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3.1 Il terziario e le sue trasformazioni in tempo di crisi a cura di Angelo Migliarini, Presidente Legacoop Servizi Toscana

La necessità di ammodernare il paese è impegno e priorità costante, l’urgenza di farlo scaturisce da una crisi economico-finanziaria strutturale e pervasiva senza precedenti. Riconoscere le strade che conducano al recupero della competitività, tornare a crescere di una crescita che recuperi occupazione così da salvare la coesione sociale e premiare il lavoro, diventa essenziale per restituire al paese visione progettuale, fiducia e senso del futuro. Il primo tema che tutte le grandi economie hanno davanti è quello di una crescita che tiepidamente torna ma senza occupazione. Gli americani la chiamano jobless recovery, vuol dire che crescita e occupazione non sono più sinonimi. Hanno divorziato. I posti di lavoro persi non verranno recuperati e la ristrutturazione delle imprese, pur virtuosa che sia, taglierà comunque gli addetti. Esibendo, sia pur brevemente, l'anatomia dei livelli occupazionali si può desumere che tra luglio 2008 e luglio 2010 si sono persi 881mila posti di lavoro. Nella prima fase la contrazione è passata attraverso la diminuzione delle assunzioni e delle proroghe. Arginato l’incremento dei licenziamenti dal ricorso alla cassa integrazione, sono stati pesantemente colpiti i lavoratori temporanei. Nella seconda fase, che possiamo datare dalla fine dell’inverno 2008-2009, ad una minore selettività si è accompagnata una maggiore pervasività. Dal manifatturiero alle costru-

zioni, la riduzione dei posti di lavoro si è allargata a macchia d’olio ai diversi segmenti del terziario. I lavoratori più direttamente interessati sono stati i giovani, le donne e gli immigrati. In termini di crescita il sistema Italia sconta problemi che vengono da lontano. Dal ’94 l’Italia cresce con l’1% di PIL in meno rispetto alla media europea. In 16 anni abbiamo perso 540 miliardi di euro di Pil sull’euro zona e 720 miliardi sul G7. La fotografia delle Regioni italiane, scattata dall’Istat pochi giorni fa, è altrettanto impietosa. A fronte di un calo medio del Pil italiano nel 2009 del 5%, il Nord ovest segna un arretramento del 6%, il Nord est perde il 5,6%, il Sud il 4,3% mentre il Centro, col suo 3,9%, resiste grazie ad una maggiore concentrazione dei servizi. Secondo quanto recentemente pubblicato nel “Report sulla competitività 2010-2011 del Word Economic Forum”, l’Italia risulta essere al 48° posto su 139 paesi. Accennando qualche dettaglio, l’Italia è 92° per quanto concerne il proprio “sistema legale amministrativo”, 101° rispetto al proprio “sistema finanziario”, 118° per “mercato del lavoro” etc… (sempre su 139). Non va meglio alla Toscana che figura nella fascia medio-bassa, sotto alle regioni dell’Italia centro nord orientale che, a loro volta, non primeggiano nel confronto europeo. Considerando contestualmente il declino delle più im-

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Rapporto Sociale 2010 - Legacoop Servizi Toscana  

Con il presente documento Legacoop Servizi Toscana rendiconta la propria attività di rappresentanza, promozione e sviluppo delle cooperative...

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