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QUADRO RICOGNITIVO E CONOSCITIVO DI LIVELLO TERRITORIALE

Fig. 8 – pericolosità idraulica nell’ambito di interesse (A) Fig. 9 – pericolosità idraulica nell’ambito di interesse (B) Fig. 10 – pericolosità idraulica nell’ambito di interesse (C)

1.1.3 Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico del ume Po Il Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI), previsto dalla Legge del 18 Maggio 1989 n. 183 (art. 17, comma 6-ter), adottato dall’Autorità di Bacino del ume Po con deliberazione del Comitato Istituzionale del 11 maggio 1999 n. 1 e approvato con DPCM del 24 maggio 2001, è lo strumento conoscitivo, normativo, tecnico-operativo mediante il quale sono state pianicate e programmate le azioni e le norme d’uso riguardanti l’assetto idraulico e idrogeologico del bacino idrograco al ne di garantire un livello di sicurezza adeguato rispetto ai pericoli di natura idraulica e geologica. Il PAI individua specici ambiti a pericolosità - perimetrati nelle Tavole del dissesto in ambito collinare e montano e nelle Tavole delle Fasce Fluviali tracciate per il ume Po e i suoi principali afuenti di pianura - nei quali persegue da un lato obiettivi di sicurezza per i beni già presenti e compatibili con le condizioni di deusso e di espansione delle piene e dall’altro una tutela severa delle condizioni di funzionalità idraulica attraverso una dettagliata regolazione degli usi del suolo consentiti e delle modalità secondo le quali tali usi possono svilupparsi (Norme Tecniche di Attuazione).

Fig. 11 - fasce uviali (PAI, 2001)

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Con riferimento alla g. 11, tali ambiti di pericolosità sono declinati in fasce uviali secondo la seguente organizzazione:

• la « Fascia A», o Fascia di deusso della piena, è costituita dalla porzione di alveo che è sede prevalente, per la piena di riferimento, del deusso della corrente, ovvero che è costituita dall’insieme delle forme uviali riattivabili durante gli stati di piena1; • la «Fascia B», o Fascia di esondazione, esterna alla precedente, è costituita dalla porzione di alveo interessata da inondazione al vericarsi dell’evento di piena di riferimento. Il limite della fascia si estende no al punto in cui le quote naturali del terreno sono superiori ai livelli idrici corrispondenti alla piena di riferimento ovvero sino alle opere idrauliche di controllo delle inondazioni (argini o altre opere di contenimento), dimensionate per

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Per i corsi d’acqua arginati la delimitazione della Fascia A coincide frequentemente con quella della Fascia B (fascia di esondazione), a sua volta delimitata dal tracciato dell’argine, ad eccezione dei casi in cui si hanno golene chiuse ovvero, pur trattandosi di golene aperte, l’estensione golenale è molto ampia e di conseguenza la porzione contribuente al moto non arriva al limite degli argini. La stessa situazione si verica nei tratti di attraversamento urbano, in cui frequentemente il corso d’acqua è strettamente vincolato da opere di sponda e da argini di contenimento. In relazione alla rappresentazione graca adottata sulla cartograa alla scala 1:25.000, nei casi in cui le linee di delimitazione delle fasce A e B coincidono, viene rappresentata convenzionalmente solamente il limite della Fascia B.

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Studio di fattibilità def rid  

Lo studio di fattibilità completo nato dal progetto VOLARE - Valorizzare il fiume Lambro nella Rete Ecologica Regionale e realizzato fra il...

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