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Quando venne il diluvio ... Pag 6

I versi degli animali ….. Pag 11

Il circo degli animali …. Pag 19

L’Elefante borioso ...… Pag 21


“Ascolta i non devi, bambino, ascolta i non c'è, ascolta i non puoi, gli impossibile, i macchè, ascolta i non sognarti, ma dopo ascoltami un po’: tutto può succedere bambino, tutto si può.” SHEL SLVERSTEIN


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Chissà se era notte o giorno, se era autunno o primavera quando iniziò a piovere: nessuno si accorse della prima goccia che cadde, leggera e silenziosa… e dietro di lei quante altre gocce scesero a bagnare l’erba, a formare cerchi sempre più grandi dentro l’acqua del fiume, a innalzare la marea. E mentre la pioggia cadeva, un rumore si sentiva dalla casa di un anziano signore: lunga era la sua barba, bianchi i suoi capelli, Noè era il suo nome. Lavorava senza sosta, perché sapeva che quella pioggia non si sarebbe fermata, che avrebbe 6


continuato a cadere, sommergendo tutto quello che madre natura aveva creato… e lui non poteva di certo permettere che tutto finisse cosi! Con il legno che teneva conservato nella sua cantina pensò di costruire una semplice imbarcazione, inchiodando delle assi di legno di cedro diede vita ad una semplice imbarcazione, su cui far salire tutte le specie viventi e salvarle così da quel diluvio infernale che non avrebbe dato scampo a nessuno. Costruire l’arca non fu facile, anche perché nessuno aiutò Noè, addirittura i suoi figli lo presero per pazzo quando lo videro tra assi e chiodi, tagliare e inchiodare. Ma Noè aveva la testa dura e da solo, lavorando giorno e notte, riuscì a finire

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l’imbarcazione. Intanto la pioggia non smetteva di cadere e tutti gli esseri viventi, grandi e piccoli, belli e brutti, erano in serio pericolo: non tutti erano in grado di nuotare, non tutti si trovavano a loro agio nell’acqua, non tutti avevano ali per volare lontano. E adesso non era facile cercare di radunare tutte le creature della terra per farle salire sull’arca: molte si erano nascoste per scappare dall’acqua che saliva di livello, altre erano cosi spaventate che non avrebbero ascoltato nessuno. Così il povero Noè dovette faticare non poco per radunare tutti gli animali, metterli in fila ordinata e farli salire a bordo… eh si, perché c’era il

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leone che sgomitava perché voleva salire per primo, essendo il re della foresta, c’era il topo, che scorrazzava tra le zampe di tutti, la scimmia che faceva dispetti a non finire e un’aquila birichina che si divertiva a becchettare sulla testa di chi gli capitava sotto, per poi nascondersi e scappare. Non fu facile tenere l’ordine per fare l’appello, rigorosamente in ordine alfabetico, ma quando Noè ebbe chiamato quasi tutti e arrivò alla lettera z, dopo aver chiamato la zebra e la zecca era il turno dello zontocefalo. Lo so, il nome può apparire alquanto strano, forse un tantino bizzarro, ma lo zontocefalo esisteva veramente. Era una specie di felino, un lontano cugino del gatto, dal manto scuro, che si arrampicava facilmente sugli alberi e da lì su, spiccava enormi salti per raggiungere terra. Chissà, forse sarà rimasto appollaiato su un ramo lo 9


zontocefalo. Ci provò Noè a chiamarlo, ad aspettarlo, ma la marea saliva velocemente, la pioggia non smetteva di scendere e cosi non gli restò altro che salire a bordo e chiudere la porta dell’arca. Dello zontocefalo non si sono avute più notizie… e chissà se Noè ogni tanto ci pensa a quel simpatico animale che è rimasto fuori dell’arca!

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E’ un mite venerdì mattina, è primavera e l’aria in questa stagione è profumata, i fiori sono sbocciati e il loro profumo si espande per tutto il paese. Il tiepido sole emana un tepore favoloso e tutti gli animali pian piano si svegliano. L’ape vola in cerca dei fiori più belli per poter produrre il miele più dolce e buono! Ad un certo punto vede appeso ad un albero un manifesto… si avvicina di più per leggere meglio... “OGNI ANIMALE DI QUESTO PAESE E’ INVITATO A PRESENTARSI ALLA SELEZIONE PER IL PIU’ GRANDE E IMPORTANTE CONCERTO DI BENEFICENZA TENUTO PER ACQUISTARE OCCHIALI PER I FIGLI DELLA SIGNORA TALPA, POMATE CONTRO LA 11


PENSANTEZZA DI GAMBE PER IL SIGNOR MILLEPIEDI, UNA SCIARPA PER LA SIGNORA GIRAFFA CHE HA SEMPRE UN GRAN MAL DI GOLA, UN APPARECCHIO PER I DENTI PER IL SIGNOR CAMMELLO” “Caspita! Io corro ad iscrivermi subito… potrei diventare una star!” Pensò la signorina ape. Fuori dal fienile c’era il banco per l’accettazione delle iscrizioni, lì fuori volteggiava la Signora Aquila gridando “Iscrivetevi al grande concerto!!!” “Sono qui per questo!” Rispose la signorina ape. “E tu che razza di voce hai? Cosa sai fare?” Chiese all’ape la Signora Aquila. “Io so bombire!” Rispose l’ape tutta fiera e provò una serie di zzz zzz davvero insuperabili! “Bene puoi iscriverti! Metti la 12


firma di adesione su quel cartellone laggiù!” Indicò l’Aquila. Nel frattempo anche gli altri animali si erano svegliati e si erano accorti del manifesto appeso all’albero. “Anch’io voglio iscrivermi!!!” Dissero all’unisono il tordo, l’usignolo e il pettirosso “Lo faremo anche noi” Si aggiunsero il pulcino, la rondine e l’allodola. “Anch’io voglio provarci!” Disse il bue. “Se ci provi tu ci provo anch’io!” Disse l’asino. Così dicendo tutti quanti si diressero verso il fienile dove trovarono la Signora Aquila pronta ad accoglierli. Il tordo fece ascoltare a

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tutti come sapeva zirlare bene, l’usignolo gorgheggiava e il pettirosso si mise a chioccolare, quindi si unirono al coro il pulcino col suo pigolìo, la rondine che garriva ed infine si unì l’allodola col suo trillo. Che meraviglia!!! Era un coro affascinante!!! E’ proprio vero che gli uccellini hanno la dote del canto! La Signora Aquila mise insieme tutti gli uccellini da una parte: avevano la stessa tonalità di voce pur avendo un modo del tutto personale di musicalità. Bene! Le tonalità alte, cioè i soprani e i tenori erano a posto, ora serviva qualcuno con una tonalità bassa da baritono… Ed ecco arrivare il Signor Bue che con i suoi muggiti conquistò la Signora Aquila e portò l’entusiasmo alle stelle!

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“Ma non possiamo avere un unico baritono! Coraggio non fate i timidi!” Continuava a gridare la Signora Aquila. Così si unì anche il bufalo “Io so mugghiare” “Bravissimo! Proprio quello che ci serviva!” “E io so ragliare” Intervenì l’asino “Se posso essere utile io potrei bramire” Disse il cervo “Andate tutti quanti a firmare il cartellone delle adesioni presto!” Gridò la Signora Aquila. “Un altro coro sarà formato dall’abbaiare del cane, l’ululare del lupo, il nitrire del cavallo, il miagolare del gatto e il grugnire del maiale.” Così dicendo la Signora Aquila posizionava tutti i vari gruppetti di

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animali. “Tu ape dovrai provvedere al sottofondo assieme ai ronzii della mosca, della zanzara, al frinire dei grilli e al sibilo del serpente!” “Io che sono il pappagallo e so parlare, potrei con la mia loquacità fare il presentatore!” “Proposta accettata!” Gridò la Signora Aquila “Se per lei va bene io e gli altri pavoni, miei fratelli, potremmo occuparci della coreografia e fare con le nostre ruote un balletto” “Anch’io ho sempre sognato di fare la ballerina ho anche il tutù a casa” Disse la Signorina Ippopotamo “Possiamo occuparci della coreografia anche noi” Intervennero le bianche colombe “Volando

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potremmo portare col becco ramoscelli di fiori e far cadere i petali sul palco come fossero coriandoli” “Anche noi possiamo volteggiare assieme alle colombe” Risposero le farfalle “E colorate come siamo confonderci tra i petali dei fiori” “Benissimo!” Gli animali furono per tutta la settimana molto impegnati con le prove dello spettacolo. Il venerdì successivo si tenne il tanto atteso concerto. La Signora Aquila era tutta soddisfatta aveva organizzato uno spettacolo fantastico! Neppure lei si aspettava un successo così! Si riuscì a ottenere i fondi necessari per acquistare

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tutte le cose necessarie per gli animali bisognosi. Erano molti gli animali del paese che avevano dato il loro piccolo contributo partecipando a questo spettacolo, ci tenevano tantissimo ad aiutare gli animali che avevano bisogno, perché come si sa l’importante è mettercela sempre tutta non importa se le cose non vengono sempre perfette, se si è un po’ stonati a cantare o goffi a ballare, la cosa importante è impegnarsi al meglio e se le cose si fanno col cuore niente può riuscire male!

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Tuuuuuuh!...Tuuuuuuh!... “Ehi guardate il trenino laggiù!” Grida Qua ai suoi fratellini. “C'è il circo che fa divertire i bambini, con dumbo che vola senz'ali e chissà quanti altri animali!” 19


“Svelto su!” Fa topolino. “Salta nel cerchio da bravo leoncino!” Ma nella gabbia che cosa ci fanno tre belve che l'aria feroce non hanno? Con la punta del piede addirittura va sulla zebra senza paura Minni che in veste di equilibrista fa dieci volte il giro della pista. Da Bongo sulla ruota è preceduta e da Badoo che il pubblico saluta. Suonano i clown un rock scatenato e ballan le scimmie in modo sfrenato mentre Pippo canta, salta, balla, gioca con i cerchi e più di una palla. Ecco le foche equilibriste e Pluto che a imitarle insiste. Infine c'è il mago prestigiatore che in tutti suscita tanto stupore. 20


Il pubblico applaude, la pista è già pronta, da dietro il telone di rosso bordeaux, ascolti la gente che grida contenta. Avanzi borioso, con passo pesante, ti han messo lustrini, fiocchetti e cotì, non guardi nessuno, sei molto distante. Volteggi sul globo, barrisci convinto. Poi tutto ad un tratto ti fermi d’impatto: c’è un piccolo topo che guarda stupito. 21


Balzi dal tondo per metterti in salvo. Ti cadono fiocchi, lustrini e cotì, travolgi la gente e fuggi lontano. La luce si spegne ,nessuno più applaude. Rimane il ricordo di un tempo lasciato, di quando con poco tu eri felice. Non urla festanti ne topi stupitima solo il tuo cuore, ardente d’amore,in notti coperte da stelle brillanti. Il globo del circo ormai si è sgonfiato,ritorna tu al tempo da noi conservato… la luce riaccende… sei un uomo rinato!

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www.tiraccontounafiaba.it

www.lascatoladeisegreti.it

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Realizzazione a cura di D'ANGELO LUCIA Corso per "Animatore per l'infanzia" anno 2012 Docente: D'AGATA ANTONIO G.

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Tutto si può