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Pepe Verde dal 1987 il Bio a Milano

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periodico del centro culturale conca fallata anno XXIV - Tribunale di Milano, reg. n. 410 del 22.6.96

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numero 1 - gennaio 2017 - copia gratuita

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Raddoppio di via Selvanesco?   di Natale Carapellese

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ella parte della zona a sud, tra le due principali arterie che dalla periferia si dirigono da e verso Milano - via Ripamonti e viale Missaglia - c’è una piccola strada a corsia unica che le unisce, si tratta di via Selvanesco. Una via che conoscono bene i ciclisti e gli amanti di una delle risorse del nostro Municipio, il Parco sud! Quella via ha la particolare caratteristica di consentire, la fruibilità del parco a misura d’uomo per t utti, senza il rischio di essere travolti da un’auto in corsa, il tutto a pochi passi (o pedalate) dalla grande metropoli. Il suo disegno geometrico a zig zag riproduce gli antichi confini dei corpi santi che davano vita e contorni, tra rogge e fontanili, all’antico catasto teresiano del XVIII secolo. Giovedì 10 novembre in Municipio 5 tra i tanti punti all’OdG, la Giunta di Centrodestra, ha ritenuto di approvare una delibera, alquanto discutibile nei suoi contenuti, in cui si prevede di anticipare al 2017 il raddoppio del tratto di via Selvanesco dal lato Ripamonti, previsto nel PTO - Piano TrienCentrosinistra nale delle Opere - (cree Movimento 5 ando un ingresso da via Virgilio Ferrari in Stelle si oppongono direzione via Mandual progetto. Il Pd ria) al costo ipotizzato chiede di utilizzare di 2,5 milioni di euro. I gruppi di opposizione diversamente le PD, Sinistra per Mirisorse (2,5 milioni lano, Lista Sala e Modi euro) destinate vimento 5stelle sono contrari a questa proal raddoppio posta, a fronte della evidente genericità e inadeguatezza nella formulazione, come Partito Democratico abbiamo proposto di utilizzare diversamente le risorse destinate a tale progetto. Inoltre, sono da notare due particolari non trascurabili: in primo luogo non è stato presentato alcun progetto di fattibilità reale della proposta; secondariamente nemmeno risulta un pronunciamento favorevole in tal senso, dell’Ente Parco Sud (soggetto abilitato ad esprimere un parere in merito), trattandosi di un area ricadente all’interno dei confini perimetrali del Parco sud. Ricordiamo infine che la via Selvanesco (come risulta dal catasto) è una strada interpoderale, tra le varie motivazioni addotte per favorire il suo raddoppio, sono stati citati i trattori e mezzi agricoli che avrebbero con la realizzazione del progetto una migliore agibilità per accedere ai terreni agricoli!? Aldilà dei dubbi sulla reale motivazione di questa scelta che snatura gli indirizzi costitutivi del parco prefigurando un sostanziale maggiore inquinamento e cementificazione, personalmente mi auguro che in questo caso, l’Ente Parco Sud si opponga a tale scelta.  n

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Aperto il dormitorio per senzatetto in Porta Vigentina   di Leonardo Brogioni

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uesta non è la notizia di un evento accaduto in zona 5 ma è una buona notizia che riguarda i nostri quartieri e le periferie tutte. In Corso di Porta Vigentina 15, zona Porta Romana nel pieno centro di Milano, è stato aperto un dormitorio per clochard: 50 posti, per adesso parzialmente utilizzati solo da persone di sesso maschile. L'edificio comunale - che ospitava le ex-aule del professionale Oriani-Mazzini - era stato assegnato all'Accademia di Brera che però ha rinunciato a utilizzarlo. Il Comune ha quindi deciso di darlo in gestione ad un gruppo di cittadini che si sono organizzati in un "Comitato per Finalmente anche il l'Emergenza Freddo". Federico, centro città si fa carico uno degli animatori del grupdi un'emergenza sociale po di volontari, racconta: " Era il 24 dicembre 2012 quando un amico mi chiese di accompagnarlo in un'azione di volontariato all'interno di un dormitorio per senzatetto, ricavato dal Comune di Milano in un vecchia discoteca. Usciti di lì il giorno successivo, a Natale, ci guardammo negli occhi e dopo aver espresso tutta la nostra indignazione per le condizioni di vita inumane di quelle persone, decidemmo di darci da fare per tentare di aiutarle. Con un rapido passaparola abbiamo creato una rete di volontari che si sono messe a disposizione a vario titolo e con varie competenze. Adesso abbiamo una lista di circa 500 nomi e ci organizziamo trimestralmente, giorno per giorno, grazie ad un semplice foglio Excel che non solo diventa una sorta di calendario, ma anche un impegno personale da rispettare. Fino a ieri abbiamo operato come gruppo informale, ma poter gestire questa struttura il Comune ci ha chiesto di assumere una forma giuridica e abbiamo quella più leggera, il Comitato".

Nel nuovo dormitorio i volontari sono aiutati dalla Protezione Civile (che ha fornito brandine e materiali vari) e da Fondazione Arca (che fornirà i pasti) e per i prossimi tre mesi cercheranno di rendere meno dura la notte di chi dorme per strada. Continua Federico: "Gli ospiti prima di venire qui devono passare dal Centro Aiuto del Comune di Milano che rilascia loro un Dato in gestione documento attestante anche le al Comitato loro condizioni sanitarie. Grazie a questo documento possoemergenza freddo no andare alla nostra reception renderà meno dure - che in realtà è un banco della le notti invernali ex scuola con un computer donato personalmente dal Prea una cinquantina sidente del Municipio 1 - dove di senzatetto vengono registrati, quotidianamente. Il dormitorio è aperto dalle 19 alle 7, agli ospiti viene prima dato un bicchiere di tè caldo, poi si cena tutti insieme, volontari e ospiti, in una delle aule adibita a refettorio.

all’interno Ripamonti: completamento dei piani ubanistici e recupero aree  pag 3 Riapertura Navigli  pag 3 Disastro Aler, esposto di Comitati e Associazioni di quartiere alla Corte dei Conti  pag 4 L’ex scuola Silvio Pellico sarà abbattuta?  pag 4 Prolungamento linea 15 a Rozzano, a febbraio 2018 l’inaugurazione?  pag 5 Là dove c’erano le fabbriche ora c’è …  pag 6 Per il bene del territorio  pag 6

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numero 1 * gennaio 2017

Un albo comunale per le Social Street La social street Baia del Re ha organizzato il 22 gennaio una mezza giornata di Pulizia Social, in collaborazione con AMSA, per prendersi cura del quartiere ripulendo le strade grazie ai suoi volontari. Questa è solo l'ultima delle innumerevoli iniziative a sfondo civico o sociale organizzate dalle social street. Nella nostra zona - come ben sapete grazie ai resoconti dei nostri articoli - ce ne sono alcune che a livello cittadino sono tra le più numerose o tra le più attive. La social street SanGottardo, Meda e dintorni conta più di 5000 iscritti ed è una delle più popolari di Milano. L'amministrazione comunale - accortasi delle loro potenzialità e della loro importanza aggregativa - ha deciso di istituire un Albo delle Social Street. L'avviso pubblico è quasi pronto e permetterà a questi gruppi informali di iscriversi ad uno speciale registro, l'elenco così creato permetterà di collaborare con il Comune superando alcune lungaggini burocratiche relative alle attività da svolgere in strada. L'assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino ha dichiarato:"Vogliamo essere dei facilitatori a disposizione di quanti si danno da fare. Il nostro obiettivo è aiutare i milanesi che rendono più viva e solidale la città a poterlo fare senza doversi per forza

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strutturare in gruppi organizzati. Per questo abbiamo deciso di istituire un Albo attraverso cui riconoscere questi gruppi informali". Nell'avviso si potrà leggere che per il Comune le social street sono diventate "preziose risorse all'interno della rete degli attori, istituzionali e non, del sistema del welfare inteso nella sua previsione più ampia". Per l'amministrazione comunale le social street sono importanti anche per il piano delle periferie, lo dimostra il coinvolgimento nella stesura dell'albo di Mirko Mazzali, delegato del sindaco per le periferie, che ha detto di non avere nessuna intenzione di mettere il cappello del Comune sulle iniziative delle social street, ma semplicemente di voler agevolare idee e progetti di gruppi che lavorano sul territorio. Secondo Cristina Pasqualini, docente di Sociologia dei fenomeni collettivi alla Cattolica e coordinatrice dell'osservatorio sulle social street: "Le social street non vogliono soldi, ma una semplificazione burocratica", spiega Pasqualini. Il registro è questo per lei: "Un'opportunità che può servire ad alcune realtà per censirsi ed eventualmente per interagire con l'amministrazione su progetti specifici" .  n lb

In primavera tornano i vigili di quartiere Come le rondini, i vigili di quartiere, scomparsi ormai da molte stagioni, torneranno la prossima primavera. Questo almeno è nelle intenzioni dell’assessore alla sicurezza del Comune di Milano, Carmela Rozza. Il progetto è già pronto, ancora qualche passaggio, sindacati e municipi, e poi potrà diventare operativo. Dopo aver sentito gli umori dei cittadini dei nove municipi sul delicato e sensibile tema della sicurezza nei quartieri, specialmente quelli periferici, l’Assessore ha pianificato il nuovo impiego degli agenti della Polizia locale. Non saranno più sparsi in tutte le zone della città, ma saranno concentrati nelle zone dove più è necessaria la loro presenza. I vigili di quartiere sono 300 per tutta la città. L’intenzione è di garantire nelle zone più difficili come, ad esempio, il Corvetto, viale Padova, San Siro, MoliseCalvairate, una presenza fissa di otto agenti ogni giorno, quattro al mattino e quattro al pomeriggio. Oltre alla concentrazione nei rioni più a rischio, anche le loro mansioni cambieranno rispetto a passato. Non si occuperanno più del traffico nei pressi delle scuole, ma eserciteranno la loro azione in quattro ambiti: convivenza civile, sicurezza

urbana, viabilità e qualità degli spazi pubblici. “Il loro compito sarà quello di garantire la convivenza nei quartieri e vigilare sulla sicurezza urbana – spiega l’assessore Rozza -, dal pacificare le liti condominiali al mantenere rapporti con i cittadini”. Compiti tutt’altro che facili tenuto conto delle situazioni di tensione esistenti in certi quartieri dove la convivenza tra residenti di diverse provenienze si è fatta via via sempre più difficile. A questo proposito, i vigili saranno accompagnati da stagisti provenienti dalle università milanesi, che faranno da interpreti con i cittadini immigrati. “Pensiamo a pattuglie abbinate a figure di stagisti di madre lingua araba – sostiene l’Assessore alla sicurezza – perché in quei quartieri dobbiamo costruire un futuro in cui le regole valgano per tutti e far capire che chi vive a Milano vive in una comunità e che insieme vogliamo il rispetto delle regole”. Vedremo nei prossimi mesi se queste nuove modalità di impiego reggeranno alla prova della realtà e si dimostreranno efficaci a stemperare le tensioni e a instaurare un clima di maggiore sicurezza.  n gc

Periodico del Centro culturale conca fallata Circolo ARCI via Giovanni da Cermenate 35/a • 20141 Milano

Aperto il dormitorio per senzatetto in Porta Vigentina   di Leonardo Brogioni É un momento importante, la condivisione di chiacchiere ed esperienze di vita è ciò che di più prezioso possiamo offrire a queste persone sfortunate, ascoltare e partecipare è fondamentale." Federico ci tiene a mostrarmi le aule che lui insieme agli altri volontari hanno pulito e ristrutturato per tra sformarle in camerate (ogni brandina ha accanto a sé un banco e una sedia, residui scolastici, che servono da comodini), ma ancora di più ci tiene a portarmi sul retro, nelle aule ancora inutilizzate, per mostrarmi lo stato di abbandono e degrado in cui si trovava l'edificio. "Ecco - mi dice mostrandomi le stanze sporche e un cumulo alto due metri di oggetti inutilizzati - questo è quanto abbiamo raccolto e accumulato nella pulizia dell'ala della scuola che adesso abbiamo adibito a dormitorio, abbiamo fatto tutto da soli e, ci tengo a dirlo, senza chiedere soldi pubblici. Questa è la nostra linea: fare tutto con le nostre forze senza gravare sui contribuenti. Ci sono ancora alcuni aspetti pratici da risolvere, i bagni sono infatti senza docce e senza riscaldamento, ma all'interno del gruppo ci sono molte esperienze e competenze, non ci perdiamo d'animo." Il centro di accoglienza sta nello stesso edificio in cui sono da tempo presenti e operativi un CAM, una scuola materna e una biblioteca. Gli ingressi delle varie strutture sono ben separati, le finestre sono state schermate con tendaggi discreti e gli orari del dormitorio sono assai diversi da quelli degli altri servizi pubblici, ma tutto ciò non è stato sufficiente per placare un atteggiamento ostile da parte di residenti e commercianti di zona, che hanno iniziato una raccolta firme per la chiusura del dormitorio. Nonostante le proteste, il Comune non ha intenzione di fare marcia indietro, anzi l'asses-

sore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino ha dichiarato "i senzatetto devono essere accolti anche in centro e non solo in periferia", poi ha incontrato gli abitanti del quartiere spiegando la situazione. Federico aggiunge: "Sì le proteste inizialmente ci sono state e sono state inevitabili, ma poi la situazione è radicalmente cambiata. Io personalmente sono sceso per strada e ho incontrato abitanti, i genitori e i commercianti, dicendo loro che non avevo assolutamente intenzione di fargli cambiare idea sulla situazione ma invitandoli a visitare il dormitorio, per vedere con i loro occhi chi siamo noi volontari e chi sono queste persone che ospitiamo. Nel giro di qualche giorno abbiamo avuto una risposta commovente. La signora che gestisce la cartoleria di fronte al cancello d'ingresso aveva sul bancone un plico di fogli per la raccolta firme contro di noi, adesso che ci ha conosciuti e che è venuta all'interno del dormitorio si è fatta parte attiva nella raccolta di indumenti tra gli abitanti del quartiere e nel tenere i nostri scatoloni con beni di prima necessità in deposito nel retrobottega. Anche alcuni genitori dell'asilo stanno raccogliendo abiti per i senzatetto e continua ad arrivarci roba bellissima e in grande quantità. Un medico, inizialmente in prima linea nella raccolta firme contro il centro, adesso ha voluto che il suo numero di telefono cellulare fosse scritto a caratteri cubitali all'ingresso, in modo da poter essere chiamato, anche di notte (parole sue) in caso di emergenza. Insomma una risposta che è stata possibile semplicemente superando la diffidenza con la conoscenza e la condivisione. A tutti coloro che hanno voglia e tempo dico di venire a trovarci, siamo un gruppo di persone volontarie e volenterose, senza appartenenze politiche o religiose (i cui pregiudizi o strumentalizzazioni teniamo fuori appena compaiono) e vi troveremo sicuramente qualcosa da fare." n

In aumento i beni confiscati alla criminalità Nello scorso numero de La Conca abbiamo parlato del progetto di riqualificazione di Casa Chiaravalle - il bene più grande mai confiscato in Lombardia alla criminalità organizzata - presentato da un gruppo di associazioni del quale fanno parte La Cordata, Tutti Insieme, Genera, Fuori Luoghi e Progetto Integrazione. A Milano sono 161 gli appartamenti, box, cantine, negozi, sequestrati e confiscati, che hanno trovato una nuova destinazione d'uso. Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali, ha dichiarato che il numero è in

crescita e che entro il 2018 arriveranno ad essere 200. Tali beni saranno assegnati tramite bando pubblico, con concessione gratuita solitamente di dieci anni, ad associazioni o enti no profit, perché la priorità del loro utilizzo sarà a fini sociali, culturali o istituzionali. Nel prossimo festival dedicato alla legalità che si svolgerà in primavera, il Comune di Milano presenterà un nuovo portale web in cui saranno elencati i beni confiscati e raccontate le attività lì svolte.  n lb

ISSN 2284-4147

Stampa: Tipografia Real Arti-Lego S.A.S Di Sabatino Raimondo & C. • Corbetta (Mi) Reg. al Tribunale di Milano n. 410 del 22.6.1996 c.f. 97182400156, p. iva 12051280159 Direttore responsabile: Flaminio Soncini Progetto grafico e impaginazione: Cristina Carli Coordinamento grafico e impaginazione: Barbara Di Landro e Pietro Salamone In redazione: Alice Allievi, Leonardo Brogioni, Gabriele Cigognini, Maurizio Ghidoli, Guglielmo Landi, Angelo Negri, Alessandro Santini, Daniela Zucchi Hanno collaborato a questo numero: Natale Carapellese, Natascia Tosoni e Mattia Cugini Le fotografie sono dell’archivio La Conca www.laconcablog.blogspot.com Pubblicità: Marilena 333.7029152 Informazioni: tel. 02.8266815 email: info@laconca.org Aderente alla Rete dei Comitati Milanesi C/O Cooperativa Barona E. Satta, Via Modica, 8 • 20142 Milano email: retecomitatimilano@fastwebnet.it - Tel. 349.4300829

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numero 1 * gennaio 2017

Ripamonti: completamento dei piani ubanistici e recupero aree Al via il completamento dei piani di intervento urbanistici Monti Sabini e Pampuri e il recupero delle aree ex Ligresti... un’opportunità anche per il CAM Verro   di Natascia Tosoni*

di una rete di percorsi ciclopedonali, la sistemazione della viabilità attorno ai comparti e la realizzazione di una struttura di asilo nido e di una struttura di scuola dell’infanzia. Su quest’ultimo punto e su ulteriori funzioni e servizi di pubblica utilità, sarà chiamato ad esprimersi il Municipio 5 sulla base di un fabbisogno che, seppur in attesa di conferme da parte dei settori competenti (educazione e statistica), sembra non poter essere soddisfatto dalle attuali strutture presenti sul territorio (liste di attesa e nuovi bisogni). La tempistica di sviluppo del PII Monti Sabini prevede tempi più lunghi che comprendono la definizione delle specifiche destinazioni, la messa a punto del bando, la stipula della convenzione tra l’operatore e il Comune e la presentazione dei titoli edificatori: un iter che richiederà almeno un anno e mezzo prima dell’avvio dei lavori. Visti i tempi, comunque non comprimibili, diventa importante migliorare la vivibilità di coloro che vi risiedono da anni, ovvero recuperare le aree verdi oggi incolte ed intervenire per la rimozione dei rifiuti abbandonati. Infine, nel programma si inserisce anche il completamento del PII Pampuri-Ripamonti che prevedeva la realizzazione di un CAM (Centro di Aggregazione Multifunzionale) in via Pampuri, mai realizzato per rinuncia da parte dell’operatore. Il Comune ha a disposizione 1 milione di euro circa derivanti dalla fideiussione incassata per mancata realizzazione dell’opera e, sempre nel corso della commissione urbanistica del 17 gennaio, ha richiesto al Municipio 5 di esprimersi sulla destinazione delle risorse, anche alla luce del fatto che nel quartiere esiste già un CAM in fondo a via Verro. Se analizzato complessivamente, il programma dei tre interventi mette a disposizione risorse per migliorare lo stato di quartieri oggi incompleti e spazi per incrementare funzioni, servizi e promuovere la nascita di imprese e attività. Un’opportunità, finalmente, di ragionare insieme, Comune e Municipio, sulle trasformazioni di un territorio, sulla domanda di abitazione, sui bisogni/offerta di nuova socialità in questi quartieri periferici e sul rinnovamento e potenziamento di quella esistente, come il CAM Verro: da tempo oggetto di una forte richiesta dei cittadini per l’unico unico spazio pubblico ad oggi esistente in tutto il quartiere Ripamonti/Vigentino; un luogo vivace, ma bisognoso di ammodernamento e ampliamento, di interventi sulla sicurezza per consentire lo svolgimento di spettacoli e musica dal vivo e per incrementarne l’utilizzo nella stagione estiva, da parte di tutte le fasce di utenza (bambini, ragazzi, adulti). Un obiettivo da non mancare, a beneficio dei cittadini.  n

Finalmente qualcosa si muove: dopo anni di abbandono, si interviene per risanare aree abbandonate e completare piani di intervento urbanistico avviati negli anni ‘80 e incompiuti. Nel territorio del Municipio 5 vi sono diverse situazioni in via di risoluzione dopo tanti anni di stallo, in particolare nell’area sud di via Ripamonti, sulle quali il 17 gennaio si è svolta un’interessante commissione urbanistica di municipio alla presenza qualificata di dirigenti comunali dei settori competenti. Parliamo del comparto territoriale che rientra nel Documento di coordinamento progettuale unitario (2006) e che comprende il Programma Integrato di Intervento PII Monti Sabini, il PII RipamontiPampuri e l’area sita in via Antegnati, tra via Ripamonti e il Parco Agricolo Sud. Partiamo da via Antegnati, un’area oggi occupata da cinque scheletri di strutture appartenute all’ex gruppo Ligresti, costruite negli anni ‘80 per ospitare funzioni produttive ed uffici, poi lasciate incompiute e all’abbandono (purtroppo tornate alla recente cronaca, con il ritrovamento di una vittima, un senza tetto che ha cercato riparo dal freddo in uno degli edifici). Per porre fine alla situazione di degrado del territorio e, contestualmente, per dare una risposta concreta alle esigenze abitative dei cittadini, anche quelli con limitate disponibilità economiche, già nel maggio scorso l’Amministrazione comunale approvò la proposta d’intervento di riqualificazione presentata dalla nuova proprietà: circa 500 alloggi di edilizia convenzionata agevolata e circa 700 mq di servizi ad uso pubblico. È in corso l’iter che consentirà, tramite delibera di Giunta Comunale, di ridefinire la destinazione d’uso degli edifici (con la seguente previsione di edilizia: 40% in vendita agevolata, 60% in locazione agevolata), con la richiesta al Municipio 5 di definire nelle prossime settimane la destinazione degli spazi ad uso pubblico siti al piano terra. La conclusione dell’iter preliminare all’avvio dei lavori è ipotizzata entro la prossima estate. Non lontano, il Comune ha dato il via al completamento del PII Monti Sabini: un’iniziativa su aree di proprietà privata e pubblica, la cui superficie totale è pari a 80.119 mq, attestate complessivamente tra via Monti Sabini e via Ferrari. Il Piano, che risale sempre agli anni ‘80, prevede tre comparti: due privati (di cui uno completato, il secondo interrotto a causa del fallimento dell’impresa) e uno di proprietà del Comune. Il Comune sta mettendo a punto le specifiche del bando per lo sviluppo del comparto incompleto e di quello di proprietà. In questo comparto è prevista edilizia residenziale la cui destinazione (edilizia libera, convenzionata, a canone concordato e canone sociale) sarà definita in accordo con il Municipio 5 perseguendo * Vice Presidente Commissione Urbanistica, Edilizia Prival’obiettivo di garantirne un giusto mix sociale. Il pro- ta, Sistema Agricolo Milanese. gramma originario prevedeva anche il completamento

Si parla ancora di riapertura dei Navigli Come probabilmente sapete per averne letto sulla stampa cittadina e sui numeri passati de La Conca la proposta di riapertura dei Navigli era già stata oggetto di un referendum consultivo fra i cittadini milanesi nel 2011, al momento dell’elezione del Sindaco Pisapia. Il risultato era stato che per circa il 95 % dei votanti la proposta risultava positiva. Negli anni successivi il Politecnico di Milano, sotto la guida dell’architetto Antonello Boatti ha quindi elaborato uno studio di fattibilità. Negli scorsi mesi il nuovo sindaco Beppe Sala ha rilanciato questa idea, proponendo fra l’altro un nuovo referendum da tenere se possibile nel 2017. Ricordiamo che si tratta di collegare il Naviglio Martesana con la Darsena riaprendo il secolare tracciato interno del corso d’acqua. Ma allora cosa c’è di nuovo? La questione credo che si possa riassumere nel fatto che si sta passando ad una fase concreta e quindi si ipotizza di chiedere il voto dei milanesi non solo su un’idea generica ma su un progetto esecutivo, rendendo anche l’esito vincolante per l’amministrazione comunale. Inoltre si intende approfittare degli scavi in corso per la MM4 per iniziare, una volta terminati i lavori, a riaprire con minori costi alcuni tratti del naviglio. Nel contempo si progetta anche di utilizzare lavori della MM Sala propone e riapertura dei navigli per avviare un colnuovo legamento interrato (un tubo) che separi le acque del Seveso da quelle della Martesana, referendum per far giungere direttamente acque pulite su un progetto alla darsena e ai campi del sud Milano, eviesecutivo tando così carenze d’acqua. Il progetto che si sta delineando è quello di un canale largo tra i sei e i nove metri, lungo 7,7 chilometri e che prevede dieci conche (due storiche, due ricostruite dove esistevano le precedenti e sei nuove) e 43 ponti. Il canale lascerebbe comunque spazio alle auto, anche se probabilmente solo per residenti e commercianti. Un progetto ambizioso che cambierebbe il volto della città, ma anche un progetto costoso (si parla di circa 400 milioni di euro) per il quale la ricerca delle risorse diventa una questione determinante. Nello scorso mese di dicembre la Giunta ha approvato la costituzione di un comitato scientifico di dodici saggi con professionalità alte, selezionati nell’ambiente universitario e coordinati dall’architetto Antonello Boatti. Il lavoro del comitato coinvolgerà gli assessorati alla Mobilità, Lavori Pubblici ed Urbanistica ed è finalizzato innanzitutto a concretizzare un progetto realizzabile.  n Guglielmo Landi

Esempio di funerale tipo economico Ancora meno che in comune, in più facciamo noi tutti i documenti

Presenta il funerale on line           

Per non avere pressioni Per poter scegliere liberamente con l’aiuto dei vostri cari Per non avere timori reverenziali Per spendere una cifra adeguata Per avere il tempo di riflettere Per non sentirsi in imbarazzo Perché nessuno vi chiederà più di quanto concordato Perché nessuno vi disturberà nel vostro dolore Perché non ci troverete nelle camere mortuarie Perché nessuno vi farà mai il nostro nome Perché la vita continua e bisogna pensare anche al domani

Ci siamo spostati in Via Montegani ,33

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numero 1 * gennaio 2017

Disastro Aler, esposto di Comitati e Associazioni di quartiere alla Corte dei Conti stante la situazione debitoria pregressa. Non è andato a buon fine nemmeno il piano di vendita di 10mila alloggi predisposto nel tentativo di limitare il disastro incombente. Che Aler fosse un gran carrozzone clientelare fin dai tempi in Tra i fatti più inquietanti rilevati dall’inchiesta, emerge il ruocui si chiamava ancora Iacp (Istituto autonomo case popolari), lo giocato dalla società Asset, interamente controllata da Aler, lo si sapeva. Ma la situazione negli ultimi anni è precipitata. che ha prodotto un’esposizione finanziaria valutata in oltre 145 Mentre il debito saliva alle stelle, declinava la manutenzione milioni di euro. Asset si è lanciata in una serie di spericolate degli edifici che definire carente è usare un eufemismo. Oc- acquisizioni immobiliari che sono finite con perdite milionacupazioni abusive e morosità fuori controllo sono altrettanti rie. Per evitare di deprimere i nostri lettori evitiamo di elencaelementi critici del bilancio fallimentare dell’ente. Per capire re tutte e genialate messe in opera da questa società. A titolo di come si è arrivati a questo punto, giova fare un po’ di storia. esempio riportiamo un caso avvenuto proprio nel Municipio L’immenso patrimonio Iacp, poi Aler, viene costituito con una 5. Nel 2010 la nostra ha acquistato per 9milioni di euro un imtassa sul reddito dei lavoratori dipendenti (sarebbe bene non mobile di sei piani in via Attendolo Sforza (zona Ripamonti) dimenticare mai questo dato di fatto: le case popolari non so- con l’intenzione di farne uno studentato. no state il regalo di uno stato generoso, A questo fine, era stata anche intavoma le hanno pagate i lavoratori!) che lata una trattativa con la fondazione confluiscono nel Gescal (Gestione case Collegi delle Università Milanesi. Comitati di quartiere e per i lavoratori). L’ente Gescal viene sopPoi però non se ne fece nulla perché associazioni firmano esposto presso nel 1973, ma i contributi contil’incomparabile Società Asset, figliaalla Corte dei Conti sul nuano fino al 1992, anno in cui vengono zione di Aler, semplicemente (sic!) aboliti. Il rubinetto dei finanziamenti si non si peritò di chiedere il cambio dissesto finanziario dell’ente. chiude e la gestione del patrimonio imdi destinazione d’uso dell’immobile, Si chiede l’accertamento delle mobiliare passa alle regioni. Il sistema costruito in origine per ospitare ufresponsabilità amministrative si regge fin tanto che la Regione (stiafici. A parte il contenzioso sorto con mo parlando evidentemente di Regione i Collegi delle Università Milanesi in e politiche Lombardia) supplisce con fondi propri seguito all’arenarsi della trattativa, l’eil venir meno dei fondi Gescal. Ma nel dificio risulta ora essere in vendita per 2009 la giunta Formigoni vara una legge che ha per principio la somma di 6 milioni di euro, 3 milioni in meno del prezzo di ispiratore l’autonoma sostenibilità economica della gestione acquisto. E questo è solo uno degli sconsiderati investimenti Aler. Detto in altri termini Aler deve stare in piedi da sola, sen- di una società che usa e spreca denaro pubblico. za più fondi regionali. Venuto meno il principio di welfare Tra le possibili gravi conseguenze dei fatti qui esposti e di altri pubblico (nel quale non possiamo nasconderci che si erano che omettiamo per evitare di farci prendere dallo scoramento, annidati clientelismo partitico, inefficienze, sprechi e malaffa- Aler ha acceso una serie di ipoteche su immobili di sua prore) che aveva assicurato la sostenibilità del bilancio fino a quel- prietà del quartiere Gratosoglio per garantire le temerarie la data, la situazione si è rapidamente deteriorata al punto che operazioni di Asset. Il rischio concreto è che gli inquilini degli nel 2014 si è dovuta istituire una Commissione d’inchiesta sui edifici ipotecati si vedano mutare le condizioni contrattuali fatti economici e gestionali di Aler Milano. in caso di esproprio dell’abitazione per mancato rientro del L’indagine della Commissione ha portato alla luce una serie debito da parte dell’ente. E le Giunte regionali che si sono sucdi fatti che danno conto del precipizio finanziario e gestionale cedute negli ultimi decenni (tutte di centrodestra) hanno lain cui è rovinato l’ente. Uno dei fattori più importanti che ne sciato che si facesse questo scempio di risorse pubbliche senza ha disastrato il bilancio risiede nell’incapacità dell’Azienda di intervenire per fermarlo. contrastare la morosità colpevole, cioè a dire del non saper ri- Quanto è emerso dall’inchiesta della Commissione ha indotto scuotere gli affitti non pagati da inquilini che sarebbero invece numerosi rappresentati dei Comitati di quartiere e associain grado di pagarli. Se la gran parte delle morosità si deve a zioni a sottoscrivere un esposto alla Corte dei Conti affinché famiglie con bassi redditi, esiste tuttavia un cospicuo numero accerti le responsabilità non solo amministrative, ma anche di assegnatari morosi il cui reddito risulta sconosciuto e nes- politiche, del gravissimo dissesto di Aler. “Non è possibile suno si è mai preoccupato di accertarlo. Nel frattempo, per che i vari assessori regionali alla Casa e al Bilancio che si somigliaia di edifici la manutenzione ordinaria si è fatta via via no succeduti negli anni non si siano mai accorti di niente” ha più scadente o addirittura inesistente. In questa situazione, dichiarato il consigliere comunale Aldo Ugliano, primo firmaAler deve spesso compiere interventi straordinari per preve- tario dell’esposto, con Michela Fiore di Sinistra per Milano. “È nire situazioni di pericolo. Per affrontare il problema in termi- stupefacente che i risultati dell’inchiesta – conclude - non abni complessivi occorrerebbero risorse così ingenti che l’ente biano provocato le conseguenze che ci si aspetterebbero, cioè non è più in grado di mobilitare, neanche con prestiti bancari, l’individuazione di precise responsabilità della politica”.  n

  di Gabriele Cigognini

L’ex scuola Silvio Pellico sarà abbattuta? Sembra che le varie proteste dei cittadini che si sono succedute nel corso degli anni – ultima in ordine di tempo la raccolta firme promossa dalla social street Baia del Re di cui abbiano dato notizie sul numero di dicembre de La Conca – stiano dando qualche risultato. Il fondo gestito dalla banca Bnp Paribas, al quale il Comune aveva ceduto l’immobile per la vendita – ha comunicato l’intenzione di abbatterla, ponendo così fine alle ripetute occupazioni di senzatetto che molte preoccupazioni hanno suscitato tra residenti. A questa situazione si è arrivati dopo anni di abbandono e dopo la mancata realizzazione dei progetti di cui era stata oggetto. Il Comune aveva, infatti, pensato di ristrutturarla per

destinarla al comando di zona della Polizia municipale, proposito poi finito nel nulla. Sull’onda dell’entusiasmo suscitato dalla vittoria del campionato mondiale Wbc dei pesi leggeri di Giacobbe Fragomeni, ex ragazzo dello Stadera, si era anche ventilata la possibilità di farne un centro sportivo. Fu lo stesso neocampione del mondo a promuovere il progetto. Ma passata la festa…l’idea è caduta nel dimenticatoio. Sfumata anche l’idea di trasferirvi la nuova sede del CRT (Centro ricerche teatrali) dalla vecchia sede del Teatro dell’arte, alla Triennale. Ora la notizia dell’abbattimento, ma quando? Temiamo che, come al solito, i tempi non saranno brevi. E poi che se ne farà di quell’area? A questi interrogativi per ora non ci sono risposte.  n gc

in breve Via Montegani, masselli pericolosi I masselli che lastricano via Montegani sono sconnessi e rappresentano un pericolo soprattutto per ciclisti e motociclisti. Questa è l’opinione di molti cittadini che hanno sollevato il problema. Il consigliere comunale Aldo Ugliano ha portato la questione al Consiglio comunale, chiedendo il rinnovo del manto stradale. In una lettera all’Assessore alla viabilità precisa i disagi che vari cittadini gli hanno segnalato e il potenziale pericolo per gli utenti delle due ruote. Via Montegani è una strada trafficata dove, inoltre, transita la linea tranviaria 3. Per di più sulla via grava un vincolo della Sovrintendenza ai beni paesaggistici e ambientali. Pertanto molti sono i soggetti che dovranno dare il loro assenso alla rimozione dei masselli e al rinnovo del fondo stradale. Questa vicenda è appena all’inizio, ne seguiremo gli sviluppi e nei prossimi mesi si vedrà a quale risultato approderà.  n  gc

Corsi di formazione, laboratori e stage presso le aziende alla scuola dei mestieri. Partnership, collaborazione: è questa l’idea che ispira l’attività dell’Istituto Galdus, di via Pompeo Leoni. Vale a dire far incontrare l’istruzione scolastica con il mondo del lavoro. Non è che sia una novità, ma nel nostro paese è sempre stato un problema: istruzione e cultura da una parte e l’universo delle imprese dall’altro, hanno sempre viaggiato su binari differenti. La velocità dei cambiamenti prodotti dalle nuove tencologie non ha fatto, negli ultimi decenni, che allargare il gap tra i due mondi. Capita così che le imprese si rivolgano alla scuola per chiedere percorsi di istruzione condivisi per la formazione di personale con competenze che di fatto scarseggiano. È a questa domanda che la scuola dei mestieri di via Leoni cerca di rispondere formando ragazzi tra i 14 e i 20 anni che seguono i diversi indirizzi professionali. Oltre alla normale attività didattica, gli studenti esercitano attività di inserimento professionale presso le aziende, in un continuo processo di formazione. Tre anni di scuola per ottenere la qualifica professionale, quattro per il diploma, cinque per il diploma di stato che da accesso all’università.  n  gc

Nuovi servizi nelle farmacie milanesi Nell’anno appena iniziato le farmacie introdurranno due nuovi servizi: il progetto Melanoma e i Centri antifumo. Le farmacie, da dispensatrici di farmaci stanno sempre più diventando erogatrici di servizi sanitari. Il progetto Melanoma che prenderà l’avvio in questi primi mesi del 2017, prevede lo screening dei nei sospetti per l'individuazione precoce dei melanomi. L’indagine è suddivisa in tre fasi. La prima consiste in un colloquio in farmacia con un questionario ad hoc allo scopo di escludere le macchie della pelle che per certo non sono melanomi. La seconda fase prevede, in caso di sintomi sospetti, una visita dermatologica gratuita all’Istituto dermoclinico Vita Cutis. La terza fase, in caso di accertata patologia, prevede una corsia di favore per visite all’Istituto dei tumori. Analogo percorso riguarda il progetto Centri antifumo. Ai richiedenti sarà misurato il livello di monossido di carbonio e, in seguito, chi lo vorrà potrà seguire un percorso programmato con l’obiettivo di smettere di fumare. Già nel 2016 Federfarma con il patrocinio dell’Istituto dei tumori aveva realizzato il programma Spegnila e respira, dedicato al personale delle farmacie che ha partecipato a un corso di formazione sulle malattie correlate al fumo.  n  gc


la conca 5

numero 1 * gennaio 2017

Prolungamento linea 15 a Rozzano, a febbraio 2018 l’inaugurazione?   di Gabriele Cigognini

N

on è ancora finito il calvario del prolungamento della linea 15 a Rozzano. Cinque fermate cinque e non una di più, dall’attuale capolinea di viale Romagna al nuovo capolinea di via Guido Rossa, per un percorso di 1,7 chilometri, e i cantieri sono ancora aperti dopo otto anni dall’inizio dei lavori. Le prime opere iniziarono nel 2008, dopo di che iniziò un periodo di stop and go durante il quale i lavori si interruppero una prima volta per sostituzione dell’impresa appaltatrice, ripresero per poi arrestarsi nuovamente per inadempienze di un’altra altra società appaltatrice. Alla fine del 2014, Metropolitana Milanese, subentrata nella gestione del progetto, comunicava che il completamento dell’opera sarebbe avvenuto entro un anno, vale a dire entro la fine

del 2015. All’alba del 2017 i lavori sono ancora in alto mare. Lo scorso mese di dicembre fu emanato il bando per “l’esecuzione delle ultime opere”. Il tempo stimato per la realizzazione fu di circa 330 giorni. Si prevede che l’inaugurazione del nuovo percorso si terrà nel febbraio del 2018. Chissà se sarà vero! Fra le stime circolate in questo periodo c’è anche quella del costo dell’opera: preventivato in 14,5 milioni di euro, si valuta che alla fine ne costerà 18 di milioni. Se qualcuno avesse ancora dei dubbi, confermiamo che tutto ciò avviene a Milano, Italia, paese nel quale tutto sembra essere precario, ma vi sono perlomeno due incrollabili certezze: le opere pubbliche sono interminabili e il loro costo cresce in corso d’opera come una torta messa a lievitare. Il paragone con la torta non è causale. n

Opere di riqualificazione urbana Zona 5, tutto fermo Come avrebbe detto il Ginone nazionale (l'indimenticabile campione del ciclismo degli anni d'oro Gino Bartali, per i pochi che non lo sapessero): L’è tutto da rifare. È quello che sta accadendo con le numerose opere di riqualificazione decise l’anno scorso per la Zona 5. Nel febbraio del 2016 la Direzione centrale sviluppo del territorio del Comune indicò una serie di opere da realizzarsi a scomputo degli oneri di urbanizzazione su un intervento edilizio in via Giovenale e via Col Moschin (la costruzione di un edificio di 12 piani destinati a ospitare un residence dell’Università Bocconi). Le medesime opere, incassato il parere favorevole del CdZ5, furono confermate nella Conferenza dei Servizi del mese successivo. Esse riguardavano in particolare la riqualificazione di piazza Tito Lucrezio Caro, di parte del Parco della Resistenza, del Parco Chiesa Rossa, il rifacimento della pavimentazione del portico di Cascina Piccola (nel complesso Cascine Chiesa Rossa), nuovi percorsi ciclo-pedonali in via Lorenzini, rifacimento e riqualificazione di due aree parco in via Saponaro. Come si vede un nutrito pacchetto di lavori che dovevano essere eseguiti in modalità diretta convenzionata, formula che prevede l’esecuzione dei lavori da parte dell’operatore privato (l’impresa costruttrice del residence di via Col Moschin) nell’ambito dell’accordo stipulato con l’Amministrazione comunale. Dun-

que, tutto chiaro, tutto stabilito. No, per niente: “L’è tutto da rifare”, perché nel frattempo è entrato in vigore il nuovo Codice degli appalti, il quale prescrive che in casi del genere il Privato non può eseguire direttamente i lavori come avveniva in passato, ma deve costituirsi in Stazione appaltante, cioè indire un bando di gara che può, com’è ovvio, essere vinto da altra impresa. Se il Privato non accetta questa condizione, è tenuto a versare gli oneri di urbanizzazione nelle casse comunali. E questa è la scelta che ha compiuto il costruttore privato in questione. Se questa procedura fosse no chiara al lettore, la si può semplificare dicendo che prima l’impresa poteva eseguire i lavori direttamente, ora deve metterla a bando come un qualsiasi appalto pubblico, con il conseguente allungamento dei tempi. Ed è proprio la questione dei tempi che ha indotto il consigliere comunale Aldo Ugliano a prendere carta e penna (si fa per dire) e a scrivere agli Assessori all’Urbanistica e ai Lavori pubblici per richiamare la loro attenzione su due elementi di fondamentale importanza: il mantenimento dei fondi introitati per le opere di cui sopra (perché quando si dilatano i tempi – questo non lo dice esplicitamente Ugliano, ma ben si capisce qual è la sua preoccupazione - non si sa mai che strada possano prendere i fondi) e la loro esecuzione nel più breve tempo possibile. Staremo a vedere. n gc

Riparte la centrale idroelettrica della Conca Fallata?

Dal 9 gennaio sono entrate in vigore diverse modifiche riguardanti l’offerta del servizio di trasporto pubblico locale. L’assessorato alla Mobilità nella programmazione per l’esercizio 2017 del trasporto pubblico locale con ATM ha mantenuto un programma per circa 142 milioni di km/vetture, gli stessi del 2016, senza aumentare le tariffe dei biglietti e degli abbonamenti e senza modificare l’importo complessivo del contratto di servizio fra Comune di Milano e la società ATM. Le modifiche hanno riguardato alcune rimodulazioni nel servizio notturno, in primis l’anticipo di circa mezz'ora dell’inizio del servizio di tutte le linee metropolitane dove si concentra molta domanda, come hanno dimostrato i dati di utilizzo nelle prime giornate di esercizio del nuovo orario (oltre tremila persone al giorno). Per le linee notturne è stato inoltre mantenuto per tutte le notti il servizio sostitutivo delle metropolitane e la 90-91. Inoltre, è stata potenziata la mobilità di quartiere per raggiungere in modo puntuale i diversi servizi e sono stati rafforzate le frequenze di alcune linee periferiche, come ad esempio, per il Municipio 5 il collegamento nel quartiere Fatima per la linea 34. All’insieme di tali misure si aggiunge un ulteriore provvedimento, che vede la razionalizzazione del servizio notturno nei giorni feriali rispetto al periodo dell’evento Expo, con la soppressione di dieci linee sostitutive periferiche dalla domenica al giovedì notte (rimangono operative nelle notti di venerdì e sabato, giorni di maggiore utilizzo), per via di un tasso di utilizzo troppo basso rispetto alla media di altre linee notturne negli stessi giorni. Nel Municipio 5 sono state soppresse due linee di forza (N15 Gratosoglio-Piazza Fontana, N24 Vigentino-Duomo) che svolgono un servizio di asta fra il centro e la periferia/Metro.

È una scelta sulla quale, come consigliera comunale, ho manifestato subito diverse perplessità perché ci allontana dalla strategia su cui tutti stiamo lavorando, ovvero mettere al centro i quartieri periferici per renderli vivibili e sicuri, e dall’idea di una città che di notte si muove, lavora e si diverte, potendo contare su un servizio di trasporto pubblico locale all’altezza, accessibile a costi giusti, sicuro, ovunque. Proprio per questo il gruppo consiliare del PD ha chiesto all’Assessorato alla Mobilità di rivalutare il provvedimento e di rimodulare un servizio in grado di intercettare un più largo numero di cittadini e utenti, invitando al confronto ATM affinchè in sede di rinnovo del contratto di servizio se ne tenga conto e nel frattempo venga messo in campo un piano provvisorio. Relativamente alla situazione del trasporto pubblico locale in zona 5, recentemente il gruppo consiliare del PD in Municipio ha proposto all’Assessorato alla Mobilità di avviare un confronto su diversi aspetti, come ad esempio una revisione dei percorsi delle linee 71 e 46 (quartieri Torretta, Cantalupa) e della linea 77 riguardante Poasco-Chiaravalle-Brenta, il ripristino domenicale della linea 140 Rogoredo – Policlinico San Donato o ancora l’attraversamento di Quintosole della linea 99 in alcune fasce orarie. di firme e segnalazioni ripetute dei cittadini, relativamente alla situazione TPL in Zona 5. Vogliamo credere nell’idea di allineare Milano alle città più avanzate d’Europa e quindi nel diritto ad avere un’offerta di mobilità pubblica 24 ore al giorno (seppur chiaramente con frequenza diversa in ragione delle fasce orarie) anche per chi abita in periferia, studiando forme e modalità innovative/ sperimentale che consentano di rendere tale servizio il più possibile sostenibile.  n Natascia Tosoni,

tisti che non hanno tenuto nel debito conto la massa di erbe acquatiche che periodicamente vengono falciate, perché tutto andasse a scatafascio. Portate dalla corrente, le macrofite (così si chiamano le famigerate erbe) intasano le grate che proteggono il canale di servizio che porta l’acqua alla centrale, rendendo il flusso idrico insufficiente al funzionamento della turbina. In questo modo è abortito un meritorio progetto di produrre energia pulita. E il risultato è il monumento al degrado e allo spreco di pubblico denaro quale si presenta ora la centrale della Conca Fallata. Pare adesso che a2a sia intenzionata a rimettere mano se non al progetto complessivo, almeno a rimettere in funzione questa centrale. Si dice che “sono allo studio ipotesi” per ripristinarne il funzionamento. Che dire? Speriamo bene.  n  gc

la posa nel 2006 della turbina sotto la conca fallata

ATM ridisegna il servizio pubblico, perplessità sulla soppressione di linee notturne N15 e N24

È apparsa recentemente su organi di stampa nazionali la notizia che la centrale idroelettrica della Conca Fallata, inoperante da anni, riprenderà a funzionare entro la fine del 2017. Preso così, l’annuncio sembra confortante, ma qualche dubbio è lecito. Prima non erano bastati anni di sopralluoghi e riunioni di organi tecnici e politici a trovare una soluzione al problema delle erbe acquatiche che ne hanno causato il blocco. Sono poi seguiti anni di abbandono che hanno prodotto l’inevitabile degrado della struttura. Rimetterla in moto costerà non poco denaro. Ricordiamo che la centrale della Conca Fallata costituiva il prototipo pilota di un progetto che prevedeva l’installazione di altre turbine lungo il corso del Naviglio Pavese, sfruttando i diversi dislivelli esistenti tra Milano e Pavia. Ma come spesso accade nel nostro scalcinato paese, è bastata una lieve distrazione dei proget-


6 la conca Le bande del sacco nero Il lunedì o il giovedì mattina percorrendo la direttiva corso San Gottardo - via Spaventa è molto probabile vedere cestini e bidoni condominiali dell'immondizia riversi per terra con i sacchi stracciati e i rifiuti sparsi per strada. Lo spettacolo è molto simile a quello che lascerebbe dietro di se un branco di cinghiali affamato che fa razzia dentro i cassonetti. Ma gli autori sono esseri umani ben organizzati che cercano nei nostri sacchetti indumenti o altri oggetti ancora buoni per essere rivenduti. Gli operatori dell'AMSA si trovano davanti a questa scena quasi ogni mattina in diverse zone della città, compresa la nostra, e chiamano i luoghi colpiti da queste devastazioni: "postazioni vandalizzate". Si tratta di un fenomeno in costante aumento, secondo quando ha dichiarato alla stampa il direttore operativo dell'azienda Mauro De Cillis: circa 177 sono le vie in tutta la città in cui si verificano regolarmente questi episodi (con la zona sud-est particolarmente colpita), che causano degrado e rallentamento delle operazioni di raccolta. Un effetto della crisi che non riguarda in alcun modo i senza tetto perché ha le caratteristiche della regolarità e dell'anomalia rispetto a quanto sporadicamente accade soprattutto nei piccoli cestini. AMSA ha in progetto un programma per contrastare questo fenomeno, nel frattempo consiglia ai cittadini di non buttare nei sacchi dell'immondizia vestiti o altri oggetti che possono essere valorizzati nei mercati irregolari. Pare infatti che la sistematicità del fenomeno riguardi soprattutto gli abiti di seconda mano (il bottino più ambito) che iniziano ad avere un elevato riscontro economico: questi non andrebbero gettati nel sacco dell'indifferenziato ma negli appositi contenitori dell'usato lungo le strade o nelle riciclerie, in modo che arrivino alle associazioni di volontariato.  n  lb

numero 1 * gennaio 2017

Là dove c’erano le fabbriche ora c’è … Proseguiamo con la pubblicazione della storia delle fabbriche della zona 5, prendendo spunto dalla mostra realizzata dall’Associazione Centro Comunitario Puecher Le fabbriche storiche della Milano industriale – Il caso della Zona 5. La fabbrica rappresenta infatti il passaggio epocale nella storia moderna e contemporanea. Il Novecento è stato il secolo dell’industrialismo, che ha significato ricchezza economica e forza sociale del movimento operaio. Il passaggio di secolo ha segnato la rottura e la crisi dell’industrialismo dando luogo alla decadenza industriale e alla disarticolazione sociale del movimento operaio, anche nel nostro Paese. Quando possibile cercheremo di approfondire l’argomento con testimonianze dirette di chi ha lavorato o vissuto comunque la vita della singola fabbrica. Chi fosse interessato a fornire un contributo può prendere contatto alla mail info@laconca.org Questo mese parliamo della CENTRALE DEL LATTE di Via Castelbarco. L'azienda era di proprietà del Comune di Milano che, nel 2000 sotto la Giunta Albertini, l'ha venduta al gruppo

Granarolo di Bologna. Questo a sua volta l'ha chiusa e ha ceduto il terreno all'Università Bocconi, interessata all'espansione delle sue strutture universitarie. Dal punto di vista storico la Centrale del Latte è stata istituita con delibera del Consiglio Comunale nel 1927 ed è diventata operativa nel 1930. Il suo continuo consolidamento è stato il risultato di una strategia di sviluppo che ha dato risultati straordinari in termini di miglioramento della qualità e di fiducia dei consumatori, che hanno riconosciuto sempre più il latte della Centrale come uno dei migliori prodotti tra quelli offerti dal mercato, frutto del lavoro dei tecnici del settore operanti nei suoi laboratori di ricerca costituiti dall'azienda per la pastorizzazione a bassa intensità, per la diversificazione delle tipologie di prodotto, ecc. Si è trattato di una realtà produttiva che ha costituito il fiore all'occhiello delle municipalizzate del Comune di Milano, fino alla sua ingiustificata dismissione e vendita alla Bocconi che intende realizzare un campus universitario entro il 2020.  n

San Carlo e San Paolo a San Cristoforo “È più logico investire le risorse in un ospedale nuovo e tecnologicamente avanzato, piuttosto che nella ristrutturazione di due datati”. Così afferma l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera. L’idea è di riunire gli ospedali San Carlo e San Paolo in un unico nuovo complesso ospedaliero che dovrebbe sorgere sull’area ferroviaria dello scalo di San Cristoforo. L’unione amministrativa in un’unica Azienda socio sanitaria territoriale (Asst) è già avvenuta di recente, nell’ambito della riforma della sanità lombarda. Parte delle risorse per realizzare questo nuovo progetto c’è già. Il San Carlo ha 47,5 milioni di euro, 38,5 provenienti dal Ministero della salute e nove dalla Regione. Questi fondi sono però stati assegnati per la ristrutturazione dell’attuale complesso e la gara per la progettazione e l’esecuzione è già in corso. I margini per dirottarli sul nuovo progetto paiono esserci. Il San Paolo è invece in attesa della conferma di un finanziamento governativo (che si dice essere imminente) di 40 milioni di euro per una ristrutturazione analoga a quella del San Carlo. Perché gli ottantasette e rotti milioni di euro possano essere utilizzati per il progetto del nuovo ospedale, occorre l’assenso dei finanziatori, in primo luogo del Governo. Poi occorrerà intavolare una trattativa con il Comune di Milano e la Ferrovia dello Stato. Il presidente della Commissione Ambiente del Comune, Carlo Monguzzi, non ha chiuso all’idea dichiarando che “per dare un servizio ai cittadini si potrebbe recuperare la quota di verde sottratta dalla realizzazione del nuovo polo ospedaliero in altri scali”. Anche l’assessore all’urbanistica Pierfrancesco Maran si è dichiarato disponibile a cercare una soluzione che migliori le strutture sanitarie. Di parere nettamente differente sono i sindacati che ritengono il progetto, con il pretesto della riduzione della spesa pubblica, una delle solite opere faraoniche con appalti milionari che nulla hanno a che spartire con le reali esigenze dei cittadini e dei lavoratori. D’altro canto lo stesso sindaco Sala ha manifestato cautela dichiarando: “Un ospedale vuol dire investimenti importanti e usciamo dalle competenze del Comune”. Per ora siamo ancora ai preliminari. Di questa vicenda ci si dovrà necessariamente ancora occupare per verificare che non si realizzi ciò che i sindacati paventano.  n  gc

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Un partito strumento di cambiamento   di Mattia Cugini Ventotto anni, sardo, milanese d’adozione da 10 anni. Ho una laurea in Economia e management in Bocconi, un master in Economia e Management dei trasporti e della logistica in Bocconi ed una specializzazione in management dei servizi pubblici locali in Bicocca. Mi occupo di pianificazione del trasporto pubblico locale ferroviario da 5 anni e di gestione del contratto di servizio fra la Regione Lombardia e la società per cui lavoro. Ho iniziato la mia attività politica all’età di 15 anni con la convinzione, ancora immutata, che ci si iscriva ad un partito non per avere un diritto in più ma per dare un diritto in più a qualcun altro grazie alla propria azione politica. Sono iscritto al Pd dall’anno della sua fondazione e dal 2013 a fine dicembre sono stato segretario del Circolo Pd Clapiz Chiesa Rossa. Il 20 dicembre scorso sono stato eletto all’unanimità, dai 5 circoli di zona, coordinatore del Pd della zona 5. In generale credo che si debba partire dal dato incontrovertibile che i partiti organizzati tradizionalmente (con un’eredità di impostazione novecentesca), come il Partito Democratico, da anni registrano una contrazione dei militanti e degli iscritti imputabile prevalentemente ai mutamenti storici che hanno investito le modalità di rappresentanza e di partecipazione. Rispetto ad un fenomeno di questo tipo, che riguarda anche i circoli territoriali, la dimensione organizzativa e politica della zona può rappresentare quel luogo e quello spazio di azione e di iniziativa che potrebbe consentire al Partito, rispetto alla sommatoria dell’azione non coordinata dei singoli circoli, di

esercitare una maggiore massa critica su alcuni aspetti d’interesse per la zona e di risultare più attrattivo verso gli elettori del centro sinistra ed i cittadini in genere. Il partito dev’essere percepito come uno strumento utile per cambiare la realtà, che è il fine ultimo, oltreché il luogo del confronto e lo spazio in cui esercitare la propria passione politica. Perché questo accada, è essenziale che il partito in zona non si consideri autosufficiente ma sia capace di porre in essere sinergie con associazioni culturali, comitati di quartiere, social street etc., senza avere la pretesa di sostituirsi a loro ma rendendosi interlocutore e tramite delle loro istanze con le amministrazioni di riferimento. I temi principali da affrontare nei prossimi anni, nella nostra zona, sono quelli riportati nei documenti risultanti dai tavoli di lavoro di Milano Domani e nel programma del centro sinistra per il Municipio 5 e per il Comune come: - Solidarietà e Sicurezza; - Sviluppo ed innovazione, rigenerazione urbana ed hou-sing; - Mobilità; - Agricoltura periurbana – Parco Sud; - Cultura ed associazionismo. Sulla governance di alcuni dei temi sopra riportati e sullo sviluppo di altri si misurerà la crescita della nostra zona, in un’ottica che è essenziale risulti sistemica, valuti le interconnessioni fra i diversi temi e veda una propensione all’innovazione accompagnata da interventi di protezione sociale, perché non esiste cambiamento vero senza interiorizzare la complessità; sempre più cifra del nostro tempo.  n

La folle corsa È noto, anche attraverso le lettere inviateci dai nostri lettori e gli articoli del nostro giornale, il malcontento sollevato dall’installazione degli autovelox. In particolare, nella nostra zona quelli sistemati sulla via dei Missaglia e in via della Chiesa Rossa. Tuttavia, la recente cronaca ha portato alla ribalta alcuni casi rilevati proprio dai controversi misuratori di velocità, che offriamo alla riflessione dei lettori. Via Palmanova, limite di velocità 70 chilometri orari, ore 23.00, un’autovettura di colore rosso (una Ferrari?) saetta a 226 chilometri all’ora. Cavalcavia del Ghisallo, limite di velocità sempre 70 chilometri orari, ore 1.30, un’automobile di colore bianco sfreccia a 227 chilometri all’ora. Saltiamo altri episodi simili nei quali è stata rilevata una ve-

locità di poco inferiore ai due casi sopra citati, per venire alle due strade che maggiormente ci interessano. Una vettura in via della Chiesa Rossa (dove, ricordiamo, il limite di velocità è di 50 chilometri orari) è transitata a 173 chilometri orari. Un’altra, di colore grigio, ha percorso via dei Missaglia (limite 50 km/h) toccando i 155 chilometri orari. Ora, di fronte a questi episodi si potrebbe sostenere che si tratta di casi limite, avvenuti in ore notturne. Nondimeno, dobbiamo notare che gli autovelox sono comunque serviti a rilevare comportamenti dissennati che altrimenti sarebbero passati inosservati, almeno fino al primo incidente che presto o tardi capita inesorabilmente in casi del genere. Inoltre, le pesanti sanzioni che hanno colpito i conducenti (maxi-multa e ritiro della patente) costituiscono di sicuro un deterrente. E intuibilmente non solo per loro.  n  gc


la conca 7

numero 1 * gennaio 2017

Per il bene del territorio

Ricordo di Rinaldo

Artististi per rivalutare angoli cittadini Il mese scorso l’Associazione Vivaio Award ha assegnato premi a “coloro che fanno bene al territorio”. Il riconoscimento per l’iniziativa culturale dell’anno è stato assegnato a Serendipity, il mu-

  di Natale Carapellese rale realizzato dall’artista amburghese di origini polacche Martin-aka 1010 sui muri dell’ex stabilimento dolciario di via Barrili angolo via Isimbardi.  n

PACTA SALONE via Dini: il programma di Gennaio Continua la stagione che unisce città e provincia al primo teatro metropolitano di Milano Continua la nuova vita del Salone di via Ulisse Dini. PACTA . dei Teatri ha portato a termine i lavori di riqualificazione dello spazio del primo Teatro Metropolitano di Milano, vero e proprio punto di contatto e cerniera fra le offerte culturali di Milano città e quelle dell'intera Città Metropolitana. Scrive Annig Raimondi, direttrice artistica del teatro: "PACTA SALONE è nato da una riflessione fondamentale. Un teatro, come luogo fisico e come luogo di pensiero, deve lavorare per un progetto di ampio respiro. Lo sviluppo del Territorio si fonda sulla cultura. Il cittadino ha le proprie radici nelle strade, nelle piazze, nelle architetture di case, nei bar, nei teatri, insomma nei suoi ambiti sociali d’incontro e deve poter sentire un senso di continuità tanto con l’ambiente naturale quanto con gli spazi pubblici. Con la riqualificazione del Salone di via Dini, PACTA . dei Teatri, unitamente ai suoi collaboratori, intende salvaguardare la storicità della sala come importante luogo di sperimentazione e portare grande beneficio sia alla Città che alla zona 5 e al territorio, sviluppando un centro pulsante di offerte culturali, che faccia da ponte di collegamento con la rete della Città Metropolitana e che, attraverso strumentazioni e accorgimenti anche per l’accessibilità universale, diventi il primo Teatro Metropolitano ‘oltre le barriere’. Questo deve essere un punto fondamentale perché PACTA SALONE possa essere identificato come un teatro da vivere, non solo sul palcoscenico e in platea, ma proprio come luogo in cui ritrovarsi. Sala di rappresentazione, mostre e performance, ma anche sala da ballo per abbracciare un’esplicita necessità di alcuni abitanti della zona. Ma la polifunzionalità del Salone è nella sua natura intrinseca. Infatti, forse non tutti sanno che, negli anni ’70, prima di diventare sala di spettacolo, il SALONE era la mensa dei tre istituti scolastici del Centro Puecher." Il filone dei grandi autori, che ha aperto la stagione, prosegue dunque con alcune produzioni PACTA . dei Teatri: dal 2 al 12 febbraio 2017, in coproduzione con OssigenOTeatro in prima assoluta, IL SOGNO DI UN UOMO RIDICOLO di Fedor Dostoevskij, regia Alessandro Pazzi. Una novità sarà poi dal 15 al 19 febbraio 2017 THE GLORIOUS NOTHING, il progetto espositivo e live performance in quattro misure di Raul Gabriel, artista

argentino che dalla musica è passato alle arti visive, organizzato e promosso da Fondazione Rivoli2 in collaborazione con PACTA . dei Teatri. Lo stesso artista, a partire dal concetto di riqualifica anche urbana dello spazio presente nel progetto PACTA, opererà un intervento pittorico per i muri esterni del PACTA SALONE. Al suo ottavo anno viene riproposto il Progetto DonneTeatroDiritti (DTD), ideato da Annig Raimondi: dal 23 al 26 febbraio 2017 KITCHEN STORIES, una tragicommedia in otto portate di Livia Bonetti e Federica Ombrato, storia di una donna sola alla ricerca della sua essenza. Quattro appuntamenti come punto d’incontro tra musica, architettura e arti visive daranno vita in questa stagione al Progetto PACTASoundZONE, ideato dal compositore Maurizio Pisati: il 23 gennaio 2017 ALEJANDRO JARAJ - VLPsound, musica a San Vittore, un cantastorie di suoni e immagini in un percorso di produzione musicale e invenzione col pubblico; il 6 febbraio 2017 MADDALENA NOVATI - DA SAVINIO A NOMUS PASSANDO PER FONOLOGIA, un itinerario urbano internazionale raccontato da una delle protagoniste di un viaggio ancora in corso. Il primo Teatro Metropolitano vuole e deve essere per tutti i cittadini di Milano e provincia. Per questo motivo PACTA . dei Teatri ha pensato una parte di stagione per tutti, grandi e piccini. Nella fascia pomeridiana si susseguiranno gli spettacoli del TeatroInFamiglia: il 21 e 22 gennaio 2017; il 28 e 29 gennaio e l’11 e 12 febbraio 2017, PACTA . dei Teatri porta sul palco per la prima volta imagOOrbis, e infine il 5 febbraio 2017 con la DITTA GIOCO FIABA, vanno in scena le CARTOLINE DI DON CHISCIOTTE, le fantastiche avventure del celeberrimo Cavaliere della Mancia raccontate con fantasia e divertimento in uno spettacolo di teatro d’azione.  n INFORMAZIONi: www.pacta.org - mail biglietteria@ pacta.org - tel. 0236503740 PACTA SALONE - via Ulisse Dini 7, 20142 Milano - MM2 P.zza Abbiategrasso Chiesa Rossa - tram 3 e 15 - ORARI SPETTACOLI: martedì-sabato ore 20.45 domenica ore 17.00, lunedì riposo (eccetto i lunedì di PactaSoundZone ore 20.45).

Si usa dire l’unione fa la forza   di Mario Donadio L’unione che in una fredda giornata nebbiosa ed invernale, ha radunato differenti realtà associative per un insolito evento. A promuoverlo Alessandra Camera, educatrice dell’associazione onlus l’Impronta. Assieme ad essa, un gruppo di bambini appartenenti alla Tartaruga, uno spazio dedicato ai minori con disabilità. Il progetto di Alessandra e i bambini, quello di poter dimorare assieme delle piante officinali. Problema: dove svolgere il tutto? Fortunatamente sul territorio, esiste una associazione “la Compagnia dell’Anello”, cui il Comune di Milano ha assegnato uno terreno per lo sviluppo di attività di giardinaggio. Un giro di telefonate e i componenti “dell’unione fa la forza”, salgono a tre. Un quarto l’associazione “APS Promozione sociale”, si aggiungerà

successivamente. Contribuirà con la propria esperienza maturata sugli orti sinergici, a seguire lo svolgimento della piantumazione. Bene, tutto pronto, “che le danze abbiano inizio” all’anello di via dei Missaglia angolo via Fabrizio de André. A coronamento del tutto l’apporto di Elisabetta e Nadia. Serviranno sul posto ai piccoli invitati, un caldo e profumato succo di mela alla cannella nella piccola ma accogliente casetta in legno della Compagnia dell’anello. Attimi magici. Quelli di una collaborazione fra associazioni che si sono trasformati in un bellissimo ricordo per tutti i partecipanti. Note tecniche. Grazie all’attività di quei bambini, il luogo vivrà anche un benessere da “zanzare al largo”. Timo e lavanda serviranno infatti a tener lontano i fastidiosi insetti durante il periodo estivo.  n

Lo scorso 5 novembre è mancato Rinaldo Gattavara, un caro compagno, un amico di tutti allo Stadera, molto stimato e conosciuto nel quartiere dove è nato, in via Palmieri 8, dove ha sempre vissuto per tutta la vita, sempre pronto ad aiutare chi aveva bisogno. Me lo ricordo come in fotografia, con il suo dolce sorriso che a volte celava quella lieve amarezza nel viso, quel volto scavato, molto espressivo e carico della sua intera storia di vita. Ricordo bene i suoi interventi, nelle riunioni del circolo Clapiz, oppure passeggiando nelle vie, tra i caseggiati, sempre insieme a quella che era stata da sempre la sua gente. Le sue parole, convincevano perché nascevano dalla realtà vera e profonda della Baia, i numeri che citava facilmente a memoria, per rappresentare un mondo, con le sue storie di degrado e abbandono, un mondo che con la sua azione, ha sempre cercato di cambiare con tutte le sue forze. Lui sapeva intervenire in qualsiasi situazione, con grande dignità, sempre dalla parte dei più bisognosi, in un territorio in cui la maggior parte, erano e sono ancora oggi, anziani e immigrati. Parlare con lui era sempre un piacere, perché ti prendeva con lo sguardo per mano, nelle vicende complicate e spesso inaccettabili di vita quotidiana, vissuta nel combattere il degrado e la costante presenza di quegli alloggi spesso vuoti e non assegnati. Rinaldo nacque proprio qui alla Baia del Re, il 10 ottobre del 1938, da Giuseppina Bulloni, ambulante di frutta e verdura e Arturo Gattavara che lavorava in fonderia. Rinaldo è un bambino negli anni drammatici della guerra, in questo quartiere costruito per accogliere le famiglie di operai immigrati, vite che si intrecciano insieme a quelle di artigiani e impiegati milanesi, in quella Milano in espansione del dopoguerra che ha saputo sempre, accogliere e integrare. Rinaldo inizia a lavorare a 16 anni come operaio in via Vigevano, poi come magazziniere alla De Franchis Giocattoli, in via Campazzino, 12 dove diventa agente di vendita. E’ in questo contesto che cresce la sua esperienza di uomo. Rinaldo vendeva giocattoli, il sogno di ogni bambino! Ogni Natale faceva visita ad Istituti per bambini meno fortunati, come il Don Gnocchi, per consegnare doni e allegria. Sempre dedito alla famiglia, al prossimo, al suo quartiere.

Per tutta la vita si è speso sempre per gli altri, più che per se stesso, il suo costante impegno per migliorare le condizioni di vita degli abitanti di quel microcosmo di umanità rappresentato da quelle strade, innestate tra la via Montegani e il Naviglio Pavese. Caseggiati popolari, fabbriche, botteghe e negozi che oggi non esistono praticamente più. Tendeva sempre la mano a chiunque ne avesse bisogno, lui c’era sempre, non si negava mai, fino a quando ha dovuto smettere di lavorare a causa di un infarto che gli aveva danneggiato gravemente il cuore, ma la voglia di fare era sempre la stessa. Il suo impegno per la città di Milano ed in particolare per il suo quartiere è stato riconosciuto il 7 dicembre del 2002 con la consegna di una benemerenza civica presso il Nuovo Piccolo Teatro da parte dell'allora Sindaco Albertini. Ha dovuto affrontare non pochi problemi di salute, ma non ha mai smesso di lottare. Il suo altruismo ed il suo senso di responsabilità non gli hanno mai fatto girare la faccia dall'altra parte e con lo stesso coraggio e serenità, ha affrontato fino all’ultimo minuto, anche la malattia. Ciao Rinaldo, mancherai alle tante persone che hai aiutato e ti hanno voluto bene, ma è proprio vero che quanto più forte è stato il tuo amore per questo quartiere, tanto più indelebile resterà il ricordo nella mente di tutti quelli che ti hanno conosciuto da vicino. La tua anima resterà sempre legata a tutti noi, perché appartiene alla memoria di questi luoghi. Grazie Rinaldo per tutto quanto sei stato capace di fare!  n

Prossimamente al Ringhiera Dal 3 al 5 febbraio ore 20.45 Matrioske giochi di famiglie en trasvestì un progetto di Nina’s Drag Queens con le allieve del corso Madri e figlie, regine e reginette La mamma, immagine di riferimento intramontabile o ingombrante modello d’altri tempi. In un duello di amore e odio, tra una canzone in playback struggente e una danza liberatoria, andrà in scena una girandola di madri e figlie, regine e reginette, amiche e alleate o perfide rivali. Ogni travestimento affonda le sue radici nell’infanzia, nella stanza dei giochi... Le Nina’s tornano ad indagare la radice del personaggio drag con le allieve del corso trimestrale in uno spettacolo-rivista più profondo di una seduta psicanalitica, più catartico di un rito psicomagico, più appassionante di una telenovela sudamericana. Dal 9 al 19 febbraio (martedì/giovedì e venerdì ore 20.45, mercoledì e sabato ore 19.30, domenica ore 16.00) Tre alberghi di Jon Robin Baitz, traduzione Masolino D’Amico, regia Serena Sinigaglia, con Francesco Migliaccio, Maria Grazia Plos, produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia Ken sogna di cambiare il Terzo Mondo lavorando in una multinazionale che sforna prodotti adatti a quei paesi. Ma una multinazionale fa affari, business, e Ken – interpretato da Francesco Migliaccio – senza quasi accorgersene, cambia pelle: ora è uno di quei tagliatori di teste, che la Ditta manda in giro per il mondo a licenziare chi non funziona più… o chi si è reso conto che la baby formula di un latte in polvere per le madri africane, forse non fa loro troppo bene!

«L’uomo che ho sposato e l’uomo che vende la baby formula alle madri africane, non sono la stessa persona» confessa Barbara – cui dà vita Maria Grazia Plos – moglie di quel dirigente ormai lontano da lei. Due caratteri complessi, vite in evoluzione, in cui i due attori della Compagnia del Teatro Stabile, si addentrano guidati da Serena Sinigaglia che per loro ha creato una partitura di intenzioni, sottotesti, interpretazioni, effetti scenici, che si condensano in uno spettacolo significativo, tagliente, emozionante. “Tre alberghi rappresenta – attraverso la successione di tre monologhi – il disfacimento del protagonista Kenneth che vede il suo matrimonio crollare e la sua persona mostrificarsi. La scelta di Baitz di calare una profonda critica e analisi politica economica sull’esistenza di due persone, te la rende immediatamente percepibile, vita concreta”. In Tre alberghi, c’è dunque il dramma di una coppia in cui marito e moglie crescono in modo diverso. C’è la critica a un mondo ormai tutto declinato – cinicamente – sul consumismo e il capitalismo, sempre meno umano e più reificato… Dalle stanze di tre alberghi – a questo allude il titolo – che la scenografa Maria Spazzi ha ricreato in un’ambientazione affascinante e metaforica, marito e moglie raccontano tre fasi della loro vita: il successo di Ken, la denuncia di Barbara, la fuga di lui verso, forse, il ritorno a un’età dell’innocenza. Per ogni altra informazione e prenotazioni: http://www.atirteatriringhiera.it – telefono 02.84892195 prenotazioni@atirteatroringhiera.it


8 la conca

numero 1 * gennaio 2017

le iniziative del centro culturale conca fallata www.centroculturaleconcafallata.blogspot.it 28 gennaio 2017 - ore 19,00 - Chiesa: Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa Via Neera 24 Milano. - ingresso libero.Una musica per l'anima Concerto: La venuta degli ambasciatori giapponesi in Italia 1585. In collaborazione con i Musicisti Russi. Musiche del 500 - organo: Marimo Toyoda - violino Aki Takahashi. 4 febbraio 2017 - dalle ore 10 - Via Barrili 21 Milano - Mercatino delle pulci - cose belle e utili - libri usati ecc. Organizza: Laboratorio donne simpatiche - Pomeriggio: festa del tesseramento con rinfresco e caffè. Saranno disponibili le tessere Arci/Conca del 2017 - costo 20,00 euro. 16 febbraio 2017 - Gallerie d'Italia - Piazza Scala Milano - ore 10,30 - riservata ai soci. Visita guidata alla mostra Bellotto e Canaletto - lo stupore e la luce. Costi: ingresso euro 10,00 - ridotti over 65 euro 8,00 - correntisti Banca Intesa euro 5,00 - prenotazioni al n. 3336995686.

28 febbraio 2017 - Spazio Barrili Via Barrili 21 Milano - ore 20,45 Serata culturale sul tema: Europa e Islam - incontro o scontro di civiltà? - Con Pino Nicotri giornalista e scrittore dibattito. SPAZIO BARRILI Via Barrili 21 Milano Tutti i lunedì dalle ore 18,00 alle ore 19,30 lezione di Tai-chi - con Sonia Ferrari info e costi: 3332971352 Tutti i martedì dalle ore 17,00 alle ore 19 Laboratorio di parole con Ester Grancini - info: 3483833887 Gisella. Tutti i mercoledì dalle ore 15,00 alle ore 18,00 - Laboratorio donne simpatiche ritrovo aperto a tutte/i info: 3477968212 Rosanna. I relativi programmi e altre notizie le troverete sul nostro blog: www. centroculturaleconcafallata.blogspot.it

Gita in Vallassina domenica 2 aprile

appuntamenti alla biblioteca chiesa rossa 12 gennaio * ore 20:45 La paura dei test generici per la prevenzione delle malattie ereditarie. Presentazione del libro di Baroukh Assael, Il gene del diavolo. Le malattie genetiche, le loro metafore, il sogno e la paura di eliminarle, Bollati Boringhieri, Torino 2016. Modera Maurilio Riva. Intervengono Faustina Lalatta, Baroukh Assael. 26 gennaio * ore 20:45 Giornata della memoria. La salvezza degli ebrei in Bulgaria ad opera di Dimitar Pesev. Presentazione del libro di Gabriele Nissim, L’uomo che fermò Hitler, A. Mondadori, Milano. Modera Giuseppe Deiana. Intervengono: Andrea Cattania, Martina Landi, Rossen Roufev 1 febbraio * ore 21 L'anno della luna 1969: utopia di una stagione indimenticabile a cura di Bruno Contardi 2 -9 -16 -23 febbraio dalle 19:30 alle 20:30 Corso di conversazione in inglese e italiano per stranieri 9 febbraio * ore 20.45

W

tra esperienza dei sensi e sviluppidella scienza. Modera Giuseppe Deiana Intervento di Andrea Cattania A cura dell’Associazione Centro Comunitario Puecher 11 febbraio * ore 21

Il romanticismo italiano e russo:virtuosissmo e passione in letterattura, poesia e opera lirica italiana (Paganini, Liszt, Puccini, Rossini, Belini, Donizetti, Verdi). Canto lirico con pianoforte; violoncello; lettura di poesia. 11 febbraio * dalle ore 17:00 alle ore 18:30 21 febbraio * dalle ore 18:30 alle ore 20:00 Il lavoro, viverlo bene quando c’è e quando non c’è. Relatrice Marina Sangalli A cura del L CENTRO INSIEME 23 febbraio * ore 20:45 Dante e l’Islam Modera Giuseppe Deiana Intervento di Andrea Marino A cura dell’Associazione Centro Comunitario Puecher

La nostra immagine del cosmo

Le attività de I Circuiti Dinamici Programma ore 8 ritrovo via Domenico Savio 3 (vic. Biblioteca) ore 8.15 partenza con pullman gran turismo

ore 15.30 visita guidata all’Osservatorio astronomico di Sormano, in località Colma del Piano a 1128 metri di altitudine ore 9.30 arrivo a Rezzago e visita guidata alla chiesa romanica del XII secolo dei Santi Cosma e Damiano ore 10.30 nel paese di Caglio, visita al Percorso Segantini, dedicato all'omonimo noto pittore ottocentesco ore 12.30 pranzo all’agriturismo Binda, a Pian del Tivano (volendo colazione a sacco sul prato)

ore 18 partenza per il rientro con arrivo previsto verso le ore 19.30 Costi con pranzo al ristorante 50 euro – con colazione a sacco 40 euro (soci) Le quote comprendono le visite guidate e il viaggio andata e ritorno con assicurazione Informazioni e prenotazioni: 3336995686 3387708523

Milano, Via Spezia 33 - Tel: 02.89511002 - Fax: 02.89504896 mail: milano.un35382@agenzia.unipolsai.it polizze di assicurazione per la casa, gli infortuni, pensioni integrative, r.c. professionali, r.c. auto, preventivazione e consulenza gratuite professionalità e cortesia al vostro servizio

Venerdì 27 gennaio 2017 alle ore 17.30 l’Associazione Circuiti Dinamici, sita in Via A. Giovanola 19 e 21/C in Milano inaugurerà il nuovo anno con tre iniziative dedicate al Giorno della Memoria, il recital musicale Il miracolo della sopravvivenza, un percorso che esprime stati d'animo e sentimenti diversi, un filo conduttore tra musiche e parole, che lega episodi bui a gesti di sublime umanità, a stratagemmi per riuscire a sopravvivere. Anche nel mondo dell'orrore dei lager si è riusciti a pensare, a giudicare e a resistere. Seguirà alle 18.30 l’ inaugurazione della mostra 12.100.000/Arbeit macht frei – Il giorno della memoria, una collettiva che ha Invitato gli artisti partecipanti a dare forma e voce al loro personale intento di presa di coscienza di ciò che è accaduto, a dare una formula di elaborazione dei fatti, un’interpretazione personale della propria visione di queste vicende storiche. “Il Giorno della Memoria non vuole misconoscere gli altri genocidi di cui l’umanità è stata capace, né sostenere un’assai poco ambita «superiorità» del dolore ebraico. Non è infatti, un omaggio alle vittime, ma una presa di coscienza collettiva del fatto che l’uomo è stato capace di questo. Non è la pietà per i morti ad animarlo, ma la consapevolezza di quel che è accaduto. Che non deve più accadere, ma che in un passato ancora molto vicino a noi, nella civile e illuminata Europa, milioni di persone hanno permesso che accadesse. Dopo la Shoah è stato coniato il termine «genocidio». Purtroppo il mondo ne ha conosciuti tanti, e ancora troppi sono in corso sulla faccia della terra. Riconoscere delle differenze non significa stabilire delle gerarchie nel dolore: come dice un adagio ebraico «Chi uccide una vita, uccide il mondo intero». Le mostre, entrambe curate da Antonia Guglielmo, saranno visitabili fino al 10/02/2017 dal giovedì al sabato dalle ore 17 alle ore 19. La terza proposta è quella di Anna Epis e Aldo Torrebruno che con la Wunderkammern effimere presentano una riflessione su violenza e diritti. Le opere selezionate sono state raccolte tramite ArtCafé, un blog dedicato alle Arti Visive curato da Microbo.net. Sempre venerdì 27 verrà inaugurata nello spazio di via A. Giovanola dalle 19 alle ore 18 la mostra personale di Pietro Librici. Domenica 29 alle ore 11 chiude il mese il consueto ciclo Autori e dintorni a cura di Mimmo Ugliano con la presentazione di un nuovo libro.  n

Domenica 8 gennaio 2017, ci ha lasciato per sempre, all’età di 40 anni, per un improvvisa malattia, Alessandro Rizzo. Alessandro è stato scrittore, giornalista, critico d’arte, un compagno, un antifascista. Negli anni passati è stato apprezzato collaboratore del nostro giornale. Alessandro è stato una persona generosa, sensibile, studiosa, semplice, buona, positiva, sempre disponibile e coerente con le sue scelte di vita per una società più inclusiva, più giusta, basata sulla solidarietà e la partecipazione. Una persona speciale che mancherà a tutti. Il Centro Culturale Conca Fallata si stringe, nel cordoglio più sentito, ai suoi familiari ed ai loro cari

La conca 01 gennaio 2017  

Il numero di gennaio 2017 del periodico gratuito di Zona 5 Milano

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