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Sui binari del cambiamento

Speciale VIII Congresso Legambiente Basilicata Onlus


Sommario

L’editoriale Anno 3 - n. 8

Novembre-Dicembre 2015

Congresso regionale L’ambiente al centro del cambiamento di Marco De Biasi

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B come bellezza I come innovazione

18 P 34 T

come partecipazione

come territorio

DIRETTORE RESPONSABILE: Anna Martino (amartino@legambientebasilicata.it) GRAFICA E IMPAGINAZIONE: Maria Coviello (mcoviello@legambientebasilicata.it) REDAZIONE: (redazione@legambientebasilicata.it) Marco De Biasi (presidente@legambientebasilicata.it) Valeria Tempone (v.tempone@legambientebasilicata.it) HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO: Vincenzo Barletta, Luciano Castrignano, Ennio Di Lorenzo, Alessandro Ferri, Daniela Pandolfo, Rosangela Polichiso, Mimino Ricciardi, Vittorio Rosa, Laura Stabile, Giuseppe Telesca EDITORE: Legambiente Basilicata Onlus PRESIDENTE: Marco De Biasi SEDE LEGALE E REDAZIONE: Viale Firenze 60C - 85100 Potenza Tel. 0971441541 Fax 097146699 - stampa@legambientebasilicata.it Spedizione in abbonamento postale : D. L. 353/2003 (Conv. In L. 27/02/2004 n° 46) art. 1 comma 1, DCB Potenza Stampa: Tipografia Sagittario Franchi Paolo snc di Fanchi Giuseppe & C. Via Malignani, 7 Bibione (Ve) Cap 30020 Stampato in carta Shiro riciclata Testata reg. al Tribunale di Potenza al n. 475/2012 in data 20/06/2012 Abbonamento 11 numeri 12 euro. Pagamento su ccp 7862556 intestato a Legambiente Potenza. Altre modalità sul sito www.legambientebasilicata.it. L’iscrizione ad un circolo lucano della Legambiente comprende l’abbonamento annuale. Garanzia di riservatezza per gli abbonati. L’Editore garantisce la massima riservatezza nel trattamento dei dati forniti dagli abbonati. Ai sensi degli articoli 7, 8, 9 del Dlgs 196/2003 gli interessati possono in ogni momento esercitare i loro diritti rivolgendosi a: Legambiente Basilicata Onlus, Viale Firenze 60C, 85100 Potenza, tel. 0971441541, fax 097146699, abbonamenti@legambientebasilicata.it. Il responsabile del trattamento dei dati stessi ad uso redazionale è il direttore responsabile.

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Presidente Legambiente Basilicata Onlus

i siamo, come ogni quattro anni ritorna un appuntamento fondamentale per la vita di una organizzazione come Legambiente: il Congresso. È un nostro momento collettivo in cui ci ritroviamo a discutere e a confrontarci per capire meglio come affrontare le sfide che ci attendono, per individuare obiettivi e priorità dell’associazione e per rafforzare la costruzione del nostro progetto politico e associativo. Abbiamo l’ambizione di pensare che il nostro congresso regionale possa essere, anche in Basilicata, un buon contributo che l’associazione offre al dibattito regionale sulle tante questioni aperte. La grande attenzione per le tematiche ambientali, per le problematiche connesse all’industrializzazione, alla tutela del territorio, alla gestione dei rifiuti, per le questioni delle produzioni energetiche, dell’inquinamento, della tutela del paesaggio, dimostra da un lato un forte interesse dei cittadini e dall’altro uno stato di difficoltà che spesso la politica e le amministrazioni hanno nel proporre e attuare politiche per la sostenibilità. Siamo convinti della centralità delle tematiche ambientali di fronte ai profondi cambiamenti in atto ma verifichiamo l’incapacità del decisore pubblico di cercare prima e trovare poi soluzioni al passo con i tempi ed adeguate alle sfide che abbiamo di fronte. Anche in Basilicata molte cose stanno cambiando e molte altre potranno cambiare. La strada che questa regione percorrerà nei prossimi anni dipenderà da molti fattori e, forse, anche dalla capacità dell’ambientalismo e degli ambientalisti di rispondere alle sfide, indicando la via concreta per migliorare il benessere delle persone, un percorso di crescita collettiva, che riporti al centro il sapere, il territorio e la comunità, in armonia con l’ambiente attraverso la condivisione delle scelte e delle strategie. Soprattutto oggi sappiamo come concretamente costruire un mondo diverso: come creare lavoro, come abitare in città e piccoli comuni con soddisfazione e qualità, come mettere in sicurezza i cittadini e i territori, come recuperare un rapporto equilibrato con la natura, come produrre qualità culturale migliorando l’accesso all’istruzione e alla cultura, come risolvere le eredità negative del ‘900 in campo ambientale, come costruire nuova economia. Green society e bellezza, forza dei territori e innovazione, lavoro ed economia civile, volontariato e partecipazione, legalità e pace: l’ambiente è al centro del cambiamento per restituire fiducia alle persone e alle comunità, per rilanciare l’Europa nel Mediterraneo, per condividere il futuro. Questi i temi e il ragionamento di fondo che saranno al centro del dibattito congressuale. La Basilicata ha un patrimonio di bellezza che tutti ci riconoscono. La sfida che abbiamo davanti non è solo conservarla, contrastando la bruttezza che in questi ultimi decenni ha modificato i nostri territori, ma di produrne di nuova. Dobbiamo essere bravi a riconoscere le esperienze innovative e originali che si muovono anche nella nostra regione, i processi territoriali per il recupero e la generazione di nuova bellezza, gli eventi che tengono insieme qualità ambientale e sociale, l’innovazione e i saperi antichi del territorio. Dobbiamo farci sostenitori e promotori di esperienze e di idee di riqualificazione e riuso delle aree degradate, di custodia e cura dei luoghi, di miglioramento estetico ed ambientale degli spazi urbani ed extraurbani e degli spazi pubblici che hanno particolari finalità sociali, di impegno civico e di promozione culturale finalizzate al miglioramento della qualità della convivenza, della coesione territoriale e di stili di vita rispettosi dell’ambiente. Dobbiamo rimboccarci le maniche e lavorare sempre di più per essere noi i primi a costruire bellezza per ridare speranza e futuro alla Basilicata.


Bellezza

B come bellezza

Gli Orti urbani del Circolo “Ken Saro Wiwa” Da discarica a cielo aperto a spazio di condivisione di Luciano Castrignano

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a bellezza, senza dubbio, non fa le rivoluzioni. Ma viene un giorno in cui le rivoluzioni hanno bisogno della bellezza”. Sembra perfetta questa frase di Albert Camus per il Circolo Legambiente di Potenza, per il quale la bellezza è rigenerazione urbana intesa come riscoperta delle tradizioni, ritorno alla terra, lotta al consumo di suolo, custodia del territorio. Gli orti urbani di Potenza – 31 in tutto, tra sociali e per famiglie e realizzati nell’ambito del progetto

“Comunità a raccolta: oltre il proprio orticello” promosso dal Circolo in collaborazione con Comune di Potenza e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - nascono dalla convinzione che l’agricoltura possa essere una leva fondamentale per il cambiamento culturale e sociale della città, combattendo la dimensione sempre più personalistica e individualistica e rimettendo al centro delle azioni collettive i singoli, specialmente chi è tenuto ai margini. Ecco perché nello La coccinella / novembre—dicembre 2015

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Bellezza stesso progetto, all’interno della sezione femminile del Carcere di Potenza, è stato realizzato un orto estivo che ha visto impegnate otto donne nella manutenzione e nella cura di questo piccolo appezzamento di terra che ha dato i suoi frutti per l’intera comunità del carcere femminile. Allo stesso tempo, fuori dalle mura carcerarie, si avviava un’altra rivoluzione verde per la città e per il quartiere di Macchia Romana con gli orti urbani della Legambiente, in via Ondina Valla, a pochi passi dal “Parco Elisa Claps”. Una zona completamente abbandonata e nella quale regnavano incuria, degrado e sporcizia riprende a fiorire. I volontari della Legambiente, con l’entrata in campo dei cittadini del quartiere, trasformano la discarica a cielo aperto in uno spazio di lavoro, condivisione e conoscenza messo a disposizione non solo degli “ortolani” - scelti attraverso un bando di assegnazione pubblica ma dell’intera comunità cittadina. Gli orti urbani per questa capacità di aggregazione e di generare bellezza, sono diventati in breve tem-

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po luogo ideale per attività didattiche per le scuole - specialmente per quelle che non hanno l’orto didattico, realizzato dal Circolo sempre nell’ambito dello stesso progetto - aperitivi con gli “ortolani”, ma anche punto di ritrovo di ciclisti urbani a conclusione di ciclo-passeggiate, di gente del quartiere, nuove e vecchie generazioni, in un continuo rapporto alla pari di scambio e confronto.

I frutti del primo raccolto

Orti urbani di Macchia Romana Potenza


Bellezza

Imbianchini di bellezza, La rigenerazione urbana di Rione Dirupo di Laura Stabile

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li abitanti di Pisticci hanno sempre saputo che la parte più bella del paese è il ‘Dirupo’, il rione con le case costruite secondo tradizione: i tetti a cannizz e i muri imbiancati a calce. Chi è nato a Pisticci sa che per passeggiare, per pensare, per ritrovare la strada dei pensieri è necessario perdersi tra i vicoli della parte caduta del paese. Il Dirupo, raccontano, fu costruito con i mattoni della frana seguita al terremoto della notte di Sant’Apollonia, il terremoto che fece scivolare abitazioni e storie a

valle, il Dirupo costruito con i mattoni persi dal castello che rimane sulla cima, più in alto di tutto, di fronte alla Chiesa Madre: il Castello e la Chiesa a guardare in basso tante casedde,

accoccolate, sotto i raggi del sole del Mezzogiorno sono lì da sempre quasi irraggiungibili da mezzi a motore. Ci arrivi salendo scale e vicoli, con il fiato che un po’ ti manca e che si fer-

Imbianchini in azione

Gli strumenti della rigenerazione urbana

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Bellezza

ma proprio quando sei arrivato in cima e vedi il mare, i calanchi, i campi e il Dirupo più vicino e bianco. Nella sua solitudine assolata, il Dirupo è rimasto per tanto tempo solo uno spazio della memoria, abitato da chi ci era nato. Eppure, sono sempre stati i più giovani e vederne il lato nascosto, da sempre nelle sere d’estate li vedevi camminare e fermarsi sui muretti e sui gradini delle case a parlare e fumare finché sono sbocciate le iniziative culturali per portare nel Dirupo l’identità di una comunità e le visioni di un futuro prossimo e pieno di bellezza. Ad ottobre del 2014 la prima iniziativa di rigenerazione urbana dal basso: arrivano tra le strade del Dirupo gli Imbianchini di Bel-

lezza, un gruppo (piccolo per davvero) di ragazzi armati di pennelli, calce, caldarelle ed entusiasmo accompagnati dai maestri muratori per imparare le tecniche di preparazione e stesura del colore naturale che da sempre pulisce e sanifica le case del Mezzogiorno. “Vogliamo prenderci cura degli spazi comuni, di quei muri scrostati dal tempo, vogliamo riportare la luce che si riflette naturalmente sul bianco della calce. Con la rimozione del vincolo urbanistico dal rione si aprono nuove strade per vivere questa parte del paese che si vede già dalla statale, riflesso nei raggi del sole o candido dietro la nebbia e i temporali. Il nostro obiettivo è riportare la bellezza in

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questi luoghi, una bellezza intesa non solo come azione che ciascuno può intraprendere con un gesto semplice. Il concetto di bellezza per noi è strettamente legato al concetto di semplicità e libertà: chi viene a trovarci ha un solo imperativo, rilassarsi e lasciarsi andare a gesti oggi poco comuni o a nuove conoscenze, culturali e umane”. Quasi ogni sabato, da mesi, gli Imbianchini si incontrano nel primo pomeriggio e impastano calce, dipingono muri, accolgono nuovi partecipanti e soprattutto sorridono. Sono diventati una comunità senza luogo – poiché sono sempre diversi gli angoli da rigenerare – e senza tempo perché i social continuano a parlare di loro anche quando sono riposte ‘le armi’, vivono sul filo fra la tradizione e la modernità. Gli Imbianchini sono un modo di credere nella bellezza e chi crede nella bellezza crede nel futuro.


Bellezza

La Riserva regionale dei Calanchi: turismo passa attraverso l’ “educazione” della popolazione locale di Vincenzo Barletta

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ono tanti gli ambiti di intervento che il Circolo Legambiente Montalbano persegue sin dalla sua fondazione, nel 2001. Ne sono un esempio le iniziative di volontariato ambientale (anche in collaborazione con altre associazione ed enti pubblici) rivolte sia ai soci che ai cittadini, al fine di salvaguardare e/o recuperare l'ambiente e i beni culturali. Grazie all'istituzione del Centro di educazione ambientale “I Calanchi”, il Circolo dispone di un efficiente mezzo di promozione e sensibilizzazione che facilmente si adatta all'esigenza delle

scuole di trattare in modo efficace argomenti come rifiuti, acqua e tutela della biodiversità. Il forte lega-

me con il territorio che contraddistingue l'associazione ha spinto i volontari/soci ad avviare l'iter ed

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Bellezza impegnarsi per l'istituzione della Riserva Regionale dei Calanchi di Montalbano Jonico. Battaglia vinta con non poche difficoltà “solo” dopo 7 anni di lavoro, nel 2011, con l'approvazione della relativa Legge Regionale 3/2011. La Riserva, oltre a vantare aspetti geologici più unici che rari (non a caso è candidata al Chiodo d'Oro: riconoscimento scientifico internazionale) è uno straordinario contenitore delle tradizioni contadine montalbanesi. Sono infatti tutt'oggi percorribili due antiche mulattiere (“Appiett”) che collegano il centro storico (“Terra Vec-

chia”) ai campi coltivati del fondo valle (“Giardini”). Ed è proprio lungo questi sentieri che le guide del Circolo organizzano, ormai da anni, escursioni con gruppi organizzati, scolaresche e persone del posto. Non a caso si cerca di coinvolgere la cittadinanza: crediamo infatti che una buona promozione turistica parta dall' “educazione” della popolazione locale. In particolare nel calendario estivo 2015 abbiamo proposto sei escursioni, una mostra didascalica sulla Riserva dei Calanchi nel Borgo Casilini a Policoro e un contest fotografico #contestcalanchi2015:

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delle oltre 200 foto ricevute sono state 39 quelle selezionate ed esposte nelle serate del 22 e 23 Settembre nella suggestiva location delle Mura Rinascimentali di Piazza Eraclea. I veri protagonisti sono stati gli oltre 400 visitatori che hanno votato le tre migliori. In un ottica di rete e di replica delle buone pratiche, la prossima sfida sarà esportare a “Terra vecchia” di Montalbano Jonico l'iniziativa di rigenerazione urbana dal basso partita lo scorso anno dalle strade del Rione Dirupo di Pisticci, “Imbianchini di Bellezza”.


Innovazione

Render dell’ Ing. M. Dragonetti

I come innovazione ScamBiologico

La green station che produce altra economia di Anna Martino

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aboratori di riciclo, spazi espositivi per la vendita di prodotti biologici, a chilometro zero, sfusi, non imballati e del commercio equo e solidale. Spazi dedicati al baratto di beni in buono stato ma anche luogo di incontro, formazione, ricerca e sviluppo per la diffusione della cultura ambientale e la condivisione dei saperi. E’ ScamBiolo-

gico, il centro della sostenibilità della Legambiente, che nasce in un vecchio scalo merci della stazione ferroviaria di Potenza Superiore. ScamBiologico è prima di tutto una visione ecologica della vita in cui anche il consumo quotidiano può divenire un concreto impegno per la riduzione della produzione di rifiuti, contro gli sprechi, strumento di incenti-

vazione di produzioni sostenibili e qualitativamente migliori, comprese le relazioni sociali. E quale luogo ideale può rappresentare tutto questo se non le vecchie stazioni abbandonate, che nei decenni hanno evocato spostamenti, speranza, sogni di vita migliore. ScamBiologico è quindi un polmone solidale del territorio, un pezzo di economia che produce valori, capitale

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Innovazione

sociale, senso civico, solidarietà, in una sola parola sharing economy. Tutto ha inizio con l’intesa sottoscritta da Legambiente, Ferrovie dello Stato Italiane e Rete Ferroviaria Italiana per il recupero delle stazioni impresenziate in diversi territori in Italia con il progetto Green Station e il sostegno di Fondazione con il Sud attraverso il bando ambiente “Verso Rifiuti Zero”. Attualmente sono in fase di completamento i lavori di ristrutturazione dell’immobile, risalente ai primi anni del ‘900, di cui si è voluto preservare l’architettura esistente tipica dell’epoca ma allo stesso tempo dare un’impronta sostenibile all’edificio a partire dall’impiego di materiali e tecniche costruttive biocompatibili, prediligendo il più possi-

bile materie prime provenienti da riciclo, il tutto con l’obiettivo di raggiungere una certificazione di classe di consumo energetico A. Anche l’allestimento interno sarà tutto improntato sul recupero di materiali e oggetti altrimenti destinati a diventare rifiuti. La struttura in sé già racchiudere l’identità di questo centro per la sostenibilità gestito da Legambiente Basilicata, promotrice del progetto insieme al Circolo Le-

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gambiente di Potenza e altri partner locali (Polo dell’artigianato artistico, Riplastic, bottega Una Terra, Comune di Potenza): una vetrina di tutte le azioni pratiche che ogni cittadino può da subito mettere in campo per fare la propria parte, dalla riduzione della produzione dei rifiuti alla massimizzazione della raccolta differenziata al cambiamento degli stili di vita e del modo di approcciare ai consumi. Si tratta di applicare il concetto della sostenibilità alle nostre azioni quotidiane perché ciascun cittadino può contribuire alla riduzione degli impatti ambientali e al sostegno del sistema economico locale che risente sempre più della crisi globale e di una conseguente marginalizzazione economica.


Innovazione

Operazione plastica free con la Lavapiatti Mobile La strada percorsa a poco più di un anno dalla sua nascita di Anna Martino

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a prima festa a impatto zero con l’uso della Lavapiatti Mobile si è tenuta a Viggiano in occasione della sagra del Ferricello, tradizionale pasta fatta in casa. Poi è toccato a Marsico Nuovo, presso l’Ente Parco dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese per l’evento “Il Natale della biodiversità” e al Campus universitario di Potenza a Macchia Ro- (Settimana Europea Ridu- ancora lunga. Cambiare mana, grazie all’iniziativa zione dei Rifiuti). A poco abitudini e stili di vita “La sostenibilità va a più di un anno la Lava- non è cosa facile, per citmensa” per la Settimana piatti Mobile continua a tadini ma soprattutto per europea per la riduzione girare la Basilicata anche enti e istituzioni. Come dei rifiuti dal 22 al 30 no- grazie alla sinergia con nasce l’idea della Lavavembre, sono stati piatti Mobile? Da evitati 1500 piatti, una semplice quanRisparmio 500 bicchieri e 500 to non scontata osposate tutti in plaservazione: le sagre ed eco-sostenibilità stica e circa 20 sace gli eventi enogachi dell’immondizia premiati per la SERR 2014 stronomici sono alla da 110 litri ciascuno base della promocon una riduzione altre associazioni, come zione delle eccellenze dell’80% di rifiuti su una nel caso dai cinque giorni lucane e delle bellezze media giornaliera. Un di musica all’ex Cava Ricci storico naturali del terrisuccesso, che ha fatto sì di Pignola in collaborazio- torio. Ma quanti rifiuti si che l’iniziativa fosse an- ne con l’associazione La producono durante queche premiata ad Expo compagnia della Varroc- sto tipo di eventi? Tropcome migliore azione per cia che ha ospitato artisti pi. Con lo scopo di ridurre la categoria “associazioni” del calibro di Caparezza e la produzione dei rifiuti in della SERR 2014 Mannarino. Ma la strada è tali occasioni e promuoLa coccinella / novembre-dicembre 2015

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Innovazione

vere uno sviluppo locale sostenibile basato sulla corretta fruizione delle risorse naturali e ambientali disponibili, nasce la “Lavapiatti Mobile”, tre lavastoviglie industriali montate su un rimorchio furgonato che stanno portando le sagre lucane e non solo ad impatto zero. Prima in Italia, la Lavapiatti Mobile è stata ideata e realizzata da Legambiente Basilicata in collaborazione con il Parco nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, con la partnership tecnica di Electrolux Professional, leader a livello mondiale nella produzione di soluzioni per cucine e lavanderie professionali, con oltre 1.000 sedi tra agenzie e rivenditori e 2.000 centri assistenza tecnica distribuiti in più di 140 Paesi, nell’ambito del 12 La coccinella / novembre-dicembre 2015

progetto “Centro per la sostenibilità”, promosso da Legambiente Basilicata e sostenuto da Fondazione con il Sud attraverso il Bando Ambiente “Verso Rifiuti Zero”. Grazie alla Lavapiatti Mobile è possibile dire addio a piatti, bicchieri e posate in plastica durante le manifestazioni pubbliche (sagre, feste, eventi culturali e sportivi). La Lavapiatti Mobile, infatti, è completa di stoviglie (più esattamente si tratta di 3000 piatti in melammina, altrettanti bicchieri in policarbonato e posa-

te in acciaio, perfettamente lavabili e sanificabili in lavastoviglie) e attrezzature per un servizio efficiente di lavaggio sul posto. La capacità di lavaggio è di più di 1.000 piatti all’ora, con bassi consumi energetici, ridotti costi di gestione e il minor impatto sull’ambiente oggi possibile. Possono chiederne il noleggio a Legambiente Basilicata, rivolgendosi direttamente all’associazione all’indirizzo mail: info@ecofestabasilicata.it o al numero 0971 441541privati, associazioni ed enti pubblici impegnati nell’organizzazione di manifestazioni con somministrazione di cibo e bevande.


Innovazione

Il BlueFest, l'energia del cambiamento di Mimino Ricciardi

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o scorso 26 e 27 giugno a Lauria le ragazze e i ragazzi del Circolo Legambiente “Laura Conti” di Lauria hanno organizzato il BlueFest. Festival dell’energia rinnovabile e dell’innovazione, un faro regionale per quanto concerne i due temi trattati e molti gli spunti nuovi per un modello di cittadinanza attiva nuova e laboriosa. La Kermesse, giunta alla terza edizione, si è svolta al Pala Alberti a Lauria ed è riuscita a consegnare nuovi spunti di discussione e di azioni concrete da mettere in campo sin da subito. L’obiettivo del festival è quello di rendere consapevoli i cittadini, illustrando i piccoli gesti quotidiani che possono migliorare la qualità della loro vita e la salute del nostro pianeta. Se la prima edizione ha

visto centrale il tema dell’energia rinnovabile e il secondo ha sviscerato anche il tema del turismo ecosostenibile, quest’anno la pretesa è stata ancora più ampia. Un Pala Alberti arredato per la prima volta a moquette e stand di cartone riciclato a basso impatto ambientale, Lavapiatti Mobile della Legambiente Basilicata e Wi-Fi free. Un momento in cui si è dato vita all’incontro tra istituzioni, cittadini, aziende e giovani. Il primo giorno, incentrato sull’energia, ha visto la firma di protocolli d’intesa tra CSL e Legambiente Basilicata e Società

Energetica Lucana, dove le parti hanno inteso avviare una collaborazione volta a sviluppare, in ambito locale, i servizi a valore aggiunto, nonché di perseguire l’ottimizzazione e la realizzazione dei servizi esistenti nell’ottica dello sviluppo complessivo del sistema intercomunale. L’adozione del “Parco Laura Conti”, uno spazio nel centro abitato del rione superiore, da parte del circolo Legambiente Lauria per la sua valorizzazione e riqualificazione. Un seminario tecnico a crediti sulle rinnovabili seguito dagli ingegneri e addetti ai lavori in collaborazione con l’ordine degli ingegneri di Potenza e infine il tavolo su energia bene comune con Marco De Biasi, presidente di Legambiente Basilicata, Giannì del GSE e La coccinella / novembre-dicembre 2015

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Innovazione

Stefano Ciafani vicepresidente nazionale di Legambiente che nel suo intervento ha ricordato anche che questa festa è un motore di cambiamento di green economy e che la Basilicata convive da anni col problema dei pozzi petroliferi a terra e che anche il Paese Italia deve liberarsi dalla schiavitù delle fossili entro il 2050. Un apporto lodevole, come sempre, è stato quello del nostro presidente regionale che è riuscito a cogliere il binomio e il parallelismo di cammino tra le parole e le azioni concrete che si mettono in campo per un futuro sostenibile. Prima serata conclusasi con il torneo sociale di calcetto a cinque tra varie rappresentative locali. Coderdojo, stampanti 3d, droni, innovazione gli attrattori della seconda giornata della kermesse. Alle ore 10 i ragazzi hanno partecipa14 La coccinella / novembre-dicembre 2015

to ad una sessione di coderdojo di circa due ore, dove il divertimento insieme all’apprendimento è stato determinante grazie soprattutto alla professionalità di Paolicelli – piersoft per la rete – che ha saputo catalizzare l’attenzione dei ragazzi ad un modo nuovo di approccio con l’insegnamento informatico. Ragazzi intrattenuti anche dal MOV e dalla giovane cooperativa “L’Abbraccio”. Nel pomeriggio numerose le presentazioni da parte di aziende e di professionisti del campo. Momento seguito con attenzione è risultato il seminario di web marketing tenuto da Nicola Lanziani che ha saputo interagire e far appassionare coloro che mostrano interesse ad una presenza vera sul web da questo territorio come il lagonegrese. Per chiudere il workshop su innovazione come chiave di accesso

al futuro. In sostanza una “Carta di Lauria” sull’innovazione la si può definire. Al tavolo di presidenza ospiti d’eccezione, qualificati e caratterizzanti sul tema: Basilicata Innovazione, Pro Rettore alla Ricerca Unibas, VicePresidente Nazionale Digital Champions, Open Data Manager Comune di Matera, Sviluppo Basilicata e il governatore Pittella. Il BlueFest ha lanciato la sfida all’innovazione dal basso sperando che qualcuno la possa raccogliere per camminare verso lidi nuovi, sapendo che questa generazione ha anche difficoltà oggettive, ma che la stessa ha anche più spazi da esplorare per poter migliorare e cambiare il mondo che viviamo. Capacità, competenze, merito, speranza, passione, energia e voglia di fare sono i binari sui quali muoversi.


Innovazione

#Saliteinsella, storia di un movimento che mette al centro le persone di Vittorio Rosa

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o riscoperto la bicicletta durante un trasloco. L’avevo abbandonata con il primo motorino e seppellita con l’arrivo della patente. Durante il vai e vieni dalla soffitta lo sguardo si posava insistentemente su una bicicletta rossa anni ’70 completamente impolverata, unico esemplare sopravvissuto ai diktat materni di gettare via tutto quello che non serviva. Quella

bicicletta era appartenuta a mio padre e il ricordo scivolò su una frase che era solito ripetermi: “Quando incontri un ciclista per strada, salutalo! Anche se non ti conosce sicuramente ricambierà”. Mi convinsi che era decisamente il momento di scoprire la verità nascosta dietro quella bizzarra frase. Approfittando del tragitto breve e sufficientemente pianeggiante, decisi di andare a lavoro in

bicicletta, ritrovandomi dopo poco a preferirla di gran lungo all’automobile. Con la luce della curiosità oramai completamente riaccesa, scoprii che la bicicletta aveva lanciato una guerra senza quartiere alle 4 ruote un po’ ovunque, sfidandole sul piano del fascino e della tecnologia. A forti elementi di design, alcune bici aggiungevano un piccolo motore per offrire supporto nelle pedalate in

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Innovazione salita. Avevamo trovato lo strumento per entrare in battaglia anche a Potenza. Con gli altri soci del Circolo Legambiente di Potenza, e il supporto finanziario della Banca di credito Cooperativo di Laurenzana e Nova Siri, abbiamo organizzato un gruppo di acquisto di biciclette a pedalata assistita, il BIG (Bici in Gruppo). Nel giro di poco, il BIG si è trasformato nel movimento #saliteinsella con l’obiettivo di diffondere il messaggio della mobilità sostenibile in una città completamente sommersa dalle automobili (72 auto ogni 100 abitanti utilizzate per oltre il 75% degli spostamenti). Il battesimo delle iniziative è avvenuto in occasione della campagna nazionale di Legambiente “centro strade per giocare” con

l’organizzazione della prima ciclopasseggiata urbana forte di una partecipazione e un entusiasmo inaspettati. Nel frattempo si è consolidata la collaborazione con altri soggetti, in particolare con l’associazione

Rispolverare la bici,

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non una moda ma uno stile di vita CiclOstile FIAB (Federazione amici della bicicletta), che ha portato alla realizzazione di “Mobiweeks, il mese della mobilità sostenibile” in occasione della Settimana Europea della Mobilità sostenibile, campagna annuale promossa dalla Commissione europea nel mese di settembre. Ciclopassegiate, aperitivi a chilometro zero con i contadini di città che

gestiscono gli orti urbani del Circolo Legambiente di Potenza, giornate senza auto con la chiusura al traffico di viale dell’Unicef, la presentazione del libro “Happy bike” e l’incontro con l’autore, che ha consentito di avviare una interlocuzione col Comune di Potenza sulla mobilità sostenibile. Dopo oltre un anno di attività e numerosi chilometri percorsi insieme e da soli, siamo riusciti finalmente a dare un senso a quella bizzarra frase. Un uomo che si sposta in bicicletta, libero dalla prigione di lamiere che lo intrappolano, inizierà ad apprezzare lo spazio circostante e a riconoscere i volti delle persone che lo popolano. E ovviamente ti saluterà.


Partecipazione

P come partecipazione

Protagonismo del territorio per un futuro fossil free della Basilicata di Daniela Pandolfo, Valeria Tempone

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regione che non può fondarsi sul fossile ma sulle economie pulite, a cominciare dalle energie rinnovabili, dalle politiche

un’attività industriale a posizione della in Basilicata, sempre Legambiente sull’atticalata dall’alto e mai vità estrattiva in Basirigorosamente conlicata era chiara fin trollata. Nel corso di dalla costruzione del questi anni lo abbiaprimo pozzo mo ribadito con petrolifero in Val Vogliamo una Basilicata fermezza cond’Agri, quando ducendo numefossil free eravamo in pochi rose campagne ad opporci. Per di mobilitazioin mare e in terra. un’associazione ne, basti pensaambientalista re solo a quelle come la nostra il no per l’efficientemente dell’ultimo anno seal petrolio non è mai energetico, ad uno guite alle folli ed anastato solo una fissa, sviluppo equilibrato cronistiche dichiarama la condizione nedel territorio che sia zioni fatte dal Precessaria per uno svirispettoso degli equimier Renzi in un luppo sostenibile e libri naturali fortegiorno di mezz’estate duraturo della nostra mente minacciati da che prospettavano un

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Partecipazione futuro petrolifero e radioso per la nostra terra. In questa percorso abbiamo rafforzato vecchie alleanze e ne abbiamo costruito di nuove, come è accaduto in occasione delle azioni contro lo Sblocca Italia, che ci hanno visti a fianco del WWF e della Rete degli Studenti Medi, consapevoli di fare una battaglia condivisa dalla stragrande maggioranza dei lucani, i più esposti agli impatti delle attività petrolifere che con l’approvazione del Decreto stanno avendo (come purtroppo temevamo) un semplice e veloce iter autorizzativo. Continuiamo con

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coerenza a dire “No al petrolio in mare e in terra”, senza nessun ulteriore compromesso che metta a rischio le preziose risorse idriche, naturali, economiche e storiche che il nostro territorio racchiude. È stato rimarcato nella manifestazione tenutasi a Luglio 2015 a Policoro e durante il flash mob che i circoli lucani della Legambiente hanno promosso dal lido “Onda Libera” sottratto alla criminalità e riconsegnato alla collettività, così come alla collettività va riconsegnato un territorio sempre più sotto scacco delle compagnie

petrolifere. È in discussione il futuro della Basilicata per cui serve un disegno lungimirante e innovativo, imperniato sulla tutela dell’ambiente come elemento assolutamente imprescindibile, capace di costruire intorno al risparmio di materia ed energia, alla rigenerazione urbana, alla riduzione della dipendenza dal fossile un’economia low carbon che garantisca finalmente la crescita della nostra regione. Vogliamo una Basilicata fossil-free, come in mare così in terra.


Partecipazione

Il sogno di un’altra Val d’Agri possibile di Ennio Di Lorenzo

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a Val d’Agri è a un bivio: riagganciare la modernità, che finalmente parla di agricoltura, di sostenibilità ambientale e di qualità della vita o assecondare dinamiche ed interessi che continuano a considerare lo sfruttamento delle risorse come premessa di non meglio definiti processi di sviluppo. A fronte degli interessi di una multinazionale, chi tutela la salute e il futuro della popolazione e del territorio della Val d’Agri? Quali interessi giustificano il sacrificio delle legittime aspi-

razioni di una popolazione a prendersi cura del luogo dove vive e a perseguire un modello di sviluppo rurale moderno? L’attività ENI in Val d’Agri è diventata un Risiko avvolto da un alone di mistero, funzionale a consen-

tire ampliamenti e sviluppi dell’attività in un territorio che ha la sola colpa di essere un’area interna con una bassa densità abitativa, ignorando l’identità del contesto in cui si sono insediati. Dopo venti anni di richie-

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Partecipazione

ste inascoltate di monitoraggio e informazioni chiare e immediate, si chiedono ancora sacrifici e fiducia sulla parola: non è più possibile. Solo un consapevole protagonismo del territorio, può affermare con forza la volontà della Val d’Agri rurale. Protagonismo, fondato sulla consapevolezza dei rischi a cui si sta andando incontro e delle opportunità che si stanno lasciando per strada. Le nostre istituzioni dovrebbero anzitutto interessarsi di preservare salute e dignità. Non c’è più tempo per attendere tardivi cambi di rotta: violentare il paesaggio della Val d’Agri significa compromettere

l’identità stessa, oltre che la dignità del territorio. Ma è prima fra tutti la stessa Val d’Agri a dover difendere e salvare se stessa da un destino deciso da altri, sapendo che si deve e si può fare di più per affermare con sempre maggiore forza il diritto a scegliersi il proprio futuro e, soprattutto, a controllare attentamente le conseguenze delle attività industriali ‘ospitate’. In tal senso l’azione di Legambiente si sviluppa su due fronti: quello del territorio e i suoi Comuni, per condividere con cittadini, istituzioni e associazioni il sogno di un’altra Val d’Agri possibile e quello delle altre associazioni ambien-

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taliste, le associazioni di categoria del mondo agricolo, i consorzi, i produttori e tutti i soggetti che vedono nella valorizzazione della “terra” e delle vere ricchezze del territorio lucano (acqua, risorse naturali, prodotti tipici) una risposta concreta alle compagnie petrolifere, per stringere una vera e propria “Alleanza per la Terra”. Essenziale in tal senso sarà il ruolo delle amministrazioni locali che in nome della passione per i loro territori, oltre che per funzione, dovranno saper cogliere la sfida in atto e avere la giusta ambizione per le loro comunità. Non un lavoro qualsiasi, a tutti i costi e purchessia, ma dignità del lavoro per una qualità della vita al passo con i tempi. Mentre il resto del mondo vive l’era della fine petrolio, noi continuiamo a costruirci un futuro con il vuoto al centro: riflettiamoci ma, soprattutto, rendiamoci protagonisti del nostro futuro.


Partecipazione

In marcia per il clima da Potenza di Giuseppe Telesca

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n pallino rosso per indicare la Terra colpita dal surriscaldamento globale. Da stampare, ritagliare, appuntare su un giubbotto o attaccare da qualche parte. E’ il simbolo della campagna Il clima è il mio pallino promossa da Coalizione clima, la coalizione italiana “Parigi 2015: mobilitiamoci per il clima” promossa da numerose organizzazioni nazionali e locali della società civile, compresa la Legambiente, in vista dell’appuntamento ONU sui cambiamenti climatici che si terrà a Parigi dal

30 novembre all’11 dicembre 2015. Si tratta di un movimento aperto, nato con l’obiettivo di costruire iniziative e mobilitazioni comuni, nazionali e territoriali, per raggiungere la massima sensibilizzazione possibile sulla lotta ai cambiamenti climatici e perché a Parigi si lavori per un accordo equo, vincolante ed efficace per mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2° C. Il 2324-25 ottobre in tutta Italia si sono svolti flash mob, eventi, pic-nic, aperitivi, eventi sportivi, musicali e culturali grazie alla volontà di centinaia di volontari che in testa hanno il pallino del clima! Tre giornate di mobilitazione nazionale con un duplice obiettivo:

da una parte informare cittadini, studenti ma anche amministratori, sul valore della COP21 che si terrà a Parigi dal 30 novembre all’11 dicembre. Dall’altro stimolare una partecipazione attiva contro i cambiamenti climatici, preparare la Marcia Globale per il Clima che si terrà a Roma il prossimo 29 novembre , in contemporanea a centinaia di piazze in La coccinella / novembre-dicembre 2015

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Partecipazione tutto il mondo. Anche la Legambiente Basilicata ha dato il suo contributo, animando alle 11 spaccate del 24 ottobre

piazza Mario Pagano, a Potenza, di teli d’arcobaleno retti dalle braccia di grandi e piccoli intenti a non far cadere questa

palla gonfiabile che è la Terra dal cerchio. Tutti, poi, con il pallino rosso tra le mani.

#SaveTheDate la Conferenza di Parigi sul clima

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a XXI Conferenza delle parti (Cop 21) aprirà i battenti il 30 novembre a Parigi per concludersi l’11 dicembre. “Cop21” è organizzata dalla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Unfccc), con l’intento di superare i problemi sorti dopo la ratifica del protocollo di Kyoto. Dopo 20 anni di mediazioni, non sempre facili, la conferenza di Parigi punta a formalizzare un accordo condiviso e ratificato da tutte le nazioni presenti al tavolo delle trattative, Italia inclusa, in materia di clima. A Parigi saranno presenti anche Usa e Cina, storicamente refrattarie a ratificare il protocollo di Kyoto, ma disponibili a presentarsi in Francia con un nuovo spirito di collaborazione. In Italia e nel mondo si verificano fenomeni atmosferici sempre più intensi, frequenti e localizzati, che si abbattono su un territorio già in larga parte a rischio idrogeologico e reso vulnerabile dal crescente consumo di suolo che paga dazio degli errori di un’urbanizzazione senza regole. Solo a contare quanto accaduto in alcune cit22 La coccinella / novembre-dicembre 2015

tà, sono circa 140 i principali fenomeni meteorologici che hanno provocato danni dal 2010 a oggi (dati consultabili sulla mappa di Legambiente del rischio climatico nelle città italiane). Il dato incontrovertibile è che la violenza di alcuni fenomeni certifica in maniera definitiva che il clima sta cambiando: alluvioni, smottamenti e frane sono le conseguenze del riscaldamento globale in atto e la “Cop21” vuole essere oltre che un tavolo tecnico per la ricerca di soluzioni al riscaldamento del pianeta, un grande evento che tenterà di sensibilizzare ancora, li dove ce ne fosse bisogno, l’opinione pubblica sul tema.


Partecipazione

Alla scoperta degli Alberi Padri Grazie all’intervento di cittadini e istituzioni di Giuseppe Telesca

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e fossimo in una canzone di Sergio Endrigo potremmo sicuramente dire che “per fare un albero ci vuole il seme”, come potremmo dire che “per fare un Albero Padre” ci è voluta una stretta collaborazione tra Legambiente, il Corpo Forestale dello Stato e cittadinanza attiva. Nelle meravigliose aree boschive che arricchiscono il territorio lucano esistono alberi di particolare interesse naturalistico, storico e culturale a cui sono legate leggende ed eventi tradizionali. Questi alberi sono detti Alberi Padri o alberi monumentali e la loro individuazione ha permesso la pubblicazione di una vera e propria mappa: “La carta degli Alberi Padri”. La Carta degli Alberi Padri è stata realizzata per mezzo di una collaborazione tra singoli cittadini e circoli di Legambiente, che hanno permesso di ampliare attraverso una serie di segnalazioni un primo censimento già realizzato dal Corpo Forestale dello Stato. Ad ogni albero è legata una leggenda o un racconto e ogni segnalazione oltre a restituire l’interesse naturalistico per il luogo, ne traccia un contorno mitico, che in qualche caso affonda le sue radici in tempi remotissimi. Questi veri e propri “monumenti della natura” si ergono imponenti nei nostri boschi e le storie ad essi legati, senza la partecipa-

zione dei cittadini, non sarebbero mai state divulgate e forse col tempo sarebbero cadute nel dimenticatoio. “La Carta degli Alberi Padri”, per ogni singolo albero di particolare interesse, fornisce una segnalazione corredata di foto e didascalia, così da permettere a chi si trova nei pressi del luogo di arrivarci facilmente. Sono senza dubbio un patrimonio da preservare in un percorso di valorizzazione del territorio sia naturalistico sia storico-culturale nell’ottica di una sempre maggiore tutela del territorio e della biodiversità esistente. Prendere coscienza del ruolo giocato dalle foreste nell’ambito della stabilità amLa coccinella / novembre-dicembre 2015

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Partecipazione Legambiente Basilicata

Tecnologia e Ambientalismo La “Green App” che cambia il nostro modo di partecipare

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bientale è un compito riservato a una cittadinanza che si fa garante della tutela e della valorizzazione del proprio territorio. Dal 2013, dopo la promulgazione della legge che regola la tutela degli alberi monumentali, un ruolo strategico viene giocato dalle amministrazioni comunali che hanno il compito di raccogliere le segnalazioni dei cittadini e di comunicare alle Regioni gli alberi monumentali del proprio territorio. I cittadini e le istituzioni diventano insieme protagonisti del territorio, in una sinergia vincente che si propone di valorizzare e tutelare le nostre foreste e di salvaguardare il lavoro precedentemente svolto. Per favorire nuove segnalazioni, Legambiente Basilicata ha lanciato sulle piattaforme Android e Apple un’applicazione per inviare segnalazioni di nuovi alberi di interesse particolare.

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n un mondo in cui l’evoluzione tecnologica fa passi da gigante modificando radicalmente la nostra vita quotidiana, le nuove tecnologie diventano un’importante strumento di partecipazione collettiva e condivisa per la gestione e la tutela del patrimonio ambientale. Nasce così il progetto “Applicazioni Verdi-Green up” promosso dall’ Osservatorio Ambiente e Legalità, con l’Università delle tre età Avigliano, e finanziato dal Programma EPOS - Programma strategico 20102013 per l’Educazione e la Promozione della Sostenibilità Ambientale della Regione Basilicata, che vede nello sviluppo delle nuove tecnologie una nuova frontiera per l’ambientalismo e la partecipazione dei cittadini. Il progetto si basa sullo sviluppo di un’applicazione per smartphone, in grado di rendere ogni singola persona un potenziale “segnalatore” di bellezze, curiosità e problemi che sono parte del mondo attorno a noi. Oltre alle segnalazioni di monumenti, paesaggi e “pezzi di natura”, lotta all’abusivismo ed al consumo di suolo la “Green App” contiene un’intera sezione dedicata alla segnalazione e alla catalogazione degli “Alberi Padri”, consentendo la geo-localizzazione dell’albero e la possibilità di corredare il tutto con commenti e report fotografici.


Partecipazione

La “Mappa della Primavera” Il primo sistema di monitoraggio della biodiversità partecipato di Luciano Castrignano

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a fioritura delle specie vegetali segna l’inizio della primavera ed è un’importantissima “prova biologica” degli effetti che il clima sta producendo sulle piante. Il nostro Paese è uno dei più esposti ai rischi che questi cambiamenti possono provocare ma non tutti sono consapevoli che molti di questi effetti ricadranno sul nostro patrimonio di biodiversità, uno dei più ricchi al mondo. Da queste considerazioni nasce l’iniziativa

“Mappa della Primavera” promossa dal Servizio Vigilanza Ambientale Legambiente Potenza in collaborazione con diversi Circoli della Legambiente radicati nel territorio lucano tra cui il Circolo Legambiente di Montalbano Jonico, il Circolo Legambiente Val d’Agri, il Circolo Legambiente di Potenza, il Circolo di Avigliano e il Circolo di Pisticci nell’ambito del progetto “Volontari naturalmente in rete 2” sostenuto da Fondazione con il Sud. La

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Partecipazione

“Mappa della Primavera” è un sistema di monitoraggio ambientale partecipato, ovvero un sistema di studio e controllo del territorio che coinvolge direttamente la popolazione locale. Il cittadino contribuisce in prima persona, attraverso delle schede di rilevamento, all’osservazione delle fenofasi delle specie vegetali caratteristiche del paesaggio lucano, fornendo informazioni utili sulle variazioni delle condizioni climatiche. Un modo per responsabilizzare il singolo nei confronti di un tema, quale quello dei cambiamenti climatici, che viene percepito come qualcosa di astratto e indipendente dall’intervento dell’uomo. Le 26 La coccinella / novembre-dicembre 2015

iniziative di monitoraggio legate a questo importante progetto dei Circoli territoriali hanno visto un’importante partecipazione delle scuole dei territori coinvolti, rendendo la “Mappa della Primavera” anche una forte azione di educazione ambientale rivolta ai più piccoli e non solo.


Partecipazione

Il servizio civile ti cambia la vita per la vita di Giuseppe Telesca

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e mani un po’ sudate si rincorrono in una strana danza. Gli occhi si posano sulle lancette dell’orologio, una, due, tre volte e sono passati solo tre minuti. Si scambiano le prime parole, i primi sorrisi. Sguardi furtivi. Due parlano in maniera veloce, traspare complicità. Forse già si conoscono, sono amici, oppure si sono incontrati dopo tanto tempo. Qualcuno seduto, molti in piedi, altri passeggiano avanti e indietro. Arriva uno in pesante ritardo e quello che è arrivato in largo anticipo lo istruisce sul da farsi. La decisa in stivaletto e jeans, il professore con la borsa e l’agenda, il confuso, la sportiva, il rivoluzionario. Per molti ragazzi il servizio civile da Legambiente inizia cosi, facendo un po’ di anticamera in una delle sedi di circolo, senz’altro tappezzata di quadri, poster e foto che riguardano una storia di campagne, iniziative, progetti, attività e collaborazioni svolte. A proposito, se verrete scelti per svolgere servizio civile alla Le-

gambiente dovrete imparare in maniera certosina la differenza tra campagna di Legambiente e iniziativa di Legambiente, altrimenti il vostro O.L.P (operatore locale di progetto) potrebbe decisamente arrabbiarsi. Sei si stato scelto dovrai tassativamente rivolgerti con il tu, il lei e il voi sono banditi per le relazioni interne, sia che parli con il presidente sia che parli con l’ultimo arrivato. Se non sai differenziare i rifiuti, non preoccuparti entro la prima settimana diventerai bravissimo, e se non credi nella raccolta differenziata , o magari pensi che poi in fondo siamo in Italia e tutto finisce nella stessa pattumiera, cambierai subito idea. Ti spiegheranno che differenziare conviene al La coccinella / novembre-dicembre 2015

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Partecipazione

Pianeta e al portafoglio. Se per caso non dovessi conoscere il termine ecosostenibile, non avvilirti, diventerai presto un esperto di problematiche ambientali, tanto che avrai il bisogno fisico di rimbrottare tuo fratello che non spegne i monitor dei computer, o tua madre che lava con detersivi che non rispettano l’ambiente. Ti opporrai fermamente quando tuo padre tra una utilitaria a metano e un suv a benzina volesse propendere senza ragione per la seconda

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scelta; magari sarai già proiettato verso un nuovo tipo di mobilità: bici con pedalata assistita. Se “Puliamo il mondo” il primo giorno era solo un simpatico slogan che campeggiava sulla parete della sala riunioni, un paio di mesi dopo avrai già capito che è una delle campagne storiche e meglio riuscite di Legambiente. Piano piano, le mura della sede diventeranno le mura della tua sede. In poco tempo imparerai a gestire un gruppo d’acquisto ecologico, imparerai


Partecipazione che il chilometro zero non riguarda solo la compravendita di particolari tipi di auto, e che scegliere i prodotti locali e di stagione aiuta l’economia e la salvaguardia del pianeta. La decisa, lo sportiva, il professore e il rivoluzionario, dopo pochi giorni avranno un nome, e saranno i tuoi compagni di servizio civile, diventeranno anche i tuoi amici, o in qualche caso il tuo compagno o la tua compagna di

mento di rifiuti cambieranno repentinamente certificando un cambiamento di rotta decisivo nel vostro stile di vita. Molti giovani appassionati ogni anno decidono di mettersi al servizio della comunità donando il proprio tempo e le proprie competenze a servizio della società. Svolgere il servizio civile in un Circolo di Legambiente può rappresentare una grande occasione per ripensare la propria

vita. Un spot televisivo molto noto di qualche anno fa recitava: “il servizio civile ti cambia la vita” e nel caso voleste svolgere il servizio civile da Legambiente, preparatevi perché la vostra vita cambierà davvero, e non solo per l’anno in cui presterete servizio. Nella maggior parte dei casi, infatti, le vostre abitudini in materia di spreco energetico, spreco di cibo e smalti-

vita nella direzione della socialità, diventando un valore aggiunto per la costruzione di una società migliore, accogliente e pluralista, che sostanzia la sua missione nella salvaguardia del Pianeta e dei suoi abitanti. Se questo avverrà davvero potremmo dire che un anno di servizio civile ti cambia la vita per la vita.

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Partecipazione

I campi internazionali: dal mondo in Basilicata per un’esperienza di cittadinanza attiva di Alessandro Ferri, Daniela Pandolfo

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e iniziative di volontariato a cui si può prender parte all’interno della Legambiente sono davvero innumerevoli, ma partecipare ad un campo di volontariato internazionale, rappresenta un’esperienza unica nel suo genere. I campi internazionali della Legambiente in Basilicata, ben 8 negli ultimi anni, hanno visto impegnati i volontari provenienti da tutto il mondo in azioni di ripristino, realizzazione di sentieri e di manutenzione del territorio in diversi comuni ricadenti nel Parco nazionale del Pollino (Chiaromonte, Episcopia, San Severino Lucano, Terranova di Pollino), nel Parco nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese (Sasso di Castalda) e al

Parco di Gallipoli Cognato. I campi di volontariato, chiamati anche “campi di lavoro” per sottolineare l’impegno concreto che li caratterizza, so-

si vanno a svolgere, se pur di grande valenza. Ogni campo internazionale, infatti, dà la possibilità a persone di diverse nazionalità di vivere un periodo di

Campi internazionali di Legambiente in Basilicata, ben 8 negli ultimi 6 anni no esperienze di servizio volontario su progetti specifici, in genere di breve durata (da una settimana a un mese). L’unicità di quest’esperienza non è data dalle attività che

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partecipazione attiva e di trasformazione sociale. Nei quindici giorni di attività non si condivide solo il lavoro, ma anche gli spazi abitativi e la routine quotidiana.


Partecipazione

Un'esperienza di vita unica e intensa da cui si torna ricchi di una maggiore consapevolezza sui temi ambientali e sociali, ma soprattutto con nuovi amici, nuove emozioni. Lavorare e vivere insieme un campo, permet-

te di stringere nuove amicizie, di realizzare un progetto, di creare un legame anche affettivo con quel luogo e con le persone con cui si condivide l’avventura. Uno strumento importante per migliorare, concretamente, la

qualità della vita nei territori e nelle comunità in cui viviamo, ma anche per arricchire il proprio bagaglio culturale, grazie allo scambio che avviene tra i partecipanti. Organizzare come “camp leader” l’accoglienza di ragazzi di diverse lingue e culture, anche se di primo acchito può sembrare cosa poco facile, si rivela essere emozionante ed avventuroso. Il lavoro e la stanchezza, ma anche la collaborazione e la volontà di interagire, si fondono tutti sotto un’unica bandiera: la bandiera della solidarietà, della partecipazione.

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Territori

T come territori I Circoli, una famiglia in crescita viaggio tra le voci dei territori di Valeria Tempone

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caratterizza quasi tutte le esperienze del gni territorio ha le sue criticità e le terzo settore, in particolare in Basilicata. sue eccellenze, bisogni diversi, differenze Tutto ciò grazie al nostro modello orgaculturali e sociali. nizzativo. I nostri circoli rappresentano Agire localmente e pensare globalmente il cuore dell’associazione, i presidi terrinon è solo uno toriali a cui sta il Agire localmente e pensare slogan. E’ ciò che compito più consente alla arduo: coniugaglobalmente, Legambiente di re interessi locaessere un’orga- per migliorare la qualità della vita li, movimenti di nizzazione naopinione, sensizionale con un bilità territoriali, dei luoghi che viviamo. forte radicamenvertenze amto territoriale, nella continua ricerca di bientali con un pensiero globale che un equilibrio tra localismo e interesse guarda al territorio come fulcro centrale generale. È ciò che ci ha permesso di ma che vuole salvare il Pianeta, interprenavigare agili in un mare burrascoso, tare gli interessi generali, realizzare nonostante una fragilità strutturale che esperienze di cambiamento. 32 La coccinella / novembre-dicembre 2015


Territori Una missione speciale basata sull’intreccio fra i no e i sì su cui si gioca la credibilità di ogni organizzazione, anche della nostra, una credibilità che ci arriva da trent’anni di storia, ma che non è un patrimonio inesauribile. I nostri circoli sono l’interfaccia diretta con le popolazioni locali e, di fronte alle vertenze territoriali, devono saper orientare le scelte di campo e le posizioni, senza sottovalutare le pressioni sociali e le pulsioni che spingono le comunità a respingere progetti e opporsi ad iniziative imprenditoriali o politiche, ma senza rinunciare alla responsabilità di farsi guida nelle scelte consapevoli da perseguire. In Basilicata i Circoli della Legambiente sono complessivamente dodici. Quello di Matera il più anziano, quello di Baragiano il più giovane. Una famiglia in crescita come dimostrano i cinque nuovi nati negli ultimi quattro anni (nell’arco di tempo fra il precedente Congresso regionale e quello che ci apprestiamo a celebrare), nell’ordine: il Circolo Legam-

biente di Pisticci, il Circolo di Lauria “Laura Conti”, il Circolo di Senise “La fonte”, il Circolo di Castronuovo di Sant’Andrea “Scurame” per finire con il neonato “La Poiana” di Baragiano. Un trend positivo a cui guardiamo con fiducia, espressione di una sempre maggiore forza attrattiva dell’associazione nella nostra regione e della capacità di avvicinare volontari che, giorno dopo giorno, con passione siano disposti a dedicare il loro tempo per migliorare la qualità della vita dei luoghi che viviamo.

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Territori

I Cea, presidi strategici per avviare politiche di sviluppo socio-culturale di Luciano Castrignano, Rosangela Polichiso

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asseggiate ed escursioni nel bosco, trekking, ciaspolate, percorsi geologici, gare di orienteering, visite all’oasi faunistica del cervo, campi estivi per ragazzi e campi internazionali di volontariato a “Il Vecchio Faggio” di Sasso di Castalda e “Bosco dei Cigni” di Grumento Nova. Mostre fotografiche, escursioni nella Riserva dei Calanchi, percorsi didattici nelle scuole, visite guidate lungo le sorgenti d’acqua a “I Calanchi” di Montalbano Jonico. E ancora, laboratori didatti-

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co- ricreativi per la realizzazione di prodotti derivati da grano, latte e miele e con erbe officinali a “Melidoro Pollino” di Valsinni e studi di ricerca sulle orchidee spontanee, percorsi didattici tematizzati e trekking a “Bosco Faggeto” di Moliterno. I Centri di educazione ambientale della Legambiente in Basilicata, con le loro sedi fisiche, sono luoghi di elaborazione, incontro, discussione, educazione e formazione non formale, capaci di rapportarsi con la scuola nell’ottica dell’innovazione e del cambia-


Territori

mento. Gli educatori si occupano di progettare, organizzare, realizzare percorsi educativi, iniziative formative e divulgative rivolte a diverse tipologie di target di utenza e con diverse modalità. E’ così, infatti, per esempio, che nelle nostre strutture negli anni sono passati disabili psichici, geologi, ricercatori, scienziati. Ma anche genitori, bambini, ragazzi italiani e stranieri. Da qualcuno, come nel caso di Bosco dei Cigni, perfino una troupe cinematografica che ha trasformato la sede in set ideale per un film che parla della

Basilicata come terra da gustare, lentamente, come in un lungo viaggio a piedi da costa a costa. Questo per dire che i Cea sono anche strutture culturali e turistiche, luogo di elaborazione politica di sviluppo socio–culturale del territorio di appartenenza capace di interagire con altri gruppi sociali quale agenzia che opera in stretta dialettica con la comunità locale. E’ questo ciò li distingue da qualsiasi altro presidio dall’associazione: in una parola, educazione ambientale.

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Il bosco, quella sostenibile leggerezza dell’essere A Grumento Nova la natura si rende accessibile attraverso l’arte

Profile for Legambiente Basilicata Onlus

La coccinella - anno 3 numero 8  

La rivista di Legambiente Basilicata Onlus dedicata all'ottavo congresso regionale dell'associazione

La coccinella - anno 3 numero 8  

La rivista di Legambiente Basilicata Onlus dedicata all'ottavo congresso regionale dell'associazione

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