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mantovamusica STAGIONE CONCERTISTICA 2017 | 2^ EDIZIONE

indice resentazioni_3 p calendario_8 i concerti_15 i luoghi_117 artisti ospiti edizione 2016_130 credits_132

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opo l’avventura straordinaria di Mantova Capitale Italiana della Cultura 2016 non è semplice trovare le strategie opportune per far si che la nostra città rimanga, idealmente e di fatto, una capitale culturale, un punto di riferimento per il turismo, un laboratorio diffuso di creatività, una corte europea che progetti il proprio futuro, anche con i pesanti impigli di una crisi la cui soluzione, pur alle porte, è di enorme complessità. La politica culturale è in qualche modo la base di ogni strategia, di ogni rinnovamento, di ogni progetto per il futuro e le risorse che l’attuale amministrazione sta investendo in questo senso sono il credito che alimenta la nostra idea di città, insieme ai piani importanti di riqualificazione, progettazione urbana. Era quasi dunque quasi scontato che tale sostegno includesse MantovaMusica, l’iniziativa che, nell’idea di concentrare in un unico cartellone musicale iniziative storiche come Società della Musica, Concerti della Domenica ed Eterotopie, ha dato il la allo straordinario programma di Mantova Capitale Italiana della Cultura. Un programma, quello del 2017, all’altezza delle aspettative, che spazia dalla classica, alla contemporanea, al jazz, in linea con le maggiori stagioni nazionali. I numeri, sia per gli eventi proposti e per i luoghi coinvolti, parlano chiaro; tutte caratteristiche che eleggono MantovaMusica ad appuntamento imprescindibile di un ricchissimo 2017. _

Mattia Palazzi, Sindaco di Mantova

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Società della Musica XIX STAGIONE CONCERTISTICA

mantovamusica 46 concerti 9 luoghi 113 interpreti

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ocietà della Musica si appresta a realizzare la sua diciannovesima stagione all’interno della seconda edizione di MantovaMusica. Come di consueto i concerti si terranno in diversi luoghi storici della città: offrire la possibilità di ascolto in diverse location è uno stimolo in più che da l’opportunità di trovare sempre elementi nuovi e di fruire dell’arte musicale nella sede più appropriata. Daremo ancora il giusto spazio alle nuove generazioni di interpreti e ai Concerti per le Scuole per arricchire il percorso didattico tradizionale. Sono ormai appuntamenti fissi anche i due concerti esclusivamente dedicati alle Case di riposo della provincia. Tra gli ospiti di rilievo internazionale, oltre al violinista Sergej Krylov e al pianista Michail Lifits che apriranno la stagione, da segnalare il ritorno di Ramin Bahrami in duo con il flautista Massimo Mercelli, i violinisti Bin Huang e Francis Duroy e le attrici Maddalena Crippa e Vanessa Gravina. Prosegue inoltre l’integrale iniziata lo scorso anno dei quartetti di L. van Beethoven interpretati dal Quartetto di Venezia. La varietà dei programmi artistici contribuirà a soddisfare i gusti e le esigenze di un pubblico sempre più vario e speriamo sempre più numeroso e curioso. _ (Stefano Giavazzi) www.societadellamusica.it

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Concerti della Domenica

Eterotopie Piano Festival

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Concerti della Domenica giunti alla XIX Edizione hanno allietato un pubblico sempre più numeroso e affezionato alla manifestazione che riscalda e illumina i pomeriggi delle domeniche invernali nel superbo Teatro Bibiena. La Stagione Concertistica prevede il susseguirsi di concerti diversi fra loro per stile ed epoca, ma che sono accomunati dal grande valore dei loro esecutori che siano essi classici o moderni. E come disse il celebre compositore francese Hector Louis Berlioz “Le opere in cui splende il genio dell’intelligenza non appaiono vive e belle se non attraverso un’esecuzione anch’essa viva e bella, calorosa e delicata, fedele e graziosa, brillante e animata. L’eccellenza di una esecuzione dipende non solo dalla scelta degli esecutori ma dallo spirito che li anima.” E quindi dopo l'innaugurazione di MantovaMusica con la presenza sul palco del Bibiena di una grande personalità della musica classica, il violinista russo Sergej Krilov, si avvicenderanno opere buffe, concerti orchestrali, concerti di musica da camera e programmi particolari come le poesie d'amore di Neruda e Lorca interpretate dal celeberrimo attore Fabio Testi. E ancora grandi interpreti come la pianista Marcella Crudeli, il soprano Paola Sanguinetti, il direttore Dariusz Mikulski e giovani solisti come il flautista Tommaso Benciolini e il direttore d'orchestra Lorenzo Passerini. Non mancheranno spettacoli in omaggio a Mozart, Verdi, Puccini, Piazzolla per finire con un divertente spettacolo; il grande baritono Dario Giorgelè nelle doppie vesti di cantante lirico e... Mago. _ (Stefano Maffizzoni) www.concertidelladomenica.it

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n un suo recentissimo scritto, Abbecedario di un pianista, il grande pianista austriaco Alfred Brendel descrive sorprendentemente il pianoforte come un “luogo di metamorfosi”, attraverso il quale, di volta in volta, da partitura a partitura, l’interprete “può evocare il timbro degli altri strumenti, della voce umana, l’arcobaleno o l’armonia delle sfere”. Al tema della metamorfosi è dedicato il programma di Eterotopie Piano Festival 2017, in un percorso in cui si intrecciano musica, letteratura ed arti figurative. Come sempre Eterotopie, oltre ad essere la declinazione contemporanea di MantovaMusica, è principalmente occasione per ascoltare pagine note del repertorio novecentesco affiancate a lavori recenti e ancora non eseguiti sulla scena cittadina, nonché prime nazionali ed internazionali; una kermesse affidata ad artisti ormai celebrati a livello internazionale ed a nuovi interpreti che si affacciano sulla scena musicale. Eterotopie è anche un pretesto per trasformare il proprio modo di ascoltare la musica, e seguire da vicino le moltissime, e spesso strabilianti, trasformazioni che essa ha subito nei secoli e soprattutto negli ultimi cento anni. Nel nuovo progetto sono molti i rimandi, emersi attraverso l’impaginazione di un programma, speriamo, avventuroso; un programma che vuole percorrere, quasi si trattasse di un immaginario laboratorio, le invenzioni sonore dell’arte musicale. Partendo da Ovidio, luogo letterario classico, le cui Metamorfosi rappresentano uno status creativo in continua fibrillazione tra vita ed immaginazione e che simbolicamente apriranno la maggior parte dei concerti di Eterotopie, nella realizzazione musicale per oboe solo di Benjamin Britten. Nel percorso si incontreranno Kafka, interprete ancora oggi imprescindibile della coscienza moderna, e Maurits Escher, un artista visionario, nelle cui opere la trasformazione è fondamento ed allegoria dell’intero processo creativo. (Leonardo Zunica) www.eterotopiepianofestival.com

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STAGIONE CONCERTISTICA 2017 | 2^ edizione

calendario GENNAIO Inaugurazione Stagione MantovaMusica 2017 Mercoledì 11 gennaio Teatro Bibiena I ore 20.45 Grandi Interpreti Sergej Krylov, violino Michail Lifits, pianoforte

legenda Abbonamento MantovaMusica Abbonamento Concerti della Domenica Abbonamento Società della Musica Abbonamento Eterotopie Fuori abbonamento Ingresso gratuito

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Concerti della Domenica Domenica 15 gennaio Teatro Bibiena I ore 17.00 Don Pasquale di Gaetano Donizetti Alessandro Trebeschi, maestro concertatore Alessia Pintossi - Norina Domenico Menini - Ernesto Paolo Ingrasciotta - dottor Malatesta Alessandro Spina - Don Pasquale

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Eterotopie Piano Festival Sabato 21 gennaio Milano | Palazzo Reale Escher e le sue metamorfosi Visita guidata alla mostra a cura di Giovanni Pasetti Concerti della Domenica Domenica 22 gennaio Teatro Bibiena I ore 17.00 Franz Liszt: I Poemi Sinfonici Marco Sollini e Salvatore Barbatano pianoforte a quattro mani Società della Musica Giovedì 26 gennaio Madonna della Vittoria I ore 20.45 Integrale dei quartetti di Beethoven - III concerto Quartetto di Venezia

FEBBRAIO Concerti della Domenica Domenica 5 febbraio Teatro Bibiena I ore 17.00 Splendori Barocchi Ensemble Andrea Palladio Floriana Fornelli, soprano Sara Tommasini, contralto Steno Boesso, fagotto Enrico Zanovello, clavicembalo Concerti della Domenica Domenica 12 febbraio Teatro Bibiena I ore 17.00 Il Ritmo di Beethoven e Piazzolla Trio Beethoven Raffaele Bertolini, clarinetto Silvano Maria Fusco, violoncello Marco Schiavo, pianoforte

Società della Musica Giovedì 16 febbraio Madonna della Vittoria I ore 20.45 Integrale dei quartetti di Beethoven - IV concerto Quartetto di Venezia Concerti della Domenica Domenica 19 febbraio Teatro Bibiena I ore 17.00 F. Chopin: “Il Principe del Romanticismo” Orchestra del Festival Internazionale “Omaggio a Maria Callas” Lorenzo Passerini, direttore Leonora Armellini, pianoforte

Concerti della Domenica Domenica 26 febbraio Teatro Bibiena I ore 17.00 Omaggio a Giuseppe Verdi Silvia Di Falco, soprano Halla Margret, soprano drammatico Roberto Costi, tenore Giorgio Cebrian, baritono Massimiliano Catellani, basso Palmiro Simonini, pianoforte

MARZO Società della Musica Mercoledì 1 marzo Auditorium Monteverdi I ore 20.45 Bach SansSouci Massimo Mercelli, flauto Ramin Bahrami, pianoforte

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mantovamusica STAGIONE CONCERTISTICA 2017 | 2^ edizione

Concerti della Domenica Domenica 5 marzo Teatro Bibiena I ore 17.00 Festa dellA DonnA: Fabio Testi e le poesie d’amore di Garcia Lorca e Pablo Neruda Lettura delle poesie a cura di Fabio Testi Stefano Maffizzoni, flauto Andrea Candeli, chitarra Eterotopie Piano Festival Sabato 11 marzo Spazio Studio Sant’Orsola I ore 21.00 K_MessENGER Invenzioni a più voci Compagnia Danzarea Ebony Piano Duo Nicola Baroni, hypercello in collaborazione con Gabriele Barlera

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Concerti della Domenica Domenica 12 marzo Auditorium Monteverdi I ore 17.00 Concerto alla Memoria del Cav. Uff. M. Sergio Maffizzoni Luca Passarella, pianoforte Società della Musica Giovedì 16 marzo Auditorium Monteverdi I ore 20.45 Paganini Prize Bin Huang, violino Edoardo Strabbioli, pianoforte Società della Musica Giovedì 23 marzo Auditorium Monteverdi I ore 11.00 Concerto per le scuole Ensemble di percussioni del Conservatorio di Mantova

Società della Musica Sabato 25 marzo Viaggio musicale a Torino Orchestra del Teatro Regio Gianandrea Noseda, direttore Leonidas Kavakos, violino APRILE

Società della Musica Giovedì 27 aprile Auditorium Monteverdi I ore 20.45 “Follia, l’altra verità” Maddalena Crippa, voce recitante Mario Ancillotti, flauto Claude Hauri, violoncello Antonino Siringo, pianoforte

Società della Musica Giovedì 18 maggio Teatro Bibiena I ore 20.45 GRANDI INTERPRETI Congresso Federazione mondiale Amici dei Musei Francis Duroy, violino Agnès Melchior, pianoforte

MAGGIO

Società della Musica Sabato 27 e domenica 28 maggio Viaggio musicale a Roma Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia Michael Tilson Thomas, direttore Katia e Marielle Labèque, pianoforti

Società della Musica Sabato 8 aprile Spazio Studio Sant’Orsola I ore 21.00 Domenica 9 aprile Spazio Studio Sant’Orsola I ore 17.00 Van Gogh Spettacolo di danza, musica e parole

Società della Musica Giovedì 4 maggio Auditorium Cavazzoni I ore 11.00 Concerto per le scuole Fantastic Trio

Società della Musica Venerdì 21 aprile Auditorium Cavazzoni I ore 10.30 MUSICA SENZA ETà Concerto per le case di riposo Gaia Bergamaschi, flauto Marco Tariello, pianoforte

Società della Musica Venerdì 12 maggio Auditorium Cavazzoni I ore 10.30 MUSICA SENZA ETà Concerto per le case di riposo Concerto lirico degli allievi del Conservatorio di Mantova

GIUGNO Eterotopie Piano Festival Lunedì 19 giugno Cinema del Carbone | ore 21.15 Kafka e le sue metamorfosi Metamorphosis: Immersive Kafka di S. Kardos (Ungheria, 2010) Progetto a cura di Cinema del Carbone e Diabolus in musica Eterotopie Piano Festival Mercoledì 21 giugno Madonna della Vittoria | ore 21.15 Giornata Europea della musica Concerto dei migliori allievi dell’Accademia pianistica di Mantova - Curtatone

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mantovamusica STAGIONE CONCERTISTICA 2017 | 2^ edizione

Eterotopie Piano Festival Giovedì 22 giugno Auditorium Monteverdi | ore 21.15 Metamorfosi boreali Omaggio a Einojuhani Rautavaara Laura Mikkola, pianoforte Eterotopie Piano Festival Venerdì 23 giugno Madonna della Vittoria | ore 21.15 Metamorfosi del segno dall’Alahambra a Escher e ritorno a cura di Giovanni Pasetti Takuya Otaky, pianoforte Eterotopie Piano Festival Sabato 24 giugno Madonna della Vittoria | ore 21.15 Metamorfosi della materia sonora Alfonso Alberti - Anna D’Errico due pianoforti

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Eterotopie Piano Festival Domenica 25 giugno Madonna della Vittoria | ore 21.15 Metamorfosi del mito viaggio nella Grecia contemporanea in bianco e blu Erato Alakiozidou, pianoforte Letture a cura di Alessandra Lovatti Bernini Eterotopie Piano Festival Lunedì 26 giugno Madonna della Vittoria | ore 21.15 Trasformazioni, trascrizioni, trasgressioni Gli Ottomani Ebony piano duo Maria Ala-Hannula, Leonardo Zunica Amadeus piano Duo Valentina Fornari, Alberto Nosè

LUGLIO Società della Musica Sabato 1 luglio Parco delle Bertone I ore 21.15 Carinhoso Alessia Martegiani e Maurizio Di Fulvio jazz trio Società della Musica Venerdì 7 luglio Palazzo d’Arco, Cortile d’onore I ore 21.15 Ottoni all’Opera Solisti dell’Orchestra dell’Opera Italiana di Parma Società della Musica Sabato 15 luglio Parco delle Bertone I ore 21.15 SGUARDI SUL ‘900 Cuartet

Società della Musica Venerdì 21 luglio Palazzo d’Arco, Cortile d’onore I ore 21.15 SuperCellos Italian Cello Consort Anna Chierichetti, soprano SETTEMBRE Società della Musica Venerdì 1 settembre Palazzo Te, Loggia di Davide I ore 20.45 Parigi e La Belle Epoque Ensemble dei Salotti Musicali Parmensi Società della Musica Venerdì 15 settembre Palazzo Te, Loggia di Davide I ore 20.45 Donizetti, Rossini… il Buffo all’opera Eugenio Leggiadri Gallani, basso Gabriella Orlando, pianoforte

Società della Musica Venerdì 22 settembre Madonna della Vittoria I ore 20.45 Capriccio Italiano per flauto e arpa Mario Carbotta, flauto Paola Perrucci, arpa Società della Musica Venerdì 29 settembre Madonna della Vittoria I ore 20.45 Platero y Yo Vanessa Gravina, voce recitante Claudio Piastra, chitarra

OTTOBRE Concerti della Domenica Domenica 8 ottobre Teatro Bibiena I ore 17.00 Gran Galà Lirico I Vincitori della IX Edizione del Concorso Internazionale di Canto Lirico “Alfredo Giacomotti” Angiolina Sensale, maestro concertatore presenta Michele Nocera Concerti della Domenica Domenica 15 ottobre Teatro Bibiena I ore 17.00 Opera Tango Trio Matteo Mignolli, flauto Mirko Satto, bandoneon Maddalena Murari, pianoforte Concerti della Domenica Domenica 22 ottobre Teatro Bibiena I ore 17.00 Recital “Giovani Promesse” Marco Tariello, pianoforte 13


STAGIONE CONCERTISTICA 2017 | 2^ edizione

Concerti della Domenica Domenica 29 ottobre Teatro Bibiena I ore 17.00 Virtuosi all’Opera Giovanni Mareggini, flauto Giovanni Picciati, clarinetto Marta Cencini, pianoforte

Concerti della Domenica Domenica 19 novembre Teatro Bibiena I ore 17.00 Omaggio a W. Amadeus Mozart Orchestra Città di Grosseto Dariusz Mikulski, direttore e corno Maria Yavroumi, pianoforte Tommaso Benciolini, flauto

NOVEMBRE

Concerti della Domenica Domenica 26 novembre Teatro Bibiena I ore 17.00 Anima Argentina Duo Araba Fenice Ivo Scarponi, violoncello Moira Michelini, pianoforte

Concerti della Domenica Domenica 5 novembre Teatro Bibiena I ore 17.00 I Love Puccini! Paola Sanguinetti, soprano Davide Burani, arpa Concerti della Domenica Domenica 12 novembre Teatro Bibiena I ore 17.00 GRANDI INTERPRETI Marcella Crudeli, pianoforte

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DICEMBRE Concerti della Domenica Domenica 3 dicembre Teatro Bibiena I ore 17.00 Il Grande George: Opera e Magia! Dario Giorgelè, baritono e... mago! Corrado Casati, pianoforte

Eterotopie Piano Festival Giovedì 7 dicembre Auditorium Monteverdi | ore 20.45 CHOPIN E LE SUE METAMORFOSI Irina Chukowskaja, pianoforte Eterotopie Piano Festival Domenica 10 dicembre Auditorium Monteverdi I ore 20.45 4th International Acerbi Piano and Chamber music Competition Concerto finale dei premiati

mantovamusica i concerti


Mercoledì 11 gennaio 2017 Teatro Bibiena | ore 20.45

GRANDI INTERPRETI Inaugurazione Stagione concertistica 2017

Abbonamento

MantovaMusica

L. van Beethoven (1770 - 1827) Kreutzer-Sonata op. 47

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Sergej Krylov, violino Michail Lifits, pianoforte

Alcune opere importanti del repertorio da camera per duo strumentale si legano, in questa lussuosa inaugurazione, all’intesa fra due musicisti di grande talento e di notevole esperienza internazionale. Sergej Krylov, violinista nato a Mosca nel 1970, è una figura d’interprete assai nota in Italia perché qui egli ha trovato la sua seconda patria: prima il perfezionamento con Salvatore Accardo, poi un’intensa e qualificatissima attività, quindi anche la residenza, mentre la carriera decollava a Vienna, alla Scala di Milano e a Salisburgo, in compagnia di artisti di fama come Maisky, Canino, la Zilberstein, Vengerov.

Meno noto ma di alto profilo anche il nome del pianista Michail Lifits, 34 anni, originario dell’Uzbekistan, repubblica un tempo appartenente all’Unione Sovietica. Vincitore dell’edizione 2009 del prestigioso Concorso intitolato a Ferruccio Busoni, Lifits ha già raggiunto alcuni fra i teatri ed i festival più rinomati al mondo, ma ha anche coltivato la musica cameristica a fianco di talenti come Vilde Frang, Corina Belcea, Nicolas Alstaedt, Steven Isserlis. Tutto ciò insomma depone a favore di questo appuntamento che vede violinista e pianista

misurarsi con quattro composizioni di pregio: di Beethoven la Sonata op. 47, che nel 1803 venne dedicata al violinista Rudolph Kreutzer, trionfo di virtuosità e di potenza inventiva; di Stravinskij la spumeggiante Suite Italienne del 1925, viva di temi pergolesiani, e quindi, di Maurice Ravel la bella e originale Sonata in sol del 1927, nella quale compaiono echi jazzistici, e la estrosa Tzigane del 1924, dove il maestro francese, in una pagina strappapplausi, emblematica della sua raffinatezza costruttiva, pone a dura prova, in particolare, l’abilità tecnica del violinista. _

I. Stravinsky (1882 - 1971)     Suite Italienne

M. Ravel (1875 - 1937)          

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Sonata Tzigane

Lifits © Felix Broede | Krylov © Mary Slepkova

Grazie al sostegno di:


Domenica 15 gennaio 2017 Teatro Bibiena | ore 17.00

Abbonamento

Concerti della Domenica MantovaMusica

Grazie al sostegno di:

18 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

DON PASQUALE DI GAETANO DONIZETTI

Alessandro Trebeschi, maestro concertatore

Opera in forma semiscenica

Francesca Tassinari - Norina Domenico Menini - Ernesto Paolo Ingrasciotta - dottor Malatesta Alessandro Spina - Don Pasquale

Puntuale e immancabile come ogni anno la rappresentazione in forma semi scenica di un'opera per i Concerti della Domenica diviene un appuntamento imperdibile, specialmente se l'opera in questione è il Don Pasquale di Gaetano Donizetti. Don Pasquale, anziano e benestante celibe, vorrebbe designare il nipote Ernesto come legittimo erede delle proprie ricchezze, a patto che Ernesto sposi una donna scelta da lui stesso. Ma Ernesto ama Norina, una giovane vedova molto graziosa ma povera. Don Pasquale non dà il proprio consenso alle nozze tra i due innamorati, e decide di diseredare Ernesto, prendendo moglie egli stesso. Don Pasquale chiede quindi aiuto al Dottor Malatesta affinchè lo aiuti a trovar una sposa ideale. Da qui si dipana la vicenda, chiusa nelle stanze della casa romana di un ricco borghese. Donizetti ed il suo librettista Giovanni Ruffini disegnano una sorta di gioco di società per quattro persone, con situazioni tipiche dell'opera buffa alternata a scene dal tono serio, quasi realistico. Si tratta di un gioco divertente solo in superficie: esso assume, talvolta, tratti spietati, che riguardano anche la caratterizzazione dei partecipanti. Pur non essendovi dubbio sull'amore di

Norina per Ernesto, le sue qualità camaleontiche sono sorprendenti e così pure la sua determinazione nel raggiungere la propria meta anche a costo di mentire e di ingannare. La scena in cui ella si esercita con Malatesta sull'atteggiamento da assumere per conquistare Don Pasquale è sicuramente comica; tuttavia, nel provocare volontariamente una lite con Don Pasquale, ella supera decisamente ogni limite: il suo schiaffo è un'inutile umiliazione ad un uomo già mortificato. Il povero Pasquale, pretendente da commedia, ci illumina sul fatto che i meccanismi primari dei vecchi tipi drammatici si ritrovano, sotto forma simbolica più che realistica, nella complessità delle società reali: l’opera lirica gioca sulla distanza che separa realtà e finzione, facendo però capire che la finzione può parlare della realtà, e che uno schiaffo vero può alludere a molti risvegli dal sogno, verso una realtà contro la quale la ribellione rimane illusoria. _


Sabato 21 gennaio 2017 Milano | Palazzo Reale

ESCHER E LE SUE METAMORFOSI

Visita guidata alla mostra a cura di Giovanni Pasetti

FUORI Abbonamento

Eterotopie Piano Festival

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Il percorso musicale di Variazioni e Metamorfosi si apre con una trasferta a Palazzo Reale di Milano, in occasione della mostra dedicata al grande artista olandese Maurits Cornelis Escher (1898 - 1972 ). Le connessioni tra Escher e la musica, soprattutto con le opere di J.S. Bach sono ormai ben documentate. L’artista stesso dichiarava che il suo operare, caratterizzato da tecniche di traslazione e scorrimento di “temi” di figure, fosse molto vicino ai processi di ripetizione, sovrapposizione, inversione del contrappunto bachiano. I rimandi tra Escher e Bach sono stati inoltre l’anello centrale di una delle opere di divulgazione scientifica più celebri del XX secolo, Gödel, Escher e Bach, il cui autore, il filosofo e scienziato americano Douglas Hofstadter, è già stato ospite di Eterotopie nel 2009, in un memorabile incontro-concerto tra musica, creatività e intelligenza artificiale. L’incontro con l’opera di Escher è inoltre stato fondamentale per alcuni compositori del XX secolo, come György Ligeti, il russo Edison Denisov e, più vicini a noi, in Italia, Ivan Fedele e il giovane Federico Gardella (si veda il pro-

gramma del 24 giugno). Spinto dall’ammirazione per le leggi della natura e animato da uno spirito sensibile alla geometria, Escher è autore di quelle opere d’arte che tutti conosciamo e che sono diventate parte integrante del vocabolario di immagini del XX secolo; opere, come mostrerà la sapiente guida di Giovanni Pasetti, che illustrano magicamente le infinite trasformazioni della natura e che ci permettono di entrare nelle misteriose strutture dei processi creativi e nei paradossi della percezione. _ per informazioni: eterotopie@mantovamusica.com


Domenica 22 gennaio 2017 Teatro Bibiena | ore 17.00

FRANZ LISZT: I POEMI SINFONICI

Abbonamento

Concerti della Domenica MantovaMusica

F. Liszt (1811 - 1886) Poemi sinfonici per pianoforte a 4 mani (trascrizione originale dell’autore) Orpheus Les Préludes *** Tasso. Lamento e trionfo Mazeppa

Marco Sollini Salvatore Barbatano, pianoforte a quattro mani

Un insolito viaggio nella musica pianistica meno conosciuta del grande virtuoso e visionario compositore ungherese. Una scelta dei più bei Poemi Sinfonici, nell’arrangiamento originale dell’Autore per pianoforte a 4 mani, dalla ben più nota stesura orchestrale. Il pianoforte diventa “sinfonico” nelle 4 mani degli interpreti per far vivere passioni, tormenti e oasi liriche dei racconti messi in musica, brani di ampio respiro che pongono al centro dell’attenzione le vicende leggendarie di eroi del passato. E così si evidenziano gli ampi respiri ed i momenti cantabili e meditativi su Orpheus, il quarto della serie di 13 Poemi; segue il celebre Les Préludes, il terzo, ispirato da un testo di Alphonse de Lamartine, poi Tasso. Lamento e Trionfo, secondo della serie, tratto da un racconto di Lord Byron, ed infine l’esplosivo Mazeppa, il sesto, ispirato dalle tormentate vicende del cavaliere omonimo descritte da Victor Hugo. Un programma appassionato ed appassionante che evidenzia tutte le potenzialità espressive del pianoforte, di grande impegno esecutivo e dal forte carattere narrativo. _

Grazie al sostegno di:

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Giovedì 26 gennaio 2017 Madonna della Vittoria | ore 20.45

INTEGRALE DEI QUARTETTI DI BEETHOVEN III CONCERTO

Abbonamento

Società della Musica MantovaMusica

L. van Beethoven (1770 - 1827) Quartetto in Sib maggiore op. 18 n. 6 Allegro con brio Adagio, ma non troppo Scherzo. Allegro Adagio «La Malinconia» Allegretto quasi Allegro Quartetto in Fa maggiore op. 59 n. 1 «Rasumovsky» Allegro Allegretto vivace e sempre scherzando Adagio molto e mesto Allegro

Grazie al sostegno di:

*** Quartetto in Fa maggiore op. 135 Allegretto Vivace Lento assai, cantante e tranquillo Grave ma non troppo tratto, Allegro

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Quartetto di Venezia Andrea Vio, violino Alberto Battiston, violino Giancarlo di Vacri, viola Angelo Zanin, violoncello

Con questo nuovo concerto del Quartetto di Venezia, riprende il progetto dell’esecuzione integrale dei quartetti per archi di Beethoven, simbolo di quella musica da camera che, nata nei piccoli spazi domestici o nei saloni nobiliari, persegue l’ideale di un progresso linguistico fondato su bellezze che potrebbero dirsi supreme. Non c’è dubbio che i quartetti beethoveniani siano legati ad una vera e propria esperienza intellettuale d’ascolto, ma è pur vero che mai

la vibrazione profonda del cuore scompare dall’azione compositiva del maestro tedesco. Ha detto benissimo a questo riguardo Richard Specht, quasi cent’anni fa: in Beethoven “l’elemento di novità non consiste nel solo carattere affettivo della sua musica, nel carico di emotività impostole, nel contenuto tragicamente umano e spirituale che lo fa superiore alle opere degli altri maestri; consiste anche nella parte puramente costruttiva, in tutta l’essenza dell’i-

spirazione e nel processo di attuazione”. Il Quartetto di Venezia, storico insieme italiano, affronta in questa serata tre momenti diversi della scrittura quartettistica beethoveniana: la giovanile op.18 n.6 (1801), la mediana op.59 n.1 (1808), prima delle tre dedicate al diplomatico russo Andrej Rasumovskij, ed ancora l’op.135 (1826), ultima fra tutte, penetrata da un’intelligenza acutissima e da una visionarietà senza confronti. _


Domenica 5 febbraio 2017

SPLENDORI BAROCCHI

Teatro Bibiena | ore 17.00

Floriana Fornelli, soprano Sara Tommasini, contralto Steno Boesso, fagotto Enrico Zanovello, clavicembalo

Abbonamento

Concerti della Domenica MantovaMusica

Ensemble Andrea Palladio

G.F. Handel (1685 - 1759)

G.F. Handel

Aria “Dunque i lacci d’un volto” dall’opera Armida per soprano e b.c.

Aria di Bradamante “Vorrei vendicarmi” dall’opera Alcina per contralto e b.c.

Duetto “Tanti strali” per soprano, contralto e b.c.

M. Corrette (1707 - 1795) Sonata II per fagotto e cembalo da“Le delices de la solitude“ (allegro, aria I e II, allegro) Grazie al sostegno di:

J.S. Bach (1685 - 1750) Aria „Du musst glauben“ dalla cantata 155 per soprano, contralto, fagotto e b.c.

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G. Besozzi (1713 - 1786) Sonata per fagotto e cembalo (allegro, adagio, allegro)

G.F. Handel Duetto “Caro amico amplesso” dall’opera Poro re delle Indie

Il programma proposto vede un excursus fra il repertorio barocco europeo, attraverso un percorso musicale che lega l’Italia, ed in particolare Venezia, all’Europa. Il genere della cantata amorosa non gode oggi della diffusione del melodramma, ma ne ha la stessa matrice, "Il recitar cantando", che permea e sigla tutte le forme vocali del primo e medio barocco e che continuerà a convivere felicemente con il suo naturale superamento, ovvero l'aria. La cantata profana vive e prospera per circa cento anni, dalla metà del' 600 in poi. Nata in ambito veneziano nei primi decenni del ‘600 con A. Grandi e P. Berti, con il termine "Cantada", diventerà una rilevante forma d'arte a Roma, Bologna, Napoli e poi ancora Venezia rappresentati in questo programma dai massimi compositori Monteverdi e Vivaldi. I duetti “Caro amico amplesso” e “Tanti strali al sen mi scocchi” di Handel sono fra le pagine più significative ed ispirate della maturità del “Caro Sassone”. La brillantezza e la sontuosità delle opere di Handel sono la loro cifra distintiva rispetto alle tante opere italiane rappresentate in Inghilterra. All’interno delle opere sono custodite delle vere perle musicali, che diventano spesso oggetto di riutilizzo e “prestiti” da parte dello stesso Handel. Il duetto “Tanti strali al sen mi scocchi” appartiene a una serie di duetti scritti al suo ritorno ad Hannover nel 1710 dopo il soggiorno in Italia. Le due sonate strumentali per fagotto e basso continuo rappresentano e testimoniano struttu-

ralmente come la forma della sonata barocca si sviluppa in Europa ed in questo caso particolare in Francia. Girolamo Besozzi, nasce a Napoli ma la sua carriera musicale si sviluppa a Parigi dove partecipa, in veste di oboista, ai Concert Spirituel al cospetto del re di Francia. La sua sonata per fagotto e basso continuo, nei caratteristici tre tempi, allegro, adagio, allegro, mostra le tipiche movenze della sonata barocca con la chiusura danzate del movimento finale. Assieme alla sonata dell’altro francese Michele Corrette il fagotto qui assurge a vero interprete e testimonia la vocazione all’intrattenimento e per gli splendori e gli sfarzi della corte barocca. _


Domenica 12 febbraio 2017 Teatro Bibiena | ore 17.00

IL RITMO DI BEETHOVEN E PIAZZOLLA

Abbonamento

Concerti della Domenica MantovaMusica

L. van Beethoven (1770 - 1827) Trio op. 38 Adagio, Allegro con brio Adagio cantabile Minuetto - Trio Andante con variazioni Scherzo - Trio Andante con moto alla marcia, Presto

A. Piazzolla (1921 - 1992)

Grazie al sostegno di:

28 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

Oblivion Milonga de Angel La Muerte del Angel Adios Nonino Libertango

Trio Beethoven Raffaele Bertolini, clarinetto Silvano Maria Fusco, violoncello Marco Schiavo, pianoforte

Il programma propone due autori che hanno segnato epoche e stili diversi ma caratterizzati entrambi dalla forte caratteristica del ritmo, elemento sempre di primissimo piano nelle composizioni dei due compositori. Il trio op. 38 di Beethoven è la trascrizione elaborata dallo stesso autore del settimino op. 20 ed è basato su 6 movimenti. Molto conosciuto è il minuetto il cui tema è riproposto anche nella sonata facile per pianoforte op.49 n. 2 in Sol maggiore. Ritmo e contrasti sono sempre presenti in tutti i movimenti del trio mentre l’adagio cantabile è forse la parte più affascinante del trio per l’intensa melodia iniziale all’insegna di una tenera e amabile cantabilità. Stesse caratteristiche troviamo nelle composizioni di Astort Piazzolla, ritmo e melodie malinconiche e a volte struggenti si alternano nelle milonghe e tanghi che andremo ad ascoltare nel programma odierno. Tra i brani in programma Adiós Nonino è probabilmente, con Libertango, la più celebre composizione di Astor Piazzolla. Venne composto nel 1959, quando Astor Piazzolla, che era in tournée nel centro America, ricevette la notizia della morte improvvisa del padre, don Vicente Piazzolla, familiarmente chiamato Nonino. Per l'occasione riprese un pezzo che aveva scritto nel 1954 (del quale esiste una incisione dell'orchestra di José

Basso, del 1962), conservandone la parte ritmica ma accentuandone e prolungandone la melodia in una sorta di lamento. _

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Giovedì 16 febbraio 2017 Madonna della Vittoria | ore 20.45

INTEGRALE DEI QUARTETTI DI BEETHOVEN IV CONCERTO

Abbonamento

Società della Musica MantovaMusica

Quartetto in Do minore op. 18 n. 4 Allegro ma non tanto Andante scherzoso, quasi allegretto Minuetto. Allegretto Allegro

30 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

Andrea Vio, violino Alberto Battiston, violino Giancarlo di Vacri, viola Angelo Zanin, violoncello

L. van Beethoven (1770 - 1827) Quartetto in Mib maggiore op. 74 «le Arpe» Poco adagio - Allegro Adagio ma non troppo Presto Allegretto con variazioni

Grazie al sostegno di:

Quartetto di Venezia

***

Quartetto in Sib maggiore op. 130 Adagio ma non troppo, allegro Presto Andante con moto ma non troppo. Poco scherzando Alla danza tedesca. Allegro assai Cavatina. Adagio molto espressivo Finale. Allegro

Da quest’anno “quartetto in residenza” alla Fondazione Cini, il Quartetto di Venezia viene annoverato tra gli insiemi italiani di più lunga storia e prestigiosa esperienza. Venti registrazioni discografiche (con un “premio della critica italiana” assegnato alle opere di Malipiero), presenze in tutta Europa, Stati Uniti e Sud America, ed una formazione irreprensibile condotta fra l’altro con Piero Farulli (membro del Quartetto Italiano) e Sándor Végh sono già elementi sufficienti per comprendere il valore dell’attività di questo complesso cui si deve oltretutto il recupero del raro repertorio quartettistico nazionale, ingiusta-

mente misconosciuto, da Boccherini a Bazzini, Zandonai, Respighi. Ma qui l’insieme veneziano si cimenta in un nuovo capitolo dell’integrale beethoveniana, prova ardua, ed occasione preziosa d’ascolto, con tre fermate importanti: l’ordine cronologico delle opere muove dal Quartetto in do minore dell’op. 18, quarto agile numero dei 6 che appartengono a questo cimento giovanile, pubblicato nel 1801 e dedicato ad una delle figure viennesi che a quel tempo che divennero protettori e mecenati del compositore, il principe Franz Jospeh Lobkowitz; quindi si sofferma sull’opera 74 del 1809, il Quartetto “delle arpe”,

cosiddetto per i pizzicati che percorrono il primo movimento, chiudendo il cammino con la vasta op.130 pubblicata nel 1827, l’anno della morte del maestro tedesco, una di quelle partiture nelle quali s’espande tutta la forza sperimentale della sua ispirazione, distesa su una anomala architettura in sei movimenti, tuttavia volta ad un ammirevole senso di unità. E così, in questa tappa avanzata, tutto sommato si raggruma l’eccezionalità dei quartetti, lavori per l’avvenire, inquieti interrogativi rivolti da Beethoven all’anima sua propria ed a quella della musica da camera, sconvolta nelle sue placide tradizioni. _


Domenica 19 febbraio 2017 Teatro Bibiena | ore 17.00

F. CHOPIN: “IL PRINCIPE DEL ROMANTICISMO”

Lorenzo Passerini, direttore Leonora Armellini, pianoforte

Abbonamento

Concerti della Domenica MantovaMusica

Orchestra del Festival Internazionale “Omaggio a Maria Callas”

E. Grieg (1843 - 1907)

F. Chopin (1810 - 1849)

To Nordiske melodier (Due melodie nordiche) per archi, Op. 63

Concerto n. 1 in mi minore per pianoforte e orchestra, Op. 11 (trascrizione per pianoforte e orchestra d'archi)

E. Grieg Fra Holbergs tid (Holbergs Suite), Suite in stile antico per archi, Op. 40/A

Grazie al sostegno di:

32 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

È curioso notare quanto il Concerto in Mi minore di Chopin (composto nel 1830), una delle opere del Romanticismo più amate da esecutori ed ascoltatori, fosse stata aspramente criticata in passato. Quando Chopin, ventenne, si trasferì a Parigi, ottenne un’audizione da Kalkbrenner, il più grande pianista dell’epoca. Si presentò con questo Concerto, forte delle esecuzioni accolte con entusiasmo dal pubblico, ma la risposta fu terribile: “Venga a lezione da me per tre anni e farò di lei qualcuno”. Per giunta, prese una matita rossa e ne depennò alcune parti. Jozef Elsner, maestro di Chopin, ne rimase furibondo: com’era possibile che il suo allievo prediletto, da lui definito “genio musicale”, venisse considerato come uno scolaretto bisognoso di altri tre anni di lezioni? Era chiaro che Kalkbrenner avesse riconosciuto in Chopin un rivale e che preferisse tenerlo sotto controllo; tutt’al più avrebbe potuto comunque affermare che si trattasse di un suo allievo. Nonostante questo episodio, Chopin dedicò questa partitura proprio al grande pianista, forse come tentativo di

rabbonirlo in seguito al suo rifiuto di seguire il corso triennale di studi. Un’altra critica mossa ai Concerti di Chopin riguarda l’orchestrazione, definita spesso povera e poco elaborata, a fronte di una parte pianistica preponderante e ricca di virtuosismi e meravigliose melodie. Ma la prova più convincente del fatto che l’orchestrazione di Chopin è l’unica che si addica ai suoi concerti è data dai non pochi tentativi di arricchirla operati da numerosi specialisti, Balakirev e Granados per esempio. Ebbene, l’unica conclusione di questi lavori è stata fallimentare, riuscendo solamente a danneggiare l’impostazione del Concerto e rendendo necessarie anche delle modifiche alla parte pianistica, alterandone lo splendido equilibrio. Nonostante le dure critiche, resta il fatto che i Concerti di Chopin continuano ad essere tra i più studiati e proposti dai pianisti, e che il pubblico li ama, e si sa, il pubblico non ha mai completamente torto. Chopin, nei suoi Concerti, è un poeta, forse ancora lontano dalla grande poesia che raggiungerà più tardi, ma è già poeta autentico. _ 33


Domenica 26 febbraio 2017 Teatro Bibiena | ore 17.00

OMAGGIO A GIUSEPPE VERDI

Abbonamento

Concerti della Domenica MantovaMusica

G. Verdi (1813 - 1901) Brani celebri da Traviata, Rigoletto e Il Trovatore

Grazie al sostegno di:

34 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

Silvia Di Falco, soprano Halla Margret, soprano drammatico Roberto Costi, tenore Giorgio Cebrian, baritono Massimiliano Catellani, basso Palmiro Simonini, pianoforte

Giuseppe Verdi è considerato dai critici musicali il dominatore della scena lirica ottocentesca, è autore dei più famosi melodrammi presenti nel repertorio di ogni teatro, un compositore universalmente riconosciuto tra i massimi operisti. La sua celeberrima Trilogia Popolare sarà protagonista nel concerto liricomusicale proposto dal Circolo Ferruccio Busoni. Ad interpretare le arie immortali e le migliori pagine tratte da Rigoletto, Traviata e Trovatore un cast d’eccezione coadiuvato musicalmente dalle note al pianoforte del Maestro Palmiro Simonini. Oltre a Halla Margret e Silvia Di Falco (soprano), Roberto Costi (tenore) e Masimiliano Catellani (basso) sarà ospite d’onore della serata il baritono Giorgio Cebrian considerato unico nell’associare una vocalità straordinariamente versatile ad una raffinata, sapiente e profonda interpretazione dei personaggi, facendone un autentico “cantante attore” di altissimo livello artistico. La Scala di Milano, Festival di Salisburgo, Metropolitan di New York, Covent Garden di Londra, sotto la direzione di Von Karajan, Solti, Kleiber, Giulini, Abbado, Levine, Muti, Sinopoli, Chailly e con artisti del calibro di Domingo, Carreras, Pavarotti, Caballé, Freni, Bruson e Di Stefano. _

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Mercoledì 1 marzo 2017

BACH SANSSOUCI

Massimo Mercelli, flauto Ramin Bahrami, pianoforte

J.S. Bach (1685 - 1750) Fuga canonica in Epidiapente from Musical Offering

M. Nyman (1944) Yamamoto Perpetuo for solo flute, dedicated to Massimo Mercelli

C.P.E. Bach (1714 - 1788) Sonata in D minor Allegretto - Adagio - Allegro

J.S. Bach Sonata in G Major BWV 1038 Largo, Vivace, Adagio, Presto

J.S. Bach Sonata in B minor BWV 1030 Andante, Largo e dolce, Presto

J.S. Bach Ricercare a tre from Musical Offering

Auditorium Monteverdi | ore 20.45

Abbonamento

Società della Musica MantovaMusica

Grazie al sostegno di:

Club Mantova

*** Con la collaborazione di:

Club San Giorgio

36 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

J.S.Bach / C.P.E. Bach Sonata in C minor Largo - allegro - andante - allegro

Un duo d’eccellenza: Ramin Bahrami, pianista iraniano considerato, a livello internazionale, uno tra i più importanti interpreti bachiani contemporanei, e il flautista Massimo Mercelli, che a soli diciannove anni divenne primo flauto al Teatro La Fenice di Venezia. I due musicisti eseguono un repertorio basato principalmente in una serie di sonate di Johann Sebastian Bach e del figlio di questi, Carl Philipp Emanuel Bach, legate alla corte di Federico il Grande (cui Bach padre aveva de-

dicato “L’offerta musicale” e di cui Bach figlio fu maestro di Cappella). Una “chicca” sarà il nuovo brano di Michael Nyman dedicato al duo. Ramin Bahrami affronta la monumentale produzione di Bach con il rispetto e la sensibilità cosmopolita della quale è intrisa la sua cultura e la sua formazione. Le influenze tedesche, russe, turche e naturalmente persiane, gli permettono di accostarsi alla musica di Bach esaltandone il senso di universalità che la caratterizza. Diplomatosi giovanissimo presso il

Conservatorio G.B. Martini di Bologna, Massimo Mercelli suona regolarmente nelle maggiori sedi concertistiche del mondo: Carnegie Hall di New York, Herculessaal e Gasteig di Monaco, Teatro Colon di Buenos Aires, Filarmonica di San Pietroburgo, per citarne solo alcune. Direttore artistico e fondatore dell’Emilia Romagna Festival, dal 2001 fa parte del comitato direttivo della European Festivals Association (EFA), prestigiosa associazione di cui dal 2011 è presidente. _


Domenica 5 marzo 2017 Teatro Bibiena | ore 17.00

Abbonamento

Concerti della Domenica MantovaMusica

FESTA DELLA DONNA: FABIO TESTI E LE POESIE D’AMORE DI GARCIA LORCA E PABLO NERUDA

Grazie al sostegno di:

38 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

Musica di A. Piazzolla, E. Morricone, J. Ibert, F. Sor, M. de Falla

Fabio Testi, voce recitante Stefano Maffizzoni, flauto Andrea Candeli, chitarra

Un itinerario poetico-musicale attraverso i brani e le composizioni poetiche di Federico Garcia Lorca e Pablo Neruda. La voce calda e suadente del celebre attore Fabio Testi intervallata da brani intensi musicali da due artisti d'eccezione come Stefano Maffizzoni e Andrea Candeli, accompagneranno lo spettatore in un viaggio sentimentale, alla scoperta delle creazioni mitiche, come la figura del “gitano” e del “torero”, fuoriuscite dalla penna dei poeti più sensibili. Sono arie e poesie dai forti colori locali intrise di tutte le varianti del dolore sempre dominato dall’amore e dalla morte, dove l’eterna domanda, tipicamente lorchiana, rimane sempre senza risposta. È una trasposizione artistica di quell’Andalusia gitana ricca di tradizioni folkloristiche culturali, fortemente dominate da colori e sentimenti, capaci di trasmettere emozioni tanto profonde nella loro semplicità primitiva, tracciando un filo conduttore storico-musicale di una tradizione tanto ricca ma ancora poco conosciuta, attraverso la Poesia e la Musica della Spagna del '900. _


Sabato 11 marzo 2017 Spazio Studio Sant’Orsola | ore 21.00

K_MESSENGER Invenzioni a più voci

Compagnia Danzarea Ebony Piano Duo Maria Ala-Hannula, Leonardo Zunica

Nicola Baroni, hypercello FUORI Abbonamento

Eterotopie Piano Festival

40 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

Coreografie di Chiara Olivieri Musiche di Nicola Baroni, John Adams Consulenza tecnica di Gabriele Barlera

“L’arte rende visibile l’invisibile”, come scrisse Paul Klee. K_Messenger nasce seguendo questa leggendaria intuizione, in un progetto interattivo in cui suono e gesto corporeo alimentano le proprie tessiture, nel tentativo di farne emergere i possibili messaggi, rimandi, visioni, le infinite metamorfosi. Nel caso di K_ Messages, creazioni sonore del violoncellista e compositore Nicola Baroni, i “messaggi”

sono tratti da testi di Kafka, e vengono “tradotti” in tempo reale attraverso l’hypercello, “strumento” nato nei laboratori del  Massachutes Institute of Tecnology (MIT) negli anni 90. L’hypercello prevede la trasformazione dello strumento classico in iperstrumento, attraverso un procedimento elettroacustco che si basa sull’interazione in tempo reale del suono e dell’esecutore. La danza partecipa di questa

creazione estemporanea attraverso l’utilizzo di sensori che fungono da veri e propri “amplificatori” sonori del gesto corporeo. In Hallelujah Junction, brano del grande compositore americano John Adams, qui realizzato con due sintetizzatori, la danza intende rendere “osservabile” il processo di continua ed esaltante trasformazione sonora di uno dei grandi brani della letteratura piansitica del XX secolo. _


Domenica 12 marzo 2017 Auditorium Monteverdi | ore 17.00

CONCERTO ALLA MEMORIA DEL CAV. UFF. M° SERGIO MAFFIZZONI

Luca Passarella, pianoforte

Abbonamento

Concerti della Domenica MantovaMusica

J.S. Bach (1685 - 1750) Toccata e Fuga in re minore

Grazie al sostegno di:

S. Rachmaninov (1873 - 1943) Sonata op. 28 n. 1

42 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

I Concerti della Domenica sono orfani di un uomo di cultura, di un importante intellettuale e di un profondo conoscitore della musica. Il M° Sergio Maffizzoni si è diplomato in pianoforte presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, sotto la guida del M° Giuseppe Piccioli ed è stato allievo prediletto del M° Giuseppe Benedetti Michelangeli prima e del M° Arturo Benedetti Michelangeli dopo, vivendo in questa famiglia d’artisti come un figlio per più di vent’anni. In seguito, ricoprendo la cattedra di pianoforte principale al Conservatorio Statale di Musica “Lucio Campiani” di Mantova ha diplomato decine di pianisti. Già Cavaliere per meriti artistici nel 2012 è stato decorato con l'onorificenza di Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana sia per la sua attività che per la sua costante attività di promozione e diffusione della musica nella collettività. Per il quarto anno dalla scomparsa del Maestro, il suo allievo prediletto e talentuoso M. Luca Passarella presenterà per il Concerto alla Memoria, un programma ricco di virtuosismo e di intima musicalità. Vincitore di prestigiosi premi, suona regolarmente per importanti Istituzioni Musicali. _


Giovedì 16 marzo 2017 Auditorium Monteverdi | ore 20.45

PAGANINI PRIZE Brahms. Le tre sonate per violino e pianoforte

Abbonamento

Società della Musica MantovaMusica

J. Brahms (1833 - 1897) Sonata n. 1 Op. 78 in Sol maggiore Vivace ma non troppo Adagio Allegro molto moderato

Bin Huang, violino Edoardo Strabbioli, pianoforte

“Potere energetico e creativa delicatezza”: così un giornale tedesco ha sintetizzato alcune delle tante qualità della violinista Bin Huang, 45 anni, vincitrice nel 1994 del Concorso Paganini di Genova e quindi, nel 1999, del Concorso ARD di Monaco di Baviera, due delle competizioni internazionali più note e qualificate, due fra i premi più ambiti dai giovani interpreti. Cinese di nascita, Bin Huang s’è formata musicalmente nel suo paese e successivamente negli Stati Uniti, intraprendendo quindi una carriera

d’alto profilo che oggi la vede attiva su più fronti, incluso quello didattico. Personalità dunque estremamente interessante che qui si affianca a quella del pianista Edoardo Strabbioli, musicista versatile e di lunga esperienza, che nell’esercizio della musica cameristica ha trovato partner di valore come i violinisti Krylov, Amoyal e Zimmermann, come la cantante Cecilia Gasdia, come la violoncellista Wen-Sinn Yang, toccando teatri e festival di prima grandezza. Interpreti insomma perfetti per un programma

che si cala tra le emozioni e la razionalità di Johannes Brahms, qualità espresse mirabilmente nel meraviglioso ciclo delle tre Sonate per violino e pianoforte: la prima in sol maggiore del 1878, la seconda del 1886 e la terza la cui lavorazione fu conclusa nel 1888, raccontano ora con delicatezza, ora con fervente passione il cammino di un maestro che trovò nell’intimità del camerismo il suo linguaggio più autentico, tra architetture meditate ed una ispirazione lirica intensamente vitale. _

Sonata n. 2 Op. 100 in La maggiore Allegro amabile Andante tranquillo/Vivace Allegretto grazioso (quasi Andante) Con la collaborazione di:

***

Club Mantova Castelli

Sonata n. 3 Op. 108 in Re minore Allegro Adagio Un poco presto e con sentimento Presto agitato

Club Andes di Virgilio Curtatone

44 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

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Giovedì 23 marzo 2017 Auditorium Monteverdi | ore 11.00

CONCERTO PER LE SCUOLE I colori della percussione

Ensemble di Percussioni del Conservatorio di Mantova

Giovedì 4 maggio 2017 Auditorium Cavazzoni | ore 11.00

*FUORI ABBONAMENTO

FUORI ABBONAMENTO

Società della Musica

Società della Musica

Con la collaborazione di:

46 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

Un grande compositore del nostro tempo, John Cage, ha spiegato con una sintesi molto efficace l’importanza acquistata dagli strumenti a percussione nella musica d’oggi: “Archi, legni, ottoni (ossia le altre famiglie di strumenti presenti in orchestra, ndr.) la sanno troppo lunga sulla musica mentre sanno troppo poco del suono. Per studiare il rumore bisogna andare alla scuola delle percussioni”. L’Horus Percussion Ensemble, formazione nata in seno al Conservatorio Lucio Campiani di Mantova, collabora con musicisti di rilievo come Daniele Di Gregorio, Mauro Negri, Giorgio Di Tullio, Gianni Coscia e molti altri. Ha partecipato a molteplici rassegne musicali e festival jazz internazionali, ottenendo lusinghieri apprezzamenti da pubblico e critica, e di recente si è esibito in occasione della XII edizione del Torneo Internazionale della Musica, conseguendo un punteggio tra i più alti nella sezione Musica da Camera. Il concerto prevede musiche di Argenziano, Stefanuto, Reich, Green, Cirone, Santamaria. _

Con la collaborazione di:

CONCERTO PER LE SCUOLE

Fantastic Trio

Il viaggio inizia con la fisarmonica solista e la grande tradizione russa: le due rapsodie di Semenov rappresentano due visioni del grande fiume Don. Rimanendo in Russia ascoltiamo il dramma della cattedrale distrutta descritta da Trojan: le dissonanze ci fanno sentire sulla pelle gli enormi massi di marmo cadenti dall’alto; infine tutto si spegne nel silenzio. Il trio propone invece un viaggio: dall’anonimo Balkan Dance, che ricorda le vicine terre dell’est Europa, il treno melodioso di Beltrami ci accompagna con la sua bella andatura da viaggio. Ecco poi un tango argentino di Piazzolla: Meditango. Rallentando il passo ritorniamo alle origini della musica moderna con Pachelbel: la bellissima Ciaccona eseguita con tre fisarmoniche permette molta chiarezza nell’individuare le singoli voci e il magnifico contrappunto barocco. Diario di bordo, il brano più recente composto dal M° Milani, ci fa prendere la nave per poter fare le ultime tappe insieme a lui: con Czardas e Tarì rientriamo ancora nella tradizione est-europea, quella ungherese prima e poi sempre più a est. _

V. Semionov (1946) Don - Rhapsody n. 1 Fisarmonica: Francesco Guicciardi

Francesco Guicciardi Matteo Poiani Nicola Alberto Morelato

Don - Rhapsody n. 2 Fisarmonica: Matteo Poiani V. Trojan (1907 - 1983) Die zertrümmerte Kathedrale Fisarmonica: Nicola Alberto Morelato Anonimo Balkan dance W. Beltrami (1922 - 1999) Il treno A. Piazzolla (1921 - 1992) arr. P. Vignani Meditango J. Pachelbel (1653 - 1706) arr. M. Milani Ciaccona in fa minore M. Milani Diario di bordo Czardas Op. 2 Tarì 47


Sabato 25 marzo 2017 Torino | Teatro Regio | ore 20.30

VIAGGIO MUSICALE A TORINO, TEATRO REGIO

Orchestra del Teatro Regio Gianandrea Noseda, direttore Leonidas Kavakos, violino

*FUORI ABBONAMENTO

Società della Musica

J. Brahms (1833 - 1897)
 Concerto in re maggiore per violino e orchestra op. 77

progetti che crescono con noi

L. Dallapiccola (1904 - 1975)
 Marsia, frammenti sinfonici dal balletto

La Fondazione Comunità Mantovana Onlus è nata in data 25 febbraio 2000 grazie all’entusiasmo di un gruppo di persone orientate verso il comune obiettivo di migliorare il livello della collettività mantovana.

M. Musorgskij (1839 - 1881) Quadri di un’esposizione
 Orchestrazione di Maurice Ravel

Appartiene a tutti i mantovani e costituisce uno strumento perenne per il rafforzamento dei legami di solidarietà e responsabilità sociale, il miglioramento della qualità della vita, la riduzione dei disagi e delle sofferenze di tutti coloro che vivono ed operano nel territorio provinciale. Gli ambiti di intervento sono: assistenza sociale e socio-sanitaria, tutela, promozione e valorizzazione della cultura e dell’arte, tutale e valorizzazione della natura e dell’ambiente.

Informazioni e prenotazioni Telefono 0376 355566 Mail info@mantovamusica.com

48 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

Fondazione Comunità Mantovana Onlus via Portazzolo, 9 - Mantova tel. e fax 0376 237249 www.fondazione.mantova.it info@fondazione.mantova.it

La Fondazione Comunità Mantovana si sta rivelando anche una potente modalità per dar vita ad iniziative di impatto collettivo in grado di coinvolgere una pluralità di soggetti provenienti da diversi settori per il conseguimento, pur nel rispetto della reciproca autonomia, di obiettivi comuni. 49


Sabato 8 aprile 2017

Domenica 9 aprile 2017

Spazio Studio Sant’Orsola | ore 21.00

Spazio Studio Sant’Orsola | ore 17.00

Abbonamento

Società della Musica MantovaMusica

FUORI ABBONAMENTO

Società della Musica

VAN GOGH

Spettacolo di danza, musica e parole

Produzione: Società della Musica Regia: Italo Scaietta Coreografie: Chiara Olivieri Testo e pittura: Angelo Antonio Falmi Danzatori: COD danza con Marco Bissoli, Carlotta Graffigna, Chiara Olivieri, Debora Scandolara, Melania Sottolano Con la collaborazione di:

Musicisti: Alessandra Aitini (flauto), Giulia Panchieri (viola), Dora Scapolatempore (arpa), Kerem Brera (violoncello) Musiche: A. Bax, G. Cassadò, G. Ligeti, G. Faurè, C. Debussy

50 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

Uno spettacolo di danza, musica, parole e pittura, eseguiti dal vivo, per raccontare l’arte di Vincent Willem Van Gogh, artista e uomo straordinariamente moderno, alla ricerca continua del vero e dell’essenziale. Un viaggio nella suggestione del dialogo, reale e illusorio, individuale e collettivo per comprendere che “quando siamo completamente sorpresi della nostra vita naturale,alcuni di noi sono anche disposti ad assecondare l’andamento delle cose; tuttavia non rinunciano alla loro consapevolezza e vogliono sapere cosa stia succedendo veramente”. Vincent Van Gogh, Lettera a Theo Van Gogh “Le persone sono paragonabili a chicchi di grano. In ogni essere umano sano e naturale esiste, come in un chicco di grano, una forza germinatrice. E la vita naturale è quindi germinare. Ciò che nel chicco di grano è forza germinatrice, in noi è amore. Ora, quando siamo ostacolati nel nostro sviluppo naturale, quando vediamo impedita la nostra germinazione, trovandoci nelle stesse condizioni del chicco di grano tra le macine del mulino, restiamo a bocca aperta, spettatori impotenti. Quando le cose vanno così e siamo completamente sorpresi della perdita della nostra vita naturale, alcuni di noi sono anche disposti ad assecondare l’andamento delle cose, e tuttavia non rinunciano alla loro consapevolezza e vogliono saper cosa stia succedendo veramente...”. Vincent Van Gogh, Lettera a Theo Van Gogh _ 51


Venerdì 21 aprile 2017 Auditorium Cavazzoni | ore 10.30

MUSICA SENZA ETà Concerto per le Case di riposo

Gaia Bergamaschi, flauto Marco Tariello, pianoforte

Venerdì 12 maggio 2017 Auditorium Cavazzoni | ore 10.30

FUORI ABBONAMENTO

FUORI ABBONAMENTO

Società della Musica

Società della Musica

S. Prokofiev (1891 - 1953) Sonata in Re magg, Op. 94, per flauto e pianoforte 1. Moderato 2. Scherzo: Presto 3. Andante 4. Allegro con brio F. Poulenc (1899 - 1963) Sonata per per flauto e pianoforte 1. Allegro malinconico 2. Cantilena 3. Presto giocoso

Con la collaborazione di:

52 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

I due giovani interpreti si misurano con due capisaldi del repertorio per flauto e pianoforte. La Sonata op. 94 di Sergei Prokofiev, composta nel 1943 ad Alma-Ata in Asia Centrale, nello stesso anno in cui venne alla luce la Settima Sonata per pianoforte, è caratterizzata da tutti i registri tipici della musica del compositore sovietico: lirismo, propensione al grottesco, inquietudine ed umorismo. La Sonata di Francis Poulenc è certamente una delle composizioni cameristiche più riuscite del compositore francese. Scritta tra ’56 ed il ’57 riassume nei suoi tre movimenti l’estetica di Poulenc in cui leggerezza, eleganza, precisione, e virtuosismo tipicamente “francesi”, si alternano con momenti di assoluto intimismo e commovente profondità. _

MUSICA SENZA ETà Concerto per le Case di riposo

Concerto lirico degli Allievi del Conservatorio di Mantova

In questo concerto mattutino per gli ospiti di alcune Case di riposo della provincia saranno di scena allievi delle classi di canto del Conservatorio Lucio Campiani di Mantova. Sarà un’occasione per ascoltare alcune tra le arie più significative di Mozart, Verdi e Puccini. _

Con la collaborazione di:

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Giovedì 27 aprile 2017

“FOLLIA, L’ALTRA VERITà”

Maddalena Crippa, voce recitante Mario Ancillotti, flauto Claude Hauri, violoncello Antonino Yeknur Siringo, pianoforte

M. Marais (1656 - 1728) Follia di Spagna Libera realizzazione per flauto e violoncello (1a parte)

Y. Siringo Improvvisando da Follia di Spagna

Auditorium Monteverdi | ore 20.45

Abbonamento

Società della Musica MantovaMusica

A. Merini Lettura da “L‘altra verità” Spazio - Spazio

Con la collaborazione di:

Inner Wheel Mantova

Soroptimist International Club di Mantova

Delegazione di Mantova

54 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

A. Merini Lettura da “L‘altra verità” “Sono folle di te” F. Schubert (1797 - 1828) Impromptu op. 90 n° 4

M. Marais Follia di Spagna Libera realizzazione per flauto e violoncello (2a parte)

A. Merini Lettura da “L‘altra verità” “Pensiero non ho più parole”

N. Castiglioni (1932 - 1996) Musica Vneukokvhaja n° 2 Danza, per ottavino

A. Portera (1973) Trio Giallo per flauto, violoncello, pianoforte (1a es. assoluta)

A. Merini Lettura da “L‘altra verità”

Cosa abbiano in comune la Follia come disturbo psichico, e la musica, sia pure intitolata “Follia”, è una delle cose più ardue che mi sia trovato a spiegare. Eppure c’è, ed è evidente, un legame fortissimo, quasi fisico. Se la prima indica la condizione di difficoltà di adattamento che si esibisce esternemente, unita ad una sofferenza interiore, la seconda è invece lo sgorgare di una emozione interna nel definito raziocinio costruttivo delle forme. Una è distruzione, l’altra è costruzione. Niente di più distante, dunque. Dobbiamo andare più a fondo per trovare la zona in cui queste due espressioni abbiano un comune denominatore. Solo nel nostro inconscio possiamo trovare contenuti comuni: la solitudine, il dolore, l’estraneità, l’incognito, il mistero, l’intimità, l’unicità ed essenzialità personale. Di tutte queste cose soffre il folle, e anche il creatore di musica, solo che quest’ultimo riesce ad esprimerle. Potremmo dire che il musicista, o meglio, l’artista, è la voce della Follia. Per sua fortuna non è solo questo. Ma anche questo, sì. Ed ecco che anche noi abbiamo sentito il bisogno di dare ascolto alla Follia attraverso la Musica. La musica del resto spesso comunica il disagio psichico, basti pensare a quanti personaggi folli dei vari melodrammi abbiano trovato espressione in essa, o a quante tradizioni musicali sono legate ad essa, dalle nostre Tarantole ai Dervisci Roteanti. Dunque nulla di strano se un tema

musicale, fra i più antichi della storia europea, di origine portoghese ma divulgatasi dappertutto, con il suo ritmo ossessivo, con le sue ripetizioni tormentose, che vogliono l’improvvisazione se pur prigioniera dentro schemi precisi, con il suo multiforme aspetto, ora lento, statico, solenne, ora rapido, rutilante, nervoso, fu da sempre chiamato Follia. E come questo tema fu da innumerevoli compositori usato, trasformato, distorto; da Frescobaldi a Corelli, da Haendel a Bach da Rachmaninoff a Vangelis. Abbiamo anche noi subito il fascino di questo tema (musicale, psichico?) ed abbiamo messo la Follia musicale assieme a quella delicata e commovente di un poeta che più di ogni altro ha la capacità di farci condividere le sue emozioni: Alda Merini. Con lei sembra di aver percorso la stessa strada. Così la descrizione dell’abisso del manicomio è accompagnata dalla Follia di Marais fino alla alienazione di Castiglioni e dell’improvvisazione musicale dolorosa, ma l’idillio, l’intimità ed essenzialità dell’amore non poteva essere affiancata che da Schubert, altro irrinunciabile compagno di strada. Così come il mistero dell’incognito, dell’anelito verso lo spazio, verso il pensiero libero, sarà musicalmente rappresentato dalla sensibilità di Andrea Portera. Emozione, commozione, condivisione di turbamenti che solo attraverso l’Arte possono essere compresi e sublimati, possono essere edificanti e non distruttivi. (Mario Ancillotti) _ 55


mantovamusica scatti fotografici edizione_2016


Giovedì 18 maggio 2017 Teatro Bibiena | ore 20.45

GRANDI INTERPRETI Congresso Federazione mondiale Amici dei Musei

Francis Duroy, violino Agnès Melchior, pianoforte

Abbonamento

Società della Musica MantovaMusica

C. Saint-Saëns (1835 - 1921) Danse macabre C. Debussy (1862 - 1918)  Sonata B. Bartok (1881 - 1945)       Rapsodia n° 1 E. Ysaÿe (1858 - 1931) Sonata n° 3 per violino solo

Con la collaborazione di:

J. Williams (1932) Devil's dance

Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani

58 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

R. Schumann (1810 - 1856)   Sonata n° 1 op. 105

Due grandi interpreti francesi, Francis Duroy e Agnès Melchior, saranno i protagonisti del concerto organizzato in occasione del sedicesimo Congresso della Word Federation of Friends of Museums (Federazione mondiale degli Amici dei Musei) che si terrà a Mantova e a Verona dal 18 al 21 maggio 2017. Il programma, che si presenta variegato e decisamente accattivante, comprende la prima sonata di Robert Schumann e la sonata di Claude Debussy, due capisaldi del repertorio per violino e pianoforte, la celebre terza sonata per violino solo di Eugène Ysaye, la Prima Rapsodia di Béla Bartòk costruita su motivi della musica popolare della Transilania e infine la celebre Danse macabre di Camille Saint-Saens e la Devil’s dance di John Williams tratta dal film Le streghe di Eastwick. _


27 - 28 maggio 2017 Roma | Auditorium Parco della Musica

VIAGGIO MUSICALE A ROMA

Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia Michael Tilson Thomas, direttore Katia e Marielle Labèque, pianoforti

FUORI ABBONAMENTO

Società della Musica

W.A. Mozart (1756 - 1791)
 Concerto per due pianoforti K 365 G. Mahler (1860 - 1911)
 Sinfonia n. 5

Informazioni e prenotazioni Telefono 0376 355566 Mail info@mantovamusica.com

60 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017


Lunedì 19 giugno 2017 Cinema del Carbone | ore 21.15

KAFKA E LE SUE METAMORFOSI

Progetto a cura di Cinema del Carbone e Diabolus in musica

ABBONAMENTO

Eterotopie Piano Festival MantovaMusica

B. Britten (1913 - 1976) dalle Six Methamorphosis after Ovid Niobe Giulia Baruffaldi, oboe

La vendetta del Cameramen di Ladislav Starevich Mosca, 1912 sonorizzazione di Massimo Biasioni

The Methamorphosis - Immersive Kafka di Sandor Kardos Ungheria, 2009 Con la collaborazione di:

Introduce Giorgio Fontana

62 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

«The methamorohisis Immersive Kafka» è un adattamento cinematografico del celebre racconto dello scrittore boemo, La Metamorfosi, in cui, come si sa, il protagonista, Gregor Samsa, si sveglia un mattino trasformato in un gigantesco insetto. Il film, che presentiamo per la prima volta in Italia, è stato girato usando una particolare telecamera soggettiva a 360°, nel tentativo di narrare il racconto interamente dalla

prospettiva di Gregor - insetto. Pensato anche per diventare una installazione interattiva alla quale lo spettatore può accedere secondo diversi punti di vista, immergendosi così nello spazio del racconto, il progetto è stato vincitore dell’Hollywood Reel Independent Film Festival 2011 e ha ottenuto il riconoscimento di Miglior film sperimentale nel festival cinematografico di Rotterdam nel 2009. L’intervento di Giorgio

Fontana, scrittore e appassionato conoscitore di Kafka, ci propone un punto di vista alternativo nella lettura dell’opera: Kafka non era un kafkiano e La Metamorfosi non è altro che un racconto perfetto che narra di una trasformazione, una trasformazione che non riguarda solo Gregor, ma tutto quello che gli sta attorno, dallo spazio fisico allo spazio affettivo dei famigliari fino a noi che leggiamo (o vediamo) il racconto. _ 63


Mercoledì 21 giugno 2017 Madonna della Vittoria | ore 21.15

GIORNATA EUROPEA DELLA MUSICA

Progetto Accademia pianistica Mantova - Curtatone Concerto dei migliori allievi

Musiche di Prokofiev, Liszt, Mendelsshon, Granados, Satie, Poulenc, Rachmaninov

Iniziativa nata in Francia nel 1982, la Festa della Musica si celebra oggi in tutta Europa. Adattandosi alle specificità culturali di ogni paese, la festa ha saputo inventarsi e reinventarsi, in un simbolico momento dell’anno come il solstizio d’estate, come luogo celebrativo della musica in tutte le sue forme, diventando una manifestazione internazionale emblematica. Il progetto Accademia pianistica di Mantova e Curtatone, nato nel 2008 e diretto dai maestri Leonardo Zunica e Maria Ala-Hannula, partecipa a questa giornata festosa con un concerto dedicato al grande pianista e compositore russo Sergei Prokofiev, banco di prova per tutti i giovani pianisti e creatore di un universo musicale tra i più affascinanti del XX secolo.

INGRESSO GRATUITO

Eterotopie Piano Festival

Il progetto Accademia pianistica di Mantova Curtatone persegue una didattica aggiornata, repertori comprendenti anche i repertori del XX e XXI secolo stimolando la creatività musicale ed espressiva dei giovani studenti. Gli allievi del progetto Accademia pianistica di Mantova 64 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

e Curtatone, dai più piccoli ai più grandi, sono stati premiati in 40 concorsi nazionali ed internazionali (tra cui Concorso di Cremona Musica, Bardolino, Venezia, il Concorso Internazionale Salieri di Legnago, Concorso Internazionale Scarlatti di Carpenedolo, Acerbi International Competition, Virtuoso piano competition a Londra e molti altri ancora). Alcuni degli allievi dell’Accademia si sono esibiti come solisti con orchestra in prestigiosi festival e sale, come il Festival Young Soloist a Caracas (Venezuela), il Teatro Ristori di Verona o in recital presso la Sala Maffeiana (Verona), la Elgar Room della Royal Albert Hall (Londra). Fin dal 2011 il progetto partecipa al meeting internazionale di giovani musicisti Suomitaly, che ogni anno riunisce pianisti e musicisti italiani e finlandesi in una settimana di musica condivisa. Dopo aver svolto l’ultima edizione presso il Liceo Musicale Isabella d’Este di Mantova, l’edizione 2017 di Suomitaly sarà svolta presso la città di Tampere (Finlandia), ospite del prestigioso Istituto musicale di Pirkanmaa. _ 65


Giovedì 22 giugno 2017 Auditorium Monteverdi | ore 21.15

Metamorfosi boreali Omaggio a Einojuhani Rautavaara

Laura Mikkola, pianoforte

B. Britten (1913 - 1976) dalle Six metamorphosis after Ovid Pan Giulia Baruffaldi, oboe

E. Rautavaara (1928 - 2016) Cantus Articus per pianoforte e suoni di uccelli registrati (trascrizione di Peter Lönnqvist) The bog Melancholy Swans migrating

ABBONAMENTO

Eterotopie Piano Festival MantovaMusica

J. Sibelius (1865 - 1957) 6 Improvvisi op. 5 Moderato Lento Moderato (alla marcia) Andantino Vivace Commodo

M. Ravel (1875 - 1937) Sonatina Modéré - Mouvement de Menuet - Animé Jeux d’Eau 66 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

prima esecuzione italiana

Narcissus Passionale Fuoco

La pianista finlandese Laura Mikkola, premiata nel 2002 al prestigioso Concorso Internazionale “Queen Elisabeth” in Belgio e da allora concertista di fama internazionale, presenta un omaggio al compositore finlandese Einojuhani Rautavaara, scomparso nel 2016. Rautavaara, nato nel 1928 è stato una delle figure più eminenti della storia musicale della Finlandia. Incoraggiato da Jean Sibelius allo studio della composizione, la sua formazione si è sviluppata nel segno della grande tradizione modernista del XX secolo, sotto la guida di Roger Session, Aaron Copland, e Vladimir Vogel (allievo a sua volta di Skrjabin e Busoni). Il pensiero musicale di Rautavaara, alimentato da una straordinaria ed originale capacità di fare propria una moltitudine di stili (dalla tecnica dodecafonica, al neoclassicismo, al neoromanticismo), ha come principali punti focali il richiamo della natura del Nord-Europa e una coscienza profondamente spirituale che si ricollega ad altre figure centrali del XX secolo, come Olivier Messiaen, Arvo Pärt, Henryk Górecki e Sofia Gubajdulina. Con un ironia tipica del popolo finlandese Rautavaara definitiva la propria parabola artistica parafrasando Winston Churchill: “se un artista non è un modernista quando è giovane, non ha cuore. E se è un modernista quando è vecchio, non ha cervello”. La popolarità della musica di Rautavaara al di fuori della Finlandia si deve soprattutto a Cantus

Articus per orchestra e canti registrati d’uccelli, e al Terzo Concerto per pianoforte e orchestra, commissionato ed eseguito, nella veste sia di direttore che di solista, dal grande pianista russo Vladimir Ashkenazy nel 1998. Laura Mikkola ha dedicato molta della sua attività discografica alla musica di Rautavaara, incidendo per l’etichetta Naxos tutta l’opera per pianoforte e pianoforte e orchestra, lavorando a fianco del compositore per quasi un decennio. Dedicataria di molte sue opere, per Eterotopie piano festival la Mikkola eseguirà per la prima volta in Italia la trascrizione pianistica di Cantus Articus, affiancando a questo imponente quadro altri lavori virtuosistici come Passionale, Narcissus e Fuoco. Completano il suggestivo programma i 6 Impromptus op. 5 di Jean Sibelius, pagine affascinanti e di raro ascolto, e due capolavori di Maurice Ravel come Jeu d’eau e la Sonatine. _


Venerdì 23 giugno 2017 Madonna della Vittoria | ore 21.15

METAMORFOSI DEL SEGNO dall’Alhambra a Escher e ritorno

Takuya Otaky, pianoforte con Giovanni Pasetti

B. Britten (1913 - 1976) dalle Six metamorphosis after Ovid Bacchus Giulia Baruffaldi, oboe

TAKUYA OTAKI, pianoforte (Primo premio Concours International de Piano d’Orleans, 2016)

ABBONAMENTO

Eterotopie Piano Festival MantovaMusica

G. Pasetti Dall’Alhambra a Escher

H. Parra (1976) Caricies cap al blanc (Etude no.2) Una pregunta (Etude no.5)

Con la collaborazione di:

M. De Falla (1876 - 1946) El Amor Brujo (L’amore stregone) Pantomima Danza del terror Escena Cancion del fuego fatuo El circulo magico A media noche Danza Ritual del Fuego Fantasia Baetica

68 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

Cosa uniscono la Spagna, Escher ed il giovane talento giapponese Takuya Otaki? L’inizio della parabola artistica di Escher passa per uno luoghi più suggestivi della la Spagna araba: il complesso residenziale dell’Alhambra. In quel luogo, nel 1926, l’artista olandese scoprirà quella tecnica delle tassellature che contraddistinse la sua produzione, ovvero quel procedimento decorativo, per cui forme attratte che si replicano simmetricamente, quasi all’infinito, vengono sottoposte a trasformazioni isomorfe, rotazioni, traslazioni, riflessioni. Ci guiderà in questo percorso nel meraviglioso Giovanni Pasetti. In campo musicale, nel XIX secolo, la Spagna, il suo folclore, i suoi colori, rappresentarono per i compositori di tutta europa una sorta di lezione di libertà improvvisativa, un bacino di “languori” e “accensioni improvvise”, al quale attinsero Liszt, Rimsky-Korsakoff, Debussy, Ravel e poi ancora Stravinsky. Lo spagnolismo contribuì certo a sviluppare, a trasformare parte del linguaggio musicale del XIX secolo, ma è anche vero il contrario. Gli autori francesi influirono sensibilmente sulle pratiche creative dei compositori spagnoli, tra cui Manuel De Falla (Cadice, 1876 - Alta Gracia, 1946), considerato l’impressionista spagnolo e protagonista del recital del giovane pianista giapponese, Takuya Otaki, vincitore della XII edizione del Concorso Internazionale pianistico d’Orleans. La musica di Hector Parra, tra i compositori ibe-

rici di oggi di maggior rilievo, trae spunto, invece, come molte delle poetiche contemporanee, da una quantità di riferimenti extra musicali che vanno dalla dalla biologia, alla fisica delle stringhe, alla pittura e scultura. I due brani, qui presentati per la prima volta in Italia, tratti dal ciclo degli Studi d’Arte riferiscono a due importanti figure dell’arte contemporanea: Jaume Plensa e i quadri astratti di Gerhardt Richter. Il Concorso Internazionale Pianistico d’Orleans, dal 1994 è aperto a pianisti di tutto il mondo, con l’obiettivo di seguire l’inizio e lo sviluppo della carriera concertistica dei giovani talenti ai quali vengono assegnati i numerosi premi. Competizione dedicata esclusivamente al repertorio pianistico del XX e XXI secolo e unico nel suo genere in Europa, è affiliata alla Federazione Mondiale dei Concorsi. _

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Sabato 24 giugno 2017 Madonna della Vittoria | ore 21.15

METAMORFOSI DELLA MATERIA SONORA

Alfonso Alberti - Anna D’Errico due pianoforti

B. Britten (1913 - 1976) dalle Six metamorphosis after Ovid Niobe Giulia Baruffaldi, oboe

G. Ligeti (1923 - 2006) Tre pezzi per due pianoforti Monument Selbst portrait with Reich and Riley (and Chopin in the Background) Bewegung

ABBONAMENTO

Eterotopie Piano Festival MantovaMusica

F. Gardella (1979) Di rami e radici Alfonso Alberti, pianoforte E. Poppe (1969) Thema mit 840 Variationen Anna D’Errico, pianoforte solo

S. Sciarrino (1947) Due notturni crudeli Anna D’Errico, pianoforte G. Pesson (1958) Excuse my dust Alfonso Alberti, pianoforte J. Brahms (1833 - 1897) Variazioni su un tema di Haydn per due pianoforti

70 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

L’arte della variazione è certo una della pratiche compositive più antiche. Essa ripercorre tutta la storia della musica, in forme e modi che attestano immediatamente l’evolversi del linguaggio, degli stili, del gusto musicale. Nel concerto del duo pianistico formato da Alfonso Alberti e Anna D’Errico, oggi tra gli interpreti più attivi nell’ambito della musica contemporanea, l’idea di “variazione” viene per così dire indagata musicalmente sotto angolature molto differenti tra di loro. I pezzi di György Ligeti per due pianoforti sono l’emblema di un'idea di trasformazione, secondo le stesse parole dell’autore, che vede come punto di riferimento l’opera dell’artista olandese Maurits Escher, di cui i pezzi di Ligeti paiono realmente una realizzazione acustica. Quel gioco illusorio permea anche le 840 Variationen di Enno Poppe, che secondo le parole dell’interprete sono un funambolico studio sul ritmo, un montaggio fast-forward di 840 deformazioni ritmicoarmoniche dello stesso frammento, che sfida la percezione dell'ascoltatore espandendone le possibilità come in un paradiso artificiale. L’idea di trasformazione sta alla base anche del brano Di rami e radici di Federico Gardella nel quale, attraverso l’utiizzo contrapposto del pianoforte e del pianoforte preparato, si ha come la costruzione di un mondo sonoro alla rovescia, di capovolgimento della prospettiva d’ascolto. I due Notturni Crudeli di Salvatore Sciarrino costituiscono invece un completo stravolgimento del

genere del notturno, una trasformazione radicale caratterizzata da una scrittura al limite dell’ineseguibile e che suggerisce piuttosto l’incubo. A queste due opere paradossali viene contrapposto probabilmente il brano più corto, e quindi meno variato, della storia della musica: Excuse my dust del compositore francese Gèrard Pesson. Chiudono il cerchio le monumentali 9 Variazioni su un tema di Haydn di Johannes Brahms. L’an-

tica arte della variazione trova in Brahms (così come in Bach e in Beethoven) artigiano, genio ed innovatore in una sorta di glorificazione della variazione stessa: nell’ultima delle nove variazioni appare infatti una passacaglia, consistente in un breve basso che si ripete sempre uguale, sul quale vengono costruite variazioni sempre rinnovate in una vera e propria variazione della variazione. _ 71


Domenica 25 giugno 2017 Madonna della Vittoria | ore 21.15

METAMORFOSI DEL MITO Viaggio nella Grecia contemporanea in bianco e blu

Erato Alakiozidou, pianoforte e con Alessandra Lovatti Bernini

ABBONAMENTO

Eterotopie Piano Festival MantovaMusica

T. Antoniou (1935-) Sieben rhytmische tanze (2000) G. Couroupos (Atene, 1942) Opus 43 13/8 with love (1984) Always with love (2016) 11/8 with passion (2016) (prima esecuzione assoluta)

G. Koumendakis (Creta, 1959)

Mediterranean Desert (1998-2000) Grouper Praying Mantis The Caterpillar and the treble-bar of L. van B. Three Mediterranean herbs: Thyme, Mint, Sage C. Tsoupaki (Pireo, 1963) Lasting sounds of a deep sea (1988) 72 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

A. Nasopoulou (Atene, 1972) Olinda (hidden city) Eudoxia (sky city) V. Kitsos (Lamia, 1972) ... Of every breath… (2016) (prima esecuzione assoluta)

I. Papadatos (1960) Rising from the sea (Anadyomene) op. 108 (2016) (prima esecuzione assoluta)

G. Kyriakakis (Creta, 1967) Alfred auf Yaros (2016) (prima esecuzione assoluta)

L. Hatzileondiades (Con) Sequences / In a Yannis Constandinides style, op. 84 (2011)

In un momento storico e umano che trova la Grecia in un passaggio cruciale della propria storia, Eterotopie piano festival ha voluto dedicare un evento alla musica ed alla cultura contemporanea ellenica. Protagonista di questo percorso la pianista Erato Alakiozidou che da molti anni si impegna nella diffusione della musica contemporanea del proprio paese in tutta Europa. Il programma, un percorso in bianco e blu, come lo ha voluto definire la pianista greca, è una novità assoluta per la città di Mantova. Si alternano numerose prime esecuzioni di giovani autori greci, affiancate a figure come quelle di Theodore Antoniou (1935-) e George Koumendakis che rappresentano il trait d’union tra la tradizione musicale greca, ispirata in maniera significativa alla musica popolare, e la grandi avanguardie, soprattutto francesi e tedesche, che si riunivano in quella fucina di idee e di nuova musica che è Darmstadt. Di notevole interesse anche i due brani di due compositrici come Calliopi Tsoupaki (Pireo, 1963) nel cui Lasting sounds of a deep sea si possono ascoltare raffinate sonorità che richiamano la tradizione del medio oriente; e l’ateniese Aspasia Nasopoulou, i cui due brani sono ispirati alle Città Invisibili di Italo Calvino. Ad unire questo percorso, con la cura della giovane grecista mantovana Alessandra Lovatti Bernini, una piccola antologia di poesie di Yiannis Ritsos (1909-1990) probabilmente il più grande poeta greco contemporaneo, di cui la Bernini ha curato alcune traduzioni. _

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Lunedì 26 giugno 2017 Madonna della Vittoria | ore 21.15

Trasformazioni, trascrizioni, trasgressioni

P. Glass (1937) Quattro Metamorfosi per pianoforte solo Four Mouvements per due pianoforti K.H. Pillney (1896 - 1980) Eskapaden eines Gassenhauers Buffonate di una canzonetta Variazioni parodistiche per ascoltatore con senno e per burloni musicali per pianoforte a quattro mani W. Lutoslawsky (1913-1994) Variazioni su un tema di Paganini per due pianoforti

74 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

Ebony piano duo Maria Ala-Hannula, Leonardo Zunica Amadeus piano Duo Valentina Fornari, Alberto Nosè

ABBONAMENTO

Eterotopie Piano Festival MantovaMusica

Gli Ottomani

G. Bryars (1943) Out of Zalesky Gazebo per due pianoforti a otto mani I. Stravinsky (1882 - 1971) Suite da L’Uccello di Fuoco (trascrizione per due pianoforti a otto mani di Gabrio Taglietti)

L’appuntamento finale del percorso estivo di Eterotopie piano festival presenta un programma assai variegato. Protagonisti prima singolarmente poi a due pianoforti Ebony Piano Duo (formato da Leonardo Zunica e Maria Ala-Hannula) e Amadeus piano duo (composto da Valentina Fornari e Alberto Nosè) che insieme formano il progetto Gli Ottomani. Il concerto si apre con due cicli di composizioni di Philip Glass: la terza e quarta delle Four Methamorphosis per pianoforte solo nate come musiche di scena per una pièce teatrale basata sulla novella di Kafka; a seguire i quattro brani che formano i Four Mouvements per due pianoforti, un divertissement nel tipico stile di Glass, caratterizzato da ritmi in continua variazione e una vena melodica accattivante. Seguono le Variazioni per due pianoforti sul celebre tema del XXIV Capriccio di Paganini del compositore tra i maggiori della Polonia degli ultimi 50 anni, Witold Lutoslawsky, un brano sontuoso e di grande effetto. Le Eskapaden eines Gassenhauers (letterlamente Buffonate di una canzonetta) del compositore austriaco Karl Hermann Pillney sono una sorta di caso musicale nel repertorio a quattro mani. Un tema, la cui banalità è cesellata con gran cura, si trasforma a dispetto di qualsiasi previsione in alcuni dei brani più celebri della letteratura pianistica e musicale, da Bach a Liszt passando per Schönberg…

Il concerto di chiude con due lavori per 2 pianoforti a otto mani. Out of Zalesky Gazebo è un lavoro del compositore inglese Gavin Bryars, la cui notorietà è ormai di scala planetaria. Il brano è curiosamente ispirato a due figure immaginarie di investigatori, Poggioli e Zalesky. Il primo cerca goffamente di risolvere i casi tentando diverse soluzioni fino ad incappare in quella giusta. Zaleski è, al contrario, “un modello di puro raziocinio, sempre rinchiuso nel suo studio, ascoltando un

aria d’opera, e fumando hashish”. Le due personalità sono ben riconoscibili all’interno del pezzo… Trascrivere un pezzo orchestrale come l’Uccello di fuoco di Igor Stravinsky è una sfida non nuova, ma comunque avvincente. Commissionato dal progetto Gli Ottomani al compositore cremonese Gabrio Taglietti, questo adattamento restituisce, in una veste più intima, tutta la ricchezza e la vitalità di una composizione che ha rivelato il genio assoluto del compositore russo. _

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Sabato 1 luglio 2017

CARINHOSO

Parco delle Bertone | ore 21.15

Alessia Martegiani, voce Maurizio Di Fulvio, chitarra Ivano Sabatini, contrabbasso Walter Caratelli, percussioni, batteria

Abbonamento

Società della Musica MantovaMusica

Con la collaborazione di:

A. Jobim (1927 - 1994) Chega de saudade

E. Nazareth (1863 - 1934) Odeon

Sting (1951) Fragile

A. De Curtis (1898 - 1967) Malafemmene

A. Viana “Pixinguinha” (1897 - 1973) Carinhoso

S. Wonder (1950) Isn’t she lovely

E. Di Capua (1865 - 1917) I te vurria vasà

C. Velázquez (1916 - 2005) Besame mucho

A. Piazzolla (1921 - 1992) Oblivion

R. Menescal (1937) O’ Barquinho

M. Di Fulvio (1964) Shaker

S. D’Esposito (1903 - 1982) Anema e core

L. Bonfà (1922 - 2001) Manhã de Carnaval

Z. Abreu (1880 - 1935) Tico tico

H. Villa-Lobos (1887 - 1959) Bachiana brasileira n. 5 76 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

Alessia Martegiani e Maurizio Di Fulvio jazz trio

Alessia Martegiani è una delle voci italiane più richieste ed apprezzate a livello internazionale. Si avvicina giovanissima alla musica con lo studio del pianoforte e del canto. Approfondisce a lungo la musica contemporanea e in particolare i ritmi e le sonorità latino-americane e afroamericane, effettuando tournèe in Brasile, dove collabora con importanti musicisti e si produce in

esperienze live e in studio. Ha studiato improvvisazione jazz con J. Clayton, J. Taylor, A. Jackson e si è laureata all’Università DAMS di Bologna. Maurizio Di Fulvio Trio è gruppo d’avanguardia, tra i più importanti della scena internazionale, in cui predominano eleganza strumentale, equilibrio tecnico-esecutivo e sound inconfondibile. Costituito da musicisti dalla solida preparazione e dotati

di equilibrato senso dell’estetica musicale, si esibisce in performance intense e cariche di pathos. Il programma del concerto, attraverso accostamenti singolari, presenta un’interpretazione elegante e trascinante del “choro brasileiro” e della tradizione napoletana e allo stesso tempo eclettica e pulsante attraverso l’esecuzione di standard “jazz e pop songs” _


Venerdì 7 luglio 2017

OTTONI ALL’OPERA

Palazzo d’Arco, Cortile d’onore | ore 21.15

Fabio Caggiula, tromba Fabio Codeluppi, tromba Angelo Borroni, corno Riccardo Gatti, trombone Giovanni Gatti, tuba

Abbonamento

Società della Musica MantovaMusica

G. Verdi (1813 - 1901) La Traviata “Si ridesta in ciel..” I Lombardi alla prima crociata Coro della sete

Con la collaborazione di:

78 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

Solisti dell’Orchestra dell’Opera Italiana di Parma

Nabucco Sinfonia Rigoletto “Quest’o quella” Ernani Preludio e coro di banditi

Trovatore Coro di zingari Ernani terzetto “Tu se’ Ernani” Nabucco “Va pensiero”

G. Bizet (1838 - 1875) Carmen Suite

Lo sapevate che gran parte de repertorio del Maestro di Busseto è stato, in realtà, portato al successo da autori del nostro secolo? Ebbene sì! La famosa espressione “Evergreens” va effettivamente presa alla lettera: sempre Verdi. Spesso canzoni famosissime non sono altro che canovacci, o bozze di arie non

terminate dal Maestro, utilizzate e portate al successo “a sua insaputa” spesso da musicisti ben lontani dall’ambiente melodrammatico/ risorgimentale. Il fine ultimo di questo progetto è di rivelare a tutti la verità, rimasta ormai da troppi anni sepolta sotto un turpe manto di squallide menzogne. _


Sabato 15 luglio 2017

SGUARDI SUL ’900

Parco delle Bertone | ore 21.15

Roberto Porroni, chitarra Adalberto Ferrari, clarinetto e C-melody (sax) Marija Drincic, violoncello Marco Ricci, contrabbasso

Abbonamento

Società della Musica MantovaMusica

Cuartet

D. Ellington (1910 - 1953) Suite: Sophisticated Lady Don’t get around much anymore Take the A train Satin Doll On a turquoise cloud Do nothing till you hear from me I’m beginning to see the light

A.C. Jobim (1927 - 1994) Tereza my love Wave Modinha Vivo sonhando Garota de Ipanema H. Lobo (1910 - 1965) Tristeza

B. Martino (1925 - 2000) Estate Con la collaborazione di:

D. Reinhardt (1910 - 1953) D minor swing Manoir des mes rêves E. Gismonti (1947) Salvador

80 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

Elaborazioni di R. Porroni

Cuartet è un originale ensemble di recente costituzione che intende proporre in una nuova dimensione timbrica la musica brasiliana e argentina del ‘900, con l’intento di valorizzare l’aspetto più colto della musica brasiliana di autori come Villa Lobos, Gnattali, Jobim, Gismonti, Pixinguinha e di proporre gli aspetti meno noti

della musica argentina di Piazzolla e Guastavino. La differente estrazione dei musicisti consente una visione davvero originale di questo repertorio e questa proposta sta incontrando significativi consensi in vari paesi europei presso i pubblici più diversi. Il loro primo CD “Brasilar” sta avendo grande successo. _


Venerdì 21 luglio 2017

SUPERCELLOS

Italian Cello Consort Anna Chierichetti, soprano

H. Villa Lobos (1887 - 1959) Bachianas Brasileras N. 1 Introdução (Embolada) Prelúdio (Modinha) Fuga (Conversa)

E. Ballario Preghiera

Bachianas Brasileras N. 5 Aria (Cantilena) Dança (Martelo)

Fuga Y Misterio

Palazzo d’Arco, Cortile d’onore | ore 21.15

Abbonamento

Società della Musica MantovaMusica

Grazie al sostegno di:

Anna Chierichetti, soprano

G. Sollima (1962) Con la collaborazione di:

Violoncelles, vibrez! Giovanni Ricciardi, Camilla Patria, violoncelli solisti

82 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

A. Piazzolla (1921 - 1992)

Il gruppo nasce col desiderio di promuovere le forme musicali legate all’ensemble di violoncelli senza limitazioni di organico anche in termini di numero dei partecipanti. Ufficialmente nato con un primo nucleo di 6 violoncellisti in occasione del festival “I suoni delle Dolomiti 2013” insieme al maestro Ezio Bosso, lo scopo del gruppo è quello di unire giovani e professionisti europei per molteplici scopi quali concerti, eventi, informazioni di corsi, concorsi e quant’altro legato al nostro meraviglioso strumento. Ulteriore scopo del gruppo è quello di realizzare eventi nei quali possa partecipare una vera e propria orchestra di violoncelli. Italian Cello Consort ha realizzato la tre giorni 29/31 dicembre 101 violoncelli per Genova con la direzione musicale del violoncellista Giovanni Ricciardi solista e co-fondatore di Italian Cello Consort con oltre 8000 persone di pubblico e 8 concerti e ampio consenso di pubblico e critica. Repubblica.it ha definito lo spettacolo di Italian Cello Consort. “Straordinario, in grado di emozionare e commuovere, spettacolo di qualita”. Alla manifestazione hanno partecipato musicisti provenienti da tutto il mondo. _

83


Venerdì 1 settembre 2017 Palazzo Te, Loggia di Davide | ore 20.45

PARIGI E LA BELLE EPOQUE Musiche della Ville Lumière tra Ottocento e Novecento

Abbonamento

Società della Musica MantovaMusica

J. Cras (1879 - 1932)

Impromptu-Caprice op. 9 pour harpe

Quintette pour Harpe, Flûte, Violin, Viola et Violoncelle I Assez animé II Animé III Assez lent

Grazie al sostegno di:

G. Ropartz (1864 - 1955)

84 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

Giovanni Mareggini, flauto Marco Bronzi, violino Christian Serazzi, viola Massimo Repellini, violoncello Davide Burani, arpa

G. Pierné (1836 - 1937)

Voyage au “Pays du Tendre” pour Flûte, Violon, Alto, Violoncelle et Harpe Embarquement - Fleuve: Inclination Villages: Petit Soins - Tendresse Empressement - Confiante amitié Perfidie – Méchanceté - Mer d’inimitié Soumission - Billets galants - Jolis vers Billets doux - Retour par Tendre

Club Mantova

Ensemble dei Salotti Musicali Parmensi

Prelude, Marine et Chanson pour Flûte, Violon, Alto, Violoncelle et Harpe

L’Ensemble dei Salotti Musicali Parmensi è composto da musicisti di primo piano della scena musicale italiana, docenti presso i Conservatori italiani e che possono vantare prestigiose collaborazioni (Filarmonica della Scala, Orchestra Mozart, Orchestra del Festival di Lucerna, Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, Filarmonica Toscanini, Solisti Veneti nonché presso prestigiosi complessi cameristici). L’Ensemble è stabile presso l’omonima Rassegna di musica da camera “Salotti Musicali Parmensi”, sostenuta da Fondazione Monteparma, il cui scopo è quello di ridare lustro alla grande tradizione musicale cameristica dei salotti della committenza nobiliare ed alto-borghese fra la metà del ’700 e gli anni ’20 del secolo scorso, riproponendola in una veste divulgativa ed attraente per il pubblico moderno. Il programma comprende alcuni dei più suggestivi brani di Gabriel Pierné, Guy Ropartz e Jean Cras, compositori francesi testimoni di un linguaggio tardo ottocentesco in cui riecheggiano atmosfere di musica popolare, di stili impressionisti e descrittivi. _ 85


Venerdì 15 settembre 2017 Palazzo Te, Loggia di Davide | ore 20.45

Donizetti, Rossini… il Buffo all’opera

Eugenio Leggiadri Gallani, basso-baritono Gabriella Orlando, pianoforte

G. Donizetti (1797 - 1848)

G. Rossini (1792 - 1868)

Udite, udite o rustici Da “L’elisir d'amore”

La calunnia Da “Il barbiere di Siviglia”

Zitta, zitta, non piangete Da “L'ajo nell'imbarazzo”

A un dottor della mia sorte Da “Il barbiere di Siviglia”

Mascalzoni! Sfaccendati! Da “Le convenienze e inconvenienze teatrali”

Delle donne l'arroganza Da “L’italiana in Algeri”

Abbonamento

Società della Musica MantovaMusica

Scelsi la via brevissima Da “Il furioso all'isola di San Domingo” Grazie al sostegno di:

La mia casa per modello Da “Rita ou le mari battu”

***

86 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

Miei rampolli, miei rampolli femminini Da “La Cenerentola” Sia qualunque delle figlie Da “La Cenerentola”

Il noto basso-baritono Eugenio Leggiadri Gallani, interpreta i principali personaggi maschili dell’opera buffa italiana, drammi giocosi, di origine napoletana, che raggiungono la massima popolarità nel 1700 conseguendo la perfezione con i grandi G. Rossini e G. Donizetti. La scrittura vocale presenta elevate difficoltà tecniche, massima velocità di articolazione oltre ad una spigliata e ironica verve interpretativa. La scrittura strumentale, invece, è asciutta, articolata, di un virtuosismo nitido e limpido. In programma quindi le più famose arie di Rossini e Donizetti con la collaborazione pianistica dell’ottima Gabriella Orlando. Rossini dilata le strutture dell’opera buffa conferendo ai lavori comici un’architettura imponente; tema fondamentale dei personaggi è l’inadeguatezza dell’uomo di fronte agli accadimenti, agli imbrogli in cui si trova coinvolto al di fuori della sua volontà. Le caratteristiche dell’opera rossiniana danno al genere quel respiro universale che i precedenti esempi mai erano riusciti ad avvicinare (a parte la grandezza di Mozart e di alcuni dei suoi personaggi in opere come Nozze di Figaro). Dopo Rossini l’unico compositore che ha lasciato capolavori nel genere comico è Donizetti che inserisce il pathos, l’elegia, il sentimento anche nell’opera buffa. Ne L’Elisir d’amore si dispiega, infatti, la miglior vena giocosa fatta di fresca invenzione, di spunti avvolti da malinconico lirismo; contestualmente la brillante vivacità del compositore si dispiega in alcune pagine di grande ironia. _ 87


Venerdì 22 settembre 2017 Madonna della Vittoria | ore 20.45

Capriccio Italiano per flauto e arpa

Mario Carbotta, flauto Paola Perrucci, arpa

G. Rossini (1792 - 1868) Introduzione e variazioni sul tema "di tanti palpiti"

S. Sciarrino (1947 viv.) Fauno che fischia a un Merlo

Abbonamento

Società della Musica MantovaMusica

G. Donizetti (1797 - 1848) Sonata 1. Largo 2. Allegro

G. Toja (sec. XIX) Notturno op. 9

Con la collaborazione di:

88 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

M. Perrucci (1934 - 2016) Aiperon

N. Rota (1911 - 1979) Sonata 1. Allegro molto moderato 2. Andante sostenuto 3. Allegro festoso

Sotto il titolo di “Capriccio italiano”, il titolato duo costituito dal flautista Mario Carbotta e dall’arpista Paola Perrucci, ha raccolto autori d’epoche diverse rappresentando, con esempi brillanti, l’eccellenza della tradizione nazionale in uno dei settori cameristici più raffinati ed esclusivi. Se nell’Italia dell’Ottocento fu l’opera a prevalere nel gusto del pubblico e nel fare dei compositori, ecco che di questa inclinazione risentono anche lavori strumentali come la vivace Sonata di Donizetti e come l’Introduzione e Tema con Variazioni di Gioachino Rossini, pagina scritta probabilmente nel secondo decennio del secolo, adottando come spunto generatore il celebre motivo “Di tanti palpiti” tratto dal melodramma “Tancredi” presentato a Venezia nel 1813. Il senso dell’intrattenimento guida pure una rarità come il Notturno di

Giovanni Toja, pubblicato a Milano nel 1830, anch’esso aperto all’utilizzo della variazione come tecnica decorativa e spunto bravuristico. D’epoca moderna invece è la singolare e luminosa Sonata di Nino Rota, che in questo lavoro del 1937 esibisce il suo stile ricercato: “Voce d’un Ravel italiano, arcaico, intimissimo”, ebbe a commentare Gianandrea Gavazzeni con lucida sensibilità. Mentre ai giorni nostri appartiene l’opera di Salvatore Sciarrino: “Fauno che fischia ad un merlo”, ispirata ad un dipinto di Böcklin data 1980 e si inserisce in una serie di prove nelle quali la smaterializzazione del suono, il suo frammentarsi in echi e presenze misteriose, ed in lucenti improvvise apparizioni, divengono tratti ricorrenti, caratteristici d’una fantasiosità sfuggente. _


Venerdì 29 settembre 2017

PLATERO Y YO

Madonna della Vittoria | ore 20.45

Vanessa Gravina, voce recitante Claudio Piastra, chitarra

Abbonamento

Società della Musica MantovaMusica

Grazie al sostegno di:

90 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

M. Castelnuovo Tedesco (1895 - 1968) Platero Allegretto molto mosso, trottando

Idilio de noviembre Quieto, dolce e tenero

El pozo Lento, misterioso

Golondrinas Vivace leggero e volante

Amistad Andantino grazioso

La flor del cammino Lento, quieto e semplice

Los gitanos Tempo di Habanera

La muerte Moderato, ma deciso e sinistro

Ronsard Andantino grazioso

Melancolia Andantino elegiaco

El canario vuela Molto moderato, ma leggero e volante

A platero en el cielo de Moguer Lento e meditativo

“Ci saranno ancora degli asini a Moguer? Domanda lecita per i lettori di Platero y Yo del grande poeta in ombra, Juan Ramòn Jiménez (Nobel per la letteratura 1956). Moguer è il paese dove è nato l’autore, Platero è l’asino più famoso della poesia del Novecento. Il libro maturato per molti anni, dal 1907 al 1916 è il ritratto interiore di un lirico che si interroga costantemente sulla vita e sul mondo. “Più che di un monologo poetico, si tratta di un dialogo fra il poeta e la natura... Il poeta si serve dell’asino per entrare nel mondo della natura e da lì conoscere la natura dell’uomo, a cominciare da se stesso...” (Carlo Bo edizione italiana 1991 - Passigli Editori). L’esecuzione è una selezione di brani tratti dai 28 che compongono l’opera omonima, scritta dall’eccelso compositore fiorentino Mario Castelnuovo Tedesco (1895-1968), a due anni dalla morte dell’amico poeta, nel 1960. Platero y yo spicca per singolarità, concepita per voce recitante e chitarra è un vero e proprio duo dove la parola viene trattata anche sotto l’aspetto musicale, con una precisa scansione nel tempo, fino a creare un affascinante e complesso intreccio tra le parti. Non dunque un testo con sottofondo musicale, magari d’impronta spagnola come la nazionalità del poeta farebbe supporre, né tanto meno una mera descrizione del testo. Suggeriamo di ascoltare l’opera con lo spirito suggerito dall’autore del testo: “questo non è un libro per bambini ma forse, per uomini bambini”. _


Domenica 8 ottobre 2017 Teatro Bibiena | ore 17.00

Abbonamento

Concerti della Domenica MantovaMusica

GRAN GALà LIRICO

I Vincitori della IX Edizione del Concorso Internazionale di Canto Lirico “Alfredo Giacomotti” Angiolina Sensale, maestro concertatore presenta Michele Nocera in collaborazione con Associazione Amici della Musica di Voghera

Grazie al sostegno di:

Sempre nella stupenda cornice del Teatro Bibiena, Giovani Talenti si cimentano in un programma operistico di grande effetto, eseguendo brani lirici fra i più amati dagli appassionati, diretti sapientemente dalla pianista Angiolina Sensale. Presenta il Dott. Michele Nocera noto critico e biografo della “Divina” Maria Callas. _

In alto a sinistra: Edvina Valijevcic In basso: Francesca Benitez 92 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

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Domenica 15 ottobre 2017

OPERA TANGO TRIO

Matteo Mignolli, flauto Mirko Satto, bandoneon Maddalena Murari, pianoforte

prima parte

seconda parte

E. Donato (1897 - 1963) El huracan

J. Plaza (1928 - 2003) Nocturna (arr. J. Grigg)

C. Gardel (1890 - 1935) Por una cabeza

J. D'Arienzo (1900 - 1976) Este es el rey (arr. J. Grigg)

J. de Dios Filiberto (1895 - 1964) Adios Nonino

E. Rovira (1925 - 1980) A Evaristo Carriego (arr. J. Grigg)

Teatro Bibiena | ore 17.00

Abbonamento

Concerti della Domenica MantovaMusica

S. Cosentino (1935) El nuevo tango Mirko Satto, bandoneon H. Salgán (1916) Don Agustin Bardi (arr. F. Castania) A. Lopez Buchardo (1882 - 1948) Germaine Grazie al sostegno di:

94 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

Matteo Mignolli, flauto V. Saparov (1947) Alla Tango Maddalena Murari, pianoforte E. Lecuona (1895 - 1963) Malagueña

C. Di Sarli (1903 - 1960) Bahia blanca (arr. J. Grigg)

A. Piazzolla Adios Nonino

I. Carrillo (1907 - 1966) Dos gardenias (arr. I. Dobrinescu)

P. Laurenz (1902 - 1972) Milonga des mis amores

A. Piazzolla (1921 - 1992) Milonga de la Anunciacion

A. Piazzolla Libertango

Quando la forza espressiva di un interprete come Mirko Satto al bandoneon si unisce agli echi del flauto traverso di Matteo Mignolli, il pensiero corre subito al mondo della musica sudamericana con un particolare riferimento al tango, genere che affonda le proprio radici proprio nell’incontro di queste due sonorità. Se poi a questo si aggiunge la ritmica percussiva del pianoforte, Maddalena Murari, si ha la perfetta sintesi tra intenzione e passione. Opera Tango nasce proprio dall’incontro di un gruppo di musicisti che vogliono comunicare le emozioni e le sensazioni dello spirito tanguero ripercorrendone gli aspetti più salienti. Ogni brano è un caleidoscopio di caratteri musicali: a volte giocoso, sinistro, sensuale, altre allegro o lamentoso, ma anche burlone, drammatico e sarcastico. L’ensemble “Opera Tango” ripercorrerà l’evoluzione di questo genere musicale passando dalle composizioni di Laurenz, Cosentino, Gardel, fino alla musica di Piazzolla e Jobim. _

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Domenica 22 ottobre 2017 Teatro Bibiena | ore 17.00

Recital “Giovani Promesse”

Abbonamento

Concerti della Domenica MantovaMusica

Grazie al sostegno di:

F. Schubert (1797 - 1828) Sonata D 959 in la maggiore Allegro Andantino Scherzo. Allegro vivace Rondò. Allegretto

F. Mendelssohn-Bartholdy (1809 - 1847) Sei romanze senza parole op. 102

F. Chopin (1810 - 1849) Scherzo n. 3 op. 39 Con la collaborazione di:

96 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

Andante Spianato e Grande Polacca op. 22

Marco Tariello, pianoforte

Marco Tariello, nato nel 1998, vive a Borgo Virgilio, alle porte di Mantova. Inizia lo studio del pianoforte all’età cinque anni e prosegue gli studi presso l’Accademia Pianistica di Mantova con il M° Leonardo Zunica. Nel 2016 si diploma con il massimo dei voti, la lode e la menzione presso il Conservatorio di musica F.E. Dall’Abaco di Verona nella classe di Adriano Ambrosini. Da sempre allievo dell’Accademia pianistica di Mantova partecipa alle attività didattiche seguendo le masterclass con Boris Petrushansky e Lovro Pogorelich. Fin da giovanissimo si è imposto in concorsi pianistici nazionali ed internazionali vincendo nel 2010 e nel 2014 il 1° premio al Concorso Internazionale Giovani Musicisti “Premio Antonio Salieri” di Legnago (VR); nel 2011 ha ottenuto il 1° premio al Concorso Strumentistico Nazionale “Città di Giussano” (MB); sia nel 2014 che nel 2015 il 1° premio al Concorso Nazionale “Città di Bardolino” e, negli stessi anni, il 1° premio assoluto al Concorso Internazionale “Giuseppe Acerbi” (MN); nel 2015 il 1° premio al Concorso Internazionale Pianistico “Premio D. Scarlatti” di Carpenedolo (BS). Altri riconoscimenti includono le borse di studio per meriti “Terenzio Zardini“ e il Premio Rotary Club Verona Nord. Nel 2016 ho ottenuto il primo premio nella sua categoria presso Virtuoso Piano Competition di Londra, debuttando alla Elgar Room della Royal Albert Hall insieme a pianisti e musicisti provenienti da tutto il mondo. Recente-

mente ha eseguito il Concerto N. 1 di Franz Liszt per pianoforte e orchestra presso il Teatro Ristori di Verona accompagnato dall’Orchestra del Conservatorio di Verona sotto la direzione di Pier Carlo Orizio, e si è esibito per la Rassegna Giovani Musicisti all’interno della Stagione degli Amici della Musica di Verona presso la Sala Maffeiana. Frequenta il corso di perfezionamen-

to presso l’Accademia Santa Cecilia di Bergamo con il pianista e didatta Konstatin Bogino, E’ stato recentemente selezionato come partecipante della masterclass tenuta dal M. Benedetto Lupo all’Accademia Musicale di Pinerolo. Il suo repertorio comprende molte pagine importanti di Beethoven, Schubert, Chopin, Liszt, Schumann, Debussy, Prokofiev, Rachmaninov. _

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Domenica 29 ottobre 2017

VIRTUOSI ALL'OPERA

Teatro Bibiena | ore 17.00

Abbonamento

Concerti della Domenica MantovaMusica

F. Danzi (1763 - 1826) Sinfonia Concertante op. 41 Allegro moderato Larghetto Allegretto polonaise A. Peri (1812 - 1880) Bizzarria E. Cavallini (1807 - 1874) Duo dall'opera Norma di Vincenzo Bellini Moderato-Andante sostenuto- Allegretto

Grazie al sostegno di:

C. Saint- SaĂŤns (1835 - 1921) Tarantella op. 6 P. Bottesini (1790 - ?) Andante e variazioni

98 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

Giovanni Mareggini, flauto Giovanni Picciati, clarinetto Marta Cencini, pianoforte

Il flauto di Giovanni Mareggini, il clarinetto di Giovanni Picciati in trio con la talentuosa pianista Marta Cencini si cimenteranno in un programma ricco di virtuosismo strumentale e lirismi ottocenteschi. Musicisti di chiara fama giĂ prime parti delle piĂš importanti orchestre italiane e amici di lunga data si ritrovano per fare musica ad altissimo livello divertendosi e divertendo. _


Domenica 5 novembre 2017

I LOVE PUCCINI!

Teatro Bibiena | ore 17.00

Paola Sanguinetti, soprano Davide Burani, arpa

Abbonamento

Concerti della Domenica MantovaMusica

G. Puccini (1858 - 1924) Salve del ciel Regina Aria sacra per soprano e organo

Senza mamma

Sole e amore Aria da camera E l’uccellino Aria da camera

È ben altro il mio sogno

Donde lieta uscì

Chi il bel sogno di Doretta - arpa sola

LA BOHEME

Valzer di Musetta - arpa sola* LA BOHEME Grazie al sostegno di:

O mio babbino caro GIANNI SCHICCHI

100 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

SUOR ANGELICA

IL TABARRO

In quelle trine morbide MANON LESCAUT

LA RONDINE

Vissi d’arte TOSCA

La voce toccante e passionale del celebre soprano Paola Sanguinetti e il virtuoso dell'arpa Davide Burani saranno impegnati in un programma di raffinata bellezza e raro ascolto. La scelta di utilizzare l’arpa per accompagnare i brani qui presentati non è casuale, ma è stata dettata principalmente da due motivi: il primo ha una sua precisa giustificazione storica. Infatti, si deve tenere presente che nell’Ottocento l’ascolto dell’Opera si allarga a fasce sociali sempre più ampie. In particolare la borghesia desidera raggiungere un decoro e un livello cultu-

rale che consolidino la sua sempre più forte posizione nella società; cercherà di ottenere questo anche attraverso la frequentazione di teatri e sale da concerto. Per favorire questa enorme richiesta di musica (teniamo conto che all’epoca non esistevano apparecchi elettronici che ne consentissero la riproduzione), gli editori musicali promossero una massiccia produzione di trascrizioni e riduzioni di brani d’opera e pezzi sinfonici per diversi organici cameristici – quali per esempio il pianoforte a quattro mani, il duo flauto e chitarra, e, appunto, l’arpa – che favorisse an-

che le esecuzioni nei salotti di casa di quanto si ascoltava fuori: è in questo ambito che prende piede e si sviluppa l’arte della trascrizione, che, da questo momento in poi, seguirà parallelamente l’evolversi della composizione musicale. Il secondo motivo nasce dal fatto che Giacomo Puccini utilizzò moltissimo l’arpa, strumento che trovò tra l’Ottocento e il Novecento un largo impiego in orchestra in virtù delle sue peculiarità timbriche, soprattutto nell’accompagnamento delle incantevoli arie delle sue straordinarie “eroine”. _


Domenica 12 novembre 2017

GRANDI INTERPRETI

Marcella Crudeli, pianoforte

Teatro Bibiena | ore 17.00

Abbonamento

Concerti della Domenica MantovaMusica

F. Chopin (1810 - 1849)

Variazioni brillanti Op. 12 Ballata n. 1 in sol minore Op. 23 Due Studi Op. 10 n. 3 e n. 12 Ballata n. 4 in fa minore Op. 52 *** Andante Spianato e grande polacca brillante Op. 22 Scherzo in si bemolle minore Op. 31 n. 2 Grazie al sostegno di:

102 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

Marcella Crudeli è considerata dalla critica internazionale uno dei più eminenti rappresentanti del concertismo italiano. Formatasi alle grandi scuole di B. Seidlhofer, A. Cortot e C. Zecchi, da anni svolge con grande successo un’intensa carriera in oltre tremila concerti in circa ottanta Paesi dei cinque continenti per conto dei maggiori enti concertistici. La Crudeli si cimenterà in un programma di monumentale bellezza incentrato totalmente sulla figura del più amato compositore romantico di tutti i tempi F. Chopin. _


Domenica 19 novembre 2017 Teatro Bibiena | ore 17.00

OMAGGIO A W. AMADEUS MOZART

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Concerti della Domenica MantovaMusica

W.A. Mozart (1756 - 1791) Concerto per pianoforte e orchestra KV 271 in Mi bemolle maggiore Allegro Andante Allegro Concerto per flauto e orchestra KV 314 in Re maggiore Allegro aperto Andante ma non troppo Allegro

Grazie al sostegno di:

104 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

Concerto per corno e orchestra KV 417 in Mi bemolle maggiore Allegro maestoso Andante Rondò

Orchestra Città di Grosseto Dariusz Mikulski, direttore e corno Maria Yavroumi, pianoforte Tommaso Benciolini, flauto

Dopo il grande successo riscontrato durante la prima edizione di MantovaMusica, torna anche quest'anno un concerto dedicato interamente alla figura di Wolfgang Amadeus Mozart. L'Orchestra Città di Grosseto, al suo debutto nel Teatro Bibiena, accompagnerà tre interpreti d'eccezione impegnati in altrettanti capolavori mozartiani. Aprirà il programma il Concerto per pianoforte in Mi bemolle maggiore KV 271 che vedrà come solista la pianista greca Maria Yavroumi. Composto nel gennaio 1777 da un Mozart ventunenne, è un lavoro di notevole valore per la freschezza e la varietà dell'invenzione melodica e per l'armonica fusione espressiva tra solista e orchestra. Con il nome della pianista a cui Mozart la dedicò, "Jeunomme", questo composizione è divenuta una delle pagine più conosciute ed eseguite del repertorio pianistico. Seguirà il Concerto per flauto in Re maggiore KV 314, che vedrà il ritorno al Teatro Bibiena del giovane flautista Tommaso Benciolini, già protagonista del concerto di omaggio a Mozart della Stagione 2016, accolto con unanime consenso da pubblico e critica. Il Concerto KV 314 è definito dal musicologo De Saint Foix potè scrivere su questa composizione: «... il trionfo della leggerezza: per sostenere il soffio aereo del flauto sembra che perfino i bassi divengano elastici e contribuiscano a rilanciare nell'aria le vive e fuggitive melodie». Chiuderà il programma il Concerto per corno in Mi bemolle maggiore KV 417: Mozart dedicò la

composizione a Ignazio Leutgeb, che era un valente strumentista salisburghese. Leutgeb nutriva una profonda ammirazione per Mozart, ma questi, pur stimandolo come cornista, lo considerava un ignorante e un superficiale. Sul frontespizio del secondo concerto, che apparve il 27 maggio 1783 a Vienna, è scritto: «A. Mozart ha avuto pietà di quell'asino, bue e pazzo di Leutgeb». Protagonista sarà il cornista rumeno Dariusz Mikulski, fondatore e leader della Symphonic Orchestra of the Great Philharmonics, che oltre ad eseguire la parte solistica del Concerto per corno dirigerà l'Orchestra Città di Grosseto per tutto il corso della serata. _

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Domenica 26 novembre 2017 Teatro Bibiena | ore 17.00

ANIMA ARGENTINA Duo Araba Fenice

Ivo Scarponi, violoncello Moira Michelini, pianoforte

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Concerti della Domenica MantovaMusica

A. Piazzolla (1921 - 1992) 3 tangos per pianoforte e violoncello: Michelangelo 70 Butcher’s Death Libertango Oblivion A. Ginastera (1916 - 1983) Pampeana Rapsodia n. 2 ***

Grazie al sostegno di:

A. Piazzolla Escualo Adios Nonino Le Grand Tango

106 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

Il duo Araba Fenice formato da due valenti artisti la pianista Moira Michelini e il virtuoso del violoncello Ivo Scarponi, sarà impegnato in un programma di musica argentina da Ginastera a Piazzolla. Musica struggente e a tratti malinconica, ma anche piena di quella vitalità e carica emotiva, energica che nel tango trova la sua ispirazione e il suo fine._


Domenica 3 dicembre 2017 Teatro Bibiena | ore 17.00

IL GRANDE GEORGE: OPERA E MAGIA! La grande lirica si intreccia all’illusione magica di un baritono fuori tono

Dario Giorgelè, baritono e... mago! Corrado Casati, pianoforte

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Concerti della Domenica MantovaMusica

C. Trenet (1913 - 2001) La mer F. Lehar (1870 - 1948) Maxime “La vedova allegra” W.A. Mozart (1756 - 1791) Madamina “Don Giovanni” G. Rossini (1792 - 1868) Le femmine d’Italia “L’Italiana in Algeri”

Grazie al sostegno di:

C. Porter (1891 - 1964) Were Thine That Special Face “Kiss me Kate!” G. Donizetti (1797 - 1848) Viva il matrimonio

108 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

E. Wolf-Ferrari (1876 - 1948) Quando un omo “I quatro rusteghi” N. Rota (1911 - 1979) È una cosa incredibile “Il cappello di paglia di Firenze” W.A. Mozart Diggi Daggi “Bastiano e Bastiana” G. Donizetti Udite,udite o rustici.. “L’Elisir d’amore” Mascalzoni… “Le convenienze e inconvenienze teatrali” W.A. Mozart Aprite un po’ quegl’occhi “Le nozze di Figaro”

Il Grande George è un concerto-spettacolo. Essenzialmente un recital di arie del repertorio buffo lirico italiano che però spazia anche nel campo dell’operetta (Lehar) e nel musical (Porter). Ma le arie che si succedono non sono avulse le une dalle altre: si racconta una storia, la storia appunto del Grande George. È il pianista che, oltre ad accompagnare con musica la performance del nostro protagonista, ci racconterà la sua vita,le sue donne, i suoi amori e contemporaneamente farà un po’ di storia della musica dell’opera buffa dal ‘700 al ‘900. Se pensate però al classico concerto con pianoforte e cantante in smoking siete fuori strada. Ogni aria ha una sua piccola coreografia, un suo costume, attrezzi che si succedono, piccole magie, giochi di abilità e ci sarà il tempo anche per dimenticare la voce e lasciarsi trasportare dai gesti mimici di George. Insomma un tenero “pastiche” adatto sia agli amanti della lirica, ma anche ad un pubblico vario e soprattutto ai bambini... Venire per credere! _

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Giovedì 7 dicembre 2017 Auditorium Monteverdi | ore 20.45

CHOPIN E LE SUE METAMORFOSI

Irina Chukowskaja, pianoforte

Musiche di F. Chopin

Eterotopie piano festival è onorato di ospitare Irina Chukovskaya, artista russa di grande prestigio e ed ammirata da musicisti del calibro di Mstislav Rostropovich e Maxim Shostakovich, figlio del grande compositore Dmitri Shostakovich. Irina Chukovskaya è nata a Tashkent (ExUssr, oggi Uzbekistan) da una famiglia di musicisti che amava l’opera di Verdi, Bizet e Tchaikovsky. Ha debuttato come solista con orchestra all’età di 7 anni, con il Concerto in Re maggiore di Haydn, e ha dato il suo primo recital a 13. Irina Chukovskaya si è formata presso la celebre Scuola Centrale di Mosca e al Conservatorio Tchaikovsky con i leggendari maestri Vera Gornostaeva, Stanislav Neuhaus e successivamente con Dmitriy Bashkirov. Nel 1980, come Irina Petrova, è stata premiata alla 10a edizione del Concorso Chopin di Varsavia. Nonostante l’interessamento internazionale e gli inviti a tenere recital in Europa, Irina Chukovskaya fu richiamata in Urss dall’allora Ministero per gli affari culturali. Tra il 1980 e il 1989 ha tenuto più di 400 con-

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Eterotopie Piano Festival MantovaMusica

110 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

certi nelle maggiori città e stati dell’Ex Unione Sovietica. Solo dopo il 1989 le fu permesso di esibirsi in altri paesi. He tenuto recital in Yugoslavia, Polonia, Israele, Italia, Svezia, Sud Corea, Grecia, Ungheria, Taiwan. Negli anni ’90 ha iniziato una lunga seria di concerti negli Stati Uniti (esibendosi in più di 25 stati in contratto con la Columbia Artist’s Management) e Canada. Ha eseguito i concerti per pianoforte e orchestra di Dmitri Shostakovich sotto la direzione del figlio del grande compositore, Maxim. Il suo sterminato repertorio comprende più di 40 concerti per pianoforte e orchestra e autori da Bach ai compositori russi contemporanei come Galina Ustwolskaja e Mikhail Kollontay. Nel 1999 è rientrata in Russia per ragioni familiari ed ha iniziato la propria carriera di docente come assistente del celebre didatta Lev Naumov. Oggi insegna presso il prestigioso Gnesin Russian Academy of Music. Di lei ha detto M. Rostropovich: “Irina Chukovskaya possiede grande virtuosismo, maestria del suono ed è una vera artista”. _


Domenica 10 dicembre 2017 Auditorium Monteverdi | ore 20.45

4th International Acerbi Piano and Chamber music Competition

Concerto finale dei premiati

INGRESSO GRATUITO

Eterotopie Piano Festival

112 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

Giunto alla quarta edizione l’Acerbi international piano and chamber music competition l’unica manifestazione del suo genere nata a Mantova negli ultimi anni. Ha richiamato giovani e giovanissimi interpreti da Giappone, Austria, Francia, Romania, Italia, con giurie formate da musicisti di livello internazionale. La propria finalità è quella di favorire lo studio e la conoscenza della musica classica e contemporanea tra i giovani dai 5 anni in su. _

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VOLTA MANTOVANA AGOSTO A CAVAION OMAGGIO A MARIA CALLAS

Comune di Volta Mantovana Salone delle Feste di Palazzo Gonzaga Concerti della Domenica 2017

A

ppena conclusa l'apprezzatissima collana invernale dei Concerti della Domenica al Teatro Bibiena di Mantova, quella di Volta Mantovana ne rappresenta con l'avvento della primavera, la naturale continuazione, resa possibile grazie all'impegno organizzativo del professor Stefano Maffizzoni e al sostegno dell'Amministrazione Comunale nella persona dell'attuale Assessore alla Cultura Dott.ssa Laura Parlato. La XIX Edizione dei Concerti della Domenica vanta artisti di fama internazionale che avranno il piacere di esibirsi, per un mese intero, nella preziosa ed elegante cornice del Salone delle Feste di Palazzo Gonzaga, sede del Municipio. Durante i concerti, i visitatori possono godere della musica stando comodamente seduti all’interno della stupenda sala cinquecentesca totalmente affrescata dal pittore neoclassico mantovano Paolo Zandalocca (1741-1828), o passeggiando tra i giardini all'italiana della villa, dove le note, se il vento lo permette, vengono trasportate. A disposizione servizio autobus da concordare con la segreteria di MantovaMusica per info 0376 35566. _

19 marzo | ore 17.00

2 aprile | ore 17.00

Omaggio a W.A. Mozart

Recital

Stefano Maffizzoni, flauto Enzo Ligresti, violino Silvestro Favero, viola Giuseppe Barutti, violoncello

Pietro Bonfilio, pianoforte

26 marzo | ore 17.00

Virtuosi all'Opera Salvatore Lombardi, flauto Giulio Tampalini, chitarra

9 aprile | ore 17.00

Gershwin: Rhapsody in Blue Trio Eliè Sabrina Dente e Annamaria Garibaldi, pianoforte quattro mani Elio Marchesini, percussioni

Agosto a Cavaion 2017 Giovedì 3 agosto | ore 21.00 | Villa Trabucchi

La Canción Española y la Zarzuela Eugenia Boix, soprano Anna Ferrer, pianoforte Musiche di E. Granados, G. Jimenez, J. Turina, P. Luna, M. de Falla Giovedì 10 agosto | ore 21.00 | Anfiteatro Corte Torcolo

Omaggio a Ennio Morricone Magnasco Movie Quartet Musica di E. Morricone

XVII°

Giovedì 17 agosto | ore 21.00 | Villa Cordevigo

Fabio Testi e le più belle Poesie d'Amore Poesia e Musica Lettura delle poesie a cura di Fabio Testi Stefano Maffizzoni, flauto Andrea Candeli, chitarra Musiche di Bizet, Machado, Piazzolla

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PREMIO CAVAION D’ORO A

Fabio Testi 114 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

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Direttore Artistico Prof. Stefano Maffizzoni Per info: tel. 340 8258834 dott.ssa Daniela Zanetti


mantovamusica i luoghi dei concerti

photo Š Manuela Benassi


MADONNA DELLA VITTORIA i luoghi storici

L

a chiesa fu edificata nel 1495 per volontà del marchese Francesco Gonzaga, che volle legare la costruzione dell’edificio alla vittoria da lui ottenuta sui francesi di Carlo VIII, al comando della Lega Veneziana, nella battaglia di Fornovo. Fu consacrata l’anno successivo. La responsabilità del progetto è da assegnare a Bernardino Ghisolfo, in quel periodo responsabile delle fabbriche gonzaghesche. La semplice facciata della chiesa, in stile tardo gotico, si affaccia sulla piazzetta di san Simone; presenta un fregio in terracotta che corre sotto il cornicione, sui lati visibili dell’edificio. L’apparato decorativo interno è rinascimentale, di ambito sicuramente mantegnesco: infatti una stretta relazione con le idee di Andrea Mantegna, con il suo gusto per l’antichità classica e per i marmi romani, è riscontrabile nell’effetto illusionistico della pittura che caratterizza l’intera navata della chiesa. La parete di fronte alla porta d’ingresso presenta ancora parti di una raffinata tappezzeria a finto cuoio cordovano ed è contro di essa che s’innalzava la pala mantegnesca della 118 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

Madonna della Vittoria. La pala, commissionata da Francesco II ad Andrea Mantegna, fu iniziata nel 1495 e terminata nel 1496, proprio come la chiesa che l’avrebbe poi ospitata e con la stessa motivazione. La trionfale composizione è inserita in un pergolato lussureggiante di fiori, frutta, uccelli, pietre preziose, dal brillante effetto cromatico. La Madonna in trono col Bambino è raffigurata mentre benedice Francesco II, guerriero inginocchiato a chiedere protezione. Attorno personaggi sacri: San Michele, San Giorgio, Sant’Andrea, San Longino e, ai piedi della Vergine, Santa Elisabetta e San Giovannino. Sulla base marmorea del trono si legge l’intera sequenza raffigurante la creazione dell’uomo, il peccato originale e la cacciata dal Paradiso terrestre. Questa splendida pala, tempera su tela, di grandi dimensioni (cm. 280x166), requisita dai francesi nel 1797, è oggi conservata al museo del Louvre. Recentemente, su una felice intuizione del direttore del Museo Civico di Palazzo Te, Ugo Bazzotti, sono stati scoperti, intatti, nelle dodici vele delle volte della chiesa, affreschi raffiguranti immagini di santi e beati.

La stupefacente scoperta delle volte non è visibile dalla navata della chiesa: un soffitto ottocentesco divide infatti l’aula inferiore dalla parte alta. In proposito resta acceso il dibattito tra sovrintendenti e studiosi sull’opportunità di rimuovere tale soffitto che, attualmente fa da pavimento agli spazi occupati dal soprastante asilo Strozzi Valenti Gonzaga. L’asilo trovò collocazione al piano superiore della chiesa dal 1899. Il piano inferiore, dopo varie utilizzazioni, fu sede, dal 1942 al 1986, prima di un’officina meccanica, poi del laboratorio di cromatura e nichelatura con bagni galvanici della ditta Staboli. Dal 2001 la Chiesa è stata affidata in concessione dal Comune di Mantova all’Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani, che si è assunta l’onere del risanamento e del recupero dell’edificio e che, grazie anche ai contributi di numerosi sponsor e del Ministero dei Beni culturali (attraverso la Direzione Regionale per i Beni Ambientali e il Paesaggio della Lombardia e la Soprintendenza per i Beni Ambientali e il Paesaggistici di Brescia, Cremona, Mantova), hanno restituito alla città, dopo anni di lavori, lo straordinario monumento, inaugurato il 5 settembre 2006. Da questa data la chiesa, diventata museo di se stessa, è aperta al pubblico e, utilizzata per conferenze, convegni, concerti e mostre temporanee, svolge una funzione di riferimento artistico e di aggregazione per la città e il territorio. _


sentito l’ammortamento della spesa di costruzione attraverso i proventi che sarebbero derivati dalla concessione dell’uso dei palchetti. E, certo allo scopo di stimolare le richieste in tale senso, fu prospettato dagli accademici un programma d’impiego della sala non limitato ad adunanze scientifiche, ma aperto anche a recite e a concerti.

TEATRO BIBIENA i luoghi storici

A

Mantova dopo il crollo del regime gonzaghesco avvenuto nel 1707, cui successe il governo della casa d’Austria, l’eredità spirituale fu raccolta dai Timidi, il cui sodalizio sopravvisse, oscillando per qualche tempo fra tendenze di gusto arcadico e sempre più vigorose suggestioni razionalistiche… …Nel 1766 il rettore dell’Accademia dei Timidi, conte Carlo Ottavio di Colloredo, inviò a Milano al plenipotenziario per la Lombardia austriaca, Carlo di Firmian, un ambizioso piano di trasformazione del vetusto ente letterario in un istituto di altro tipo, dotato di un’articolazione appoggiata a una molteplicità di competenze e largamente aperto a istanze di ordine scientifico, in piena aderenza, ormai, agli entusiasmi intellettuali del momento. Il Firmian, esaminato il progetto, lo trasmise con parere favorevole a Vienna per l’approvazione da parte dell’imperatrice Maria Teresa... …In attesa della deliberazione imperiale i Timidi decisero di demolire, nell’interno del palazzo, il

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teatrino cinquecentesco, nonché un assieme di vani contigui, e di creare nello spazio così ottenuto una sala solenne e capace da impiegare per sessioni pubbliche, cioè aperte alla cittadinanza. Animava nel contempo gli accademici mantovani la speranza di essere presto in grado di ricostruire l’intero palazzo per adeguare la sede alle esigenze nuove e pressanti che erano venute maturando. Nel marzo del 1767, mentre si provvedeva a demolire il vecchio teatrino, i Timidi stabilirono che anche la nuova sala dovesse presentarsi a guisa di teatro: un teatro non più a gradinata come quelli rinascimentali, ma a palchetti cingenti la platea in due ordini sovrapposti, secondo il genere di struttura inventato nel Seicento e che ormai imperava. D’altronde, una sala così formata avrebbe con-

Così fissati gli intendimenti, è logico che per i disegni dell’ambiente desiderato e per la realizzazione di esso i Timidi si rivolgessero a un esperto di creazioni teatrali. Presero accordi, infatti, con un architetto che in quel campo godeva della massima rinomanza: un Galli Bibiena, Antonio, membro tra i più geniali della famosa casata emiliana che, nell’arco dell’età barocca, aveva generato un folto gruppo di artisti consacratisi ad ogni settore dell’architettura, ma soprattutto specializzati nell’ideare con stupefacente e inesauribile fantasia interni di teatri, scene per spettacoli, apparati per fastose pompe. Con vivacità prodigiosa, pari alle risorse dell’estro, i Galli Bibiena, detti anche i Bibiena senz’altro, avevano percorso quasi tutta l’Europa, dall’Italia all’Austria e alla Francia, dalla Spagna alla Boemia, dalla Germania all’Olanda e all’Inghilterra, dal Portogallo alla Russia e alla Svezia, servendo preminentemente le Corti e destando ovunque, con le proprie opere, la più entusiastica ammirazione.

Nell’anno anzidetto 1767 erano ancora viventi e operosi, oltre ad Antonio, altri due dei Bibiena architetti: il fratello Giovan Maria e il nipote Carlo Ignazio, dimoranti entrambi oltr’Alpe. Unico Antonio, dunque, rappresentava in Italia la gloriosa stirpe. Quando gli accademici mantovani gli affidarono l’incombenza di progettare e di eseguire la loro sala, egli era già settantenne, essendo nato a Parma nel 1697, ma l’età avanzata non aveva diminuito la vigorosa capacità inventiva, cui era unita un’energia fisica sorprendente. Circa la detta sala è da dire che essa, ancor prima di venire concretata, ricevette la qualificazione di teatro “scientifico”, in rapporto con la finalità precipua che i Timidi si proponevano di assegnarle... …La sala voluta dagli accademici doveva essere sì un teatro, però sui generis, destinato quale era a manifestazioni da godere più con l’udito e con l’intelletto, che non attraverso la visione di allestimenti spettacolari. Si trattava addirittura di rinunciare al palcoscenico, inteso secondo la spaziosa accezione divenuta consueta nell’età barocca, e di collocare invece in fondo all’ambiente una tribuna. Antonio recepì il senso della committenza mantovana e concepì il concludersi dello spazio con un ritorno alla scena fissa: però una scena fissa configurata, con insolita formula, come una sorta di loggiato praticabile, teso frontalmente a due piani, cioè come due corridoi costruiti uno sull’altro, il che venne a donare all’ambiente una

singolare nota di circolarità, appena accennata nella mossa e sapiente sintassi della composizione architettonica generale. Il Bibiena adempì in soli due anni all’obbligo che nel 1767 aveva contratto coi Timidi: vi adempì anzitutto ideando lo speciale teatro che da lui si desiderava, poi dirigendone i lavori di fabbrica e infine, con abilità di pittore oltre che di architetto, affrescando personalmente gli interni de i numerosi palchetti con figurazioni monocrome, che sono pure esse documento prezioso dell’attività artistica dell’insigne maestro. Il 3 dicembre 1769 lo “scientifico”, finito di tutto punto, poteva essere inaugurato. La brillante soluzione data da Antonio al problema creativo postogli dagli accademici mantovani aveva generato non soltanto un gioiello squisito per gli equilibri fra movimento ed eleganza, ma anche un’opera da valutare come notevolissima nell’ampio quadro delle suddette sperimentazioni bibienesche e come una delle formulazioni architettoniche più significative del tardo Settecento europeo. Poco più di un mese dopo l’inaugurazione, il 16 gennaio 1770 il giovinetto Wolfgang Amadeus Mozart, appena quattordicenne, giunto a Mantova nel giro della sua prima tournée italiana, consacrava, per così dire, l’incipiente vita del leggiadro teatro “scientifico” dandovi insieme

col padre, Leopold, un memorabile concerto. Il 26 gennaio Leopold Mozart in una lettera inviata alla moglie parlava di quella serata e nel contempo descriveva lo “scientifico” con acuta percezione della realtà di esso: “Nella mia vita non ho mai visto nulla, nel suo genere, di più bello... Non si tratta propriamente di un teatro, bensì di una sala a palchetti, costruita sul tipo dei teatri d’opera. Ove dovrebbe trovarsi il palcoscenico sta una tribuna per chi suona; dietro di essa corre una galleria che somiglia a una serie di Palchetti ed è fruibile da parte degli spettatori”. Non poteva essere formulata una definizione più precisa. In Mantova il teatro accademico fu tra gli ultimi trionfi della fantasia barocca, prima del vittorioso sopraggiungere degli orientamenti neoclassici. _

Testo tratto da: Ercolano Marani, Il palazzo accademico di Mantova e teatro “scientifico” di Antonio Bibiena, in: Il teatro di Antonio Bibiena in Mantova e il Palazzo accademico, Mantova, E.M.M., 1979 121


AUDITORIUM MONTEVERDI AUDITORIUM CAVAZZONI i luoghi storici

I

l convento di Santa Maria della Misericordia era uno spazio, alquanto malandato, destinato a sede temporanea per vari istituti scolastici oppure una sede momentanea quando situazioni d’emergenza lo imponevano. Per i più, l’edificio era conosciuto come la vecchia caserma Palestro e quasi nessuno rammentava la precedente intitolazione a Ferdinando di Savoia immediatamente assegnata dopo il 1866 con l’ingresso di Mantova nel regno d’Italia. Gli austriaci, prima, la chiamavano semplicemente caserma di San Barnaba: caserme Sankt Barnaba. La nuova destinazione d’uso dell’antico convento era però stata decretata, nel 1797, durante l’occupazione francese. Oltre due secoli dopo, grazie all’intervento della Provincia, l’antico spazio virginale delle Servite è ritornato a fasti antichi per trasformarsi in «cittadella della Musica», per ospitare lo storico Conservatorio Campiani, la sua ricchissima biblioteca della musica, il museo degli strumenti musicali e un moderno e funzionale «auditorium». E il tutto è avvenuto con un intervento di recupero che ha restituito, con misura filologica, l’antico 122 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

spazio cinquecentesco, uno spazio che nonostante le multiformi utilizzazioni non aveva subito alterazioni drastiche. Dei tempi della caserma sono ora riemerse durante recenti saggi, nascoste da numerosi scialbi, le tracce di scritte che riferiscono del più recente stanziamento dei militari italiani. Negli ambienti che si affacciano sul chiostro si può così leggere: prigionia di rigore caporali e soldati, prigionia semplice caporali, spaccio, e una interessante mappa dell’Italia dipinta ad olio direttamente sull’intonaco. Nello spazio del grande refettorio, ripartito oggi in più ambienti, sopravvive sulle volte una dimessa decorazione floreale di primo novecento. Sulle lunette che chiudono il salone ricavato nel refettorio due allegorie militari, di modesta fattura, rimandano ancora alla stagione della vecchia destinazione militare. È proprio in questa sala, ancora da restaurare, che i saggi tecnici hanno portato

in luce lacerti della decorazione cinquecentesca realizzata da Gianfrancesco Tura. Le superfici esterne che si affacciano sul chiostro principale sono state già oggetto di un paziente restauro che ha fatto emergere testine di angeli, fasce decorative con girali vegetali, cornici rosse e gialle intorno alle finestre e alle ghiere degli archi, tondi con santi aureolati, sfingi dal volto di donna e il corpo di leone, delfini e amorini, papere e uccelli e, su fondo blu, il busto di un misterioso giovane dalla chioma bionda e fluente. Certamente poco per immaginare una impegnativa campagna decorativa che, probabilmente, aveva visto anche il coinvolgimento di Lorenzo Leonbruno. Ma ciò che più conta è che la realizzazione della Cittadella della Musica ha creato una esperienza di rigenerazione urbana che ha ridato dignità a un esempio tipico dell’architettura conventuale cinquecentesca. Il complesso delle Servite esprime

infatti, tuttora, la dimensione aggiornata introdotta dagli ordini mendicanti nella tradizione degli antichi monasteri. La disposizione generale segue comunque una tradizione che prevede l’opportunità di porre la chiesa vicino al chiostro, quest’ultimo circondato dagli altri edifici strategici del convento, con al piano terreno la sala del capitolo, la cucina, il refettorio e, al piano superiore, le celle. La restituzione del convento fa emergere pure antiche storie che rimandano alla sua fondazione. Nessun documento, purtroppo, ci fornisce informazioni esatte sui tempi del cantiere di Santa Maria della Misericordia o sull’architetto che ne diresse i lavori. Si può tuttavia presumere che possa aver usufruito dell’iniziale consulenza del prefetto delle fabbriche allora in carica: Bernardino Ghisolfo. Ma non fu solo l’iniziativa marchionale a promuoverne la costruzione quanto una serie di vicende legate alla religiosità popolare in auge nella città dei Gonzaga. A Mantova – così si narra – Benvenuta, sorella del terzo ordine dei Serviti, per intercessione della beata Elisabetta de Picenardi era uscita da un’inguaribile malattia e aveva dedicato ogni cura perché molte donne si riunissero in un luogo comune, per condurre una vita religiosa: era il giorno della festività della purificazione di Maria Vergine, il 2 febbraio 1482. È questa la data che si può assumere simbolicamente come momento di aggregazione del primo nucleo delle Servite. La data simbolica di fondazione della struttura dell’attuale via Conciliazione va posta invece al 2 febbraio del 1497, vale a dire al quindicesimo anno di costituzione della

piccola comunità di religiose. Allora solo otto suore avevano vestito ufficialmente gli abiti impegnativi del secondo ordine dei servi di Maria, un abito che prevedeva la clausura. Gradualmente, il monastero si dotò di una struttura funzionale, con un ampio refettorio, una camera del fuoco comune, un chiostro, opportuni parlatoi, camere di ricevimento, ghiacciaia, passetti, bugadera e altri servizi appropriati. Le maestranze dei cantieri ducali offrirono i loro servizi per l’abbellimento delle sale di rappresentanza, a cominciare dal refettorio. Anzi, sotto la centenaria coltre di colori, dovrebbe ancora sopravvivere parte di quei decori che Gianfrancesco Tura (Tura mantovano) vi realizzò. L’artista, come attestano i documenti, ricevette una mercede di “ducati vinti, a soldi 93 per ducato, per depinzere alle sore de Santo Barnaba, quali sono stà sborsati per il spectabile messer Iulio suprascripto, de comissione del prefato signor nostro”. Dunque anche Giulio Romano dovette dedicare al complesso religioso una non proprio fugace attenzione. La buona organizzazione del cenobio e la qualità abitativa degli spazi furono premiate con la vestizione nel monastero di molte donne di casa Gonzaga. Un grande intervento di rinnovamento architettonico che investe soprattutto la chiesa esterna avviene nel 1757: “incominciossi a rifabbricare la detta chiesa e si terminò come ella è al presente l’anno 1759”. Il corpo di fabbrica della chiesa, ortogonale alla strada, coperto da un tetto a due spioventi, affiancato da un campanile oggi scomparso, fu rinnova-

to anche nella facciata, grazie anche alla consulenza di Giovanni Maria Borsotto. Gli interventi modificarono radicalmente l’aspetto della chiesa esterna, delineando una navata unica con paraste e capitelli corinzi in stucco e ripartendo con fasce rilevate l’originaria volta a botte in mattoni. La chiesa interna conservò, invece, l’assetto originario, senza alcun adeguamento al gusto settecentesco. L’intervento realizzato in questi ultimi anni ha ridato dignità proprio a tale ambiente, trasformato in un auditorium che rifunzionalizza lo spazio senza intaccare le linee del luogo sacro. L’architetto Carmine Mastromarino ha anche lasciato in essere l’antica divisione tra le due chiese. Gli spazi della chiesa esterna, ravvivati dagli stucchi di Stanislao Sommazzi, hanno così riconsegnato un ambiente utilizzato, fino a pochi anni fa, come palestra scolastica. La chiesa restituita, sebbene spoglia delle preziose tele che la ornavano, diventa quindi oggi un ideale foyer che guida all’auditorium vero e proprio. I 40 metri di lunghezza delle due distinte navate emergono in tutta la loro autorevole dignità, frutto di una rivitalizzazione architettonica fino a pochi anni fa impensabile. Quello che sembrò, a metà settecento, il canto del cigno della “picciol compagnia” religiosa, quando si era alla vigilia di eventi che avrebbero cambiato per sempre l’organizzazione della comunità mantovana, riemerge ora limpido dalla polvere della storia. _ Gianfranco Ferlisi 123


PALAZZO D’ARCO CORTILE D’ONORE i luoghi storici

A

nticamente l’area del Palazzo d’Arco era compresa tra il monastero delle benedettine di S. Giovanni delle Carrette, la chiesa di S. Ambrogio, il convento di S. Francesco ed il lago. Qui ebbe probabilmente sede nel XII secolo il Palazzo Regio, segno dell’autorità del monarca del Sacro Romano Impero. Sembrano esserci tracce di quel palazzo verso via Portazzolo, dove la presenza di un muro di due metri di spessore dà l’idea di una torre demolita. Nel XIII secolo, dopo l’ampliamento della città portato a termine dal Pitentino, qui prese alloggio la famiglia Desenzani, che appoggiò quella degli Avvocati e la coinvolse in varie vicende, compreso l’assassinio del vescovo Guidotto. Anche per questo furono cacciati ed il palazzo fu demolito. Altra presenza fu quella della famiglia Tosabezzi (in origine Tosabecchi, ossia tosatori di capre), che arricchiti ed inurbati si erano specializzati nel commercio dei tessuti. Nel Quattrocento, verso la chiesa di S. Francesco, prese dimora la famiglia ferrarese dei Torelli, che nel 1459 ospitò per il concilio di Mantova il cardinale Bessa124 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

rione. Il lato opposto dell’isolato ospitò invece i fratelli Gian Ludovico e Giovan Francesco Gonzaga, della linea di Feltrino. Memoria rimane grazie ad un fregio (dovuto però ad Alessandro, loro pronipote) situato nella seconda stanza del padiglione di scienze naturali. Alla seconda metà del Quattrocento risale il vicino Palazzo dello Zodiaco, un tempo congiunto all’altro edificio da un corpo di fabbrica. Questi edifici, demoliti nel 1872, furono residenza gonzaghesca e casa di quell’Antonello da Napoli (marito di una Tosabezzi) che aveva richiesto l’intervento dell’architetto Luca Fancelli. Nel 1601 Alessandro Gonzaga (della linea di Corrado) risulta possessore del Palazzo dello Zodiaco. Alessandro morì nel 1625 senza eredi maschi, cedendo la parte del palazzo di sua pertinenza alla famiglia della moglie: gli Strozzi. La parte del palazzo

fino all’angolo di piazza d’Arco era invece proprietà di Giovan Francesco Cortona (che però risiedeva in contrada Monte Nero). Questo, nei suoi possessi di Cavallara, uccise Giovanni Cagni, suo servitore. Per questo fu condannato dal governatore di Viadana alla confisca dei beni. Cortona, che si era rifugiato fuori dal ducato, indirizzò al duca Vincenzo una supplica, promettendo la donazione della sua casa nella contrada della Serpe. La supplica fu accolta: l’edificio passò quindi a Vincenzo I che lo rivendette per 1000 scudi (un terzo del suo valore) al consigliere e segretario ducale Annibale Chieppio. Annibale, ministro del duca e conte dei feudi monferrini di Piovà, Cerreto e Castelvairo, ampliò il palazzo comprando una striscia di terra dall’orto dei Minori Osservanti di S. Francesco. Tracce della sua abitazione rimangono in via Portazzolo. Con gli ampliamenti del figlio Ludovico il palazzo nel 1652 possedeva ben 63 vani. Intanto una delle figlie di Alessandro Gonzaga aveva sposato il marchese Francesco Rolando dalla Valle, di famiglia monferrina, che riacquistò i beni del suocero (a quel tempo proprietà degli Strozzi e della Confraternita del Suffragio in S. Maurizio), tranne la parte acquisita dai Chieppio. Nel 1729 morì Giuseppe Maria Chieppio. Erede era il fratello Scipione, con l’obbligo di lasciare tutto al primogenito della sorella Teresa in caso di morte senza eredi, cosa che avvenne nel 1740. Per questo motivo la famiglia di Francesco

Alberto d’Arco e Teresa Chieppio prese dimora a Mantova nell’attuale Palazzo d’Arco, che venne rinnovato nell’attuale forma neoclassica con Giovan Battista Gherardo d’Arco, che nel 1783 si rivolse all’architetto Antonio Colonna. I progetti vennero cambiati parzialmente all’insegna dell’austerità con la soppressione di numerosi ornamenti. La facciata è ritmata dagli elementi verticali con capitelli compositi e dai marcapiani, mentre nel timpano compare l’aquila bicipite del Sacro Romano Impero con gli stemmi d’Arco e Chieppio. Nel 1872 il palazzo venne ampliato da Francesco Antonio d’Arco, acquistando dai marchesi Dalla Valle il palazzo ed il giardino collocati oltre l’esedra, raggiungendo così l’attuale, complessiva estensione di ottomila metri quadrati. Nel Novecento i danni dei bombardamenti non risparmiarono il palazzo, che venne restaurato tra gli anni 1946 e 1960. Ultimo illuminato passo fu la trasformazione della dimora in museo, come ricordato da una lapide infissa nell’atrio, secondo la volontà dell’ultima esponente della famiglia, la signora Giovanna dei conti d’Arco Chieppio Ardizzoni, marchesa Guidi di Bagno. La famiglia d'Arco La famiglia d’Arco, nominata per la prima volta in un documento del 1124 riguardante l’erezione del castello di Riva, dove si cita un “Fridericus de Archi”, probabilmente deriva dalla nobiltà tri-

dentina di gruppo latino ed ebbe rapporti con il Barbarossa e con il principe vescovo di Trento. Il castello di Arco fu costruito intorno al Mille come libero allodio della comunità valligiana. Nel 1186 i fratelli Federico ed Odorico d’Arco ebbero l’investitura dal principe vescovo Alberto. Durante il dominio del Trentino da parte di Ezzelino da Romano la famiglia (composta da 5 fratelli) cercò una difficile politica di equilibrio. Ma nel 1255 Trento insorse, la parte guelfa ebbe la meglio e la famiglia ottenne nuove ricompense. Negli anni seguenti il limitato sostegno alla Chiesa trentina determinò la perdita di alcuni possedimenti, poi recuperati grazie al vescovo Filippo Bonacolsi, zio di Guido, signore di Mantova. I rapporti con la città virgiliana si moltiplicarono con i Gonzaga: Antonio d’Arco sposò Orsola da Correggio (nipote di Guido Gonzaga) aprendo le porte ai commerci e al vicendevole scambio di doni [...]. Felici furono i rapporti con la marchesa di Mantova Barbara di Brandeburgo. Per il concilio di Mantova (1459) i d’Arco invitarono nella città dei Gonzaga molti principi tedeschi. Marmi pregiati scendevano dal Trentino per le fabbriche mantovane, mentre i d’Arco si facevano curare solo dai medici mantovani. Nel 1475 si celebrò il matrimonio tra Odorico d’Arco e Cecilia Gonzaga, nipote di Ludovico II (che era suo zio). Giunsero così a Mantova molti esponenti della famiglia trentina, e in particolar modo Andrea (fratello di Odorico), dal quale nacque il ramo mantovano della famiglia.

[...] La famiglia d’Arco prese a vivere stabilmente in Mantova, tra le mura del sontuoso edificio contiguo alla chiesa di San Francesco, solo dopo il 1740. In quella data infatti Francesco Eugenio ereditò i beni della madre, la nobile Teresa Chieppio, moglie di Francesco Alberto, decidendo in seguito di stabilirsi a Mantova assieme alla moglie Teresa Ardizzoni di Pomà. Tra l’altro Francesco Eugenio ebbe l’onore di accogliere Leopold e Wolfgang Amadeus Mozart in occasione della loro visita a Mantova del 1769, durante la quale inaugurarono il teatro Bibiena. A Francesco Eugenio seguì Giambattista Gherardo, uomo del secolo dei lumi. Fu lui a volere la renovatio del palazzo di famiglia nella solenne veste neoclassica studiata da Antonio Colonna. [...] La contessa Giovanna d’Arco Chieppio Ardizzoni, poi marchesa Guidi di Bagno, sposò nel 1905 il marchese Leopoldo di Bagno (Roma 1875 - Rimini 1931) e fu l’ultima esponente dei d’Arco. Ben presto, vedova e senza eredi, dedicò completamente la sua vita alla propria città e all’intento culturale della famiglia. Dopo aver arricchito le collezioni del palazzo e dopo aver ricoperto numerosissime e prestigiose cariche la marchesa si spense il 30 settembre 1973, lasciando alla “sua” Mantova il palazzo di famiglia con tutte le sue collezioni come nuovo museo per la città. _

(fonte: sito web del Museo di Palazzo D'Arco) 125


PALAZZO TE LOGGIA DI DAVIDE

Come già nella camera di Amore e Psiche, sono forti i riferimenti alla vicenda personale del committente. Federico II Gonzaga infatti, innamorato di Isabella Boschetti, già sposata, come Betsabea, accusa di complotto il marito di lei Francesco di Calvisano. Questi fugge, ma viene pugnalato di lì a pochi giorni, su probabile mandato di Federico. L’intero ciclo dunque può essere interpretato come una sorta di legittimazione, visto il precedente biblico, dell’adulterio e dell’omicidio commessi dal principe.

i luoghi storici

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a Loggia di Davide è uno spazio di passaggio tra gli appartamenti signorili, il cortile d’onore e il giardino. È uno degli ambienti più ampi dell’intero palazzo, dove si poteva soggiornare ammirando il giardino, un tempo ricco di fiori e piante, e le peschiere: per questo motivo ben rappresneta l’idea rinascimentale della vita in villa, fatta di ozio e riposo dalla responsabilità di governo. La struttura architettonica colpisce per l’ariosità dello spazio, che si apre verso il giardino con tre ampie arcate, poggianti su gruppi di quattro colonne, e con un fornice su pilastri quadrati, affiancato da due arcate cieche, verso il cortile d’onore. Notevole la ricchezza degli ornati plastici, tratti dal repertorio classico. La decorazione della loggia segue vicende complesse che si protraggono sino al XIX secolo. La ricca documentazione in proposito permette di sapere che inizialmente essa doveva ospitare busti di condottieri, tanto da essere citata anche come “loggia dei Capitani”. 126 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

Il nome attuale deriva invece dalla decorazione, fatta di stucchi e affreschi, che si svolge nelle due lunette di testa, nelle lunette del lato ovest e nei lacunari della volta a botte.

La loggia rimane a lungo incompiuta, come testimoniano disegni con specchiature e nicchie vuote, e nei secoli successivi numerosi sono gli interventi volti a completarla.

La realizzazione delle scene dedicate alla storia di Davide si protrae tra il 1531 e il 1534. Il protagonista di questo spazio del palazzo è dunque un eroe biblico esaltato per le sue virtù di condottiero e guerriero (Davide e Golia, Davide lotta contro un orso, Davide lotta contro un leone, L’incoronazione di Davide) ma anche per le attitudini poetiche (Davide suona la cetra). I tre ottagoni della volta narrano la storia di Davide e Betsabea: il re vedendo Betsabea al bagno se ne innamora e, non potendo sopportare di dividerla con il marito, manda quest’ultimo a morire in battaglia.

Nel XVII secolo viene realizzata la maggior parte delle statue di virtù poste nelle nicchie, opera poi completata nel 1805 con l’aggiunta di altre cinque statue la cui iconografia è tratta, come in precedenza, dall’Iconografia del Ripa. Tra il 1808 e il 1809 vengono realizzate, ad opera di Giovanni Bellavite, le specchiature sopra le nicchie e le porte. È qui arricchito, con bassorilievi a imitazione del bronzo, il tema principe delle Storie di Davide. _

SPAZIO STUDIO SANT’ORSOLA i luoghi storici

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ll’origine della chiesa ci fu l’opera di Margherita Gonzaga, che nel 1597 rimasta vedova del duca Alfonso II d’Este, decise di tornare a Mantova. Non volendo rimanere inoperosa alla corte del fratello Vincenzo, istituì un convento in contrada Borre e nel sobborgo di Pradella. Non soddisfatta di un semplice oratorio dedicato a Santa Margherita, diede incarico al prefetto delle fabbriche ducali, Antonio Maria Viani, di costruire un edificio religioso più grande e degno di quello allora esistente. Era l’anno 1608, anno nel quale Margherita decise altresì di prendere definitiva dimora presso il convento da lei fondato e destinato ad essere una corte parallela a quella ducale. La chiesa viene ultimata in quattro anni e dedicata a Sant’Orsola. Entrò, quindi, a far parte del complesso monastico omonimo composto da edifici alternati a chiostri, cortili, giardini, collegati attraverso portici e corsie. Vi erano ospitate cinquanta monache in ambienti e stanze al loro servizio, così come la duchessa Margherita

aveva a disposizione un proprio appartamento con stanze per le nobildonne che desideravano ritirarsi nel monastero per periodi limitati. Ad onore e merito di Margherita Gonzaga, si deve l’arricchimento iconografico dell’interno della chiesa. Ognuno degli altari sarà corredato da pale e quadri di pittori di grande valore: Domenico Fetti e sua sorella Lucrina, monaca essa stessa, Lodovico Carracci, Carlo Bononi, Antonio Maria Viani.

lio, gli antichi edifici monastici vennero demoliti. Dalla furia demolitrice si salvò sostanzialmente la sola chiesa di sant’Orsola che divenne edificio d’angolo tra l’antico corso Pradella e la nuova e moderna Via Bonomi, tracciata dopo le demolizioni degli anni trenta del XX secolo. La struttura ospita lo Spazio Studio S. Orsola, un ambiente di 500 metri quadrati con due sale di cui una attrezzata a teatro e attualmente luogo delle attività di Ars creazione e spettacolo. _

Tra il 1782 e il 1786 Giuseppe II soppresse, tra gli altri, il convento di Sant’Orsola. Il complesso di edifici, dopo esser stato caserma, venne adattato a ospitare l’ospedale civile cittadino. Quando quest’ultima funzione venne meno con la costruzione del nuovo ospedale in località Pompi127


CINEMA DEL CARBONE

PARCO DELLE BERTONE

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l cinema Oberdan è in via Oberdan 11, a pochi passi da Corso Umberto I, nel centro storico di Mantova. L’Oberdan ha una lunga storia come centro culturale e di aggregazione: prima spazio ricreativo per ragazzi, poi sala conferenze, poi ancora cinema, infine scuola di danza. Il Cinema del Carbone ha preso in gestione l’Oberdan dal gennaio 2012, con l’obiettivo di farne un punto di incontro e di proposta culturale per tutta la comunità mantovana. Da qui è nato il progetto di un luogo a sale mobili, uno spazio modulare con sale che cambiano pelle a seconda dell’uso: una parete si sposta, alcuni elementi compaiono o si nascondono, a seconda di quello che si vuole fare. Come in un caleidoscopio, un semplice movimento basta a cambiare colori, geometrie, dimensioni. Eppure, lo spazio resta uno solo, pronto a catalizzare idee e attività diverse, offrendo a ciascuna la dimensione ideale. _

128 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

l Parco delle Bertone è un Parco Giardino, tipico del periodo romantico. Vi si possono ammirare alberi esotici ed autoctoni che possono avere fino a 150 anni di età. Il parco comprende una zona boscosa, un piccolo laghetto, vari corsi d’acqua e una rete di sentieri e vialetti. Include anche 3 edifici di epoca ottocentesca: una villa padronale, delle scuderie e un edificio un tempo adibito a foresteria (al centro del boschetto si trova anche una ghiacciaia interrata dove un tempo veniva stivato il ghiaccio portato per fiume dalle zone montane). Il bosco contava un migliaio di alberi ma nel 1994 durante un fortunale circa un quarto furono rasi al suolo. La disposizione di alberi, sentieri e zone acquose non è naturale ma risponde a criteri architettonici e di suggestione. La vegetazione arborea è composta da specie esotiche (caratteristiche dei giardini ottocenteschi) e da altre più comuni. Si possono contare: pini neri, magnolie, tassi, querce, carpini, ba-

golari, platani, farnie, noci neri. Piuttosto raro un esemplare di ginko biloba di 200 anni e 40 metri di altezza. Il parco è gestito dal Parco Regionale del Mincio e ospita il Centro reintroduzione cicogna bianca attivato dal Parco del Mincio. Si tratta di un nucleo stabile di cicogne nidificanti ospitate in voliere e liberate dopo alcuni anni. Alcuni esemplari si stabiliscono permanentemente nel parco (come è possibile vedere in grandi nidi sulle cime degli alberi) e talvolta inducono esemplari selvatici a stabilirsi nella zona, altre migrano durante l’inverno per poi fare ritorno. Le Bertone sono aperte al pubblico nelle giornate festive da marzo a inizio novembre. _ [fonte: wikipedia] 129


Valter Favero (Orchestra d’Archi Asolana Veneta “Malipiero”)

mantovamusica artisti ospiti edizione_2016

Matteo Ferrari Bruno Canino

Antonino Fiumara

Carlo Cantini (Stefano Gueresi Trio)

Debora Fontanella (Accademia pianistica mantovana)

Andrea Cardinale (Magnasco Movie Quartet)

Fabio Gaddoni (Quartettto K)

Johanna Marie Ainomäe (Phoenix String Trio)

Giancarlo Cardini

Allievi del Liceo Musicale “Isabella d’Este”

Fulvio Chiara (Igor Palmieri Quintet)

Andrè Gallo Francesco Gardella (Magnasco Movie Quartet)

Davide Alogna

Caterina Chiozzi

Riccardo Giovine

Alessandra Aitini

Davide Ciruolo (Accademia pianistica mantovana)

Bertrand Giraud

Enzo Ciruolo (Accademia pianistica mantovana)

Chen Guang

Stefano Bagliano (Collegium Pro Musica) Nancy Barnaba (Quartetto Viotti) Alberto Battiston (Quartetto di Venezia) Anna Lisa Bellini Tommaso Benciolini Maria Cecilia Berioli (Quartetto Viotti)

Andrea Coen (Collegium Pro Musica) Egidio Collini (Quartetto K) Alice Cortegiani (Duo Essentia) Simone Daclon (Igor Palmieri Quintet)

Corrado Greco Stefano Gueresi (Stefano Gueresi Trio) Federico Guglielmo (Collegium Pro Musica) Claude Hauri Sandra Hiie (Phoenix String Trio)

Claudio Mansutti (Ensemble Variabile)

Joaquin Palomares

Marco Schiavo (Duo Schiavo-Marchegiani)

Sergio Marchegiani (Duo Schiavo-Marchegiani)

Federico Parolini

Alberto Martini (I Virtuosi Italiani)

Ion Perepelicnii (Caffè Concerto Strauss)

Claudia Schirripa (Accademia pianistica mantovana)

Stefano Martini (Quartetto K)

Piccoli Pianisti di Piano District

Angiolina Sensale

Anna Mastino

Cristian Pintilie (Caffè Concerto Strauss)

Vittorio Sicbaldi (Igor Palmieri Quintet)

Johanna Mattila (Archetti Sinfonici di Pirkanmaa)

Paola Pitagora

Grigory Sokolov

Stefan Popescu (Caffè Concerto Strauss)

Giampaolo Stuani

Franco Mezzena (Quartetto Viotti)

Tero Putkonen (Archetti Sinfonici di Pirkanmaa)

Stefan Milenkovich

Luigi Puxeddu

Marco Tariello (Accademia pianistica mantovana)

Ksenia Milyawskaaja

Massimo Quarta

Samuele Telari (Duo Essentia)

Anna Modenini (Accademia pianistica mantovana)

Luca Ranieri (Quartetto Viotti)

Seppo Varho

Federica Repini (Ensemble Variabile)

Luigi Verdi

Massimo Reppellini (Stefano Gueresi Trio)

Sebastiano Maria Vianello

Giovanni Mongiano Michele Nocera

Bruno Righetti (Trio del Garda)

Andrea Vio (Quartetto di Venezia)

Alberto Nosé

Raffaele Romano (Igor Palmieri Quintet)

I Virtuosi Italiani

Orchestra d’Archi Asolana Veneta “Malipiero”

Eros Roselli (Trio del Garda)

Angelo Zanin (Quartetto di Venezia)

Orchestra del Festival Internazionale “Omaggio a Maria Callas”

Andrea Rucli

Marco Dalpane

Horus Ensemble (Conservatorio di Musica “Lucio Campiani” di Mantova)

Annamaria Dell’Oste (Ensemble Variabile)

Erich Oskar Huetter (Collegium Pro Musica)

Ilaria Brognara (Accademia pianistica mantovana)

Fabio Di Casola

Silvia Ilves (Phoenix String Trio)

Antonio di Cristofano

Aki Kuroda

Gianluca Campi (Magnasco Movie Quartet)

Giancarlo di Vacri (Quartetto di Venezia)

Giovanni Leprino

Andrea Candeli

Ebony Piano Duo

Paolo Lungu (Caffè Concerto Strauss)

Nicola Padovani (Accademia pianistica mantovana)

Enrico Caniato (Accademia pianistica mantovana)

Domenico Ermirio

Alessandro Magnasco (Magnasco Movie Quartet)

Igor Palmieri (Igor Palmieri Quintet)

Sebastiano Bernocchi Cecilia Bianchi (Accademia pianistica mantovana)

130 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

Orchestra giovanile “Archetti Sinfonici” di Pirkannmaa (Tampere) Elena Padovani (Accademia pianistica mantovana)

Matteo Salerno (Quartetto K) Tuomas Salokangas (Archetti Sinfonici di Pirkanmaa) Paola Sanguinetti Linda Sarcuni Mauro Scappini (Trio del Garda)


mantovamusica

SocietĂ della Musica

Arti.Co

Diabolus in Musica

Sede Madonna della Vittoria via Monteverdi 1 - 46100 Mantova

Presidente Italo Scaietta

Presidente Giovanna Corradi

Presidente e Direttore artistico Leonardo Zunica

Direttore artistico Stefano Giavazzi

Direttore artistico Stefano Maffizzoni

Vice Presidente Riccardo Zunica

Amministrazione Simona Maffizzoni

Consiglieri Maria Ala-Hannula Glauco Zunica

Video e Foto Liceo Artistico di Mantova

Consiglio direttivo Davide Bardini Ivan Fiaccadori Giovanna Gamba Antonio Guidi

Grafica Manuela Benassi

Relazioni esterne Valerio Novara

Web Laura Gradella

Consulente musicale Andrea Zaniboni

Illustrazione Victor Cavazzoni

Web www.societadellamusica.it

Telefono 0376 355566 Segreteria Francesca Casella

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Con il sostegno di:

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Inner Wheel Mantova

Club Mantova

Club Mantova San Giorgio

Delegazione di Mantova Club Mantova Castelli

Club Andes di Virgilio Curtatone

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132 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani

Soroptimist International Club di Mantova

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mantovamusica appunti_

134 | STAGIONE CONCERTISTICA 2017

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Finito di stampare nel mese di gennaio duemiladiciasette da Leoprint, Bagnolo San Vito (Mn)

Profile for diabolus in musica

Mantovamusica 2017  

Mantovamusica 2017  

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