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novamento nella macchina amministrativa, negli enti ed agenzie dipendenti, nei soggetti gestori di servizi pubblici, contengono nuovi strumenti per garantire maggiore equità nell’accesso ai servizi socio-sanitari e, dunque, sembrano raccogliere almeno una parte delle mie considerazioni. Serve un nuovo orientamento culturale per arricchire competitività di sistema e d’impresa. Occorre investire sulla qualità di un terziario più avanzato. Occorre investire sul capitale umano, sui giovani e interrogarci sulla relazione tra eccessiva precarizzazione del lavoro e bassa produttività. Spiega l’economista Fabrizio Onida: “come si fa a migliorare la produttività se si cambia continuamente lavoro? Il capitale umano per essere competitivo deve poter investire su se stesso e noi non glielo stiamo permettendo”. Molte imprese toscane delocalizzano in paesi a sviluppo avanzato (Francia, Germania, Stati Uniti…) e lo fanno non certo per risparmiare sul costo del lavoro ma per essere più vicine ai mercati di sbocco e per giovarsi di un livello più qualificato di servizi. Ciò dimostra che gli attuali servizi alle imprese, localizzati in Toscana, non raggiungono ancora livelli di qualità tali da farne indiscussi elementi di competitività regionale, e, al contempo, che la debolezza del terziario rappresenta un sostanziale elemento di fragilità per l’attrazione degli investimenti dall’estero. I servizi sono inutili solo se percepiti come dequalificati e inefficienti. Sono, al contrario, indispensabili per riguadagnare capacità di competere, sviluppo e occupazione. In un rapporto simbiotico e non conflittuale con l’industria, rappresentano il fulcro della modernizzazione della nostra Regione. Per recuperare risorse da destinare allo sviluppo, alla competizione e alla modernizzazione, Obama ha in pro-

gramma una consistente riforma fiscale che si prefigge di annullare gli sgravi approvati da George Bush nel 20012002 aumentando di 3 punti l’aliquota sui redditi sopra i 250.000 dollari (dal 35 al 38%) e quella sui guadagni di borsa dal 15 al 20%. Spagna, Francia, Germania e Regno Unito vanno verso la stangata sui ricchi. In Italia le scelte sembrano andare in tutt’altra direzione. Invece di investire in sapere, addestramento e ricerca (le statistiche ci raccontano di giovani fra i 18 e i 25 anni che non lavorano né studiano), anziché fare riforme strutturali e ambiziose coinvolgendo, a pari titolo, tutti gli attori in campo, il governo dello sviluppo economico alle prese con 270 miliardi di euro di imponibile evaso e con un’alta tassazione dei fattori produttivi (capitale e lavoro), orfano per 153 giorni del proprio ministro, si è limitato alla manutenzione dei conti pubblici con mezzi e modalità molto discutibili. Potrei fare centinaia di esempi in proposito. Ne scelgo simbolicamente uno, fiorentino, raccogliendo le parole di Antonia Ida Fontana, direttrice della Biblioteca Nazionale di Firenze, istituzione della memoria e dell’identità nazionale, abbandonata, alle soglie del 150° dell’unità nazionale, ad un degrado mortificante che ci offende come cittadini e cooperatori. Legacoop Servizi e le cooperative che vi aderiscono, metterà in atto tutte le azioni possibili di sostegno e solidarietà. Oggi è il giorno delle analisi e non quello delle rivendicazioni ma come non accennare ad una finanziaria che ci spinge in direzione “ostinata e contraria”, ad una manovra che taglia gli investimenti in conoscenza, non tutela il lavoro, colpisce i servizi, la sanità e il sociale. Tagli senza logica e senza nessuna premialità per le Regioni e i Comuni più virtuosi. Il Paese e i cittadini non potranno più conta-

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Rapporto Sociale 2010 - Legacoop Servizi Toscana  

Con il presente documento Legacoop Servizi Toscana rendiconta la propria attività di rappresentanza, promozione e sviluppo delle cooperative...

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