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una velocità d’invecchiamento dei prodotti assolutamente impensabile fino a qualche anno fa. Fino a 10-20 anni fa la longevità di un prodotto era di 10-15 anni. Oggi, un prodotto, ha una vita di pochi mesi, poi va cambiato. Nello stesso lasso di tempo anche il prezzo può variare del 20-30-40% e il periodo di ammortamento di tutti gli investimenti sul prodotto non arriva a 5 anni. Un mercato manifatturiero che si confronta con una evoluzione che ha questi tratti distintivi, deve avere la capacità di agire con rapidità adattandosi al cambiamento. Anche da qui arrivano le richieste insistenti nei confronti di una maggior flessibilità nelle regole del mercato del lavoro (anche se i nostri stipendi sono tra i più bassi del continente), da qui, dico io, nasce l’urgenza di servizi d’eccellenza. Non a caso crescono i servizi Knowledge intensive nel campo delle ICT (informatica, tecnologia e comunicazione), delle professioni e delle consulenze, così come i servizi technology intensive. In mercati rapidi i servizi aiutano la flessibilità, evitano rigidità ed eccessi di standardizzazione. Il terziario pesa, ad oggi, per il 73% del valore aggiunto prodotto in Italia e per 72,81 in Toscana, per il 55% delle imprese attive e per il 67% dell’occupazione (15 milioni e mezzo di lavoratori). Negli ultimi 15 anni mentre l’agricoltura ha perso 468.000 posti di lavoro e l’industria 72.000, il terziario ha creato 3 milioni di nuovi posti di lavoro (+24,2%) facendo alzare il tasso di terziarizzazione dal 60,3% al 66,5% (dati Censis Aprile 2010). All’interno di questi numeri e di queste percentuali Legacoop Servizi Toscana associa e rappresenta 400 cooperative che agiscono, in alcuni casi come aziende leader, nei settori del multiservizi e del global service, della ristorazione e dell’ambiente, della logistica e dei trasporti, del turismo,

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della cultura e del tempo libero, dei servizi sociali, delle professioni e dei servizi knowledge intensive. Hanno complessivamente un valore della produzione di 950 milioni di euro e creano lavoro per 25.700 persone. Tra di loro 10.650 persone lavorano nella cooperazione sociale e più di 500 lo fanno avendo svantaggi sociali. Il risultato generale (+ 1,50% sul fatturato e + 4,60% sugli addetti rispetto al 2008) non deve ingannare. Il quadro è differenziato anche all’interno degli stessi comparti e delle stesse aree merceologiche. A fronte di una generalizzata riduzione della redditività, si evidenziano risultati eccellenti a fianco di situazioni francamente drammatiche o preoccupanti (il settore che presenta maggiori difficoltà è quello dell’autotrasportologistica - movimentazione). Ci sarà bisogno di una riflessione nient’affatto emotiva, di uno sguardo poco generico e di una valutazione precisa e articolata. I servizi possiedono una occupazione composta per oltre l’80% da donne, per il 60% da giovani altamente scolarizzati e una presenza diffusa di lavoratori migranti: una occupazione in assoluta controtendenza con gli altri segmenti dell’economia. Questa è la nostra “vocazione”. Eppure continuiamo a percepire un deficit di attenzione verso questo comparto. Confido che nella legge finanziaria della Toscana 2011 e nella futura legge annuale sulla competitività queste nostre riflessioni trovino spazio. La presenza del Presidente Enrico Rossi libera dal formulare previsioni e congetture e ci consente di ascoltare “in medias res” le sue valutazioni. D'altronde i documenti preliminari alla legge di bilancio di previsione per l’anno 2011/2013 e quelli alla finanziaria 2011 presentano misure di rin-

Rapporto Sociale 2010 - Legacoop Servizi Toscana  

Con il presente documento Legacoop Servizi Toscana rendiconta la propria attività di rappresentanza, promozione e sviluppo delle cooperative...

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