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ltre la O Prevenzione

e e è viver prevenir SEZIONE PROVINCIALE DI SONDRIO

N° 16 MARZO 2018

Un Progetto a cura dello Sportello Servizio alla Persona LILT "OLtre la Prevenzione"

PSICONCOLOGIA A CON-TATTO CON IL TUMORE

LA MEDITAZIONE CHE

CURA

TRA CIBO E SALUTE

PRIMO PIANO La Settimana Nazionale della Prevenzione Oncologica


prevenire è vivere

Redattore e Proprietario Lega Italiana Lotta contro i Tumori Sezione Provinciale di Sondrio

Direttore Responsabile

Claudio Barbonetti

Coordinamento redazionale Silvia Forni

Testi a cura degli specialisti della LILT Sondrio

Progetto grafico e impaginazione Silvia Forni

Redazione via IV Novembre, 21 23100 Sondrio (SO) www.legatumoriso.it infolegatumoriso.it


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Editoriale Cari Amici, sono lieto di aprire questo editoriale con un saluto di benvenuto a tutti i lettori. In esso pubblicheremo notizie utili di cultura della prevenzione e tutte le attività che ci riguardano, con lo scopo di tenervi aggiornati e darvi qualche consiglio. Colgo inoltre l’occasione per ricordare che, la Lega Italiana per la Lotta contro i tumori è impegnata sul territorio valtellinese a essere un punto di riferimento rispetto ad un tema molto delicato, quello delle neoplasie. Impegnata e determinata per il bene della comunità, concentrando e condividendo programmi e strategie con le istituzioni, la scuola, la pubblica amministrazione e i servizi territoriali che operano tutti attorno alla salute; perché convinta che ogni forma di collaborazione stia alla base della buona riuscita di ogni progetto con le stesse finalità ( la salute delle persone) e fondamento di ogni forma di crescita. Il primo numero di questo progetto si apre in concomitanza con la SNPO (Settimana Nazionale della Prevenzione Oncologica), proprio per ricordare a tutti che la prevenzione deve divenire lo stile di vita nella quotidianità di ognuno, dato che è l'arma migliore nella lotta contro il tumore. Grazie per essere entrati nel nostro periodico, con l’augurio che questo diventi un appuntamento proficuo per tutti. Il Presidente Dr. Claudio Barbonetti


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Spazio Prevenzione Presso l'ambulatorio LILT Sondrio in via IV Novembre, 21 puoi sottoporti a visite ed esami di diagnosi precoce e trovare le informazioni che cerchi sui vari livelli di prevenzione. Basta chiamare il num. 0342 219413 negli orari 8.00-12.00 e 14.00-18.00 dal lunedì al venerdì e prenotare la tua visita.

I NOSTRI SERVIZI Screening visite senologiche con ecografia e mammografia Agoaspirati di alterazioni strutturali Corsi per la disassuefazione dal fumo Consulenza psicologica Visite ginecologiche con ecografia T.V e PAP TEST Visite di dermatologia oncologica Visite urologiche con ecografia

SERVIZI "Oltre la Prevenzione" Lo Sportello LILT "Oltre Prevenzione è uno spazio dedicato a tutti quelli che sono stati colpiti dal tumore e/o i loro cari. Attraverso l'accesso allo Sportello puoi ricevere accoglienza e orientamento, puoi essere messo in contatto con la nostra psicologa per una consulenza, puoi partecipare ai laboratori di meditazione-arte-terapia o musicoterapia. Inoltre puoi essere indirizzato per il disbrigo delle pratiche burocratiche. Per ricevere assistenza è sufficiente chiamare il num. 3921634510: attivo dalle 9.00 alle 18.00, dal lunedì al venerdì. Saremo lieti di aiutarvi. PROGETTO REALIZZATO GRAZIE AL SOSTEGNO DELLA FONDAZIONE ProValtellina Onlus


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SETTIMANA NAZIONALE DELLA

PREVENZIONE ONCOLOGICA

XVII Edizione

Un' iniziativa questa, della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, promossa nel mese di marzo in tutto il Paese e che la Sezione Provinciale di Sondrio sostiene, come ogni anno, con il particolare intento di promuovere gli stili di vita salutari. Quando si parla di cultura della prevenzione si pongono due ordini di questioni: quella della prevenzione primaria e quella della diagnosi precoce. La prima è sicuramente il punto da cui partire, ma la seconda rimane fondamentale. La diagnosi precoce è ancora, in molti casi, l'antidoto insostituibile alla guarigione. In quest'ottica si svilupperà la serata d'informazione che si terrà per il Coordinamento donne CISL, in collaborazione con ATS della Montagna. Il 28 Marzo ore 20.30, a chiudere il mese sarà l'incontro presso la Sala Vitali di Sondrio "IL CAMMINO DELLA PREVENZIONE LUNGO LE VIE DELLA VITA". Un appuntamento, questo, richiesto dalla CISL di Sondrio che spiega: " il nostro intento è arrivare a creare consapevolezza su quelli che sono gli strumenti che oggi sono a nostra disposizione in tema di prevenzione e soprattutto su quella necessità di prendersi cura di sé, che passa anche da un corretto stile di vita e un "monitoraggio" costante del proprio benessere psicofisico".


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SETTIMANA NAZIONALE DELLA

PREVENZIONE ONCOLOGICA

XVII Edizione 17-25 marzo 2018

L'olio extravergine di oliva è, da sempre, il testimonial di questa campagna tesa a sottolineare come le buone abitudini, a partire dalla corretta alimentazione, sia insita nella nostra storia e nella nostra cultura. Così, il simbolo della campagna targato LILT scenderà in piazza grazie ai volontari che allestiranno degli stand per la vendita dell'olio e per rilasciare brochure informative, nelle principali piazze della provincia. Le nostre date: 18 marzo a Berbenno, 20 marzo ad Ardenno, 24 marzo a Sondrio e Morbegno. Da quest'anno, d'intesa con Federfarma Sondrio ed il locale Ordine dei Farmacisti, sarà possibile trovare l'olio LILT corredato dalla guida SNPO, anche nelle Farmacie della Provincia aderenti all'iniziativa.

Dr. Cesare Mazzocchi Ordine dei Farmacisti

Dr. Massimo Ferri Presidente Federfarma Sondrio


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PSICONCOLOGIA L'INTERVISTA ALLA PSICOTERAPEUTA

A con-tatto con il tumore a cura di Ivan Bormolini

Quando parliamo dell’insorgere di patologie tumorali, il discorso clinico cade sull’iter di cure, interventi chirurgici, chemioterapia e radioterapia. Nella normalità dei discorsi tra persone non addette ai lavori, a livello generale, si tende a non parlare dell’aspetto psicologico che ovviamente dopo una diagnosi di malattia oncologica muta sia per il malato che per la sua famiglia. Poco tempo fa ho letto che nella persona a cui viene diagnosticato un tumore, si genera un senso di confusione che è paragonabile ai secondi successivi ad una scossa di terremoto. Questo è davvero tremendo se pensiamo che il paziente o la paziente deve affrontare un periodo difficile in cui gli ostacoli da superare sono molti. Che ruolo gioca la psiche di una persona affetta da malattie oncologiche in un periodo di cure in cui si vanno a sommare stanchezza psicologica ed un’oggettiva debolezza fisica? Ed ancora quali aspetti negativi o positivi si possono innescare nel delicato equilibrio tra mente e corpo? Sono tutte domande a cui non sappiamo dare una risposta, per cui abbiamo deciso di dedicare l’intervista di questo mese alla Dott. ssa Maria Paola Cremonesi, psicologa e psicoterapeuta, che dal 2004 si occupa di psicologia clinica in ambito oncologico e collabora attivamente con la Lega Italiana per la lotta contro i Tumori Sezione di Sondrio.


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Dottoressa Cremonesi, in primo luogo le chiediamo: di cosa si occupa la Psiconcologia?

La Psiconcologia si situa come interfaccia dell’oncologia , da un lato, e della psicologia clinica e della psichiatria, dall’altro, e come riportato e condiviso dalle diverse società di psiconcologia a livello internazionale, (www.ipos-society.org), analizza due significative dimensioni legate al cancro: 1) l’impatto psicologico, comportamentale, sociale e spirituale della malattia sul paziente, la sua famiglia e l’ èquipe curante; 2) il ruolo dei fattori psicologici e comportamentali nella prevenzione, nella diagnosi precoce e nella cura delle neoplasie. E’una disciplina professionale che si concentra sulle dimensioni psicosociali e comportamentali delle malattie neoplasiche, come parte di un approccio comprensivo e globale del paziente e della sua famiglia. La cura psicologica in oncologia è parte integrante di una strategia terapeutica più ampia, a partire dalla diagnosi e durante l’intero corso di malattia, inclusivo della fase dei trattamenti attivi, della remissione, della sopravvivenza, della recidiva e della fase avanzata e di fine vita. La specificità della psiconcologia consiste nel suo rivolgersi a pazienti il cui disagio psicologico non dipende primariamente da un disturbo psicopatologico nel senso specifico del termine (benché diversi disturbi siano presenti nelle persone ammalate di cancro), ma è generato dalla situazione traumatizzante della malattia.

L’affrontare la patologia tumorale con spirito positivo da parte del paziente aiuta il paziente stesso?

Se per “spirito positivo” intendiamo una spinta interna in termini di collaborazione attiva

nelle cure e nel recupero della propria vita, direi proprio di sì. Pur nelle difficoltà, e sono tante, diventa quanto mai fondamentale valorizzare tutto ciò che di positivo ci possa essere. Anche per mantenere quella fiducia che aiuta nel percorso verso la guarigione. Ecco perché può essere rilevante per l’ammalato e i suoi familiari, ricercare anche piccoli momenti di benessere che diano valore a giornate lunghe, faticose a talvolta dolorose. Semplici attività: una passeggiata in compagnia del proprio cane, un libro o la visione di un film, una partita a carte con gli amici, il recupero di un vecchio hobby … il concentrarsi su qualcosa, in particolare se è piacevole, stimola la volontà del paziente e distoglie la mente dalla malattia. Un segno positivo significativo nella quotidianità del malato è la presenza del futuro. Quando sento parlare un paziente oncologico di futuro significa che ha ritrovato la voglia di programmare ancora la propria vita. La riconquista del futuro, anche prossimo, la ripresa della progettualità, anche su piccoli aspetti e piccoli eventi, rappresenta un forte segnale che la sua relazione con i curanti e con la terapia sta procedendo nella giusta direzione. Certamente l’ ascolto e l’osservazione clinica non si limitano a questi indicatori ma individuarli consente di avere una prima impressione sulla quale costruire un’analisi più approfondita.

Nel caso contrario, come intervenire? Quale necessario supporto psicologico da fornire al paziente? La malattia può essere immaginata come una possibile variazione della normalità della vita, una variazione, più o meno permanente del nostro stato di salute. I tumori, in particolare, hanno molte forme e, come tutte le altre patologie si rivelano su due livelli: uno concreto ed evidente che si manifesta nel corpo e nelle sensazioni fisiche, ed uno più “astratto” che riguarda la dimensione psicologica, ovvero l’insieme dei nostri pensieri, percezioni, emozioni e sentimenti.


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Quando la dimensione psicologica del paziente viene compromessa in modo significativo, è evidente una sofferenza ed un’intolleranza al cambiamento che la diagnosi ha recato alla vita della persona. Il cancro, è di fatto un trauma che rischia di sconvolgere l’intera vita del malato, di comprometterne la vita sociale, i rapporti con le persone, la percezione di sé e degli altri. Provoca profondi cambiamenti a cui bisogna sapersi in qualche modo adattare. Quindi sarebbe utile poter individuare il disagio ed affrontarlo subito. A volte si dà per scontata la sofferenza psicologica da parte di chi scopre di essere malato di tumore e di chi gli sta vicino; invece va considerata e curata così come si cura il dolore fisico. Già nel Piano Oncologico Nazionale 2010-2012 si stabilisce che “l’attivazione – nelle diverse neoplasie e fasi di malattia, di percorsi psiconcologici di prevenzione, cura e riabilitazione del disagio emozionale, siano essi di supporto o più specificatamente psicoterapeutici (individuali, di gruppo, di coppia, familiari) – risulta fondamentale per il paziente e per la sua famiglia”. Una maggiore coscienza di quello che si sta vivendo può aiutare a affrontare meglio la situazione. Chi è cosciente della lotta che sta portando avanti, aderisce meglio alle terapie, riesce a parlarne più attivamente con i medici così da aiutarli a personalizzare la cura in modo che risulti più efficace.

In linea generale, a fronte della sua esperienza in ambito ospedaliero, sono più i casi di pazienti che affrontano la malattia oppure quelli che si danno per vinti? In questi anni di esperienza clinica ho seguito moltissimi casi, ognuno diverso dall’altro. La maggior parte dei malati che ho conosciuto non si è data per vinta. E nel momento in cui si è riscontrato questo sentore l’equipè curante o i familiari hanno provveduto al sostegno. Per fortuna, anche nelle situazioni più gravi c’è una fondamentale componente umana che in qualche modo, e in qualche fase della malattia, prima o poi si presenta ed è lo spirito di sopravvivenza. Grazie anche a questa risorsa interna è possibile “stare a galla” per fronteggiare le situazioni più traumatiche e devastanti.

Quale ruolo gioca o deve giocare, nel lungo percorso di cura, la famiglia del paziente? Gran parte dei malati che raccontano la loro storia mette in evidenza che il ruolo dei familiari è stato fondamentale.

Un ruolo che deve avere, possibilmente, alcune caratteristiche: stare vicini tutelando l’autonomia del paziente, condividere la sofferenza, ma anche trasmettere ottimismo e positività. Il paziente, a meno che non abbia un carattere particolarmente positivo, per difesa tende a vedere il bicchiere mezzo vuoto: chi gli sta vicino può aiutarlo a vederlo mezzo pieno, ad apprezzare la vita per quello che dà, una sorta di “carpe diem” costante, a regalare momenti di spensieratezza. Se il familiare non si sente in grado di farlo, può chiedere aiuto a sua volta ad altri, parenti, amici, psicologi. In ogni famiglia c’è quasi sempre un componente che diventa il referente del paziente per tutto quanto concerne la sua malattia, le cure e l’assistenza. Un “accompagnatore del percorso”, in genere designato dall’ammalato, in psicologia clinica il “caregiver”. Come si può immaginare anche il carico emotivo di cui il caregiver si fa portatore può avere un limite. E’ consigliabile anche per lui rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta prima di incorrere nella “sindrome del burn out” , una sindrome di esaurimento psicofisico a cui ogni persona coinvolta in una relazione di aiuto può andare incontro.


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I familiari dei pazienti oncologici richiedono un aiuto per affrontare il percorso di malattia di un loro congiunto? In generale sono più i pazienti o i loro parenti che si rivolgono allo psicologo? Personalmente ho riscontrato che sono più richiedenti i pazienti . Non solo durante il percorso di cura ma anche a terapie terminate: una fase temporale in cui sono previsti solo controlli di follow-up e nella quale il malato spesso prova un vissuto di abbandono, in cui riferisce una sensazione di perdita del controllo sulla malattia che durante le diverse terapie aveva acquisito. Non sono comunque rare le domande di aiuto da parte dei familiari nel senso che frequentemente il parente esprime la sua richiesta anche implicitamente, attraverso comportamenti ansiosi ed ipercontrollanti durante la frequenza in reparto del congiunto. Molto più consapevole, da parte del familiare, è la necessità di aiuto al termine delle terapie, per l’elaborazione del percorso di malattia affrontato insieme al paziente oppure dopo il decesso, per l’elaborazione del lutto.

Quali sono le soddisfazioni di un curante quando un paziente guarisce e quale sensazione si prova quando, nonostante l’impegno umano e professionale, un paziente non ce la fa? In ambito oncologico, come in tutti i campi medici, il clinico si trova a dover gestire una relazione con il paziente che prevede un certo rischio di perdita. In particolare l’ èquipe oncologica in genere è formata specificamente a questa evenienza e possiede strumenti utili a gestire le situazioni più drammatiche. Come psicoterapeuta ho una formazione ancora più specialistica rispetto alla gestione della relazione significativa che sta alla base dell’alleanza terapeutica per il sostegno psicologico. Questa preparazione serve per stare “vicino, alla giusta distanza” dal paziente in modo da tutelare i vissuti emotivi di entrambi. Certamente quando il paziente guarisce si condivide con lui, i familiari e gli altri membri dell’ èquipe la gioia umana e professionale che deriva dal successo terapeutico in senso globale.


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TRA CIBO E SALUTE

La ricetta proposta dalla nostra dietista

SARDE GRATINATE AL FORNO Da provare perché … si tratta di una ricetta tradizionale, facile e veloce da realizzare, “povera” per il basso costo dell’ingrediente principale, le sarde, rispetto ad altre tipologie di pesce, ma ricca di gusto e, ricca, soprattutto, di proprietà salutistiche, in quanto prevede come ingredienti principali il pesce azzurro e l’olio extravergine di oliva, due alimenti con componenti ad azione “anti”: antiossidante, antinfiammatoria, antitumorale.


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Ingredienti: • 600 g di sarde già pulite ed eviscerate • Pangrattato q.b. (meglio se integrale) • Olio extravergine di oliva • Prezzemolo (o alloro, salvia e origano a piacere) • Aglio (facoltativo) • Sale, pepe • Limone a fette

Preparazione Disporre uno strato di sarde in modo da coprire il fondo di una pirofila in terracotta, che avrete precedentemente unto con olio extravergine di oliva e spolverato di pane grattugiato. Coprire le sarde con altro pangrattato, prezzemolo ed un poco di aglio tritati, quindi salare con parsimonia e irrorare con l’olio. Disporre un secondo strato di sarde sopra il primo e procedere alternando a strati di pangrattato, prezzemolo, olio ed aglio le sarde, fino al termine degli ingredienti. Salare e pepare l’ultimo strato, quindi infornare a 200° C per 20 minuti circa. Servire ogni piatto con una fettina di limone.

Le proprietà salutistiche L’OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA. La caratteristica peculiare di quest’olio è il fatto d’essere ottenuto da un frutto, per l’appunto l’oliva, anziché da un seme, da cui invece derivano i succedanei oli di semi. In virtù di questa sua provenienza, l’olio vergine ed extravergine di oliva può essere estratto con processi meccanici dal frutto, e non richiede i processi di raffinazione a cui vengono invece sottoposti gli oli di semi, con potenziale produzione di composti dannosi per la salute umana, come i grassi trans. Nel processo di estrazione, l’olio di oliva porta con sé una minima parte di acqua, piccola ma sufficiente a disciogliere sostanze ad azione antiossidante, benefiche per il nostro organismo, in primis composti fenolici. L’olio di oliva è composto al 99% circa da sostanze grasse, in prevalenza trigliceridi, e possiede, perciò, un elevato potere calorico.

Il profilo nutrizionale dei grassi che lo compongono è ottimale per l’alimentazione umana: troviamo un 75% circa di acido oleico, in grado di aumentare i livelli ematici del colesterolo “buono” HDL, un 10% circa di acido linoleico, della serie omega – 6, e un 1% circa di acido linolenico, della serie omega -3.Gli acidi grassi linoleico e linolenico non possono essere prodotti dal nostro organismo, per il quale risultano, però, assolutamente necessari, e l’olio d’oliva ne rappresenta un’ottima fonte. Questi due acidi grassi hanno un importante ruolo nella prevenzione della patologia cardiovascolare: il linolenico aiuta a ridurre i livelli di colesterolo LDL nel sangue mentre il linolenico esercita una medesima azione a livello dei trigliceridi circolanti nei vasi sanguigni. I grassi insaturi della serie omega – 3 e omega – 6, pur avendo importanti proprietà salutistiche,


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sono molto instabili e, quindi, andrebbero facilmente incontro a reazioni pericolose per il nostro organismo quando entrassero in contatto con i radicali liberi dell’ossigeno (sostanze dannose per la salute, in grado di determinare alterazioni e patologie metaboliche, che si generano nelle reazioni organiche del nostro corpo) se non fosse per la presenza, negli oli vergini di oliva, di abbondanti quantità di antiossidanti, composti in grado di prevenire o interrompere le pericolose reazioni ossidative ad opera dei radicali liberi dell’ossigeno. Nel pool di antiossidanti dell’olio extravergine di oliva troviamo diversi tipo di sostanze, tra cui: la vitamina E, che protegge i grassi nelle membrane delle nostre cellule dal danno ad opera dei radicali liberi; i carotenoidi, tra cui il beta – carotene e la clorofilla; l’oleuropeina, composto non solubile nei grassi e quindi presente disciolto nelle piccole tracce di acqua che compongono l’olio di oliva; gli agliconi, sostanze antiossidanti che si generano durante l’estrazione dell’olio a partire dall’oleuropeina e sono responsabili del gusto amaro tipico degli oli di oliva di grande qualità; lo squalene, di cui l’olio di oliva rappresenta una delle maggiori fonti alimentari. Un’altra sostanza protettiva per la salute presente è il beta – sitosterolo che, oltre ad avere proprietà antiossidanti, contribuisce a regolare i livelli di colesterolo LDL nel sangue. LE SARDE. Sono ricche, come più in generale tutto il pesce azzurro, di grassi buoni dal nome complicato, l’acido docosaesaonoico e l’acido eicosapentaenoico (DHA e EPA), due acidi grassi polinsaturi a lunga catena della serie omega – 3, dall’ importante azione antinfiammatoria, antitumorale, anti – ipertensiva e inibente l’aggregazione piastrinica ed i processi trombotici alla base dei fenomeni cardiovascolari. Contengono vitamina A, un potente antiossidante, e vitamina D, in grado, oltre che di promuovere l’assorbimento del calcio e la salute delle ossa, di stimolare i processi di differenziazione cellulare a livello intestinale, azione molto importante nella prevenzione della malattia tumorale.

L’AGLIO. È un valido aiuto nella prevenzione di malattie cardiovascolari, in grado di ridurre il livello del colesterolo cosiddetto “cattivo” LDL e dei trigliceridi, prevenire la formazione di trombi e placche ateromasiche, regolare la pressione arteriosa; è un ottimo antitumorale, capace di inibire la crescita di cellule cancerose e addirittura di stimolarne la distruzione; ha proprietà antibatteriche, antibiotiche ed aiuta a tenere sotto controllo i valori glicemici. La gran parte di queste proprietà salutistiche dipende da un principio attivo, chiamato alliina e responsabile anche dell’odore pungente caratteristico dell’aglio. L’alliina si genera a partire da un suo precursore, l’allicina, nel momento in cui gli spicchi d’aglio vengono tagliati, schiacciati o triturati. di Sara Muffatti- Dietista


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LA MEDITAZIONE CHE CURA DI SILVIA FORNI

La pratica meditativa in oncologia è conosciuta ed entrata in ambito sanitario, ormai da vent'anni, attraverso il metodo Armoniosa Mente. Il focus, in questo metodo è posto sulla Mente che, “rifacendosi ai principi teorici della fisica quantistica, intende creare una condizione di armonia nel sistema energetico della persona malata”. Diverse ricerche hanno evidenziato gli effetti della meditazione sui sintomi fisici e psicologici ad esse connesse, dimostrando una diminuzione dei livelli di dolore, ansia, depressione, stress e un miglioramento dell’umore. Altre ricerche poi, hanno analizzato gli effetti delle pratiche meditative nel trattamento del dolore connesso a patologie mediche. Da qualche anno anche in LILT- Sondrio si parla di meditazione. All’ interno del Progetto “Oltre la Prevenzione” per tutti i pazienti oncologici ed ex oncologici è stato riservato un corso di meditazione tenuto dalla CENTRO STUDI TIBETANI TENZIN CIÖ LING di Sondrio. L’intento è offrire informazione sanitaria e sui corretti stili di vita da un lato e, dall'altro, apprendere una tecnica (la meditazione) che si propone di ristrutturare l’esperienza di malattia a livello psichico.

È ormai ben noto come la psiche giochi un ruolo importante nel percorso di cura del tumore; pertanto tutto ciò che può aiutare a stare meglio, ad alleviare i dolori a donarci un po’ di serenità e persino a riporre più fiducia nelle cure e nel proprio medico è fondamentale. “La meditazione è un importante strumento che varie discipline, filosofie e religioni offrono, sia come prevenzione che come terapia. La tradizione tibetana, alla quale il Centro Studi fa riferimento, parte da una premessa: la salute dell’individuo parte dalla cura della propria mente (o, come diremmo noi in Occidente, della propria anima).” –spiega Valter Foppoli del Centro Tenzin -


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“E’ ovviamente importante curare il corpo, con una corretta alimentazione e adottando dei giusti rimedi in caso di malattie, ma accanto a queste “buone pratiche”, una cosa ancora più importante è il riequilibrio a livello mentale. Tutti, chi più chi meno, soffriamo di altri tipi di malattie, come l’invidia, la gelosia, l’orgoglio, la rabbia, l’eccessivo attaccamento a persone e situazioni e così via". E aggiunge: “La meditazione è appunto quello strumento che all'inizio permette di divenire pienamente consapevoli del contenuto della propria mente (quali sono i disagi, quali le potenzialità) e poi, con l’utilizzo di svariate tecniche, interviene andando a “risistemare” le situazioni che ci paiono carenti o malate. È abbastanza illusorio pensare che la salute dell’individuo dipenda esclusivamente dalla medicina. Dovremmo invece considerare anche le altre “parti”, la nostra personalità, i nostri bisogni e desideri, perfino i nostri sogni, sia quelli “ad occhi aperti” sia quelli che facciamo quando dormiamo. “

Ogni venerdì dalle 13.15 alle 14, Valter tiene l'incontro di meditazione presso il Centro di via Pelosi, 5 a Sondrio. La partecipazione è adatta a tutti e assolutamente gratuita per informazioni: 328-7689759 Se sei un paziente oncologico o ex oncologico LILT ti offre la possibilità di fare un percorso di meditazione guidata con questa scuola. Chiama il numero “Oltre la Prevenzione” 392 163 4510 e concediti il tuo momento. www.centrotenzin.org


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ISTITUTI SARACENO E ROMEGIALLI DI MORBEGNO La parola d'ordine è PREVENZIONE

Il Saraceno-Romegialli ancora una volta in prima fila nel panorama Valtellinese per parlare di prevenzione. E lo fa attraverso una serie di azioni mirate. Aids, tumori, prevenzione dai danni dei raggi solari, prevenzione al tabagismo; questi sono solo alcuni temi trattati in classe o in occasione della recente Assemblea di istituto. “Crediamo molto nei nostri ragazzi, e soprattutto, come educatori, puntiamo a farli crescere responsabilmente” parla il Dirigente dell’Istituto Prof. Antonino Costa “Ogni giorno mettiamo in atto tutte le strategie a nostra disposizione per renderli consapevoli dei pericoli e delle conseguenze che i comportamenti errati possono portare”. I ragazzi hanno bisogno di adulti che siano saldi nel loro ruolo educativo e che abbiano voglia di discutere con loro su perché certe regole e limiti siano necessari ed indispensabili come strumenti di crescita. Già lo scorso anno scolastico sono state effettuate delle lezioni mirate ad una maggior consapevolezza riguardo la prevenzione; quest’anno è nata una vera e propria collaborazione con la Lilt, lega italiana per la lotta contro i tumori, di Sondrio, che docenti ed alunni si augurano possa durare nel tempo. “Le persone non vogliono parlare di tumori, l’argomento non è piacevole e purtroppo tocca tutti più o meno da vicino” sottolinea Nicoletta Paganoni, docente di Cultura Medica presso il plesso Romegialli,

“ma è necessario conoscere i pericoli dei nostri comportamenti e tutto quello che possiamo fare è attuare una corretta prevenzione” Prevenzione che comincia dalle buone pratiche, a tavola e nella vita, ma che continua conoscendo e effettuando, ad esempio per quanto riguarda alcune patologie tumorali, i test di screening”. A partire da dicembre molte classi a rotazione hanno effettuato o effettueranno interventi ad hoc pensati proprio per loro. Si va da interventi contro il tabagismo per le classi prime a lezioni sull’ igiene delle mani per alcune classi terze del settore sociale, fino ad arrivare a trattare il tema dei tumori e della loro prevenzione in quarta o seconda sulla base del programma annuale svolto con gli insegnanti.


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LESIONI PRECANCEROSE DEL CAVO ORALE Le lesioni precancerose della cavità orale rappresentano uno dei maggiori fattori di rischio per l'insorgenza del carcinoma della bocca. Facilmente diagnosticabili, ma il più delle volte misconosciute, tali lesioni risultano possedere capacità evolutive dimostrate verso forme neoplastiche maligne tanto da meritare l'appellativo di "precancerosi", "potenzialmente cancerose" o "cancerizzabili". Per questa loro nefasta prerogativa queste lesioni assumono il ruolo di indubbia importanza nella "prevenzione secondaria" del carcinoma del cavo orale, essendo fondamentale un corretto iter diagnostico e terapeutico per l'intercettazione di forme tumorali maligne in fase precoce. Nonostante gli sviluppi delle procedure e tecniche di trattamento, si calcola che il tasso di sospravvivenza dei carcinomi della bocca a 5 anni rimanga ancora approssimativamente del 50% a causa del mancato riconoscimento di queste lesioni sia tumorali sia precursori del tumore. La WHO (World Health Organization) ha definito le lesioni precancerose come " alterazioni morfologiche della mucosa riferibili ad espressioni locali di malattie generalizzate, ovvero a reazioni localizzate da fattori irritativi cronici, che hanno una probabilità di degenerare superiore a quella della mucosa normale". Tra i fattori di rischio sono da annoverare il consumo di tabacco (sigaretta, sigaro, pipa), di betel e chutta, le deficienze nutrizionali, i disordini metabolici (carenze vitaminiche, di ferro, sindrome di plummer-Vinson), le radiazioni (ionizzanti, diagnostiche, e terapeutiche), la scarsa igiene orale, alcune attività lavorative (pescatori, tessili, idraulici, siderurgici),


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l'intossicazione da Arsenio e metalli pesanti, ed infine, ma con ampi margini di incertezza, la glossite (infiammazione della lingua) e la sifilide. L'utilizzo e l'abuso del tabacco svolge un ruolo preminente nell'insorgenza di alcune lesioni precancerose della bocca. Il meccanismo attraverso cui l'uso del tabacco può provocare lesioni della mucosa è sia di tipo fisico (sviluppo di calore ed azione irritativa diretta) sia chimico (liberazione di sostanze tossiche cancerogene quali nitrosamine, idrocarburi e metalli). Anche l'assunzione cronica di alcool viene indicata come probabile agente favorente direttamente (carcinogeno primario) o indirettamente (cocarcinogeno o veicolante) lo sviluppo di tali lesioni. Gli squilibri dietetici in caso di etilismo cronico giocano anche essi un ruolo importante in alcune patologie preneoplastiche da ipovitaminosi della cavità orale: la mancata assunzione di principi nutritivi come la Vitamina C ed il Beta-carotene (vitamina A), così come l'alterato assorbimento o metabolismo di oligoelementi quali ferro, zinco, magnesio, calcio, fosforo, determina un deficit nell'azione antiossidante, epitelioprotettiva e cicatrizzante esplicata da tali sostanze. E' chiaro che la presenza contemporanea di più fattori di rischio aumenti in modo esponenziale il rischio di lesioni precancerose e tumore. La presenza di condizioni orali scadenti con residui radicolari infetti, protesi inadeguate e non modificate da decenni, presenza di corone od otturazioni metalliche scheggiate e taglienti, elementi dentari malposizionati o ectopici, possono assumere valore causale dunque ancor più se associati alle già citate abitudini voluttuarie (tabagismo ed etilismo) o ad altre variabili quali il tipo di occupazione (lavoratori esposti a sostanze irritanti o radiazioni), o malattie infettive (candidiasi cronica, sifilide, herpes). La ricerca negli ultimi anni ha rilevato come anche la presenza di forme virali (papilloma -virus, Virus erpetici, HIV) così come un'alterazione in senso deficitario del sistema immunologico


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(Lichen planus, epidermolisi bollosa, lupus eritematoso, fibrosi sottomucosa) siano fattori favorenti l'insorgenza di tali lesioni. Le lesioni precancerose, una volta manifeste, non hanno tutte lo stesso potenziale di trasformazione maligna. Tra le precancerosi "obbligate" , cioè a potenziale non trascurabile di trasformazione neoplastica, la più frequente è la "leucoplachia", che risulta essere il più significativo fattore di rischio specifico per il carcinoma della cavità orale soprattutto fra i maschi adulti dopo i 50 anni, con un rischio cinque volte maggiore di ammalarsi di cancro. Riportiamo la definizione della WHO della leucoplachia: placca di colorito bianco perlaceo, non asportabile meccanicamente, di forma e grandezza variabile, a superficie liscia o granulosa, di consistenza duro-elastica, che non può essre attribuita nè sul piano clinico nè su quello anatomopatologico a qualsiasi altra malattia". Si presenta ed è osservabile come una lesione prevalentemente bianca della mucosa della bocca con caratteristiche morfologiche di lesione piana o rilevata (a basso rischio), esofitica o vegetante (rischio basso ma intorno al 15% di cancerizzazione), o bianco-rossastra con aree di mucosa disepitelizzata (alto rischio di cancerizzazione, >50%). Altra forma ad alto rischio è il Lichen Planus, lesione mucosa a genesi autoimmune, che a seconda della forma di presentazione presenta un rischio più o meno alto di cancerizzazione (forma reticolare, papulare, bollosa ed erosiva). Queste lesioni di solito non danno mai sintomi evidenti o chiari. La loro osservazione diretta e la percezione con la lingua di un'area di consistenza differente rispetto alla mucosa circostante devono essere segnali d'allarme, sosprattutto se tali lesioni non sono rispondenti ad alcuna terapia e non vanno via neanche con l'asportazione meccanica (brushing con lo spazzolino da denti).

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prevenire è vivere

La prima arma è avere la consapevolezza dell'esistenza di tali lesioni e successivamente, per una diagnosi tempestiva e corretta, sottoporsi ad una visita specialistica (odontostomatologica o otorinolaringoiatrica) per intercettare forme di malattia preneoplastiche o neoplastiche in fase precoce più facilmente curabili (prevenzione secondaria). Forme, invece, di prevenzione primaria sono oltre il corretto e sano stile di vita (alimentazione ricca di verdura e frutta, attività sportiva, abbandono di abusi voluttuari come fumo e alcool) la corretta igiene orale e la cura di problemi dentari o alla bocca anche considerati di scarsa importanza.

DIRETTORE ORL ASST VALTELLINA ED ALTO LARIO Dr. Massimiliano Nardone

CORSI DI DISASSUEFAZIONE DAL FUMO Vi ricordiamo che presso a LILT di Sondrio, la Dr. sa Canclini propone percorsi individuali e di gruppo per smettere di fumare. Un aiuto psicologico per smettere risulta prezioso, quando da soli non riusciamo. Iniziare a volerlo è il primo vero passo per farcela!


I volontari sono il cuore delle nostre azioni. ― FANNO COL CUORE E VANNO DRITTI AL CUORE DELLA GENTE ―

Diventa anche tu un volontario LILT per aiutarci a profondere la cultura della prevenzione e per aiutarci a realizzare i nostri eventi scrivi a: info@legatumoriso.it TI ASPETTIAMO!


prevenire è vivere

GRAZIE A TUTTI GLI AMICI CHE CI HANNO SOSTENUTO PER LA DONAZIONE DA PARTE DELLA S.T.P.S DI SONDRIO

Il regalo di pensionamento dei signori Pietro Movigliatti e Germi Roberto è stato sostituito da un meraviglioso gesto di solidarietà. Segno che il regalo è due volte più apprezzato sapendo che può' fare la differenza nella vita di qualcun altro.

PER LA SAGRA DI SAN BELLO CAMMINATA E CURSA LILT

Si ringrazia davvero sentitamente la Proloco Amici di Berbenno e tutti i volontari che hanno organizzato e reso fondamentale la riuscita dell'evento.

BE AS WELCOMING AS POSSIBLE! Ricordiamo che ogni erogazione liberale fatta ad una Onlus è detraibile!


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