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MUSEO ARCHEOLOGICO

MUSEO STORICO MUSEO DI STORIA NATURALE CIVICO PLANETARIO MUSEO MANZONIANO GALLERIA COMUNALE D’ARTE


POLO MUSEALE DI PALAZZO BELGIOJOSO tutti i giorni dalle 9.30 alle14.00 Chiuso il Lunedì. Ingresso libero

Corso Matteotti, 32 - Tel: 0341/481248 E.mail: musei.scienze@comune.lecco.it

ORARI

MUSEO ARCHEOLOGICO MUSEO STORICO MUSEO DI STORIA NATURALE

Lunedì, Martedì e Sabato 9.30 - 12.00 (su appuntamento)

Corso Matteotti, 32 - Tel: 0341/481248 E.mail: musei.scienze@comune.lecco.it info@deepspace.it

ORARI

CIVICO PLANETARIO

Venerdì ore 21.00 Sabato e Domenica 1° turno ore 15.00 2° turno ore 16.30 Ingresso: intero 3,00 euro ridotto 2,00 euro Alla prima domenica di ogni mese ingresso omaggio per i bambini

POLO MUSEALE DI VILLA MANZONI Via Guanella, 1 - Tel: 0341/481247 - 481249 Fax 0341.369251 E.mail: segreteria.museo@comune.lecco.it

tutti i giorni dalle 9.30 alle17.30 Chiuso il Lunedì. Ingresso 5 euro

ORARI

MUSEO MANZONIANO GALLERIA COMUNALE D’ARTE

Ridotto 3 euro

PALAZZO DELLE PAURE tutti i giorni dalle 15.00 alle19.00 Sabato e Domenica dalle 14.00 alle 20.00 Chiuso il Lunedì. Ingresso libero

tutti i giorni dalle 15.00 alle19.00 Sabato e Domenica dalle 10.30 alle 12.30 Chiuso il Lunedì. Ingresso libero

ORARI

Piazza XX Settembre, 22 - Tel: 0341/286729 E.mail: segreteria.museo@comune.lecco.it

ORARI

SEZIONE DI ARTE CONTEMPORANEA, GRAFICA E FOTOGRAFIA

TORRE VISCONTEA SALE MOSTRE TEMPORANEE

Piazza XX Settembre, 3 - Tel: 0341/282396 E.mail: segreteria.museo@comune.lecco.it

www.museilecco.org


Si.M.U.L. Sistema Museale Urbano Lecchese In cinque musei la memoria del territorio Il SISTEMA MUSEALE URBANO LECCHESE (Si.M.U.L.) è un istituto culturale composto da cinque musei che compiono ricerche sul patrimonio culturale, materiale e immateriale del territorio dell’attuale Provincia di Lecco, lo acquisiscono, lo conservano, lo comunicano e lo espongono a fini di studio, educazione e diletto. Il Si.M.U.L. si propone di studiare e valorizzare, al servizio della comunità e del suo sviluppo, l’insieme delle testimonianze ereditate dalle generazioni passate e di favorirne la conoscenza. Si articola in due poli museali principali: Villa Manzoni (Museo Manzoniano, Galleria Comunale d’Arte, Sez. Separata d’Archivio e Biblioteca specializzata) e Palazzo Belgiojoso (Museo Archeologico, Museo Storico e Museo di Storia naturale-Civico Planetario), cui si è aggiunto di recente Palazzo delle Paure, che ospita le Sezioni di Arte contemporanea, grafica e fotografia della Galleria comunale d’Arte e spazi per le esposizioni temporanee. Fa parte del Sistema anche la sala mostre della Torre Viscontea. The territory’s memory in five Museums The Urban Museum System of the city of Lecco (Si.M.U.L) is a cultural institute made up by five museums that research about the cultural heritage, material and non-material, of the Province of Lecco. They acquire it, safeguard it, share it and they exhibit it for studies, education and delight. Si.M.U.L. wants to study and increase the value of all the findings inherited by the past generations, at the service of the community and his development, improving their knowledge. It’s made up by two main groups of museums: Villa Manzoni (Manzoni’s museum, Public gallery of art, Separate section of archive and specialized library) and “Belgiojoso Palace” (Archaeological museum, Museum of Natural History, Historical Museum and the Civic Planetary). Recently has been added “Palazzo delle Paure”, that hosts the sections of Contemporary Art, graphics and photography of the civic gallery of art and spaces for temporary exhibitions. The exposition rooms of the Visconti Tower are also part of the System.

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Palazzo Belgiojoso

Il complesso architettonico, secondo alcuni studiosi locali, venne edificato all’inizio del diciottesimo secolo dalla famiglia Locatelli, originaria della bergamasca Valle Imagna. Nel 1732 il registro del catasto teresiano descriveva il palazzo come “casa di abitazione del fattore” a cui era annessa una piccola proprietà agricola con un giardino. Negli anni seguenti il palazzo venne notevolmente ampliato, fino ad assumere l’aspetto attuale. Sul finire del secolo la proprietà passò nelle mani di Giovanna Mellerio, figlia del grande banchiere milanese Giacomo e moglie del principe Carlo Rinaldo Belgiojoso d’Este. Da allora l’esistenza del palazzo fu assai travagliata e contraddistinta, per più di due secoli, da continui passaggi di proprietà e fasi di decadenza alternate a momenti di rinascita e sviluppo. Nel 1923 il Comune di Lecco acquistò il palazzo. Nel 1927 vi fu trasferito il Museo Civico, che convisse fino al 1942 con altre istituzioni educative e culturali della città. Lo scoppio della seconda guerra mondiale riportò l’edificio e le attività museali in una situazione critica, che si sarebbe protratta fino al 1994, quando venne riaperto il Museo di Storia naturale. Con le recenti realizzazioni del Museo Archeologico, del Museo Storico e del Planetario, Palazzo Belgiojoso ha finalmente raggiunto la sua attuale fisionomia di completo polo museale storico e scientifico.

According to some local scholars, the architectural complex was built in the early eighteenth century by the Locatelli family, coming from Bergamo Imagna Valley. In 1732 the “teresiano” land register described the building as "dwelling of the farmer" with a small land and a garden attached. In the following years the palace was expanded and assumed its present appearance. At the end of the century the property passed into the hands of Giovanna Mellerio, daughter of the great banker Giacomo from Milan and wife of Prince Carlo Rinaldo Belgiojoso d'Este. From that moment, the existence of the building was troubled and characterized, for more than two centuries, by continuous changes of ownership and periods of decline, alternated with moments of rebirth and development. In 1923 the City of Lecco bought the building. In 1927 the Civic Museum was transferred in the building, and it coexisted with other educational and cultural institutions of the city until 1942. The outbreak of the Second World War brought the palace and the museum activities in a critical situation, which would last until 1994, when it was re-opened the Museum of Natural History. With the recent constructions of the Archaeological Museum, the Historical Museum and the Civic Planetarium, Palazzo Belgiojoso has finally reached its current appearance of complete historical and scientific museum complex.


Palazzo Belgiojoso Museo Archeologico Il Museo, inaugurato nel 2001, documenta gli insediamenti umani dal Paleolitico all’Alto Medioevo, presentando tutte le culture (Polada, Golasecca, La Tène, Romana) che si sono susseguite nel Lecchese. Tra i reperti esposti da notare i manufatti della Bagaggera di Rovagnate (Uomo di Neanderthal) e il menhir istoriato di Ello (età del Rame). L’allestimento utilizza un ricco corredo didascalico che illustra le modalità di rinvenimento dei reperti esposti e le loro funzioni d’uso, ricostruendo l’ambiente, l’abbigliamento e l’armamento dei diversi periodi. A fini divulgativi sono stati realizzati anche video, plastici, ricostruzioni e copie fedeli di oggetti secondo le tecniche dell’Archeologia Sperimentale. Il Monetiere, le Collezioni greche, etrusche e italiote e la sala della Metallurgia completano il percorso.

The Museum, first opened in 2001, shows the human settlements from Palaeolithic to Dark Ages, including all the cultures (Polada, Golasecca, La Tène, Romana) that followed one another in Lecco’s territory. Among the findings, very important are the relics of Bagaggera of Rovagnate (Neanderthal Man) and the decorated menhir of Ello (Copper Age). The outfitting has a wide range of descriptions that shows the discovery methods of the findings and their use, recreating the environment, the clothing and the weapons of various periods. Videos, scale models, reconstructions and accurate copies of objects have been created for educational purpose, according to the Experimental Archaeology Techniques. The coins, Greek, Etruscan and Italian Collections with the Metallurgy's room complete the tour.


Palazzo Belgiojoso Museo Storico Il Museo Storico di Lecco conserva una ricca collezione di documenti originali, lettere, fotografie, manifesti a stampa, giornali, armi e divise riguardanti la Storia moderna e contemporanea del territorio lecchese. Le attuali sale sono dedicate al Risorgimento, alla storia industriale e alla Resistenza: allestite secondo i moderni criteri museotecnici e museografici, esse documentano la storia sociale, economica, culturale e politica di Lecco e della sua provincia. Il percorso espositivo si articola attraverso l’esposizione di oggetti, documenti, armi, militaria e l’utilizzo di numerose postazioni multimediali interattive. La sala virtuale dell’Industria Lecchese, attraverso innovative metodologie informatiche, illustra i grandi poli industriali (in particolare quello della Valle del Gerenzone), gli imprenditori, le maestranze e le tecnologie che hanno fatto di Lecco una delle più importanti realtà industriali del Paese.

The Historical Museum of Lecco has an important collection of original documents, letters, pictures, posters, newspapers, weapons and uniforms linked to the modern and contemporary history of the local territory. The rooms are dedicated to Risorgimento, industrial history and the Resistence: designed according to the most recent techniques, they report the social, economic, cultural and political history of Lecco and its province. The path is made up by the exhibition of objects, documents, weapons, militaria and many different multimedia and interactive areas. The Virtual Room of Lecco’s Industry shows, through modern information technology, the big industrial hubs (in particular Gerenzone Valley), businessmen, manpower, technologies that made the city of Lecco one of the most important industrial realities of the Country.


Palazzo Belgiojoso Museo di Storia Naturale Il museo, nato nel 1888, mantiene ancora oggi l’impianto originario e consente di rivivere la cultura scientifica di fine Ottocento. L’allestimento costituisce infatti un’importante testimonianza storica di quali fossero la concezione museologica e le interpretazioni della natura dell’epoca. Alcune vetrine e composizioni naturalistiche, infatti, risalgono all’inizio del secolo diciannovesimo e fanno da cornice ad esemplari in genere dello stesso periodo. Le tre collezioni principali sono costituite da mammiferi, uccelli e pesci, cui si aggiungono anche numerosi esemplari di rettili, anfibi e insetti. La Paleontologia è rappresentata dalla sala del Lariosauro.

The museum, born in 1888, still has the original plan and allows to revive the scientific culture of the end of 1800s. The set up represents an important historical evidence of the museological concept and the interpretation of nature at that time. Indeed, some showcases and naturalistic compositions date back to the beginning of the 19th century and act as a frame for the specimens of the same period. The three main collections are made up of mammals, birds and fishes, to which are added numerous specimens of reptiles, amphibians and insects. Paleontology is represented by the room of the Lariosaurus.


Palazzo Belgiojoso Civico Planetario Il Civico Planetario è una struttura dipendente dal Museo di Storia naturale. Ăˆ dotato di un sistema di proiezione computerizzato di ultima generazione, di sala conferenze attrezzata per videoconferenze e di una collezione di apparecchi (cannocchiali, telescopi, ecc.) di diverse epoche e tipologie. Il Planetario organizza proiezioni, conferenze, osservazioni della volta celeste e seminari per adulti e studenti dei diversi livelli scolastici.

The Civic Planetary is attached to the Nature’s Historical Museum. It has a computerized projection system, a conference hall equipped for videoconference and a collection of devices (telescopes, scopes) of different periods and kinds. The Planetary organizes projections, conferences, observations of the celestial vault and seminars for adults and students of different age and level.


The Villa has been the main residence of Manzoni family for almost two centuries and part of the real estate properties owned by Alessandro on the territory of Lecco. The first of the Manzoni that lived in the house of Caleotto was the fourth-generation’s ancestor of the famous writer, Giacomo Maria. He lived at the time of the events of Promessi Sposi and his life reminds some characters and episodes of Manzoni’s masterpiece. All of his descendants lived in the Villa, and the father of the writer, Don Pietro, was born there on the 2nd July 1736. The Villa has a neoclassic setting, modestly elegant, with a front composed by mouldings of sandstone and includes a park, much smaller than the original, from where the fields (cultivated with grapes and mulberries) could be reached. The building, with all the other Lecco’s properties, was sold by Alessandro Manzoni in 1818 to Giuseppe Scola, rich silk craftsman. The Scola’s successors kept, at least at the first floor, the original look of the spaces and many pieces of furniture in the same position, allowing academics and public figures to reach this place, in order to visit the place where the most important novel of the italian literature was written.

Villa Manzoni

La villa è stata la residenza principale dei Manzoni per quasi due secoli e parte delle vaste proprietà immobiliari possedute da Alessandro nel territorio di Lecco. Il primo dei Manzoni che abitò nella casa del Caleotto fu il quadrisavolo dello scrittore, Giacomo Maria, la cui vita, contemporanea alle vicende dei Promessi Sposi, ricalca alcuni episodi e personaggi del capolavoro manzoniano. Tutti i suoi discendenti vissero nella villa e il padre dello scrittore, Don Pietro, vi nacque il 2 luglio del 1736. La villa presenta una struttura tipicamente neoclassica, sobriamente elegante, con una facciata scandita da modanature in arenaria, e comprende tuttora un parco, molto più piccolo dell’originale, da cui si accedeva al vasto fondo agricolo, coltivato a viti e gelsi. L’edificio, con tutti gli altri beni lecchesi, venne venduto da Alessandro Manzoni nel 1818 a Giuseppe Scola, un agiato industriale serico. Gli eredi di Giuseppe Scola mantennero sempre, almeno al piano terreno, l’aspetto originario degli ambienti e perfino moltissimi mobili e arredi nella medesima collocazione, consentendo a studiosi e personaggi pubblici di recarsi in pellegrinaggio negli ambienti che videro la gestazione del più famoso romanzo della letteratura italiana.


Villa Manzoni Museo Manzoniano In questa che fu la residenza di famiglia dal 1612, gli ambienti del Museo Manzoniano si snodano nel piano terra e conservano gli arredi originali. Luogo letterario per eccellenza, il Museo raccoglie dipinti, stampe, cimeli, autografi, costumi e le prime edizioni delle opere manzoniane. Un ricco apparato didascalico fornisce informazioni sulle vicende familiari, il rapporto tra Manzoni e Lecco, sulle sue opere, sull’iconografia de “I Promessi Sposi” e sulla nascita del mito dei “Luoghi Manzoniani”. Una sala è dedicata alla storia della società lecchese dal sec. XVII al sec. XIX, le cui caratteristiche fondamentali, conosciute da Manzoni nel corso della sua esistenza, non erano molto cambiate dall’epoca da lui scelta per tesservi la trama del suo romanzo. Fanno parte del percorso anche la cappella, con la Pala dell’Assunta del pittore Carlo Preda e le cantine, con i torchi da vino e una particolare “neviera”.

In the residence of the family since 1612, the rooms of the Museo Manzoniano occupy the ground floor and preserve the original furnitures. Literary place by excellence, the Museum collects paintings, prints, mementos, signatures, costumes and the first editions of Manzoni's works. A wide range of descriptions gives information about family affairs, the relationship between Manzoni and Lecco, his works, the iconography of "I Promessi Sposi" and about the birth of the "Luoghi Manzoniani"'s myth. A room is dedicated to the history of the Lecco's society from XVII to XIX, whose main characteristics, weren't changed a lot since the epoch Manzoni chose to develop the novel. The chapel, with the "Pala dell'Assunta" by the painter Carlo Preda, the cellars with the wine presses and a particular "neviera" are also part of the path.


Villa Manzoni Galleria Comunale d’Arte La Galleria Comunale d’Arte, posta al secondo piano di Villa Manzoni, ospita le collezioni artistiche del Patrimonio civico, ricco di quattrocento dipinti e duemila incisioni e stampe. Al suo interno si sviluppa un percorso espositivo suddiviso sia in ambiti tematici, sia secondo un ordine cronologico. L’itinerario prende vita a partire dalle opere di scuola lombarda del XVII e XVIII secolo: accanto a tele di carattere sacro, selezionate tenendo conto delle finalità didattiche del museo, compaiono dipinti di soggetto profano, come le allegorie di Piola e Nuvolone. Lo scenario artistico dell’epoca è completato da una serie di nature morte, soprattutto di scuola bergamasca, e pitture di genere del XVIII secolo, che spaziano dal gusto caricaturale al sorprendente filone dei “pitocchi”, rappresentato da un’opera della scuola di Francesco Cipper detto “Todeschini”. Si prosegue con due sale dedicate ai ritratti (Luchini, Bagutti, Molteni, Sottocornola, Todeschini) e al paesaggio lecchese (D’Azeglio, G.B. Todeschini, De Grada, Sora) tra Ottocento e Novecento.

The Civic Gallery of Art, located on the second floor in Villa Manzoni, hosts the art collections of civic heritage, made up by 400 paintings and 2000 engravings and prints. Inside it develops an exhibition path both in thematic areas and in chronological order. The itinerary begins with the works of Lombardy school between the XVII and XVIII centuries: next to sacred paintings, selected considering the educational aims of the museum, there are also paintings of profane subject such as allegories by Piola and Nuvolone. The artistic scenario of the time includes the series of still life, expecially from Bergamo’s school, and paintings of XVIII century that range from caricature to the surprising vein of "pitocchi" represented by a work of Francesco Cipper’s school, also known as "Todeschini". Next, there are two rooms dedicated to portraits (Luchini, Bagutti, Molteni, Sottocornola, Todeschini) and Lecco’s landscape (D’Azeglio, G.B. Todeschini, De Grada, Sora) between 1800s and 1900s.


Palazzo delle Paure Galleria Comunale d’Arte Sezione d’Arte contemporanea, di grafica e fotografia Il Palazzo sorge nel centro storico di Lecco e si affaccia sulla passeggiata del Lungolario. Fu costruito nel 1905 in stile eclettico neomedievale per divenire sede dell’Intendenza di Finanza, e per questa sua funzione ottenne l’appellativo di “Palazzo delle Paure”. Il complesso comprende anche il contiguo edificio porticato, realizzato nel 1902 dall’architetto Adriano Gazzari, attraverso i cui fornici mette in comunicazione diretta Piazza XX Settembre con il lungolago. Palazzo delle Paure ospita, al primo piano, le esposizioni temporanee e al secondo la Galleria Comunale – Sezione d’Arte contemporanea, dove è esposta la collezione permanente d’Arte contemporanea del Si.M.U.L., precedentemente collocata a Villa Manzoni. Nelle sale sono esposte opere dei più importanti artisti locali (Vitali, Secomandi, Stefanoni, Chiappori, Gasparini), e altre donate al museo da alcuni dei più famosi artisti italiani contemporanei (Castellani, Baj, Scanavino, Cavaliere, Rotella, Pomodoro). Sempre al secondo piano si trova la Sezione di grafica e fotografia, dove vengono esposti ciclicamente materiali provenienti dalle raccolte del Si.M.U.L.. The Palace rises in the old town of Lecco facing to the promenade “Lungolario”. It was built in 1905 with an eclectic neo-medieval style in order to become the tax office, and for that function it got the name “Palace of Fears”. The complex includes also the arcade building, built in 1902 by the architect Adriano Gazzari, that links directly Piazza XX Settembre with its beautiful promenade. "Palace of Fears”, at the first floor hosts the temporary exhibitions, at the second floor the Civic Gallery – Contemporary Art Section shows the collection of Contemporary Art of Si.M.U.L., previously located at Villa Manzoni. In the rooms are exhibited masterpieces of the most important local artists (Vitali, Secomandi, Stefanoni, Chiappori, Gasparini) and others donated to the museum by some of the most famous italian contemporary artists (Castellani, Baj, Scanavino, Cavaliere, Rotella and Pomodoro). Always at the second floor there is the Graphics and Photography Section, where are shown materials coming from the collections of Si.M.U.L.


Torre Viscontea È l’unica parte delle fortificazioni di origine viscontea sopravvissuta integra agli abbattimenti decretati alla fine del secolo XVIII. Il Borgo fortificato, di forma triangolare, era completamente cinto dalle mura difensive fin dal tempo di Azzone Visconti. Il castello vero e proprio nel Seicento ospitava la guarnigione spagnola di cui parla Alessandro Manzoni ne “I Promessi Sposi” e occupava una superficie di circa 1.200 metri quadri. La costruzione dava da un lato verso l’attuale Piazza XX Settembre e dall’altro verso un porticciolo cintato. Nel 1782, nell’ambito delle riforme volute dall’imperatore Giuseppe II, la piazzaforte militare di Lecco venne abolita e il castello fu venduto ai privati, consentendo lo sviluppo urbano del centro. Nel secolo successivo la crescita della città determinò anche la progressiva eliminazione dei bastioni. Oggi del castello visconteo rimane solo la torre trecentesca. Al piano terreno sono ancora visibili gli alloggi del corpo di guardia e alcune palle di cannone in pietra. Il primo piano è adibito a spazio per mostre temporanee. The tower is the only part of the Visconti fortifications survived intact after the demolitions that took place at the end of XVIII century. The fortified town, with triangular shape, was completely surrounded by the walls since the time of Azzone Visconti. The castle itself hosted in the 1600 the hispanic garrison, quoted by Alessandro Manzoni in “I Promessi Sposi”, and occupied an area of 1200 square meters. The building faced on one side Piazza XX Settembre and on the other, the small walled port. In 1782, with the reforms wanted by Emperor Giuseppe II, the military stronghold was banned, allowing the urban development and the castle was sold to private buyers. The urban and industrial development of Lecco determined the destruction of the strongholds during the 1800 and the first decades of 1900. Today the fourteenth-century tower is the only part remains of the castle. On the ground floor, the lodgings of the city guard and some stone cannonballs are still visible. The first floor is available for temporary exhibitions.


Il museo come centro di ricerca e documentazione I Musei del Si.M.U.L. raccolgono i materiali indispensabili ai fini della conservazione, ricerca e divulgazione della memoria collettiva: archivi e raccolte documentarie, fondi fotografici, collezioni bibliografiche. Nella Sezione Separata d’Archivio particolare significato ha il Fondo Manoscritti, costituito da pergamene, da autografi manzoniani e di altre personalità (Stoppani, Bovara) del territorio lecchese. La Fototeca è composta da circa 4000 lastre e fotografie riguardanti il territorio di Lecco, i luoghi manzoniani, la prima e la seconda guerra mondiale, alcuni dei principali fotografi locali. La Biblioteca Specializzata raccoglie oltre 20.000 volumi di argomento storico, archeologico, naturalistico riguardanti il territorio lecchese e la Lombardia. Molto significativi il Fondo Antico ed il Fondo Manzoniano. I Servizi Educativi gestiscono le attività formative e divulgative per insegnanti, studenti e adulti, organizzando corsi, laboratori, moduli didattici e visite guidate ai diversi musei e collezioni del Si.M.U.L.

Informazioni e consultazioni Sezione Separata d’Archivio: consultazione in sede previa prenotazione e dovute autorizzazioni. Per informazioni e appuntamenti: tel. 0341.481249, fax 0341.369251. E.mail: mauro.rossetto@comune.lecco.it Fototeca e Biblioteca Specializzata: consultazione in sede previa prenotazione. Per informazioni e appuntamenti: tel. 0341.481249, fax 0341.369251. E.mail: barbara.cattaneo@comune.lecco.it


Palazzo Belgiojoso

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Con il contributo e la collaborazione di 108 Ib 1

Università di LECCO per Adulti e Terza Età

per la città di Lecco

www.museilecco.org


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