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eplay - 1 Ottobre 2011 - Anno 2 - Numero 52

LBG magazine

SONO PASSATI QUASI QUATTRO ANNI DAL DELITTO DI GABRIELE SANDRI. NOI VI RIPORTIAMO I FATTI PRINCIPALI NEL RICORDO DEI SUOI TRENT’ANNI


IL PODIO

1 Klose

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Si piazza alla 1a posizione di questa prima puntata del Podio, grazie ad una prestazione straordinaria contro il Cesena, ma non solo. Tanta grinta e cattiveria, proprio quella che è mancata alla Lazio l’anno scorso. Perché lo dimostra anche al 90’, quando prima ribatte un corner di testa e poi respinge il tiro avverso

Edoardo Reja Si piazza alla terza posizione di questa speciale classifica, dopo aver prima scaricato le colpe addosso ai giornalisti, e, ai tifosi della SSLazio. Poi però si è ripreso alla grande e nonostante non un grandissimo gioco ha portato a casa una vittoria straordinaria contro il Cesena in un campo che noi tutti conosciamo. Ora spetta a lui.

2 Andrè Dias Si piazza al 2° posto di questa mini-classifica, poco considerato, merita di più


L’EDITORIALE - Gianluca Palamidessi

Ci vogliamo fare male da soli LA LAZIO E’ IN UN PERIODO STRAORDINARIO, SICURAMENTE IL MIGLIORE DELL’ERA LOTITO, MA COME SI SA STORICAMENTE I LAZIALI NON SONO MAI SAZI, GRAZIE A DIO COMUNQUE MIGLIORI RISPETTO A QUELLI DELL’ALTRA SPONDA (DEL TEVERE), CHE SEMBRANO ESALTARE LE DOTI DI UN ALLENATORE CHE IN UN MESE LI HA FATTI USCIRE DA COPPE EUROPEE, LI HA FATTI PERDERE CON CAGLIARI E SIENA, OLTRE AD AVER PAREGGIATO, ESALTANDONE POI LE DOTI, CONTRO LA PEGGIOR INTER DA 15 ANNI A QUESTA PARTE.

iamo laziali, e si, oramai è risaputo a S livello mondiale, abbiamo una voglia infinita di vittorie, ma soprattutto d’Europa, di grandi prestazioni e di un bel calcio. Ecco come, in non molte righe sono riuscito, almeno spero, a spiegarvi i princìpi del malcontento Lazio. E per malcontento non mi riferisco solo ai tifosi, ma anche a tutti quei giornalisti che non ne possono più di sentire Edy Reja lamentarsi di ogni cosa al minimo fischio. Fino a pochi anni fa la Lazio era abituata non solo a giocarci molto spesso e volentieri in Europa, ma addirittura a vincerla, con due trofei che rimarranno nella storia della Lazio e che faranno rosicchiare gli anti - Lazio, non solo romanisti, ma soprattutto giornalisti, che di questi ultimi tempi stanno combinando più danni che altro. Noi ci vogliamo fare del male da soli perché dovremmo esaltarci noi per la Lazio che abbiamo in questo momento piuttosto che farci del male da soli, criticandoci a vicenda e facendo passare per media-squadra quella che invece ha tutte le carte in regola per fare l’opposto. Lo ammetto, tuttavia, che alcune decisioni hanno lasciato perplesso anche me. Decisioni come quella di Reja di dar via Mauro Zarate, che mai al mondo avrei fatto io. Oppure quella di buttare del fango sui tifosi della Lazio, che francamente si sono stancati, e ve lo dico da tifoso numero uno. E infine arriviamo alle belle notizie, quelle sulla squadra, quelle notizie veramente importanti, che lasciano in secondo piano tutti quanti, ovvero gli attaccanti. Klose e Cissè, due mostri, così definirli può sembrare anche abbastanza riduttivo, data la quantità di giocate, la quantità di grinta che questi due giocatori imprimono non solo a se stessi ma anche al resto della squadra. Lo

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avevamo sempre detto l’anno scorso che la Lazio non aveva grinta, quest’anno la musica è cambiata, perché se c’è una cosa che mi ha stupito di questi due giocatori, è stata la loro rapidità nell’ambientarsi subito in una squadra e una città, che nonostante il suo recente passato rimane storica e piena di pressioni. Basti pensare che a Roma ci sono almeno 25 radio che parlano continuamente di Lazio e di Roma, forse addirittura 26 dopo il nostro innesto sul sito, per un esperimento che deve ancora cominciare, quello di LBG Radio Station. Ma bando alle chiacchiere, questa Lazio con questi giocatori farà sognare la Lazio, ne sono più che sicuro, e lo ha già dimostrato, perché forse qualcuno si scorda la partita col Milan. Ora più che mai bisogna dare continuità ai risultati, in Europa tocca vincere o quantomeno pareggiare, perché una sconfitta vorrebbe significare addio Europa, ed ennesima brutta figura in Europa dell’era Lotito. Ma ci sono molti che non parlano di una cosa fondamentale. Ovvero il modo di Reja di far giocare questa squadra, e scusate se insisto, ma, presupponendo che io, ad oggi, non cambierei mai Reja, vedo proprio uno spreco totale delle potenzialità di quei due li davanti, dal momento che, fino ad ora, e sta funzionando, lo schema unico è palla a Cissè e Klose e vediamo che succede. Io penso che sia ingeneroso parlare di dimissioni di Reja, perché questo allenatore è riuscito in poco più di due anni a riportare la Lazio nelle zone più importanti della classifica e anche nel discorso europeo, con l’innesto di questi due acquisti mondiali, come Cissè e Klose, che non danno solo forza ma anche tanto rilievo ad una squadra che lo aveva perduto col tempo. Ora io direi di puntare sull’Europa, stare tranquilli in campionato e di vincere la Coppa Italia e almeno uno dei due Derby. Solo quella parola mi riesce difficile digitarla sul computer. Ora più che mai non facciamoci del male da soli, restiamo uniti. Avanti Lazio!


IL SOMMARIO - Numero 52 -Anno 2 - 1/10/2011

14 Reportage 14/ I MIGLIORI DELLA LAZIO Abbiamo selezionato per voi i migliori della Lazio per ruolo Gianluca Palamidessi

Serie A 22/ ASPETTIAMO ANCORA La serie a è cominciata da due settimane e c’è già chi pensa di dare giudizi quando invece bisognerebbe aspettare La Gazzetta dello Sport 24/ PIRLO IL FARO DELLA JUVE Andrea Pirlo sta diventando sempre più importante per la sua Juve, ecco perché 25/ VIOLA COL BOTTO, O-O Il Napoli fermato in casa dal Napoli di Mazzarri che con troppo turnover rischia di perdere 26/ FANTA INTER, 3-1! Vince soffrendo col Bologna, ma vince! Grande esordio per Ranieri subentrato a Gasperini 28/ IL MILAN C’E’ Batte il Cesena e vince la prima stagionale meritando alla grande.

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29/ LA JUVE C’E’, PARI LAZIO Finisce 1-1 tra Catania e Juventus, la Lazio pareggia male col Palermo, che Atalanta

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Replay è un magazine a cura di Gianluca Palamidessi, direttore di LAZIALI BELLA GENTE.net, e vicedirettore della pagina face book LAZIALI BELLA GENTE Facebook. Si ringraziano la Gazzetta dello Sport, Il corriere dello Sport, Radiosei, Tutto Sport e La Lazio siamo Noi.it. Inoltre un ringraziamento alla fondazione Sandri

spolvero, dopo lo United anche il City in grande spolvero

S.S.Lazio

40/ CITY E UNITED Le due di Manchester protagoniste della Premier League del 2011/2012

30/ PER NON DIMENTICARE Reportage su Gabriele Sandri, e su come, 4 anni dopo, sono cambiate le cose

42/ UNA BARCA DI GOL Il Barcellona prosegue la sua inarrestabile corsa verso il successo della Liga

32/ GABRIELE SANDRI, CASO Ecco alcune curiosità sul caso e la lettera del papà Giorgio

44/ BARCA E REAL OK Bene il Barça che batte l’Atletico Madrid, bene il Real che distrugge il Rayo Vallecano 6-2

34/ LAZIO K.O CON SPORTING Ecco come la Lazio è riuscita a perdere con lo Sporting Lisbona per 2-1 CorriereCorriere-Gazzetta dello Sport 36/ FABIO LIVERANI: “Con il tifoso laziale rapporto di odio e amore, comunque tornerei volentieri” La Lazio siamo noi.it 37/ E OLYMPIA NON VOLA PIU’ Mini-Crisi Olympia che non vola

Estero 38/ SOLO MANCHESTER Le due di Manchester in grande

45/ L’ITALIA ALL’ESTERO Ecco i risultati degli italiani all’estero nella settimana di calcio 46/ INTER-MOSKA L’Inter vince alla grande per 3-2 in rimonta col CSKA Mosca che è 4° nel girone 48/ NAPOLI 2-0 VILLAREAL La vittoria per 2-0 degli azzurri 49/ MILAN 2-0 VIKTORIA 50/ CSKA 2-3 INTER 51/ LE ALTRE IN CHAMPIONS La Gazzetta dello Sport


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IN QUESTO REPORTAGE DI LAZIALI BELLA GENTE QUELLI CHE SONO SECONDO NOI I MIGLIORI DELLA SSLAZIO 2011/2012 PER RUOLO

Marchetti, la quasi sicurezza a trascorso un anno a guardare. AllenamenH ti, tribuna o nella migliore delle ipotesi, una partita con la formazione Primavera. Situazionedegra-

dante per un reduce da un Mondiale (in Sudafrica), ma è quanto toccato in sorte a Federico Marchetti, reo la scorsa estate di aver espresso, in un'intervista, il suo desiderio di essere ceduto allaSampdoria. Una legittima aspirazione interpretata come un peccato di lesa maestà dal presidente del Cagliari, Massimo Cellino, che lo ha tenuto 'prigioniero' per una stagione. Ora, però, l'attesa è finita. LaLazio ha deciso, sin da subito, di puntare su di lui per la sostituzione di Muslera, offrendogli un'ottima possibilità di rilancio anche in campointernazionale. Classe '83, portiere dotato di grandi riflessi, ottimapresenza tra i pali, bravo anche in uscita. Nella Capitale, l'ex azzurro potrà sfogare tutta la sua rabbia e mettera a frutto la grandeprofessionalità dimostrata nei mesi trascorsi a tenere duro, allenandosi sempre a dovere. Sicuro oggetto del contendere di molti fantallenatori, ma guardiamo più nel dettaglio le sue cifre. FANPAGE.IT

LA SCHEDA - Marchetti AGILITA’: ✪✪✪✪✪ PRONTEZZA: ✪✪✪✪✪ TECNICA: ✪✪✪✪✪ PERSONALITA’: ✪✪✪✪✪ POTENZA: ✪✪✪✪✪ INTELLIGENZA: ✪✪✪✪✪ TOTALE: 16

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LA SCHEDA - Andrè Dias AGILITA’: ✪✪✪✪✪ PRONTEZZA: ✪✪✪✪✪ TECNICA: ✪✪✪✪✪ PERSONALITA’: ✪✪✪✪✪ POTENZA: ✪✪✪✪✪ INTELLIGENZA: ✪✪✪✪✪ TOTALE: 22

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LO AVREI VOLENTIERI VOLUTO NEL MIO SHAKHTAR, E’ UNO DEI MIGLIORI” Lucescu NON CAPISCO COME IL BRASILE NON LO CONVOCHI MAI, E’ UN OLTRAGGIO” Ronaldinho

Andrè Dias, il difensore un difensore centrale abile nell'impostare l'azione, inoltre

È la sua propensione a spingersi in avanti, in particolare

sui calci piazzati, lo porta a siglare spesso gol durante l'arco della stagione. André Dias ha fatto la sua prima apparizione nel grande calcio nella Copa São Paulo de Futebol Júnior nel 1998, quando militava tra le file della Palestra de São Bernardo. Viene ingaggiato così dal Paraná e successivamente dal Flamengo. Dopo la breve parentesi nella squadra rossonera, André Dias vive altre due esperienze, prima nel Paysandu e poi nel Goiás. Con il San Paolo conquista il posto da titolare e diviene una delle colonne della difesa, nonché capitano, del club paulista, con il quale vince trecampionati brasiliani tra il 2006 ed il 2008. Nel 2008 e nel 2009 si aggiudica la Bola de Prata della rivista Placar, riconoscimento stagionale ai migliori undici giocatori della Série A brasiliana. Il 1º febbraio 2010 viene acquistato dalla Lazio a titolo definitivo per 2,5 milioni di euro. Ha firmato un contratto che lo legherà al club capitolino fino al 2013.[2] L'11 aprile 2010 segna il suo primo gol con la maglia biancoceleste nella vittoria in campionato contro il Bologna (3-2), dove segna il 2-2.[3]. Si ripete il 25 aprile segnando il gol del pareggio nella partita poi vinta 2-1 contro il Genoa.[4] Nella sua seconda stagione in biancoceleste il tecnico Edoardo Reja gli assegna il ruolo di titolare, [5] preferendolo al francese Modibo Diakité. E' schierato come centrale nella difesa a quattro, al fianco del rumeno Ştefan Radu, l'italiano Giuseppe Biava e lo svizzero Stephan Lichtsteiner. Il 31 ottobre 2010 realizza il suo terzo gol con la maglia della Lazio contro il Palermo con un gran destro al volo sugli sviluppi di un calcio di punizione. Via via offre prestazioni sempre piu convincenti e diviene presto un tassello fondamentale nello scacchiere di Edy Reja, tant'è che viene spesso accostato al milanista Thiago Silva, essendo così definito insieme al rossonero uno dei centrali difensivi brasiliani più forti. WIKIPEDIA.COM

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LA SCHEDA - Matuzalem AGILITA’: ✪✪✪✪✪

Perché Matuzalem è il migliore

PRONTEZZA: ✪✪✪✪✪ TECNICA: ✪✪✪✪✪ PERSONALITA’: ✪✪✪✪✪ POTENZA: ✪✪✪✪✪ INTELLIGENZA: ✪✪✪✪✪ TOTALE: 22

a professionista, dopo due anni con D la maglia del Vitoria Bahia ed una breve parentesi con la maglia del Bellinzona, viene acquistato dal Parma che lo gira subito con la formula della comproprietà al Napoli. Rimane sotto il Vesuvio per due stagioni[6], nelle quali si disciplina tatticamente e caratterialmente[6] e conquista la promozione in Serie A nel 2000. Al termine delcampionato successivo viene riscattato dal Parma[7], che lo gira sempre in comproprietà alPiacenza, dove esordisce come primo calciatore straniero nella storia del club biancorosso[8]. Contribuisce con 28 presenze e 3 reti alla salvezza della squadra all'epoca allenata da Walter Novellino[4] (già suo allenatore

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al Napoli). La stagione successiva approda dal Parma al Brescia[9]. Rimane agli ordini di Carlo Mazzone per due stagioni, conquistando altrettante salvezze e siglando due reti nell'ultima partita della carriera di Roberto Baggio, contro il Milan. Nel 2004 il Brescia lo cede alla formazione ucraina dello Shakhtar Donetsk per una cifra di 14 milioni di euro [10] : con la formazione allanata da Mircea Lucescu ha vinto nel 2005 e nel 2006 il campionato ucraino, vestendone anche la fascia di capitano[10]. Tra i vari gol segnati con la squadra arancionera si segnala quello realizzato contro il Siviglia il 15 marzo 2007 in Coppa UEFA. Matuzalém si esibì nel cosiddetto "colpo dello scorpione": calciò il pallone

con la suola del piede sinistro tuffandosi in avanti[10]. Nel luglio 2007, attraverso il cosiddetto "articolo 17" che lo rende contrattualmente libero, diventa un calciatore della squadra spagnola del Real Saragozza[2]. Con gli spagnoli colleziona solamente 14 presenze ed una rete a causa di un infortunio[10], ma il suo apporto non serve ad evitare la retrocessione della squadra. Il 18 luglio 2008 viene ufficializzato il suo trasferimento alla Lazio in prestito per 800 000 euro[11], con diritto di riscatto dell'intero cartellino per 7,5 milioni di euro. Esordisce in campionato con la maglia della Lazio il 31 agosto a Cagliari, ma già a partire dalla sua prima stagione in biancoceleste il suo rendimento viene condizionato da problemi fisici, che limitano a 32 le sue presenze nelle prime due stagioni[3]. Il 19 maggio 2009 il Tribunale Sportivo di Losanna accoglie il ricorso formulato dallo Shaktar riguardo al trasferimento di Matuzalém nel Real Saragozza. Il club spagnolo e il giocatore brasiliano vengono condannati al pagamento in solido di circa 12 milioni di euro a beneficio della squadra ucraina[2]. Il 9 luglio 2009 viene riscattato dalla società capitolina[12]. L'8 agosto 2009, nella finale di Supercoppa italiana contro l'Inter, segna la rete del momentaneo 1-0 con un fortuito rimpallo; la partita finirà 2-1 per la Lazio. Il 18 ottobre 2009 torna al gol anche in Serie A (Lazio-Sampdoria 1-1). Matuzalém non è mai stato convocato dalla Nazionale brasiliana, anche se è stato una colonna nelle rappresentative giovanili compiendo, insieme all'amico Ronaldinho, l'intera trafila. Insieme vincono nel 1997 il Campionato mondiale con la Nazionale Under-17 verde-oro[10] e partecipano alcampionato del mondo Under-20 1999 con la nazionale di categoria.


E’ Cissè il migliore in avanti isse è nato nella città franC cese di Arles da Mangue e Karidjata Cisse, entrambi ori-

LA SCHEDA - Cissè AGILITA’: ✪✪✪✪✪ PRONTEZZA: ✪✪✪✪✪ TECNICA: ✪✪✪✪✪ PERSONALITA’: ✪✪✪✪✪ POTENZA: ✪✪✪✪✪ INTELLIGENZA: ✪✪✪✪✪ TOTALE: 22

ginari delSenegal; i suoi genitori si separarono poco dopo la sua nascita. Suo padre Mangue |Nazionale ivoriana]]. I suoi genitori si erano trasferiti dal Senegal in Francia nel 1974.[1] Dopo essersi trasferito al Liverpool, Cissé acquistò una casa a Frodsham, nel Cheshire, e ottenne così il titolo di Lord of the Manor di Frodsham. [2] Poco dopo l'acquisto della casa, è stato criticato dalla stampa inglese per aver rifiutato di concedere il permesso al Cheshire Forest Hunt per lacaccia alla volpe sul suo possedimento.[3] Nel giugno 2005 ha sposato Jude Littler, parrucchieragallese di Anglesey. Il matrimonio ha avuto luogo nel Castello di Bodelwyddan, con ospiti comeShaun WrightPhillips e alcuni compagni di squadra di Djibril della Nazionale francese, Louis Saha eSylvain Wiltord. [4] Cissé ha indossato in tale

occasione un abito rosso in onore della squadra dove giocava, il Liverpool.[4] Ad ottobre 2005, la coppia ha annunciato l'attesa del loro primo bambino.[5] Il 7 marzo 2006 è nato suo figlio Cassius.[5] Cissé aveva avuto in precedenza una bambina di nome Ilona, nata nel 2001. Anche sua moglie Jude ha un figlio, Liam, da una precedente relazione.[6] Cissé è un attaccante potente e forte fisicamente,[7] dotato di buona tecnica[8]. Possiede inoltre un ottimo senso del gol[9].

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LA SERIE A E’ APPENA INIZIATA, MA C’E’ QUALCUNO CHE GIA’ PENSA DI DARE GIUDIZI, QUANDO I RISULTATI LASCIANO SPAZIO AL TEMPO CHE TROVANO


UN MARE DI GOL: Marek Hamsik è il grande atteso di questa stagione 2011/2012. Fino ad ora però non ha convinto


ASPETTIAMO ANCORA - Juventus - GDS

Pirlo, il faro della Juve ANDREA PIRLO E’ SEMPRE PIU’ IMPORTANTE PER LA JUVENTUS, E’ IL SUO FARO E SENZA DI LUI, COME E’ SUCCESSO CON IL CATANIA, LA JUVE FA TANTA FATICA. E’ UN LIMITE O UN PREGIO?

re partite di campionato e T una certezza: questa Juve non può fare a meno di Andrea Pirlo in mezzo al campo. L’equazione è semplice, se gira lui fa girare tutta la Juve. Lo hanno capito tifosi, compagni e lo stesso Antonio Conte che ha deciso di disegnargli la Juve intorno. Parma, Siena e Bologna, tre indizi che fanno una prova. Il migliore in campo è sempre lui, e pazienza se è ancora a secco di gol. Ha dispensato assist preziosi per i compagni, con lanci millimetrici e passaggi sul filo del fuorigioco, alzando il livello di qualità di una squadra che aveva bisogno della sua visione di gioco a centrocampo. Ma non solo. FORMA E PERSONALITA' In questo inizio di campionato ha evidenziato una forma fisica eccezionale, correndo e sudando più di tutti, senza fermarsi un attimo. Ha stupito anche in fase difensiva con entrate in scivolata da “mediano” e contrasti ruvidi, classe, grinta e personalità. Ha spezzato in due il Parma, mantenuto la Juve in carreggiata a Siena, lottato fino al 90’, facendo a sportellate con Mudingayi e Ramirez contro il Bologna. C’è chi grida al miracolo, e non soltanto dalla pubblicità. “Quando l’ho visto giocare ho pensato Dio c’è” aveva detto Buffon qualche tempo fa, forse il numero uno bianconero ha esagerato, ma ha reso bene l’idea. La Juve è sempre più Pirlodipendente, a centrocampo ora comanda lui. Arrivato in punta di piedi, prima di Conte, a parametro zero dal Milan, si è rivelato l’acquisto più azzeccato dell’estate di Marotta. Chissà se dalle parti di Milanello qualcuno lo rimpiange già… QUANDO ARRIVO’... Quanto all'ex rossonero, aleggia nell'aria un domandone che potrebbe diventare tormentone

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nel prosieguo della stagione: "La Juve di Conte, come la Nazionale di Prandelli, è Pirlo-centrica. I due meravigliosi assist rappresentano la punta dell'iceberg, l'evidenza pura. Quel che si nota meno sono i flussi di gioco, gli innumerevoli palloni che Pirlo distribuisce a destra e a manca. Quantità industriale e qualità artigianale. La palla pirlesca va sempre nel posto giusto e al compagno meglio piazzato. Più in generale bisognerebbe aprire un dibattito - si chiede l'inviato della rosea possibile che il Milan abbia lasciato andare via a zero euro un maestro come Andrea? Per chi, poi? Per prendere Nocerino a un milione? Bravo Marotta a infilarsi tra le pieghe del busillis..."


ASPETTIAMO ANCORA - La settimana di A

Viola col botto, ferma il Napoli

La Fiorentina è aggressiva, con la difesa molto alta, e mette pressione al centrocampo del Napoli, incapace di arrivare nella trequarti avversaria trovando chiusi tutti gli spazi. Ciononostante nel giro di cinque minuti per due volte Lavezzi prima e Hamsik poi mancano di un soffio il tocco decisivo in area su cross dalla destra, dove fa molto bene Zuniga, che spinge e riesce sempre a bucare la linea mediana viola mettendo in crisi i rivali, a questo punto attenti a rallentare il gioco per ripartire in contropiede, con un Cerci ispirato e Jovetic che recupera tanti palloni per rilanciare l'azione. L'aggressività del Napoli si spegne però sulla trequarti e si affida solo alle fiammate di un Lavezzi ispirato, mentre Hamsik e Cavani non pungono. Così le sgroppate di Cerci sulla destra sono devastanti e sempre pericolose, con la difesa azzurra che col passare dei minuti entra in crisi. Alla mezzora il Napoli è costretto così a rallentare di fronte ai ripetuti rischi. E alla fine del primo tempo è la Fiorentina a contare le migliori palle gol, con De Sanctis che salva su un colpo di testa di Natali in area con un grande intervento. Più Fiorentina che Napoli dopo 45'. SECONDO TEMPO Un erroraccio di Fideleff rischia di far andare in gol Cerci (palla sull'esterno della rete) fa arrabbiare un preoccupatissimo Mazzarri che inserisce Aronica al posto dell'argentino. La Fiorentina non sa più a che santo votarsi: gli azzurri arrivano da tutte le parti e Mihajlovic toglie Munari per inserire un incontrista efficace come Kharja. Inutile. Il match si chiude qua.

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L’Inter c’è, ok Ranieri BUONISSIMA INTER CONTRO UN OTTIMO BOLOGNA, LA CURA RANIERI SEMBRA AVER FUNZIONATO, 33-1 AI BOLOGNESI, PRONTI VIA!

Ha aperto Pazzini, panchinaro fisso con Gasperini. Ha chiuso Lucio, inguardabile e ingestibile contro il Novara, nell'ultima tragica uscita della passata gestione. Se si cercava la scossa, c'è stata: l'Inter di Claudio Ranieri centra subito la vittoria, mancata in cinque occasioni dai nerazzurri in questo inizio di stagione: finisce 3-1, risultato che maschera i patemi di un secondo tempo in cui Zanetti e compagni, anche senza l'alibi della difesa a tre e di uomini fuori ruolo, sparisce dal campo, finendo in balia del Bologna. Stavolta, però, la barca non affonda, ma anzi ritrova la rotta: un lampo di Cambiasso (che entra nelle azioni dei primi due gol) innesca Pazzini e quindi Milito, l'ultima carta giocata dal nuovo tecnico. Rigore, Bologna in dieci e gara che svolta. Ranieri parte bene, Bisoli incassa la terza sconfitta in quattro giornate: ecco un altro tecnico che ha bisogno immediato di risultati. GARA A TRE VOLTI La gara inizia ai mille all'ora, con occasioni su entrambi i fronti. A una enorme mangiata da Samuel risponde un'altra divorata sull'altro fronte di Di Vaio. L'Inter costruisce di più, colpisce un palo con Forlan, e al 39' passa: numero di Forlan a centrocampo, apertura per Cambiasso che di prima serve Pazzini al limite. Il Pazzo la stoppa e piazza un rasoterra di destro su cui Gillet non è perfetto: 1-0. Tutto bene per l'Inter? Non proprio, perché nella ripresa la squadra di Ranieri dopo la traversa di Cambiasso letteralmente sparisce dal campo. Diamanti riporta il Bologna in partità, trasformando un rigore concesso per fallo di Samuel su Portanova, poi i padroni di casa continuano a premere, e fanno paura a Ranieri. Che si gioca la carta Milito, e il Principe guadagna e trasforma il rigore della vittoria. L'Inter ricompare con un filtrante di Cambiasso, prolungato da un tacco di Pazzini: Morleo tira giù il Principe, guadagnandosi il rosso. Milito non tradisce, Lucio condisce oltremisura la vittoria con un colpo di testa su una punizione di Muntari. Tre gol, tre punti: questi ultimi non si erano mai visti, tutti insieme, in questa stagione.

rispetto alla scorsa stagione: Ranieri lo sostituisce dopo 10' della ripresa, quando rinforza la fascia destra e rende "puro" il 4-4-2 con Jonathan. Pazzini è decisivo e dà ragione a chi non lo poteva vedere in panchina, Cambiasso si inserisce come ai tempi belli, Julio Cesar ne toglie due dagli angolini. Fin qui le cose positive: nella ripresa però la squadra lascia campo e iniziativa agli avversari, Forlan cala, Zanetti soffre, Lucio non sempre è perfetto. Ma tocca a lui segnare il 3-1, che segnala almeno che la sorte è girata. Poi, bisognerà ancora lavorare e recuperare qualche giocatore (il dinamismo di Stankovic è irrinunciabile, in questo momento). BOLOGNA, NON BASTA LA PRESSIONE Non gira bene al Bologna, invece: terza sconfitta, un punto in classifica, Gillet che esce nuovamente infortunato, Ramirez che lo segue dopo un brutto fallo di Samuel. Ma dall'uruguaiano si può ripartire: fa male all'Inter, con la collaborazione di Diamanti, che pian piano cresce nonostante parta da posizione defilata. Mudingayi è gigantesco a pare già in forma, mentre il Bologna dovrà ritrovare il vero Di Vaio: due occasioni fallite e qualche mugugno quando Bisoli lo sostituisce. Comprensibile, ma ai rossoblù servono i suoi gol.

INTER, PROVE DI 4-4-2 — La nuova Inter per un tempo è aggressiva come raramente (mai?) lo era stata in questa stagione. Non può essere solo una questione di disposizione in campo, anche se il 4-3-1-2 (che si trasforma in 4-4-2 in fase difensiva con Coutinho che scala a destra) restituisce sincronismi senza palla e libera Forlan dalla fase di copertura. L'uruguaiano torna il giocatore ammirato con Uruguay e Atletico Madrid: pericoloso al tiro, suggeritore per Pazzini, importante quando rientra a centrocampo (come in occasione dell'1-0) e diventa regista avanzato della squadra. In queste occasioni si sostituisce a Coutinho, che parte fortissimo, ma poi perde qualche apllone di troppo e si preoccupa per le evidenti lacune quando deve dare una mano a Nagatomo sulla destra. Il brasiliano, classe 1992, pare comunque cresciuto

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Seedorf, la cura Milan SEEDORF E IL PRORPIO GRUPPO VINCONO UNA PARTITA DALLE DIFFICOLTA’ MOLTEPLICI, SERVIVA IL RISULTATO, E’ ARRIVATO

E all’ultima stampella il Milan riesce a battere il Cesena conquistando così la sua prima vittoria in campionato, senza subire gol. Tre punti con il minimo sforzo, grazie al gol di Seedorf dopo cinque minuti, ma sudati e ottenuti con cuore e temperamento, contro un avversario inferiore, ma sempre in partita. TAIWO ALLA PROVA L’ottimismo di Massimiliano Allegri, nell’emergenza più conclamata non gli impedisce di effettuare un appropriato turnover in vista del Viktoria in Champions. Rispetto alla gara con l’Udinese, effettua infatti tre cambi: Yepes per Nesta, Taiwo (toh, un recuperato!) per Zambrotta ed Emanuelson per Aquilani. Mossa che parrebbe un azzardo, quest’ultima: l’olandese che non ha mai incantato, alle spalle delle coppia “per forza” El Shaarawy-Cassano. Un esame eccellente per l’orange a supporto della fantasia. Dall’altra parte un Cesena che punta al colpaccio, perché non approfittare di un Milan così impallinato sarebbe un delitto. Marco Giampaolo, col ghigno di chi vuol fare un dispetto, però cambia molto rispetto alle previsioni. Rinuncia a Eder e punta su Martinho; lascia in panchina Lauro e Colucci e schiera Rossi e Rodriguez. IL TOCCO DI SEEDORF Lo spirito è quello giusto, ma il Cesena, tormentone del primo tempo, vive di lampi. Al 5’ Von Bergen per poco non fa autorete; Ravaglia devia in angolo, scatenando di fatto Seedorf. Il capitano del Milan dalla sinistra inventa una traiettoria a giro che si infila nel sette. Un vantaggio che scatena comunque i romagnoli abili a sfruttare il corridoio di destra dove Taiwo prima e Yepes poi non proteggono a dovere. Mutu subito dopo il gol rossonero non imprime forza al suo colpo di testa graziando Abbiati che all’8’ devia in angolo una punizione tesa di Candreva, senza dimenticare il colpo di tacco di Comotto che sfiora il palo. Molto più pericoloso al 20’ il cross teso d Candreva, migliore tra i suoi e spina nel fianco sull’out destro, che salta Yepes e mette davanti ad Abbiati, dove Martinez non ci crede abbastanza per infilare. La replica arriva al 24’ da Emanuelson, con un bel rasoterra che Ravaglia devia di quel poco che basta. Ma l’erroraccio lo fa Yepes, su grande suggerimento di Seedorf in area, spedendo a lato un palla facile facile. POSSESSO PALLA ROSSONERO La partita la fa il Milan con un possesso palla spesso irriverente, anche se all’insegna del sacrificio corale. Il Cesena fa capire di non avere nessuna intenzione di mollare, però è Emanuelson al 36’ a far filtrare una gran palla che El Shaarawy controlla male. Ed è Abate a conquistare una palla persa e servire Cassano che manca l’aggancio da due passi. A conti fatti tra rossoneri e bianconeri il gap è evidente e il 66 per cento di possesso è un dato inequivocabile. Percentuale che scuote anche Giampaolo pronto a partire nella ripresa con Ghezzal e Eder al

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posto di Martinez e Candreva. Ma dopo soli quattro minuti è il Milan a sfiorare il raddoppio: Emanuelson serve El Shaarawy nello stesso punto in cui mercoledì ha battuto Handanovic, ma Ravaglia è tempestivo e respinge.

LEADER CASSANO Il primo cambio del Milan è un’ottima idea: Zambrotta al posto di Taiwo, apparso spesso impacciato e in odore di rosso, dopo un giallo e una brutta entrata nel primo tempo. Serve esperienza dietro perché il Cesena gioca con rabbia e tenta il tutto per tutto, anche se con giocate velleitarie: vedi il tiro di Parolo dalla distanza ben gestito da Abbiati. L’onesta partita di Nocerino, i recuperi di Van Bommel, le intuizioni di Seedorf tengono in piedi la squadra. Ma proprio l’olandese manca il raddoppio al 17’ dopo il passaggio di Cassano dalla destra e il velo di El Shaarawy. Sono queste occasioni da non fallire; quelle che devono chiudere le partite. Il Milan infatti mostra il fianco e il Cesena aumenta il suo raggio d’azione puntando sulla velocità. Allegri decide di coprirsi di più e rinuncia al Faraone per Aquilani. Al 20’ Cassano mira il primo palo, chiuso da Ravaglia, mentre al 22’ protesta per un’entrata di Rodriguez che Giannoccaro giudica regolare. Due flash del barese, unica punta e ultimo baluardo rossonero, a garanzia del suo buon stato di salute. La benzina del Milan è comunque agli sgoccioli. Così Giampaolo prova anche con Colucci (out Rossi). Non si sa mai. Allegri risponde con Inzaghi che rileva un Cassano evidentemente stanco. Ma il finale rischia di finire in mano al Cesena che cerca di aggirare l’ostacolo senza però trovare il varco. E’ semmai il Milan a cercare il contropiede. Si esaltano inoltre gli operai rossoneri. Come Van Bommel, profeta del palla lunga e pedalare, ma anche i piedi buoni di Thiago Silva che spedisce sul secondo anello. Perché ciò che conta nell’emergenza sono solo i tre punti.

La Juve c

ECCO TUTTI I RISULTATI DELLA 5A CAMPIONATO CHE HA VISTO LA VI DELLA ROMA DOPO TANTO TEMPO


c’è ma soffre, la Lazio fermata in casa

A GIORNATA DI ITTORIA ANCHE O

Dopo Bologna, arriva il secondo pareggio consecutivo della Juventus che fallisce l'opportunità di una mini fuga in testa alla classifica e si fa fermare sull'1-1 dal Catania. Siciliani avanti nel primo tempo con Bergessio che sfrutta l'unica opportunità costruita dalla squadra di Montella, poi nella ripresa è Krasic a sorprendere Andujar con un destro dal limite e a riportare la gara in parità. Non serve a Conte inserire Del Piero e Quagliarella per riuscire a cogliere la vittoria ma i bianconeri restano comunque in testa al campionato con otto punti, alla pari dell'Udinese che si ferma sullo 0-0 a Cagliari.

Novara, con tre vittorie e un pari la squadra di Colantuono sarebbe da sola in vetta alla classifica senza la penalizzazione. A Bergamo Schelotto e Cigarini regalano i tre punti ai nerazzurri, Porcari rende meno amaro il ko agli uomini di Tesser. Protagonista di giornata, tra i bomber, Calaiò: una doppietta da attaccante di razza nel 3-0 al Lecce che lancia in alto i toscani. Chiude tutto il posticipo tra Roma e Parma.

LAZIO A SECCO. SHOW CALAIÒ. ATALANTA DA PRIMATO L'altro 0-0 della giornata è quello tra Lazio e Palermo, mentre la copertina della giornata se la prende l'Atalanta: 2-1 al

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GABRIELE SANDRI, UCCISO L’11 NOVEMBRE DEL 2007, A 4 ANNI DI DISTANZA COME SON CAMBIATE LE COSE


SAN SIRO GEMELLATA: La coreografia per Gabbo dopo la sua morte in Curva NORD dell’Inter


SSLAZIO - Gabriele Sandri, 4 anni dopo

Gabriele Sandri, il caso

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La tragedia avviene lontano dagli stadi. Ma la morte di Gabriele Sandri, a causa di un colpo di pistola sparato da un agente dopo una rissa tra tifosi in un'area di servizio lungo l'A1, nel territorio di Arezzo, diventa la miccia che scatena la guerriglia ultrà in tutta italia. Gabriele Sandri è stato colpito da un proiettile sparato da un agente della Polizia stradale.

TUTTI CON GABBO: Qui sotto la Curva del Saint-Etien, che, come molte altre tifoserie in giro nel mondo, riesce a ricordare Gabbo in questo modo

a tragedia avviene lontano dagli stadi. L Ma la morte di Gabriele Sandri, a causa di un colpo di pistola sparato da un agente dopo una rissa tra tifosi in un'area di servizio lungo l'A1, nel territorio di Arezzo, diventa la miccia che scatena la guerriglia ultrà in tutta italia. Gabriele Sandri è stato colpito da un proiettile sparato da un agente della Polizia stradale. La ricostruzione del tragico momento, a lungo confusa e difficile interpretare nella giornata di domenica, vede da una parte momenti di tensione tra alcuni tifosi laziali, dei quali faceva parte Gabriele, e alcuni fan juventini cheerano a bordo di due auto . Entrambi i gruppi di tifosi, non numerosi, stavano andando a seguire le partitre delle proprie squadre. Qualche insulto, spintoni, una lite e un inizio di rissa ha portato all'intervento della pattuglia della Polizia Stradale. Gli agenti, però, erano sull'altra parte del'area di sosta, quella in direzione Sud: auno di loro ha sparato un colpo in aria. Poi il secondo colpo, quello che ha raggiunto Gabriele Sandri a al collo mentre l'auto sulla quale si trovava con gli amici stava già ripartendo. L'agente che ha sparato ricostruisce così il tragico episodio: «Stavo correndo, il colpo è partito: non ho mirato...». ( guarda la ricostruzione grafica). Oggi viene effettuata l'autopsia del ragazzo. Il ministro dell'Interno Amato è intervenuto nella giornata di domenica parlando di «tragico errore», sostenendo la tesi del questore di Arezzo. Il tam tam dei tifosi di tutti i gruppi ultrà è partito attraverso sms, telefonate e messaggi di ragio private nel primo pomeriggio di domenica. Porterà a una giornata di guerriglia in molti stadi e in molte città italiane. Gabriele Sandri era un noto dj della capitale e pare fosse anche amico di alcuni giocatori biancocelesti. Si stava recando a Milano insieme a tre amici per assistere alla partita della Lazio con l'Inter. Il giovane, oltre a fare il dj, aveva un negozio di abbigliamento a Roma. FOR AN ANGEL Grande notte di musica e solidarietà a Spazio ‘900 per l’anteprima del concorso nazionale per Dj For An Angel, friends for Gabbo . L’occasione è la stata la festa per i 30 anni di Gabriele Sandri, a meno di 4 anni dalla sua assurda scomparsa. Oltre 1.000 persone si sono ritrovate a Roma per ballare in discoteca, mentre su un maxi-schermo scorrevano le immagini sorridenti dell’indimenticato disk jockey.

Giorgio Sandri, papà di Gabbo e Presidente della Fondazione Gabriele Sandri, il giorno dopo la festa per suo figlio, scrive una toccante lettera aperta per ringraziare quello che lui stesso ama definire il Popolo di Ga-

briele. Sono quasi 4 anni che non smetto di ringraziare il Popolo di Gabriele per l’interminabile ondata d’affetto e per la straordinaria solidarietà che continua a stringermi, nonostante la nostra nazione – e le cronache quotidiane lo confermano continui a vivere sempre più di ingiustizie e criticità, ahimè ancora irrisolte. Ma, nonostante tutto, nessuno dimentica, anzi… voi non avete dimenticato. Quella che avrebbe dovuto essere la festa di compleanno per i 30 anni di mio figlio, questa notte s’è trasformata in For An Angel, friends for Gabbo, un vero e proprio bagno d’amore spontaneo. Non volevo credere ai miei occhi: tutti quei giovani riuniti per celebrare il ricordo di Gabriele, esattamente come lui avrebbe voluto, col sorriso sulle labbra. Musica, ballo, discoteca, passione e gioia di vivere. Tanta gioia, contagiosa. Questo ho provato sulla mia pelle, riuscendo a tratti anche a soffocare il dolore per quel vuoto esistenziale che comunque niente e nessuno potrà mai colmare. Però grazie, grazie di cuore ad ognuno di voi. Grazie perché ogni parte della vita di mio figlio, ogni parte del suo vissuto, in questi quasi 4 anni non ha smesso un attimo di dimenticare. E come in discoteca già aveva fatto in passato anche la gente del nostro quartiere (fiaccolata silenziosa nel 2007). Come già aveva fatto il popolo di Roma (manifestazione a Ponte Milvio nel 2009 e sit-in con fiaccole lo scorso anno alla Bocca della Verità), come hanno fatto e continuano sempre a fare i tifosi, gli ultrà del calcio di ogni stadio (non c’è partita in Italia che non venga scandita da un coro per mio figlio), come avevano fatto i suoi vecchi compagni di squadra (il Vis Aurelia quest’estate ha partecipato ad un torneo), così come avevano fatto i cittadini italiani e le città dal Nord al Sud, isole comprese (penso ai 25.000 firmatari per la targa a Badia Al Pino che vorrei scoprire il prossimo 11 Novembre in una grande manifestazione pubblica). Grazie a chi mi ha ospitato negli eventi verità in giro per l’Italia e che ancora oggi mi vede come portatore sano di diritti civili e di rivendicazioni per una normalità che tarda ad arrivare in un paese sempre più anormale. Grazie anche alle mie migliaia di amici che sul mio profilo diFacebook da due giorni mi tempestano di messaggi che conserverò sempre nel mio cuore. Con amici come voi, il futuro della memoria sarà sempre preservato con coraggio ed onestà. Vi voglio bene tutti, grazie davvero. Grazie anche a nome di Gabriele, che dovunque sia… vi sorride nel sentirvi sempre così vicini.

Giorgio Sandri

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LA LAZIO PERDE MALAMENTE IN CASA DELLO SPORTING, DOPO ESSERE PASSATA IN VANTAGGIO CON UN GOL STRAORDINARIO, LO SPORTING VIENE RECUPERATO DA UN BEL GOL DI KLOSE, CHE NEL SECONDO TEMPO USCIRA’. OLTRE IL RECUPERO SEGNA UN GRAN GOL INSUA MA ANDAVA FISCHIATA LA FINE. NEL SECONDO TEMPO LAZIO CON L’UOMO IN PIU’ CHE AL 90’ POTREBBE AVERE UN RIGORE...

Klose ci prova, ma k.o Una Lazio furiosa perde immeritatamente a Lisbona per 2-1 e complica il suo cammino in Europa League. La squadra di Reja, capace di collezionare solo un punto nelle prime due partite del girone, ha pagato l'imprecisione sotto porta dei suoi attaccanti e un arbitraggio insufficiente. A rincuorare parzialmente la squadra di Reja è il pareggio per 2-2 fra il Vaslui e lo Zurigo che lascia ancora tutto aperto nel girone. REJA SCEGLIE KLOSE Dopo cinque partite consecutive, Reja decide di regalare un turno di riposo a Cissè. In avanti spazio alla coppia KloseRocchi che tanto bene aveva fatto negli ultimi minuti d'andata del preliminare di Europa League contro il Rabotniki. Dietro di loro Hernanes, a caccia di un riscatto dopo le opache prestazioni di inizio stagione. In cabina di regia c'è Cana, utilizzato come vice Ledesma nella posizione che occupava nel Marsiglia. PRIMO TEMPO Pronti-via ed è subito Lazio: Klose innesta Hernanes il cui tiro dal limite viene ben deviato dal portiere avversario. L'azione, però, era stata fermata per un fallo di mano dell'attaccante tedesco. I ritmi sono subito alti, quasi adrenalinici. I padroni di casa si affidano al fraseggio stretto mentre i biancoelesti fanno diga e ripartono veloci in contropiede. Klose sembra in gran forma e al 13' si allunga per deviare un cross teso di Rocchi: il risultato è un tiro che fa la barba al palo. La reazione dei portoghesi è affidata ai piedi di Schaars che prova a far male a Marchetti dalla distanza senza troppa fortuna. L'equilibrio del match cambia al 21' quando Capel pesca in area Van Wolfswinkel che di tacco infila la porta biancoceleste. L'attaccante tedesco torna quindi a segnare ad una squadra italiana dopo la doppietta al Napoli, sempre in Europa League, nella scorsa stagione con la maglia dell'Utrecht. PARI LAZIO La reazione della Lazio è confusa. In mezzo al campo si sente l'assenza di Ledesma. Cana si impegna ma non sembra lucido al momento di impostare mentre Hernanes corre a vuoto e risente del cartellino giallo ricevuto per un brutto intervento a centrocampo su Schaars. Proprio il centrocampista dello Sporting costringe Marchetti agli straordinari con una conclusione direttamente su punizione al 31'. Proprio nel momento in cui la squadra di Reja sembra più in difficoltà, ecco arrivare il pari di Klose al 40'. Punizione dalla destra di Hernanes e tap in vincente da posizione molto defilata dell'attaccante tedesco che fa passare il pallone sotto le gambe di Rui Patricio.

QUANTE POLEMICHE CON L'ARBITRO! Il pareggio dà nuova linfa alla Lazio che però prima rischia tantissimo su un diagonale del solito Van Wolfswinkel a lato di un palmo e poi subisce il 2-1 con un tiro di Insua - arrivato 23 secondi oltre il minuto di recupero concesso dall'arbitro Gumienny - che beffa Marchetti, apparso non impeccabile nella circostanza. Vibranti le proteste degli biancocelesti per l'inspiegabile prolungamento dell'extra time ma la decisione dell'arbitro non cambia e il primo tempo si chiude con la Lazio sotto 2-1. RIPRESA SENZA REJA Nella ripresa Reja, espulso del direttore di gara per proteste alla fine della prima frazione, manda in campo Cisse al posto di Klose. Dopo cinque minuti i padroni di casa si ritrovano in inferiorità numerica per una ingenuità di Insua che prima rifila una gomitata a Gonzalez e poi protesta in modo eccessivo con l'arbitro che gli rifila il secondo cartellino giallo della serata. La Lazio con l'uomo in più costringe i portoghesi sulla difensiva e trova più spazi giocabili in mezzo al campo. Al 58' Cisse prova con una 'puntata' a sorprendere il portiere dello Sporting ma la sua conclusione termina a lato di pochissimo. Per aumentare il peso offensivo Reja ordina l'ingresso di Sculli al posto di Brocchi ma proprio il neo entrato non riesce al 68' a ribadire in gol da ottima posizione uno splendido assist di testa di Cisse. I padroni di casa restano guardinghi nella propria metà campo ma sono sempre pronti a ripartire in contropiede grazie alla velocità degli indemoniati Capel e Joao Pereira. Al 71', però, la Lazio sciupa la più clamorosa delle palle gol con Konko che, sulla corta respinta del portiere Rui Patricio su colpo di testa ravvicinato di Sculli, riesce a colpire la traversa a porta completamente vuota. Reja in tribuna impreca la malasorte e con un chiaro gesto delle mani evidenzia sorridendo la fortuna portoghese in questa circostanza. Il forcing laziale negli ultimi minuti è costante ma lo Sporting riesce ad arginare grazie alla grande prestazione dell'ex Milan Onyewu, autentica colonna della retroguardia lusitana. All'87' è Rocchi a divorarsi il pari per la Lazio e il suo 100° gol in maglia biancoceleste: su assist al bacio di Cisse, l'attaccante arriva puntuale all'appuntamento di testa ma schiaccia incredibilmente a lato a pochi metri dalla porta avversaria. In pieno recupero la Lazio protesta ancora con l'arbitro Gumienny per un rigore non concesso per una evidente trattenuta in area portoghese di Anderson Polga ai danni di Sculli. Finisce così, con la Lazio infuriata con l'arbitro, immeritatamente sconfitta a Lisbona e con un cammino in Europa League che ora diventa sempre più


complicato.

crofoni di Mediaset Premium al termine dell'incontro.

REJA: «SCONFITTA IMMERITATA» - «Una sconfitta così lascia l'amaro in bocca. Abbiamo cercato di vincere e ci siamo andati vicini in più occasioni. Purtroppo è arrivata una sconfitta immeritata. I ragazzi negli spogliatoi non ci credevano, è un vero peccato», ha detto Edy Reja ai mi-

LOPEZ: «ARBITRAGGIO NEGATIVO» - «Il gol dello Sporting è arrivato 23 secondi oltre il tempo di recupero». E' amareggiato il vice di Reja, Lopez, al termine dell'amara serata lusitana. «Edy è stato espulso solo perchè aveva fatto notare al direttore di gara di aver fischiato in ritardo il


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“Col tifoso laziale rapporto di odio e amore” PARLA LIVERANI CHE E’ SICURO DELLE SUE PAROLE, VE LE ABBIAMO RIPORTATE QUI

’ex Fabio Liverani ha L parlato ai microfoni di Radio Sei del rapporto con i suoi due presidenti biancocelesti e in generale del suo trascorso con la maglia della Lazio: “Lotito l’ho trovato, non ci siamo scelti. Cragnotti mi scelse. Con Lotito non abbiamo avuto la possibilità di continuare insieme per diversi motivi. Il mio rapporto con il tifoso laziale è stato di amore e odio, penso che alla lunga hanno visto l’uomo che, nonostante fosse romanista, ha dato tutto per la maglia e che per cinque anni ha dimostrato di essere un professionista ed una persona vera”. Come le sembra la Lazio attuale? Buona o no? Il centrocampista ha poi commentato la Lazio attuale: “E’ normale che il passo falso con il Genoa abbia portato problemi che c’erano già lo scorso anno, ovvero il rapporto

non idilliaco tra Reja e la piazza. In questo momento difficile credo che la cosa migliore sia un avvicinamento da parte di tutti: i tifosi verso la squadra e la società e l’allenatore verso i tifosi”. RADIOSEI - 98.10

LA CURIOSITA’ - Olympia Lotito pensa all'esonero di Juan Bernabè, il falconiere che negli ultimi mesi si sta occupando di Olympia, il simbolo della club biancoceleste. Perché non è un caso se la Lazio, con l'esclusione del playoff di Europa League contro una squadra macedone semisconosciuta, non conquista più i tre punti all'Olimpico che l'anno scorso era stato un fortino grazie proprio agli show beneauguranti dell'aquila. Un solo giro contro il Vaslui, pareggio striminzito in campo con i modesti romeni, atterraggio sul campo e non sul trespolo (era successo l'anno scorso contro Juve e Lecce e arrivaro le uniche due sconfitte interne derby escluso).

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MARIO BALOGO Mario Balotelli esulta dopo il dello splendido 2-0. E’ lui risolve la par


GOL: l gol che rtita

GRANDISSIME LE DUE DI MANCHESTER, SOLE IN TESTA ALLA CLASSIFICA. I BOOKMAKER PUNTANO SU DI LORO IN OGNI COMPETIZIONE, IN INGHILTERRA ASPETTANO SOLO IL DERBY


MARIO BALOGOL: Tim Cahill con la maglia di Mario Balotelli a fine gara. Lui il migliore in campo nell’Everton

City e Utd LONDINESI IN RISALITA Sabato positivo anche per gli altri club di Londra: il Tottenham sfrutta la classe di Van der Vaart e Bale e li manda sul tabellino dei marcatori a Wigan, piegando 2-1 i Latics, a cui non basta la rete di Diame. L'Arsenal imita gli Spurs e lascia le zone basse della classifica con un 3-0 al Bolton firmato dalla doppietta di Van Persie e da Song. Il Fulham pareggia senza gol sul terreno del West Bromwich, mentre il Newcastle continua a veleggiare nei quartieri alti grazie al 3-1 sul Blackburn, messo in cassaforte dalla tripletta di Ba.

Dopo tanta panchina e qualche prestazione non brillante, Mario Balotelli sembra aver ritrovato la strada per convincere Roberto Mancini a puntare forte su di lui in questa stagione. Alla rete segnata al Birmingham City in Carling Cup fa seguito quella, ancor più pesante, rifilata all'Everton nell'anticipo della 6ª giornata di Premier League. Un bel destro dal limite, propiziato da un tacco di Aguero e deviato da Jagielka, quando i minuti sul tabellone erano 68 e il punteggio restava inchiodato sullo 0-0. CITY IN ALTO Il Manchester City, fino a quel momento, non aveva incantato contro i Toffees, vera bestia nera dei Citizens negli ultimi anni. Decisivo il cambio deciso da Mancini allo scoccare dell'ora di gioco: fuori Dzeko, dentro Balotelli. Dopo il gol dell'1-0, i padroni di casa spingono per incrementare il vantaggio: palo di Silva e ottime parate di Howard, prima del 2-0 segnato quasi allo scadere da Milner, su assist fantastico di Silva. Il gol lancia il City a quota 16 punti in classifica, gli stessi dello United bloccato in casa dello Stoke. SUPER CHELSEA I Blues di Villas Boas tengono il passo, salendo a quota 13 in classifica col 3-0 allo Swansea, nonostante un tempo giocato in inferiorità numerica. Apre Fernando Torres con un gran gol al 29', poi Ramires raddoppia al 36'. Per il Chelsea la gara sembra in discesa, ma El Niño lascia i suoi in dieci al 39', cacciato per un brutto fallo a metà campo. Anziché soffrire, nella ripresa i Blues sfiorano il gol con Anelka (traversa), che arriva ancora per merito di Ramires. Nel finale, Williams di testa accorcia sul 3-1. Ma Stamford Bridge trova ancora modo di esultare per il gol del 4-1, che sancisce il ritorno alla piena efficienza di Drogba dopo l'infortunio alla testa subìto dall'ivoriano contro il Norwich.

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UNITED FERMATO Si ferma al Britannia Stadium la marca a punteggio pieno del Manchester United, bloccato sull'1-1 dallo Stoke. Ferguson non ha l'infortunato Rooney (recupero possibile per martedì in Champions col Basilea, secondo il giocatore) e dopo due minuti perde anche Hernandez, k.o. dopo uno scontro con Woodgate e Begovic. Al posto del messicano entra Owen, ma a portare iavanti lo United è Nani, che al 27' infila in velocità la difesa dello Stoke per il suo terzo gol stagionale in Premier. I padroni di casa reagiscono dopo nemmeno un minuto, con De Gea aiutato dalla traversa a salvarsi da una botta di Wilkinson. Lo Stoke trova il pari al 7' della ripresa con Crouch, che svetta di testa tra Ferdinand e Jones per la sua prima rete con la maglia dei padroni di casa. Il match è vivace e le due squadre tirano complessivamente 27 volte verso la porta avversaria (14 lo United, 13 lo Stoke). Ma il punteggio non cambia più e i Red Devils, che nel finale sfiorano il gol vittoria con Giggs, ora dividono il primato col City di Mancini a quota 16. Gazzetta dello Sport


SOLO MANCHESTER - Premier League

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ASFALTA L’ATLETICO DI MADRID PE CINQUE GOL A ZERO, SORPRESA B TIS IN TESTA, MA SI PREANNUNCIA L’ENNESIMO TITOLO


PER BEA

MESSI GOL, STRANO: Messi sigla il 6째 gol del suo campionato


UNA BARCA DI GOL - Spagna

Il Barça convince, ok Real

rande spettacolo avevamo predetto, grande spettacoG lo abbiamo visto. Gol e giocate memorabili, e la coppia Barcellona-Real Madrid che torna a vincere. Travolgendo l'Atletico Madrid e il Rayo Vallecano, rispettivamente. La sfida tra Messi e Falcao la domina l'argentino (tripletta) mentre Ronaldo si riscopre marziano e segna tre gol pure lui: 5-0 e 6-2, Barça a un punto dal Betis capolista (in campo domani), Real a due. Insieme ai blaugrana, il Siviglia, che batte 1-0, pur in nove, un Valencia sprecone, che butta via un rigore con Banega. Nell'altra partita di oggi, 1-1 tra Athletic Bilbao e Villarreal, con reti di Gabilondo e Nilmar. DOV'E' L'EQUILIBRIO? Ogni volta la storia è la stessa. Barcellona-Atletico Madrid al Camp Nou viene presentata come una sfida spettacolare, sulla carta equilibrata (o almeno più di altre), e regolarmente i "colchoneros" tornano a casa con le ossa rotte: 5-0, peggio del 3-0 dello scorso anno (la stagione precedente 5-2 e quella prima ancora addirittura 6-1: il parziale è di 22-3, comunque, nelle ultime 5 edizioni della Liga, a favore dei blaugrana). Già al 25' si è sul 3-0: e i rimanenti 65 più recupero vengono riempiti da

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un lungo assolo del Barça, che segna altri due gol. Villa, un'autorete di Miranda e la tripletta di Messi sono i poster di questa serata, che altro non è se non l'ennesima dimostrazione di forza di una squadra, quella catalana, già fortissima di suo. E che dopo l'infortunio ritrova anche Piqué. BARÇA SHOW Diciassette minuti: tanto passa dalla rete di Villa alla prima di Messi. C'è anche molto Xavi, come al solito: suo l'assist per l'1-0 di Villa e il tacco che delizia l'azione del raddoppio. Poi Messi a tu per tu con il portierino dell'Atletico, Courtois, gli calcia addosso: ma sul rimpallo frana Miranda, difensore brasiliano, che infila la sua porta. Molto meno "cortese", invece, Messi, sul 3-0: duetto da corner con Pedro e siluro imparabile. Il poker arriva da un corner dell'Atletico: contropiede ammaestrato da Dani Alves, che dà la palla a Messi. Slalom che solo lui sa fare tra tre difensori e sinistro all'angolino: allucinante. C'è aria di "manita", e il 5-0 si materializza al 90' ancora con l'argentino dopo l'ennesimo duetto con Villa. Dall'altra parte nessuna traccia né della "Tigre" Falcao né dell'ex juventino Diego, titolari in un tridente che com-

prende anche Reyes. Forse tro Camp Nou. Courtois, ragazzin stito dal Chelsea, alla fine è il questo dice tanto.

CHE RIMONTA Paura per u ripresa nonostante l'inferiorit sceglie un buon modo per sca 6-2 il Rayo Vallecano nel derb della capitale. Una partita spe ultime uscite dei blancos, con andiamo con ordine, lo stesso Michu disintegra: l'attaccante respinta di Casillas su tiro di T i suoi. Gelo sul Bernabeu, anc d'ora il Real non riesce propri trollano quasi a piacimento, m quando nel finale di primo tem e lasciano un contropiede a K profondità: tiro sotto le gamb e pareggio. Higuain al 45' mett Ramos su punizione.


oppo per uscire indenni dal ino di 19 anni arrivato in premigliore dell'Atletico. E

un tempo, tutto facile nella tà numerica. Il Real Madrid acciare la mini-crisi e schianta by "meno pubblicizzato" ettacolare, al contrario delle ndita da gol memorabili. Ma o che il gol dopo 15 secondi di e del Rayo sfrutta una corta Tamudo e porta in vantaggio che perché per un quarto io a reagire. Gli ospiti conma peccano d'ingenuità mpo perdono palla in attacco Kakà, che serve Ronaldo in be di Dani (non impeccabile) tte la freccia dopo sponda di

VARANE COL TACCO I fuochi d'artificio proseguono nella ripresa con protagonista, sai che novità, Cristiano Ronaldo. Segna due volte su rigore, il portoghese (uno se lo conquista anche), ma in mezzo tra queste due gemme (il 3-1 e il 6-2), che lo portano a una già fantastica quota 7 centri, succede dell'altro. Il Rayo torna sotto ancora con Michu e si ritrova, sul 3-2, in superiorità numerica: Di Maria, davvero sottotono, già ammonito commette un evidente quanto inutile "fallo di braccio" a metà campo. Ma da quel momento in poi sembra l'opposto, e cioè che siano i blancos in 11 e gli ospiti in 10. Il 4-2 si candida a gol dell'anno, ed è del difensore 18enne Varane che di tacco, al volo, corregge in rete un corner. Pazzesca giocata di un ragazzino di cui sentiremo ancora parlare. Il 5-2, infine, è di Benzema. LA GAZZETTA DELLO SPORT.IT

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L’INTER VINCE IN CHAMPIONS E LA CURA RANIERI SEMBRA AVER FUNZIONATO, CHE VITTORIA!


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ALZIAM LE MANI: Il primo gol di Lucio che viene cosĂŹ festeggiato


INTER MOSKA - Napoli 2-0 Villareal

Napoli strepitoso, 2-0 IL NAPOLI FA UNA GRANDISSIMA PARTITA CONTRO IL VILLAREAL, CHE COMUNQUE SI E’ DIMOSTRATA SQUADRA NON ALL’ALTEZZA DELLA CHAMPIONS, NONOSTANTE SIA DA ANNI IN COPPA CAMPIONI. MA IL NAPOLI SI E’ RIPRESO LA SUA VENDETTA DOPO L’ANNO SCORSO, QUANDO USCì GRAZIE A QUESTI Allontanarsi da certi cliché è complicato. E allora ecco il Mundo Deportivo in edicola questa mattina servire un titolo gastronomicamente banale: “Pizza indigesta per il Villarreal”. Parole scontate, risultato inequivocabile, grandi elogi per il Napoli di Mazzarri. Corredati da grandi foto di Cavani in festa dopo il gol gli articoli dei giornali spagnoli vanno a senso unico come la partita di ieri sera al San Paolo, stadio che potrebbe accogliere tutti gli abitanti di Vila-Real, compreso qualche parente venuto da fuori. HARAKIRI “Il Villarreal si è fatto harakiri in due minuti”, diceSport: “Il Napoli ha giocato con maggior intensità e ha vinto con merito. Due regali intorno al quarto d’ora sono diventati un fardello eccessivamente pesante, e la reazione si è ridotta ad un dominio sterile di fronte alla solidità del Napoli”. Dopo la gara Garrido ha parlato di regali, e la sua analisi è condivisa: “Due errori della difesa firmano la condanna” è il titolo di Marca, che apre con una sentenza, “Questo Villarreal non è più quello di una volta”, menziona un possibile rigore di Zuniga su Nilmar e parla di “Reazione eccessivamente tardiva”. SUPER LAVEZZI As e il Pais, curiosamente dello stesso gruppo editoriale, scelgono una strada un pochino diversa, sia dalla pizza che dai regali difensivi: “Lavezzi spezza il Villarreal” titola il quotidiano sportivo, “Lavezzi smonta il Villarreal” quello politico. As: “Lavezzi ha offerto ad Hamsik il gol del vantaggio, ha rimediato un rigore e ha fatto uscire di testa la difesa

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gialla”. El Pais: “La mezzapunta argentina s’inventa due gol che affondano la squadra di Garrido”. CANNAVARO E IL FUTURO Su As ottime parole anche per Paolo Cannavaro: “Il capitano azzurro ha marcato il territorio a livello difensivo e mostrato grandi qualità in alcune offensive del Napoli”. Abbiamo aperto col titolo più banale, chiudiamo col più artistico: “Un Villarreal sfumato”, dice El Mundo: “Quando il fumo dei bengala del San Paolo si è disperso, il Villarreal praticamente aveva già perso la partita. Due errori in difesa diventano letali quando di fronte hai gente come Cavani, Lavezzi o Hamsik”. E il futuro? Nero. Gli elogi alla praticità del Napoli fanno da contraltare alla disperata situazione del Villarreal, che dopo due sconfitte vede il suo cammino europeo già vicino al capolinea.


INTER MOSKA - Milan 2-0 Viktoria Pilzen

Super Milan, si che è rinato GRANDISSIMA PARTITA DEI ROSSONERI, GRANDISSIMA PARTITA DI IBRAHIMOVIC, CHE FA RINASCERE UN MILAN CHE ERA IN UN PERIODO DI DIFFICOLTA’ GRANDE NON SOLO IN CAMPIONATO MA ANCHE NEL GRUPPO STESSO, MA TORNA IBRA E SI RIDE, SI GIOCA E SI SEGNA SOPRATTUTTO, E LO FA ALLA GRANDE Ibrahimovic più Cassano. Ovvero, genialità e follia. Lo svedese segna l’1-0 e regala l’assist per il raddoppio al talento di Bari (è suo il 2000esimo gol del Milan nell'era Berlusconi) La strana coppia del Milan illumina la serata di Champions, dopo una partita per niente facile, contro un Viktoria Plzen ben messo in campo e affatto sprovveduto. OSSO DURO La missione Champions contempla dettagli importanti. Il Milan li mette subito in pratica. Pimpante con Ibra al fianco di Cassano dal primo minuto. Offensivo e penetrante come recita l’Allegri-pensiero, con Abate tornante e votato al sacrificio; che dopo trenta secondi la mette in mezzo per Cassano, anticipato da Cech. Ma il Plzen mostra subito le sue migliori qualità: velocità e gioco largo sulle fasce. Soprattutto la capacità di Marek Bakos di farsi trovare al posto giusto: al 3’ ci vuole infatti un miracolo di Abbiati, che devia il colpo di testa in tuffo con le dita in angolo (che l’arbitro non vede) per frantumare la teoria iniziale del cronista. Ma il Milan pareggia subito la clamorosa occasione al 5’ quando Ibra confeziona una palla con scritto sopra “spingere in porta, prego”. Cassano si fa trovare al limite dell’area piccola, ma scarica addosso a Cech. Questi del Viktoria non sono comunque degli sprovveduti. Sarà San Siro, sarà il sogno di conquistarlo e portarne a casa una zolla di terra. Tant’è che i ragazzi di Vrba se la giocano a viso aperto senza speculare su nulla. Cassano intanto incassa all’11’ la seconda occasione: bravo Cech a deviare in angolo un tiro da fuori area del barese. Gioca bene il Milan, veloce e di prima. Risponde con veemenza il Viktoria, approfittando di notevoli spazi fin troppo elargiti dai rossoneri.

zesca occasione capitatagli sul destro al 32’, dopo un numero di Abate da pelle d’oca, e che è bravo Cech ad alzare oltre la traversa con un guizzo alla Buffon. Il Milan colleziona occasioni. Al 37’ è ancora Ibra a mancare il vantaggio, trovandosi di fronte il buon Cech. Ma il peccato veniale dei rossoneri sono i blackout di copertura, quando i cechi vanni in contropiede; così, al 39’, è solo la dabbenaggine di Petrzela a non portarli in vantaggio, perché dal dischetto del rigore manca il facile gol sprecando a lato. A conti fatti un Plzen che si difende molto, a volte a fatica, ma che non trascura il lato offensivo, mentre il Milan avrebbe bisogno di maggiore lucidità, sfruttando la sua tecnica e le maggiori individualità. ACCOPPIATA Se poi Emanuelson fosse capace di metterla dentro dal limite, come al 2’ della ripresa (un tiro alto che grida ancora vendetta), la strada in salita diverrebbe più dolce. Ma bisogna soffrire e attendere un fallo di mano di in area di Cisovsky che interrompe una zampata di Ibra. E’ rigore. Ibra, concentrato, fulmina l’angolo destro di Cech con un rasoterra. Al 14’ lo svedesone in concerto con Seedorf entusiasma San Siro; ma Cassano che deve metterla dentro alza di poco oltre la traversa. Il Viktoria però non cede. Anzi, al 15’, su rasoterra del massiccio Horvath, Abbiati ci mette la pezza. Ma è la serata di Ibra. Che al 21’ in un imperioso contropiede sfodera un assist per Cassano antologico; FantAntonio accarezza da sotto la palla e scavalca Cech. Allegri può così cambiare qualche pedina in vista della Juve: fuori Seedorf per Aquilani e Antonini per Taiwo. Manovre diversive e niente più, con qualche concessione di troppo ai cechi: ma la missione è compiuta.

ZLATAN IMPERIOSOC ompito apparentemente facile. Era scritto fra le righe. La partita è però saldamente in mano rossonera. Ibrahimovic è il magnifico catalizzatore; fa reparto, fa tutto. Splendidi i suoi inserimenti, impeccabili i suggerimenti per i compagni. E’ sua la paz-

1 Ottobre 2011|

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INTER MOSKA - CSKA 2-3 Inter

Grande e pazza Inter Finisce in trionfo la campagna russa di Claudio Ranieri che per il momento sulla panchina dell'Inter sa solo vincere. I nerazzurri espugnano lo stadio Lužniki di Mosca, battono il Cska per 3-2 e sistemano al meglio la loro corsa in Champions dopo la sconfitta interna all'esordio contro i turchi del Trabzonspor. PRIMO TEMPO Ranieri sul sintetico di Mosca affida le chiavi dell'attacco al duo Pazzini -Milito, supportato sulla trequarti da Alvarez, chiamato a sostituire l'infortunato Sneijder. L'inizio del match vede i padroni di casa subito in pressing ma l'equilibrio dura poco, lo spazio di cinque minuti. Da un angolo di Alvarez, infatti, arriva il vantaggio nerazzurro firmato Lucio, bravo a sfruttare di destro un'uscita scellerata del portiere Gabulov. E' UNA BUONA INTER Il vantaggio-lampo dell'Inter manda alle corde gli avversari che, tramortiti, non riescono a reagire. Al 10' è Obi ad avere sulla testa la chance del raddoppio su cross di Pazzini ma stavolta il portiere russo è attento e in tuffo salva la baracca deviando in angolo. L'attacco del Cska è poca cosa e l'esperienza di Vagner Love non sembra intimorire la difesa a quattro dei nerazzurri, splendidamente sostenuto dai colossi Lucio e Samuel. Le sortite dell'Inter proseguono soprattutto sulla fascia destra dove imperversano le accelerate di Nagatomo e la tecnica di Alvarez, finalmente in luce. Proprio l'argentino mette i brividi alla retroguardia russa con un tiro crosso velenoso che lambisce la traversa avversaria. Sulla ripartenza è il Cska a reclamare un rigore al 17' per un dubbio contatto in area nerazzurra tra Doumbia e Lucio. L'arbitro lascia proseguire. RADDOPPIO DEL 'PAZZO' La squadra di Ranieri domina il match senza problemi e al 23' trova il raddoppio con un'azione nata proprio dalla fascia destra: percussione di Nagatomo e tiro cross ribadito in rete sotto misura da Pazzini. RISPOSTA RUSSA La reazione del Cska è racchiusa in due fiammate in meno di un minuto. Alla mezz'ora Dzagoev supera Samuel e colpisce a botta sicura ma trova sulla sua strada un Julio Cesar in vena di miracoli. Dall'angolo seguente è Doumbia a schiacciare di testa e a colpire il palo esterno nerazzurro. Dopo il doppio spavento l'Inter torna a controllare con relativa serenità l'incontro ma proprio sul fischio finale del primo tempo i russi riescono ad accorciare le distanze con una punizione gioiello di Dzagoev che supera Julio Cesar, apparso nella circostanza non impeccabile.

1 Ottobre 2011|

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RIPRESA La ripresa del Cska ha un inizio veemente con Mamayev che dopo due minuti dal fischio d'inizio calcia a lato di pochissimo dopo una mischia in area nerazzurra. Ranieri è costretto a togliere dal campo Pazzini, vittima di un infortunio, per far posto a Zarate. Al 53' grande verticalizzazione di Alvarez per Chivu che, a tu per tu con Gabulov, viene fermato per un fuorigioco molto dubbio. Il Cska continua a pressare ma la solidità dell'Inter è impressionante soprattutto a metà campo con la diga formata da Cambiasso e Alvarez - e i russi non riescono quasi mai ad impensierire severamente Julio Cesar. Zarate al 56' si crea lo spazio per un tiro all'interno dell'area russa ma la sua conclusione viene ribattuta da Gabulov. Al 61' è ancora Dzagoev a mettere i brividi a Ranieri con una botta da fuori neutralizzata da Julio Cesar. Passano sei minuti e l'Inter ha sui piedi di Milito la palla del match point ma la conclusione dell'argentino a botta sicura esalta ancora una volta i riflessi di Gabulov. DUE GOL IN DUE MINUTI Il calo fisico dell'Inter negli ultimi venti minuti è evidente. I padroni di casa appaiono più lucidi, prendono coraggio e costringono agli straordinari la retroguardia nerazzurra. Al 70' è Vagner Love a non trovare il tap in vincente per una questione di centimetri su un cross teso e violento del solito Dzagoev. L'attaccante brasiliano, però, si riscattera sei minuti dopo quando, dopo aver aggirato in velocità Lucio, trafigge Julio Cesar con un rasoterra angolato. Il pareggio dura solo due minuti, il tempo di mettere la palla al centro e di consentire a Cambiasso di lanciare Zarate, perfetto nel portarsi avanti di petto il pallone e nel trafiggere Gabulov con una botta di sinistro imparabile. Prima del fischio finale c'è ancora il tempo di vedere una conclusione di testa a lato di poco di Doumbia e l'ingresso in campo di Jonathan al posto di Alvarez. Al triplice fischio l'Inter può tirare un bel sospiro di sollievo. Con tre punti in classifica dopo due giornate la corsa in Champions è tutt'altro che compromessa.

VINCE CON MERITO CON IL CSKA MOSCA, E CON UN GRAN GOL DI ZARATE, PRIMO PER LUI IN CHAMPIONS IN GOL: Mauro Zarate in gol contro il CSKA Mosca che ha deciso l’incontro


INTER MOSKA - Le Altre

Barça show! Vincono Arsenal e Marsiglia GRANDE MARSIGLIA, VINCONO ANCHE REAL MADRID, LIONE E BARCELLONA

forza ma, soprattutto, la necessaria precisione.

os'è il genio? E' fantasia, intuizione, decisione e velocità di ese"C cuzione". Lo diceva il Necchi, mitico personaggio del film "Amici miei". Parole che Bafetimbi Gomis, 26 anni, attaccante del Lione, pare aver ascoltato e messo in pratica, neanche avesse assistito alla proiezione poco prima di scendere in campo. Succede questo: siamo al minuto 23 del primo tempo, la Dinamo Zagabria perde banalmente un pallone a metà campo, Gomis lo riconquista e si avvia verso l'area di rigore avversaria. Correndo alza lo sguardo e vede il portiere Kelava fuori dai pali: errore imperdonabile. Gomis prepara il colpo da biliardo: quando è al limite dell'area carica il destro, finta il tiro potente e invece beffa Kelava con un pallonetto preciso. In questo gesto c'è tutto il genio (fantasia, intuizione, decisione e velocità di esecuzione) e non siamo al cinema... CASSANO-ZARATE Così come non siamo al cinema, ma a San Siro, quando c'è da applaudire il "cucchiaio" di Cassano imbeccato da Ibrahimovic per il gol del 2-0 al Viktoria Plzen. Altro cammeo da conservare, dopo la seconda giornata di Champions League, è la staffilata con la quale Mauro Zarate gela il Cska Mosca: bello il movimento d'inserimento dell'argentino, perfetto lo stop, rapida e precisa la conclusione di sinistro. E bravo, non va dimenticato, è Cambiasso a pescare il compagno con un lancio ben dosato. REAL, LO SHOW Ma il premio per la miglior azione va al Real Madrid in occasione dell'1-0 segnato da Cristiano Ronaldo contro l'Ajax. Bisognerebbe mostrare il video ai bambini che iniziano a giocare a calcio: un contropiede perfetto, di rara bellezza. Siamo al minuto 25 del primo tempo, gli spagnoli recuperano il pallone a metà campo e partono come razzi. Quattro giocatori del Real contro quattro dell'Ajax. L'azione è semplicemente meravigliosa: 1) Kakà appoggia a Ronaldo; 2) Ronaldo affida il pallone a Ozil e si fionda in verticale; 3) Ozil allarga sulla destra a Benzema; 4) Benzema crossa al centro dell'area; 5) Cristiano Ronaldo arriva in corsa e, al volo, mette dentro. Cinque passaggi per un gol da incorniciare. E' l'esempio di come si deve costruire un'azione di ripartenza (oggi si chiama così, sarebbe il vecchio contropiede). In questo caso è da notare come i quattro giocatori del Real Madrid, per allargare le maglie della difesa dell'Ajax, si dispongano "a ventaglio", cioè occupando il campo in larghezza. Ultima segnalazione: la rasoiata di sinistro che piazza Ayew del Marsiglia per timbrare l'1-0 contro il Borussia Dortmund: nel tiro ci sono tanta

1 Ottobre 2011|

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Replay - Anno 2 - Numero 52 - 1 Ottobre 2011  

Il settimanale di Laziali bella gente