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Sede: Gruppo Consiliare Liga Veneta Lega Nord Padania - Consiglio Regionale del Veneto - San Marco 2321/b - 30124 Venezia tel 041.270.1428 fax 041.525.6360 - leganord@consiglioveneto.it www.leganord.veneto.it

Febbraio 2011

Federico Caner e Luca Zaia

Anno 10 - Numero 1

Veneti, governiamo Il coraggio di le grandi sfide! puntare sul futuro di Luca Zaia, Governatore del Veneto

di Federico Caner, Capogruppo Lega Nord in Consiglio Regionale

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a Lega per la prima volta, in Veneto e in Piemonte, è alla guida di una Regione. E in questi primi mesi ha dimostrato di saper esprimere capacità di decidere e amministrare: sono state prodotte quasi 2000 delibere e oltre 15 disegni di legge, che testimoniano la dedizione al lavoro e l’impegno degli assessori. Questo governo regionale, con la collaborazione del Consiglio, ha portato a casa risultati importanti come per esempio la destinazione, nell’ambito della manovra di assestamento di bilancio, di 35 milioni di euro per costituire un fondo di garanzia, insieme a Veneto Sviluppo, Confidi e banche, per favorire l’accesso al credito delle imprese. In materia di sanità abbiamo realizzato il libro bianco che costituisce una pietra miliare per l’approccio innovativo e manageriale utilizzato, una fotografia precisa della situazione per capire dove e come intervenire. Il passo successivo sarà il piano socio sanitario che disegnerà gli interventi da realizzare con l’obiettivo di consolidare l’eccellenza della nostra sanità e migliorarne l’efficienza. Lo Statuto è quasi completato e in Consiglio Regionale sta procedendo a grande velocità. Sono stati riallacciati i rapporti con le molte comunità venete nel mondo e la legge sul turismo è pronta e nelle prossime settimane sarà presentata ai diversi interlocutori. Un discorso a parte merita l’alluvione. continua a pag. 2

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AUTOGOVERNO, O IL VENETO DICE BASTA! di Gian Paolo Gobbo, Segretario Nazionale della Liga Veneta Lega Nord Padania

ome capogruppo della Lega Nord in Consiglio regionale, con una squadra di 14 consiglieri e 6 assessori, ringrazio di cuore gli elettori che ci hanno dato fiducia, consegnandoci un successo notevole alle elezioni dello scorso marzo. Siamo onorati della responsabilità che ci è stata affidata e pronti a raccogliere questa grande sfida, pur coscienti della grave crisi economica internazionale che attanaglia anche la nostra operosa terra. Sono 130mila i disoccupati in Veneto, il 12% dei quali giovani, e il bilancio regionale è stato decurtato di 500 milioni di euro rispetto all’anno passato. Tuttavia, dobbiamo avere il coraggio di scommettere sul futuro: l’etimologia greca della parola “crisi”, non a caso, include la nozione di problema e di superamento dello stesso, indica il punto decisivo, la forza risolutiva che risiede nel cambiamento. Ebbene, stiamo lavorando per attuare tale trasformazione. Per il momento abbiamo stanziato 50 milioni di fondi straordinari per la cassa integrazione, abbiamo finanziato con 27 milioni 2.400 nuove imprese giovanili e femminili, abbiamo concesso 35 milioni a garanzia dei mutui alle nostre aziende e c’è già il via libera delle banche per attivare una leva finanziaria da quattro miliardi per le imprese. Ma serve l’impegno di tutti per far ripartire la nostra economia. Il Veneto, d’altra parte, è la Regione

Amici veneti, da 25 anni sediamo nel parlamento regionale lavorando per l’identità e l’autogoverno del nostro Popolo! Molto abbiamo realizzato in cinque lustri, non ultima la vittoria di Luca Zaia e della nostra squadra alle elezioni 2010. Un successo che spalanca le porte ad una nuova stagione di riforme, per costruire finalmente l’autogoverno del Veneto in un’Italia federalista. Vogliamo sancire in modo forte quali sono i valori identitari del nostro Popolo, quelli che ci hanno resi grandi, quelli ereditati dalla più longeva civiltà di sempre, la Repubblica di San Marco. Innanzitutto la famiglia, primo nucleo di coesione sociale e tra-

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dalla regione

Veneti, governiamo le grandi sfide! di Luca Zaia, Governatore del Veneto www.lucazaia.it presidenza@regione.veneto.it continua da pag. 1

Innanzitutto, il mio grazie va ai veneti residenti nelle zone colpite, che hanno dimostrato di che pasta è fatto il popolo veneto mettendosi a svuotare i seminterrati, i garage e ad ammassare i sacchi di sabbia sugli argini e per le strade. È stata, inoltre, grande la dimostrazione di solidarietà manifestata dai veneti e anche dal resto del Paese per i cittadini e i territori devastati dal maltempo. Sono stati raccolti complessivamente oltre tre milioni e mezzo di euro. E le istituzioni, a partire dalla Regione e dal Commissariato di cui sono a capo, hanno ottenuto 300 milioni dal Governo e il primo acconto è già arrivato. Tutto questo in tempi da record. Le sfide che ci attendono sono ancora molte, una su tutte: il federalismo. È la madre di tutte le nostre battaglie, una partita fondamentale non solo per la Regione, ma per tutto il Paese, una grande riforma dello Stato, l’unica capace di tenerlo unito e, nello stesso tempo, di ammodernarlo. Per continuare a riformare questa regione e questo Paese abbiamo bisogno di avere il vento in poppa e le prossime sfide elettorali sono il banco di prova con cui dimostrare che abbiamo il popolo dalla nostra parte. Il mio grazie va fin da ora a tutti i militanti che si impegneranno nelle prossime campagne elettorali. Sono convinto che sapremo raccogliere ancora una volta un grande risultato.

Il coraggio di puntare sul futuro di Federico Caner, Capogruppo Lega Nord in Consiglio Regionale - www.caner.it canerf@consiglioveneto.it continua da pag. 1

del lavoro: i lavoratori dipendenti, la piccola impresa forte della sinergia tra operai e imprenditori, l’artigianato, il popolo delle partite Iva, sono il cuore pulsante del nostro sistema socio-economico. È necessario dare corpo al bisogno di certezza nel futuro, valorizzare il lavoro in tutte le sue forme ed espressioni, offrire sicurezza e tranquillità, autonomia sociale alle persone e alle famiglie. In tal senso l’attuazione del federalismo contrattuale consentirebbe a ogni Regione di commisurare gli stipendi al costo della vita. Compito della Regione del Veneto, quindi, è assumere una logica di programmazione, per proporre strategie e linee guida di alto profilo e demandare la parte amministrativa a livello territoriale, agli enti locali. Quella che vogliamo, infatti, è una Regione capace di confrontarsi a livello internazionale mantenendo salde le proprie radici: ecco perché porteremo prestissimo in aula il nuovo Statuto del Veneto, che deve tutelare in particolare chi nel tempo si è legato in maniera forte al territorio, contribuendone in modo significativo allo sviluppo. È importante sottolineare che il Veneto del domani, grazie all’applicazione del federalismo, potrà godere di autonomia impositiva: sarà cioè in grado di gestire le proprie risorse finanziarie in maniera autonoma, modificando tributi o aliquote in base alle proprie necessità e opportunità, ma potrà anche decidere la linea di intervento a seconda del momento economico. Tutto questo servirà a rendere il territorio competitivo e a garantire la possibilità di attirare capitali non solo dall’estero ma anche dalle regioni limitrofe a Statuto speciale, che spesso causano una concorrenza sleale con le nostre province, alcune delle quali soffrono questa situazione più di altre (è il caso emblematico di Belluno). Un Veneto autonomo in un’Italia federale, in cui i popoli possano autodeterminare il proprio futuro: questo è ciò che vogliamo. Non abbiamo intenzione di accettare ulteriori sacrifici per ovviare all’indicibile spreco di risorse del Meridione. Non è razzismo, né egoismo localistico. È piuttosto senso di responsabilità, dettato dalla consapevolezza che chi amministra bene e assiste a enormi sperperi di denaro e a privilegi concessi ingiustamente non può sostenere l’unità del Paese, l’unità di uno Stato sull’orlo del baratro che si è dimostrato ingrato con chi ha dato tanto e troppo generoso, invece, con chi ha scialacquato. A ragione, già nel 1854, Carlo Cattaneo, grande pensatore e pioniere del federalismo all’alba dell’unificazione italiana, sosteneva che il parlamento unico è inadeguato a risolvere tutti i problemi di una nazione, poiché essi variano profondamente da una regione all’altra. Così dichiarava nei suoi scritti: “Qualunque sia la comunanza dei pensieri e dei sentimenti che una lingua propaga tra le famiglie e le comuni, un parlamento adunato in Londra non farà mai contenta l’America; un parlamento adunato in Parigi non farà mai contenta Ginevra; leggi discusse in Napoli non risusciteranno mai la giacente Sicilia, né una maggioranza piemontese si crederà in debito mai di pensare notte e giorno a trasformare la Sardegna, o potrà rendere tollerabili tutti i suoi provvedimenti in Venezia o in Milano”. Concetti ancora attuali, che dimostrano un senso pratico della realtà che oggi manca a certa classe politica.

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smissione della nostra cultura, poi il lavoro e il senso del dovere, quindi il volontariato e la solidarietà… Sono queste le radici del Popolo Veneto, visto e considerato che il Veneto è entrato in Italia ben 5 anni dopo dell’Unità, cioè nel 1866, attraverso un referendum pilotato e monco della volontà popolare! In un’epoca in cui troppi parlano di multiculturalismo, noi Veneti non dobbiamo perdere la nostra identità, quella che ci deriva da 1.100 anni di storia. E che ci dice che non vogliamo più accettare sacrifici per “rattoppare” i guai di un Paese che non riconosce i valori del Veneto, di una parte d’Italia che celebra una flebile unità cercando di seppellire la storia del nostro Popolo. La nostra storia ed unità sono plurisecolari: noi Veneti oggi gridiamo ad alta voce che chi amministra bene (e penso ai nostri sindaci, ai nostri presidenti di Provincia, ai nostri rappresentanti in Regione) non può farsi ancora carico dello sperpero e della mala gestione dello Stato. Unica salvezza può essere solo la riforma federalista tanto osteggiata dai “partiti del Sud”. Il Veneto è forte non solo di una ricchezza materiale che in pochissimi decenni ci ha portato, per capacità ed intelligenza e con grande senso del sacrificio, a essere una grande Regione Europea, ma soprattutto di alti valori di efficienza dei nostri Enti locali, capaci di azioni semplici, economiche e senza inutili formalità: grazie a loro, nel nostro territorio il federalismo sarebbe possibile già da tempo. È ora che lo Stato centrale ci lasci le risorse provenienti dalle nostre tasse, che ci sia data la possibilità di autogovernarci (e l’articolo 2 dello Statuto veneto del 1971 già lo prevede chiaramente) perché se la “locomotiva Veneto” si ferma, ne risentirà l’intero Paese! È sufficiente guardare i numeri: la nostra Regione non ha nulla a che spartire con la Calabria o con la Campania, che nemmeno si prendono la briga di presentare i bilanci di una Sanità in profondo rosso; non abbiamo niente in comune con la guerriglia di Napoli che affonda sotto tonnellate di rifiuti pur essendo stati erogati per decenni fondi immensi e in mano a loro Commissari; non abbiamo nulla da spartire con le indagini della magistratura sulla Giunta pugliese di Vendola o con gli scandali degli ospedali della Sicilia, o con i buchi amministrativi di Roma, Catania eccetera. Per sancire il nostro bisogno di autogoverno in un’Italia federale, dobbiamo vincere una scommessa: dotare il Veneto di uno Statuto che fissi le radici da cui veniamo e i traguardi che vogliamo raggiungere, che rimarchi la nostra autonomia e la nostra identità, che parli di “Sistema veneto”, inteso come rete di istituzioni pubbliche e private che rivendicano dallo Stato centrale competenze e risorse, garantendo in cambio la capacità di saperle amministrare con responsabilità. Proprio alla luce del buon governo dimostrato dai nostri sindaci ed amministratori, chiediamo a gran voce una nuova stagione di autonomia, che sanciremo in modo forte con quella spinta federalista che da sempre ci appartiene e che sta per concretizzarsi. Questa è la nostra scommessa per intraprendere le riforme. Scommettiamo sulla sfida dell’autogoverno, che renderà possibili tutele e benefici speciali a chi nel tempo ha dimostrato un forte legame col territorio: è giusto che in un momento di crisi le nostre scelte siano orientate a “premiare” chi ha lavorato bene per il Veneto, chi ci ha resi grandi, chi ci rende fieri della nostra identità di Popolo! E la Lega, abituata da decenni alle battaglie per il Popolo Veneto, non si tira indietro!


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Alluvione: l’orgoglio dei veneti “diversamente italiani” il miracolo del nostro popolo : ci siamo rimboccati le maniche ed abbiamo spazzato il fango . il presidente zaia ha consegnato gli acconti a famiglie e imprese in soli 47 giorni

I NUMERI DELL’ALLUVIONE Comuni colpiti 131 Popolazione coinvolta 500.000 veneti Morti 2 Sfollati 14.113 Comuni gravemente danneggiati 86 Strade chiuse 44 Frane e smottamenti 51 Esondazioni e allagamenti 29 Rotture di argini 15 Superficie interessata da allagamenti 140 km/q Animali morti 230.000 capi Ospedali e strutture evacuati 3 Volontari Protezione civile impiegati 2.350 Vigili del fuoco impiegati 800 Militari impiegati 285 Centri di accoglienza attivati 14 Sale operative di gestione emergenza 8

Un’alluvione di solidarietà, di dignità, di orgoglio di popolo, che ancora una volta ha dimostrato quanto noi veneti siamo “diversamente italiani”. Mentre, nei primi giorni dello scorso novembre per le strade di Napoli andava in scena la guerriglia dei rifiuti, mentre giornali e tv nazionali ignoravano il dramma di oltre nostri 14.000 sfollati, i veneti si sono rimboccati le maniche differenziando i loro beni ormai divenuti rifiuto, spalando il fango e ricostruendo gli argini dei fiumi per evitare al più presto un’altra tragedia. L’alluvione senza precedenti che ha colpito il Veneto lo scorso 31 ottobre ha investito il nostro territorio trasformando i paesi e i campi in laghi, provocando frane, danneggiando o distruggendo argini, strade, abitazioni, beni, allevamenti, aziende. Ma il nostro popolo ha saputo affrontare a testa alta l’emergenza, senza recriminare, senza piagnistei. Mentre i veneti spalavano il fango, forti del loro orgoglio e dell’aiuto di 2.350 volontari oltre alle 1.000 unità di soccorso, il presidente Zaia, dopo soli 8 giorni dal disastro, aveva già in mano il decreto di stanziamento dei primi 300 milioni dal Governo. Gli acconti, cosa unica e mai accaduta prima, sono stati consegnati agli alluvionati dopo soli 47 giorni dal disastro. Un piccolo “miracolo” insomma: il popolo veneto ha saputo reagire, ancora una volta senza suppliche, ma rimboccandosi le maniche e lavorando per tornare alla normalità, dimostrando una dignità che ci rende orgogliosi. Val la pena ricordare i numeri dell’alluvione: 293 comuni coinvolti in cinque province; 14.113 cittadini sfollati; 2 morti nel vicentino; 3.931 imprese paralizzate. Vicenza è stata invasa per il 20% dall’acqua del Bacchiglione e del Retrone. L’autostrada

A4 è rimasta chiusa per quattro giorni, 55 strade principali sono state bloccate, 51 le frane e gli smottamenti, 15 le rotture di argini, 29 le esondazioni e gli allagamenti su una superficie complessiva di 140 chilometri quadrati, 230.000 gli animali annegati. Sono stati inoltre evacuati l’Ospedale di Motta di Livenza (Treviso) e due strutture sociosanitarie. Il recupero è stato repentino, grazie alla messa in opera di 14 centri di accoglienza e 27 punti operativi, mentre sul campo sono accorsi 285 militari, 800 vigili del fuoco e 2.350 volontari. Per documentare tutto questo, la Regione del Veneto ha realizzato un libro, “Veneto Ferito”, stampato gratuitamente da Grafica Veneta SPA; sono state raccolte fotografie rappresentative, fornite dalla Protezione Civile Regionale, dai quotidiani del Veneto, dai loro fotografi e da semplici cittadini. Ma la vera gara di solidarietà, partita immediatamente a ridosso della tragedia, si è concretizzata in una gigantesca maratona di raccolta fondi sia attraverso sms che con conto corrente. Il numero sms (45501), attivo fino a metà dello scorso gennaio, ha contribuito a raccogliere 1.815.408 euro: una cifra sostanziosa, che si affianca ai quasi cinque milioni finora versati nel conto acceso presso Unicredit Banca ed ancora aperto. Chi volesse ancora donare, può effettuare un versamento intestato a “Regione del Veneto”, causale “Emergenza alluvione novembre 2010”, codice Iban: IT62D0200802017000101116078, codice BIC SWIFT per le transazioni internazionali: UNCRITM1VF2. Per le imprese i contributi sono totalmente deducibili, per le persone fisiche lo sono per il 19% entro il limite massimo di 2.065,83 euro. Tutte le istruzioni, le foto, i documenti e le news sono visibili al sito www.venetoalluvionato.it.


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La ripresa parte dai nostri giovani “Senza i giovani non c’è futuro. Senza i giovani non c’è comunità”. Con queste parole il governatore Zaia ha spiegato la politica della Regione per togliere i nostri ragazzi, moltissimi laureati e brillanti, da un futuro di disoccupazione sia intellettuale che effettiva. Sono stati diversi negli ultimi mesi gli interventi del governo del Veneto per aiutare i giovani nella loro attività o ad aprire una propria azienda. Ad esempio in Agricoltura: nel biennio 2009/2010, col supporto del Psr, si sono insediati circa 1000 nuovi imprenditori, che diverranno 1200 entro fine 2011. Solo nel 2010, l’assessorato regionale è riuscito a dare una risposta positiva all’80% delle domande presentate dai giovani agricoltori delle zone montane e al 54% delle richieste formulate per la pianura, con una crescita sostanziale del numero o della percentuale dei beneficiari (in pratica 292 aziende condotte da giovani imprenditori su un insieme di 480 domande ammesse). Per questa partita sono stati messi sul piatto 33 milioni di euro complessivi, finanziando il doppio delle richieste rispetto al passato. Sono invece 27 (quasi due volte lo stanziamento iniziale) i milioni con cui, attraverso il Programma Operativo Regionale, sono stati erogati contributi a 2400 giovani e donne che hanno deciso di aprire una nuova azienda. L’aumento di fondi ha consentito di coprire il 75% delle domande arrivate (3200, con un aumento esponenziale rispetto agli anni passati). Con il programma di interventi per l’anno in corso, la Regione punta anche a consolidare la “cultura d’impresa” nei giovani e la formazione, individuando figure di tutor che possano accompa-

scuola quadri

Archivio Coldiretti

in agricoltura , grazie ai finanziamenti regionali , nascono 1.200 nuove imprese ; stanziati 27 milioni di euro per l ’ imprenditoria giovanile e femminile , coperte 2.400 domande

gnare i nuovi imprenditori; si punterà inoltre sulla promozione di attività artigianali tradizionali per un recupero in chiave moderna, focalizzando l’attenzione sulla conciliazione dei tempi per l’imprenditoria femminile.

Conoscere per decidere con responsabilità

per la prima volta itinerante nel bellunese , la scuola leghista di formazione amministrativa in 5 anni ha “ diplomato “ mille studenti , preparati all ’ evoluzione della politica locale e nazionale . moltissimi i giovani e i laureati .

“Conoscere per decidere” è il motto con cui in 5 anni, dalla data della “fondazione” della Scuola Quadri nel 2006, la Lega Nord ha formato circa 1000 ‘studenti’ di età media inferiore ai 30 anni. Militanti, amministratori, ma anche semplici simpatizzanti, che tra settembre ed ottobre scorsi si sono riuniti per tre sabati presso la Tenuta Nogherazza di Castion (Belluno). La scelta di rendere da quest’anno itineranti le lezioni, non casualmente, ha portato la Scuola nel Bellunese come segnale di attenzione alla montagna veneta, alla sua specificità e fragilità e alle potenziali forme di autogoverno delle terre alte già introdotte nella bozza di Statuto in discussione in Consiglio regionale. Uno sguardo particolare, nell’ambito della Scuola Quadri 2010, è stato dedicato all’amministrazione negli Enti locali: ai giovani sindaci, assessori, consiglieri si sono rivolti nei loro interventi sia il segretario nazionale Gian Paolo Gobbo, sia il capogruppo in Consiglio regionale Federico Caner, sia il presidente Luca Zaia, che ha richiamato ad una maggior responsabilità e ad azioni di governo sempre trasparenti. “In 5 anni abbiamo assistito ad un’evoluzione decisa della classe dirigente della Lega – ha spiegato Caner –. Oggi la Lega governa un quarto dei Comuni veneti, quattro Province e due capoluoghi, e da un anno anche la Regione: tutto questo richiede sempre più preparazione e formazione, da cui non possiamo prescindere”. Importanti i numeri dell’ultima Scuola Quadri: su 180 iscritti, tre erano 19enni, un centinaio under-30, ben 93 laureati, 120 già amministratori locali. Ad assistere alle lezioni (tenute dai prof. Sandro De Nardi, Giuseppe Gangemi, Luca Brusati, Paolo Fedele, Gian Angelo Bellati e Francesco Pareti) sono arrivati anche alcuni rappresentanti di gruppi consiliari di Regioni storicamente di centrosinistra, con l’intenzione di insediare anche da loro una Scuola Quadri su modello di quella della Liga Veneta, stante il volume delle richieste di formazione amministrativa.


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I politici regionali si tagliano gli stipendi

approvata in consiglio la legge che riduce i compensi e decurta la spesa per le auto blu Un milione di euro l’anno in meno: a tanto ammontano i risparmi per le casse regionali dopo la legge approvata prima di Natale, per tagliare i compensi di noi consiglieri tra i 450 e gli 800 euro al mese e ridurre al minimo la spesa per i mezzi di servizio (le auto blu e i motoscafi regionali). I nostri stipendi erano comunque già ben inferiori ai parametri del Decreto Calderoli, ma in tempo di crisi abbiamo ritenuto ugualmente di dare un segnale ai veneti, ed in particolare a tutte quelle famiglie gravate dalla disoccupazione. La riduzione d’indennità di carica varierà da 120 a 470 euro al mese. Inoltre abbiamo fissato anche la riduzione della “diaria”, che consentirà un ulteriore risparmio per le casse regionali di 325 euro mensili a consigliere. Complessivamente gli emolumenti mensili dei parlamentari veneti subiranno, quindi, una riduzione che varierà da 800 a 450 euro. La nostra legge affronta, poi, uno degli aspetti più impopolari dei costi della politica: quello legato all’uso delle “auto blu”. Il testo approvato stabilisce che la spesa dovrà essere inferiore dell’80% rispetto a quella registrata nel 2009 e stabilisce che i vertici dei vari enti, agenzie e società regionali non possano utilizzare auto di servizio per il trasferimento dall’abitazione al luogo di lavoro. Una prima significativa e doverosa riduzione dei costi, insomma, che potrà essere completata in sede di approvazione dello Statuto, stabilendo anche il taglio del numero dei membri del Consiglio veneto.

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Unità d’Italia? Celebrar l’Unità d’Italia par ’a Lega Nord no ga nesun senso: no gavemo gnente da festejar par ‘na data che no ne apartien, anca se rispetemo chi che considera l’esar italiani un vaeòr. Par tute ‘ste rason, se semo astegnui in Consejo regional co xe stà da votar el progeto de lege che finansiarà co’ altri fondi veneti l’Unità. Nonostante a lege sia stada ala fine aprovada dala magioransa de l’aula, noialtri continuemo a pensar che in un momento de crisi e de scarsità de risorse come queo atuàe, sia un spreco de schei publici festejar l’aniversario. A Lega prima de tuto ’a difende i vaeori del Veneto. A nostra sensibiità, a nostra identità, a stessa storia del Veneto e de Venessia in particoear, i ne impone de sostegnar i nostri ideai, quei dea Serenissima, prima e pì duratura esperienza de Republica ne l’Europa monarchica, straordinario laboratorio de civiltà e de cultura milenarie fondae su l’autonomia dei popoi. Proprio el rispeto dee identità locai e ‘a conservasion dee specificità del Popolo Veneto, xe ala base dea nostra poitica. In ‘sto senso, il modeo federae xe a risposta par salvaguardar l’identità de tuti i popoi, par aumentar a modernità e ‘e risorse pa’i nostri teritori, par favorir el benesere dei cittadini, premiando chi merita de esar premià, come el nostro Veneto virtuoso. Dovemo pretendar queo che ne toca de dirito, ora, sensa aver da spetar chi che no xe pronto. E se par far questo xe necessario smarcarse da certo Sud, no stemo tirarse indrio in nome de sentimenti “buonisti” e de una retorica falsa de Patria che fa fadiga a riconoscer a noialtri veneti ‘a giusta autonomia, quea che se meritemo. FEDERICO CANER Capogruppo Liga Veneta Lega Nord Padania in Consiglio Regionale


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Bilancio di “salute pubblica” per il Veneto manovra regionale responsabile che taglierà soprattutto le spese inutili , evitando al veneto virtuoso sanzioni dall ’ europa

Quello della Regione per il 2011 sarà un Bilancio di “salute pubblica”, reso necessario dalla situazione che abbiamo trovato un anno fa e dalla necessità di operare tagli dopo la riduzione dei trasferimenti da Roma. Il Veneto ha scelto una linea di rigore, preso atto dei tagli operati dal Governo (-358 milioni) per rassicurare i mercati internazionali mettendo al riparo il sistema Italia da attacchi speculativi e sanzioni Ue. Con senso di responsabilità e sapendo comunque di essere sempre stati virtuosi, abbiamo deciso di fare la nostra parte per non aumentare il debito pubblico nazionale, mentre altre regioni (ad esempio la Sicilia) hanno deliberato di sforare il patto di stabilità in segno di protesta, unendo altri sprechi a quelli già in essere. La precedente Giunta, presieduta da Galan, ha esaurito la possibilità per le casse regionali di effettuare investimenti, e da parte dell’opposizione, per il solo Bilancio dello scorso anno, sono stati proposti ben 21 emendamenti per spese extra pari a 23.450.000 euro. Serve perciò oggi senso di responsabilità, iniziando a ridurre le spese inutili come ad esempio quelle per l’eccessiva burocrazia che sottrae alle imprese 16,6 miliardi l’anno ed aumenta in maniera esponenziale i costi pubblici.

Statuto del lavoro autonomo

Nuove tutele per le partite IVA Il Veneto potrebbe essere il primo in Italia ad adottare una serie di strumenti normativi e previdenziali per le piccole e medie imprese, gli artigiani, le partite Iva, i liberi professionisti. Lo Statuto del Lavoro autonomo, progetto di legge presentato dalla Lega in Consiglio regionale, verrà infatti presto portato in aula, con l’obiettivo di dotare finalmente il mondo degli autonomi, oggi privo di un sistema di Welfare, di una adeguata “copertura” previdenziale. Elaborato in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia, lo Statuto prevede esenzioni fiscali, contributi economici in particolare ad aziende di giovani donne, finanziamenti agevolati per l’avvio di nuove imprese, la tutela delle “nuove professioni” non contemplate dai registri delle Camere di Commercio. La Lega, in questo, conta dell’appoggio delle categorie produttive, che ci hanno espresso in Consiglio regionale la necessità che il Welfare per gli autonomi riceva un voto bipartisan da tutta l’aula. Questo significa “fare politica”, agire in maniera unitaria per impedire che le partite Iva siano relegate ad una precarietà previdenziale futura che va ben oltre quella momentanea di un compenso incerto, e che non permette loro di costruirsi una famiglia o una stabilità. Allo stesso tempo, crediamo serva una visione della dimensione occupazionale capace di passare dalla prospettiva del “posto fisso” a quella più moderna del “lavoro fisso”, al di là della troppo netta ed anacronistica separazione tra dipendenti ed autonomi. Grazie alla Lega, finalmente la politica affronta il problema della disoccupazione “silente”, quella che non fa rumore (pur legittimo!) come i 200-300 operai di una fabbrica che chiude, quella composta da migliaia di partite Iva che singolarmente soffrono la mancanza di lavoro e di tutele, e per questo non vengono considerate come parte sociale perché faticano a fare “massa critica” a causa di un cronico deficit di rappresentanza.

un unico Marchio di Qualità

Ecco il “Made in Veneto“

Semplifichiamo la galassia di marchi di qualità di cui il Veneto dispone nei vari settori produttivi, dal Primario all’Industria ai servizi. Investiamo su un unico logo per le nostre eccellenze, che qualifichi senza ombra di dubbio il “made in Veneto”, fornendo nello stesso tempo alle piccole imprese una compensazione per le difficoltà di disporre di marchi d’azienda universalmente riconosciuti. è questo il senso del progetto di legge che stiamo portando avanti in Consiglio regionale, per istituire il marchio “Qualità Veneto”: un logo semplice, con l’effigie del nostro Leone, a disposizione delle imprese di qualunque settore che ne faranno richiesta alla Regione, ottemperando allo specifico disciplinare. In questo modo, apponendolo sui loro prodotti, rientreranno nella vastissima campagna di promozione unitaria del Veneto a livello mondiale, ottenendo maggiore competitività nei mercati internazionali. Tra i parametri per ottenere il marchio, abbiamo inserito anche requisiti “non tecnici”, come l’assenza di lavoro infantile nelle imprese, la regolarità contributiva, ma anche il rispetto degli standard dei contratti collettivi e sugli orari di lavoro, l’assenza di condanne per il titolare dell’impresa e di procedure fallimentari in atto.


LA PA RO L A A I co n s i glie ri

La nostra squadra

Padova

Matteo Toscani Vicepresidente Consiglio Regionale

Maurizio Conte Assessore all’Ambiente

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www.maurizioconte.it assessore.conte@regione.veneto.it

Federalismo e specificità per la ripresa della montagna bellunese L’11 gennaio scorso il Consiglio provinciale di Belluno ha approvato la proposta di referendum per il passaggio dell’intero territorio al Trentino Alto Adige. Il mio rispetto per i promotori di questa iniziativa e per i 16.500 cittadini che l’hanno sottoscritta, mi porta innanzitutto ad interrogarmi sulle risposte di cui hanno bisogno le terre alte bellunesi. Dopo 15 anni da sindaco di un comune di montagna, penso di conoscere gli aspetti più preoccupanti: la popolazione è sempre più anziana, le terre alte rischiano l’abbandono, soffriamo la concorrenza di vicini ricchi e potenti, abbiamo strade e servizi a volte inadeguati, il manifatturiero è in crisi e il turismo non decolla. È dunque comprensibile che molti bellunesi guardino con invidia alle vicine realtà a statuto speciale. Perché loro possono avere finanziamenti a fondo perduto per rimodernare gli alberghi o per avviare un’attività e noi no? Perché loro possono avere un sostegno economico per ogni figlio e noi no? Perché loro possono permettersi servizi sempre più efficienti e noi no? Domande legittime: qual è allora la terapia per guarire la nostra provincia? Non credo che la soluzione sia un referendum che non può portare all’obiettivo che si prefigge, sia per la complessità dell’iter legislativo, sia per la posizione di Trento e Bolzano. La carenza di risorse e di autonomia si può risolvere solo con l’attuazione del federalismo e con il riconoscimento della specificità bellunese nel nuovo Statuto regionale. Entrambi questi traguardi sembrano oggi essere vicini. Hanno forse il “difetto” di essere una rivoluzione silenziosa, che non fa lo stesso rumore di una consultazione popolare. Ma hanno il grande pregio di essere una terapia efficace e attuabile, e non un’operazione propagandistica e mediatica.

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SANTINO BOZZA

Un terzo del Consiglio regionale e metà della Giunta sono a trazione leghista. Un risultato arrivato grazie alla volontà dei veneti, che un anno fa hanno dato fiducia alla Lega Nord e al governatore Luca Zaia, consegnandoci per la prima volta il timone della Regione. Un mandato che, in tempo di crisi e di scarsità di risorse, stiamo portando avanti avendo ben presente la responsabilità cui siamo chiamati. Ecco quindi, dalle parole di assessori e consiglieri appartenenti al Gruppo che presiedo, le principali azioni su cui ci stiamo muovendo, per rispondere alle richieste e alle esigenze dei veneti non solo nell’immediato, ma anche con una visione lungimirante soprattutto a vantaggio delle giovani generazioni e delle categorie sensibili. Il capogruppo Federico Caner

Belluno

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Argini e fiumi, le nostre priorità per scongiurare un’altra alluvione L’alluvione che ha colpito la nostra regione ha messo tutti noi veneti in una condizione di riflessione. La realtà venutasi a creare dopo gli straripamenti e le rotture di argini e fiumi, ha reimpostato le priorità in fatto di nuove manutenzioni ed opere. La Lega Nord che per cura e controllo del territorio ha sempre combattuto, anche in questo caso ha deciso di concentrare al massimo la propria attenzione su fiumi e corsi d’acqua. Il mio assessorato è lo strumento più efficace ed incisivo per poter intervenire con decisione. Voglio evidenziare che nell’emergenza merita un plauso la dedizione dei volontari che si sono dati da fare, e in primis la Protezione Civile. Bisogna riconoscere anche la brillante azione di coordinamento che c’è stata con i Consorzi di Bonifica e con i Geni Civili della nostra Regione. Ma il futuro cosa ci riserva? Dovremmo ancora porre uno scontro di equità politica per poter trattenere le risorse necessarie ai dovuti risarcimenti? In questa occasione di emergenza è stata avanzata una richiesta pari ad un decimo del gettito che il Veneto versa in un anno nelle casse dello Stato centrale. Proprio qui la ragione trova il nodo più stretto da sbrogliare. Cito un esempio, quello della Regione Sicilia che per la protezione boschiva impegna una cifra 22 volte maggiore a quella del Veneto (1455 euro ad ettaro contro i nostri 65). Voglio anche rammentare gli oltre 10 mila forestali presenti nella Regione Calabria a fronte dei 700 Veneti. La riforma federale è quanto mai indispensabile, e spero pertanto che questa forma di riorganizzazione imprima a tutte le Regioni il principio cardine attorno a cui essa ruota e cioè la responsabilità.

bozzas@consiglioveneto.it

Nuovo regolamento per le multe sui treni: punire i furbi e tutelare i pendolari Sanzionare i furbetti e non chi per dimenticanza, fretta o guasti alle macchinette sale sui treni senza obliterare il biglietto. Il senso della riforma del regolamento ferroviario, da me portata avanti come prima proposta in II Commissione e poi in Consiglio, è proprio questa: tutelare i viaggiatori che troppo spesso fruiscono di servizi scadenti, di vagoni sovraffollati, di servizi ferroviari insufficienti sia come pulizia che come frequenza. Ne sono testimone in prima persona, essendo pendolare anch’io ogni volta che mi reco da Monselice a Venezia. Proprio a bordo treno, molta gente spesso mi ferma per spiegarmi un disagio di cui si accorge in modo tangibile solo chi viaggia con Trenitalia: una situazione al limite della decenza, acqua che entra nelle pensiline quando piove, biglietterie automatiche guaste, treni in costante e cronico ritardo, ma anche vagoni gelati o troppo caldi, e passeggeri multati perché occupano posti in prima classe quando i posti di seconda sono saturi. Questi sono i disservizi più fastidiosi per chi paga il biglietto. Non è giusto pertanto che coloro che si dimenticano di timbrare, e sono sempre fasce deboli di utenza, si trovino a pagare centinaia di euro di multe. Per questi ed altri motivi, pur nel dovere di punire i furbetti che evadono il pagamento del titolo di viaggio, ho portato avanti con successo in Consiglio la riforma del Regolamento che disciplina multe e sanzioni per gli utenti.

Arianna lazzarini

www.ariannalazzarini.org lazzariniar@consiglioveneto.it

Sostegno ai genitori soli e non inutili feste per l’unità Più presenza femminile nelle Istituzioni. Uno slogan che non deve restare tale, e non mi riferisco solo alle “quote rosa” ma soprattutto alle decisioni che sempre più debbono contemplare le reali esigenze delle donne. In Consiglio, per questo, ho promosso un progetto di legge che creerà un fondo di sostegno alle famiglie monogenitoriali, per l’80% dei casi formate da madri sole con uno o più figli, e che per questo vivono situazioni temporanee di difficoltà. Credo che oggi, in un momento di crisi e di risorse pubbliche ridotte, la politica debba essere capace di compiere delle scelte, privilegiando, ad esempio, il settore sociale rispetto ad altri certo importanti, ma non determinanti. Penso ad esempio alle recenti vicende della proposta di legge portata (ed approvata) in


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Consiglio regionale da Pd e Pdl, chiedendo lo stanziamento di 150.000 euro per le celebrazioni venete dell’Unità d’Italia, oltre ai 200.000 che già ci sono richiesti dal Comitato Nazionale. Rispetto a questo, credo che oggi, in moltissimi, sentano esigenze diverse: dalla ricostruzione post-alluvione alla crisi delle piccole imprese, dalla disoccupazione alla questione giovanile, dai tagli al sociale ad una sanità che deve mantenere la propria eccellenza. Per questi motivi non possiamo buttare 150.000 euro per festeggiamenti che ricordano molto l’orchestrina che suona mentre il Titanic va a fondo. Anche perché crediamo che l’Italia sarà davvero unita solo quando si darà il giusto riconoscimento a chi, come il Veneto, sa ben amministrare i fondi pubblici rispetto a regioni meridionali che sprecano. In questo, ribadisco, siamo chiamati a scelte precise, coraggiose e proprio per questo non sempre condivise.

la. Il Polesine conosce molto bene questa problematica: il rischio più grosso è rappresentato dalle speculazioni attuate dai privati che alterano in modo artificioso i prezzi del mercato relativamente agli affitti e alla vendita dei terreni, a danno degli agricoltori. Questo sistema può provocare ingenti danni non solo al paesaggio ma anche alla flora e alla fauna autoctona. Esistono altre grandi superfici sulle quali applicare i pannelli senza consumare ulteriormente il territorio, per esempio aree industriali dismesse, capannoni, edifici pubblici. Lo sviluppo dell’energia solare va certo sostenuto ma a condizione che sia in armonia con il territorio e con le realtà agricole esistenti.

Treviso

Rovigo

franco manzato Assessore all’Agricoltura

cristiano corazzari

www.francomanzato.it assessore.manzato@regione.veneto.it

Agricoltori responsabili, non disprezzati produttori di manna corazzaric@consiglioveneto.it

Fermiamo la proliferazione selvaggia di impianti fotovoltaici L’incontrollata diffusione di impianti fotovoltaici genera gravi danni economici ai coltivatori diretti e pone seri interrogativi dal punto di vista morale: una terra fertile come la nostra deve essere coltivata, utilizzata per la produzione alimentare, e non consumata per fini speculativi. In questo senso l’approvazione in Consiglio Regionale della legge relativa alla regolamentazione in materia di produzione di energia da impianti alimentati a biomasse, da fotovoltaico, o da altre fonti rinnovabili, rappresenta un primo importante risultato per la tutela ambientale, in quanto è ora richiesta l’autorizzazione regionale per quei progetti che insistono su aree frazionate e che prima potevano essere realizzati solo con semplice denuncia ai Comuni di pertinenza. In particolare, ritengo che limitare la proliferazione di pannelli solari di grandi dimensioni in aree non consone al loro sviluppo sia fondamentale: vanno posti limiti precisi contro il deturpamento delle aree a destinazione agrico-

Sono fiero di essere veneto, ma non sono fiero dei tanti “italiani” che preferiscono attendere che caschi qualcosa dal cielo anziché rimboccarsi le maniche. L’agricoltura, dimostra che non esiste la categoria univoca degli “italiani”, ma piuttosto un insieme composto di sottoinsiemi diversi dove saremmo anche stufi di essere i disprezzati produttori di manna. I nostri imprenditori agricoli stanno già uscendo dalla crisi dopo aver stretto la cinghia, usato olio di gomito e fantasia e, soprattutto, ben utilizzato i finanziamenti pubblici moltiplicandone gli effetti. Il tutto all’interno di un percorso condiviso e responsabile tra amministratori, operatori e rappresentanze. È questo che fa e ha fatto la differenza, e che ci consente di dire che il 2010 ha segnato un giro di boa, dove il valore aggiunto proveniente dai campi è cresciuto del 7%, l’occupazione dell’8%, l’export agricolo e agroalimentare del 12%, le esportazioni di vino dell’8.3% in valore (superando il miliardo di euro). L’azione regionale non è stata da meno, con un bilancio capace di sostenere gli investimenti imprenditoriali, per i quali abbiamo messo in moto anche altri strumenti innovativi per affiancare il PSR: Veneto Sviluppo, l’Istituto Svi-

Parlamento Veneto Trimestrale del Gruppo Consiliare della Liga Veneta Lega Nord Padania in Consiglio Regionale Veneto (editore proprietario della testata)

Direttore Responsabile Paolo Parenti Legale Rappresentante Federico Caner Presidente del Gruppo Consiliare

Responsabile del trattamento dei dati (DL 193/03) è il Direttore Responsabile Iscrizione Registro della Stampa n. 1386 del 7-5-2001 del Tribunale di Venezia stampa Grafiche Tintoretto vicolo Giuseppe Verdi, 45/47 31020 Villorba (TV) www.grafichetintoretto.it

www.legablog.it

luppo Agroalimentare ISA, la Cassa depositi e Prestiti e la BEI. Un altro obiettivo è la lotta alla burocrazia, che costa tra il 4 e il 6% del reddito agricolo. Rimane aperto il discorso fiscale, ovvero il federalismo, cui le cariatidi della politica romana guardano con sospetto. Il fatto è che troppi “italiani diversi” pensano che la solidarietà sia una specie di mungitura, non la risposta a difficoltà dalle quali si dimostra per primi di voler uscire.

luca baggio Presidente Commissione Lavoro e attività produttive

www.lucabaggio.it baggiol@consiglioveneto.it

Alloggi popolari prima ai Veneti La qualità della vita è misurabile anche attraverso la cura degli spazi abitativi. Da questa consapevolezza nasce la mia proposta di legge relativa al recupero dei centri storici, nel contesto del piano casa, che peraltro consentirebbe un rilancio del comparto edile, attualmente in crisi dopo il boom degli ultimi anni. Per quanto riguarda la politica della casa, ho ritenuto opportuno intervenire su un aspetto particolare, quello dell’assegnazione degli alloggi popolari, in considerazione del fatto che essi sono pochi e che spesso vengono destinati con criteri più a favore degli extracomunitari che dei cittadini veneti. Non dobbiamo dimenticare che gli alloggi popolari sono realizzati con i soldi dei contribuenti e quindi dovrebbe essere naturale che siano questi i primi a beneficiarne, pur senza escludere nessuno. Pertanto, mi sembra doveroso porre un ‘tetto percentuale massimo’ del 6% per l’assegnazione agli extracomunitari degli alloggi di edilizia sovvenzionata annualmente disponibili. Premesso che è data facoltà ai Comuni di aumentare o diminuire motivatamente tale percentuale sulla base dei dati Istat relativi al proprio territorio, resta fondamentale governare il fenomeno dell’immigrazione senza ledere gli interessi della popolazione locale, che da un lato vede irrisolto il problema casa e dall’altro è danneggiata per l’assegnazione di buona parte delle poche residenze sociali (in alcune province sino ad oltre il 30%) a stranieri che non hanno versato i contributi. In secondo luogo, in forza della legge Bossi-Fini, in mancanza dei requisiti necessari, deve diventare automatico il processo di decadenza dall’assegnazione. Attualmente, se un extracomunitario perde il lavoro, sono i Comuni o le Ater a doversi sobbarcare i costi dell’affitto e questo non è giusto. È necessario, quindi, che gli enti gestori facciano le verifiche sulla permanenza di tali peculiari requisiti per il mantenimento dell’alloggio da parte di extracomunitari.


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giaNpiero POSSAMAI

www.possamai.eu possamaig@consiglioveneto.it

Per una razionalizzazione oculata degli Enti locali: le Comunità Montane Le nostre Comunità montane sono efficienti e operative grazie a una gestione attenta delle risorse e si sono guadagnate piena titolarità in materia di programmazione nelle terre alte. Occorre che la riforma volta a regolamentare tali enti sia approvata in tempi celeri, con lo scopo primo di azionare un’organica revisione del ruolo e delle competenze di questi soggetti pubblici. Il disegno di legge predisposto in Giunta dall’Assessore Finozzi centra appieno questi obiettivi, puntando allo snellimento degli organi attraverso l’attribuzione all’assemblea dei Sindaci di poteri di indirizzo, programmazione e verifica, con la competenza ad un organo esecutivo, come la giunta, dei compiti gestionali e di attuazione. Tale strutturazione consentirà un bilanciamento tra programmazione ed esecuzione, tra attuazione e controllo, alla luce del principio di buona operatività ed economicità dell’attività degli enti pubblici, nell’ottica di un più ampio rinnovamento e di una modernizzazione degli apparati di gestione delle risorse pubbliche. È opportuno che le CM vengano razionalizzate attraverso accorpamenti omogenei a livello territoriale, secondo una logica di “dimensione ottimale” finalizzata a migliorare l’erogazione dei servizi. Inoltre, le stesse devono essere specializzate con l’assegnazione di precise competenze, tra le quali la tutela del suolo, la salvaguardia dell’assetto idrogeologico, l’organizzazione dei servizi associati intercomunali e l’esercizio di attività di coordinamento delegate dai comuni. Tutto questo serve a potenziare enti che fino ad ora hanno saputo gestire le risorse con un eccellente rapporto costo/beneficio e che hanno dimostrato negli anni rapidità di decisione e attenzione al rapporto con i cittadini delle aree alpine e prealpine.

Venezia daniele STIVAL Assessore alla Caccia, Protezione Civile, Identità e Flussi www.stivaldaniele.eu assessore.stival@regione.veneto.it

Integriamo chi ha un progetto di vita, lotta alla clandestinità! Poche chiacchiere e tanto lavoro, sul territorio ed all’interno dell’Istituzione regionale. Questo è stato il mio motto nei mesi iniziali della legislatura. Abbiamo lavorato sodo alla sburocratizzazione della macchina regionale per venire incontro alle esigenze di cittadini ed imprese, e tra poco vareremo un disegno di legge organico.

Abbiamo saputo gestire al meglio l’annuale partita della caccia in deroga, trovando il giusto equilibrio tra le esigenze del mondo venatorio e quelle della salvaguardia faunistica, ed ottenendo dal Tar del Veneto il riconoscimento migliore, con il rigetto di tutti i ricorsi presentati. Abbiamo riavviato la macchina dei contatti con i nostri emigrati, un patrimonio eccezionale, creando momenti alti di confronto con la Consulta Regionale dei Veneti nel Mondo, la terza giornata dedicata ai nostri emigrati, un grande meeting dei giovani a Bruxelles; e varando un piano triennale di interventi con il quale punteremo molto sui giovani e sugli aspetti economici dei nostri rapporti con tutti gli emigrati. Abbiamo dato prova di efficienza e tempestività con la grande macchina della protezione civile veneta, che ha saputo affrontare al meglio la tragedia dell’alluvione, grazie anche all’apporto di centinaia e centinaia di volontari che non ringrazieremo mai abbastanza. Abbiamo sostenuto con iniziative e pubblicazioni quel grande patrimonio regionale che è la cultura veneta. Con un piano triennale abbiamo gettato le basi per gestire il fenomeno dell’immigrazione, puntando sull’integrazione di chi ha un reale ed onesto progetto di vita da noi e sulla lotta ad ogni forma di clandestinità. Il tutto in 9 mesi di lavoro. Le chiacchiere le lasciamo ad altri!

GIOVANNI FURLANETTO

furlanettog@consiglioveneto.it

Idrovia, opera fondamentale per Venezia e Padova Si avvicina una soluzione alla tanto auspicata Idrovia che collegherà Padova a Venezia. Un’opera imprescindibile per il territorio veneto, per la quale mi sono speso in maniera particolare fin dall’inizio del mio mandato in Consiglio regionale. Ed infatti l’assessore all’Ambiente Maurizio Conte ha scelto di finanziare a riguardo uno studio di fattibilità e il progetto preliminare per il completamento dell’idrovia. È già stato individuato un capitolo di Bilancio nell’ambito dei fondi destinati alla Difesa del suolo, che presenta la disponibilità necessaria alla realizzazione dello studio. Tutto questo prenderà il via quanto prima, anche attraverso una oculata gestione di fondi pubblici e una concreta volontà di  attuare gli indirizzi contenuto nell’ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale. I cittadini stiano sicuri  che il nostro impegno continua  per rendere sicuro il territorio ed evitare che si ripeta l’emergenza degli ultimi mesi. L’Idrovia viene ad essere quindi per il Veneto non solo un’opera fondamentale, ma anche uno strumento per ridurre il traffico su gomma, per incrementare gli spostamenti ecosostenibili ed anche per il turismo che tra Padova e Venezia costituisce una delle fonti più importanti di reddito.

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Verona luca coletto Assessore alla Sanità

assessore.coletto@regione.veneto.it

Il nostro progetto politico per la sanità veneta In questi mesi la sanità veneta, anticipando ancora una volta i tempi del Paese, ha avviato il cammino verso l’applicazione concreta del federalismo che, nel settore, significa principalmente introdurre il criterio dei costi standard (cioè dei migliori risultati di gestione ottenuti sul territorio) nell’intero sistema. Lo abbiamo fatto inserendo nuovi parametri nel riparto del fondo regionale 2010 ed abbiamo compiuto altri passi avanti nell’indicazione degli obiettivi di gestione 2011-2012 ai direttori generali. Ne conseguiranno, progressivamente, un miglior utilizzo delle risorse ed una crescita dei servizi offerti al cittadino. Il Veneto non è certamente una Regione dove si spreca, ma proprio per questo dobbiamo e vogliamo dare un esempio concreto di quale potrà essere la sanità nel momento in cui il federalismo sarà patrimonio di tutto il Paese, e chi davvero spreca dovrà davvero smettere di farlo. Introdurre i costi standard vuol dire valorizzare i migliori esempi di gestione che già sono presenti in varie Ulss territoriali e far sì che vengano applicati in modo omogeneo dappertutto. Se in un’azienda sanitaria che eroga servizi efficienti la spesa pro capite è 100, ed in un’altra 150, vuol dire che in quest’ultima è necessario migliorare: è questo, in poche parole, il meccanismo virtuoso che vogliamo innescare ed al quale sono dedicati i più importanti atti sin qui adottati dalla Giunta Zaia. Il cammino è lungo; la buona volontà del solo Veneto non basterà, ma i nostri cittadini possono stare tranquilli: oggi come non mai i loro bisogni di salute ed il loro diritto a veder ben utilizzate le tasse che per questo pagano sono al centro di un progetto politico di riforme in sanità.

andrea bassi Presidente Commissione Urbanistica

bassia@consiglioveneto.it

I vantaggi della nuova legge urbanistica La nuova legge urbanistica approvata in Consiglio dà risposte concrete ai cittadini, agli enti locali, ai professionisti e alle imprese del settore, ed è frutto di scelte equilibrate ed esenti da rischi. In primo luogo abbiamo inserito una norma che permette alla Regione di conoscere


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quel che accade sul territorio anche dopo l’approvazione del PAT, cosa ad oggi impossibile, introducendo l’obbligo di trasmissione, da parte dei comuni, dei quadri conoscitivi aggiornati. In un’ottica di semplificazione procedimentale abbiamo ridotto da 60 a 30 giorni i termini per l’approvazione del piano urbanistico attuativo (PUA), che potrà consentire il ricorso alle procedure di denuncia di inizio attività (DIA). Tra gli interventi sempre consentiti in zona agricola abbiamo inserito la ristrutturazione edilizia. È stata accorciata la durata del regime transitorio dalla vecchia alla nuova legge urbanistica, stabilendo che, a seguito dell’approvazione del piano di assetto del territorio (PAT), il piano regolatore generale vigente, per le parti compatibili con il PAT stesso, diventi a tutti gli effetti il primo piano degli interventi (PI). E ancora, grazie all’interpretazione autentica del comma 5 dell’articolo 44 della legge 11/2004, abbiamo definitivamente chiarito che, con riferimento alle case di abitazione esistenti in zona agricola, gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro e risanamento conservativo, la ristrutturazione edilizia e l’ampliamento fino a 800 mc, siano consentiti a tutti i possessori di un edificio e non solo agli imprenditori agricoli, ponendo fine all’incertezza causata da alcune sentenze. Infine, è stata prorogata fino al 31 dicembre 2011 la possibilità di adottare alcuni tipi di varianti urbanistiche al piano regolatore, andando incontro ai tanti comuni ancora sprovvisti di PAT che, diversamente, si sarebbero trovati nell’impossibilità di operare qualsiasi trasformazione urbanistica.

bruno cappon

capponb@consiglioveneto.it

Perché l’inceneritore di Ca’ del Bue è necessario La realizzazione dell’inceneritore di Ca’ del Bue è stata decisa dal Piano Regionale di Rifiuti Urbani, in accordo con il Piano Provinciale. Esso appare necessario e prezioso per la comunità veronese, considerato che ogni anno il Comune di Verona produce circa 100 mila tonnellate di rifiuti e che altri 150 mila sono prodotti dalla Provincia. Vorrei rassicurare sul fatto che tale impianto, come richiesto dalla nostra Regione, utilizzerà le migliori tecnologie disponibili, privilegiando affidabilità, versatilità nel trattamento dei rifiuti e contenimento dei costi. È stato accertato che la sua installazione non rappresenta nessun pericolo per la salute né per l’ambiente, tanto più che nei pressi del termovalorizzatore verrà realizzato un parco le cui piante avranno la funzione di assorbire l’anidride carbonica generata. Per garantire la trasparenza dell’operazione è stata nominata una Commissione composta da Regione, Provincia e Comune di Verona, con lo scopo di coinvolgere i cittadini e di fornire tutte le informazioni utili.

Aggiungo che l’Istituto Superiore di Sanità parteciperà a tutti i controlli su Ca’ del Bue e sulle emissioni prodotte da traffico, industrie, riscaldamento domestico, etc. Nel rispetto del nostro territorio e dei nostri cittadini, questo progetto è l’unico attuabile per garantire un processo efficace di smaltimento dei rifiuti, dal momento che la Regione del Veneto dal 2010 non prevede più la realizzazione di discariche, ritenute peraltro metodologie altamente inquinanti e dannose. Sottolineo, infine, che il teleriscaldamento prodotto dal termovalorizzatore Ca’ del Bue comporterà un uso ponderato delle caldaie e quindi minore inquinamento.

vittorino cenci Presidente Commissione Cultura e Turismo

cenciv@consiglioveneto.it

Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto Le previsioni dei flussi turistici verso la nostra Regione per il 2011 appaiono positive: si stima un incremento di +2,7% degli arrivi internazionali in Veneto, trainato dalle città d’arte (+3,3%), con performance comunque buone in tutti i comprensori: mare (+2%), lago (+2,2%), montagna (+1,3%), terme (+1,3%). Sulla base di questi dati, è opportuno investire in maniera strategica sul turismo. Il fine della nuova legge in materia, che sarà presto discussa in commissione e successivamente approvata dal Consiglio regionale, è proprio quello di favorire un’industria turistica moderna, che metta i soggetti pubblici e privati in grado di cooperare, attivando tutti gli strumenti per l’innalzamento della competitività e del Pil turistico regionale. I concetti chiave del nuovo testo di legge sono soprattutto competitività, sostenibilità e innovazione. Vogliamo innalzare la competitività del Veneto quale meta turistica mondiale, incrementando i flussi turistici, sia interni che esterni, e promuovendo il prolungamento della stagionalità, concordemente con le attività di valorizzazione e di promozione dell’Italia e dell’Europa. Il turista deve essere posto al centro: deve essergli garantita la qualità dell’accoglienza, l’inclusività, l’accesso informatico, la tutela dei diritti, il rispetto dei doveri. Tutto questo è realizzabile attraverso la promozione di un modello sostenibile, dal punto di vista ambientale, sociale, culturale ed economico. Anche l’innovazione tecnologica e il rinnovamento delle competenze hanno un ruolo fondamentale per vendere meglio il prodotto. È opportuno, infine, sviluppare una gamma completa ed efficiente di strumenti economicofinanziari, finalizzati a migliorare ed ampliare l’accesso al credito e al capitale di rischio, con particolare riguardo alle piccole e medie imprese, oltre che applicare il principio della ripartizione e delega delle responsabilità nello sviluppo turistico e dei “turismi” regionali.

www.padaniaoffice.org

sandro sandri

sandris@consiglioveneto.it

Diabete mellito, una legge disciplinerà gli interventi nelle Usl del territorio La Regione stanzierà nel prossimo futuro alcuni milioni di euro per finanziare una legge a tutela dei quasi 250.000 diabetici veneti, che migliorerà le finalità e il ruolo delle strutture sanitarie specialistiche operanti sul territorio. Il progetto legislativo da me proposto punta a realizzare un’assistenza integrata tra ospedali e pazienti sia nell’ambito adulto che pediatrico erogando in tutta la regione prestazioni uniformi e definite su standard precisi. In questo modo sarà possibile prevenire e diagnosticare precocemente la malattia, fornire cure adeguate e all’avanguardia, integrare i diabetici nelle attività scolastiche, lavorative, ricreative e sportive, ed infine aggiornare i medici specialisti, quelli di base e i pediatri. Il Sistema regionale di prevenzione, diagnosi e cura del diabete mellito prevede interventi specifici per l’assistenza agli adulti e ai bambini: in tutte le Asl sarà istituita un’Unità Operativa specialistica che avrà a disposizione medici, infermieri, dietisti esperti nella terapia del diabete, per assicurare assistenza continuativa ai soggetti più complessi, eseguire screening delle cronicità, selezionare i pazienti da sottoporre a trapianto ma anche intraprendere percorsi di prevenzione e diagnosi precoce per quelli più a rischio. Ogni anno i pazienti trattati con farmaci ipoglicemizzanti aumentano del 5,6% in Veneto: attualmente sarebbero oltre 125.000. Altrettanti sono i diabetici che non sanno ancora di esserlo. Per tutti loro, ma anche per chi patisce le sintomatologie di un diabete cronico, ritengo indispensabile una legge che garantisca l’utilizzo migliore dei fondi regionali, destinati sia alle terapie che alla prevenzione che all’aggiornamento professionale del personale medico e paramedico.

PAOLO TOSATO Vicecapogruppo

tosatop@consiglioveneto.it

Statale 12, il territorio veronese non può più attendere È un segnale importante, anche se la strada per la realizzazione dell’opera è ancora lunga, il finanziamento che qualche settimana fa la Giunta regionale ha destinato al progetto preliminare per la variante alla Statale 12 “Verona - Castel d’Azzano - Buttapietra”. In merito, era stata approvata in Consiglio all’unanimità una mozione che impegnava a reperire i fondi, proprio per l’importanza dell’infrastruttura.


LA PA RO L A A I co n s i glie ri L’arteria, infatti, risulta oggi uno dei tratti più inquinati del Veneto, in particolare per quanto riguarda l’attraversamento del cuore dei centri di Borgo Roma, Cadidavid, Beccacivetta e Buttapietra. Vi transitano circa 25.000 veicoli al giorno, tra i 1.300 e i 1.600 mezzi ogni ora nelle 12 ore diurne, di cui 150-180 camion oltre i 50 quintali. Per questo riteniamo necessario, rispondendo alle istanze dei residenti della zona, arrivare quanto prima ad una progettazione della variante già finanziata con 300.000 euro da Veneto Strade nel giugno 2008, e sottoporre il Piano all’Anas per puntare ad ottenere i fondi per la realizzazione. Sappiamo che l’iter è ancora lungo, trattandosi di un’opera dal costo stimato di circa 35 milioni, ma proprio per questo è importante presentare a Roma un progetto quanto più definito possibile per avere possibilità concrete di ottenere i fondi velocemente. Il finanziamento della Giunta, anche per questo, è un segnale fondamentale che interpreta la volontà del Consiglio intero.

Vicenza ROBERTO CIAMBETTI Assessore al Bilancio ed Enti locali

www.robertociambetti.info assessore.ciambetti@regione.veneto.it

Bilancio regionale, nei sacrifici manteniamo la valenza sociale La crisi economica ha mutato completamente gli scenari, e i benefici un tempo goduti da molti attraverso lo stato sociale si sono trasformati in privilegi insostenibili per le casse pubbliche. Questa realtà condiziona e segna il mio lavoro all’assessorato al Bilancio e agli Enti Locali della Regione. I tagli alla spesa non riguardano solo noi, come qualcuno vorrebbe far credere, ma tutto il mondo Occidentale, dove si sono pianificati anche licenziamenti nel settore pubblico. In Puglia, ad esempio, Vendola ha deciso di introdurre in Bilancio il ticket sulle ricette mediche per tutti i cittadini, senza distinzione di reddito, elevare l’accisa sulla benzina di 2,5 al litro, di non azzerare l’Irap per le nuove imprese, di lasciare aumentata dell’1% l’Irap su tutte le aziende, di non cancellare l’addizionale regionale sul metano e quella sul conferimento dei rifiuti in discarica. Rispetto a queste strategie, il Bilancio del Veneto è a maggior valenza sociale rispetto a quello del governatore pugliese! Anche noi siamo chiamati, comunque, a duri sacrifici. La classe dirigente, non solo politica, deve abbandonare la ricerca del consenso alimentata dalla spesa pubblica, mentre anche altri attori sociali devono iniziare a ridimensionare le aspettative perché non possiamo scaricare nelle generazioni a venire i problemi (e i debiti) di oggi. Noi, come Veneto, partiamo però da un dato di fatto: ogni anno i cittadini veneti versano allo Stato qualcosa come 4.315 euro in più a testa

rispetto a quanto non ricevano da tutte le amministrazioni pubbliche sommate tra loro. Questi 4.315 euro entrano nel pacchetto del federalismo: quando entrerà a regime, verrà ridimensionata anche la ‘dieta’ che ci è imposta dallo Stato.

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nicola finco Presidente Commissione Ambiente www.nicolafinco.com fincon@consiglioveneto.it

marino finozzi Assessore al Turismo e alla Montagna

assessore.finozzi@regione.veneto.it

Turismo sociale per una nuova cultura dell’ospitalità Conscio dell’importanza strategica che il turismo ricopre in una regione come la nostra, prima in Italia per numero di presenze, fin dall’inizio ho cercato di impostare il lavoro su più fronti. In primis un miglioramento sostanziale della qualità dei servizi offerti al turista, poi una sostenibilità dell’attività delle imprese e dei sistemi turistici e in terzo luogo, a mio avviso il più importante, un’inclusione sociale del turismo per una equa fruibilità a tutte le persone, anche e soprattutto per quelle con difficoltà, le diversamente abili e in generale quelle che mi piace definire “con esigenze particolari”. In questo contesto va inserita l’importantissima firma della convenzione stipulata a luglio scorso con il vice commissario Ue Antonio Tajani per diventare regione pilota nell’applicazione delle direttive europee nell’ambito del turismo sociale. Da un’indagine è emerso infatti che in Europa la popolazione disabile corrisponde a circa 50 milioni di persone (pari al 14% del totale) di cui il 72% (36 milioni) viaggia o sarebbe disposta a farlo. Alla luce di questi dati è importantissimo l’obiettivo di eccellenza nel Turismo Sociale, per accrescere la cultura dell’ospitalità negli operatori verso le persone con necessità particolari, suscitando atteggiamenti, propensioni, comportamenti in grado di soddisfarle. Contestualmente, è necessario adeguare le strutture ricettive alle specifiche esigenze, creando sinergie per mettere in moto rapporti diretti fra le amministrazioni pubbliche e soggetti privati che a vario titolo possono concorrere a migliorare l’offerta e la sua fruibilità.

Islam, basta moschee impossibili da controllare Quando si parla di integrazione con gli islamici, dovrebbero venirci in mente i padri che uccidono le figlie perché occidentalizzate per capire che si tratta di una strada troppo spesso fallimentare. In Veneto abbiamo già 37 moschee, e penso sia ora di rallentare il sorgere di centri in cui si insegna il Corano in lingua araba, per noi incomprensibile ed impossibile da controllare. E mentre per noi occidentali esiste una divisione fondamentale tra Legge e Religione, nel mondo islamico i dettami del Corano sono anche base del diritto e regolano la vita pubblica. Qualsiasi cosa se ne allontani, è nemico da combattere. Perciò il dialogo tra religioni diventa impossibile con chi rifiuta a priori il confronto con la nostra cultura. Come nel caso dei crocifissi nelle aule scolastiche o giudiziarie. Da parte nostra, partire da una forte cultura identitaria, cioè le radici cristiane, è l’unico modo per avvicinarsi con rispetto alle tradizioni “altre”. Ma che facciamo se dall’altra parte nessuno asseconda questa nostra volontà? Se incontriamo prepotenza o rifiuto, dobbiamo continuare a far finta di nulla? Lo si vede nell’esperienza delle assistenti sociali, che vengono apostrofate dai “taci, donna” dei 14enni, o nelle università in cui i giovani riscoprono nell’integralismo religioso una ragione di vita che dovrebbe distinguerli dai compagni. La gente percepisce l’ostilità di gran parte del mondo musulmano e rimane interdetta di fronte alle parole di alcuni parroci (di recente è avvenuto a Vicenza) che si preoccupano di difendere la fede d’altri invece di diffondere la nostra. Per fortuna oggi rappresentare la religione non equivale ad avere ragione assoluta, noi possiamo dirci in disaccordo. Per altri non funziona così. E sarebbe bene tenerlo a mente.


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C U LTU R A LA LEGA NORD IN VENETO

Letture

Giunta Regionale Palazzo Balbi – Dorsoduro 3901 (Venezia) Tel. 041-2792111 – www.regione.veneto.it

Arrigo Petacco Cristina Giudici

Leghiste. Pioniere di una nuova politica Marsilio Come le comuniste old style hanno il culto della personalità per il capo: Umberto Bossi. Come le militanti dei movimenti extraparlamentari amano la piazza, le liturgie collettive e ambiscono a un sol dell’avvenire che però è quello delle Alpi. Come vere democristiane hanno valori tradizionali, famiglie tradizionali e si sottraggono alla videovelin-democrazia che secondo loro offende la dignità della donna. Come le vetero-ambientaliste si battono per la difesa dell’ambiente e stanno “dalla parte degli animali”. Sono le donne della Lega, che si sono conquistate i galloni sul campo di battaglia, con anni e anni di attività nelle sezioni dove hanno fatto la gavetta come socie-sostenitrici prima di diventare militanti.

Il Regno del Nord Mondadori Italia federale o Italia nazionale? Questo interrogativo, di scottante attualità, già agli albori del Risorgimento fu al centro del dibattito politico e culturale. Forse non tutti sanno, però, che alla vigilia dell’unità nazionale la confederazione italiana era quasi sul punto di realizzarsi. E l’iniziativa partì proprio da Cavour, considerato oggi un paladino dell’Italia unita, che il 21 luglio 1858 si incontrò in gran segreto con Napoleone III. In quell’occasione l’allora primo ministro del Regno di Sardegna e l’imperatore di Francia decisero di scatenare una guerra contro l’Austria per rivoluzionare la carta geopolitica dell’Europa e di dividere la penisola italiana, una volta liberata dalla dominazione austriaca, in tre Stati: il Regno del Nord sotto l’egida dei Savoia, un Regno del Centro ancora da definire e il Regno delle Due Sicilie, cui si sarebbero aggiunte l’Umbria e le Marche, appartenenti agli Stati pontifici.

Ivone Cacciavillani

Il Veneto in Italia dalla rivoluzione del ’48 all’unificazione legislativa del ‘71 Corbo e Fiore Nel quadro delle celebrazioni dei 150 anni dalla proclamazione del Regno d’Italia può essere utile la narrazione delle vicende che dal mitico Quarantotto fecero entrare il Veneto nel Regno: non una conquista, non una dedizione, ma un dono: fu donato dall’Imperatore Francesco Giuseppe all’Imperatore dei Francesi Napoleone III, che lo girò a Re Vittorio Emanuele. Quelli dal 48 al 66 furono anni di emarginazione dal contesto “italiano”, legati al dilemma Repubblica (ma quale?) o Monarchia e al dramma Manin; il lustro dal 66 al 71 fu di marginalizzazione: foresti in casa. Per cinque anni la provincia veneta fu amministrata dai funzionari imperiali che avevano optato in massa per passare al Regno e che continuarono ad applicare le leggi austriache, in attesa che arrivassero quelle italiane, giunte soltanto nel 71. Così il Veneto divenne Italia.

Luca Zaia Presidente Roberto Ciambetti Ass. Bilancio, Enti locali Luca Coletto Ass. Sanità Maurizio Conte Ass. Ambiente Marino Finozzi Ass. Turismo, Montagna Franco Manzato Ass. Agricoltura Daniele Stival Ass. Protezione civile, Identità, Flussi migratori, Caccia

Consiglio Regionale Palazzo Ferro Fini - San Marco 2321/b (Venezia) Tel. 041-2701428 – www.leganord.veneto.it Cercaci su Facebook come: Lega Nord Veneto Flickr: www.flickr.com/photos/leganordveneto Youtube: www.youtube.com/leganordveneto Federico Caner capogruppo Paolo Tosato vicecapogruppo Matteo Toscani vicepresidente del Consiglio Luca Baggio Andrea Bassi Santino Bozza Bruno Cappon Vittorino Cenci Cristiano Corazzari Nicola Ignazio Finco Giovanni Furlanetto Arianna Lazzarini Gianpiero Possamai Sandro Sandri

Il territorio > SEGRETERIA NAZIONALE Liga Veneta Lega Nord Padania Tel: 049 9668621 - Fax: 049 9668619 e-mail: ligaveneta@tin.it > Segreteria provinciale di BELLUNO Via Masi Simonetti, 15 - 32100 Belluno Tel: 0437 27077 -Fax: 0437 958975 e-mail: info@leganordbl.org > Segreteria provinciale di MESTRE VENEZIA Via Aleardi, 47/1 - 30175 Venezia Mestre Tel: 041 5040212 - Fax: 041 5040232 e-mail: segreteria@leganordprovinciavenezia.it

Anonimo Francesco Jori

Dalla Liga alla Lega Storia, movimenti, protagonisti prefazione di Ilvo Diamanti Marsilio Tutto comincia con un corso di lingua e cultura veneta, specchio di un rinnovato interesse per quel mito della Serenissima che continua ad alimentare passioni, e che sul finire degli anni settanta del Novecento si trasferisce sul campo della politica. Parte da lì il percorso di quel nuovo soggetto che nel 2009, a trent’anni esatti dal suo esordio elettorale (europee del 1979), potrà paradossalmente proporsi come il partito più vecchio d’Italia: quantomeno nella ragione sociale, considerando che tutti gli altri, nel traumatico passaggio tra la prima e la seconda Repubblica, hanno mutato denominazione, assetto, struttura.

Fratelli d’Italia? Battello Stampatore 2013, lo Stato italiano non c’è più. La Katastrophe spezza il Paese in due! La Lega crea le condizioni essenziali per l’affondamento di Silvio Berlusconi, facendo mancare una quarantina di voti in Parlamento. Caduto il Cavaliere, nasce un esecutivo battezzato dai giornali ‘Governo di Salvezza Nazionale’, guidato da Mario Monti con Fini agli Esteri e retto dall’astensione del Carroccio. Secondo l’assessore regionale al Bilancio ed Enti Locali Roberto Ciambetti, “questo autentico caso editoriale altro non è che la lettura di un sentimento diffuso nel nostro Paese. Tutto, lo sappiamo, si può conquistare nel rispetto della democrazia, ma la gente non deve essere costretta a lunghe attese e da tempistiche capital-romane. Altrimenti sì, come ha annunciato il governatore Zaia, si rischia di incappare in forze centrifughe”.

Stefano Lorenzetto

Cuor di Veneto. Anatomia di un popolo che fu nazione Marsilio Per capire davvero un luogo bisognerebbe esserci nati. Stefano Lorenzetto è veneto, figlio orgoglioso di un popolo che fu per 1.100 anni nazione, e in questo libro ci racconta la controversa regione d’Italia attraverso le storie dei suoi poliedrici abitanti, eredi della repubblica più longeva che si ricordi sulla faccia della Terra. Partendo dalla sua esperienza personale di povertà e fatica, l’autore smonta molti stereotipi giornalistici, per arrivare alla conclusione che non l’Italia, bensì il Veneto, è una repubblica fondata sul lavoro: «Il lavoro non è nemmeno un dovere, per i veneti: è il senso stesso del vivere».

> Segreteria provinciale di PADOVA Via Montà 49 35138 Padova Tel: 049 8900727 - Fax: 0498901138 e-mail: segreteria@leganordpadova.it > Segreteria provinciale di ROVIGO Piazza V. Emanuele 48 - 45100 Rovigo Tel: 0425 29249 - Fax: 0425 29105 e-mail: leganordrovigo@libero.it > Segreteria provinciale di TREVISO Via Fontane 95/b - 31020 Villorba (Tv) Tel: 0422 300221 - Fax: 0422 301435 e-mail: leganord_tv@tin.it > Segreteria provinciale di VERONA Strada dell’Alpo 7 - 37136 Verona Tel: 045 8230202-3-6 - Fax: 045 8230207 e-mail: legavr@tiscalinet.it > Segreteria provinciale di VICENZA Via dell’Oreficeria, 30/1 36100 Vicenza Tel: 0444 965538 - 965493 – 963598 - Fax: 0444 965497 e-mail: info@leganordvicenza.com > Segreteria provinciale del VENETO ORIENTALE Corso S. Trentin 7 - 30027 S. Donà di Piave (Ve) Tel: 0421 52434 - Fax: 0421 52434 e-mail: leganordvenetoorientale@gmail.com


Giornalino Parlamento Veneto 2011  

Anno 10 - Numero 1 Febbraio 2011 continua a pag. 2 continua a pag. 2 continua a pag. 2 di Luca Zaia, Governatore del Veneto di Federico Cane...

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