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Prendo il corpo in parola

Duo di musica e danza contemporanea liberamente tratto dall’omonimo libro di poesie di Francesca Guajana.


Regia, coreografia e interpretazione Silvia Giuffrè Musiche originali e dal vivo Giuseppe Rizzo Voce Francesca Guajana Video Cinzia Conte Scenografia e luci Alessandro Montemaggiore

Se il corpo potesse parlare cosa racconterebbe di noi ? Esso

è

storia.

consapevole Carico

di

della

nostra

ricordi,

storia,

segreti,

è

suoni,

la

nostra

osserva

se

stesso dall’interno e con occhi altri. Prendo il corpo in parola nasce da una riflessione sulla corporeità e dall’esigenza di raccontare il corpo nella sua valenza soggettiva e comunicativa. In che modo il vissuto quotidiano s’iscrive sul corpo? Cosa resta nella sua memoria? Ogni sua singola parte è uno scrigno che racchiude emozioni.

intime


Compiendo

un

viaggio

immaginario

attraverso

di

esso

ascoltiamo noi stessi e lasciamo riaffiorare i più lontani ricordi. C’è

sempre

un’intima

verità

racchiusa

nei

gesti

che

compiamo, i quali, se osservati con uno sguardo diverso, lasciano cogliere la natura del nostro essere “artisti”: ogni uomo è nei fatti un genere particolare di artista. A

partire

dalla

consapevolezza

del

limite

sottile

tra

gesto e azione, tra movimento e danza, tra suono e musica, questa

esplorazione

diviene

ancora

più

autentica

e

sorprendente. Qualunque gesto può essere danza, ciascun suono o rumore può diventare musica, se in accordo con le nostre emozioni … dipende dal senso che gli si dà! Ogni

gesto

racchiude

in

la

massima

potenzialità

estetica e una particolare valenza espressiva. Ogni suono


contiene

in

la

partitura

completa

della

musica

che

diventerà. Anche un movimento ordinario o un suono del quotidiano

possono

incantare

provocando

un

senso

di

meraviglia, restituendo la leggerezza del vivere. La musica e la danza si svelano complici ed esplorano insieme il senso e significato di armonia. Lo spettacolo nasce e si sviluppa dalla riflessione su due aspetti: da un lato il corpo ha memoria di sé e del suo passato,

dall’altro

ogni

suo

dire

è

già

racconto

di

un’emozione. Partendo

dalla

quotidianità,

torniamo

ad

essa

per

scoprirne l’inesauribile eloquenza. Nello spazio sospeso della scena si accende un gioco di luci e ombre e suoni in divenire. Da un respiro si genera il movimento. La performance prevede alcuni momenti di improvvisazione e di composizione istantanea in cui gli artisti si lasciano la possibilità di interagire con il contesto e lo spazio performativo

ogni

volta

differente.

Lo

spettacolo

si

articola in quadri che riguardano diverse parti del corpo: volto, braccia, mani, spalle, ventre, gambe e piedi, e la danza

esplora

ed

interpreta

il

significato

significante delle poesie sul piano simbolico.

e

il


“Noi siamo nel movimento dell’attesa attesa nell’intero percorso dentro un concerto di voci” Francesca Guajana

CREDITI Comune di Erice – Settore Cultura e Turismo Associazione Moto Armonico diretta da Betty Lo Sciuto e Patrizia Lo Sciuto Trapani Associazione Artisticamente Palermo We are loud studio Palermo

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