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L EMPIREO Il mensile di Civitanova Marche

LA STORIA E’ DI CHI

L’HA FATTA

Alfredo Di Lupidio e i suoi palchi


Noi che le Marche le viviamo ! Una regione per tutte le stagioni

Se il mare è il punto di forza di questa regione, il commercio non è certo da meno. Sono i suoi negozianti a renderla viva, turistica, attraente, oltre ovviamente alla componente eno-gastronomica. Diciamo che tutto ciòche rende le Marche “appetibili”, in ogni senso, le rende automaticamente vive. Ciò che attrae fa sì che si crei turismo, dunque ricavi, dunque miglioramenti, dunque turismo... ed è così che tutto finisce in un’ellissi senza fine. Io che, da milanese doc, conoscevo poco le Marche, ho imparato ad apprezzarle vivendole, scoprendole, conoscendole a fondo. Le Marche sono una regione vivibile in ogni stagione. D’estate per il suo mare, d’autunno per i suoi colori, d’inverno per i suoi sapori, in primavera per i suoi monti e percorsi alternativi. Una componente continua però c’è: il commercio. Lo shopping, gli outlet, i negozi. Sono questi a fare la differenza, a far sì che il fine settimana la gente lasci, per esempio, il paesino della provincia maceratese per visitare Civitanova e fare la cosiddetta passeggiata nel centro. Le famigerate vasche - consigliate almeno una volta nella vita! Chi può mai stancarsi di una Regione così?

Silvia Del Beccaro

Copia distribuita gratuitamente Direttore responsabile Silvia Del Beccaro Editore Fabio Burgio Radio City Light - L’Empireo Largo Castelfidardo 24 62012 Civitanova Marche Tel: 349 3661928 P.IVA : 01589790433 Stampa Grafiche Cosentino sas Zona Industriale 95041 Caltagirone (CT) p.iva: 03497800874

Progetto Grafico Grafiche Headline Multimedia Di Sonia Matacotta Strada San Filippo 2/A, 63821 Porto Sant’Elpidio Tel : 340- 7130147 soniagraficaeventi@email.it Iscrizione Tribunale di Macerata N.878/11 R.G.N.C N.604 Reg.Pubbl. N 1294 Cron Collaboratori Manuela Cognigni Fabio Burgio Renè Disel Antony Persichini Magnolia Emme Alessia Trovellesi

Per la tua Pubblicità Fabio Burgio: Tel 349 3661928 Sonia Matacotta: Tel 340 7130147

Copyright L’editore non si assume la responsabilità per l’uso di marchi o slogan usati dagli inserzionisti. E’ severamente vietato riprodurre questa pubblicazione totale o parziale o anche attraverso fotocopie. Foto di copertina Roberto Vives Con Il patrocinio del comune di Civitanova Marche e della Provincia di Macerata


Come eravamo..

Foto Offerta da Giampiero Marchetti ( Nipote di Bartolini Angelo detto Ngioletto)

Da sinistra: Angelo Bartolini (figlio di Memmo, che andava con la barca in Dalmazia), uno dei fratelli Gasparroni, Domenico Piampiani (Domè Da Scenza), ancora un fratello Gasparroni. 4

L’EMPIREO


Sommario Storie e volti del Cantiere Navale Anconetani 07

Mare per ogni stagione 09

Negozi e personaggi storici del corso Umberto I° 11

Alfredo Di Lupidio e i suoi palchi 14

Inseguendo il maratoneta Vagnoli 18

L’ultima perla di Lando e Dino 20

I nostri Amici in concerto 22

Calcio A5 ASD Civitanova 25

Nuovi DJ a Radio City Light 28

Lavoricidi Italiani in onda su Rai 2 29

Oltre ogni barriera 30

Yoga e benessere 33

Oroscopo 34

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VIAGGIARE Sul legno di quercia

Civitanova Marche è stata sempre un cittadina marinara: la gente esisteva e lavorava solo per il mare.

A

nconetani fu il più importante cantiere a Civitanova, nato con i genitori dell’attuale proprietario. Ne seguirono altri, comunque, che ebbero una certa importanza. Cecchetti, per esempio, realizzava barche daguerra durante il periodo bellico, mentre subito dopo iniziò a trasportare legname dall’Italia alla Croazia. Il cantiere Anconetano esiste da ben quattro generazioni e dagli albori ha sempre costruito barche - se ne contano circa 400. Inizialmente venivano chiamate “paranze” o “lancette” ed erano realizzate in legno di quercia. Il lavoro era tutto manuale. La prima imbarcazione di famiglia è stata realizzata nel 1947. Alla costruzione prendevano parte diverse figure. Esisteva un maestro d’ascia, che dirigeva i lavori; era colui che firmava la costruzione e progettava la barca. Con quel documento si poteva poi decidere se allungare o accorciare l’oggetto. Le imbarcazioni erano realizzate a costole chiamate “ordinate”: bisognava cioè metterle in fila...

La storia delle imbarcazioni civitanovesi raccontata dalla storica famiglia Anconetani Servivano figure professionali per realizzare le barche in legno da mandare in mare


Occorreva una certa manualità e per questo si iniziava a lavorare nei cantieri sin da piccoli. I carpentieri, dal loro canto, ponevano il fasciame, mentre altri mettevano la cosiddetta stoppa, che rendeva la barca inaffondabile. Infine c’erano persone che si occupavano del calafataggio: dovevano stare seduti e operare con un martello di legno chiamato “mazzola”. Ogni pezzo della barca era abbinato ad una quercia specifica, ad esempio il pezzo della poppa era grosso e quindi necessitava di una pianta bassa e grossa. Per la prora serviva un pezzo lungo 6 metri e curvo - perché la prora gira sotto la barca. La pesca con le paranze era limitata e quando il tempo non era ottimale venivano rimesse a terra.

Civitanova Marche è stata sempre rinomata per le costruzioni delle barche. Seguono San Benedetto del Tronto e Ancona.

Attrezzi da lavoro dei Calafati. Scalpello per legno e stoppa, martello denominato “mazzola”, e cordoncino.

Le poche famiglie che si occupavanodell’importazione del legno abitavano a pochi passi dalla piazza. Importazione, sì, perché nell’anno 1967/1968 era uscita una legge regionale che impediva l’abbattimento delle querce. Dunque non potendo più rifornirsi di legno, occorreva rivolgersi altrove, Toscana o Campania. Si riscontrò tuttavia un problema con il legname della Campania: schegge di ferro infilzate nelle querce, a causa del bombardamento a Cassino del 1944. Per ultima rimase la Toscana. La legge regionale tuttavia spinse i costruttori a cambiare materiale. Nacquero i primi pescherecci in acciaio, con i motori dei carri armati. Le prime barche furono San Marco, Primo, Sciacca, Greta, Palermo e Tre Porti. Le donne correvano in aiuto, come tutto il paese del resto: a Civitanova tutti si conoscevano e molti erano parenti fra loro. Manuela Cognigni Foto Articolo gentilmente concesse dalla famiglia Giuseppe Anconetani

Via Trento 6 e Via Duca degli Abruzzi 8 - 62012 Civitanova Marche ( MC ) Tel 0733 770769 / Tel 0733 774480 8

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Foto di Fabio Burgio

IL MARE D’INVERNO Avete mai osservato il mare? È l’elemento che contraddistingue la nostra città, eppure la maggior parte di noi se ne ricorda solo quando arriva la stagione più calda e afosa dell’anno.

Via Martiri Delle Foibe, 12/H  62012 Civitanova Marche (MC)  Tel:0733816505

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l mare invece è sempre qui. Forse sono solo i nostri pescatori a conoscerlo e a raccontarcelo com’è realmente. “La pazienza delle onde di andare e venire” non si ferma mai e ci regala una tavolozza di colori che cambia a seconda delle sfumature del cielo. D’inverno un pittore intingerebbe un pennello nel verde petrolio, nel grigio fumo e nel blu profondo. Dallo scoglio da cui scrivo, in lontananza, strisce d’acqua verde si alternano a quelle più blu, che poi si infrangono a riva. L’aria che si respira è più fresca e taglia quasi il respiro. Ci sono pescatori di fronte a me e più in là, navi, che scompaiono man mano che il mare le accoglie. Un quadro impossibile da dipingere. Non lo so... quasi mi alzo e scatto una foto per “rubare” un momento, un colore e... portarlo a casa con me. Non perdetevi questo spettacolo. Se riuscite quando avete un pò di tempo libero fate una passeggiata o magari perché no...in bici ..al lungomare e lungo il molo. Con la pista ciclabile e pedonale avete la possibilità di ammirare i colori autunnali delle nostre spiagge. E poi passate al porto. Salutate i pescatori intenti a sistemare i loro “barchetti” e se non fa troppo freddo, sedetevi come me, aspettate il tramonto e ascoltate cosa ha da dirvi il mare. Alessia Trovellesi L’EMPIREO

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Foto di Fabio Burgio


IL CORSO

Foto di Fabio Burgio

E I SUOI

MILLE SEGRETI

Dagli anni Cinquanta agli anni Settanta Il biennio Cinquanta-Settanta è un periodo molto ricordato dai negozianti dell’epoca. Chi ha vissuto quel periodo non ha dimenticato gli alimentari Tomassimi o Bastia Sport che vendeva articoli sportivi e giocattoli, al pari di Petrelli. Mangiare era l’ultimo dei problemi: ad ogni angolo c’erano bar (quello delle postine o di Durante) e gelaterie (Bartoli, che realizzava il famoso “gelato di spaghetti”, fatto di crema e salsa all’amarena). In materia di abbigliamento, si ricorda bene la camiceria Bartoletti e il negozio di Vallesi. Famoso anche il negozio di Annibali, che vendeva vernici, colori e materiale per le belle arti. Agli anni Sessanta, invece, risalgono le attività del fotografo Del Monte e l’alimentari di Antonio Bastia, detto Tonino. Sempre in materia di cibo, ricordiamo la macelleria Evangelisti e la gelateria-pasticceria del torinese Carlo Fresia, che allestiva anche i tavolini all’esterno: ottime le paste servite. Lungo il corso all’epoca esisteva anche l’albergo Italia, con tanto di giardino annesso. Altre attività note erano la cartolibreria dello Scolaro e il negozio di Coltorti, che vendeva tessuti per confezioni, vestiti e cappotti. Dal lato opposto si trovavano negozi di materiale edile, frutta e verdura, biciclette e benzina (Domenella), abbigliamento (Edalvaise), farmacie (Natalini), banche (Cassa di Risparmio) e bar (Fioravanti). Indimenticabile anche l’ambulatorio delle suore.

Foto di Sandro Bella


Foto di Sandro Bella

Agli anni Settanta risale il negozio Pennesi, la farmacia, la rivendita di benzina (Mancini). La barbieria di Serantoni e quella di Micucci e la rivendita di benzina di Bozzoni. La domenica i negozi erano aperti, per via della messa e del mercato, frequentato dai civitanovesi ma anche da coloro che venivano dalle campagne. Le donne, per evitare di consumare le scarpe - costose - indossavano gli zoccoli e si cambiavano le scarpe una volta giunte in città. Molto spesso si preferiva il baratto: dare polli, conigli e uova in cambio di baccalà, alici e aringhe.

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La sera si preferiva stare tutti in compagnia, si portavano le sedie fuori dalle case e si parlava di cosa fosse successo in una o nell’altra via. Di tanto in tanto si scappava per andare a prendere un gelato insieme a genitori ed amici. Quando si usciva per una passeggiata sul corso, gli uomini camminavano da una parte e le donne dall’altra: diversamente da quello che accade oggi...forse un po’ perché i genitori controllano maggiormente. La mentalità era decisamente diversa. All’epoca le ragazze dovevano studiare per cui si andava allo Stella Maris, dalle suore, oppure a ragioneria nella parte alta della città.


Negli anni Sessanta anche noi avevamo comunque le nostre feste universitarie. Era bellissimo. D’estate specialmente si organizzavano i veglioni, punto di riferimento: lido Cluana. Si ballava. Ci si divertiva. Da lì poi ci si spostava per una passeggiata o si andava all’Ente Fiera. Ad una festa venne perfino Adriano Celentano, quando ancora era agli inizi della sua carriera. Sono seguiti altri lirici importanti come Sesto Bruscantini o Scarrafoni. Civitanova è sempre stata una città accogliente; ci conoscevamo tutti e ci salutavamo, sapevamo quello che succedeva e si dava una mano a chiunque ne avesse bisogno. Il volto della città tuttavia è cambiato intorno agli anni Settanta, con l’arrivo dei primi supermercati e i piccoli negozi si trasformarono: il negozio che una volta era di Vallesi, ad esempio, cambiò nome in Tutto Per Tutti uno stabile di tre piani.

Foto di Sandro Bella

Manuela Cognigni

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CULTURATEATRI Foto di Fabio Burgio

LA STORIA E’ DI CHI L’HA FATTA

Alfredo di Lupidio e i suoi palchi Da quanti anni è direttore? La mia carriera è iniziata nel 1975, appena laureato e finito il militare. Il primo settembre ho fatto il concorso pubblico per titoli d’esami. Eravamo in cinque a quell’epoca. Per me sarebbe stata una scommessa, non sapevo bene a cosa sarei andato incontro; non ero molto informato sulla realtà delle aziende municipalizzate. Non la conoscevo come tale quindi per me è stata una vera scoperta. All’inizio lo vissi come un momento provvisorio: ero laureato in economia e commercio e pensavo che avrei fatto altro nella vita. Ma questa è un’attività che ti coinvolge davvero, una volta conosciuta ed entratoci appieno.

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Cosa ricorda meglio di questi anni di lavoro?

E’ stato uno dei più giovani direttori di teatro e da oltre trent’anni organizza, coordina, dirige i palchi civitanovesi.

Sembra quasi una dichiarzione prossima al pensionamento, anche se in effetti ci sto pensando. Ho già 37 anni di retribuzione e 4 anni riscattati con la laurea. Sto cercando di valutare se sia il momento di lasciare tutto, anche se oggi diventa una scelta difficile, soprattutto in Italia. Ma la domanda era... cosa ricordare? È stata una bella cavalcata. Io avevo solo 25 anni. Qui risalgono le mie prime esperienze, anche con un po’ di paura, nella gestione di un’attività in cui mi sono trovato spesso da solo: come direttore di un’azienda municipalizzata e come rappresentante legale, perché responsabile legalmente di tutto quello che avviene verso terzi.


Foto di Fabio Burgio

Non è cosa di poco conto, tenendo presente che a queltempo i teatri erano veramente messi male. L’agibilità e la sicurezza erano carenti sottomolti aspetti, quindi nel corso della mia carriera ho sempre cercato in maniera affannosa e continua di portare in sicurezza i contenitori. Non è stato facile. La tendenza era di dire “smontiamo il Rossini e lo rifacciamo nuovo, in un altro luogo”. Io però non ho mai voluto questo e ho dedicato le mie energie nel cercare intanto di ristrutturare l’esistente e aspettare una futura ristrutturazione totale. Questo l’ha portata spesso ad essere in disaccordo con il potere del momento? Abbiamo avuto le nostre belle battaglie civili. Ci siamo impegnati in raccolte firme, per cercare di mantenere vivi e ristrutturare i teatri civitanovesi. È stato un lavoro appassionante, ma per nulla facile. La soddisfazione più grande, però, l’ho avuta quando ho avuto la fortuna di lavorare con Angelo Gaetani: una persona illuminata in tal senso. Doppia laurea, una in ingegneria meccanica e l’altra in ingegneria nucleare

Mi sono trovato subito in sintonia con lui: non un politico, ma un tecnico prestato alla politica. Tutte le mie idee di ristrutturazione, di ammodernamento dei teatri hanno dunque trovato una spalla in un presidente come Gaetani. Poi ci fu il periodo della svolta... Coincise con l’arrivo del commissario prefetto ascolano De Rosa. Era un prefetto giunto qui per sostituire un’amministrazione crollata. La città fu, per così dire, “commissariata”. De Rosa mi chiamò e mi domandò quali fossero le problematiche dell’azienda. Gliele elencai. Erano infinite: i locali non erano sicuri, i vigili del fuoco mi diffidavano ogni sei mesi e minacciavano la chiusura, il teatro era puntellato, il graticcio non esisteva, ci si arrampicava come tarzan per vedere i film. Ricordo che mi risponde, testualmente: “io non posso fare la ristrutturazione del teatro, però possiamo cominciare ad avviarla”. Fece partire così la prima tranche di lavori. Iniziammo col palcoscenico, la zona più a rischio di tutta la struttura. In seguito con la giunta Marinelli, proseguimmo nella ristrutturazione della sala platea e della galleria. Nel frattempo anche all’Annibal Caro erano partiti i lavori per il rinnovo del

teatro. L’ultimo ad essere sistemato fu il Cecchetti. Da qui nacque l’azienda municipalizzata, diventata poi un sistema di teatri invidiato da quasi tutte le Marche. Da ciò deriva anche il soprannome di Civitanova: “la città dei Teatri”. Si parla sempre di queste tre strutture, ma non dimentichiamo che in città abbiamo anche un bello spazio sul lungomare, ovvero l’Ente Fiera. L’Arena Barcaccia è stata avviata sempre grazie alla collaborazione col commissario De Rosa, che un giorno mi chiese: “Cosa facciamo quest’estate? Programmiamo cinema? Ma dove possiamo farlo? “

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Non c’è un’arena?”. Il cortile dell’Ente Fiera era stato consegnato per 99 anni come comodato gratuito all’Ente stesso, quindi non avremmo potuto utilizzarlo. La coincidenza astrale ha voluto che a capo dell’Ente Fiera ci fosse il commercialista Stratti, un altro professionista chiamato a gestire la struttura commissariata. I due insieme annullarono quella delibera e permisero dunque di organizzare le proiezioni cinematografiche. Quali sono le caratteristiche che diversificano i teatri cittadini? Ognuno ha una sua tipicità: Annibal Caro racconta, Cecchetti ricerca, Rossini diverte. Perché diverte? Perché un contenitore da 800 posti era destinato ai musical, agli spettacoli più di impatto, di grande pubblico, che riuscivano a garantire con gli incassi l’abbattimento dei costi e dei cachet. I nostri teatri, in particolar modo il Rossini, sono invidiati da tutti perché hanno una grande capacità ricettiva. Mentre noi, a casa, abbiamo sempre dovuto difenderci da questa atmosfera di poca comprensione delle loro potenzialità, fuori ci hanno sempre invidiato. La domanda che in molti si sono posti è: “come fanno a organizzare tutti quegli eventi a Civitanova?”. Molti tra l’altro sono autofinanziati con una programmazione ad hoc e una progettualità.

Foto di Roberto Vives

Come si inserisce la danza in questi contesti? Il primo anno la rassegna venne organizzata proprio all’Arena Barcaccia. Poi, con la ristrutturazione del Rossini sotto la presidenza di Carlo Centioni, e l’inserimento dell’aria condizionata abbiamo spostato l’evento all’interno del teatro, senza dover correre il rischio di

annullare l’evento causa maltempo. Ospitare una compagnia straniera, per esempio quella di New York, ha un costo, spese obbligatorie come volo aereo, service e tutto ciò che potesse servire per organizzare un evento. Annullare un appuntamento di questo genere lo stesso giorno per maltempo significava pagare ugualmente tutti e non fare niente.

NNIB LI

PROPOSTE D’ARRENDAMENTO Corso Umberto I° n. 71 - Civitanova Marche Tel : 0733.812951

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Due parole su PopSophia? È un nervo scoperto ed è difficile parlare in questo momento di un Festival cui abbiamo dato tanto e in cui abbiamo creduto fin dall’inizio. PopSophia nasce dall’esperienza di Tutto in Gioco. Il 2010 è stato un anno di transizione ma nel 2011 è stata avanzata questa iniziativa. All’amministrazione comunale era stato proposto di fare un vero e proprio Festival, essendo Civitanova una città dinamica, che si sposa perfettamente alla contemporaneità, con grandi imprese che lavorano nel campo della moda e dello stile. Quando abbiamo organizzato Vita Vita sia a Civitanova Alta a Porto Civitanova, qualcuno ha visto che eravamo capaci di fare certe cose e questo ha fatto si che una manifestazione come Tutto in Gioco fosseospitata nella nostra città. Venuta a mancare questa iniziativa, si è aperta la porta a PopSophia. Per noi è stato strategico il consenso che ha avuto, la visibilità. Adesso però viviamo questa cris e mi rammarico moltissimo. Mi fa male vedere andare vanificato un lavoro biennale,durante il quale abbiamo dato tanto e sono stati spesi sacrifici e forze. Perché succede ? Questo è un altro discorso! RIVENDITORE AUTORIZZATO

Manuela Cognigni

C/so Umberto, 102/104 Civitanova Marche (MC) Tel e Fax 0733 770185

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Foto diFabio Burgio

L’amore per una donna e la passione per lo sport hanno portato Luigi Vagnoli a recarsi a Mosca, per una delle più importanti maratone mondiali. Ottimi i risultati ottenuti.

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ono ben 36 anni che esercito questo sport a livello agonistico. Per me questa è la quinta maratona. La prima risale al 1984, a Terni, dove ha impiegato 2 ore e 26 minuti. Poi due anni fa ho partecipato alla stessa maratona di Terni, poi vincendola. Sono andato ad Atene, arrivando 135 esimo assoluto su 18.000 partecipanti e quarto fra gli italiani. Nello stesso anno ho partecipato alla maratona di Londra, a cui erano iscritte (ndr. partenti) 40.000 persone: sono arrivato 381esimo e quarto sempre fra gli italiani. Lo scorso anno ho preso parte alla maratona di Mosca, dove sono arrivato 28esimo assoluto su circa 17.000 iscritti. Infine quest’anno ho ripetuto l’esperienza a Mosca, circa tre mesi fa: sono arrivato 25esimo assoluto, prima categoria, su 18.000 partecipanti circa. In quell’occasione ho registrato il mio secondo tempo di sempre: 2 ore,42 minuti e 22 secondi. Direi che a 48 anni suonati è veramente un tempo ragguardevole.

UN VIAGGIO per

ITALIA - MOSCA

PASSIONE Idee Regalo Di Cioppettini Samantha

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Viale Matteotti 79 - Civitanova Marche - Tel 0733.817159 18 L’EMPIREO


Maratona Il civitanovese Luigi Vagnoli si è classificato 28esimo assoluto su circa 17.000 iscritta

Luigi Vagnoli, fisioterapista per professione e sportivo per passione, ha una lunga carriera da maratoneta alle spalle. L’ultima esperienza risale a un mese fa, a Mosca. Cosa l’ha portata a Mosca? La mia fidanzata Irina è moscovita e questo ha contribuito a darmi maggiore stimolo. Mi ha spinto a partecipare al secondo anno consecutivo a quell’evento.

Foto diFabio Burgio

Nella vita si occupa, però, di fisioterapia... da quanto tempo esercita la professione? Da circa 20 anni. Ho lo studio qui a Civitanova Marche, in via Duca degli Abruzzi 29. Mi occupo di fisioterapia a 360 gradi. Faccio massaggi, riabilitazione ecc. sia a livello manuale che strumentale. Ad esempio, mi avvalgo di uno strumento che si chiama Yag Laser: mi aiuta a sistemare problematiche quali ernie discali, ernie cervicali, strappi, stiramenti, contusioni, epicondiliti, pediartriti e quant’altro. Quali sono i problemi che Lerichiedono di risolvere maggiormente? Sono diversi. In linea generale si presentano problematiche relative alla schiena, perché è il tratto che ci sostiene. Seguo anche gli anziani, a domicilio e nel loro caso si tratta di problematiche relative alla mobilità: gente che non si può muovere, che ha il parkinson, ischemie ecc. Collaboro anche con le squadre di calcio, dove i problemi sono legati a strappi, stiramenti, crociati. Ci sono parecchi giovani che vengono da lei a curarsi? Sì e molti di loro hanno problemi relativi alla parte traumatologica. Il mio compito è quello di dare loro consigli e affrontare al meglio i problemi. Manuela Cognigni

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MUSICALMENTE Maratona

IN PUNTA DI VOCE CON

Nostalgia del sole, del mare,della bella stagione appena trascorsa? Depressione post ferie? Sconfiggiamo l’inverno che è alle porte con delle sane risate. Quelle che ci fa fare il duo comico marchigiano Lando e Dino, per l’occasione ospite ai microfoni di Radio City Light, nella mia trasmissione In punta di voce. L’occasione è ghiotta per conoscere il loro ultimo lavoro, frutto dell’insaziabile voglia di far divertire e sorridere, con le loro barzellette e le canzoni inedite! Da poco è uscito il loro ultimo album Era mejo .. quand’era peggio!?, contenente 30 barzellette e 4 canzoni, di cui 3 di Beppe De Birtina A moto, A sorella de a fija de Lalla, Faccela toccà e 1 di Giovanni Giungi L’Etilometru, nella quale c’è la partecipazione straordinaria di Sergio Reggioli... Pensate un po’, il violinista dei Nomadi! Un nuovo progetto, questo, per il duo, che anche stavolta devolverà il ricavato delle vendite all’associazione di clown terapia. Il baule dei sogni onlus. Un ente che con passione, amore, umiltà, impegno e un naso rosso diffonde in corsia il “virus”dell’allegria. Non solo risate, dunque, ma anche gesti di solidarietà e messaggi rivolti ai più giovani, come nella canzone

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L’etilometru, con la quale scherzando si invita chi è alla guida ad un uso moderato dell’alcool. La canzone, peraltro, può essere scaricata gratuitamente insieme ad altre divertenti barzellette dal sito internet ufficiale del duo: www.landoedino.it. Online troverete curiosità e foto di tutti i tipi e grazie alle news potrete conoscere in anteprima tutte le date degli spettacoli che il duo terrà. Antony Persichini


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Natale a Montecosaro Domenica 16 dicembre dalle ore 15.30 Apertura mostra d arte contemporanea...che si svolgera nelle sale espositive C.A.M e al TEATRO DELLE LOGGE. Artisti presentati dall associazione culturale LA TAVOLOZZA MARCHE. L albero dei sogni....babbo natale con la slitta e renna per far fare un giro per il paese a grandi e piccini

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Presso il teatro comunale, dalle 15e30, esibizione del coro dell’oratorio san lorenzo, con interpretazione di canti natalizi. Esposizione dei disegni fatti dai ragazzi del catechismo(dalla 2° elementare alla 3° media) nell’ambito del concorso “Il mio Natale”. I migliori disegni di tale concorso saranno poi premiati il 26 dicembre durante la tradizionale tombola natalizia dell’oratorio. mercatino di natale dell’oratorio (con prodotti artigianali creati dai ragazzi dell’oratorio Alla fine castagne e vin brule Per tutti

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Siamo aperti anche: Lunedi 24 Dicembre : dalle 9.00 alle 19.00 ( orario continuato ) Sabato 22 Dicembre dalle 9.30 alle 12.30 dalle 15.00 alle 19.00

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IN CONCERTO CON ALCUNI...

Sono tre, sono bravi e belli. Sono amici, per davvero. Si chiamano Valeria Romitelli, Piero Romitelli (fratello) e Gerardo Pulli (fidanzato di Valeria, nonché vincitore dell’ultima edizione di Amici). Li abbiamo incontrati a Civitanova e abbiamo scambiato con loro quattro chiacchiere sull’esperienza tv e sulla loro vita, fuori da schermi e palcoscenici.

Valeria, cosa puoi raccontarci della tua esperienza ad Amici? V. Per me è stata un’esperienza formativa, sia dal punto di vista personale che artistico. Ti fa capire cosa serve davvero per affiancare le persone che fanno questo mestiere da anni. E’come una maratona: noi camminiamo e loro ci distanziano. Cerchiamo di tenere comunque il loro passo, anche se è difficilissimo. Da cosa nasce la scelta di entrare nella scuola di Amici? V. Io Amici l’ho sempre seguito. Da piccola dicevo: “voglio andare ad Amici”. Ero una ballerina ed una cantante. Poter unire queste materie per me era una gioia pura. Così quest’anno, appena compiuti i 18 anni, ho voluto provare. Amici ti offre grandi possibilità A cosa ti stai dedicando in questo momento? V. Canto e porto la mia musica in giro per l’Italia. Sto anche incidendo delle canzoni con mio fratello per un eventuale cd. Altri sogni nel cassetto? V. Io sogno in continuazione. Ho ancora molto da realizzare....

Foto di Fabio Burgio 22 L’EMPIREO


Gerardo, che emozione hai provatoquando sei stato proclamato vincitore? G. E’ stato un momento molto importante e mi ha regalato belle emozioni, come succede in tutte le situazioni come questa. Cosa ti è rimasto più impresso dei momenti trascorsi nella scuola? G. Nulla di che...

Cosa stai facendo in questo periodo? G. Sto scrivendo. Scrivo, un po’ perché è quello che penso di saper fare e un po’ per passare il tempo. Hai ancora sogni da realizzare? G. Tutto! Devo ancora capire cosa voler realizzare davvero. Ma prima devo trovare me stesso. Poi viene tutto il resto.

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Piero cosa ti ricordi della trasmissione? P. Tante cose! Dopo tutto è una fase importante della vita. Si dice che a 18 anni uno superi la maggiore età e in effetti per me è stato proprio così. Ho superato lo scoglio dei “diciotto” proprio grazie a quel talent. Mi ha dato soprattutto consapevolezza. I tuoi genitori hanno appoggiato la tua decisione di entrare nella scuola? P. Mi ci hanno proprio portato... mi hanno accompagnato con la macchina e preso di forza. Sin da quando ero piccolo, hanno sempre sognato che io potessi entrare nel mondo della musica, a prescindere da qualsiasi cosa. Sopratutto mio padre. Mi ha accompagnato con la macchina fino a Roma e mi ha detto: “Canta e spacca il... bip!”. A casa si respirava e si respira tutt’ora un bel clima di note e nel caso di Valeria sono stato proprio io ad accompagnarla. Ci siamo preparati insieme, poi lei ha messo tutto il suo talento ed ha fatto un ottimo percorso. Ora stai facendo qualcosa in particolare? P. Mi dedico semplicemente alla scrittura. Sono prima di tutto un autore. Ho firmato un contratto e sto scrivendo per altri cantanti, fra cui Valeria. Un commento su quello che ti aspetta in futuro? P. Devo dire semplicemente grazie per tutto quello che ho avuto e per quello che verrà, sarà una cosa in più!

Manuela Cognigni

Foto di Fabio Burgio 24 L’EMPIREO

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ASD

CALCIO A 5

CIVITANOVA

CRONISTORIA DI UNA SOCIETA’

IL 29 dicembre ASD Civitanova giocherà contro la Nazionale cantanti Amici.

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’Associazione Sportiva Dilettantistica Civitanova nasce per gioco da un gruppo di amici che nel 1996 costituiscono una squadra di calcetto. All’epoca si iscrissero al campionato di Serie D e oggi, dopo più di dieci anni, la squadra è al suo secondo campionato nazionale di Serie A2. L’Associazione è composta dalla prima squadra, che partecipa a un campionato nazionale, alla quale si affianca la formazione giovanile (under 21), che concorre a un torneo nazionale; la juniores, rappresentata da ragazzini dai 15 ai 18 anni; gli allievi da 14 ai 16 anni; infine, la scuola calcio a 5 età 6-12 anni. La Società conta dieci persone nello staff tecnico e circa 110 tesserati tra “professionisti” della prima squadra, ragazzi delle

formazioni giovanili e scuola calcio a 5. Il Presidente e fondatore dell’Associazione è il civitanovese Mauro Grandicelli, riconosciuta personalità del calcio a 5 - sport, questo, che segue da oltre un decennio, durante il quale ha assunto i più diversi incarichi, fra cui quello di direttore sportivo. Fa parte del direttivo della divisione calcio a 5 a Roma. L’organigramma della società è composto da 12 membri, tutti residenti in città o aree limitrofe. Vicepresidente e direttore generale è Giovanni Torresi di Montecosaro, tecnico esperto di calcio a 5 e dirigente provinciale A.I.A.C. (Associazione Italiana Allenatori Calcio). Con lui collaborano Ivan Capone (ex arbitro di calcio e futsal) e Michele Castignani (addetto alle relazioni esterne).

Il settore giovanile u21 è seguito dai dirigenti Paciaroni Andrea e Marco Vanella, mentre i responsabili della juniores sono Francesco Pecorari e Yuri Sacchi. Proprio quest’ultimo è impegnato anche in altre attività sociali, come la Croce Verde di cui è vicepresidente; è anche grazie alla sua collaborazione che uniamo le due istituzioni per organizzare eventuali manifestazioni benefiche. Marco Vanella, tramite progetti con le parrocchie, si occupa di curare il “tempo libero” dei bambini, presso un oratorio di Civitanova Marche. Francesco Pecorari, oltre ad essere dirigente, cura tutte le pratiche legali della società, esercitando la professione di avvocato. Infine, Andrea Paciaroni segue tutte le relazioni sportive con le altre società, a livello giovanile. Anche la maggioranza dei club proviene dalla nostra Provincia

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Serata 29 Dicembre partita del cuore Nazionale cantanti Amici vs ASD Civitanova . Ore 18.00 in località Tiroassegno , Civitanova Marche Alta, a seguire cena spettacolo al Lido Cafè. Per prenotazioni : Giovanni 347.0015772 Infoc5@asdcivitanova.it

o dalle Marche e comunque sono tutte personalità di riconosciuta professionalità: l’attuale allenatore è Angelo Lepretti, con un passato da giocatore in serie a1; allenatore u21 è Marco Vagnarelli, che segue anche la parte atletica dei due gruppi - vista la sua qualifica di preparatore. L’allenatore della juniores è Stefano Sagripanti, ex giocatore della “vecchia” gloriosa Civitanova calcio a5. Il tecnico degli allievi, squadra neo costituita, è Matteo Morichetti. L’allenatore della scuola calcio è Stefano Scalabroni, scelta misurata per la crescita bilaterale, visto il potenziale allargamento del calcio a 5; solo negli ultimi 3 anni nelle Marche le società sono aumentate, superando le 200 unità e tra queste molte hanno intrapreso un lavoro con le giovanili. Da quest’anno abbiamo inglobato anche la ex real muscolina squadra femminile, con ragazze di età fra i 12 e i 30 anni, allenate da Michele Roma e Andrea Carlocchia: a loro il campito di far scoprire questo sport nell’ambito femminile e di scovare i nuovi talenti. In totale le formazioni che fanno attività agonistica sono dunque 6: da aggiungere gli esordienti e i pulcini, dove non esiste attività agonistica ma lo spirito di aggregazione prevale sul risultato sportivo vero e proprio.

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Veicolo diretto di informazione dell’Associazione è la nostra pagina internet con oltre 50mila visite all’anno, per non contare la pagina e il gruppo Facebook Asd Civitanova, che dalla sua creazione ha già raccolto l’adesione di oltre1250 membri. Anche i mezzi di comunicazione locali seguono con interesse le nostre attività e, soprattutto, le gesta della formazione di calcio a 5. Il Civitanova è una storica realtà nazionale, la cui squadra di calcio a 5 ha l’obiettivo di raggiungere la massima serie e dunque un’ampia visibilità di pubblico (tra l’altro, le partite sono trasmesse sui canali televisivi nazionali – Rai Sport Sat). Inoltre, la società guarda al suo futuro polisportivo e contestualmente a una struttura che possa contenere tutti i suoi progetti. La sua crescita è la crescita della nostra città e della nostra società. Ringraziando per l’attenzione tutte le ditte già nostre sostenitrici e a chi ci darà l’opportunità di esporre il nostro progetto, la società Asd Civitanova è a disposizione per qualsiasi discorso costruttivo per noi, per la città e per qualsiasi manifestazione benefica... perché lo sport non è solo agonismo ma è anche aggregazione e solidarietà.


DAMIANO D & LOLLO J A RADIO CITY LIGHT

Damiano Di Angilla & Lorenzo Rimatori, in arte Damiano D & Lollo J iniziano per Ci siamo conosciuti in quell’occasione e abbiamo continuato a suonare insieme. Abbiamo iniziato a fare le caso la loro prima esperienza musicale nel 2007, ad un compleanno, rispettivamente prime prove al microfono, a dire le prime parole da vocalist, le prime frasi, ad usare il mixer e come Dj e Vocalist. piano piano abbiamo acquisito la nostra esperienza.

Dal 2007 al 2010 avete continuato ad esibirvi in feste private, accrescendo la vostra esperienza musicale e ampliando l’utilizzo di materiali audio all’avanguardia. Poi è arrivato il vostro primo debutto in un locale, segnando l’inizio di una serie di collaborazioni di successo. Il boom di richieste è avvenuto a Monte San Giusto. Poi pian piano ci siamo fatti conoscere anche al di fuori del paese. Ora suoniamo a feste private, in diversi locali della zona. Abbiamo diverse occasioni per farci conoscere. Perché avete scelto il genere musicale anni ’80/’90?

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Noi siamo partiti inizialmente con la discoteca, perché era il genere che ci piaceva di più. Man mano abbiamo provato ad aggiornarci su più repertori e ci siamo specializzati anche su balli di gruppo, anni ‘70 e ’80. Ora siamo abbastanza vari. Il nostro primo repertorio resta comunque l’house commerciale. Obiettivi? Che bella domanda! Ne abbiamo diversi. Fra tanti, quello di riuscire a suonare in qualche discoteca... ma al momento ci basta quello che già abbiamo e ne siamo contenti. Manuela Cognigni


Grazie ad un tweet di Francesca Riccioni, uno degli autori, Lavoricidi italiani ha avuto l'opportunità di essere presentato in Rai, durante la trasmissione L'Ultima Parola.

LAVORICIDI

ITALIANI IN RAI L’uscita del romanzo presentata in anteprima tv Lavoricidi italiani è un “romanzo cooperativo”scritto da 20 giovani autori che hanno sviluppato altrettanti personaggi, le cui vicende si intrecciano, sotto la bandiera dell’individualismo,lungo tutta la penisola, nella tragedia quotidiana oggi nota come “mercato del lavoro”. Lavoricidi come “uccisioni del lavoro”, dei valori del lavoro e della vita. Quante cose inaccettabili ormai consideriamo “normali”? Lavoricidi come “lavoratori aspiranti suicidi”, solo per il fattodi averlo, un cosiddetto “lavoro”. 20 storie di ordinaria frustrazione, spesso storie vere vissute in prima persona dagli autori stessi. 20 storie che ne compongono una sola, una fotografia in movimento. Lotta quotidiana che si tramuta in letteratura, per raccontare senza peli sulla lingua i luoghi, le situazioni, le illusioni e le disillusioni che stanno minando la salute mentale di tre

generazioni di lavoratori. Grazie ad un tweet di Francesca Riccioni, uno degli autori, Lavoricidi italiani ha avuto l’opportunità di essere presentato in Rai, durante la trasmissione L’Ultima Parola. Dal 26 ottobre è possibile acquistare il romanzo in tutte le librerie Feltrinelli d’Italia oppure online sul sito della Casa Editrice Miraggi, dove è presente anche il booktrailer del libro, prodotto da Luna Simoncini. Gli autori dello Zaratan Clan, progetto di scrittura collettiva e sociale, sono: Jonathan Arpetti, Christina Barbara Assouad, Silvia Conforti, Marco Apolloni, Stefania Conte, Simona Castiglione, Eliselle, Connie Furnari, Carlo Giuttari, Sandra Mazzinghi, Gianluca Mercadante, Paolo Nanni, Francesca Riccioni, Daniela Rindi, Alessandro Seri, Gabriele Sorrentino, Guendalina Tambellini, Carmelita Tesone, Carlo Vanni, Berenice Vena.

Il 26 ottobre è uscito nelle librerie Lavoricidi italiani, l’ultima opera dello Zaratan Clan.

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L’HANDICAP CON GLI OCCHI

DI MAMMA Claudia, 38 anni e la Sindrome di Ratt

Vorrei che i genitori come me potessero morire sereni, sapendo che i loro figli avranno anche dopo lo stesso amore, le stesse attenzioni

- Marina -

Claudia è una ragazza di 38 anni, affetta da una grave patologia, poco conosciuta. Vive a Torino insieme alla mamma, che ho conosciuto con piacere e che mi ha aiutato a capire meglio di che patologia si tratta. Per 38 anni ho creduto che la disabilità di Claudia fosse stata causata dalla sofferenza al momento della nascita. Si è presentata subito di faccia (rara anche in questo), invece che di vertice e questo le ha procurato un’insufficienza d’ossigeno. Per anni ho sospettato che la patologia che ha rubato a Cladia la vita fosse la Sindrome di Rett.Navigando in internet mi capitava di leggere di questa sindrome e riconoscevo tutti i sintomi che aveva Claudia, ma poi leggevo che non esisteva cura. Allora rinunciavo a approfondire. Come sei riuscita a scoprire quale fosse realmente la malattia? Nel 2010, parlando con una mamma di Roma la cui figlia aveva la Sindrome di Rett, sono venuta a conoscenza di un particolare esame del sangue per diagnosticarla. Mi sono messa in contatto con il laboratorio di genetica dell’ospedale “Le Scotte” di Siena, un Centro riconosciuto dall’Iss. Ho inviato i campioni di sangue e dopo circa sei mesi è arrivato il responso: Claudia ha la Sindrome di Rett.

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Che tipo di sintomi si notano e a che età iniziano a farsi vedere? I primi sintomi appaiono pochi mesi dopo la nascita: un atteggiamento autistico, regressione delle capacità acquisite, poca relazione con l’ambiente. Via via si hanno peggioramenti. Verso i 18 mesi Claudia ha iniziato a camminare e a dire qualche parola, masticava bene e mangiava quasi tutto, beveva bene dal bicchiere e anche l’acqua dalla bottiglia. Aveva sempre il sorriso che illuminava il suo viso. Poi poco a poco ha perso tutto. Ha smesso di camminare, di masticare, di deglutire. Se avessimo saputo prima il nome della patologia, sicuramente avremmo potuto limitare i danni con una riabilitazione mirata; avremmo anche potuto contrastare la scoliosi e l’osteoporosi precoci. Ormai non è possibile recuperare quello che è stato perso. Possiamo solo guardare avanti.

Quali sono i desideri concreti di una mamma, come te? Vorrei che il rispetto per le persone con disabilità fosse un virus contagioso per tutta l’umanità. Vorrei che i genitori come me potessero morire sereni, sapendo che i loro figli avranno anche dopo lo stesso amore, le stesse attenzioni, gli stessi diritti di cittadinanza che noi ci sforziamo di garantire loro. Cosa vorrei per il “dopo di noi”? Che Claudia rimanga nella sua casa vivendo con la famiglia della sorella ed avere assicurata un’assistenza di almeno10 ore al giorno, ovviamente a carico dell’Ente pubblico.

Renè Disel


Ingredienti 1 cosciotto di agnello di circa 1.800 gr 3 cucchiai di prezzemolo 2 cucchiai rosmarino 2 spicchi di aglio 2 cucchiaini di sale 1 cucchiaino di pepe 8 cucchiai di olio exstravergine 8 patate grosse tagliate a 4 o 6 spicchi

RICETTA GUSTOSA COSCIOTTO DI AGNELLO CON LE PATATE

Pulire dal grasso e dalle pellicine il cosciotto, poi lavarlo asciugarlo molto bene, metterlo in una grande pirofila deve starci il cosciotto e le patate. Quindi fare tanti taglietti nel cosciotto per farlo prendere sapore,tritare il prezzemolo con la mezza luna, il più sottile possibile il rosmarino, aglio, limone succo, quando tutto è pronto misurare il tutto e mettere in una tazza gli ingredienti con olio mescolare e far

cire il cosciotto girarlo e rigirarlo coprire con stagnola e lasciare in fusione 2 o 3 ore. Nel frattempo tagliare le patate metterle in un tegame con acqua fredda e un pugno di sale grosso quando alza il bollore spegnere il gas e scolare le patate. Mettere in forno caldo il cosciotto e lasciarlo cuocere per 1 ora e 30 minuti ogni tanto girarlo per farlo insaporire e dorare da entrambi i

lati . Dopo 1.30 minuti aggiungere le patate scottate facendo attenzione girandole nell’ olio di cottura per insaporirle, coprite con stagnola e far cuocere ancora 1ora. Prendere un grande vassoio da portata sfilettare il cosciotto e metterlo in centro quindi quando tutto è tagliato, mettere intorno tutte le patatine e servire subito caldo cottura a 180 gradi per 2 ore e 30 minuti.

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