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IL LEGIONARIO Reg. N.10 del 11/05/07 - Tribunale di Torre Annunziata Direttore Responsabile

Redazione

Elena Sorrentino

Mauro Manni Fabio D’Orazi

Impaginazione e Grafica

Andrea Paolini

Elena Innocenti

Francesca Cuomo

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Alessio Cuminetti Jaafar El Kettani

Copertina

Alessandro Proietti

Andrea Paolini

Alfredo Garofalo Maurizio Malavolta

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Andrea Schietroma Diego Angelino

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Alfredo Cinquina

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Nicola Ceolin

La collaborazione al giornale da parte della redazione è libera e gratuita


SOMMARIO

3

IN QUESTO NUMERO...

Napoli - Roma da pagina 5

L’Avversaria: il Milan

Calcio Estero: Stella Rossa pag.

Serie A . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4 Editoriale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4

Virtus Roma da pagina

Sotto a chi tocca Il Milan . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13 La Lazio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14 L’Avversaria: la Lazio

Napoli - Roma Triplice Fischio . . . . . . . . . . . . . . . 5 Il Pagellone . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6 Look at Forum . . . . . . . . . . . . . . . 7 Look at Forum

International

.....8

Speciale Giovani . . . . . . . . . . 15 Quel che resta di . . . . . . . . .20 Tutto il calcio nazione per nazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16

Scommettiamo che . . . . . . 21

Calcio Estero

L’altra faccia di Roma

Premierleague . . . . . . . . . . . . . . 18

Virtus Roma . . . . . . . . . . . .22

Fomento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9 Point of View . . . . . . . . . . . . . . 10 L’Argomento . . . . . . . . . . . . . . . 11 In & Out . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12

Bundesliga . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18 La Liga . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19 Ligue 1 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19

Virtus Roma EuroLega . . . . .23 Gli angoli di Roma . . . . . . . . 24


CAMPIONATO IN CORSO

4

SERIE A 27° Giornata Inter - Reggina Palermo - Udinese Catania - Cagliari Empoli - Milan Lazio - Livorno Napoli - Roma Parma - Sampdoria Siena - Fiorentina Torino - Atalanta Genoa - Juventus

28° Giornata 2-0 1-1 2-1 1-3 2-0 0-2 1-2 1-0 1-0 0-2

Atalanta - Empoli Cagliari - Torino Fiorentina - Genoa Inter - Palermo Juventus - Napoli Livorno - Parma Reggina - Siena Roma - Milan Sampdoria - Catania Udinese - Lazio

CLASSIFICA MARCATORI

29° Giornata

Marco Borriello David Trezeguet Zlatan Ibrahimovic Adrian Mutu Francesco Totti Antonio Di Natale Alessandro Del Piero Julio Cruz Cristiano Doni Goran Pandev

Cagliari - Atalanta Catania - Siena Empoli - Juventus Genoa - Inter Livorno - Reggina Milan - Sampdoria Napoli - Fiorentina Parma - Palermo Torino - Udinese Lazio - Roma

16 16 15 14 13 12 11 10 10 10

L’EDITORIALE

CLASSIFICA Inter Roma Juventus Fiorentina Milan Udinese Sampdoria Palermo Genoa Atalanta Lazio Napoli Torino Siena Catania Livorno Parma Empoli Reggina Cagliari

64 58 51 47 46 40 39 36 35 34 33 33 31 31 27 26 25 25 22 18

di Elena Sorrentino

La vita è già tanto che ti dà una

di incompiuto, il non aver dimostrato

tanto ipnotiche palline. Quello che si

seconda opportunità... noi ne abbiamo

ancora tutto e il non aver raccolto

sa per certo, però, è che niente

avuta addirittura una terza. La prima

ancora tutto. E allora, dopo qualche

ricapita sempre uguale... "panta rei",

volta non ci è andata tanto male, ma il

mese, ecco il destino regalarci ancora

diceva Eraclito, "Non si può

destino non si è accompagnato alla

un'altra chance, sembra quasi che si stia

discendere due volte nel medesimo

fortuna, che ha preferito assistere

burlando di noi e su questo staremo a

fiume...". Un'altra cosa è certa,

ancora "gli altri". La rivincita non si è

vedere. Per il momento rieccoci qui, a

peggio di come è andata l'anno

realizzata. E' vero, abbiamo lavato

parlare ancora una volta della stessa

scorso non può andare, qualche mese

l'onta dell'anno passato molto bene,

sfida. Diciamo "stessa" solo in virtù dei

fa l'abbiamo già fatto vedere. Ora è il

ma in bocca c'è rimasto quel sapore

nomi segnati sul tabellone, usciti dalle

tempo di completare l'opera.


NAPOLI - ROMA 0-2

5

TRIPLICE FISCHIO TITOLO La Roma, a Napoli, si conferma squadra completa, solida e di grande personalità. La notte magica di Madrid non lascia scorie negative, anzi, consente un ulteriore salto di qualità nella maturità di una squadra ora pienamente consapevole della propria forza. Un gruppo divenuto un vero collettivo. Chi va in campo conosce alla perfezione lo spartito che deve interpretare, senza timori ma anche senza presunzione, indipendentemente dall'avversario di turno: si chiami Real Madrid piuttosto che Napoli. Così, la banda Spalletti continua la rincorsa e tiene ancora in bilico un campionato imbarazzante che ora sta volgendo decisamente verso il comico: sabato pomeriggio l'Inter, nel giorno del centenario, ha ricevuto il centesimo aiuto arbitrale. Nonostante tutto, i ragazzi di Spalletti inviano un segnale forte al campionato. La Roma, dopo la sbornia del Bernabeu, non è stanca e non è sazia. E' lì e non arretra di un metro. In questo momento di grazia, Spalletti prova con successo soluzioni tattiche inedite, come Cicinho esterno basso a sinistram con Panucci che rimane nella corsia di destra. A centrocampo De Rossi, ormai una vera e propria forza della natura, si sdoppia facendo il centrocampista ed il difensore aggiunto, onnipresente in ogni zona del campo, fa coppia con Aquilani. Sulla trequarti Taddei sta a destra ed aiuta molto Panucci in copertura, Perrotta di nuovo reattivo e lucido gioca nella consueta posizione centrale, mentre Vucinic, dopo la splendida prova di Madrid, torna titolare della fascia sinistra. Punta di riferimento è,

L’esultanza di Perrotta

a cura di Maurizio Malavolta

Totti festeggia con Aquilani il gol del 2-0

come sempre, Capitan Totti che taglia il traguardo delle cinquecento partite ufficiali in giallorosso. Il Napoli si contrappone con un 3-5-2 in cui Santacroce, Cannavaro e Contini sono i tre difensori centrali, Mannini e Domizzi sulle due fasce hanno il compito di attaccare per poi ripiegare in copertura nella fase di non possesso palla. A centrocampo giostrano Hamsik, Blasi e Gargano mentre l'attacco è affidato a Zalayeta e Lavezzi. I giallorossi, a dimostrazione del grande lavoro tattico di Spalletti e dei suoi collaboratori, esprimono un atteggiamento completamente diverso da quello tenuto mercoledì sera contro il Real: mentre a Madrid la squadra era raccolta nella sua metà campo e aspettava l'avversario, a Napoli la scelta è stata di effettuare un pressing alto già sul primo difensore che portava palla. Tanto che il vantaggio, al secondo minuto del primo tempo, arriva dopo una distrazione di Contini, indotto all'errore dal pressing dei giallorossi: Totti recupera palla e serve alla sua maniera Perrotta che con un destro in diagonale supera Gianello. Nella prima frazione la Roma è straripante. Addirittura imbarazzante il gioco a memoria dei giallorossi. Totti si muove a tutto campo e rappresenta il fulcro intorno al quale gira la squadra. Pressa, cerca la porta, rifinisce per le incursioni di Perrotta e dialoga con Aquilani e Vucinic. Striminzito il vantaggio di un solo gol alla fine dei primi quarantacinque minuti.

Al quinto della ripresa si chiude la partita: Cicinho, smarcato in area da Totti, supera Mannini che lo trattiene in maniera ingenua e vistosa. Sul dischetto del rigore si presenta il Capitano, che zittisce i fischi del San Paolo spiazzando Gianello. Ciuccio in bocca per la tredicesima perla stagionale. Il Napoli tenta di accorciare le distanze, ma la Roma controlla senza particolari affanni. Archiviata anche questa pratica, continua il sogno ad occhi aperti di noi tifosi giallorossi che non vogliamo più svegliarci, ma continuare ad ammirare questa squadra sontuosa, sicuri che il divertimento comincerà proprio adesso.

Juan contro Lavezzi


NAPOLI - ROMA 0-2

6

IL PAGELLONE

a cura di Mauro Manni

La Roma supera il Napoli per 0-2 e continua la sua rincorsa all'Inter. Napoli che aveva battuto proprio la capolista una settimana fa. Il grande protagonista del match è stato ancora una volta Francesco Totti, che giocando a tutto campo si è esibito in alcune giocate davvero pregevoli, ha regalato l'assist a Perrotta per la rete del vantaggio e ha realizzato il gol del 2-0 su calcio di rigore. Una grandissima prestazione personale nel giorno in cui ha tagliato il traguardo delle 500 presenze con la maglia giallorossa. Ottimi anche Daniele De Rossi e Cicinho, che ha dimostrato di saper giocare a grandi livelli anche sulla fascia sinistra. Meno bene invece Juan. Ma la sua prestazione, un pò sotto tono, è giustificata dal fatto che giocava con un'infiltrazione. Ricordiamo a tutti che potete anche inviare le vostre pagelle al seguente indirizzo: pagelle@illegionario.com

fo r u m w w w. p o p o l o g i a l l o r o s s o . c o m POKERISSIMO

COOZi

J i m m y C o n way

Doni 7: nessuno intervento difficile, gestisce bene i tiri centrali del Napoli. Un pò troppi dribbling da infarto (per il pubblico). Cicinho 7.5: nella sua non-posizione regge in difesa e fa delle ottime ripartenze. Nel nostro futuro lui c'è sicuramente. Mexes 8: gli attaccanti del Napoli la buttano in caciara, lui con diligenza e lucidità sa quando spazzare e quando tenere palla. Juan 6.5: paga un pò la velocità degli attaccanti, ma completa il suo lavoro senza nessuna imperfezione e con molto lavoro di corpo, non in perfettissima forma e un pò stanco. Panucci 6.5: spinge poco, in difesa viene superato un paio di volte, ma tranquillo, su quella fascia paga anche un pò la non perfetta forma di Taddei. De Rossi 7.5: gira e rigira è ovunque, impreciso in attacco ma partita di grossa quantità. Aquilani 7: nel primo tempo con gli spazi aperti è fenomenale, poi cala col tempo. Vucinic 8: unico riferimento in attacco per i lanci lunghi, la metà delle palle le gioca ottimamente, non scivola più e difficilmente dopo il primo controllo perde palla, un pò troppo lontano dalla porta ma azioni su azioni, nel secondo tempo cala vistosamente. Perrotta 7: gol lampo, poi si mangia un gol ancora più semplice, poi tanto movimento ma poca concretezza, sta tornando. Taddei 5.5: l'unico insufficiente, perde molte palle e non riesce a essere incisivo, possibile che gli si fanno fare sempre i 90 minuti. Esposito? Totti 7.5: Grosso primo tempo, assist a ripetizioni, gol e molto movimento. Appena cala al 15° del secondo tempo, la Roma cala tutta insieme. Galactico (becca tutto Raul). Spalletti 6: le sostituzioni doveva farle molto prima, intorno al 15° doveva togliere qualcuno mentre il Napoli stava salendo. Ma partita preparata bene. Arbitro 6.5: strano come un arbitro che non faccia cazzate clamorose paia un eroe, ma partita normale con qualche errorino

Doni 7: c'è sempre. Cicinho 7: un pò con il freno a mano nelle ultime partite, credo gli venga chiesto dallo stesso Spalletti, ma quando spinge, spinge davvero. Sicurezza. Difesa e attacco. Juan 6: qualche sbavatura, ma non stava benissimo fisicamente. Mexes 7,5: molto bene. Panucci 6,5: va bene. De Rossi 8,5: Mostruoso. Aquilani 7: velocizza l'azione, ordinato, con un tocco al volo crea palle goal a volontà. Taddei 6: tanto bravo in fase di copertura quanto impreciso in fase offensiva. Perrotta 6 + 1: per il goal. sempre, costantemente, davanti alla porta. Vucinic 7: nel primo tempo 6 nel secondo tempo 6,5. Grande Vucinic, stanchissimo nel secondo tempo, svolge un lavoro estenuante. Totti 8: commovente

Doni 6.5: quando è chiamato in causa risponde, bel momento. Panucci 6: gioca d'esperienza, è quello che gli si chiede. Mexes 7.5: praticamente 3° e 4° tempo della gara di Madrid. Juan 6: parte benissimo, nel secondo tempo un paio di errori non da lui. Cicinho 7: fuori ruolo, ma anche troppo forte per questo Napoli… altra categoria. De Rossi 8: raddoppia pure reja, sbaglia un passaggio in tutta la partita. Aquilani 7: versione col fioretto di De Rossi, centrocampo del Napoli annichilito. Perrotta 7.5: se non fosse per il gol mangiato, partita perfetta… sta tornando. Taddei 7.5: 90° di corsa e tecnica… come Perrotta, anche lui era tanto che non giocava così. Vucinic 6.5: parte bene, poi sistematicamente raddoppiato, i compagni lo cercano meno. Comunque ce ne vogliono sempre 2. Totti 9: primo tempo da 10 pieno, dopo 500 partite appare dal nulla il miglior Totti dall'infortunio di Vanigli, almeno dal punto di vista fisico/atletico… un alieno. Pizarro 6: sembra stia lentamente tornando ai livelli del girone di andata. Brighi s.v. Antunes s.v. Spalletti 8: scelte giuste e ottima aggressività e tensione dopo Madrid... sinceramente non ci speravo

fo rum w w w. mar i o n e . n e t E R M O C R AT E Doni 7: a parte alcune sciocchezze salva la porta benissimo in un paio di occasioni. Panucci 6: Si fa saltare in qualche occasione da Domizzi. Mexes 7: a petto gonfio. Juan 6.5: buona partita. Cicinho 7.5: il mostro ha giocato a sinistra, non ci si crede. De Rossi 8: multiplo. Aquilani 7: fa corre la palla e fluidifica il gioco... LISOMUCIL! Taddei 7: Non perde mai palla anche se non è servito moltissimo. Perrotta 7: ha ripreso a corre ed è fondamentale, quando corre. Vucinic 6,5: contro 3 Napoletani riesce a fare il suo solo grazie alla sua grandissima tecnica. Totti 8,5: De Rossi 2 ma col piede più rotondo. Spalletti 6,5: Non sbaglia nulla ma non c'erano poi tante alternative, bravo ad incitare la squadra a stare più alta

w o l ly 1 9 7 9 Doni 6: un pò incerto su certe uscite. Panucci 6 Mexes 7: bella prova. Juan 6.5: si vedeva che non stava bene, comunque bene. Cicinho 7.5: grande spinta in un ruolo non abituale. De Rossi 8: unico. Aquilani 7 Taddei 7: cavallo inesauribile. Perrotta 7: se ne magna uno....ma purga!!! Vucinic 6,5: un pò svogliato. Totti 8: un partitone... correva appresso a tutti!!


napoli - ROMA 0-2

7

LOOK AT FORUM 500 volte roma Se contro l'Inter capolista, il Napoli ha imposto il proprio gioco e ha portato a casa il risultato, altrettanto non ha potuto fare contro una Roma più forte. Una Roma che tiene il passo dei nerazzurri confermando di trovarsi in uno stato di forma eccezionale. La consacrazione più grande arriva dal presidente del Napoli (Aurelio De Laurentiis), che dopo aver affrontato in due settimane entrambe le pretendenti al titolo, ha le idee chiare su chi sia la più forte: "Questa sconfitta è merito della Roma. Avevamo previsto che non sarebbe stato facile. Onore al merito della Roma: i giallorossi sono sicuramente più forti dell'Inter, per questo la lotta scudetto è più che mai aperta". Girovagando nel mondo del web giallorosso si può notare chiaramente la grande gioia del popolo romanista, e le frasi rilasciate da puccietto sul forum di lupocattivo.net: "Io ne ero convinto prima

e ne sono ancora più convinto adesso. Siamo molto più forti di quei furboni che stanno 6 punti avanti, il loro vantaggio è maturato grazie ai furti, si la Roma qualche partita l'avrà pure buttata, ma anche l'Inter senza qualche furto l'avrebbe fatto e staremmo sicuramente noi avanti che stiamo davvero disputando un campionato galattico... solo applausi a questa squadra", mapex74: "Ho sempre sostenuto che quando la Roma è in condizione di forma buona, non deve temere nessun avversario, perché può giocarsela alla pari con tutti. Purtroppo, mantenere la forma ottimale per tutta la stagione è praticamente impossibile, quindi in molte partite, per sbloccare il risultato, servirebbe il campione che s'inventa la giocata vincente!

Attualmente nella Roma, pochi sono questi giocatori che possono inventarsi il gol in un momento in cui la squadra proprio non gira, speriamo di acquistarne qualcuno nella prossima finestra di mercato! La Roma nonostante ciò, sta disputando una stagione buonissima e se il periodo di cattiva forma è passato e la squadra corre come ha corso a Madrid o a Napoli, indipendentemente da come finirà, credo ne vedremo delle belle!", a_tommasi, sul forum di popologiallorosso.com: "Sinceramente avendo giocato mercoledì una partita molto dispendiosa a livello soprattutto nervoso, e dovendo affrontare un Napoli che sembrava in gran forma, pensavo di soffrire di più.. invece se fossimo, come ci capita varie volte, più concreti questa partita finiva 4 o 5 a zero.. Bene così, in lotta per qualsiasi risultato", Ferdy: "La Roma di oggi è impressionante. Una personalità, una classe mai vista nell'era del Pelato. Grande qualità e alternative di gioco. Meriteremmo di dominare la classifica, in un campionato NORMALE", tomrm, sul forum di marione.net: "Partita eccezionale ieri, secondo me, per come è arrivata la vittoria e considerato che l'avversario era in un buon momento di forma e la squadra poteva essere scarica dopo Madrid. Io oggi a Totti darei 7 - 7.5. Tre assist decisivi, gol su rigore e altre grandi cose, secondo me il migliore, anche se stanco alla fine, ma è normale. Ottimo anche De Rossi... Bene Cicinho, Perrotta e Aquilani" e da sempre al tuo fianco: "Tutti a casa aleeee aleee, inizio con questo coretto la sintesi della partita, bhe che dire dominati a casa loro, meno male che eravamo con la testa a Madrid… Se siamo sempre così tutte le

a cura di Mauro Manni

domeniche allora battiamo tutta Italia e mezza Europa. Pronti via passiamo subito con il buon Simone e poi teniamo sempre in mano la partita, inizio secondo tempo e buumm schiantiamo la rimonta del Napoli, già all'inizio il capitano aggiunge un altro golletto alla vetrinetta di casa, meno male che e più forte Del Piero. La gara finisce con noi che soffriamo fino alla fine, ma poteva tranquillamente finire 4-0 questa partita. Finisco sperando che qualche romanista sia andato fino a Napoli a tifare, ora sabato lo stadio sarà pieno per fermare il Milan. Hanno già detto che ci battono... Anche a Madrid lo pensavano…", sono li a dimostrarlo. Una Roma stellare che promette un finale di campionato pirotecnico. Non è finita, e nonostante i continui "aiutini" arbitrali a proprio favore, Moratti è il primo a saperlo bene. Forza Roma!

Aquilani in un contrasto di gioco


napoli - ROMA 0-2

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LOOK AT FORUM INTERNARIONAL La bella vittoria della Roma a Napoli scatena commenti che non possono che essere positivi su www.bigsoccer.com/forum/forumdisplay.php?f=937; per Mistaken_Identity "After this win I truly believe we can have a chance to win the scudetto now" (Dopo

questa vittoria credo davvero che possiamo avere la possibilità di vincere lo scudetto ), PlutoN6ForEver si concentra sulla bella prestazione ed il bel gioco "Pretty good match by Roma. We have done some outstanding action and the result could be a lot lager, impressive Gianello" (Buona partita della Roma. Abbiamo lasciato alcune azioni in sospeso e il risultato poteva essere più largo, Gianello impressionante ), bigtimebuck4 commenta le parole post-partita di Daniele De Rossi "Inter's victories do not depend on Roma,

Vucinic e Santacroce

a cura di Francesca Cuomo

the trouble is they don't depend on Inter, either. Amen Brother!" (Le vittorie dell'Inter non dipendono dalla Roma, il problema è che non dipendono neanche dall'Inter. Amen Fratello! ). Su asroma-addict.com/forum/index.php, keiser riporta le dichiarazioni di Fabio Capello dopo la partita di Madrid "Roma

has demonstrated to be a danger for all squads and is equipped to go further" (La Roma ha dimostrato di essere un pericolo per tutte le squadre ed è preparata per andare avanti ), grande entusiasmo nei commenti di Scooter730 "A clean sheet and an important win" (Risultato netto e un'importante vittoria ) e di bogosian "A good week, good month and hopefully it will be even a better year!" (Una buona settimana, un buon mese e speriamo sia un anno anche migliore ). In previsione

delle due prossime importantissime partite, peraltro ravvicinate, le preoccupazioni sulla situazione infortunati di cipot "I hope Mexes is fine and he's not badly injured" (Spero che Mexes stia bene e che non sia infortunato gravemente ).

La gioia dei giallorossi

Cicinho: ancora una volta titolare


napoli - ROMA 0-2

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FOMENTO A.S. ROMA FRA STORIA E LEGGENDA

Diego Della Valle

Avevo, fino a ieri, intenzione di parlarvi, come sempre, di storia e leggende, ma dopo l'ennesimo "aiutino" dato all'inter non posso e non voglio. Questa notte non riuscivo a dormire per la rabbia che avevo dentro. La rabbia è pericolosa perché nasce dalla frustrazione di non potere niente verso chi, impunemente, vuole rovinare un qualcosa di bello e lo fa spudoratamente. Sono questi i meccanismi che scatenano molto spesso quelle risse fra i tifosi più esasperati. La violenza, sfogo sicuramente condannabile e da non perseguire… ma chi non ha mai dato almeno una manata al muro per una rete annullata o per un fuorigioco inesistente? Eccoli i meccanismi. Le cause sono: ingiustizia ed impotenza. Gli effetti: reazioni violente, urla, imprecazioni. Cari arbitri, avete addosso una grande responsabilità. Molto più di un giocatore che reagisce ad un fallo subito, oppure di un presidente, molto ricco economicamente ma molto povero di cervello, il quale fa il gesto dell'ombrello. Si, i direttori di gara sono responsabili dei malcontenti del calcio, stabilendo, guarda caso, attraverso quelle che qualcuno chiama sviste (a favore sempre del più potente di turno), che io chiamo più semplicemente azzerbinamento di stile mafioso, del più bieco, del più servile, del più pericoloso… Immerso in questi pensieri mi addormentavo e sognavo… …C'era una volta una squadra toscana chiamata Fiorentina la quale, sommersa dai debiti, veniva sciolta, radiata, peggio della Juventus, senza nemmeno aver truccato una partita, ma i giocatori come avrebbero fatto… ed i tifosi? Allora arriva l'amico di un politico che vuole comprare questa società, però così… proprio no… troppi debiti, ed allora? Ma dai… nel paese del mio sogno tutto si può fare, ogni percorso

ha la sua scorciatoia, ogni legge può essere evasa sempre, però in nome del bene comune e proprio a proposito di nome, perché non cambiarlo? Nasce la Florenzia, parte dal basso dei gironi del campionato, ma gioca nello stadio comunale Artemio Franchi. Beh una cosina, sempre nel mio sogno, ci sarebbe di particolare: sembra che il Comune di Firenze debba concedere, per giusta regola, il proprio stadio alla squadra che occupa il posto più in alto nei vari gironi dei Campionati ed appunto, la squadra in questione è quella delle Rondinelle, a cui ovviamente non verrà mai concesso… perché la giunta comunale è dello stesso colore di quel politico amico del presidente e l'amicizia nel paese del mio sogno è vincolo sacro, come la famiglia… Allora si infrangono le regole per essere tutti più felici e poi diciamolo, serve richiamarsi Fiorentina per riavere l'accesso al massimo campionato per grandi meriti sportivi. E chi si oppone?… fra amici… chi potrebbe fare il Giuda? E perché poi… ma si, non facciamo sempre i colpevolisti, gli inquisitori, che sarà mai poi cambiare un nome... e così questo grande amico degli amici, avendo preso la Florentia in C2, ora si ritrova la Fiorentina in serie A, senza aver pagato un debito. Questo signori è il bello nel paese del mio sogno, dove tutto può accadere, basta che passi attraverso l'amicizia. Così capita anche che un giocatore diventi allenatore senza mai essere passato per Coverciano, senza mai aver dato esami, senza aver allenato Club minori, senza essere Campione del Mondo, senza un merito speciale… ma che ci vuole? Basta entrare nel club degli amici... la GEA (Giovani Emergenti Allenatori). E

a cura di Fabio D’Orazi

comincia grazie ai fallimenti della Lazio, di cui si accaparra anche le azioni, passando poi all'Inter, dopo aver traghettato mezza Lazio a livello di giocatori. Ma non appena si scopre che la GEA stava finendo sotto inchiesta, perché gli amici non erano più amici (capita purtroppo a volte anche nel mio sogno di pace), lui rinnega tutto e tutti… che personcina… ed intanto coccolato e viziato da un buon presidente che conta poco ma ha tanti soldi, riesce a non vincere niente. Ma non appena la GEA, la Juve ed altre squadre si scoprono… troppo amiche… e vengono retrocesse e penalizzate, lui riesce finalmente a vincere il Campionato della serie A come Amicizia, pur essendo un somarone a livello tattico ed umano e nei rapporti con i giocatori. Riesce addirittura a bruciare un giovane talento dal nome Adriano, per come lo gestisce in maniera incompetente. Però non sempre gli va bene e quando perde le Coppe, ove c'è poca amicizia, il somarone fa il piagnione. E' simpatico a tutti per il suo umorismo satirico e per il modo con cui sa prendersi in giro, sa accettare la sconfitta… un vero amico… e quando vince… così discreto. Ecco, c'è tutto questo nel mio sogno, anche che al S. Siro stiamo vincendo uno a zero, gol di Totti, ed è il 94° l'arbitro sancisce la fine dell'incontro con tre beep di sveglia… tutti i Giallorossi si abbracciano felici, c'è Mexes, De Rossi e lo scudetto è più vicino… ma che ho detto? TRE BEEP, quattro… cinque "… AHO' A FA' MA NUN CE VAI OGGI A LAVORA'?" …eh si è ora, non sono più così arrabbiato perché il finale era soltanto un brutto sogno, QUI IN ITALIA QUESTE COSE NON ACCADONO… MAI.

Roberto Mancini: un miracolato GEA, allenatore per grazia ricevuta


POINT OF VIEW

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Point of view NAPOLI - ROMA: SCENEGGIATURA PERFETTA a cura di Francesca Cuomo

I tre giorni di festeggiamenti per il centenario dell'Inter si aprono con un'inutile frecciata del presidente Moratti al Milan, che tradisce un certo nervosismo alla vigilia della partita contro il Liverpool. Polemica prontamente rientrata dopo un rapido sguardo alla bacheca dei trofei suggerito da Galliani. L'aria di festa si respira prima in tribuna, con la massiccia presenza di ex giocatori ed allenatori nerazzurri tra i quali si distingue Hector Cuper "L'Inter non è una squadra, è una nazione", poi in campo con il risultato sbloccato grazie ad un inesistente rigore, concesso da Brighi, per un fallo fuori area. La prestazione non brillante dell'Inter viene sottolineata nell'immediato post-partita SKY da Alessandro Bonan "Vittoria sof ferta, ennesimo risultato

sbloccato grazie alla concessione di un rigore molto dubbio " ed anche a Guida al Campionato "E' preoccupante che Cesar sia sempre il migliore in campo ultimamente ", dove anche il moviolista Pistocchi ribadisce che il fallo è fuori area. Domenica pomeriggio, il consueto saluto di Spalletti ai microfoni di SKY prima della partita "Vinca il lupo! ", a Quelli che il Calcio invece, un esilarante Luca Giurato, collegato dal Roma Club Testaccio, osanna i risultati ottenuti dalla squadra in Italia e in Europa. Lo scenario del San Paolo è "un oceano azzurro" che merita una grande partita; il match si apre con un gol dopo 82'' e il primo tempo della Roma è "da leccarsi i baffi", per il telecronista Tecca che suggerisce anche:

"contiamo bene perché di De Rossi in campo ce ne sono almeno due ". Dallo studio Ilaria D'Amico con i suoi ospiti, Mario Sconcerti e Massimo Mauro, descrivono la vittoria della Roma come spettacolare e meritata e, molto sportivamente, anche gli avversari Reja e De Laurentiis confermano. La presenza del produttore genera le metafore cinematografiche di Angelo Mangiante: "Dopo la notte da oscar di

Madrid, Totti è artefice di una splendida sceneggiatura ". A Domenica Stadio, Bargiggia commenta: "La Roma dimostra di essere una grande squadra a suon di gioco e gol ". I complimenti arrivano anche da Galliani che però, alle domande del solito Bargiggia sulle future mosse di mercato del Milan, risponde da diplomatico: "Come ex di Mediaset, suggerisco di pensare al fatturato e andare in pubblicità ". Coglie un assist perfetto di Sconcerti, l'allenatore dei rossoneri Ancelotti che risponde così alle dichiarazioni di Moratti: "Qui al Milan non siamo abituati a dire bugie ". Il pomeriggio si chiude con un pessimo siparietto del presidente Lotito a SKY, che cercando di giustificare il prolungato silenzio stampa della sua squadra, si propone per commentare tatticamente la prestazione dei suoi, con la conduttrice che lo saluta seccamente. Alla Domenica Sportiva, Teo Teocoli, imitando Celentano, scherza: "Sono andato a San Siro a festeggiare i 100 anni di Bergomi ", non scherza invece Francesca Sanipoli quando, commentan-

do Napoli-Roma, afferma: "Mexes lascia il posto a Tonetto ". Tutti d'accordo i moviolisti della domenica: Saccani miglior arbitro della giornata, rigore all'Inter inesistente. A Controcampo, Arrigo Sacchi esprime grande ammirazione per la squadra di Spalletti: "Roma spettacolare e di grande

livello, gioca il calcio più divertente, in campo fa musica con azioni armoniose e sincronismi perfetti. E' una delle poche squadre che vale il prezzo del biglietto ". Ma Sacchi non si limita ai soli elogi e, a proposito degli errori arbitrali in favore dell'Inter, afferma: "L'arbitro di Inter-

Reggina mi ha ricordato un recente passato ". Dichiarazioni coraggiose ribadite anche da Daniele De Rossi, molto criticate nel corso di Lunedì di Rigore e che, pare, abbiano messo a dura prova la pazienza di Moratti. Il Processo di Biscardi si apre con la rubrica di Ariel Feltri: "La Roma ha

impiegato due giri di lancette per esprimere il miglior calcio ". Ma anche qui sono le affermazioni di De Rossi a scatenare gli opinionisti; molti pareri favorevoli e qualcuno contrario, per Santini ad esempio manifestano "un atteggiamento mentale curvaiolo ". Aldo Biscardi, tornando su deferimento di Totti, ricorda ai telespettatori che Zebina non ha risparmiato critiche pubbliche agli arbitri, non ricevendo però alcuna punizione. Al Grande Fratello, è lo stesso Totti a rifiutarsi ironicamente di fare due nomination "Sennò mi deferiscono di nuovo! ".


L’ARGOMENTO

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L’ARGOMENTO Metti una sera De Rossi ed il C( C )entenario… a cura di Diego Angelino

“Buonasera gentili telespettatori di Rai

Due. Va ora in onda la sedicesima puntata de “La verità ti fa male lo so”, conduce Massimo De Luca. Per la immagini ed i contenuti trattati se ne consiglia la visione ad un pubblico adulto ”. Alzi la mano chi non avrebbe utilizzato questa presentazione alternativa per introdurre l'ultima puntata della Domenica Sportiva. Sempre più paragonabile ad Inter Channel (così come - a seconda delle stagioni - si trasformava in Milan Channel o Juventus Channel, con "Adriano " e "Luciano " che di fatto si sostituivano al conduttore Mazzocchi), la trasmissione procede tra una sbrodolata ed un peana alla nuova Regina (?) del calcio italiano, in una clima di festa e somma gioia per il C(c)entenario. Peccato però che il servizio pubblico si "dimentichi" di approfondire "l'errore" del Signor Brighi di Cesena che contribuisce sostanzialmente a regalare i tre punti ad un Inter in grossa difficoltà - come da due mesi a questa parte - anche con la Reggina. Per la serie "ogni fastidiosa interferenza antiInter va eliminata", dopo aver sorvolato sull'esatta porzione di terreno dove era avvenuto il fallo su Cambiasso (ma tanto dopo aver scoperto che per l'Inter esiste il "fallo di testa " che da diritto ad un rigore, è ininfluente vedere se l'intervento irregolare è in area o no) si affrontano le dichiarazioni rilasciate da De Rossi al termine di NapoliRoma. Daniele, dotato di un' eloquenza associata ad una spiccata predisposizione a dire sempre ciò che pensa (l'allievo apprende bene dal Maestro!) si era "per-

messo" di affermare che “noi dobbiamo continuare a vincere, ma quello che fa l'Inter non dipende da noi. E forse nemmeno dall'Inter… Se il campionato fosse più giusto e corretto avremmo qualche punto in più dell'Inter. Dovremmo essere primi. Questa distanza dal vertice non è giusta e fa un po' di tristezza ”. Da applausi a scena aperta. Talmente lodevole che in Italia - come tipica usanza ormai lungamente consolidata e purtroppo non solo nel calcio - uno che parla così va detonato, sminuito, deriso. Troppo pericoloso, altrimenti. E proprio questi tentativi di sminuire e detonare le sue parole che vedo in molti giornalisti che hanno lasciato chissà dove la loro obiettività - ed in diversi dirigenti, mi hanno ricordato - senza che ne provassi la minima nostalgia - l'arroganza di alcuni padroni del vapore di qualche tempo fa. Fa tristezza ha ragione De Rossi ad usare questo termine - vedere gli stessi episodi di qualche anno fa, essere costretti a fare gli stessi discorsi e sentire gli stessi commenti sull'invidia per la grande squadra che vince. Addirittura Sacchi (che non è nuovo a sortite contro gli atteggiamenti arbitrali, anche se in un'altra circostanza aveva un pò rivisto le sue dichiarazioni) parla di Brighi sostenendo che “a Milano l'arbitro ha

avuto un comportamento che mi ha ricordato un recente passato ”. Ed a proposito di recente passato: “Non fatemi parlare ancora di queste cose. Un conto è avere pazienza ed un conto è perderla. Sono abbastanza stanco da perderla più veloce-

mente, quindi preferirei non sentire più queste cose ”. Non vi ricordano tanto le parole di un ex-ferroviere? Ps: preoccupato per la disperazione di Civoli e Mazzola, al termine di InterLiverpool mi sono sintonizzato su Rai Uno per vedere se qualcuno aveva bisogno di un po' di sali per tirarsi su. Avevate mai visto uno dei commentatori della gara con al collo la sciarpa di una delle squadre (indovinate quale…) in campo? Riuscire a fa invidia alla peggior Juventus è molto difficile, ma è proprio vero che al peggio non c'è mai fine.

De Rossi: Parole pesanti

l'Angolo di Lupo Cattivo Il tutto per tutto Come previsto, la banda di Mancini è caduta miseramente in Champions League. Quando un confronto non è condizionato dalle italianissime "sudditanze psicologiche", si torna con i piedi per terra per fare i conti con la realtà. L'Inter, malgrado sia enfatizzata da molti giornalistucoli, ha smesso di giocare lo scorso dicembre ed è ugualmente prima in classifica con sei punti di vantaggio. Cose che accadono solo nel nostro "belpaese" che ci ha abituati a digerire tutto, a partire dalle cose ben più serie. Ma la nostra Roma ce la può fare:

Totti, De Rossi, Aquilani e compagni, possono abbattere il muro di gomma costruito dai media e conquistare qualcosa di importante… alla faccia degli "aiutini". Dal Bernabeu tutto è cambiato, e la multinazionale milanese comincia a traballare paurosamente. Per questo è fondamentale braccare l'avversario, stargli con il fiato sul collo fino all'ultimo minuto di questo assurdo campionato. Giocarsi il tutto per tutto, per dare un segnale forte, finalmente positivo, che superi i confini dello sport: con il lavoro e il sudore della fronte si possono raggiungere traguardi importanti. Perché, fortu-

natamente, non esiste solo la cultura del grande fratello ma anche le eccezioni, piccole realtà cresciute grazie alle proprie forze, che in qualsiasi altra democrazia sono normali e qui da noi "eroiche". La storia insegna, ma non nel nostro paese visto ci ritroviamo sempre allo stesso punto: immobili, statici, stagnanti nel mantenimento dei privilegi e delle posizioni sociali conquistate passando sopra ad un fiotto di cadaveri. Spazziamo via la nebbia, respiriamo aria pulita e riappropriamoci del nostro diritto di sperare. Forza ragazzi, forza Roma.


IN & OUT

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IN & OUT

a cura di Marco Venerucci

IN: Francesco Totti Quando si parla di Francesco Totti si rischia sempre di cadere nel banale. C'è chi lo ama alla follia e chi lo odia e lo odierà sempre. Mi ha stupito molto leggere i giornali italiani e quelli spagnoli all'indomani di Real Madrid - Roma: la disparità di giudizio era massima. Mentre quelli nostrani lo ritraevano come un giocatore ancora sottotono, quelli esteri non facevano che sottolineare la sua grandezza, proclamandolo vincitore nella sfida con Raul, il capitano del Real, che per Madrid e la Spagna intera, non è certo uno qualunque. Ma sappiamo bene che Totti risponde alle critiche ingiuste e strumentali sempre sul campo. L'ultima prova è stata Napoli - Roma. Dopo l'impresa del Bernabeu, qualcuno credeva che la Roma potesse subire un calo fisiologico nella gara con la temibile squadra partenopea. La compagine di Spalletti, invece, ha dimostrato ancora una volta il suo valore, vincendo 2 a 0, con i gol di Perrotta e del suo capitano. Per Totti è stata la presenza n°500, n°389 in serie A, con la medesima maglia. È lui il primatista assoluto della squadra giallorossa, avendo superato da poco il "core de roma" Giacomo

Losi, fermo a quota 386. Il gol di domenica è stato il terzo consecutivo in campionato, il n°13 dall'inizio del torneo, solo tre reti in meno rispetto ai due capocannonieri stagionali Trezeguet e Borriello. Il ragazzo di Porta Metronia è al quattordicesimo posto tra i bomber di sempre in serie A, con 164 gol, ad una sola rete da Boninsegna. Per lui, però, non è ancora giunto il momento di fermarsi: "Voglio arrivare a seicento presenze con questa maglia e a trecento gol. È una promessa". Si sostiene che i numeri non bastano per descrivere un giocatore. Ed è vero. A Napoli Totti ha fatto una delle migliori partite della stagione: da attaccante, è spesso arretrato a centrocampo per lanciare Vucinic e Perrotta, senza dimenticarsi di rincorre i difensori azzurri, con un utile pressing che impediva ai giocatori partenopei di innescare Lavezzi e Zalayeta, fino a realizzare il rigore che ha chiuso i giochi. I numeri non sono sufficienti neanche a descrivere l'uomo: il ragazzo che sa difendere con le parole la squadra che ama e che sa ancora divertirsi (vedi le ultime apparizioni televisive). E allora fateci essere banali, almeno stavolta: grazie capitano!

Totti con la Supercoppa a San Siro

OUT: LA festa dell’inter Intendiamoci. Per ognuno, persona fisica o squadra che sia, è legittimo festeggiare il proprio compleanno. È un diritto che spetta anche all'Inter, ovviamente. Una delle squadre più vincenti, sia all'estero sia in Italia, con un passato glorioso e un probabile futuro lastricato di successi (non in Champions, per quest'anno). Abbiamo così assistito, su tv e giornali, ai festeggiamenti per i primi 100 anni della squadra nerazzurra. Una festa che ha avuto il suo culmine sabato 8 marzo, allo stadio

San Siro. Superba scenografia dei tifosi, passerella delle vecchie glorie (da Mazzola a Suarez, da Altobelli a Bergomi, campioni che hanno segnato pagine indimenticabili per gli interisti), l'intervento di Celentano e infine la standing ovation per il Presidente Massimo Moratti. Tutto molto bello. L'unica nota stonata è stata la partita. Lo spettacolo, infatti, era stato aperto da Inter-Reggina: partita molto brutta, giocata male dalla squadra di Mancini che è riuscita comunque a vincere la gara grazie ai gol di Ibrahimovic e

La festa a San Siro per i 100 anni dell’Inter

Burdisso. E grazie all'arbitro Brighi, che ha partecipato attivamente al clima di festa assegnando il rigore su Cambiasso che ha sbloccato la sfida. Un rigore inesistente che non ha comunque demoralizzato la squadra calabrese che ha più volte tentato di riaprire la partita senza successo, anche per colpa di uno strepitoso Julio Cesar (il giocatore più in forma dell'Inter). Lo stesso Presidente della Reggina, Lillo Foti, a fine gara ha commentato amaramente l'arbitraggio: "Nel

giorno del Centenario, qualcuno ha portato il regalo ". Niente di particolare, insomma. Ancora una volta una partita falsata che ha come "sfortunata" protagonista la squadra di Moratti (a cui nessun giornalista, Rai o Mediaset, ha avuto il coraggio di rivolgere una domanda sugli arbitraggi proInter). Una squadra indubbiamente piena di campioni, ma che, in un momento di appannamento dal punto di vista fisico e tattico, è stata "aiutata" dai direttori di gara. Ma l'Inter, giustamente, festeggia. E allora: tanti auguri e 100 di questi giorni. E di questi arbitri.


l’avversaria

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SOTTO A CHI TOCCA Prendiamo il diavolo per le corna a cura di Alfredo Garofalo

Pato e Kakà

Strano ma vero, nel momento in cui si entra nel vivo della stagione, il Milan si ritrova a lottare solamente per il quarto posto in classifica, ovvero l'ultimo utile per accedere alla prossima Champions League. Eppure dieci mesi fa, ad Atene, i rossoneri alzavano per la settima volta nella loro storia la coppa dalle grandi orecchie. L'eliminazione per mano dell'Arsenal ha cambiato le cose trasformando una stagione carica di aspettative in una stagione in tono minore. Il fatto che a dicembre la squadra di Ancelotti si sia seduta sul trono del mondo in una competizione in verità senza avversari non può bastare. All'interno della tifoseria serpeggia il malumore, soprattutto per alcune scelte operate dalla dirigenza milanista che non hanno convinto i più. All'indomani della disfatta europea, Adriano Galliani si è affrettato a dire che l'organico a disposizione di Ancelotti (a proposito complimenti al buon Carletto che ai microfoni di Sky ha confermato che in Champions tiferà Roma) non va rivoluzionato. In realtà i tempi della rifondazione sembrano essere maturi come ha sottolineato a più riprese Arrigo Sacchi che di "cose del Milan" se n'è intende. L'errore commesso dalla dirigenza rossonera è aver pensato che fosse sufficiente puntare su Pato, astro nascente del calcio mondiale, per continuare a vincere. In realtà il brasiliano non è stato il salvatore della patria dal momento che il suo innesto non ha invertito la rotta. La vittoria sull'Empoli ha evitato l'apertura ufficiale della crisi ma non ha sicuramente cancellato i problemi dei campioni d'Europa

in carica. Le voci provenienti da radio mercato raccontano giorno dopo giorno di un continuo via vai di calciatori. I nomi più gettonati per la prossima stagione sono Gianluca Zambrotta e Sheva. Il Milan si presenta all'Olimpico in un momento di forma non eccellente. Ancelotti dovrà fare fronte alle numerose assenze che ne hanno condizionato fin qui il cammino. Mancheranno Inzaghi e Ronaldo che in settimana è ritornato per la prima volta a Milanello dopo il grave infortunio subito col Livorno. Il tecnico emiliano conta però di recuperare almeno due uomini fra Gattuso, Seedorf, Nesta e Jankulovski. In porta Ancelotti conferma Kalac che con le sue prestazioni sembra aver convinto anche i più scettici. I centrali di difesa saranno Kaladze e Maldini se Nesta non dovesse recuperare in extremis. Completeranno la linea difensiva Oddo, a destra, e Favalli o Jankulovski, a sinistra. In mezzo al campo si disporranno Gattuso Pirlo e Ambrosini con Kakà dietro le due punte Pato e Gilardino. Nonostante la critiche ricevute nel corso della stagione proprio l'ex parmense rimane il giocatore con più presenze, ben 25, nelle quali ha realizzato sette reti. Tre di queste sono state messe a segno all'Olimpico durante la sfida vinta dai rossoneri con la Lazio. All'andata la compagine rossonera si arrese ad una Roma pure priva del suo condottiero Francesco Totti. In assenza del capitano ci pensò Mirko Vucinic a dare un dispiacere al pubblico milanese. I giallorossi sfoderarono una prestazione superlativa che annichilì il Milan. A parziale giustificazione va detto che l'undici di Ancelotti in occasione di quella sfida era già con la testa a Yokohama. Stavolta i rossoneri non potranno accampare scuse. Da qui alla fine saranno undici finali ha affermato Galliani. Un intenso rush finale che dovrà portare il Milan a conquistare un posto fra le grandi d'Europa. Ma Kakà e compagni dovranno fare i conti con una Roma al top della forma che vuole approfittare del momento di difficoltà dell'Inter per riaprire definitivamente il capitolo scudetto.

Paolo Maldini: la bandiera milanista


l’avversaria

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SOTTO A CHI TOCCA Ritorna il derby, il papà di Gabbo in curva Sud a cura di Alfredo Garofalo

Gabriele Sandri ucciso l’11 novembre 2007

Eliminata in Champions durante la prima fase a gironi, con un campionato anonimo alle spalle e in una posizione in classifica appena più su della zona retrocessione, la Lazio di Claudio Lotito cerca di riscattare una stagione deludente incendiando la vigilia del derby con parole polemiche. Prima le frasi offensive nei confronti di Rosella Sensi rilasciate dal suo presidente al quotidiano torinese "La Stampa" e poi smentite, infine le dichiarazioni dello stesso Lotito su un intreccio politicocalcistico che avrebbe portato Pizarro alla Roma. Concetti che sembrano appartenere alla Prima Repubblica del calcio dalla quale lo stesso club biancoceleste non appare esserne venuto fuori in maniera limpidissima. Sulla Lazio, peraltro, pende ancora la spada di Damocle della giustizia sportiva in merito alle intercettazioni su un probabile tentativo di combine emerso durante una telefonata fra il patron laziale ed il tecnico Delio Rossi in relazione ad una partita col Lecce della stagione 2004/05. Le provocazioni di Lotito hanno il chiaro quanto disperato intento di innervosire il clan giallorosso. La società della famiglia Sensi però ha assunto un atteggiamento distaccato rimanendo indifferente alle polemiche. Un comportamento encomiabile, non c'è che dire, anche perché la stracittadina sarà anche l'occasione per ricordare la memoria di Gabriele Sandri, il giovane tifoso biancoceleste ucciso in circostanze ancora da chiarire. Mercoledì sera lo stadio intero si stringerà intorno alla famiglia di "Gabbo". Il capitano della Roma, Francesco Totti, ricorderà il giovane la cui vita è stata spezzata a soli 28 anni, con un mazzo di fiori portato sotto la Nord. Sarà la partita della distensione e del ricordo anche sugli spalti. Il papà di Gabriele, infatti, assisterà al match dalle gradinate della curva Sud. Un gesto simbolico il cui messaggio appare lapalissiano: allontanare la violenza dal calcio da qualunque parte essa provenga. Sotto il profilo strettamente tecnico, il derby resta sempre il derby, per carità,

ma stavolta la sensazione è che a differenza della Lazio, la Roma guardi a questa sfida non più e non solo nell'ambito di una circoscritta supremazia cittadina, quanto piuttosto nell'ottica scudetto. Per la squadra di Spalletti la sfida con la Lazio rappresenta il treno per rimanere agganciata all'Inter. Ma mercoledì sera non sarà una passeggiata. Con l'arrivo di Rolando Bianchi e soprattutto col ritorno di Dabo, la formazione di Delio Rossi ha trovato la giusta quadratura del cerchio. Il pari col Milan a San Siro e l'importante vittoria sul Livorno lo confermano e dimostrano come la Lazio sia una formazione in crescita che attraversa un ottimo stato di forma. La società guidata da Lotito vuole cancellare l'amara sconfitta dell'andata. Un 3-2 che brucia ancora nell'animo dei supporters laziali ma che è lo specchio fedele della stagione che le due squadre stanno disputando. Contro la Roma Delio Rossi riproporrà il 43-3 delle ultime giornate visti anche gli ottimi frutti ottenuti. La linea difensiva sarà composta da Behrami, Siviglia, Cribari e Radu. A centrocampo, l'argentino Ledesma si posizionerà in cabina di regia ben supportato da Dabo e Mudingayi. Il tridente offensivo vedrà l'ex reggino Bianchi sistemarsi al centro dell'attacco col preciso compito di favorire gli inserimenti di Pandev e Rocchi che giostreranno alle sue spalle.

Delio Rossi allenatore della Lazio


sPECIALE GIOVANI

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SPECIALE GIOVANI GIOVANISSIMI: LA ROMA SI FA SUPERARE DALLA CISCO a cura di Mauro Manni

La rosa dei giovanissimi

Dopo le due brutte figure a Frosinone e alla Manchester Cup, la Roma non trova il riscatto nello scontro diretto contro la Cisco e saluta definitivamente il primo posto nel girone. La sconfitta subita in casa per 0-1, mette fine al lungo testa a testa che si era protratto per gran parte del girone tra le due compagini. La classifica finale è la seguente: 52 Cisco Roma - 50 Roma - 46 Pescara - 38 Frosinone - 34 Lazio - 28 Napoli - 26 R. Curi Angolana - 23 Viterbese - 15 Guid. Montecelio e Ostia Mare - 13 Avellino - 12 Lupa Frascati - 9 Rieti. La squadra che ha perso con la Cisco Roma era completamente diversa da quella che aveva giocato le ultime gare, Mauro Carboni, infatti, ha tenuto in panchina gran parte dell'attacco titolare. E la formazione che è scesa sul terreno di gioco è stata la seguente: (Modulo 4-3-3) Pigliacelli,

Sabelli, F. Carboni, Attili, Giacomelli (26° st Caratelli), Cristofari (15° st Bezziccheri), Ceccarelli, Verre (20° st Falasca), Bongiovanni, Giannetti (21° st Piscitella), Caprari (25° st Orchi). Primo tempo di studio da parte delle due squadre che regalano ben poche emozioni. La prima occasione da gol è di marca romanista e avviene dopo pochi minuti di gioco: Caprari viene lanciato a rete e c'è un contatto sospetto con il portiere Di Salvia. Il direttore di gara lascia correre. Quando siamo al 24° la Roma ha un'altra grande occasione da gol: Verre lancia magnificamente Bongiovanni che stoppa bene il pallone, ma lascia partire un tiro che viene parato senza problemi. Nel secondo tempo cambiano notevolmente i ritmi della gara, la Cisco Roma pressa costantemente la squadra giallorossa e si porta in vantaggio, quando siamo giunti al

13°: Farina parte palla al piede lungo la fascia destra e quando arriva sulla trequarti crossa al centro, il portiere giallorosso Pigliacelli prova l'uscita, ma Rossoni lo anticipa e di testa porta in vantaggio la sua squadra. Subìto il gol, arriva la reazione della Roma che va più volte vicino al pareggio. L'occasione più importante della gara viene creata da un ottimo movimento di Giacomelli, che, dopo aver dribblato due giocatori, mette il pallone al centro. Orchi e Bongiovanni non riescono ad arrivare per la deviazione vincente. Con il passare dei minuti, la squadra capitolina cala di intensità e la Cisco controlla il match senza troppa difficoltà. Agli ottavi di finale ci si arriva anche con il secondo posto, ma la Roma doveva dare sicuramente qualcosa in più, se non altro per una questione di prestigio.


storie di squadre gloriose... e non

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tutto il calcio nazione per nazione Red Star Belgrade L'FK Crvena Zvezda, meglio conosciuta in Europa come Stella Rossa, è una delle squadre di Belgrado e il club più popolare della Serbia. Vanta oltre il 40% dei tifosi nazionali, chiamati delije, gli eroi. Fondato nel 1945 da studenti universitari come polisportiva, il club, oltre al calcio, si interessava di atletica, nuoto, basket e pallavolo. Nel 1950 partecipa, in sud America, alla Rio Cup come rappresentante della Jugoslavia, ma perde tutte e tre le partite contro Nizza, Juventus e Palmeiras. Tra il 1955 e il 1960 torna di nuovo in Sud America disputando vari match in Argentina, Brasile, Uruguay, Cile e Colombia. E' l'unica, tra le squadre serbe o dell'ex Jugoslavia, ad aver vinto una coppa europea, precisamente la coppa dei campioni nel 1991, nella finale di Bari contro l'Olympique Marsiglia, che la portò anche alla conquista della coppa intercontinentale. Gara che si disputò a Tokio contro il Colo Colo e che la vide vincitrice per 3-0. Nella sua storia, la Stella rossa ha anche

La Coppa dei Campioni del 1991

Lo stadio Marakana

disputato una finale di coppa Uefa, nel 1979, persa però contro i Tedeschi del Borussia Mönchengladbach. Il derby con il Partizan Belgrado è tra i più sentiti in Europa e questa sfida viene chiamata " il derby infinito ". Purtroppo spesso sfocia in episodi di violenza tra le due tifoserie. Il primo si disputò nel 1947 e la partita finì 43 per la Red Star. Il record di spettatori in un derby è di 108 mila presenze. Il club, da anni, ha istituito il titolo di Stella della Stella Rossa, un riconoscimento che viene dato a quei calciatori che hanno onorato la storia del club e che hanno contribuito a far conoscere la squadra nel mondo con il loro talento. Ad oggi le Stelle sono solo cinque e tra queste c'è anche l'attuale presidente, Dragan Stojkovi?, il quale ha fatto intuire a più riprese che il prossimo ad essere insignito di questa onorificenza, sarà l'ex milanista Dejan Savicevic, soprannominato IL GENIO. Sulle rovine del vecchio stadio Moša Marjanovi? è nato nel 1963 il nuovo impianto della Stella Rossa, il Marakana, entrato in funzione prima ancora di essere ultimato. Dopo aver giocato le partite casalinghe con capienza ridotta, l'anno dopo si arrivò ad avere una capacità

a cura di Alfredo Cinquina

massima di 110 mila spettatori, raggiunta però, per la prima volta, solo nella semifinale di coppa delle coppe contro il Ferencvaros nel 1975. Nel corso degli anni, la capacità si è ridotta, per le normative Uefa sulla sicurezza e il comfort, fino agli odierni 54 mila posti a sedere. Nel 1985 è stato inaugurato il Red Star Museum, dove sono conservati tutti i trofei conquistati dal club dal giorno della sua nascita. Ampio è, infatti, il palmares dei biancorossi di Belgrado. Sono 29 i campionati vinti ( molti dei quali ai tempi della Jugoslavia unita ), 22 coppe nazionali, 1 coppa dei campioni, 1 coppa intercontinentale, 2 mitropa cup. Non a caso i calciatori che hanno militato in questo club, hanno da sempre anche costituito l'ossatura principale della nazionale, prima jugoslava e ora serba. La Stella Rossa negli ultimi anni ha perso un pò del suo appeal europeo, forse a causa dei tanti problemi interni che la Serbia ha dovuto affrontare. In patria ha comunque vinto gli ultimi 2 campionati disputati, così come le ultime 2 coppe nazionali. Non sarebbe male rivederla in Champions in futuro... come ai vecchi tempi.

Tifosi sugli spalti


CAMPIONATi ESTERI

18

PREMIERSHIP CLASSIFICA

29째 Giornata

Arsenal

66

Manchester United

64

Chelsea

61

Liverpool

56

Everton

56

Aston Villa

49

Portsmouth

47

Blackburn

46

Manchester City

45

West Ham

40

Tottenham

35

Middlesbrough

30

CLASSIFICA MARCATORI Cristiano Ronaldo Emmanuel Adebayor Fernando Torres Benjani Mwaruwari Dimitar Berbatov Robbie Keane Ayegbeni Yakubu Nicolas Anelka Roque Santa Cruz Carlos Tevez

Blackburn - Fulham

1-1

Wigan

28

Liverpool - Newcastle

3-0

Reading

28

Reading - Manchester City

2-0

Sunderland - Everton

0-2

Newcastle

28

Tottenham - West Ham

4-0

Sunderland

27

Wigan - Arsenal

0-0

Birmingham

26

Aston Villa - Middlesbrough

1-1

Bolton

25

Chelsea - Derby County

6-1

Fulham

20

4-2

Derby

10

Portsmouth - Birmingham

Adebayor (Arsenal)

21 19 19 13 12 12 12 11 11 11

BUNDESLIGA CLASSIFICA

23째 Giornata

FC Bayern

50

Werder Brema

43

Amburgo

42

Bayer Leverkusen

41

Schalke

38

Stoccarda

37

Karlsruhe

36

Wolfsburg

33

Eintracht Francoforte

33

Hannover

32

Hertha

31

CLASSIFICA MARCATORI

Bochum

30

Borussia Dortmund

29

Luca Toni Mario Gomez Mladen Petric Marko Pantelic Ivica Olic Rafael van der Vaart Miroslav Klose Theofanis Gekas Stanislav Sestak Diego

Borussia Dortmund - Hertha

1-1

Arminia Bielefeld - Schalke

0-2

Stoccarda - Werder Brema

6-3

Wolfsburg - Energie Cottbus

3-0

Hansa Rostock

23

Bayern - Karlsruhe

2-0

Arminia Bielefeld

19

Duisburg - Hansa Rostock

1-1

Norimberga

18

Duisburg

18

Energie Cottbus

17

Eintracht Francoforte - Bochum 1-1 Bayer Leverkusen - Hannover

2-0

Norimberga - Amburgo

0-0

Toni e Ribery (FC Bayern)

14 14 11 11 10 10 10 9 9 9


campionati esteri

19

LA LIGA CLASSIFICA

27° Giornata Real Madrid - Espanyol Saragozza - Atletico Madrid Athletic Bilbao - Valladolid Barcellona - Villarreal Racing Santander - Betis Siviglia - Levante Valencia - Deportivo La Coruna Maiorca - Recreativo Huelva Osasuna - Almeria Murcia - Getafe

2-1 2-1 2-0 1-2 3-0 2-1 2-2 7-1 2-1 0-0

Real Madrid

62

Barcellona

54

Villarreal

50

Atletico Madrid

44

Racing Santander

44

Siviglia

42

Espanyol

42

Almeria

37

Valencia

37

Maiorca

34

Getafe

34

Osasuna

33

CLASSIFICA MARCATORI

Athletic Bilbao

33

Betis

32

Saragozza

32

Deportivo La Coruna

31

Valladolid

31

Recreativo Huelva

29

Murcia

24

Levante

19

Luis Fabiano Diego Milito Daniel González Güiza Raul Ruud Van Nistelrooy Joseba Llorente Sergio Agüero Diego Forlan Ricardo Oliveira Nihat

Raul (Real Madrid)

20 15 14 13 12 12 11 11 11 11

LIGUE 1 CLASSIFICA

28° Giornata Nancy - Monaco Caen - Lorient Auxerre - Lens Strasburgo - Metz Nizza - Le Mans Tolosa - Sochaux Valenciennes - Lilla Rennes - Psg Lione - Bordeaux Marsiglia - St. Etienne

2-0 0-0 0-0 2-3 0-0 0-2 0-0 2-0 4-2 2-0

Lione

55

Bordeaux

52

Nancy

48

Marsiglia

45

Le Mans

41

Nizza

40

Lorient

38

Valenciennes

37

Monaco

37

Rennes

37

Lilla

36

St. Etienne

36

CLASSIFICA MARCATORI

Auxerre

36

Caen

36

Strasburgo

35

Lens

33

Psg

31

Sochaux

31

Tolosa

29

Metz

18

Karim Benzema Mamadou Niang David Bellion Tulio De Melo Bafetimbi Gomis Daniel Niculae Djibril Cissè Wendel Johan Elmander Steve Savidan

Benzema (Lione)

16 12 11 11 10 10 10 10 10 9


SERIE A

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Quel che resta di... Analisi delle partite della 27° giornata a cura di Nicola Ceolin

Per prima cosa mi scuso con i nostri lettori perché nell’articolo precedente ho scritto ventisettesima giornata; ma in realtà era la ventiseiesima. Ecco i risultati delle partite in programma Sabato 8 Marzo e Domenica 9 Marzo: Inter-Reggina 2-0 (Ibrahimovic rig I Burdisso I) Palermo-Udinese 1-1 (Simplicio P Felipe U) Catania-Cagliari 2-1 (Conti CA Silvestri C Canini aut. C) Empoli-Milan 1-3 (Pato M Buscè E Ambrosini M Kakà M) Lazio-Livorno 2-0 (Rocchi L Pandev L) Napoli-Roma 0-2 (Perrotta R Totti rig R) Parma-Sampdoria 1-2 (Maggio S Bonazzoli S Budan P) Torino-Atalanta 1-0 (Barone T) Genoa-Juventus 0-2 (Grygera J Trezeguet J). Il Campionato in questa sua particolare fase decisiva si sta facendo molto interessante e divertente per i tifosi; con risultati imprevedibili e grandi rimonte in classifica. Tutti i principali obiettivi (Zona Uefa, Zona Champion’s, Lotta per la Salvezza, Scudetto) sono ancora in ballo e coinvolgono nella lotta per il loro felice conseguimento quasi tutte le compagini della Serie A. La classifica è divisa in cinque tronconi diversi a seconda dell’obiettivo da centrare. Inter e Roma si contendono lo Scudetto; Juventus, Fiorentina e Milan inseguono un posto in Champion’s League; Udinese, Sampdoria, Palermo, Genoa, Atalanta, Lazio e Napoli sperano in un posto per la prossima edizione della Coppa Uefa; Torino, Siena e Catania sono tra “color che son sospesi” (mezza classifica) e non hanno un particolare obiettivo; Livorno, Parma, Empoli, Reggina e Cagliari sono invischiati nella Lotta per non retrocedere. Questa volta prendo in esame dettagliato la gara InterReggina 2-0. La partita si è svolta a San Siro e in un clima di festa per i Cento Anni dell’Inter. La Curva nerazzurra per l’occasione ha esposto una enorme maglia e una bandiera tricolore che attraversava quasi tutto lo Stadio nella sua interezza. Inizia la partita e si nota subito che la squadra allenata da Roberto Mancini non è in forma e i

calciatori “vagano” letteralmente per il campo alla ricerca di un ruolo. Dopo qualche schermaglia a centrocampo e qualche sporadico attacco della Reggina ecco arrivare la svolta: al minuto numero quattordici del primo tempo l’arbitro Brighi di Cesena decreta un calcio di rigore a favore dei nerazzurri di Moratti per fallo di Tognozzi su Cambiasso lanciato a rete. Ma le immagini televisive sbugiardano il direttore di gara in maniera evidente e priva di qualsivoglia dubbio. Il rigore non c’era assolutamente; Cambiasso se subisce il fallo lo subisce comunque fuori dall’area di rigore amaranto. Il Presidente Foti nell’intervallo parlerà di un “regalo” per la Festa del Centenario. La squadra di Orlandi non ci sta e riparte all’attacco provocando più di qualche brivido a Julio Cesar e compagni che si salvano con grande affanno. Ma al trentaquattresimo Burdisso con un preciso colpo di testa chiude virtualmente la partita. Il secondo tempo è un monologo della formazione dello Stretto: conclusioni di testa, di piede, al volo, di giustezza. Julio Cesar è costretto a fare gli straordinari per fermare i tiri in porta che gli arrivano da tutte le parti. Ma, nonostante l’ingresso di Hallfredsson, Makinwa e Cozza il risultato rimane invariato. Inter batte Reggina per 2 a 0. Ennesima prova scadente degli uomini di Mancini. Il peggiore in campo è senza ombra di dubbio Patrick Vieira. Il migliore “Spiderman” Julio Cesar. Per quanto concerne la Champion’s League si è disputata solamente Inter-Liverpool martedi 11 Marzo. Entrambe le squadre scendono in campo molto battagliere e nervose. Benitez e Mancini schierano le migliori formazioni

Trezeguet: ritorno al gol con il Genoa

Ibrahimovic: ancora un gol su rigore

possibili (infortuni permettendo). Nel primo tempo l’Inter cerca di giocare palla in profondità per Cruz e Ibrahimovic e mette in movimento Maicon e Zanetti sulle fasce laterali per dare qualche alternativa al lancio per le punte. Mentre il Liverpool cerca di scompaginare la difesa avversaria con azioni veloci in contropiede partendo da Babel a sinistra e Gerrard a destra. Sia gli inglesi sia gli interisti hanno qualche possibilità per andare in goal ma non le sfruttano a dovere. La prima frazione di gara termina 0 a 0. Nella ripresa il copione è sempre lo stesso: L’Inter crea gioco e cerca l’azione manovrata; il Liverpool il contropiede mortale. Al minuto numero nove ecco la rete di Fernando Torres: lo spagnolo effettua una spettacolare girata al volo e infila l’incolpevole Julio Cesar per l’1 a 0. La gara, nonostante qualche goal fallito da Ibrahimovic, finisce qui. I nerazzurri sono fuori dalla Champion’s League. Migliore in campo: Fernando Torres. Peggiore in campo: Burdisso e Vieira a pari merito. Un retroscena: Mancini sull’1 a 0 per i Reds ha chiamato Figo per la sostituzione; ma il portoghese ha risposto a brutto muso di non voler entrare. Lo spogliatoio è spaccato in piccoli gruppi ed è diventato una polveriera. L’allenatore ha addirittura annunciato le sue dimissioni a fine stagione. Sarà vero o è il solito “me ne vado” del gelataio? Solo il tempo ce lo potrà dire.


SCOMMESSE

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SCommettiamo CHE... Tante conferme e qualche sorpresa nell'ultima di Serie A. Mentre l'Inter,con il solito aiutino, batteva la Reggina, la Roma rispondeva con un bel 2-0 al San Paolo di Napoli contro la stessa squadra che aveva annichilito proprio i nerazzurri solo 7 giorni prima. Il Milan, pur con qualche sofferenza, ha fatto suoi i 3 punti contro un Empoli sempre più in crisi, mentre la Juventus ha consolidato il terzo posto andando a vincere senza problemi sul campo del Genoa. Il risultato che proprio nessuno si aspettava, invece, arriva dall'Artemio Franchi di Siena, dove i bianconeri padroni di casa hanno battuto, clamorosamente, la Fiorentina. I viola adesso vedono complicarsi la corsa al quarto posto, insidiati pericolosamente dal Milan che, contro ogni pronostico, si ritrova ora ad avere un calendario meno fitto dei toscani, che continuano a ad andare avanti in Coppa Uefa. Sul fronte estero, clamoroso colpo del Villarreal sul campo del Barcellona: un 1-2 che probabilmente chiude i giochi del campionato spagnolo, vista la vittoria (sudatissima) del Real Madrid sui catalani dell'Espanyol. Incredibile anche la FA Cup dove in semifinale 3 squadre su 4 saranno compagini provenienti dalla B inglese. Veniamo al prossimo weekend. L'Inter dopo il caos conseguente l'eliminazione dalla Champions League, rischia grosso in casa contro un Palermo in ripresa. Il pareggio, dato a 3.80, e' quota appetibile per chi ama rischiare. Da evitare l'1 dato ad appena 1.40. La Fiorentina dovrà assolutamente riprendersi dalla bruttissima sconfitta di Siena, arrivata dopo aver dominato la partita: la quota dei viola in casa col Genoa (1.60) puo' essere presa in considerazione.

a cura di Andrea Schietroma Probabili segni:

Fiorentina-G G enoa 1 Juventus-N N apoli 1H Atalanta-E E mpoli 1 Livorno-P P arma Under Espanyol-M M allorca 1 B arcellona 2 Almeria-B Cagliari-T T orino X Possibili sorprese:

La Fiorentina giocherà con il Genoa

Scontro tra squadre in crisi invece a Bergamo: l'Atalanta si troverà di fronte un Empoli ormai piombato in zona retrocessione, una partita aperta ad ogni risultato vista la condizione delle due squadre, con gli orobici leggermente favoriti. Trasferta complicatissima quella del Torino a Cagliari, dove i sardi sono alla disperata ricerca di punti dopo la sfortunata sconfitta con il Catania. Occhio al pari dato a 2.80.Vita facile, invece, dovrebbero avere i cugini juventini a Napoli, contro la compagine partenopea decisamente esausta dopo le sfide consecutive con Inter e Roma. Prevista una facile vittoria bianconera anche con Handicap (quota 2.45). Da considerare nella giocata anche l'anticipo pomeridiano del sabato: l'Udinese a 2.20 è decisamente favorito sulla Lazio. All'estero da segnalare il Barcellona vincente sul campo dell'Almeria a 1.75 e dei cugini dell'Espanyol in casa con il Maiorca (dato a 2.05). Rischio Real a La Coruna: occhio alla X che paga 3.20.

Deportivo La Coruna-R R eal Madrid X Inter-P P alermo X Cagliari-T T orino 1 Fiorentina-G G enoa X C helsea 1X Sunderland-C

Ronaldinho con la maglia del Barça


ALTRI SPORT

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L’ALtra faccia di roma La virtus si consola in campionato a cura di Alessio Cuminetti

La Virtus vince contro l'Air (72-64) la partita che non poteva perdere, si libera dell'angoscia e fa sapere di essere pronta per il faccia a faccia con Siena. Avellino ci ha creduto per 20' spaventando una Virtus poco concreta, distratta in difesa e con la colpa di lasciare spazi a Radulovic e all'ex Righetti che, però, non è riuscito a concretizzare le triple tentate (7 su 1 per Alex). Era mare nero per la Lottomatica che stava naufragando a metà del secondo quarto (34-22), con Radulovic in grande spolvero che creava enormi difficoltà a Fucka e Tonolli. Gli spettri delle ultime due partite di Eurolega (Barcellona e Cska) erano lì: Roma tremava ma non è crollata neppure quando, 3'44'' più tardi, il romeno Burlacu (peraltro lasciato libero di esibirsi in qualche numero in acrobazia quasi fosse un divo del parquet e segnare 5 punti di fila) ha portato l'Air a +13 (43-30). In quell'attimo la Lottomatica ha cambiato passo. Merito soprattutto di Rodrigo De La Fuente che, chiesta la collaborazione di Jaaber e di Ukic, ha permesso a Roma di firmare un 80 che ha trasformato la sfida. Tornata in campo, la Lottomatica si è messa a ballare. Circolazione di palla e difesa finalmente rocciosa: il sorpasso è raggiunto al minuto 22. "Abbiamo giocato 7' intensi - ha poi commentato Repesa - giocando come dovremmo fare sempre. Complimenti ai ragazzi: non era facile riprendersi dopo due sconfitte pesanti in Eurolega".

da Hawkins, ha sbagliato molto al tiro. Green, ingabbiato da Ukic e poi da Jaaber, non è riuscito a fare molto pur consegnando 5 assist. Ritrovato il sorriso con il successo, il presidente Claudio Toti, che ha garantito un impegno ancora maggiore per la prossima stagione, è tornato sulla contestazione di giovedì notte al Palaeur. "Dobbiamo crescere molto come squadra - ha detto il presidente spedendo una frecciata ai tifosi ma anche come pubblico. Credo molto in questa squadra e adesso abbiamo un campionato che ci vede impegnati molto in casa. Ma, a volte, giocare al Palaeur è uno svantaggio". Jasmin Repesa

L'ultimo colpo di coda l'Air lo ha avuto con Williams che, complice Tonolli, ha riportato Avellino avanti (58-57 con canestro e tiro aggiuntivo per il fallo). Da quel momento Roma è stata chirurgica. Hawkins prima e Stefansson dopo (con la sua terza bomba) hanno di fatto chiuso la partita mentre Green e Smith erano impacciati e commettevano errori in attacco. Ukic e De La Fuente erano presenti e attenti, Boniciolli non poteva chiedere di più a una squadra, l'Air, entrata in debito d'ossigeno. La chiave del successo è stata la difesa dura della Virtus, che ha quasi cancellato dal parquet l'Air, non permettendole di ragionare. Boniciolli non ha potuto contare, in quella situazione, su Righetti che, tenuto a bada

Juan contro Lavezzi


ALTRI SPORT

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L’ALtra faccia di roma Metti una sera De Rossi ed il C( C )entenario… a cura di Alessio Cuminetti

che infila 4 punti fondamentali, proprio lui che è di proprietà del Barcellona. De la Fuente, che per 10 stagioni ha vestito la maglia della squadra catalana, realizza uno dei due tiri liberi che portano Roma sul 66-63. Dopo l'errore di Neal da 3 punti, è Hawkins dalla lunetta a chiudere il match. La vittoria rinforza le speranze di passare il turno ed entrare nei quarti di finale. Per farlo Roma sarà costretta a vincere giovedì prossimo a Malaga contro l'Unicaja.

David Hawkins

Il successo della Lottomatica lo si può

Roma ha iniziato molto bene nel primo

riassumere in 3 punti punti. Pochi con-

quarto, fino all'inizio del secondo, arri-

tropiedi concessi, (evitato ciò che fu

vando sul più dodici. Hawkins ha dato

fatale a Barcellona), grande prestazio-

la scossa iniziale alla squadra capitoli-

ne di Lorbek e Hawkins nel primo

na che sembrava condurre la partita

tempo e di Ukic nell'ultimo quarto e

quasi agevolmente. Barcellona però

una grande difesa, soprattutto nei

dimostra di essere una grande squadra

primi 2/4 che ha costretto gli spagnoli

e rientra in partita con un parziale di 10

a segnare solo 30 punti nel primo

a 0 con Ilyasova, Grimau e Trias che

tempo.

riportano sotto la squadra catalana. la

Roma sembrava uscire dal match alla

Lottomatica sapeva che solo vincendo

fine del ¾, quando gli spagnoli sono

si sarebbero tenute in vita le speranze

riusciti a recuperare. All'inizio del 4/4

di passare ai quarti di finale. Si prean-

la squadra di Marconato e Basile si

nunciava quasi uno spareggio, visto

ritrova con 7 punti di vantaggio. Da lì

che anche alla squadra spagnola

in poi i ragazzi di Ripesa si scatenano

sarebbe bastato vincere per avere la

e con la forza della disperazione trova-

certezza di andare avanti.

no un parziale di 11-0, decisivo Ukic

Alla

vigilia

di

questo

match

Esultanza Virtus


Roma CITTA’

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GLI ANGOLI DI ROMA I SOTTERRANEI DI SAN GIOVANNI IN LATERANO a cura di Alessandro Proietti

svolgevano importanti riti religiosi. Molto belli e di pregevole fattura sono i pavimenti a mosaico. Gli ufficiali avevano stanze proprie con bagno privato, a differenza dei soldati semplici, che dormivano in delle grosse camerate. Gli alloggi si trovavano dietro il sacrarum, luogo deputato a conservare le statue degli dei e degli imperatori. Tipiche dei sotterranei erano le alte murature di laterizi, risalenti al III secolo d.C. Il laterizio, grande invenzione

dei

Romani,

permetteva

di

costruire edifici molto leggeri e molto più velocemente. Le pitture presenti sulle pareti sono del IV stile, quello che ingloba figure di animali o cose. Negli stili precedenti erano assenti tentativi di prospettiva, con riproduzioni di colonne, architravi. Gli intonaci colorati riproducono riquadri di marmo verde-rossi. I Romani avevano dei quadri, che appendevano ai muri delle case, con soggetti storici, mitologici ed erotici. Ciò che è rimasto delle abitaAl di sotto dell'odierna Basilica di San Giovanni in Laterano, sorge un antico accampamento costruito dall'imperatore Settimio Severo. E' la residenza degli equites singulares, letteralmente i "cavalieri particolari". Essi rappresentavano una scorta al servizio dell'imperatore, che lo seguiva nei suoi spostamenti, anche al di fuori di Roma. I soldati al servizio di Settimio Severo, erano formati da entità tecniche differenti: dai germani, dai galli e da alcune popolazioni orientali. Gli equites singulares vengono eliminati come corpo armato nel IV secolo d.C. dall'imperatore Costantino, il quale distrusse gli accampamenti ed eresse San

Giovanni

in

Laterano,

prima

Chiesa cristiana. L'imperatore Severo fonda una grande caserma proprio nel quartiere della famiglia dei Laterani.

Essa è formata da una pianta rettan-

zioni della famiglia dei Laterani è con-

golare, con al centro un cortile dove si

servato sotto l'odierna Basilica. Le


Roma CITTA’

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GLI ANGOLI DI ROMA I SOTTERRANEI DI SAN GIOVANNI IN LATERANO a cura di Alessandro Proietti

"Strutture relative" rappresentano i

in condizione agiate. Le terme erano

possedimenti dell'omonima famiglia.

per lo più pubbliche, luogo di socializ-

Le terme rappresentano uno degli

zazione per eccellenza, dove si dibat-

ambienti principali della cultura roma-

teva delle questioni della città. Erano

na. Il fatto che ve ne siano di private,

presenti, nei pressi delle terme, oltre

denota la ricchezza della famiglia in

alle vasche, anche luoghi per i mas-

questione. Decorazioni e mosaici in

saggi, per la ginnastica e delle sale di

bianco e nero conferiscono, agli allog-

svago come le biblioteche. Frequenti

gi dei Laterani, una dote di ricchezza

erano le morti per annegamento perché

tipica di alcune famiglie romane. Il

i Romani non erano abili nuotatori e i

marmo che ricopre le scale, attraverso

casi di infarto si succedevano spesso a

le quali accedere nella vasca, è simbo-

causa del passaggio dalle vasche di

lo di come la famiglia romana vivesse

acqua calda a quelle di acqua fredda.


Il Legionario #53  

Numero 53 de "Il Legionario"

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