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burocratizzare eccessivamente il sistema, senza peraltro ottenere risultati apprezzabili, producendo viceversa un appesantimento burocratico con ulteriori costi. L’attuale livello medio dimensionale delle nostre cooperative è di 67 addetti, ovviamente con grandi differenze che vanno dalle micro alle macro imprese e punte di eccellenza anche nel panorama nazionale. Un ricavo medio che nel 2009 è calato di quasi l’undici per cento, mentre il costo del lavoro è diminuito soltanto del 5%. Ciò significa: • un grosso impegno nella stabilizzazione dell’occupazione con basso ricorso ad ammortizzatori sociali (caratteristica quasi esclusiva, in questo periodo, della cooperazione di lavoro); • una decisa azione per il miglioramento dei processi produttivi ed il contenimento dei costi generali; • tariffe di mercato sempre più esigue a fronte di servizi sempre più complessi. In questo quadro si inserisce la vicenda del rinnovo contrattuale tra i più onerosi fra quelli sin qui rinnovati ed i cui effetti dovranno essere attentamente monitorati per evitare ricadute che potrebbero mettere in discussione la stessa tenuta delle imprese in un contesto sempre più affollato di competitori scorretti. Se osserviamo la struttura economico-finanziaria delle nostre imprese, dobbiamo rilevare come la crisi abbia inciso profondamente erodendone in parte anche i patrimoni. Rinnoviamo la richiesta di provvedimenti che favoriscano l’accesso al credito anche a quelle cooperative (e non sono una minoranza) che, nella situazione attuale di generale obiettiva difficoltà, non presentano quei parametri di affidabilità per il sistema bancario. Lo stesso fondo di garan-

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zia per l’autotrasporto creato per questo specifico scopo, si è dimostrato inefficace per un paradosso che tende ad escludere proprio i soggetti che ne avrebbero dovuto beneficiare: quelle aziende che per lo stato di grave crisi del settore hanno bilanci che riportano perdite pur non erodendo in modo significativo il patrimonio netto. Data la scarsa capitalizzazione del sistema e una velocità di rotazione dei crediti verso i clienti che si aggira mediamente intorno a 140 giorni, con punte di oltre 200/250, è sempre più difficile trovare risorse per finanziare sviluppo e innovazione. Ora più che mai è assolutamente necessario riflettere sul nostro modello imprenditoriale anche sotto l’aspetto dimensionale. Abbiamo oggi una serie di imprese con notevoli potenzialità spesso inserite in un contesto che ne svilisce il livello qualitativo. Abbiamo già fatto nel precedente rapporto una riflessione sull’esigenza di una crescita dimensionale attraverso fusioni o processi aggregativi di natura diversa. Forse i tempi a disposizione non ci consentono di sperimentare percorsi di avvicinamento, quali il gruppo paritetico cooperativo o reti supportate da adeguati sistemi informativi, in cui le imprese possano relazionare tra loro rafforzando la capacità di competere con l’obiettivo di creare valore aggiunto a favore di tutti i partecipanti. Tuttavia è assolutamente urgente perseguire tale obiettivo che, oltre a realizzare economie di scala, consentirebbe di allocare risorse, che pure esistono, per alimentare quella crescita qualitativa in grado di affrontare meglio le dinamiche del settore: la possibilità, per esempio, di raggiungere mercati lontani, minimizzando i costi unitari per merce trasportata, e svolgere una funzione commerciale

Rapporto Sociale 2010 - Legacoop Servizi Toscana  

Con il presente documento Legacoop Servizi Toscana rendiconta la propria attività di rappresentanza, promozione e sviluppo delle cooperative...