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o i r a i v e r B l e d a La pagina ros

di Gabriella Grasso

Dall’Oriente all’Occidente é assai crudele ma se Aisha,18 anni, ha avuto il coraggio di mostrarsi TU devi assumerti il dovere di guardarla. Aisha è stata sfreggiata con il taglio del naso e delle orecchie perchè il marito ha ritenuto che fosse giusto così. Non è necessario cercare un perché, perché c’è sempre una ragione per castigare una donna.

Strategie per un corpo perfetto: modellato, tonico, senza un filo di grasso. Per averlo così occorre impegno, dieta e tanto tanto sacrificio... é un’immagine deviante ma se la società contingente così sente di dipingerci una pur qualche ragione ci sarà.

Aung San Suu Kyi é un’ immagine fantastica perchè ci dice quanto grande può essere una donna.

...dalle memorie di Donna Prizzita

Rimedi casalinghi per morbi di ogni tempo La cefalea ha tormentato da sempre le povere creature del mio piccolo paese.In passato si usava distinguere il malo di testa in specifiche categorie. C’ era il mal di testa da pesantezza e quello da “ ucchiatura” . L’ ucchiatura, fatta da chi possedeva lo sguardo pesante, poteva dare un tormento lungo, per fermarlo abbisognava ricorrere a “ raziunedde” specifiche e immediatamente guaritrici. Ora io la “ raziunedda” non la so e quindi non ve la posso dire anche perchè se ve la dicessi in un giorno diverso dal venerdì santo correrei il rischio di depotenziarla, privandola del suo potere curativo. Di raziunedde ce ne sono tante ed alcune si accompagnano anche a rituali specifici. Una di queste prevede l’ uso di bacinella sovrastante a “ pezza” rossa contenente acqua pura. La litania prevede poi l’ aggiunta di sale in forma di croce accompagnato da un murmurio incomprensibile. L’ arcano si disvelerà solo dopo aver aggiunto a quanto sopra detto goccine di olio di oliva nostrana che in caso di ucchiatura presente si dissolveranno nell’ acqua senza lasciare traccia alcuna e senza alcun rispetto per i dettami fisici. Solo l’ anziana della famiglia può fare e insegnare l’ ucchiatura a chi lei riterrà meritevole. Il prossimo numero sarà interamente dedicato al concetto antico di dibulizza e all’ uso medicamentoso dello spirito.

“nuttata persa e figghia fimmina” si usava dire dalle mie parti per annunciare la nascita di una bambina. In altre zone non troppo distanti dalle nostre il lieto evento veniva comunicato attraverso un gesto evocativo del futuro destino della nascitura. In quel di Messina si usava gettare l’acqua del catino in cui la bambinetta era stata lavata sotto il letto della madre ancora dolorante. Questo gesto serviva ad auspicare per la fanciullina un futuro fatto di casa e famiglia.Nel caso in cui invece a venire al mondo fosse stato un masculiddu si usava gettar l’acqua fuori dalla porta di casa perchè era la che il maschio doveva stare. Ora nzamma signuri le cose si fossero invertite si sarebbe corso il rischio di avere una figlia baldracca e un figlio......

La posta di “cummari Prudenza”

Vi cuntu un cuntu..... Saruzza Ci fu un tempo in cui il mezzadro che abitava nella azienda padronale con la moglie e i figli si vedeva costretto a subire i capricci del signore che aveva il diritto, se gli spitittava, di passarsi la contadina nei modi e nei tempi che riteneva piu’ consoni e opportuni. Successe però che una volta una donnina presasi un bastone lo tirò in testa al padrone che stanco di gironzolarle in giro senza posa allungò su di lei la mano pretenziosa. Come fu come non fu il padrone scellerato morì senza piu’ poter tirare sciato e la contadina povera e sularina si ritrovò a farsi anni di galera per colpa della cchittera. Il finale di questa filastrocca non sarà rimato ma cronologicamente datato : a breve per una cosa simile sarebbero scoppiati i Vespri Siciliani che fra un colpo di “ ciciro” e uno di spada portarono la libertà a quella gente sbinturata.

Mia cara “cummari Prudenza” , perchè mi chiedo una donna è tenuta a portare in grembo sgravare ed allattare il suo bambino dandogli gioia e amore ma non il suo cognome?

IPSE DIXIT “Il suo orgoglio non è così criticabile ...”. “E’ verissimo” rispose Elisabeth,” e potrei pure scusarlo se il suo orgoglio non avesse ferito il mio”.


La vita è un dono

Chiedo umilmente venia se mi intrometto in questo “foglio dalle tinte rosa”. Vorrei entrarvi in punta di piedi e, magari, uscirne in silenzio! Mai come oggi il tema della maternità è argomento attuale e molto dibattuto, con mille sfaccettature, diverse dimensioni e vari vissuti. Che significa essere madre oggi? Forse, anzi sicuramente, essere madre oggi costituisce una realtà diversa da quella che eravamo abituati a vedere in passato. Per una donna quello della maternità è un impulso, un impeto naturale. Tutte le specie si riproducono e anche l’uomo non può sottrarsi a questa legge della natura. Il desiderio di maternità è influenzato da molte componenti culturali come, per esempio, il modello di famiglia originaria, cui ogni donna fa inconsciamente riferimento quando sceglie di avere un figlio o quando decide di non volerne. L’istinto materno è il risultato di esperienze ed emozioni diverse, vissute, sperimentate che hanno inizio durante l’infanzia. Molto determinante è, prima di tutto, il legame con la madre, figura di riferimento nei primi anni di vita. Altrettanto importante il rapporto con il padre, il primo uomo di cui ci si innamora e da cui si desidera un figlio, e le prime esperienze sessuali. Ad un certo punto della propria vita uomini e donne sentono il bisogno di dare un futuro alla loro coppia procreando, anche per il desiderio ancestrale di sentirsi immortali e garantirsi una discendenza. Quando nasce un figlio è una gioia indescrivibile, è qualcosa di meraviglioso, di straordinario, quasi di “soprannaturale” se la donna è stata in grado di mettere al mondo una creatura ad immagine del Creatore. Oggigiorno abbiamo due categorie di madri: quelle che mettono al mondo un figlio, che con amore lo crescono e lo iniziano alla vita; e quelle purtroppo “nuove” che, pur di avere un figlio, ne uccido altri. Madri per vocazione che darebbero la vita per un figlio e madri che vogliono diventarlo ad ogni costo, con ogni mezzo, anche mettendo a repentaglio la vita di altri figli, pur di averne uno, un figlio per sè stesse. Allora bisognerebbe capire cos’è realmente la “maternità”, qual è il suo significato più nobile; perchè se è questo (fortunatamente non lo è in termini assoluti) non è più ciò che ci piaceva credere fosse, ciò per cui ognuno di noi ha la fortuna di vivere la propria esistenza. La voglia di avere un figlio potrebbe rischiare di diventare una sorta di frenesia, un delirio di onnipotenza, una voglia spasmodica di “possederlo” come cosa propria e non più come vita da amare e rispettare. Comprensibili le ragioni di coloro che ricorrono a determinate tecniche di procreazione artificiale per avere un figlio (lo dico senza ipocrisia e con compartecipazione); di certo mi risulta difficile condividere che per essere madre di un figlio si legittimi l’uccisione di altri. È maternità questa o mero, becero, egoismo? Ribadisco che sarebbe opportuno rivedere, riscoprire il senso della maternità e il valore del dono di un figlio. La vita umana è un dono soprannaturale da amare incondizionatamente, rispettare a prescindere, da tutelare con ogni mezzo e non da bramare e costruire artificialmente. Un bambino non è un giocattolo da avere a tutti i costi, magari facendoselo costruire a proprio piacimento. La vita umana è già custodita in quella “unica” cellula che si è formata con la fecondazione, perciò va sempre amata, fin da quel primo attimo. Se non si ama la vita appena formata come possiamo pretendere di voler costruire un mondo migliore, più a misura d’uomo e a misura... dell’amore? Mi sovviene alla mente di quando conobbi una giovane donna, una bellissima donna in carriera che non aveva avuto il tempo di accogliere nel proprio grembo i “figli”, depositati in un rinomato centro di fecondazione assistita, perchè presa totalmente dalle sue sfilate di moda. Che tristezza...! Essere madre oggi vuol dire anche questo? No, mi rifiuto di credere che sia ciò. Madre dovrà sempre significare essere pronta a dare la vita per i propri figli, ma per tutti. é e sarà sempre così ogni volta che si accetterà la vita quale dono da amare e preservare.

Detti dei nostri nonni…

Mamme senza retorica

di Paolo Favazza

Aspettare un bambino è cosa strepitosa. La gravidanza è una delle esperienze più totalizzanti per la donna. Vivere il pancione con consapevolezza infonde fiducia ed energia e permette di giungere alla fine dei nove mesi con tutta la forza necessaria ad affrontare un radicale cambiamento nella propria quotidianità ....ma, ma chi l’ ha detto che tutto questo debba piacere e piacere a tutte e a tutte nello stesso modo? La retorica della gravidanza mistica ed euforica è ingannevole e deviante. La gravidanza è un periodo che si vorrebbe prolungare all’ infinito, ci dicono, ma poi si scordano di aggiungere che essere incinta vuol dire anche essere tempestate da ormoni biricchini, nausee e senzi perenni di inadeguatezza.Ogni mattina ci si sveglia sempre più gonfie e sempre più simili ad una pera sfatta, affetta da una lunghissima sindrome premestruale con tanto di depressione bipolare, irritabilità cutanea e sanguinamento gengivale.Mi si spieghi cosa c’ è di esaltante nel non poter mangiare pressocchè nulla perchè la toxoplasmosi è sempre in agguato o nel non poter frequentare i posti affollati, ossia qualunque realtà urbana normalmente intesa, perchè le influenze stagionali o le infezioni virali non aspettano altro? Cosa c’ è di magico nel-

di Gabriella Grasso l’ ingrassare in modo incontrollabile e nei posti più difficili, cosa c’ è di esaltante nel doversi arrendere a quelle orribili salopette di inqualificabile stoffa allegramente colorata? Vogliamo poi parlare del parto con cui si viene al mondo tra sangue, lacrime e diciamocelo pure escrementi, in uno spettacolo degno del migliore Argento? Basta con la retorica della maternità che fa male alle donne e pure ai bambini, basta con questo lungo elenco di nenie mielose che dipingono le donne come creature angeliche e desiderose solo di procreare. Accettiamo noi donne per prime le ombre e le fatiche della maternità intesa fin dal momento del concepimento, riconosciamo a noi stesse che l’ idillio gravidico è solo una favola male raccontata. Chiediamo aiuto se stiamo male senza per ciò sentirci cattive e incapaci. ...perché , semplicemente, non lo siamo.

Giuliana Di Franco

di Cristina Barbera

Magnifico esempio di imprenditoria rosa a Leonforte A Leonforte, in Via Porta Palermo, nel 2005 Giuliana Di Franco in un antico granaio, un tempo magazzino dei carri del principe Nicolò Placido Branciforti, e successivamente deposito di zolfo, assieme alla sua famiglia, dopo due anni di duro lavoro per il recupero e la ristrutturazione, ha dato vita alla sua fabbrica di gioielli, particolari oggetti preziosi realizzati con passione e arte. Fin da adolescente Giuliana ha avuto una grande passione per le miniature e la microscultura e intuendo che questa passione sarebbe potuta diventare un mestiere, come dono di maturità si fece regalare un corso di oreficeria. Nel 1989 iniziò quella che sarebbe diventata l'avventura professionale della sua vita, che portò inizialmente alla nascita di OROSCULTURA s.r.l. e nel 2004 a quella del marchio GiulianaDiFranco gioielli. All'interno del più grande e moderno impianto del sud Italia accanto alla tecnologia tradizionale della microfusione, si sperimenta l’ innovativo utilizzo dell’ elettrodeposizione su cera reinterpretata con nuove logiche di design e contemporaneità . GiulianaDiFranco gioielli offre una proposta molto ampia con le sue particolari collezioni, Le Bolle di Ketty, Secré taire, Carretti Siciliani, Indipendente-mente, I Giummi, Night and Day, Amuleti, Vucciria, Cutulisci, Macramè , Fori Vulcanici, Dos a Dos, Maduni Pinti, Metamorfosi, che nel corso degli anni le hanno dato grande visibilità in questo settore e fatto ottenere grandi riconoscimenti. Il quindici dicembre scorso Giuliana ha mostrato, alla presenza delle autorità di zona, la sua nuova collezione di gioielli. Il Prefetto di Enna Giuliana Perrotta ha voluto sottolineare che la presenza di una struttura del genere nella provincia di Enna non è solo motivo di grande vanto, ma dà anche un segno di speranza in un momento difficile come quello che stiamo attraversando. I particolari gioielli di Giuliana vengono venduti direttamente alle gioiellerie e nelle fiere dove i bayer di tutto il mondo li esportano in diversi paesi, dal Giappone agli Stati Uniti. L'Atelier per l'acquisto al dettaglio viene aperto una volta l'anno, generalmente durante la settimana che precede il Natale.

a cura di Rosaria Camiolo

IL DIRITTO A NASCERE SANI Chi non ha mai utilizzato i modi di dire tramandati dai nostri nonni? In questo piccolo spazio ci sarà permesso, di volta in volta, di ricordare alcuni detti della sana saggezza popolare.

Iunciti cu li megghiu e facci a spisa pà via (frequenta le persone migliori anche se ciò comporta qualche sacrificio) Ogni cani è liuni na sò casa (ogni cane nella sua casa si sente un leone)

Cu nesci arrinesci

La Suprema Corte italiana negli ultimi tempi si è più volte trovata ad affrontare un tema delicatissimo in materia di bioetica: i diritti del nascituro ovvero la tutela “bambino” ancora non nato, ovvero di ciò che secondo alcuni è cellula e secondo altri è persona. Al di là di tutti quelli che possono essere i diversi punti di vista, condivisibili o meno, la Cassazione con la sentenza n. 10741/09 ha focalizzato l’attenzione sul diritto che ha il nascituro a nascere sano, mentre allo stesso non è riconosciuto il diritto non nascere affatto. La vicenda riguardava il contenzioso instaurato da una coppia di coniugi napoletani, nei confronti di un noto ginecologo, responsabile di uno dei più importanti centri per la sterilità italiani. In particolare la coppia addebitava ai sanitari della struttura la somministrazione, senza adeguata informazione sui possibili effetti collaterali, di un medicinale per la cura della sterilità, che avrebbe provocato al nascituro gravissime malformazioni agli arti ed all’apparato genitale ed intestinale. La Cassazione, dopo aver dichiarato la responsabilità dei sanitari per l’omessa informazione sui possibili effetti del farmaco, ha trattato il delicato tema del risarcimento da riconoscere al nascituro per le malformazioni attribuite alla somministrazione del medicinale, spingendosi ad effettuare una serie di considerazioni sulla soggettività del concepito, sicuramente innovative ma quantomeno opinabili. Per la prima volta viene affermato in maniera esplicita che “il nascituro ha il diritto a nascer sano, in virtù, in particolare, degli artt. 2 e 32 della Costituzione e dunque va riconosciuta la possibilità di intraprendere un’azione risarcitoria assolutamente autonoma rispetto a quella eventualmente intrapresa dai genitori. Tale impostazione strida sensibilmente con l’orientamento della Corte Costituzionale che ha sempre affermato il principio secondo cui “non esiste equivalenza fra il diritto non solo alla vita ma anche alla salute proprio di chi é già persona, come la madre, e la salvaguardia dell’embrione che persona deve ancora diventare” . Non solo, ma i giudici della Suprema Corte non chiariscono che cosa succede nell’ipotesi in cui i genitori, informati, decidono comunque di assumere i farmaci provocando delle malformazioni al feto. In quest’ultimo caso il risarcimento danni va chiesto agli stessi genitori? Cambiano i destinatari ma resta il diritto a nascere sani. Tanti dubbi che richiedono un intervento legislativo più ordinato e chiaro, ancora in Italia inesistente.

“ A Milano il gambaletto non lo vedi a nessuna.” Così inizia l’ allegra conversazione con Cristiana Cangeri, gestrice dell’ omonimo centro estetico che porta il suo nome. Cristiana nordica d’ adozione non ha mai tradito le sue radici meridionali anzi al Sud è pure ritornata alternando l’ operosità lombarda alla mellifluità sicula. “ Andare via, ieri come oggi, vuol dire osare per trovare opportunità nuove e nuove prospettive quì da noi occluse. Andar via vuol dire anche vedere il proprio paese con occhi diversi, quelli di chi impara a conoscerlo dopo una lunga assenza” . E come appare il proprio paesello a chi lo vede dalla MILANO ricca e opulenta ? “ Appare per quel che è , abbarbicato alla roccia e alla tradizione che impari a conoscere e rispettare” . Non c’ è alcuna retorica in queste parole, c’ è invece una impalpabile nostalgia mista ad autentico affetto.Ora per rispiarmarci possibili scivoloni sentimentali nella ridondante retorica del “ paisi miu” , decidiamo di analizzare nel dettaglio la sostanziale differenza fra Nord e Sud .” Al nord le donne si depilano per amor proprio al Sud ,invece, si aspetta l’ occasione declinabile nella forma della visita medica o della festa” . Che altro dire.

MENS SANA...

a cura di Cristiana Cangeri

Volete bellezza e giovinezza eterna? Fatevi miracolare oppure fatevi fare un unguento magico. Noi possiamo offrirvi tutto ciò che la scienza può per migliorare il vostro corpo nel rispetto della vostra volontà, dunque il prima e il dopo sceglietelo voi….. Il centro estetico vi offre fotoringiovanimento, elettroporazione, radiofrequenza viso, cavitazione, radiofrequenza corpo… per l’antipatica e atavica peluria che avvalla la teoria dell’evoluzione dalla scimmia (in alcuni casi ancora in via di compimento) vi proponiamo l’EPILAZIONE PERMANENTE ! vi interessa tutto ciò? Veniteci a trovare. Noi ci troviamo in C.so Umberto a Leonforte.

Il Breviario - Pagina Rosa n1/2011  

Con il primo numero del 2011 il Breviario si arricchisce al suo interno di un ulteriore foglio interamente scritto e redatto da giornalisti...

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