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QUADRO RICOGNITIVO E CONOSCITIVO DI LIVELLO TERRITORIALE

individuate le seguenti aree: 1) Aree rurali 2) Aree svantaggiate di montagna 3) Aree Leader 4) Aree Interne Rispetto alla prima categoria, secondo quanto stabilito dall’articolo 50 del Regolamento (UE) n. 1305/2013, il territorio regionale è stato suddiviso in quattro aree, sulla base della metodologia di classicazione adottata a livello nazionale, che conferma il modello del Programma di Sviluppo Rurale 2007 – 2013: A. Poli Urbani B. Aree rurali ad agricoltura intensiva specializzata C. Aree rurali intermedie D. Aree rurali con problemi complessivi di sviluppo. Il PSR classica l’area interessata dal Progetto volare come “Aree rurali ad agricoltura intensiva specializzata”. In tale sottocategoria, rientrano 676 comuni, localizzati quasi esclusivamente in pianura (673), con solo 3 comuni nella fascia di collina. Questo territorio, che ha mantenuto la connotazione di “ruralità”, è il più esteso a livello regionale (42,88%) ed è caratterizzato da una densità abitativa pari a 465 abitanti/Kmq, di poco superiore alla media regionale e da una signicativa incidenza della supercie agricola e forestale rispetto alla supercie complessiva territoriale (76,2%); le attività agricole e forestali conservano a livello territoriale un ruolo importante sotto il prolo economico, storico culturale e sociale, che deve essere preservato e valorizzato.

1.1.9 Il Piano di Indirizzo Forestale (PIF) Riferimenti normativi e strategie generali La Città metropolitana di Milano, con Deliberazione del Consiglio metropolitano n.8 del 17 marzo 2016, ha approvato il Piano di Indirizzo Forestale (PIF), con validità 15 anni, in revisione del previgente strumento, scaduto nel 2014, e in adeguamento ai contenuti delle nuove disposizioni di redazione dei Piani di Indirizzo Provinciale dettati dalla D.G.R. 24 luglio 2008 n. 8/7728. Il PIF costituisce uno strumento di analisi e di indirizzo per la gestione del territorio forestale ad esso assoggettato, di raccordo tra la pianicazione forestale e quella territoriale, di supporto per la denizione delle priorità nell’erogazione di 14

Fig. 16 – Stralcio della Tavola 3 “Carta delle trasformazioni e degli interventi compensativi” per l’ambito di progetto (Fonte: Piano di Indirizzo Forestale della ex Provincia di Milano, Città metropolitana, 2016)

incentivi e contributi e per le attività silvicolturali da svolgere. In relazione alle caratteristiche dei territori oggetto di pianicazione, delimita le aree in cui è possibile autorizzare le trasformazioni, denisce modalità e limiti per le autorizzazioni alle trasformazioni dei boschi e stabilisce tipologie, caratteristiche qualitative, quantitative e localizzative dei relativi interventi di natura compensativa. L’ambito di applicazione del PIF è costituito dalla supercie forestale di competenza amministrativa della Città metropolitana di Milano, compresa l’area del Parco Agricolo Sud Milano. Nei rimanenti parchi regionali presenti sul territorio provinciale valgono gli esistenti strumenti pianicatori (Piano settore boschi o PIF del parco regionale). Principi e nalità del Piano d’Indirizzo Forestale sono: • Ridenire ed aggiornare i contenuti del Piano secondo la nuova realtà amministrativa ed istituzionale della provincia, dopo l’istituzione della provincia di Monza e Brianza; • Aggiornare lo stato delle foreste nel territorio provinciale a 10 anni dalla redazione del primo PIF; • Vericare i risultati delle politiche forestali ed i processi di governance attuati con l’applicazione del primo PIF; • Ridenire il ruolo delle risorse forestali nell’ambito delle politiche territoriali, economiche ed ambientali della Città metropolitana;

• Integrare il Piano con le nuove disposizioni emanate da Regione Lombardia. • Denire i criteri provinciali di redazione dei Piani di Assetto Forestale. Gli indirizzi strategici prioritari del PIF sono quindi così deniti: • Valorizzazione del bosco come elemento strategico per la gestione del territorio • Valorizzazione dei Sistemi Forestali come sistema economico di supporto ed integrazione dell’attività agricola. • Valorizzazione del bosco come struttura di supporto al disegno del paesaggio ed allo sviluppo di attività ricreative. Indicazioni speciche (conoscitive e proposte) per l’ambito di progetto Il PIF classica i boschi in base alle seguenti categorie di trasformabilità: a) Boschi in cui è possibile effettuare trasformazioni ordinarie, individuati nella tavola: “Carta delle trasformazioni e degli interventi compensativi” suddivise in: • natura urbanistica, che sono puntualmente individuate sulla citata tavola; • nalità agricola, che corrispondono ad ambiti “potenzialmente” trasformabili in relazione alle esigenze

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Studio di fattibilità def rid  

Lo studio di fattibilità completo nato dal progetto VOLARE - Valorizzare il fiume Lambro nella Rete Ecologica Regionale e realizzato fra il...

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