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Michele Petrucci

Tito


Marciamo.

Marciamo nella notte.

In compagnia del freddo e del silenzio.

Mi chiamo Tito e sono romano.


Sono nato schiavo, da genitori schiavi nati a loro volta da altri schiavi.

decisi che la via che mi avrebbe portato alla libertĂ sarebbe passata per l'onore dei giochi gladiatori.

La mia vita è stata difficile. Una vita di lavoro e privazioni.


Il sudore e il sangue vennero ripagati. Ero bravo, vincevo.

giravo il mondo conosciuto per divertire i ricchi.

Fu così che arrivò la mia occasione

Un torneo nel sud della Gallia.

Un torneo con in palio la libertà.

Atterrai uomini più forti e con più esperienza di me.


Ma dovetti arrendermi di fronte al gigantesco africano che trovai come avversario nell'ultimo incontro.

Solo la fama di valoroso mi salvò dalla morte.

Ero deluso e rassegnato sul carro che ci stava portando a casa. ma il Fato mi venne in aiuto.

Venimmo assaliti e catturati da un gruppo di cavalieri iberici.


Quella sera stessa scoprimmo che si trattava dell'avanguardia dell’esercito di Asdrubale Barca, fratello del famoso Annibale che stava seminando il terrore a Roma.

Asdrubale aveva radunato un esercito fatto da africani, iberi e galli per andare in aiuto al fratello. Asdrubale aveva bisogno di soldati e ci offrĂŹ di unirsi a loro per combattere i romani. Quella notte ci sbronzammo.

Il viaggio fu lungo e difficile.

Ricordo il gelo delle montagne, scaldati dal fiato di quei giganteschi animali chiamati elefanti.

Ricordo le paludi insalubri e la fame.


Ora marciamo lungo questo fiume.

Marciamo in cerca di gloria.

L'alba e la battaglia decisiva con i romani è prossima.

Quella battaglia che ci permetterĂ di unirci a Annibale oppure ci darĂ  la morte.

Qualunque sarĂ la nostra sorte sono felice.

Mi chiamo Tito e sono un uomo libero.

TITO  

Racconto a fumetti scritto e disegnato da Michele Petrucci

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