica 25 giugno ore 09:00 Vergeletto ore 10:30 Loco SS. Pietro e Paolo Mercoledì 29 giugno ore 10:30 Crana (Festa Patronale)

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attività parrocchiali

Campagna quaresimale Siamo polvere e polvere ritorneremo Il tema dell’accaparramento delle terre è al centro della campagna quaresimale di quest’anno. Sacrificio quaresimale ci invita a guardare, attraverso la lente della nostra fede, un grave fenomeno moderno che porta via la terra coltivata, causando la povertà e la fame di bambini, donne e uomini che non hanno fatto nulla per meritarselo. Le sacre scritture offrono diversi spunti per avvicinarci a questo fenomeno, che in fondo così moderno non lo è… Possiamo iniziare dai capitoli 1 e 2 della Genesi dove vediamo come il primo essere umano viene plasmato a partire dalla terra. La parola adamo, che Dio sceglie per designare la prima persona,

deriva etimologicamente dalla parola significa terreno colterra: adamah tivato, in contrapposizione a terreno incolto, come lo sono la steppa o il deserto. Sempre nella Genesi, nel formulare il suo castigo, Dio conclude così: «tornerai alla terra dalla quale sei stato tratto», frase che può anche essere letta nell’ottica della materia vivente che nasce dalla terra, si alimenta dei frutti della terra e che morendo ritorna ad alimentare la vita. Il legame tra l’essere umano e la terra, e in particolare la terra coltivata, è quindi fissato fin dal principio. Se Dio esige dall’essere umano un ruolo attivo quale guardiano della terra «[…] lo mise nel giardino di Eden per coltivare la

Il legame tra l’essere umano e la terra, e in particolare la terra coltivata, è fissato fin dal principio.

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terra e custodirla», la terra rimane però sempre un prestito, mentre egli stesso ne è il proprietario: «la terra è mia e voi siete presso di me come forestieri e inquilini» (Levitico 25,23) e «io vi ho condotti in una terra da giardino, perché ne mangiaste i frutti e i prodotti.» (Geremia 2,7). Il riconoscimento biblico di Dio quale proprietario ha una chiara implicazione etica concernente il modo in cui la terra e ciò che si trova su di essa debbano essere utilizzati. Proprio per questo la terra dovrebbe essere a disposizione di tutti e, specialmente, dei poveri. La minaccia per le famiglie contadine derivava già allora dai potenti, in particolare dai re. Perdere la terra significava per gli uomini e le donne dell’antico Testamento perdere la libertà e diventare schiavi. Perciò anche i profeti si rivolgono più volte in maniera estremamente incisiva a coloro che si accaparrano la terra: «Guai a quelli che aggiungono casa a casa, che uniscono campo a campo, finché non rimanga più spazio, e voi restiate soli ad abitare nel paese!» (Isaia 5, 8) o in Michea 2,1-2: «Guai a quelli che meditano l‘iniquità e tramano il male sui loro letti, per eseguirlo allo spuntar del giorno, quando ne hanno il potere in mano! Desiderano dei campi, e se ne impadroniscono; delle case, e se le prendono». Elia addirittura, racconta un vero e proprio caso di land grabbing, il furto della vigna di Nabot da parte del re Acab (1 Re 21, 15-16): «Puoi andare a prendere possesso della vigna che Nabot si rifiutava di cederti: ora è morto. A queste parole Acab si alzò subito e andò a impadronirsi della vigna di Nabot». Solo il sincero pentimento di Acab induce Dio a non punirlo come avrebbe voluto. Tuttavia per il senso di giustizia di Dio l’uccisione di Nabot ri-

mane estremamente grave, tanto che la punizione non è annullata ma ricade sul figlio.

IL MANIFESTO Vedere al di là delle apparenze Sacrificio Quaresimale rinnova il suo invito, durante la Quaresima, a mettere sotto la lente d’ingrandimento un aspetto della nostra società. In passato erano stati i jeans, la carne di pollo o l’oro. Oggi sull’immagine dei cartelloni vediamo un mucchio di banconote. Questa lente che vediamo sul cartellone è una lente speciale: non ingrandisce, ma fa vedere al dì là delle apparenze. Questa lente sono i nostri valori cristiani, è la

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nostra fede nel Vangelo, nel messaggio di liberazione che ci ha portato Gesù, la “buona novella”. Una fede che ci fa vivere nella speranza di un mondo in cui ci sia abbastanza affinché tutte le persone vivano bene, senza soffrire nessuna ingiustizia, senza avere fame, senza dover rinunciare alla loro dignità o alla loro salute per avere un futuro. Una fede che ci motiva a vivere tutta la nostra vita come un cammino di conversione. Non è sul denaro in sè che quest’anno Sacrificio Quaresimale ci chiede di fermarci e osservare con attenzione. Bensì sugli investimenti che alcune delle nostre banche e alcune delle nostre casse pensioni operano con i soldi che abbiamo loro affidato. Attraverso la lente vediamo che cosa c’è dietro questi soldi: la sofferenza di persone che sono scacciate dalla loro terra. Ciò accade per esempio in Indonesia, come si può intuire osservando i dettagli dell’illustrazione. Qualcuno potrebbe controbattere che si tratta, appunto, di un’illustrazione. Invece è la realtà, anche se abbiamo scelto di rappresentarla con un disegno. Migliaia di famiglie contadine devono lasciare la loro terra per far spazio alle monocolture di palma da olio. Per queste persone la terra è fondamentale perché genera ciò di cui si nutrono. Se perdono i loro terreni coltivabili hanno meno da mangiare, devono indebitarsi per nutrirsi o magari, disperati, emigrano peggiorando la loro situazione. Con la nostra campagna ci appelliamo alle persone di buona volontà affinché costruiscano una società che valorizzi la vita. Riprendendo una delle forti espressioni usate da papa Francesco, invitiamo le persone a non vivacchiare ma a vivere

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pienamente e, pertanto, ad agire. Il Santo padre ci ha regalato una bella preghiera per chiedere a Dio di aiutarci a vivere pienamente la nostra responsabilità di cristiani nel mondo. Daria Lepori, Sacrificio Quaresimale www.vedere-e-agire.ch

Preghiera per la nostra terra

[…] Dio d’amore, mostraci il nostro posto in questo mondo come strumenti del tuo affetto per tutti gli esseri di questa terra, perché nemmeno uno di essi è dimenticato da te. Illumina i padroni del potere e del denaro perché non cadano nel peccato dell’indifferenza, amino il bene comune, promuovano i deboli, e abbiano cura di questo mondo che abitiamo. da: Lettera enciclica “Laudato Sii” di papa Francesco sulla cura della casa comune, (n° 246)

Il progetto che vorremmo sostenere

Assumere un atteggiamento sostenibile nei confronti delle risorse idriche Ci troviamo nel sudovest della Colombia. È un progetto inserito nel programma globale di Sacrificio Quaresimale per quel paese del sud America e che promuove la costruzione della pace e la difesa dei diritti umani. I beneficiari diretti di questo progetto


abitano in undici località dei departimentos di Cauca, Caquetà, Putumayo e Nariño. Si tratta di quasi 800 giovani e adulti, tra cui le donne sono un po’ meno della metà. I beneficiari indiretti raggiungono quota 10’000. In gran parte si tratta di meticci la cui esistenza dipende unicamente dall’agricoltura e dalla pastorizia e che appartengono alle fasce più povere della popolazione. Le ferite della guerra civile e di quella per il controllo della “via della droga” non sono ancora rimarginate: sfratti e arruolamenti forzati, rapimenti, incendi delle colture sono all’ordine del giorno. In questo fragile contesto si innestano ora le pianificate cessioni a privati dei

diritti di sfruttamento dei corsi d’acqua per utilizzarle nell’estrazione delle materie prime. Se da una parte il governo centrale ottiene a corto e medio termine importanti entrate, dall’altra rimane sordo ai bisogni delle popolazioni locali e ne dimentica i diritti. Il progetto che si intende sostenere nell’ambito del sacrificio quaresimale si articola su due assi. Quello educativo, per far nascere nelle giovani generazioni la consapevolezza dell’importanza di una gestione parsimoniosa delle risorse idriche. Il secondo è più socio-politico per ottenere, attraverso il dialogo con le autorità locali, che alle undici località sia garantito l’accesso all’acqua.

In ritiro al sacro monte Con le parrocchie pellegrinaggio quaresimale a Brissago Le parrocchie di Ascona, Brissago, Centovalli, Losone, Valle Onsernone, Terre di Pedemonte e Ronco s/Ascona vi invitano al pellegrinaggio quaresimale al Sacro Monte di Brissago. Al centro della giornata sta la preparazione immediata per la Pasqua, ormai imminente. Un’esperienza da vivere insieme, con serietà e impegno ma anche nella gioia dello stare e camminare insieme. Abbiamo previsto, dunque, una mattinata di riflessione con una conferenza quaresimale nella chiesa parrocchiale di Brissago, un momento di preghiera e adorazione (con la possibilità di confessarsi), il pranzo in comune in un ristorante della zona, la Via Crucis con la sali-

ta al sacro Monte di Brissago e, infine, la celebrazione Eucaristica vespertina presso il santuario dell’Addolorata. Pasqua non è uno scherzo, occorre prepararsi bene: venite anche voi! Vi aspettiamo. I vostri preti Ceslaw, Donato, Jean-Luc, Marco, Massimo, Paul e Sebastian

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Due gite primaverili Scoprire Cremona e Mantova Il Gruppo di animazione del centro La Torre propone, da sabato 6 maggio a domenica 7 maggio, una gita a Cremona e Mantova. Il programma prevede il sabato una visita al museo del violino (Cremona), pranzo con degustazione presso l’”Osteria del maiale” a Polesine Parmense; a Mantova visita del Palazzo Ducale con la Camera degli Sposi e del centro storico, cena con specialità mantovane. La domenica una visita al Palazzo Te di Mantova, S.Messa nella chiesa della Madonnina del Po, pranzo gastronomico presso il “Cavallino Bianco” di Polesine Parmense e visita alle cantine di stagionatura del Culatello della famiglia Spigaroli. La partenza è prevista per le ore 06.30 dal piazzale dei bus antistante le scuole medie di Losone e il rientro nella tarda serata della domenica. Costo totale per persona CHF 230.- (camera doppia) CHF 250.- (camera singola). La quota comprende il viaggio in comodo torpedone, pernottamento, entrate nei musei e visite guidate, un pranzo (sabato), una cena (sabato) e un pranzo (domenica), comprese le bibite . Iscrizioni fino ad esaurimento dei posti disponibili al numero 079 352 76 74 (Alfredo Soldati) o alfredo.soldati@lgsa.ch.

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Pellegrinaggio a Padova Il vicariato del Locarnese organizza un pellegrinaggio a Padova per sposi e famiglie dal 25 al 28 maggio. Partenza il 25 in pullman da Contone, presso la Sanitas Troesch SA (parcheggi a disposizione). Visiteremo i luoghi più significativi di Padova come le Basiliche di Sant’Antonio e di Santa Giustina, il Santuario S. Leopoldo, la Cappella degli Scrovegni, le varie piazze e altro. Inoltre la Villa Pisani a Strà sulla riviera del Brenta, i colli Euganei e l’Abbazia di Praglia. I prezzi fissati sono i seguenti: adulti matrimoniale CHF 450.-; adulti singola CHF 480.-; bambini fino a 12 anni compiuti CHF 100.-; ragazzi dai 13 ai 18 anni compiuti CHF 150.-. La quota d’iscrizione comprende il viaggio in pullman fino a Abano Terme e ritorno, le diverse trasferte tra Abano Terme e Padova, 3 notti in mezza pensione (bevande escluse), guida turistica e i due pranzi (per il primo e l’ultimo giorno). Tutti i biglietti d’ingresso. Per le iscrizioni scrivere all’indirizzo email: pastfamiliarelocarno@ticino.com oppure telefonare al no. 078 / 748 08 01 (dalle 15:00 alle 20:00). Termine d’iscrizione: 28 marzo 2017.


VESTItiVESTO a Losone Lo scorso mese di gennaio ha preso avvio anche a Losone il progetto VESTitiVESTO promosso dalla fondazione Amici della Vita. Nata nel 1990, la fondazione ha iniziato la sua attività nel riciclo degli abiti, dapprima in Romania e Albania. Negli anni, nonostante ci siano in Ticino diversi negozi che offrono vestiti a buon prezzo e mercati dell’usato ben forniti, la fondazione ha riscontrato la necessità di offrire abiti a prezzi simbolici anche in Ticino e opera attualmente in quattro punti di distribuzione sparsi su tutto il territorio cantonale. VESTitiVESTO, oltre al suo forte impegno sociale, propone un riciclaggio sensato degli esuberi nel settore dell’abbigliamento, sia nuovo che usato.

Abiti a un prezzo simbolico

VESTitiVESTO è un progetto destinato a persone che si trovano in una comprovata situazione di ristrettezza finanziaria. La fondazione non rilascia tessere, anche se può venir richiesta una dichiarazione da parte della cassa disoccupazione, dell’assistenza o di un altro ente riconosciuto. Particolare attenzione è prestata anche alle persone anziane, una categoria ritenuta silenziosa ma spesso non meno nel bisogno. Nei giorni di distribuzione gli abiti vengono distribuiti a un franco simbolico al pezzo. Un prezzo pensato per superare lo stato di vergogna che talvolta la persona può provare trovandosi in difficoltà finanziarie e nel contempo contribuire a recuperare una parte delle spese a carico della fondazione. Il rimanente viene coperto attraverso i

contributi volontari di privati, aziende e associazioni.

Raccolta e distribuzione

La fondazione raccoglie esclusivamente vestiti nuovi o usati in buono stato: magliette, camicie, biancheria, calze, pantaloni, gonne, pullover, scarpe, felpe, giacche leggere, giacche invernali, ecc. Gli abiti possono essere consegnati nei giorni di distribuzione direttamente al Centro la Torre dalle 13 alle 14. Su richiesta viene offerto anche un servizio di ritiro. Prossime date di distribuzione a Losone: giovedì 23 marzo: 14 - 15 giovedì 20 aprile: 14 - 15 giovedì 18 maggio: 14 - 15 giovedì 22 giugno: 14 - 15

Per maggiori informazioni: Fondazione Amici della Vita C.P. 1030, 6850 Mendrisio www.amicidellavita.org telefono: 079 331 35 05 Facebook: FondazioneAmiciDellaVita

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l’ospite

Piccole comunità cristiane a Bogotà Colombia – Il lungo cammino verso la pace

Scuola biblica in una casa privata

Negli ultimi mesi i media hanno parlato della Colombia come non avevano fatto da molto tempo; e non si trattava né del tema della droga, né della violenza, bensí del serio sforzo di porre fine a un conflitto armato, che dura da piú di 50 anni e che ha causato la morte di 220’000 persone e costretto milioni a lasciare i propri villaggi. Come sta scritto nel titolo del trattato di pace, si tratta di costruire una pace “estable y duradera” (stabile e duratura). Consideriamo un grande privilegio poter stare in Colombia in questo momento storico tanto importante. Il 24 novembre dello scorso anno il presidente Juan Manuel Santos e il coman-

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dante della guerriglia Rodrigo Londoño (alias “Timochenko”) firmarono il trattato di pace definitivo tra il governo e la guerriglia FARC-EP (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia – Ejército del Pueblo). La firma e l’implementazione di questo trattato é indubbiamente un passo molto importante. Però una cultura di una pace realmente vissuta, dopo tanti anni di violenza, non si può crearla semplicemente con una firma. La gente ha vissuto troppa disillusione, troppa sofferenza e troppe perdite. E nelle metropoli come Bogotà, dove c’è molta criminalità e diffidenza, la pace non sorge da un giorno all’altro.


Flavio pianifica gli incontri con gli animatori

La vita nei quartieri poveri La differenza tra i quartieri benestanti al nord e quelli più poveri al sud della città con i suoi 8 milioni di abitanti è più che evidente. Ogni giorno viaggiano migliaia di persone nei bus strapieni dal sud al nord per lavorare. Traffico, smog e viaggi della durata di due ore provocano stress e insoddisfazione. Così ci sono anche tante persone dei quartieri Palermo Sur, Diana Turbay e San Agustín, dove da più di 20 anni è attiva la Corporazione Casitas Bíblicas, che sopportano quotidianamente il viaggio – “contenti” di avere almeno un lavoro. In questi tre quartieri ci sono molti piccoli negozi, venditori ambulanti, ristoranti e c’è molta vita. Però, a causa dell’alto tasso

di disoccupazione, dei salari bassi e della mancanza di prospettiva per il futuro, ci sono anche furti, assalti, criminalità tra bande giovanili e violenza domestica. La diffidenza è palpabile e la gente è molto prudente nel dare informazioni personali.

Casitas Bíblicas – Una alternativa

La gente di Casitas Bíblicas (Casette Bibliche) si riunisce settimanalmente nelle case private. Qui si vive in un clima di fiducia e sostegno reciproco. Si legge la Bibbia in comunità e si relazionano i testi con la vita quotidiana. Il metodo si chiama: “Vida-Biblia-Vida” (vita-Bibbia-vita). Prima di tutto si tratta di condividere la vita in comunità con i suoi aspetti piacevoli e difficili. Partendo dalla vita, si pongono domande sui testi biblici per poter

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Novena di Natale in casa privata

poi ritornare alla vita e continuare il propio cammino in una maniera rafforzata. Nelle “casitas” la gente festeggia, prega, ride e piange. Ogni mese si riuniscono i partecipanti di tutte le comunità nella “Escuela Bíblica“ (scuola biblica) per approfondire i testi e per preparare gli incontri del prossimo mese.

Il centro delle Casitas dà visibilità

Nel lungo cammino della lettura della Bibbia é nato il desiderio di assumere un ruolo maggiore in diversi campi della vita. Oggi un campo molto importante è per esempio la cura dell’ambiente: si è iniziato a coltivare orti sulle terrazze delle case e si organizzano corsi sul tema dell’alimentazione sana o del riciclaggio.

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Oppure si è focalizzato il tema della parità tra donne e uomini; ciò che in una società dominata soprattutto dagli uomini e che spesso produce violenza contro le donne, é estremamente importante. Insieme ai nostri predecessori della Missione Betlemme Immensee la gente delle Casitas è riuscita ad inaugurare nel 2011 un piccolo centro. Da allora Casitas è molto più visibile nel quartiere e ha più spazio per offrire attività, corsi o incontri con gruppi di bambini, giovani e adulti che necessitano più posto. Per Casitas il centro apre nuove possibilità e prospettive. Si offrono già corsi di danza, canto, chitarra o teatro, però anche dei corsi di approfondimento dell’inglese o di alfabetizzazione. L’anno scorso si è formato un gruppo che ha riscoperto la produzione


di borse lavorate all’uncinetto secondo una tecnica indigena. La vendita dei prodotti è una fonte di guadagno. Come cooperanti di COMUNDO accompagnamo e sosteniamo con il team di coordinazione i diversi gruppi e il consiglio direttivo. Secondo le nostre ca-

pacità e esperienze proponiamo diverse offerte e attività. Viviamo questi anni con Casitas Bíblicas come un grande arricchimento e siamo molto riconoscenti di poter vivere quest’esperienza. Flavio Moresino-Zipper

Confronto dei giovani con la parola di Dio

Andrea e Flavio con Leandro a sinistra e Maurizio a destra

Il ticinese Flavio Moresino-Zipper (originario di Morbio Inferiore e nipote del defunto parroco di Minusio don Angelo Moresino) è nato a Lucerna. Dopo gli studi di teologia ha lavorato per la pastorale giovanile della diocesi di Losanna-Ginevra-Friborgo e per Missio a Friborgo. Per 19 anni è stato docente nei corsi estivi di tedesco per ragazzi e ragazze della Svizzera italiana al ginnasio di Immensee. Dal 2014 vive con la sua famiglia a Bogotá, dove lavora con sua moglie Andrea come cooperante di COMUNDO (l’unione delle associazioni Inter-Agire e Bethlehem Mission Immensee) per la Corporazione “Casitas Bíblicas”.

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il consiglio parrocchiale informa

Losone In consiglio partenze e arrivi Domenica 23 aprile, alle 11, al centro la Torre, è in programma l’assemblea parrocchiale durante la quale è previsto il rinnovo delle cariche. Due membri del consiglio hanno già annunciato l’intenzione di lasciare il proprio incarico e dovranno quindi essere sostituiti. All’ordine del giorno della riunione anche la discussione del conto consuntivo 2016.

È sempre attivo il sito internet delle parrocchie. Lo trovate all’indirizzo:

www.leparrocchie.ch Vi trovate tutta una serie di informazioni riguardanti i calendari liturgici e gli orari – regolarmente aggiornati – delle celebrazioni. Vi sono pure indicazioni sulle diverse attività comunitarie, sulle modalità riguardanti i sacramenti, sulle infrastrutture e anche qualche cenno storico.

Sì ai preventivi 2017

Collette particolari 2016

Da ricordare che l’ultima assemblea si è svolta nello scorso dicembre ed è stata caratterizzata dall’approvazione dei preventivi 2017. In quell’occasione il presidente Silvano Beretta aveva messo in risalto, in particolare, gli sviluppi previsti in seguito all’avanzamento dei lavori per la realizzazione della residenza Dorotea. In tale ambito si prevedeva un’entrata lorda annua di 340 mila franchi e, dedotti interessi e spese, un utile di circa 90 mila franchi. Anche grazie a tali entrate i conti per l’anno corrente, approvati dall’assemblea, dovrebbero chiudersi con una lieve maggior uscita, stimata attorno ai 1’700 franchi. Ciò nonostante, aveva ancora sottolineato Beretta, la situazione finanziaria della parrocchia dovrà essere oggetto di un’attenta analisi da parte del nuovo consiglio, soprattutto per cercare di invertire la tendenza alla costante erosione delle entrate garantite dal versamento dell’imposta parrocchiale, al quale rinuncia un numero sempre maggiore di contribuenti.

Nel corso dell’anno 2016, diverso collette realizzate durante le celebrazioni, sono state versate ai destinatari secondo le indicazioni che vengono dalla diocesi di Lugano. Per un totale di 15’565 franchi. Ecco il dettaglio. Per la Missione interna e restauro chiese, il 6 gennaio: 235.-; per il fondo solidarietà mamma e bambino, il 17 gennaio: 610.-; per il Sacrificio Quaresimale (le buste raccolte la domenica delle palme): 8’100.-; per i cristiani della Terra Santa, il venerdì santo: 515.-; per la Caritas in Ticino, il 1 maggio: 360.-; per gli strumenti di comunicazione sociale, l’8 maggio: 350.-; per i rifugiati, il 19 giugno: 660.-; per l’Obolo di San Pietro, il 29 giugno: 290.-; per Caritas svizzera, il 21 agosto: 280.-; per la Missione interna, il 18 settembre: 515.-; per l’evangelizzazione dei popoli, il 23 ottobre: 1’660.-; per l’Opera della migrazione, il 6 novembre: 280.-; per l’Università di Friborgo, il 27 novembre: 540.-; per le vocazioni, il seminario, i sacerdoti anziani:

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l’11 dicembre: 500.-; per l’ospedale pediatrico di Betlemme, il 25 dicembre: 670.La domenica 22 maggio, in occasione della celebrazione della prima Comunione, abbiamo versato all’Associazione “Crescere Insieme” la somma di 1’680 franchi, frutto della colletta fatta durante la celebrazione. Caritas Ticino ci informa che la raccolta di vestiti nei cassettoni piazzati al centro La torre e sul terreno parrocchiale accanto al ristorante ex-Lupatini, ha prodotto 2660 chili di abiti usati. Per la precisione 1744 al centro La torre e 916 chili al parcheggio in via Mezzana. In tutto il cantone sono stati trattati da Caritas 330 tonnellate di abiti, scarpe e accessori che la popolazione ha donato attraverso i 110 cassettoni sparsi in tutto il territorio.

Mosogno Il consiglio parrocchiale di Mosogno informa che nell’anno 2016 sono state raccolte offerte dalle chiese e oratori per Fr. 3502,50; per la festa Patronale di San Bernardo con incanto doni e offerte Fr. 1973 e l’incasso della festa di Fr. 2921,70. Il consiglio parrocchiale ringrazia di cuore i generosi benefattori.

Attività in valle - Novena di Natale 2016

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arte e storia

Una “nuova” via Crucis Terminati a Comologno i lavori di restauro Nel novembre 2016 si sono conclusi i lavori di restauro delle quattordici cappelle della via Crucis di Comologno, segno di devozione e piccolo tesoro artistico onsernonese, unico nel suo genere, come ci spiega l’architetto Maria Rosaria Regolati Duppenthaler: “La via Crucis di Comologno ha due peculiarità. Innanzitutto si tratta dell’unica interamente conservata in valle Onsernone, secondariamente presenta contemporaneamente dipinti di epoche diverse, gli originali del Settecento e gli affreschi realizzati negli anni Cinquanta del secolo scorso”. Sulla data di realizzazione della via Crucis di Comologno, dalla singolare

conformazione triangolare, non ci sono documenti, se non il millesimo 1772 dipinto su alcune delle stazioni. Gli affreschi più antichi sono effettivamente della fine del Settecento e vengono attribuiti alla bottega di Giuseppe Maria Borgnis di Craveggia. “Se le date sulle cappelle corrispondono al momento dell’esecuzione delle pitture” racconta l’architetto Maria Rosaria Regolati Duppenthaler “un coinvolgimento diretto dell’artista non è possibile perché egli è morto a Londra nel 1761. Vi sono però sicuramente somiglianze con la sua opera”. Le tracce settecentesche hanno attraversato i secoli e sono rimaste ben riconoscibili principalmente sulle volte

Una panoramica della via Crucis - © Djamila Agustoni / Progetto parco nazionale Locarnese

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e sui piedritti delle tre grandi cappelle d’angolo, nonostante il passare degli anni e le sollecitazioni atmosferiche. Per porre rimedio all’inclemenza del tempo e all’incuria degli uomini nel 1930 venne costituito il comitato Pro Cappelle che nel 1935 ricostruì tre cappelle, distrutte nel 1883 a seguito del cedimento del soprastante muro del cimitero, e decise di restaurare le altre. Il secondo conflitto mondiale fermò questo slancio e fu solo a guerra terminata, nel 1947, che si deliberò di affidare l’esecuzione degli affreschi a quattro noti artisti della scena ticinese. Una giuria - composta da Piero Bianconi, don Agostino Robertini, Giuseppe Bolzani, Gabriele Fantuzzi, Augusto Ugo Tarabori, Hermes Gamboni e don Giuseppe Bonanomi - scelse di incaricare Emilio Maria Beretta, Mario Marioni, Pietro Salati e Alberto Salvioni. I lavori si conclusero nel 1952. Sebbene da allora siano stati eseguiti alcuni interventi di conservazione e di restauro, in occasione del sessantesimo anniversario è emersa l’urgenza di intervenire per salvaguardare questo patrimonio artistico, culturale e religioso.

I lavori di conservazione e restauro

Con l’architetto Maria Rosaria Regolati Duppenthaler, che ha progettato e diretto i lavori di restauro, abbiamo ripercorso alcune tappe dell’intervento. “I lavori di prevenzione effettuati principalmente fra gli anni Settanta e Novanta hanno permesso di contenere i danni dovuti al trascorrere del tempo, alla situazione topografica e alle condizioni atmosferiche, ma molti affreschi risultavano rovinati in particolare a

La cappella IX prima dell’opera di restauro

causa delle infiltrazioni d’acqua”. Dopo un’attenta analisi preliminare dello stato di conservazione è stato proposto al Comune un piano degli interventi che prevedeva un restauro capillare di tutto il complesso. “Il restauro, costato circa 285mila franchi, ha richiesto un impegno finanziario da parte del Comune di Onsernone, dell’Associazione Amici di Comologno - da cui è partita l’iniziativa - della Società 5 stelle e della Parrocchia di Comologno, ma anche il sostegno di sussidi cantonali e federali, di diverse fondazioni e di privati. Senza questi aiuti sarebbe stato impossibile intervenire. In un primo momento si è operato sulle

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strutture, in particolare su tetti e piedi, per risanare le cappelle e impedire nuovi danni dovuti alle infiltrazioni d’acqua. Solo allora è stato possibile procedere con il restauro dei dipinti”. Gli affreschi vengono così portati a nuova vita dalle abili e pazienti mani dei restauratori. “Sono stati effettuati dapprima degli interventi di tipo conservativo, come la pulizia degli affreschi o il consolidamento della pittura e degli intonaci laddove si stavano staccando. Si è quindi proceduto con l’integrazione delle parti mancanti”. Diverse sono le tecniche utilizzate, spiega l’architetto Regolati Duppenthaler, che permettono da un lato di restituire allo sguardo l’opera nel suo complesso, dall’altro, di distinguere sempre l’integrazione dall’originale. Anche se non sempre è possibile raggiungere tale obiettivo. “Sta proprio nella bravura del restauratore capire fino a che punto intervenire” racconta la nostra interlocutrice “per esempio, in una cappella mancavano elementi sufficienti per ricomporre la faccia del Cristo. In quel caso si è optato per quella che viene chiamata un’integrazione a neutro, senza dipingere un volto nuovo che sarebbe risultato un falso. Durante la preparazione dei lavori, per raccogliere più dettagli possibile, sono state molto preziose le fotografie degli anni Cinquanta e quelle scattate durante i restauri precedenti”. Immagini che hanno permesso di scoprire anche alcune curiosità. “Le pareti esterne delle quattro cappelle inferiori erano dipinte di rosso, e solo in seguito sono state ritinteggiate di bianco come le altre dieci. Anche se inusuale, si è deciso di ridare loro quel colore”.

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I lavori si sono conclusi da poco ed è già tempo di guardare al futuro. “Un restauro non è mai risolutivo e non si riesce ad eliminare tutte le cause di degrado. Ne possono sempre sorgere di nuove. Ora sarà importante tenere sotto controllo le cappelle e procedere a degli interventi regolari di manutenzione” conclude Maria Rosaria Regolati Duppenthaler. Nathalie Ghiggi Imperatori Per saperne di più: La “nuova Via Crucis” di Comologno, a cura di Maria Will, Ed. Topik, 2013.

La cappella IX dopo l’opera di restauro


L’incrocio di inestimabili patrimoni Incontro con la restauratrice della scultura di san Giorgio

Sabrina Pedrocchi al lavoro per eliminare gli effetti del tempo dal san Giorgio

A volte è difficile capire il valore di ciò che abbiamo. Fino a quando non lo vediamo attraverso gli occhi degli altri. Prendiamo il caso della scultura di san Giorgio. Quante volte lo sguardo dei fedeli losonesi si è posato sul cavaliere, sul suo cavallo e sul drago trafitto. Una presenza consueta, che ha perso – nel tempo – ogni eccezionalità. Eppure, quando nel cantone si tratta di organizzare mostre dedicate ad opere risalenti allo stesso periodo o legate all’iconografia sacra, puntuali giungono le richieste di prestito. Era già successo in passato ed è ancora accaduto di recente. Fra il marzo e il giugno del 2014, ad esempio, per l’esposizione “La nube dei testimoni. Santi in Ticino: arte, fede e iconografia”, allestita

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al Museo d’arte di Mendrisio. E ancora poco fa, quando la scultura è stata trasferita – da ottobre a gennaio – alla Pinacoteca Züst di Rancate, per la bella mostra “Legni preziosi”, curata dall’architetto Mario Botta. Il “nostro” san Giorgio, insomma, è un’opera preziosa, oltre che una presenza molto amata da tanti losonesi. Un’effigie, però, un po’ malridotta e proprio l’ultimo spostamento nel Mendrisiotto ha messo in risalto la necessità di un intervento per migliorarne le condizioni. “Chissà dove lo manderanno?”, si saranno chiesti in molti, pensando a trasferte internazionali per raggiungere rinomati atelier specialistici. Invece no. Proprio grazie ai “malanni” del santo, Losone ha scoperto di avere sul suo territorio un altro patrimonio importan-

La scultura risale alla seconda metà del ‘400

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te. Un laboratorio nel quale, da 27 anni ormai, convergono da ogni dove tele e sculture lignee bisognose di restauro. Vi lavora Sabrina Pedrocchi, che quell’arte l’ha appresa a Firenze. “Poi – racconta lei stessa – ho operato per un paio d’anni assieme a un collega nel Luganese, per trasferirmi alla fine proprio qui e mettermi in proprio”. Le richieste arrivano in via ai Molini da musei, da proprietari privati e, spesso, anche da enti proprietari di chiese. “Si tratta frequentemente – spiega lei stessa – di interventi riguardanti dipinti (in prevalenza) o sculture protetti. Per cui ogni restauro va concordato con l’Ufficio beni culturali”. Pedrocchi lavora a Losone e per Losone ha anche già operato. “Una ventina d’anni fa – aggiunge – su un quadro nella chiesa di san Lorenzo”. Veniamo, dunque, a quanto appena eseguito sulla scultura lignea di san Giorgio. Come stava – le chiediamo – quando le è stata affidata? “Discretamente direi – chiarisce la specialista -. I danni maggiori li aveva subiti in passato. Poi, negli ultimi tempi, le sue condizioni si sono, diciamo così, stabilizzate”. Ad aver pesantemente influito sull’opera, il fatto di esser stata posta per lungo tempo, a partire dal 1799, in un nicchione situato sulla facciata della chiesa, proprio sopra il portale. Cosa che l’ha esposta a tutti gli agenti atmosferici. “Sole, pioggia, gelo, caldo, freddo non le hanno certo fatto bene – spiega ancora l’esperta -. Così la copertura policroma è venuta a cadere. Si è consumata e abrasa. È poi stata sottoposta a due interventi di restauro. Fra il 1880 e il 1890, quando è stata ridipinta e consolidata, e poi nel 1974, con una ripulitura dalle incrostazioni”. Lavori di cui la restauratrice ha individuato le


L’ultima posizione della scultura in chiesa

Con gli anni il legno si è molto essicato

tracce. “Sono, ad esempio, state chiuse le crepe più profonde e si è pure proceduto ad inserire segmenti nuovi dove il legno era venuto a mancare”. A livello di policromia, i colori originali sono ormai quasi tutti praticamente scomparsi, “salvo il rosso sul manto del santo e anche qualche traccia d’oro. Bianco e grigio si riconoscono invece ancora qua e là sul cavallo. Direi, infine, che il drago è la parte più malridotta”. In particolare Sabrina Pedrocchi si è concentrata sulle condizioni del legno, tarlato e crepato in più punti. “Nel tempo – aggiunge lei stessa – è diventato molto secco, perdendo la sua caratteristica elasticità. Senza contare lo strato polveroso che ricopriva l’intera scultura”. Dopo la rimozione dei depositi superficiali, la restauratrice ha dunque proceduto ad una serie di iniezioni e all’applicazione di apposite sostanze impregnanti con un pennello, in modo da garantire un consolidamento strutturale. “In alcuni punti, poi – aggiunge – il legno era venuto a mancare a causa dell’erosione provocata dai tarli. Ho dunque provveduto a stuccature con materiali compatibili”.

Obiettivo generale del restauro è stato quello di preservare il san Giorgio da ulteriori danni. “Sì – specifica l’esperta -, non si è trattato di un lavoro estetico, ma conservativo. Ritoccare ulteriormente l’opera non avrebbe avuto senso. Anche perché oggi l’attitudine generale nell’ambito dei restauri è la conservazione, senza tentare di ricreare le condizioni originali, ormai andate perse per sempre. Ma va detto che il lavoro di ripulitura ha comunque permesso alla scultura di ritrovare una certa vivacità e brillantezza. Ora è fondamentale che si individuino soluzioni affinché il ritorno in chiesa non provochi nuovi decadimenti”. Sì, perché ad aver compromesso le condizioni della statua negli ultimi anni è stata la sua posizione nell’edificio sacro. O meglio, il fatto di essere situata direttamente sopra la bocchetta del riscaldamento ad aria. Cosa che ha facilitato l’eccessiva essicazione del legno. “Per migliorare le cose – conclude Sabrina Pedrocchi – vi sono varie possibilità. Una potrebbe essere quella di cambiare il sistema di riscaldamento. Oppure si potrebbe pensare di porre il san Gior-

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gio in una bacheca isolante, dotata di un sistema di monitoraggio interno. Per la buona conservazione dell’opera è infatti fondamentale che temperatura e, soprattutto, tasso di umidità rimangano costanti. Quest’ultimo dovrebbe essere sempre mantenuto fra il 50 e il 60 per cento”. L’accurato lavoro di restauro appena concluso dall’esperta è dunque stato solo il primo passo per garantire al san Giorgio un futuro in salute. Ora si tratterà di creare in chiesa le condizioni ideali perché la scultura possa ritornarvi senza rischi. Da qui la decisione del consiglio parrocchiale di lasciare temporaneamente la scultura affidata a Sabrina Pedrocchi, in attesa di aver progettato e concretizzato il necessario per poterla riaccogliere al meglio nella sua casa. Barbara Gianetti Lorenzetti

Il san Giorgio di Losone è stato per anni al centro delle discussioni degli esperti in quanto a datazione e identità dell’autore. Su quest’ultimo elemento ancora non è stata raggiunta identità di vedute, mentre per quanto riguarda il periodo di esecuzione, viene oggi indicato come la seconda metà del Quattrocento, in periodo tardo gotico. In origine l’effigie del santo si trovava sull’altare maggiore della chiesa. Dopo alcuni spostamenti a seguito di modifiche dell’edificio sacro, si fa risalire al 1799 il suo spostamento all’esterno, in un nicchione posto sopra il portale principale. Nonostante varie proteste per l’inadeguatezza dell’ubicazione, qui rimase fino al 1969. Nel 1974 fu sottoposta ad un restauro e nel 1975 posta sulla parete destra del presbiterio, dove si trova tuttora. Quanto alla sua presenza fra noi, Lara Caldelari, nel catalogo della recente mostra alla Pinacoteca Züst di Rancate, scrive: “Come una scultura di tale qualità possa essere giunta a Losone non è oggi dato di sapere, anche se occorre ricordare che all’epoca il comune, definito ‘borgo’ già nel 1274, costituiva una vicinanza della pieve di Locarno e poteva contare su statuti propri e quindi godere di una limitata autonomia che andava certamente di pari passo con una certa indipendenza finanziaria e, v’è da immaginare, vivacità culturale”.

Dal 1799 al 1969 il san Giorgio è rimasto all’esterno della chiesa, in un nicchione sopra il portale

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l’intervista

Infiniti slanci verso il prossimo L’impegno nel soccorso dell’onsernonese Paolo Fornera Nasce da una tragedia lo slancio che, da vent’anni ormai, porta Paolo Fornera ad adoperarsi per il prossimo. “Una ragazza della valle era scomparsa e i servizi di soccorso si erano mobilitati per ritrovarla. La conoscevamo e, con alcuni amici, chiedemmo di poter partecipare alle operazioni di ricerca”. La vicenda finì purtroppo in modo drammatico, “ma mi lasciò dentro la voglia di impegnarmi in quel settore”. Quarantasei anni, originario di Losone e domiciliato a Gresso, dipendente del Comune di Onsernone, Fornera ha dunque fatto del soccorso una sorta di missione. “Dopo quei primi passi – racconta ancora lui stesso – ho continuato come volontario del Gruppo soccorso Onsernone, che col tempo è diventato una sezione della Colonna di soccorso del Club alpino svizzero (CAS) di Locarno. Oggi faccio parte del gruppo dei capi intervento e sono il responsabile per la valle”. Non solo. Da tre anni Fornera è pure comandante dei pompieri onsernonesi, oltre che samaritano. In più si è formato come “first responder”, una di quelle persone – cioè – appositamente preparate per intervenire d’urgenza in caso di attacco cardiaco. Una trafila impressionante di impegni, insomma. Un investimento di tempo e di energie non da poco. Per lui e anche per la sua famiglia (è sposato e padre di due figli). Eppure, se gli si chiede cosa lo spinga ad andare avanti, fa quasi fatica a rispondere. “All’inizio è stata una sorta di curiosità. Poi ho cominciato a partecipare a qualche esercitazione della colonna di Locarno, mi è piaciuto e…

Paolo Fornera in azione durante l’estate…

cosa posso dire? mi è venuto il pallino per il soccorso”, aggiunge sorridendo. Soprattutto nell’ambito del CAS l’impiego di tempo è notevole. Ogni anno bisogna contare una ventina di giorni almeno di istruzione. Poi ci sono i picchetti, che per i capi intervento significano l’esser reperibili quattro o cinque giorni al mese. “Infine – spiega lo stesso Fornera – si arriva agli interventi veri e propri. Difficile dare

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cifre in quest’ambito. Dipende dalle annate e dalle stagioni. I picchi, ovviamente, li abbiamo in estate. L’anno scorso, in totale, ne abbiamo fatti una sessantina. Ognuno è diverso per natura e per durata. Si va da quelli di poche ore a quelli che proseguono per settimane. Dai recuperi di morti, feriti o di persone che non sono più in grado di muoversi da sole, alla ricerca degli scomparsi. Quanti ne ho fatti in questi vent’anni? Sinceramente non saprei proprio dire”. Ognuno è diverso, appunto. Nel cuore gli è ovviamente rimasto il primo. Tragico sì, ma che gli ha acceso una sorta di fuoco sacro dentro. “Poi a colpire molto – racconta

...e anche durante la stagione invernale

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ancora – sono quelli che coinvolgono bambini. Fortunatamente finora sono sempre stato protagonista di storie a lieto fine. Ma quando parti lo fai sempre con una marcia in più, con un’ansia particolare. Sperando che finisca bene. Come quel caso che ci lasciò tutti increduli: ci allertarono per un bimbo di tre anni disperso in una valle del Locarnese. Dopo affannose ricerche, lo ritrovammo a circa due chilometri di distanza e nessuno ha mai capito come abbia fatto a coprire da solo quella distanza…”. Poi c’è la preoccupazione e anche la caparbietà che porta talvolta i soccorritori a continuare a cercare – magari anche con ore di volontariato – persone di cui si sono perse le tracce da tempo. “Capita di non darsi pace. Di non riuscire a spiegarsi come mai qualcuno sia svanito così, nel nulla, senza lasciare alcun segno dietro di sé. E poi ti ritrovi ad avere contatto con i familiari. Che pure non sanno darsi pace. E continui a perlustrare ogni angolo, sperando che qualcosa venga alla luce. Perché capisci che, a volte, è tragico, drammatico e doloroso restituire un corpo a parenti e amici, ma lasciarli nell’incertezza può essere anche peggio”. Lavorare con la colonna – ma anche con i pompieri o con i samaritani – presuppone un attaccamento particolare alla valle e alla sua gente. “Vero – conferma Fornera -. Si conosce tutti e ci si trova spesso ad operare fianco a fianco. Con il dottor Beppe Savary, ad esempio. Oppure con i diversi giovani che, fortunatamente, negli ultimi anni hanno deciso di impegnarsi in questo o quell’ambito”. Una fortuna, certo. Anche perché col tempo diventa sempre più difficile trovare nuove forze pronte a lanciarsi in attività di questo genere. “Da una parte – spiega il nostro interlocutore – per la necessità di conciliare il soccorso


con la professione. Magari qualcuno lo farebbe anche, ma non è sempre facile trovare datori di lavori disposti a permettere una tale libertà ai propri dipendenti. E poi, spesso, con i giovani capita che debbano allontanarsi per studiare. Noi, comunque, in Onsernone siamo fortunati. Basti dire che il nostro corpo pompieri conta oggi una ventina di militi. Un numero più che rispettabile per una realtà periferica”. Un vantaggio, forse, è anche quello di avere alle spalle “vecchi” colleghi pieni di passione, come Paolo Fornera. Il quale, ovviamente, non ha alcuna intenzione di mollare. “Finché ne avrò la forza – conclude convinto – continuerò”. bgl

A destra, una riuscita esercitazione di salvataggio. Sotto, il Gruppo soccorso Onsernone

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I iniziative nostriparticolari contatti

Una Preti

dimora per ricominciare

Sostegno concreto alle popolazioni terremotate

don Jean–Luc Farine

091 791 41 15

di 41 monoblocchi preIl vescovo di Lugano, Valerio Lazzeri, ha do diverse famiglie 076 442 15 e completi di tutto deciso di sostenere un progetto concre- fabbricati modulabili farjluc@gmail.com to a favore delle popolazioni terremotate il necessario per diventare confortevoli di Lazio e Marche, anche come segno di abitazioni temporanee. Diverse sono già don Marco Nichetti 091 791 41 15 amicizia verso il suo omologo di Rieti. In state fornite, ma le richieste continuano e 076 693 99 07 nuove forniture è nequest’ambito propone ora a tutte le co- per poter garantire marcnic78@gmail.com munità parrocchiali ticinesi di sostenere cessaria la relativa copertura finanziaria. concretamente l’azione “Una dimora per Caritas e la diocesi di Rieti sono impegnaper raggiungere tale obiettivo e la chiesa casa parrocchiale, sandiMaterno 7, 6616teLosone ricominciare”. Si via tratta un’iniziativa volta a garantire alle vittime più fragili del ticinese collabora con loro. La parrocchia terremoto – famiglie con anziani, bambi- di Losone ha già potuto raccogliere 3’000 sito: www.leparrocchie.ch ni, malati – un luogo decoroso dove poter franchi grazie al gesto di un generoso dosoggiornare, in attesa di soluzioni più sta- natore. Chiunque volesse ancora contribubili e definitive, ritrovando un ambiente ire, sarà il benvenuto e può rivolgersi al familiare. In dei particolare si stanno dotan- parroco. Presidenti Consigli parrocchiali

Losone Silvano Beretta 076 449 16 88 Auressio Claudia Locatelli 091 780 60 58 Loco Roberto Carazzetti 091 797 11 85 La diocesi apre una nuova porta alle vittime di abusi Berzona Ursula Terribilini 091 797 12 19 Mosogno Sonia 091 797 17 Dando seguito all’invito di Gianini papa France- ad ascoltare chiunque si 80 sia sentito colRusso Laura Perlini 091 797 13 27 o come sco, la diocesi di Lugano ha deciso di isti- pito dal fenomeno, direttamente Crana Olimpio Poncioni 091 797 12 24 testimone. Se però si preferisse un altro tuire un servizio che apra una nuova porta Comologno Gamboni alle persone vittime diMartina abusi sessuali com- approccio, è ora possibile rivolgersi a due professionisti, che Vergeletto-Gresso Marco Garbani-Nerini 079sapranno 428 43 04ascoltare e asmessi in ambito ecclesiale. Il vescovo stes-

In ascolto delle ferite

so premette di essere sempre disponibile

sicurare un accompagnamento, con totale discrezione e indipendenza, alle persone coinvolte e ai loro familiari. Chiunque ne sentisse la necessità non esiti dunque a rivolgersi a:

Avvertenza Carlo Calanchini, 091/923.72.72, Per ragioni di praticità questo bollettino carlo.calanchini@gmail.com viene distribuito a tutti i fuochi. Ci scusiamo con coloro che non fossero interessati a riceverlo e confidiamo oppure a nella loro comprensione. Pezzati, 076/592.27.22, Coloro che volessero segnalare un lettoreRita interessato, ma residente fuori pezzri@gmail.com parrocchia, indichino l’indirizzo al rispettivo Consiglio parrocchiale. copertina: Sergio Simona 28


Recapiti parrocchiali Centro la Torre Alfredo Soldati 091 785 81 10 (ufficio), 079 352 76 74 alfredo.soldati@lgsa.ch Corale parrocchiale Unitas Candida Gnarini 091 791 58 32 / 078 847 65 08 Emilia Maggi 079 545 97 78 Leslaw Skorski maestro e organista titolare 091 780 73 76 Gruppo animazione messe delle famiglie (GAMF) Eva Perissinotto 091 791 76 86 Daniela Monaco 091 791 36 50 Gruppo mamme Emiliana Andreocchi 091 791 84 75 Gabriella Orru 091 792 14 80 Piccolo grande coro (PGC) Chiara Metrico 076 573 93 83 Sezione scout laTorre Losone casella postale 618, 6616 Losone www.scout-latorre.ch latorrelosone@yahoo.it Consiglio pastorale dell’Onsernone Edy Mancini, Berzona 091 797 15 28

Comitato di redazione don Jean – Luc Farine, don Marco Nichetti, Nathalie Ghiggi Imperatori, Barbara Gianetti Lorenzetti, Antonio Ceresa, Paolo Storelli


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Pedrazzini Tipografia SA, Locarno

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Bollettino n 1 2017  

Parrocchia di Losone e Onsernone

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