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IL LEGIONARIO Reg. N.10 del 11/05/07 - Tribunale di Torre Annunziata Direttore Responsabile

Redazione

Elena Sorrentino

Mauro Manni Fabio D’Orazi

Impaginazione e Grafica

Andrea Paolini

Elena Innocenti

Francesca Cuomo

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Copertina

Alessandro Proietti

Andrea Paolini

Alfredo Garofalo Maurizio Malavolta

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Nicola Ceolin

La collaborazione al giornale da parte della redazione è libera e gratuita


SOMMARIO

3

IN QUESTO NUMERO...

L’Avversaria: il Man Utd a pagina 25

Roma - Milan da pagina 5

Lazio - Roma da pagina 9

In & Out a pagina 25

L’angolo di Lupo Cattivo . . .21 In & Out . . . . . . . . . . . . . . . . . . .23 Roma - Empoli da pagina 13

Serie A . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4 Editoriale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4

Calcio Estero da pagina 28

Roma - Empoli Triplice Fischio . . . . . . . . . . . . .13 Il Pagellone . . . . . . . . . . . . . . . .14

Roma - Milan

Look at Forum . . . . . . . . . . . . .15

Triplice Fischio . . . . . . . . . . . . . . . 5

Fomento . . . . . . . . . . . . . . . . . . .16

Fomento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8

Cagliari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .24 Manchester United . . . . . . . .25 Speciale Giovani . . . . . . . . .26 Tutto il calcio nazione per nazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . .27

Il Pagellone . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6 Look at Forum . . . . . . . . . . . . . . . 7

Sotto a chi tocca

Look at Forum Int. . . . . . . . .17 Calcio Estero . . . . . . . . . . . . .28 Look at Forum Arabia . . . .18 Quel che resta di . . . . . . . . .30

Lazio - Roma

Point of View . . . . . . . . . . . . .20

Triplice Fischio . . . . . . . . . . . . . . . 9 Il Pagellone . . . . . . . . . . . . . . . .10

L’Argomento

Look at Forum . . . . . . . . . . . . . .11

Fratelli di Latte . . . . . . . . . . . . .21

Fomento . . . . . . . . . . . . . . . . . . .12

Cordate Estere . . . . . . . . . . . .22

Scommettiamo che . . . . . . 32 L’altra faccia di Roma . . . .33 Gli angoli di Roma . . . . . . . . 36


CAMPIONATO IN CORSO

4

SERIE A 27° Giornata 29° Cagliari - Atalanta Catania - Siena Empoli - Juventus Genoa - Inter Livorno - Reggina Milan - Sampdoria Napoli - Fiorentina Parma - Palermo Torino - Udinese Lazio - Roma

30° Giornata 1-0 0-0 0-0 1-1 1-1 1-2 2-0 2-1 0-1 3-2

Atalanta - Catania Fiorentina - Lazio Palermo - Genoa Reggina - Napoli Roma - Empoli Sampdoria - Cagliari Siena - Parma Torino - Milan Udinese - Livorno Inter - Juventus

CLASSIFICA MARCATORI

31° Giornata

Marco Borriello David Trezeguet Zlatan Ibrahimovic Adrian Mutu Antonio Di Natale Francesco Totti Alessandro Del Piero Amauri Cristiano Doni Goran Pandev

Cagliari - Roma Catania - Torino Empoli - Sampdoria Genoa - Reggina Juventus - Parma Lazio - Inter Livorno - Siena Milan - Atalanta Napoli - Palermo Udinese - Fiorentina

17 17 15 15 14 13 11 11 11 11

L’EDITORIALE

0-0 1-0 2-3 1-1 2-1 1-1 2-0 0-1 2-0 1-2

CLASSIFICA Inter Roma Juventus Fiorentina Milan Udinese Sampdoria Genoa Atalanta Lazio Napoli Palermo Siena Torino Catania Parma Livorno Cagliari Reggina Empoli

68 64 58 53 49 47 46 39 38 37 37 36 35 31 29 29 28 28 27 26

di Elena Sorrentino

Anche in queste due ultime settimane la Roma non ci ha risparmiato l'altalena. Dobbiamo dire, però, che questa volta la discesa è stata molto breve. La prima fase di grande entusiasmo l'abbiamo vissuta dopo la vittoria grintosa contro un Milan che ha finalmente dimostrato, anche sui campi di serie A, di essere la squadra campione del mondo in carica. Una Roma non brillantissima, forse un pò turbata dall'inaspettato sorteggio di Nyon, ma anche stanca per i tanti match importanti disputati in pochi giorni, è riuscita a capovolgere una gara che si era messa male pure nel risultato. I più avrebbero firmato per un pareggio, ma la Roma ha sorpreso, forse anche se stessa, e ha vinto. Tre giorni più tardi, pero', ecco la delusione derby. L'amarezza è tanta, sopratutto perchè l'Inter riesce a strappare solo un punto al Marassi,

contro il Genoa di Borriello. E così, il nostro passo falso è più pesante di quello della 6, ci allontaniamo addirittura a capolista e da -6 7. "Game Over" è lo striscione esposto dai tifosi laziali. Ma un punto fa poca differenza, la delusione è più nell'aver giocato male e nella consapevolezza di non potersi mai sottrarre ad un errore arbitrale, che se non è a favore dell'Inter, è comunque regalato alla nostra avversaria di turno. E la conferma è arrivata anche sabato, quando Gava ha espulso Perrotta per un intervento che per tutti sarebbe stato da ammonizione. Ma è proprio nel momento più critico, che la Roma, sostenuta da una Curva Sud rabbiosa e carica, si scatena ed esce fuori di nuovo quel carattere che ne "Er grinta" trova il suo uomo più identificativo. La maglia strappata, i denti serrati, le urla più di rabbia che di gioia, come per dire: "Non ci ferma nessuno. Siamo più forti di tutto e di

tutti". E siamo orgogliosi di questa Roma che si porta momentaneamente a -4 4 dall'Inter... che bello se si restasse così, in alto a quest'altalena. Eppure, quasi si hanno delle perplessità a tifare Juve, quasi ci si sente in colpa o sporchi. Ma non si tifa Juve, si tifa contro l'Inter. Che poi, ora come ora, la Juventus non è più tanto Rubentus e ogni tanto si parla di una Rubinter, ma non ditelo a Moratti o a Mancini, per loro gli arbitri sono esseri umani che possono sbagliare. E allora non si deve avere timore di esultare ad un gol di Camoranesi in fuorigioco, se gli arbitri possono sbagliare... o no? E poi non si esulta ad un gol della Juve, ma ad un gol contro l'Inter... pensiero comune di tanti tifosi. Io al secondo gol di Trezeguet ho esultato più di mio padre che è tifoso Juventino... e all'orgoglio per la mia Roma, quella sera si è aggiunto un brivido.


ROMA - MILAN 2-1

5

TRIPLICE FISCHIO NOI CI SIAMO Una Roma forse distratta dal malevolo sorteggio di Nyon, subisce un ottimo Milan, ma non si scompone e con carattere trova un'importantissima vittoria La squadra giallorossa con il successo sul Milan lancia l'ennesimo segnale di crederci più che mai. La Roma, nonostante qualche difficoltà sul piano della manovra, viene a capo di una partita difficile soprattutto grazie al carattere e alle enormi capacità tecniche di alcuni suoi giocatori. Si dimostra squadra matura, capace di affrontare le difficoltà senza disunirsi e senza lanciarsi in avanti in maniera scriteriata prestando il fianco ai contropiede avversari. Al contrario, con la piena consapevolezza delle proprie qualità, sa soffrire e aspettare il momento propizio cosciente che, vuoi grazie alla proverbiale manovra corale, vuoi attraverso il colpo da solista di uno dei suoi fuoriclasse, riuscirà a correggere qualsiasi situazione avversa. Spalletti nello schieramento iniziale fa attenzione ai diffidati in vista del derby di mercoledì notte e lascia inizialmente in panchina Vucinic e Aquilani, mentre Mexes, infortunato, si accomoda direttamente in tribuna. In difesa Cicinho torna a destra con Tonetto a sinistra. Al centro giostrano Panucci, ancora ottimo da difensore centrale, e Juan. A centrocampo a fianco di De Rossi c'è Pizarro, mentre in avanti, a sostegno di Capitan Totti, si muovono Taddei, Perrota e Mancini.

Vucinic esulta con De Rossi

a cura di Maurizio Malavolta

Il Milan si contrappone con il consueto modulo ad albero di natale, con la difesa a quattro composta da Oddo, Kaladze, Maldini e Favalli. A centrocampo ci sono i nazionali Gattuso, Pirlo e Ambrosini mentre il fronte offensivo è affidato a Pato supportato da Kakà e Seedorf. Nella prima parte della gara la Roma è un po' fiacca, forse stanca o forse incosciamente distratta dal malevolo sorteggio di Nion. In questa fase il Milan, che non a caso è tuttora campione del mondo per club in carica, fa valere le sue grandi doti di palleggio, tenendo in mano le redini del gioco pur senza creare grossi pericoli. Il primo tempo termina con le polemiche generate dalla strana battuta di un calcio d'angolo: Pizarro, ispirato da quanto accaduto nella gara di Liga spagnola tra Recreativo Huelva e Real Madrid, ha toccato furbescamente il pallone quel tanto da metterlo in gioco per poi lasciare la battuta a Taddei che si è involato scaricando a centro area. Il guardalinee Nicoletti, distratto e disattento, ha fermato il gioco. L'episodio passerà in secondo piano solo perché ininfluente ai fini del risultato finale. Nella ripresa il Milan preme sull'acceleratore e crea due occasioni nel giro di pochi minuti con Kakà e Seedorf. Doni, lucido e concentrato si oppone con sicurezza. Mister Spalletti opera il primo cambio: fuori un abulico Mancini per Vucinic che sarà di nuovo protagonista. Dopo pochi secondi il Milan passa in vantaggio: sulla destra parte

Panucci e Kakà

Oddo, Tonetto non arriva a chiudere sul cross che trova Kakà a centro area. Piatto sinistro e gol del brasiliano. Al sedicesimo arriva il secondo cambio per i giallorossi: fuori Pizarro e dentro Giuly con Perrotta che arretra sulla linea dei mediani. La Roma comincia pian piano a venire fuori, anche se il Milan continua ad essere pericoloso, prima con Seedorf, rallentato da Doni in uscita bassa che consente a Cicinho di salvare sulla linea, poi con Kakà fermato in angolo da Doni ed infine con Pato ammonito da Rizzoli per simulazione in area di rigore. Per i giallorossi al ventisettesimo entra anche Aquilani al posto di Taddei, con Perrotta che torna trequartista. Da qui in avanti la Roma decolla. Escono fuori le caratteristiche della squadra che ben conosciamo: carattere, forza fisica, sapienza tattica, unite alla giocate dei suoi fuoriclasse. Prima ci prova un paio di volte Vucinic ma senza impensierire Kalac. Poco dopo, al trentatreesimo, arriva il pareggio: incursione in area di Perrotta che serve Giuly e semirovesciata d'esterno destro del topolino francese che gela Kalac. Neanche il tempo di esultare che arriva il vantaggio. Questa volta è De Rossi che lancia in profondità Vucinic, stop a seguire del montenegrino che, dall'interno dell'area, supera Kalac in uscita con un piatto destro delizioso. Giusto sigillo per una rimonta cercata e trovata con caparbietà, nobilitata dal fatto d'averla ottenuta al cospetto di un avversario temibile e ispiratissimo.


ROMA - MILAN 2-1

6

IL PAGELLONE

a cura di Mauro Manni

Contro la squadra di Ancelotti non si è vista sicuramente la migliore Roma della stagione, eppure il cinismo è stato sufficiente per vincere ancora. Entrano Giuly e Vucinic, e a turno danno vita alla rimonta giallorossa. Il montenegrino si sta prendendo le sue rivincite, vive un momento di forma straordinario e gli riesce quasi tutto. Lungo la fascia sinistra sta dimostrando di poter dire la sua e che in questa Roma lui ci può stare benissimo. Meno bene invece Pizarro che ha sbagliato anche i passaggi più elementari. Da lui ci si attende molto di più. Ricordiamo a tutti che potete anche inviare le vostre pagelle al seguente indirizzo: pagelle@illegionario.com

fo r u m w w w. p o p o l o g i a l l o r o s s o . c o m

fo rum w w w. mar i o n e . n e t

POKERISSIMO

IlGrandeZevi

Doni 8: quella parata su Kakà con un braccio solo? Cicinho 6.5: non spinge molto, su quella fascia avevano Favalli e non l'hanno mai superato. Juan 7: non eccede, puntuale e mai fuori posto. Panucci 4.5: sul gol loro sta da solo e non copre nessuno, non è un centrale e dopo 2 minuti lascia andare Seedorf uno contro uno su Doni. Tonetto 5: più bravo quando c'è qualcuno in forma davanti a lui, Oddo lo supera sempre. De Rossi 7: solita partita non eccelsa ma ok. Pizarro 5: non riesce a essere incisivo, il suo unico schema della giornata è palla lunga per le ali. Mancini 5: si impegna ma corre poco, un pò l'infortunio si vede, da quella parte Oddo non gliela fa vedere. Perrotta 4.5: boh, non l'ho visto in campo. Taddei 4.5: non ha superato MAI FAVALLI la cariatide. Totti 7: con gente attorno a lui che corre è fenomenale, meno se gioca da solo. Vucinic 9: cambia ancora la partita. Aquilani 6: lui in genere cresce durante la partita, ma peggio di Pizarro non poteva fare. Giuly 8: E' un uomo con due attributi grossi quanto il Colosseo e il Circo Massimo. Spalletti 6.5: prepara malissimo la partita, si salva con ottimi cambi

ROUGH83 Doni 7 - Tonetto 7 - Panucci 6,5 - Juan 6 Cicinho 6,5 - De Rossi 7,5 - Pizarro 6 Taddei 6,5 - Perrotta 5,5 - Mancini 5,5 Totti 6,5 - Vucinic 7,5 - Aquilani 6 - Giuly 7,5

Doni 7: decisivo. Tonetto 6,5: spinge molto. Juan 6: soffre molto la velocità di Kaka e Pato. Panucci 6,5: bravo in un ruolo non suo. Cicinho 6,5: se facesse meno cross dalla 3/4 sarebbe ottimo. De Rossi 8: Sontuoso. Pizarro 5: continua a perder troppi palloni. Perrotta 5: chi l'ha visto? Taddei 7: solo per la chiusura su Seedorf nel primo tempo. Totti 7: sempre al servizio della squadra. Vucinic 8: zitti zitti il silenzio è d'oro. Giuly 7,5: decisivo. Aquilani 6,5: al momento non c'è corsa col Pek Spalletti 7,5: bravo nei cambi

MARAZICO

fo rum w w w. mar i o n e . n e t Pat r o c l o o o o o Doni 8 - Cicinho 6.5 -Tonetto 5 Panucci 7 - Juan 6 - Taddei 5 Pizarro 5,5 - De Rossi 7,5 - Mancini 5 Perrotta 6 - Totti 6,5 - Vucinic 7 Giuly 8 - Aquilani 5,5 - Spalletti 8

Doni 7

MACO

Cicinho 7,5: grande partita e salvataggio

Doni 7,5: a parte gli svenimenti di inizio gara… ma come para? Questo ragazzo è un fenomeno anche a volley. Cicinho 7 Panucci 6,5 Juan 6,5 Tonetto 6,5 De Rossi 7,5 Pizarro 5,5 Taddei 6 Perrotta 5,5 Mancini 5 Totti 6,5 Vucinic 7,5 Giuly 7 Aquilani 6.5

provvidenziale. Panucci 6 Juan 6 Tonetto 6De Rossi 8 Pizarro 6Taddei 5,5 Perrotta 6: mezzo punto in più per l'assist. Mancini 5: evanescente. Totti 6,5 Giuly 7,5. Vucinic 8: er matamilan Aquilani s.v.

MARAZICO

Francesco Totti

Duello brasiliano: Juan e Pato

Mancini 5: inesistente.

Doni 7 - Cicinho 6,5 - Panucci 6 - Juan 6 Tonetto 6,5 - De Rossi 7 - Pizarro 5,5 Taddei 5,5 - Perrotta 5,5 -Mancini 6 Totti 6,5 - Giuly 7 - Vucinic 8

da r i o 9 1 Doni 7,5 - Cicinho 7 - Panucci 6,5 Juan 6,5 - Tonetto 6,5 - De Rossi 7,5 Pizarro 6 - Taddei 6 - Perrotta 5,5 Mancini 5,5 - Totti 6,5 - Vucinic 7,5 Aquilani 7 - Giuly 7


ROMA - MILAN 2-1

7

LOOK AT FORUM LA FORZA DELLA ROMA

Vucinic e Totti dopo il 2-1

La forza di una grande squadra si vede quando riesce a strappare il risultato anche quando gioca sotto tono. La Roma, contro un Milan in una forma strepitosa, è stata implacabile ed ha portato a casa i tre punti. Alla squadra giallorossa sono bastati 5 minuti per ribaltare il risultato e dimostrare che la maturità tanto attesa è stata finalmente raggiunta. Il Milan ha sfoderato una prestazione ammirevole, ma non ha saputo chiudere la partita quando doveva. La squadra guidata dal tecnico Luciano Spalletti, dal canto suo, è stata straordinaria nel cambiare il corso degli eventi. Certo, grazie agli innesti di Giuly e Vucinic, ma anche con un carattere e una forza morale da grande squadra. La tifoseria romanista non poteva che essere entusiasta del risultato acquisito, e le frasi rilasciate da Fabius sul forum di lupocattivo.net: "la Roma ieri non ha gio-

cato benissimo. Primo tempo equilibrato senza grandi emozioni.. Poi la doccia fred-

da del gol di Kakà e il Milan che poteva benissimo raddoppiare con un grandissimo Seedorf. Noi abbiamo fatto bene a crederci sino alla fine senza mollare. Poi i cambi hanno fatto la differenza un'altra volta... Vincere cosi è bellissimo! La Roma è una grande squadra e meriterebbe davvero qualcosa d'importante.. Comunque non molliamo.. Crediamoci fino alla fine. Con questa Roma si può sognare", Er_Pino: "la Roma stasera ha dimostrato un carattere che le ho visto raramente. Veramente bravi stasera", andemaro sul forum di popologiallorosso.com: "il pelato è un grande ma bisogna ammettere che da quando è a Roma è cresciuto molto come tecnico. Se uno dei difetti era quello di non saper cambiare in corsa, oggi questo è diventato un suo pregio! Blindiamolo per 10 anni e costruiamo un secondo Manchester, fermo restando il fatto che sir Fergusson questa volta il vino lo berrà per dimenticare", gmerro: "Ieri Doni è stato decisivo in tre occasioni sullo 0 a 0 e sullo 0 a 1 (2 volte su Seedorf e una volta su Kakà)... Anche grazie a questi interventi si é potuta vincere la partita. Bravo a lui e ai preparatori, é migliorato tantissimo",

a cura di Mauro Manni

d'angolo tanto discusso battuto dalla Roma: "Pizarro mette la palla nella lunet-

ta e la tocca con la punta del piede facendole fare un piccolo movimento, a quel punto a termini di regolamento la palla è in gioco. Pizarro si allontana e si avvicina Taddei come se ci avessero ripensato su chi batte il calcio d'angolo, Taddei, visto che la palla è stata toccata, parte in quarta e s'infila in area mentre i milanisti pensano "che caspita fa questo?". A termini di regolamento la cosa è lecita, è probabile che il guardalinee non avesse notato il tocchetto di Pizarro, che in effetti era quasi impercettibile", lo dimostrano pienamente. La Roma continua dunque la sua rincorsa all'Inter. Una squadra che vince anche quando non gioca bene, dimostra di essere veramente forte. Un segnale confortante in vista del proseguio del campionato. La banda di Roberto Mancini è avvisata.

Massimiliano sul forum di totti10.com: "Non abbiamo giocato benissimo.

Comunque l'importante è aver portato a casa i tre punti", quintofabiomassi: "Spalletti non ci può far soffrire così. Forse sei entrato in campo con quella formazione perché non ti aspettavi questo Milan??? Forse sono troppo coinvolto io che vorrei chiuderle tutte in un quarto d'ora. Comunque l'importante è stato vincere", e da Stark, che sul forum di marione.net esprime la sua opinione riguardo il calcio

Totti contro Gattuso


ROMA - MILAN 2-1

8

FOMENTO 2 a 1 e LONGOBARDI A CASA

a cura di Fabio D’Orazi

"Spalletti non fa giocare gli uomini più freschi e non legge la partita, sbaglia i cambi". Lo si dice, un po' per rabbia, un po' per frase fatta, ma si sa che non è vero. Infatti entrano Giuly e Vucinic e la Roma ribalta il risultato. Dopo la doppietta rifilata al Napoli fuori casa, dobbiamo affrontare all'Olimpico il Milan, che occupa una posizione un po' bugiarda in classifica e quindi un po' di preoccupazione serpeggia nell'aria. Probabilmente per sorprendere gli "attempati" rossoneri Spalletti si dovrà affidare ai giocatori più scattanti ed in forma del cam-

Mirko Vucinic

pionato, cercando di bloccare le giocate di

giocare un irriconoscibile Pizarro e tenere

per la Roma esce Taddei per Aquilani e per

Kakà... ma la partita inizia. Contro ogni pre-

fuori il "divin Aquilani", insomma tutti d'ac-

il Milan udite udite, Seedorf si fa male e

visione si vede una Roma un po' molle, di

cordo: "Spalletti non fa giocare gli uomini

abbandona il campo per un vecchio irrico-

gambe e di fiato, che non riesce ad imbri-

più freschi e non legge la partita, sbaglia i

noscibile e ridicolo Emerson, accolto con

gliare un Milan, lento anche lui, ma che

cambi.". E così inizia il secondo tempo che

una bordata di fischi decisamente appro-

gioca bene di prima sullo stretto. L'eroe

ci mette a dura prova. Spalletti, preoccupa-

priati. "Ahò anvedi che finaccia er gatto

della serata è Seedorf, il più rapido in

to, innesta Vucinic per Amantino e qualche

nero… l'esaurito… quant'è brutto ahò è

campo (il che è l'immagine della staticità

secondo dopo un impacciato Juan permet-

mezzo pelato!!!". E' triste pensare a quanto

della partita), che sembra perforare come

te a Kakà di realizzare dentro l'area su

abbiamo acclamato questo essere indegno

un ferro arroventato sul burro le maglie del

cross di Oddo: 0 a 1. E' la fine si pensa e,

della nostra maglia, pensando che un cen-

centrocampo e della difesa romanista. La

dopo appena 3 minuti, Seedorf raddoppie-

trocampista del suo calibro non l'avremmo

Roma soffre e comincia a crescere solo

rebbe se non fosse per un salvataggio di

mai più avuto, ed ora sfoggiamo Aquilani,

verso la fine del 1° tempo. Ci guardiamo

Cicinho sulla linea… siamo nel panico tota-

De Rossi, Pizarro ecc... Qualche minuto

sgomenti pensando alla bella Roma di

le. "A Spallè CAMBIA…" ed il Mister inne-

dopo mischia in area rossonera, Perrotta

Madrid e ci chiediamo se essere soddisfat-

sta Giuly e tira fuori un Pizarro imbarazzan-

resiste alla carica dei difensori e fornisce

ti o no di questo pareggio, pensando che

te… inizia il ROMA-SHOW. Il patetico Pato

una palla a Giuly che ci porta in parità. Li

tanto meglio del Milan non avevamo fatto…

(scusate il voluto gioco di parole) si tuffa

teniamo in pugno adesso e sull'onda del-

neanche un tiro nello specchio della porta.

clamorosamente in area (Doni superbo in

l'entusiasmo quattro minuti dopo replica

Chi vorrebbe fare uscire Mancini, Taddei e

uscita) rimediando il giallo. La Roma cresce

Vucinic con un bellissimo rasoterra: 2 a 1,

Perrotta, che sembrano al peggio della loro

e si sorride a mezza bocca… "Vucinic facci

signore e signori. Mancano 8 minuti (che

forma, chi dice che è una bestemmia fare

un gol…" è nell'aria. Doppia sostituzione:

sembrano ore) alla fine del match, più quattro che diventeranno sei… totale 14 minuti d'ansia e palpitazione che consacrano la nostra Roma, vincitrice contro il club campione d'Europa, anzi del mondo. E i gol chi l'ha realizzati? Guarda caso gli innesti Vucinic e Giuly. Ripenso al: "Spalletti non fa giocare gli uomini più freschi e non legge la partita, sbaglia i cambi" e sorrido, lo so che lo si dice, un po' per rabbia, un po' per frase fatta, perché non si sa a chi dare le colpe, ma SI SA CHE NON E' VERO… e penso anche alla finaccia che ha fatto ER GATTO

Seedorf; il migliore in campo

Giuly segna il gol del pareggio

NERO… che essere misero…


LAZIO - ROMA 3-2

9

TRIPLICE FISCHIO Roma, che peccato… Peccato. La Roma perde il derby di ritorno con lo stesso punteggio con cui aveva vinto quello d'andata. Stavolta prevale la Lazio, che in una partita equilibrata, ha la cattiveria necessaria per superare un avversario tecnicamente più forte e la dose di fortuna indispensabile per trasformare un pareggio ormai acquisito, in una vittoria. La Roma scende in campo con una difesa a quattro, composta a destra dal rientrante Cassetti con conseguente spostamento di Cicinho a sinistra e al centro dalla coppia titolare Mexes-Juan. A centrocampo al fianco di De Rossi, mister Spalletti preferisce Aquilani a Pizarro, mentre in avanti, con Vucinic preferito a Mancini, ci sono Taddei e Perrotta a supporto di Totti. La Lazio si schiera con il 4-3-3 collaudato nelle ultime settimane, in cui i quattro difensori sono, da destra a sinistra, De Silvestri, Siviglia, Cribari e Kolarov. A centrocampo si muovono Dabo, Ledesma e Berhami, mentre il tridente offensivo è composto da Rocchi e Pandev alle spalle di Bianchi. L'idea di Rossi è quella di pressare alto già con gli attaccanti, per soffocare, soprattutto al centro, le fonti di gioco della Roma. Sempre dal punto di vista tattico, alla luce di quanto si è visto in campo, non ha funzionato affatto bene la catena di destra: Cassetti, al rientro dopo circa un mese di stop, aveva fatalmente poca gamba e Taddei, stralunato e confusionario, nonostante il solito impegno ha prodotto veramente poco. Inoltre, la fase difensiva non ha brillato, tanto da concedere due gol fotocopia, con avversari soli in area di rigore. Anche mister Spalletti è apparso forse poco lucido, con dei cambi scontati e soprattutto tardivi. Purtroppo i giallorossi non disputano una gran partita. Nel primo tempo i ritmi sono decisamente troppo bassi e nella ripresa c'è troppa frenesia. Nel complesso la squa-

a cura di Maurizio Malavolta

Totti e De Rossi: un derby amaro per i due Romani

dra sembra un po' stanca e giù di corda. D'altronde, praticamente dall'inizio dell'anno, si sta giocando ogni tre giorni e di questo, alla lunga, inevitabilmente se ne risente. A ciò si aggiunga un pizzico di cattiva sorte nel finale, qualche errore arbitrale di troppo ed ecco spiegata la sconfitta. Come accennato, il primo tempo corre via senza particolari sussulti fino al trentunesimo quando arriva il vantaggio della Roma: ennesima discesa in percussione di Vucinic sulla sinistra, intervento difensivo prima di Siviglia e poi di Berhami che per liberare l'area spazza colpendo la spalla di Taddei, la palla carambola così, in modo beffardo, in fondo alla rete. Il pareggio laziale arriva al quarantatreesimo: Rocchi imbecca Kolarov sulla sinistra, Cassetti non arriva a chiudere e il cross, soltanto deviato da Doni, arriva a Pandev che a centro area, solo e senza opposizione, realizza. Nel secondo tempo la Roma forza inizial-

mente i ritmi, tanto che già dopo quindici secondi Perrotta calcia di destro, da dentro l'area di rigore, sfiorando il palo opposto. Nel momento di grande spinta dei giallorossi, arriva però il vantaggio laziale: Kolarov crossa a centro area dove Juan contrasta Bianchi che cade. L'arbitro Morganti di Ascoli Piceno, negativa la sua prestazione, inventa letteralmente il calcio di rigore. Dal dischetto Rocchi calcia malino ma realizza. La reazione dei giallorossi è furiosa e dopo appena cinque minuti arriva il pareggio. Ancora scambio sull'asse Totti-Vucinic con Perrotta abile ad inserirsi centralmente superando Ballotta. Quando ormai la gara sembrava avviata verso il pareggio, arriva il gol vittoria dei biancazzurri. Al novantaduesimo la palla gira da destra a sinistra nei pressi dell'area di rigore della Roma, fin quando arriva sui piedi di Berhami che, nuovamente senza opposizione, supera Doni.


LAZIO - ROMA 3-2

10

IL PAGELLONE

a cura di Mauro Manni

Dopo un derby giocato in questa maniera è veramente difficile dare la sufficienza a qualche calciatore. Una partita che la Roma ha giocato malissimo, intimidita da una Lazio con un organico inferiore. Tra i meno peggio troviamo sicuramente Daniele De Rossi, Vucinic, e il capitano Francesco Totti. Il primo non si è mai fermato, muovendosi a tutto campo e sdoppiandosi con grande efficacia nel ruolo di contrasto e rilancio. Il secondo è stato senza dubbio il migliore dei suoi, mostrando anche qualche giocata di troppo. Il "bimbo de oro" infine, dopo un primo tempo in ombra, regala qualche colpo dei suoi nel secondo tempo. Serve a Perrotta l'assist per il 2-2, ci mette tanta buona volontà, ma non riesce a cambiare il corso degli eventi. Ricordiamo a tutti che potete anche inviare le vostre pagelle al seguente indirizzo: pagelle@illegionario.com

fo r u m w w w. p o p o l o g i a l l o r o s s o . c o m POKERISSIMO Doni 5: prende 3 gol, il primo poteva smanacciare meglio ma c'è stata sfiga, il rigore se alzava il braccino… Il terzo non è quasi colpa sua, la traversa? la barriera sul palo di Kolarov? Cicinho 6: sufficiente ma per me sulla sua fascia destra può fare molto meglio, non capisco perché lo mette dalla parte sbagliata, tra l'altro lo superano spesso. Juan 5: fino al momento dell'ultimo gol è ottimo, il rigore è fallo su di lui, il primo gol è nella posizione giusta, la papera la fa sul terzo gol loro. Mexes 5: la stupida ammonizione a metà campo secondo me lo ha condizionato molto. Cassetti 6: mai supportato da Taddei riesce al rientro ad essere sufficiente, ma scarso in attacco. De Rossi 5.5: la sente troppo, sbaglia palloni e rilancia male, non fornisce mai passaggi facili ai propri difensori. Aquilani 4: per me il peggiore in campo, il suo peso specifico è bassissimo, tanti palloni ma non è mai veramente incisivo davanti, in interdizione non è De Rossi quindi fa il regista che avrebbe potuto fare Pizarro in maniera migliore. Vucinic 7: è l'unico che prende palla e sa che deve andare verso la porta a tirare, gli altri non lo accompagnano mai. Il gol di Perrotta è merito suo ed è l'unico che corre sempre. Perrotta 4.5: da 10 i dieci minuti prima del gol, poi torna là dove sta nell'ultimo periodo, nel niente. Taddei 6: partita decente, ma non punge e non copre, serve di più in queste partite. Totti 5: la sente veramente nel primo tempo, nel secondo si riprende, ma non riesce a essere decisivo, e lo scrivo pure perché m'ha fatto rosicare nel 3 contro 2 con Vucinic liberissimo che sarebbe stato 3 a 2 per noi. Non torna mai nel primo tempo, fa troppo poco nel secondo. Giuly 6: troppo poco tempo per creare qualcosa di buono, ma spinge tanto e nella confusione romanista finale purtroppo non può fare molto. Panucci 4: entra e sbaglia il passaggio, contropiede, gol della Lazio. Mancini S.V: ma sembrava andare bene. Spalletti 4: non può preparare la partita come se affrontassimo la partita, i romani la sentono troppo e lui non fa niente per tranquillizzarli. Paga anche il mese assurdo da cui veniamo, la mancanza di lucidità nel secondo tempo suo (sostituzioni cannate) e della squadra ne sono l’esempio.

T I T U S T H E F OX

VA L L E A O S TA

Doni 5,5: un pò incerto e indeciso su un paio di gol. Cicinho 6: ottimo davanti e nei recuperi, male a difendere negli 1 contro1 Cassetti 5,5: discreta spinta ma stringe troppo la posizione dietro, va detto che Taddei non lo aiuta mai. Mexes 5,5: qualche errore alternato a buone chiusure. Juan 5,5: vedi Mexes. De Rossi 6: ottimo nelle chiusure. Aquilani 5: deludente. tante palle perse e troppi "tocchi" fuori luogo Perrotta 5,5: primo tempo nullo, meglio la ripresa, freddo per il gol. Taddei 4,5: mezzo voto in più per metterci il corpo sul rinvio di Behrami che gli regala un gol comico. Vucinic 5,5: alcuni spunti degni delle ultime gare ma anche tanti palloni sprecati. un passo indietro a livello di cattiveria agonistica. Totti 5,5: non tira mai in porta ed è mal servito dai compagni. a volte costretto a prendere palla a centrocampo. Giuly 5,5: non cambia la partita. Amantino N.G: ci prova ma non ci riesce. Panucci 4: errore che porta al gol di Behrami

Doni 3: stasera ha fatto pena. ridicolo sulla punizione di Kolarov nel primo tempo, penoso sul rigore, le palle vaganti nell'area piccola che si sono sprecate, pietoso sul terzo gol. Cassetti 3: non ne ha presa una. uno dei principali responsabili della sconfitta che ci costa lo scudetto. Mexes 4,5: incerto, impacciato, non riesce a dare una mano ai suoi compagni. Juan 5: partita discreta fino all'oscenità del terzo gol. subisce fallo e l'arbitro dà rigore. Cicinho 5: alterna qualche spunto interessante ad altre da picchiarlo. De Rossi 5,5: ci prova, lotta ma è troppo impreciso. Aquilani 4: la deve smettere di credere di risolvere la partita da solo. Taddei 4: stasera inutile e dannoso. si fa umiliare dall'avversario diretto. gol di culo. Perrotta 5,5: ci prova e lotta e fa un bel gol. Vucinic 6: l'unico della squadra che da qualche segno di vitalità. Totti 5: bell'assist a Perrotta e qualche spunto interessante in una serata decisamente negativa. Spalletti 3: Cassetti è stato umiliato, Cicinho a sinistra ha brillato poco, Taddei inguardabile, Aquilani pietoso. Chi stava in panchina avrebbe fatto peggio? sbaglia la formazione e, come il solito, non riesce a sistemarla in corso

fo r u m w w w. m a r i o n e . n e t GINOMAGIA Doni 5 Cassetti 5: il primo gol viene dalla parte sua, il cross del rigore finto viene dalla parte sua. Cicinho 5,5: sul primo gol Pandev si trova dalla parte sua e lui nel televisore non compare. Juan 5: oggi ha sfarfallato. Mexes 5.5: senza infamia e senza lode,ma non sufficiente. De Rossi 6,5: per me il migliore, a un certo punto l'ho visto andare a fare il terzino destro... chiude dappertutto... ha dovuto giocare per il suo compagno di reparto. Aquilani 4.5: sbrighiamoci a rinnovargli il contratto. Perrotta 6: mezzo voto in più per il gol. Vucinic 6: il migliore dopo De Rossi, è l'unico che m'ha dato l'impressione di provare a fare qualcosa. Taddei 6: mezzo punto in più per il gol, ma quando esce lui però subiamo sempre. Totti 5.5: senza infamia e senza lode, ma non sufficiente

R i j ka a r d Doni 5: due gol nell'area piccola. Cassetti 4: dalla parte sua passano tutti. Mexes 6,5: non sbaglia nulla, ammonizione inevitabile. Juan 5: come Mexes fino al gol del 3-2, lì s'abbiocca proprio. Cicinho 6,5: dalla parte sua non passano quasi mai De Rossi 6: impreciso, ma non può fare tutto lui Aquilani 4,5: personalità zero, i colpi di tacco li lasciasse perdere. Taddei 5: inguardabile, a parte il gol del biliardino, certo che quando esce si sente l'assenza. Perrotta 6,5: ha fatto pure troppo. Vucinic 6,5: i due gol nostri nascono da iniziative sue, è l'unico che punta l'uomo, lo salta e da velocità e profondità alla squadra. Totti 6: di stima capità. Giuly 4: riesce a far rimpiangere il peggior Taddei della stagione. Mancini 4: spero che stesse ancora male, sennò ciao. Panucci 4: riesce a far rimpiangere il peggior Cassetti della stagione. Spalletti 5: è un dato di fatto che soffre Delio Rossi, ma non ha colpe specifiche, forse sul 2-2 poteva entrare Pizarro o Brighi per Aquilani che non l'ha strusciata mai


LAZIO - ROMA 3-2

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LOOK AT FORUM CHE OCCASIONE BUTTATA! No, così non va. Ci sono partite che si possono perdere o pareggiare e di sicuro non tutte si possono vincere, ma con altrettanta convinzione diciamo che ci sono occasioni che non si possono gettare così. Con il punteggio dell'Inter inchiodato sull'1-1, ci si attendeva una grande reazione della Roma nel secondo tempo del derby. Invece per la Roma è arrivata addirittura la sconfitta. La Lazio dal canto suo ha vinto il match con le uniche armi a sua disposizione: cuore e grinta. Alla squadra giallorossa, oltre alla grinta e al cuore, che comunque non si sono visti, si chiedeva di mettere in campo quella qualità che la rende superiore e avrebbe fatto pendere l'ago della bilancia a proprio favore. Sul terreno di gioco invece, si è vista una Roma rinunciataria e che spesso lasciava l'iniziativa agli avversari. Per dovere di cronaca però, c'è anche da dire che, nonostante i cugini abbiano giocato con più determinazione, senza l'aiuto del direttore di gara Morganti, difficilmente il gruppo guidato da Luciano Spalletti sarebbe tornato a casa sconfitto. Due le decisioni arbitrali che lasciano discutere: il calcio di rigore completamente inventato assegnato alla Lazio, e un tiro dal dischetto non concesso per un fallo su Francesco Totti. Girovagando nel mondo del web giallorosso si può notare chiaramente che gli stati d'animo esternati dai tifosi giallorossi sono principalmente amarezza e rabbia. Le frasi scritte da maco sul forum di lupocattivo.net: "La Roma ha giocato a

tratti anche bene.. La Lazio ha tirato fuori tutto quello che aveva (anche con l'aiuto di un arbitro…) e riuscita a vincere una partita praticamente a tempo scaduto, anche approfittando del calo fisico di una squadra che nell'ultimo mese ha

giocato ogni tre giorni e sempre con squadre di primo livello… Conseguentemente… avanti tutta per le prossime partite e a Spalletti chiedo di investire molto sui giovani e non aver paura di nulla", zerorh: "Ieri sera si doveva vincere e basta. D'accordo che nessuno si è tirato indietro e ce la siamo giocata fino all'ultimo minuto, ma partite come quella di ieri sera si devono vincere e basta. Oggi stavamo a meno 4 e l'Inter sabato giocava con la tensione alle stelle contro la Juventus e noi con l'Empoli potevamo davvero sognare ma che dico sognare di più, perché forse si poteva essere a meno 1 o meno 2 nonostante i mille rigori per l'Inter in questa stagione. Per qualcuno di voi sarà triste ma secondo me se ieri in panchina c'era uno che si chiama Capello oggi eravamo a -4! Anche se io non ho niente contro Spalletti a parte la poca grinta che non sa trasmettere ai giocatori quando serve", goldeneye74, sul forum di popologiallorosso.com: "Punizioni a senso unico, rigore ridicolo dato alla Lazio, un rigore clamoroso non dato a Totti, Berhami che doveva essere espulso. Ancora parliamo. Non è cambiato e non cambierà mai niente", jimmyfontana, sul forum di marione.net: "come si fa ad entrare in campo sapendo che l'Inter ha pareggiato e fare quella figura che hanno fatto? Come si può buttare un'occasione così ghiotta e irripetibile senza combattere? Stiamo sempre lì, il solito problema mentale... a Siena dovevi vincere e hai preso 3 gol... dico, avete visto che partite mediocri fa il Siena? Quanto mi scoccia, con le piccole buttiamo sempre le stagioni", Sfinge: "Delusione legittima. Ma siamo sempre in corsa su tutto! DAJE!DAJE! Questo è un dato di fatto e bisogna continuare a sostenere questi ragazzi", JimmyConway: "Da quando

a cura di Mauro Manni

hanno saputo il risultato, cioè dal 46°, hanno preso gol su un rigore che non c'era (perché non c'era), hanno pareggiato e si sono buttati in avanti, forse in modo sbagliato ma provando a vincere... La figuraccia l'abbiamo fatta intendiamoci... dominati nei primi 20°, battuti tatticamente un'altra volta, ennesimo gol da polli al 90° e oltre... giocatori che io per primo ritengo dei fenomeni come Aquilani, Juan, ma anche Taddei, che sbagliano proprio questa... Una partita di un'importanza enorme... Messi sotto fisicamente... Però direi invece che proprio questa volta mi hanno dato l'impressione di reagire a un risultato di un altro campo, una cosa che la Roma non fa mai... ma proprio non me la ricordo da quando ero piccolo... l'ho già scritto, l'immagine di Perrotta che segna il 2-2 sotto la sud e invece di esultare corre a centrocampo con la palla è bellissima, a prescindere dal risultato.." e da ale836 sul forum di Curvasud.com: " arbitro indecente.. il gol di Totti regolarissimo (vedi il regolamento) il passaggio non era destinato a Totti, l'avversario l'ha deviato mandandolo sui piedi di Totti.. Solita falsa… concentriamoci sulla Champions.. metti caso che passiamo noi.. ai laziali gli viene l'ulcera.. e comunque ieri s'è fatta tutta questa cosa per quel povero ragazzo ucciso, e Bianchi si butta e vuole il rigore. E all'inizio tutti che dicevano deve vincere lo sport e il tifo.. E quello che ha fatto Bianchi è una cosa sportiva??? Mah lasciamo perdere.. Comunque sono sicuro… l'Inter manderà la Lazio in finale così l'Inter arriva prima e va in Champions, invece la Lazie arriverà in Uefa..", la dicono lunga. Non c'è più tempo per piangersi addosso. Ora la regola numero uno è quella di guardare avanti. Sono tutte finali.


LAZIO - ROMA 3-2

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FOMENTO NOI in flessione, ARBITRO scandaloso

di Fabio D’Orazi

La partita non nè bella nè commentabile, il clima è surreale. Non posso di certo dire che qualcuno dei nostri non abbia onorato la maglia, non posso dire che gli avversari abbiano giocato meglio L'aspettativa è differente dalle altre volte e dopo aver mandato a casa i madrileni, figuriamoci se ci possono preoccupare quelli d'oltre sponda, così indietro, così lontani e anche ridicoli nelle loro esternazioni ed in quelle del loro presidente. Così qualcuno comincia già lo sfottò. Chi fa il gradasso e chi intima alla prudenza: "Il Derby è psicologico… insidioso". Non si sa perché si debba giocare tre quarti d'ora dopo gli altri, ma qualcuno dice che sia un vantaggio sapere cosa abbia fatto l'avversaria diretta in anticipo. Io penso che durante la competizione ogni evento esterno distolga dalla concentrazione... però è un mio libero pensiero. Toccanti le immagini del Capitano che depone i fiori sotto la nord e del papà di Gabbo in Sud (nel primo tempo). La Curva Sud espone lo striscione "LE LACRIME NON CONOSCONO COLORE. GABBO UNO DI NOI. Squadre in campo. La sensazione è, purtroppo, di una Roma lenta e macchinosa, un po' impacciata e distratta. Questa volta Spalletti aveva messo da subito i giocatori più in forma e veloci, ma niente, gli avversari sembrano le frecce tricolori a confronto. Ed iniziamo a subire troppo ed a correre gravi rischi. La

Lo striscione della Sud in ricordo di Gabriele Sandri

partita non è bella e non è commentabile, il clima è surreale. Non posso di certo dire che qualcuno dei nostri non abbia onorato la maglia, non posso dire che gli avversari abbiano giocato meglio. Così la prima rete di Taddei, dinoccolata e rocambolesca, diventa l'emblema non solo dell'azione del gol, ma della partita tutta. Non posso prendermela con l'incolpevole Spalletti. Se trovassi un alibi mediante un capro espiatorio nell'ambiente giallorosso, farei del male alla Roma ed a me che la amo, incorrendo giustamente nelle ire di chi legge. Niente, siamo stanchi non ci reggiamo in piedi, lenti prevedibili e penetrabili ed un pareggio forse sarebbe stato la cornice

dell'ennesimo derby brutto, ma giusto nel punteggio. Se non ci fosse stato lo sciagurato ed inesistente rigore, se Cribari non avesse fatto tre buchi al ginocchio del Capitano senza essere punito, se il rigore fosse stato concesso anche a Totti, sbattuto a terra in area sotto gli occhi dell'arbitro… come si fa a dare la colpa di una sconfitta cocente (3 a 2) ad una Roma stanca ma unica squadra in Europa ancora in corsa su tutte le competizioni? Non si possono più subire flessioni. NON SI PUO'… MA ORGOGLIOSI DI ESSERE DOVE SIAMO SENZA AIUTI, CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI… E' QUESTA LA NOSTRA GRANDEZZA.


ROMA - EMPOLI 2-1

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TRIPLICE FISCHIO Inter, eccoci! Nel breve volgere di tre giorni, la sconfitta del derby è già archiviata ed il campionato è riaperto come non mai. Tutto ciò grazie alla vittoria della Roma sull'Empoli di Malesani e alla contemporanea sconfitta dell'Inter ad opera della Juve. Mister Spalletti, più per necessità che per scelta tecnica, schiera una formazione completamente diversa rispetto a quella scesa in campo contro la Lazio: sono ben sei i volti nuovi tra i titolari. In difesa oltre a Cassetti, confermato sulla destra, giocano Tonetto, che si riprende la fascia sinistra, e, al centro, la coppia Ferrari-Panucci. A centrocampo Pizarro affianca De Rossi. In avanti, nella batteria dei tre a supporto di capitan Totti ci sono Giuly, che sulla destra rileva Taddei, Mancini, di nuovo titolare sulla sinistra, e Perrotta confermato al centro. L'Empoli si contrappone con un 4-5-1. Malesani vuol fare densità a centrocampo per poi sfruttare le doti tecniche del piccolo Giovinco, unica punta che svaria molto, supportato da Vannucchi. La partita è difficile da decifrare. La Roma scende in campo con la giusta determinazione, ma con il passare dei minuti comincia a pesare la necessità di dover vincere per cullare ancora sogni di gloria. Così la squadra si contrae e l'Empoli si rende pericoloso sfiorando più volte il vantaggio sempre con il solito Giovinco, che va a cogliere un palo clamoroso intorno al trentesimo. Il rischio corso scuote i giallorossi, che dopo quasi cinque minuti di ininterrotto possesso palla arrivano al gol del vantaggio: al trentaseiesimo scambiano Tonetto e Totti, con il capitano che di tacco libera in area il terzino che realizza finalmente

la sua prima rete in giallorosso. In avvio di ripresa la Roma si complica la vita. Al quinto minuto un errore di Pizarro regala la ripartenza all'Empoli che la sfrutta alla perfezione: Abate fugge via a destra e assiste Giovinco che in solitudine non deve far altro che appoggiare alle spalle di Doni. Le cose sembrano mettersi ancora peggio quando al dodicesimo, Perrotta, dopo aver perso palla al limite dell'area, nel tentativo di recuperarla tocca da dietro un avversario. L'arbitro Gava estrae frettolosamente il cartellino rosso. L'espulsione ha l'effetto di una frustata sui nervi dei giallorossi che, psicologicamente più liberi e meno frenati, tirano fuori tutto il loro carattere e si gettano in avanti alla ricerca della vittoria. Al diciottesimo Vucinic, da poco subentrato a Giuly, guadagna un calcio di punizione sulla sinistra. Pizarro batte e Panucci in mischia supera tutti e realizza il gol vittoria spedendo il pallone alle spalle di Bassi.

a cura di Maurizio Malavolta A questo punto interviene Spalletti che per assicurare maggiore copertura sostituisce prima un incerto Mancini con Taddei e poi qualche minuto più tardi Pizarro con Brighi. Nonostante l'inferiorità numerica la Roma non correrà più grossi rischi fino al fischio finale. Ai ragazzi di Spalletti si chiedeva un pronto riscatto dopo la sconfitta del derby e il riscatto si è realizzato. Anzi, in una partita divenuta oltremodo difficile, in cui si è dovuto faticare più del previsto, i ragazzi hanno dimostrato grande orgoglio, sviluppando un finale di partita di sostanza e andandosi a prendere tre punti fondamentali nella corsascudetto. In generale, nell'analisi delle gare, non dobbiamo dimenticare che questa squadra, unica in Europa, è ancora in lotta su tre fronti, dimostrando di poter giocare alla pari con ogni avversario. Quindi, orgogliosi di questo gruppo, crediamoci, noi tifosi per primi, fino alla volata finale.

Max Tonetto: primo gol in giallorosso

infinito sentimento chiamato roma Il più bello dei mari è quello dove non navigammo di Elena Innocenti

In un periodo in cui ogni volta che entro in curva il senso di distacco è sempre maggiore, la più bella partita allo stadio è stata quella a cui non sono andata: Roma-Empoli. In una curva nella quale stento sempre più a riconoscermi, che fa striscioni con l'inno laziale e contro i propri giocatori chiedendo di prendere esempio (da chi poi, da i primi che "si alleano con il nemico"?), in una curva che non mi stupisce più, se non in negativo, che non mi lascia più a bocca aperta, se non per bestemmiare, in una curva dove riesco a parlare con chi mi sta vicino senza urlare, dove ognuno pensa per se, dove si pensa più a prendere che a dare (e non solo in senso figurato), in una curva che "casa mia" è sempre meno... In questa curva, sabato ci sono andate due per-

sone insieme... due persone che probabilmente si sono conosciute ed unite ancora di più (se era possibile) abbattendo un piccolo ostacolo che ancora le separava, non per volontà, semplicemente per non conoscienza. Mi hanno raccontato di occhi felici e stupiti, come di una bambina, ho sentito una voce contenta, di chi per la prima volta metteva piede in un posto nuovo e comunque eccitante, di chi poteva condividere anche questa cosa con la persona che ama. E nello stupore della "prima volta", ripensando alla mia di "prima volta" un po' con questa curva che amo/odio (per quello che rappresenta/per quello che è) mi ci sono riconciliata pensando al fascino che ancora riesce a dare a chi per la prima volta sale quelle scale e vede aprirsi quello spicchio di cielo che anche se piove è naturalmente giallorosso. E lo

stadio deve essere pieno di gente che riesce ancora a stupirsi e a sorridere per essere lì... Per chi forse capisce in un momento tutte le emozioni che non si possono spiegare e non si possono capire fino a quando non sei lì, e ti metti in piedi sopra un seggiolino e ci vai con il cuore e l'animo aperto ad accogliere quello che è quel posto e quello che rappresenta. E mai come questa volta, sono stata felice di cedere il mio abbonamento, per qualcosa che va oltre una partita, perchè la vita è una questione di priorità e alcune volte capita che le priorità debbano passare il testimone, ed è anche giusto che poi si conoscano... La più bella delle partite è quella che non vedemmo, ma in fondo, mi sono sentita più parte di quella curva sabato che in tutto il resto dell'anno...


ROMA - EMPOLI 2-1

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IL PAGELLONE

a cura di Mauro Manni

Dopo la sconfitta nel derby, la reazione tanto attesa è arrivata. La Roma batte l'Empoli 2-1 e rilancia la sua sfida scudetto. Il simbolo emblematico di questo trionfo è il capitano Francesco Totti. Dopo il brutto colpo subito al ginocchio nel derby, il "bimbo de oro" non ha voluto lasciare la nave ed è sceso in campo per tutti i novanta minuti. Una poesia è il colpo di tacco con cui libera Tonetto per il gol del vantaggio. Torna a battere le punizioni e nel primo tempo va vicinissimo al gol. Regala altre fantastiche aperture che però non vengono capite dai compagni. Cala nel finale, ma cosa gli si può chiedere di più? Un grande applauso va senza dubbio a Max Tonetto che ha realizzato il suo primo gol con la casacca romanista. Il peggiore è stato senza dubbio David Pizarro, che ha sbagliato vari passaggi in fase di interdizione, tra i quali quello che ha innescato il contropiede che ha portato l'Empoli al gol del pareggio. Da lui ci si aspetta molto di più. Ricordiamo a tutti che potete anche inviare le vostre pagelle al seguente indirizzo: pagelle@illegionario.com

fo r u m w w w. p o p o l o g i a l l o r o s s o . c o m T I T U S T H E F OX Doni 7: provvidenziale su Giovinco, incolpevole sul gol. Cassetti 5,5: deve ancora rientrare bene in forma. Ferrari 7,5: un gigante in difesa, salva almeno 3 gol. Panucci 6: primo tempo da 4 secondo da 7+1 gol. Tonetto 7: costante in avanti, gol importante, abbastanza attento dietro. De Rossi 6,5: si immola per la maglia. come sempre. Pizarro 5,5: errore grave nel gol di Giovinco. per il resto bene. Giuly 5,5: non riesce a lasciare il segno anche se qualche numero lo fa sempre. Perrotta 5: impalpabile, poi si fa espellere (ma era giallo). Mancini 5,5: prova a fare la differenza ma non ci riesce. Totti 6,5: un gioiello l'assist a Tonetto. tiene bene palla, stanco nel finale. Vucinic 6: entra e tiene bene la palla. si crea anche qualche occasione. Taddei 6: contiene e riparte. Brighi 5,5: sciupa due contropiede allucinanti

P h i l i p p e as r o m a Doni 6,5: Alcune parate importanti,non può fare nulla sul palo di Giovinco. Tonetto 6,5: Arriva il goal che aspettava, partita sopra la sufficienza. Panucci 6,5: A volte soffre la velocità di Giovinco, mezzo punto per il goal. Ferrari 6,5: Non è facile giocare con discontinuità, amministra in scioltezza. Cassetti 6: Non si vede molto anche se si impegna sulla fascia. Taddei 5,5: Soffre la precaria condizione fisica, da cmq il suo apporto. De Rossi 7: Se non ci fosse lui bisognerebbe inventarlo. Pizarro 5: Non prende per mano la squadra,abulico, il goal parte da un suo errore, in fase di disimpegno, periodo non troppo favorevole. Perrotta 5: Se non ci fosse stata l'espulsione voto 6, non brillantissimo. Mancini 5: Sembra in palla, ma alla fine

conclude poco. Troppo discontinuo. Totti 7,5: Prende per mano la squadra in un momento di difficoltà come sull'1-1 in 10 contro 11, primo goal parte da un suo assist di pregevole fattura, stringe i denti visto i dolori al ginocchio che lo perseguitano. Giuly 6: Mette in difficoltà sulla fascia con qualche incursione gli avversari poi ordinaria amministrazione. Brighi 6: Messo in campo per una partita di contenimento, fa il suo dovere. Vucinic 5: Si fa ammonire, salterà la partita con il Cagliari, sabato prossimo. Immaturo

fo r u m w w w. m a r i o n e . n e t soloroma Doni 5,5: guardatevi il palo di Giovinco, guardatevi la Non uscita al 93°. Cassetti 5,5 Tonetto 6: crolla nel secondo tempo, nel primo ottima partita. Panucci 7 Ferrari 7: intervento strepitoso su Volpato. De Rossi 6,5 Pizarro 5: l'assist a Panucci vale almeno mezzo voto in più, l'assist a Abate ne vale uno in meno. Mancini 5 Giuly 5,5 Perrotta 5 Taddei 5: è proprio molto giù di forma. Brighi 7: gioca 20 minuti ma recupera più palloni di Pizarro, Perrotta, Giuly, Mancini e Vucinic messi insieme. Vucinic 6: molto meglio di Mancini e Giuly, però non incide negli ultimi 20 metri. Totti 6,5: su una gamba fa un assist a Tonetto meraviglioso e tiene su la squadra nei momenti peggiori... Se non sbagliasse a darla a Brighi al 92° sarebbe da 7 come minimo. Spalletti 6: per non aver tolto una punta dopo l'espulsione di Perrotta

fo r u m w w w. L U P O C AT T I V O . n e t pminera Doni 6,5 - Cassetti 6 - Ferrari 6,5. Panucci 6,5 - Tonetto 7 - De Rossi 6,5. Pizarro 5,5 - Giuly 5,5 - Perrotta 5,5. Mancini 5 - Totti 6,5 - Vucinic 6 Taddei 5,5 - Brighi 5,5 - Spalletti 6

Gianduia Doni 6.5 Cassetti 6 Ferrari 6,5 Panucci 6.5: per il gol mezzo punto. Tonetto 6.5: vedi sopra De Rossi 6.5 Pizarro 3: il migliore nel primo tempo ma quell'errore nel gol è da fucilazione Giuly 5.5 Perrotta 5.5 Mancini 5.5 Totti 6 Vucinic 6+

La gioia di Max Tonetto

MARAZICO Doni 6,5 - Cassetti 5 - Panucci 6,5. Ferrari 7 - Tonetto 6,5 - De Rossi 6. Pizarro 5 - Giuly 5 - Perrotta 4,5 Mancini 5 - Totti 6 - Vucinic 6 - Taddei 5

La gioia di Max Tonetto


ROMA - EMPOLI 2-1

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LOOK AT FORUM -4, ROMA DEVI CREDERCI Ora si può. Roma-Empoli 2-1, InterJuventus 1-2. La rincorsa continua, più aperta che mai. La Roma accorcia le distanze in classifica portandosi a meno 4 punti dalla capolita, e in virtù di un calendario sicuramente più semplice di quello dell'Inter, ha il dovere di crederci fino alla fine. Da due mesi le due compagini non erano così vicine, dallo scorso 2 dicembre (14ª giornata). All'epoca il distacco era di 3 punti: 31 i nerazzurri, 28 i giallorossi. In questo sprint finale, la Roma dovrà puntare forte anche sul fattore psicologico: La Roma giocherà spesso prima dell'Inter, in caso di vittoria romanista il fattore, a livello psicologico non è da escludere. La squadra capitolina fa bene a crederci, così come la squadra nerazzurra fa bene a tremare. Un'altra grande occasione si presenterà proprio nella prossima giornata di campionato, dove la truppa di Roberto Mancini affronterà la Lazio all'Olimpico, mentre la Roma andrà a giocare a Cagliari. L'entusiasmo della tifoseria è salito giustamente alle stelle, e le parole rilasciate da minerva, sul forum di lupocattivo.net: "La

risposta è pertinente. I calciatori si stanno facendo un mazzo così, e non mi sento di rimproverarli più di tanto. Forse all'allenatore si, perché se si è in difficoltà una mano gliela potrebbe pure dare con un cambio di modulo. Doni ha più fortuna che anima. Ribadisco, quello che mi ha fatto al derby, se lo avesse fatto Antonioli lo stavamo rincorrendo… Totti oggi m'ha commosso. Il migliore di tutti. Ci ha messo la faccia. Lo fa sempre. Mentre qualcun altro non gioca perché deve fare un amichevole… Totti come Enrico Toti che lanciava le stampelle al nemico. A Totti voglio dare 6.5. Il

tacco con un ginocchio smontato gli vale la medaglia d'oro", emiliano84: "Totti ha giocato alla grande nonostante la botta al ginocchio. Ha fatto un lancio di 50 metri dopo aver recuperato una palla assurda. Tantissimi palloni giocati e tacchi sempre a destinazione. E' ripartito 2 volte in contropiede e se Brighi glie restituiva altrettanto bene la palla stava in porta... per non parlare di come ha messo giù una palla in area…", peanuts, sul forum di popologiallorosso.com: "non abbiamo fatto una gran partita, anzi, brutta. Però penso che dipenda molo dalla condizione fisica e psicologica, la squadra ha avuto un ciclo pazzesco (Real, Milan, Napoli fuori, Lazio) e ha speso un sacco in termini di energie fisiche e mentali, ci sta di essere un pò scarichi. Tuttavia siamo riusciti a vincere e per giunta in 10 dopo quell'espulsione pazzesca. E' stata una vittoria della volontà, anche se l'Empoli avrebbe senz'altro meritato di più. Certo, a Cagliari sarà dura, e mancheranno tre pezzi importanti, ma perlomeno in settimana potremo rifiatare, siamo veramente sulle gambe e svuotati dopo un tour de force nel quale comunque abbiamo fatto tanto", PG68: "Temo che sia giunto il momento di fare una scelta per la Roma. Sabato prossimo si va in casa del Cagliari, una delle squadre più in forma del campionato in questo momento. Sarà la vigilia di Roma - Manchester United. A questo punto sembra più raggiungibile lo scudetto della CL. Sarei tentato di fare il turnover in coppa e schierare i migliori in campionato. E' vero che ci sono talmente tanti squalificati per sabato, che il turnover si farà comunque. Inoltre confido nel fatto che per Spalletti la formazione titolare è

a cura di Mauro Manni

I segni del derby sul ginocchio di Totti

quella di oggi, con alcuni tra i migliori in panchina (Cicero, Aquilani, Vucinic). Manchester o non Manchester.... questo è il problema", trullogiallorosso, sul forum dell'ufficiosogiallorosso.com: "se non ci crediamo adesso... nonostante le occasioni perse.. gli errori a favore Inter e contro di noi... siamo a 4 punti dall'Inter con un calendario favorevole... ragazzi... se ci crediamo ce la possiamo fare... Daje Romaaaa" e da amoR: "Adesso siamo rientrati in tutto e per tutto nella corsa scudetto. E io, forse sarò l'unico ma non penso la Lazio regalerà facilmente i tre punti all'Inter. Certo quanti cavolo di punti buttati al vento!! Questo scudetto se lo vince l'Inter non lo vincono loro ma lo perdiamo noi!", lo dimostrano pienamente. Meno 4, anzi meno 5 considerando gli scontri diretti. Ma poco importa. Ora è tutta un'altra storia. Ora si può. Forza Roma.


ROMA - EMPOLI 2-1

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FOMENTO 2 a 1, la riscossa, la Squadra c'è Che giornataccia, pioggia senza sosta e tutti coloro che pochi giorni fa hanno lasciato la mente ed il cuore all'Olimpico, se ne riappropriano svegliandosi da un incubo chiamato "flessione". Tale è stata la causa responsabile dell'ultimo disastroso Derby e, a quanto si vede, non manca qualcuno dei masochisti che mostra uno striscione che cita più o meno "ALBERTO, DANIELE E FRANCESCO, PRENDETE ESEMPIO DA NOI…". Non voglio nemmeno commentare. Passiamo all'inizio della gara. L'Empoli sfoggia il suo Cristiano Ronaldo, che risponde al nome di Giovinco. Tale appare per quantità e qualità di incursioni in area dei sonnacchiosi Giallorossi che per oltre mezz'ora si fanno mettere sotto come faggiani. Al 33° palo di Giovinco-Ronaldo a Doni battuto… "Si mette male," qualcuno mormora "questi hanno mollato!". Invece due minuti dopo il vero fuoriclasse, il grande campione, l'unico, il Capitano fa un'invenzione delle sue di tacco in area, e, a difesa scavalcata, manda l'accorrente Tonetto solo avanti al portiere Bassi che viene battuto con un tiro potente e preciso del difensore giallorosso che festeggia così il suo primo gol. Si comincia a rivedere la Roma. Fine del primo tempo e tutti preoccupati perché la partita non ci ha lasciato punti di riferimento per un pronostico, ma stiamo vincendo e tanto ci basta. Ecco le squadre in campo per la seconda porzione del match. Accade l'impossibile… con la Roma che non sembra gestire troppo agevolmente l'incontro e così, come ormai sappiamo tutti, quando la situazione di vantaggio traballa, l'ago della bilancia non pende mai verso di noi. Prendiamo infatti dopo neanche 5 minuti il gol del pareggio su fuga di Abete e passaggio verso quel campioncino (tale lo abbiamo fatto apparire) di

Giovinco che deposita agevolmente la palla in rete. L'arbitro Gava, spero per lui non sia il parente di quell'esponente democristiano che circa vent'anni fa tesserava persone defunte (che personcina per bene), credo in preda ad un debito d'ossigeno a livello cerebrale, riesce dopo pochi attimi a scambiare un fallo non grave e nemmeno pericoloso su Piccolo (che fra l'altro aveva menato come un fabbro per tutta la partita) per uno da cartellino rosso, ed espelle INSPIEGABILMENTE il povero Perrotta. Per una cosa veniale si rischia la rissa, con Perrotta che manda il pallone sul volto di un giocatore dell'Empoli. Noi siamo in fibrillazione, già distribuiscono i defibrillatori per ristabilire un po' di ottimismo. Partita ripresa, i Giallorossi ricordano di essere una grande squadra ed iniziano a giocare sebbene in 10. Non ce n'è per nessuno quando la Roma gioca si sa. Al 18° un corner corto,

di Fabio D’Orazi

punizione sulla riga dell'area, batte Pizarro e di testa in mezzo ad una folla di difensori svetta Cristia Panucci ed incorna senza indugio realizzando il gol del vantaggio. E' un rito esorcistico la sua corsa ed il suo sfogo verso la Monte Mario. In quella reazione c'è tutta la liberazione della frustrazione del Derby delle scorie passate delle notizie destabilizzanti e le critiche dei media mai generosi con la nostra squadra, di tutto e di più. La Roma fa la Roma e non c'è più storia tranne per una occasione al 48 di Volpato che finisce fuori. Finisce 2 a 1, prova fiera d'orgoglio e speriamo questo sia sempre l'esito finale di uno spirito mai domo, come non lo era a mio avviso neanche mercoledì. Ah ora posso commentare lo striscione con una mia dedica personale: "PRENDETE ESEMPIO VOI DA CHI NON VI HA MAI CONTESTATO… I ROMANI NON SI TOCCANO".

Lo striscione polemico nei confronti di Totti De Rossi e Aquilani


LOOK AT FORUM INTERNATIONAL

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LOOK AT FORUM INTERNATIONAL

a cura di Francesca Cuomo

se, but Juan was not a good as usual" (De Rossi è stato davvero pazzesco. L'unica nota negative - a parte la prestazione di Mancini - è stata la difesa: Panucci è stato immenso ma Juan non è stato bravo come al solito ). Reazioni negative dopo il derby perso che Cipot riassume così: "Reasons for defeat: poor defence overall,

Esultanza dopo il 2-1 all’Empoli

La prestazione della Roma contro il Milan ha prodotto, fin da subito, commenti positivi ma anche razionalmente critici. Su asroma-addict.com per Sandy: "We

weren't fast, we didn't neutralize Pirlo, we weren't cautious with Kaka, we didn't start Aquilani ner Vucinic…we could have paid that one very badly, but somehow we won it" (Non siamo stati veloci, non abbiamo annullato Pirlo, non siamo stati cauti con Kaka, non abbiamo avuto dall'inizio Aquilani e Vucinic… Avremmo potuto pagarlo malamente, ma in qualche modo abbiamo vinto ). Kuwait non ha dubbi: "Spalletti is a king" (Spalletti è un re ), altri complimenti arrivano da Black Magic "Grazie Spalletti, you are a wonderful

coach. You took this team at it's worst, 15th in Serie A and languishing in relegation. Now we are in 3 competitions in March and play some of the best football in the world" (Grazie Spalletti, sei un allenatore meraviglioso. Hai preso questa squadra nel suo momento peggiore, quindicesima in Serie A e vicina alla zona retrocessione. Adesso siamo in corsa in 3 competizioni a Marzo e giochiamo il calcio migliore al mondo ). Sulla prestazione di alcuni singoli si sofferma Jamie: "De Rossi was truly amazing. The only negative - apart from Mancini sweak performance - was the defence: Panucci was immen-

not only Cassetti and Cicinho, but also Doni and Juan; poor tactics, we gave them too much space, so Lazio were constantly in attack; Morganti; and the fact that Lazio played very well" (Le ragioni della sconfitta: male in difesa in generale, non solo Cassetti e Cicinho, ma anche Doni e Juan; male la tattica, abbiamo dato troppo spazio, così la Lazio era costantemente in attacco; Morganti; e il fatto che la Lazio ha giocato molto bene ). Dopo Roma-Empoli, cresce l'entusiasmo di batigol19: "Roma win + Lazio loss + Inter loss = Heaven!" (Roma vince + Lazio perde + Inter perde = Paradiso! ) mentre Umito si sofferma sulle decisioni dell'arbitro: "Perrotta's red card is stupid…he coul-

d've been given a yellow card for a normal tackle from behind and I wanna know why Vucinic had commited the same tackle from behind but he got only a yellow card while Simone got red?" (Il cartellino rosso a Perrotta è stupido…avrebbe dovuto prenderne uno giallo per un normale tackle da dietro e vorrei sapere perché Vucinic ha commesso lo stesso fallo e ha preso solo un giallo mentre Simone un rosso? ). Su www.bigsoccer.com Oban14 commenta Roma-Milan: "I must say I was very impressed with Roma today. They showed a lot of character, calmness and pride…I think they are really maturing from the experience of all these big Champions League and Scudetto defining games" (Devo dire che la Roma oggi mi ha molto impressionato. Hanno mostrato

molto carattere, tranquillità e orgoglio…Penso che siano davvero maturati grazie all'esperienza di tutte le partite importanti giocate per la Champions League e lo Scudetto ). Altri pareri positivi per la squadra dopo il match contro il Milan da Ultras Romani: "Great win… I can't

remember a time when Roma ever came back to tie and lead late in a game" (Grande vittoria… Non ricordo una partita della Roma in cui riusciva a rimontare e vincere una partita ), e da Forza_Totti: "Great victory for Roma. Being down 1-0 against Milan and overcoming them to gain the victory is not an easy task. Credit to Roma and their persistence to get the win" (Grande vittoria della Roma. Essere sotto 1-0 contro il Milan e rimontare ottenendo una vittoria non un'impresa facile. Onore alla Roma e alla loro convinzione nel cercare la vittoria ), negativo invece il suo giudizio dopo il derby: "Spalletti must be furious we let the game slip away in the final minutes" (Spalletti deve essere arrabbiato, abbiamo lasciato che la partita scivolasse via nei minuti finali ); su Roma-Empoli invece: "Great comeback by Roma today…after going down a man, that sparked them to push forward" (Grande rimonta della Roma oggi…dopo essere andata in inferiorità numerica, questo aveva permesso agli avversari di spingere in avanti ). Molto pessimista il commento di Berean Todd dopo la sconfitta nel derby: "This, in

my opinion, officially ended our shot at the Scudetto" (Questa, secondo me, è ufficialmente la fine della nostra corsa allo Scudetto ). Dopo Roma-Empoli, falvo: "Great back heel by Totti, nice goal by Giovinco and eve nicer by Panucci" (Grande colpo di tacco di Totti, bello il gol di Giovinco e ancora più bello quello di Panucci ).


LOOK AT FORUM ARABIA

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LOOK AT FORUM ARABIA

a cura di Jaafar El Kettani

R O M A- M I L A N

LAZIO - ROMA

Questa vittoria è merito di Spalletti e Doni. Spalletti ha imparato dai suoi errori e ha fatto due cambi decisivi. Doni è un campione

Non c'è nessuna suqadra al mondo che non perde. Questa sconfitta deve servire da lezione per poter correggere i nostri errori e per giocare le prossime partite con piu determinazione.

Grazie Roma. I miei occhi non credono a quanto è accaduto. Questi finali li vediamo solo nei film . Grazie Roma, Grazie Mister, Grazie Giuly, Grazie Vucinic. Roma ti amoooooooooooo.

ROMA - EMPOLI

Complimenti per la vittoria. Una vittoria sofferta, ma l'importante sono i 3 punti. Il migliore giocatore della partita è stato Tonetto,ha segnato il suo primo gol con la maglia della Roma e lui ha determinato la punizione per il secondo gol di Panucci. L'espulsione di Perrotta è severa ma grazie a Dio per la vittoria. Aspettiamo un regalo dalla Juve.

L'arbitro ha regalto un rigore alla Lazio e non ce ne ha concesso uno. Comunque siamo a +24 della Lazio. La lotta scudetto è ancora aperta, bisogna vincere contro l'Empoli. Forza Roma. Una vittoria importantissima anche se l'arbitro ha fatto di tutto per fare perdere la Roma. Un'espulsione strana e ha distribuito cartellini gialli senza senzo ai giocatori della Roma.

Brava Roma, bravo Milan. La partita è stata spettacolare. Il milan ha giocato meglio nei primi minuti del secondo tempo, ma luscita di Seedorf e l'ingresso di Emerson al 76° minuto, ha favorito la Roma. Spalletti è stato ingegnoso, sono fiero di essere romanista.

Questa sconfitta può essere utile. Spalletti non ha fatto giocare la formazione ideale. Totti non ha giocato bene, anche la difesa ha fatto degli errori. C'è ancora speranza, pechè l'inter ha un calendario difficile.

Complimenti per la vittoria, l'importante erano i 3 punti per continuare la lotta scudetto con l'Inter Speriamo che la Juve batta l'Inter per diminuire il distacco.


POINT OF VIEW

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Point of view SPARTA': "CARO GAVA, NON CI FERMA NESSUNO" a cura di Francesca Cuomo

Ancor prima della partita contro il Milan, sul versante Roma a tenere banco sono gli interessi della cordata americana ad acquistare il club ed i sorteggi di Champions League. La partecipazione della Roma alla competizione europea ha prodotto un calendario che, in Campionato, vede i giallorossi impegnati sempre prima dell'Inter; una conseguenza che in molti hanno considerato un vantaggio per i neroazzurri, tanto che Franco Melli commenta: "Sembra

un'acchittata in favore dell'Inter che, per come è ridotta, può perdere contro chiunque ". In campo è di scena Roma-Milan e SKY punta sul duello tra Totti e Kaka, rispettivamente Scarpa e Pallone d'Oro. Compagnoni in telecronaca elogia il fairplay delle due squadre e il "bellissimo secondo tempo ", con un commento finale che riassume la storia del match: "La

Roma batte un grande Milan con carattere, ribaltando il risultato in tre minuti come solo le grandi squadre sanno fare ". A catturare l'interesse di tutti, oltre al risultato finale, è la battuta del calcio d'angolo alla fine del primo tempo; una trovata che lo stesso Spalletti ammette al microfono di Mangiante: "Lo abbiamo copiato dal

Recreativo, ci è sembrato un modo simpatico di sorprendere gli avversari ". Nonostante sia stata più volte ribadita la regolarità del gesto, i giudizi negativi superano quelli positivi: per Boban "è una furbata non elegantissima ", Oddo consiglia "la Roma faccia cose più semplici perché non ha capito neppure l'arbitro ", Luigi Garlando lo considera "uno sgorbio di laboratorio ", per il moviolista Pistocchi di Guida al Campionato invece "angolo rego-

rimanere in piedi ". Nel turno infrasettimanale, il derby è la partita più importante e, nonostante il pareggio dell'Inter con il Genoa, la sconfitta della Roma rappresenta un'occasione persa. Conquista la scena Totti, visibilmente emozionato, sotto la Curva Nord che insieme a Rocchi depone fiori per Gabriele Sandri. Un pre-partita che Sconcerti definisce "gesto bello e venuto bene ". Il commento post-partita del telecronista SKY: "La Roma esce a testa altissima, la Lazio buona nel collettivo ". Giudizi discordi sul rigore concesso alla Lazio, a Controcampo si parla di "trattenuta reciproca " ma per Mughini "non c'è, né ora né mai ", Enrico Maida dichiara: "Morganti non mi è piaciuto non solo per il rigore ". Archiviata la bruciante sconfitta, Spalletti si presenta a SKY prima di Roma-Empoli per complimentarsi con Alessia Filippi, dopo le medaglie d'oro conquistate dalla romana (romanista) ai Campionati Europei di nuoto. A Roma Channel, Spartà evidenzia gli applausi che hanno accolto i giallorossi all'entrata in campo per il riscaldamento, dopo il risultato negativo nel derby, sintomo di una mentalità profondamente matura, mentre a SKY si evidenziano i cerotti sul ginocchio di Totti "regalo di Ledesma ". In telecronaca sul primo gol, Tecca: "Totti

Controcampo si torna a parlare dell'arbitraggio di Roma-Empoli e, alle dichiarazioni dell'ex arbitro Graziano Cesari che considera giusta e da manuale l'espulsione di Perrotta, risponde un lapidario Paolo Liguori: "Graziano, da quando Collina e

illumina con un colpo di tacco e Tonetto fulmina Bassi ". L'espulsione di Perrotta

Gussoni ti hanno criticato, sei diventato una pecorella" . Il sabato di campionato si

appare, fin da subito, eccessiva ma la Roma reagisce con forza e, secondo Mangiante "dal pubblico arriva una botta di adrenalina " che porta la Roma alla vit-

chiude con Angelo Mangiante che, dopo la vittoria della Juventus sull'Inter, commenta la classifica: "Ora per la Roma la passione è a quattro punti dal cielo! ".

lare ma l'assistente Nicoletti ha fatto Ponzio Pilato ", per l'interista Berti "è una genialata ", ironicamente Mughini ammette "se fossi il Milan mi appellerei alla Corte Europea per furto " mentre Dotto inventa un nuovo soprannome per i giallorossi "furbetti del cornerino " e, a sorpresa, SportMediaset dedica un'intera galleria fotografica a "L'angolo beffa". Sugli episodi da moviola pochi dubbi: i due gol della Roma sono regolari, sul primo Perrotta è rimesso in gioco dal tocco di Gattuso, sul secondo Vucinic non è in fuorigioco, non c'è rigore sulla caduta di Pato in area. L'atto di non belligeranza tra le due società si riflette anche nelle dichiarazioni di Ancelotti su questo episodio: "Pato poteva

toria. Per Giorgio Martino, direttore di Roma Channel: "Gava ce l'ha messa tutta

Luciano Spalletti

per farli pareggiare, con l'espulsione, i cartellini gialli ed infine con i 5 minuti di recupero ". Un arbitraggio che certamente non è piaciuto ad Alessandro Spartà che, in telecronaca, manda un messaggio al direttore di gara: "Caro Gava, non ci ferma nessuno ". Ma il pomeriggio offre anche un pessimo siparietto a SKY, dove Delio Rossi, tornato miracolosamente a parlare dopo mesi di silenzio stampa, sulla vittoria della Fiorentina afferma: "Quando giochi in casa succedono certe cose ", riferendosi all'espulsione di Mutarelli a Firenze (o al rigore generosamente concesso alla Lazio nel derby?). Dopo la sconfitta del Palermo, le prime dichiarazioni di Guidolin a Domenica Stadio (trasmissione andata in onda sabato) sembrano un commiato definitivo: "Allo stadio c'era un clima inferna-

le, ben preparato. Vorrei finire la stagione perché a Palermo ho fatto la storia, ma qui hanno dimenticato in fretta ". A


L’ARGOMENTO

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L’ARGOMENTO Fratelli di… latte “Conosco due Fratelli. Cioè, non li conosco personalmente. E non sono neanche fratelli, veramente. Sono più Fratelli di latte. Diciamo che fanno lo stesso mestiere. Che non è poi neanche il primo lavoro. È il secondo. Lo fanno solo durante i weekend. E si vestono sempre uguale. Cioè non proprio. Una volta erano vestiti solo di nero e subivano tante battute anche un po' macabre a tal proposito. Poi la tv, gli sponsor, li hanno portati a colorarsi. Rossi come il drappo del torero, blu come Grande Puffo o gialli come i canarini. I due Fratelli di latte - quando i loro colleghi vestivano solo di nero - non esercitavano ancora la professione. Erano giovani ma già guardavano con ammirazione i loro futuri compagni di lavoro. Diciamo che avevano una predilezione per i toscani. Livorno in particolar modo, era la città che sfornava i modelli più interessanti. E con lunghe e faticose sedute di studio cercavano di carpire tutti i segreti dei più esperti mentori, sognando un giorno di poterli emulare. I navigati maestri avevano un'unica Grande Padrona cui ogni Domenica offrivano doni per aiutarla a mantenere la propria indiscussa supremazia. Gli allievi scrupolosi - i tempi cambiano, si sa! - si sono trovati con una Nuova Padrona, che per tanti anni ha covato la speranza di poter primeggiare subendo questo si - anche dei soprusi. Il problema è che nel momento in cui la Grande Padrona - per alcune "vicissitudini" - ha dovuto mollare la presa, la Nuova Padrona ha ben pensato di assumerne ruolo ed atteggia-

mento arrogante, pretendendo - non si sa bene per quale motivo - gli stessi regali e doni con cui la Forza precedente veniva domenicalmente foraggiata. I nostri Fratelli - sempre di latte - sono i classici tipi svegli: fiutano il vento, capiscono che i doni domenicali a questa paganissima divinità sono un'assicurazione sulla carriera, soprattutto se sono trasversali. La suddetta, infatti, oltre ad apprezzare - ovviamente - i presenti portati direttamente nel tempio, gradisce - forse ancor di più, subdolamente - i regali che le vengono portati in templi comunque collegati al suo culto. Ed i Nostri, argutamente, optano per questa seconda strada. Sta di fatto che un Mercoledì molto particolare a Roma, uno dei due fratelli - di nero vestito - si trova in un immenso terreno con a disposizione un preziosissimo oggetto da "sacrificare" alla paganissima divinità. Di piccole dimensioni - nero anch'esso - emette un singolare rumore che - se espresso al momento giusto e nella direzione corretta - placa le ire della Nuova Padrona . E così fu che - misteriosamente - il rumore emesso dall'oggetto posseduto da uno dei due Fratelli regalò la supremazia - seppur istantanea e passeggera - ad una divinità - sempre paganissima - e piccola piccola. Ma questa è un'altra storia. Perché quel semplice rumore emesso da quello strano oggetto ha portato gioia e felicità alla Nuova Signora , di giorno in giorno sempre più avida di regali, soprattutto dopo aver compiuto i cento anni. L'altro fratello, forse invidioso per la gloria ottenu-

l'Angolo di Lupo Cattivo Il loro incubo peggiore

a cura di Diego Angelino

ta dal suo "consanguineo", pochi giorni dopo - era un Sabato piovoso - non volle essere da meno: per ingraziarsi la paganissima divinità utilizzò un particolare cartoncino rosso, una sorta di carta magica, purtroppo rivelatasi inefficace contro la tenacia dell'Onesta Signora - sempre pagana, per carità - ma di sicuro molto più degna di pensieri, e non certo di regali. Questa è la storia dei due Fratelli di latte, uno di Ascoli Piceno e l'altro di Conegliano Veneto: l'uno è riuscito ad ingraziarsi la Nuova Signora , l'altro sarà costretto a "sacrificare" qualche altra "carta magica" per ottenere i favori della paganissima divinità. Ormai a +4 le carte magiche sono davvero ben accette.

di Andrea Paolini

Il tam tam delle radio è incessante:

così da sempre: mentre la sponda roma-

rirà magicamente qualche capello

meglio vincere o perdere contro i

nista di solito si crogiola e si gode la luce

bianco dalla sua folta chioma sempre

"nerassurri" (termine estrapolato dal

propria, gli altri preferiscono guardare

più "zazzaroniana". A Controcampo

gioioso inno della beneamata)? La

nella case altrui per trovare fugaci soddi-

ribadiranno che "la crisi dell'Inter è

quasi totalità preferisce la seconda

sfazioni. In fondo è comprensibile visto

finita, anzi non è mai esistita, come gli

ipotesi, tanto "meno ventisette" o

gli orizzonti che sono costretti a guarda-

errori arbitrali" e alla DS celebreranno

"meno trenta" non fa poi tanta diffe-

re. Sabato sera,

la banda di Moratti

il campionato finito. E noi? Saremo

renza per i tifosi di chi "ha portato il

espugnerà l'Olimpico e sarà un tripudio

contenti così, dall'alto del nostro

calcio " polare "a Roma". Anche sul

di bandiere nero, bianche e azzurre, tutti

secondo posto conquistato solo con il

web, ogni forum dedicato ai "cugini",

insieme a festeggiare con un bel "chi non

sudore, pronti a dare battaglia fino alla

dedica chilometrici commenti dispre-

salta giallorosso è..". Delio Rossi dirà

fine senza arrenderci mai. Ripartendo

giativi verso la squadra che porta il

"abbiamo fatto tutto il possibile contro

da Cagliari: fieri, arrembanti, prepo-

nome e i colori della Capitale. Ma è

questa grande squadra" e a Mancini spa-

tenti. E senza l'aiuto di nessuno.


L’argomento

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L’ARGOMENTO CORDATE ESTERE John Fisher, californiano, leader nell'abbigliamento, ha circa 250 milioni di euro da investire. Un piano industriale, uno Stadio di proprietà, il lancio del marchio sul scala mondiale. Franco Sensi rimarrebbe come Presidente onorario. Questo è quanto riportano testate come MF (Catia Augelli e Antonio Satta) e Gazzetta dello Sport (Alessandro Capatano), da cui si è appresa la notizia. La società capitolina ha sempre smentito che ci siano state proposte di acquisto già formalizzate, ammettendo, qualche mese fa, soltanto l'esistenza di approcci informali. Mentre la famiglia Sensi, che detiene il pacchetto di maggioranza della società quotata in borsa, ha chiarito in numerose occasioni che non intende vendere il club. Fisher, 47 anni, il fondatore di Gap e Banana Republic, due colossi dell'abbigliamento casual americano, vanta un patrimonio personale di 1,5 miliardi di dollari, secondo la prestigiosa rivista Forbes e non ama le interviste né la pubblicità sulla sua famiglia. È comproprietario della squadra di baseball di Oakland e del San Josè Earthquakes, team californiano di soccer che ha sede a Santa Clara. Nel dicembre scorso, inoltre, Fisher ha esordito nel mondo del calcio acquistando il 3,4% dei Celtic di Glasgow, entrando così nella pattuglia di finanzieri americani che possiedono quote di squadre della Premier League. Possiamo ricordare Malcolm Glazer, proprietario del Manchester United, Georges Gilet e Tom Hicks che controllano il Liverpool, Randy Lerner e Stan Kroenke, rispettivamente azionisti dell'Aston Villa e dell'Arsenal. Il nome Roma, per evidenti ragioni storiche, è noto in tutto il mondo. Non solo, la Roma, dopo i tre anni di risanamento dei conti, costati lacrime e sangue alla famiglia Sensi, è quasi un gioiellino dal punto di vista del bilancio. Risultato che è stato ottenuto senza ridimensionare le ambizioni calcistiche della squadra. Altra caratteristica interessante per Fisher, sono i giovani giallorossi. La Roma ha un vivaio di giovani tra i migliori in assoluto, il che garantisce un ricambio di giocatori a costi estremamente contenuti e permetterebbe anche di collegare al team, eventualmente, un progetto più ampio che comprenderebbe scuole di calcio, campus estivi e altre iniziative che Fisher ha già sperimentato in America. Un'offerta importante, da almeno 250 milioni di euro che potrebbe garantire la presidenza onoraria a Franco Sensi e coprirebbe gran parte dei debiti di Italpetroli (circa 370), rendendo molto più snello il piano di ristrutturazione (cui sta lavorando Banca Finnat) atteso da Unicredit, che della società dei Sensi è il mag-

a cura di Fabio D’Orazi

gior creditore. Non è bello fare i conti in tasca a chi stimo, per risultati e progetti, e quindi mi scuso con la famiglia Sensi per aver riportato alcuni dati dalle fonti sopra citate. Ciò è volto solo a sottolineare l'attaccamento e la dedizione di questa storica gente, appartenente ad un cognome già legato alla Roma di Campo Testaccio. Infatti, il papà del ing. Franco, l'ing. Silvio Sensi, ha dato lustro e fama alla nostra squadra, ma soprattutto gli ha garantito uno stile oggi invidiato a livello mondiale. Cercheremo insieme di capire i pro ed i contro di questo colossale progetto chiamato AS Roma. L'interesse per la Roma è nato a luglio dello scorso anno e ha prodotto un primo informale contatto con i Sensi. Fisher si è affidato a Jeff Slack e Casey Wasserman, della Wasserman Media Group, società di comunicazione molto attiva in America soprattutto nella gestione dei diritti televisivi sportivi. Dunque, non un fondo d'investimento con intenti speculativi, ma un gruppo interessato a investire nel calcio italiano, con un progetto che dovrebbe prevedere la costruzione di uno stadio di proprietà, lo sfruttamento mondiale del marchio Roma, il potenziamento del merchandising e, ovviamente, l'allestimento di una squadra ancor più competitiva. Per dovere di cronaca bisogna specificare alcune cose che il cronista Antonio Satta (MF / Milano Finanza) ha tenuto a precisare su un articolo che è stato pubblicato in merito all'argomento. Precisazioni che noi abbiamo appreso dal furum di Carlo Zampa (www.popologiallorosso.com). "…l'interesse del gruppo americano è reale e che i suoi componenti sono persone credibili e finanziariamente solide. Inoltre sappiamo che la Banca Rothschild sta studiando il dossier ... al momento non è stata fatta alcuna offerta né ad Unicredit, né alla famiglia Sensi. Quando mi è stato chiesto se l'offerta ci sarà ho risposto che proprio la credibilità dei personaggi in campo mi fa pensare che ci sarà un'offerta formale e ho detto anche che non credo che l'eventuale offerta sarà presentata in questi giorni, con coppa e campionato ancora da ultimare, ma semmai a fine stagione. Non detto e del resto non avrei potuto dirlo, alla luce di quanto ho già spiegato, che ci sarà un'offerta a giugno. Questa sicurezza non l'ho ... proprio per essere più preciso, ho ribadito alcuni punti fermi: mi consta che esista una cordata intenzionata a presentare un'offerta, mi risulta che siano persone serie, esiste una banca che sta approfondendo tutti gli aspetti finanziari della vicenda, non so però se l'offerta alla fine verrà presentata e soprattutto se la famiglia Sensi l'accetterà, visto che è stato dichiarato in più occasioni che la Roma

non è in vendita … queste mie cautele, che però sono molto importanti e vorrei che venissero riportate correttamente ai lettori". Beh non c'è che dire, gli ingredienti sono tanti per questa ricetta apparentemente di successo che potrebbe finalmente dare un colpo di spugna alla vecchia, ferruginosa e troppe volte clientelare macchina politica che permea il calcio italiano. Si potrebbe dire una volta per tutte basta ai favoritismi, alle alle zozzerie da fiera paesana, ormai vecchie, tristi e scontate. Ma non tutte le ricette se pure ben eseguite portano ad un sicuro successo. Leggendo, infatti, dai forum giallorossi le reazioni dal vivo della tifoseria a queste notizie, vorrei segnalare Acrilico dell'Ufficioso Giallorosso che non sembra troppo convinto della positività di questi ipotetici risvolti. "Per quanto riguarda il Manchester United, da quando i Glazer hanno acquistato la società, i debiti sono diventati da 650 milioni di sterline a 950 in 5 anni. Il Manchester United paga un enorme debito 100 milioni di sterline di interessi all'anno! Una cifra mostruosa. La società si tiene a galla grazie agli enormi ricavi che provengono dal merchandising, ma stanno aumentando i prezzi di tutto (biglietti dello stadio, merchandising...) per resistere. E nonostante ciò, a quanto pare, il loro debito aumenta e riescono a malapena a pagare gli interessi annuali. Passiamo al Liverpool che rischia di sprofondare sotto una montagna di debiti. I reds potrebbero ritrovarsi con un passivo di 500 milioni di pounds, circa 710 milioni di euro. I proprietari del club, gli americani George Gillet e Tom Hicks, stanno elaborando un piano finanziario da 698 milioni di sterline, quasi 1 miliardo di euro. Il progetto prevede l'estinzione del debito di 298 milioni di sterline, con Royal Bank of Scotland e la copertura dei costi per la realizzazione del nuovo stadio, che verrà realizzato con un investimento da 400 milioni di sterline. Finiamo questo articolo parlando del Chelsea. Il Chelsea ha debiti per 100 milioni di euro. Il club dipende dalle disponibilità economiche personali di Abramovich, senza le quali il club rischierebbe l'immediato fallimento. Si sta elaborando un piano di risanamento che ha come primo obiettivo quello di ridurre l'incidenza del monte ingaggi, che oggi assorbe il 71% delle entrate. Non sempre è tutto oro quello che luccica. La famiglia Sensi avrà il suo bel da fare nel prendere una decisione. Sono personalmente convinto che qualsiasi essa sia, sarà improntata su quei criteri che oggi ci fanno essere orgogliosi di essere tifosi di una grande squadra, quella che ci ha garantito, in tutti questi anni, di esportare un vero marchio di originalità di cui andare fieri.


IN & OUT

IN & OUT

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a cura di Marco Venerucci

IN: Il tributo a Gabriele Sandri "Le lacrime non conoscono colore. Gabbo uno di noi ". È stato questo lo striscione che mercoledì, la sera del derby della capitale, lo Stadio Olimpico ha dedicato ad un ragazzo che oggi non poteva essere lì a vedere la partita: Gabriele Sandri. Sarebbe inutile ricordarvi la storia di Sandri. Ma una cosa deve essere chiara: Gabriele non è morto per il calcio. Su quella macchina dove è stato ucciso, sulla traiettoria di quel colpo sparato con troppa fretta e poca accortezza, ci poteva essere chiunque: una donna incinta, un padre di famiglia, una qualsiasi persona che della vicende di Roma e Lazio fosse completamente ignaro. La giustizia italiana, come al solito, non è sembrata priva di colpe nella vicenda dell'omicidio del giovane tifoso della Lazio. Ma non spetta a me intervenire sul caso giudiziario, su cui altri avranno il compito di esprimersi. Ciò che mi preme descrivervi è l'emozione di vivere un derby diverso, dove romanisti e laziali possono essere uniti almeno nel ricordo di una persona scomparsa. Vedere Totti, personaggio non troppo amato dal pubblico biancoceleste, sotto la Curva Nord, sistemare una corona di fiori sotto l'effige di Gabbo, stringere la mano ad

un tifoso laziale e poi srotolare lo striscione sopra menzionato con il capitano dell'altra squadra, Tommaso Rocchi, è stato toccante. Non è stata però l'unica immagine significativa della serata: un altro momento di grande impatto emotivo è stato l'ingresso in Curva Sud del padre di Gabriele, Giorgio Sandri, accompagnato dal figlio di Vincenzo Paparelli (vittima, al contrario, della violenza esistente nel mondo del calcio), Gabriele. La Curva ha voluto omaggiare i presenti con alcuni cori per Gabbo, chiedendo Giustizia (la G maiuscola non è un errore di stampa!) per lui e per tutti quei tifosi che hanno perso la vita per un gioco. Per tutto il primo tempo, Giorgio Sandri, tifoso della Lazio, con tanto di sciarpa biancoceleste al collo, ha seguito il derby tra i sostenitori più accesi e innamorati della Roma, prima di spostarsi, per la seconda parte della partita in Curva Nord. Da lì ha assistito alla vittoria della squadra di Delio Rossi su quella di Spalletti. All'ultimo respiro, infatti, Valon Behrami gli ha regalato una soddisfazione che non può minimamente ripagarlo per il dolore della perdita di un figlio. Ma che ha potuto regalare, da lassù, un sorriso a Gabbo.

La foto di Gabriele dietro Totti

OUT: Maurizio Zamparini INel mondo del calcio, esistono vari tipi di Presidenti per una squadra. Il Presidente che ama circondarsi di persone valide in grado di gestire una società; il Presidente che ha solo il compito di tirare fuori i soldi per comprare i campioni; quello che, al contrario, è restio a spendere per non aggrava-

Maurizio Zamparini

re il suo bilancio. Infine vi è il tipo peggiore: quello dei Presidenti-padroni. Fanno parte di questa specie quei Presidenti che sanno di tutto e di più sul calcio, dai giocatori alla tattica da usare, dalle regole del gioco al come accontentare i tifosi. A questa categoria appartiene Maurizio Zamparini, Patron del Palermo Calcio. Il n°1 della squadra rosanero, è uomo di calcio, in particolare di quello televisivo. Non poco tempo fa si dilettava a frequentare i salotti delle tv milanesi, non sempre troppo tenere con Roma e la Roma, e proprio da una di esse annunciò il ricorso contro la Roma, a causa del gol realizzato da Mancini, contro la sua squadra, su un calcio d'angolo, a suo dire irregolare, perché battuto velocemente grazie alla prontezza di un giovane raccattapalle, rapido a posizionare il pallone sul dischetto. In un campionato dove rigori fasulli, gol in fuorigioco ed espulsioni frettolose sono all'ordine del giorno, per il nostro eroe, il Male era incarnato da un ragazzo bravo solo a fare il suo "mestiere". Ma il meglio di sé, Zamparini lo ha dato nel

suo rapporto con gli allenatori, cacciati e richiamati più volte in una stessa stagione. Prendiamo l'ultimo esempio: l'esonero di Guidolin. All'inizio di stagione il Palermo era stato affidato al giovane ed emergente Colantuono, che però in poco tempo era diventato inviso perché incapace di dare un gioco alla squadra, nonostante i buoni giocatori. Venne così richiamato Guidolin, che era stato a sua volta esonerato un anno fa. Nella conferenza stampa di presentazione del "nuovo" tecnico, il Presidente aveva ammesso l'errore dell'estate precedente, affidandosi nuovamente al mister veneto. Il 2008 è stato però disastroso per la squadra palermitana: l'ultima sconfitta con il Genoa e le dichiarazioni di Guidolin contro i tifosi, hanno costretto Zamparini a cacciarlo, per la 5° volta, ed ad incaricare nuovamente (indovinate chi?) Colantuono. Non ci meraviglieremmo un giorno nel vederlo andare direttamente in panchina, tipo Presidente del Borgorosso Football Club, per guidare direttamente il Palermo. Per la gioia dei tifosi. Delle altre squadre.


l’avversaria

24

SOTTO A CHI TOCCA La Roma sfida la dura legge del "Sant'Elia" a cura di Alfredo Garofalo

Non è il Bernabeu, non sarà l'Old Trafford, ma di questi tempi il "Sant'Elia" di Cagliari è un fortino difficile da espugnare. L'impianto sportivo sardo si sta rivelando l'arma in più della formazione isolana che, nello stadio amico, sta provando a costruire la permanenza nella massima serie. Da quando è iniziato il girone di ritorno la compagine rossoblu non ha mai perso di fronte al proprio pubblico. Negli ultimi sei incontri casalinghi la squadra di mister Ballardini ha fatto bottino pieno o quasi. I cinque successi su sei maturati dai cagliaritani al "Sant'Elia" hanno ridato vigore alle loro speranze di salvezza. L'avvicendamento in panchina dell'ex sambenedettese al posto di mister Sonetti, che a sua volta aveva rilevato, con scarsi risultati, Giampaolo, è servito ai rossoblu soprattutto per ritrovare fiducia nei propri mezzi. Il merito più grande del tecnico nativo di Pesaro è stato quello di riportare serenità in un ambiente surriscaldato in seguito alla vicenda MarchiniFoggia. Ballardini è riuscito ad infondere serenità in uno spogliatoio diviso, ben supportato anche dai risultati che nel frattempo sono cominciati ad arrivare. Il tecnico, ritornato in Sardegna a distanza di due anni, ha ricostruito l'unità in un gruppo che non si è abbattuto nemmeno di fronte al verdetto della Disciplinare che ha inflitto tre punti di penalizzazione al Cagliari in seguito alla violazione della clausola compromissoria da parte del patròn Cellino. I poteri taumaturgici di Ballardini hanno trovato conforto anche nei numeri. Da sette turni i sardi stanno tenendo un passo da Champions League. Sono ben tredici i punti conquistati in questo scorcio di campionato dai cagliaritani (4 vittorie, 1 pareggio e 2 sconfitte). Un ritmo che non ha tenuto nemmeno l'Inter di Mancini (9 punti) o il Milan campione del mondo (11 p.). Indietro anche la Juventus (11 p.) e la Fiorentina (12 p.). Solo la sua prossima avversaria, la Roma, è riuscita a fare meglio conquistando sedici punti nonostante la sconfitta nel derby. Peraltro il Cagliari ha riacquistato anche un ottimo feeling con il gol. Se si eccettua la trasferta di Siena, i rossoblu vanno regolarmente in rete da undici partite (14 i gol messi a segno) e si augurano di continuare su questa strada anche contro la Roma. Senza dubbio ai giallorossi è toccato il

peggiore avversario che potesse capitare in questo periodo. Inoltre i precedenti in terra sarda non sembrano confortare la compagine capitolina che non vince al "Sant'Elia" dalla stagione 95/96, quando la squadra allenata all'epoca da Carletto Mazzone si impose con uno 0-2 "griffato" Daniel Fonseca, autore di una doppietta. Nell'anticipo di sabato pomeriggio bisognerà capovolgere la tradizione ostile con una vittoria che permetta di alimentare le speranze tricolori dell'undici di Spalletti. Un'occasione che la Roma non può fallire soprattutto ora che i giochi si sono completamente riaperti. Il Cagliari di Ballardini è reduce dall'ingiusto pari di "Marassi" con la Samp. I ben informati giurano che in Sardegna c'è tanta voglia rifarsi a spese della banda Spalletti. Mister Ballardini ha già pronta la formazione anti-Roma, anche se il tecnico rossoblu per la prossima delicata sfida dovrà rinunciare a Daniele Conti, squalificato. Contro Totti vedremo un Cagliari con il modulo ad albero di Natale. Davanti a Storari si posizioneranno Pisano, che dovrebbe vincere il ballottaggio con Ferri, poi Canini, Lopez e Agostini. A centrocampo, oltre ai confermati Biondini e Fini, ci sarà Cossu che rileverà il capitano rossoblu. In avanti il solo Acquafresca farà da guastafeste nell'area avversaria mentre alle sue spalle svarieranno Foggia e Jeda. Il brasiliano, arrivato sull'isola a gennaio, è stato inizialmente accolto da un generale scetticismo ma si sta rivelando un elemento prezioso nello scacchiere del trainer pesarese. Un pericolo in più per la Roma che sarà priva di Perrotta, De Rossi e Vucinic. Ma Spalletti sa di avere a disposizione un organico in grado di sopperire alle numerose assenze, soprattutto il tecnico di Certaldo è consapevole che per vincere contro il Cagliari ci vorrà una prova di carattere, lo stesso messo in mostra con l'Empoli dopo l'assurda espulsione di Perrotta. Grinta, cuore e orgoglio sono le armi che la Roma dovrà mettere in campo se vuole continuare a credere in un sogno che si chiama scudetto.

totti contro Bianco nella gara di andata


l’avversaria

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SOTTO A CHI TOCCA Contro Ronaldo per riscrivere la storia a cura di Alfredo Garofalo

Again… ancora….martedì prossimo i

Sir Ferguson: da 22 anni alla guida dei Red Devils

destini di Roma e Manchester United si incroceranno nuovamente. Il fato non si è accontentato del bis. A Nyon le manone beffarde del grande Rinat Dasaev, che trent'anni fa proteggevano la porta dell'Urss, stavolta hanno osato riservare ai giallorossi un colpo ad effetto: di nuovo i Red Devils, di nuovo i quarti di finale. Ma la sorte non è stata crudele con la squadra di Spalletti. Anzi. Ai giallorossi è stata concessa un ulteriore opportunità: cancellare il passato. Il destino stavolta si è seduta al fianco della Roma. Non c'è altra spiegazione, perché quello che è successo esattamente dodici mesi fa nessuno lo ha mai dimenticato. Non lo hanno dimenticato i tifosi a cui di certo non è bastato perdere ad ottobre "solo" per 1-0 per rimarginare una ferita ancora aperta. Ma non lo hanno scordato neanche quei calciatori che all'Old Trafford c'erano e che ci saranno anche stavolta. Il sorteggio ha voluto che quel fantasma che improvvisamente è ricomparso dall'urna il 14 marzo in Svizzera possa finalmente dissolversi del tutto. La Roma lo sa ed è per questo che nessuno nel clan capitolino è stato colto da disperazione dopo gli abbinamenti di Champions. Nello spogliatoio vi è la consapevolezza che questa squadra ha di fronte a sé l'occasione per spezzare definitivamente l'incantesimo prendendosi una meritata rivincita. I giallorossi hanno tutte le carte in regola per proseguire la marcia verso Mosca. La Roma è un'altra squadra rispetto a quella del marzo 2007 ma è diversa anche da quella che i Devils hanno affrontato nella fase a gironi. Questo gli inglesi lo sanno, come sanno che la vittoria sul Real Madrid ha proiettato la Roma nell'elite del calcio europeo. Ecco perché Ronaldo & Co. sono meno spavaldi del solito, ecco perché il portoghese ben presto potrebbe sostituire alla faccia stufa mostrata alle telecamere di tutto il mondo dopo ogni suo gol, un sguardo incredulo….lo stesso che al novantesimo, al Bernabeu, spuntò sul viso di Cannavaro e di quei dirigenti blancos che dopo l'abbinamento RealRoma se la ridevano copiosamente.

Per la doppia sfida la squadra di Spalletti dovrà giocarsi le sue chances al meglio. A cominciare dalla gara dell'Olimpico. Martedì sera occorrerà una partita esemplare da parte di tutti i giocatori che scenderanno in campo. Il Manchester United è una squadra in grado di colpire al minimo errore. Bisognerà interpretare il match in maniera giudiziosa. Guai a buttarsi testa bassa in avanti alla ricerca ostinata del gol. Sarebbe uno sbaglio imperdonabile. Meglio sfruttare le ripartenze che tanto hanno reso celebre la formazione capitolina anche perché la mentalità offensiva dell'undici di Sir Alex Ferguson porterà inevitabilmente il Manchester a concedere qualcosa lì dietro, in quel reparto che di certo non è il meglio che si possa trovare a livello internazionale. Infatti, nonostante la retroguardia dello United sia la meno perforata della Premier League, i Red Devils in difesa sembrano soffrire molto anche per via del modulo spregiudicato che rende assai vulnerabile la porta di Van der Sar. La Roma dovrà affondare il colpo non appena l'avversario mostrerà il suo tallone d'Achille. A destra Wes Brown non è di certo un fulmine di guerra mentre a sinistra il francese Evra, pur garantendo una spinta continua sulla sua corsia sembra poco portato alla fase difensiva. Al centro della linea difensiva ci saranno Rio Ferdinand, che è l'unica vera garanzia del pacchetto arretrato ed il serbo Vidic. I maggiori dubbi di Ferguson riguardano la zona nevralgica del campo. Contro il Liverpool lo scozzese ha vinto la personale sfida con Benitez rinunciando a Tevez e lasciando spazio ad un uomo in più in mezzo al campo. La mossa si è rivelata vincente. Difficile sapere se il tecnico nato a Glasgow riproporrà la stessa soluzione anche all'Olimpico. Se così fosse al fianco di Scholes e Anderson ci sarà Carrick che è uno dei più in forma dei suoi e che con la Roma sembra avere un conto aperto. In alternativa largo a Tevez sin dall'inizio, con un modulo che prevede l'argentino, insieme agli altri due pezzi da novanta, Ronaldo e Giggs, a ridosso dell'unica punta Rooney. Comunque sia, all'Olimpico vedremo un match stellare aperto ad ogni risultato ma che la Roma sa di poter far suo. In fondo, mai come stavolta, Mosca non è mai stata tanto vicina...


sPECIALE GIOVANI

26

SPECIALE GIOVANI ALLA ROMA IL DERBY PRIMAVERA: 3-0 alla lazio a cura di Mauro Manni

Dopo un primo tempo di studio, nella ripresa

la

sfida

è

avvincente.

Bastano i primi 5 minuti alla Roma per segnare 2 gol e fare sua la partita. La Lazio prova a reagire ma spreca. Nel finale la rete del 3-0. In attesa del derby dei grandi, la Roma primavera distrugge la Lazio vincendo per 3-0. Biancazzurri che potevano accontentarsi anche del pareggio e si limitano quindi a fare il compitino, ma affondano ad inizio ripresa davanti a una squadra più forte. La Roma ci mette solo sei minuti a chiudere la partita. Il tutto ha portato ad uno stravolgimento in classifica. I biancoazzurri, che prima del match erano secondi, sono scesi in terza posizione

CLASSIFICA 43 Ascoli 35 Siena 34 Lazio 33 Catania 29 Grosseto e Palermo 28 Roma 27 Bari e Reggina 25 Napoli 17 Lecce 16 Frosinone 12 Messina 8 Avellino. Il gruppo guidato dal tecnico Alberto De Rossi è sceso in campo con questa formazione: (Modulo 4-2-3-1). Delfino, Cafiero, Brosco, Erba (32° s.t. Giannotta), Antunes, Unal (25° s.t. Tortolano), Massimo, D'Alessandro, Falco (44° s.t. Loiodice), Della Penna, Bianchini. Primo tempo di studio da parte delle due compagini, poche le emozioni e la partita staziona sempre a centrocampo. Nel corso della prima frazione di gioco, il primo ed unico pericolo la Roma lo crea su calcio piazzato: Antunes si incarica dell'esecuzione e cerca la porta, ma il portiere Degrè respinge il pallone. Nella ripresa, il match si è trasformato in una sfida avvincente. La squadra capitolina cambia completamente il ritmo e pressa costantemente la Lazio

nella propria metà campo. La rete del vantaggio giallorosso ci mette solo 2 minuti ad arrivare: Antunes va a battere ancora un calcio di punizione. Sul suo cross, Brosco svetta più in alto di tutti e insacca sul secondo palo. Subìto il gol, la Lazio non ha nemmeno il tempo di riordinare le idee che arriva il raddoppio romanista. Siamo al 5°: con un grandissimo lancio lungo, Falco mette in moto Della Penna che s'invola lungo la fascia sinistra e serve il pallone su un piatto d'argento a D'Alessandro. Quest'ultimo, solo davanti alla porta non sbaglia e realizza il 2-0. La Lazio a questo punto non ci sta, prova a reagire ma fallisce la più ghiotta delle occasioni da gol: Mendicino prima si fa respingere la conclusione quando era da solo davanti al portiere Delfino e poi colpisce il palo con un colpo di testa dopo un'azione confusa. La Lazio spreca e la Roma chiude definitivamente la partita quando siamo ormai giunti al 40°: Tuia respinge con la mano un cross proveniente dal lato sinistro del campo, provocando il calcio di rigore. Falco s'incarica della battuta e con freddezza realizza il 3-0, mandando il pallone da una parte e il portiere dall'altra. Un risultato che rilancia le ambizioni della Roma che torna in corsa per i play off. D'ora in avanti saranno tutte finali.

Antunes: ha giocato con la Primavera

Girovagando nel mondo del web giallorosso si può notare chiaramente come la tifoseria giallorossa, in attesa del derby dei grandi, abbia seguito con grande interesse gli sviluppi di questa gara. E le frasi scritte da Mirko_Capitolino sul forum di marione.net: " bella partita, vista in diret-

ta...e mi vanto di conoscere il mio amico D'Alessandro... sono troppo contento per lui... gli sono arrivate all'inizio dell'anno offerte dal Manchester e dal Chelsea, ma lui ha preferito rimanere qui a Roma... Daje!!! ", ziopinello, sul LupoForum: " Ottimo il secondo tempo della Roma. Davvero bravo D'Alessandro. A vedere il match oltre a Spalletti e Conti anche Daniele De Rossi, Vucinic, Cicinho, Doni e... Careca ", Fabius: " Hanno segnato Brosco (cross di Antunes) D'Alessandro e Falco su rigore... la Roma ha fatto una bella partita.. e Antunes mi è piaciuto! Bravi ragazzi! ", nikita sul forum di popologiallorosso.com: " Occhio a D'Alessandro. Il

giocatore più promettente della primavera della Roma " e da Jack Sparrow: " La prestazione di Antunes è stata ottima. Sicurezza disarmante nella gestione della palla, come era facilmente prevedibile visto il contesto. Non ha spinto molto sulla fascia ma probabilmente per scelta tattica di De Rossi visto che Cafiero ha fatto altrettanto sulla destra. I calci piazzati sono stati tutti affidati a lui... ha un sinistro veramente notevole", sono lì a confermarlo. L’allenatore Alberto De Rossi

Forza Roma.


L’ARGOMENTO

27 storie di squadre gloriose... e non

tutto il calcio nazione per nazione SPORT CLUB INTERNACIONAL PORTO ALEGRE

a cura di Alfredo Cinquina

Paulo Roberto Falcao prima di approdare in Italia giocava a Porto Alegre, con l'International e anche per questo vogliamo raccontare la storia di questo club. Il calcio brasiliano è da sempre un serbatoio inesauribile di talenti di livello mondiale. Calciatori fantastici, veri artisti del pallone che calcano i campi di tutto il mondo da protagonisti assoluti. Uno di questi è stato di sicuro Paulo Roberto Falcao, IL DIVINO, indimenticabile, elegantissimo, centrocampista della Roma primi anni 80 con la quale ha vinto uno scudetto nel 1982-83. Quell'anno, il suo carisma e i suoi colpi di genio, portarono la Roma dopo 40 anni alla vittoria. Paulo Roberto Falcao prima di approdare in Italia giocava a Porto Alegre, con l'International e anche per questo vogliamo raccontare la storia di questo club. Sport Club Internacional Porto Alegre Conosciuto anche come Colorado o Inter, fu fondato nel 1909 dalla famiglia Poppe, come club del popolo del Rio Grande do Sol. L'emblema del club era composto dalle iniziali SCI in rosso su uno sfondo bianco e negli anni 50 ne furono invertiti i colori. Con il passare del tempo il logo è stato arricchito prima con delle stelle che rappresentavano le vittorie nazionali e poi con una corona che ad oggi rappresenta le vittorie del mondiale per club, della coppa

Paulo Roberto Falcao

I tifosi dell’Internacional

Libertadores e quella della Recopa Sud Americana, tutte conquistate tra il 2006 e il 2007. Nel decennio 1940-50 l'Inter vince 8 campionati di stato, una superiorità dovuta al fatto che, a differenza di altre squadre, il Porto Alegre accetta tra le sue fila anche calciatori di colore, che all'epoca risultavano essere tra i migliori in Brasile. Per la supremazia e le ripetute vittorie di quegli anni, il club venne chiamato " rullo compressore ". In quegli anni il vecchio stadio dell'Inter, l'Eucaliptos, venne ristrutturato in considerazione del fatto che avrebbe ospitato due match della Coppa del Mondo, disputata nel 1950 proprio in Brasile. Per il club continuò il momento florido e i suoi talenti costituirono l'ossatura della nazionale che nel 1956 vinse i giochi panamericani. La squadra attirava verso di sè sempre più tifosi e divenne necessaria la costruzione di un nuovo stadio. Nel 1969, dopo ben 10 anni di lavori e con l'aiuto dei tifosi che donarono mattoni e ferro, ci fu l'inaugurazione del nuovo impianto, Gigante da Beira-Rio, chiamato ironicamente "Bóia Cativa" per le difficoltà che ne avevano messo in dubbio l'ultimazione. Nel 74 durante il match tra Brasile e Sul All Stars vi si registrò il record di presenze, più di 106 mila spettatori. Gli anni 70 sono ricordati dai tifosi del Colorado con molta nostalgia, infatti, sono tre i titoli vinti dal club nel 75, 76 e 79 (le tre stelle) con il primo conquistato dopo un'emozionante vittoria casalinga sul Cruzeiro per 1-0, grazie a un gol del cileno

Elías Figueroa. Nel '79, invece, l'International vinse il campionato senza subire sconfitte, record che detiene ancora oggi. Alle olimpiadi di Los Angeles del 1984, il Porto Alegre presta alla nazionale Brasiliana tutti gli 11 giocatori " titolari " del club, i quali furono decisivi per la conquista della medaglia d'argento della manifestazione, la nazionale fu ribattezzata per questo motivo Sele/Inter. Nel 1992 l'International mette in bacheca la sua quarta stella, la Brazilian Cup, perdendo 21 in casa del Fluminense e vincendo al Beira-Rio per 1-0. Attraverso una politica che negli ultimi anni ha puntato molto sul settore giovanile, il Porto Alegre è arrivato a vincere la coppa Libertadores (la Champions League sudamericana) per la prima volta in assoluto il 16 agosto 2006, superando il San Paolo nella finale d'andata fuori casa per 2-1 e pareggiando tra le mura amiche 2-2. La vittoria portò l'International in Giappone a disputare il campionato del mondo per club, dove si laureò campione battendo in semifinale gli egiziani del Al-Ahly per 2-1, con un gol dell'attuale stella del Milan, Alexander Pato e, in finale, il Barcellona dei vari Ronaldinho, Deco, Iniesta. Oltre a Falcao e Pato anche l'attuale ct del Brasile, Carlos Dunga, ha vestito la maglia dell'International che nella sua storia ha anche avuto un allenatore di origini italiane, Dino Sani. Campione del mondo nel 1958 con la nazionale verdeoro, Sani, ebbe prima di tutti il privilegio di allenare proprio Paulo Roberto Falcao.


CAMPIONATi ESTERI

28

PREMIERSHIP CLASSIFICA

31째 Giornata Aston Villa - Sunderland Blackburn - Wigan Bolton - Manchester City Everton - West Ham Middlesbrough - Derby County Tottenham - Portsmouth Chelsea - Arsenal Manchester United - Liverpool Newcastle - Fulham Reading - Birmingham City

0-1 3-1 0-0 1-0 2-0 2-1 3-1 2-0 2-1

Manchester United

73

Chelsea

68

Arsenal

67

Liverpool

59

Everton

56

Portsmouth

50

Aston Villa

49

Blackburn

49

Manchester City

49

West Ham

43

Tottenham

39

Middlesbrough

34

CLASSIFICA MARCATORI

Newcastle

32

Wigan

31

Reading

31

Sunderland

30

Birmingham

27

Bolton

26

Fulham

23

Derby

10

Cristiano Ronaldo Emmanuel Adebayor Fernando Torres Robbie Keane Roque Santa Cruz Benjani Mwaruwari Dimitar Berbatov Ayegbeni Yakubu Nicolas Anelka Carlos Tevez

Drogba (Chelsea)

25 19 19 15 14 13 13 12 11 11

BUNDESLIGA CLASSIFICA

23째 Giornata

FC Bayern

53

Amburgo

46

Bayer Leverkusen

44

Werder Brema

44

Schalke

44

Stoccarda

41

Eintracht Francoforte

39

Karlsruhe

37

Wolfsburg

37

Hannover

34

Hertha

32

CLASSIFICA MARCATORI

Bochum

32

Borussia Dortmund

30

Luca Toni Mario Gomez Mladen Petric Marko Pantelic Ivica Olic Rafael van der Vaart Miroslav Klose Theofanis Gekas Stanislav Sestak Diego

Eintracht F. - Energie Cottbus

2-1

Bayern - Bayer Leverkusen

2-1

Wolfsburg - Amburgo

1-1

Norimberga - Bochum

1-1

Hansa Rostock

24

Duisburg - Hannover

1-1

Arminia Bielefeld

21

Borussia Dortmund - Karlsruhe

1-1

Energie Cottbus

20

Stoccarda - Hansa Rostock

4-1

Hertha - Schalke

1-2

Norimberga

19

Duisburg

19

Arminia Bielefeld - Werder Brema 1-1

Diego (Werder Brema)

16 15 12 11 10 10 10 10 10 10


campionati esteri

29

LA LIGA CLASSIFICA

29° Giornata Athletic Bilbao - Getafe Barcelona - Valladolid R. Santander - Recreativo H. Real Madrid - Valencia Siviglia - Atletico Madrid Saragozza - Almeria Levante - Villarreal Maiorca - Deportivo La Coruna Osasuna - Betis Murcia - Espanyol

1-0 4-1 2-0 2-3 1-2 1-1 1-2 1-0 0-1 4-0

Real Madrid

62

Barcelona

58

Villarreal

56

Atletico Madrid

50

Racing Santander

47

Siviglia

45

Espanyol

45

Almeria

39

Valencia

39

Athletic Bilbao

39

Getafe

37

Maiorca

37

CLASSIFICA MARCATORI

Betis

35

Osasuna

34

Deportivo La Coruna

34

Saragozza

33

Valladolid

32

Recreativo Huelva

32

Murcia

27

Levante

19

Luis Fabiano Diego Milito Daniel González Güiza Raul Diego Forlan Joseba Llorente Sergio Agüero Ruud Van Nistelrooy Ricardo Oliveira Nihat

Bojan (Barcelona)

22 15 15 15 13 12 12 12 12 12

LIGUE 1 CLASSIFICA

28° Giornata Nancy - Metz Lione - PSG Caen - Monaco Nizza - Lorient Marsiglia - Sochaux Strasburgo - Lilla Rennes - Lens Tolosa - Le Mans Valenciennes - Bordeaux Auxerre - St. Etienne

2-1 4-2 4-1 1-2 0-1 0-1 3-1 1-1 3-1 1-3

Lione

64

Bordeaux

55

Nancy

52

Marsiglia

46

Le Mans

43

Nizza

43

Lilla

42

Lorient

42

Valenciennes

41

Rennes

41

St. Etienne

40

Caen

38

CLASSIFICA MARCATORI

Monaco

37

Auxerre

37

Strasburgo

35

Sochaux

35

Lens

33

PSG

32

Tolosa

31

Metz

18

Karim Benzema Mamadou Niang Tulio De Melo David Bellion Bafetimbi Gomis Daniel Niculae Djibril Cissè Cavenaghi Johan Elmander Steve Savidan

Juninho (Lione)

17 12 12 10 10 10 10 10 10 10


SERIE A

30

Quel che resta di... Analisi delle partite della 28 ° e 29° giornata a cura di Nicola Ceolin

Ecco i risultati della giornata di Campionato numero ventotto giocata il 15 e 16 marzo: Livorno-Parma 1-1 (Vidigal L Reginaldo P) Cagliari-Torino 3-0 (Jeda C Acquafresca C Acquafresca rig C) Reggina-Siena 4-0 (Brienza R Cozza R Brienza R Missiroli R) Atalanta-Empoli 4-1 (Langella A Doni A Padoin (2) A Vannucchi E) Sampdoria-Catania 3-1 (Palombo S Accardi S Stovini C Bellucci S) Roma-Milan 2-1 (Kakà M Giuly R Vucinic R) Juventus-Napoli 1-0 (Iaquinta J) Inter-Palermo 2-1 (Vieira I Materazzi autogol P Jimenez I) Udinese-Lazio 2-2 (Rocchi L Ferronetti U Ledesma L Di Natale U) Fiorentina-Genoa 3-1 (Santana F Mutu F Pazzini F Masiero G) Questa settimana in Serie A sono stati realizzati ben 29 goal. Sinonimo di partite spettacolari e combattute col classico coltello tra i denti fra le varie compagini. La classifica si è modificata pochissimo rispetto alla giornata numero 27. Può ancora succedere di tutto e di più. Oggi analizzo la lotta per la salvezza. Sono invischiate in questa melma e si dibattono come pesci fuor d'acqua: Livorno, Parma, Empoli, Reggina e Cagliari. Lo scontro diretto tra Livorno e Parma non ha dato una sentenza definitiva. Un punto per uno non serve alle due squadre. Il Cagliari che sembrava ormai spacciato con la cura-Ballardini sta recuperando in modo incredibile e gioca sempre per vincere. La squadra messa peggio in questo periodo è sicuramente l'Empoli di Alberto Malesani. Un lontano parente della compagine "ammazzagrandi" che ha stupito tutta l'Italia calcistica con Gigi Cagni. La Reggina ha vinto 4 a 0 con il Siena ma è ancora all'interno della zona calda. Nel particolare analizzo Cagliari-Torino 3-0. Una partita con moltissimi ribaltamenti di fronte improvvisi e molti errori della difesa granata. Ballardini ha messo in campo una formazione molto offensiva per cercare la vittoria con Jeda, Foggia e Acquafresca. La parte del leone l'ha fatta proprio Robert Acquafresca (classe 1987) potente centravanti in prestito dall'Inter, con un passato importante (11 anni) nella Primavera del Torino. Ha doppio passaporto perché la

madre è di nazionalità polacca. Il primo goal lo segna Jeda con un forte tiro effettuato dalla trequarti. La reazione del Toro dopo la rete subita è assente. Così il Cagliari ci prende gusto ed ecco il secondo: Acquafresca riceve un lancio lungo dalla sinistra, si coordina e fa partire un bellissimo tiro al volo che "brucia" le mani a Sereni e termina in rete. A questo punto gli isolani possono tranquillamente amministrare il risultato. Verso la fine della gara l'arbitro concede un rigore (molto dubbio) e Acquafresca dal dischetto realizza il 3 a 0 finale. La corsa del Cagliari continua…

Giornata numero 29 mercoledì 19 marzo Lazio-Roma 3-2 (Taddei R Pandev L Rocchi rig L Perrotta R Behrami L) Parma-Palermo 2-1 (Budan P Cavani PAL Budan rigP) Genoa-Inter 1-1 (Suazo I Borriello G) Milan - Sampdoria 2-1 (Maggio S G.Delvecchio S Paloschi M) Empoli-Juventus 0-0 Cagliari-Atalanta 1-0 (Acquafresca rig C) Napoli-Fiorentina 2-0 (Lavezzi 2 N) Livorno-Reggina 1-1 (Brienza R Bogdani L) Catania-Siena 0-0 Torino-Udinese 0-1 (Pepe U)

Borriello: capocannoniere della Serie A

Lavezzi: Doppietta cotro la Fiorentina

Uno dei pochi turni infrasettimanali della Serie A. La classifica si è delineata un po' meglio. Alcune distanze si sono accentuate, altre si sono ridotte. In particolare la zona Champion's risulta particolarmente affollata: Juventus 55, Fiorentina 50, Milan 46, Sampdoria 45, Udinese 44. Una bella lotta. Ma un paio di questi team dovranno forzatamente accontentarsi della zona Uefa. In coda c'è una "scaletta": Parma 29, Catania e Livorno 28, Reggina e Empoli 26, Cagliari 24. Non è deciso nulla. Milan-Sampdoria 1-2. Partita giocata bene dalla Samp di Mazzarri, nonostante un attacco senza Cassano e Montella. Il Milan secondo me è ancora sotto choc per i due goal in 4 minuti subiti ad opera della Roma. E inoltre denuncia una condizione atletica tendente al ribasso. E' una compagine composta da un paio di giovani e moltissimi ultratrentenni che non ce la fanno a scendere in campo ogni tre giorni. Paloschi è troppo giovane per essere il salvatore della patria. Il Milan ha sbagliato a puntare tutto su Alexandre Pato. Doveva acquistare a gennaio un altro attaccante più esperto e smaliziato.


SERIE A

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Quel che resta di... Analisi delle partite della 30° giornata a cura di Nicola Ceolin

Ecco i risultati della trentesima giornata Sabato 22 Marzo: Inter-Juventus 1-2 (Camoranesi J Trezeguet J Maniche I) Roma-Empoli 2-1 (Tonetto R Giovinco E Panucci R) Palermo-Genoa 2-3 (Amauri rig P Figueroa G Milanetto G Konko G Amauri P) Udinese-Livorno 2-0 (Quagliarella U Di Natale U) Torino-Milan 0-1 (Pato M) Reggina-Napoli 1-1 (Sosa N Brienza R) Sampdoria-Cagliari 1-1 (Foggia C Franceschini D. S) Fiorentina-Lazio 1-0 (Pazzini F) Siena-Parma 2-0 (Maccarone rig. S Maccarone S) Atalanta-Catania 0-0 In Serie A in questo turno di Campionato sono stati realizzati ventuno goal. Alcuni risultati fanno sensazione: la grave battuta d'arresto dell'Inter di Roberto Mancini subita ad opera della Juventus; la sconfitta rimediata dal Palermo fa saltare la panchina di Francesco Guidolin per l'ennesima volta. Per quanto riguarda la classifica alcune posizioni si sono stabilizzate, alcune distanze si sono sensibilmente ridotte, nella zona calda (lotta per non retrocedere) le squadre coinvolte sono messe tutte in fila e distanziate di pochissimi punti. L'Inter con la sconfitta subita ad opera della Juve ha perso punti e la Roma adesso è a soli quattro punti di distacco. I nerazzurri cominciano a sentire sul collo il fiato dei Lupi. La lotta per la Champion's League e quella per la Coppa Uefa si sono letteralmente mischiate: Juventus 58, Fiorentina 53, Milan 49, Udinese 47, Sampdoria 46. Sarà lotta durissima e senza esclusione di colpi fino alla fine del Campionato. E' un fatto positivo per l'interesse e l'attenzione dei tifosi. In particolare analizzo la partita InterJuventus. Nel primo tempo le due squadre si sono equivalse con scarse occasioni da goal da entrambe le parti. Solamente Del Piero ha avuto una bella occasione per segnare e l'ha sprecata miseramente tirando addosso a Julio Cesar. Sul piano del gioco espresso la Juventus ha dominato a centrocampo con Sissoko e Camoranesi in

posizione centrale. Nella ripresa la musica cambia completamente e capovolge l'esito del Derby d'Italia. La difesa dell'Inter è completamente in balia degli scatenati avversari bianconeri. Al minuto numero cinque un bel lancio lungo di Molinaro serve Camoranesi solo in area di rigore; l'italoargentino non si fa pregare e spara il pallone alle spalle di Julio Cesar per l'1 a 0. Nel frattempo la Juventus si mangia letteralmente due goal: uno su bel tiro di Nedved parato dall'estremo difensore interista; l'altro, clamoroso, dopo una bella azione condotta da Del Piero e Trezeguet che si scambiano la sfera e alla fine l'azione sfuma. L'Inter non riesce a produrre un minimo di gioco perché la Juve ne blocca ogni iniziativa; Ibrahimovic cerca di essere un punto di riferimento in avanti ma non riesce a far salire la squadra come al solito. Anche Maicon ha diminuito di molto le sue celebri scorribande in attacco. I nerazzurri non reagiscono e la Vecchia Signora ne approfitta. E' il diciottesimo della ripresa quando Alex Del Piero con un bellissimo filtrante alto serve Trezeguet che, dopo la deviazione aerea di Burdisso, realizza il secondo goal di destro al volo. L'Inter adesso è come un pugile suonato. Cerca di imbastire uno straccio di azione degna di questo nome ma non riesce ad uscire dal brutto momento. Al minuto numero trentotto Maicon si invola sulla sua fascia, arriva

Pato: 7 gol in 13 partite

in area e serve al centro Maniche che non deve fare altro che mettere la palla in rete. La partita per qualche effimero minuto si riapre. L'Inter "rischia" anche di riuscire ad arrivare al pareggio sempre col solito Maniche che tira una bordata che si stampa sul palo alla destra di Buffon. Ma il pareggio sarebbe stato veramente troppo ingiusto visto il gioco e la potenza espressi dalla Juventus. I calciatori messi in campo da Roberto Mancini atleticamente sono alla frutta, lo spogliatoio è diviso in "fazioni" diverse e il tecnico sbaglia anche le sostituzioni. Il Campionato è riaperto.

Suazo, Ibrahimovic e Zanetti: perplessità interista


SCOMMESSE

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SCommettiamo CHE...

Il Real di Robinho è chiamato al riscatto

Il turno pasquale di Serie A porta una ventata di freschezza sul campionato, riaperto nel discorso scudetto, nella lotta per il quarto posto e nella bagarre per non retrocedere. L'Inter continua in quello che sembra essere un clamoroso suicidio e perde, 1-2, in casa con la Juventus. Questo risultato permette alla Roma (2-1 all'Empoli) di portarsi a -4 e riaprire il campionato. Mentre la Juve ipoteca il terzo posto, e' lotta dura per la quarta piazza, dove Fiorentina e Milan dovranno ora vedersela con le due outsiders Udinese e Sampdoria, portatesi a una manciata di punti dalle due litiganti. Chissà che non ci sia una sorpresa per quanto riguarda la zona Champions. In fondo classifica, invece, il Cagliari pareggia proprio

a cura di Andrea Schietroma

con i blucerchiati e forte dei 3 punti restituiti dal giudice sportivo e' ora in piena lotta per restare in Serie A. Il prossimo weekend sarà quasi cruciale, a partire dalla sfida del Friuli tra Udinese e Fiorentina. Se i bianconeri vincessero, si porterebbero a brevissima distanza dai Viola e il quarto posto non sarebbe più un sogno. L'1, pagante bene a 2.45, è quota da tentare, per una squadra visibilmente più in forma degli avversari toscani. Sfida difficile anche per il Milan a San Siro, dove affronterà l'Atalanta di Del Neri. I rossoneri sono favoritissimi a 1.40 e per questo e' consigliato evitare questa quota e provare il risultato esatto di 2-0 (6.25). Probabili pareggi in arrivo a Napoli, dove il nuovo Palermo di Colantuono tenterà di racimolare punti (3.10) e Catania, dove il Torino sfiderà gli elefanti rossazzurri (2.65). Storicamente da Over, invece, è il derby toscano tra Livorno e Siena (anche un 3-6 qualche anno fa), che anche quest'anno dovrebbe rispettare la tradizione, permettendo di prendere l'eccellente quota di 2.02. Sul fronte estero occhio al derby di Liverpool, dove l'Everton tenterà l'assalto ai cugini e al quarto posto. La quota del 2, pagante 4.15, è d'obbligo per gli amanti del rischio. In Spagna, il Barcellona deve vincere a Siviglia sul campo del Betis (2 dato a 1.80) se vuole ancora sperare nel titolo, mentre rischia tantissimo il Real in casa contro il Siviglia, dove è l'Over il segno consigliato (1.67). In Francia occhio al Lione che ha un'ottima quota (1.90), nella trasferta di Valenciennes.

Probabili segni:

Udinese-F F iorentina 1 Milan-A A talanta 2-00 Napoli-P P alermo X Catania-T T orino X Betis-B B arcellona 2 Real Madrid-S S iviglia Over Livorno-S S iena Over Valenciennes-L L ione 2 Possibili sorprese:

Liverpool-E E verton 2 Real Madrid-S S iviglia X2 Livorno-S S iena 2 Napoli-P P alermo 2 Empoli-S S ampdoria 1

Ancora un cambio in panchina per il Palermo


ALTRI SPORT

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L’ALtra faccia di roma Roma batte Milano 2-0

a cura di Alessio Cuminetti

David Hawkins

La Roma gioca bene, ma Gabini è strepitoso. Segna 13 punti di fila e mentre l'Armani ha le allucinazioni, Roma si gode ancora il secondo posto in classifica. La nuova Virtus mette in gnocchio Milano. Roma lo ha fatto con il cuore e una difesa super, trovando sempre la soluzione migliore, anche quando Gallinari e Vukcevic arrivavano pericolosamente verso il canestro. Lottomatica padrona del parquet, sempre seconda in classifica dopo aver superato (80-70) l'Armani, al termine di un match terminato nel segno di Gabini. Quando Attilio Caja stava per gridare scacco al re, è entrato in scena lui, il Gabini arrivato da Buenos Aires, ma

con in tasca il passaporto italiano, che quando trova l'ispirazione giusta non lo fermi più. E' stato un trascinatore, Roberto, l'uomo che ha scardinato la porta di Milano che, con arguzia e attenzione, aiutata anche un pò dagli arbitri che hanno convalidato almeno due canestri dubbi assai, aveva messo la faccia avanti (66-65) con altri 5'20'' da giocare. Poteva capitolare, la Lottomatica, perdere in un amen tutto e lasciare la sfida a Milano. Invece, come d'incanto, ecco Gabini: due bombe di fila, due canestri e un'altra tripla. Come dire, 13 punti uno dopo l'altro, mentre l'Armani era in preda alle allucinazioni, con il solo Gallinari capace di segnare un tiro libero sul quinto fallo (a 2'53'' dalla fine) di Lorbek.

E' diventata una notte di luna dorata per Roma, anche se ha avuto il suo bel lavoro da fare con Watson (10 punti ma, soprattutto, 10 rimbalzi), ma con un De La Fuente concreto come non mai. Rodrigo non ha sciupato nulla, ha tenuto a bada Vukcevic ma, quando serviva, nelle rotazioni difensive, era pronto a controllare Booker. De La Fuente ha messo a segno i punti con precisione chirurgica: bomba allo scadere del primo tempo, altra tripla per il +9 (5041). Bravo come lui, capitan Tonolli che, in campo 13', ha dato un apporto eccezionale (come sa fare Alessandro, del resto), realizzando due triple e con una grande in difesa. Il prossimo appuntamento, quello che vale l'Europa, è in programma giovedì sera a Malaga contro l'Unicaja. “ Malaga? Dobbiamo andare lì decisi, que-

sta è la mentalità giusta per affrontare quella partita ", ha detto Repesa

Gregor Fucka


ALTRI SPORT

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L’ALtra faccia di roma loTTOMATICA-TISETTANTA: Roma evvai così a cura di Alessio Cuminetti

Nonostante

i momenti di amnesia la

Lottomatica riesce a consolidare il secondo posto. Serve il brivido dell'appendice supplementare (80-69) per mettere fine a una partita che la Virtus Lottomatica si complica con le proprie mani, con la Tisettanta Cantù che è lì per sfruttare i momenti di totale amnesia che a folate stordiscono gli uomini di Repesa. Succede che dopo un inizio promettente (24-11 al primo intervallo corto) con De La Fuente (13 punti, 10 rimbalzi) a regalare sostanza in difesa e grande precisione in attacco, la squadra cada in letargo e porga il fianco agli increduli lombardi. Il secondo quarto è un supplizio, il canestro sembra inarrivabile e gli ospiti non si fanno pregare per sfruttare l'occasione. Hervé e Wood aprono le danze, Roma è in affanno e solo grazie a una doppia invenzione di

Ukic riesce ad andare al riposo (38-31) senza subire troppi danni. Nella ripresa il copione è lo stesso, allungo (50-35 dopo 6') e successiva amnesia, con la difesa che diventa un optional e Cantù che si rifà viva grazie alle triple di Wood. Si va avanti a strappi, fino all'aggancio e al sorpasso (52-51). Dopo un batti e ribatti di tiri liberi strategici e di scelte azzardate, si arriva agli ultimi secondi con un misero vantaggio (66-64). Sulla sirena Mazzarino spara dall'angolo il siluro della possibile vittoria, ferro e tapin di Francis che vuol dire pareggio e supplementare. È lì che Ukic decide di prendere in mano la situazione, mette dentro 7 punti di fila (27 in totale, con 7 falli subiti) e si fa perdonare il tiro libero sbagliato che avrebbe potuto evitare la scocciatura del supplementare. Arriva così la quarta vittoria consecutiva e il secondo posto in solitudine.

Erazem Lorbek

Ibrahim Jaaber

Ko a malaga: Eurolega addio! Termina

l'avventura

europea

della

Lottomatica, sconfitta sul campo e dalla contemporanea vittoria del Barcellona sul

foto di DiabloRoma

Cska Mosca.

Ibrahim Jaaber nella gara di andata

Andrea Crosariol

Finisce l'avventura europea della Lottomatica, nettamente sconfitta a Malaga, ma eliminata già prima della sirena finale. In Catalogna, infatti, era già maturata la vittoria del Barcellona sul Cska Mosca che ha qualificato i blaugrana (oltre ai russi già certi del primato) alla fase successiva, rendendo inutile il risultato sul parquet andaluso. Nel primo tempo, Malaga, senza Cabezas, non pareva certo imbattibile, ma lo è diventata per una Lottomatica, priva di Ray, che le ha permesso di prendere fiducia. La Lottomatica è partita contratta, l'unico a dare qualcosa in attacco è stato De La Fuente sui tagli, ma con un solo canestro in quasi sei minuti, l'Unicaja ne approfitta per scappare 10-2 al 5'. Con Ukic che si accontenta di alcune giocate personali, le triple di Jimenez mandano in orbita Malaga sul 176 all'8'. Alla lunga però anche l'attacco andaluso si arresta, soprattutto quando l'energia della panchina romana alza la pressione: Roma tira male (35% dal campo

nel primo quarto), ma Malaga non fa molto meglio e se tiene la testa avanti è per i tanti viaggi in lunetta conquistati. I nodi vengono al pettine presto e, abbassate le percentuali casalinghe (3/10 di partenza da due), Stefansson e Fucka capitalizzano i 5 minuti di digiuno spagnolo dal campo e ricuciono sul 19-18 al 12'. Castle da una parte e Ukic dall'altra alimentano il punto a punto, la difesa di Tonolli dà fiducia a Roma anche oltre il 29 pari raggiunto al 18'. A cavallo dell'intervallo, però, la Lottomatica subisce l'imperdonabile 9-0 da cui non rientra più, subendo Haislip e concedendo autostrade a Popovic. Sommato all'impatto di Welsch, il rientro morbido capitolino dall'intervallo costa caro, un 16-3 Unicaja che lancia Malaga 45-32 al 25'. De La Fuente, Gabini e Stefansson illudono il rientro sul 46-43 al 27', ma è un fuoco di paglia: l'ennesima tripla di Jimenez e una fuori equilibrio allo scadere dei 24" di Castle affondano la Lottomatica 54-43 al 29'. Roma non ci prova neanche a rientrare, perché da Barcellona giungono notizie della vittoria blaugrana che avrebbe reso vano qualsiasi risultato sul parquet di Malaga. La squadra di Repesa tira i remi in barca fino al 67-50 al 36' con Ndong e il -21 finale.


CAMILLA HA BISOGNO DI NOI! Scusami se non riesco a parlarti, a darti la mano, a giocare e a correre con te, ma sono malata. Ho due cose strane; i medici le chiamano "MICROCEFALIA CON IPOPLASIA PONTE CEREBELLARE e SINDROME DI WEST". Boh?! Io so solo che le cellule del mio cervello proprio non vogliono saperne di funzionare bene, sembrano luci spente; per fortuna che ci sono il mio papà e la mia mamma, ma mi mancano tanto riuscire a giocare con un'amica del cuore, con la bambola preferita, coi cuginetti, i compagni di scuola, le maestre… I medici italiani hanno detto che "ha bisogno di una particolare ossigenoterapia in camera iperbarica eseguibile esclusivamente presso l'Ocean Hyperbaric Neurological Center in Florida" e negli U.S.A. hanno detto che "ha ottime possibilità di miglioramenti in seguito alla fisioterapia pediatrica intensive e all'Ossigeno Terapia” ma, c'è un ma, come sempre… ogni anno di terapia, da farsi quanto prima (dopo il 7° anno di età i tempi di recupero aumentano), costa 265.665,00 dollari, oltre al costo per il soggiorno negli States dei genitori... e la terapia dura TRE ANNI!!! Tutto qui! Il papà di Camilla è un pompiere, uno di quelli che spengono il fuoco per gli altri e che si è trovato ben altro "fuoco" in casa; la mamma deve per forza fare la casalinga per poter fare la mamma di Camilla! Camilla ti chiede una mano. Puoi parlare con i suoi genitori Mariano Luise (339.2099315) ed Anna Salatiello, (334.6975837). Puoi contattare l'Associazione "Camilla, la Stella che brilla", sul sito

www.camillalastellachebrilla.it E puoi dare realmente una mano a Camilla versando quel che vuoi e quel che puoi e quel che riesci a ricevere da amici e parenti sul c/c 100000001231 intestato ad Anna Salatiello presso il Banco di Napoli-Filiale di Qualiano (NA) IBAN:IT69D0101040120100000001231

Camilla non può farlo con la sua voce ma quegli occhioni ti dicono "GRAZIE"!!!


Roma CITTA’

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GLI ANGOLI DI ROMA Chiesa di Santa Maria della Concezione ... a cura di Alessandro Proietti

San Francesco: la povertà. All'interno del convento dei Cappuccini, sono conservati i resti degli oltre quattromila frati morti. Dal 1750 in poi, le ossa vengono utilizzate con un intento religioso: la rappresentazione della caducità del tempo. Nelle sei cripte si possono notare diverse opere d'arte. Nella cripta della Resurrezione è rappresentata la rinascita di Lazzaro. Ai lati del dipinto, sono presenti scheletri dei Cappuccini con in mano delle croci. In una sala priva di Eretta tra il 1626 e il 1630, è stata la prima Chiesa costruita sulla base di un progetto di un frate cappuccino, Matteo da Brescia. Primo caso di un luogo culto dedicato al culto della Maria Vergine, dell'Immacolata Concezione. La Chiesa sorge nel Rione Ludovisi, un quartiere di circa trecento metri quadrati che non contava molti abitanti. Forte era la presenza di orti, vigne ed acquedotti. La famiglia Ludovisi realizzò la villa omonima prima della sua distruzione, che avvenne nel XIX secolo, per fare posto alla costruzione di via Veneto e delle altre strade del quartiere. L'Ordine dei Cappuccini nasce come distaccamento dai Francescani nel 1525. Indossavano un saio con un cappuccio, dei sandali, una cornicina con tre nodi. Si predicava il ritorno alla regola antica dell'ordine di

teschi, è conservato il cuore di Maria Felice Peretti, nipote del papa Sisto V, la quale forniva aiuto economico ai frati. Nei meandri del convento è presente anche lo scheletro della principessa Barberini, che ha nella mano destra un'ascia e nella sinistra una bilancia. La presenza della ragazza testimonia come la famiglia Barberini abbia sovvenzionato, nel tempo, l'Ordine dei Cappuccini. La Chiesa di Santa Maria dell'Immacolata Concezione è un guaz-


Roma CITTA’

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GLI ANGOLI DI ROMA ... e Convento dei Cappuccini

a cura di Alessandro Proietti

zabuglio di opere d'arte. E' simile alla Chiesa di Santa Maria dell'Orazione e Morte sita in via Giulia. La pavimentazione è rivestita di lastre funerarie. L'interno è a navata unica, con cinque cappelle. Spicca il dipinto di Guido Reni, San Michele Arcangelo. Il pittore si volle ispirare all'Apollo del Belvedere, per quanto riguarda l'angelo e a Giovanbattista Pamphili (conosciuto come Papa Innocenzo X) per la rappresentazione del dannato. Le altre opere sono il San Francesco stigmatizzato del Domenichino, S.Antonio di Antonio Sacchi, il Cristo deriso di Gherardo delle

Notti. La Chiesa è in stile barocco, moderato. Tutto ciò che stupiva, nel XVII secolo, era ben accetto. Con il '700 si ebbe la reazione all' espressione del secolo precedente. La facciata della Chiesa è estremamente povera. I Cappuccini erano musicisti, architetti, e prestavano servizio presso gli ospedali. Interessante, a livello di decorazioni, è il materiale utilizzato. Il mattone e non il travertino, denota una scelta minimalista che si sposa con il carattere modesto dell'ordine dei frati. All'esterno della Chiesa vi è un timpano triangolare. Nella parte superiore della facciata c'è l'emblema dei Cappuccini: una mano di un francescano, quella di Gesù, un'apertura centrale che fa entrare, all'interno, la luce nella navata ed un palo triangolare.


Legionario #54  

Numero 54 de "Il Legionario"