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S A LV O G U L I T I

“Anno nuovo vita nuova”, recita il vecchio adagio, ma il 2011 per la provincia di Enna si presenta tale e quale all’anno appena trascorso. La “vita nuova” tanto agognata, nostro malgrado, resterà solo un miraggio. L’unica novità, s’è il caso di dirlo, potrebbe essere rappresentata da un aumento della pressione fiscale e, di conseguenza, si capirà, non c’è proprio da stare allegri per le cose nuove. Tanto che a questo punto varrebbe sfoderare l’altra perla di saggezza popolare che suona pressappoco così: “megghiu lu vecchiu saputu ca lu novu a sapirisi”. Eh… insomma… quelli che stiamo vivendo sono“tempi duri”: come ripeteva un mio vecchio compagno di stanza all’Hotel Costa, tale Enzo ‘ù Parenti’, di Biancavilla, che da un giorno all’altro abbandonò gli studi e per guadagnare qualche quattrino principiò a lavorare coi muratori carriando blocchi di tufo di sabucina e sacchi di cemento di 50 kg. “Ehh… tempi duri, caro mio!”. Ma quando “ù Parenti” intese i segni della durezza del lavoro sulle proprie spalle si ritirò beatamente e abusivamente in quel lupanare da cui era partito. “Tempi duri… - ripeteva – non conviene lavorare… megghiu mettisi appressu a politica…!”. E in effetti, se vogliamo rifletterci, il paradosso posto da Enzo “ù Parenti”, se da un lato non sembra suffragato da alcun postulato logico, visto in controluce, un messaggio lo lascia intravedere. Qualche insegnamento della ‘ nouvelle vague’ della pedagogia sociale moderna lo lascia trasparire. Vengo e mi spiego (come dicono gli insegnanti di matematica in pre-pensionamento): “a cosa serve cercarsi onestamente un lavoro e lavorare altrettanto onestamente quando disonestamente si può lavorare di meno ( o niente affatto) e guadagnare di più”? Sfricchia sta fava… Faccio un passo indietro per mettere le mani avanti e spiegarmi meglio… (questa frase me la sono appuntata durante una commissione d’esame mentre il presidente cercava di chiarire una domanda al candidato; il presidente era anche prete!). Il mio passo indietro mi porta purtroppo a sollevare un’altra questione: “In provincia di Enna com’è composto il mercato del lavoro?”. La stragrande maggioranza dei lavoratori appartiene in qualche modo alla categoria degli impiegati; (quindi capirete che chiamarli lavoratori rappresenta un ardito abuso linguistico degno di una correzione con doppia lineetta blu). Di conseguenza se la schiacciante maggioranza degli ennesi è impiegata ciò significa che in questa provincia si vive di servizi. segue a pag. 8

ALL’INTERNO

Enna, il centro servizi della politica clientelare

Anno 6 . n. 1

&33&-#1&

Alla faccia di Berlusconi Perché il sindaco Bonanno non dialoga con il Breviaro?

Piazza Armerina: 48mila euro per un posto di lavoro.

33/#1& 2011 - Gratuito 1"34*3/ Gennaio

I buchi nei conti pubblici della Regione 118 tra ambulanze, sprechi e ricatti

Programma elettorale dimenticato. I fatti parlano, i protagonisti tacciono... a pag. 2 - 3

I consiglieri della lista Bonanno bocciano la mozione sul tagliodei costi della politica

Rubrica: Donne con le gonne Come io ti voglio a pag. 6 - 7 - 8

a pag. 4-5

IL BREVIARIO METTE IL FIOCCO ROSA

Nel migliore dei mondi, solo bandiere e manifestazioni di piazza Niente dubbi, niente confronto, niente democrazia (alla faccia dei democratici). >[ L’avvocato Nino Grippaldi, Presi-

Con il primo numero del 2011 il Breviario si arricchisce al suo interno di un ulteriore foglio dente di Confindustria Enna, ha interamente scritto e redatto da giornalisti che indagano con occhio analitico e introspettivo dichiarato che gli «appelli alla conle problematiche del mondo femminile. cretezza» rivolti alla classe dirigente

L’Abito griffato non fa il

La povertà dei siciliani e lo sfarzo dei politici siculi Il reddito dei cittadini dell’isola è sceso al di sotto di quello del 1974. Una crisi drammatica. Il presidente regionale di Confindustria, Ivan Lo Bello, ha fornito dati impressionanti sulla Sicilia. Il reddito pro-capite nel 1974 era pari al 65% del reddito medio nazionale, nel 2009 il valore è sceso al 60%, cinque punti percentuali in meno rispetto a 35 anni fa! La crisi non c’era, anzi, se c’è stata ormai è passata: chi pensa questo vive in castelli dorati dove non manca mai niente, lontana dalla gente comune (95% degli italiani). Secondo Lo Bello “la crisi non è congiunturale, ma strutturale e quindi da parte della Regione ci vogliono risposte strategiche e non contingenti”. Per questo ha chiesto “ riforme urgenti e non leggi” . “Occorre agire – ha auspicato – con strumenti amministrativi, nuove regole che impongano trasparenza e velocità burocratica”. Lo Bello riconosce che “nella Sanità la Regione ha fatto qualcosa di positivo”, ma adesso deve E;affrontare crisiE7economica. O 3DDA93FAla5A?7 @G>>3 8AEE7 Anche evitando “le intermediazioni ; politiche e mafiose, che portano soltanto povertà”. E poi si dovrebbe sfoltire l’elefantiaco apparato regionale. C‘è davvero bisogno di nuovi enti? Di nuove amministrazioni locali, coi loro

uffici, i loro consigli-mangiatoia dei partiti, con le nuove inevitabili poltrone? E che senso hanno le mini province, alcune delle quali nate di recente, anche se non in Sicilia. “Il nostro candidato7 sa bene che lavoE7?B>;57 D3BBD7 rerà per un ente che presto aboliremo” E annunciava il 3 aprile 2008 Silvio Berlusconi al fianco del candidato Pdl alla presidenza della Provincia di Roma. E rincarava: “Dal momento della fondazione delle Regioni, tutti si aspettavano l’ abolizione delle Province. Abbiamo calcolato che se ne ricaverebbe un risparmio di dodici miliardi di euro”. Considerazioni che erano state prese sul serio da tutta la stampa di destra. “ Appello a Berlusconi: elimina le Province”, titola il 29 novembre 2008 Libero nel giorno in cui lancia la campagna conclusa con l’inutile raccolta di migliaia di firme (“Silvio batti un colpo, ricorda le tue promesse”). Di quella campagna, di quelle promesse, a inizio 2011 non vi è più traccia, anche se la spesa è cresciuta a 14 miliardi e le province sono diventate 110. Da dicembre, l’Unione delle province italiane è guidata dal presidente di quella di Catania, l’ex eurodeputato Giuseppe Castiglione, pidiellino. Nel 2010, secondo il Ragioniere generale dello

Stato, Mario Canzio, 17 miliardi di euro, ovvero il 3 per cento delle spese finali del bilancio dello Stato, sono usciti sfuggendo “a qualsiasi controllo”. Per Canzio le ragioni di questo fenomeno abnorme risiedono nella “spinta autonomistica” e nel “crescente riscorso per la gestione di risorse pubbliche ad enti strumentali costituiti anche nella veste giuridica di soggetti di diritto privato” . In passato il Ragioniere generale aveva già sottolineato in un’audizione in Parlamento che i bilanci di Protezione civile, Corte dei conti, dipartimento per l’Editoria e le Università ed altre articolazioni dello Stato in virtù della propria autonomia non presentano i propri bilanci al suo ufficio, che fa capo al ministero dell’Economia. L’Italia è sempre più povera e meno competitiva rispetto agli altri Paesi, come testimoniano numerosi indicatori internazionali. Ma il Paese ‘felice’ del cavaliere neppure lo sa, perchè i cittadini sono bombardati con promesse demagogiche via tv e convinti che i problemi seri siano legati alle leggi salva premier, alle intercettazioni, ai magistrati ‘rossi’. Intanto 17 miliardi di euro spariscono nel nulla e neppure chi dovrebbe controllare sa dove siano finiti.

«sono andati persi nel vuoto amministrativo». Vuoto che Grippaldi considera «specchio della crisi politica che ha attraversato tutto l’ anno» e che riguarda ogni ambito della sfera pubblica, dal regionale al comunale, con ripercussioni gravi e rilevanti sulla già debole struttura economica della provincia. La crisi, ovviamente, non ha colpito il sistema delle clientele e gli interessi di partiti che comunque riescono a trarre vantaggi economici ed elettorali. Dunque le “cattive notizie” non arrivano solo dalle pagine del Breviario. Né dipendono dall’umore o dai preconcetti di una ristrettissima cerchia di sapientoni pronti a giudicare l’operato altrui, ma del tutto incapaci di proporre soluzioni costruttive e realistiche, come si conviene a persone dotate di senso pratico e di attitudine operativa. A prescindere dalla fonte di provenienza e dalle qualità intellettuali e morali di chi le divulga, è bene comunque ricordare che le vere ed autentiche “cattive notizie” nascondo i problemi invece di evidenziarli. Cattive erano le notizie diffuse dalla precedente amministrazione provinciale che non perdeva occasione utile per tessere le lodi dei famigerati Ambiti territoriali ottimali e delle innumerevoli attività di rilancio di un territorio per molti versi appiedato. Cattive sono le notizie divulgate dai giornali che strizzano l’occhio all’amministrazione X o Y per chiuderlo definitivamente quando si dovrebbe tenerli entrambe ben aperti. Notizie buone sono le notizie che aprono al dubbio e sollecitano il confronto. Se il nostro fosse il migliore dei mondi, allora il dubbio e il confronto sarebbero perniciosi o "inutili. Non per nulla nei vecchi paesi che ebbero la disgrazia di vedere sorgere al loro interno il comunismo reale, il confronto era sospetto e il dubbio condannato. Bastava solo un cenno di dissenso per finire in un campo di concentramento. Oggi, ovviamente, si ricorre a metodi più blandi e a sistemi meno dolorosi. Non per nulla i partiti che guardano di traverso la democrazia, siano essi partiti istituzionali di vecchia data o di nuovo conio, di destra o di sinistra, siliconati o naturali, soffocano sul nascere qualunque tentativo di confronto. E al dubbio, che in democrazia giustifica l’esigenza di tenere gli atti politici e amministrativi sempre sotto la lente di ingrandimento, preferiscono bandiere, slogan, manifestazioni di piazza e tutto ciò che serve a confermare l’impressione che il nostro sia il migliore dei mondi. Enzo Vicari


da Leonforte

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Leonforte. Il potere e la stampa: alla faccia di Berlusconi

èdemocratico che il sindaco fa l’editore de “il Giornale di Leonforte” e come politico non dialoga con il Breviario? Sul concetto di “democrazia” si può disquisire all’infinito. E’ come la fede. Così come ognuno ha un suo personalissimo modo di credere in Dio ed essere cristiano, spesso in deroga agli orientamenti di Santa Romana Chiesa, allo stesso modo è la democrazia: ognuno la intende secondo propria convenienza. Viviamo in uno stato democratico quando si tratta di far valere i nostri difetti come virtù; viviamo in bilico a una dittatura quando ci imbattiamo nei difetti degli altri. Non è certamente democratico il controllo sui mezzi di informazione che il nostro presidente del consiglio esercita sia come premier sia come editore. E’ democratico, invece, il nostro sindaco che fa l’editore (Il Giornale di Leonforte e i contributi ad Azzurra TV) e come politico non dialoga con l’unico mezzo di informazione che non controlla e non influenza: il Breviario. Già, il Breviario! Che cos’è il Breviario? Un giornalino? Un fo glio di puttanate? La voce dell’opposizione? Uno strumento per praticare masturbazioni mentali? Ad ognuno, ovviamente, la propria legittima opinione.

So per certo che molti leonfortesi lo leggono volentieri e lo aspettano con ansia. Tanti si riconoscono nelle nostre posizioni, altri ancora le criticano. Non abbiamo mai censurato gli articoli che ci pervengono (se firmati) e pubblichiamo ciò che i consiglieri comunali ci inviano. Qualcuno ci rimprovera di non essere costruttivi. Ci dicono che, anziché criticare, dovremmo essere propositivi. Questi “ qualcuno” ovviamente sono sempre persone vicine all’amministrazione comunale, che vorrebbe il Breviario come una sorta di supporto per la politica. Questi qualcuno sono quegli stessi che leggono Repubblica o il Manifesto o il Fatto e a quei direttori di giornali mica chiedono di essere “propositivi” per Berlusconi! Si godono Santoro, la Gabanelli e Floris. Ma criticano Vespa, Feltri e Belpietro. Come dire che giornali e giornalisti vanno bene se sono dalla nostra parte, non vanno bene se sono dalla parte opposta. Il Breviario non è dalla parte opposta. E’ semplicemente “dalla parte”… dei cittadini leonfortesi a cui ci onoriamo anche noi di appartenere. Che cosa vuol dire essere propo-

sitivi? E perché mai un giornale dovrebbe essere propositivo? E perché mai i cittadini dovrebbero essere propositivi dopo che lo sono già stati con le elezioni? Se un sindaco, un assessore, un consigliere comunale per amministrare ha bisogno di gente propositiva, forse dovrebbe cambiare mestiere. Quando siamo andati alle urne e abbiamo votato questa amministrazione comunale, l’abbiamo fatto perché amministrasse, perché risolvesse problemi, perché ascoltasse la gente e i suoi bisogni e ne venisse a capo. Non li abbiamo votati per avere qualcuno che necessita di assistenza per amministrare. Per la normale amministrazione serve solo un buon segretario comunale e dei bravi funzionari, non servono né sindaci né assessori né consiglieri comunali. La politica è altro. Da oltre due anni, oramai, sentiamo sempre la stessa tiritera: non ci sono soldi, il governo non dà più un centesimo. Lo sapevamo già anche nel 2008, quando questo sindaco si è candidato. E si è candidato sapendo che c’erano da affrontare questioni spinose come i rifiuti e l’acqua, l’o-

spedale e il liceo classico. Si è candidato consapevole che il mondo era in crisi e il dovere di un buon amministratore è di non far sentire la crisi ai propri amministrati. Il programma del “candidato a Sindaco Pino Bonanno” così recitava nel frontespizio: “… con la massima apertura a recepire stimoli esterni, auspicando che il nostro iter amministrativo sia continuamente stimolato dalla vivace comunità leonfortese…”. Ebbene, riteniamo di far parte di quella “vivace comunità leonfortese” cheperdàbambini parecchi O stimoli a questa amministrazione ma dalla quale non ha mai ricevuto risposta. Vorrebbero un confronto in un dibattito pubblico, così ci hanno detto. Come se un giornale non O è già “un dibattito pubblico”. E perché mai un giornale dovrebbe confrontarsi con gli amministratori? E’ obbligo degli amministratori rispondere ai giornali sulle pagine dei giornali, non viceversa. E’ la paura che scripta manent mentre verba volant? Rispondere alle sollecitazioni dei cittadini leonfortesi significa tacciarli di interessi politici quando esprimono le proprie giuste rivendi-

cazioni? Come è accaduto a quei genitori che, arrabbiati, chiedono fatti concreti e non parole relativamente al fatto che il secondo circolo didattico di Leonforte sta facendo orari assurdi per i problemi dei plessi scolastici di quel circolo. Oppure significa fare un sermone ai ragazzi del liceo classico che chiedono una scuola nuova, dicendo loro che devono fare la propria parte (la fanno già: studiando). Vorremmo un sindaco che parlasse di meno, che si attribuisse meno meriti di quelli che ha, che togliesse la spazzatura dalla strada, che progettasse il futuro anziché amministrare il minuto prima. Abbiamo finalmente chiuso i festeggiamenti del Animazione quarto centenario di Leonforte e lungo il corso ai leonfortesi non ce ne è fregato niente a nessuno di quel che è stato programmato. Finalmente anche Newman è stato archiviato. Adesso che la festa è finita, vorremmo sapere da lei, signor Sindaco, come intende affrontare i prossimi anni che la vedranno ancora radicato in quella poltrona, nonostante non abbia alcuna maggioranza né in consiglio comunale né nel suo partito. Emilio Barbera

LEOnFORTE E IL 400°

Evviva lu pistuluni di lu nostru Principi Quando esistevano regnanti, feu- meglio da dire. Nulla che non sia datari e morti di fame, l’esercizio assimilabile alla celebrazione del del potere era riservato a pochi “pistulunu”. 5A?;@5;3@A 36 eletti. I più si accontentavano di Visto che ogni potente si pregia 7 5:7 ?7F ciò che passava il governo. E a di esibire il suo, cosa volete che F nessuno veniva in mente di si faccia se non celebrarlo? confondere le parti. Naturalmente la democrazia non Ricchi e poveri, principi e suddi- ha molto a che vedere con ti abitavano mondi paralleli. Non “baddi” e “pistuluna”. sorprende allora l’imbarazzo in Usando il linguaggio dei matecui si trovarono gli abitanti di un matici, si potrebbe affermare che paese della provincia di Enna essa sta alle celebrazioni dei simdinnanzi al principe che li degna- boli del potere come la memoria va della sua presenza. Il paese storica alle sfilate in costume F in maschera) che era piccolo e gli abitanti laborio- d’ epoca (o si, a dispetto dei vicini che li imperversano da qualche anno in reputavano “mommi”, cioè stupi- molti luoghi della provincia. di. La democrazia, infatti, è confron;@ 9D36A 6; DA?B7D7 ;to 8;>3?7@ Non per nulla EA@A il grande Cicerone, dialettico e assunzione di F alcuni secoli prima, dopo essere responsabilità. Insomma niente sceso in Sicilia per raccogliere che non debba essere discusso e prove contro Verre, uno dei tanti affrontato con armi proprie. farabutti della storia dell’isola, li La scheda elettorale è certamente aveva definiti “Viri Fortes et una di queste. Tramite essa, Fideles”. Il principe, invece, era solo un principe, forse borioso e parassita come molti suoi pari giunti in Sicilia dalla Spagna o da qualche altro luogo remoto. I poveracci, dunque, non avevano molte ragioni per celebrarlo. E quando uno di loro, attratto dalla vista della pistola che il principe portava con sé, gridò “evviva lu pistuluni di lu nostru principi”, gli altri, per non essere da meno, risposero in coro “cu tutti li baddi”. Probabilmente anche oggi gli abitanti di un paese della provincia non troverebbero nulla di

anche il più povero degli abitanti di un paese, nel caso in cui non si trovi nulla di meglio che inneggiare al “ pistuluni” del principe di turno, oggi può dire la sua mandando a casa amministratori e sindaci incapaci o truffaldini. Ma come ogni arma che si rispetti, anche questa ha i suoi limiti di esercizio. Il limite dei limiti è costituito dalla mancanza di alternativa, di modo si può scegliere soloBG@F; tra incapaci e truffal67; E79G7@F; dini. E allora la stessa scheda diventa un “pistuluni” sotto mentite spoglie, un “pistuluni” esibito dalla classe dirigente che continua la sua marcia indecorosa tra montagne di spazzatura, bollette colossali corrisposte per servizi mediocri, disoccupazione e de grado. Enzo Vicari

Duemiladieci addio

Finalmente il 31 dicembre 2010 è arrivato e passato. L’anno vecchio ha portato con sé il quarto centenario di Leonforte. Certo, qualche piccolo strascico nel 2011 l’abbiamo ancora… ma finalmente ci siamo liberati di questo peso! Addio fondazione di Leonforte! Addio Principe Nicolò Placido! Addio Principi osannati solo perché siete secoli lontani! Addio ex sindaci che mai abbiamo conosciuto! Addio ex sindaci che mai avremmo voluto conoscere! Addio ex leonfortesi da ricordare o che nessuno ricorda passati a miglior vita! Addio dal primo all’ultimo di questi 400 anni trascorsi dalla fondazione di Leonforte! Finalmente siamo entrati nel quattrocentunesimo anno! Finalmente finirà tutta la retorica dei principi buoni, del passato straordinario di Leonforte, del patriottismo dei leonfortesi (ahi! non dovevo scriverlo: ricorre il 150°

dall’Unità d’Italia!), dei festeggiamenti al nulla e del nulla da festeggiare. Finalmente, dopo 365 giorni passati dentro un lungo quanto ordinario programma di festeggiamenti è tutto finito. Si ritorna, anzi ritornano alla normalità del quotidiano, dico ritornano perché io, insieme alla stragrande maggioranza dei leonfortesi, di questi 400 anni… possiamo dirlo? ce ne siamo ampiamente e giustamente fregati. Certo, il povero Nicolò Placido, sua eccellenza il Principe – al quale va tutto il nostro rispetto e gratitudine – se fosse ritornato in vita in questi giorni avrebbe avuto molto da ridire su come abbiamo ridotto la sua Leonforte: munnizza ad ogni dove, il centro storico ricoperto d’ardichedda, le sue chiese (il Carmelo, Sant’Antonio, La Mercede, Santo Stefano) sul punto di crollare, il palazzo Branciforti e la scuderia ridotti al nulla e le strade in groviera, l’economia senza prospettive reali. Se un modo doveva esserci per festeggiare il quarto centenario di Leonforte, non era mettendo il timbro dei festeggiamenti su ogni cosa che associazioni e privati hanno fatto (a prescindere dei 400 anni) di loro iniziativa, e neppure vestendo di ricorrenza l’ordinario dell’anno… forse ci si poteva spendere e si poteva spendere per cominciare a tracciare le basi per una crescita economica e sociale di Leonforte a partire dal primo giorno del secondo decennio del primo secolo del secondo millennio dell’era cristiana. Del futuro, insomma. Ma pensare al futuro è impresa troppo ardua per chi vive alla giornata. Emilio Barbera

Una risorsa del territorio per l’intera S icilia


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Interroga: domande di inizio anno

DOMANDE ALLA GIUNTA COMUNALE DI LEONFORTE SULLE OPERE, INIZIATIVE E ATTIVITA’ INSERITE NEL PROGRAMMA DI “BONANNO SINDACO” Quelle che seguono sono domande tratte dagli impegni che il candidato a sindaco Pino Bonanno si è assunto con il suo programma elettorale. Sono impegni che lui ha presentato agli elettori con la promessa che li avrebbe realizzati. Ebbene, a metà mandato, non ci risulta che questi impegni abbiano avuto corso. Lo abbiamo votato perché realizzasse il suo programma. E’ lecito a un cittadino chiederne conto? In questo modo si fa opposizione politica, polemica, peccato di lesa maestà oppure è una civilissima e democratica maniera per essere cittadini attivi? La seconda che hai detto, direbbe Corrado Guzzanti. Ma vale solo per Berlusconi. Linea strategica numero 1: la sicurezza. Quali progetti sono stati finanziati per prevenire il disagio, il bullismo, le devianze ecc. e a chi sono stati finanziati questi progetti e quali risultati sono stati ottenuti? In che cosa è migliorato il sostegno al disagio, visto che molti tagli sono stati praticati?Che fine hanno fatto le politiche per la “cura della città”, visto che l’assessore che doveva occuparsene le ha sbattuto in faccia la porta perché ostacolato? Quell’ospedale che NON SI DEVE TOCCARE! (suo è pure il punto esclamativo) sta morendo suppilu suppilu; lei ne ha fatto il cavallo di battaglia della sua campagna elettorale: è riuscito a salvarlo?A che punto è il piano del traffico per il centro storico e l’incentivazione dell’energia fotovoltaica negli edifici pubblici? E dov’è finita la “rigorosa e lungimirante strategia ambientale” su cui intendeva puntare?

Linea strategica n. 2: Incentivi all’economia. Ci può spiegare come, in questi due anni, ha incentivato l’economia agricola e gli investimenti produttivi? Forse con il mercatino dei coltivatori? Ci può di quali risultati ha ottenuto e se è stato raggiunto qualche obiettivo? Quali sono i progetti di quel “parco-progetti finanziabili anche con i fondi europei” che ha presentato e ha avuto approvati? Quando li vedremo realizzati? Dov’è finito il “forum permanente” che doveva valorizzare e razionalizzare le potenzialità e il commercio dei prodotti tipici locali? Che fine ha fatto la zona artigianale e il piano commerciale? Quali attività ha incoraggiato in ambito turistico e qual è stato il suo impegno per la realizzazione del Parco Regionale degli Erei?

Linea strategica n. 3: Favorire l’efficienza. A che punto è la riorganizzazione degli uffici comunali? Quali risparmi sono stati attuati, quali uffici accorpati e qual è la situazione attuale dei precari comunali? Ci può spiegare quali sono le procedure semplificate che sono state introdotte per favorire i cittadini nel loro impatto con la burocrazia? E gli sprechi? E gli abusi di Ato idrico e Ato rifiuti? Perché le nostre strade sono state ridotte a un colabrodo, il nostro centro storico è stato violentato dai signori di Acqua Enna e non un solo centesimo è stato loro chiesto? Perché le nostre strade versano in condizioni igieniche vergognose nonostante il comune sborsi fior di quattrini per il servizio di nettezza urbana? Chi controlla se la spazzatura viene regolarmente rimossa dalle strade e dai cassonetti?

Linea strategica n. 4: Patrocinare giovani, sport e cultura. Che fine ha fatto lo “spazio giovani” che doveva fornire informazioni e orientamenti sui programmi nazionali ed europei nell’ambito della cultura, della formazione, della mobilità, della cittadinanza e del volontariato? Quanti giovani ne hanno usufruito? Quali sono i nuovi servizi offerti dalla Biblioteca comunale? Quanti tirocini e stage gratuiti sono stati favoriti per i neo laureati? A che punto è l’Eurodesk e, soprattutto, che fine ha fatto il “Prestito d’Onore comunale”? A parte il nuovo Stadio comunale e i campi da tennis – ristrutturati con i soldi di Buono – quali sono gli altri impianti sportivi che l’amministrazione comunale ha completato e/o adeguato? Perché il palazzetto dello sport versa in condizioni fatiscenti? Come è stato valorizzato l’invaso Nicoletti rispetto a quanto non si facesse già nel passato?

Leonforte: programma elettorale dimenticato? I fatti parlano, i protagonisti tacciono... Sarebbe bello poter dire in scienza e coscienza che il comune di Leonforte sfugge alla crisi denunciata dal Presidente della confindustria ennese Grippaldi. Ma i fatti parlano da soli. E non giustificano l’ottimismo di certe esternazioni ufficiali, soprattutto se proviamo a confrontarli con l’ambizioso programma di governo presentato nel 2008 dal sindaco Bonanno. Il Sindaco, tanto per citare uno dei punti di quel programma, dichiarava che avrebbe perseguito “tenacemente” politiche di valorizzazione delle risorse paesaggistiche, monumentali e culturali del paese. L’uso dell’avverbio, in realtà, lasciava presagire che il sentiero della valorizzazione sarebbe stato piuttosto lungo e pieno di ostacoli, se non addirittura impraticabile. Tuttavia, se tali politiche fossero state perseguite anche in modo blando, e non “ tenacemente” come il Sindaco auspicava, oggi il paese non sarebbe teatro della crisi dei rifiuti che dal 2008 si ripete ciclicamente e che

dimostra in modo inequivocabile quanto sia debole ed inefficace l’azione di governo dei leader locali. Perché comunque venga intesa, anche il più ingenuo degli uomini non esiterà a riconoscere che si tratta di crisi non tecnica ma politica. Politica nonostante il consueto giochino dello scarica barile o del silenzio assenso o proprio in virtù di questo che tra tutti i giochi è il più praticato dai politici della zona. Discorso a parte merita poi la valorizzazione delle risorse culturali. Quando si tratta di cultura, ovviamente, ognuno si sente autorizzato a dire ciò che gli passa per la testa. Cultura è il cibo, il canto popolare, la danza, la lingua e persino l’anticultura del peto e del rutto, che in taluni casi, come dimostrano le straordinarie opere di Criprì e Maresco, risultano più eloquenti e incisivi dei discorsi da palco scenico, delle finzioni teatrali e delle parate in onore dei principi passati e recenti della nostra terra. Ma considerata nei limiti dei compiti e delle finalità pro-

prie dell’istituzione comunale, ossia per un Sindaco e per gli assessori, in fin dei conti la cultura si concretizza in poche voci decisive e irrinunciabili. La scuola, con i necessari corredi tecnologici, è una di esse. E siccome dai tempi di Guttenberg il libro gioca un ruolo fondamentale nella formazione delle menti, non si può certo escludere una buona biblioteca. In estrema sintesi, sono queste infatti le voci che qualificano la vita culturale di una comunità. Non una di più, non una di meno. E sono queste le voci che ogni amministrazione ha il dovere di porre in assoluta evidenza impegnando le risorse finanziarie e organizzative disponili o individuandone altre. Lo sport, i forum, le manifestazioni di piazza, i cortei in costume e le sagre possono arricchire o integrare un piano di valorizzazione della cultura. Ma non sono capaci di costituire le basi su cui va edificato. E se, a titolo di esempio, consideriamo che l’ aggiornamento del patrimonio librario della biblioteca del nostro

paese langue da molti anni, di modo che uno studente o un semplice appassionato che desiderasse conoscere le opere fondamentali di un autore come John Henry Newman scoprirebbe a sue spese che la nostra biblioteca non ne possiede neanche una, molte iniziative culturali promosse anche in occasione dei quattrocento anni del famoso atto di fondazione di Leonforte rischiano di

sembrare del tutto fuori luogo o costruite sul terreno della retorica e del peggiore politichese. Sappiamo bene che l’acqua è poca, ossia scarseggia. E perciò la papera non galleggia. Ma sappiamo che per farla galleggiare occorre lungimiranza, ovvero qualcosa di più e di meglio del “vuoto amministrativo” denunciato da Grippaldi. Enzo Vicari

L’AnTIFASCISMO A LEOnFORTE Nel casellario politico centrale gestito dalla polizia politica fascista OVRA l’elenco dei leonfortesi attenzionati dalla terribile polizia è il più numeroso della provincia. Intellettuali, artigiani, operai, sfidarono il fascismo ed molti furono costretti ada andare in esilio in Sud America, in Francia, in tutto il mondo. Questa lista ci fa onore in quando l’omologazione al fascismo fu infranta da uomini che scelsero la difesa dei loro ideali a costo della vita agiata e grigia. In ordine: Cognome e nome - Data di nascita - Residenza - Appartenenza politica - Impiego - Annotazioni Sciamarelli Giovanni - 1886 - Cosenza - comunista - impiegato telegrafico - radiato Smario Giovanni - 1853 - Argentina - socialista - agricoltore Smario Raffaele - 1891- Francia comunista - muratore - iscritto alla rubr. di frontiera Spartaco Giuseppe - 1841- Leonforte - Sicilia - anarchico - calzolaio Sparterra Matteo - 1870 - Francia - anarchico - calzolaio - iscritto all rubrica di frontiera Spina Salvatore - 1886 - Francia - socialista zolfataio - iscritto alla rubrica di frontiera Taccetta Giovanni - 1902 - Catania - anarchico impiegato catasto - confinato Valente Francesco - Leonforte - socialista - commerciante radiato Ventimiglia Francesco - 1861 - Stati Uniti America - socialista - niente annotazioni Zappulla Carmelo - 1873 - Catania - antifascista - patrocinatore legale - niente annotazioni Venuta Gaetano - 1907 - Leonforte - oziose Adorno Salvatore - 1911 - Francia comunista - niente annotazioni Algozino Luigi (????) - Leonforte - socialista - niente annotazioni Algeri Paolo 1883 - Leonforte - anarchico - niente annotazioni Algozzino Raffaele - 1897 Roma - socialista - sedicente pubblicista - niente annotazioni Baia Antonio 1897 - contadino - denunciato per offese al capo del Governo Faranda Gaetano 1850 Leonforte - socialista - niente annotazioni Grisiglione Angelo 1899 Francia - antifascista - bracciante - iscritto alla rub. di frontiera Leonforte Federico 1902 Francia - antifascista - contadino - niente annotazioni Mazzola Carmelo 1899 America merid. comunista - bracciante - isc. alla rubr. di frontiera Micali Nicolo - 1897 Messina - comunista - manovale - radiato

Napoli Antonino 1898 Buffalo USA - anarchico - iscr. alla rubr. di frontiera Napoli Provvidenzo 1874 - Enna - Sicilia - socialista - radiato Orofino Michele 1851 Veneto socialista Pappalardo Gabriele - 1896 - Roma - anarchico - sarto - niente annotazioni Passarello Salvatore - 1899 - comunista - piccolo possidente - denunciato al trib. speciale Pontorno Diego -1891- America M. - anarchico - tagliatore di scarpe - iscr. alla rubr. di frontiera Potenza Nicolò - 1903 - Roma - comunista - professore - ammonito e iscr. alla rubr. di frontiera Quisari Antonio - 1882 - Assoro - comunista - niente annotazioni Rosano Salvatore - 1897 - Argentina - comunista - niente annotazioni Savoca Giuseppe - 1896 - Leonforte - comunista - contadino - niente annotazioni Basile Giacomo - 1866 - Stati Uniti America - socialista - seggiolaio - radiato Basile Silvestro - 1896 - Leonforte - antifascista - sarto - iscritto alla rubr. di frontiera Benintende Emanuele - 1872 - radiato Benintende Primo - 1888 - Leonforte - antifascista - iscritto alla rubr. di frontiera Borrello Salvatore - 1903 - Saginaw (Michigan USA) - comunista - esercente Buttafuoco Domenico - 1859 - Argentina - socialista - niente annotazioni Camiolo Angelo - 1901 - Leonforte - antifascista - manovale - confinato e iscr. alla rubr. di frontiera Carosia Antonino - 1888 - Leonforte - Sicilia - comunista - carrettiere - niente annotazioni Cassarà Vito - 1887 - Francia - anarchico - calzolaio - iscritto alla rubr. di frontiera Cristodaro Baldassarre - 1836 Leonforte - socialista - niente annotazioni D'Assoro Antonino - 1902 - Catania - Sicilia - comunista - rappr. commercio - diffidato Di Leonforte Antonino, 1894, Leonforte, socialista - socialista custode del cimitero


giudiziaria

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Pasquasia - Grave sabotaggio o tentato furto? Per Salvino Caputo è più probabile la seconda

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Criminalità, tentano di rubare il rame e disperdono l’olio a Pasquasia Aprono i rubinetti dei trasformatori e inquinano un’area di 500 metri quadri. Il sabotaggio a Pasquasia, che ha provocato la fuoriuscita di fiumi di olio dai trasformatori di energia elettrica, sarebbe opera di ladri di rame: entrati nell’ area dei generatori, avrebbero aperto i rubinetti per liberare i contenitori e poi, senza rischi, rubare i fili. Qualcosa, però, li ha indotti a desistere e fuggire senza rubare nulla. Sarebbe avvenuto questo, a fine novembre, nella miniera. Al termine di un sopralluogo durato circa un’ora a Pasquasia, lo ha detto Salvino Caputo, presidente della commissione Attività produttive dell’Ars, che afferma di averlo appreso dai tecnici. Caputo è stato a Enna a compiere un’ispezione assieme al presidente della commissione speciale su Pasquasia Giuseppe Regalbuto, ai tecnici dell’ Asp, al direttore dell’Arpa Daniele Parlascino e all’esperto Salvatore Minardi. Caputo, che ha parlato alla Provincia, invitato dal presidente del consiglio provinciale Massimo Greco, sottolinea

che l’ olio riversato attorno a Pasquasia sarebbe da due a otto tonnellate, non “circa due” come comunicato nella prima relazione dell’Asp. La macchia d’olio, che in parte s’è diffusa in discesa, s’è estesa per un raggio di 100 metri e un’estensione di 500 metri quadrati. Caputo è entrato letteralmente in takle sulla Regione, annunciando che chiederà la nomina di un commissario straordinario per la bonifica di Pasquasia. “Abbiamo avuto modo di constatare di persona come le condizioni di abbandono del sito minerario abbiano creato gravissimi pericoli per l’incolumità pubblica, anche a seguito dello sversamento circa otto tonnellate di olio disperso nell’ambiente”, ha aggiunto. “Ho convocato personalmente martedì gli assessori all’Ambiente e alle Attività produttive per chiedere interventi urgenti - ha aggiunto - fra i quali la nomina di un commissario con pieni poteri. Non escludo, attesi i gravi fatti riscontrati, di trasmettere le $3 7>83 7 7DD39AEFA EA@A decisioni della commissione alla E Procura della Repubblica di Enna”. Secondo Caputo, inoltre, “questo

stato di emergenza sta determinando danni economici alle aziende locali, soprattutto a quelle legate ai settori della zootecnia che non possono più usufruire dei laghetti artificiali che si trovano nella stessa area”. Il presidente, a ogni modo, ha disegnato un quadro a tinte fosche della situazione di Pasquasia, ricordando che nel pozzo 1, dove si troverebbero tonnellate di amianto, sarebbero “stoccate fino a quattrocento metri lastroni di argilla presi da un sito e messi qui per verticalizzare un fenomeno di inquinamento, che è circoscritto ma esiste”. E ancora: “La commissione è fortemente preoccupata, la situazione globale è esplosiva. abbiamo camminato su centinaia di metri di asfalto impregnato di amianto, come tutta l’area circostante, non si può archiviare quello che è successo come un furto, o dire: “Beh, la miniera è chiusa da anni e quindi l’amianto resta lì”. No, serve urgentemente una bonifica”. Nella riunione, il direttore dell’Arpa ha sottolineato che “dalle rilevazioni effettuate, non ci sarebbero fibre di amianto disperse nell’aria”.

Piazza Armerina. 48 mila euro in contanti per un posto di lavoro, quasi due milioni di euro incassati dai truffatori

Truffa dai grandi numeri quella che si è consumata a Piazza Armerina da marzo a dicembre dello scorso anno e i soldi acquisiti, subito reinvestiti nell’acquisto di immobili, alcuni dei quali nel catanese. Le indagini dei carabinieri di PG presso il tribunale di Enna si stanno allargando a macchia d’olio ed i risultati venuti fuori stanno avendo dei riscontri che evidenziano l’entità di una mega truffa che ha fatto circolare tanti soldi, infatti si parla che i due-tre operatori abbiano incassato qualcosa come due milioni di euro, che subito sono stati investiti nell’acquisto di immobili ci sono B7D EB79@7D>7 6; e5:; O >3 state persone, che, nella speranza di ottenere F un posto di lavoro, ha consegnati a questi personaggi anche 48 mila euro in contanti, una somma enorme per un posto che si è rivelato un miraggio perché i posti di questa grande azienda, che opera in provincia di Caltanissetta, non sono mai arrivati. Intanto gli uffici di PG del tribunale incominciano ad8D;L essere "@ 7EF3F7 FD3 frequentati dalle persone che sono state vittime della truffa e che, quindi, stanL no denunziando gli autori, raccontando tutte le fasi dal contatto (c’erano in giro per le province di Enna, Catania e Caltanissetta dei procacciatori) sino all’esborso dei soldi, principalmente in contanti, alla presentazione della documentazione richieste, e poi il ritardo delle risposte sulla possibilità di iniziare al lavorare. E’ stato accertato che la grande azienda nissena non sapeva niente di questa operazione ed i due-tre truffatori, che hanno operato con l’apertura di un mega ufficio a Piazza Armerina, non avevano avuto e non hanno contati con l’azienda. Man mano che aumentavano i clienti e si facevano più consistenti gli incassi, i presunti dirigenti investivano il contante nell’acquisto di immobili nel catanese, per cui le indagini si stanno allargando in maniera notevole cercando " di evidenziare l’entità di questa truffa che ha interessato, secondo una prima stima, centinaia di persone, i quali hanno versato somme consistenti che vanno dai 10 mila ai 20 mila euro, che hanno affrontato una selezione, poi rivelatasi fasulla, che hanno presentato una documentazione corposa, che hanno sperato, finalmente, di trovare una posto di lavoro fisso, senza essere dei precari a vita. I due-tre personaggi (pare che siano di Piazza Armerina) hanno fatto le cose in maniera egregia compreso l’allestimento di un ufficio di spessore con tanto di segretario e di mobili e quadri d’autore, insomma una “facciata” di tutto rispetto che ha sicuramente impressionato tutti coloro che sono caduti in questa truffa, concretizzatasi perché la gente ha fame di un posto fisso e per averlo ha pagato tanto e si è illusa troppo.

“PIZZINI DI GIUDIZIARIA” Omicidio Marotta a Barrafranca, spunta una pista mafiosa S’indagherebbe nel mondo della criminalità per risalire agli autori dell’ omicidio di Maurizio Marotta, l’emigrante in Germania ammazzato la sera di Santo Stefano a Barrafranca. L’assassino, secondo quanto ricostruito agli investigatori dal fratello Gaetano, rimasto ferito a una gamba, avrebbe agito col volto coperto da un passamontagna e una tuta da meccanico. È questo, oltre alla lucida determinazione dimostrata dal killer, a far pensare a un delitto legato al mondo della criminalità. Marotta non aveva precedenti per mafia, ma solo qualche denuncia, nel suo passato. Poi s’era trasferito in Germania. Era tornato da qualche giorno in Italia per la nascita della figlia. Era diventato papà appena 12 giorni fa, dopo che la sua compagna ha dato alla luce una bambina all’ospedale di Piazza Armerina. Era tornato a Barrafranca da una quindicina di giorni fa, poco prima che nascesse la piccola. I carabinieri hanno già interrogato il fratello Gaetano, 32 anni, rimasto ferito nell’agguato e che dovrà essere sottoposto a un intervento chirurgico per l’asportazione del proiettile che l’ha colpito. I due erano in un’auto, verso le 20,40 in via della Repubblica, quando l’assassino, vestito con una tuta da meccanico, si è avvicinato esplodendo alcuni colpi di pistola. È stato Gaetano Marotta a chiamare il 118 e un’ambulanza ha portato i due feriti in ospedale a Caltanissetta. Per Maurizio, giunto agonizzante, non c’è stato nulla da fare: è morto poco dopo l’arrivo. Gli uomini dell’Arma seguono la pista della criminalità. Elezioni annullate ad Aidone, nessun colpevole Non ci sono responsabili per l’annullamento delle elezioni comunali di Aidone del 26 e 27 maggio 2002. Quelle elezioni furono annulla-

te a causa di irregolarità. Ora la Corte dei conti, dopo che erano cadute, tra prescrizioni e proscioglimenti, tutte le responsabilità penali per i sei presidenti e segretari di seggio di quei giorni, ha decretato che nessuna responsabilità può essere addebitata loro neppure sotto un profilo contabile. Escono senza colpe, dunque, e hanno anche ottenuto un rimborso per le spese legali, perché dichiarati “esenti da colpa”. Erano assistiti dagli avvocati Gaetano Gugliara, Salvatore Cittadino, Roberto Monastra, Salvatore Mauceri e Nicolò D’Alessandro. La sentenza è stata emessa dalla sezione giurisdizionale per la Regione Siciliana della Corte dei conti, presidente Luciano Pagliaro. Sulla vicenda aveva indagato la Procura di Enna, secondo cui i presidenti avrebbero anticipato l’apertura dei seggi di un giorno, sostituendo illegittimamente gli scrutatori che non si erano presentati. Ma già il procedimento penale s’era chiuso senza una condanna, tra il primo grado di fronte al gup e in appello, per i reati contestati dalla Procura di truffa e falso. Dopo che si chiuse la parentesi penale, insomma, la procura contabile decise di procedere, contestando un presunto danno erariale di circa 70 mila euro a tutte le persone coinvolte, assolte o prescritte, nella vicenda. “La sentenza chiude definitivamente questa storia, che ha segnato profondamente le persone coinvolte – afferma l’avvocato Gugliara – presidenti e segretari nulla debbono risarcire al Comune e la Corte ha disposto per loro anche il diritto al rimborso delle spese”. A quelle elezioni vinse l’esponente di Alleanza Nazionale Filippo Curia, che poi fu eletto di nuovo, quando si tornò a votare nel giro di alcuni mesi. Delitto Ferreri, attesa per l’udienza in Cassazione Barrafranca – Riflettori puntati verso Roma. E’ attesa subito a giorni la fissazione dell’u-

Edizione Lancillotto e Ginevra s.r.l. Direttore responsabile Salvo Guliti Responsabile di redazione Enzo Vicari, Emilio Barbera Art Director Nunzio Baja

A cura di José Trovato

dienza in Cassazione sul ricorso della Procura generale d’appello contro alcune assoluzioni del processo per l’omicidio di Francesco Ferreri, il tredicenne ucciso barbaramente il 16 dicembre 2005. Tre dei quattro imputati sono stati assolti dall’accusa di omicidio in via definitiva. L’udienza, comunque, non si terrà prima della prossima primavera. I familiari della vittima, parte civile, non hanno impugnato la sentenza. E così il ricorso della procura generale, che ha chiesto la ripetizione dell’appello, è l’unico su cui si dovrebbe discutere a Roma. Nessun ricorso è stato presentato neppure dai familiari di Daniele (nome fantasioso), il coetaneo di Francesco le cui dichiarazioni sono state il più importante elemento in mano all’accusa al dibattimento. I quattro imputati erano stati arrestati, sono rimasti in carcere per quasi quattro anni e poi tutti assolti con formula piena. Solo uno di loro era stato condannato in primo grado per omicidio, ma fu assolto come gli altri dai giudici della Corte d’appello. Omicidio Governale, 23 anni per Umberto Castronovo Piazza Armerina – 23 anni. I giudici della Corte d’assise hanno dichiarato Umberto Castronovo colpevole dell’ omicidio di Carmelo Governale. Governale fu ammazzato il 22 ottobre di tre anni fa e i suoi resti furono dati alle fiamme. La Corte lo ha assolto dall’accusa di distruzione di cadavere. La giuria, presieduta da Giacomo Montalbano, ha accolto la parte della linea difensiva, sostenuta dall’avvocato Luca Di Salvo, che escludeva la distruzione di cadavere e l’aggravante della premeditazione. Sussistente, invece, è stata ritenuta l’aggravante di aver agito approfittando di circostanze tali da ostacolare l’autodifesa della vittima. Per il pm Luigi Fede, Castronovo avrebbe istigato e “ rafforzato” la condotta del fratellastro

Collaboratori di redazione Josè Trovato, Carla Parano, Cristina 809:04( Barbera, (8),8( 809:04( (8),8( Gabriella Grasso, Paolo Licciardo Stampa Arti Grafiche Jesus - Via Quasimodo, 1 Leonforte (En) - Tel.0935 902263 Registraz. Tribunale di Nicosia n. 61 del 21-7-2000 Redazione e Amministrazione C.so Umberto, 282 - Leonforte Iscritto al Registro nazionale della Stampa al n° 12624

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Enrico Carlo (condannato con l’abbreviato in primo grado a 17 anni), ma non avrebbe premuto lui il grilletto del fucile uccise Governale. L’inchiesta è stata condotta dai carabinieri della compagnia di Piazza, diretti dal capitano Michele Cannizzaro e sotto il coordinamento del procuratore Calogero Ferrotti. La Corte ha condannato Castronovo al risarcimento danni ai familiari della vittima, parte civile in aula con gli avvocati Walter Castellana e Marco Di Dio Datola. “Attendiamo le motivazioni della sentenza per comprendere quale percorso abbia seguito la Corte nella sua decisione – afferma l’avvocato Luca Di Salvo, difensore di Castronovo – e proporre appello”. Pizzo con lo “sconto”, rito abbreviato per Mavica Catenanuova – Si aprirà il 25 marzo a Caltanissetta l’abbreviato secco per Antonino Mavica, il presunto estorsore, che avrebbe detto alla sua vittima di fargli lo “sconto”, rispetto a quanto costa il pizzo nelle altre province della Sicilia. Mavica ha 46 anni e per lui l’accusa è di estorsione aggravata. È difeso dall’avvocato Antonio Impellizzeri, che ha già ottenuto dal Riesame l’esclusione dell’aggravante di aver utilizzato il “metodo mafioso”. L’abbreviato si aprirà di fronte al gup Lirio Conti. Nonostante ciò, il pm Roberto Condorelli è tornato a contestare l’accusa. Mavica fu condannato per mafia al processo “Ippogrifo”. I giudici lo ritennero vicino al capomafia di Enna Gaetano Leonardo. L’indagine che portò all’arresto di “Nino il paternese”, come lo conoscono in paese, è stata condotta dai carabinieri. La vittima sarebbe un artigiano, cui il presunto estorsore avrebbe detto di pagare, si, ma a un prezzo “da amico”, ovvero duecento euro al mese.


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Leonforte: dal consiglio comunale

I consiglieri comunali della lista Bonanno bocciano la mozione sul taglio dei costi della politica Il consiglio comunale di Leonforte ha respinto la mozione presentata nel maggio del 2010 dal consigliere Domenico Livolsi, in cui si proponeva di tagliare copiosamente i costi della politica comunale. Dopo mesi di pura agonia, costellati da rinvii e da altre dinamiche non sempre comprensibili ai non addetti ai lavori, il massimo consesso civico leonfortese non ha dato i voti necessari per dare una sforbiciata ai compensi di amministratori, consiglieri, revisori dei conti e nucleo di valutazione e capi settore. Con questa decurtazione le casse comunali avrebbero risparmiato 316 mila euro all’anno. Contrari alla mozione sul taglio delle spese tutti i consiglieri della coalizione a supporto del sindaco Pino Bonanno e la sua giunta. Nel dettaglio si tratta dei consiglieri del gruppo Pd: Barbera, Sottile, Nastro e Cremona (quest’ultimo anche se nelle precedenti votazioni non è stato sempre in linea col Pd in questo caso si è schierato con i compagni). Contrari anche i consiglieri della lista Bonanno: Cottonaro, Potenza e Proto. Si sono astenuti, ma di fatto hanno contribuito affinché la mozione non passasse, i consiglieri Vasta (indipendente), Trecarichi e Spataro, Pdl. Mentre risultavano assenti (dov’erano?) i consiglieri Fiorenza, Battiato, Mangione e Forno. Per la cronaca diciamo che hanno votato a favore della mozione i consiglieri Livolsi, La Delfa, Scaccia, Pioppo, Panvini e Lattuga.

Anche se nella normale dialettica politica è giusto essere a favore o contro una proposta presentata in consiglio comunale, il Breviario, da sempre a favore di una decurtazione dei costi della politica, vuole rendere merito al consigliere Livolsi e a quei consiglieri che hanno tentato di far passare un provvedimento atto ad abbassare i compensi che fanno diventare un servizio alla cittadinanza come un vero e proprio mestiere. D’altro canto, aspettiamo di ricevere e pubblicare le motivazioni che hanno indotto i consiglieri del Pd a bocciare tale proposta, attendendo inoltre di capire con quali atti concreti si tradurranno gli intendimenti della coalizione a supporto del sindaco Bonanno di tagliare i costi della politica, visto che questo era un punto inserito nel programma elettorale condiviso da tutta la squadra del sindaco. Sappiamo che la giunta si sarebbe già abbassata le indennità, pare del 20 per cento, comunque, lodando questo sforzo, com’è giusto che sia, vorremmo capirne onestamente di più. Anche perchè facendo passare questa mozione il taglio sarebbe stato del B7D ; BD7EG@F; D3B 50 per cento; un risparmio sensibilBmente maggiore per l’Ente. Inoltre, +93D4; 9in merito alla delibera della giunta

Bonanno, vorremmo capire se il taglio delle indennità è un provvedimento valido solo per l’amministrazione o un atto politico che condurrà ad ulteriore sviluppi. Come ad esempio la riduzione di quei capi ripartizione che il sindaco Bonanno aveva promesso di portare a quattro in campagna elettorale. Ma il sindaco Bonanno questi passaggi li tiene per se, visto che con il Breviario non dialoga. Possiamo invece riportare come il segretario del Pd di Leonforte, Nino Di Naso, ha spiegato la bocciatura in consiglio della mozione sui costi, in una nota passata a Josè Trovato e, in parte, pubblicata sul GdS: “I consiglieri PD avevano chiesto di far tornare il tema ai capigruppo per elaborare un documento condiviso e poi presentato in una loro mozione che evidenziasse ‘ il rigore economico attuato già da tempo dall’amministrazione rispetto ai costi della politica e non solo’. Il Pd ricorda la riduzione delle indennità già disposte per giunta, capi-settore, dirigente generale dell’ente e componenti del nucleo di valutazione, prodotti molto tempo prima della mozione”. Questo passaggio è piuttosto fumoso ma riusciamo comunque ad estrapolarne il senso, anche se mancano dati e cifre.

Poi Di Naso continua: “Voglio ricordare che a Leonforte c’è un’amministrazione monocolore PD e per statuto di partito la nostra mozione vuole focalizzare ciò che l’amministrazione ha già fatto e ciò che può fare il consiglio”. Accipicchia! Ma cosa vuole dire Di Naso in quest’ultima affermazione? Che abbiamo la fortuna di avere un’amministrazione monocolore e quindi…? Cosa c’entra lo statuto? Noi vorremmo capire cosa si è già fatto e cosa si farà per diminuire la spesa pubblica del Comune. Vorremmo conoscere anche le motivazioni dei consiglieri che hanno pensato bene di astenersi. Così come vorremo la “giustificazione” delle assenze di quei consiglieri che durante la seduta del 22 dicembre era tutt’altro affaccenda affaccendati. Il risultato alla fine comunque è chiaro. La proposta di abbassare i costi della politica comunale è stata bocciata. Benissimo. E’ un atto legittimo del consiglio comunale approvare e respingere, ma la cittadinanza vorrebbe capire cosa ha indotto il massimo consesso civico a bocciare >[;?B3FFA B37E399;EF;5A una proposta che in linea di massimaO 7avrebbe potuto giovare alle casse dell’Ente. La mozione è stata formulata male? E’ stato un atto fuori dai criteri di funzionalità? Insomma la mozione del consigliere Livolsi era sballata?La cittadinanza vorrebbe sapere perché la maggioranza del consiglio comunale, in azione trasversale e con atteggiamenti molto

sibillini, non si è dichiarata favorevole ad abbassarsi le indennità. Perché aveva già provveduto in parte l’amministrazione? Beh ma qui c’erano in ballo i compensi di tutto il sistema. Comunque, l’immagine che si offre al di fuori del palazzo di città è quella di un sistema comunale estremamente attaccato ai privilegi della politica, sempre pronto a fagocitare benefici senza concedere sconti, e permettetecelo, i servizi, quei servizi che la cittadinanza si aspetterebbe in proporzione alle tasse che paga. Se gli amministratori e i consiglieri si credono professionisti della macchina comunale per cui non intendono mollare un centesimo che ce lo dicano… A parità di costi potremmo compare qualche amministratore padano e siamo sicuri che le cose funzionerebbero meglio… Prima la politica era solo servizio. Un servizio che aveva in alcuni rari 5A@ >7 casi solo l’onore e l’onere di @AD?7 essere 3responsabili e testimoni del governo della città. Col tempo questo comune è diventato una diligenza da spogliare sino all’osso. Di quella diligenza oggi stanno prendendo i profitti della carcassa e non lasciano niente; nemmeno il tarlo...

Al Sindaco del Comune di Leonforte - Al Presidente del Consiglio Comunale

Mozione su costi della politica “Compensi dei Consiglieri Comunali, componenti della Giunta Comunale, Revisori dei Conti, Nucleo di Valutazione e dai Capi Settore” Il sottoscritto Livolsi Domenico, in qualità di consigliere comunale, indipendente di Sinistra, produce la seguente mozione in merito ai costi della politica che riguardano i compensi dei Consiglieri Comunali, componenti della Giunta Comunale, le indennità percepite dai Revisori dei Conti, dai componenti del nucleo di Valutazione e dai Capi Settore. Nello specifico si propone di: Abbassare del 50% i compensi massimi che ogni consigliere può percepire, adottando un apposito atto deliberativo, da sottoporre alla competente Commissione e al Consiglio Comunale, per far si che ciò si ottenga con le modalità più opportune e condivise dai Consiglieri Comunali, in modo da passare da una spesa massima di € 250.000,00 ad una spesa massima di €. 125.000,00. Risparmio € 125.000,00 annue.

Abbassare del 50% i compensi massimi che ogni componente del Collegio dei Revisori dei Conti (n 3 componenti) può percepire, adottando un apposito atto deliberativo, da sottoporre alla competente Commissione e al Consiglio Comunale, per far si che ciò si ottenga con le modalità più opportune e condivise dai Consiglieri Comunali, in modo da passare da una spesa massima di € 36.000,00 ad una spesa massima di € 18.000,00. Risparmio € 18.000,00. Abbassare del 50% i compensi massimi che ogni componente del Nucleo di Valutazione (n 2 componenti) può percepire, adottando un apposito atto deliberativo di Giunta Comunale o determina Sindacale, in modo da passare da una spesa massima di € 20.000,00 ad una spesa massima di € 10.000,00. Risparmio € 10.000,00 annue.

Abbassare del 50% i compensi massimi che ogni Capo Settore può percepire, o effettuare un accorpamento di settori portandoli dagli attuali 9 ad un massimo di 5, attribuendo i giusti compensi in considerazione dei risultati prodotti, adottando un apposito atto deliberativo di Giunta Comunale, in modo da passare da una spesa massima di € 150.000,00 ad una spesa massima di € 75.000,00 - Risparmio €. 75.000,00 annue – Non sostituire L’Assessore all’Ur banistica dimissionario, così come previsto dalla legge Regionale n 22 del 2008 e dal nostro Statuto Comunale vigente che recita in un apposito articolo la seguente dicitura “il numero degli Assessori che possono essere nominati è quello previsto dalla normativa vigente” in modo da ottenere un risparmio €. 18.000,00 annue, attribuendo le dele-

Succede a Leonforte - Benzina a €.1 549 - Altro record italiano. - Nuovo avamposto conquistato dal PD. Ricordo che lo statuto all’articolo 1 recita che l’Associazione Pro-Loco è apartitica e apolitica. - Eventi del 400°: ... “ho detto tutto”.... - Centrodestra di Leonforte...? I “bavaluci” nescinu sulu quannu chiovi.... - Risistemate la rotonda!!!! Sta diventando un ostello per cani randagi con annessa trazzera. Le vetture, passando, ballano il “buchi buchi” (bughi bughi). - Illuminazione da Night Club tra la Catena e rifornimento “Orlando”. Fortunatamente se ci scappa un altro morto è al 400° metro dal cimitero. - Istituzione dell’EcoMuseo Comunale Branciforti: sette mesi intensi di attività. - Rete idrica leonfortese soffre di coliche renali: qualcuno mi sa dire perché dai rubinetti del quartiere favarotta escono pietre? Zio nunù

ghe dell’ Assessore dimissionario agli altri Assessori ancora in carica Riconfermare l’abbassamento del 50% dei compensi percepiti dai componenti della Giunta Comunale e prorogarli fino alla fine della Legislatura, ricordando che questo atto porta un Risparmio di € 70.000,00 annue. In riferimento alle proposte sopra citate, con la presente, si chiede, a tutto il Consiglio Comunale: di esprimersi in merito all’oggetto della mozione che prevede, attuando le su citate X proposte, un risparmio complessivo di € 316.000,00. Impegnare l’Amministrazione Comunale affinché utilizzi tale somme risparmiate solo per fini di bene pubblico (Es. creazione di uno spazio pubblico attrezzato per bambini, compartecipazione a pagamenti di utenze quali Rifiuti e Acqua accompagnate da appositi

Regolamenti così come previsti dalla normativa vigente, ecc...) in accordo con il Consiglio Comunale, che si riserva di produrre appositi atti di indirizzo e controllo. Impegnare la stessa A.C. a non fare sprechi in materia di incarichi clientelari non utili per la collettività Leonfortese. Impegnare questa Amministrazione Comunale ad attivarsi per far sì che chi di competenza (Amministrazione, Segretario .;EFA 5:7 >3 Generale, Uffici Preposti) produca i relativi atti deliberativi da sottoporre alle competenti Commissioni Consiliari, al Consiglio Comunale e alla Giunta Comunale in modo da attuare le su indicate proposte, ratificate nell’odierna seduta con la presente mozione. il Consigliere Domenico Livolsi


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Il responsabile di categoria, Pippo Bruno, è propenso al ricorso in Com. Trib.

AssoUtenti Enna: “La Tarsu 2009 è illegittima e i contribuenti sono alle corde” “Siamo alle solite, arrivano nelle case dei cittadini gli avvisi bonari per la TARSU 2009 (tassa rifiuti solidi urbani) ed ancora una volta le illegittimità sono talmente evidenti che solo chi non vuole vederle non se ne accorge. Premesso che gli elenchi forniti ai Comuni dall’ATO EnnaEuno non fotografano la realtà dei metri quadrati utilizzati dai cittadini nel 2009, bensì di anni pregressi con evidente minori superfici e quindi con un maggiore peso fiscale sui cittadini, la maggior parte pensionati, che nel tempo passato hanno effettuato dichiarazioni veritiere. Esistono numerosi punti di illegittimità, viste le venti diverse delibere che ogni comune ha adottato. Nel marasma generale vi sono comuni che applicano l’addizionale ex ECA che non è stata abrogata, ma è altrettanto vero che tale

importo deve essere iscritto in bilancio e non può essere utilizzato per la copertura del costo del servizio rifiuti. Come è altrettanto vero che gli importi del servizio rifiuti devono essere inseriti nei bilanci in entrata ed uscita ed i piani economici non tutti i consigli comunali li hanno approvati. Evidentemente no c’è un coordinamento tra i sindaci dei nostri venti comuni e lo dimostrano le dichiarazioni emerse in occasione della nuova nomina dei commissari liquidatori dell’ATO. Non va poi dimenticata la determinazione delle tariffe fatte in alcuni casi dai Sindaci, in altri dalle giunte, in altri dai consigli in una confusione generale come se ogni comune fosse ente legiferante che si pone al di sopra della legge dello Stato. In questa confusione che il cittadino non può controllare, non aven-

done spesso la strumentalità, lo Stato con atto di controllo dovrebbe mandare a casa per incapacità manifesta le amministrazioni che non gestiscono nel rispetto delle leggi e nell’interesse dei cittadini. Gli utenti, allora, si trovano di fronte ad un bivio: a) accettare le illegittimità e pagare; b) ricorrere avverso gli avvisi presso la commissioni tributaria provinciale. In un concetto di legittimità e di civiltà quando la mafia impone il “pizzo” a gran voce tutti affermiamo che bisogna reagire e ribellarsi ed allora di fronte ad una palese illegittima interpretazione della legge è opportuno ricorrere. Del resto il ricorso intentato dall’Asso Utenti presso il C.G.A. di Palermo che ci ha dato ragione è la dimostrazione di come la “politica” in provincia ha sbagliato, purtroppo non sono state attuate le correzio-

I buchi nei conti pubblici della Regione siciliana Trasmissioni come Report svelano i privilegi di chi dovrebbe servire lo Stato e invece finisce per servirsi dello Stato, le giunte si susseguono, eppure nulla cambia. La Lombardia ha 16 assessori, la Sicilia solo 12. Una buona notizia, in apparenza. Andando a esaminare i conti, come ha fatto Matteo Di Benedetto, presidente nazionale della Confederazione diritti e tutela delle aziende, si scopre, però, che quei dodici assessori costano un milione e ottocentomila euro all’anno, mentre i sedici lombardi «solo» 448mila euro. La differenza è di oltre un milione e trecentomila euro. Un abisso, che genera altri sciali. Quei 12 assessori sono, a modo loro, generosi. Spendono in consulenze un milione e centomila euro

l’anno e per l’autoparco poco meno di due milioni, mentre investono in viaggi 840.000 euro di denaro pubblico. Anche i deputati del Consiglio regionale se la cavano piuttosto bene. La vita è cara per tutti. Si sa. Come biasimarli sapendo che nel triennio 20052007 hanno aumentato del 114% l’indennità di carica? E come non capirli a fronte di un compenso di 19.685 euro lordi al mese, tanto quanto un senatore della Repubblica italiana? Cifra a cui vanno aggiunti benefit come l’autista, i cellulari di servizio, i portaborse, le missioni istituzionali all’estero. I novanta deputati siciliani (uno ogni 54mila persone) costano 50 milioni di euro l’anno, in Lombardia (dove ce n’è uno ogni 118mila), 27 milioni di

euro (che non sono pochi e gli sprechi nemmeno). Quanto ai funzionari della Regione Sicilia sono 14.618. Tutti bravissimi, a quanto pare. Perché nell’ autunno del 2009, in piena crisi, hanno ricevuto un superscatto pari a 123 mia euro a testa. Di merito, naturalmente. Anche le città, quando possono, danno una mano. Palermo, ad esempio, ha appena regolarizzato 3mila precari, portando il totale dei dipendenti a 9.594. È il Comune con più personale d’Italia, un funzionario ogni 69 abitanti. E gli enti pubblici? Si adeguano ai tempi. E alle consuetudini. Il Consorzio per le autostrade siciliane impiega 548 addetti per 22 caselli, con una media di 24,9 funzionari per casello. Sulla rete Autostrade per l’ Italia la

ni prescritte. Si persevera nell’arroganza ad elaborare provvedimenti che le commissioni tributarie di 1° grado, 2° grado e Cassazione a sezione congiunte hanno dichiarato illegittimi. Pertanto per avere riconosciuto il diritto alla legalità unica strada è rivolgersi alla commissione tributaria. AssoUtenti, come sempre in questa sua battaglia in difesa dei citta-

dini, fornisce la propria consulenza con il ricorso a tutti i cittadini della provincia che sono tartassati da un sistema di gestione del problema rifiuti che è a dir poco penoso e non degno di una società civile purtroppo rappresentata spesso da gente incompetente o poco rispettosa delle norme”. Il responsabile AssoUtenti Enna Pippo Bruno

Inquietanti episodi al Liceo Classico di Leonforte Da notizie di stampa apprendiamo che indagini della polizia si sono indirizzate verso il mondo della scuola del liceo classico di Leonforte. Alcuni insegnanti e amministrativi del liceo hanno trovato le ruote delle loro macchine forate . E’ scandaloso che una scuola di prestigio storico come quella del liceo classico sia investita da uno scandalo senza precedenti rivelatore di un degrado morale. Il classico di Leonforte ha rappresentato per decenni la fucina intellettuale e morale per migliaia di studenti che hanno trovato nella scuola valori ed idee che li hanno accompagnato per tutta la loro esistenza. In una zona tra le più povere d’ Italia la presenza del classico di Leonforte ha rappresentato un baluardo contro la barbarie dell’ignoranza e dell’intolleranza. Guidato da uomini del valore di D’alessandro, di Sanfilippo, di Proto e con accanto storiche e straordinarie figure di educatori il liceo ha portato giovani che non avrebbero mai potuto avere alcuna possibilità di cultura ad intraprendere un cammino verso traguardi di rilievo. Scrittori, professori, medici, notai, ingegneri, percorrono le strade del mondo orgogliosi di affermare :”io ho “fatto” il liceo classico a LEONFORTE”. Purtroppo la vicenda delle macchine danneggiate ha messo a nudo il livello pericoloso di miseria morale del liceo ma quello che colpisce è l’assoluta mancanza di qualsiasi iniziativa delle istituzioni scolastiche e politiche locali per riportare agli splendori antichi il nostro liceo. media è di 8,8. Tanto per chiarire. Quel Consorzio costa molto, ma appare fatalista sul fronte degli incassi. Nel 2000 arrivarono a scadenza le concessioni con le compagnie petrolifere per le 13 aree di servizio, tuttavia da allora nessuno ha pensato di rinnovarle. Le aree funzionano, ma i proventi spettanti alla Regione, pari a ben 67 milioni di euro, non sono mai affluiti nelle casse pubbliche. Bazzecole

in confronto ai numeri della sanità siciliana, che dà lavoro a 60mila persone e costa 8,5 miliardi di euro all’anno, assorbendo il 60% delle risorse pubbliche regionali. Eppure offre uno dei servizi più scadenti d’Europa. 4 Quell’esercito di camici bianchi manda in rosso i conti della Regione; nell’indifferenza generale. Perché tanto il conto lo paga la Repubblica italiana.

Gara speculativa nella produzione di energia pulita Produrre energia elettrica con la forza del vento, come con ogni altra fonte rinnovabile e non inquinante, è cosa buona e giusta. Siamo riusciti, però, a trasformare il girar di pale in un mercato assistito e inquinato. Con il tocco di un Re Mida al contrario si è stati capaci di avviare una gara speculativa, nella quale la produzione d’energia è l’ultima delle cose cui si pensa. Proviamo a correggere gli errori, prima che diventino irrimediabili. Il campo energetico è affollato di fondamentalisti. C’è chi è pronto a scempiare ogni paesaggio, pur di non impiantare centrali nucleari. E chi non è disposto a riconoscere che il sole o il vento possano dare energia, sperando così di rendere più forte la scelta verso altre fonti. I fondamentalisti hanno sempre torto, quale che sia la tesi abbracciata. Un Paese serio non rinuncia a nessuna fonte, sapendo che la stabilità nella produzione è assicurata dalle grandi centrali, quindi anche dall’energia nucleare. Se fossimo saggi , già avviato la costruzione avremmo ne, dopo essere stati folli nell’uscire da &% &)+non$sono " quel mercato. Eolico e solare $ alternativi al nucleare, ma complementari. Rispondono ad esigenze diverse. Per valutare la convenienza di ciascu-

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na fonte si deve considerare il costo (anche energetico) per impiantarla e metterlo a confronto con il valore dell’energia che potrà produrre. In certi casi eolico e solare presentano saldi negativi, quindi non convenienti. Ma rispondono bene a mercati particolari: siccome l’energia elettrica non si conserva, o si conserva in quantità limitate, quel che viene prodotto deve essere consumato. Questo avviene in due casi: a. quando produttore e consumatore coincidono (es. pannello per la doccia o pale per i bisogni di un’azienda agricola); b. se esiste un mercato dell’energia, per cui quel che viene introdotto in rete a Enna può essere consumato a Belluno. La seconda cosa è assai interessante, ma oggi inesisten-

te. Quindi dobbiamo attrezzarci con grandi centrali per i consumi di massa, e per i picchi di domanda, e impianti diffusi per esigenze localizzabili. Non escludendo la loro crescita al diverso strutturarsi del mercato. Se, per sollecitare la produzione da fonti rinnovabili, pur non essendo questa conveniente rispetto all’acquisto diretto d’energia elettrica, si offrono incentivi che superano di molto quel valore si otterrà il risultato che gli

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impianti saranno istallati non per l’energia, ma per i contributi. Dopo di che la corruzione accenderà più speculazioni che lampadine. Da noi, in particolare, i contributi sono troppo alti e incerti nel tempo, che è la formula migliore per selezionare i peggiori. Produrre un megawatt (MW) d’elettricità da fonti fossili costa oggi circa 50 3@5:7 3 5D767D7 3> euro. Un prezzo che dipende dall’anH damento del gas e del petrolio. A questo costo diretto bisogna aggiungere il costo indiretto dell’inquinamento da CO2. E’ una diseconomia esterna che dovrebbe gravare su chi inquina, mentre il beneficio andare a chi produce energia senza inquinare. Stiamo parlando dei famosi “certificati verdi”. Il valore di tali certificati dipende dalla reale tassazione degli inquinatori: se molti sono esentati da tale costo, per evitare che le aziende inquinanti diventino non competitive, il vapore dei certificati è basso. Se si fanno pagare tutti gli inquinatori il valore dei certificati sale, di molto, perché sono

un bene scarso. Diciamo che un fair value astratto potrebbe essere di 25-30 euro a MW. Ne consegue che l’energia rinnovabile prodotta al costo di 75-80 euro a MW è già competitiva e, considerando che, a differenza di quella fossile non dipende da importazioni incerte e non rischia di subire aumenti incontrollabili nel futuro, fino a 100 euro a MW le rinnovabili hanno senso economico. Oltre questo livello la produzione è artificialmente sussidiata. Le tariffe eoliche, in Europa, viaggiano oggi tra i 65 ed i 100 euro a MW, e sono ragionevoli in una logica di mercato. L’eccezione è l’Italia, dove la tariffa eolica fino all’anno scorso arrivava a 180 euro a MW, ma, a differenza degli altri Paesi, questa tariffa non è indicizzata all’inflazione, e non è garantita per 15 o 20 anni. Motivo per cui chi investe in Italia nell’eolico fa molti soldi per ora, ma rischia di perderli in futuro.

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118, tra ambulanze, sprechi e ricatti

Intervista a Salvo La Porta consigliere provinciale PDL

“Siamo una Provincia dell’estrema periferia in continua emergenza”

118 e croce rossa hanno la palma degli sprechi. Un’inchiesta di Repubblica svela inefficienze del 118 siciliano e gli enormi sprechi. Altro che chiudeA distanza di 3 mesi, qual è il con- “Qualsiasi decisione amministra- a chiudere bottega, della certezza re ospedali e riduzione del personale sanitario, basterebbe qualche sforbisuntivo dell’esperienza in Consi- tiva è sempre una scelta politica. del diritto alla salute nel rispetto ciata ai veri carrozzoni mangia soldi. Facciamo un esempio, che riguarda glio Provinciale? Noi ci siamo proposti alla gente della dignità delle realtà sanitarie la Sicilia (la quale conta perdite per 237 milioni) e fa riflettere nel momen“Positivo. Ho avuto modo di con con la nostra faccia e i nostri pro- provinciali, della sicurezza delle to in cui tutte le Regioni, anche quelle “virtuose”, sono chiamate a tirare la frontarmi con una realtà che, no grammi...”. scuole… Bastano?”. cinghia. Si dà il caso che in Sicilia i dipendenti del 118, il servizio di emernostante le diverse anime, riesce Per cui vi collocate all’opposizioQuindi? genza per le ambulanze, siano 3.360. Detta così, potrebbe anche sembrare quasi sempre a trovare significati- ne… “ Al lavoro!”. una cifra normale. vi punti di convergenza”. “Praticamente si. Anche se il ter- Ma veramente non ha nessuna Ma assume contorni surreali quando si scopre che in tutto il resto del Paese La sua attività appare spesso fre- mine non mi pare adatto; io prefe- nostalgia di A.N.? per lo stesso servizio ci sono soltanto 1650 dipendenti. Cioè: la bella isola netica. risco sempre parlare di maggio- “ Potrei avere, semmai, nostalgia da sola conta oltre il doppio di uomini di tutte le altre regioni messe assie)G3E; “No. Devo solo recuperare il tem ranza e minoranza, che si eviden- del M.S.I. di Almirante, al quale me. I quasi 3400 operatori sono al servizio della Sise (Siciliana servizi Fperduto”. po ziano alla fine in aula, a conclu- ho dedicato gli anni della mia gioemergenza), che attualmente si trova in liquidazione. Ma niente paura: Perché perduto? sione di dibattiti seri ed approfon- vinezza. Rifarei tutto con lo stesritroveranno tutti il posto appena l’azienda chiuderà i battenti, poiché pas“Perché per più di 2 anni non ho diti, che vadano al di fuori delle so entusiasmo. I tempi però camseranno sotto una nuova sigla, la Seus. Fra l’altro, queste persone lavoraavuto la possibilità di servire la sterili scelte demagogiche”. biano, il quadro politico è comno dopo aver rinunciato al pagamento degli straordinari (circa 50 mia comunità come avrei voluto” Non si trova a disagio nel PdL? pletamente mutato; destra, sinimilioni di euro di arretrati), che la Regione non può fornire pena la rovina. E adesso? Tutti i suoi amici sono andati con stra e centro sono solo categorie (ma con tutto quel personale pure lo straordinario era necessario? ndr). “Adesso…al lavoro! Con la co Fini... ottocentesche, appartenMa è solo l’inizio. Di questi 3.360 dipendenti, 3.070 sono autisti soccorriB7D EB79@7D>7 6; 5:; Opolitiche >3 stante presenza in Consiglio ed in “ Mi trovo benissimo. Solo alcuni gono alla storia. Il bipolarismo è tori. Tutti gli altri (290) sono amministrativi: un’enormità (sono ovviaF Commissione”. dei miei amici sono andati; i miei ormai consolidato nella coscienza mente esclusi medici e infermieri). Non bastasse la legione di uomini, c’è La seconda, vero? amici politici sono quelli che degli italiani”. pure quella dei mezzi, cioè le ambulanze. “Per l’appunto. Quella presieduta dimostrano di volere stare con la Si, ma si è costituito il terzo polo!FD3 8D;L Dovrebbero essere una ogni 30mila abitanti, come nel resto del Paese. Su "@ 7EF3F7 dal dott. Miroddi. Mi trovo molto mia gente! Possono esistere ed “Non ero molto bravo in matemauna popolazione di circa 5 milioni, fa più o meno 167. Invece sono 256.Il L bene. Abbiamo affrontato temi di esistono rapporti di intensa amici- tica, ma i poli, a quanto ne so, non lato grottesco della faccenda è che nella gran parte questi veicoli non sernotevole importanza al di là del- zia radicati nel tempo, ma che nel- possono essere che due! Ogni vono. Sono poco più che taxi pagati a carissimo prezzo da soldi pubblici. l’appartenenza politica ed abbia- l’attività politico - amministrativa altra affermazione adattata alla Come è possibile? mo offerto i risultati dei nostri sono stati usurati da scelte non politica assume i toni dell’elucuLe ambulanze si dividono in due categorie: A, cioè quelle munite di adestudi all’ Amministrazione condivise e che mi appaiono dis- brazione linguistica del tipo della guata strumentazione e con personale medico a bordo e B, cioè quelle che Provin ciale, che a volte ne ha sennate”. teoria nefasta dell’arco costituzionon portano strumentazione e medici ma servono semplicemente per il trafatto tesoro”. Quali sono le urgenze della Pro nale e degli equilibri più avanzati. sporto. Nonostante il già alto numero di mezzi su strada, la Sicilia ha deciQuali sono i rapporti con l’A. P.? vincia? Funambolismi, appunto!”. so qualche anno fa di dotarsi di nuove ambulanze: 64 nel 2005 e 49 nel “Gli assessori sono nominati dal “Ahimè! Ho spesso definito il Nessuna tentazione, allora? 2006. Tutti veicoli da trasporto (tipo B), poiché medicalizzare un’ambuPresidente e, almeno affermano, nostro territorio periferia della pe- “Quale" tentazione? lanza – cioè dotarla di strumenti e dottore a bordo – costa 300mila euro sono tecnici, che non appartengo- riferia; per cui, quelle che in altre Come si dice… non ho l’età! E l’anno, spesa insostenibile. Questi veicoli, poi, non sono stati acquistati, no ad alcuna forza politica. Sono Province sono urgenze, da noi poi, credetemi, certe decisioni mi ma noleggiati a lungo termine, passaggio che ha portato a spendere 8 certamente persone competenti, diventano emergenze, che si esa- sembrano più un fatto personale milioni di euro in più (all’epoca tutto il servizio di 118 costava circa 100 generosamente prestate alla poli- sperano, rischiando di incancre- che politico. Ha ragione chi dice milioni di euro). A fine settembre 2005, si è riunita una commissione di tica; tuttavia, la loro opera risulta nirsi. La prima emergenza rimane che noi c’eravamo prima di Beresperti del 118. spesso vanificata dall’assenza di certamente quella occupazionale. lusconi e ci saremo anche dopo. Alcuni professionisti intervenuti hanno fatto presente che «le ambulanze un serio confronto, che non può Seguono il disagio giovanile, la Adesso dobbiamo prendere atto definite da trasporto sono inutili e dannose sul territorio» e che da un punto esaurirsi nelle commissioni di stu- costante espoliazione e mortifica- che c’è Berlusconi. E la politica, di vista tecnico, la scelta di prenderle era incomprensibile. Avrebbe avuto $3 7>83 7 7DD39AEFA EA@Adio o in aula, ma deve scaturire da zione del territorio, il problema diceva Pino Romualdi, è essenpiù senso, pensiamo, medicalizzare alcune di queste già esistenti, dato che E una seria programmazione, la cui degli artigiani che non riescono a zialmente la capacità di sapere in provincia di Trapani – per esempio – su 23 veicoli solo 3 sono adeguasede naturale rimane la politica”. fare fronte al pagamento dei con- leggere il senso dei tempi”. tamente attrezzate. Invece no. Sapete che fa la Regione? In altre parole? tributi, dei commercianti costretti S’inventa un nuovo genere di ambulanza, il tipo A/B. Cioè veicoli con strumentazione medica, ma privi di un medico che la sappia usare. Insomma, mezzi da trasporto, inadatti per i casi di emergenza, eppure carissimi. È solo una piccola storia. Ma Il 28 dicembre scorso, il Sindaco di la loro vita per la nostra “bellissima Buscemi e la consigliere Maria Calì, nel particolare, diceNissoria, Filippo Buscemi, ha ospitato terra”. Alla fine dello spettacolo sono nonostante gli inviti ricevuti, non c’era va quello, sta l’uninell’Auditorium “N. Buttafuoco” l’as- intervenuti, in rappresentanza della nessun altro rappresentante degli altri versale. sociazione Ouroboros che, in collabo- Fondazione Rocco Chinnici, la figlia comuni della provincia né i rappresenE il buco della sanità razione con Banca Mediolanum, ha del giudice, il magistrato Caterina, tati delle forze dell’ordine. siciliana è di 237 organizzato il convegno spettacolo “ti assessore regionale alle Autonomie La presenza di un assessore regionale milioni. Dovuti a vengo a cercare”, una satira musicale locali e alla funzione pubblica della avrebbe dovuto essere accolta in piccole storie come Regione Sicilia, e il figlio Alessandro. maniera “ufficiale”, come è accaduto ispirata a Franco Battiato. questa. Durante la serata, alla quale hanno par- Nel suo intervento il magistrato ha in altre occasioni, invece è avvenuto il tecipato le ballerine Carola e Ramona ricordato quanto suo padre amasse la contrario e non se ne comprendono le Lo Pumo e gli attori Sandro Rossino e Sicilia e quanto affidamento facesse motivazioni. Maria Carmela Romano, il gruppo sui giovani che non devono arrendersi Qualunque esse siano non si riesce a Il dissidio esistenziale fra essere ed suggestione che un capo firmato musicale Ouroboros, formato da Salvo e che uniti devono continuare a lottare, non pensare all’integrità con cui la dotapparire ha trovato in quel del suscita sull’indossatore e sull’ammi- Guliti (voce), Carmelo Sebeto (chitar- inoltre ha voluto sottolineare quanto toressa Chinnici porta avanti il suo Dittaino un’incommensurabile possi- ratore è un quid insoluto ed insolubile ra), Maurizio Di Marco (basso), Giu- importante sia continuare questo tipo lavoro, la libertà con cui manifesta le seppe Provitina (batteria), Giancarlo di sensibilizzazione, perché il ricordo sue idee, e al fatto che, nonostante la bilità di speculazione filosofica. e allora perché porci altri quesiti? L’entroterra siciliano si è, da poco, L’acquisto non è più mero approvvi- Vaccalluzzo (piano), Alessio Lo Gioco di quanti sono caduti per mano della Sicilia le abbia procurato il dolore più arricchito del luccichio e dello sfarzo gionamento di beni, l’atto stesso del- (violino), ha interpretato squisitamente mafia non rimanga tale, ma sia da grande, ogni giorno si impegni a far si dei brand più noti e prestigiosi: l’ acquistare è diventato, in quel diversi brani di Battiato e alcuni pezzi monito per le generazioni future che che questa nostra terra venga sanata e Armani, Fendi, Pirelli, Ferrari e molti mondo tutto lustro e asettico, una del gruppo stesso che è riuscito a coin- non dovrebbero abbandonare la nostra riportata al suo originale splendore. molti altri ancora si sono infatti offer- “storia” con il suo insieme di valori, volgere ed emozionare l’intera platea, Sicilia per cercare un futuro migliore, George Bernard Shaw diceva “libertà ti alla più povera provincia d’Italia relazioni ed emozioni. Là si realizza grazie anche al messaggio trasmesso. ma restare e insieme cercare di miglio- significa responsabilità: ecco perché allettati dalla di lei posizione geografi- ciò che la quotidianità, con le sue L’intera serata, infatti è stata dedicata rarla e viverla completamente, come molti la temono”... Cristina Barbera ca e non certo dal’infelice condizione miserie e le sue ombre, nega. Brand alla memoria del giudice antimafia hanno fatto, fino a un certo punto, suo identity, si definisce il desiderio di Rocco Chinnici, assassinato dalla padre, Falcone, Borsellino e tutti queeconomica. Lo shopping experience si rivolge essere ciò che si indossa al punto che mafia nel 1983 e di tutti quegli altri gli altri il cui nome continuerà a vivecerto ad un bacino di utenza più vasto non potendo godere dell’ original “eroi” che come lui hanno sacrificato re fino a quando, appunto, ci sarà chi vorrà seguire il loro esempio. Oltre della “miserella” ennese, ma non brand, si è disposti a comprare “quelalle parole del magistrato, che hanno disdegna la voglia tutta nostra di appa- lo di fera” nelle ore e negli angoli più trasmesso la volontà di un impegno rire ricchi e facoltosi, sempre e desueti e remoti. Ciò detto come si reale, ciò che ha colpito è stata l’assencomunque. potrà distinguere il pezzente dal za delle autorità dell’intera provincia “Perché compri?” Chiede Luke a rispettabile? Come potremo noi profadi Enna. Backy, protagonista del fortunato I ni distinguere ciò che è vero da ciò Infatti, a parte poche eccezioni, l’aslove shopping, “perché quando com- che è falso? A chi daremo la nostra sessore Francesco Sinatra, e di pro il mondo diventa migliore, il stima e il nostro rispetto? Dinnanzi a Nissoria, il sindaco Filippo Buscemi, il mondo è migliore…” A nessuno si chi ci inchineremo per potere offrire la vice sindaco Armando Glorioso, l’aspuò negare un Valentino, un Gucci o nostra ossequiosa deferenza? E allora sessore Antonello Vicino, il presidente un Moschino, tutti debbono poter frui- che il brand ci assista e accompagni di del Consiglio Comunale Salvatore re del piacer dell’apparire. L’arcana ora innanzi...

… “E ti vengo a cercare”

IL TE NEL DESERTO


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Gli osceni guadagni ricavati dalle pale eoliche Ma quanto hanno guadagnato i comuni di Leonforte, Nicosia e Nissoria per l’impianto delle pale eoliche allo giucchitto che ha devastato il paesaggio collinare delle conche degli erei, bene ambientale unico e incomparabile. Sono state rispettate tutte le procedure regionali, europee, nazionali prima di dare le autorizzazioni comunali

necessarie? Sono state sentite le associazioni ambientaliste, i comitati cittadini, i sindacati degli agricoltori per cercare di coinvolgere le varie comunità ad un progetto che stravolge il paesaggio Ormai è chiaro che la produzione dell’energia eolica è un vero e proprio bussines sul quale la mafia la fa da padrona. In che modo la società che ha

impiantato il parco eolico è arrivata nella nostra zona? Quali esperti (associazioni, tecnici provinciali,etc) i comuni hanno sentito,consultato prima di dare l’autorizzazione alla costruzione delle pale eoliche che sono piombate sulle teste delle comunità in maniera improvvisa? Chiediamo come cittadini lumi e delucidazioni.

Finalmente un tentativo di ribellione contro il degrado a Sperlinga Finalmente dopo la cancellazione di Sperlinga dall’ elenco dei 100 borghi più belli d’ Italia i Consiglieri Michele Lo Bianco, Giovanni Li Calzi, Felice Castello, Filippo Castello e Luca Costantino, preoccupati per il degrado ambientale di Sperlinga accusano di inettitudine l’amministrazione comunale denunciando lo stato di abbandono del borgo con un’ironica e pesante lettera al sindaco: “C’è chi dice si tratti di torpore. Altri pensano che è semplice sonnolenza. Alcuni non escludono ipotesi più sofisticate di ottundimento della vigilanza e pen-

sano ad una specie di stato crepuscolare politico. I più credono che sia sonno. Profondo e pesante, ma sonno. Tutti concordano nel ritenere che siamo, in ogni caso, di fronte ad una grave forma di patologia politica caratterizzata da un cronico abbassamento della soglia di attenzione. Ma il sonno, quale fenomeno periodico di riposo delle funzioni psicofisiche, ha una importanza fondamentale sotto il profilo biologico perché consente il ristoro dell’ organismo umano. Pertanto, non intendiamo insidiare il benessere del Sindaco rubando

DOnnE… COn LE GOnnE

ore al suo sonno. Tuttavia, ci chiediamo e chiediamo. Sig. Sindaco, con tutto il rispetto dovuto al suo sonno, Lei ritiene di avere il diritto -come Sindaco – di dormire fino a questo punto?! Fino al punto di non percepire la grande tristezza di un paese che volge al tramonto in tutti i campi?! Fino al punto di non “vedere” nemmeno le cose più semplici ed elementari, che anche i bimbi vedrebbero?! E, solo per fermarci alle cose di valore simbolico, come ha fatto per anni a non “ accorgersi” della mappa turistica di Piazza Marconi di cui tutti gli Sperlinghesi (eccetto Lei) avranno provato vergogna di fronte a turisti e visitatori?! E, dopo che qualche mano pietosa ha patriotticamente provveduto a strappare quel cencio ammuffito e vinto dal tempo, come fa Sig. Sindaco a non vedere che nella famosa bacheca dell’orientamento turistico sono rimasti solo superstiti brandelli di misera carta che campeggiano sovrani nel vuoto?! Un vuoto che rappresenta la metafora più efficace di un paese in dismissione quale Sperlinga oggi sembra essere.

A cura di Cristina Barbera cri.barbera@gmail.com

Fatti di vita (reali e non) per donne con le gonne, “impantalonate” all’occorrenza

Come io ti voglio Pigmalione, re di Cipro, era famoso per la sua abilità di scultore. Egli era così devoto a quest'arte a tal punto da rinunciare al matrimonio, anche perché secondo lui nessuna donna poteva eguagliare in bellezza le forme femminili che egli stesso era capace di modellare. Afrodite volle vendicarsi per questo disprezzo di Pigmalione nei confronti dell'amore e decise di punirlo facendolo innamorare della statua di avorio di una fanciulla molto bella, che il re stesso aveva scolpito e che aveva chiamato Galatea (o, secondo altri, Eburnea). Da quel giorno il re non ebbe più pace, era disposto a dare tutto ciò che possedeva per vedere la statua animarsi, la ritoccava ogni giorno per renderla sempre più perfetta, e la notte gli giaceva accanto, con la speranza di vederla mutare in carne ed ossa, ma a tutte le sue attenzioni la statua restava muta, fredda e insensibile. Arrivò il periodo nel quale si celebravano riti in onore di

Afrodite, Pigmalione allora si recò al tempio della dea, portandole ricche offerte e pregandola di concedergli per sposa colei che egli stesso aveva forgiato con le sue stesse mani, la dea ebbe pietà e trasformò la statua con un tocco delle sue divine mani in una giovane fanciulla. Pigmalione tornò a casa e vide mutare la sua superficie d'avorio, il suo petto sollevarsi, i suoi occhi chiudersi. Egli quindi afferrò la sua mano e sentendola diventare calda e soffice riuscì a sentire il polso palpitare. Pigmalione e Galatea si sposarono ed ella diede alla luce Pafo. Nei rapporti di coppia, come nel mito di Pigmalione, spesso, capita di voler migliorare l'altro, perché la persona amata non viene totalmente apprezzata per quello che è, ma per quello che diventerà... Sono stati effettuati numerosi studi intorno a questo fenomeno e sembra che nella maggior parte dei rapporti ci sia sempre chi vive nella speranza di cambiare l'altro... si

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Cioè, in questa piccola provincia, pressappoco un grosso quartiere di Catania, il terziario assorbe più della metà della popolazione. Una moltitudine di enti, agenzie, scuole, banche, istituti di previdenza, l’università… perché c’è pure l’università, e poi tanti uffici… uffici… e ancora uffici in numero spropositato rispetto alla concentrazione demografica. Domanda: chi ha gestito le assunzioni presso gli uffici statali e parastatali durante gli anni della disco dance? In altre parole: da chi è rappresentata la stragrande maggioranza del terziario ennese? La risposta è immediata: dal clientelismo della politica. A cominciare dagli anni ’80, gli anni dance del famoso pentapartito, c’è stata una netta prevalenza del duopolio Dc/Pc, poi negli anni a seguire si è aggiunto il Psi e negli ultimi quindici anni la consorteria politica ennese del capoluogo, quella degli onorevoli, senatori, assessori, presidenti e sindaci di sinistra, soprattutto, e frequentemente anche di destra. In buona sostanza in provincia di Enna il lavoro lo “sparte”, lo assegna, la politica. Più del 50 per cento dei lavoratori della provincia di Enna lavorano grazie, e solo, al clientelismo della politica. Io direi anche il 70 per cento se ci mettiamo pure tutti quei professionisti e quelle ditte che bivaccano solo con gli incarichi pubblici. Minchia, a me sembra un primato mondiale di cui andare veramente fieri. Credo che in nessun altra area del pianeta vi sia una percentuale così alta di scecchi attaccati alla fichera. Allora mi spiegate come si può dare torto ad Enzo “ù parenti”? Meglio andare appresso alla politica anziché cercare un onesto lavoro. Tanto prima o poi il mercato dei voti salda il proprio debito. Anche in questi giorni di crisi. La politica non dimentica i propri figli e figliastri. Anzi, a proposito di figli, sentite questa ch’è bella. Nella mia più che decennale carriera di insegnante nelle scuole superiori della provincia un anno mi è capitato di avere tra i miei alunni un parente strettissimo di un onorevole. Questo ragazzo, a quei tempi scecco senza alcun grado, non solo è riuscito a diplomarsi con un voto nettamente superiore ai propri meriti, (soprattutto grazie alla inqualificabile intercessione di un tirapiedi dell’onorevole che si trovava membro interno in commissione), ma grazie al parente, molto prossimo, tempo fa è riuscito a farsi elargire un incarico dalla politica alla modica cifra di 3 mila e 500 euro al mese. Ah caro mio… nemmeno Enzo “ù parenti poteva immaginare certe acrobazie della politica”… Ma il nepotismo e il familismo sono fenomeni del grande circo della politica sicula. Anche perché l’altro aspetto, ben più grave, collegato al fenomeno del clientelismo è la totale inefficienza: quella che il ministro Brunetta racchiude nella fenomenologia del fannullone. In una provincia che vive di terziario i servizi dovrebbero essere svizzeri o, quanto meno, padani… Invece non funziona niente. I ponti crollano e non si ricostruiscono, gli edifici scolastici vanno a pezzi e quelli nuovi restano chiusi. L’impiantistica sportiva è bersaglio dei vandali. I buchi delle strade sono coperti dai cumuli di immondizia e la gestione dei rifiuti è al collasso. Sicilia Ambiente è in liquidazione e il personale, pletorico come il nostro parlamento, dovrebbe essere riassorbito dall’Ato Enna: cioè dai comuni… quindi dovrebbero essere pagati dai cittadini… La politica assume e i cittadini pagano…. “Anno nuovo vita nuova?”. Questa è una società irredimibile! Salvo Guliti

cerca di modificarne l'abbigliamento, gli amici, gli interessi, le inclinazioni personali

e, a volte, anche l'aspetto! Tutto ciò naturalmente ha delle ripercussioni negative all'interno della coppia, che non vive in pieno il rapporto per come dovrebbe essere vissuto, piuttosto si tende a far “finta di nulla” e ad andare avanti con la speranza che “qualcosa” (o qualcuno!) cambi. A questo punto verrebbe logico chiedersi: non sarebbe meglio cambiare partner e trovarne uno più confacente alle nostre esigenze, anziché modificare completamente la vita di un altro? Anche perché se dovesse avvenire il cambiamento, siamo così sicuri che il risultato sia quello desiderato dato che la persona della quale ci eravamo innamorati ha perso completamente tutti quegli elementi che erano stati determinanti per noi? Dunque se è vero che “nun ti pigghiu si nun ti rassomigghiu” meglio sarebbe lasciare le somiglianze e cercare di adeguarsi alle differenze o modellare l'amato a nostra immagine e somiglianza?

Anche in SICILIA il Servizio digitale avanzato per Punti e Centri di accesso pubblici Anche il comune di Leonforte potrà finalmente disporre di un punto di accesso tecnologicamente avanzato

Esempio di Punto di Accesso CAPSDA nell’agrigentino

L’intervento CAPSDA prevede la realizzazione di 18 Centri di Accesso dislocati nel territorio siciliano, di cui 9 da destinare alle imprese e 9 ai cittadini, e di 500 Punti di Accesso da distribuire sul territorio regionale, nel rispetto dei criteri e delle modalità stabilite dal bando del 2008. Tutti i 390 comuni siciliani potranno ottenere un punto di accesso.

Il Punto di Accesso sarà coperto da un servizio di garanzia con interventi onsite, di durata biennale a decorrere dal collaudo della fornitura hardware e software, e che durante la gestione dell’ intervento CAPSDA a carico dell’Amministrazione Regionale sarà garantito, tramite la società Sicilia eServizi, un servizio di help-desk per il supporto da remoto e un eventuale sup-

porto on-site per malfunzionamenti hardware. Tutti i costi relativi alla realizzazione dell’intervento sono a carico dell’Amministrazione Regionale. Ai soggetti ospitanti è richiesto di rendere disponibili locali idonei per ospitare i Punti di Accesso, consentire l’allacciamento delle apparecchiature alla rete di alimentazione elettrica, rendere disponibile personale per l’identifica-

zione degli utenti e per il supporto all’utenza, nominare i referenti tecnici che parteciperanno alle riunioni di coordinamento e a sessioni di addestramento, regolare l’accesso ai Punti secondo la normativa vigente, mantenere in esercizio, a proprie spese, i Punti di Accesso per una durata di 24 mesi dopo la conclusione dell’intervento. Zio Nunù


Breviario N° 1 - 2011