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re su una funzione moderatamente anticiclica della spesa pubblica. Mario Draghi valuta a mezzo punto di Pil la caduta del reddito italiano per effetto della manovra Tremonti e Paul Krugman bolla le scelte come inutili, perché deprimono ulteriormente l’economia, e inefficaci, perché la contrazione indiscriminata della spesa pubblica frenerà il gettito fiscale. Cosa accadrà nei nostri prossimi rapporti con la P.A.? Si accentueranno le relazioni conflittuali? Che faranno Regione e comuni per garantire un dignitoso livello dei servizi? Dequalificheranno il lavoro? Incentiveranno nuovi soggetti meno costosi? Ci chiederanno le stesse prestazioni a costi minori? Aumenteranno i ritardi nei pagamenti già oggi insostenibili? E in Toscana, rinunceremo ad essere territorio di buone prassi? Si aggraveranno le “allergie” da “cabina di regia”? Prevarranno le logiche del “si salvi chi può” che si nutrono del conflitto tra norme e comportamenti? Verrà incoraggiato un malinteso senso della competizione tra imprese, come stimolo al ricorso a logiche di ribasso fuori mercato e a basi d’asta che non consentono l’applicazione dei CCNL? (avvertiamo già oggi pericolosi segnali in tal senso). Continueremo a essere testimoni della diffusa impotenza degli Osservatori sulla cooperazione o delle direzioni del lavoro, dell’INPS e dell’INAIL, assolutamente incapaci di porre rimedio ai fenomeni di irregolarità e di illegalità di cui sono pieni i mercati privati? Ciò che spaventa di più è il diffuso senso di rassegnazione e di fatalità che pervade molti decisori politici. Se queste logiche prevalessero, ci avvieremmo a somigliare ai territori in cerca di legalità, territori lontani da sempre dal profilo della Toscana e la selettività della ripresa non premierà i migliori ma i più destrutturati, precipitando la

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nostra Regione verso derive di de-qualificazione, allontanandola da quella competitività di sistema e d’impresa di cui ho parlato fin qui. E ancora. Fino allo scoppio della crisi, le autorità di vigilanza sui mercati finanziari non sono riuscite a vedere o a fermare il micidiale mix di eccesso di leva finanziaria, acrobazie contabili, strumenti derivati e portafogli rigonfi. Esplosa l’infezione si sono rafforzati gli organismi internazionali ed è tutto un fiorire di entità sovranazionali che si affiancheranno a quelli nazionali (Consob, Banca d’Italia, Covip, Isvap e Antitrust tanto per citare quelli italiani) e comunitari (Bce). Dal laissez-faire al rien-ne-va-plus: quanto questo passaggio da una scarsa ad una eccessiva vigilanza (non sottovalutiamo le future conseguenze di Basilea 3) inciderà sulla capacità di erogare credito alle nostre imprese? Il compito che ci viene assegnato presenta una trama complessa, un intreccio confuso fatto di grandi responsabilità, di alta rischiosità ma anche di ampie opportunità per le nostre cooperative. Per coglierle la cooperazione dei servizi dovrà attualizzare la propria filosofia d’impresa sviluppando una nuova concezione del rischio, ri-orientare la propria azione, sviluppare sinergie intersettoriali, tornare a riflettere su strumenti di rete, di filiera, su fusioni e strumenti consortili mirando all’obiettivo di una maggiore competitività, non a malposte questioni dimensionali, diventare protagonista nella costruzione di una industria del terziario ed entrare in connessione con i processi di modernizzazione regionali e nazionali. Per tutti i nostri settori d’intervento possono aprirsi spazi di innovazione e di pensiero. L’Italia, il Paese con la più grande offerta di opere d’arte, paesaggio e cultura è al 28° posto nel mon-

Rapporto Sociale 2010 - Legacoop Servizi Toscana  

Con il presente documento Legacoop Servizi Toscana rendiconta la propria attività di rappresentanza, promozione e sviluppo delle cooperative...

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