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UNITA 5


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REPUBBLICA 1 L´esponente del centrosinistra illustra il piano su mobilità e zone pedonali. Polemiche sulla sua proposta di tassare le società sportive professionistiche

Merola archivia il Civis "Quel tram non mi piace, lo cambio". Bernardini: non siete credibili

Virginio Merola scende dal Civis. Con o senza il via libera della commissione per la sicurezza, il candidato Pd promette di "liberarsi" il filobus: «È risultato inadatto». Posizione condivisa dal Pd, ma attaccata dal candidato leghista Manes Bernardini, che ieri ha presentato il suo programma nel cuore di via Mazzini «deturpata» dai cantieri Civis: «Per anni ci avete detto che si doveva fare, ora cambiate idea: ma chi vi crede?». Fa discutere intanto anche la proposta di Merola di tassare dello 0,5% gli stipendi di calciatori e cestisti professionisti.

REPUBBLICA 2

Traffico, Merola scende dal tram "Fermerò il Civis, non mi piace più" Idea per il centro: solo pedoni da via Zamboni a piazza Aldrovandi Verso il voto

Da assessore lo avallò, ora lo boccia. Ma non tocca il percorso VALERIO VARESI «Dobbiamo fare di tutto per liberarci di questo mezzo che si è rivelato inadatto», si ripropone il candidato Virginio Merola con una sorta di imperativo scritto in maiuscolo fra i suoi intenti. Il «mezzo» è il Civis, coniuge scomodo di tutti gli aspiranti sindaci bolognesi. Ma il problema è come disfarsene. Ne è consapevole anche Merola, pronto a lanciarsi in uno slalom tra le clausole del contratto che lega Atc al costruttore Irisbus. Tutto è legato al responso della commissione ministeriale incaricata di verificare la sicurezza del mezzo e a rilasciare il nulla osta definitivo per la circolazione del Civis su strada. Il verdetto arriverà a fine maggio, forse col nuovo sindaco già nominato, ma fin da ora Merola spiega che, pure in presenza di tale nulla osta, cercherà tutte le strade «per disfarsi di questo filobus, magari sostituendolo con un altro più funzionale», scelto «tra i bellissimi mezzi che circolano in Europa». Non lo sfiora l´idea di cambiare anche il tracciato, come aveva ipotizzato alcuni giorni fa, visto il defatigante iter al ministero che questo comporterebbe. Intende invece cogliere l´occasione del filobus «per dar vita a una delle più grandi pedonalizzazioni italiane, che si estenderebbe da piazza Aldrovandi, lungo le vie San Vitale e Strada Maggiore, fino a piazza Re Enzo, comprendendo anche piazza della Mercanzia e ricollegandosi quindi con le altre pedonalizzazioni di piazza Santo Stefano, via Orefici, il Quadrilatero e la zona universitaria inclusa via Zamboni». In queste zone circolerebbero solo il filobus elettrico, i taxi e le biciclette. Parzialmente aperto l´asse Bassi-Rizzoli protetto da Rita e limitatamente alle auto col permesso. Da stabilire se il mezzo privato potrà viaggiare nei due sensi o sarà istituito un senso unico. «Per evitare l´affollamento, le linee secondarie dell´Atc potranno essere tolte dal centro, mentre la filovia che l´attraversa dovrà funzionare anche di notte con cadenza alla mezz´ora», ipotizza Merola. Il candidato Pd aspetta il verdetto della commissione ministeriale con ansia per poi prendere decisioni,


nel caso venga eletto. «Anche di fronte al sì dei tecnici, tenterò di contrattare comunque un´uscita dal Civis. Se poi il responso prescriverà modifiche, sarà ancora più facile. Quello che voglio è cogliere l´occasione della filovia per pedonalizzare e valorizzare i monumenti del centro, a questo punto servito da una moderna e rapida infrastruttura di trasporto pubblico, capace di soddisfare i centomila spostamenti quotidiani da e per il cuore della città». La "filoviarizzazione" non si ferma qui, ma prevede l´allungamento del 13 fino a Rastignano, del 14 fino alle Due Madonne e la realizzazione di un tracciato per Corticella. In più Merola progetta di rendere elettrica anche la linea 20 da Casalecchio al Pilastro. «Il filobus sarà veloce perché le corsie verranno dotate di telecamere capaci di multare chi vi parcheggia o vi transita», avvisa. L´altra costola del progetto post-Civis è quella riguardante i parcheggi. Merola ne prevede tre interrati (3 piani) in piazza Roosevelt, a porta Saragozza e al Baraccano. Poi due posteggi da 500 posti alla Staveco e nell´area del gasometro. «Credo che il prossimo sindaco - conclude - debba ragionevolmente concludere quest´opera, di cui si parla fin dal 2001». Il piano porterebbe a terminare i lavori in via Mazzini a ottobre, mentre tra il prossimo autunno e l´estate del 2012 verrebbe fatto il resto in centro («nelle vie Rizzoli e Ugo Bassi non sono più necessarie le banchine»), compresa una parte di Strada Maggiore. Entro l´estate del 2013 il cantiere infinito verrebbe terminato.

REPUBBLICA 2 Gli appuntamenti

I candidati parlano di sport al Savoia e poi si sfidano sul lavoro alla Cisl

Un´ora a testa, uno dopo l´altro. Prima una presentazione della persona e l´esposizione del programma, poi le domande dei sindacalisti e alla fine un quarto d´ora di «domande cattive». È la maratona elettorale organizzata dalla Cisl, che oggi mette sotto torchio i candidati sindaco davanti ai delegati del sindacato in via Milazzo, autorizzati a interrogare i politici (l´incontro è aperto al pubblico). Si comincia col grillino Massimo Bugani dalle 10 alle 11, si prosegue con Stefano Aldrovandi fino alle 12, poi toccherà al candidato del centrosinistra Virginio Merola. Pausa pranzo e si riparte: dalle 14.30 il leghista Manes Bernardini e finale con Daniele Corticelli. In mattinata alle 11 gli stessi candidati saranno all´hotel Savoia Regency a parlare di sport. (m.b.)


REPUBBLICA 2 L´allarme lanciato dalla consulta per l´handicap. La presidente Guerrero: troppe auto con i pass invalidi, serve più trasparenza

"Pericolose le fermate Atc in mezzo alla strada" ALESSANDRO CORI Chiedono un incontro urgente coi candidati sindaco, perché, a sentir loro, nei programmi dei papabili alla poltrona di Palazzo d´Accursio i problemi dei disabili finiscono «come sempre» nel dimenticatoio. I rappresentanti della Consulta per il superamento dell´handicap fanno il punto su usi e abusi dei pass per le persone con difficoltà motorie, dopo l´inchiesta della procura che ha portato in primo piano la "facilità" con cui in alcuni casi i permessi vengono rilasciati o comunque utilizzati da presunti accompagnatori. Nell´eventuale incontro con i candidati, fra i temi da discutere, anche l´aumento dei semafori sonorizzati e il Civis: perché se il futuro del filobus è ancora incerto, le pensiline creano già problemi ai disabili, soprattutto in mancanza delle segnalazioni "tattilo-plantari" per i non vedenti. «In città i pass rilasciati ai conducenti d´auto portatori di handicap sono circa 470 mentre quelli in uso ai trasportati sono 9.081 - spiega Giovanna Guerriero, presidentessa della Consulta - significa che c´è qualcosa che non va. Serve più trasparenza e bisogna ridurre per legge da dieci a tre o quattro le targhe collegate al proprio pass handicap. C´è una proposta che, in termini economici, non costerebbe nulla, ovvero aggiungere ai caratteri alfanumerici presenti nel contrassegno un´altra lettera: una "C", che sta per conducente o una "T", che sta per trasportato». In questo modo, sarebbe possibile scoprire gli eventuali abusi. Ad oggi la Consulta per il superamento dell´handicap (nata nel 2000) ha incontrato solo il candidato civico Daniele Corticelli. Ed un primo contatto c´è stato con Stefano Aldrovandi. «Dalla Scaramuzzino in poi i rapporti con il Comune sono diventati sempre più difficili. Le cose devono cambiare».

REPUBBLICA 1 Il racconto

Dai professori al candidato Pd istruzioni per l´uso di una nuova città MARCO MAROZZI PROFESSORI buonissimi ma professori. Talmente buoni che Virginio Merola può anche non essersi accorto che dietro gli encomi scivolavano spifferi di lezioni e qualche compito a casa. Bologna deve sperare che il candidato sindaco del Pd abbia ascoltato non solo il suo comizio (assai ben fatto) ma gli insegnamenti affettuosi che ieri sera gli hanno dato i professori dell´Istituto Gramsci. E soprattutto augurarsi li abbiano capiti quelli dello staff, che se andranno con lui in Comune non potranno continuare a pensare di potersi muovere "a prescindere", come succede in questa non brillante campagna elettorale. Devono studiare, osservare, tornare a studiare. Hanno la vita davanti, se vincono. La vita di Bologna. Lezione di mestiere, ieri, al 2 di via Mentana. E pure lezione di umiltà da una sala piena di cattedratici in cui spuntavano aspiranti assessore, dall´ex Borghi all´emergente Lepore.


REPUBBLICA 3

DAI PROFESSORI AL CANDIDATO DEL PD ISTRUZIONI PER L´USO DI UNA NUOVA CITTÀ MARCO MAROZZI (segue dalla prima di cronaca) Merola ha presentato il suo programma su «culture, saperi e rapporto tra università e città». Riusciva a far sognare. Carlo Galli, gran studioso di filosofia politica, presidente del Gramsci, lo introduceva come un preside affabilissimo elogiando, modenese, una Bologna «ricca e vivace». Gian Mario Anselmi, presidente della biblioteca bolognese, coordinatore della più bella versione mai pubblicata delle opere di Machiavelli, amico di Merola e candidato con lui in Comune, citava il suo maestro Ezio Raimondi e ricordava all´aspirante sindaco il «concerto interrotto» di questa città. Il Civis, lo stadio «né storico né moderno», i sogni forse impossibili di un auditorium musicale Piano-Abbado «a cui contrappongono mezzi teatri come il Manzoni e teatri di prosa in concorrenza fra loro». Proponeva, al suo Pd arroccato, un libero «pensatoio di giovani talenti». Il prorettore Roberto Nicoletti chiamava a ragionare «sul presente dei nostri 60 mila studenti e non sul loro futuro». Il medievalista Rolando Dondarini, sentitosi colpito (comunque involontariamente) da Merola («il leghista Bernardini ci vuole portare al Medioevo») ha invocato di «insegnare quale è la storia» ai ragazzi per far loro amare Bologna e magari salvarla «dai muri imbrattati». Anna Maria Tagliavini, della Casa delle Donne, ha tramutato l´incubo di «una lunga stagione di grande ristrettezze finanziarie» in «un´occasione di invenzione». Marilena Pillati, giovane docente di statistica e candidata in Comune, ha elencato i 3.300 che a Bologna lavorano grazie al mare di studenti, risorsa economica e culturale della città». Maurizio Matteuzzi ha proposto un «osservatorio permanente» in cui senza burocrazie le 23 facoltà ragionino con l´economia che le circonda. I professori hanno applaudito il «loro» sindaco, anche quando ha citato come possibili esempi per Bologna turistica Cracovia, Barcellona, Berlino, distanti anni luce. Merola ha insistito con forza su alcuni punti. Alcuni coraggiosi. Centro storico restaurato, ma «misurandosi con l´architettura contemporanea». «L´eccessiva nostalgia del passato ha portato alla rimozione di problemi». «Tutto ciò che produciamo è inferiore alla somma delle parti. Serve una strategia coordinata». «Un assessore alla cultura che non guardi ai grandi eventi, bensì all´innovazione». «Tutti quelli che difendono con gelosia il proprio settore avranno problemi».

REPUBBLICA 3

Bernardini non crede alla svolta sul filobus "La sinistra ha difeso il progetto fino all´ultimo" SILVIA BIGNAMI «Per anni la sinistra ci ha ripetuto che il Civis si doveva fare, che funzionava, che andava bene. Ora, in campagna elettorale, il Pd dice che non lo vuole più. Ditemi voi: come si fa a credergli?». Manes Bernardini presenta il suo programma «nel cuore del problema», al Circolo Mazzini, a due passi dai cordoli della discordia. Auto a zig zag tra i cantieri, caos e polvere in attesa del Civis «che non si farà mai». Il leghista che «da semplice cittadino» diede battaglia al tram su gomma insieme alla presidente del comitato No-Civis Irene Ricci, in prima fila ad ascoltarlo, promette: «Toglierò anche le banchine da via Irnerio e via Marconi». Ma soprattutto punta il dito contro la giunta Cofferati e il candidato Pd Virginio Merola. «Dov´erano quando i comitati e io stesso eravamo in strada a protestare contro il Civis? Solo noi


abbiamo le mani pulite sul filobus». Prende la mira con precisione anche contro il civico Stefano Aldrovandi, «che sugli appalti ha interessi». Sorvola sul fatto che il Civis fu approvato dalla giunta Guazzaloca, e racconta invece delle assemblee dell´era Cofferati, quando l´ex assessore Maurizio Zamboni assicurava «che il Civis andava benissimo, e poi usciva a fumare senza ascoltare i dubbi dei cittadini». Ricorda le obiezioni: «La Lega allora non era in consiglio, ma noi bolognesi lo dicevamo che il Civis non si poteva fare, che serviva la corsia protetta, che la guida centrale era pericolosa. Lo avrebbe capito anche un bambino, ma la politica non lo capì». Tutto fino a che quelle obiezioni non sono finite su Report: «Adesso scoprono che avevamo ragione, a scoppio ritardato di anni. Come si fa a fidarsi?». Parte da qui il rush finale della campagna di Bernardini: dal Civis e da un programma-libello da spedire sa 200mila bolognesi. Da evitare le polemiche con il Pdl, che pure ieri ha criticato il candidato leghista: «Anche noi abbiamo le mani pulite sul Civis» rivendica Fabio Garagnani. Ma Bernardini passa oltre. Oltre le tensioni tra Bossi e Berlusconi e oltre le parole di Filippo Berselli, che ha invitato i candidati Pdl a fare campagna per la propria lista: «Qui Bossi e Berlusconi non ci sono. Indossiamo casacche diverse ma siamo tutti bolognesi». Si pensi al programma piuttosto, al pugno duro sulle «attività gestite da extracomunitari, come kebab, negozi cinesi, phone center». Sosta gratis negli ospedali, stop al People Mover, taglio netto delle consulenze e staff low cost. Bernardini avverte i comunali («farò nomi e cognomi di chi mi ostacola») e pensa a una squadra con direttore generale e due super-assessorati, al bilancio con delega alle società partecipate e all´urbanistica-mobilità. Prima di partire per Milano a rapporto da Maroni e Bossi, promette: «Il federalismo porterà più soldi nelle tasche dei bolognesi. Merola non ne capisce nulla». «Tetto del 30% di stranieri nelle scuole? Sono cose che si sparano quando si è candidati, ma da amministratore bisogna essere più attenti alla realtà. Servirebbe più umiltà per capire un paese articolato e complesso». È il commento di Patrizio Bianchi, assessore regionale alla scuola, alla proposta del candidato sindaco leghista. Un problema «irrealistico» secondo l´assessore regionale, perché «in alcune classi il tetto degli stranieri supera il 30%, ma bisogna garantire a tutti il diritto all´istruzione».

REPUBBLICA 5

Il viaggio senza Rete del grillino Bugani "Siamo diversi", "Dicono tutti così..." Candidati Sul bus 20 tra i malcontenti che non navigano in Internet

Mi scusi, con tutte quelle stelle sul petto l´avevo scambiata per il controllore... Beppe Grillo? Sì lui lo conosco, lo vedo in tivù, è divertente, un po´ eccessivo MICHELE SMARGIASSI La maxisignora con miniborsetta, disciplinatissima, ha già il biglietto in mano. «Aaaah, ma credevo fosse il controllore...», scoppia a ridere. Cinque stelle appuntate sul petto fanno impressione, come minimo s´immaginava un generale di corpo d´armata dell´Atc. Invece no: «Sono Massimo Bugani, candidato sindaco della lista Grillo». Mica sembra ancora convinta la signora, ma almeno ha capito che è roba di politica: «Non so ancora se vado a votare, m´hanno stufato», «Noi siamo fuori da tutti i partiti», volantino. «Pian piano mi decido ma ormai si fa fatica a fidarsi». Dovrebbe essere l´acqua sua, ma il pesce nuota un po´ incerto. Delusi, indecisi, incazzati con i politici, sul bus numero 20 direzione Pilastro ne troviamo in percentuali superiori al normale. Ma l´approccio è lento, timoroso, sottovoce, agli antipodi di quello del comico tribuno che guida il Movimento. «Signora scusi posso lasciarle...». S´è portato dietro un pacco di volantini dove non c´è neppure il suo nome, è la convocazione di un´assemblea di rendiconto dei consiglieri regionali dei Cinque Stelle: «è la prima volta nella storia che gli eletti si fanno giudicare dagli elettori», ripete come un mantra a passeggeri che, visibilmente, non sanno di cosa sta parlando. Confessa, onestamente: «Non ne faccio molta di campagna elettorale così, faccia a faccia, noi lavoriamo soprattutto in Rete, nei blog, e lì è una cosa straordinaria, contattiamo migliaia di persone, ci scrivono cose incredibili, vorrei farne un libro», ok ok,


ma questa è la terza "prova su strada" dei candidati organizzata da Repubblica, e mi spiace Bugani, ma qui sul 20 al massimo siamo connessi alla rete del trasporto urbano, qui di superconnessi a Internet ne trova pochi, dunque dovrà cavarsela senza il modem. E se la cava. Magari attinge più alla sua sapienza da negoziante (ha una bottega di fotografia) che a quella di movimentista cibernetico, ma ci prova. «...Candidato del Movimento Cinquestelle...», «Cosa?», c´è poco da fare, il nome bisogna tirarlo fuori, quel nome che apre le porte dell´attenzione: «conosce Beppe Grillo?», «Ah siii», s´apre il sorriso del pensionato, «l´ho visto tante volte in tivù», «Ecco, lui», «Encomiabile, divertente, un po´ eccessivo però eh?», «Cerchiamo di tenerlo a bada... Ma a noi giovani ha dato una spinta e una speranza», «Bravi bravi auguri». L´approccio è un po´ lento, rilassato. Non macina "contatti" come ci si aspetterebbe da un surfer dei social network. Se li lavora uno per uno, paziente, ascolta, educato. Sfonda le diffidenze. «No grazie», uomo corpulento di mezz´età, «ne ho già le tasche piene», non si capisce se di volantini elettorali o intende un´altra cosa. «Ma lei ha il cappellino dell´isola d´Elba, è la mia passione, lei dove va?», «Marciana», «Anch´io! Fanno i fuochi con la musica ad agosto», «Eh sì è bellissimo»: agganciato. Non è che funzioni con tutti, però. «Non voglio niente», signora con bambino, espressione irritata, «Sono solo informazioni signora», «No grazie siamo ormai scottati dalla politica», «Ma noi siamo diversi», «Dicono tutti così». Errore di connessione, riprovare più tardi. Certo, col rasta con le collanine giamaicane e l´iPod Bugani va via liscio: «Ah ma io vi conosco, cioè voi date una bella sveglia alla gente, cioè ce n´è bisogno». Col fuorisede Dams zainetto-allstar, pure: «Grillo, non me ne perdo uno, vale i trenta euro del biglietto», fa anche l´imitazione, gli viene bene perché anche lui è ligure. Ma un bus non è il cyberspazio, qui la politica è ancora sporte della spesa pesanti e sbuffate per salire e malumore da seduti. Gli argomenti che scaldano i meetup virtuali qui risuonano nel vuoto. Lui ingrana la sua marcia preferita, «Siamo la politica dal basso, pulita, senza le furbizie le poltrone», ma loro vanno da un´altra parte, «Bologna non è più quella di una volta non si vive più tranquilli», lui insiste «Verifica continua rendiconto trasparenza» e loro «Era la città più sicura del mondo e adesso non si esce di sera». Bisogna cambiare approccio. Bugani afferra. Signorina taciturna, sulla difensiva: «Sì sì ho capito», «Lei abita?», «Pilastro», «Problemi?», «Immagini, una figlia e vivo sola qua in mezzo», «Paura degli stranieri?», «Comandano loro», «Vota Lega?», «Non so ma hanno ragione», «Noi siamo per il rispetto delle regole ma contro le discriminazioni», «Be´ mica sono razzista però», «La Lega fa solo propaganda, basta far rispettare le regole che ci sono», e via così, scava rispettoso e tenace, per una decina di minuti, Bugani non ha fretta, ha innestato la modalità chat, non molla il botta-e-risposta, infine incassa: «Be´ lei mi pare uno sincero». Altre signore origliano. «Almeno lei è un giovane». «Prenderete un sacco di voti perché la gente non ne può più». Giacchino blu, la divisa da pensionato: «Quarantadue anni di fatica poi ti trattano così, che ogni mese tiri di meno». E il candidato ci si tuffa a pesce: «E sa quanto prende di pensione un consigliere regionale? Diecimila euro...», «Che vergogna». Sarà anche antipolitica, ma sfonda. «Io credo che ne prenderemo, di voti», Bugani al capolinea è soddisfatto della sua esplorazione senza Rete nel mondo sconnesso, nell´off-line della linea 20.


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