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L’ORA DELLA VERITA’ Finalmente ci siamo, l’ora è giunta. La Lazio è pronta al via del campionato

Classico d’agosto

PREMIER AL VIA

UN GRANDE IBRA


6 Editoriale, di Gianluca Pala. 8 Bentornata Europa, di Marco Valerio Bava 9 Coppa Uefa o E.L?, di M.V.B. 10 Lazio, onorala!, di M.V.B. 11 Lazio 2-0 Real Sociedad, di Valerio Spadoni 12 Zarate: il dimenticato di Edy Reja 14 Maurìto e Reja, caccia al rispetto, di Ale Zappulla 16 Troppo facile, di Il Tempo 17 Desiderio Matu, di Ale Zapp.

20 Dominio Catalano, di Gianluca Palamidessi

22 Il progresso è Barça 24 Un altro trofeo, la Super Coppa Spagnola, di Gianluca Palamidessi 26 Non parte la Liga, calciatori in protesta, di Marco D’Andrea


30 Seitiro, l’evoluzione della palla, di Gianluca Pala.

32 11 milioni di Ibra 34 Il racconto di Ibra, de la Gazi zetta TV 35 Moratti:<<Al diavolo la Coppa>>, di Gianluca Pala. 36 L’ultima scommessa 38 Le sentenze, di Gianl. Pala. 50 Calendario serie a tim 2011/2012

41 Il bimbo de oro, di Gianluca Pala. 42 E Mancini può stare tranquillo, solo ora, di Gianluca Palamidessi 44 Young: l’uomo da Manchester (United), de la Gazzetta sportiva 46 Villas Boas, istruzioni per l’uso 48 Carattere e... Villas Boas vuole di +, de la Gazzetta sportiva 49 Nel mondo di Nasri, di Gianluca Palamidessi


di Gianluca Palamidessi

LA NUOVA CURVA

Ecco novità, cambiamenti e quant’altro ne è uscito dalla riunione 2011/2 La curva nord ne è uscita vincitrice, nel complesso, da questa riunione. Il motivo è semplice, dopo tanti anni la parte più “antica” della curva si è rinnovata, accettando l’entrata di nuovi gruppi in curva nord. Già l’anno scorso a Lazio-Bari c’era stato un battibecco tra le parti della tifoseria laziale per l’entrata allo stadio di Renata Polverini, di destra. Dopo quella partita gli irriducibili lasciarono il comando in curva, tuttavia non abbandoneranno la curva nord, che da anni controllano in maniera

per gli acquisti eccellenti di Claudio Lotito, gli abbonaCurva nord 12 menti in allo stadio hanno avuto una forte crescita. MeOltre ciò, è nato il nuovo grup- glio della Lazio solo Inter, po che comprende tutti gli Milan, Juventus. schieramenti in curva Nord, si chiama per l’appunto Curva Vecchia curva... Nord 12, ed è a capo dei cori e Così la chiamo io, da un po’ di dei settori della curva. anni a questa parte, dati i fi11.000 e più schi preventivi, la passione svanita e sempre più Gli abbonamenti allo stadio “lazialuntaggine” in giro. Nuohanno avuto per la Lazio e non vo anno, vita nuova. Spero solo una grande crescita. valga anche questo a far solleQuest’anno, vuoi un po’ per vare la curva nord dalle cadute l’Europa League, vuoi un po’ stabile.

CAWLBG, dal 16 su faceb. La grande iniziativa viene per merito di Laziali bella gente con la collaborazione di Cuomo Francesco, che ci racconterà la sua passione con i disegni


Lazio, start! Comincia la nuova stagione, con due partite di E.L. e una di campionato Bentornata Lazio, finalmente si torna in Europa. Certo non parliamo di quella Champions accarezzata per la maggior parte della stagione scorsa, ma

di Europa League. Una competizione che merita rispetto e considerazione per molti motivi. Il primo: il calcio Italiano è in crisi, perde punti e posi-

zioni nel ranking Uefa, anche a causa delle batoste che le squadre nostrane subiscono in questa competizione, troppo spesso considerata come un

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ostacolo all’impegno di campionato. Ma che, visti tempi di vacche magre, l’Italia non si può più permettere di snobbare, esibendo un’altezzosità quantomeno fuori luogo. Secondo motivo: la bacheca della Lazio, non è quella del Real

Madrid, arrivare in fondo all’Europa League sarebbe qualcosa di eccezionale. Terzo motivo: le ultime apparizioni biancocelesti in Europa sono state disastrose e la Lazio è precipitata alla posizione numero 75 del ranking Uefa per

club. Motivi che devono spingere Klose e compagni a non trascurare una competizione importante e affascinante, che i tifosi vivono con entusiasmo e che può portare lustro e blasone ad una società in cerca di rilancio.

Quella che è iniziata, è la terza edizione dell’Europa League. Competizione nuova, creata a immagine della Champions, che ha preso il posto della vecchia Coppa Uefa. Nel complesso, la seconda competizione europea per club è alla sua quarantunesima edizione. Nata nel 1971, la Coppa Uefa, era considerata la terza competizione per importanza dopo Coppa dei Campioni e Coppa delle Coppe. A queste ultime, infatti, partecipavano quei team che avevano conquistato o il campionato (Coppa dei Campioni) o la coppa nazionale (Coppa delle Coppe). La Coppa Uefa, invece,

vedeva partecipare le compagini che meglio si erano piazzate in campionato, ma non abbastanza da prendere parte alle altre due coppe. Italia, Inghilterra e Germania Ovest, potevano qualificare quattro squadre, cioè il massimo consentito. Il Tottenham, nel ’72, conquistò la prima Coppa Uefa della storia. La Juventus, nella stagione 76/77, siglò il primo successo italiano. All’alba degli anni ottanta, l’UEFA, decise di inserire il coefficiente per le nazioni e applicarlo ai campionati. Alla Coppa Uefa cominciarono a partecipare così anche grandi club. Il Real Madird

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trionfa due anni consecutivi (1985 e 1986). Nel 1989, il Napoli di Maradona, regala all’Italia un nuovo trionfo. Gli anni novanta sono un monologo tricolore, l’Italia monopolizza il trofeo grazie ai successi di Juventus, Inter e Parma, ed è tutt’ora la nazione ad aver conquistato più Coppe Uefa. I bianconeri vincono nel 1990 e

nel 1993. I nerazzurri, festeggiano nel 1991, nel 1994 e nel 1998, quando a capitolare è la Lazio di Eriksson, caduta a Parigi sotto i colpi di Zanetti, Zamorano e Ronaldo (prima volta che la finale si disputa in gara singola). Il Parma, invece, vince nel 1995 e nel 1999. Dal 2000 la Coppa Uefa ingloba anche la Coppa delle Coppe

e con l’allargamento della Champions League a tre o quattro squadre, Inghilterra, Italia, Spagna, relegano in Coppa Uefa le quinte o le seste classificate oltre alla vincente della coppa nazionale (salvo che questa non sia già partecipante alla Champions, allora in Uefa accede la finalista perdente). Nel nuovo millennio le

ltaliane faticano e arrivano al massimo in semifinale. Il Siviglia vince due volte consecutivamente (2006 e 2007) e comincia a soffiare un forte vento da Est: Zenit San Pietroburgo (2008), Cska Mosca (2004) e Shakhtar Donetsk (2009) portano la Coppa Uefa nell’ex URSS. Quella vinta dagli ucraini, è anche l’ultima edizio-

ne della Coppa Uefa che lascia il posto all’Europa League. Questa riforma, voluta da Michel Platini, prevede che a partecipare siano tre squadre per nazione (senza tenere conto del ranking), più la vincitrice della coppa nazionale (sempre che questa non sia già ammessa alla Champions). Solo la settima, l’ottava

e la nona nazione del ranking, fanno accedere quattro compagini. Andorra, San Marino e Liechtenstein qualificano solo le squadre che hanno vinto la coppa nazionale. Ci sono quattro turni preliminari, a cui partecipano tutti in base al ranking, solo la detentrice dell’Europa League volerà direttamente alla fase a gironi.

La prima partecipazione risale alla stagione 1975/1976. La Lazio guidata da Corsini in panchina e dai reduci dello scudetto (Pulici, Wilson, Re Cecconi, Garlaschelli, Chinaglia) in campo, supera lo Chernomoretz ai trentaduesimi di finale, ma si arrende allo strapotere del Barcellona ai sedicesimi. Con Eriksson in panchina, la Lazio è inarrestabile: vengono eliminate Vitoria Guimaraes (vittorie per 4-0 e 21), Rotor Volgograd (0-0, 3-0), Rapid Vienna (0-2 in Austria e 1-0 a Roma), Auxerre (1-0, 2-2) e Atletico Madrid in semifinale (vittoria a Madrid per 1-0 e pareggio a reti bianche a Roma). In finale è sfida tutta italiana, al Parco dei Principi di Parigi, si sfidano Lazio e Inter. I nerazzurri dominano e con un Ronaldo eccezionale s’impongono 3-0. Dopo aver vinto la Coppa delle Coppe e aver partecipato alla Champions League, la Lazio torna in Coppa Uefa nella stagione 2002/2003 .


Buona la prima alla presentazione, gol e spettacolo all’Olimpico, 10.000

Diecimila spettatori che intonano le canzoni della Lazio emesse dagli altoparlanti, diecimila cuori che tornano ad occupare gli spalti dello stadio Olimpico di Roma, teatro nella serata odierna della presentazione della nuova Lazio targata 2011-’12. Per l’occasione la sfida amichevole contro la Real Sociedad rappresenta la cerimonia d’apertura della stagione che verrà, un’annata dove i ragazzi di Reja saranno

impegnati su tre fronti: Campionato, Coppa Italia ed Europa League. L’entusiamo è visibile, è alle stelle. Il popolo laziale che riempie curva e distinti nord est e una parte della tribuna tevere accoglie con i classici “Olè” e cori personalizzati tutti i giocatori della compagine capitolina. La presentazione avviene in stile americano, dai calciatori allo staff: dal monumentale Manzini , al suo 40esimo anno di

Lazio passando per il tecnico Reja, fischiato ed applaudito dai tifosi. Grandissima ovazione invece per i veterani Ledesma, Hernanes e Rocchi, quest’ultimo si è lasciato andare ad un commento: “Ci sono grandi aspettative quest’anno, sono felice dell’entusiasmo che si è creato. Proveremo a vincere il derby per i nostri tifosi”. Ma il grande fermento è tutto per i nuovi aquisti, il KKCCSM.


ZARATE: IL DIMENTICATO DI

EDYREJA Il tormentone di Edy Reja e dell’estate è Mauro Zarate. Lui vorrebbe rimanere, Reja no. Come finirà?


Un rapporto di una difficoltà estrema che fatica a decollare, qui i perché fficialmente Mauro Zàrate è a letto con l’influenza. Giovedì la Lazio sarà impegnata nel preliminare di Europa League contro il Rabotnicki e, se dovesse giocare anche un solo minuto, uscirebbe praticamente dal mercato: nessun club sarebbe disposto a sborsare 20 milioni di euro per un calciatore che non può giocare in Europa. Lo Spartak Mosca è ormai fuori dalla trattativa, solo l’Atletico Madrid ed il Manchester City sono interessati all’argentino. Se Mauro non disputerà l’andata del 18, ci sarà tempo fino al 25 agosto, data del ritorno, per trattare una sua eventuale cessione. Per fare chiarezza sulle reali intenzioni della società, il fratello di Mauro, Sergio Zàrate ed il suo procuratore, Giuseppe Bozzo, venerdì sarà a Roma. Il giocatore ha perso il sorriso, i rapporti con Reja sono sempre gli stessi: “Reja vuole farlo fuori, ogni anno è così. Ma tanto poi alla larga, sulla fascia, giocherà Mauro” spiega il Ratòn Sergio Zàrate .


Lazio batte Rabonitki 6-0. Figuraccia dei Macedoni, Lazio straripante

Tutto troppo facile. La Lazio porta a casa l’andata dei play off di Europa League schiantando il Rabotnicki all’Olimpico e mettendosi al riparo da sorprese al ritorno. L’unica perplessità al fischio finale del mediocre arbitro russo Karasev riguarda i meriti. Troppo forte la squadra di Reja o impresentabili gli avversari macedoni? Nel dubbio, i tifosi possono godersi un undici biancoceleste che ha fatto vedere un calcio sontuoso, fatto di occasioni da gol a raffica, scambi veloci, pressing e qualità. Finisce 6 a 0, ma il risultato sarebbe potuto essere ancora più rotondo se nella prima frazione non fossero stati annullati due gol regolarissimi a Hernanes e Mauri. E sono stati proprio questi ultimi a riprendersi il maltolto siglando le prime due marcature dell’incontro. La difesa macedone, dopo aver scricchiolato a lungo, si è arresa al 20′. Scambio tutto di prima tra Scaloni, Ledesma e Mauri con Hernanes pronto a insaccare l’invito dell’esterno brianzolo. Vantaggio meritatissimo per quanto fatto vedere fino a quel momento, grazie soprattutto a un Klose in formato assistman e a un Cissé devastante partendo da sinistra. [...] Il raddoppio è arrivato al 39′: lancio di Brocchi per Klose con quest’ultimo che, di controbalzo, regala a Mauri un pallone solo da spingere in fondo al sacco. Nella ripresa si concretizza lo show di Cissé: prima spedisce all’incrocio l’ennesimo assist di Klose, poi incorna un cross di Matuzalem che aveva rilevato Brocchi. La festa viene completata da Rocchi, subentrato al francese, e dal meritatissimo gol di Klose. La Lazio brinda al ritorno in Europa mettendo la qualificazione al sicuro con ottimi riscontri dal modulo superoffensivo, anche se ci vorrà la controprova con avversari più probanti. «La nostra qualità era nettamente superiore – ammette Reja – ma mi è piaciuta la mentalità, quella voglia di attaccare tanto senza rischiare niente dietro».


La preparazione estiva è ormai acqua passata, tra due giorni la Lazio inizierà a fare sul serio nello spareggio di andata valido per accedere ai gironi di Europa League. Nella doppia sfida (18-25 agosto), i biancocelesti affronteranno i macedoni del Rabotnicki, forti del successo nel terzo turno preliminare sul più quotato Anorthosis. Partita tuttaltro che proibitiva ma sicuramente da non sottovalutare. Per contrastare l’euforia e la freschezza dei macedoni, Edy Reja ha deciso di puntare sul 4-2-3-1, schema tattico utilizzato per tutto il ritiro estivo in coabitazione con il 4-3-1-2, modulo, quest’ultimo, al momento accantonato. Pochi dubbi dunque: in porta, neanche a parlarne, ci sarà Marchetti, protetto da Scaloni (Konko e Stankevicius non sono stati inseriti nella lista Europa Lea-

gue per via dei rispettivi infortuni), Biava, Dias e Radu. Tralasciamo per un attimo il duo davanti la difesa per menzionare il terzetto che supporterà il tedesco Miroslav Klose: Mauri a destra, Hernanes in mezzo e Djibril Cisse a sinistra. Fantasia e potenza per scardinare la difesa avversaria. Ma una squadra, come logico che sia, non può far affidamento soltanto su giocatori tatticamente propensi alla fase offensiva, ha bisogno anche di uomini capaci di fare legna a centrocampo, davanti la retroguardia… E i dubbi del tecnico goriziano sorgono proprio lì, nel reparto nevralgico del rettangolo verde. Ad oggi i favoriti per una maglia da titolare sono Brocchi e Matuzalem con Ledesma e Cana leggermente indietro. Soprattutto l’albanese sembra essere ancora in ritardo di preparazione mentre l’italo-argentino, vice capitano e grande beniamino del pubblico laziale, potrebbe lasciar posto ad un Matuzalem in stato di grazia. Proprio così, Francelino, croce e delizia dei tanti allenatori che ha avuto in passato, talento sublime ma raramente

espresso al 100% delle sue potenzialità, potrebbe vedersi affidare da Reja le chiavi della mediana biancoceleste. Dopotutto l’ex allenatore del Napoli ha sempre dimostrato grande stima nei confronti del centrocampista verde-oro, è stato lui a dare a Matu il soprannome di “Professore”, merito di una precisione nell’effettuare i passaggi forse senza eguali all’interno della rosa biancoceleste. Tante volte nel ruolo di perno davanti la difesa, lo zio Edy ha preferito il brasiliano a Ledesma, se il nativo di Natal sta bene, gioca. “Purtroppo il mio giocatore più forte l’ho sempre avuto al 50,60%”, disse il tecnico emiliano. Piccoli miglioramenti che fanno ben sperare per il futuro anche se va sempre considerata l’età del calciatore: 31 anni compiuti lo scorso 10 giugno. Di certo il numero 11 biancoceleste non è più un ragazzino ma chissà che non possa acquisire la stessa peculiarità del vino: migliorare con il passare del tempo.


DOMINIO CATALANO Se la Spagna sta ingranando a livello calcistico, lo deve anche al Barça

ominio Catalano, due parole, molti significati. Il Barcellona è campione di Spagna in Toto, il Real ha potuto vincere solo una Copa, quella Nazionale, ma niente più. Un po’ pochino se si calcola il valore totale della rosa messa a disposizione di un Josè Mourinho che è sempre più irritante e irritato dal Barcellona, 5 vittorie dei catalani nelle ultime 6 o sette gare col Real, ho perso il conto. Fin troppo facile anche questa supercoppa spagnola, vinta grazie al solito Messi, che gli scettici , soprattutto partenopei, non considerano essere uguale a Maradona. Forse hanno ragione, è addirittura più forte. Quando parte non lo prendono più, è campione in tutto lui, anche in sportività, al contrario di qualche blancos o italianos, da cui dovremmo prender esempio. Messi ritrae completamente il calcio spagnolo in questo momento. Lui che è Argentino, non catalano, ma da sempre cresciuto nelle giovanili del Barça, e non è un caso.


IL PROGRESSO Eâ&#x20AC;&#x2122; Barça Un altro titulo, un'altra grande vittoria. Sono inarrestabili, sono i ragazzi di Bep Guardiola


In conferenza stampa Guardiola ha cercato in ogni modo di evitare le polemiche, dicendo che lui si sa chi sono Aitor Karanka o Rui Faria (assistenti di Mou) e avvertendo però che “Se si continua così un giorno finirà male. In campo ma anche fuori”. Molto più duri sono stati Piqué e Xavi: “Mourinho sta distruggendo il calcio spagnolo. Dicono che il problema sia in Catalogna, ma il problema è chiaramente a Madrid” ha fatto notare il centrale difensivo. “Quelli del Madrid pensano solo a menare. Sono patetici. L’immagine del Madrid oggigiorno è deplorevole, penosa. Non si sono nemmeno fermati ad aspettare che ricevessimo la coppa”, la riflessione di Xavi. Il Barça lo aveva fatto a Mestalla, quando perse la finale di Copa del Rey col Madrid. Peccato che della spettacolare partita vissuta ieri al Camp Nou alla fine restino sul terreno tantissime macerie contaminate. E un campione memorabile.


La Liga partirà con due settimane di ritardo, per il dispiacere generale

Non si gioca in Spagna. Nessun accordo fra giocatori e Lega dei club spagnoli e così la minaccia di sciopero dell’11 agosto è diventata oggi realtà: la Liga e la Segunda Division non partiranno a questo punto nel prossimo weekend per quello che è sì un evento traumatico, ma che nella storia del calcio spagnolo non è un inedito. I calciatori iberici si erano fermati già tre volte: nel 1979, nel 1981 e nel 1984. Ventisette anni però sono tanti… e se si è arrivati a questo punto l’Assocalciatori spagnola (Afe) ha oggettivamente le sue ragioni. La materia del contendere, materia di discussione anche nell’incontro fra le parti di questa mattina, è un debito (il fondo di garanzia salariale) che la Lega dei Club (Lfp) ha nei confronti di 200 calciatori di 42 società di Liga e Segunda in profonda crisi, per un ammontare complessivo di 52,8 milioni di euro. COMPATTI La proposta della Lfp è stata di rateizzare il saldo in quattro anni con “rate” di 10 milioni. L’Afe si sente presa in giro: i 40 milioni non coprono il buco, in più è verosimile che in quattro anni il debito salirà, e di parecchio, rispetto agli attuali 52,8 milioni. Non ci siamo, dunque, e la solidarietà fra i calciatori è fortissima. Nella conferenza stampa che ha annunciato lo sciopero, che è programmato per le prime due giornate di campionato, erano presenti 103 giocatori, fra i quali Casillas, Puyol e Xabi Alonso. Dunque, sciopero confermato per la prima giornata di campionato. Per la seconda, si vedrà. I colloqui dovrebbero riprendere venerdì: anche in caso di intesa, che al momento appare lontana, sarebbe a questo punto difficile garantire il regolare svolgimento della prima giornata di campionato. Al massimo si salverebbe la seconda. BARCELLONA-NAPOLI A causa della serrata dei calciatori spagnoli, a rischio c'è anche il Trofeo Gamper, che, la sera di lunedì 22 agosto, prevede in calendario l'amichevole tra il Barcellona e il Napoli al Camp Nou. La notizia viene rilanciata dal Mundo Deportivo, nella sua edizione online, secondo il quale l'Associazione spagnola dei calciatori avrebbe tirato dentro nella protesta anche l'amichevole tra Barça e Napoli. "Il Gamper si potrebbe non giocare", è la dichiarazione dell'Assocalciatori spagnola rilasciata al Mundo Deportivo. Al momento, comunque, non ci sono ancora notizie ufficiali: nelle prossime ore è attesa una posizione da parte del Barcellona.


SEITIRO: L’EVOLUZIONE DELLA PALLA Un pallone straordinario con camera ad aria testata sulle “G.A.V.I.A.” stato presentato stamani il Seitiro, il nuovo pallone creato dalla Nike che verrà utilizzato il prossimo

anno in serie A. Per la quinta stagione consecutiva l'azienda americana si è legata alla Lega firmando il nuovo pallone, definito in uno spot con tanti campionati (da Pato a Boateng,

da Pazzini a Marchisio) “il migliore del mondo”. Sarà utilizzato per la prima volta il 6 agosto a Pechino per la finale di Supercoppa italiana tra l'Inter e il Milan.


11 MLN

DI IBRA Inizio di stagione che fa riflettere sul costo reale di questo giocatore, sempre pi첫 protagonista di un Milan che piazza 0 colpi, ma che incassa successi grazie allo svedese


Ibrahimovic si racconta ai microfoni de la Gazzetta TV, che intervista!

Mai visto un Ibrahimovic così. L'aria di casa fa bene, benissimo, all'attaccante rossonero: loquace come mai, sorridente come mai, desideroso come mai l'abbiamo visto in Italia. La sua Malmoe ha accolto prima il suo figlio calcistico prediletto, poi il Milan. E lui si lascia andare, fa battute coi giornalisti svedesi. E' un godimento, un'intervista a un Ibrahimovic così, che ruba la scena al tecnico Allegri prima di salire sul pullman per andare allo stadio. Lì, uno accanto all'altro, lo svedese si prende di fatto la scena. "Sto benissimo - attacca Ibra -. L'anno scorso io e Robinho siamo

portante: dovevo dimostrare di essere ancora vivo. Che stress: dovevamo vincere e per me era importante dimostrare tanto anche alla mia ex squadra, l'Inter. La squadra mi ha aiutato molto e quest'anno la musica è cambiata radicalmente. Anche Allegri era apMI TENGO CASSANO Rilas- pena arrivato e non era facile. sato, voglioso di aprirsi come Cassano? E' un grande giocatore e un compagno con cui mi mai, dicevamo. E così Ibra scherza lanciando anche qual- trovo alla grande. Noi due parliamo molto e lui mi aiuta. che battuta sul suo vicino di sedia: "Allegri? Con lui abbia- Spero tanto che resti con noi al Milan, ma se poi uno non è mo un buon rapporto. Certo ogni tanto mi ammazza..." e fa contento non ci si può far nulla. Vediamo che succede..." l'occhiolino al suo vicino di sedia, che sorride. "Il mio arrivo da Barcellona è stato imarrivati a Milano all'ultimo momento e non abbiamo potuto svolgere la preparazione con la squadra nel miglior modo. Stavolta no. Siamo nella miglior condizione fisica possibile e non siamo inferiori a nessuno".


Ovviamente è uno scherzo, ma un fondo di verità c’è. Per l’Inter è crisi

CASSANO SCATENATO Intanto Malmoe-Milan, altra amichevole sulla strada del campionato, è stata vinta dal Milan ai rigori dopo che i 90' regolamentari si erano chiusi sul 2-2. Milan molto rimaneggiato, con il baby Rodrigo Ely in mezzo alla difesa e la coppia d'attacco IbraCassano. In vacanza i tre brasiliani e Yepes, a Milanello gli infortunati oltre a Nesta e Seedorf. Dopo un paio di occasioni con il sempre convincente Kevin Prince Boateng, è proprio del barese il gol che sblocca la partita, segnato al 26' dopo un bell'assist di Emanuelson, bravo ad approfittare di un disastroso disimpegno della difesa svedese. Al 36' il

pari di Durmaz con un gran sinistro da fuori area che batte Amelia. Nella ripresa emerge la miglior condizione degli svedesi, che sono in pieno campionato e che mercoledì giocheranno l'ultimo preliminare di Champions con la Dinamo Zagabria. Il gol che ribalta il risultato è di Malm al 48'. Poi al 60' viene sostituito Ibra, che nel primo tempo aveva avuto un problema alla caviglia e abbandona la sua festa. "A un certo punto - ammette lo svedese - mi si è girata la caviglia e volevo rimanere in campo a tutti i costi, perchè il pubblico stasera era davvero fantastico nei miei confronti. La caviglia mi fa male male, ma il dottore dice

che non è grave". La partita finisce poi a ritmo basso, anche se a 5' dalla fine Cassano sfiora il 2-2 prima di mettere in porta Kingsley Boateng, che scatta sul filo del fuorigioco e di testa non sbaglia. Dagli undici metri decisiva la parata di Abbiati su Nilsson.


S


L’ULTIMA

SCOMMESSA Sconti per nessuno: Doni 3 anni e 6 mesi, l’Atalanta con 6 punti di penalizzazione è la prima candidata alla retrocessione in serie B


La Corte di Giustizia federale a sezioni unite (presidente Giancarlo Coraggio) ha diffuso oggi le sentenze ai ricorsi presentati dalle società e dai tesserati già giudicati in primo grado dalla Disciplinare. E’ il solo Benevento, difeso dall’avvocato Eduardo Chiacchio, a poter esprimere la massima soddisfazione: tre dei nove punti di penalizzazione inflitti dalla Disciplinare sono stati cancellati e un eventuale ricorso al Tnas del Coni potrebbe ulteriormente ridurli. Nessuno sconto per l’Atalanta e per il suo (ex) capitano Cristiano Doni. Neppure un ultimo tentativo fatto ieri dall’avvocato Luigi Chiappero per la società bergamasca, di puntare tutto sull’estraneità di Manfredini abbandonando Doni, ha dato esito positivo. L’ultimo tentativo è riuscito solo a favorire il lavoro dell’avvocato di Thomas Manfredini, Salvatore Pino, che ha potuto "sfruttare" la posizione dell'Atalanta per cancellare l'accusa di illecito sportivo che ha consentito a Manfredini di ottenere il proscioglimento. Prosciolto anche Gianni Fabbri, ex presidente del Ravenna, e lo Spezia. Per il resto la Corte di giustizia federale ha confermato le sentenze di primo grado. Ora per tutti la strada è o il Tnas del Coni o l’Alta Corte di giustizia sportiva, molto più probabile la prima strada. LA SENTENZA Ecco il riepilogo delle richieste di Palazzi e delle sentenze di Commissione Disciplinare e Corte Federale:

Hellas Verona - Richiesta: 50mila da. Disciplinare:20mila euro. Cor Sassuolo - Richiesta: 50mila euro da. Disciplinare: 20mila euro. Co

LEGA PRO Alessandria - Richies sto nel campionato di competenz Federale:confermata. Benevento - Richiesta: 14 punti d SERIE B Ascoli - Richiesta: 6 punti di penalizzazione nel campio- 2011-12 e 30 mila euro di ammen 30mila euro.Corte Federale: 6 pu nato 2011-12 e 90mila euro di ammenda. Disciplinare: accolta, Cremonese - Richiesta: 9 punti d ma ammenda di 50mila euro. Corte Federale: confermata. SERIE A Atalanta - Richiesta: 7 punti di penalizzazione nel campionato 2011-12. Disciplinare: 6 punti. Corte Federale:confermata.


a euro di ammenrte Federale: confermata. o di ammenorte Federale: confermata.

sta: retrocessione all'ultimo poza. Disciplinare: accolta. Corte

di penalizzazione nel campionato nda. Disciplinare: 9 punti e unti e 30mila euro. i penalizzazione nel 2011-12 e

30mila euro di ammenda. Disciplinare: 6 punti e 30mila euro. Corte Federale:confermata. Esperia Viareggio - Richiesta: 1 punto di penalizzazione sulla classifica 201011. Disciplinare: accolta. Corte Federale: confermata. Piacenza - Richiesta: 4 punti di penalizzazione sulla classifica 2010-11 e 50mila euro di ammenda. Disciplinare: accolta. Corte Federale:confermata. Portogruaro - Richiesta: 50mila euro di ammenda. Disciplinare: 20mila euro. Corte Federale: 10mila euro. Ravenna - Richiesta: esclusione dal campionato di competenza, assegnazione in categoria inferiore e 50mila euro di ammenda.Disciplinare: accolta. Corte Federale: nessun ricorso. Reggiana - Richiesta: 2 punti di penalizzazione nel 201112.Disciplinare: accolta. Corte Federale: confermata. Spezia - Richiesta: 1 punto di penalizzazione nel 201112. Disciplinare: accolta. Corte Federale: assoluzione. Taranto - Richiesta: 1 punto di penalizzazione nel 2011-12 per responsabilitรก presunta. Disciplinare: accolta. Corte Federale: nessun ricorso. Virtus Entella - Richiesta: 4500 euro di ammenda. Disciplinare: 15mila euro. Corte Federale: 10mila euro.


IL BIMBO DE ORO Aguero, l’uomo venuto dal sud, che il più grande ha definito così, di oro Maradona lo ha detto, lui lo ha ripetuto, io non sono come Maradona, semplicemente perché lui è Maradona e io sono Sergio Aguero, e ho una

voglia matta di spaccare il mondo: questo vuole, ma cosa vuole veramente il Kun: entra, fa 2 gol e un assist. Un gol facile sotto porta, è vero, ma il

gol è di una difficoltà estrema, da fuori, da più di 30 metri, una fucilata delle sue. Perché lui è un predestinato, non uno falso, perché lui è Aguero, bdo


Abbiamo visto l’uomo che può portare il Manchester City lontano su tutti i fronti: trenta minuti e Sergio “Kun” Aguero ha incantato il suo nuovo popolo. E’ entrato al 60’, e al 62’ ha firmato il primo gol in Premier, con un piatto in scivolata su cross basso di Richards. Al 68’, ha cucinato con una rovesciata acrobatica l’assist del 3-0, firmato da Silva. Al 90’, il capolavoro: tiro ad effetto da 20 metri e stadio in delirio. Uno spettacolo. Man of the match, l’ ovazione popolare, gli abbracci dei compagni, gli avversari ammirati. Aguero è rientrato negli spogliatoi con il pallone sottobraccio. Lo mostrerà un giorno al figlio Benjamin – la mamma è Gianina Maradona, il nonno è Diego - e gli dirà: “Con questo pallone, in mezz’ora ho conquistato una tifoseria”. Mancini lo ha incoronato: “Sergio è un giocatore fantastico. Lui e Silva sono una coppia straordinaria, par-

lano lo stesso linguaggio”. SILVA/AGUERO Aguero ha trasformato un City che nel primo tempo aveva sofferto l’orgoglio dello Swansea, colpendo però due traverse con Silva (30’) e Barry (46’). L’1-0 è arrivato ad inizio ripresa, con Dzeko, fortunato a ritrovarsi il pallone tra i piedi sulla respinta del portiere Vorm. Poi è entrato Aguero ed è cominciato lo spettacolo. Con Silva, talento spagnolo dalla tecnica immensa, parlano davvero lo stesso linguaggio, come ha sottolineato Mancini: classe e fantasia. Silva è stato, aspettando Aguero, l’anima di una squadra per trenta minuti ipnotizzata dal palleggio dello Swansea. L’allenatore dei gallesi, il nordirlandese Brendan Rodgers, s’ispira al Barcellona. Fatte le debite proporzioni, lo spartito è quello. Naturalmente Xavi e Iniesta sono una cosa, mentre Dobbie e Britton sono altra storia. Per

trenta minuti, sostenuti da una tifoseria inebriata dal ritorno ai massimi livelli dopo 28 anni, i gallesi hanno fatto un figurone. Ma quando hanno cominciato a cantare i tenori, addio Swansea.


YOUNG:


L’UOMO DA MANCHESTER (UNITED) L’uomo nuovo del Man.Utd si racconta ai microfoni del The Sun, così

eri avevano pareggiato anche Liverpool e Arsenal: partenza dunque in salita per le big del calcio inglese. In attesa del Monday Night ferragostano del Manchester City di Roberto Mancini e Balotelli, che affronterà lo Swansea neopromosso, ne approfittano allora i campioni in carica: il Manchester Utd soffre, ma passa 2-1 il casa del West Bromwich. Ancora una volta i problemi per i Red Devils arrivano su responsabilità del loro

portiere: il giovane De Gea, costoso investimento estivo effettuato per raccogliere l'eredità di Van der Sar, ripete la papera in cui era incappato nel Community Shield, tuffandosi in pesante ritardo sul tiro non certo irresistibile di Long. Errore che costa il momentaneo pareggio del WBA prima dell'intervallo, dopo che un'ottima combinazione tra Young e Rooney aveva permesso alla stella della squadra di indovinare il diagonale del vantag-

gio. Lo United, imbottito di "non-titolari" come Cleverley, Anderson e Welbeck, perde strada facendo anche gli acciaccati Vidic e Ferdinand, sostituiti da Evans e Jones. Ma spinge alla ricerca del golpartita e lo trova a una manciata di minuti dal termine con Young, che sfonda sulla sinistra ed è fortunato nel pescare una deviazione decisiva sul suo tiro-cross.


VILLAS BOAS:

ISTRUZIONI PER L’USO Sempre più in difficoltà, per chi si aspettava l’erede di Mou si sbaglia di grosso


Debutto in sordina per il nuovo Chelsea di Andrè Villas Boas. I Blues del tecnico portoghese, che ha sostituito ai Blues Carlo Ancelotti, cominciano il cammino in Premier League senza andare oltre lo 00 in casa dello Stoke City, nel primo posticipo della prima giornata. Lampard e compagni vedono frustrati i loro tentativi di trovare il gol dalla giornata di grazia del portiere di casa Begovic. In attacco dal 1' è partito il tridente Kalou -Torres-Malouda, con Drogba in campo soltanto nell'ultimo quarto d'ora. Troppo tardi per sbloccare il risultato.


Samir Nasri è ormai vicinissimo al Manchester City, mancano solo gli ultimi dettagli: lo ha confermato anche Roberto Mancini. Nel corso della conferenza stampa prima della trasferta di Bolton il manager dei Citizens si è augurato di avere presto a disposizione anche il centrocampista francese. Da giorni ormai il City ha raggiunto l'accordo con l'Arsenal per il cartellino di Nasri sulla base di circa 25 milioni di euro.

già nel corso della giornata. "Credo che la trattativa si concluderà molto presto - le parole di Mancini . Soprattutto me lo auguro così potremo chiudere il merLA TRATTATIVA - L'annuncio cato e concentrarci sulla stadell'acquisto potrebbe arrivare gione". Nonostante la doppiet-

ta al debutto, Mancini non ha voluto sbilanciarsi sull'impiego di Sergio Aguero dal primo minuto domenica al Reebok stadium:"Deciderò la formazione solo domani dopo l'ultimo allenamento di rifinitura, ma Sergio deve ancora migliorare anche perchè ha finito di giocare la Coppa America solo un mese fa e non è ancora al meglio della condizione".


Eagle's strenght, Anno 2, Numero 46, 22/8/2011  

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