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per sostenere e sviluppare il sistema, un impianto fiscale di prelievo e redistribuzione più equo. Consideriamo altresì non incrementabile all’infinito una crescita lineare come quella che si è avuta negli ultimi dieci anni e pensiamo che la complementarietà e l’assunzione di responsabilità dirette da parte degli attori economici e sociali che operano nel settore e degli stessi cittadini siano la strada da prendere per andare, oltre ai livelli essenziali, incontro ai bisogni e alla domanda di uno strato crescente di cittadini differenziando le possibilità di risposta, ma mantenendo un livello qualitativo costante. La costruzione del mercato sociale offre prospettive positive e pone, nel contempo, alcuni nodi problematici. Vanno considerati in termini positivi fattori quali: la garanzia dei livelli minimi di qualità, una pluralizzazione e flessibilizzazione dell’offerta, la libertà di scelta del cittadino/acquirente dei servizi, ma vanno anche garantite regole certe, trasparenza, equilibrio e adeguati livelli di controllo perché non si crei una “selezione avversa” dei clienti che penalizzerebbe le fasce deboli creando due livelli qualitativi di mercato e magari relegando le cooperative in un mercato più povero e residuale. Così come la trasformazione dell’utente in acquirente non può risolversi in semplice relazione contrattuale ma va affrontata con adeguate strategie pubbliche di rafforzamento dei diritti e delle capacità individuali di scelta. L'importanza sempre maggiore della cooperazione sociale in un contesto caratterizzato da una crisi economica influente soprattutto a livello delle fasce deboli e vulnerabili della società che, per essere traguardata verso un rinnovato modello di sviluppo necessita di mobilitazione di risorse umane, sociali e materiali di un più ampio strato di

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soggetti, consegna alle cooperative una responsabilità di impresa e sociale di cui è necessario essere profondamente consapevoli e che deve essere esercitata attivamente. Rappresentiamo non solo un modello, ma una realtà di impresa che, oltre ad essere identificata sulla base del settore di attività e valutata in base alle sue dimensioni e risultati, deve essere considerata per il “valore aggiunto” che porta a più livelli: di conciliazione degli interessi dei singoli, siano essi soci, cittadini-utenti o altri portatori di interesse, con l’interesse generale della comunità; di promozione della partecipazione degli attori sociali nonché per l’allocazione dei risultati di impresa a favore del perseguimento di obiettivi di sviluppo e di continuità intergenerazionale delle imprese. La sfida dello sviluppo a cui bisogna guardare per traguardare l’agire emergenziale al quale siamo costretti consiste nel gestire organizzazioni di impresa cooperativa sociale che, in coerenza con la propria mission, siano in grado di cogliere in maniera tempestiva i bisogni, prima ancora di una esplicita domanda, ma siano anche capaci di organizzarsi per rispondere ad una domanda flessibile e articolata e, allo stesso tempo, sappiano reperire ed attrarre risorse che possono risultare importanti in un'ottica di affermazione delle singole imprese e del sistema nel suo insieme, ma anche di creazione di partenariati qualificati in un contesto sociale ed economico multiforme caratterizzato dalla presenza di una pluralità di soggetti con i quali competere, ma anche con cui cooperare. L’impegno di prospettiva consiste nell’adattare alla dimensione valoriale e motivazionale i caratteri della dimensione strategica di impresa, andando oltre il governo dell’esistente, verso soluzioni innovative e adeguate allo sviluppo economico, sociale e delle comunità.

Rapporto Sociale 2010 - Legacoop Servizi Toscana  

Con il presente documento Legacoop Servizi Toscana rendiconta la propria attività di rappresentanza, promozione e sviluppo delle cooperative...

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