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IL LEGIONARIO Reg. N.10 del 11/05/07 - Tribunale di Torre Annunziata Direttore Responsabile

Redazione

Elena Sorrentino

Mauro Manni Fabio D’Orazi

Impaginazione e Grafica

Andrea Paolini

Elena Innocenti

Francesca Cuomo

www.graphicando.com

Alessio Cuminetti Jaafar El Kettani

Copertina

Alessandro Proietti

Andrea Paolini

Alfredo Garofalo

Sito Internet

Marco Venerucci

www.illegionario.com

Andrea Schietroma

Maurizio Malavolta

Diego Angelino Email

Alfredo Cinquina

laredazione@illegionario.com

Nicola Ceolin

La collaborazione al giornale da parte della redazione è libera e gratuita


SOMMARIO

3

IN QUESTO NUMERO...

Roma - Atalanta pagina 5

L’Argomento pag 11

In & Out a pagina 14

Real Madrid pagina 15

L’avversaria: Il Catnia a pagina 13

Quel che resta di... pag 17

Serie A . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4

Foto Giallorosse . . . . . . . . . .10

Editoriale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4

L’Argomento . . . . . . . . . . . . . .11

Roma - Atalanta

Point of View . . . . . . . . . . . . . .12

Quel che resta di . . . . . . . . .17 L’altra faccia di Roma . . . .18

Triplice Fischio . . . . . . . . . . . . . . . 5 Look at Forum . . . . . . . . . . . . . . . 6

Sotto a chi tocca

Pagelle . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7

Catania . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .13 In & Out . . . . . . . . . . . . . . . . . . .14

L’angolo di Lupo Cattivo . . . .5 Tutto il calcio nazione per Look at Forum Int. . . . . . . . . .9

Gli angoli di Roma . . . . . . . . 16

nazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .15


CAMPIONATO IN CORSO

4

SERIE A 37° Giornata Fiorentina - Parma Genoa - Lazio Inter - Siena Juventus - Catania Livorno - Torino Napoli - Milan Palermo - Sampdoria Reggina - Empoli Udinese - Cagliari Roma - Atalanta

CLASSIFICA MARCATORI Marco Borriello David Trezeguet Alessandro Del Piero Antonio Di Natale Adrian Mutu Zlatan Ibrahimovic Amauri Kakà Francesco Totti Goran Pandev

38° Giornata

Sampdoria-Juventus Atalanta-Genoa Cagliari-Reggina Catania-Roma Empoli-Livorno Lazio-Napoli Milan-Udinese Parma-Inter Siena-Palermo Torino-Fiorentina

19 19 19 17 17 15 15 15 14 14

L’EDITORIALE

3-1 0-2 2-2 1-1 0-1 3-1 0-2 2-0 0-2 2-1

CLASSIFICA Inter

82

Roma

81

Juventus

71

Fiorentina

63

Milan

61

Sampdoria

59

Udinese

57

Napoli

50

Genoa

48

Palermo

46

Atalanta

45

Siena

43

Lazio

43

Cagliari

41

Torino

40

Reggina

39

Catania

36

Parma

34

Empoli

33

Livorno

30

di Elena Sorrentino

Chissà chi sceglierà. La dama dai capelli

a lottare per i suoi sogni. Cosa avrà colpito di

continua ad agire come sa. Purtroppo però

rossi, il vestito bianco e le scarpe verdi,

più la dama, la forza o la passione? Quando

la contesa è stata macchiata da qualche

domenica non avrà più tempo e non potrà

sembrava che le carezze fossero rivolte tutta da

giochetto sporco che il mascellone ha

più cambiare idea. Il corteggiamento è stato

una parte, sono arrivati dei sorrisi e degli

sfruttato per far entrare la dama nelle sue

lungo. Da una parte un contendente

sguardi languidi che hanno lasciato intendere

grazie. Che la rossa dal vestito bianco e le

spavaldo, con il portafogli sempre in mostra

che forse i giochi erano riaperti. Ora il forte si

scarpe verdi si sia accorta di tutto? Sarebbe

e la mascella da duro, già sicuro di vincere.

sente un pò insicuro e nervoso, mentre il

una bella fiaba, ma si sa, nella realtà vincono

Dall'altra il bel romantico, che le si avvicina

romantico, forse ancora pensa che siano

sempre i furbi.

con parole dolci, un pò insicuro, ma abituato

sguardi illusori, ma non ha nulla da perdere e

elenasorrentino@illegionario.com


ROMA - ATALANTA 2-1

5

TRIPLICE FISCHIO rOMA - ATALANTA

Cristian Panucci

Un punto. Un misero punto, che però ne vale due per via degli scontri diretti, è ciò che separa la Roma dal sogno tricolore. I verdetti del campionato, dunque, si decideranno all'ultima giornata in un intreccio di combinazioni ed emozioni che neanche il miglior autore teatrale avrebbe saputo tratteggiare, con Inter, Roma, Catania e Parma a giocarsi, in due scontri diretti, scudetto e permanenza in serie A. All'Olimpico, quella che doveva essere una semplice formalità necessaria per ufficializzare lo scudetto dei neroazzurri, si trasforma in una di quelle giornate che, comunque vada, resteranno scolpite nella memoria di ogni tifoso presente allo stadio. Un'overdose di brividi ed emozioni. Prima gioia, poi rassegnazione, infine esultanza, in un'altalena di sussulti e trepidazioni caratterizzate dai boati dei tifosi che squarciano l'Olimpico, cadenzando i gol del Siena e l'errore di Materazzi dal dischetto. La Roma scende in campo con il consueto 4-2-3-1. In difesa, Cicinho e Tonetto sono gli esterni bassi e Mexes e Panucci i centrali. A centrocampo la coppia é formata da De Rossi e Pizarro. Tra i trequartisti mister Spalletti ripropone, come accaduto a

Catania, Perrotta largo a destra con una certa libertà di accentrarsi e Aquilani al centro con Mancini a sinistra. Mirko Vucinic è la punta avanzata. L'Atalanta, schierata da Delneri con un 4-4-2 che in fase di possesso palla si tramuta in 4-3-3 con Muslimovic che va a supportare Doni e Floccari, fa ampiamente la sua parte impegnandosi a fondo e onorando il campionato. La Roma entra in campo col giusto piglio e dopo aver creato qualche occasione da rete passa in vantaggio grazie al "solito" Panucci che di testa, da calcio d'angolo, realizza la sua quinta rete in campionato che vale l'uno a zero. Da questo momento in poi Roma - Atalanta diventa una partita bifronte: gli occhi a Roma e le orecchie a Milano. Infatti, il primo vero boato del pubblico arriva al trentesimo, quando Maccarone pareggia. Purtroppo a Milano l'inadeguato arbitro Gava concede il primo regalo all'Inter: il minuto di recupero accordato si allunga fino a raddoppiarsi e proprio al quarantasettesimo Balotelli riporta l'Inter in vantaggio. La ripresa si gioca in uno scenario surreale nell'attesa che accada l'imprevedibile. Tanto più dopo che la Roma raddoppia. De Rossi, dopo una sgroppata di cinquanta metri, conquista un calcio di punizione dal

Daniele De Rossi

di Maurizio Malavolta limite dell'area avversaria che lui stesso realizza con un tiro di destro a giro che lascia impietrito Coppola. Passano un paio di minuti e nuova esplosione di gioia dell'Olimpico. Questa volta è Kharja che sigla il due a due del Siena. L'altalena di emozioni non è finita: al trentatreesimo l'arbitro Gava inventa un rigore per l'Inter porgendogli letteralmente lo scudetto su un piatto d'argento. Materazzi, malato di protagonismo, si presenta sul dischetto e si fa parare il tiro. La Curva Sud esplode in un urlo liberatorio. Canta, e con lei tutto lo stadio. Intanto, al quarantatreesimo, l'Atalanta accorcia le distanze con Bellini nella più completa indifferenza generale. A completare l'opera ci pensa il gol di Del Piero segnato al novantesimo al Catania che lascia in sospeso la lotta per non retrocedere e mantiene in vita le speranze del Parma prossimo avversario dell'Inter. La gara termina con il giro di campo dei giocatori che salutano il pubblico e ricevono a loro volta il giusto tributo per un'annata meravigliosa che non ha ancora finito di regalare emozioni in un finale da brivido. La gente sa che non succede, ma se succede… mauriziomalavolta@illegionario.com


ROMA - ATALANTA 2-1

6

LOOK AT FORUM TUTTO IN 90 MINUTI Il sogno può diventare realtà. La Roma non demorde e continua a vincere, l'Inter dal canto suo continua a non sfruttare le occasioni. E così come d'incanto, gli undici punti di distacco in classifica si sono ridotti a un solo punto. Ai nerazzurri bastava ottenere 3 punti nelle precedenti due partite disputate per ottenere la matematica vittoria del titolo, ma la banda di Massimo Moratti e Roberto Mancini è riuscita nell'impresa di non farcela. Roma - Atalanta 2-1, Inter - Siena 2-2. Tutto si deciderà nell'ultima giornata di campionato, che vede impegnata la Roma sul campo di Catania e l'Inter su quello di Parma. Roma quindi che torna a credere fortemente nello scudetto a dispetto di un Inter spaventata e che sente il fiato sul collo. La squadra della capitale, indipendentemente da come andrà a Catania, ha già fatto il suo record storico di punti e di vittorie. Fondamentale non è capire se la Roma avrebbe potuto fare di più, si pensi, piuttosto, agli errori arbitrali che hanno avvantaggiato l'Inter e permesso alla stessa di trovarsi nella posizione che occupa attualmente. L'onda dell'entusiasmo ha colpito chiaramente l'intera tifoseria giallorossa, e lo si può capire chiaramente dalle frasi rilasciate da zyz, sul forum di

" Domenica bisogna vincere a Catania, serve concentrazione, non sarà una passeggiata. Sono convinto che L'Inter domenica non va oltre il pareggio con il Parma. Sono ottimista realista. Sono contro le spacconate, e le facilonerie. Vorrei ricordare che all'eventuale (secondo me probabile) pareggio dell'Inter deve abbinarsi la vittoria della Roma a Catania che non è per niente scontata, specialmente se andiamo in Sicilia a giocare senza la dovuta concentrazione", Xeni: "Mai avrei pensato ad un finale di stagione di questo genere... Non mi rendo conto che domenica prossima potrebbe succedere... Io non ci arrivo, già mi sento male... Comunque sarà difficilissimo. Noi abbiamo una partita complicata... Speriamo che non diano all'Inter l'ennesimo rigore per farli vincere... E' una vergogna! Comunque... Daje ROMA..dajeeeeeeeeee!!!!!!", Stark, sul forum di marione.net: "La faccia di Rosella al secondo pareggio era indescrivibile, per non parlare della faccia di Spalletti che al boato del rigore sbagliato si è girato verso la curva con una faccia che racchiudeva le speranze e i sogni di un'intera carriera", sempre al tuo fianco: "7 giorni 90 minuti 1 sogno, dico una cosa proviamoci insieme poi come va va, insieme fino alla fine, dall'inferno del -13 a -1 e vero i pazzi non si arrendono grazie gente", ira: "Se non dovessimo

lupocattivo.net:

l'Angolo di Lupo Cattivo Viva i nerasurri

a cura di Mauro Manni

farcela, in finale di Coppa Italia dovrà esserci l'inferno.. Spero che escano con il veleno agli occhi.. che il primo che si avvicina per dargli la mano se lo mangiano con lo sguardo ", Omar78, sul forum di popologiallorosso.com: "Basta rimpianti ragazzi. Doveva andare così e nonostante tutto ancora non ce la fanno a vincerlo questo scudetto. E questi sono capaci di fare un miracolo domenica prossima..." e da picone1973: "Non so voi ma dopo domenica mi sono venuti in mente tanti ricordi. Ho 35 anni e seguo la mia passione, da 30, da quando andavamo all'olimpico con pane e frittata, con tre ore d'anticipo, le trasferte al nord, km e km. senza timori e con tanto orgoglio, e tante trasferte. Adesso ho paura, ho paura che ancora una volta il destino ci sbeffeggia come in passato, ho paura di vedere festeggiare sempre gli altri, ho paura di vedere amici che hanno la Roma nel sangue, essere delusi di come andrà a finire. Speriamo che il destino, la fortuna, il fato, ci dia quello che ci ha tolto. Comunque sempre forza Roma". Indipendentemente da come finirà, la Roma merita soltanto applausi per la stagione straordinaria di cui si è resa protagonista. Un orgoglio per tutti: società, tifosi e tutti gli amanti del calcio pulito e spettacolare. Grazie Roma. mauromanni@illegionario.com

di Andrea Paolini

andreapaolini@illegionario.com

Anche questo scudetto è andato,

tutti, nonostante la chiara avversione

nerasurra e della sua straripante

nonostante manchi l'esito dell'ultima

dei media e gli scandalosi torti arbitrali

superiorità, ma soprattutto è il trion-

giornata di campionato. Il verdetto è

subiti nelle ultime due stagioni. Che

fo dei suoi tifosi, sportivi ed equilibra-

già scritto, ha vinto la squadra più

dire poi del simpaticissimo Mister

ti fino alla fine, capaci di applaudire

forte e meritevole. Per i giallorossi è

Mancini, sempre sorridente, pronto a

la squadra e gli avversari anche nei

il secondo posto consecutivo ma,

sdrammatizzare ogni situazione, dall'al-

momenti difficili.

ogni romanista che si rispetti, deve

to della sua infinita competenza tattica

Per questo, e mille altri motivi, la

fare i complimenti alla squadra del

e sapienza psicologica nella gestione

Roma è onorata di aver perso contro

galantuomo Moratti, un vero esempio

dei suoi giocatori. Non dimentichiamo

la società che si è cucita addosso lo

di classe e di stile. Egli, sempre pre-

anche lo staff dirigenziale della benea-

scudetto dell'onesta, portatrice dei

sente nelle battaglie contro il palazzo

mata: Oriali e Branca sono degli esem-

sani principi dello sport e della mora-

affianco al nostro Presidente Franco

pi da imitare, mai una parola fuori posto

lità assoluta. Saltelliamo e gridiamo

Sensi, ha saputo costruire una com-

o un comportamento fuori dalle righe.

tutti insieme: viva i nerasurri, viva il

pagine vincente contro tutto e contro

E' una grande vittoria della compagine

calcio, viva l'Italia.


ROMA - ATALANTA 2-1

IL PAGELLONE

7

a cura di Mauro Manni

Questa volta i forum non hanno aperto post dedicati alle pagelle. In effetti l'entusiasmo e gli argomenti di cui si parla vanno al di là di questo singolo match. Ora ci si gioca una stagione intera! Ricordiamo a tutti che potete inviare le vostre pagelle al seguente indirizzo: pagelle@illegionario.com Doni 6: Non viene quasi mai chiamato in causa. Nel corso del primo tempo si fa vedere con qualche buona uscita. Grave però la leggerezza con la quale si fa anticipare da Bellini che realizza senza problemi. Panucci 8: Intramontabile. Suo il colpo di testa che porta in vantaggio la Roma. Eguagliato il suo record personale di 5 gol. Applausi a scena aperta per un giocatore che a 35 anni è un esempio per tutti. Mexes 6.5: Ci mette il suo senza strafare. Nella ripresa subisce un colpo al ginocchio che lo costringe al forfait, ma fortunatamente non è nulla di grave. Dal 48' Antunes 7: Il ragazzo promette bene. Ogni qualvolta viene impiegato non delude mai. Spalletti lo posiziona come esterno sinistro e lui entra subito in partita confermando di avere una grande personalità. Cicinho 6.5: Come Mexes gioca senza strafare. Spinge lungo la fascia destra e regala qualche bella giocata in avanti. Meno bene in fase difensiva dove lascia troppo spazio agli avversari.

Mexes

Tonetto 6.5: E' il giocatore a cui Spalletti non rinuncia mai. Si fa valere lungo tutta la fascia sinistra sfiorando perfino il gol. Importantissimo per la sua capacità di adattarsi a tutte le situazioni. Mancini 6: Da diverse partite è ormai il lontano parente del Mancini che abbiamo imparato ad amare sul campo. Non salta mai l'uomo e sembra non starci con la testa. Nel primo tempo va comunque vicino al gol. Nel complesso gioca male ma sicuramente meglio oggi che in altre occasioni. De Rossi 7.5: Tra i migliori come sempre. E' l'uomo ovunque. Quando la squadra fa fatica lo si vede davanti la difesa a fare da muro invalicabile, quando la Roma ha bisogno del gol s'inventa una punizione da applausi che vale il raddoppio. Pizarro 7: Fondamentale è la sua presenza in campo. Detta i tempi alla squadra e crea gioco con delle aperture fantastiche. Sua la punizione che ha portato al gol di Panucci. Aquilani 6: Dopo il lungo periodo di stop, Alberto ha bisogno di tempo per ritornare in forma. Alterna ottime giocate ad errori banali e non si rende mai pericoloso.

Cicinho e Doni

Perrotta S.V: Disputa solo mezzora di gioco, poi si fa male ed è costretto ad uscire. Troppo poco per giudicare la sua prestazione. Dal 32' Cassetti 6.5: Come Tonetto ha una grandissima capacità di adattarsi ovunque lo si schieri. Comincia da esterno sinistro, poi quando esce Mexes si trasforma in difensore centrale. Nega il gol a Talamonti con una gran bella chiusura. Vucinic 6: Rispetto alle ultime partite giocate fa un grande passo indietro. Si fa notare solo in due occasioni: nella prima sfiora il gol con una punizione calciata perfettamente, nella seconda si divora il più facile dei gol completamente smarcato davanti al portiere. Dal 80' Brighi S.V: Pochi minuti per partecipare alla festa. Panucci

De Rossi con la figlia Gaia


LOOK AT FORUM INTERNATIONAL

9

LOOK AT FORUM INTERNATIONAL

a cura di Francesca Cuomo

La vittoria della Roma contro l'Atalanta ed il contemporaneo pareggio dell'Inter, hanno prodotto un ribaltamento nelle speranze di scudetto: la felicità dei giallorossi si è contrapposta alla delusione dei tifosi neroazzurri. Su bigsoccer.com è stata aperta la discussione "Do you still believe?" (Ci credete ancora? ), Forzaabruzzo risponde: "Siena pulled off an incredible draw today

tale. Io però sono un po' preoccupato, ho guardato la partita Inter-Siena ed ho visto come l'arbitro ha cercato di aiutare l'Inter a vincere. In questa ultima settimana sarò il più grande tifoso del Parma. Sarà una vergogna se la faranno retrocedere). Su asro-

against Inter, meanwhile the giallorossi beat Atalanta 2-1! Roma now pull within 1 point of Inter for the championship, with one week remaining. We're gonna need another miracle from Parma to hold Inter to at least a draw, plus a 3 point performance from Roma over Catania. Still enough reason to believe" (Il Siena ha realizzato un risultato incredibile contro l'Inter, nel frattempo i giallorossi hanno data 2-1 all'Atalanta! Adesso la Roma è ad un punto di distanza dall'Inter per il campionato, e resta una sola settimana. Noi abbiamo bisogno di un altro miracolo del Parma per sperare in un pessimo risultato dell'Inter, ed anche dei 3 punti della Roma contro il Catania. Un motivo sufficiente per crederci). Fiducioso è anche ItalianMike: "Inter lost Cambiasso too, that's a fundamental loss. I'm a bit worried though, having watched the Inter-Siena game and seen how the ref tried his hardest to help Inter win. None the less next week I'm going to be Parma's biggest fan. Would be a shame if they were relegated" (L'Inter ha anche perso Cambiasso, che è fondamen-

out that Panucci and De Rossi were fantastic today, not just in scoring the goals but in driving the team on to win. Cassetti was a disaster today. Everything he did went wrong" (Voglio soffermarmi sul fatto che oggi Panucci e De Rossi sono stati fantastici, non solo per aver segnato i gol decisivi ma per aver condotto la squadra alla vittoria. Cassetti è stato un disastro oggi. Ogni cosa che faceva era sbagliata). Sulle speranze di scudetto, Tonyde97: "We alive on the last match day. Inter will feel the pressure, and Parma will be totally relaxed they have no pressure and can play freely. Remember Parma had Inter on the ropes last time and should have gotten minimum a draw. We must keep the faith" (Siamo ancora in corsa all'ultima giornata. L'Inter sentirà la pressione, e il Parma sarà totalmente rilassata, non avranno pressioni e giocheranno liberamente. Ricordo che il Parma ha subito un furto dall'Inter l'ultima volta e deve ottenere almeno un pareggio. Noi dobbiamo avere fede). Per #TottiFan: "You can see a complete difference between Roma and Inter now. Mancini was

ma-addict.com tanti commenti sulla partita ed anche su qualche prestazione individuale, come quella di jamie: "I want to point

shouting at his players, the Inter players were angry, the fans were so mad, then you look at Roma. I believe in the scudetto more than ever now" (Adesso si può vedere la completa differenza tra Roma e Inter. Mancini non è rispettato dai suoi giocatori, i calciatori sono arrabbiati e i tifosi delusi, poi guardate a Roma. Credo nello scudetto ora più che mai). francescacuomo@illegionario.com

Cicinho e Panucci


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FOTOGIALLOROSSE

inviate le vostre foto a: foto@ illegionario.com Caterina per la prima volta allo stadio... in trasferta ad Udine. Dopo la delusione del goal iniziale dell'Udinese e lo sconforto per litigio vissuto in diretta a 20 metri di distanza tra Doni e Panucci, me ne posso tornare a casa tranquilla, più soddisfatta che mai... tre goal pesanti per tre punti pesantissimi! L'emozione più grande l'ho vissuta quando De Rossi si è avvicinato alla Curva e io gli ho urlato: "tranquillo Daniè, glielo famo l'anno prossimo" (riferendomi al Manchester e al rigore che Daniele aveva sbagliato)... e lui sentendomi ha sorriso tenendo il pollice alto... il cuore mi batteva a mille... perchè per la prima volta avevo davanti a poca distanza un mio mito!! Forza Roma, Forza Ragazzi!

Sono venuto dalla Francia a Roma, per Roma-Empoli. Non è stata una bella partita ma ho potuto realizzare il mio sogno: vedere il Capitano, vedere la Roma allo stadio Olimpico e cantare Venditti prima e dopo la partita...

Roma-Juve Dai rioni, dai quartieri siam venuti fino a qua....Nico. Pierpaolo. Stefano


L’ARGOMENTO

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L’ARGOMENTO L’Armata Brancaleone Ansa, Lunedì 12 Maggio, ore 13.33: "Un tifoso dell'Inter, infuriato per l'errore di Materazzi, (…)ha buttato dalla finestra la tv. È accaduto a Pisa. Quando il difensore ha fallito il rigore-scudetto (…) ha afferrato la sua televisione da 28 pollici e l'ha buttata dalla finestra da casa sua. Il televisore è esploso e l'uomo è stato denunciato per lancio pericoloso di oggetti". Ho provato a mettermi un attimo nei panni di questo tizio e francamente non l'ho invidiato per nulla. Perché vedere la propria squadra completamente senza giuda, con un allenatore (????... no ancora un paio: ??) assolutamente incapace di gestire la situazione, che insulta in mondo visione un proprio giocatore - neanche in terza categoria si vedono certe cose - , un presidente che si fa pizzicare dalle telecamere mentre riprende Materazzi, giocatori che litigano per tirare un calcio di rigore vergognoso, tanto per cambiare - , di nuovo il presidente che nella settimana decisiva per lo Scudetto se ne esce dicendo che l'Inter ha giocato il derby con la testa al Siena e si becca la risposta del suo allenatore (??????). Mi sono messo nei panni di quest'uomo che ha fatto una cosa pericolosissima per l'incolumità altrui, ma ho pensato a quanti calci alle sedie, a quanti telecomandi lanciati (solo dentro casa, eh!) a quanti cazzotti sul seggiolino dello stadio ha dato ognuno di noi tifosi della Roma, costretto a vedere (solo il giorno dopo al Processo del Lunedì, come ricorda sempre chi c'era) l'annullamento del regolarissimo gol di Turone,

Deschamps su Gautieri, Racalbuto e Gabriele (Bergamo alla Fazi, segretaria della Figc: "Mi dai una telefonata a Francesca, la moglie di Marco - Gabriele N.d.R. - e gli dici che questa sera lui lascia un telefonino attivo...in maniera che se ci fosse bisogno di qualcosa..."), Inter-Lazio, Inter-Torino, Inter-Milan, Siena-Inter, Inter-Parma, Catania-Inter, Inter-Empoli, Inter-Roma, Inter-Reggina, Inter-Palermo (Barzagli in panchina, perché?), GenoaInter (Borriello in panchina, perché?) Atalanta- Inter e ieri, Inter-Siena, che solo chi ha avuto modo di dare un'occhiata alla direzione di Gava dal 2-2 in poi può capire di cosa sto parlando. All'Armata Brancaleone appartengono anche tutti quelli che "Mancini è bravo" (ah già dimenticavo, "avevamo molti diffidati e li ho risparmiati per il Siena", che è la dichiarazione dell'anno), che lo Scudetto dell'Inter è "meritatissimo", che la Roma è dietro "perchè ha perso punti per strada": non è così e lo dimostra l'ennesima decisione arbitrale vergognosa che non deve passare sotto silenzio solo perché Materazzi si è fatto parare il tiro dal dischetto. Io non so cosa accadrà Domenica nel doppio incrocio CataniaRoma/Parma-Inter (a proposito, secondo me arbitreranno due tra Farina, Saccani e Rosetti), ma quello che so di certo è che la Roma è una grandissima squadra, che ha ottenuto esclusivamente con le proprie forze i suoi 81 punti (24 vittorie e 71 gol fatti) e che si trova a rischiare di non vincere questo Scudetto solo per la concomi-

di Diego Angelino

tanza del Centenario nerazzurro e si sa, nel calcio italiano i Centenari sono sempre scrupolosamente rispettati. Mi auguro però che - comunque vada - questa stagione sia ricordata per la straordinaria forza ed onestà della Roma, anche se non sarà facile mantenere vivo il ricordo visti i tantissimi che hanno la memoria molto, molto corta. Quello che posso dirvi - è Lunedi sera mentre scrivo - è di cercare, tutti, di ricalcare il più possibile ciò che abbiamo fatto nel corso di quest'ultima settimana. Sai com'è, fosse che magari anche la scaramanzia ci possa dare una mano: del resto, il gatto nero investito da Figo ad Appiano Gentile qualche danno già gliel'ha fatto. Sempre e comunque Forza Roma!! diegoangelino@illegionario.com

Tifosi interisti dopo Inter - Siena


POINT OF VIEW

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Point of view ADESSO SO' CATS! Dopo una settimana passata a cercare le differenze tra Inter e Roma, al fine di capire chi merita di festeggiare lo scudetto, sono le due squadre ad offrire le risposte giuste. Mentre i giallorossi, tra un allenamento e l'altro, si rilassano sulle tribune del Foro Italico seguendo match di tennis ed offrendo generose dichiarazioni a SKY (le cui esclusive hanno forma di monopolio), ad Appiano Gentile i neroazzurri si cimentano nel tiro al bersaglio, senza capire però se loro tirano o sono bersaglio. Le dichiarazioni di Vittorio Feltri, dalle pagine del quotidiano Libero, hanno scatenato le ire di Luis Figo e le battute dei media che, sull'altra sponda milanese, non hanno risparmiato neppure le peripezie amorose di Ronaldo. A Sabato Sprint, il direttore ribadisce la versione secondo la quale il portoghese avrebbe volontariamente investito il gatto nero di Appiano, per motivi scaramantici. Alla minaccia di querela, Feltri non teme di "difendere i micetti" e risponde con il solito stile: "Ci

vedremo in tribunale, dove porterò il mio testimone ". La domenica si apre con Moratti che, ai microfoni di SKY, elogia la presenza di pubblico a San Siro affermando "E' un atto spontaneo", dimenticando o ignorando le dichiarazioni di sabato di Mancini: "Voglio lo stadio pieno, abbiamo bisogno dei nostri tifosi". Prima di allontanarsi dalle telecamere, per consegnarsi comunque ad altri obiettivi, il presidente Moratti annuncia sibillino: "Dopo

la partita Mancini farà una dichiarazione sul suo futuro". Fatalmente il pareggio con il Siena ha negato questa gioia, ma gatta ci cova! Nel frattempo nella capitale, l'entrata in campo dei giallorossi viene salutata con il calore della curva e con l'inviato di Roma Channel, che al passaggio di Cicinho esclama: "Cresce a vista d'occhio!". La telecronaca di Tecca si apre con l'augurio "mai dire mai", da bordocampo Impallomeni riferisce le reazioni di Del Neri: "Al momento del gol

del Siena, il boato della curva ha scosso anche lui". A risultati acquisiti, c'è sconcerto e delusione sulla sponda interista, con i tifosi che tentano un'aggressione (testimoniata dalle immagini) all'allenatore del Siena, e con le parole dolci (in tutti i sensi) di Tecca per la Roma: "Stagione da ricordare e da incorniciare, e può anche arrivare la ciliegina sulla torta". Nella telecronaca di Roma Channel, pochi secondi prima del tiro di Materazzi,

di Francesca Cuomo

Ubaldo Righetti (un gatto nero romanista e amatissimo a Trigoria) esclama: "I rigori si possono anche parare". I risultati favorevoli stimolano anche qualche battuta di Rizzitelli: "Oggi tra i giovani, mi è piaciuto Panucci"; e di Giorgio Martino: "Nella partita decisiva hanno segnato i capitani surrogati ". Il rigore fallito da Materazzi, con le conseguenti frasi ingiuriose di Mancini e Moratti rivolte al loro calciatore (con i labiali ampiamente testimoniati da tutte le moviole), hanno prodotto, in tutte le trasmissioni TV, critiche e processi al difensore. A Controcampo, uno scatenato Paolo Liguori ne condanna pesantemente l'atteggiamento: "Oggi

i tifosi della Roma possono festeggiare, è stata una giornata ed una stagione bellissima. Materazzi ha avuto quello che meritava per il suo comportamento da prepotente". Dopo qualche immagine di moviola, Graziano Cesari sottolinea anche che proprio Materazzi avrebbe meritato l'espulsione per un fallo su Locatelli, aggravando la posizione del difensore (e dell'arbitro). Con tanto accanimento non sono d'accordo Graziani che giudica "coraggiosa la scelta di tirare il rigore", e Mughini che afferma: "Stiamo facendo linciaggio mediatico". Il conduttore Sandro Piccinini risponde seccamente: "Stiamo facendo cronaca". Nel corso della Domenica Sportiva, Massimo De Luca cerca spiegazioni plausibili ai titoli proposti in grafica: "Interite" sarebbe il morbo del perdente che attanaglia gli interisti da tempi ormai storici, invece "Roma Capocciona" esprimerebbe la tenacia e la costanza dei giallorossi. Durante la trasmissione il direttore del Corriere dello Sport, Alessandro Vocalelli, spiega la caduta dei neroazzurri: "L'Inter è una squadra evaporata. I problemi che ha mostrato non si possono ridurre esclusivamente alle assenze". Dopo "Figo infortunato gatto vendicato", ci pensa Maurizio Mosca ad indirizzare le colpe della disfatta interista: "Moratti

ha delegittimato Mancini, vuole riconfermare Figo che ha 74 anni (e pure sette vite come i gatti)! I giocatori sono diventati anarchici, hanno dimostrato che in questi anni non hanno imparato niente. Materazzi è un cacciavite. La Roma invece ha fatto un campionato strepitoso". Per par condicio si accanisce anche sul Milan, con un doppiosenso dal retrogusto amaro: "Ronaldo ultimamente mi sembra un po' in trans". Complimenti ironici e non, giungono da

Fabio Caressa a "Curci, per il vestito metallizzato che ha scelto per il suo matrimonio" e a Spalletti che, a differenza di Mancini, "anche nei momenti difficili ha saputo tenere in mano la squadra, guidarla e gestirla; compito non facile in una piazza esigente come quella di Roma". Non si placano invece i malumori in casa Inter, con Ivan Zazzaroni che afferma: "Il gatto

nero dell'Inter è Materazzi: quest'anno, da Liverpool al Siena, è stato lui la vera jella della squadra". Poi svela che, effettivamente, un gatto nero è stato ucciso ad Appiano, che è stato proprio un portoghese a "farlo fuori" (la sensibilità verso i felini degli interisti è evidentemente contagiosa), però che le colpe non sarebbero di Figo ma di un altro calciatore con l'iniziale P(ele?). Franco Melli aveva dichiarato alle radio: "Se l'Inter non vince, indosso una parrucca rossa", promessa mantenuta a Lunedì di Rigore. Ficarra invece, a Striscia la Notizia, sdrammatizza sulle sfortune dell'Inter: "Quest'anno

per gli interisti e per quelli di sinistra è un'annata bruttissima". Al Processo di Biscardi si parte con un riassunto, minuto per minuto, dei gol della domenica, sul gol di Rocchi le parole sante di Ariel Feltri: "E chi se ne frega!". Scatenano un vero putiferio le dichiarazioni di Paolo Liguori, secondo il quale l'esonero di Cuper "autorizza a fare brutti pensieri", sarebbe avvenuto cioè con la regia di Moratti che avrebbe promesso appoggio a Ghirardi per la prossima stagione, congetture che Mario Pescante definisce "fantacalcio". Agli interisti non è piaciuto il titolo "Non sono ancora riusciti a far vincere lo scudetto all'Inter", del Corriere dello Sport, che Scarpini (direttore di Inter Channel) definisce stampa locale, sollevando anche il dubbio di pericoli di ordine pubblico che potrebbero verificarsi nella finale di Coppa Italia. In contemporanea su Rai1 si gioca la Partita del Cuore, con tanti protagonisti romanisti e con una telecronaca esilarante di Fabrizio Frizzi: "Oggi per Ruggeri il bivio

è passare la palla a Ramazzotti o a Maradona". Nella serata di solidarietà dello Stadio Olimpico, l'allenatore Francesco Totti non risparmia simpatiche critiche al suo difensore Luciano Spalletti: "Tra un po' lo sostituisco, non sta rendendo molto!". francescacuomo@illegionario.com


l’avversaria

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SOTTO A CHI TOCCA Tutto in novanta minuti

a cura di Alfredo Garofalo

Un’immagine di Juventus - Catania

In bilico tra l'Inferno e il Paradiso. Questo lo spirito con cui due città e due tifoserie si apprestano a vivere gli ultimi novanta minuti della stagione. Quelli che da soli basteranno per realizzare un sogno o per cancellare in un unico colpo di spugna i sacrifici di un intero anno. Non esistono appelli. O di qua o di là. Un discorso che vale tanto per il Catania quanto per la Roma. La

squadra di Zenga, a caccia di una storica salvezza, dovrà conquistare i punti necessari per mantenere la massima serie. Di fronte l'undici di Spalletti che invece cerca il passaggio per il Paradiso. Ma la partita non si giocherà su un tavolo solo. Entrambi i team, infatti, dovranno tenere un orecchio teso verso il Tardini dove il Parma di Ghirardi e l'Inter del patron Moratti respireranno le stesse ansie e carezzeranno gli stessi aneliti, in un perfido intreccio che nemmeno il più grande maestro del thriller avrebbe saputo mettere in scena. Il Catania dovrà sperare in una sconfitta o in un pareggio degli emiliani, al contrario dei giallorossi che si augurano un altro passo falso della compagine di Mancini. Gli etnei hanno vissuto i giorni che precedono il confronto che vale una stagione con un pizzico di rammarico ripensando alla sfida dell'Olimpico di Torino dove fino a pochi minuti dal termine la salvezza era un dato acquisito. Solo una prodezza di Del Piero ha riportato sulla terra i rossazzurri che dovranno attendere l'ultimo turno per conoscere il proprio destino. Un'occasione che stuzzica il tecnico Walter Zenga, tifoso interista, smanioso di regalare un altro anno di grande calcio ai suoi attuali tifosi e lo scudetto a quelli che lo hanno amato durante la sua lunga esperienza nerazzurra. Ma c'è di più. L'ex portiere della nazionale vorrà cancellare la recente eliminazione dalla Coppa Italia proprio per mano della formazione capitolina. Il tecnico nato a Milano potrà contare sul sostegno del pubblico catanese che al Massimino è indiscutibilmente il dodicesimo uomo in campo. Nello storico impianto rossazzurro la Roma troverà un clima incandescente non soltanto per la primavera che incomincia a farsi sentire davvero. I siciliani vorranno vendicare anche il 70 della passata stagione che da quelle parti qualcuno non ha ancora dimenticato. Per l'occasione il Catania dovrà fare a meno ancora una volta del suo bomber principe, Gionatha Spinesi, che ha concluso anticipatamente la stagione in seguito ad un grave infortunio al ginocchio destro. In avanti, con ogni probabilità mancherà anche Giuseppe Mascara. Una brutta

tegola per Zenga che dovrà reinventarsi il reparto offensivo. Non sarà della partita nemmeno l'argentino Izco che è stato appiedato per un turno. Chi invece sarà sicuramente in campo al Massimino è il portiere Bizzarri che ha scavalcato Polito nelle preferenze di Zenga che non ha mai nutrito grande fiducia nel piplet napoletano. Stovini e Terlizzi saranno i baluardi della difesa, mentre Silvestri e Sabato saranno gli esterni bassi. Per proteggere la retroguardia siciliana, il tecnico campione nazionale con la Stella Rossa di Belgrado nel 2006 ha in mente un centrocampo piuttosto folto, col solo scopo di imbrigliare la manovra giallorossa. Il trainer etneo punterà ancora una volta su capitan Baiocco, un mastino di sicura esperienza che sa farsi rispettare in mezzo al campo. Al suo fianco l'ex salernitano Giacomo Tedesco, centrocampista dai piedi buoni ma bravo anche in fase di copertura. A destra del reparto mediano si sistemerà Bigianti entrato a far parte in pianta stabile dell'undici titolare, mentre a sinistra ci sarà, come d'abitudine, Vargas. In attacco uno tra Pià e Colucci farà coppia con Martinez tornato al gol contro la Juventus. Il Catania ha affrontato la Roma davanti al proprio pubblico undici volte complessivamente. La prima delle quali in serie B nella stagione 1951/52 (0-1, gol giallorosso di Tre Re) che si concluse con la promozione della squadra capitolina. In totale le vittorie dei catanesi sono solo due, mentre sono tre i successi della Roma che vanta una buona tradizione al Massimino. Il bilancio dei pareggi si attesta a quota sei. L'ultima vittoria etnea è piuttosto datata ed è risalente alla stagione 65/66, mentre è dello scorso anno l'ultimo blitz romanista (0-2 sul neutro di Lecce). Il successo più largo del club rossazzurro è il poker del 1964/65. La Roma invece non è mai riuscita ad imporsi al Cibali con più di due gol di scarto. Sono undici le reti messe a segno dagli ospiti contro le dodici della squadra di casa. Il giocatore giallorosso più prolifico è Del Sol con due reti. alfredogarofalo@illegionario.com


IN & OUT

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IN & OUT

a cura di Marco Venerucci

IN: LUCIANO SPALLETTI A volte per capire lo stato d'animo di alcune persone, basta soffermarsi sull'espressione del loro viso. Allegria, tristezza, rabbia, tensione, sono sentimenti che sono difficili da nascondere quando ci si trova in momenti particolari della propria vita, come sa bene Luciano Spalletti. Per un allenatore venuto dalla gavetta, senza avere nessuna società importante alle spalle (come il Milan, che cresce "in casa" i propri allenatori), che ha vissuto realtà calcistiche il cui obiettivo era evitare la serie B, o al massimo approdare in serie A, che è però capace di raggiungere la Champions League con una squadra non di prima fascia come l'Udinese, non è facile confrontarsi oggi con una realtà come la Roma. Una delle 8 regine d'Europa, eliminata dalla squadra più forte al mondo e neocampione d'Inghilterra, il Manchester United; finalista in Coppa Italia, cui detiene il titolo, che difenderà nel proprio stadio, di fronte al suo pubblico; e, infine, ultima grande rivale dell'Inter, ex corazzata del campionato, cui contende il campionato fino all'ultima giornata. Tutto, dicevamo, è racchiuso in una smorfia del viso. Al momento del gol di Kharja, ex romanista, tutto l'Olimpico è esploso, e

in particolare la Curva Sud ha emesso un urlo di gioia che si è distintamente sentito anche dalla televisione. Il più sorpreso è stato proprio Luciano Spalletti, che ha subito girato la sua capocciona verso la curva, prima di sedersi in panchina per chiedere a qualche suo collaboratore quello che sarebbe stato annunciato pochi secondi dopo dal tabellone: il pareggio del Siena, la festa rimandata per l'Inter, una speranza che ancora non muore. Una speranza a cui l'allenatore giallorosso si è sempre aggrappato, magari minimizzando le possibilità di vittoria (il 2%), ma senza mai smettere di crederci. Quando Spalletti prese la Roma tre anni fa, la squadra aveva rasentato la serie B, lo spogliatoio era spaccato, la società veniva duramente contestata e i tifosi erano infuriati e disillusi. La prima stagione portò i giallorossi al record delle 11 vittorie consecutive; l'anno seguente, la Roma raggiunse i quarti di Champions e una meravigliosa Coppa Italia vinta a Milano, come la SuperCoppa; fino ai numeri odierni: 81 punti, record frantumato anche rispetto all'anno dello scudetto; primato assoluto nel girone di ritorno con 39 punti (6 in più rispetto all'Inter); 24 vittorie di

cui ben 9 in trasferta; miglior attacco del campionato con 71 reti. Tutto ciò condito da un gioco splendido, un 4-2-3-1 che è diventato il verbo di una Roma capace di non mollare mai. Si dice che sono i campioni a rendere grande una squadra. Noi non ci accontentiamo, avendoli anche in panchina.

Luciano Spalletti

OUT: MARCO MATERAZZI Niente è ancora perduto, ma la paura è aumentata all'improvviso. Inter - Siena si può racchiudere tutto in un minuto, il 33°, quando Marco Materazzi spara il rigore del possibile scudetto sul corpo di Manninger, rendendo il finale di questo campionato al cardiopalma. Sembra così già iniziata in casa Inter la stagione dei processi contro chi rischia di mettere seriamente in pericolo un primato che, fino a qualche giorno fa, pareva ormai sicuro. C'è chi incolpa la

Materazzi

società, per non essere stata all'altezza della situazione; chi imputa innumerevoli errori tecnici e tattici allo stratega nerazzurro, al secolo Roberto Mancini; chi nota una rilassatezza eccessiva dei giocatori, che si sentono già in tasca il titolo. In realtà più che d'inerzia, pare che i nerazzurri si trovino in uno stato di alta tensione. Visibile fin dalla gara di Coppa Italia contro la Lazio. Non solo Cruz si era reso protagonista di un gesto poco edificante (un pugno in faccia) ai danni del malcapitato Kolarov; ma anche lo stesso Materazzi non aveva "demeritato": per un calcione rifilato a Pandev, reo, secondo alcuni, di aver augurato all'Inter di non vincere lo scudetto, era stato espulso, obbligando la squadra a rinunciare alla sua presenza in campo per la finale del 24 maggio all'Olimpico. Un brutto colpo, quindi, per il difensore e per l'Inter. Nel mondo del calcio, come nella vita, si fa presto a passare dalle stelle alle stalle. Un anno fa Marco Materazzi era un eroe nazionale. Protagonista dei Mondiali in Germania (ricordate la testata di

Zidane?), l'anno scorso era stato autore di una stagione da incorniciare, che l'aveva portato a vincere lo scudetto, segnando il rigore decisivo proprio al Siena. Invece in questo campionato la fortuna lo ha abbandonato: un infortunio l'ha tenuto lontano dal campo di gioco per parecchio tempo; a seguire è incappato nell'espulsione, alquanto esagerata, nella sfida con il Liverpool, che si è dimostrata decisiva al fine dell'eliminazione dell'Inter dalla Champions League; infine l'ultimo episodio: domenica è stato lui a procurarsi il rigore (inesistente), a sottrarre, in maniera prepotente a Cruz, primo rigorista, il pallone, e a fallire il match ball. E su di lui si scatenano le polemiche: da un furente Mancini, ad un desolato Moratti ("La partita l'abbiamo persa per colpa di Materazzi", sussurra il patron in tribuna), fino ai furibondi tifosi che hanno atteso il loro "beniamino" fuori dagli spogliatoi, per gridargli il loro rancore e che, ad oggi e almeno fino a domenica, non sono più "pazzi per Materazzi". marcovenerucci@illegionario.com


storie di squadre gloriose... e non

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tutto il calcio nazione per nazione REAL MADRID

Raul

Il sogno di tutti i bambini che iniziano a giocare al calcio è quello di poter vestire un giorno la maglia bianca del club più famoso, più ricco e forse più importante del mondo, il Real Madrid. Dalla sua nascita la camiseta blanca è il simbolo di questa squadra a dir poco fantastica. Nessun club calcistico può vantare il fascino del Real, per la sua storia, per i suoi tifosi sparsi in ogni angolo del pianeta, per il suo stadio, per i calciatori che ne fanno e ne hanno fatto parte e per le vittorie conquistate sul campo in patria, in Europa e nel mondo intero. Da sempre quasi tutti i best player (per dirla nel gergo odierno) hanno indossato la maglia del Madrid. Oggi le stelle di Robinho, Raul, Van Nistelrooy, brillano tra molte altre, ma guardando gli almanacchi troviamo dei campioni assoluti quali: Zidane, Beckam, Seedorf, Ronaldo, Figo, Hagi, Zamorano, Butragueno, Bernd Schuster, Camacho, Hugo Sanchez, Puskas, Di Stefano... si potrebbe continuare all'infinito e quasi tutti meriterebbero una citazione particolare perché hanno di sicuro lasciato un segno nella storia di questo gloriosissimo club. Si potrebbe continuare all'infinito ma ci sarà sempre qualcuno che sarà dimenticato perché di giocatori normali nel Real non ne sono passati molti. I calciatori del Madrid vengono chiamati Merengues in riferimento al colore bianco della divisa di gioco, ma negli ultimi anni, prima dell'avvento dell'attuale presidente Ramon Calderon, il soprannome che gli veniva attribuito più spesso era "Los Galacticos" (i galattici), per sottolineare la miriade di campioni che militavano nella squadra allestita dall'allora presidente in carica Florentino Perez. La storia del club inizia nel 1902 con la denominazione di Madrid Club de Fútbol al quale nel 1920 si aggiunse Real, a rappresentare la bene-

I giocatori del Real

dizione ricevuta dal re di Spagna Alfonso XIII. Il personaggio più importante della storia del Club fu di certo Santiago Bernabeu che nel Real recitò prima il ruolo di giocatore e in seguito, a partire dal 1945, quello di presidente, legando la sua vita a quella delle merengues in un sodalizio che durò più di 60 anni. Il presidente Bernabeu fu il primo, nel 1953, a creare una squadra ricca di campioni provenienti da ogni parte del mondo, mettendo sotto contratto anche l'indimenticato Alfredo Di Stefano. Sotto la sua guida (35 anni di presidenza) il Madrid ha vinto praticamente tutto quello che era possibile vincere, campionati e coppe nazionali, coppe europee, coppa intercontinentale. Fu uno degli ideatori della Coppa dei Campioni (champions league), della quale il Real vinse consecutivamente le prime 5 edizioni. Lo stadio a lui dedicato è un impianto tra i migliori del mondo, Il Santiago Bernabeu, con i suoi 80 mila posti a picco sul campo, è sempre pieno ad ogni partita e al suo interno è allestito un museo dove si possono ammirare tutti i trofei conquistati dai Galattici. E' possibile, inoltre, fare un tour completo dell'impianto che porta i visitatori fino a bordo campo. Nel 1982 la nazionale italiana di

Alfredo Di Stefano

a cura di Alfredo Cinquina

calcio vinse i mondiali battendo 3-1 la Germania Ovest proprio in questo stadio, con l'indimenticabile esultanza di Tardelli dopo un gol impossibile da scordare. I rivali storici del Real Madrid sono senz'altro i dirimpettai cittadini dell'Atletico, anche se il " classico " in Spagna è senza dubbio l'incontro con il Barcellona. Il Real divide con i blaugrana la leaderchip nazionale che in un certo senso va aldilà della rivalità calcistica e sfocia in un vero e proprio confronto tra due culture completamente diverse, quella Castigliana e quella Catalana. Il primo stemma del Real era composto dalle lettere MCF (Madrid Club de Futbol) in blu scuro su uno sfondo bianco, che in seguito sono state circondate da un cerchio sovrastato da una corona in onore del re di Spagna. Il palmares delle merengues è impressionante, raccontare tutti i successi ottenuti da questo club risulterebbe difficile per la grande quantità di trofei conquistati. Ci limitiamo ad elencarli, perché i numeri parlano chiaro. Campionati nazionali ( Liga ) 31 Coppa di Spagna ( Coppa del Re ) 17 Coppa Campioni - Champions League 9 Coppa Intercontinentale 3 Supercoppa Europea 1 Coppa Uefa 2 Supercoppa di Spagna 7 Nessun altro club al mondo può vantare tanti titoli. La politica dei vertici del Real è sempre improntata alla vittoria oltre che al bel gioco. Nuovi campioni vestiranno la camiseta blanca oltre a quelli attuali e non resta che aspettare perché e solo questione di tempo. Di sicuro c'è che il Real continuerà a vincere, è nel suo dna, non può essere altrimenti. alfredocinquina@illegionario.com

Stadio Santiago Bernabeu


Roma CITTA’

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GLI ANGOLI DI ROMA Il tempio di Claudio

a cura di Alessandro Proietti

Il tempio del Divino Claudio venne costruito sul colle capitolino del Celio nel 54 d.C. Iniziato dalla moglie Agrippina subito dopo la morte dell'imperatore, fu parzialmente demolito e trasformato in ninfeo monumentale da Nerone, dopo il grande incendio di Roma del 64. Il tempio fu incluso nella Domus Area e collegato con l'Aqva Clavdia tramite l'arcus Neroniani. Vespasiano completò l'opera dopo essere salito al potere, nel 69 d.C. Il luogo scelto per l'edificazione, la parte settentrionale del Celio, non si rivelò adatto. Gli architetti romani dovettero gettare delle imponenti fondazioni per rendere l'area edificabile. La struttura, della quale non resta traccia, era una delle più elevate di Roma: cinquanta metri sul livello del mare e la piattaforma era larga circa duecento metri e profonda centottanta. Nerone distrusse soltanto l'edificio di culto, non le strutture sotterranee che sono ancora visibili e ben conservate sotto la base del campanile e nel convento della Basilica di San Giovanni e Paolo. Il tempio di Claudio, orientato verso il Palatino, aveva con molta probabilità un'imponente scalinata di accesso. Sul lato orientale, l'attuale via Claudia, vi sono i resti dei basamenti, ornati da nicchie rettangolari e semicircolari; dietro questa facciata ci sono dei corridoi a volta e delle stanze a pozzo, che non sembra venissero utilizzati per raccogliere acqua. La parte orientale è la più monumentale e meglio conservata. Fu scoperta nel 1880, all'apertura di Via Claudia. Si tratta di una grande parete di mattoni articolata da una serie di nicchie successive ai lati di un ambiente più esteso. Tra questo enor-

me muraglione ed il terrapieno retrostante corre un'intercapedine utilizzata per l'alloggiamento idrico, evidentemente realizzata da Nerone per rifornire il suo ninfeo. La parete avrebbe dovuto essere rivestita, almeno in parte, di lastre marmoree e completata da un portico colonnato con arcate in corrispondenza delle nicchie. Il lato occidentale era decorato in travertino, su due livelli: al livello inferiore vi erano delle arcate piane, a quello superiore delle arcate curve; il tutto era decorato in ordine dorico con capitelli di pilastro. Dietro questo fronte c'era una strada che passava davanti a

camere in laterizio, probabilmente dei negozi. Il lato settentrionale era composto da stanze a volta, in cui scorrevano delle tubature d'acqua. All'epoca di Nerone erano presenti delle fontane, tanto che dei resti di una di queste, composta da una prora di nave, furono trovati in passato. Il lato meridionale, dovendo sollevare la spianata solo poco al di sopra del colle, era quello meno elaborato. Qui si trova un locale con un abside in cui era collocata verosimilmente una statua. alessandroproietti@illegionario.com


SERIE A

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Quel che resta di... Analisi delle partite SERIE A e Coppa Italia a cura di Nicola Ceolin

Kharja

Come al solito iniziamo il pezzo con i risultati delle semifinali di Coppa Italia: 7 Maggio 2008 ore 20,45 Lazio-Inter 0-2 (Pelè I Cruz I) 8 Maggio 2008 Catania-Roma 1-1 (Aquilani rig. R Silvestri C). Aggiungo un piccolo commento alla seconda semifinale giocata a Catania. La Roma ha raggiunto agevolmente la terza finale di Coppa Italia consecutiva. Ha disputato una partita attenta in difesa visto il vantaggio maturato all'andata con un bellissimo goal segnato da Francesco Totti ed è riuscita a condurre in porto il risultato desiderato. In finale se la vedrà con "l'antipatica" Inter pigliatutto di Roberto Mancini. Il bello è che la finale è una sola e si giocherà allo Stadio Olimpico. Una buona occasione per cerca-

Amoruso

Hamsik

re di portare a casa un altro trofeo importante. All'inizio della stagione quasi tutte le squadre di Serie A mettono in campo compagini imbottite di riserve e snobbano la Coppa Italia; poi nel proseguire la stagione, una volta arrivati alle fasi finali, si mettono in campo le migliori formazioni possibili per tentare la vittoria finale. La Roma da tre anni non ha mai snobbato la Coppa e merita di vincerne un'altra se non altro per aver disputato una stagione calcistica strepitosa comunque vada. Oltretutto possiamo cercare di eguagliare le otto Coppe Italia vinte dalla Juventus. Quale occasione migliore di questa per vincerla e festeggiare davanti ai propri tifosi? Adesso cerchiamo di analizzare i risultati e la classifica della trentasettesima giornata della Serie A. Fiorentina-Parma 3-1 ( Budan P Santana F Semioli F Osvaldo F) Genoa-Lazio 0-2 (Pandev L Rocchi L) Inter-Siena 2-2 (Vieira I Maccarone S Balotelli I Kharja S) Juventus-Catania 1-1 (Martinez C Del Piero J) Livorno-Torino 0-1 (Rosina T) Napoli-Milan 3-1 (Hamsik N Domizzi N rig. Garics N Seedorf M) Palermo-Sampdoria 0-2 ( Cassano S Maggio S) Reggina-Empoli 2-0 (Barreto R Amoruso R) Roma-Atalanta 2-1 ( Panucci R De Rossi R Bellini A) Udinese-Cagliari ( Acquafresca C Cossu C)

Cuper

Questa settimana i goal realizzati in Serie A ammontano a 26. La lotta per lo Scudetto si è riaccesa grazie all'impresa realizzata dal Siena a San Siro contro l'Inter. La compagine allenata dal milanese Mario Beretta ha venduto carissima la pelle pur non avendo obiettivi da raggiungere e ha portato a casa un punto. La Roma, in questo modo, con la vittoria ottenuta facilmente con l'Atalanta è arrivata ad un solo misero punto dalla corazzata del Presidente Moratti. Domenica prossima l'Inter deve andare a giocare sul campo di un Parma che può ancora salvarsi e quindi combatterà con le unghie e con i denti per cercare di batterla e guadagnarsi una miracolosa salvezza. Stessa situazione per la Roma sul campo del Catania. Vincerà la squadra meno tesa. Il Cagliari, invece, si è salvato con una giornata di anticipo e deve ringraziare Ballardini per essere riuscito a realizzare un'impresa che definire disperata è poco. Nel frattempo la Fiorentina di Prandelli è di nuovo quarta con due punti di vantaggio sul Milan e virtualmente qualificata per la Champions ai danni del Milan targato Ancelotti. Il Napoli di Reja ha ottenuto una vittoria di grande prestigio contro lo stesso Diavolo rossonero. Il Torino di De Biasi si è riuscito a salvare grazie ad un grande Rosina che lo ha trascinato alla vittoria. Anche la Reggina di Orlandi ha evitato la retrocessione in Serie B. Come ampiamente previsto la settimana precedente il Livorno di Orsi è andato ufficialmente nella cadetteria. In coda rischiano moltissimo Catania, Parma e Empoli. Due tra queste compagini dovranno per forza di cose scendere un gradino. Auguri! nicolaceolin@illegionario.com


POINT OF VIEW

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L’Altra faccia di roma Lottomatica vince il primo atto dei play off a cura di Alessio Cuminetti

La prima serata dedicata ai playoff regala piacevoli sensazioni alla Lottomatica, che domina (85-59) una Tisettanta Cantù incapace di far fronte alle troppe alternative di gioco proposte a ripetizione da coach Repesa. Primo tempo di studio (42-36), con troppi tiri sbagliati dal perimetro (3/19 da 3 punti in totale) e con il timore di non aver subito compreso il ritmo della serie senza alternative. Anche senza l'arma del tiro dalla distanza (Stefansson è apparso ancora fuori condizione e Lorbek soprattutto nei primi minuti ha abusato nel tiro pesante), l'inerzia della gara la prende subito in mano Roma, guidata con sapienza da Ukic, intelligente a variare il ritmo e a dettare cadenze incomprensibili agli uomini di Dalmonte. Cantù dopo lo sbandamento iniziale, rimane a galla grazie alle triple di Mazzarino e Fitch, ma paga dazio alla capacità dei lunghi atipici di casa. Gregor Fucka sente il clima dei playoff, usa con criterio la sua

immensa apertura alare e, dall'alto di una immensa esperienza, detta legge, si cala alla perfezione nella parte del gregario che deve offrire minuti di qualità e questa volta la qualità è extralusso: 14 punti, 8 rimbalzi di cui 6 offensivi, 2 palle recuperate, 6 falli subiti e un percorso quasi netto dalla linea dei liberi (8/9) a disegnare una prestazione di infinito valore, soprattutto perché nelle poche pause in cui la squadra sembra fermarsi a tirare il fiato c'è sempre lui a prenderla per mano. Il resto lo fanno la disciplina di Ukic in regia (16 punti e 4 assist), il solito impatto sulla gara di Lorbek (15 punti, 3 rimbalzi) un po' addormentato nel primo tempo e di nuovo trascinatore quando c'è da cambiare ritmo per prendere il largo, la grande utilità di De La Fuente (5 punti, 6 rimbalzi), giocatore ombra che entra in tutte le azioni decisive, l'Hawkins (10 punti, 4/5 dal campo, 9 rimbalzi, 2 stoppate) d'annata, quello che ha

imparato la lezione di Repesa trasformandosi da giocatore spettacolare a uomo poco appariscente ma eccezionalmente utile, e la velocità di Jaaber (10 punti, 3 recuperi), mani fulminee e spina nel fianco dell'attacco ospite. Bene così, la prima montagna è scalata senza eccessivi patemi, perché dopo la conclusione balbuziente della stagione regolare, faceva paura tutto ciò che girava intorno alla recita d'esordio di un playoff che Roma vuole sia il più lungo possibile: si dice che gara1 sia la più insidiosa e gara3 quella decisiva di ogni serie. L'inizio è promettente e l'insidia è stata dribblata con grande sicurezza, adesso bisognerà vedere in che condizioni si arriverà alla partita considerata decisiva, perché già martedì sera i destini delle due squadre torneranno a incrociarsi a campi invertiti, in una frenesia di emozioni che non lascia respiro. alessiocuminetti@illegionario.com

Roma è semifinale! Dopo aver toppato nel secondo match, la Lottomatica riesca a vincere gara 3 dei play off (86-67) e già sabato sera potrà giocarsi al Piannella il match ball per l'accesso alle semifinali contro Avellino. Anche giovedì sera, per venire a capo della questione, la squadra di Repesa ha dovuto faticare da matti, con gli ospiti che per mezz'ora le sono rimasti appiccicati come una piattola, le hanno succhiato sangue e energie a ogni bivio della partita, prima di cedere le armi di fronte alla maggior profondità della panchina di Roma e alla differenza di talento visibile ad occhio nudo. Per una volta i grandi protagonisti cedono il

passo ai gregari e la barca la tengono a galla i faticatori del canestro, con Gabini (15 punti, 2 triple, 8 rimbalzi) che ritrova la vena che sembrava smarrita sotto le fatiche di una lunghissima stagione, De la Fuente (16 punti, 4 rimbalzi, 2 assist) splendido uomo ombra del gruppo, poco visibile ma infinitamente concreto quando c'è da nascondere le difficoltà di qualche suo compagno e Jaaber (11 punti, 5 recuperi), folletto con le mani fulminanti, arrivato in corso d'opera con le credenziali di grande attaccante e rivelatosi strada facendo ottimo difensore. La partita gira su due episodi chiave: l'espulsione di Dalmonte, coach

ospite, per proteste contro gli arbitri, quando ancora deve suonare la sirena di metà gara e un ultimo quarto in cui la Lottomatica dà fuoco alle polveri, presa per mano dall'infinita esperienza di Fucka (4 assist, 7 punti) e da una difesa finalmente intensa come richiesto dal suo tecnico. Il ritmo forsennato dei playoff impone subito una replica immediata, sabato sera (ore 21) si torna in Brianza, sul luogo del delitto di gara 2, per provare a chiuderla qui e a tirare il fiato prima della semifinale, che vorrebbe dire anche conquista per il terzo anno consecutivo dell'Eurolega, obiettivo minimo di una stagione vissuta in altalena.


CAMILLA HA BISOGNO DI NOI! Scusami se non riesco a parlarti, a darti la mano, a giocare e a correre con te, ma sono malata. Ho due cose strane; i medici le chiamano "MICROCEFALIA CON IPOPLASIA PONTE CEREBELLARE e SINDROME DI WEST". Boh?! Io so solo che le cellule del mio cervello proprio non vogliono saperne di funzionare bene, sembrano luci spente; per fortuna che ci sono il mio papà e la mia mamma, ma mi mancano tanto riuscire a giocare con un'amica del cuore, con la bambola preferita, coi cuginetti, i compagni di scuola, le maestre… I medici italiani hanno detto che "ha bisogno di una particolare ossigenoterapia in camera iperbarica eseguibile esclusivamente presso l'Ocean Hyperbaric Neurological Center in Florida" e negli U.S.A. hanno detto che "ha ottime possibilità di miglioramenti in seguito alla fisioterapia pediatrica intensive e all'Ossigeno Terapia” ma, c'è un ma, come sempre… ogni anno di terapia, da farsi quanto prima (dopo il 7° anno di età i tempi di recupero aumentano), costa 265.665,00 dollari, oltre al costo per il soggiorno negli States dei genitori... e la terapia dura TRE ANNI!!! Tutto qui! Il papà di Camilla è un pompiere, uno di quelli che spengono il fuoco per gli altri e che si è trovato ben altro "fuoco" in casa; la mamma deve per forza fare la casalinga per poter fare la mamma di Camilla! Camilla ti chiede una mano. Puoi parlare con i suoi genitori Mariano Luise (339.2099315) ed Anna Salatiello, (334.6975837). Puoi contattare l'Associazione "Camilla, la Stella che brilla", sul sito

www.camillalastellachebrilla.it E puoi dare realmente una mano a Camilla versando quel che vuoi e quel che puoi e quel che riesci a ricevere da amici e parenti sul c/c 100000001231 intestato ad Anna Salatiello presso il Banco di Napoli-Filiale di Qualiano (NA) IBAN:IT69D0101040120100000001231

Camilla non può farlo con la sua voce ma quegli occhioni ti dicono "GRAZIE"!!!


Il Legionario n. 60  

settimanale on line dei tifosi giallorossi

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