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Bollettino interparrocchiale delle CENTOVALLI

Chiesa di sant’Antonio da Padova - Lionza

Estate 2017


Recapiti dei preti Donato Brianza

tel. 091 796 11 29 - 078 908 19 68 - brianzadonato@gmail.com

Tarcisio Brughelli tel. 091 780 74 71 - tarcisio.brughelli@gmail.com Orario delle Celebrazioni Per l’orario delle Celebrazioni si prega di consultare gli albi parrocchiali: per chi ha una connessione internet e desidera avere l’orario mensile direttamente sulla propria posta (o altre informazioni) mandi una mail al seguente indirizzo: brianzadonato@gmail.com IL SITO INTERNET DELLA PARROCCHIA È ATTIVO: www.leparrocchie.ch Per le vostre offerte Bollettino interparrocchiale

Banca Raiffeisen Verscio c.c.p. 65-4765-0 IBAN CH17 8028 1000 0024 6725 0

Parrocchia Intragna

Banca Raiffeisen Verscio c.c.p. 65-4765-0 IBAN CH87 8028 1000 0014 6330 1

Parrocchia Golino

Conto postale 65-2616-2

Madonna del Posso

Banca Raiffeisen Verscio c.c.p. 65-4765-0 IBAN CH33 8028 1000 0026 4233 8

Parrocchia Palagnedra

Banca Raiffeisen Verscio c.c.p. 65-4765-0 IBAN CH38 8028 1000 0014 4585 0

Parrocchia Borgnone

Banca Raiffeisen Verscio c.c.p. 65-4765-0 IBAN CH24 8028 1000 0013 7839 6

Oratorio san Lorenzo-Camedo Banca Raiffeisen Verscio c.c.p. 65-4765-0 IBAN CH37 8028 1000 0013 8427 3 Rettoria di Rasa

Conto postale 65-7760-1

Associazione restauri chiesa e campanile Rasa

Banca Raiffeisen Verscio c.c.p. 65-4765-0 IBAN CH58 8020 1000 0021 4747 9

Parrocchia Verdasio Oratorio Nostra Signora Intragna

Banca Raiffeisen Verscio c.c.p. 65-4765-0 IBAN CH22 8028 1000 0015 1200 1 Banca Raiffeisen Verscio c.c.p. 65-4765-0 IBAN CH37 8028 1000 0013 1035 9

Oratorio Madonna della Segna, Comino Banca Raiffeisen Verscio c.c.p. 65-4765-0 IBAN CH45 8028 1000 0015 1081 1 Oratorio San Giovanni Nepomuceno, Sassalto 2

Banca Raiffeisen Verscio c.c.p. 65-4765-0 IBAN CH05 8028 1000 0015 1085 2


Oratorio Maria Addolorata, Costa d’Intragna

Banca Raiffeisen Verscio c.c.p. 65-4765-0 IBAN CH88 8028 1000 0013 1176 9

Oratorio san Carlo-Corcapolo

Banca Raiffeisen Verscio c.c.p. 65-4765-0 IBAN CH16 8028 1000 0013 0598 4

Oratorio Santi Filippo e Giacomo

Banca Raiffeisen Verscio c.c.p. 65-4765-0 IBAN CH16 8028 1000 0021 2699 2

Oratorio sant’Antonio di Padova Banca Raiffeisen Verscio c.c.p.65-4765-0 Lionza IBAN CH35 8028 1000 0025 0582 3

Presidenti e Segretari dei Consigli Parrocchiali, Responsabili degli Oratori e della Rettoria Bordei

Martin Arnold

Tel. 091-798.13.80

Borgnone

Marisa Jelmoni

Tel. 079-398.29.24

Calascio

Mario Gaiardelli (Verscio) Tel.079-426.43.83

Camedo

Luigi Rizzoli

Tel. 079-366.76.06

Corcapolo

Gianmaria Pellanda Ivo Pellanda (Locarno)

Tel. 078-824.60.14 Tel. 079-676.77.03

Costa s.Intragna

Isaia Pedretti (Camedo - segretario)

Tel. 079-665.92.35

Costa s.Borgnone

Mauro Fiscalini (Brissago) Tel. 091-793.24.20

Golino

Patrizio Zurini

Intragna

Tarcisio Dariz Tel. 091-796.23.76 Adriana Vaerini (segretaria) Tel. 091-745.22.25

Lionza

Bernadette Balassi

Tel. 091-798.11.29

Moneto

Renata Fiscalini

Tel. 079-240.02.71

Rasa

Claudio Simoni (Gordola – segretario)

Tel. 091-745.29.44

Palagnedra

Gianvito Mazzi Tel. 079-753.66.63 Carla Sciaroni (segretaria) Tel. 091-745.32.57

Verdasio

Marco Bonzani

Vosa

Carmen Pedretti (Camedo) Tel. 079-672.43.70

Tel. 079-457.05.24

Tel. 091-798.14.16

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La lettera del Parroco Cari lettori, confezionando questo bollettino parrocchiale dell’estate mi sono accorto che quasi tutte le pagine ci raccontano di “viaggi e cammini”: in particolare i pellegrinaggi delle nostre comunità parrocchiali che riscuotono sempre molto successo; il pellegrinaggio che ci porterà nel prossimo mese di ottobre in Israele (non ho inserito l’iscrizione in questo bollettino in quanto è già tutto esaurito, ma solo il programma cosicché chi non partecipa può ugualmente seguirci da casa…); il cammino di Ercole Pellanda verso Santiago di Compostela, il cammino dei cantori delle Stelle nelle fredde strade di Intragna e Golino per l’annuncio del Natale; il cammino e – in alcuni casi – l’ascensione sulle nostre montagne per celebrare anche quest’anno le numerose feste patronali di cui vi allego il programma annuale. Ma anche il cammino di fede dei bambini che hanno ricevuto la prima Comunione lo scorso mese di maggio, il viaggio di partenza delle nostre care suore…e mettiamoci pure il cammino o meglio, il volo, che dei rondoni stanno compiendo dal sud dell’Africa… verso la casa parrocchiale per la gioia dei bambini della scuola elementare che hanno preparato con varie attività questa “accoglienza” e non da ultimo il cammino, seppur breve, degli stessi bambini di scuola elementare che in occasione del rinnovo dell’edificio scolastico, saranno ospitati per l’intero prossimo anno scolastico nel salone parrocchiale. Una delle Preghiere Eucaristiche che si recita a Messa si conclude con un’invocazione al Padre: “Fa’ che al termine del nostro pellegrinaggio possiamo giungere 4

alla dimora eterna dove tu ci attendi”. Ma allora possiamo ben dire che la nostra vita è un pellegrinaggio e il pellegrinaggio stesso è icona, una rappresentazione concreta della vita. Tutte le grandi religioni monoteistiche hanno conosciuto nel corso della loro storia e conoscono ancora grandi pellegrinaggi. Per il popolo di Israele il viaggio di Abramo e degli altri Patriarchi verso la terra promessa e anche oggi l’importanza per ogni ebreo praticante di recarsi alla città santa per eccellenza: Gerusalemme. Il viaggio nella tradizione cristiana è già attestato con Gesù (peregrinazioni dalla Galilea alla Giudea attraverso la Samarìa e nelle terre pagane limitrofe alla Palestina “andando di villaggio in villaggio” come dice il Vangelo), poi con gli stessi dodici Apostoli e i lunghi viaggi di san Paolo apostolo di Tarso. Più tardi i pellegrinaggi verso “i luoghi santi” per eccellenza: ancora una volta Gerusalemme, Roma, Santiago de Compostela, Roma e i vari santuari mariani. Anche nell’Islam il viaggio ha sempre svolto un ruolo fondamentale fin dall’origine. Uno dei cinque pilastri della fede islamica è il pellegrinaggio alla Mecca, in Arabia Saudita, da compiersi almeno una volta nella vita avendone le possibilità fisiche ed economiche. Partiamo dunque anche noi idealmente nella lettura di questo bollettino ricordandoci sempre che possiamo incamminarci per tanti motivi: per turismo, per divertirci, per sfuggire da una situazione difficile, per arricchirci culturalmente, umanamente e spiritualmente. Possiamo, per altrettanti motivi, anche non


metterci in cammino fisicamente e viaggiare solo con la fantasia e nei sogni… ma il cammino più difficile rimane sem-

pre quello che porta dalla mente al cuore e ritorno. Donato

Cammina, sei nato per il cammino. Cammina, hai un appuntamento. Dove? Con chi? Ancora non lo sai, forse con te stesso? Cammina, i tuoi passi saranno le tue parole, la via la tua canzone, la fatica la tua preghiera, alla fine, il tuo silenzio ti parlerà. Cammina, solo, con gli altri, ma esci da te stesso. Ti creavi dei rivali, troverai dei compagni; immaginavi dei nemici, ti farai dei fratelli. Cammina, la tua mente non sa dove i passi conducono il tuo cuore. Cammina, sei nato per percorrere la via, quella del pellegrino. Un Altro cammina verso di te e ti cerca perché tu possa trovarlo. Al santuario, meta del cammino, al santuario, nel profondo del tuo cuore. Lui è la tua Pace, Lui è la tua Gioia. Va, Dio già cammina con te. 5


Rinnovo dei consigli parrocchiali Alla fine del mese di aprile si è proceduto alla nomina dei nuovi membri dei consigli parrocchiali per il prossimo quadriennio. Auguri ai nuovi arrivati e anche a chi prosegue questo servizio prezioso nelle nostre comunità. Borgnone

Marisa Jelmoni Bernadette Balassi Isaia Pedretti

presidente

Golino

Patrizio Zurini Francesca Fibbioli

presidente

Intragna

Tarcisio Dariz Mariateresa Mobiglia Ercole Pellanda Adriana Vaerini

presidente

Palagnedra

Gianvito Mazzi Rosilde Mazzi Carla Sciaroni

presidente

Verdasio

Marco Bonzani Urbano Fiscalini Rita Giovannacci Mario Quarenghi Sandra Giovannacci

presidente

segretario

segretaria

segretaria

segretaria

Il parroco è membro di diritto. Delegato del Municipio: Stefano Früh.

FESTE PATRONALI E ALTRE CELEBRAZIONI CENTOVALLI 2017 Se non indicato altrimenti le Celebrazioni iniziano alle 10.30. Si prega comunque di consultare sempre gli albi parrocchiali o il sito www.leparrocchie.ch 15 gennaio 02 febbraio 09 febbraio 11 febbraio 01 marzo 04 marzo 02 aprile 07 aprile 6

Sant’Antonio Abate a Lionza (10.30) e Golino (ore 11.00) Candelora ad Intragna (ore 17.00) Santa Apollonia a Costa s/Intragna (ore 10.00) Madonna Lourdes, unzione infermi s. Donato (ore 15.00) Imposizione Ceneri Golino (ore 17.00) Madonna del Rosario a Camedo (ore 10.00) San Vincenzo Ferrer a Corcapolo Madonna Addolorata a Costa s/Intragna (ore 10.00)


12 aprile 23 aprile 30 aprile 07 maggio 14 maggio 21 maggio 25 maggio 28 maggio 31 maggio 04 giugno 10 giugno 11 giugno 18 giugno 29 giugno 01 luglio 02 luglio 09 luglio 16 luglio 22 luglio 23 luglio 30 luglio 01 agosto 06 agosto 13 agosto 15 agosto 16 agosto 20 agosto 27 agosto 02 settembre 03 settembre 10 settembre 14 settembre 17 settembre 23 settembre 24 settembre 01 ottobre 08 ottobre 15 ottobre 22 ottobre 29 ottobre 05 novembre 11 novembre 13 dicembre

Processione storica a Coldrerio San Giorgio a Golino Santi Filippo e Giacomo a Moneto San Gottardo ad Intragna e festa Prima Comunione 1° Anniversario “Capela Vegia” Palagnedra San Michele Arcangelo a Palagnedra Madonna del Buon Consiglio a Vosa Madonna di Caravaggio a Corcapolo Messa al Ponte Romano Intragna Nostra Signora ad Intragna Pellegrinaggio parrocchiale Madonna Cornabusa (BG) Sant’Antonio di Padova a Lionza San Giovanni Nepomuceno a Sassalto Santi Pietro e Paolo a Bordei Processione e Messa Madonna del Posso a Golino (ore 17.00) Madonna della Segna a Comino Madonna di Pompei a Calascio Madonna del Carmelo a Borgnone Santa Maria Maddalena a Vosa (ore 15.00) Sant’Anna a Rasa Sant’Anna a Costa s/Borgnone Celebrazione alla Cappella di Sign s/Intragna Santi Giacomo e Cristoforo a Verdasio San Lorenzo a Camedo Santa Maria Assunta a Borgnone San Rocco a Costa s/Borgnone Madonna della Neve a Terravecchia Madonna del Buon Consiglio a Cresto-Monadello Madonna Montenero Rasa Madonna del Posso a Golino Nome di Maria ai Sirti (diga Palagnedra) Santa Croce a Moneto Madonna Addolorata a Costa s/Intragna Madonna delle Grazie a Moneto Madonna Addolorata a Palagnedra Madonna del Rosario a Intragna Madonna del Rosario ad Palagnedra Madonna del Rosario a Golino Madonna del Rosario a Verdasio Madonna del Rosario a Rasa San Carlo Borromeo a Corcapolo Riunione consigli parrocchiali a Golino Santa Lucia a Costa s/Intragna (ore 14.30)

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La partenza delle suore dalla casa san Donato di Intragna Dopo aver dedicato la pagina dei ricordi dello scorso bollettino dell’estate 2016 alla storia della presenza delle suore ad Intragna, occorre ora aggiungere un ultimo capitolo: quello della partenza. Sabato 17 dicembre 2016 si è celebrata una Messa nella cappella della casa san Donato cui hanno partecipato molte persone. E’ seguito il pranzo di saluto assieme agli anziani, le autorità, la direzione della casa, il personale e diversi preti della zona che hanno voluto salutare le suore e ringraziarle per tutto il bene che hanno fatto in questi lunghi anni di permanenza in mezzo a noi.

Così ha scritto il vescovo Valerio: Lugano, 17 ottobre 2016 Reverende e care Suor Imelda, Suor Mariangela e Suor Rosa, la vostra Superiora Generale, Madre Pia Villiger, mi ha comunicato lo scorso 11 ottobre che durante il corrente anno terminerà la presenza, iniziata nel 1960, delle Religiose della Vostra Congregazione nella Casa San Donato di Intragna. Comprendo i motivi di questa decisione, peraltro ben indicati dalla Vostra Madre nel citato scritto ed esprimo a Voi, ricordando nel contempo anche tutte le Consorelle che vi hanno precedute lungo gli anni in questo Istituto, la mia più viva riconoscenza per la vostra evangelica testimonianza e per il vostro generoso servizio. Il bene da Voi compiuto rimane scritto per sempre nel grande libro della vita e nel cuore di tante persone da Voi aiutate e sollevate nei momenti di difficoltà, di sofferenza e di solitudine con la Vostra quotidiana sollecitudine e la Vostra premurosa attenzione. Auguro di cuore che il Vostro cammino di consacrate prosegua in serenità e fiducia dove continuerete la Vostra missione, mentre con fraterno affetto invoco su di Voi la benedizione del Signore. +Valerio Lazzeri, Vescovo di Lugano 8


In ricordo di suor Emilia Pia Pellanda Venerdì 21 aprile è stata celebrata nella cappella del Carmelo di Santa Teresa a Brione sopra Minusio la Messa di deposizione di suor Emilia Pia Pellanda, da Intragna, professa nelle suore di Menzingen nel 1947. Così si può leggere nel necrologio: «Il 26 settembre 1921 nacque ad Intragna Giovannina, la quale rallegrò la famiglia già composta da tre fratelli. Ella scrisse: Il papà purtroppo l’ho goduto poco; era andato in America in cerca di lavoro e vi è rimasto per 24 anni. Io allora avevo poco più di un anno; è tornato quando io ero in noviziato. Per otto anni ho aiutato mio fratello sacerdote e nel 1945 sono entrata come candidata all’Istituto santa Maria a Bellinzona. Con gioia, nel 1947, feci la mia professione religiosa a Menzingen, con il nome di Sr. Emilia Pia. Ritornai a santa Maria, dove frequentai la scuola di economia domestica».

Nel 1953 la suora fu trasferita a Sondrio, dove diede nozioni pratiche e teoriche di economia domestica alle allieve dell’Istituto s.Croce. Nel 1978 fu coinvolta in un incidente stradale ad Altdorf. In seguito a ciò rientrò a far parte della Provincia Svizzera. Le sue tappe furono tra l’altro la Nunziatura a Berna, il Vescovado a Lugano, l’Home sant’Anna a Locarno. Nel 1991 entrò a far parte della comunità di Brione. Grazie, Sr. Emilia, per la tua disponibilità e le tante preghiere. Il Signore ti accolga con tanta gioia!» Menzingen, 20 aprile 2017 Sr. Antoinette Hauser, superiora provinciale Sr. M. Emmanuela Okle, responsabile in Ticino Le consorelle e i parenti

Suor Emilia Pia riposa nel cimitero di Minusio, nella tomba delle suore di Menzingen.

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Sabato 22 ottobre: pellegrinaggio a Orta e all’isola di san Giulio Per garantire una numerosa partecipazione le parrocchie delle Centovalli e della Valle Verzasca si sono unite per organizzare il pellegrinaggio a Orta, un villaggio sito sulla sponda dell’omonimo lago, nella Regione Piemonte. La parte bassa di Orta si affaccia direttamente sulla riva. È in questa porzione del paese dove si trovano innumerevoli negozi e ristoranti. Questa parte più turistica è molto ben curata e ha preservato intatta la sua caratteristica architettonica. Il villaggio, dopo una breve parte pianeggiante, corrispondente alla porzione più vicina al lago, si inerpica sulla scoscesa collina che culmina con il complesso del sacro monte, il quale ospita una chiesa e svariate cappelle che

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rappresentano la vita di san Francesco di Assisi. Ad alcune centinaia di metri dalla riva, proprio di fronte a Orta, è situata l’isola di san Giulio. Una piccola isola completamente ricoperta di costruzioni. Lì si trova la chiesa dedicata all’omonimo santo. La leggenda narra che san Giulio, conosciuto con la precisa denominazione di Giulio prete, abbia costruito proprio lì la sua centesima chiesa. Giulio è vissuto tra il quarto e quinto secolo. Proveniva dalla Grecia ed era stato inviato in quella zona dell’attuale Piemonte per evangelizzare le popolazioni pagane che abitavano quelle terre. Era accompagnato dal fratello Giuliano e assieme, come accennato, si dice che abbiano costruito cento chiese, delle quali, quella sull’sola fu l’ultima e attribuita allo stesso san Giulio. Nel suo attuale aspetto la chiesa si presenta secondo un’architettura di stile romanico (attorno all’ XI-XII secolo). Riccamente affresca-


ta è caratterizzata dalla presenza di una cripta collocata sotto il presbiterio. Nella cripta è conservato il corpo del santo, qui particolarmente venerato. Accanto alla chiesa troviamo un convento. Questo complesso abitativo, a motivo della sua grande dimensione, occupa buona parte dell’sola. Dal 1973 si è insediata una comunità monastica che vive seguendo le regole e la spiritualità benedettina. La fondatrice, e attuale abbadessa, è la conosciutissima Anna Maria Cànopi. Essa è molto famosa a motivo di una ragguardevole attività letteraria nel campo religioso e della spiritualità. La comunità monastica è attualmente composta da un’ottantina di suore, provenienti da più parti dell’Europa. Una di loro è nativa di San Vittore, Valle Mesolcina. Il resto dell’isola è occupato da case private disposte lungo la riva dove vi vivono alcune decine di abitanti. Descritti i luoghi visita-

ti veniamo alla cronaca della giornata. Comodamente sistemati sul bus di 78 posti, totalmente occupato, e fra i quali anche una ventina di “verzaschesi”, partito di buon mattino da Gordola e dopo aver fatto tappa a Intragna e Losone, ci si è avviati imboccando la litoranea che segue la sponda del lago Maggiore sulla direttrice Brissago-Intra. Lasciato il lago appena citato ci si è immessi in una lunga galleria che sbucava direttamente sul lago d’Orta. All’arrivo, ad attenderci, una fastidiosa pioggerella autunnale e una brezza piuttosto frizzante. In attesa di salire sul trenino che ci avrebbe portato fino alla parte alta di Orta, i più fortunati sono riusciti a comperare degli ombrelli da un venditore marocchino. Gli altri si sono rifugiati sotto una tettoia poco distante. Essendo numerosi si è dovuto fare due viaggi, ma l’attesa non è stata troppo lunga. Dopo il breve tragitto con

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il treno panoramico siamo scesi verso il porto per imbarcarci alla volta dell’isola. Prima della partenza assalto ai negozi per dotarsi di ulteriori ombrelli così da non bagnarsi troppo. Ad attenderci dei piccoli natanti, che ci hanno traghettato verso l’isola di san Giulio. Cortesemente aiutati dal capitano ci si è sistemati per la traversata, durata pochi minuti. Il tempo di scendere e già eravamo in chiesa per la santa messa. A presiederla don Tarcisio Brughelli. A don Marco è toccato predicare e a don Donato dirigere i canti. Dopo la messa qualche minuto per eventuali acquisti presso le suore e di nuovo a bordo per il ritorno sulla terraferma. Purtroppo non si è potuto quasi soffermarsi in paese perché incombeva l’ora del pranzo. In un’accogliente sala del ristorante la Bussola ci è stato servito un succulento e abbondante pranzo, molto apprezzato dai partecipanti. Però il programma non si esauriva a tavola. Dopo il pranzo, assistiti dal “capo stazione” Elia, ci si trasferiva di nuovo sul trenino per salire al sacro monte citato in precedenza. Un vasto complesso situato in cima alla collina che sovrasta Orta, comprendente la chiesa, un presepio di grandi dimensione e, sparse sul grande spiazzo posto sulla collina, tre12

dici, o forse quattordici, cappelle in cui si trovano statue a grandezza umana rappresentanti delle scene riguardanti la vita di san Francesco di Assisi. Certo una particolarità rispetto agli altri sacri monti, in cui di solito si rappresenta la vita di Gesù. Questa visita ha suscitato molta meraviglia e tanto interesse. Sulla via del ritorno pausa programmata per gli acquisti presso un supermercato vista la richiesta, in tal senso, di molti partecipanti. Il tragitto in bus non è stato di certo noioso. All’andata è stata organizzata la riffa (gratuita), con un buon numero di premi, e don Donato ha condotto la preghiera e dato alcune informazioni sui luoghi che sarebbero stati visitati. Al ritorno tanta allegria con cori spontanei a ravvivare l’ambiente. All’imbrunire si superava la frontiera per far rientro verso i rispettivi luoghi di partenza. A caratterizzare questo pellegrinaggio è stato certamente l’inconsueto utilizzo di ben tre diversi mezzi di trasporto: bus, trenino e battello. Marco Castelli


Mercoledì Santo a Coldrerio Se l’anno scorso avevamo partecipato alla solenne processione del Venerdì Santo a Mendrisio (ringrazio l’amico Sergio Poma per l’accoglienza e l’organizzazione), quest’anno come momento di preparazione delle Pasqua, ci siamo mossi in più di cinquanta persone verso Coldrerio, dove si svolge ogni anno, la sera del mercoledì santo, il momento religioso. A differenza delle due processioni di Mendrisio del Giovedì e Venerdì santo, quella di Coldrerio è più recente, risale agli anni Quaranta, e soprattutto si differenzia da quella del Magnifico Borgo perché dopo la presentazione dei vari personaggi che compongono la sfilata (da parte del parroco don Domenico Galli che tante persone conoscono per essere stato parroco a Losone), avviene una rappresentazione, dietro la chiesa su

di un colle, di tutto il processo a Gesù: un vero e proprio teatro sacro. Molto toccante è stata la scena della crocifissione di Cristo e dei ladroni e la deposizione del Nazareno ai piedi di Maria. Molte le persone che hanno partecipato a questa sacra rappresentazione. Ringrazio la polizia comunale di Coldrerio per l’assistenza e don Domenico che pur comprensibilmente indaffarato, ha saputo trovare un momento da dedicare anche per tutti noi. L’anno prossimo sarebbe bello partecipare alla processione del Giovedì Santo di Mendrisio, per avere così il quadro completo delle celebrazioni che ancora si svolgono con tanto entusiasmo nel Mendrisiotto durante la Settimana Santa. Donato

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Le Parrocchie delle Centovalli organizzano una gita alla Madonna della Cornabusa (Bergamo) sabato 10 giugno 2017

Programma: Partenza da Intragna (ponte verso Cavigliano), alle ore 07.00 eventuali soste lungo il percorso per salire (Pedemonte, Losone, Quartino) Sosta per il caffè lungo l’autostrada Arrivo al Santuario

circa alle ore 10.30

Santa Messa al Santuario

ore 11.00

Pranzo Rist. “ La Frasca“ Almenno

ore 12.30

Dopo il pranzo visita alla cantina e visita guidata alla chiesa romanica di san Nicola (2 minuti dal ristorante)

ore 14.30

Partenza per il rientro in Ticino

circa alle ore 16.00

Costo: Fr. 80.- per ogni partecipante (viaggio in bus, pranzo e guida). Il programma potrebbe subire piccole modifiche. Chi desidera partecipare è invitato ad annunciarsi a Pedretti Isaia Camedo 079 665 92 35 mentre per informazioni a Donato Brianza Intragna 078 908 19 68

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Le Centovalli e Losone in Terra Santa Lunedì 30 ottobre Milano (11h30) – Tel Aviv (16h25 ora locale, + 1 ora) Spostamento verso Nazaret con tappa al monte Carmelo

Venerdì 3 novembre Mar morto e Masada e Qumran e Betlemme ✝ Celebrazione alla basilica della natività notte a Gerusalemme

notte a Nazaret Martedì 31 Nazaret il mattino (museo e sinagoga) * pranzo presso una comunità di recupero Tabor a piedi (o in taxi per chi risulta difficoltoso) ✝ Celebrazione al Tabor

Sabato 4 novembre Mte degli Ulivi e Getsemani * pranzo dalle suore comboniane a Betania Cenacolo e Via crucis e Santo Sepolcro ✝ Celebrazione nel santo sepolcro notte a Gerusalemme

notte a Nazaret Mercoledì 1 novembre monte delle beatitudini ✝ Celebrazione alle beatitudini lago di Tiberiade e traversata in battello *pranzo in un kibutz ebraico Cafarnao e colline del Golan notte a Nazaret

Domenica 5 novembre Muro del pianto e spianata del tempio Musei dell’Olocausto e Ein Karem ✝ Messa domenicale con una comunità locale notte a Gerusalemme Lunedì 6 novembre Gerusalemme - Tel Aviv (06h50 ora locale, + 1 ora) - Milano Malpensa (10h15)

Giovedì 2 novembre Sicar / pozzo di Giacobbe Giordano, luogo del battesimo ✝ Celebrazione nel deserto Visita al monastero s. Giorgio Notte a Gerico

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Prima Comunione Domenica 07 maggio, in occasione della festa patronale di san Gottardo, Mattia Todaro, Vanessa Recchia, Enea Martinoni, Alex Gottardi, Andrea Bonzani, Viola Petrozzi, Yan Tosetti, Daniele Asietti, Mélanie Pellanda e Chiara Mazzi hanno ricevuto per la prima volta il pane dell’Eucarestia. Come dono-ricordo hanno ricevuto delle artistiche crocette smaltate prodotte dal laboratorio protetto “Fondazione Madonna di Ré” di Bellinzona. Il pane per la celebrazione è stato confezionato dalle suore benedettine dell’Orsa Minore di Orselina e le fotografie – che troverete più numerose sul sito parrocchiale – sono di Loredana Mutta di Verscio.

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Immagini di alcune attività nelle nostre parrocchie… …che potete ritrovare, più numerose, anche sul nostro sito parrocchiale, sotto la galleria immagini “archivio”.

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Preghiera per i nostri defunti al cimitero di Intragna

Annuncio del Natale dei “Cantori delle Stelle” ad Intragna e Golino

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Finestrelle d’Avvento

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Preparazione delle comunitĂ alla Pasqua a Brissago 20


Benedizione animali e icona s. Antonio abate a Lionza

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Presepe pasquale a Palagnedra

Domenica Palme ad Intragna

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Veglia Pasquale ad Intragna

Gioco della tombola casa s. Donato con i cresimandi

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Arrivo dei rondoni in casa parrocchiale… Grande fermento nei bambini di scuola elementare che hanno preparato – in collaborazione con l’associazione protezione uccelli selvatici (APUS) con sede a Calezzo – le casette-nido per accogliere i rondoni in viaggio dall’Africa. Sono poi state piazzate nel sottotetto della casa parrocchiale: si è istallato anche un particolare richiamo per attirare i rondoni nei nidi. Lasciamo parlare alcuni bambini che hanno lavorato per questa iniziativa e le fotografie, segnalando che sabato 10 giugno dalle 18.30 si terrà presso la palestra delle scuole comunali un’interessante serata su questo tema. Dopo i rondoni… con il nuovo anno scolastico anche una classe di scuola elementare si trasferirà nel salone parrocchiale per il rifacimento della sede scolastica. Jan 5 elementare: “Abbiamo costruito a scuola delle casette per uccelli ma solo per i rondoni. Mi è piaciuto tanto costruirle e pitturarle. I rondoni sono carini ma fanno un brutto verso”. Viola 4 elementare: “È stato molto divertente colorare le casette, mi è piaciuta questa attività”. Andrea 4 elementare: “Per questa attività mi è piaciuto anche fare delle ricerche sui rondoni”. Alex 4 elementare: “Mi è piaciuto fare il lavoretto della costruzione dei nidi”. Magda 5 elementare: “Anche a me è piaciuto fare la ricerca”. Giona 5 elementare: “Fare la ricerca assieme ad Andrea”. Pamela 5 elementare: “Ho imparato tante cose interessanti. Abbiamo montato e pitturato le casette”. Etienne 4 elementare: “Fare la ricerca da solo”. Mattia 5 elementare: “Fare la ricerca per sapere di più”. 24


Shadi 5 elementare: “Mi è piaciuto il gruppo in cui lavoravo, abbiamo fatto un buon lavoro!”. Lucilla 4 elementare: “Mi è piaciuto tutto!” Ranvir 4 elementare: “Mi è piaciuto fare i cartelloni… ma i rondoni fanno un chiasso insopportabile!”. Leon 5 elementare: “Mi è piaciuto tanto costruire la casetta”.

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Notizie dalla chiesa di Lionza Cari amici e sostenitori dell’Oratorio S. Antonio di Lionza, è con grande piacere e grazie alla vostra generosità che possiamo dirvi con orgoglio di avere terminato i lavori più urgenti al nostro Oratorio, quale la sostituzione del tetto in piode, la sistemazione del campanile e altri diversi lavori. È stata pure acquistata un’artistica icona raffigurante sant’Antonio Abate, perché nella chiesa non c’erano raffigurazioni di questo santo eremita del deserto. È stata benedetta in occasione della festa che si tiene a metà del mese di gennaio, con la partecipazione di diversi amici animali… (vedi nella pagina della cronaca fotografica). La nostra raccolta fondi continua sempre, visto che anche all’interno ci sono ancora lavori da completare. L’11 giugno organizzeremo, come nostra abitudine, la tradizionale Festa di S. Antonio di Lionza. Sicuri di vederci in quell’occasione, l’Amministrazione dell’Oratorio ringrazia tutti gli amici. Gigi, Elena, Donatella, Bernadette

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Siign: che piacevole scoperta! Sono grato agli “amici di Siign” che qualche giorno prima della “festa ufficiale” del 1° di agosto mi hanno portato, in una calda giornata di fine luglio dell’anno scorso, alla scoperta di questo luogo. Pur frequentando le Centovalli da parecchi anni non mi era mai capitato di andare a celebrare la Messa il giorno del Natale della Patria: celebrazione che normalmente si riservava il parroco. Dunque quale piacevole scoperta quest’anno: a pochi passi “da casa” trovare un posto così suggestivo! Più volte, negli anni addietro, ne avevo sentito parlare e avevo cercato di scorgere da Intragna o dalla strada cantonale la piccola e simpatica cappella ma non c’ero mai riuscito: solo chi c’è stato fisicamente può comprendere la sua posizione strategica. Così ho scoperto questo “piccolo gioiellino” immerso nella natura: un “santuarietto”, luogo di passaggio, crocevia di sentieri. Un edificio sacro che sa ancora riversare sul presente, per chi è attento, il suo messaggio: richiamo alla preghiera per chi crede, ma, per tutti, momento di sosta, di meditazione, di “celebrazione personale” a contatto diretto con la natura.

scoprire un’eredità preziosa che “mani sudate e callose” hanno saputo edificare. Costruzioni semplici, senza nessuna pretesa, edificate quasi di nascosto ma grazie a feste come quella del 1° agosto rese ancora “vive”. Certo, questi edifici non avranno mai la pretesa di diventare sfarzosi santuari barocchi ma proprio per questo possono diventare un richiamo all’essenziale, alla sobrietà, alla semplicità come fu tutta la vita di Maria, qui venerata nella sua apparizione a Fatima della quale proprio in questi giorni ricorre il centenario. Dunque un caro saluto e un arrivederci al prossimo 1° agosto… Donato

Conoscere e andare a visitare questi splendidi luoghi non è solo un nostalgico riflusso, un “tornare indietro”, ma 27


La pagina dei ricordi… Per la consueta «pagina dei ricordi» in questa edizione del bollettino non andiamo indietro di molti anni rispetto ai precedenti articoli, ma il caro Ercole Pellanda, che non ha certo bisogno di presentazioni, mi ha rilasciato un’intervista a cui tenevo molto perché, in piccola parte, ho compiuto anch’io il cammino verso la tomba dell’Apostolo Giacomo il Maggiore a Santiago di Compostella, al nord della Spagna. montagna. Però non ha mai mollato pur avendo sette anni più di me, una persona eccezionale. Per fare il cammino deve essere a posto la testa… e i piedi!

Il mio viaggio verso Santiago di Compostela risale a dieci anni fa. Avevo a quel tempo 59 anni. Per fare questo cammino di 800 chilometri bisogna calcolare circa 30 giorni. Decisi subito di non farlo da solo. Certo, si può compierlo anche in solitaria, sul cammino trovi sempre gente, ma devi comunque trovare qualcuno che sia in «sintonia» con te: sia per il camminare possibilmente allo stesso ritmo che per la medesima visione delle cose. Se vai con qualcuno che conosci già allora tutto è diverso. Sono partito con un mio collega panettiere di Lugano, Sergio Grassi, uno sportivo a cui piace andare in bicicletta. Lo consigliai ugualmente di prepararsi al cammino allenandosi a piedi. Per la verità… non mi ha dato molto ascolto e ha avuto poi qualche piccola difficoltà soprattutto nella parte iniziale del cammino e... qualche vescica ai piedi. Io avevo invece camminato parecchio durante l’estate prima in 28

La trasferta: dal Ticino verso Saint-JeanPied-du-Port, in fondo alla Francia, nei Pirenei: con l’auto abbiamo fatto in un giorno 1400 chilometri, facendo però una fermata a Lourdes. La vettura l’ho poi lasciata in un garage per un mese. Non senza qualche difficoltà abbiamo poi trovato il punto esatto della nostra partenza con la consegna della «credenziale»: una specie di passaporto che viene timbrato in ogni villaggio che si trova sul cammino e che attesta il passaggio. Siamo poi partiti il primo giorno verso mezzogiorno: passo sicuro e spedito verso i Pirenei, valicando un passo alpino e poi giù verso Roncisvalle. Sono partito con un buon ritmo e non mi sono accorto di aver subito distanziato il mio compagno di avventura: ho dovuto aspettarlo più volte durante l’ascesa: alla fine per raggiungere anche lui il valico… ha fatto autostop! Poi sono arrivate le città di Burgos e di Leon ma tutto è diventato subito piatto e alquanto monotono… solo dei piccoli paesini: a volte solo due o tre case. Particolare è stata la fermata a Santo Domingo de la Calzada con la Messa domenicale alle ore 20… e la presenza di un gallo e una galli-


na in chiesa che ci hanno salutati appena entrati con un sonoro chicchirichì…! 1 Facevamo 30-35 km con punte di 40 km al giorno e naturalmente alla sera arrivavamo al punto di sosta per la notte abbastanza stanchi, senza contare che avevamo con noi un sacco da 10 kg (che ho pesato con cura prima della partenza per non avere un peso eccessivo). Dormire era comunque sempre una «lotteria»: il primo giorno arrivando a Roncisvalle abbiamo affittato una bella camera! Il secondo giorno abbiamo cercato una pensione più modesta ma non l’abbiamo trovata: allora abbiamo scovato un ostello con una quarantina di persone: era già pieno anche quello! Ci siamo allora sistemati in un’altra casa ma eravamo stipati all’inverosimile: dico allora a SerNarra una leggenda medioevale che in quel paese arrivò una famiglia dalla Germania in cammino verso Santiago: padre, madre e figlio. Pregano sulla tomba di santo Domingo e poi prendono alloggio in un albergo. La figlia dell’albergatore s’innamora del figlio il quale le dice cortesemente di no. La ragazza si vendica di essere stata rifiutata e nasconde un calice d’argento nel sacco del giovane che viene accusato di furto. Il giudice condanna a morte il figlio che viene immediatamente impiccato. Alcune ore dopo, prima di ripartire, i disperati genitori si recano a vedere per l’ultima volta il figlio ed hanno una sorpresa: quest’ultimo parla loro dicendo che santo Domingo lo tiene in vita perché innocente. I genitori corrono subito dal giudice che sta pranzando e gli raccontano il miracolo. Il giudice, incredulo, dice loro: “Vostro figlio è vivo come questa gallina e questo gallo spennati ed arrostiti che stanno per finire nel mio stomaco”. Ed ecco che improvvisamente i due animali si alzano in piedi dal piatto, si ricoprono di piume bianchissime, svolazzano nel locale e il gallo canta a più non posso. Il giudice, la famiglia e i volatili corrono dal giovane che viene tolto dalla forca e felici si recano sulla tomba di santo Domingo per ringraziare. Da più di 700 anni una parte della forca è conservata in chiesa e un gallo e una gallina, sempre dalle piume bianche, vivono in un prezioso pollaio del 1400 vicino alla tomba del Santo, salutando col loro canto i pellegrini.

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gio di stare vicino alla finestra, caso mai fosse divampato un incendio. Gli dissi: «Facciamo un salto di qualche metro… ma almeno ci salviamo!». E poi sempre avanti, dove abbiamo incrociato la splendida città di Pamplona. Il «problema» era che non potevamo visitare bene queste città ricche di storia e di arte perché il tempo era sempre tiranno… il giorno dopo bisognava ripartire sempre verso le 7.00 dopo una semplice colazione. A mezzogiorno mangiavamo quello che si riusciva a «prendere» dalle piante di mele o dalla splendida vigna che a volte affiancava il cammino… e poi la sera il pasto vero e proprio. Molto buono, ad esempio in Galizia era il «pulpo», il polipo. Fondamentale era sempre avere con sé dell’acqua anche perché in certe zone della Spagna quella delle fontane o dei pozzi non sempre era sempre potabile… Un giorno, dopo Pamplona, delle persone ci hanno indicato una famiglia che aveva una camera per pellegrini. Abbiamo anche fatto una bella colazione la mattina prima di ripartire: quella volta siamo stati veramente fortunati! Bisogna dire che non abbiamo mai riservato in anticipo dove dormire, anche perché era praticamente impossibile: normalmente trovavamo sempre una piccola pensione dove con 30 euro in due riuscivamo a 29


ben segnalato con delle frecce gialle e, soprattutto negli ultimi cento chilometri, ogni 100 metri, vi erano dei ceppi di riferimento con impressa nel sasso la conchiglia del pellegrino. Finalmente Leon, con la sua Cattedrale, poi altri paesini, di cui uno, mi ricordo, si chiamava… Melide!

Il pollaio in chiesa a santo Domingo de la Calzada

passare la notte. Ma se non trovavamo la pensione ci accontentavamo dell’ostello anche se a volte gli ambienti erano brutti e sporchi, soprattutto quando erano strapieni di persone. Prima di entrare a Burgos abbiamo attraversato la zona industriale piuttosto squallida: mi ricordo ancora bene la fabbrica di copertoni; poi la zona residenziale e infine il centro città che era sempre il punto di riferimento per firmare e timbrare la «credencial» di cui dicevo prima e che attestava il nostro passaggio. Finalmente siamo arrivati davanti alla splendida Cattedrale con il suo portale riccamente decorato. Poi, verso Leon, ancora la pianura: nessuna pianta, solo campi di grano, sotto il sole cocente anche se eravamo nel mese di settembre. Non si vedeva mai la fine di questa strada. Il cammino era comunque sempre

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Avvicinandoci alla meta, mi ricordo che un giorno siamo arrivati in un piccolo paesino, solo due o tre case e una stalla. Mi sono rivolto al mio compagno di viaggio dicendogli: «Caro Sergio mi dispiace ma io non voglio dormire in questa stalla». Abbiamo chiesto allora quanto distava il prossimo paesino e ci hanno detto 7 chilometri (avevamo già quel giorno una trentina di chilometri nelle gambe). Ci siamo detti che in un’ora e mezza ce la potevamo fare e per le 19 potevamo essere lì dove effettivamente abbiamo poi trovato una bella pensioncina. A volte, sul cammino, bisogna andare un po’ «a naso» e capire se è il momento opportuno per fermarsi oppure no e fare ancora qualche chilometro... Mentre in un altro paesino dove siamo arrivati, una sera, c’era una festa popolare: abbiamo chiesto la solita camera in una piccola pensione ma era tutto occupato per la sagra. Per fortuna una persona giunta all’improvviso – che parlava italiano – ha convinto il direttore dell’alberghetto a darci la camera: noi non abbiamo partecipato alla festa perché eravamo troppo stanchi,


La “credenziale”

abbiamo sentito solo un po’ di rumore in lontananza e alla mattina eravamo già pronti per ripartire. Siamo finalmente arrivati nel pomeriggio a Santiago di Compostella, dopo 30 giorni di cammino e 800 chilometri percorsi. L’arrivo a Santiago è stato qualcosa di emozionante, con tutti i chilomentri che avevamo nelle gambe: prima di entrare in città abbiamo cercato di scorgere dall’alto, come i pellegrini del Medioevo, le guglie della cattedrale dal monte «Gozo», il monte della gioia. Poi siamo entrati in chiesa per l’abbraccio al Santo (che qui viene chiamato «el Señor Santiago») che si trova in alto, dietro all’altare e in seguito il controllo della credenziale e la consegna del «diploma» rilasciato dal capitolo dei canonici della cattedrale. Il giorno dopo la Messa chiamata «del pellegrino»: alle ore 10 ci siamo radunati assieme ad altri marciatori, anche quelli che erano appena giunti in città, alcuni ancora con il sacco in spalla, il bastone in mano e… sudati, per una celebrazione suggestiva con alla fine l’accensione del famoso «Botafumeiro»: un enorme turibolo attaccato al soffitto e messo in movimento da diversi uomini che sprigionava una nuvola di incenso profumato e che – soprattutto una volta – purificava l’aria dal

lezzo dei pellegrini. Il nostro cammino non era però finito a Santiago: come i «veri» pellegrini medioevali volevamo dirigerci verso Finisterre, la «fine della terra», sulla estrema punta nord-ovest, dove anticamente si concludeva il cammino e si prendeva la conchiglia come «prova» del pellegrinaggio fatto. C’era però «un piccolo problema»: c’erano ancora 80 chilometri da Santiago a Finisterre. Sergio ed io volevamo andarci anche per «buttare via le scarpe»: un altro antico rito tra i molti che si compiono sul cammino. Abbiamo trovato altre due persone che volevano recarsi fino «alla fine della terra» e così, in quattro, abbiamo preso… un taxi: e avanti, a tutta velocità, verso la punta estrema dove abbiamo effettivamente bruciato le scarpe assieme a quelle di altri pellegrini. Dopo due giorni di permanenza a Santiago abbiamo organizzato il nostro ritorno: si poteva scegliere bus o treno. Abbiamo scelto il bus per andare a riprendere l’auto rimasta nel garage in Francia. In totale abbiamo fatto 24 giorni di cammino e 4 giorni di trasferte. Non abbiamo mai pensato di mollare o di pensare «chi me l’ha fatto fare»: tutto sta nella testa e nella volontà. Dopo metà cammino sarebbe stato un peccato rinunciare e allora ti sentivi più forte nelle gambe e nella testa. Poi, certo, c’è chi sceglie di farlo a tappe perché non ha molto tempo. Addiritura ci sono persone che partono dalla Svizzera e «spalmano» il cammino su più anni rientrando ogni volta e ricominciando poi l’anno successivo esattamente da dove l’avevano inter31


Il “Botafumeiro”

rotto l’anno prima. È sempre questione di tempo. Mentre con il tempo atmosferico siamo stati veramente fortunati: non un giorno di pioggia! Così era anche facile stendere i vestiti dopo averli lavati e li trovavamo velocemente asciutti per il giorno dopo. Settembre è sicuramente uno dei mesi più favorevoli per il cammino, anche se ci sono parecchie persone in quel periodo: non è il caldo del mese di luglio (il 25 ricorre la festa di san Giacomo Apostolo) e nemmeno i mesi invernali con pioggia e neve, soprattutto nella prima parte del cammino. In ogni caso prima di partire per la tappa giornaliera, la sera, guardavamo sempre con una certa trepidazione le previsioni meteo. «Pericoli» veri e propri non ne abbiamo mai incontrato: bisognava porre un po’ d’attenzione alla strada, soprattutto quando il cammino affiancava o attraversava arterie trafficate: ne più ne meno che le nostre strade… non è certo un cammino pericoloso. La gente che abbiamo incontrato sul cammino è brava, ospitale: nonostante le difficoltà della lingua capisce subito al volo di cosa hai veramente bisogno e ti indica la strada giusta. Il pellegrino moderno porta comunque un certo benessere a queste famiglie a volte povere. Del resto il cammino è anche «patrimonio 32

dell’umanità» come ha decretato l’UNESCO. Non abbiamo mai sbagliato strada: solo una volta un centinaio di metri fuori rotta ma ci siamo subito accorti che mancavano i segnali con la conchiglia… È stata sicuramente una splendida esperienza! Mi sarebbe piaciuto ripartire, ma non ho più trovato nessun compagno di viaggio. Non è escluso però… la voglia di ripartire è tanta! Ho pensato anche ad altri cammini verso Santiago: c’è quello che parte da Sud, da Siviglia ma è più lungo, 1000 chilometri, o quello – più breve – che parte dal Portogallo. O un altro che parte da Nord e si unisce nell’ultima tratta a quello «classico francese» che abbiamo fatto noi. Ho incontrato gente da tutto il mondo, persone che lo fanno a cavallo o in bicicletta (ho trovato un siciliano che in 15 giorni faceva il cammino… in bici). Ma il percorso classico rimane quello a piedi: non per niente si chiama cammino… Prima di partire mi sono anche un po’ preparato con una lettura: ho letto un libretto di una persona che pur malata è riuscita a compiere il percorso. Al mio rientro ad Intragna tante persone mi hanno chiesto di questa particolare esperienza: ho trovato sulla parete di casa anche uno striscione con scritto «bentornato!». Grazie caro Ercole per questa testimonianza concreta… e se ti venisse ancora la voglia di camminare verso Santiago faccelo sapere… magari non partirai neanche questa volta da solo! E come dicono i marciatori sul cammino scambiandosi, ancora oggi, un antichissimo saluto: Ultreya! Suseya!2 Dove vai o pellegrino? Ultreya! Avanti!… si rispondeva. E l’altro ribatteva: Suseya! In alto! Dio ci protegge!

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Condividiamo la speranza con Haiti

La Diocesi di Lugano, unica tra quelle svizzere, ha sempre avuto un preciso e mirato progetto missionario. Il vescovo Ernesto Togni nel 1982, dopo una visita in Colombia, propose ai consigli diocesani l’impegno in prima linea della nostra Chiesa in terra di missione. Partirono così dei preti e dei laici verso la favelas di Baranquilla, esperienza che durerà vent’anni con la costruzione, tra l’altro, di un importante collegio con oltre mille allievi. Oggi, ed è giusto che sia così, queste parrocchie “camminano da sole”. Quasi in contemporanea nasceva il progetto in Venezuela, la cui anima è ancora oggi don Angelo Treccani. Nell’anno 2000 il vescovo Giuseppe Torti favorisce la nascita di un terzo progetto diocesano, in Ciad, a Mbikou. Qui don Jean-Luc Farine ne è stata l’anima per un decennio in cui si sono poi succeduti altri missionari in-

viati dalla nostra Diocesi, tra cui don Marco Castelli, attuale parroco in Valle Verzasca e don Lorenzo Bronz, parroco di Iragna e Lodrino. La presenza dell’équipe è terminata (solo momentaneamente?) per la mancanza di preti disposti a partire. Resta comunque un collegamento con la Diocesi di Doba: il sostegno alla scuola diretta da suore messicane e l’invio dal Ticino di medicinali negli ospedali. Ora si apre un nuovo progetto: Haiti. I primi contatti si sono avuti subito dopo il terribile terremoto del 12 gennaio 2010. La Conferenza Missionaria aveva offerto il proprio aiuto, organizzando il tradizionale campo estivo per giovani. La stessa esperienza si era poi ripetuta l’anno successivo con altri venti giovani che si erano dedicati ai ragazzi, agli anziani e malati di una parrocchia haitiana. Da 33


quel momento le relazioni sono andate intensificandosi. Si apre dunque un nuovo progetto di formazione nel campo dell’educazione, che in collaborazione con la diocesi di Anse-à Veau-Miragoâne, avrà inizio con l’anno scolastico 2017-2018. La Conferenza Missionaria della Svizzera Italiana, incaricata dell’attuazione del progetto, ricerca cooperanti formati nel campo educativo che possano rimanere almeno due anni ad Haiti per assicurare continuità al progetto. La partenza è prevista nei mesi di giugno-luglio così da avere un periodo di acclimatazione, di inculturazione e apprendimento della lingua. A fine aprile quattro volontari partiranno per un breve periodo.

Trattandosi di un progetto di scambio missionario, anche la Chiesa di Anseà-Veau porterà nello scambio ciò di cui va orgogliosa e frutto della propria storia e del difficile momento che sta vivendo il Paese. È il Vescovo stesso, mons. Dumas, a descrivere ciò che potranno offrirci: “Le nostre più grandi ricchezze sono spirituali e umane. Ciò che noi vogliamo mettere in questa cooperazione missionaria è la forza della preghiera del popolo haitiano. Se la Chiesa di Lugano ha delle intenzioni puntuali di preghiera, nominativi, dei fedeli della nostra Chiesa si impegneranno a pregare ogni giorno per una persona precisa. Lo scopo è stabilire un vero apostolato della preghiera di collaboratori missionari che pregheranno e offriranno le loro difficoltà per dei fedeli della Diocesi di Lugano”.

Ecco perché troverete delle scatole in cartone nelle nostre chiese: per una volta non bisognerà mettere dei soldi…ma potete scrivere delle intenzioni di preghiera e imbucarle: saranno poi affidate ai cristiani di Haiti nella condivisione di uno scambio missionario tra Chiese. 34


CONCERTI A PALAGNEDRA organizzati dagli amici della musica in san Michele di Palagnedra Sabato 08 luglio ore 17.00 récital organistico con Marina Jahn Sabato 22 luglio ore 17.00 complesso canoro “The Blossomed Voice” Sabato 26 agosto ore 17.00 concerto strumentale “Trio Sintonia”

Processione a Palagnedra della Madonna Addolorata, 1930-40 35


l’angolo della generosità Offerte per il bollettino interparrocchiale (dal 27.09.2016 al 04.05.2017) Don Tarcisio Brughelli Intragna - Zanoli Ivana e Gerardo Intragna - Widmer Tomaso Cadro - Cossi Marino Golino - Salmina Vincenzo S.Antonio (In memoria di Pierina Salmina) - Salmina Luciana Intragna - Mazzi Ottavio Palagnedra - Madonna Dario Intragna - Milani Graziano Minusio - Cavalli Elda Tegna - Pedrazzi Pio Intragna Storni Pamela e Nicola Intragna - Turri Mariarosa Intragna - Richard Mattews Bigorio - Umberg Kurt Camedo - Mazzi Mario Aurigeno - Nessi-Mazzi G. Massagno - N.N. Intragna - Storelli Tarcisio Intragna - Mordasini Luciana Hinteregg - Martin Arnold Palagnedra - Banfi Pier Antonio Locarno - Bettè Alesssandro Orselina - Leoni Ada Minusio - Tomarkin Colette Intragna - Mossi Claudio e Enrica Camedo - Fabbri Rosanna Intragna - Recchia Pamela Golino - Toscano-Manfrina Camedo - Amici della Cappella Intragna - Fam. Giovannacci Verdasio - Corda Cristina e Raina Gordola - Mazzi Gianvito Palagnedra - Trapletti Bernardo Golino - Guerra Claudia Moneto - Coreggioli Fiorentina - Ceschi Elide Moneto - Junger-Mazzier Anna Camedo - Cavalli Margherita Intragna - Maggetti Olga Intragna - Pellanda Ivo Locarno - Mazzi Rosilde Palagnedra - Madonna Teresina Intragna - Mazzi Pia e Ermanno Losone - Manfrina Siro e Angela Camedo - Salmina Vincenzo S. Antonio - Ceschi Ivo Rasa - Delmenico-Maggetti F.+MA - Mufato Enzo Palagnedra - Ceschi Claudio e Silvia Rasa - Vaerini Adriana Intragna - N.N. Intragna - Fritschi Omar e Susanna Ida Corcapolo - In memoria di Luigi Pianezzi Golino - Fiscalini Dante Cavigliano - Gualzata Lidia Verscio - Dillena Olimpia Losone - N.N. Borgnone - Gianini Sonia - Infantino Giuseppe Palagnedra Ferriroli Silvano Gordola - Quarenghi Celestina Verdasio - Brughelli Don Tarcisio Intragna - Cavalli Giampiero e Augusta Intragna - Monotti Franco Cavigliano - Salvadori Caterina Locarno - Maggetti Ennio e Nunzia Intragna - Cavalli Maria Verdasio - Mazzi Gianfranco Losone - Trapletti Mario Golino - Pancera Annamaria e Ivano Corcapolo - Pantini Osvaldo e Marisa Camedo - Manfrina Ermanno Camedo - Maddalena Ilde Gordevio - Poma Sergio Mendrisio - Pellanda Valerio - Fibbioli Armando Golino - Varini Riccardo e Lorenzo Locarno - Fiscalini Margherita Borgnone. Totale 3270.- fr. (di cui 86.40 fr. di spese postali allo sportello)

A causa di un disguido presso la posta di Intragna non è stato recapitato l’ultimo bollettino autunnale 2016 in alcune caselle postali e nelle bucalettere recanti la dicitura “niente pubblicità”: segnalatemi subito il non recapito del bollettino che viene sempre distribuito a tutti i fuochi delle Centovalli!

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Contributo volontario parrocchia di Intragna 2016/17 Daldoss Alain e Manfrina Barbara Intragna - Fabbri Rosanna Intragna - Storelli Tarcisio Intragna - Madonna Erica Intragna - Madonna Dario Intragna - Madonna Paolo e Graziana Intragna - Freddi Carla Intragna - Giudici Erica e Giorgio Intragna - Personeni Carmen Intragna - Salmina Edy e Brigitte Corcapolo-Intragna - Madonna Fernando e Mirta Intragna - Pellanda Giorgio Corcapolo-Intragna - Dillena Agnese Intragna - Pellanda Valerio Intragna - Buob Alessandra Intragna - Don Tarcisio Brughelli Intragna - Maggetti Giampaolo e Marilena Intragna - Maddalena Stefania Intragna - Cavalli Aldo Casa Anziani San Donato - Cavalli Mario Intragna - Tormakin Colette Intragna - Gatti Davide Intragna - Cheda Silvano e Pia Intragna - Madonna Teresina Intragna - Schneiter Heinz e Gabriella Intragna - Mordasini Nazzarena Intragna - Jelmorini Renato Intragna - Turri Michele Intragna - Salmina Luciana Intragna - Dariz Tarcisio Corcapolo-Intragna - Tomarkin Morgan e Natascha Intragna - Testorelli Alain Intragna - Cavalli Luca e Jasmine Calezzo-Intragna - Cavalli Arrigo e Rosmarie Calezzo-Intragna - Freddi Ewan Intragna - Benzonelli Axel Intragna - Maggetti Barbara Intragna - Vaerini Adriana Intragna - Maggetti Bice Intragna - Sargenti Manuela e Amanda Intragna - Zanoli Gerardo e Ivana Intragna - Turri Ettore e Susanna Intragna - Meyerhofer Marco e Gemma Intragna - Dott. Mattanza Guido Intragna - Dillena Olga Intragna - Beretta Clelia Casa Anziani San Donato - Silacci Carla e Andrea Corcapolo-Intragna - Turri Maria Rosa Intragna - Cavalli Delia Intragna - Cavalli Augusta Intragna - Cavalli Giampiero Intragna - Pellanda Ercole e Lucia Intragna - Pellanda Francine e Alberto Intragna - Avosti Marina Intragna. Totale 5565.- fr. AttivitĂ parrocchiali ad Intragna Banco del dolce - Madonna del Rosario 09.10.2016 784.- fr. Incanto - Festa di ringraziamento 30.10.2016 822.- fr. 470.- fr. Tombola parrocchiale 12.03.2017 Lotteria parrocchiale 12.03.2017 830.- fr. Lotteria San Gottardo 07.05.2017 2060.- fr. Oratorio Madonna del Posso Jean-Claude Ketterlin; In memoria di Carlo Maggetti: Ivo Pellanda - Teresina Madonna - Gerardo Zanoli - Enrico Laloli - Margherita Giovanola - Giorgio Pellanda - Mario Trapletti - Cinzia Gaiardelli - Floriano Fenaroli - Graziano Falconi - Marco e Gemma Meyerhofer - Lucia Bassoli - Gianpaolo Maggetti - Alberto e Mariaoliva Maceroni Luca Maggetti - Patrizio Zurini. Totale 1140.- fr.

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Chiesa san Giorgio Golino Incanto doni festa san Giorgio 600.-fr. Lotteria festa san Giorgio 300.-fr. Offerte 100.-fr. Lumini 80.-fr. Lucia Bassoli in memoria di Giorgio Filippi - Enrico e Michela Burkhard - Katharina Annemarie Jeger - Mina Jeger - Graziano Milani - Mathilde Hunziker - Fam. Macari ricordando il Battesimo di Riccardo. Totale 4675.- fr.

Un grazie di cuore a tutti per la generosità dimostrata! Ringraziamo anche una benefattrice che vuole mantenere l’anonimato e che si assume sempre le spese di spedizione di questo bollettino. 38


Una strana visita Una sera imperversava un fortissimo temporale, lampi, tuoni, una pioggia violenta. Noi, quattro adulti e cinque bambini, eravamo rinchiusi all’interno della nostra piccola cascina sul monte Dorca. Stavamo finendo di cenare, il paiolo con un po’ di polenta era ancora sul fuoco per tenerla al caldo. Fuori era buio pesto. Sentimmo bussare alla porta e qualcuno di noi aprì. Due uomini, coperti da una mantellina e con i capelli fradici, erano sull’uscio. Sul momento ebbimo anche un po’ di paura.

Scesi dai monti, nel mese di ottobre ci recammo a Re per la festa della Madonna.

I due posarono dei funghi sul tavolo che c’era sotto il portico davanti all’entrata ed entrarono. Mi ricordo bene quei due uomini, uno alto allampanato con un volto scuro e parlava poco. L’altro, un bel giovanotto biondo, occhi celesti e molto sorridente. Si sedettero vicino al camino, uno da una parte e l’altro sul lato opposto. L’uomo dal volto scuro si tolse le calze e le stese ad asciugare sopra un pezzo di legno che aveva infilato nel muro del camino. Io non avevo paura nemmeno dall’uomo burbero anzi, quando mi guardava, il suo volto si rischiarava e accennava ad un sorriso. I miei genitori e i miei zii offrirono loro polenta, latte, formaggio e salame. Poi diedero loro delle coperte e gli offrirono il fienile sopra la stalla per passare la notte, scusandosi per non avere di meglio. Accettarono volentieri dicendo che andava benissimo.

Volle offrirci da bere e a me regalò una bella bambola esposta in una bancarella lì vicino. Poco tempo dopo, mio padre venne a sapere che quei due uomini erano evasi da una prigione italiana e che, il bel giovanotto, aveva ucciso una persona.

La mattina seguente partirono molto presto, ci lasciarono un sacco con della farina gialla. Il sacco, di tela bianca, era riempito a metà di farina molto fine, la più pregiata. Quella che mia zia Ines chiamava la “farina di sciori”.

A un certo punto, mentre passavamo nei pressi del campanile, sentimmo battere dei colpi sulla finestra del ristorante adiacente. Era un bel giovanotto biondo che voleva attirare la nostra attenzione. Uscì di corsa, ci salutò cordialmente e disse: “Ho riconosciuto la vostra bella bambina. Voi avete dato ospitalità a me e al mio amico sui monti quando c’era quel forte temporale. Vi ringrazio ancora.”

Quando ripenso a questo episodio, mi chiedo chissà che cosa gli era successo. Con noi era stato molto gentile. A Re ha riconosciuto prima me, magari perché gli ricordavo la sua bambina che, essendo un fuggiasco, non poteva più vedere. Chissà! E chissà perché, quella persona così gentile e sorridente, aveva potuto macchiarsi di una cosa orribile come un omicidio. Ma se anche sapessi, non ho il diritto di giudicare. A volte, il confine fra il bene e il male, è davvero sottile. E.Bruni

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6 6 5 5 I N T R AG NA Ritorni Parrocchia di 6655 Intragna

Bollettino intragna estate 2017  

Parrocchia delle Centovalli

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