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Complessivamente di fronte ai dati positivi del fatturato globale e del patrimonio (capitale sociale e riserve) che registrano un incremento del 10% circa si rileva un sensibile rialzo dei crediti verso i clienti (+11%) ed un parallelo aumento, di pari entità percentuale, del debito verso le banche. Questa situazione, derivata dai sempre maggiori ritardi nei pagamenti degli Enti, continua ad assorbire una quantità ingente di risorse delle cooperative che, per garantire il corretto funzionamento dei servizi e la regolarità nei pagamenti, devono ricorrere in maniera consistente al credito. Per quanto riguarda il risultato d’esercizio è opportuno sottolineare che il risultato fortemente positivo rispetto al 2009, è influenzato dalla significativa diminuzione (-35%) dell’ammontare delle perdite rispetto al 2008 che era stato condizionato da

alcune situazioni di particolare gravità. C’è da sottolineare inoltre che, anche di fronte ad una redditività bassa, le cooperative hanno aumentato gli investimenti, dando un importante esempio di responsabilità sociale, rinunciando alla marginalità per rafforzare le prospettive di stabilità del lavoro. L’andamento economico del settore ha una ricaduta positiva costante sull’occupazione: la cooperazione sociale toscana occupa, nel 2009, oltre 10.200 persone (+1,8% rispetto al 2008) di queste il 53% con meno di 40 anni e il 74% donne. La caratterizzazione di imprese a forte intensità di lavoro e la stabilità dimostrata nel tempo assegna alle cooperative sociali un ruolo particolarmente significativo e, fino ad oggi anticiclico, rispetto all’andamento generale dell’occupazione.

Punti di debolezza, di forza e delle prospettive del comparto L’attuale sistema non potrà continuare a lungo a sostenere sivo della persona prodotto da una molteplicità di deterla condizione di un mercato che “corre il rischio di essere minanti; così come pensiamo che le risorse destinate al soffocato” da una drastica e progressiva contrazione delle welfare possano rappresentare un importante volano di risorse pubbliche e dalla difficoltà di trasformare il biso- sviluppo e di coesione sociale e che la loro entità sia stretgno in domanda effettiva per i cittadini meno abbienti. I tamente connessa a scelte politiche che riguardano anche pesanti tagli ai trasferimenti statali, pur in presenza del il reperimento e l’allocazione di dette risorse. Non si può mantenimento del livello di risorse regionali e del fondo spostare l’intero problema sulla partecipazione e la capadella non autosufficienza, potranno determinare una con- cità delle persone di esercitare il ruolo di cittadino attivo e dizione in cui non sarà possibile soddisfare la domanda di responsabile poiché ci sono una serie di azioni precise che le amministrazione devono mettere in campo nell’ambito servizi mettendo a rischio il “modello toscano” di welfare. Siamo convinti che il ruolo politico, di programmazione e delle politiche di welfare e al di là delle politiche di welcontrollo debba essere esercitato dall’Ente Pubblico per fare: semplificazione ed efficienza dell’apparato; qualità garantire l’equità e l’universalità del primario diritto dei dell’ambiente urbano e sicurezza per i cittadini; contesti cittadini alla salute, nell’accezione di benessere comples- di ascolto, partecipazione e co-progettazione ed infine,

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Rapporto Sociale 2010 - Legacoop Servizi Toscana  

Con il presente documento Legacoop Servizi Toscana rendiconta la propria attività di rappresentanza, promozione e sviluppo delle cooperative...

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