Page 72

VALORIZZARE IL F IUME L AMBRO NELLA RE TE ECOLOGICA REGIONALE

Fig. 81 - Struttura di popolazione del ghiozzo padano nel colatore Addetta, staz. Balbiano

Fig. 82 - Struttura di popolazione del ghiozzo padano nel colatore Addetta, staz. Zoate

Fig. 83 - Struttura di popolazione del cavedano padano nel colatore Addetta, staz. Balbiano

2.4.2 Analisi della comunità macrobentonica I macroinvertebrati bentonici I macroinvertebrati bentonici sono un gruppo di organismi eterogenei, che vivono a stretto contatto con il sedimento dei corpi idrici d’acqua dolce per l’intero ciclo vitale o almeno per una parte di esso e che rappresentano i livelli più bassi della catena alimentare acquatica. Ne fanno parte organismi con dimensioni comprese tra 1 mm e alcuni cm, appartenenti a vari gruppi tassonomici, principalmente a Insetti, Molluschi, Crostacei e Oligocheti. Comprendono numerosi taxa e specie, ognuno con caratteristiche ecologiche e troche differenti; alcuni si nutrono di alghe bentoniche (raschiatori), altri di frammenti di animali o vegetali morti che raccolgono sul substrato (raccoglitori, detritivori, tagliuzzatori) o che ltrano dall’acqua (ltratori), ed altri ancora di invertebrati, avannotti o girini di anbi (predatori) (Lencioni et al., 2007).

I macroinvertebrati sono considerati ottimi indicatori della qualità dell’acqua in quanto presentano un’ampia distribuzione, una scarsa mobilità, un ciclo vitale abbastanza lungo e una sensibilità specie-specica ai fattori di pressione. La struttura di comunità è dunque studiata per evidenziare la presenza di alterazioni nell’ecosistema (Campaioli et al., 1994). Al ne di valutare lo stato ecologico di un corpo idrico ai sensi dalla Water Framework Directive (WFD, 2000/60/ EC), è prevista l’analisi della struttura delle comunità macrobentoniche, mediante il calcolo di indici biotici che descrivono la ricchezza in specie, l’abbondanza e la tolleranza delle comunità come misura della salute dell’ecosistema. Ne è un esempio l’indice multimetrico STAR_ICMi, attualmente utilizzato in Italia per la classicazione dello stato ecologico dei umi (Buffagni e Erba, 2007). Si tratta di un indice non stressor-specico, quanto piuttosto integrato, che risponde all’insieme delle pressioni che impattano l’ecosistema (chimiche, siche e idromorfologiche). Il calcolo degli indici prevede l’identicazione dei taxa a livello di famiglia, per ognuna delle quali è nota la tolleranza alle alterazioni ambientali. La struttura delle comunità macrobentoniche uviali varia in relazione a fattori ambientali di origine naturale, quali l’ossigeno disciolto, la temperatura, il substrato, la profondità, il tipo di usso, e di origine antropica, quali l’alterazione chimica dovuta all’immissione di scarichi o la modicazione della morfologia del ume (Campaioli et al., 1994).

dalla quale dipendono sia la velocità di aerazione degli strati d’acqua superciali che il trasferimento dell’ossigeno agli strati più profondi. L’insieme di questi fattori gioca un importante ruolo nella distribuzione dei macroinvertebrati acquatici, i quali possiedono livelli di tolleranza specici nei confronti del livello di ossigenazione. Altro fattore molto importante è rappresentato dalla temperatura, in quanto questa inuenza i processi siologici degli organismi e inoltre determina la solubilità dell’ossigeno in acqua. Basse temperature, infatti, determinano un incremento di questo parametro, favorendo i livelli d’ossigeno disciolto e viceversa. L’alterazione dei livelli di ossigenazione o della temperatura dovuti all’immissione di scarichi antropici può quindi determinare variazioni nella struttura di comunità. Lo stesso vale per l’immissione di sostanze tossiche nell’ecosistema. Un importante aspetto ecotossicologico da considerare nello studio delle alterazioni della qualità ambientale dei corpi idrici è anche l’accumulo degli inquinanti negli organismi bentonici: questi organismi costituiscono, infatti, una fonte alimentare indispensabile per molte varietà di pesci, che a loro volta possono essere predati da altri pesci o da animali terrestri e favorire così il processo di bioaccumulo e biomagnicazione. Il substrato condiziona anch’esso la comunità e la distribuzione dei macroinvertebrati, in quanto determina la presenza di rifugi per le specie e di diverse risorse troche (Ghetti, 1997). La profondità ricopre un importante ruolo nell’inuenzare indirettamente la distribuzione dei macroinvertebrati poiché inuisce sulla temperatura dell’acqua, sulla deposizione del sedimento e sulla chimica delle acque, in particolare sulle dinamiche di ciclizzazione di nutrienti, sullo scambio gassoso o sullo stress erosivo, creando una notevole varietà di combinazioni (Poff e Ward, 1989). Per questo motivo brusche variazioni dei parametri idraulici o strutturali di un ume, come il rapporto

Fig. 84 - Esemplari adulti di cavedano avvistati durante i sopralluoghi estivi nel colatore Addetta, staz. Balbiano

Generalmente, in ambiente acquatico un importante fattore limitante per la sopravvivenza delle specie è l’ossigeno disciolto. Infatti, in acqua questo elemento presenta sia una bassa solubilità che una ridotta velocità di diffusione, fattori che determinano concentrazioni variabili nei diversi tratti di un ume. L’ossigenazione è inuenzata anche dalla turbolenza,

71

Profile for Legambiente Lombardia

Studio di fattibilità def rid  

Lo studio di fattibilità completo nato dal progetto VOLARE - Valorizzare il fiume Lambro nella Rete Ecologica Regionale e realizzato fra il...

Studio di fattibilità def rid  

Lo studio di fattibilità completo nato dal progetto VOLARE - Valorizzare il fiume Lambro nella Rete Ecologica Regionale e realizzato fra il...

Advertisement