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www.gazzetta.it lunedì 14 maggio 2012 1,20 €

anno 116 ­ Numero 113 Anno

REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 TEL. 0262821 REDAZIONE DI ROMA PIAZZA VENEZIA 5 TEL. 06688281 POSTE ITALIANE SPED. IN A.P. D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB MILANO

ITALIA

3° POSTO GUIDOLIN: «RESTO? NON SO»

MILAN 3­1 ALL’ATALANTA

PREMIER BATTUTO IL QPR

L’Udinese va in Champions Lazio, Napoli e Inter in Europa

Gol & lacrime ma Inzaghi forse non lascia

Che batticuore la rimonta City Mancini, il titolo arriva al 94’

BOCCI, DELLA VALLE, DI CHIARA, PASOTTO ALLE PAGINE 12­13­14

DA PAGINA 16 A PAGINA 23

BOLDRINI, DE CALÒ PAGG 30­34­35

INVINCIBILI

La Juve festeggia lo scudetto battendo pure l’Atalanta Torino in delirio con la sfilata sul pullman scoperto Al centro del giornale 2 pagine poster con le foto più belle DI FEO, GALDI, GRAZIANO, LICARI, OLIVERO, SCHIANCHI DA PAGINA 2 A PAGINA 11

Serie A / 38ª GIORNATA

ilCommento

UN GIORNO DA RICORDARE

PARTITE

di ALBERTO CERRUTI

Del Piero e Inzaghi. Anzi no, più semplicemente Ale e Pippo, protagonisti di una intensissima, e bellissima, giornata. Una giornata da ricordare e non soltanto per loro. L’ARTICOLO A PAGINA 30

IL ROMPI PALLONE DI GENE GNOCCHI

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Gattuso ha chiarito il suo futuro: «Farò un anno ad Arcore vestito da infermiera».

Ci mettiamo la firma

FORMULA 1 AL GP DI SPAGNA

Il Genoa è salvo, il Lecce in B CLASSIFICA

CATANIA UDINESE

0­2

CESENA ROMA

2­3

CHIEVO LECCE

1­0

FIORENTINA CAGLIARI

0­0

GENOA PALERMO

2­0

JUVENTUS ATALANTA

3­1

LAZIO INTER

3­1

MILAN NOVARA

2­1

NAPOLI SIENA

2­1

PARMA BOLOGNA

1­0

GIRO IMPRESA A LAGO LACENO

JUVENTUS MILAN UDINESE LAZIO NAPOLI INTER ROMA PARMA BOLOGNA CHIEVO

84 80 64 62 61 58 56 56 51 49

CATANIA 48 ATALANTA* 46 FIORENTINA 46 SIENA 44 CAGLIARI 43 PALERMO 43 GENOA 42 LECCE** 36 NOVARA** 32 CESENA** 22

* Penalizzata di 6 punti ** Retrocesse in Serie B

PREOLIMPICO A SOFIA

Maldonado vittoria Pollicino Pozzovivo Brava Italvolley! con terrore ai box trionfo da gigante Batte la Germania «Io come Giovinco» e vola a Londra Bene Alonso: 2° DA PAGINA 38 A PAGINA 41

DA PAGINA 44 A PAGINA 51

POLI A PAGINA 53

La grande gioia dello scudetto Qui sopra il libro della Gazzetta che trovate in edicola


LA GAZZETTA DELLO SPORT

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LUNEDÌ 14 MAGGIO 2012

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CAMPIONI IL MITO

I VERDETTI

Udinese con le big Lecce non ce la fa

in Champions

L’Udinese ha concluso nel modo migliore una stagione al di sopra delle aspettative: il terzo posto dietro Juventus e Milan vale i playoff di Champions League (andata: 21 22 agosto, ritorno: 28 29 agosto).

Non ci sono state sorprese dell’ultima ora. Posizioni confermate: Udinese in Champions, Lecce in serie B.

A

ATTESTATI D’AFFETTO

S Giancarlo Abete, presidente Figc: «Del Piero è un grande nel gioco, nell’intelligenza, nello stile e nei valori, credo che il suo addio o arrivederci sia da incorniciare»

S John Elkann: «Penso che il finale migliore per lui sia quello di vincere anche domenica prossima. Tutti i campioni sanno quale è il momento in cui ci si ferma»

DAL NOSTRO INVIATO

G.B. OLIVERO TORINO

Papà, chi era Alessandro Del Piero? Tra un po’ di tempo, all’improvviso, arriverà la fatidica domanda e chi ha avuto il piacere (tutti), la fortuna (gli juventini) o la sventura (gli avversari) di crescere, maturare o invecchiare guardando giocare Del Piero dovrà rispondere. E non sarà facile, perché l’ultima cosa da raccontare saranno i record, i gol, le vittorie. Prima ci sarà tutto il resto. E il resto lo abbiamo visto ieri allo Juventus Stadium nel giorno in cui la festa dello scudetto bianconero è stata sublimata dall’apoteosi del capitano: lacrime di gioia e di tristezza, il senso della vita racchiuso in una partita e in un campionato in cui la Juve è tornata a essere la Juve e Del Piero è rimasto splendidamente se stesso. La tensione La giornata è piena di simboli e segnali: lo stesso tempo brutto del ritiro di Michel Platini, lo stesso avversario (l’Atalanta) del saluto di Zinedine Zidane. Ma questo è un addio diverso, perché diverso è il rapporto che lega Del Piero alla sua gente e perché diverso è il contesto: uno stadio che trasmette gioia e un podio per gli eroi di un popolo che attendeva da anni questo trionfo. E infatti Ale è emozionato, sbaglia i primi controlli, prende una botta al ginocchio sinistro, resiste. In attesa del momento che tutti aspettano. Il gol Quando Giaccherini gli

S Marcello Lippi: «La Juve nel mondo è Del Piero. Quando dici il suo nome nel mondo, è Juve. Non so che sia accaduto tra lui e il club»

Del Piero saluta la Juve imbattibile «È come vincere un altro scudetto»

passa la palla, Ale non ha nemmeno bisogno di alzare la testa: la porta ce l’ha dentro. Una carezza nell’angolino. Ale tira fuori la lingua e punta il palco dove ci sono la moglie Sonia, i figli Tobias, Dorotea e Sasha, il fratello Stefano con la moglie Ivana e il piccolo Lorenzo, il preparatore Giovanni Bonocore. Hanno preparato uno striscione: «Niente e nessuno è più grande di te». Si alza il coro «Un altro anno, Del Piero un altro anno». Sono le prove generali di un’emozione immensa, soprattutto perché indipendente da un gol o da una vittoria. L’emozione più intensa Alle 16.19, che poi è il 12’ del secondo tempo, Antonio Conte sostituisce il suo capitano. Ale si sfila la fascia e si inchina. Lo abbracciano compagni e avversari. Passa un minuto e mezzo prima che raggiunga la panchi-

MONUMENT Gol, chiusura e trionfo: tutti in piedi, esce il capitano, via alle ovazioni, c’è chi piange: «E io ho finto di allacciare le scarpe per non mostrarmi»

na. Si siede tra Vucinic e Marchisio, ma è un attimo. I tifosi lo «costringono» a rialzarsi. La partita va avanti, ma non la guarda nessuno e si ha la sensazione che anche i giocatori siano storditi da quanto sta avvenendo. Ogni volta che si siede, Del Piero viene invocato e richiamato al proscenio come si fa con gli attori. Quarantamila persone invocano il loro capitano, che inizia un commovente giro di campo. Dalle tribune piovono sciarpe come fossero fiori: Ale le raccoglie tutte. In tribuna piangono tifosi di ogni

età. La gente canta «Grazie di tutto». Prima di tornare definitivamente in panchina, Ale abbraccia Conte. Sono passati 16 minuti e gli occhi del capitano della Juve sono pieni di lacrime, faticosamente trattenute. Dopo la premiazione, Del Piero si coccola i figli sul campo. Ancora qualche istante nel giardino di una casa che resterà sua comunque: «Del Piero è stato e sarà sempre il nostro capitano», dice Andrea Agnelli. Gigi Buffon ha i brividi: «Mi sono commosso. È il giusto tributo per Ale». Claudio Marchisio

è provato: «Un’emozione unica: ammiravo Del Piero fin da bambino». La commozione Ma le parole

che tutti aspettano sono quelle del capitano. Da leggere tutte d’un fiato: «Per non far vedere le lacrime ho finto di allacciarmi le scarpe. È stato commovente. Non smetterò mai di ringraziare i tifosi per quello che ho visto nei loro occhi. Sono felice e orgoglioso. È un giorno incredibilmente bello e anche triste. Il rapporto con Conte è stato ottimo. Ho preso una

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LUNEDÌ 14 MAGGIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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in Europa League

La Lazio è quarta, ma deve aspettare ancora una settimana per sapere se la sua Europa comincerà (come dice ora la classifica) il 20 settembre con la fase a gironi o il 23 30 agosto con i playoff. Perché se il Napoli entra in Europa come vincente della Coppa Italia la Lazio scala. L’Inter invece chiude sesta ed è certa di giocare il terzo turno di spareggi il 2 e 9 agosto: vacanze brevi

le retrocesse in serie B

palmares & CARRIERA

v

Il Lecce si aggiunge alle già retrocesse in B Novara e Cesena. Ieri sera le speranze della squadra di Cosmi erano appese a un filo, ovvero a un eventuale risultato favorevole al Palermo sul campo del Genoa. E invece i rossoblù non hanno fallito l’ultimo appuntamento con la salvezza. Verdetti definiti, in attesa di possibili aggiornamenti da parte della giustizia sportiva.

la scheda ALESSANDRO DEL PIERO 37 ANNI ATTACCANTE

Alessandro Del Piero è nato a Conegliano (Treviso) il 9 novembre 1974. La sua prima squadra è il San Vendemiano, poi passa alle giovanili del Padova. Nell’estate del 1993, per 5 miliardi di lire, viene acquistato dalla Juve.

1993 Il 12 settembre debutta in A in Foggia Juventus 1 1 ed è subito tra i protagonisti del nuovo ciclo inaugurato con l’arrivo di Lippi e culminato con i trionfi in Champions e Intercontinentale.

1998 A novembre un grave infortunio al ginocchio lo tiene fuori 9 mesi. Nel 2002 torna protagonista con 16 gol in A, decisivi per lo scudetto.

2006 Dopo Calciopoli, riparte dalla B e l’anno seguente firma il suo record di reti in A: 21. In tutto 19 stagioni a Torino e una lunga serie di primati.

Emozioni In alto Del Piero saluta i suoi tifosi al momento della sostituzione. Sotto due tifosi in lacrime. Poi Ale con la moglie Sonia e due dei tre figli

TALE Del Piero firma l’ultima rete in casa ma una botta lo tiene in dubbio per la Coppa Italia «Futuro? Nessuno mi ha chiesto di restare. Continuerò finché starò bene»

brutta botta al ginocchio, ma spero di recuperare per la finale di Coppa Italia. Il futuro? Nessuno mi ha chiesto di restare. Io continuerò a giocare finche starò bene. Ma lasciatemi godere questa giornata: non ho mai visto una roba del genere, è come un altro scudetto, siamo a 31». E scappa ridendo prima di salire sul pullman scoperto e di affidare al sito un altro messaggio: «Per me nessun colore avrà tinte più forti del bianco e nero». La risposta Ecco, questo è Ales-

sandro Del Piero. E magari, rispondendo alla domanda del suo bambino, ogni papà potrà ripensare al paragone che Ale stesso aveva fatto con Achille, l’eroe omerico, e parafrasando la fine di «Troy» potrà chiudere così la sua narrazione: «Se mai si racconterà la mia storia, si dica che ho guardato giocare i giganti del calcio. Gli uomini sorgono e cadono come grano invernale ma questi nomi non periranno mai. Si dica che ho guardato giocare Alessandro Del Piero».

SUL SITO IL SALUTO DEL CAPITANO

«Più di tutto ci sono i tifosi: sorrisi, urla e pianti per me» «Di più, niente» è il titolo del commiato che ha lasciato Alessandro Del Piero sul suo sito web ufficiale. Grandi trofei e piccoli gesti, nei ricordi del capitano: dalla Champions al gol al Frosinone. Ale scrive: «Più di tutto... c’è quello che mi avete regalato in questi 19 anni. Sono felice che abbiate sorriso, esultato, pianto, cantato, urlato per me e con me. Per me nessun colore avrà tinte più forti del bianco e nero. Avete realizzato il mio sogno. Più di ogni altra cosa, oggi riesco soltanto a dirvi: grazie».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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LUNEDÌ 14 MAGGIO 2012

Federica Pellegrini


LUNEDÌ 14 MAGGIO 2012

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CAMPIONI I VERTICI

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Il record Juve è diverso da quello del Perugia nel 1978-79: eravamo una provinciale ILARIO CASTAGNER EX ALLENATORE

John carico: «Anno straordinario, chiudiamolo da imbattuti» E Andrea Agnelli chiama i tifosi: «Ora andiamo tutti a Roma» DAL NOSTRO INVIATO

MIRKO GRAZIANO TORINO

John saluta Del Piero E a Roma, contro il Napoli, potrebbe esserci anche John Elkann, «perché il mio finale di stagione

JUVENTUS ATALANTA

3 1

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 2-0 MARCATORI Marrone (J) al 10’, Del Piero (J) al 28’ p.t.; Lichtsteiner (J) autogol al 38’, Barzagli (J) su rigore al 46’ s.t. JUVENTUS (4-3-3) Storari 6,5; Lichtsteiner 6, Bonucci 6,5, Chiellini 6,5 (dal 43’ s.t. Barzagli 6,5), Estigarribia 6 (dal 20’ s.t. Quagliarella 6); Padoin 6,5, Pirlo 6,5, Marrone 7; Del Piero 6,5 (dal 12’ s.t. Pepe 6), Borriello 7 (il migliore), Giaccherini 6. PANCHINA Manninger, Marchisio, Vucinic, Matri. ALLENATORE Conte 7. ATALANTA (4-4-2) Frezzolini 6; Bellini 6,5, Lucchini 5,5, Manfredini 5, Peluso 6; Schelotto 5 (dal 7’ s.t. Minotti 6), Cazzola 6,5 (dal 37’ s.t. Cigarini s.v.), Carmona 6, Bonaventura 7 (il migliore); Moralez 5 (dal 7’ s.t. Gabbiadini 5,5), Denis 6,5. PANCHINA Polito, Ferri, Raimondi, Tiribocchi. ALLENATORE Colantuono 6. ARBITRO Gava 6,5 GUARDALINEE La Rocca 6,5; Carretta 6,5. ESPULSI nessuno. AMMONITI nessuno. NOTE paganti 16.413, incasso di 801.945 euro; abbonati 24.531, quota di 718.233 euro. Tiri in porta 6-3. Tiri fuori 4-7. Angoli 3-4. In fuorigioco 5-1. Recuperi: p.t. 1’, s.t. 2’.

Festa in famiglia per John e Lapo Elkann anche con i più piccoli REUTERS

Marotta: «Conte? Ha una juventinità dentro incredibile Per il rinnovo direi che è cosa fatta»

ideale prevede pure la conquista della Coppa Italia», dice il numero uno della Exor, la cassaforte di famiglia. «È stato un anno straordinario — continua John —, mi piacerebbe chiuderlo da imbattuti, sarebbe un record complementare

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Ho finito la maratona di Praga in 3 ore e 50. Ma sono più felice per la Juve PAVEL NEDVED DIRIGENTE JUVENTUS

Elkann: «Non è finita Voglio la Coppa Italia» Gara finita, stadio in delirio, festa ovunque. In tribuna salta con l’entusiasmo di una ragazzina pure Allegra Agnelli, la mamma di Andrea. Lapo Elkann è uno spettacolo, per look ed entusiasmo. Più composti, anche secondo ruolo, i cugini Andrea Agnelli e John Elkann, ovvero i simboli della Juventus che è tornata a vincere. Il presidente prende il microfono, guadagna il centro del campo e di fatto dà il via alla grande festa. «Abbiamo iniziato qui l’8 settembre scorso — racconta Agnelli —. Durante l’inaugurazione di questo meraviglioso stadio ci dicevamo che la Juve non poteva perdere l’abitudine a vincere. E oggi siamo campioni d’Italia. Quell’abitudine non l’abbiamo evidentemente persa. Dico grazie ai tifosi, che negli ultimi anni non ci hanno mai fatto mancare la loro fiducia, nonostante una serie di risultati così così. Dico grazie a tutti i miei collaboratori più stretti, a tutti i dipendenti della Juve, e grazie a John (Elkann, ndr)». Quindi, è la volta di Del Piero, «che è stato e sempre sarà il nostro capitano, come pochi nella vita. Grazie poi a Gigi (Buffon, ndr), capitano in campo». Tutti chiamati rigorosamente per nome, come Andrea pretende di essere chiamato da chi gli sta attorno. L’ultimo pensiero è per la sua famiglia, «alla quale ho tolto tanto tempo». E a questo punto «tutti a Roma — conclude —, fino alla fine».

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Andrea Agnelli, 36 anni FOTOPRESS

a quello che è stato un cammino trionfale. La Juventus ha dimostrato di essere forte come squadra. Ha vinto il collettivo, non basta avere i grandi giocatori. Formidabile, tutto formidabile, anche Andrea (Agnelli, ndr)». Per nulla banale, infine, quando tocca l’argomento Del Piero: «Batte il cuore quando parliamo di lui. Ale è un grandissimo giocatore, come nella Juve lo sono stati Boniperti e Platini. Spero che chiuda la sua avventura con la Coppa Italia fra le braccia». Insomma, è la parola fine al Del Piero bianconero: «Come tutti i grandi campioni, credo che Ale sappia riconoscere il momento di fermarsi. Mi viene in mente Schumacher in Formula 1: mi sembra che non sia stato un gran ritorno il suo...». Orgoglio Marotta È il turno di Beppe Marotta, amministratore delegato e gran capo del mercato in casa Juve. Da Milano parlano di contratto troppo alto per Pirlo, «e io invece dico che Andrea guadagna molto meno dei 5 milioni a stagione che si è detto. In ogni modo, per come ha giocato non sarebbero neanche stati spesi male. Pirlo è grande campione, un professionista eccezionale». È così il Milan è servito. «Conte? Credo che il rinnovo sia cosa fatta — conclude Marotta —. La società è super contenta del lavoro svolto, per cui qualsiasi situazione di carattere economico verrà superata. E comunque esistono anche i sentimenti, e Conte ha questa forte juventinità dentro».

LA PARTITA

A segno anche Marrone e Barzagli Pure l’Atalanta k.o. Per la Juventus è percorso netto Ora la Coppa Italia DAL NOSTRO INVIATO

FABIO LICARI TORINO

Non è il gol l’emozione più grande, ma l’addio. Struggente. Irripetibile. L’arbitro fischia, lo stadio si commuove e i giocatori gli vanno incontro: compagni e avversari. Applausi, abbracci, occhi lucidi. Partita ferma. Tutti in piedi per Ale Del Piero: anche Colantuono lascia la panchina. Poi il doppio giro di campo, interminabile: la sostituzione più lunga della storia, 14 minuti. Con la Juve già sul 2-0 e quindi campione da record: zero sconfitte, difesa blindata (20 gol totali) e 20 marcatori stagionali (s’aggiungono Marrone e Barzagli su rigore). Finisce 3-1 e sarebbe l’apoteosi se non fosse per Chiellini che si fa male.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Super Borriello Non è però

un’amichevole, anche se invece dei «big» ci sono Estigarribia, Marrone e Padoin per il vecchio 4-3-3: con Del Piero a destra e Giaccherini, adesso azzurro, sull’altra fascia. Chi «spacca» è Borriello, il migliore, sempre in profondità, sempre al doppio della velocità degli atalantini: è lui che al 10’ entra in area di potenza, s’allarga e di tacco libera Marrone per la botta violentissima sul primo palo (1-0). È lui che crea il 2-0 di Del Piero, incrociando a sinistra e trascinandosi mezza difesa: poi Giaccherini appoggia e il capitano la mette all’angolino da fuori (2-0). E infine è sempre Borriello che si procura il rigore – fallo di Manfredini – nel recupero: segna Barzagli, appena dentro e invocato dallo stadio per il record. Signor Bonaventura Nell’Atalanta che non si arrende c’è il gran ritmo di Cazzola in mezzo e, soprattutto, la facilità di gioco di Bonaventura: prima esterno sinistro del 4-4-2 (che non funziona perché Schelotto e Moralez sono fuori dal gioco); poi mezzapunta nel 4-3-2-1 che, con Gabbiadini accanto e Minotti dietro, qualche guaio alla Juve lo procura. Compreso il suo palo (con la complicità di Storari) e l’autogol di Lichtsteiner (2-1). Bianco e Marrone Se «barcello-

nismo» non è una parola vuota, Marrone l’anno prossimo entrerà nel grande giro: mezzala (non play) di personalità, fisico e sangue freddo. Il gran gol non è un caso, Vidal e Marchisio saranno meno soli. Dentro Pepe e Quagliarella nel finale, Conte chiude col 3-5-2 che però, senza Chiellini, è a rischio contro il Napoli: a meno di non ricorrere a Caceres centrale. Per la Coppa Italia e per l’ennesimo primato: 43 senza cadere mai. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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CAMPIONI IL TECNICO

IL LIBRO

«Juventus d’Italia» Una storia esaltante Per rivivere la straordinaria stagione della Juventus, niente di meglio che sfogliare le pagine del libro celebrativo in edicola con la

Gazzetta della Sport: «Juventus d’Italia», Sarà possibile assaporare tutte le emozioni dell’incredibile cavalcata bianconera, attraverso le foto più belle, le analisi tattiche, le statistiche e tutto il racconto fotografico del campionato. Il libro, con più di 180 pagine, è in edicola al prezzo di 7,99 euro.

IN CAMPO E IN PANCHINA

In 7 scudettati con la stessa maglia Sono sette con Antonio Conte i giocatori divenuti poi allenatori vincitori di almeno uno scudetto con la

SuperConte «Siamo già leggendari Via al ciclo» La gioia dell’allenatore della Juve «Potranno soltanto eguagliarci»

stessa maglia. Prima di Conte era successo a Bigatto (1931 e 1935 con la Juve), Castellazzi (1930 e 1938 con l’Inter), Parola (2 in campo e 3 in panchina con la Juve), Liedholm (4 da giocatore e uno da allenatore con il Milan), Capello (con Juve e Milan) e Ancelotti (con il Milan).

Gazzetta.it Gazza

Tvf Foto ricordo: Antonio Conte, 42 anni, con la moglie Elisabetta e la figlia Vittoria PHOTOVIEWS Buffon abbraccia i tifosi LAPRESSE

DAL NOSTRO INVIATO

MIRKO GRAZIANO TORINO

Antonio Conte è un uomo felice, «travolto da emozioni incredibili, uniche. Di questa giornata mi porto via tante cose. Soprattutto l’abbraccio di Del Piero. E’ venuto da me dopo il giro di campo, e mi ha davvero emozionato il suo gesto. L’affetto che gli ha manifestato il pubblico è tanto straordinario quanto meritato. Ale, Buffon e Pirlo sono stati decisivi per me, mi hanno dato una grossa mano anche a livello di spogliatoio e non finirò mai di ringraziarli. Lavorare con loro mi ha arricchito».

Nella leggenda Ripercorre l’in-

tera stagione Antonio da Lecce, «e mi sorprendo di come siamo cresciuti velocemente. Merito dei ragazzi, della loro disponibilità e anche delle loro famiglie: mogli e figli, che ricoprono un ruolo fondamentale per la serenità di ogni uomo. La nostra stagione è stata fantastica, una cavalcata trionfale. Questa squadra è già nella leggenda, c’è poco da fare: al massimo, in futuro, potranno solo eguagliarci». L’uomo copertina del 28˚ scudetto bianconero individua poi il momento chiave della stagione: «La trasferta di Palermo, la vittoria-sorpasso sul Milan,

che nel frattempo aveva perso in casa con la Fiorentina. Considero altrettanto decisive le vittorie su Fiorentina e Inter, partite affrontate a -7 dai rossoneri, però è a Palermo che abbiamo ripreso in bocca l’osso, è lì che ci siamo detti "Oh, ora si va fino in fondo, si va a vincere". Qualche tempo fa, Castagner disse: "Antonio non imitare il mio Perugia, che rimase imbattuto per tutto il campionato, ma poi non vinse lo scudetto". L’ho preso alla lettera. Sono felice, voglio ringraziare tutti, è lo scudetto di tutti: mio, dei miei collaboratori, della squadra e della società». «Ha vinto la più forte» Uno scu-

detto meritato, «vinto dalla più forte, non ci sono dubbi. I numeri parlano chiaro: miglior difesa del campionato, secondo attacco, predominio territoriale, 70% di possesso palla...». E se qualcuno pensa che non sia così, è subito servito: «Spero che siano in tanti a metter la testa sotto la sabbia, ignorando quanto ha detto il campo. Sbaglierebbero valutazione, regalandoci un ulteriore vantaggio per il futuro. In ogni modo, non avrò problemi a ripartire da favorito la prossima stagione. Chi ha il tricolore sul petto non può nascondersi. Lo dissi ad agosto riferendomi al Milan, non cambio certo idea adesso. Mi aspetto un’an-

nata entusiasmante. Abbiamo posto basi solidissime. Sì, qui si può decisamente aprire un ciclo». Unico neo Ma intanto ci sono

ancora 90’ ufficiali da affrontare, di quelli pesanti, con un altro trofeo in palio. «Contro il Napoli non avremo Chiellini, ma non molliamo — continua Conte —. Voglio però che i miei ragazzi festeggino come si deve in queste ore. Il gusto della vittoria va assaporato veramente, deve rimanere indelebile nelle nostre teste, per poter poi aver voglia di tornare a vivere questi momenti. Che sono fantastici». © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA FESTA SCUDETTO TUTTI I GOL DI SERIE A E LA PREMIER LEAGUE Sul nostro sito, nella sezione GazzettaTv, potete rivedere le immagini della grande festa scudetto della Juventus per le strade di Torino che ieri abbiamo trasmesso in diretta per tutta la serata. E ancora un servizio sul commovente saluto di Del Piero ai suoi tifosi e anche quello di Pippo Inzaghi ai milanisti. E poi tutti i gol della Serie A, il batticuore Manchester in Premier League e tutta la Liga spagnola.


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LUNEDÌ 14 MAGGIO 2012

CAMPIONI I PRIMATI

L’ALBO D’ORO DELLA A

La Juventus vince il 28o scudetto L’Inter e il Milan sono a quota 18

1908 Pro Vercelli 1909 Pro Vercelli 1910 Inter 1911 Pro Vercelli 1912 Pro Vercelli 1913 Pro Vercelli 1914 Casale 1915 Genoa 1919 sospeso 1920 Inter

1898 Genoa 1899 Genoa 1900 Genoa 1901 Milan 1902 Genoa 1903 Genoa 1904 Genoa 1905 Juventus 1906 Milan 1907 Milan

Juve, altro record: lo firma Barzagli Gli imbattuti bianconeri, con il rigore del difensore, hanno portato a 20 i giocatori a segno

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IL NUMERO

20

i marcatori diversi andati a segno in questo torneo con la maglia bianconera, ieri si sono aggiunti Marrone e Barzagli. È il nuovo record assoluto, in passato nessuna squadra aveva segnato con così tanti giocatori, il massimo era di 18 (Milan ’06-07, Inter ’07-08 e Genoa ’09-10). Il Milan ieri ha stabilito la 2a migliore prestazione mandando a rete anche Flamini e Inzaghi e salendo al 2˚ posto a quota 19

mento della difesa: ieri Marco Storari è stato battuto solo su autogol e con una grandissima parata ha evitato che un tiro di Bonaventura finisse nell’angolino, dimostrando di essere pronto per la finale di Coppa Italia. Il bilancio conclusivo della Juve è di 20 gol al passivo (nettamente la miglior difesa del campionato: al secondo posto c’è il Milan con 33) e di 21 partite con il portiere che è tornato a casa contento per non aver incassato reti.

DAL NOSTRO INVIATO

G.B. OLIVERO TORINO

Il bello di questa Juve è che stupisce sempre, stupisce ancora. Stupisce anche quando ormai non te l’aspetti più, perché le motivazioni potrebbero essere meno feroci, le gambe potrebbero andare un po’ più piano, la testa dovrebbe già essere sintonizzata sulla finale di Coppa Italia. E invece anche nell’ultima giornata i bianconeri trovano il modo di mandare un segnale fortissimo agli avversari, come se già non gli avessero rovinato a sufficienza le vacanze con una stagione che sembra un prepotente ritorno al passato glorioso. Invincibili Contro l’Atalanta la Juve ha chiuso il suo campionato immacolato: zero sconfitte e da quando la Serie A è a 20 squadre non ci era riuscito nessuno. In precedenza erano stati altrettanto bravi il Perugia di Castagner (però secondo nel 1978-79, campionato a 16 squadre) e soprattutto il Milan di Capello (tricolore nel 1991-92, serie A a 18 squadre). Questo record della Juve non potrà essere battuto, al massimo eguagliato, ed è un concetto che ad Antonio Con-

Altri due goleador E a proposito

Il rigore trasformato nel finale da Andrea Barzagli, 30 anni. È lui a mettere la firma su un altro record FORTE

I campioni d’Italia chiudono senza sconfitte. Nella A a 20 squadre è la prima volta

te piace tanto. E tenendo conto dell’ultima giornata del campionato scorso e delle quattro partite di Coppa Italia, l’imbattibilità complessiva della Juve si allunga fino a quota 43: nuovo record assoluto. Il primato relativo al campionato, ossia le 58 gare del Milan a

cavallo tra il 1991-92 e la stagione seguente, è lontanissimo, ma sognare non costa nulla e da queste parti si stanno abituando a dare contorni definiti anche ai sogni. Super difesa Conte, intanto, può godere anche per il rendi-

di gente contenta, ieri hanno sorriso in modo particolare Luca Marrone e Andrea Barzagli, che segnando il primo gol stagionale hanno portato a 20 il numero degli juventini finiti sul tabellino dei marcatori. Al di là del fatto che il gol di Barzagli è dipeso da una serie di coincidenze (stava entrando Manninger al posto di Storari e sarebbe stato il terzo cambio, poi si è fatto male Chiellini, è entrato Barzagli, c’è stato il rigore e i tifosi hanno voluto che lo tirasse proprio il difensore), resta il fatto che questo è stato uno di segreti della Juve di Conte: tutti corrono, tutti difendono, tutti si aiutano, tutti attaccano e tutti segnano. Bello, no?

4

I NUMERI

20

reti subite in questo campionato dalla Juventus (16 da Buffon e 4 da Storari). È il nuovo record per i campionati a 20 squadre, migliorate le 24 incassate da Modena 1946-47, Juventus 2006-07 e Milan 2010-11

2

i rigori realizzati in campionato dalla Juve su quattro calciati, prima di Barzagli aveva segnato Vidal, mentre i due errori li ha commessi Pirlo

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GLI ALTRI PROTAGONISTI IERI IN CAMPO S’È RIVISTO STORARI: «QUESTO SCUDETTO È UNO DEI MOMENTI PIÙ BELLI DELLA MIA CARRIERA»

Marrone: «Che gioia. In piccolo ci ho messo la firma» Buffon e il futuro «Voglio rinnovare, sono bianconero» Marchisio: «Le tre stelle? Nel cuore» DAL NOSTRO INVIATO

GIULIO DI FEO TORINO

Alla fine è questione di numeri. Quello che domina allo Juventus Stadium è il 30. Lo vedi ovunque, su striscioni e bandiere, persino sui capelli dei tifosi. Il 28 invece ce l’ha

solo Estigarribia sulla maglia. Quello importante, però, è il 20: gli uomini mandati a rete dalla Juve, cifra arrotondata nel giorno della festa. Prima segna Marrone, poi c’è un rigore al 46’ della ripresa. Ma come, tira Barzagli? Sì, era uno dei pochi a non aver timbrato il cartellino e, come confesserà poi Marrone, in spogliatoio qualche battutina volava. E Barzagli è glaciale: botta, rete, e ventello di squadra. Contributo A proposito di Marrone, la sua è stata una gara speciale: «Un ambiente surreale, facevo fatica a concentrar-

mi. E la rete è la ciliegina sulla torta, la mia piccola firma sulla stagione». Marrone è bianconero fin dai Pulcini, si è emozionato per Del Piero («Potessi fare io anche solo la minima parte di quel che ha fatto lui») e non è ancora sazio. C’è la Coppa Italia: «La sento più "mia", ci ho giocato di più. Ma la mia parte l’ho fatta allenandomi ogni giorno. Anche così si fa parte di un gruppo». Poi c’è Storari, 3 presenze ma molte più parate: «Sono felicissimo per il titolo, uno dei momenti più belli della mia carriera. E che atmosfera, non so Ale come abbia fat-

to a non piangere». Re Gigi Storari è fior di portiere, ma davanti c’era un Buffon in una delle sue migliori stagioni. Lui conferma: «Senza l’errore col Lecce, di sicuro la migliore. Vero, nelle ultime 7-8 potevo anche mettere una sedia in porta, i miei compagni di tiri non ne hanno fatti arrivare. Ma prima almeno 1-2 interventi importanti a gara penso di averli fatti». E Gigi guarda avanti. Prima tappa: il rinnovo, l’attuale contratto scade nel 2013. «Voglio restare, i miei colori sono il bianco e il nero. Poi magari capita un

terremoto, mi rifaccio male... Ma a breve ci troveremo con la società e troveremo un accordo, non voglio andare sui giornali per questioni di contratto». Seconda tappa, i gradi di capitano: «La fascia pesa, ma ho sempre avuto grandi esempi: Maldini, Cannavaro, Del Piero. Con maestri così, vedrò di non sfigurare». Come lui, Marchisio se l’è goduta da fuori: «Dopo tanti anni difficili, finalmente questa gente può gioire. Le tre stelle? Le abbiamo nel cuore, quegli scudetti erano meritati sul campo». Luca Marrone, 22 anni ANSA

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1921 Pro Vercelli 1922 Pro Vercelli e Novese 1923 Genoa 1924 Genoa 1925 Bologna 1926 Juventus 1927 Torino (revocato) 1928 Torino

1929 Bologna 1930 Inter 1931 Juventus 1932 Juventus 1933 Juventus 1934 Juventus 1935 Juventus 1936 Bologna 1937 Bologna 1938 Inter

1939 Bologna 1940 Inter 1941 Bologna 1942 Roma 1943 Torino 1944 VF Spezia (medaglia d' oro) 1946 Torino 1947 Torino 1948 Torino

1949 Torino 1950 Juventus 1951 Milan 1952 Juventus 1953 Inter 1954 Inter 1955 Milan 1956 Fiorentina 1957 Milan 1958 Juventus

1959 Milan 1960 Juventus 1961 Juventus 1962 Milan 1963 Inter 1964 Bologna 1965 Inter 1966 Inter 1967 Juventus 1968 Milan

1969 Fiorentina 1970 Cagliari 1971 Inter 1972 Juventus 1973 Juventus 1974 Lazio 1975 Juventus 1976 Torino 1977 Juventus 1978 Juventus

1979 Milan 1980 Inter 1981 Juventus 1982 Juventus 1983 Roma 1984 Juventus 1985 Verona 1986 Juventus 1987 Napoli 1988 Milan

1989 Inter 1990 Napoli 1991 Sampdoria 1992 Milan 1993 Milan 1994 Milan 1995 Juventus 1996 Milan 1997 Juventus 1998 Juventus

1999 Milan 2000 Lazio 2001 Roma 2002 Juventus 2003 Juventus 2004 Milan 2005 non assegnato 2006 Inter (a tavolino)

uno della Figc, che poi non si sottrae alla domanda sulla prossima maglia della Juventus: «La terza stella? Se è quella classica, legata al numero di scudetti vinti, non è possibile che sia aggiunta sulla maglia. Se poi si parla di sogno della società o di un logo nuovo sulla maglia si vedrà. Non va però collegata la dimensione della stella alla dimensione ufficiale». Per Abete comunque quello della Juventus è uno scudetto «meritatissimo» e non ha risparmiato elogi per Alex Del Piero che ieri ha lasciato il calcio italiano. Abete ha anche fatto un accenno alle inchieste sul calcioscommesse dicendosi «preoccupato» per la Serie A e ribadendo che la «responsabilità oggettiva» resta un caposaldo della giustizia sportiva.

Il presidente della Federcalcio: «Juve, trionfo meritatissimo»

«La priorità oggi è data dalla festa e dalle emozioni. Però è ovvio che gli scudetti della Juve sono 28, come sancito da un organo della giustizia sportiva e come ha ribadito il presidente della Fifa Sepp Blatter nella lettera di congratulazioni inviata alla società bianconera», il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete è ospite degli studi Rai di Stadio Sprint e assiste in diretta alla festa bianconera. Una festa per la quale la Lega di Serie A ha provveduto a stare molto attenta a non sollevare polveroni tra numero di scudetti, stelle o altro. Lo striscione ufficiale parlava solo di «campioni d’Italia», dopo la festa ufficiale c’era il «liberi tutti», ma in tv tutto regolare e nessuna polemica. La precisazione «Di fronte a

questa domanda — spiega Abete a precisa domanda del conduttore Enrico Varriale — non si può che dare una risposta naturale: gli scudetti sono 28, quelli sanciti dalla decisio-

LA FESTA

Piazza Castello invasa da 50 mila tifosi bianconeri TORINO «Vai amore, ci tieni più tu che io». Una coppia, un biglietto solo. E di fronte alle lacrime di lui, si sacrifica lei. Alla festa per lo scudetto bianconero succede anche questo. Ed è dura rinunciare, insomma, anche perché è un happening per gli juventini di tutta Italia. Alcuni scendono da un bus con una bara e i manifesti da morto per i «gufi» milanisti, altri si attaccano ai cancelli e fanno vip watching per vedere chi sale in tribuna. Con lo scudetto già in ghiaccio, regnano ironia e relax. La curva si scatena: conta gli scudetti, ovviamente fino a 30, esulta al gol del Novara a Milano, e aspetta la passerella finale. Ci sono i giocatori, le loro famiglie tutte in maglia Juve, un fotografatissimo Lapo Elkann con gli occhiali bianconeri. Sfilano tutti: Vidal ed Estigarribia con le bandiere di Cile e Paraguay, salutano pure le meteore Elia e Krasic. Tra i giocatori, però, il più scatenato è Vucinic: afferra la prima bottiglia e innaffia tutti, senza prigionieri. Parte il «Chi non salta è rossonero», sugli spalti i pochi che non cantano è perché stanno immortalando tutto col cellulare. Doccia, e parte il pullman scoperto: il centro è bloccato, i tassisti incavolati (c’era pure il salone del libro…), oltre 50.000 persone assediano piazza Castello in attesa della squadra. Salgono sui lampioni, sui balconi, ovunque. E fino a tarda notte, è festa. Giulio Di Feo-Alberto Mauro

ne di un organo di giustizia sportivo, non della Federcalcio, ma del Coni. Sono 28 come ha anche detto Blatter nella sua lettera di complimenti alla Juventus». E quando parla di Coni fa esplicito riferimento alla decisione che venne presa dalla Camera di conciliazione e arbitrato del Coni che si pronunciò sulla penalizzazione subita dalla Juventus dopo che, con accordo tra le

parti (Federcalcio e bianconeri), la società allora presieduta da Cobolli Gigli rinunciò al ricorso al Tar e fermò i suoi ricorsi davanti alla decisione della giustizia sportiva. Trenta nel cuore «È comprensibile che i tifosi nel cuore ne sentano 30, così come quei giocatori che sono rimasti e hanno accettato di scendere in serie B», ha aggiunto il numero

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2007 Inter 2008 Inter 2009 Inter 2010 Inter 2011 Milan 2012 JUVENTUS

Abete: «I titoli sono 28 No alla terza stella» MAURIZIO GALDI ROMA

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Sul pullman della Juve campeggiano i due scudetti revocati IMAGESPORT

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SERIE A LE STATISTICHE DI UN FUORICLASSE RADIOGRAFIA DI UNA CARRIERA

Un esempio di fair-play Ale, 2 «rossi» in 19 anni Del Piero è stato un fuoriclasse anche nel comportamento In carriera ha scontato soltanto 3 giornate di squalifica

tutte le cifre UNA VITA IN CAMPO

PRESENZE

704 QUANTA FATICA

MINUTI GIOCATI ANDREA SCHIANCHI

Chiudere una storia che è una vita intera con un gol è ciò che tutti sognano. Alessandro Del Piero ci è riuscito e anche per questo motivo è un giocatore straordinario, fuori dalla normalità e dalla logica. Dal 12 settembre 1993 a oggi: una carriera meravigliosa per descrivere la quale sono consentite iperboli, metafore e quant’altro. Sono lontani i tempi in cui l’Avvocato Agnelli gli affibbiò il nomignolo di «Pinturicchio», pittore rinascimentale. Lo fece per differenziarlo da Baggio, che l’Avvocato chiamava Raffaello: in quel soprannome era contenuta una stima profonda nel ragazzino che, partita dopo partita, dimostrava di meritare la maglia della Juventus. Venne anche il periodo di Del Piero-Godot, quello improvvisamente sparito che non arrivava (non tornava) mai, però un momento nero (o grigio) in una carriera tanto luminosa ci può stare. Spensierato Diciannove anni

in bianconero significano, per Del Piero, 704 presenze collezionate e, soprattutto, 48.785 minuti giocati. Una vita trascorsa in mezzo al campo, a rincorrere gli avversari, a dribblarli, a nascondere il pallone e a calciare verso la porta. Una vita attraversata con la spensieratezza di un bambino anche negli attimi del dolore. Della Juve non è stato soltanto una bandiera, sarebbe una definizione troppo semplice: lui è stato la squadra, la colonna portante, il punto di riferimento per i compagni e per i tifosi. Sia che scendesse in campo da titolare, sia che fosse relegato in

Numeri

48.785

ALESSANDRO DEL PIERO 37 ANNI JUVENTUS

PUNTO FERMO

PRESENZE IN A

552

In Italia, in Europa e nel mondo. Alessandro Del Piero ha giocato, ha segnato e, soprattutto, ha divertito ovunque. Tante corse, tanti scatti, tante volate. E tantissimi dribbling per liberarsi al tiro o per servire i compagni. Questo è Del Piero.

TITOLARE

478

GOL SEGNATI

Della Juve Del Piero è stato un punto fermo per tantissimi anni. Utile in campo e anche nello spogliatoio dove ha trasmesso lo spirito vincente.

188

AI MARGINI

DOPPIETTE

IN PANCHINA

28

152

MINUTI GIOCATI

32.712

TRIPLETTE

4

Alessandro Del Piero, 37 anni, è arrivato alla Juventus nel 1993. La società bianconera lo ha prelevato dal Padova dove aveva già esordito in Serie B REUTERS

panchina. Sono state 552 le gare da titolare e 152 quelle da «subentrato». Per 233 volte è stato sostituito e quante di quelle volte sono state accompagnate da polemiche e critiche agli allenatori che osavano mettere in discussione l’eroe.

Una vita con la maglia della Juve addosso: in tutto ha giocato 48.785 minuti

Nelle ultime stagioni, vista l’età, Del Piero ha giocato di meno rispetto al passato. Qualche panchina in più, forse anche qualche delusione mal gestita.

GIOIE INDIMENTICABILI

VITTORIE

387

rigori sbagliati. Tanta sostanza Alla

causa Juve ha contribuito con 289 gol, mica briciole. Questa la distribuzione: 188 in Serie A, 44 in Champions League, 25 in Coppa Italia, 20 in Serie B, 2 in Coppa Uefa, 3 in Europa League, 3 in Supercoppa di Lega, 1 in Intertoto, 2 in Supercoppa europea, 1 in Coppa Intercontinentale. In pratica Del Piero ha segnato ovunque: in Italia, in Europa e nel mondo. E, tra pali e traverse, ha alzato gli occhi al cielo per la disperazione ben 68 volte. Sono invece 12 i

Correttezza Ma ciò che deve es-

sere sottolineato, al termine di una carriera tanto lunga, è il dato che riguardo il comportamento: Del Piero ha collezionato 50 ammonizioni, soltanto 2 espulsioni e, complessivamente, 3 giornate di squalifica (2 in Serie A e 1 in Serie B). Quando si parla di lui bisogna sempre ricordarsi della sua correttezza e della sua serietà: nel calcio isterico del Terzo Millennio, questi sono valori da conservare gelosamente e da mostrare ai bambini. Teniamoceli stretti, questi esempi. E teniamoci stretto, in un grande abbraccio, l’immenso Alessandro Del Piero. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Sono 387 le partite vinte da Del Piero con la maglia della Juve. E spesso grazie a un suo gol, a un suo assist o a una sua invenzione.

15 QUEST’ANNO

PAREGGI

197 ZERO QUEST’ANNO

SCONFITTE

120

Sono 197 le gare pareggiate da Del Piero. Anche quest’anno ha incrementato il bottino con 15 partite finite pari. In una carriera tanto lunga ci sono anche i momenti tristi. Ma sono davvero pochi. Quest’anno, addirittura zero.


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CAMPIONI IN NAZIONALE

BLOCCHI BIANCONERI

Bearzot nel 1978 chiamò 9 juventini Nel gruppo di Prandelli 7 juventini. Gli altri blocchi juventini in nazionale? Nel 1934, per il Mondiale, furono 9 i bianconeri

convocati, ma 6 a giocare contemporaneamente. Nel Mondiale del ’78, Bearzot utilizzò tutti e 9 i bianconeri convocati. In Spagna ’82 furono 6 i convocati della Juve, tutti impiegati. E ancora, Europeo 2000: 7 i convocati, tutti impiegati. Mondiale 2006: 5. Mondiale 2010: 6.

Italia, ansia per Chiellini La sorpresa è Verratti Prandelli inserisce anche il talento del Pescara tra i 32 preconvocati. Ritornano Di Natale e Bocchetti, c’è Destro DAL NOSTRO INVIATO

GIULIO DI FEO TORINO

La preoccupazione è Giorgio Chiellini, la sorpresa Marco Verratti. Ma anche il numero di preconvocati (32 invece di 30). Il campionato di Serie A si è concluso e il c.t. Cesare Prandelli ha subito fatto i nomi per l’Europeo: ha scelto 32 giocatori e tra loro individuerà i 23 della lista definitiva, da consegnare all’Uefa entro le 12 del 29 maggio. Promosso La novità è soprattutto il nome di Marco Verratti, centrocampista e gioiellino del Pescara (19 anni, futuro juventino) che entra nell’elenco insieme ad Astori e Bocchetti per la difesa e con Cigarini a centrocampo. Il regista degli abruzzesi domani gioca il recupero contro il Livorno e domenica potrebbe anche festeggiare la promozione in A per mettersi poi agli ordini di Prandelli. Definitivamente out Aquilani, Pazzini e Matri, e anche in

Il momento in cui Giorgio Chiellini, 27 anni, si infortuna e quando esce in lacrime dal campo SKY SPORT

questo caso si può parlare di scelte a sorpresa. Una vera moria quella delle prime punte (avevano già perso il posto Borriello e Gilardino), che fa pensare a scelte definitive per l’attacco. Confermata invece la presenza di Destro, oltre a quella di Giaccherini e Schelotto, armi tattiche che potrebbe

portare gli azzurri a giocare con il sistema 3-5-2 della Juve. Tornano in azzurro Di Natale e Bocchetti (alla prima convocazione con Prandelli, entrambi assenti dal Mondiale sudafricano). Nelle prossime 48 ore i 32 dovranno sostenere i test fisici a Coverciano. Il ritiro invece scatterà tra una

settimana, il 21 maggio ma senza i giocatori di Juventus, Napoli e Psg (attesi invece dal 26). La paura Nei 32 c’è ovviamente Chiellini, ma il suo è un pomeriggio difficile. Succede tutto al 42’ del secondo tempo della partita contro l’Atalanta,

COPPA ITALIA

Domenica a Roma finale con il Napoli Oggi meritatissimo riposo, ma a partire da domani i bianconeri dovranno già mettere in archivio i festeggiamenti per lo

quando il difensore livornese nel tentativo di porre argine a una progressione di Bonaventura crolla a terra. E ci resta, dolorante, toccandosi l’interno coscia. Ironia della sorte, proprio mentre lo Juventus Stadium omaggiava i suoi beniamini, lui compreso, con la ola. Pepe si accorge che non è roba da poco e butta la palla fuori, entra lo staff medico e le telecamere inquadrano il volto del difensore in lacrime. La diagnosi Chiellini i denti li stringe, come ha sempre fatto. Non si fa portare fuori in barella ma esce dal campo sulle sue gambe. Nella stessa maniera farà la passerella finale. Al posto delle scarpe da gioco ci sono quelle da jogging, esce da secondo, subito dopo Buffon. Ma zoppica, si trascina lungo il tappeto rosso mentre saluta la folla, ha dolore e si vede. Persino quando si tratta di fare gli scalini per la foto di gruppo con la coppa c’è Estigarribia che lo prende sotto braccio e lo sostiene. A fine gara Conte svela la diagnosi: distrazione all’adduttore della coscia destra. La finale di Coppa Italia di domenica prossima la salta di sicuro, ma ad aver paura è anche Prandelli. Tra oggi e domani gli esami clinici, c’è da valutare l’entità della lesione e, di conseguenza, i tempi di recupero. E l’apprensione è parecchia: il rischio è che anche a poco più di tre settimane da Euro 2012 l’Italia possa perdere una delle sue colonne difensive. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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scudetto. Domenica prossima all’Olimpico di Roma va infatti in scena la finale di Coppa Italia con il Napoli (ore 21). Il programma non è ancora ufficiale, ma gli uomini di Conte dovrebbero restare a Torino fino a venerdì, per poi partire sabato alla volta della Capitale.

LA SPEDIZIONE

La lista dei 32 Riva a casa, Albertini capo L’Italia si ritrova senza team manager: Gigi Riva sarà assente per motivi di salute e non sarà sostituito. Il capo della spedizione è stato confermato Demetrio Albertini, vicepresidente federale. Ecco l’elenco dei convocati da Prandelli. Portieri Buffon (Juventus), De Sanctis (Napoli), Sirigu (Paris St. Germain), Viviano (Palermo). Difensori Abate (Milan), Astori (Cagliari), Balzaretti (Palermo), Barzagli (Juventus), Bocchetti (Rubin Kazan), Bonucci (Juventus), Chiellini (Juventus), Criscito (Zenit San Pietroburgo), Maggio (Napoli), Ogbonna (Torino), Ranocchia (Inter). Centrocampisti Cigarini (Atalanta), De Rossi (Roma), Diamanti (Bologna), Giaccherini (Juventus), Marchisio (Juventus), Montolivo (Fiorentina), Thiago Motta (Paris St. Germain), Nocerino (Milan), Pirlo (Juventus), Schelotto (Atalanta), Verratti (Pescara). Attaccanti Balotelli (Manchester City), Borini (Roma), Cassano (Milan), Destro (Siena), Di Natale (Udinese), Giovinco (Parma).


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SERIE A L’ULTIMA GIORNATA La curva del Milan festeggia i suoi campioni all’ultimo spettacolo: ieri oltre a Nesta, Inzaghi e Gattuso hanno salutato anche Zambrotta e Roma

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La malattia è cronica, ma voglio togliermi ancora qualche soddisfazione RINO GATTUSO 34 ANNI, AL MILAN DAL 1999

La priorità ora è la famiglia: ad agosto diventerò papà. Poi penserò al futuro GIANLUCA ZAMBROTTA 35 ANNI, AL MILAN DAL 2008

LA BACHECA DEI CAMPIONI

SCUDETTI

ALESSANDRA BOCCI twitter @picobocci MILANO

I duri non ballano: i duri piangono. Ha cominciato Mark van Bommel che si era già sgretolato sabato pomeriggio, ha proseguito Rino Gattuso. Più duri di loro è difficile trovarli e allora gli altri non si sono trattenuti: in lacrime Zambrotta, Inzaghi, pure Ambrosini, che non è che lasci il Milan, ma lasciano gli altri e forse lui si è visto passare davanti agli occhi di colpo i calendari delle Champions e dei campionati giocati insieme. Rotti gli argini, la commozione esonda. Solo Nesta un po’ resiste, fedele al suo carattere ieratico. Un suo seguace ha scritto su uno striscione: «Non ci Nesta che piangere». E gli altri piangono. Commozione Giù lacrime a litri dagli occhi dei padri, mentre i figli piccoli corrono per il campo e ridono. «E’ stato bello partecipare a questa giornata, quando abbiamo visto i giocatori del Milan che stavano così ci siamo commossi pure noi», raccontano quelli del Novara. Un pomeriggio con sentimento, per tutti. Ricordando i gol della Champions specialità di Inzaghi, i grandi numeri del medesimo (126 gol), il carattere di Gattuso, la compostezza di Nesta. Gli striscioni preparati dai tifosi riflettono il loro carattere, la loro storia in campo, le situazioni di tanti anni della loro vita. «Stagioni meravigliose», dice Adriano Galliani, ed è strano che non abbia fatto suonare la sua canzone preferita («I migliori anni della nostra vita», per la cronaca). «Sarà difficile sostituirvi, grazie di tutto. L’anno venturo riproveremo a vincere lo scu-

CHAMPIONS LEAGUE

Il saluto Lacrime e bimbi L’ultimo pomeriggio degli ancelottiani Festeggiati Inzaghi, Nesta, Gattuso, Zambrotta, ma anche Van Bommel, idolo per due soli campionati detto». A questo punto viene voglia di piangere anche alla curva, che però si riprende subito e si mette a cantare: «Noi vogliamo la coppa dei Campioni». Galliani ringrazia i singoli, consegna a Pippo Inzaghi la medaglia delle 300 partite e lascia il palcoscenico alle sue étoile, che si preparano alle ultime chiamate del pubblico: Rino dice «ciao, Forza Milan», Nesta applaude, Zambrotta ha bisogno di essere trascinato da Ambrosini e Flamini, perché ha un carattere schivo e forse ha voglia di lasciare il posto alle tre vedette, Gattuso, Nesta, Inzaghi, tre maglie giganti che coprono la parte centrale della curva, decine di tazebao appoggiati qua e là, e ce ne sono anche per Van Bom-

mel che con il Milan ha ballato una sola estate. Eredità Le uscite sul proscenio hanno una loro gerarchia precisa e il finale è per Inzaghi, che sale in curva con il nipote Tommaso, poi torna e resta imbambolato in mezzo al campo a vedere il filmato con i suoi gol mentre scorre sul tabellone che tante volte li ha segnalati in tempo reale. Ma il tempo reale appunto passa e quello virtuale nel calcio non esiste. Così il gruppo del Milan se ne va, la gestione Ancelotti che tanto ha influito sui destini dei suoi campioni (e in qualche modo su quelli degli allenatori) finisce, e restano Ambrosini e Abbiati a raccontare le loro storie. Ma non sarà facile,

perché nessuno dei due è un estroverso parlatore. Il gruppo Milan è un meccanismo da ricreare, con Nocerino e con tanti altri chiamati a ricomporre un’anima italiana. Per ora restano strade che si dividono, e come succede sempre quando la festa finisce anche qualche bicchiere sporco sotto i divani. Poi si ripartirà da Ibra, Cassano, da De Sciglio che è stato la nota più positiva di un derby-delusione. Si riparte dalla caviglia distorta di Boateng, infortunio numero 72 della stagione. L’erba di San Siro è un prato morbido per i bambini che scivolano, però qualche volta ci si affonda. © RIPRODUZIONE RISERVATA


LUNEDÌ 14 MAGGIO 2012

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Magari ritornerò tra 3-4 anni, come allenatore. Questo è solo un arrivederci

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ALESSANDRO NESTA

35, AL MILAN DAL GEN. 2011

36 ANNI, AL MILAN DAL 2002

SUPERCOPPA EUROPEA

MONDIALE PER CLUB

SUPERCOPPA ITALIANA

Garcia mette paura Poi tocca a Flamini avviare la rimonta

COPPA ITALIA

Ma Galliani non si rassegna «Lasciamo passare la nottata» L’a.d. commosso: «È la fine di un’epoca». Ora proverà a convincere Gattuso Su Inzaghi: «Vuole restare, vedremo». Seedorf non saluta, ma l’addio è vicino FABIANA DELLA VALLE MILANO

Ha gli occhi lucidi, la cravatta fuori posto e il volto segnato dalle emozioni della giornata. Adriano Galliani ha appena finito di salutare un pezzo di Milan che se ne va, però parla come uno che non si rassegna. «Inzaghi? Non vuole smettere e vuole restare al Milan, vedremo. Lasciamo passare la nottata... Gattuso? Stanotte l’ho bombardato con i cd di Fausto Leali». Galliani

è un generale che non accetta l’idea che i suoi uomini più fidati lo stiano abbandonando. In 26 anni di Milan si è abituato a tirare fuori il fazzoletto, però questa volta è stata molto più dura del solito. Come sostituirli? «Ci stanno la-

sciando grandi giocatori ma soprattutto grandi uomini. Quando crei un ciclo così vincente è perché dietro ci sono valori morali, oltre che tecnici, importanti. Mi è passato davanti agli occhi il film delle tre finali con cin-

Adriano Galliani, 67, con Inzaghi ANSA

E LASCIA ANCHE IL PREPARATORE TOGNACCINI

Ambrosini, l’ultimo dei mohicani Oggi firma per un altro anno Filippo Inzaghi, 38 anni, ieri ha segnato il gol numero 126 con il Milan RICHIARDI

(f.d.v.) E’ l’unico che rimarrà, però ieri era quello che piangeva più di tutti. Massimo Ambrosini non è stato convocato per un affaticamento muscolare, però a fine gara era in campo con il piccolo Federico sulle spalle e non riusciva a trattenere le lacrime. «Piangeva perché ormai è rimasto "L’ultimo dei mohicani" se nessuno cambierà idea», ha detto Adriano Galliani. Ambrosini ora resterà l’unico dei pretoriani e avrà il compito di trasmettere ai nuovi i valori che

in questi anni hanno reso speciale lo spogliatoio rossonero. Il capitano oggi andrà in sede per firmare il rinnovo per un altro anno: il suo ruolo sarà delicato, perché dovrà essere l’elemento di continuità tra il Milan del passato e quello di domani. Ieri è stata l’ultima anche per Daniele Tognaccini, responsabile dei preparatori del Milan: ha il contratto in scadenza e domani incontrerà Galliani per chiudere l’avventura rossonera. © RIPRODUZIONE RISERVATA

que gol giocate nel 2007: allora segnò Inzaghi e anche oggi il Milan ha vinto grazie ad un gol bellissimo di Pippo, è incredibile. Mi venivano i lacrimoni. Con questi giocatori qui siamo stati primi nel ranking europeo dal 2003 al 2007». Galliani sa che non sarà facile rimpiazzarli e ciò che lo preoccupa di più è il vuoto che lasceranno nello spogliatoio: «Non ci sono giocatori così e se ci sono o gli assomigliano in peggio finiscono a Madrid o Barcellona. È un pensiero che non mi fa dormire di notte. Del Piero al Milan? No. Ma non voglio parlare di mercato ora, anche se non credo che arriveranno Tevez e Balotelli a luglio. E’ un’epoca che se ne va, dobbiamo ricominciare». Rino e Pippo, non lasciatemi Per

questo oggi l’a.d. si rimetterà al telefono per cercare di far cambiare idea a qualcuno. Difficile che Rino ci ripensi, Inzaghi invece è pronto a parlarne, anche se i suoi rapporti con Allegri non sono idilliaci: «Nell’ultima mezz’ora posso ancora dare tanto, ma con un’altra maglia è quasi impossibile giocare. Non mi è mai successo di chiudere una stagione senza segnare, non potevo permettermelo. Ancelotti mi ha scritto che non ha mai trovato un giocatore con la mia passione. Spero di tornare a lavorare

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LA GARA COL NOVARA

Sono stati anni bellissimi, ma ormai i ritmi sono diventati troppo alti per me

MARK VAN BOMMEL

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nel Milan, magari faccio come Henry: vado in America e torno per qualche mese al Milan. Sentirò Galliani e poi vediamo, io sono uno con cui si può parlare e nello spogliatoio posso essere utile. Però devo sentirmi importante. I grandi campioni ci saranno sempre, il difficile è trovare grandi uomini». Il Milan stava pensando di offrirgli gli Allievi Nazionali, ma Inzaghi fa fatica ad accettare l’idea di smettere. E Seedorf? Galliani ha salutato

tutti ma non Seedorf, che non è stato nemmeno celebrato dai tifosi nella coreografia: «Non l’ho dimenticato — ha spiegato l’a.d. — Seedorf non ha ancora deciso cosa farà». «Di sicuro continuerò a giocare — ha detto l’olandese a Sky prima dell’inzio della gara — ma non so dove. Potrebbe anche essere nel Milan». In realtà tra Clarence e la società si è creata una situazione d’impasse: il club non l’ha chiamato perché non è intenzionato a rinnovare e il giocatore non ha mai chiesto un appuntamento. Il rapporto con Allegri ormai si è deteriorato e pare difficile che l’olandese possa restare. Ieri il tecnico ha chiuso la stagione senza la solita conferenza post-partita: scelta inusuale, che Allegri ha giustificato con la volontà di lasciare spazio agli addii. © RIPRODUZIONE RISERVATA

MILANO Anche l’ultima esibizione alla fine ha rispecchiato l’andamento di tante altre gare stagionali. E’ stato un Milan a due velocità: vicina allo zero nel primo tempo, allegro e pungente nella ripresa. Tanto è bastato per rovinare i sogni di gloria del Novara, che per 45 minuti aveva accarezzato l’impresa nell’ultimo saluto alla Serie A. La differenza l’hanno fatta le motivazioni: nulle da parte piemontese, mentre nel Milan col passare dei minuti è maturato l’obbligo di rispetto nei confronti dei congedanti. Chiudere con una sconfitta casalinga, e a meno 7 dalla Juve, proprio nel giorno del commiato dei senatori rossoneri sarebbe stata lesa maestà. Così il Milan a un certo punto si è svegliato e ha fatto prevalere le qualità tecniche. Al resto ci hanno pensato le motivazioni dei singoli: Gattuso ha corso come un disperato e la zampata vincente l’ha piazzata Inzaghi, nel più perfetto dei copioni. E’ stato buffo: dopo il suo ingresso Pippo ha catalizzato la totalità dei passaggi da parte dei compagni, che volevano farlo segnare a tutti i costi. L’assedio è stato premiato pochi minuti prima del 90’. Lo scudetto sfumato lascia amarezza ma anche gli applausi di San Siro e gli 80 punti che aveva chiesto Allegri. m.pas. © RIPRODUZIONE RISERVATA

MILAN NOVARA

2 1

GIUDIZIO 77 PRIMO TEMPO 0-1 MARCATORI Garcia (N) al 20’ p.t.; Flamini (M) all’11’, Inzaghi (M) al 37’ s.t. MILAN (4-3-1-2) Amelia 6; Zambrotta 6, Mexes 5,5, Yepes 6,5, Mesbah 5; Gattuso 6,5, Aquilani 5,5 (dal 37’ s.t. Nesta s.v.), Seedorf 5,5; Boateng s.v. (dall’11’ p.t. Flamini 6); Ibrahimovic 5,5, Cassano 5,5 (dal 22’ s.t. Inzaghi 6,5). ALL. Allegri 6. PANCHINA Roma, Nocerino, Robinho, El Shaarawy. NOVARA (4-4-2) Fontana 6; Morganella 6, Lisuzzo 6, Centurioni 5 (dal 39’ s.t. Ludi s.v.), Garcia 6; Porcari 5,5, Rigoni 6, Pesce 6 (dal 39’ s.t. Maggio s.v.), Gemiti 5; Jeda 5, Caracciolo 5,5 (dal 21’ s.t. Radovanovic 5,5). ALL. Tesser 6. PANCHINA Logofatu, Jensen, Branca, Rubino. ARBITRO Velotto di Grosseto 6. AMMONITI Aquilani (M) per gioco scorretto. NOTE paganti 13.978, incasso di 353.091 euro; abbonati 31.233, quota di 842.628,37 euro. Tiri in porta 6-3. Tiri fuori 6-7. Fuorigioco 3-4. Angoli 11-4. Recuperi: p.t. 1’, s.t. 4’.


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SERIE A L’ULTIMA GIORNATA tratto di 4 anni da 2,7 milioni a stagione più bonus.

ARRIVI E PARTENZE PER IL CENTROCAMPISTA ORMAI EX VIOLA CONTRATTO DI 4 ANNI

Montolivo, mercoledì le visite mediche Aquilani spera di tornare FILIPPO DI CHIARA MILANO

L’annuncio-investitura di Allegri, sabato in conferenza stampa: «Per la prossima stagione arriverà Montolivo, giocatore molto bravo con molta tecnica». Mercoledì il primo passo ufficiale col Milan per le visite mediche. Per Riccardo Montolivo, chiusa dopo sette anni la parentesi in viola se n’è già aperta un’altra. E l’agenda è fitta di impe-

gni: oggi e domani Montolivo sarà a Coverciano per i due giorni di test medici-fisici in azzurro, poi a metà settimana inizierà l’avventura in rossonero prima del ritiro pre-Europei in Nazionale dal 21 maggio. Lungo corteggiamento Montolivo nel nuovo Milan potrebbe essere utilizzato a sinistra o al centro (posizione preferita dal giocatore), di sicuro Allegri conta molto su di lui per dare qualità al centrocampo. Pallino di Galliani, il Milan aveva provato

Rivoluzione in mezzo Dopo il

inutilmente ad ingaggiare Montolivo la scorsa estate, verso la fine della sessione di mercato, quando era ormai chiaro che il rapporto con il club dei Della Valle non sarebbe andato avanti. E nello stesso periodo anche la Roma incassò un no. Un anno dopo, il lungo inseguimento si è concluso con successo: un affare che rientra nei parametri del «low cost di qualità». L’accordo con il 27enne centrocampista a scadenza di contratto è stato raggiunto sulla base di un con-

Riccardo Montolivo, 27 anni

maliano Bakaye Traorè (Nancy, anche lui preso a costo zero) Montolivo è il secondo rinforzo a centrocampo, settore che verrà rivoluzionato e inevitabilmente svecchiato e che ha già perso Van Bommel (Psv), Gattuso (salvo ripensamenti); e salvo sorprese andrà via anche Seedorf. Quanto ad Aquilani il Milan non eserciterà il diritto di riscatto nei confronti del Liverpool, ma il giocatore ieri a fine partita non ha nascosto le speranze di tornare in rossonero: «Il prossimo anno? Vedremo, c’è una porta semi aperta e vedremo cosa succede». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Ibra: «No, no, non vado via» Gattuso: «Io invece parto» Lo svedese rassicura il Milan: «Non sarà l’ultima mia gara a San Siro» Rino indica l’erede: «E’ Nocerino». Boateng si infortuna alla caviglia MARCO PASOTTO MILANO

EUROPA

I rossoneri riconquistano la prima fascia in Champions

La voglia di parlare del suo futuro è poca, ma quel poco che dice ha un valore immenso. Domanda birichina: «Zlatan, ma questa è stata l’ultima partita a San Siro anche per te?». Risposta secca: «No no, no no». Detto quattro volte fa un bell’effetto. Soprattutto in una giornata piena di lacrime, addii e grandi timori sullo spogliatoio del Milan che verrà. Persino Galliani ha detto: «D’ora in avanti ci sarà più rumore». E cioè: senza i senatori gli equilibri saranno molto più difficili e delicati. La permanenza di Ibra, dunque, è importante non solo sotto l’aspetto dell’apporto tecnico: lo svedese, pur non essendo di costituzione

La prossima stagione Antonio indosserà la maglia numero 8 di Gattuso to la fortuna di averli come maestri, non si possono sostituire: sono monumenti. Spero di fare l’1% di quello che hanno fatto loro. Rino è unico, non puoi trovarne un altro come lui. Io ho avuto la fortuna di conoscerlo e di rubacchiargli qualcosa».

mentale placida, è uno dei pilastri su cui il Milan intende poggiarsi anche nelle dinamiche all’interno del gruppo. Monumenti Comunque ci sono stati già i primi passaggi di consegne. Su tutte, quelle di Gattuso a Nocerino, il suo erede ideale per temperamento e serietà professionale. E non parliamo di consegne concettuali, ma reali: il prossimo anno il Noce molto probabilmente giocherà con la maglia numero 8 di Rino. «E’ giusto che la prenda lui, che è un terrone come me», ha scherzato a fine gara Gattuso. Antonio è sembrato persino un po’ imbarazzato, visto il peso di quella maglia. «Se Rino mi chiede di prendere la 8 ci penso. La sua, quella di Seedorf e di Inzaghi sono maglie importanti e per come la vedo io vanno messe da parte per un po’. Abbiamo avu-

Sculacciata al Faraone

Antonio Nocerino, 27 anni, ha realizzato dieci reti

Grosso modo ruota tutto intorno all’argomento-spogliatoio, che è piuttosto serio. I timori non sono solo di Galliani. Sentite cosa dice Rino: «In passato lo spogliatoio era più gestibile, quando ero ragazzo avevo paura a scendere sul campo di allenamento. Ora i giovani guadagnano già un sacco di soldi e si credono campioni. Faccio un esempio: anche se è un ragazzo perbene, perfino uno come El Shaarawy a volte ti risponde». Questo è l’ultimo scappellotto di Rino. Quelli che Galliani ha paura verranno a mancare. E allora hai visto mai che qualche senatore rinunci al-

l’idea dell’abbandono? Ma, mentre l’a.d. — in preda alla trance emozionale — spiega che per Inzaghi potrebbe esserci un ripensamento, e che confida di poter convincere anche Gattuso a restare un altro anno, Rino pochi metri più in là lo gela senza possibilità di appello: «Mi ha chiamato a mezzanotte, non ho chiuso occhio, ma quando parlo è una sentenza. Ho capito che era arrivato il momento, non dipende assolutamente dall’allenatore: ora spero di giocare nei Glasgow Rangers». Ennesimo guaio Intanto, se mai

ce ne fosse ancora bisogno, la stagione che va a chiudersi si conferma terribile sotto il profilo degli infortuni: ieri Boateng, già tartassato da svariati guai lungo i mesi, dopo 11 minuti di gioco ha dovuto imboccare la strada dell’ospedale per sottoporsi a una lastra che ha evidenziato una distorsione alla caviglia destra. © RIPRODUZIONE RISERVATA

TORINO Il Milan sicuro in prima fascia, la Juve in terza: il quadro della prossima Champions League si delinea sempre più, anche se devono ancora cominciare i preliminari. Per una situazione più precisa manca soltanto la finale tra il Chelsea e il Bayern: se vincono gli inglesi, il Valencia scala in seconda fascia. Se solleva la coppa il Bayern, gli spagnoli restano teste di serie e il Chelsea si accontenta dell’Europa League. TESTE DI SERIE Per ora, secondo il ranking per club, in prima fascia ci sono Manchester Utd, Barcellona, Real Madrid, Bayern, Arsenal (da ieri qualificato), Porto, Milan e, ultimo, il Valencia. Al quale conviene tifare Bayern, già testa di serie. Altrimenti sarebbe costretto a scendere in seconda fascia. Dove sono già Benfica, Schalke, Zenit, Manchester City, Shakhtar, Olympiacos e Ajax. E la Juve? Il Chelsea campione la spingerebbe automaticamente in terza fascia: ma tanto è là che finirà ad agosto perché, con i playoff di campioni e non campioni, almeno una con un coefficiente più alto dei bianconeri arriverà. E comunque anche dalla terza il sorteggio potrebbe non essere proibitivi, visti gli ospiti della seconda. L’Udinese, infine, in caso di qualificazione, dovrebbe andare in terza. Fabio Licari

4

Zupping

I NUMERI

100

le reti segnate dal Milan in questa stagione, 74 in campionato, 16 in Champions, 8 in coppa Italia e 2 in Supercoppa. Nell’era Berlusconi meglio solo due volte, 113 reti nel 2005/06 e 107 nel 1992/93

di VINCENZO CITO

Quando si cambia parere su Zeman

4

le reti di Flamini in rossonero, 3 in campionato; contro il Novara aveva già segnato in Coppa Italia il 13 gennaio 2010

300

le presenze in rossonero per Filippo Inzaghi con 158 vittorie, 82 pareggi ed 80 sconfitte; ieri è subentrato dalla panchina per la 109ª volta

Zdenek Zeman, 65 anni, allenatore del Pescara ANSA

Ciro Venerato (Rai) prima e dopo. Nella telefonata a Luciano Moggi del novembre 2004, dopo un successo della Juventus sul Lecce, riferendosi a Zeman, allora tecnico dei salentini. «Mai come oggi ho goduto per una vittoria alla faccia di quello str...». (dagli atti del processo su Calciopoli) Ieri, nel commento sulle dichiarazioni del boemo «Uomo tutto d’un pezzo, Zeman graffia la Juve come solo lui sa fare!»

126

«Più che diretta gol è diretta ovazione! Abbiamo sentito quella per l’uscita dal campo di Del Piero, ora aspettiamoci quella per l’ingresso in campo di Inzaghi!» (Marco Cattaneo, Sky)

316

Idris Sanneh «La Juve ha vinto trenta scudetti, trenta! Capito, fratello? La Juve deve avere tre stelle!» Diablo dei Sikitis «E che problema c’è? Tre stelle le danno anche ai peggiori alberghi» (Quelli che il calcio, RaiDue)

le reti realizzate da Inzaghi in rossonero, in media una rete ogni 144 minuti

le reti ufficiali di Superpippo che si porta a due sole reti da Roberto Baggio nella classifica assoluta dei marcatori italiani. Davanti ci sono anche Del Piero a 319, Meazza a 338 e Piola a 364

326

le presenze in rossonero per Alessandro Nesta, ieri è subentrato dalla panchina per la 12ª volta mentre era stato schierato titolare 314 volte: chiude con 192 vittorie, 77 pareggi e 57 sconfitte

468

le presenze in rossonero per Rino Gattuso; è il sesto giocatore assoluto tra i più presenti con la maglia del Milan alle spalle di Paolo Maldini, Franco Baresi, Gianni Rivera, Billy Costacurta e Mauro Tassotti

Sostenuto dal conforto delle sentenze su Calciopoli, Saverio Montingelli (Rai) osa chiedere a Massimo Giletti «Non è vero che sono 30, dice qualcuno» A «Stadio sprint» (Rai Due) la risposta di Gigi Buffon a Enrico Varriale. «Grazie, grazie, grazie, grazie». La seconda risposta di Gigi Buffon a Enrico Varriale «Grazie, Enrico, grazie». Figuratevi le domande Franco Lauro «Passiamo subito la linea ad Alessandro Antinelli, c’è una voce al suo microfono, lo ascoltiamo». C’è solo Antinelli, e non si sente la sua voce. (Novantesimo minuto, Rai Due) «Si è accesa una quasi rissa!» (Giulia Mizzoni, Empoli-Vicenza, diretta gol Sky) Un ammirato Franco Chionchio, ct della pallamano, durante la finale scudetto Bolzano-Conversano «Tarafino mai visto in condizioni così tra virgolette di cattività sportiva» (Raisport) Riccardo Pescante ad Arianna Secondini «Arianna, Arianna, bene noi non ti sentiamo per cui va comunque in onda e questo è un bene, noi non ti sentiamo e tu abbi pazienza se ogni tanto ti saliremo addosso» (Playoff rugby, Raisport) © RIPRODUZIONE RISERVATA


IL SIMBOLO DI IMPRESE STRAORDINARIE. Juventus e Jeep®. Due leggende che hanno in comune molto più di una lettera. L’attitudine ad affrontare ogni sfida con passione e determinazione, sapendo che non esistono ostacoli insuperabili. E dalla prossima stagione, protagonisti uno a fianco all’altro con l’obiettivo di conquistare ancora nuove vette.

Complimenti, Campioni.

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Jeep ® è un brand Chrysler Group LLC

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SERIE A L’ULTIMA GIORNATA LAZIO

INTER

3

1

(4-2-3-1) Bizzarri; Scaloni, Diakité, Biava, Konko; Cana, Ledesma; Candreva (dal 47’ s.t. Zampa), Mauri (dal 47’ s.t. Garrido), Lulic (dal 37’ s.t. Gonzalez); Kozak.

(4-3-2-1) Castellazzi; Maicon, Lucio, Samuel, Nagatomo; Zanetti, Cambiasso, Guarin; Poli (dal 31’ s.t. Longo), Alvarez (dal 16’ s.t. Pazzini); Milito (dal 47’ s.t. Juan Jesus).

PANCHINA Berardi, Zauri, Makinwa, Rozzi.

PANCHINA Orlandoni, Ranocchia, Cordoba, Faraoni.

ALLENATORE Reja.

ALLENATORE Stramaccioni.

ESPULSI nessuno.

ESPULSI nessuno.

AMMONITI Lulic, Diakité, Konko per gioco scorretto.

AMMONITI nessuno.

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 0-1 MARCATORI Milito (I) su rigore al 45’ p.t.; Kozak (L) al 14’, Candreva (L) al 18’, Mauri (L) al 46’ s.t. ARBITRO Damato di Barletta. NOTE paganti 30.925, abbonati 14.126, incasso e quota non comunicati. In fuorigioco 1-1. Angoli 2-7. Recuperi: p.t. 1’; s.t. 3’.

POSSESSO PALLA

LAZIO 44%

PASSAGGI RIUSCITI

INTER 56%

TIRI IN PORTA

IIIIII LAZIO 6

LAZIO 76%

INTER 80%

TIRI FUORI

IIII II INTER 4

MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO 27’ Gran sinistro di Guarin dalla distanza: Bizzarri in angolo. 29’ Ancora Guarin: triangola e calcia debole. 37’ Cross di Maicon, testa di Milito e palla di poco a lato. c GOL! 45’ Rigore di Milito per fallo di Ledesma su Maicon.

LAZIO 2

IIII INTER 4

SECONDO TEMPO 12’ Ledesma da fuori, si accartoccia Castellazzi. c GOL! 14’ Kozak incorna un angolo da sinistra. c GOL! 18’ Lulic salta Maicon e crossa basso. Candreva controlla e calcia in rete. 37’ Pazzini liscia, Biava tocca palla e prende palo. c GOL! 46’ Mauri riprende una respinta di Castellazzi.

La Lazio ne fa 3, l’In LUIGI GARLANDO ROMA

L’Inter perde e, come gli studenti che hanno studiato poco, si rovina le vacanze (e complica la preparazione): il 2 agosto sarà già sui banchi per i preliminari di Europa League. La finale di Coppa Italia dirà quale sarà l’accesso della Lazio nella stessa competizione: anticipato in caso di vittoria del Napoli, che guadagnerebbe la pima poltrona, senza preamboli, in Europa League. Ma intanto Reja, con la netta vittoria sull’Inter (3-1) ha già una certezza: il quarto posto. Tanta roba, con gli infortuni che ha dovuto affrontare; con un organico non galattico; con le turbolenze perenni di piazza e dirigenza. Quarto posto, due derby vinti, scalpi eccellenti (Milan, Inter, Napoli...) e spesso gioco di alta qualità. Onore a Reja e alla sua truppa. Meglio così La sconfitta dell’Olimpico probabilmente farà bene all’Inter più della carambola di risultati che avrebbe potu-

Per entrambe solo Europa League A Strama va peggio: preliminari Dopo il rigore di Milito la squadra nerazzurra sembra avere la partita in mano, nella ripresa i biancocelesti rimontano con Kozak, Candreva e Mauri

clic INTER: 14 SCONFITTE EGUAGLIATO IL 98-99 PEGGIO SOLO NEL 47-48 L’Inter chiude il campionato con 14 sconfitte, eguagliando la stagione 1998-99. Peggio andò solo nel 1947-48 quando l’Inter ne perse 19.

to spingerla al 3o posto. L’approdo avventuroso in Champions avrebbe forse distorto l’immagine di questo organico. Meglio guardare in faccia la realtà e convincersi che l’Inter vera non è quella che ha vinto il derby, ma quella che ha perso le partite prima e dopo, praticamente allo stesso modo, con Parma e Lazio: in vantaggio al primo tempo, sorpassata in pochi minuti (2 a Parma, 4 a Roma), giustiziata dal terzo gol nel finale. Più che coincidenze, sentenze. L’Inter, se raccoglie le energie e le

motivazioni rimaste, può anche firmare un’impresa d’altri tempi. Ma nella quotidianità ormai è un’altra cosa: può andare in vantaggio se fresca e attenta, poi si sgonfia alla distanza, perché vecchia e affannata, perché non sa più a concentrarsi come quando aveva fame (millesimo gol da fermo) e perché la qualità complessiva è limitata. Fotografia Stramaccioni, caduto dolorosamente nella sua Roma, ha fatto un buon lavoro, ma illudersi che possano bastare il

suo entusiasmo e le sue smorfie da Mr Bean è ingenuo. Ha raccolto vittorie, come le aveva raccolte Ranieri, perché certi valori restano e l’orgoglio ogni tanto si riaccende, ma anche lui ha sbattuto contro lacune profonde, costituzionali e rimediabili solo con una rifondazione: squadra atleticamente spompa, identità di gioco da trovare, povertà di individualità decisive (anche ieri, Alvarez...). L’Inter ha chiuso sesta, a 26 punti dalla Juve, ha perso 14 volte subendo 55 gol. Per la prima volta dal 2001-02

I biancocelesti chiudono la stagione con uno straordinario quarto posto non farà la Champions. Questa è la fotografia onesta. Principe Il primo tempo si avve-

lena nella coda, quando Ledesma abbatte Maicon che sta per entrare in area. Dentro o

I BIANCOCELESTI IL RAMMARICO DELL’ALLENATORE: «CON QUALCHE PUNTO IN PIÙ CONTRO LE PICCOLE SAREMMO ARRIVATI IN CHAMPIONS»

Reja vince ma non sa ancora se resterà In settimana incontro decisivo tra tecnico e società per parlare del futuro STEFANO CIERI ROMA

Battere l’Inter, chiudere al quarto posto davanti alla stessa Inter, ma anche al Napoli e alla Roma, e non poter gioire. O, almeno, non poterlo fare fino in fondo. È la surreale serata della Lazio che, come un anno fa, vede sfumare il so-

gno Champions proprio sul filo di lana e ancora una volta a favore dell’Udinese. Nel giorno dell’ennesima vittoria contro una big, dunque, a prevalere sono soprattutto i rimpianti per i punti lasciati per strada contro le piccole. «Peccato – sospira alla fine Edy Reja – sarebbe bastato fare 2-3 punti in più. Il rammarico è tanto, avremmo potuto essere noi stasera a festeggiare. Faccio i più sinceri complimenti all’Udinese che ha meritato il terzo posto, ma l’avremmo meritato anche noi. Ci ha fregato l’Europa League, abbiamo avuto tanti infortuni proprio a causa degli impegni europei e questi infortuni ci hanno tolto tan-

tissimi punti. Senza questi contrattempi in Champions ci saremmo andati noi». Il futuro Il tecnico può consolarsi con la vittoria sull’Inter, ennesima perla di una stagione che gli aveva già regalato le vittorie contro Milan, Napoli e nei due derby, e può consolarsi anche con la probabile conferma per la prossima stagione: «Con la società ci vedremo in settimana. Dovremo confrontarci, se le nostre vedute coincideranno allora il matrimonio potrà andare avanti». Il d.s. Tare conferma: «Con Reja ci incontreremo presto e valuteremo il da farsi. In ogni caso dobbiamo solo ringraziarlo per quello che ha fatto». Il tec-

nico commenta poi il successo sull’Inter: «Grande prestazione. Quando hai la possibilità di preparare bene le partite poi i risultati si vedono». Caso Klose Ma nella serata della festa e del rimpianto c’è spazio anche per l’ultimo caso stagionale. È quello che riguarda Miro Klose, la cui assenza per infortunio ha lasciato perplesso l’ambiente biancoceleste. Il tedesco ha rimediato una contusione alla caviglia nella rifinitura di sabato. Sembrava cosa di poco conto, non sufficiente a mettere in dubbio la sua presenza contro l’Inter. Invece ieri Klose ha alzato bandiera bianca. Inevitabile pensare che, senza l’Europeo alle porte, la decisione del tedesco sarebbe stata diversa. Alla fine, però, il successo ottenuto dalla Lazio ha stemperato la tensione.

Edy Reja, 66 anni, alla seconda stagione sulla panchina laziale GEMITO

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14’ secondo tempo Kozak pareggia: inizia la rimonta laziale Calcio d’angolo, palla sull’area piccola e il ceco Kozak trova lo stacco giusto per battere Castellazzi PIERANUNZI

ilCaso ADDIO VACANZE

45’ primo tempo Maicon atterrato: Milito su rigore fa 0-1 Maicon viene steso da Ledesma al limite dell’area: per Damato è rigore. Sul dischetto va Milito e segna PENNACCHIO

18’ secondo tempo Candreva insacca di destro: è sorpasso Splendida volata sulla sinistra di Lulic che supera Poli e Maicon e poi serve Candreva che infila la porta dell’Inter ANSA

a

nter è 6 fuori? Nel dubbio Milito parcheggia nell’angolino il rigore (45’) e 24˚ gol del suo buon campionato. Di sicuro, fino a questo momento i nerazzurri hanno fatto di più per guadagnarsi il vantaggio. Stramaccioni piazza Zanetti e Guarin ai lati di Cambiasso che, al solito, resta staccato dietro. Poli e Alvarez allacciano la mediana alle polveri di Milito e, in fase di non possesso, compattano un solido 4-5-1 che imbriglia la Lazio e le impedisce di stuzzicare Castellazzi. Il solo volonteroso Candreva riesce ad allungarsi qualche volta a destra. Latitano soprattutto i creativi (Ledesma, Mauri), Lulic non riesce mai a imporre il suo spunto. L’Inter controlla senza ansia e cresce col tempo, quando Guarin comincia a spendere le sue virtù di incursore e Maicon salpa l’ancora per offrire finalmente spinta. E’ il colombiano a calciare i primi due palloni delle notte nello specchio a ridosso della mezz’ora ed è il brasiliano ad armare un colpo di testa di Milito che si

spegne a lato (37’). Cross di Maicon, incornata di Milito: un rigurgito dei tempi belli. Come si usava all’oratorio? Tre corner un rigore. Qui tre azioni pericolose portano al penalty di Milito. Ma, alla luce del gioco, il vantaggio ci sta.

la Moviola DI CEN

Aquila Poi nella ripresa entra

Fallo su Maicon dentro o fuori? Dubbi sul rigore

in campo la Lazio. Accanto a Candreva, montano la corsa di Lulic e le idee di Mauri. Come a Parma, l’Inter si spegne, si abbassa e subisce. Alvarez e Poli (fuori ruolo), i primi responsabili delle ripartenze, non si vedono. L’ingresso di Pazzini tra il gol di Kozak e quello di Candreva porta solo a un auto-palo di Biava. La Lazio segna ancora con Mauri e fa festa, anche se i gol dell’Udinese non le hanno mai permesso di sognare il terzo posto. L’aquila Olimpia, invece di atterrare sul piedistallo a centrocampo, ieri è atterrata davanti alla curva. Per un istante abbiamo temuto che qualcuno le ordinasse di togliersi le penne.

Resta solo un dubbio sulla gara diretta bene da Damato: dentro o fuori area il fallo di Ledesma su Maicon? L’arbitro dà il rigore e neppure il replay chiarisce del tutto: il brasiliano ha le due gambe proprio a cavallo della linea, il contatto più evidente è con la destra che è appena fuori. Damato e Copelli decidono per il penalty. In precedenza lieve contatto tra Cana e Maicon: giusto non intervenire. Nella ripresa è regolare la posizione di Kozak nell’azione che porta al definitivo 3 1. Finezza di Damato sul giallo a Lulic (brutto fallo su Zanetti): concede il vantaggio e poi mostra il cartellino al laziale.

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L’Europa sarà un labirinto Nerazzurri già in campo il 2 agosto L’Inter dovrà cambiare abitudini: 4 partite in agosto di preliminare e ritiro anticipato Stramaccioni:« Si tratta solo di 15 giorni»

vrà abituare, perché dopo dieci anni è tutta un’altra storia. E così il ritiro comincerà all’alba di luglio, perché l’inizio del preliminare è il 2 agosto (andata) col ritorno il 9 agosto; poi, altra doppia tappa il 23 e il 30 agosto. «Chiaro — dice Stramaccioni — che il sesto posto non soddisfa né noi, né il presidente, né i tifosi, però per il nome che portiamo dovremo essere competitivi. Con me in panca? Sentite il presidente, sceglie lui i tempi di uscita della notizia».

MATTEO DALLA VITE ROMA

Dopo dieci stagioni di morbidezza, l’Inter ripartirà da campi anche spelacchiati, magari con le borse sotto gli occhi per le poche vacanze e soprattutto senza la morbidezza di cui sopra: la Champions League. Perché dopo una decade meravigliosa farcita dalla Champions e dal Triplete e dal Mondiale per club, l’Inter resta nelle retrovie, gomme sgonfie, testa bassa dopo un’annata che - va detto - per come era cominciata è andata anche di lusso, nel senso che l’Europa League incasina i programmi ma è meglio di niente. O forse no, chissà. No Champions no party Morale:

Inter senza Champions dieci stagioni dopo, perché la striscia di partecipazioni consecutive era cominciata nel 2002-2003. L’ultima volta che andò peggio in classifica era il 98-99, ottavo posto. Ah, è chiaro che a luglio ci saranno anche altri verdetti extracampo che magari daranno diverse visioni, ma lo slogan di oggi è «no Champions no party», perché probabilmente Lavezzi arriverà (Psg permettendo) ma magari altri campioncini costosissimi no (Lucas Mou-

Non li lascio soli Insomma, sarà

Il brasiliano Maicon, 30 anni, PASQUAZI

ra, per esempio), perché mancherà il gruzzolo sostanzioso e l’appeal che dà la massima rassegna continentale. E questo, ripetiamo, potrebbe limitare il reclutamento di calciatori top class, anche se Moratti e Stramaccioni sembrano indirizzati su emergenti, Mattia Destro per esempio. Nel nome dell’Inter Diceva l’altro

giorno Guarin: «Niente Champions? Allora vinceremo l’Europa League». Poi aveva aggiunto che giocare giovedì e domenica si può fare. Ok: ma l’Inter si do-

ex Uefa. «Dovremo anticipare l’inizio — riprende Strama —, ma parlavo con Reja e si tratta solo di 15 giorni. Dobbiamo ripartire e fare una stagione degna del nome della nostra società. Moratti sta già lavorando per fare una grande Inter. La partita? Sul 2-1 dicevo che non mi sembrava vero perdere. Tre gol sono troppi, ma pensiamo anche che abbiamo raggiunto l’Europa alla fine di una stagione difficilissima». Stagione che lui, con 5 vittorie, 2 pareggi e 2 k.o. ha certamente riattivato. Europeizzandola. Ah, Strama questa mattina riceverà il premio USSI-romana e tornerà nella capitale. «Ora vado a Milano e torno — dice dopo il match —: non lascio certo soli i ragazzi dopo una sconfitta». Così si fa. © RIPRODUZIONE RISERVATA

QUI NERAZZURRI L’ARGENTINO ASPETTA UN PARTNER DI LIVELLO PER LANCIARE LA SFIDA A MILAN E JUVE. IL D.S. AUSILIO: «DESTRO? È BRAVO»

Milito: «Lavezzi? Uno che fa la differenza» L’interista eguaglia il proprio primato in campionato e per la sesta volta va sopra quota 20 LUCA TAIDELLI ROMA

Come un soufflé venuto male, l’Inter si sgonfia all’ultima curva. Il secondo tempo contro la Lazio del resto è la Polaroid di una stagione iniziata tra gli affanni e finita col fiatone. E con la 20ª sconfitta stagionale. Il ventunesimo gol nel 2012 di Diego Milito — in Ita-

lia, nessuno come lui — questa volta non porta punti in rimonta. Anzi, ha avuto il potere di svegliare un avversario appisolato. Per il Principe si tratta comunque della sesta stagione in carriera in cui tocca quota 20 reti in campionato. Una serie iniziata nel 2003-04 e interrotta soltanto l’anno scorso, quando fu frenato da mille infortuni. Milito può consolarsi con l’avere uguagliato il proprio primato di reti in un singolo campionato: 24. Maggio del resto, oltre al mese del mitico Triplete 2010, è quello in cui in carriera ha dato il meglio: 22 reti sulle 108 totali in campionati professionistici. Futuro verde La sfida riprende-

rà dopo un’estate inevitabilmente corta. Ma alla ripresa Diego potrebbe avere al fianco l’amico e «apri difese» Lavezzi. «Non l’ho sentito in questi giorni — fa Milito —, ma stia tranquillo. Se arriva darà una grande mano. Quanto al record di gol, ci avrei rinunciato volentieri in cambio del terzo posto. Ma almeno siamo in Europa, l’Inter non poteva starne fuori. E ora sono certo che Moratti farà di tutto per rinforzare una squadra che ha già un’ottima base». Così invece il d.s. Piero Ausilio: «Lavezzi, così come Destro, è bravo. Stramaccioni è riconfermato, stiamo preparando il futuro, programmando. Faremo tesoro dell’esperienza di quest’anno per fare una squa-

Diego Milito, 32 anni: l’argentino chiude il campionato con 24 reti AFP

dra ancora più forte». Le basi in effetti ci sarebbero, visto che ieri all’Olimpico, mentre Orlandoni annunciava il ritiro, hanno esordito due ventenni che sono un’ipoteca sul futuro: Juan Jesus, difensore brasiliano da sgrezzare (e infatti potrebbe andare in prestito); Samuele Longo, attaccante già decisivo per la vittoria della baby Champions, in marzo. «Malgrado la sconfitta sono felice per un esordio che dedico alla ragazza, ai genitori e agli amici» fa il baby bomber. Ora resta l’ultimo impegno stagionale. Dopo tre giorni di riposo, la squadra giovedì tornerà ad allenarsi in vista della tourné in Indonesia che frutterà 2,5 milioni ma ritarderà il rompete le righe. Partenza martedì 22, due amichevoli a Giacarta il 24 e 26, rientro lunedì 28. Solo allora scatteranno le ferie bonsai. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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LUNEDÌ 14 MAGGIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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SERIE A L’ULTIMA GIORNATA le Pagelle

DI NICOLA CECERE

LAZIO BIZZARRI PARA TUTTO,

6,5 Primo tempo in difficoltà, ripresa esplosiva

7 l’allenatore Reja Gli viene meno, in mattinata, anche Klose e così il numero degli indisponibili sale a otto. Si arrangia come può e si toglie l’ultima soddisfazione. Ultima? Beh, lui vuol continuare...

KOZAK MICIDIALE 7 h il migliore Candreva Con qualche veloce sgroppata vivacizza un primo tempo in assoluto sterile per la Lazio. Diventa sempre più incisivo, sfiora un gol, realizza il raddoppio e fa l’assist del terzo.

INTER ALVAREZ DELUDENTE,

5,5

Ha la gara in pugno ma si affloscia nella ripresa

6 l’allenatore Stramaccioni Ha gli uomini contati, va detto, e con l’idea tattica di partenza tiene in pugno la sfida. In avvio di ripresa assiste impotente al crollo fisico e agonistico dei suoi.

MALE POLI 6,5 h il migliore Guarin Un sinistro dalla distanza destinato in gol (ottima risposta del portiere), e qualche altra iniziativa degna di nota sottolineano una promettente crescita di personalità.

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Bizzarri

Scaloni

Diakité

Biava

Konko

Cana

Castellazzi

Maicon

Lucio

Samuel

Nagatomo

Zanetti

Magnifico il volo con cui respinge il sinistro di Guarin destinato sotto la traversa. Salva in uscita su Milito (46’) il possibile 2 0. Vola sul tiro di Maicon.

Patisce in avvio la velocità di Nagatomo e si distrae su un contropiede lasciando un varco per Alvarez (non sfruttato). Cresce nel secondo tempo, come gli altri.

Non sempre gli riesce l’anticipo sull’esperto Milito che spalle alla porta distribuisce palloni e chiude triangoli. Col passare dei minuti riesce a prendergli le misure giuste.

Sfiora per pochi centimetri (palo pieno) un autogol che riporterebbe il match in equilibrio. Ma in caso di gol sarebbe stata pura sfortuna e non certo demerito.

Quando Maicon arriva in velocità da dietro è un cliente difficilissimo per tutti. Anche lui quindi paga dazio. Cerca pure le maniere forti: ammonito come Diakité.

Un corridore che vive in soggezione la prima parte della contesa, penalizzato forse da un difetto di personalità. Riesce a progredire senza abbagliare.

Un solo intervento difficile, su quel tiro di Candreva che gli rimbalza davanti. Sul primo gol non può uscire (area intasata), sul secondo tocca ma non può trattenere.

Quando prende a spingere cominciano i pericoli per la Lazio. Un bel cross per Milito, poi l’azione del rigore ed altre iniziative. Paga qualcosa nei recuperi: Lulic lo salta netto.

Ha sul destro la palla del 2 2 sugli sviluppi di un angolo, alza il tiro. Non sempre presente nelle fasi calde e sul corner dell’1 1 si fa trovare impreparato: Kozak salta più alto.

Neutralizza con una scivolata una penetrazione centrale di Mauri. Il primo tempo scivola via tranquillo, nella ripresa non può opporsi allo strapotere altrui.

Avvio vivace, con una paio di percussioni chiuse da buoni cross. Nel secondo tempo esce di meno, preoccupato com’è di tenere la fascia contro Candreva. Che ha la meglio.

Come nel derby piazza nei minuti finali uno spunto da applausi confezionando l’assist del possibile pareggio. È l’azione più bella di una partita nel complesso mediocre.

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6

6,5

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s.v.

s.v.

5,5

5

4,5

6

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6

Ledesma

Mauri

Lulic

Kozak

Gonzalez

Zampa

Cambiasso

Poli

Alvarez

Milito

Pazzini

Longo

Protesta sul rigore ma in effetti il suo tackle scivolato è troppo rischioso senza essere indispensabile. Reagisce con orgoglio e praticità: è una delle anime della riscossa.

Si presenta con un indugio che permette a Samuel di sventare la palla gol, resta a guardare fino al 45’. Poi confeziona manovre e segna il terzo gol (Garrido s.v.).

Prende un giallo arancio per un’entrata da dietro su Zanetti (ha il coraggio di protestare). Si mette a giocare e recita da protagonista sul 2 1: moralmente è gol suo.

Mai servito adeguatamente va a fare il pressing sui due difensori centrali, tanto per dare un senso alla sua presenza. Ma al primo cross utile il gigante lascia il segno.

È un cambio tattico perdi tempo. Lulic ha corso tanto e poi merita gli applausi della curva per l’azione del raddoppio. Quindi dentro un uomo fresco: da manuale.

All’ultimo minuto, e sul 3 1, Reja dà una soddisfazione al giovane del vivaio permettendo a Candreva e poi a Mauri, il capitano, di raccogliere le ovazioni.

Se ne sta schiacciato davanti alla difesa che protegge con puntualità nella prima parte, quando il gioco è controllato dall’Inter. Il calo della ripresa coinvolge anche lui.

Dovrebbe essere un trequartista aggiunto, piazzato sul centrodestra alle spalle di Milito. In realtà tocca pochi palloni e quando viene riportato nel suo ruolo naturale è tardi.

Un’altra delusione. In un primo tempo in cui la squadra amministra con padronanza le operazioni, le stecche vengono solo da questo argentino che sbaglia tocchi elementari.

Maicon gli recapita sulla testa una pallone facile, lui sbaglia di pochi centimetri. Ignora Alvarez in area, si riscatta trasformando il rigore record. (J. Jesus, s.v.)

Conclude questa stagione negativa mancando l’appuntamento col pallone sul pregiato assist di Zanetti. È un giocatore da recuperare, chissà se all’Inter, però.

Un Primavera lanciato nella mischia dal suo vecchio allenatore al posto dell’evanescen te Poli. L’Inter è sotto, non si può pretendere che sia lui a salvarla. Cin cin per il debutto.

TERNA ARBITRALE DAMATO 7 Finalmente un arbitro che si assume la responsabilità di una decisione delicata (il rigore) senza rifugiarsi nel guardalinee. Maggiani 6 - Copelli 6


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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SERIE A L’ULTIMA GIORNATA CATANIA UDINESE

story

0 2

GIUDIZIO 77 PRIMO TEMPO 0-1

Due precedenti sfortunati contro Barça e Arsenal L’Udinese centra la qualificazione in Champions League per la terza volta nella sua storia, la prima da terza classificata. Il precedente più recente risale alla stagione scorsa. I friulani conquistano i preliminari all’ultima giornata, grazie al pari contro il Milan (0 0). L’avventura in Champions, però, dura lo spazio di due partite, il doppio confronto con l’Arsenal di Wenger. Sconfitta all’Emirates (1 0) e in casa (1 2): il cammino continua solo per i Gunners. La prima in assoluto per i bianconeri in Champions è del 2005. La qualificazione arriva di nuovo all’ultima giornata e sempre contro il Milan (1 1) ai danni della Sampdoria. La squadra di Cosmi non va oltre la fase a gironi, superata dal Barcellona di Frankie Rijkaard (che vincerà la Coppa) e dal Werder Brema (secondo in virtù degli scontri diretti).

MARCATORI Di Natale al 19' p.t.; Fabbrini al 13' s.t. CATANIA (4-3-3) Carrizo; Bellusci (dal 34' s.t. Calapai), Legrottaglie, Spolli, Marchese; Izco, Seymour, Almiron; Ricchiuti (dal 14' s.t. Suazo), Catellani (dal 40' s.t. Wellington), Gomez PANCHINA Terracciano, Motta, Capuano, Paglialunga ALLENATORE Montella UDINESE (3-5-2) Handanovic; Benatia, Danilo, Domizzi; Basta, Pereyra (dal 24' s.t. Fernandes), Pinzi (dal 24' s.t. Pazienza), Asamoah, Pasquale; Fabbrini (dal 38' s.t. Torje), Di Natale PANCHINA Padelli, Coda, Armero, Floro Flores ALLENATORE Guidolin ARBITRO De Marco di Chiavari ESPULSI nessuno AMMONITI Domizzi per proteste, Pinzi e Benatia per gioco scorretto, Pereyra per simulazione, Handanovic per comportamento non regolamentare

Totò di Natale salta Carrizo e insacca l’1-0 con un super colpo d’esterno destro: la cavalcata verso la Champions si fa in discesa INFOPHOTO

Il terzo è Di Natale Il sigillo con un eurogol Udinese in Champions Un errore poi il gioiello numero 23 del cannoniere bianconero Fabbrini fa 2-0 contro un Catania ormai formato balneare

Fuori ai gironi nel 2005 Passano Barça e Werder I friulani perdono l’ultimo confronto del girone contro i blaugrana e vengono superati dal Werder di Klose

Preliminari fatali nel 2011 Arsenal insuperabile Tanta sfortuna all’andata, decisa da Walcott. Al Friuli Di Natale illude ma vincono ancora i Gunners 2 a 1

NOTE Spettatori paganti 7.153 e abbonati 9.206, per un incasso globale di 90.452 euro. Tiri in porta: 3-7 (un palo). Tiri fuori: 5-6. In fuorigioco: 0-2. Angoli: 5-4. Recuperi: p.t. 1'; s.t. 4'

Le scarpe di Totò A Catania è de-

to. Venticinque secondi di cronometro e Legrottaglie si è impappinato. Via libera per Di Natale, che però a porta spalancata ha messo fuori. Pochi minuti dopo si è capito il motivo di cotanto sbaglio: le scarpe nuove. Mai presentarsi a un matrimonio con un paio di mocassini appena acquistati, mai collaudare scarpe da calcio in partita importante. Ti fanno male i piedi, sogni una bacinella d'acqua tiepida. Così Totò si è avvicinato alla panchina e ha calzato l'usato sicuro. Poi è rivolato verso la porta di Carrizo, stavolta con le gomme giuste. Sul lancio «pirlesco» di Domizzi ha bruciato Bellusci, aggirato il portiere in uscita, evitato Spolli e appoggiato in rete d'esterno, dalla linea di fondo. Gol bellissimo, che speriamo di rivedere all'Europeo.

flagrata l'estate. Tutti al mare per i primi bagni. Il Cibali si è adeguato. Mai visto un Massimino così balneare, così rilassa-

L'ipnosi di Handanovic Il Catania - con Montella sulla via del ritorno nella Capitale («Il presi-

DAL NOSTRO INVIATO

SEBASTIANO VERNAZZA CATANIA

Udinese grandi imprese. Quarto posto e accesso ai playoff di Champions League un anno fa. Terzo posto e ingresso negli spareggi di Champions oggi. L'Italia ha perso un pass per l'Europa che conta, i nostri inviti per la CL sono diminuiti da quattro a tre: l'asticella si è alzata, ma l'Udinese l'ha scavalcata lo stesso. Eguagliato la storica terza piazza del 1997-98, quando sulla panchina dei friulani c'era Alberto Zaccheroni e alla Champions erano ammesse soltanto due squadre italiane (quell'Udinese dovette accontentarsi della Coppa Uefa). Francesco Guidolin ha compiuto un'impresa straordinaria: due consecutivi playoff di CL a Udine valgono uno scudetto. Ora la società metta l'allenatore nelle condizioni di affrontare al meglio

Basta e Di Natale (autore dell’1-0) festeggiano Fabbrini LAPRESSE

l'euro-sfida d'estate. Nel 2011 con l'Arsenal andò male, perché l'Udinese era un cantiere. Ad agosto invidiosi ed esclusi punteranno i cannoni sul Friuli e in caso di insuccesso rinfacceranno, diranno che il ranking Uefa è importante e che certe occasioni dovrebbero essere esclusiva di chi può

permettersele. Si faccia in modo di smentirli, di consegnare a Guidolin «un'automobile» rodata e non in collaudo.

dente sa della mia debolezza per la Roma», ha detto l'allenatore a gara finita) - ha avuto un moto d'orgoglio, forse provocato da qualche fischio. Con astuzia Catellani ha gettato l'esca e Pereyra ha abboccato: fallo in area e rigore. Sul dischetto si è presentato Gomez. Pallone a lato. Handanovic è sopravvissuto al quinto rigore di fila, tra campionato ed Europa. Due li ha parati, uno è finito sulla traversa e due sono andati fuori. Cifre ai confini del paranormale. I tiratori sanno che Handanovic è un para-rigori, cercano angoli impossibili e sbagliano. Se la palla calciata ieri da Gomez fosse stata nello specchio, "Handa" l'avrebbe deviata, perché si è disteso in tuffo come meglio non avrebbe potuto. La crescita di Fabbrini Nove me-

si fa, ai tempi dello spareggio con l'Arsenal, Fabbrini era una bella e spaesata promessa. Scaraventato dalla Serie B al faccia a faccia con l'Arsenal non si raccapezzava. Nove mesi dopo si è capito che un altro Fabbrini è possibile. Suo lo 0-2 di Catania. Rete fatta bene, con tecnica e personalità. Sgroppata e tiro vincente. Fabbrini è diventato un tipo su cui contare, Muriel arriverà a rafforzare, però sarà importante non smantellare. L'Udinese si goda la festa e ad agosto si faccia trovare pronta. Non si possono buttare via due playoff Champions di fila. © RIPRODUZIONE RISERVATA


LUNEDÌ 14 MAGGIO 2012

ilCaso GLI ALLENATORI STRESSATI

Guidolin come Pep «Sono tanto stanco Chissà se continuo» Il tecnico riporta i friulani in Champions, ma con le sue parole gela tutti: «Non so se con la mia salute mi potrò permettere un’altra stagione così, se sarò pronto per luglio»

DAL NOSTRO INVIATO

FRANCESCO VELLUZZI CATANIA

«Eh già, io sono ancora qua». Totò Di Natale ama citare i versi di Vasco Rossi. Ora gli tocca ripetersi. Perché l’Udinese è ancora al preliminare di Champions League, ma stavolta da terza, dietro Juve e Milan e davanti a Lazio, Napoli, Inter, Roma. E qui interviene il patron Gianpaolo Pozzo: «Ogni anno i voti sono i soliti, ci snobbano tutti, ma ci siamo abituati. Delle tre qualificazioni questa è la più bella, la più sofferta, la più sentita. Il trionfo di una città di provincia di 98 mila abitanti, di un club che spende il 15 per cento rispetto a chi sta davanti e a chi sta dietro. E poi un tecnico co-

me Guidolin, uno staff eccellente, una squadra che va applaudita tutta e quindi Totò. Lui può stare a Udine finché campa. Ha dato tanto e noi gli dobbiamo una certa riconoscenza».

Sempre Totò In un’orche-

stra del genere c’è la star, il cantante: è Totò Di Natale. Ieri il popolo del Massimino lo applaudiva di continuo, non solo per il gol numero 23, capolavoro di tecnica, ma per quelle aperture da una parte all’altra, i tacchi, la visione di gioco. Ha sbagliato solo le scarpe. Le «Euro Totò» verranno buone dalla prossima settimana quando Cesare Prandelli lo metterà al centro dell’attacco azzurro che ha tanto bisogno di lui. All’Udinese ha già dato di tutto e di più. E oggi piazza Libertà lo accoglierà come un re per una festa incredibile dalle 19. «Eh già, io sono ancora qua».

Il tecnico Francesco Guidolin,

in una sera di primavera, aveva fatto capire che sarebbe stato difficile chiedergli di portare l’Udinese in Champions per due anni di fila. Ora che c’è riuscito, quello che è stato premiato con la Panchina d’oro, ha tutto il diritto, come ha fatto prima del fischio finale, di esultare, di urlare tutta la sua gioia, ma anche tutta la sua rabbia. Ha resistito a un inverno terribi-

le che gli ha fatto perdere due pedine come Isla e Badu. Ha sopportato i guai della coppa d’Africa ed è riuscito a ricompattare il gruppo facendo diventare giocatori veri Fabbrini e Pereyra, gli ultimi due capolavori, e rigenerando Pasquale. «Se vinco campione, se perdo co....ne», disse una sera al Friuli. E’ il destino di chi vive il calcio, lo sport, ma Guidolin, che l’Udinese ha blindato fino al 2015, merita davvero una pagella da 10. Non tanto per l’eccezionale risultato, ma per i calciatori che ha saputo valorizzare e che ora hanno un valore di mercato incredibile. Però il tecnico parla come i colleghi Guardiola e Luis Enrique: «Ora voglio godermi questa soddisfazione con la mia splendida società e i miei splendidi dirigenti, poi rifletterò sul mio futuro — butta lì Guidolin, e il futuro si tinge di giallo —. Ho bisogno di riposo, sono molto stanco, sono provato. Non so se con la mia salute mi potrò permettere un’altra stagione così, se sarò pronto per luglio».

Francesco Guidolin MEMEDIA

le Pagelle

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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di FRANCESCO CARUSO

GOMEZ SBAGLIA UN RIGORE BENE HANDANOVIC SU SPOLLI CATANIA 5

UDINESE 7

CARRIZO 5 Chiude male su Di Natale in occasione dell’1 a 0, rimane fermo sul raddoppio che passa dal suo palo.

HANDANOVIC 6,5 Una sola parata, ma decisiva su Spolli.

BELLUSCI 5,5 Si fa bruciare da Di Natale nell’occasione dell’1 0.

DANILO 6,5 Una roccia che gli avanti etnei faticano ad arginare.

CALAPAI 6 Il ragazzino promette bene.

DOMIZZI 6,5 Innesta lui Di Natale in occasione del gol protegge bene in mezzo.

LEGROTTAGLIE 5,5 Brutto scivolone in avvio su Di Natale, è stata una serataccia anche per lui. SPOLLI 5 Si fa surclassare da Fabbrini sul gol del 2 a 0, sfortunato sul colpo di testa parato da Handanovic.

BENATIA 6 Un po’ falloso ma difficilmente si fa superare.

BASTA 6,5 Aiuta dietro e va in sovrapposizione su Pereyra, onnipresente. PEREYRA 6,5 Commette il fallo di rigore su Catellani ma si impossessa della fascia destra.

MARCHESE 5,5 Non scende molto e manda pochi palloni in area.

FERNANDES 6 Il suo ingresso regala energie fresche ai suoi.

ALMIRON 6 Lotta e prova a fare ripartire la squadra.

PINZI 6,5 Metronomo prezioso, detta i tempi alla squadra, non sbaglia quasi mai.

IL MIGLIORE 6,5 SEYMOUR h Azzecca qualche buona giocata,

PAZIENZA 6 Entra a risultato acquisito e non demerita.

IZCO 5,5 Si perde nella mediocrità generale.

ASAMOAH 7 Con una magia regala a Fabbrini la palla del raddoppio, sfortunato sul palo del possibile 3 a 0.

RICCHIUTI 5 Chiude male un’annata sfortunata.

PASQUALE 6 Controlla Ricchiuti e ogni tanto usa la fascia.

SUAZO 5,5 Regala subito un gran bel numero e sbaglia un gol.

IL MIGLIORE 7 FABBRINI h Gran movimento su tutto il fronte

rapido a rilanciare il gioco.

CATELLANI 6 Bravo a procurare il rigore che Gomez non sfrutta e stop (Wellington s.v.).

d’attacco e segna un gol molto bello (Torje s.v.).

GOMEZ 5 Sfrutta male un’occasione di contropiede, sbaglia dagli 11 metri e poi sparisce.

DI NATALE 6,5 Grazia Carrizo in avvio mancando una clamorosa occasione ma si rifà con un gol da posizione impossibile.

All. MONTELLA 5,5 Non lascia un gran bel segno nella serata che sancisce il suo addio.

All. GUIDOLIN 8 Ottiene il terzo posto che voleva, con pieno merito.

TERNA ARBITRALE DE MARCO 6,5 Tiene in mano la partita, azzecca la decisone del rigore. Niccolai 6,5 - Di Liberatore 6,5

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Guardiamo lontano per vincere le nuove sfide

Complimenti, 30 volte complimenti! Juventus Campione d’Italia 2011-2012


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SERIE A L’ULTIMA GIORNATA NAPOLI SIENA

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I NUMERI

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 2-1 MARCATORI Dossena (N) al 4’, Destro (S) al 6’, Dossena (N) al 34’ p.t.

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NAPOLI (3-4-2-1) De Sanctis; Campagnaro (dal 45’ s.t. Grava), Cannavaro (dal 16’ p.t. Fernandez), Britos; Maggio, Gargano, Inler, Dossena; Hamsik, Pandev (dal 23’ s.t. Zuniga); Lavezzi. PANCHINA Rosati, Fideleff, Dezi, Vargas. ALLENATORE Mazzarri. SIENA (3-5-2) Farelli; Vitiello, Contini, Terzi; Giorgi (dal 17’ s.t. Sestu), Bolzoni (dal 9’ s.t. Parravicini), Vergassola, Brienza, Rossi; D’Agostino, Destro (dal 37’ s.t. Larrondo). PANCHINA Brkic, Belmonte, Gazzi, Grossi. ALLENATORE Sannino. ARBITRO Celi di Campobasso. AMMONITI Campagnaro (N), Hamsik (N), Lavezzi (N), Destro (S), Terzi (S) per gioco scorretto; Dossena (N) per c.n.r.; D’Agostino (S) per proteste. NOTE spettatori 43.582 (di cui 15.600 abbonati), incasso complessivo di 734.053,40 euro. Tiri in porta 7-4. Tiri fuori 6-3. In fuorigioco 0-1. Angoli 9-4. Recuperi: p.t. 1’, s.t. 2’.

Il gol del decisivo 2-1 del Napoli firmato da Andrea Dossena, autore di una doppietta, la sua prima in stagione LIVERANI

Dossena goleador Ma il San Paolo ha scaricato Lavezzi Due gol del difensore per battere il Siena però non bastano per la Champions. Destro ancora a segno DAL NOSTRO INVIATO

FABIO BIANCHI NAPOLI

Una vittoria senza gioia. E un triste lungo addio di contorno. Emozioni annunciate al San Paolo. Battere il Siena non è bastato al Napoli per riprovare la Champions. Era dura anche per San Gennaro fare questa grazia. Cinque belle stagioni non sono bastate a Lavezzi per dire ciao Napoli da eroe. I tifosi, quelli più tosti, l’hanno presa male. E hanno fischiato. Poi hanno insultato il resto del pubblico che ha difeso il Pocho intonandogli un coretto. Lui, alla fine, è andato sotto la curva coi compagni. Ma ben nascosto nel gruppo, a testa bassa. Come il ciuccio, che ora aspetta la finale di Coppa Italia per dare uno scossone a una stagione parecchio deludente. Ecco sì, deludente. Chiamarla fallimentare non si può. Almeno fino a domenica prossima, dopo la sfida con la Juve. Ci sono stati degli errori, c’è stata anche sfortuna. Tipo in questo finale non così poi da thriller: sono usciti i peg-

giori risultati per la banda Mazzarri. Passi l’Udinese, ma la vittoria della Lazio relega il Napoli al secondo preliminare di Europa League. A meno che non vinca la Coppa Italia, che gli darebbe diritto a entrare direttamente nei gironi. Sarà molto dura: avversario a parte, questo Napoli non sembra in gran forma. Che fatica Già, la partita. Questa notte satura di malinconia e rimpianti era nata con la speranziella del mezzo miracolo. Il Napoli ha cercato di coltivarla assolvendo alla conditio sine qua non: vincere. È passato subito in vantaggio con uno scatenato Dossena, che ha giocato forse la sua migliore partita col Napoli. Assistito da Hamsik, si è esibito con stop e tiro da attaccante puro. Ma sono passati appena due minuti che il Siena, in contropiede, ha rimesso le cose al punto di partenza. Gran lancio di Brienza, De Sanctis buca l’uscita e Destro brucia Cannavaro (uscito subito dopo per infortunio, Juve a rischio?) allungandosi in spaccata. Un

Dall’alto, il 1 gol dell’azzurro Dossena, 31, e il pareggio senese dell’attaccante Destro, 21 LAPRESSE/ANSA o

bel modo per bagnare la prima convocazione con la Nazionale dei grandi. Certo, De Sanctis gli ha dato una grande mano, ma nessun gol è perfetto. E qui il Napoli ha fatto fatica a riprendersi la vittoria. Non ha mai dato l’impressione di aver la partita in pugno. Poche le occasioni e il Siena quando riconquistava palla era sempre pericoloso. La squadra di Sannino, messa bene in campo, ha grande qualità dalla cintola in su con l’asse Vergassola, Brienza, D’Agostino e il terminale Destro. Che ha fatto 12 reti alla sua prima stagione in A. Anzi, al primo mezzo campionato perché all’andata non aveva quasi mai giocato. Abbiamo come l’impressione che sarà il vero affare di mercato. Dall’altra parte invece, Lavezzi non dava quell’impressione: ci ha messo tanta generosità ma non ha mai regalato un brivido, tanto da indispettire Aurelio De Laurentiis al quale hanno pescato un labiale dopo un errore: «Pocho, vattene». Con Lavezzi scosso, Pandev in sonno, ci ha pensato ancora il cannoniere per caso, Dossena, che ha rifinito una gran percussione di Campagnaro in area. Quale futuro Nel secondo round il Napoli è sembrato più autorevole, arrivava molto più spesso dalle parti di Farelli. Ma a parte un gran tiro di un pimpante Hamsik, a cui ha risposto pronto Destro, è stata solo noia e mugugni del pubblico attaccato alle radioline. Ora c’è la Juve di Conte all’orizzonte. E un po’ più in là, ancora sfuocato, il futuro del Napoli. Senza il Pocho. Ma con chi, in campo e in panchina? Comunque vada la finale, Mazzarri chiederà uomini e garanzie. Coppa o non coppa, verrà il momento dei dubbi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA SCOPERTA L’ATTACCANTE DEL SIENA FESTEGGIA LA CONVOCAZIONE, MENTRE IL SAN PAOLO PUNGE IL POCHO

Destro da Nazionale: «Che occasione» che mi dà, per me non è un punto d’arrivo ma di partenza. Il futuro? Leggo i giornali, ma fino a giugno penso solo in... senese». Il Destropensiero non è cambiato dopo la chiamata. Sannino rincara: «Gli ho detto "non dimenticare mai la gavetta, in un attimo il calcio ti leva tutto". Ma è un ragazzo serio».

DAL NOSTRO INVIATO

GAETANO IMPARATO NAPOLI

Ci si aspetta la «Lavezzi night» (col fratello Diego in tribuna). Sbuca, invece, Dossena e un... Destro (in pieno viso del Napoli), lesto a festeggiare la prima convocazione di Prandelli con un gol geniale che lo rende, per quasi mezzora, coi compagni, milionario. Già, un pari avrebbe portato i toscani al record di punti in A: si sarebbero divisi, tutti, un assegno a sei zeri. Scarpino color arancione-aragosta, lanci e giocate da predestinato: Destro entra nel cono di luce e ne esce di rado. Becca applausi, come nella ri-

Corto circuito E Lavezzi? Ne pro-

Ezequiel Lavezzi, 27 anni, potrebbe aver giocato la sua ultima partita al San Paolo LAPRESSE

presa quando, scambiando con Brienza, manda in fibrillazione De Sanctis, obbligandolo alla paratona. «La Nazionale è merito dei compagni di squadra, del mister e dei tifosi. Ringrazio Prandelli per l’occasione unica

nunci il nome e sbuca un punto interrogativo enorme: resta? Va a Parigi? Se lo prende l’Inter? L’unica certezza è che la gara d’addio il Pocho l’ha giocata da punta centrale, ma sopratutto l’ha giocata male. Tanto da essere fischiato dopo una punizione col pallone finito in... Cur-

va A. Che lo ha fischiato sonoramente quando s’è levato un coro col suo nome. «Se il Napoli mi vende, allora decido io dove andare...» ha detto ai tifosi mercoledì. Come a dire «non ho chiesto di andare via». Intanto c’è Dossena che festeggia: «L’importante era chiudere con una vittoria. Dedico queste mie due reti a mia moglie, che sta per regalarmi il primo figlio, e a mio padre che, da lassù, si sarà fatto una grossa risata per questi miei gol. Gran gioia, il mio ultimo mese e mezzo non è stato facile. Alla finale di Coppa Italia arriva un Napoli carico, siamo in palla, proprio come la Juventus». © RIPRODUZIONE RISERVATA

doppietta in carriera per Andrea Dossena che finora aveva segnato 8 reti in 8 partite diverse. In Serie A prima di ieri aveva segnato 3 reti nelle precedenti 161 partite giocate, l’ultima alla Lazio il 3 aprile 2011, sempre al San Paolo

4

le vittorie casalinghe consecutive del Napoli sul Siena. Le due squadre in questa stagione si sono incontrate anche in semifinale di Coppa Italia e al San Paolo il Napoli si era imposto per 2-0 con autorete di Vergassola e rete di Cavani

9

i punti in meno raccolti dai campani rispetto allo scorso campionato quando i 70 punti raccolti avevano dato l’accesso alla Champions League; si tratta comunque della seconda migliore prestazione nei tornei a 20 squadre

le Pagelle di MIMMO MALFITANO

CAMPAGNARO TRAVOLGENTE PANDEV IN CALO APPLAUSI PER D’AGOSTINO NAPOLI 6 DE SANCTIS 5,5 Commette un’ingenuità sul gol di Destro, si riscatta con un paio di parate. CAMPAGNARO 6 Travolgente ogni qualvolta accelera sulla fascia, come in occasione del secondo gol. GRAVA s.v. Mazzarri gli concede il saluto del San Paolo. CANNAVARO 5,5 Destro lo salta sul gol e lui s’infortuna nello scontro con De Sanctis: è costretto ad uscire dopo 16’. FERNANDEZ 6 Gli scambi in velocità degli avversari lo straniscono, meglio nel gioco aereo. BRITOS 6 Spesso va a chiudere su Giorgi in seconda battuta. MAGGIO 6 Limita molto le incursioni sulla fascia: fisico il confronto con Rossi. GARGANO 6 Dà il meglio di sé nel rincorrere gli avversari. INLER 6 Prestazione scolastica, senza elementi di rilievo.

h

IL MIGLIORE

7 DOSSENA

Ha segnato la prima doppietta della sua carriera: quotazioni in rialzo per la finale di Coppa Italia. HAMSIK 6 È apparso abbastanza motivato, qualche buono spunto e un cartellino giallo per troppo agonismo. PANDEV 5 È in calo dopo un mese di buone prestazioni. Rischia la panchina per l’ultima uscita stagionale. ZUNIGA 6 Regala i soliti dribbling che spesso generano soltanto confusione. LAVEZZI 5,5 Non c’è più con la testa, ma fischiarlo è stato davvero ingeneroso. All. MAZZARRI 6 Chiude con una vittoria che serve a poco. Gli resta solo la Coppa Italia per presentarsi a De Laurentiis e pretendere.

SIENA 6 FARELLI 5,5 Non convince sul primo gol e in alcune uscite. VITIELLO 6 Non si fa impressionare né da Lavezzi né da Hamsik. CONTINI 6 Sulle palle alte non c’è storia nella sua area. TERZI 5,5 Interviene spesso in ritardo e si merita un giallo. GIORGI 5 Dalle sue parti c’è Dossena che va in gol due volte. SESTU 5,5 È più fresco e limita le ripartenze sulla sinistra. BOLZONI 5,5 Si muove nella zona centrale seguendo Inler e non risparmia qualche scorrettezza. PARRAVICINI 5 Entra e dopo nemmeno un minuto è già ammonito. VERGASSOLA 6 Buono il palleggio anche se Gargano l’opprime. BRIENZA 6 Il lancio per il gol di Destro è un vero capolavoro. ROSSI 6 Spinge con forza e fa scintille con Maggio. IL MIGLIORE h 6,5 D’AGOSTINO Regala preziosismi che strappano applausi: sfiora il pareggio in acrobazia. DESTRO 6 Strepitoso l’anticipo su Cannavaro in occasione del gol. LARRONDO s.v. Tocca pochi palloni. All. SANNINO 6 Se fosse stato più concreto il suo Siena, avrebbe chiuso in bellezza.

TERNA ARBITRALE CELI 6 Partita tranquilla e lui non ha problemi a gestirla. Iannello 6 - Bianchi 6


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SERIE A L’ULTIMA GIORNATA

Genoa, l’incubo è finito Ma De Canio non è salvo

le Pagelle di FILIPPO GRIMALDI

Nel vuoto di Marassi i rossoblù superano il Palermo e restano in A Ora la ricostruzione e l’allenatore non ha la riconferma garantita

GILARDINO DECISIVO ROSSI HA SETTE POLMONI MIGLIACCIO LUCIDO GENOA 6 FREY 6,5 Evita il patatrac. Decisivo su Mehmeti.

GENOA PALERMO

2 0

«C’è da cambiare quasi tutto»

GIUDIZIO 77 PRIMO TEMPO 0-0 MARCATORI Gilardino al 7’, Sculli al 25’ s.t.

GENOVA (a.d.r.) «Ora ho bisogno di riflettere, ci sono delle decisioni drastiche da prendere, che riguardano tutti. Io non abbandono la nave, ci sarà da rivedere l’equipaggio». Enrico Preziosi tira un sospiro di sollievo, ma non gioisce. Ora si prenderà qualche giorno di vacanza, poi ripartirà da zero. «Arriveranno uomini nuovi». Il primo tassello che cambierà sarà quello del direttore sportivo, con Sogliano al momento favorito. «Destro e Immobile? Vedremo, ma uno di questi resterà con noi. Acerbi al Milan? Non sarei così sicuro che succederà».

GENOA (4-3-3) Frey; Mesto, Granqvist, Kaladze, Moretti; Rossi (dal 37’ s.t. Veloso), Belluschi, Biondini; Jankovic (dal 26’ s.t. Sampirisi), Gilardino, Sculli (dal 32’ s.t. Carvalho). PANCHINA Lupatelli, Ze Edoardo, Birsa, Jorquera. ALLENATORE De Canio. PALERMO (3-5-2) Viviano (dal 1’ s.t. Brichetto); Munoz, Mantovani, Labrin; Pisano, Barreto, Migliaccio, Bertolo, Aguirregaray (dal 22’ s.t. Lores); Mehmeti (dal 28’ p.t. Vazquez), Budan. PANCHINA Hernandez, Milanovic, Zahavi, Bacinovic, Lores Varela. ALLENATORE Mutti. ARBITRO Valeri di Roma. ESPULSI nessuno. AMMONITI Vazquez (P) per gioco scorretto e Gilardino (G) per c.n.r. NOTE Porte chiuse. Tiri in porta 5-2; tiri fuori 7-4; angoli 6-2; fuorigioco 2-1. Recuperi: p.t. 3’; s.t. 2’.

DAL NOSTRO INVIATO

LUCA CALAMAI GENOVA

Nei prossimi giorni ci penserà il presidente Preziosi a togliere la maglia rossoblù a molti giocatori del Genoa. Il 2-0 contro il Palermo vale la salvezza. La fine di un incubo e l’inizio di una rivoluzione che colpirà soprattutto la squadra. In pochi conserveranno il posto. Il fallimento di questo gruppo è nei numeri e nei comportamenti (ci vorrà del tempo per dimenticare quelle maglie tolte su ordine degli ultrà). Il nuovo diesse del Grifone dovrà lavorare a tempo pieno per ricostruire uno spogliatoio finalmente competitivo. L’ultimo atto di questo campio-

LAPRESSE

nato da dimenticare è in tono con questo triste Genoa. Marassi vuoto per la squalifica del campo, alcune centinaia di tifosi fuori dallo stadio collegati via radio e dentro una squadra impaurita. Un dato su tutti: nel primo tempo la formazione di Gigi De Canio non riesce a indirizzare un solo tiro contro la porta difesa da Viviano. Solo possesso palla. Un inutile possesso palla. Il Palermo non lotta con il coltello tra i denti. E’ normale vista la classifica. Eppure al 23’ il giovane Mehmeti, titolare per le assenze di Miccoli e Ilicic, si ritrova solo davanti a Frey. Il portiere del Genoa compie un mezzo miracolo per ribattere con il corpo la conclusione a botta sicura dell’avversario. di GIUSEPPE CALVI

PUGGIONI E’ UNA SARACINESCA DI MICHELE MEGLIO DI MURIEL h

IL MIGLIORE

7 PUGGIONI

LECCE 5,5 ESPOSITO 5,5 Controlla senza affanni Uribe, non arriva su Vacek.

SARDO 6 Timbra un palo. Controlla le incursioni di Di Matteo,

CARROZZIERI 5 Macchia con l’espulsione una buona prestazione.

CESAR 6 Stoppa Di Michele lanciato a rete. S’arrangia di mestiere su Muriel. JOKIC 6 Argina Cuadrado e non soffre Blasi. LUCIANO 6,5 Riparte bene e detta un cross invitante per Vacek (Grandolfo s.v.). BRADLEY 6 Difensore aggiunto e preciso in costruzione. VACEK 6 Segna la prima rete in A, dopo aver sprecato una palla gol. SAMMARCO 5,5 Si muove tra le linee però inventa poco. THEREAU 6 T’aspetti qualità, assicura quantità. PELLISSIER 6 Fa da sponda ma punge al tiro soltanto una volta. URIBE 5,5 Solo un sussulto.

Ritmo più alto Nella ripresa la

squadra di De Canio spazza via la paura. Il Palermo, che aveva già perso per infortunio Mehmeti, nell’intervallo sceglie di rinunciare al nazionale Viviano inserendo il portiere di riserva Brichetto. E al 7’ il Genoa chiude la pratica: lancio di Biondini, assist di Rossi e tocco vincente di Gilardino con la difesa rosanero immobile. Per il Gila, arrivato a gennaio, è il quarto gol con la maglia rossoblù. Preziosi si aspettava qualcosa di più dall’ex centravanti della Fiorentina, acquistato per otto milioni. Ma al poker di reti bisogna aggiungere anche quattro assist. L’ultimo lo serve a Sculli che, al 25’ realizza il gol del 2-0 bruciando sul tempo l’uscita di un confu-

KALADZE 5,5 Addio al calcio sottotono. MORETTI 5,5 Quante indecisioni, la paura lo blocca. ROSSI 6,5 Capitano settepolmoni. L’assist del primo gol e tanta sostanza (Veloso s.v.). BELLUSCHI 5,5 Corre tanto, ma spesso gira a vuoto. BIONDINI 5,5 Un guizzo: avvia l’azione del vantaggio. JANKOVIC 6 Cerca di far valere le sue doti fisiche. SAMPIRISI 6 Tutto facile, entra a gara già chiusa. SCULLI 6,5 S’inventa il gol della tranquillità. CARVALHO 6 Un quarto d’ora senza problemi. IL MIGLIORE h 6,5 GILARDINO Gol, assist e tanta sofferenza. All. DE CANIO 6 Alla fine centra l’obiettivo salvezza.

PALERMO 5,5 VIVIANO 6 Primo tempo di tutto riposo.

BRIVIO 6 Si adatta da centrale difensivo, concede poco a Pellissier CUADRADO 5 E’ colpito alla caviglia destra ma è egoista. BERTOLACCI 6 Almeno porta vivacità e qualche assist. BLASI 6 Pressa da mediano e se la cava anche da esterno destro. GIACOMAZZI 6 Sfiora il gol. Conclude, da capitano, una stagione da eterno giovanotto. OBODO 5,5 Lento in costruzione. PIATTI 5,5 Un tiraccio, quando ormai è tutto deciso. DI MATTEO 5,5 Qualche avanzata, poi s’infortuna (Bojinov s.v.). MURIEL 5,5 Grande talento, quasi mai al servizio del gruppo.

h 6,5 DIIL MIGLIORE MICHELE 6,5

PALOSCHI 6 Ispira il gol di Vacek.

Sprona e sgrida, invano, Muriel. Lotta e fa tremare Puggioni.

ALL. DI CARLO 6,5 Squadra tonica anche nell’ultimo atto.

ALL. COSMI 6 Tiene in corsa la squadra sino in fondo.

TERNA ARBITRALE: BANTI 6,5 Quasi perfetto, un dubbio sul contatto Sardo-Di Matteo da cui nasce il gol Dobosz 6-Preti 6.

so Brichetto. L’attaccante torna a essere protagonista a Marassi dopo la trattativa con gli ultrà nella domenica della vergogna. Meglio nella versione Sculli-goleador.

MUNOZ 6 Preciso in chiusura su Sculli.

In partenza A proposito di gen-

h

te con la valigia, Mutti sa già da tempo che non sarà l’allenatore del Palermo nella prossima stagione. Zamparini vuole riproporre l’accoppiata Perinetti-Sannino. Ma anche De Canio, nonostante i sei punti conquistati in cinque partite e la salvezza portata a casa, non ha la riconferma garantita. Come abbiamo detto il presidente Preziosi ha voglia di fare piazza pulita. Voltare pagina non è un’idea ma un dovere. © RIPRODUZIONE RISERVATA

MANTOVANI 5,5 Buon 1˚ tempo, cala nella ripresa. LABRIN 5,5 Sbaglia il tempo sulla rete dell’uno a zero. PISANO 6 Recupero super su Rossi, impegna Frey. BARRETO 6 Pericoloso dalla distanza. IL MIGLIORE

6 MIGLIACCIO 6

Sbaglia poco. Sempre lucido. BERTOLO 5,5 Un paio di buoni spunti. AGUIRREGARAY 5,5 Non riesce a pungere. LORES 5 Sempre fuori dall’azione. MEHMETI 6 Che iella. Sfiora il gol e s’infortuna. VAZQUEZ 5,5 Non trova mai spunti pericolosi. BUDAN 6 Assist d’oro per Mehmeti nel primo tempo. All. MUTTI 5,5 Squadra rimaneggiata e senza stimoli.

TERNA ARBITRALE VALERI 6,5 Si adegua all’andamento lento della partita. Stefani 6,5-Cariolato 6,5

LA SFIDA DEL BENTEGODI IL CHIEVO TORNA A VINCERE DOPO UN MESE: PRIMO GOL IN A DI VACEK

Lecce in B tra lacrime e rimpianti Se avesse cominciato con Cosmi...

BENASSI 6 Si oppone bene a Jokic e Pellissier.

Un muro invalicabile. Nega (4 volte) il gol a Di Michele e Giacomazzi.

MORERO 5,5 Soffre quando Di Michele lo prende in velocità.

GRANQVIST 5,5 Concorso di colpa sull’unica palla gol ospite.

BRICHETTO 5 Debutto amaro: male sul 2 0 rossoblù.

Esultano i giocatori del Genoa dopo il gol segnato da Alberto Gilardino, 29 anni: per l’attaccante arrivato in gennaio si tratta del quarto centro

le Pagelle

CHIEVO 6

MESTO 5,5 Prova a spingere, ma quanta imprecisione

PREZIOSI

DAL NOSTRO INVIATO

PIERFRANCESCO ARCHETTI VERONA

Mai fidarsi di quelli che entrano in campo con i figli in braccio o dei portieri che debuttano in campionato proprio all’ultima giornata. Il destino del Lecce si è giocato altrove, però il Chievo non si è inchinato, nonostante l’ambiente quasi vacanziero. Commossi La retrocessione dei

giallorossi comunque non viene salutata all’italiana, con insulti e minacce: i giocatori commossi danno la maglia alla curva per ringraziare dei cori e della festa, nonostante la caduta. Anche Serse Cosmi partecipa allo spogliarello e se questo è il clima, una base per la ripartenza c’è già, anche se la rifondazione deve essere a livello societario. Cosmi ha infilato 28 punti in 25 gare, in media salvezza (42,5) se fosse stato in panchina per l’intero torneo, ma più che una dignitosa rimonta che ha spaventato la concorrenza non resta. Decisive negli ultimi tempi le

tre sconfitte consecutive in casa, mentre fuori i leccesi hanno infastidito tutti, Juve compresa. I motivi Un palo di Sardo su punizione, poi le parate di Puggioni su Di Michele e Muriel nel primo tempo, quando Cosmi passa da 3-5-2 a 3-4-1-2 con Bertolacci per l’infortunato Cuadrado. La voglia di «mangiare l’erba», come dice un leccese appena diventato campione d’Italia (Conte) non abbonda e quando le notizie da Genova sono tristi, anche l’eventuale vittoria non serve più. Pure il Chievo ha tanti assenti: ha gustato il successo per l’ultima volta il 7 aprile, ma è arrivato in fondo soddisfatto sull’onda creata in precedenza. La prima rete in Serie A segnata da Vacek, le respinte del portiere su Giacomazzi e il rosso di Carrozzieri consentono la festa: Mimmo Di Carlo aveva già superato il massimo dei suoi punti con i veronesi (44 due stagioni fa): chiude a quota 49, tre più di Pioli nel 2011. Ha un appuntamento con i dirigenti per il rinnovo, non ancora firmato. © RIPRODUZIONE RISERVATA

La disperazione e le lacrime dei giocatori del Lecce a fine partita ANSA

CHIEVO

1

LECCE

0

(4-3-1-2) Puggioni; Sardo, Morero, Cesar, Jokic; Luciano (dal 45’ s.t. Grandolfo), Bradley, Vacek; Sammarco (dal 24’ s.t. Thereau); Pellissier, Uribe (dal 24’ s.t. Paloschi) PANCHINA Squizzi, Acerbi, L. Rigoni, P. Hetemaj. ALLENATORE Di Carlo

(3-5-2) Benassi; Esposito, Carrozzieri, Brivio; Cuadrado (dal 24’ p.t. Bertolacci), Blasi, Giacomazzi, Obodo (dal 28’ s.t. Piatti), Di Matteo (dal 35’ s.t. Bojinov); Muriel, Di Michele. PANCHINA Gabrieli, Giandonato, Seferovic, Grossmuller. ALLENATORE Cosmi.

GIUDIZIO 77 PRIMO TEMPO 0-0 ARBITRO Banti di Livorno MARCATORE Vacek al 33’ s.t. ESPULSI Carrozzieri (L) al ’37’ s.t. per gioco scorretto. AMMONITI Morero (C), Di Matteo (L), Esposito (L), Jokic (C ) gioco scorretto

NOTE paganti, incasso, abbonati e quota non comunicati. Tiri in porta 6 (con 1 palo)–4. Tiri fuori 6-3. In fuorigioco 1-2. Angoli 2-8. Recuperi p.t. 1’, s.t. 4’


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SERIE A L’ULTIMA GIORNATA

Insulti a Firenze Della Valle va via «Ora rifonderemo»

LA CONTESTAZIONE FISCHI E STRISCIONI AL FRANCHI 1

Andrea contestato lascia lo stadio ma guarda al futuro: «Ranieri o Zeman? Ci stiamo pensando» FIORENTINA CAGLIARI

0 0

GIUDIZIO 7 FIORENTINA (4-4-1-1) Neto 6,5 il migliore; De Silvestri 5,5 (dal 9’ s.t. Cassani 5,5), Natali 6,5, Felipe 6, Pasqual 6; Romulo 5,5, Kharja 5, Marchionni s.v. (dal 17’ p.t. Salifu 6,5), Lazzari 5 (dal 19’ s.t. Acosty 6); Olivera 5; Cerci 5,5. PANCHINA Manfredini, Rozzio, Behrami, Agyei. ALLENATORE Guerini 6. CAGLIARI (4-3-1-2) Avramov s.v.; Perico 6, Canini 6 (dal 25’ s.t. Murru 6), Astori 6, Ariaudo 6,5; Dessena 5,5, Conti 6, Nainggolan 6,5 il migliore; Ekdal 5,5 (dal 21’ s.t. Ibarbo 6); Nenè 5,5, Thiago Ribeiro 6 (dal 44’ s.t. Eriksson s.v.). PANCHINA Agazzi, Gozzi, Bovi, Larrivey. ALLENATORE Ficcadenti 6. ARBITRO Gallione di Alessandria 6. GUARDALINEE Nicoletti 6 - Raparelli 6. ESPULSI nessuno. AMMONITI Conti (C), Cerci (F) e Dessena (C) per gioco scorretto. NOTE paganti 4.402, incasso di 44.083 euro; abbonati 13.385, quota di 277.420,49 euro. Tiri in porta 0-3. Tiri fuori 3-6. In fuorigioco 10-0. Angoli 2-12. Recuperi: p.t. 1’, s.t. 4’.

ALESSANDRA GOZZINI FIRENZE

Quattro balzi all’insù per sparire dentro lo stadio semivuoto, con uno scatto ADV molla il posto in prima fila, sale di corsa i gradini che separano dall’uscita e rientra sotto la tribuna autorità; il guizzo del patron arriva dodici minuti dopo il via, quando dalla curva inviperita partono slogan contro la famiglia Della Valle. L’insulto che fa scattare via il presidente onorario è pesante, ADV aveva resistito seduto all’invito a investire («per vincere bisogna spendere»), l’offesa personale («Della Valle pezzo di m.») è invece considerata intollerabile. Per questo Andrea Della Valle sprinta dentro il Franchi: il resto dello stadio si dissocia dall’insulto, contesta il mini gruppo di contestatori (un centinaio) a cui è diretto il contro-coro «Buf-fo-ni, buf-fo-ni» (ci sarà anche un comunicato del coordinamento viola club che esprime solidarietà alla dirigenza).

LA PARTITA RITMI BLANDI

I viola non mettono neanche l’orgoglio Per i toscani zero tiri in porta, ma il Cagliari si accontenta del pareggio DAL NOSTRO INVIATO

ROBERTO PELUCCHI FIRENZE

Il campo, stavolta, è stato il contorno. Ma lo spettacolo non è risultato meno deprimente di tutto il resto. Per quasi un’ora non c’è stata una partita, ma poco più di un allenamento. Poi il Cagliari ha intuito che, anche senza spremersi, avrebbe potuto tornare a vincere a Firenze 40 anni dopo l’ultima volta. E l’avrebbe meritato, se non altro per avere tirato in porta. La Fiorentina non ha fatto neppure quello. Nonostante le numerose e importanti assenze (Jovetic, Amauri, Montolivo, Vargas, Nastasic, Kroldrup e Gamberini), la poca gente presente allo stadio sperava di vedere un sussulto d’orgoglio viola. Macché. Soltanto qualche prestazione dignitosa (il portiere Neto, il partente Natali, il giovane Salifu) dentro a un quadro desolante. Senza orgoglio Pur comprendendo la difficoltà di giocare in uno stadio ostile, e tenendo conto che la partita non aveva il peso di una finale di Champions, non si capisce perché i

calciatori della Fiorentina non abbiano voluto giocarsi quest’ultima possibilità per dimostrare un minimo di amor proprio. Kharja che fa i gestacci ai tifosi all’uscita dal campo, per esempio, dimostra un eccesso di permalosità e un assoluto distacco dalla realtà. I viola non sono stati travolti soltanto perché dall’altra parte del campo c’era una squadra che non aveva interesse a infierire. Ma nella ripresa il Cagliari ha giocato di più e meglio il pallone, ha verticalizzato, soprattutto è entrato nell’area avversaria: due belle parate di Neto su tiri di Nainggolan, tacco di Ariaudo deviato in angolo da Salifu, occasione sprecata da Nenè, sospetto di rigore su Conti e 12 angoli. Rebus Cagliari Se la Fiorentina

va rifondata, non è chiaro come il fumantino Cellino intenda costruire il Cagliari che verrà. Ficcadenti ha disertato ancora la sala stampa, forse per evitarsi il fastidio di ascoltare domande scomode (contro la Juventus Cossu inizialmente in panchina, contro i viola Agostini non convocato). L’allenatore ha il contratto che scade nel 2013 e ai giocatori ha dato appuntamento per luglio. Se sia una speranza o una certezza, non si sa. Di certo il presidente è volato a Miami, non prima di aver detto a Ficcadenti due o tre cosette sulla gestione dei big. Tutto il resto dipenderà dalle sue lune. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Sacrifici Della Valle ricompare

a «Cinque minuti di recupero» su Rai Uno: «Sono amareggiato, è stata una situazione inconcepibile, che fa riflettere. Devo sentire certi cori dopo tutti i sacrifici economici che abbiamo fatto, il vero problema è se viene a mancare la motivazione. Il resto dello stadio che ha zittito i contestatori è una prova di maturità. Ora siamo concentrati sulla rifondazione, vogliamo tornare a far sognare i nostri tifosi, arriveranno giocatori attaccati alla maglia. Ranieri o Zeman? Ho chiesto ancora un po’ di tempo, stiamo valutando anche questi nomi. Un ritorno di Prandelli? Ora la Nazionale è la cosa più importante». Nelle prossime ore potrebbe levarsi anche la voce di Diego Della Valle. Veleno Lunghissima la serie di cori velenosi partita già prima di inizio match. In ordine: «Rispettate la nostra maglia», «Siete uomini di m.» (diretto ai giocatori), «Bisogna correre per vincere», «Della Valle gra-

Le immagini della contestazione di ieri a Firenze. 1 Andrea Della Valle, al 12’ del primo tempo di Fiorentina-Cagliari, si alza dalla sua postazione dopo gli insulti di una parte dei tifosi 2 Il presidente onorario si dirige rapidamente verso l’uscita 3 Uno dei tanti striscioni apparsi ieri al Franchi contro la squadra ANSA

«

Sono molto amareggiato ma vogliamo tornare a far sognare i nostri tifosi ANDREA DELLA VALLE PATRON FIORENTINA

«

Da tifoso dico che l’offesa ai Della Valle è sbagliata, bisogna tenerseli stretti VINCENZO GUERINI ALLENATORE FIORENTINA

zie per l'Europa», «Fate ridere», «Questa squadra non ci appartiene». E ancora l’sms canoro per l'ex allenatore («Delio Rossi uno di noi»), altri insulti ai dirigenti, i cori pro-Antognoni e per gli altri grandi ex. Non sfugge la hit dedicata a Ranieri, in lista per la panchina; il tifo appoggia altre candidature e scandisce in sequenza i due slogan: «Noi Ranieri non lo vogliamo» (questo applaudito da tutto lo stadio), poi «Della Valle portaci il boemo», per rilanciare l’ipotesi Zeman. Versi contro Ljajic e Montolivo, anche se il coro più becero è intonato sulla tragedia dell'Heysel.

Gestacci Fischi e teste basse all'

uscita, con Kharja che si infila nel tunnel dopo una serie di gestacci ai tifosi della maratona. Alla fine parla Guerini: «Da tifoso dico che l'offesa ai Della Valle è sbagliata, bisogna tenerseli stretti». Frecciatina a Jo-Jo: «Nuovo leader? Servono carattere e personalità, da questo punto di vista Jovetic deve crescere e poi non so cosa vuol fare». Virgolettato non dolcissimo: a infastidire il gruppo è stata la partenza anticipata di Jo-Jo filato in Montenegro senza passare dallo spogliatoio. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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SERIE A L’ULTIMA GIORNATA

MONTELLA

MASSIMO CECCHINI CESENA

C’è finale e finale. Quella del Cesena sconfitto e condannato da tempo alla Serie B, lo racconta lo stadio che in coro canta Romagna mia (dignitoso); quella della Roma vittoriosa lo illustra la certezza che, per tornare in Europa, occorre sedersi in riva al fiume della cronaca tifando per il procuratore Palazzi (ansiogeno). Il successo giallorosso per 2-3 propiziato dalle reti di Bojan, Lamela e De Rossi, dopo il vantaggio bianconero iniziale di Del Nero e la chiusura di Santana - porta i giallorossi a quota 56, cioè con 7 punti in meno rispetto allo scorso anno. In ogni caso, però, il 7˚ posto è suo e quindi, qualora ci fossero penalizzazioni, la Roma accederebbe all’Europa League, sia pure nel modo più malinconico. La voglia dei padroni di casa, imbottiti di giovani, li fa decollare addirittura prima, visto che il vantaggio arriva dopo 9’, quando Santana si libera di Kjaer e serve Del Nero solo in mezzo all’area per il facile tiro in porta. La squadra del partente Luis Enrique, però, stavolta non si sfalda. Vero che in difesa i tre difensori cesenati beneficiano dell’arretramento in copertura di Ceccarelli e Lauro - la cui posizione a loro volta viene coperto da

«A Catania sanno che ho un debole e si chiama Roma» CATANIA Al termine di Catania Udinese anche Montella è uscito allo scoperto sul suo futuro: «Se davvero la Roma e Baldini dicono che sono interessati a me, non posso che essere lusingato. Fin dall'inizio qui sanno che ho una debolezza, e quella debolezza si chiama Roma. Lì ho giocato e ho tanti altri interessi»

Daniele De Rossi, 28, festeggiato

Santana e Del Nero -, ma Bojan è in giornata di grazia (un gol e una traversa), Lamela ha voglia e Totti fa girare tutto il reparto offensivo. Nessuna sorpresa, perciò, che dopo 22’ la Roma sia già in vantaggio grazie all’uno-due dei due baby attaccanti, che sfruttano la fragilità del reparto arretrato cesenate, rivoluzionata dall’uscita di Lauro e con Moras passato centrale. La telefonata Inutile dire che la

solita difesa «alla spagnola» offra ancora buone opportunità ai bianconeri (Rennella e Filippi sciupano), ma la partita si anestetizza quando al 4’ della ripresa De Rossi segna di testa il 3˚ gol raccogliendo un assist di Marquinho. Il resto - al di là

della rete nel recupero di Santana - ruota attorno ai tentativi di Totti di segnare il 216˚ gol in A agganciando Altafini e Meazza, ma Ravaglia s’impegna a sufficienza per rovinargli la festa. Titoli di coda con Luis Enrique («Il prossimo anno la Roma andrà meglio») e soprattutto con il toto allenatore giallorosso. Pulvirenti da Catania dice: «Per Montella neppure risponderò al telefono», ma il direttore sportivo Sabatini replica: «Noi chiameremo lo stesso per avere la disponibilità di Vincenzo, anche se non è l’unico candidato. In 7-10 giorni avremo il nuovo allenatore». Ed un carico di ansie e speranze da metabolizzare. © RIPRODUZIONE RISERVATA

ROMA (4-3-1-2) Lobont 6; Rosi 5,5, Kjaer 5,5 (dal 1’ s.t. Cassetti 6), Heinze 5,5, Josè Angel 5; Pjanic 6 (dal 24’ s.t. Greco 5,5), De Rossi 6, Marquinho 6 (dall’8’ s.t. Perrotta 6); Totti 6,5; Lamela 6,5, Bojan 7 (il migliore). PANCHINA Curci, Gago, Borini, Osvaldo. ALLENATORE Luis Enrique 6 ARBITRO Russo di Nola 6 GUARDALINEE Rosi 6 -Cucchiarini 6 AMMONITI Del Nero (C) per g.scorretto. NOTE paganti 2.769, incasso di 30.891 euro; abbonati 12.114, quota di 188.037. Tiri in porta 4-8. Tiri fuori 7-7. In fuorigioco 0-1. Angoli 3-12. Rec. 3’ p.t.; 2’ s.t.

PARMA BOLOGNA

1 0

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 1-0 MARCATORE Biabiany al 37’ p.t. PARMA (3-5-2) Pavarini 6; Zaccardo 6, Paletta 7, Lucarelli 6; Biabiany 7,5 (il migliore; dal 43’ s.t. Morrone s.v.), Jonathan 5,5 (dal 21’ s.t. Valiani 6), Valdes 5,5, Galloppa 6, Gobbi 6; Floccari 6 (dal 32’ s.t. Marques), Giovinco 6,5. PANCHINA Gallinetta, Feltscher, Musacci, Palladino. ALLENATORE Donadoni 7. BOLOGNA (3-4-2-1) Agliardi 6,5 (il migliore); Antonsson 5,5, Portanova 6, Cherubin 5,5; Garics 5,5 (dal 39’ s.t. Pulzetti s.v.), Kone 5,5, Taider 5,5, Rubin 5,5; Ramirez 5,5 (dal 1’ s.t. Belfodil 6), Diamanti 6; Di Vaio 6 (dal 24’ s.t. Acquafresca 5). PANCHINA Stojanovic, Sorensen, Loria, Crespo. ALLENATORE Pioli 6. ARBITRO Ciampi di Roma, 5,5. GUARDALINEE Passeri 5,5-Evangelista 6. AMMONITI Valdes (P), Galloppa (P) g. scorretto, Di Vaio (B), Belfodil (B) c.n.r. NOTE paganti 7.028, incasso 47.668 euro; abbonati 16.922, quota di 138. 958 euro. Tiri in porta 6-1. Tiri fuori 3-5. In fuorigioco 2-7. Angoli 10-6. Rec.: p.t. 0’; s.t. 4’.

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DAL NOSTRO INVIATO

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E il d.s. Sabatini: «Chiederemo la disponibilità al Catania»

2 3

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 1-2 MARCATORI Del Nero (C) al 9’ p.t., Bojan (R) al 27’ p.t., Lamela (R) al 31’ p.t., De Rossi (R) al 4’ s.t., Santana (C) al 45’ s.t. CESENA (3-4-2-1) Ravaglia 6; Von Bergen 5,5, Morais 5, Rodriguez 5; Ceccarelli 5 (dal 12’ s.t. Filippi), Guana 5,5, Parolo 5,5, Lauro 6 (dal 21’ p.t. Djokovic 5); Del Nero 6 (dal 24’ s.t. Arrigoni D. 5), Santana 6,5 (il migliore) Rennella 5,5. PANCHINA Antonioli, Malonga, Benalouane, Urso. ALLENATORE Beretta 6.

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Roma, tre gol e saluti aspettando Montella

CESENA ROMA

IL DERBY EMILIANO

Sette volte Parma Anche il Bologna k.o. Biabiany-gol: che serie per Donadoni Pioli si consola con numeri da record ANDREA TOSI BOLOGNA

Il colpo di testa su azione d’angolo verso la fine del primo tempo di Jonathan Biabiany, match-winner e migliore in campo del derby emiliano, consente al Parma di chiudere alla grande la stagione del rilancio in serie A. L’attaccante francese firma la settima vittoria di fila che allunga il record del club gialloblù in A e conferma la scalata all’ottavo posto di Roberto Donadoni, che ha trovato a Parma l’ambiente ideale per toccare il momento più alto della carriera dopo il biennio come c.t. «Questo filotto di vittorie deve essere la base di partenza per costruire la prossima stagione tenendo i piedi per terra. Quando sono arrivato a gennaio ero tranquillo sulla salvezza ma se mi avessero pronosticato questa posizione finale mi sarei messo a ridere. Allora chiesi a Giovinco di crescere ancora, lui ha risposto mostrando grandi miglioramenti al di là dei 15 gol realizzati. Il merito di tutto questo è della società e anche del tecnico che ho sostituito», dice Donadoni mostrando onestà nei confronti di Colomba. Parma matrigna Al contrario, il gol di Biabiany avvelena il ri-

torno di Stefano Pioli nella sua città che ultimamente ha respinto con perdite l’allenatore del Bologna: quattro anni fa Pioli, al debutto su una panchina di A, fallì nel ruolo di profeta in patria pagando con l’esonero la rifondazione dopo il crac Tanzi. Stavolta vede svanire il record di punti (per un centesimo: media di 1,51, contro 1,52) e complessivi (51 contro 52) del Bologna da quando esiste la regola dei tre punti per vittoria, entrambi ancora detenuti da Guidolin. Con un solo tiro in porta e mezza squadra sotto la sufficienza stabilire nuovi primati sarebbe impossibile anche per la Juve di Conte, perciò Pioli deve accontentarsi della migliore stagione dei rossoblù dell’ultimo decennio. «Dopo 6 precedenti, è la prima volta che perdo a Parma, magari l’anno prossimo cambierà il vento, ma sono orgoglioso della prova della mia squadra», sorride leggero Pioli che adesso deve capire come il Bologna vorrà sviluppare il futuro. Un passaggio delicato è il CdA in programma stasera a Casteldebole dopo la lettera d’intenti di un anonimo compratore. Il presidente Guaraldi vuole andare avanti ma deve liquidare il dissidente Setti che promette battaglia. E non è solo una questione di quote da rimborsare. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 14 MAGGIO 2012

ALONSO BRAVO A COGLIERE L’ATTIMO NEL MONDIALE DELLE SORPRESE

stranaF.1 di PINO ALLIEVI

dubbio resta. E Alonso di sicuro non era Ido lcosì felice, ieri sera, come andava dicendopo la gara. La Ferrari ha vinto o perso il GP di Spagna? Ha vinto considerando che la F2012 aveva un sacco di modifiche dalle quali ci si attendeva un segnale, alla luce del difficoltoso avvio di stagione. Alonso (foto Colombo), col secondo posto, è anche tornato in testa al Mondiale. Una piccola svolta c’è stata, difficile però da quantificare se non col dato che mai Fernando era stato tanto vicino alla «pole» in qualifica, intesa come quella poi negata a Hamilton. Ma se invece pensiamo che la

dallaPrima

laVignetta

DEL PIERO E INZAGHI: QUANTE LACRIME IN UNA GIORNATA DA RICORDARE di ALBERTO CERRUTI

el Piero e Inzaghi. Anzi no, più sempliceD mente Ale e Pippo, protagonisti di una intensissima, e bellissima, giornata. Una giornata da ricordare e non soltanto per loro. Lo sapevamo che sarebbe stata l'ultima per entrambi e sapevamo anche che li avrebbero festeggiati, ma non immaginavamo che l'emozione potesse scavalcare il nuovo Juventus Stadium e il vecchio San Siro, per bucare i video di tutto il mondo. Perché Ale e Pippo il mondo lo hanno girato e conquistato, separati in Giappone con le maglie della Juventus e del Milan, insieme a Berlino con quella della Nazionale. «Un capitano/c'è solo/un capitano», hanno cantato i fortunati che sono riusciti ad assistere alla partita d’addio di Del Piero, a Torino. «Ohi Ohi Ohi/Pippo Inzaghi/segna per noi», hanno urlato i fedelissimi che hanno voluto applaudire per l'ultima volta il centravanti capace di segnare in tutte le ultime finali vinte dal Milan nel 2007. Cori dall’alto e reti dal basso, perché tutti e due hanno lasciato il gol del buon ricor-

Gelosi del pallone sottoporta, al punto da ignorarsi nei festeggiamenti in campo dopo quella famosa partita a Venezia di dodici anni fa, vinta 4-0 con rigore di Ale e tripletta dell’ingordo Pippo, ma per un giorno capaci di commuoversi e di commuoverci allo stesso modo. Il numero 10 della Juventus che fa il giro del campo con una casacchina gialla, mentre la partita contro l'Atalanta va avanti ma nessuno se ne accorge, perché la vera partita è la sua. Dalle tribune piovono sciarpe bianconere che il capitano raccoglie con gli occhi sempre più umidi, guardando quei volti anonimi che piangono senza far nulla per trattenere le lacrime e quelli conosciuti di tutta la famiglia Agnelli che applaude in piedi.

I TRIONFI DI PALLAVOLO E PALLANUOTO CI FANNO RITROVARE «PESO OLIMPICO» l colpo di coda dei nostri sport di squadra è Icazione stato a prova di coronarie. Ieri sera la qualifiolimpica della pallavolo maschile, arrivata al tiebreak sulla Germania nella finale che assegnava l’unico posto a disposizione, ha dato una boccata d’ossigeno ai nostri team: assenti in blocco calcio e basket, ci presenteremo a Londra con due squadre di pallanuoto e due di pallavolo. Dodici nomi in più che portano i nostri pass a quota 219: anche se il traguardo dei 300 nomi è ormai impossibile, l’Italia recupera il suo peso storico alle Olimpiadi. C’era sempre a disposizione l’ultimo recupero di Verona ma ieri la rinnovata pallavolo italiana ha tirato un bel sospiro di sollievo: la Germania (sotto di due set) ci ha fatto sudare questa decima partecipazione olimpica (non manchiamo da Montreal ’76), ma da ieri ci siamo assicurati un’altra occasione per puntare all’oro che manca al nostro medagliere (due argenti e due bronzi). L’Italia esulta sotto rete, ma continua a far festa anche la pallanuoto per la quale il flop di Roma 2009 è ormai solo uno sbiadito ricordo. L’ultima impresa è di sabato sera: nella vasca ribollente di Oradea in Romania la Pro Recco ha conquistato la coppa Campioni a spese dei croati

del Primorje. I liguri, già saliti alla ribalta per le 54 vittorie consecutive dell’anno scorso in campionato, hanno vinto la settima coppa Campioni, la quarta in sei anni nell’era vincente del presidente Volpi. Scusate se è poco inanellare sette finali europee consecutive e apprestarsi a chiudere una stagione in cui fra campionato, Lega Adriatica e Champions League le sconfitte sono state solo due, entrambe in campo nazionale. In attesa di giocarsi lo scudetto col Brescia in una finale che appare senza storia, l’Armata biancoceleste del flemmatico Pino Porzio sta passando come un rullo compressore su tutti i record della pallanuoto. Verrebbe da parlare di miracolo, ma non è così. Dietro ai record c’è un presidente che grazie a una disponibilità economica degna dei magnati del calcio ha messo insieme non una ma due grandi armate, compresa quella d’esportazione per l’ambiziosa Lega Adriatica. Ma quello del Recco non è un miracolo soprattutto perché alle spalle c’è la fioritura di tutto il movimento pallanuotistico. Quella di ieri è la quarta coppa europea che le nostre squadre si portano a casa: prima c’erano riuscite il Savona in Eurocup maschile, Imperia nella Coppa Len femminile e la stessa Pro Recco nella coppa campioni femminile. Chi l’ha detto che i nostri sport di squadra non sanno più vincere. © RIPRODUZIONE RISERVATA

cedes), altre che fanno il contrario (Sauber, Williams). Con pochi gradi in più o in meno, le gomme Pirelli premiano una macchina invece di un’altra. Nella perversione delle regole e dei machiavellismi artificiosi inventati per favorire i sorpassi, ci può anche stare. La gente voleva corse a sorpresa e volti nuovi? Accontentata. Ma con la Red Bull che va forte una gara sì e una no e la McLaren che si fa male da sola, la Ferrari ieri è stata bravissima a cogliere l’occasione, in attesa — sia chiaro – di una macchina competitiva ovunque a prescindere. Quindi va bene così, secondo il principio buddista dell’osservare invece di giudicare… © RIPRODUZIONE RISERVATA

ilCommento

Ricetta Mancini Saper vincere è un’opera d’arte Dopo Samp, Lazio e Inter ha trasformato anche il Manchester City. Col batticuore

TwitTwit

IL CINGUETTIO DEL GIORNO

STEVE NASH Stella del basket Nba

Congratulazioni a @delpieroale per la sua straordinaria carriera con la Juve. Leggenda vivente. @SteveNash

Roberto Mancini, 47 anni, festeggia la Premier avvolto nel Tricolore AFP

ALESSIO TACCHINARDI Ex della Juve, ora allenatore

di ALESSANDRO DE CALÒ

Ale Delpiero: grandissimo. Orgoglioso di essere tuo amico , oggi mi sono emozionato al tuo giro di campo sei il numero uno

trionfo di Roberto Mancini Ine,lnella Premier, a pensarci beè molto manciniano. Solo

@taks75

ALEX DEL PIERO Capitano della Juventus

Più di tutto… C’è quello che mi avete regalato in questi 19 anni. @delpieroale

© RIPRODUZIONE RISERVATA

obiettivoLondra

di FAUSTO NARDUCCI

di STEFANO FROSINI

do, al di sopra o al di sotto di uno scudetto vinto o perso. E per una domenica in modo diverso dal solito, quasi a voler dimostrare che Del Piero ha saputo segnare tante altre volte come ieri, non necessariamente su punizione. Mentre Inzaghi, stanco di vivere in fuorigioco, e ancora più stanco di sopravvivere in panchina, ha scaricato tutta la sua rabbia con una bellissima rete al volo da grande centravanti.

Il numero 9 del Milan, invece, aspetta che la partita contro il Novara sia finita per fare il giro di campo, abbracciato al nipote Tommaso con la maglia rossonera e la scritta Inzaghi 9. E insieme i due corrono verso la curva sotto la quale Pippo segnò una delle reti più importanti della sua carriera, per battere 3-2 l'Ajax, sulla strada della Champions 2003 vinta a Manchester, proprio contro la Juve del vecchio compagno Del Piero. Quanti gol, quanti ricordi, quante emozioni, nel giorno in cui piangono tutti, chi va come Gattuso e chi rimane come Ambrosini. Mai come stavolta, però, tra tanti addii i simboli sono due: Del Piero e Inzaghi, capaci di passare direttamente dalla cronaca alla storia. E allora lasciamo da parte i risultati, dicendo soltanto grazie Ale e grazie Pippo. Perché una giornata così la ricorderemo per sempre. Alex Del Piero, 37 anni e Filippo Inzaghi, 38 L.P-ANSA

Ferrari è stata battuta in modo netto da una Williams che non vinceva da 8 anni e Alonso è giunto alle spalle di un Maldonado che mai prima di ieri era salito sul podio di un GP, allora qualche pensiero maligno viene. Specialmente per la differenza abissale tra i budget delle due squadre, per la consistenza del personale tecnico, per l’esperienza di Alonso rapportata ai soli 24 gran premi disputati da Maldonado. E’ comunque una F.1 molto strana, quella che ha offerto 5 vincitori diversi in 5 gare. Ci sono squadre che passano dall’altare alla polvere in un soffio (Mer-

ipseDIXIT

«

Non dormo la notte quando penso ai nostri veterani che ci hanno lasciato ADRIANO GALLIANI AD DEL MILAN

Inzaghi, Seedorf, Gattuso, Van Bommel, Nesta lasceranno il Milan. Mi volto e mi rivolto nel letto, non riesco a prendere sonno, mi sveglio e non credo ai miei occhi: possibile che non siamo riusciti a sbolognarne altri? VINCENZO CITO

una sua squadra poteva farsi scivolare dalle mani il campionato che stava controllando con sicurezza. Solo una sua squadra poteva andare a riprendersi il primato che l’antagonista di turno — qui il Manchester United — gli aveva sfilato sotto il naso. E solo una sua squadra poteva rischiare di sprofondare in un moderno maracanazo, nella domenica in cui tutto era apparecchiato per la festa da celebrare in casa. Questa volta il passaggio dalla tragedia sportiva all’estasi finale è stato molto forte. Mancini ha un po’ esagerato. Ma il Manchester City non vinceva il campionato inglese da 44 anni: si vede che il tempo non passa invano. Dicono che Mancini sia un uomo fortunato, con i piedi sempre appoggiati nella parte giusta dei bivii che il calcio gli ha proposto per strada. Certo, si è sempre presentato bene e, da un certo momento in poi non ha più buttato via le occasioni, trattandole come palle-gol. Mancini sa di calcio come pochi al mondo e ha la capacità di trasformare ambizioni e sogni di vittoria in possibilità concrete. Magari le sue squadre non sono ricordate per il gioco memorabile che hanno saputo esprimere, però sono sempre state solide, concrete e accompagnate qua e là da qualche colpo di genio. Essendolo stato da ragazzino, col pallone tra i piedi, Mancini ama i geni grandi e piccoli, gentili e scorbutici e ha la mano giusta, il tocco che serve per gestirli: vedi Balotelli e lo scalpitante Tevez. Ha cominciato a fare l’allenatore da giovane, quando giocava

nella Sampdoria: in panchina sembrava ci fossero dei collaboratori e a Marassi la gente accompagnava le sue frequenti opere d’arte con cori d’amore (Bobby-gol, Bobby-gol). Là, assieme a Vialli (ma anche a Platt, Lombardo e Salsano che l’hanno seguito fino a Manchester) ha cominciato a vincere e non ha smesso. E’ sempre partito da una posizione di outsider per conquistarsi la scena: a Roma, dove era planato nella Lazio con Eriksson, ha trasformato i (tanti) soldi di Cragnotti in successi sportivi. E’ stato l’uomo del «si può» anche nell’Inter, presa in mano quando il nostro calcio era dominato da Juve e Milan e Moratti stava perdendo miliardi e pazienza. La sua luce è la mentalità vincente. Sa accenderla. In nerazzurro il primo passo era stato la conquista della coppa nazionale, come a Manchester. Mancini ha avuto la ventura di incontrare presidenti capaci di spendere: dal petroliere Mantovani fino allo sceicco Mansour, i pozzi senza fondo sono quasi gli stessi. Ma ha anche il grande merito di averli fatti fruttare bene. Mancini è uno che sa scegliere i pilastri delle sue squadre, senza sbagliare. Quando era alla Samp, aveva chiesto una raccomandazione a Maradona per convincere Veron a lasciare l’Argentina per raggiungerlo a Genova. Mancini ha fiuto: Yayà Touré, strappato al Barça, è il suo direttore d’orchestra. Se si rompe — come ieri — sono i cambi in corsa e i gol di Dzeko e Aguero a scongiurare il suicidio e a garantirgli un nuovo contratto che gli permetterà di sistemare anche i pronipoti. Gli è andata bene, se lo merita. La bandiera tricolore esibita dopo il trionfo vuole dirci che un italiano, in Inghilterra, vince così. Alla faccia di Ferguson, aspettando Mou. © RIPRODUZIONE RISERVATA


LUNEDÌ 14 MAGGIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Serie A / 38ª GIORNATA RISULTATI

MARCATORI

CLASSIFICA PARTITE

RISULTATI CATANIA-UDINESE Di Natale (U), Fabbrini (U)

0-2

CESENA-ROMA 2-3 Del Nero (C), Bojan (R), Lamela (R), De Rossi (R), Santana (C) CHIEVO-LECCE Vacek (C)

1-0

FIORENTINA-CAGLIARI

0-0

GENOA-PALERMO Gilardino (G), Sculli (G)

2-0

JUVENTUS-ATALANTA 3-1 Marrone (J), Del Piero (J), Lichtsteiner (J) autorete, Barzagli (J) rigore LAZIO-INTER 3-1 Milito (I) rigore, Kozak (L), Candreva (L), Mauri (L) MILAN-NOVARA Garcia (N), Flamini (M), Inzaghi (M)

2-1

NAPOLI-SIENA 2-1 Dossena (N), Destro (S), Dossena (N) PARMA-BOLOGNA 1-0 Biabiany (P)

PROSSIMO TURNO JUVENTUS campione d'Italia CESENA, NOVARA e LECCE retrocesse in serie B JUVENTUS E MILAN in Champions League UDINESE ai preliminari di Champions League LAZIO ai gironi di Europa League (se il Napoli non vince la Coppa Italia) NAPOLI se vince la Coppa Italia è qualificata direttamente ai gironi di Europa League altrimenti playoff di Europa League INTER ai preliminari di Europa League

CONCORSI CONCORSI N. 45 DEL 13/5/2012 TOTOCALCIO - COLONNA VINCENTE 1-1-2-1-2-1-X-1-1-1-1-1-X-1 QUOTE: ai 14 (20) 5.039 euro; ai 13 (661) 114 euro; ai 12 (6103) 12 euro; ai 9 (799) 111 euro TOTOGOL - COLONNA VINCENTE 3-14-13-1-9-11-2 QUOTE: ai 7, 6 nessun vincitore; ai 5 (3) 700 euro; ai 4 (28) 90 euro

Gazzetta.it TUTTI I VERDETTI E I COMMENTI DELLA A IN GAZZA OFFSIDE La festa Juve per lo scudetto (e i progetti per il prossimo anno), il terzo posto dell’Udinese, la deludente conclusione di campionato dell’Inter, le recriminazioni di Lazio e Napoli, gli addii e i dubbi sul futuro del Milan. Puntata ricchissima quella di oggi di Gazza Offside (in diretta dalle 9.30, on demand a seguire) con Diego Antonelli e Alberto Cerruti.

SQUADRE JUVENTUS MILAN UDINESE LAZIO NAPOLI INTER ROMA PARMA BOLOGNA CHIEVO CATANIA ATALANTA * FIORENTINA SIENA CAGLIARI PALERMO GENOA LECCE NOVARA CESENA

PUNTI 84 80 64 62 61 58 56 56 51 49 48 46 46 44 43 43 42 36 32 22

G. 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19

IN CASA V. N. 13 6 12 5 13 4 10 6 10 6 10 4 10 5 10 5 8 4 8 6 9 5 9 6 7 7 8 4 7 8 10 3 9 6 3 6 5 8 2 7

P. 0 2 2 3 3 5 4 4 7 5 5 4 5 7 4 6 4 10 6 10

G. 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19 19

FUORI V. N. 10 9 12 3 5 6 8 2 6 7 7 3 6 3 5 6 5 8 4 7 2 10 4 7 4 6 3 7 3 5 1 7 2 3 5 6 2 3 2 3

RETI P. 0 4 8 9 6 9 10 8 6 7 7 8 9 9 11 11 14 8 14 14

G. 38 38 38 38 38 38 38 38 38 38 38 38 38 38 38 38 38 38 38 38

TOTALE V. N. 23 15 24 8 18 10 18 8 16 13 17 7 16 8 15 11 13 12 12 13 11 15 13 13 11 13 11 11 10 13 11 10 11 9 8 12 7 11 4 10

P. 0 6 10 12 9 14 14 12 13 13 12 12 14 16 15 17 18 18 20 24

IN CASA F. S. 40 12 36 11 33 13 28 16 39 22 36 27 39 22 34 20 23 24 16 15 24 15 23 15 24 22 27 19 23 16 38 30 29 24 22 29 20 27 15 24

FUORI F. S. 28 8 38 22 19 22 28 31 27 24 22 28 21 32 20 33 18 19 19 30 23 37 18 28 13 21 18 26 14 30 14 32 21 45 18 27 15 38 9 36

TOTALE F. S. 68 20 74 33 52 35 56 47 66 46 58 55 60 54 54 53 41 43 35 45 47 52 41 43 37 43 45 45 37 46 52 62 50 69 40 56 35 65 24 60

RIGORI DIFF. FAVORE CONTRO RETI T. R. T. R. +48 4 2 3 1 +41 10 10 3 3 +17 5 4 9 4 +9 7 7 5 5 +20 9 4 1 1 +3 11 8 11 7 +6 4 2 9 8 +1 8 7 6 3 -2 3 2 6 6 -10 5 3 8 5 -5 11 9 6 4 -2 4 3 9 7 -6 8 6 7 7 = 8 7 8 7 -9 6 6 5 5 -10 5 5 8 8 -19 6 5 9 8 -16 7 6 5 5 -30 7 6 5 3 -36 7 4 12 9

PUNTI POSIZIONE ULTIME 2010-2011 STAGIONE QUATTRO E DIFF. 2010-2011 GARE 58 (+26) 82 (-2) 66 (-2) 66 (-4) 70 (-9) 76 (-18) 63 (-7) 46 (+10) 42 (+9) 46 (+3) 46 (+2) in B 51 (-5) in B 45 (-2) 56 (-13) 51 (-9) 41 (-5) in B 43 (-21)

7 1 4 4 3 2 6 11 16 11 11 in B 9 in B 14 8 9 17 in B 15

VNVV VVPV VVVV PNVV NVPV VPVP NNNV VVVV VVVP NNNV NPNP VPPP PNVN PNPP NPPN NPNP PVPV PNPP PNVP PPPP

A parità di punti e di partite giocate, la classifica tiene conto di quest'ordine preferenziale: 1) punti e differenza reti negli scontri diretti se tutti giocati 2) differenza reti globale 3) gol segnati 4) ordine alfabetico Le ultime tre retrocedono in serie B. Juventus campione d'Italia, Lecce, Novara e Cesena retrocesse in serie B *sei punti di penalizzazione U CHAMPIONS U PRELIMINARI DI CHAMPIONS U EUROPA LEAGUE U RETROCESSIONE

laMoviola di FRANCESCO CENITI

fceniti@gazzetta.it

Mani di Zaccardo: Bologna penalizzato In stagione 135 rigori: mai così tanti dal 1950 Si chiude la stagione degli arbitri con una domenica tranquilla: ieri pochi errori quasi tutti concentrati in area (ma ben 135 i rigori concessi nel torneo, di più solo nel 1949-1950: ne furono assegnati 140). Adesso è tempo di bilanci e soprattutto di scelte per il futuro. Bisognerà attendere oltre un mese e mezzo per sapere promozioni e bocciature. Il designatore Braschi e il presidente Nicchi rivendicano i buoni risultati dei fischietti di A, ma la stagione sarà ricordata anche per alcuni errori importanti in partite di primissimo piano. Di sicuro un problema è sotto gli occhi di tutti: la divisione in due della Can e la conseguente riduzione dei direttori di gara per la massima serie, ha portato scompensi evidenti. Troppo esiguo il numero di 20: Lega e Figc farebbero meglio a porre rimedio. Anche perché il 2 luglio l’Ifab potrebbe dare il via libera all’utilizzo dei giudici di

porta nei campionati nazionali: in Italia sarebbero fondamentali. E a quel punto qualche meccanismo dovrà per forza essere rivisto... CATANIA-UDINESE 0-2 De Marco di Chiavari Netto il rigore assegnato al Catania (e fallito da Gomez): Pereyra stende in modo ingenuo Catellani. Nella ripresa altro caso in area dei siciliani: spinta al limite di Almiron su Fabbrini. CESENA-ROMA 2-3 Russo di Nola Reclama il rigore la Roma sulla punizione di Totti: in effetti Rennella alza il braccio, ma sembra una protezione del viso. Nella ripresa molto sospetto il contatto tra Djokovic e Rosi. CHIEVO-LECCE 1-0 Banti di Livorno Non accade praticamente nulla fino al gol del Chievo. Subito

L’intervento con il braccio di Zaccardo: rigore non visto SKY dopo inevitabile rosso diretto a Carrozzieri per un’entrata scomposta e davvero brutta su Thereau. FIORENTINA-CAGLIARI 0-0 Gallione di Alessandria Più di un dubbio per la spinta di Olivera su Conti: ci poteva stare il rigore. Ok annullare il gol di Natali: di poco, ma è fuorigioco. Rischia Cerci: intervento d’arancione su Dessena, arriva il giallo. GENOA-PALERMO 2-0 Valeri di Roma Severo il giallo per simulazione a Gilardino anche se non c’erano gli estremi del rigore (Muñoz non fa fallo). Non c’è fuorigioco sui gol del Genoa. JUVENTUS-ATALANTA 3-1 Gava di Conegliano E’ ininfluente il fuorigioco di Gabbiadini, a terra sul cross di Bellini, nell’azione che provoca l’autogol di Lichtsteiner (regolare invece la posizione di

Bonaventura). Giusto il rigore per la Juventus: Manfredini trattiene Borriello. MILAN-NOVARA 2-1 Velotto di Grosseto Pochi problemi per l’arbitro. Bravi anche gli assistenti: non c’è fuorigioco sul vantaggio del Novara e neppure sul gol-vittoria siglato da Inzaghi. NAPOLI-SIENA 2-1 Celi di Bari Gara tranquilla per Celi. Manca una punizione dal limite al Napoli (fallo su Lavezzi). Otto gli ammoniti. PARMA-BOLOGNA 1-0 Ciampi di Roma Negato un rigore al Bologna: netto il tocco con la mano di Zaccardo. Nella ripresa rischia il rosso Kone per una «camminata» sulla schiena di Valdes dopo un fallo commesso. (Lazio-Inter a pagina 17)

28 RETI: Ibrahimovic (10) (Milan) 24 RETI: Milito (8) (Inter); 23 RETI: Cavani (3) (Napoli); Di Natale (4) (Udinese) 18 RETI: Palacio (3) (Genoa) 16 RETI: Denis (3) (Atalanta); Miccoli (2) (Palermo) 15 RETI: Giovinco (4) (Parma) 14 RETI: Jovetic (4) (Fiorentina) 13 RETI: Klose (Lazio) 12 RETI: Destro (Siena) 11 RETI: Di Michele (5) (Lecce); M. Rigoni (6) (Novara); Osvaldo (Roma); Calaiò (4) (Siena) 10 RETI: Di Vaio (1) (Bologna); Pinilla (3) (2 con il Palermo) (Cagliari); Matri (Juventus); Nocerino (Milan) 9 RETI: Lodi (7) (Catania); Marchisio (Juventus); Hamsik e Lavezzi (1) (Napoli); Borini (Roma) 8 RETI: Ramirez (Bologna); Mutu (2) (Cesena); Vucinic (Juventus); Hernanes (4) (Lazio); Floccari (2) (Parma); Totti (2) (Roma) 7 RETI: Diamanti (1) (Bologna); Larrivey (2) (Cagliari); Bergessio (Catania); Pellissier (3) (Chievo); Vidal (1) (Juventus); Muriel (Lecce); Bojan (Roma) 6 RETI: Moralez (Atalanta); Thereau (Chievo); Gilardino (2) (2 con la Fiorentina) e Jankovic (Genoa); Pepe (Juventus); Robinho (Milan); Pandev (Napoli); Budan e Hernandez (2) (Palermo); Biabiany (Parma) 5 RETI: Acquafresca (Bologna); Legrottaglie (Catania); Paloschi (Chievo); Cerci (Fiorentina); M. Rossi e Sculli (2 reti con la Lazio) (Genoa); Pazzini (Inter); Candreva (1) (2 con il Cesena) e Rocchi (Lazio); Boateng (Milan); Silvestre (Palermo); Basta (Udinese) 4 RETI: Marilungo (Atalanta); Conti (1) (Cagliari); Almiron, Barrientos e Gomez (Catania); Moscardelli (Chievo); Montolivo (1) (Fiorentina); Cambiasso e Sneijder (Inter); Quagliarella (Juventus); Kozak, Lulic e Mauri (Lazio); Maxi Lopez (2) (3 con il Catania) (Milan); Mascara (1 rete con il Napoli) e Morimoto (Novara); Paletta (Parma); De Rossi, Fabio Simplicio e Lamela (Roma); Bogdani e Brienza (Siena); Floro Flores (Udinese) 3 RETI: Portanova (Bologna); Ibarbo e Thiago Ribeiro (Cagliari); Marchese (Catania); Santana (Cesena); Thiago Motta (Inter); Bonucci, Del Piero e Pirlo (Juventus); Ledesma (3) (Lazio); Bertolacci, Cuadrado e Giacomazzi (Lecce); Cassano e Muntari (Milan); Dzemaili e Maggio (Napoli); Caracciolo (1 rete con il Genoa) e Jeda (Novara); Bertolo (Palermo); Modesto e Okaka (1) (Parma); Juan e Pjanic (Roma); D'Agostino (1) (Siena); Asamoah e Isla (Udinese) 2 RETI: Bonaventura, Schelotto e Tiribocchi (Atalanta); Spolli (Catania); Del Nero e Eder (Cesena); L. Rigoni e Sammarco (Chievo); Lazzari, Nastasic e Natali (Fiorentina); Jorquera, Kukca e Veloso (Genoa); Alvarez, Forlan, Maicon, Nagatomo, Samuel e Zarate (Inter); Borriello, Chiellini e Lichsteiner (Juventus); Cana (Lazio); Brivio, Corvia e Grossmuller (Lecce); El Shaarawy, Emanuelson, Seedorf e Thiago Silva (Milan); Campagnaro, Cannavaro, Dossena, Gargano e Zuniga (Napoli); Porcari e Rubino (Novara); Donati, Ilicic, Mantovani, Migliaccio e Zahavi (Palermo); Gobbi e A. Lucarelli (Parma); Marquinho (Roma); Fabbrini, Pinzi e Torje (Udinese) 1 AUTORETE: Brivio (Lecce) pro Cagliari; Acquafresca (Bologna) pro Lazio; Lodi (Catania) pro Milan; Centurioni (Novara) pro Parma; De Sanctis (Napoli) pro Roma; Pisano (Cagliari) pro Milan; Ludi (Novara) pro Palermo; Granqvist (Genoa) pro Cagliari; Rinaudo (Novara) pro Cesena; Izco (Catania) pro Udinese; M. Rossi (Cesena) pro Atalanta; Luciano (Chievo) pro Parma; Moras (Cesena) pro Fiorentina; Astori (Cagliari) pro Napoli; Rubin (Bologna) pro Lazio; Morleo (Bologna) pro Palermo; Andreolli (Chievo) pro Catania; Del Grosso (Siena) pro Genoa; Diakitè (Lazio) pro Novara; Brkic (Siena) pro Bologna; Canini (Cagliari) pro Juventus; Lichtsteiner (Juventus) pro Atalanta RETI: in questo turno 25 (2 rigori, 1 autorete); in totale 973 (106 rigori, 22 autoreti)

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GAZZAPOSTER LE IMMAGINI PIU’ BELLE E INEDITE

LA GRANDE FESTA 2

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1. L’emozione per il ritorno della Juventus sul trono d’Italia coincide con la commozione per il saluto di Alex Del Piero. Quando il capitano viene sostituito, i 40.000 dello Juventus Stadium, il quarto di casa in cui Ale ha giocato e vinto, lo invocano: lui si alza in piedi e raccoglie l’omaggio del suo pubblico. Interminabile ANSA

2. È un bacio pieno di orgoglio quello che Andrea Agnelli, 36 anni, può appoggiare alla coppa dello scudetto. Il presidente della Juve è il primo uomo chiave della straordinaria stagione bianconera, lui è il simbolo di continuità con il passato: ancora una volta c’è un Agnelli alla guida della Juve vincente LAPRESSE

3. Antonio Conte e Andrea Pirlo posano sorridenti con la coppa campionato. L’allenatore e il regista sono stati le armi in più della Juventus. Il primo, al debutto sulla panchina di una big, ha forgiato il carattere della squadra; l’altro, «scaricato» dal Milan, è risorto ritrovando il piacere di dettare il gioco LAPRESSE

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E DELLA JUVE CAMPIONE D’ITALIA

DEGLI INVINCIBILI 1

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4. Lapo Elkann e Alex Del Piero: ovvero fantasia manageriale da una parte e calcistica dall’altra. Il nipote dell’Avvocato è da sempre uno sfegatato tifoso juventino: non poteva mancare alla passerella finale e soprattutto non poteva mancare l’occasione di farsi immortalare con l’uomo che suo nonno definì Pinturicchio LAPRESSE

5. Un fiume di gente per le strade di Torino: in mezzo, quasi invisibile ma preziosissimo con il suo carico di campioni, il pullman scoperto della Juventus. Immersi tra i tifosi, la squadra bianconera ha raccolto l’entusiasmo del suo popolo, che dopo anni di delusioni è tornata a festeggiare IMAGE SPORT

6. Il management della Juventus targata Andrea Agnelli, che col suo avvento al vertice ha rivoluzionato l’organigramma bianconero. Da sinistra, in senso orario, l’a.d. Beppe Marotta, il direttore sportivo Fabio Paratici, l’allenatore Antonio Conte, il responsabile comunicazione Claudio Albanese e il presidente Agnelli LAPRESSE


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MONDO INGHILTERRA

4 Finale thrilling

ALBO D’ORO 1992-93 Man. United 1993-94 Man. United 1994-95 Blackburn 1995-96 Man. United 1996-97 Man. United 1997-98 Arsenal 1998-99 Man. United 1999-00 Man. United 2000-01 Man. United 2001-02 Arsenal 2002-03 Man. United 2003-04 Arsenal 2004-05 Chelsea 2005-06 Chelsea 2006-07 Man. United 2007-08 Man. United 2008-09 Man. United 2009-10 Chelsea 2010-11 Man. United 2011-12 Man. City

Di Aguero al 94’ il gol del titolo

Pazzo C

Segna Zabaleta, il Qpr ribalta con Cisse e Mackie. Pari di Dzeko, alla fine decide il Kun MANCHESTER CITY QPR

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GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 1-0 MARCATORI Zabaleta (MC) al 39’ p.t., Cissé (QPR) al 3’ s.t., Mackie (QPR) al 21’ s.t., Dzeko (MC) al 46’ s.t., Aguero (MC) al 49’ s.t. MANCHESTER CITY (4-2-3-1) Hart 6; Zabaleta 7, Kompany 6, Lescott 5, Clichy 6,5; Y.Touré 6,5 (dal 44’ s.t. De Jong 5,5) Barry 6 (dal 23’ s.t. Dzeko 6,5); Silva 5,5, Aguero 7, Nasri 6,5; Tevez 5 (dal 30’ s.t. Balotelli 6,5). PANCHINA Pantilimon, Richards, Kolarov, Milner. ALLENATORE Mancini 8. QPR (4-4-2) Kenny 5,5; Onuoha 6, A.Ferdinand 6, Hill 6, Taiwo 6; Mackie 6,5, Barton 4, Derry 6, Wright-Phillips 5,5; Zamora 4 (dal 30’ s.t. Bothroyd 5,5), Cisse 6 (dal 13’ s.t. Traoré 6). PANCHINA Cerny, Gabbidon, Campbell, Buzsaky, Taarabt. ALLENATORE Hughes 6. ARBITRO Dean 6

DAL NOSTRO INVIATO

STEFANO BOLDRINI MANCHESTER (Inghilterra)

«Crazy, it’s crazy», gridano i cronisti inglesi, in gioiosa processione verso la postazione della Gazzetta. Hanno ragione, il calcio è una splendida follia: solo questo sport può assegnare un titolo al 94’ dell’ultima giornata, con una squadra che al 91’ perdeva 2-1 e nel giro di due minuti, esattamente dal 91’15" al 93’20", pareggia e vince 3-2. Il Manchester City è campione dopo 44 anni, viva il City, ma questa domenica 13 maggio 2012 entra nella storia della Premier. «È il più grande finale di stagione del nostro calcio», racconta la Bbc, esempio illustre di buon giornalismo. Il più grande finale di sempre è scritto da un argentino, uno spagnolo, un bosniaco e un italiano.

ESPULSI Barton (QPR) al 10’ s.t. AMMONITI Aguero (MC) per comportamento non regolamentare, Bothroyd (QPR) per gioco scorretto. NOTE spettatori 48.000. Tiri in porta: 9-3.

Tiri fuori: 9-3. Angoli: 19-0. In fuorigioco: 1-1. Recuperi: 3’ p.t.; 5’ s.t.

Presagi Alle 16.51 di questa domenica indimenticabile, il campione d’Inghilterra è il Manchester United. La squadra di Ferguson ha battuto 1-0 il Sunderland con un gol di Rooney al

20’. Il City sta perdendo 2-1 in casa con il QPR dell’ex Mark Hughes. I londinesi stanno vincendo in 10: Joey Barton, uno dei maledetti del calcio inglese, guru di twitter e pugno proibito — 77 giorni di galera nel suo curriculum — è stato espulso al 55’ dopo una gomitata a Tevez e un calcione ad Aguero. I gestacci di Barton hanno provocato una rissa. Mancini ha bloccato Kompany e placcato Balotelli, in quel momento impegnato nel riscaldamento. Il City era passato al 39’: tiro di Zabaleta e papera del portiere Kenny. Ma al 44’ si era abbattuto un fulmine sul City: l’uscita di Yaya Touré per uno stiramento. L’ex laziale Cisse al 3’ della ripresa su erroraccio di Lescott e Mackie al 21’ hanno ribaltato il risultato: 2-1 per il QPR. I tifosi della squadra londinese hanno preso in giro i rivali mimando il «Poznan», la danza del gol che quelli del City hanno copiato dai polacchi. La svolta Rieccoci alle 16.51. Il City è sulle gambe. Roberto Mancini è stravolto. Ha cercato

S Vincent Kompany alza il trofeo della Premier. Alla sua sinistra Balotelli e Mancini, sulla destra, con la bandiera bosniaca, Dzeko REUTERS

di scuotere la squadra, urlando come un forsennato. Si è inginocchiato un paio di volte. Ha gettato sulla panchina sciarpa e cappotto. Ha buttato nella mischia Dzeko e Balotelli, togliendo Barry e un disastroso Tevez. Il City raccoglie solo corner: saranno 19 alla fine. Qualche tifoso del City non trattiene le lacrime. Il QPR si difende come può. Deve salvarsi. Se vince resta in Premier, se perde rischia di essere sorpassato dal Bolton, che sta conducendo 2-1 sul campo dello Stoke. Al 77’, pareggia lo Stoke: il QPR ha la

salvezza in tasca. Alle 16.51, nel primo dei 5 minuti di recupero concessi da Dean, sull’ennesimo calcio d’angolo, Silva trova la testa di Dzeko: il bosniaco firma il 2-2. Mancini ordina alla squadra di buttarsi all’assalto. La radio trasmette il risultato di Stoke-Bolton: 2-2. Il QPR è salvo. Hughes dalla panchina fa cenni eloquenti: game over. Il City riparte. Balotelli riceve il pallone e vede Aguero. L’argentino è stato un fantasma. Difficile stabilire chi sia stato, tra lui e Tevez, il peggiore. Aguero si fa forza con i

FRANCIA PENULTIMA GIORNATA DI LIGUE1

Il Montpellier vince all’ultimo assalto Psg, addio titolo? Rete di Ait-Fan al 94’ e adesso alla capolista manca un solo punto per fare festa ALESSANDRO GRANDESSO Twitter @calciofrancese PARIGI

Un finale all’inglese, magari a lieto fine come a Manchester, lato City. È la sceneggiatura al limite dell’impossibile per Carlo Ancelotti, che potrebbe piantare la bandiera italiana sul campionato francese (come hanno già fatto Roberto Mancini in Inghilterra e Luciano Spalletti in Russia) solo con un miracolo. Perché nonostante il 3-0 del Psg al Rennes il Montpellier è sempre davanti con tre punti di vantaggio dopo l’1-0 rifilato al 94' al Lilla nello scontro diretto tra prima e terza (in rete Ait Fana). Ma almeno la differenza reti, primo criterio in caso di parità, è azzerata. Quindi alla squadra dell’ex allenatore del Milan servirà vincere a Lorient all’ultima giornata, sperando in un’improbabile sconfitta del Montpellier sul campo dell’Auxerre ultimo, retrocesso dopo 32 stagio-

ni. Per l’Europa League potrebbe essere decisivo lo scontro diretto St Etienne-Bordeaux di domenica. In coda, resta tutto aperto nella corsa a evitare gli ultimi due posti da retrocessione. La partite La squadra di Ance-

lotti invece giocherà la Champions senza passare per i preliminari, grazie alla vittoria di carattere di ieri, ispirata da Menez, ma concretizzata da una tripletta di Nené (nella foto) che aggancia al primo posto in classifica cannonieri il bomber del Montpellier, Giroud, a 21. Il primo gol arriva al 2’ con Pastore che innesca Menez. L’ex giallorosso in area elimina Apam e gira dietro per il brasiliano. Che raddoppia al 13’ di sinistro su punizione, ottenuta al limite da Menez. Il tris, su rigore, è ancora un omaggio di Menez. 37a GIORNATA Ajaccio-Lione 1-1; Bordeaux-Lorient 1-0; Brest-Valenciennes 1-0; Caen-Sochaux 1-3; Digione-Tolosa 1-1; Marsiglia-Auxerre 3-0; Montpellier-Lilla 1-0; Nancy-St. Etienne 3-2; Nizza-Evian 1-1; Psg-Rennes 3-0. CLASSIFICA Montpellier 79; Psg 76; Lilla 71; Lione 64; Bordeaux 58; St. Etienne, Rennes 57; Tolosa 56; Evian 50; Marsiglia 48; Nancy 45; Valenciennes 40; Nizza, Lorient, Sochaux 39; Brest, Caen, Ajaccio 38; Digione 36; Auxerre 34. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Mario sceglie Manchester «Non mi vedo lontano da qui»

L’OROLOGIO DEL TRIONFO IN PREMIER

Balotelli sicuro: «Abbiamo vinto perché siamo i migliori». È già tempo di affari: Van Persie e Hazard i nomi più caldi DAL NOSTRO INVIATO

MANCHESTER (Inghilterra)

Sventola il tricolore sulla cima della Premier: Roberto Mancini indossa una bandiera italiana sulle spalle e non la mollerà più. Mario Balotelli ha il cappello biancoceleste da joker ed è avvolto da un immenso drappo verde bianco e rosso. Viva l’Italia a Manchester: Mancio e Balotelli tirano il gruppo, dietro Salsano, Lombardo, Viganò, Carminati. Un’altra bandiera in tribuna: c’è scritto Forza azzurri. Fa un certo effetto, soprattutto da queste parti, nella patria dei maestri del calcio, dove i maestri siamo noi. La gente si rotola sul prato. C’è chi piange, chi ride e chi pensa alle fotografie. La premiazione comincia con i reduci del titolo del 1968 che sfilano sul tappeto. Poi tocca allo staff tecnico. E poi Mancio e i giocatori. Suona la musica: Beatles, Oasis, Queen.

suoi polpacci di ferro e le gambe tozze. Salta un avversario. Ne dribbla un altro. Scarica il destro: Kenny sfiora solo il pallone, che finisce la corsa in rete. È uno di quei momenti che entra nella storia dello sport e fa molto cinema: basta pensare al replay della rete in rovesciata di Pelé in «Fuga per la vittoria». È un gol che i tifosi del City vedranno mille volte. Sarà tramandato di padre in figlio. Sono le 16.56. Il City è campione d’Inghilterra. Pazzo, folle, adorabile calcio. GDS

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Taccuino

SPAGNA ULTIMA GIORNATA DI LIGA

Il Real nella storia Con Mou 100 punti e 121 gol segnati Quattro reti anche al Maiorca (2 di Özil) Il Malaga vince e va in Champions, Villarreal retrocede Più che triplete, tripla cifra. Il Real raggiunge l’ultimo obiettivo stagionale: batte il Maiorca 4-1 con due gol di Ozil e una firma a testa per Cristiano Ronaldo e Benzema, raggiungendo così quota 100 punti. È una prima volta per la Liga (il Barcellona 2009-10 si era fermato a 99), festeggiata da un Mourinho in camicia bianca, simbolo che alcuni giocatori avevano chiesto di indossare ai tifosi. Nella giornata dei numeri da mani nei capelli, CR7 chiude a 46 gol in campionato: non raggiunge Messi, pichichi con 50, ma riesce a chiudere la stagione avendo segnato almeno un gol a tutte le avversarie di Liga. Champions e Segunda L’ultima giornata ha portato anche altri verdetti. Il Malaga milionario della famiglia Al Thani incassa i dividendi delle spese estive: con un gol di Rondon vince con lo Sporting Gijon e chiude quarto. Farà il preliminare di Champions (prima volta nella storia) grazie al +2 sull’Atletico Madrid, che giocherà da detentore in Europa League assieme al Levante, capace di vincere 3-0

Mancini Ma questo titolo è una

QATAR

Raul va all’Al Sadd Il prossimo anno Raul vesti rà la maglia dell’Al Sadd di Doha. Ad annunciarlo è il club qatariota, che non ha rivelato né la durata del con tratto né il suo ammontare. L’ex na zionale spagnolo lascia lo Schalke 04 dopo due stagioni in cui ha con quistato l’affetto dei tifosi, con 40 gol in 98 partite. L’attaccante è arri vato sabato a Doha, dove ha assi stito alla sconfitta dei suoi futuri compagni di squadra nella finale della Coppa dell’Emiro.

AUSTRIA

Salisburgo campione Il tedesco Mesut Özil, 23 anni EPA

col Bilbao con gol «italiani»: due Ghezzal e uno Farinos. In coda, la terza retrocessione è del Villarreal, che ha iniziato la stagione in Champions (come la Samp 2010-11) e la chiude con la discesa in Segunda. Possibile (probabile?) che ci siano novità di mercato per Giuseppe Rossi. 38a GIORNATA: Real Sociedad-Valencia 1-0 (sabato), Betis-Barcellona 2-2 (sabato), Getafe-Saragozza 0-2, Levante-Athletic Bilbao 3-0, Real Madrid-Maiorca 4-1, Rayo-Granada 1-0, Espanyol-Siviglia 1-1, Malaga-Sporting Gijon 1-0, Villarreal-Atletico Madrid 0-1, Racing-Osasuna 2-4. CLASSIFICA Real Madrid 100; Barcellona 91 (in Champions); Valencia 61 (in Champions); Malaga 58 (prel. Champions); Atletico Madrid 56 (Europa League); Levante 55 (Europa League); Osasuna 54; Maiorca 52; Siviglia 50; Atl. Bilbao 49; Real Sociedad, Betis, Getafe 47; Espanyol 46; Rayo Vallecano, Saragozza 43; Granada 42; Villarreal 41 (in Segunda); Sporting Gijon 37 (in Segunda); Racing 27 (in Segunda). © RIPRODUZIONE RISERVATA

SALISBURGO Il Salisburgo ha vinto per la settima volta il cam pionato austriaco. Il titolo è arriva to alla penultima giornata grazie al la vittoria per 5 1 sul campo del Wiener Neustadt. Il Salisburgo si ri prende così il titolo, ceduto lo scor sa anno allo Sturm Graz, attualmen te quinto a 17 punti dal Salisburgo. È il quarto titolo per il Salisburgo da quando il club è stato rilevato dal fondatore della Red Bull, proprieta rio anche di un’altra squadra di cal cio a New York, il team di F1, un team di moto e una squadra di hoc key ghiaccio.

OCEANIA

Auckland campione I neozelandesi dell’Auckland City hanno vinto la Champions Lea gue dell’Oceania per la seconda vol ta consecutiva, la quarta nella loro storia. Dopo il 2 1 dell’andata, han no battuto il Tefana di Tahiti anche nella finale di ritorno (0 1). I neoze landesi saranno quindi al Mondiale per club 2012.

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È un titolo strameritato e questo è il finale perfetto di una stagione folle ROBERTO MANCINI ALLENATORE MAN. CITY

sinfonia italiana. «Per me rappresenta qualcosa di fantastico — spiega Mancini —. Vincere qui, in Inghilterra, è il massimo per un allenatore. È un titolo strameritato e questo è stato il finale perfetto di una stagione folle. Siamo stati in testa 28 giornate. Abbiamo battuto lo United nei due derby. Sono contento per i giocatori, per il presidente, per il proprietario del club e per i tifosi». Da Sunderland, lo sconfitto Alex Ferguson rende omaggio al City: «Complimenti. Chi vince merita sempre di vincere. Nessuno però s’immaginava un finale come questo». I giocatori dello United erano convinti di essere cam-

LA GAZZETTA DELLO SPORT

pioni. È stato Ferguson a dare la brutta notizia. Aldo e Viganò Mancini vince an-

che nell’applausometro. I tifosi sono in delirio, quando l’altoparlante scandisce il suo nome. Mancio fa il giro di campo e ad un certo punto vede il giornalista della Gazzetta e si porta la mano verso il cuore: «Ho rischiato l’infarto», urla. La scena farà il giro delle tv. A pochi metri di distanza, ecco papà Aldo, 78 anni, che Mancio ha voluto con sé in questi giorni. Mancini abbraccia forte Viganò, storico massaggiatore di Sampdoria e Lazio. Balotelli Mario Balotelli non ha bisogno di essere incoraggiato per scatenarsi. Alla tv inglese racconta: «Abbiamo vinto perché siamo i migliori. I più forti. È stata una stagione fantastica. Sul piano personale, troppe persone parlano male di Balotelli. Ora queste persone devono tacere. Il City è una grande squadra. Nel mio futuro non mi vedo lontano da qui». Una brutta notizia per i club che vorrebbero riportarlo in Italia, ma in tre mesi possono accadere tante cose. Zabaleta guarda già al futuro: «Il gol di Dzeko è stato una liberazione. Siamo campioni, ora c’è l’Europa». La Champions Mancini guarda

oltre: la Champions. «Dobbiamo rinforzarci per essere competitivi oltre i confini inglesi. Quest’anno siamo mancati nelle coppe. La stagione prossima vogliamo lottare per la Champions». I nomi per rinforzarsi: Cavani o Van Persie, Hazard, Dembele, Rami, Javi Martinez. È già mercato, ma oggi è ancora festa: alle 18.30 la sfilata del bus scoperto in città. bold © RIPRODUZIONE RISERVATA

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VERDETTI

38a giornata ChelseaBlackburn 2-1, EvertonNewcastle 3-1, Manchester City-Qpr 3-2, NorwichAston Villa 2-0, Stoke-Bolton 2-2, SunderlandMan. United 0-1, SwanseaLiverpool 1-0, TottenhamFulham 2-0, West BromArsenal 2-3, Wigan-Wolves 3-2. Classifica Man. City 89, Man. United 89 (in Champions); Arsenal 70 (in Champions); Tottenham 69 (preliminare Champions); Newcastle 65 (Europa L.); Chelsea 64 (Europa L.); Everton 56; Liverpool (Europa L.), Fulham 52; Wba, Swansea, Norwich 47; Sunderland, Stoke 45; Wigan 43; Aston Villa 38; Qpr 37; Bolton 36 (Championship); Blackburn 31 (Championship); Wolves 25 (Championship)


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SERIE BWIN IL POSTICIPO DELLA 40a (ORE 20.45)

Verona, una vittoria per agganciare la A Stasera l’Hellas sul campo dell’AlbinoLeffe già retrocesso In porta c’è Frattali: «E’ un segnale del mio amico Morosini» ALBINOLEFFE VERONA

FACCI-VIGHINI

Importante occasione per il Verona, che gioca stasera il posticipo sul campo del già retrocesso AlbinoLeffe. In caso di vittoria, la squadra di Mandorlini raggiungerebbe il Torino a quota 76 punti, ma sarebbe in vantaggio e quindi seconda in virtù dello scontro diretto. E’ vero che i granata recuperano martedì la gara mancante, ma a livello psicologico sarebbe una bella spinta per l’Hellas. Qui Verona A proposito di spin-

te, stasera al Verona non mancherà quella dei tifosi. Saranno in più di 4.000 a seguire la squadra a Bergamo. Mandorlini non crede che sarà una gara semplice: «Nessuno gioca per perdere, l'AlbinoLeffe vorrà fare bella figura contro noi anche se sono già retrocessi». Ci sono problemi, tra l'altro, per l'allenatore del Verona. Ha alzato bandiera bianca il portiere Rafael (campionato finito, ma comunque convocato) e oggi tocca al vice Frattali. Grande amico di Morosini, il nuovo portiere titolare del Verona si fa prendere dall'emozione quando ricorda due incredibili coincidenze: «Rafael si è fatto male contro il Livorno, la squadra di Piermario e

Andrea Mandorlini, 51 anni, è l’allenatore del Verona LAPRESSE

io debutterò a Bergamo, proprio sotto la curva Morosini: sarà una grande emozione». Mancherà Tachtsidis, che non ha smaltito il problema agli adduttori: al suo posto Jorginho. Anche Hallfredsson non è al meglio, però stringerà i denti. Assenti anche Galli e Doninelli, c'è però Esposito che potrebbe trovare spazio. In attacco Mandorlini rinnova la fiducia a Bjelanovic, con Gomez e forse Berrettoni.

ALBINOLEFFE (4-1-3-2) 1 TOMASIG 14 SALVI 55 MAINO 3 BERGAMELLI 77 PICCINNI 58 HETEMAJ 21 LANER 29 GIRASOLE 18 CRISTIANO 9 COCCO 32 TORRI All. PALA

VERONA (4-3-3) 26 FRATTALI 13 ABBATE 17 MARECO 5 CECCARELLI 33 PUGLIESE 8 RUSSO 19 JORGINHO 10 HALLFREDSSON 21 GOMEZ 32 BJELANOVIC 27 BERRETTONI All. MANDORLINI

PANCHINA 27 Offredi, 99 Ondei, 5 Lebran, 49 Di Cesare, 11 Foglio, 95 Borovjos, 23 Pacilli.

PANCHINA 12 Nicolas, 23 Cangi, 4 Esposito, 14 D'Alessandro, 9 Ferrari, 6 Lepiller, 11 Pichlmann.

ARBITRO Cervellera di Taranto GUARDALINEE Schenone-Fiorito PREZZI da 13 a 50 euro TV Sky Sport 1 HD, Calcio 1 HD, SuperCalcio HD e Premium Calcio

Qui AlbinoLeffe Qualche rientro per Pala, ma la lista degli infortunati è sempre lunga: non sono disponibili D’Aiello, Daffara, Regonesi, Previtali, Cisse e Germinale. Diverse le alternative per il tecnico: Di Cesare è in ballottaggio con Hetemaj, mentre Ondei lo è con Bergamelli al rientro dopo un intervento. In attacco dubbio tra Pacilli e Torri per fare coppia con Cocco.

LEGA PRO SUPERCOPPA LA SITUAZIONE

Domani 2 gare Toro-Sassuolo con il Pescara Sono giorni decisivi per la promozione diretta. Stasera il Verona completa la 40ª giornata, domani ci sono altre due partite (ore 20.45): il Pescara (in dubbio Immobile e Verratti) recupera gli ultimi 59’ col Livorno (che parte dal 2 0) e si recupera Torino Sassuolo. Per questo il giudice sportivo ha già deliberato per queste 4 squadre, squalificando per una giornata Romagnoli del Pescara (8mila euro al club); domani le altre decisioni. LA CLASSIFICA

Così dopo 40 giornate: Pescara* p. 77; Torino* 76; Sassuolo* 74; Verona* 73; Varese 68; Sampdoria 67; Padova 63; Brescia 57; Reggina 55; Juve Stabia ( 4) 54; Modena 51; Crotone ( 2) 49; Cittadella e Grosseto 48; Bari ( 6) 47; Empoli e Ascoli ( 7) 43; Livorno* 39; Vicenza 38; Nocerina 37; Gubbio 32; AlbinoLeffe* 25. (*una partita in meno). IL PROSSIMO TURNO

SABATO (ore 18) Verona Varese (0 0) DOMENICA (ore 12.30) Torino Modena (1 2) DOMENICA (ore 15) Ascoli Crotone (2 1) Brescia Livorno (2 0) Cittadella Juve Stabia (1 3) Grosseto Empoli (2 2) Gubbio AlbinoLeffe (0 0) Nocerina Padova (2 2) Sassuolo Reggina (1 1) Vicenza Bari (2 2) DOMENICA (ore 18) Sampdoria Pescara (0 1)

PRIMA DIVISIONE L’ANDATA

Ternana-Spezia Tante occasioni ma nessuna rete Giovedì la partita di ritorno preceduta dalla consegna dei premi Cestani e Laudano 0-0

TERNANA-SPEZIA

GIUDIZIO +++ TERNANA (3-4-3) Ambrosi 6; Fazio 6, Ferraro 6,5, De Giosa 6; Dianda 6,5, Carcuro 7, Miglietta 7, Gotti 6; Giacomelli 5, Litteri 6 (dal 22' s.t. Docente 5,5), Sinigaglia 5,5. (Virgili, Chianello, Stendardo, Cejas, Camillini, Arrigoni). All. Toscano 6,5. SPEZIA (4-4-2) Russo 6,5; Madonna 6, Lucioni 6 (dal 18' s.t. Bianchi 6), Ricci 6, Mora 5,5; Guerra 5,5, Grauso 5,5, Buzzegoli 5,5, Testini 5; Iunco 6 (dal 27' s.t. Evacuo s.v.), Marotta 5,5 (dal 7' s.t. Lazzoni 5,5). (Conti, Pedrelli, Murolo, Marras). All. Serena 6. ARBITRO Bindoni di Venezia 6. NOTE spettatori 3.000 circa, paganti e incasso n.c. Ammoniti Sinigaglia, Lazzoni e De Giosa. Angoli 6-6.

MASSIMO LAURETI TERNI

E' mancato soltanto il gol tra Ternana e Spezia nell’andata della Supercoppa di Prima divisione. Le due squadre, pur con la pancia piena per la B acquisita, non si sono risparmiate. Ha attaccato di più la Ternana che ha avuto occasioni importanti per passare, ma lo Spezia non è stato a guardare. Nella ripresa la Ternana ha accentuato la pressione e al 3' Giacomelli ha mancato la rete da un metro, ma lo Spezia ha preso un palo con Guerra. Serena ha aggiunto Evacuo passando al 4-3-3, ma l’ultima occasione l’ha sprecata Docente. Ritorno e premiazione La Supercoppa sarà asse-

gnata giovedì a La Spezia nel ritorno (20.30). Prima della partita, la Lega Pro e La Gazzetta dello Sport premieranno i vincitori dei due concorsi: il premio Cestani (miglior giovane) va a Pisseri (Renate), il premio Laudano (miglior marcatore giovane) a Fischnaller (Alto Adige).

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4

PLAYOFF PLAYOUT Nel prossimo fine settimana iniziano così playoff e playout (ore 16)

S PRIMA A PLAYOFF Pro VercelliTaranto Sorrento-Carpi (ore 17) PLAYOUT MonzaViareggio Pavia-Spal

S PRIMA B PLAYOFF CremoneseTrapani LancianoSiracusa (15) PLAYOUT Piacenza-Prato Latina-Triestina

S SECONDA A PLAYOFF Rimini-Cuneo Entella-Casale PLAYOUT Lecco-Mantova (sabato)

S SECONDA B PLAYOFF PaganeseVigor Lamezia Aprilia-Chieti PLAYOUT NeapolisVibonese

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SECONDA DIVISIONE L’ANDATA

Colpo finale del Perugia: k.o. il Treviso TREVISO-PERUGIA 1-2 GIUDIZIO ++ MARCATORI Ferri Marini (P) al 3’, Reginato (T) al 14’, Tozzi Borsoi (P) su rigore al 49’ s.t. TREVISO (4-4-2) Sartorello 6; Beccia 6, Cernuto 6, Biagini 5, Brunetti 5; Malacarne 5,5, Giorico 6,5 (dal 35’ s.t. Pacini s.v.), Spinosa 6,5, Madiotto 6; Cherillo 5 (dal 6’ s.t. Panarelli 6), Perna 5 (dal 36’ s.t. Reginato 6,5). (Zattin, Granati, Marzolla, Torromino). All. Zanin 6. PERUGIA (4-4-2) Giordano 6,5; Pupeschi 6, Cacioli 6, Russo 6,5, Zanchi 6; Moscati 5, Borgese 6,5 (dal 25’ s.t. Carloto 6), Benedetti 6, Padovani 6 (5’ s.t. Tozzi Borsoi 6); Ferri Marini 6,5, Balistreri 6 (35’ s.t. Luchini s.v.). (Despucches, Proietti, Borghetti, Moneti). All. Battistini 6,5. ARBITRO Marini di Roma 6,5.

NOTE spettatori 600 circa, incasso di 5.835 euro. Espulso Cernuto al 48’ s.t.; ammoniti Cherillo, Russo, Giorico e Panarelli. Angoli 4-5. TREVISO (g.p.z.) Il Perugia vince in extremis l’andata della Supercoppa di Seconda divisione contro un Treviso che aveva molti assenti. Parte veloce la squadra ospite che sfiora il gol con Balistreri. Nella ripresa gli umbri passano grazie a un colpo di testa di Ferri Marini che da un paio di metri trafigge Sartorello. Il Treviso riesce a trovare il pari con il giovanissimo Reginato (17 anni), abile a sfruttare una corta respinta di Giordano e poi, all’ultimo istante, Cernuto (espulso) stende Ferri Marini e il rigore è trasformato da Tozzi Borsoi. Domenica il ritorno (ore 16).

serie D Samb, Ancona, Cosenza e Messina ok In serie D ci sono state prima giornata della poule scudetto, primo turno dei playoff e lo spareggio salvezza. POULE SCUDETTO TRIANGOLARE 1 Valle d’Aosta-Castiglione 0-0. Classifica: Valle d’Aosta e Castiglione p. 1, Venezia 0. Mercoledì Venezia-Valle d’Aosta. TRIANGOLARE 2 Forlì-Teramo 2-3. Classifica: Teramo p. 3, Forlì e Pontedera 0. Mercoledì Pontedera-Forlì. TRIANGOLARE 3 Martina-Salerno 0-0. Classifica: Martina e Salerno p. 1, Hinterreggio 0. Mercoledì Hinterreggio-Martina. REGOLAMENTO Terza giornata domenica. Le vincenti e la migliore seconda vanno alla final four di Gubbio (giovedì 24 e sabato 26). PLAYOFF PRIMO TURNO GIRONE A Chieri-Lavagnese 0-1; Santhià-Novese 4-1. Mercoledì SanthiàLavagnese. GIRONE B Pontisola-MapelloBonate 1-0; Olginatese-Pizzighettone 4-2 d.t.s. Mercoledì Pontisola-Olginatese. GIRONE C Porto Tolle-Sacilese 1-0; Legnago-Montebelluna 2-1. Mercoledì Porto Tolle-Legnago.

GIRONE D Mezzolara-San Paolo 2-1 d.t.s.; Este-Castelfranco 2-1. Mercoledì Mezzolara-Este. GIRONE E Arezzo-Sporting Terni (ore 20.30): Colosimo di Torino; Pianese-Castel Rigone 3-6 d.t.s.; mercoledì la vincente sfida il Castel Rigone. GIRONE F Sambenedettese-Isernia 2-1; Ancona-Civitanovese 4-3. Mercoledì Sambenedettese-Ancona. GIRONE G Marino-Budoni 4-1; Pomigliano-Fidene 2-1. Mercoledì Marino-Pomigliano. GIRONE H Sarnese-Brindisi 3-1; Ischia-Casertana 0-4. Mercoledì Sarnese-Casertana. GIRONE I Cosenza-Palazzolo 3-1; Battipagliese-Messina 1-3. Mercoledì Cosenza-Messina. REGOLAMENTO Gara unica in casa della meglio classificata: se c’è parità si va ai supplementari, se persiste passa la meglio classificata. Domenica terzo turno: alle vincenti si unisce il Bogliasco, miglior semifinalista di Coppa. SPAREGGIO SALVEZZA GIRONE H Real Nocera-Viribus Unitis 2-1. La Viribus Unitis retrocede, il Real Nocera al playout col Grottaglie (domenica tutte le partite di andata).


LUNEDÌ 14 MAGGIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 14 MAGGIO 2012

FORMULA 1 GP SPAGNA QUINTA PROVA DEL CAMPIONATO 2012

Maldonado, trionfo PINO ALLIEVI MONTMELÒ (Spagna)

L’omaggio più bello è stato di Fernando Alonso. Il quale, dopo la doccia liberatoria di champagne ai danni di Pastor Maldonado e Kimi Raikkonen, dal podio ha spruzzato le ultime gocce dalla magnum verso il basso, rendendo onore agli uomini della Williams e a quelli Renault, accorsi a festeggiare. Un modo originale di congratularsi coi vincitori, non senza aver prima sollevato in trionfo Pastor, il dominatore a sorpresa di Montmelò. Esplosione Qualche istante di

felicità prima della paura, quando terrificanti lingue di fuoco si sono levate dal box Williams, per l’esplosione di una batteria del kers mentre si stava togliendo la benzina dalla vettura di Senna. In un istante l’incendio si è propagato alla vicina Caterham. Attimi di terrore, l’intervento dei pompieri, una coltre irrespirabile di fumo, 9 intossicati dalle esalazioni, però nulla di più grave. Freddezza Ma chi è l’uomo che nel GP di Spagna ha vissuto il giorno più bello della sua vita mandando in delirio il Venezuela, presidente Chavez annesso? Maldonado, è giusto ricordarlo, non si era mai piazzato fra i primi nei 23 GP disputati in F.1. Un 10˚ posto in Belgio è il souvenir del 2011, quest’anno è stato 8˚ in Cina. Ma ieri il pilota venezuelano è stato padrone della corsa con una disinvoltura propria di coloro che sono avvezzi a queste cose, anche se per lui era la prima volta da leader. Aver controllato e poi battuto con pieno merito due campioni del mondo come Alonso e Raikkonen è una gioia che si terrà nel cuore tutta la vita. Guidando peraltro per la Williams-Renault, squadra gloriosa ma decaduta, che in questo scorcio di stagione aveva raccolto come miglior risultato un modesto 6˚ posto (con Senna) in Malesia. Equilibrio Sembra di parlare di mondi lontani, invece è quanto sta accadendo nella F.1 di questi giorni, con 5 trionfatori diversi in 5 gare e gente come Sergio Perez e Nico Rosberg che dopo un giorno di gloria è stata risucchiata dal buio. Sarà così anche per la Williams, già velocissima in inverno a Barcellona, o Maldonado potrà ripetersi? Impossibile dirlo. Va accettato che ormai a seconda delle gare e delle temperature, c’è chi emerge e chi affonda. Ma in questa altalena Alonso è tornato in testa al Mondiale (alla pari con Vettel), pur avendo una Ferrari che

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I NUMERI

7

Gli anni L’ultima vittoria Williams risaliva al 24 ottobre 2004 con Juan Pablo Montoya in Brasile

114

Le vittorie La Williams è il 3ª team con più successi dietro Ferrari (217) e McLaren (176). Le vittorie dalla pole sono 46

24

L’attesa I GP corsi da Maldonado fino alla prima vittoria

75

I podi Fernando Alonso è 4˚ dietro Schumacher (154), Prost (106) e Senna (80).

Galleria In alto da sinistra: Alonso stretto da Maldonado al via; problemi per Hamilton al primo pit stop; Schumi tampona Senna al 13˚ giro; collisione sfiorata in corsia box tra Button e Di Resta IPP-COLOMBO

di g.cor.

Outsider Sopra, Pastor Maldonado taglia il traguardo; sotto, festeggiato da Alonso (2˚) e Raikkonen (3˚) EPA-COLOMBO

Impresa Pastor Williams risorge Alonso torna leader Prima vittoria del venezuelano su Fernando e Kimi Il ferrarista aggancia Vettel in testa al Mondiale non è di sicuro la miglior auto in circolazione, anche se ha mostrato progressi evidenti rispetto al grigiore del Bahrain. Illusione Fernando è stato magico al via quando ha superato Maldonado, comandando sino al secondo pit stop. Qui è accaduto qualcosa di difficilmente decifrabile che chiama in causa gli uomini Ferrari. Da un lato Alonso ha perso qualcosa dietro a Pic che non poteva superare sul rettilineo, per le bandiere gialle. Dall’altro, nell’imminenza della sosta di Alonso, Maldonado ha tirato come un matto passando in testa con 6’’2 (!) sulla rossa. Senza affanno il pilota Williams è rimasto al comando anche al terzo pit stop. E Alonso,

dopo essersi avvicinato sino a 8 decimi, ha dovuto desistere per un calo di gomme mentre invece Maldonado, con le Pirelli che secondo le previsioni di tutti avrebbero dovuto cedere, è andato a trionfare con merito. Bello per lui, che riporta il

ANCORA SUL PODIO

Raikkonen è 3˚ «Ma sono deluso, potevo vincere» Kimi Raikkonen è finito sul podio (3˚) per il secondo GP e ora è 4˚ nel Mondiale. Ma il finlandese voleva di più: «Sono un po’ deluso, non eravamo veloci all’inizio perciò ho perso la vittoria. Forse una scelta sbagliata. Se la gara fosse durata un giro in più avrei potuto passare Alonso».

Sudamerica ai fasti di una volta, bello per il ritorno della Williams che ha ribaltato la squadra rispetto a un anno fa. Errore Con una rimonta forsennata Raikkonen ha conquistato il 3˚ posto in scia ai primi: la Lotus ha sbagliato tattica buttando forse via la vittoria, ma i 9˚ in meno sull’asfalto rispetto a sabato, da un lato hanno esaltato la Williams, dall’altra hanno depresso la monoposto di Kimi e quella di Grosjean (4˚). Inesistente la Mercedes (Rosberg 7˚), la furia Lewis Hamilton partendo ultimo e con 2 soste invece di 3, si è piazzato 8˚ davanti a Jenson Button: grandissimo. Vettel con due sorpassi nel finale ha salvato una Red Bull inguardabile e la leadership in questo campionato avvincente e imprevedibile. Tra due domeniche a Montecarlo si replica… © RIPRODUZIONE RISERVATA


LUNEDÌ 14 MAGGIO 2012

Scoppia un incendio mentre festeggia col clan e Sir Frank

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v Attimi di paura identiKit & CARRIERA

e poi il brivido

LA GAZZETTA DELLO SPORT

LE FIAMME La scintilla colpa del Kers Dopo il GP una perdita di corrente dal Kers dell’auto di Senna fa esplodere un contenitore di benzina

La gioia per un successo che mancava dal 2004 rischia di trasformarsi in tragedia: nove intossicati cambiato tutto, anche il nostro approccio allo sviluppo della macchina. Siamo stati ripagati».

MARCO DEGL’INNOCENTI BARCELLONA

La grande festa della Williams e di Pastor Maldonado per la prima vittoria in F.1 del pilota venezuelano ed il ritorno al successo del glorioso team dopo 2.758 giorni si è trasformata in un dramma: un incendio si è sviluppato nel box degli inglesi.

Dura battaglia Una gara diffici-

le, racconta Pastor: «Ho lottato con le gomme, ma la macchina era competitiva. Alonso ha avuto una partenza migliore e mi ha superato, ma ho trovato ritmo ed abbiamo indovinato la strategia. Quando mi sono ritrovato davanti a Fernando ho pensato a risparmiare le gomme, ma avevo tutto sotto controllo, anche se la Ferrari era vicina. Il piccolo errore nell’ultimo pit stop non ha avuto conse-

Feriti Minuti di grande paura, ma poche conseguenze alle persone: nove, tra feriti ed intossicati lievi, quattro meccanici Williams, altrettanti della Caterham ed uno di Force India, i cui box sono vicini a quello degli inglesi. Quasi tutto il team era ancora nel garage.

«

Sangue freddo All’improvviso si

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Piloti vincitori nei primi cinque GP della stagione: Button, Alonso, Rosberg, Vettel e Maldonado

è sentito uno scoppio e visto del fuoco sul pavimento. Le fiamme si sono sviluppate in pochi secondi e un denso fumo scuro ha invaso il box. Il personale Williams, Caterham e Force India è intervenuto rapidamente con gli estintori e la maggior preoccupazione è stata quella di mettere al sicuro Frank Williams, immobilizzato sulla sua carrozzina. Poi sono giunti i soccorsi. Batterie esplose L’incendio è av-

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Scuderia vincitrici nei primi cinque GP della stagione: McLaren, Ferrari, Mercedes, Red Bull e Williams

venuto nella zona dei serbatoi di benzina: sembra sia esplosa una delle batterie del Kers e le scintille si siano propagate al tubo per lo svuotamento del carburante della monoposto di Bruno Senna. Ingenti i danni, soprattutto alle attrezzature della Williams. Praticamente distrutta la vettura di Senna,

Giorno speciale per l’intero Venezuela Avevo tutto sotto controllo PASTOR MALDONADO PILOTA WILLIAMS

S Regalo Pastor Maldonado con la fidanzata Gaby e il patron Frank Williams, che proprio a Montmelò ha festeggiato il 70˚ compleanno COLOMBO

mentre quella di Maldonado era nel parco chiuso. Danni anche al materiale Caterham. Sorriso appannato Il drammati-

co episodio ha appannato la gioia di Maldonado e del team di Grove per la vittoria, 8 anni dopo il successo di Juan Paolo Montoya — un altro sudamericano, della Colombia — il 24 ottobre 2004 in Brasile. Ma prima dei difficili momenti, Pastor aveva assaporato il primo successo in F.1 seguito alla prima pole, sia pure «regalatagli» dalla penalizzazione di Hamilton: «E’ un giorno meraviglioso, non solo per noi, ma per tutto il Venezuela. In fabbrica è

IL SOCCORSO Pastor e il cugino Maldonado, che era ai box per la foto di gruppo, scappa portando in spalla il cugino Manuel

DANNI AL TEAM I resti della Williams Danni alla vettura di Senna e ad alcune attrezzature della squadra, ma il fuoco viene spento in tempo

guenze». Al top Il fino a ieri outsider Maldonado è ora tra i 5 vincitori dei 5 Gp di questa stagione. Convinto di poter lottare per il titolo: «Tutto è possibile, dobbiamo continuare a lavorare così. Siamo tra i team migliori e le distanze al vertice sono minime». Festeggiamenti Il ritorno alla vittoria è stato il più bel regalo per i 70 anni, da poco compiuti, di Sir Frank Williams: «E’ passato troppo tempo dall’ultimo successo in Formula 1: non abbiamo mai smesso di credere in noi stessi». © RIPRODUZIONE RISERVATA

IN OSPEDALE Coinvolto il box Caterham L’incidente ha coinvolto anche i box di Caterham e Force India: 9 intossicati e un ferito a una mano


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 14 MAGGIO 2012

FORMULA 1 GP SPAGNA Calendario: il 27 maggio si corre a Montecarlo AUSTRALIA

1˚ROSBERG

27 MAGGIO

EUROPA

29 LUGLIO

ITALIA

14 OTTOBRE

1˚BUTTON

BARHAIN

MONACO

8 LUGLIO

UNGHERIA

23 SETTEMBRE

COREA DEL SUD

MALESIA

1˚VETTEL

10 GIUGNO

GRAN BRETAGNA

2 SETTEMBRE

SINGAPORE*

28 OTTOBRE

1˚ALONSO

SPAGNA

CANADA

22 LUGLIO

BELGIO

7 OTTOBRE

INDIA

CINA

1˚MALDONADO

24 GIUGNO

GERMANIA

9 SETTEMBRE

GIAPPONE

4 NOVEMBRE

ABU DHABI 18 NOVEMBRE STATI UNITI 25 NOVEMBRE BRASILE *In notturna

Hamilton, velocità e show Senza l’errore McLaren in prova avrebbe vinto. E Kobayashi salva la Sauber con i sorpassi le Pagelle

di PINO ALLIEVI

La gara perfetta E vince il sorriso

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Maldonado

L’avesse fatta Fernando Alonso una corsa del genere, adesso grideremmo al miracolo. Invece chi ha disputato un gran premio praticamente perfetto, controllando le emozioni, gli avversari, le sue gomme, la macchina, è stato Pastor Maldonado, venezuelano di 27 anni che prima di ieri (in F.1) neppure era mai riuscito a salire sul podio. Non si trovano neppure gli aggettivi per descrivere la sua impresa. Ha guidato con giudizio una Williams-Renault praticamente perfetta, almeno quanto lui, con cui ha potuto allungare nella fase finale tenendo a distanza di sicurezza Alonso, grazie a pneumatici che, a differenza di quelli del ferrarista, erano ancora decisamente efficienti. Dopo Sergio Perez e Nico Rosberg, un altro volto sorridente della nuova Formula 1 che avanza. Ce la farà a resistere? EPA

DOPO I PRIMI 5 GP

8 Fernando Alonso

8 Lewis Hamilton

7 Kamui Kobayashi

Con Hamilton in fondo alla griglia e la Red Bull claudicante, era la sua giornata. La Ferrari non gli ha dato lo sprint per vincere, ma lui è tornato in testa al Mondiale...

Un fulmine. L’uomo spettacolo in una corsa spettacolo. Da ultimo a 8o davanti al compagno Button. Senza la sciocchezza McLaren in prova avrebbe vinto COLOMBO

Quando c’è da fare sorpassi non sbaglia un mossa. Un lampo. E di sorpassi, ieri, ne ha fatti parecchi. Nel giorno in cui è mancato Perez, ha salvato la Sauber LAPRESSE

6 Kimi Raikkonen

5 Felipe Massa

4,5 M. Schumacher

Il voto coinvolge direttamente la Lotus che ha sbagliato sia con lui sia con Grosjean (6), anche se la macchina non era rapida come sabato. Successo rinviato LAPRESSE

Ha trovato traffico in qualifica: colpa della Ferrari che l’ha fatto uscire nel momento sbagliato. Ma in gara non ha combinato niente (14O!), anche per la penalità LASALLE

Non è la prima volta che tampona qualcuno. Ieri la vittima è stato Senna. I commissari lo hanno punito (troppo) retrocedendolo di 5 posti a Montecarlo COLOMBO

6,5

5

6,5

5

3

9

Vettel

Button

Hülkenberg

Senna

McLaren

Pubblico

Due sorpassi nel finale gli hanno dato il 6˚ posto. Con una Red Bull in confusione e Webber precipitato addirittura all’11˚ posto ANSA

Inesistente. Come se non ci fosse stato, né in qualifica né in gara. Rispetto a quella di Hamilton, la sua pareva un’altra McLaren

Il tedesco aggiunge un altro punticino al bottino della Force India e si toglie la soddisfazione di precedere il forte Di Resta

A parte il k.o. che gli ha inflitto Schumacher, non si è mai visto. Per la cronaca, aveva la stessa macchina di Maldonado

Ben 185 mila spettatori nel week end, in una Spagna massacrata dalla crisi. Ma per Alonso un sacrificio si fa sempre

LAPRESSE

ANSA

LAPRESSE

Inammissibile la svista di sabato, se è come è stata raccontata. Altro errore nel pit stop di Hamilton alla posteriore sinistra ANSA

classifiche ARRIVO NAZ

1.

MALDONADO

VEN

2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16. 17. 18. 19.

ALONSO RAIKKONEN GROSJEAN KOBAYASHI VETTEL ROSBERG HAMILTON BUTTON HULKENBERG WEBBER VERGNE RICCIARDO DI RESTA MASSA KOVALAINEN PETROV GLOCK DE LA ROSA

ESP FIN FRA JPN GER GER GBR GBR GER AUS FRA AUS GBR BRA FIN RUS GER ESP

TEMPO/DISTACCO (PIT STOP) Williams-Renault in 1h39’09"145 media 185,837 km/h (3) Ferrari a 3"195 (3) Lotus-Renault a 3"884 (3) Lotus-Renault a 14"799 (3) Sauber-Ferrari a 1’4"641 (3) Red Bull-Renault a 1’7"576 (4) Mercedes a 1’17"919 (3) McLaren-Mercedes a 1’18"140 (2) McLaren-Mercedes a 1’25"246 (3) Force India-Mercedes a un giro (3) Red Bull-Renault a un giro (3) Toro Rosso-Ferrari a un giro (3) Toro Rosso-Ferrari a un giro (3) Force India a un giro (3) Ferrari a un giro (3) Caterham-Renault a un giro (3) Caterham-Renault a un giro (3) Marussia-Cosworth a due giri (3) Hrt-Cosworth a tre giri (4)

SCUDERIA

GIRO PIU’ VELOCE il 53˚ di GROSJEAN in 1’26’’250 media 194,295 km/h DISTANZA: 66 giri pari a 307,104 km RITIRATI: al 13˚ giro SCHUMACHER (GER-Mercedes) incidente; al 13˚ SENNA (BRA-Williams-Renault) incidente; al 23˚ KARTHIKEYAN (IND-Hrt-Cosworth) perdita ruota, al 36˚ giro PIC (FRA-Marussia-Cosworth) semiasse e al 38˚ PEREZ (MEX-Sauber-Renault) trasmissione LEADER DELLA CORSA: Dal 1˚ al 9˚ giro Alonso; dal 10˚ all’11˚ Maldonado, dal 12˚ al 26˚ Alonso, dal 27˚ al 41˚ Maldonado, dal 42˚ al˚ 44 Alonso, dal 45˚ al 46˚ Raikkonen, dal 47˚ al traguardo Maldonado.

Solo nel 1983 un Mondiale così incerto GIOVANNI CORTINOVIS

Solo un’altra volta nella storia del Mondiale si erano registrati 5 piloti vincitori e 5 scuderie vincitrici nei primi 5 GP dell’anno. Quest’anno si sono imposti Jenson Button su McLaren in Australia, Fernando Alonso su Ferrari in Malesia, Nico Rosberg su Mercedes in Cina, Sebastian Vettel su Red Bull in Bahrain e Pastor Maldonado su Williams in Spagna. Nel 1983 Nelson Piquet su Brabham vinse in Brasile, John Watson su McLaren al GP Usa Ovest, Alain Prost su Renault in Francia, Patrick Tambay su Ferrari a San Marino e Keke Rosberg su Williams a Montecarlo. Anche nel 1967 e 1975 vi furono 5 vincitori nelle prime 5 gare, ma in entrambi i casi a imporsi furono «solo» 4 scuderie, perché nel 1967 concesse il bis la Brabham e otto anni dopo la McLaren. In tutti e tre i precedenti la sequenza fu rotta alla sesta gara: nel 1967 Jim Clark raccolse il secondo successo stagionale, imitato nel 1975 da Niki Lauda e nel 1983 da Alain Prost.

LAPRESSE

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zoom sulla corsa GENERALE

POS PILOTA

LA STATISTICA

PILOTI POS NOME

NAZ

PUNTI

AUS

1. VETTEL 2. ALONSO 3. HAMILTON 4. RAIKKONEN 5. WEBBER 6. BUTTON 7. ROSBERG 8. GROSJEAN 9. MALDONADO 10. PEREZ 11. KOBAYASHI 12. DI RESTA 13. SENNA 14. VERGNE 15. HÜLKENBERG 16. RICCIARDO 17. MASSA 18. SCHUMACHER 19. GLOCK 20. PIC 21. PETROV 22. KOVALAINEN 23. DE LA ROSA 24. KARTHIKEYAN

GER SPA GB FIN AUS GB GER FRA VEN MES GIA GB BRA FRA GER AUS BRA GER GER FRA RUS FIN SPA IND

61 61 53 49 48 45 41 35 29 22 19 15 14 4 3 2 2 2 0 0 0 0 0 0

18 10 15 6 12 25

109 98 84 63 43 43 41 18 6 0 0

30 40 6 10

4 8 1

MAL

25 15 10 12

CIN

10 2 15 12 18 25 8 4

BAH 25 6 4 18 12 10 15

SPA 8 18 4 15 2 6 12 25

18 1 6 8 4 2

10 8

6 1

2 2 1

1

-

-

COSTRUTTORI

1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11.

RED BULL MCLAREN LOTUS FERRARI MERCEDES WILLIAMS SAUBER FORCE INDIA TORO ROSSO MARUSSIA CATERHAM

12 1 2

12 15 10 25 1 8 18 8 4

22 33 8 2 25 10 1

37 4 33 8 11

8

8 6 27 18 6 25 10 1

CAMBI GOMME

GIRI VELOCI

Questo l’elenco dei pit stop. Le sigle dei pneumatici Pirelli: S mescola soft, H mescola dura, N gomma nuova, U gomma usata. Tra parentesi il giro del cambio e, per ultimo, il numero delle soste effettuate.

1. Grosjean 1’26"250 (53˚) 2. Raikkonen 1’26"938 (50˚) 3. Alonso 1’27"390 (46˚) 4. Vettel 1’27"768 (65˚) 5. Webber 1’27"857 (44˚) 6. Maldonado 1’27"606 (26˚) 7. Rosberg 1’28"150 (45˚) 8. Kobayashi 1’28"266 (45˚) 9. Vergne 1’28"308 (54˚) 10. Di Resta 1’28"313 (44˚) 11. Massa 1’28"448 (47˚) 12. Ricciardo 1’28"587 (44˚) 13. Perez 1’28"605 (20˚) 14. Button 1’28"624 (41˚) 15. Kovalainen 1’28"715 (50˚) 16. Petrov 1’28"773 (48˚) 17. Hulkenberg 1’28"912 (48˚) 18. Hamilton 1’28"918 (50˚) 19. Glock 1’29"599 (49˚) 20. De La Rosa 1’30"722 (54˚) 21. Schumacher 1’31"089 (4˚) 22. Pic 1’31"136 (29˚) 23. Senna 1’31"822 (10˚) 24. Karthikeyan 1’32"903 (15˚)

MALDONADO: SU HN (11) HN (24) HN (41) 3; ALONSO: SU HU (10) HU (26); HU (44) 3; RÄIKKÖNEN: SU SU (11) HN (27) HN (48) 3; GROSJEAN: SU SU (10) HN (26) HN (51) 3; KOBAYASHI: SN HN (8) HN (26) HU (41) 3; VETTEL: SU HN (7) HN (27) DT (30) HN (42) 4; ROSBERG: SU SU (9) HN (22) HN (40) 3; HAMILTON: SU HN (14) HN (35) 2; BUTTON: SU HN (9) SU (25) HN (38) 3; HÜLKENBERG: SU SN (10) HN (19) HN (39) 3; WEBBER: SN HN (6) HN (17) HN (40) 3; VERGNE: SU HN (10) SN (23) HN (40) 3; RICCIARDO: SU HN (11) SN (25) HN (39) 3; DI RESTA: SU SN (9) HN (23) HN (42) 3; MASSA: SN HN (10) DT (28) HN (29) HU (45) 4; KOVALAINEN: SN SN (13) SU (27) HN (43) 3; PETROV: SN HN (10) SN (28) HN (44) 3; GLOCK: SN SU (14) HN (26) HN (47) 3; DE LA ROSA: SN SU (10) HN (19) HN (35) SU (54) 4; PEREZ: SU HN (1) HN (17) HU; (37) 3; PIC: SN SU (15) HN (27) 2; KARTIKEYAN: SN SN (11) HN (22) 2; SENNA: SN 0; SCHUMACHER: SU SU (10) 1

Romain Grosjean (Lotus) AFP


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FORMULA 1 GP SPAGNA ra una volta Fernando era stato protagonista di una partenza eccezionale, per di più dal lato sporco della pista. Non ci sono dubbi, lui guarda il bicchiere mezzo pieno: «Questo secondo posto ha il sapore di una vittoria. Dopo aver finito la gara di Sakhir con un distacco di quasi un minuto dal vincitore, stavolta abbiamo doppiato una delle due Red Bull (quella di Webber; n.d.r.) e abbiamo lottato fino alla fine per il primato. Inoltre, aver recuperato tanti punti nei confronti sia dei piloti della Red Bull che di quelli della McLaren rende il bilancio di questo fine settimana ancora più positivo». Fernando adesso è molto orgoglioso della macchina che

Super

«

Alonso

Possiamo essere fieri di come siamo riusciti a sfruttare tutto il potenziale

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HANNO DETTO

S Domenicali «A Montecarlo non porteremo praticamente nulla di nuovo, ma adatteremo questa F2012 alle caratteristiche particolari del circuito»

FERNANDO ALONSO PILOTA FERRARI DAL 2010

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IL BRASILIANO CHIUDE 15˚

Massa di rabbia «Penalità assurda» «Nessun sorpasso con bandiere gialle Ed ero in rimonta»

Felipe Massa, 30 anni EPA

«Come una vittoria E senza Pic davanti...»

guida: «Non abbiamo fatto il lavoro migliore di tutti in sede di progettazione della vettura, ma possiamo essere fieri di come siamo riusciti a sfruttare tutto il potenziale a nostra disposizione, probabilmente al di là dei limiti della monoposto».

Fry «C’è ancora molto lavoro da fare per poter avere una vettura in grado di lottare per la vittoria su tutte le piste e in ogni condizione»

«Il suo doppiaggio forse mi ha rovinato la gara, ma ho strappato punti a Red Bull e McLaren»

Sviluppo Il team principal Stefano Domenicali e il direttore tecnico Pat Fry — successore di Aldo Costa, allontanato proprio un anno fa dopo il disastro avvenuto in Catalogna — guardano già alle prossime sfide che attendono la Ferrari: Montecarlo (27 maggio) e Canada (10 giugno). «A Montecarlo non porteremo praticamente nulla di nuovo — ha spiegato Domenicali — ma adatteremo questa F2012 alle caratteristiche particolari del circuito cittadino. Il prossimo step di sviluppo arriverà a Montreal, in Canada, dove bisogna avere una macchina ancora più veloce per poter sfruttare il lungo rettilineo». E chiude Fry: «C’è ancora molto lavoro da fare per poter avere una vettura in grado di lottare per la vittoria su tutte le piste e in ogni condizione».

Mastino In alto a sinistra, Fernando Alonso, 30 anni, esulta appena sceso dalla sua Ferrari F2012; a sinistra, alza il trofeo per il 2˚ posto

Non c’è pace per Felipe Massa. Il 2012 è iniziato male e sta proseguendo peggio. Ieri è stato un drive through a penalizzare il brasiliano, scattato dal 16˚ posto in griglia. «Non riesco a capire perché me l’abbiano dato, sono incazzato nero», le parole a caldo di Felipe, 15˚ al traguardo e ancora miseramente a quota 2 punti nella classifica piloti. «Potevo arrivare nei primi otto — prosegue — stavo lottando con Hamilton quando ho saputo della penalità. Ma io non avevo fatto nulla. Stavo solo seguendo le macchine davanti a me, non volevo sorpassare nessuno. Non ho mai visto una cosa del genere. Anche perché se io non ho rispettato le bandiere gialle, anche gli altri prima di me avrebbero dovuto prendere la stessa penalità». Peccato, perché stavolta il brasiliano era partito davvero bene: «Nel primo giro avevo superato cinque macchine, avevo un buon passo con le gomme. La F2012 è migliorata davvero, può lottare per il Mondiale con Fernando. Il mio futuro? Io penso al presente». Il capo della Gestione sportiva Stefano Domenicali ha difeso Felipe: «Stava facendo una bella gara. Abbiamo bisogno dei suoi punti per il Mondiale Costruttori».

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EPA

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DAL NOSTRO INVIATO

MAURO CASADIO MONTMELÒ (Spagna)

Alla fine, è veramente difficile scegliere il bicchiere mezzo pieno o quello mezzo vuoto. Fernando Alonso è arrivato secondo nel gran premio della svolta Ferrari; la macchina è migliorata davvero tanto rispetto a quella vista nella precedente uscita in Bahrain; lo spagnolo adesso comanda la classifica del Mondiale con 61 punti, a pari merito con Vettel. Ma... C’è anche qualche ma, nel weekend della rinascita rossa. Negli ultimi giri, molti tifosi ferraristi probabilmente avranno rivissuto l’incubo di Abu Dhabi 2010, quando Alonso — con il Mondiale a portata di mano — s’impantanò dietro

a Petrov. Solo che questa volta al posto di Petrov c’era la rivelazione Maldonado, e per fortuna non c’era in ballo un titolo iridato. Ma, comunque, un gran premio speciale per Alonso: la gara di casa, davanti a oltre 80mila spettatori in delirio. Contro Pic Fondamentalmen-

te, lo spagnolo punta il dito contro due fattori. Il primo si chiama Charles Pic, debuttante francese della Marussia, «che non sa rispettare i ruoli». Tra il 25˚ e il 27˚ giro, ovvero tra il secondo pit stop di Maldonado e la seconda sosta di Alonso, lo spagnolo è costretto a perdere un sacco di tempo dietro il doppiato prima di riuscire a superarlo, «anche perché c’erano le bandiere gialle

nella parte finale del rettilineo. Forse questo episodio ha compromesso in parte la mia gara». L’altro fattore negativo è da ricercare all’interno della F2012: «Negli ultimi giri la macchina è diventata un po’ strana, forse ho perso un po’ di grip e qualcosa a livello aerodinamico. Ho dovuto pensare a difendere il secondo posto, perché la Lotus di Raikkonen si era avvicinata molto». Il problema è stato confermato anche dal numero uno del team Stefano Domenicali: «La velocità si è notevolmente abbassata. Aspettiamo di analizzare l’auto prima di dire di cosa si è trattato esattamente». Bilancio Peccato, perché anco-

S

MONTMELÒ

DELUSI L’INGLESE SABATO ERA STATO RETROCESSO DALLA POLE ALL’ULTIMO POSTO PER IL PASTICCIO BENZINA DELLA MCLAREN

GP2 SERIES

Lewis e Sebastian, il festival dei rimpianti

Razia fa bottino in gara-2 Valsecchi leader

Hamilton è 8˚:

Il brasiliano Luiz Razia ha vinto gara 2 della GP2 Series a Barcellona. Il pilota del team Arden, partito dalla pole, è transitato al comando alla prima curva, mantenendo la leadership fino alla fine. Secondo il sorprendente Nathanael Berthon, terzo Davide Valsecchi. Il leader del campionato è stato autore di una partenza impeccabile, dal quinto al terzo posto. «È stata l’unica vera chance di recuperare — ha detto Valsecchi — perché le prestazioni sono risultate molto livellate e tentare un attacco avrebbe comportato rischi inutili. Ora punto su Montecarlo». Valsecchi è a quota 129 punti, 25 in più di Razia e 50 più di Calado.

non eravamo sufficientemente veloci e non avrei potuto far meglio di un quinto posto».

«Che rimonta» Vettel (6˚) punito dai commissari: «Non capisco» DAL NOSTRO INVIATO

MONTMELÒ

E se fosse partito davvero in pole? La F.1 non si fa con i se, ma dopo aver visto la bellissima rimonta di Lewis Hamilton, scattato dall’ultimo posto dopo la penalizzazione per il caos benzina e comunque arrivato 8˚ al traguardo, sono tanti i rimpianti che avvolgono il motorhome della McLaren. «È stata una gara difficile — esordisce l’inglese — ma anche molto eccitante. Un’enorme sfida da affrontare. Sono stato l’unico ad aver fatto solo due pit stop, quindi molti si sono sbagliati quando parlavano di me come

Da sinistra, il campione del mondo Sebastian Vettel (Red Bull) e Lewis Hamilton: ambedue perplessi EPA-LAPRESSE

un pilota troppo aggressivo». Anche stavolta c’è stato il brividino ai box, con la McLaren di Lewis che passa sopra la pistola con cui viene montata e smontata l’anteriore sinistra: «In gara dovevo limitare i danni. Ora sono solo 8 punti dietro i due leader del campionato». Jenson Button, di solito molto bravo a gestire le gomme nelle situazioni critiche, non ha trovato il giusto set up. Così, ancora una vol-

ta, la McLaren si conferma bella, veloce e incompiuta. E non bastano le lodi arrivate dagli altri team, tra cui la Ferrari. «Al momento — ha detto Domenicali — è la monoposto di Woking la più forte di tutte». Drive through Anche i campioni

del mondo della Red Bull hanno passato un pomeriggio di sofferenza. Sia Vettel (6˚) che Webber (11˚ e doppiato) sono

stati costretti a cambiare l’ala anteriore della RB8. In più, l’iridato in carica è stato costretto a un drive through per non aver rispettato le bandiere gialle. Il tutto sotto gli occhi, non certo felici, del grande capo Dietrich Mateschitz. «Non ho capito la penalità — si lamenta Seb, che resta al comando del Mondiale in coabitazione con Alonso —. Forse i commissari hanno visto qualcosa. In ogni caso stavolta

Tamponamento Il tris delle deluse è completato dalla Mercedes. Michael Schumacher ha tamponato Bruno Senna nelle prime fasi della gara ed è stato costretto al ritiro. Al danno, la beffa: sarà retrocesso di 5 posti sulla griglia di Montecarlo. Non l’ha presa bene il 7 sette volte iridato, che ha giustificato la manovra dicendo che il brasiliano si è spostato più volte da sinistra a destra: «Ho cercato di evitarlo all’interno, ma era troppo tardi. Sono irritato». Come testimonia quell’«idiot» gridato al momento dell’impatto e attraverso la comunicazione radio col box rimbombato nelle case di tutti gli appassionati. Anche Nico Rosberg è andato in confusione: «Ho perso due posti nell’ultima parte della gara. Una giornata difficile». mau.ca. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gara-2 (25 giri): 1. Razia (Arden); 2. Berthon (Racing E.); 3. Valsecchi (Dams); 4. Calado (Lotus). Roberto Chinchero


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LUNEDÌ 14 MAGGIO 2012


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SUPERBIKE GP EUROPA

Melandri nella storia prima del caos Marco dà il primo trionfo a Bmw. Gara-2 a Rea che butta giù Haslam e l’italiano all’ultima curva PAOLO GOZZI DONINGTON (Gran Bretagna)

Marco Melandri con una gara capolavoro ha centrato la vittoria che la corazzata Bmw inseguiva da tre anni e mezzo. Ma i tedeschi hanno fatto festa a metà perché la clamorosa doppia doppietta è sfumata all’ultima curva di gara-2 nel groviglio delle due S1000RR che già avevano dominato la prima. A innescare il patatrac il sorpasso troppo deciso di Rea, che ha toccato Haslam, a sua volta contro Melandri, largo dopo un attacco al compagno.

Che bella la Sbk! Che bagarre, Bravi tutti. La MotoGP adesso è più noiosa

VALENTINO ROSSI PILOTA DUCATI

Rabbia «La manovra di Rea

non è accettabile, aveva già toccato Melandri rischiando di farlo cadere. Siamo neri», ha detto a caldo Andrea Dosoli, team manager Bmw. Max Biaggi, che dall’inglese era stato superato una curva prima, commenta: «Ho visto le scintille e ho temuto di restarci in mezzo pure io. Di chi è colpa? Chiedete ai giudici». Ma il botto ha lasciato strascichi anche nel box Bmw con Ron Haslam, papà di Leon ex protagonista della 500, che si è avventato su Melandri accusandolo di aver rovinato la gara del figlio. «Io solo ho tentato il sorpasso, non ho dato fastidio a nessuno, la colpa è tutta di Rea, lui entra e spe-

CROSS

Cairoli sbanca anche in Messico Piegato Desalle Debutto complicato per il Mondiale cross in Messico. A Guadalajara sabato gli europei più forti, dopo libere e ufficiali, si sono rifiutati di disputare le gare di qualifica causa polvere. Poi, in gara 1 è stato il fango, dopo l’irrigazione, a mettere in difficoltà i piloti. Ma nulla sembra poter fermare Tony Cairoli. L’iridato della Mx1 è partito cauto con la sua Ktm (si fa per dire: 3o) e ha cotto a fuoco lento Desalle (Suzuki) e Pourcel (Kawasaki), alla fine anche ritirato: ora nel Mondiale va a +24 su Paulin (Kawasaki), 4o dietro De Dycker (Ktm). Sfortunato Philippaerts (Yamaha), caduto subito dopo il via e poi 10o; ritirato Guarneri. Nella Mx2 dominio Ktm. Senza discussione la vittoria di Herling, mentre alle spalle dell’olandese, che allunga (+35) nel Mondiale, il suo compagno di squadra Van Horebeek è riuscito a resistere fino all’arrivo agli attacchi di Searle (Kawasaki); solo 11˚ Lupino (Husqvarna).

ra che l’avversario si faccia da parte, altrimenti ti centra. Non aver preso provvedimenti è stato scandaloso». E su Twitter ha aggiunto: «Temo che si debba vedere un altro brutto incidente per far tornare tutti sulla terra, chiedo regole ferree per chi fa del male».

la guida Biaggi 5˚ e 2˚ ma va in fuga Sykes doppio 3˚ con la Kawa Checa, ora è crisi profonda Questi i risultati del quinto round del Mondiale Superbike disputato a Donington Park (Gran Bretagna) 4.023 m.

Replica Rea, al 2o successo

2012 che rimette la Honda in gioco per il Mondiale e non ci sta. «Melandri non può permettersi di criticare, è stato il più aggressivo in pista». I commissari hanno assolto l’inglese parlando di gara maschia con parecchie azioni al limite, ma non intenzionali. Con 6 Case competitive e una decina di piloti vincenti la Superbike rischia di diventare un far west: forse alla vigilia della prossima gara negli Usa i piloti verranno convocati per calmarli.

Gara-1 (23 giri, km 92,529): 1. Melandri (Ita-Bmw) in 34’26"736, media 161,174; 2. Haslam (GB-Bmw) a 0"728; 3. Sykes (GB-Kawasaki) a 1"609; 4. Rea (GB-Honda) 1"819; 5. Biaggi (Ita-Aprilia) 2"102; 6. Checa (Spa-Ducati) a 4"820; 7. Giugliano (Ita-Ducati) a 7"520; 8. Guintoli (Fra-Ducati) a 7"927; 9. Camier (GB-Suzuki) a 15"144; 10. Fabrizio (Ita-Bmw) a 16"065; 11. Badovini (Ita-Bmw) a 19"805; 12. Davies (GB-Aprilia) a 20"170; 13. Berger (Fra-Ducati) a 21"274; 14. Smrz (RCec-Ducati) a 21"517; 15. Laverty (Irl-Aprilia) a 26"920; 16. Baz (Fra-Kawasaki) a 35"025; 17. Aoyama (Gia-Honda) a 39"193; 18. Zanetti (Ita-Ducati) a 42"334; 19. Canepa (Ita-Ducati) a 43"554. Gara-2 (23 giri, km 92,529): 1. Rea in 34’31"847, media 160,777; 2. Biaggi a 0"508; 3. Sykes a 2“029; 4. Camier a 4"245; 5. Guintoli a 6"595; 6. Badovini a 17"469; 7. Davies a 17"788; 8. Baz a 21"093; 9. Hickman (GB-Suzuki) a 21"866; 10. Aoyama a 22"620; 11. Canepa a 26"764; 12. Zanetti a 27"043; 13. Fabrizio a 28"390; 14. Aitchison (Aus-BMW) a 56"618; 15. Haslam a 1’20"196.

Spettacolo Il fattaccio finale ha

condizionato due gare superlative e la migliore prestazione di un ottimo Melandri. «Vinco io», aveva sussurrato alla vigilia e neanche la tenace resistenza del compagno Haslam gli ha permesso di dimostrarlo, regalando il primo allora alla Bmw. Ma la carambola in famiglia si fa sentire anche in classifica, dove ora è a -31 punti da un Biaggi che, pur senza vincere resta al comando. «In gara-1 — ha detto Max, 5o — non avevo accelerazione, dopo l’Aprilia è migliorata e l’incidente ci ha dato una mano. Però dovremo trovare qualcosa perché la concorrenza è diventata fortissima». Errore Biaggi volerà in America con 5 punti su uno Sykes velocissimo all’inizio, ma poi in crisi alla distanza per il consumo gomme della Kawasaki. In piena crisi Ducati e Checa: dopo la 3a fila in prova, ha di nuovo sbagliato gomma finendo 6o, per poi cadere nel traffico al via di gara-2. «Ho bisogno di rilassarmi, tra qualche giorno comincerò a pensare alla rivincita». L’ex mattatore rischia già di perdere il treno. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Taccuino EUROPEO F.3

Marciello re di Pau Fantastico Raffaele Marciel lo: l’italo svizzero della Ferrari Aca demy ha dominato il weekend di F.3 a Pau (Fra), bissando il successo del giorno partendo dalla pole e realiz zando il giro più veloce. Alle spalle della Dallara Mercedes del pilota della Prema ha chiuso a 13" lo spa gnolo Carlos Sainz Jr. Terzo il male se Jazeman Jaafar. Nella Carrera Cup doppietta di Sebastien Loeb da vanti al compagno Vernay.

SPEEDWAY

Pedersen ok a Praga (i.m.) A Praga (R. Ceca) l’ex iri dato Nicki Pedersen (Dan) ha vinto il 3˚ Gran Prix mondiale di speedway su Jason Crump (Aus), che ora gui da con 44 punti su Hancock (Usa, 4˚) e Gollob (Pol, 3˚) a 43 e Pedersen a 42. Tutti su motore italiano Gm.

A MARANELLO

Ferrari e sicurezza (a.s.) Oggi alle 10.30 al Museo Ferrari a Maranello, la Ferrari Driver Academy presenta «Dai gas alla si curezza», iniziativa rivolta agli stu denti delle superiori in collaborazio ne con la Polstrada.

Classifica: ora Sykes incalza Max a 5 punti La classifica del Mondiale dopo 5 round su 14: 1. Biaggi (Ita) punti 128,5; 2. Sykes (GB) 123,5; 3. Rea (GB) 108; 4. Checa (Spa) 105,5; 5. Melandri (Ita) 97,5; 6. Haslam (GB) 89; 7. Guintoli (Fra) 85; 8. Laverty (Irl) 65; 9. Giugliano (Ita) 50; 10. Smrz (RCec) 44,5; 11. Fabrizio (Ita) 35; 12. Camier (GB) 34,5; 13. Aoyama (Gia) 30,5; 14. Berger (Fra) 29,5; 15. Badovini (Ita) 29; 16. Canepa (Ita) e Zanetti (Ita) 25; 18. Lascorz (Spa) e Davies (GB) 17; 20. Mercado (Bra) e Salom (Spa) 9; 22. Hopkins (GB) e Baz (Fra) 8; 24. Hickman (GB) 7; 25. Staring (Aus) 6; 26. Aitchison (Aus) 3; 27. Brookes (Aus) 1. Costruttori: 1. Ducati punti 161,5; 2. Aprilia 139; 3. Bmw 131; 4. Kawasaki 129,5; 5. Honda 112; 6. Suzuki 40,5.

La grande gioia di Marco Melandri, 29 anni, per la prima vittoria assoluta regalata alla Bmw in Superbike e, sotto, la delusione: falciato dal compagno Leon Haslam (n. 91) ALEX PHOTO

La prossima gara negli Usa lunedì 28 Il Mondiale Superbike lascia l’Europa per gli Stati Uniti. La sesta gara del campionato si correrà lunedì 28 maggio (Memorial Day, la giornata dedicata alle forze armate) a Salt Lake City nello Stato dello Utah.


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95˚ GIRO D’ITALIA L’8a TAPPA CORAGGIO E FANTASIA: UN FIGLIO DELLA BASILICATA SCUOTE LA CORSA ROSA

y

CATALDO 5˚ A 27"

IL BASCO SORPRENDE

Intxausti chiude secondo a 23" Ottava tappa: sull’arrivo in quota di Lago Laceno (Av) vittoria per distacco dello scalatore lucano Domenico Pozzovivo (Colnago Csf), partito a 6,8 km dalla fine. A 22" lo spagnolo Intxausti, a 27" il connazionale Rodriguez che si è preso gli 8" di abbuono del terzo posto.

I BIG SI CONTROLLANO

Cunego fatica Rodriguez cresce I big si sono controllati. L’unico a faticare è stato Cunego, che ha ceduto ai 5 km ed è poi rientrato nel tratto finale in falsopiano. La maglia rosa è sempre del canadese Ryder Hesjedal (Garmin Barracuda), ma Rodriguez si è avvicinato a 9"; terzo Tiralongo a 15".

166 KM IN PIANURA

Oggi tornano gli uomini-jet Oggi 9a tappa, San Giorgio del Sannio Frosinone, 166 km, per velocisti. Inizia la settimana centrale: tre frazioni per sprinter e due per attaccanti. Sabato arrivo in salita a Cervinia. Oggi, diretta tv: RaiSport 2 dalle 14 e su Rai3 dalle 15.05; diretta pure su Eurosport, Radio 1 Rai e Radio 101.

Gazzetta.it COLBRELLI, CHE SHOW! LA CORSA IN DIRETTA DALLE 14.30 La festa di Pozzovivo e dei suoi tifosi, il commento dei big della classifica e quello della maglia bianca, Damiano Caruso. In più il video di Sonny Colbrelli (Colnago-Csf) che si esercita con il glossario del ciclismo. Il menù di GazzettaTV è come sempre ricchissimo, con la diretta streaming della tappa come piatto forte. Anche oggi, l’appuntamento è fissato per le 14.30.

ARRIVO 1. Pozzovivo 229 km in 6h06’05", abb. 20" 2. Intxausti a 23", abb. 12" 3. Joaq. Rodriguez a 27", abb. 8" 4. De Gendt a 27" 5. Cataldo a 27" 9. Rujano a 27" 10. Gadret a 27" 11. Hesjedal a 27" 12. Tiralongo a 27" 14. Cunego a 27" 15. Scarponi a 27" 16. Basso a 27" 17. Kreuziger a 27" 18. F. Schleck a 27" 33. Pinotti a 1’24" CLASSIFICA 1. Hesjedal 1295,9 km in 32h23’25" 2. Joaq. Rodriguez a 9" 3. Tiralongo a 15" 4. Kreuziger a 35" 5. Intxausti a 35" 6. Basso a 40" 8. Cataldo a 46" 9. F. Schleck a 48" 12. Scarponi a 54" 13. Pozzovivo a 55" 15. Cunego a 1’14" 23. Pinotti a 1’43" 33. Gadret a 2’38" 34. Rujano a 2’39"

La festa del Sud Colpo Pozzovivo Il mini-scalatore vince da gigante Assolo a Lago Laceno, l’arrivo più meridionale del 2012: è il primo lucano re di tappa al Giro DAL NOSTRO INVIATO

MARCO PASTONESI LAGO LACENO (Avellino)

È Ulisse che abbatte Polifemo e gli altri ciclopi. È Cenerentola che sconfigge le sorellastre e conquista il principe azzurro. È Clark Kent che si spoglia in una cabina telefonica, si trasforma in Superman e fa fuori la concorrenza. È Pozzovivo: vivissimo. È Domenico: una benedetta domenica. «Pozzo» salta sui pedali a 3 km dai 1087 metri di Monte Colella, gpm di seconda categoria, salita al 9%, 200 km da casa. Butta giù due denti (pignone, dietro) e fa 500 metri in apnea. Andatura da pulce, da ragno, da scarabeo. Un’andatura non elegante, ma assassina. Prima del tornante si siede sulla sella, prende il suo passo e scava 10", poi 20", poi 30", fino a 40" dal gruppo. In cima rilancia: 4400 metri a crono, discesina, lungolago, ultimo km, il sapore della vittoria. La mano destra che danza nell’aria: non ci posso credere. La ma-

Scatta nel tratto di salita più duro e resiste al gruppo dei big sui 4,3 km finali in pianura

no destra che gesticola sopra il casco: alla Giovinco, piccolo è bello. Cicloalpinista «Pozzo» è picco-

lo, «Pozzo» è grande, «Pozzo» è forte. «Pozzo» è lo scalatore italiano numero 1. «Pozzo» è il più colombiano dei lucani, è più colombiano dei colombiani, è il più alpinista dei cicloalpinisti. Se la vita fosse una salita, se il ciclismo fosse una parete nord, se la corsa fosse un velodromo verticale, lui farebbe paura a Contador, darebbe la paga a Evans, guarderebbe Andy Schleck dall’alto in basso. Ma — dal suo punto di vista: purtroppo — esistono anche discese, pianura, volate, cronometro, e allora rischia di esitare, distrarsi, smarrirsi, ritrovarsi non aquila ma merlo, non salamandra dagli occhiali (è di queste parti) ma girino, nel senso dell’anfibio. Ha 29 anni, Domenico, e sembra un bambino. I compagni, che in una tappaccia come ieri sono a sua disposizione finché ne hanno, lo prendono af-

Laureato in Economia, suona il piano ed è uno studioso di meteorologia

fettuosamente in giro (minuscolo): sei vecchio, «Pozzo», trovati una fidanzata, fai dei figli, pensa a quello che farai da grande. Lui sorride e incassa, ammicca e ribatte, non le manda mai a dire, è svelto a pedali e a parole, brillante e valoroso. E non sta mai fermo un attimo. In bici è scrupoloso, meticoloso, scientifico, potrebbe dare lezioni di preparazione e allenamento, concepisce, organizza, imposta, poi in pianura naviga in fondo al gruppo, in salita schizza davanti a tutti. Giù dalla bici è dottore (laureato in Economia aziendale, adesso i due anni di specialistica), è «meteofilo» (studia, osserva, prevede il tempo), è pianista (suona la classica, poi in corsa va anche ad altri ritmi, ieri aveva in testa Giorgia e Jovanotti: «Tu mi porti su e poi mi lasci cadere. Ah, che dolore. Ah, che bellezza»). Aeronautico «Pozzo» è impe-

gnato: alla tv guarda Report e Ballarò, «mi occupo di politica perché questo è proprio il

In fuga si è dato morale ripetendo nella mente le ultime canzoni di Jovanotti e Giorgia


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comeGiovinco Mano destra a indicare i centimetri di altezza che lo separano dagli altri big, un «gap» colmato con la classe. È la tipica esultanza di Sebastian Giovinco (a fianco, ai tempi di Pechino 2008): ieri, anche Pozzovivo (a sinistra) ha voluto festeggiare così. D’altra parte, tra il capitano della Colnago e il fantasista del Parma c’è appena un centimetro di differenza... AP/AFP

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HA DETTO

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SULLA VITTORIA «Puntavo a questa tappa perché era quella più a sud, e sapevo di poter sfruttare ancora la buona condizione raggiunta già al Trentino» SUL GIRO «L’ultima settimana è la più adatta alle mie caratteristiche, conto di arrivarci con le energie necessarie. Sono più regolarista che scattista»

3 1 La gioia di Leonardo Pozzovivo, papà di Domenico 2 Sul podio le miss si inchinano per il bacio al mini-vincitore ANSA 3 Una tifoseria super-organizzata per il lucano della Colnago: lo striscione del fan club di Montalbano Jonico dove vive BETTINI 4 L’entusiasmo dei tifosi che «spingono» lo scalatore durante lo scatto decisivo sul colle Molella AFP

la scheda DOMENICO POZZOVIVO NATO IL 30 NOVEMBRE 1982 È DI POLICORO (MATERA)

Alto 165 cm, pesa 53 kg. Abita a Montalbano Jonico (Matera), è laureato in Economia aziendale. Pro’ dal 2005, ha sempre corso per Bruno e Roberto Reverberi, prima alla Panaria, poi alla Csf, quindi alla Colnago-Csf.

2004 Da dilettante, è quarto al Mondiale Under 23

2008 Nel Giro d’Italia è secondo nella tappa che si conclude sul Fedaia e nono nella classifica finale

2009 Centra la prima vittoria in carriera: una tappa della Settimana lombarda

2010 Vince una tappa del Giro del Trentino, due tappe e la classifica del Brixia Tour 2011 Raccoglie un altro successo di tappa al Brixia Tour 2012 Vince una tappa e la classifica finale del Giro del Trentino, oltre alla tappa del Giro di ieri

momento di farlo, voto Pd e penso che questo governo sia il male minore, anzi, l’unica medicina possibile per salvare il Paese». Ed è spiritoso. Se gli chiedi se l’altezza (1,65 dichiarati) è un complesso, risponde che «non vorrei essere 2,10, ma 1,75-1,80 sì, almeno da guardare gli altri negli occhi. Però mi accontento. Chi va forte in salita ha la taglia small». Rispetto a un anno fa, si è anche messo a dieta (53 kg), come nella boxe, un peso gallo che vuole ridursi a mosca. Montagne e teatri Ma la sua ar-

te è la bici. In salita è aeronautico. «Mi piacciono la natura, i paesaggi, il silenzio, che è comunque musica. In corsa devo concentrarmi sul mio corpo e sulla strada. Ma in allenamento capita anche di divertirmi». Con lui le montagne diventano teatri dell’opera. Le tre più belle? «Mortirolo, Giau e Punta Veleno, dove ho già vinto». Le tre più dure? «Punta Veleno, Zoncolan e Tre Cime di Lavaredo, dove sono andato in crisi». Il rove-

scio della medaglia sono le montagne in discesa. Le tre discese più crudeli? «Vivione, lo sterrato della tappa di Orvieto un anno fa, e Gavia». Non ha mai corso il Tour: «Alpi e Pirenei. A chi non piacerebbe scalare Galibier e Tourmalet, Alpe d’Huez e il Mont Ventoux?». La risposta non è così scontata.

clic DAL 1982 È IL SETTIMO UOMO DEL SUD VINCITORE AL GIRO Solo 6 ciclisti del Sud hanno vinto al Giro negli ultimi 30 anni prima di Pozzovivivo: il foggiano Mario Beccia (’83), il palermitano Biagio Conte (2000), il barese Leo Piepoli (2006 e 2007), il ragusano Danilo Napolitano (2007), il messinese Vincenzo Nibali (2010 e 2011) e il siracusano Paolo Tiralongo (2011 e 2012).

Regolarista Adesso tutti a chie-

dersi fin dove arriverà Pozzovivo. «Puntavo a vincere questa tappa perché era quella più a sud, e perché sapevo di poter sfruttare ancora la buona condizione raggiunta già al Giro del Trentino. L’ultima settimana è la più adatta alle mie caratteristiche, e conto di arrivarci ancora con le energie necessarie. Sono più regolarista che scattista. È vero che sono piccolo, ma duro, tengo, resisto». La sua vita è un su e giù: emigrato in Piemonte a 18 anni, è tornato ad abitare a Montalbano Jonico, e va allenarsi in altitudine a Pierfaone, Passo della Sellata, provincia di Potenza, in primavera, e sullo Stelvio d’estate. È il primo lucano a vincere una tappa al Giro. «Pozzo» è un libro aperto. E non nasconde di essere «single»: «Prima o poi, anch’io avrò l’incontro magico». Così è già stato nel ciclismo: ci sono voluti otto anni da professionista per arrivare a Lago Laceno, un piccolo uomo solo al comando, la sua maglia è biancoceleste. © RIPRODUZIONE RISERVATA

SULLA POLITICA «Mi occupo di politica perché questo è proprio il momento di farlo, voto Pd e penso che questo governo sia il male minore, anzi, l’unica medicina possibile per salvare il Paese»

La maglia rosa Ryder Hesjedal, 31 anni ANSA

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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l’Analisi DI LUCA GIALANELLA

E ora i suoi sogni all’esame Cervinia Ciò che non riuscì nel Giro 1998 a Marco Pantani, cancellato nei 4 km finali di falsopiano di Lago Laceno dai rapportoni dello svizzero Zulle, è diventato il capolavoro di Domenico Pozzovivo. Il piccolo scalatore lucano dei Colnago-boys, che per vincere in sella nel 2003 si cambiò il cognome (era nato Puzzovivo), ha messo il sigillo sulla prima domenica italiana del Giro d’Italia. Che bella giornata, vissuta nel caldo abbraccio della gente del sud, da sempre innamorata della corsa Gazzetta. La domenica di Domenico. Protagonista l’ultimo scalatore puro italiano, una razza quasi in via di estinzione in un ciclismo fatto più di potenza che di agilità. Una storia di trasferte e viaggi, di residenza in Lombardia e poi in Veneto per inseguire il sogno a pedali. Ma anche la parabola esemplare di un ragazzo che ha saputo unire studio e ciclismo: è laureato in economia aziendale. Adesso sta cercando la laurea pure al Giro. E’ scattato a 6800 metri dall’arrivo, nell’unico tratto duro al 12% di questa salita da lunghi rapporti. La Liquigas di Basso, che più dell’Astana si è ripresa la guida della corsa, l’ha lasciato andare. Ma sabato a Cervinia, primo arrivo alpino in quota, sarà molto diverso. Eppure Pozzovivo può diventare pericoloso, perché il Giro 2012 non ha un uomo forte, non ha una squadra che si possa spremere in tutte le tappe e l’equilibrio tra i grandi è evidente. In più, il dottor Domenico è uno scricciolo abituato a scattare e rilanciare in ogni tornante, proprio l’esatto contrario di atleti come Basso, Kreuziger o Scarponi, che soffrono i cambiamenti di ritmo esasperati. Su Pampeago, per esempio, ha già vinto al Trentino 2010; e il Giro deve scalare Cervinia e due volte Pampeago, poi Giau, Mortirolo e Stelvio. Per lui diventa fondamentale salvarsi nelle prossime cinque tappe: per velocisti o da fughe. Se alla vigilia di Cervinia avrà ancora questo distacco in classifica, potrà sognare. Sabato Tiralongo, un siracusano; ieri Pozzovivo, provincia di Matera; il miglior giovane è Damiano Caruso, ragusano. Nel Giro d’Italia che è sempre più Giro del Mondo, con il canadese Hesjedal in maglia rosa, i nostri sono trainati da tre ragazzi del sud. Ma i big sorvegliano: Basso si è ripreso, Scarponi è stato molto attento alla ruota del varesino, ma senza alcun gregario (!) vicino, Kreuziger ha la squadra, Rodriguez cerca di prendersi la rosa (e magari ci riuscirà domani ad Assisi). La nota stonata è Cunego, mai in palla e fuori gioco dopo 8 tappe. Non è quello il suo rango. Intanto oggi Frosinone aspetta i velocisti: unica insidia l’ultima curva ai 370 metri. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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95˚ GIRO D’ITALIA L’8a TAPPA SONDAGGIO SUL PICCOLO LUCANO

«

Se riuscirà a tenere questa condizione anche nell’ultima settimana, lotterà per la maglia rosa GIUSEPPE SARONNI G.M. LAMPRE-ISD

DAI NOSTRI INVIATI

CLAUDIO GHISALBERTI CIRO SCOGNAMIGLIO LAGO LACENO (Avellino)

Sono i classici interrogativi che nascono a bassa voce e, di orecchio in orecchio, diventano qualcosa di più consistente. In questo Giro d’Italia, dove può arrivare il Domenico Pozzovivo che abbiamo visto ieri e, prima ancora, dominatore al Giro del Trentino? Nei primi cinque? Sul podio? Oppure, addirittura, spingersi fino a credere nella clamorosa conquista della maglia rosa il 27 maggio a Milano? Martinelli Giuseppe Martinelli, d.s. dell’Astana di Kreuziger, è l’«ammiraglio» in attività che ha vinto più Giri d’Italia, ben quattro e con quattro corridori diversi (Pantani, Garzelli, Simoni e Cunego). E tra l’altro ha sempre o quasi diretto scalatori molto forti, lo stesso «profilo» del lucano che ha trionfato ieri a Lago Laceno: «Domenico è stato sottovalutato, e penso lo stesso di Intxausti. A questo punto, avrebbe dovuto trovarsi con un maggior ritardo in classifica per poter essere considerato poco pericoloso. È uno scalatore vero e le montagne vere, il suo terreno, devono ancora arrivare. Non è ancora sullo stesso pia-

«

Difficile dire se potrà giocarsi la vittoria finale, però sulle grandi salite sarà un osso duro DAVIDE BRAMATI D.S. OMEGA PHARMA

«

Per sperare di conquistare il Giro deve arrivare alla crono di Milano con un vantaggio molto consistente MAX SCIANDRI D.S. BMC

«

Non so se terrà anche nella terza settimana. Nella crono finale, dai big potrebbe perdere 2" a km ANDREA MORELLI PREP. BASSO E SCARPONI

«

Pensare di vincere il Giro è troppo. Va a tutta dal Trentino e potrebbe calare alla distanza GIUSEPPE GUERINI TERZO AL GIRO NEL ’97 E ’98

«

Avrà sempre questa libertà, farà ogni volta la differenza? E a crono può lasciare 3’30" PAOLO BETTINI C.T. DELLA NAZIONALE

rebbe un grande risultato. Tuttavia, per vincere dovrebbe fare qualcosa di eccezionale. Correre in funzione della classifica è diverso che correre per puntare alle tappe. Per essere sicuro del successo, dovrebbe arrivare alla partenza della crono di Milano con almeno 3’ di vantaggio sui diretti avversari. Le tre tappe più dure penso siano quelle di Cervinia (la 14ª, sabato, ndr), Alpe di Pampeago (la 19ª, venerdì 25) e Passo dello Stelvio (la 20ª e penultima, sabato 26). Lui può scavare un margine così ampio? Ripeto, dovrebbe fare davvero un grande numero».

«Sì, questo Pozzovivo non si può ignorare»

Amadio Un po’ scettico anche

Martinelli e Moser: «È scalatore vero, le montagne devono ancora arrivare. E lassù chi lo stacca?» Fondriest: «Per vincere il Giro dovrebbe avere 3’ sugli altri prima della crono finale»

no dei primi favoriti, ma nella storia, di vincitori a sorpresa del Giro ce ne sono stati tanti». Moser Lo stesso concetto è

espresso da Francesco Moser, re del Giro 1984: «Chi lo stacca in salita uno come Pozzovivo? Se continua ad andare così, che lo tengano d’occhio tutti. Ormai comincia ad avere

Domenico Pozzovivo, 29 anni, si gode il bacio delle miss dopo la vittoria ANSA

una certa esperienza. E poi a crono sono rimasti solamente 30 km quelli dell’ultima tappa. Per me può anche pensare di poterlo vincere, questo Giro, perché sta dimostrando in salita di avere un discreto margine sugli altri. E sulle montagne della terza settimana sicuramente ci sarà la possibilità di fare grandi differenze».

Fondriest Maurizio Fondriest,

campione del mondo a Renaix nel 1988, è più cauto: «Possiamo sintetizzare così. Pozzovivo arriverà nei primi cinque: lo pensavo già dopo averlo visto in azione al Giro del Trentino, dove la sua azione sulla salita di Punta Veleno era stata splendida. Se riuscisse a finire sul podio finale, dico che sa-

Roberto Amadio, ma soprattutto per un altro motivo: «Sulle tre settimane — spiega infatti il team manager della Liquigas di Basso — a Pozzovivo finora è sempre mancato qualcosa per competere alla pari con i migliori. È un dato di fatto e dunque Domenico va verificato sotto questo aspetto. Non ci sono però dubbi sul fatto che in salita stia andando davvero molto forte. E allora vedrete che, già dalla prossima volta, tutti lo guarderanno con un occhio molto più attento di quanto non abbiano fatto finora». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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95˚ GIRO D’ITALIA L’8a TAPPA IL RE DELLA FRECCIA VALLONE A SOLI 9" DALLA MAGLIA ROSA

Rodriguez: «Io non spreco energie» Lo spagnolo 2o in classifica: «Il Giro è lungo. Bravo Pozzovivo, ma i big hanno lasciato fare» DAL NOSTRO INVIATO

CLAUDIO GHISALBERTI LAGO LACENO (Avellino)

Vent’anni fa, nel 1992, sulle strade del Giro apparve un gigante che segnò un’epoca: Miguel Indurain. Arrivava da Pamplona, aveva grande carisma e le stimmate del campione. Pedalava di potenza, spianava le montagne e a crono demoliva gli avversari. Una macchina da guerra. Miguelon portò per la prima volta la bandiera di Spagna in cima al Giro. A ripetere la sua impresa ci provarono Olano, Heras, Garate, persino «El Bufalo» Gutierrez. Niente da fare, fino a che nel 2008 si presentò un altro fuoriclasse, Alberto Contador. Diverso però da Indurain: madrileno, cresciuto nella scuola ciclistica avversaria (lui con Manolo Sainz, Indurain con Echavarri e Unzue), sorridente, magro, agile, aerodinamico, capace di cambi di ritmo micidiali in salita. In comune con «Indu», oltre al fatto di essere un predestinato, la forza nelle prove contro il tempo e la feroce determinazione. Il catalano Ora, sul palcosceni-

co della corsa rosa, si presenta Joaquin Rodriguez: catalano di Barcellona, un peso piuma (da bambino ha fatto boxe), nato gregario nella stessa scuola di Contador (dove ha avuto Olano come maestro), poi passato alla corte di Valverde (nella squadra che era stata di Indurain) e dal 2010 emigrato alla russa Katusha per diventare campione. Fisico da scalatore puro, da corridore da grandi giri, ma i risultati più importanti, e il successo alla Freccia Vallone di quest’anno ne è un esempio, li ha ottenuti nelle classiche. Sui muri è esplosivo, il suo scatto su pareti quasi verticali non lo regge nessuno. Però, almeno fino alla vigilia, il suo tallone d’Achille sembravano le crono, come dimostrato nella Vuelta 2010 quando a Peñafiel affondò nel duello con Nibali. La corsa sta però dimostrando che i progressi sono notevoli anche in questa disciplina. Insomma, un candidato più che credibile per la maglia rosa che per il momento è a soli 9 secondi. Rodriguez, come si sente dopo le prime otto tappe?

«Bene, molto bene. La condi-

zione è quella che speravo, la posizione in classifica migliore del previsto». È più contento per il secondo posto in classifica o più amareggiato per la vittoria di tappa che finora non è arrivata?

«Sicuramente più contento per il secondo posto in classifica. Certo ci terrei a vincere una tappa, ma senza impazzirci. Se per me fosse stata più importante la vittoria parziale oggi (ieri, ndr), avrei provato a seguire Pozzovivo. Il successo di giornata deve arrivare sfruttando le opportunità e senza buttare energie che potrebbero essere fondamentali nella terza settimana». Ieri voi big di classifica siete rimasti fermi a marcarvi. Come mai?

«Attaccare sarebbe stato inutile, con una salita del genere non puoi pensare di fare la differenza».

«

La volata per l’abbuono? Ho visto l’occasione: De Gendt mi ha tirato la volata

S

«Non la conosco. Me l’ha spiegata un po’ il mio amico Bennati (che ieri non ha preso il via per una bronchite che gli ha procurato febbre alta, ndr). Non mi piace tutta quella pianura prima, ma l’arrivo sarà davvero molto esplosivo. Sarà una giornata difficile. Jaime Hernandez, che è la persona che nel ciclismo mi conosce meglio, lo andrà a vedere per me».

Joaquin Rodriguez è nato a Barcellona il 12 marzo 1979. Professionista dal 2001, ha corso con Once, Saunier Duval, Caisse d’Epargne e, dal 2010, Katusha. Ha vinto 30 corse (4 nel 2012), tra le quali il campionato nazionale 2007, la tappa di Mende al Tour 2010, la Freccia Vallone 2012

Liquigas e Astana, almeno per quello che si è visto finora, sembrano le squadre più attrezzate per aiutare il loro capitano. Concorda?

«Sì, chiaro. Per ora è così, ma il Giro è molto lungo. Però io alla Katusha ho anche Losada che finora non s’è visto per problemi fisici e nei giorni scorsi è stato sul punto di abbandonare. Nella terza settimana, con Moreno e Vicioso, ci sarà anche lui ad aiutarmi».

BETTINI

© RIPRODUZIONE RISERVATA

«

Entriamo in una settimana facile, ma sarà peggio. Più nervosismo e rischi di cadute

Però Pozzovivo c’è riuscito.

«Vero, è stato bravo. Ma sinceramente noi non l’abbiamo rincorso. Se si fosse mosso qualche big, tutti gli sarebbero andati dietro». Intanto, per guadagnare qualche secondo, lei si è buttato allo sprint.

-4 LA GRANDE STORIA

Primo volume dal 18 maggio a 1 euro

«Sì, ho visto l’occasione e non me la sono lasciata scappare. Ho avuto anche fortuna perché De Gendt in pratica mi ha tirato la volata». Ora inizia una settimana che, almeno sulla carta, sembra più facile.

«Sì, sulla carta è più facile e questo vuol dire che per me sarà peggio. Ci sarà più nervosismo. E più rischio di cadute. Una foratura potrebbe diventare pericolosa. Insomma, andiamo incontro a una settimana molto stressante». Martedì (domani, ndr) la tappa si conclude ad Assisi. Valerio Piva, il suo diesse, ha detto che il finale sembra disegnato apposta per lei.

LA CORSA AI RAGGI X DATA

TAPPA

KM

ARRIVO

MAGLIA ROSA

ROSSA

AZZURRA

BIANCA

5/5

1ª HERNING-HERNING (cronometro)

8,7

PHINNEY

PHINNEY

PHINNEY

-

PHINNEY

6/5

2ª HERNING-HERNING

207 CAVENDISH

PHINNEY

CAVENDISH

BALLONI

PHINNEY

7/5

3ª HORSENS-HORSENS

190

GOSS

PHINNEY

GOSS

BALLONI

PHINNEY

8/5

RIPOSO a Verona GARMIN

9/5

4ª VERONA-VERONA (cronosquadre)

33,2

NAVARDAUSKAS

GOSS

BALLONI NAVARDAUSKAS

10/5

5ª MODENA-FANO

209 CAVENDISH NAVARDAUSKAS

GOSS

BALLONI

11/5

6ª URBINO-PORTO SANT’ELPIDIO

210

MALORI

GOSS

RUBIANO

MALORI

12/5

7ª RECANATI-ROCCA DI CAMBIO

207 TIRALONGO

HESJEDAL

GOSS

RUBIANO

STETINA

Ieri

8ª SULMONA-LAGO LACENO

229 POZZOVIVO

HESJEDAL

GOSS

RUBIANO

CARUSO

DATA

Sapevate che Gimondi conquistò il suo terzo Giro nel 1976, l’anno in cui Merckx diede l’addio alle corse? Il belga in classifica giunse a oltre 7 minuti dal campione di Sedrina. Tutto questo potrete leggerlo dal 18 maggio nel libro «Gli anni di Gimondi e il "Cannibale" Merckx» che farà parte della collana in 27 volumi, «Giro d’Italia, La Grande storia». Il primo volume in edicola a 1 euro con la Gazzetta dello Sport.

Oggi

TAPPA

KM

9ª SAN GIORGIO DEL SANNIO-FROSINONE

RUBIANO

DIFFICOLTÀ

NAVARDAUSKAS

GIUDIZIO GAZZETTA

166

*

Domani 10ª CIVITAVECCHIA-ASSISI

186

***

Finale duro nel centro storico: punte del 15%

16/5

11ª ASSISI-MONTECATINI TERME

255

**

La più lunga: per velocisti

17/5

12ª SERAVEZZA-SESTRI LEVANTE

155

***

Dura nei 100 km finali: 4,5 km all’8% ai -11

18/5

13ª SAVONA-CERVERE

121

*

19/5

14ª CHERASCO-CERVINIA

206

****

Terzo arrivo in salita: 49,4 km all’insù

20/5

15ª BUSTO ARSIZIO-PIAN DEI RESINELLI

169

****

Quarto arrivo in salita con Valcava, Bura e San Pietro

21/5

RIPOSO a Limone sul Garda

22/5

16ª LIMONE SUL GARDA-FALZES

173

*

23/5

17ª FALZES-CORTINA D’AMPEZZO

186

*****

24/5

18ª SAN VITO DI CADORE-VEDELAGO

149

*

25/5

19ª TREVISO-ALPE DI PAMPEAGO

198

*****

Due volte Pampeago: qui vincono i grandi

26/5

20ª CALDES/VAL DI SOLE-STELVIO

219

*****

La tappa regina: Mortirolo da un versante inedito

27/5

21ª MILANO-MILANO (cronometro individuale) 30

***

Seconda volata: curva difficile ai 450 metri

La tappa più breve non sfuggirà all’epilogo in volata

Volata, ma ai 4 km uno strappo al 12% Tappone dolomitico: Valparola, Duran, Staulanza e Giau Ultima volata del Giro

In ogni caso, è impegnativa

Pinzolo.

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95˚ GIRO D’ITALIA L’8a TAPPA LA GUIDA GIORNO PER GIORNO ORDINE D’ARRIVO

Pinotti a 1’24" Caruso è 6˚: nuova bianca

POS. CORRIDORE

1

TEMPO

POZZOVIVO (ITA) Colnago-Csf Inox, 229 km in 6h06'05" alla media di 37,532 km/h, abb. 20"

2

INTXAUSTI (SPA)

3

JOAQ. RODRIGUEZ (SPA) a 27", abb. 8"

4

DE GENDT (BEL)

5

CATALDO (ITA)

6

CARUSO (ITA)

a 23", abb. 12"

7

BRAMBILLA (ITA)

8

HUZARSKI (POL)

9

RUJANO (VEN)

10 GADRET (FRA) 11 HESJEDAL (CAN)

Oltre a Pozzovivo, sono tre gli italiani che si piazzano tra i primi 10, a 27": Cataldo (5˚), Caruso (6˚ e nuova maglia bianca) e Brambilla (7˚). L’ex maglia rosa Phinney chiude 159˚ a 21’16". Si stacca Pinotti: 33˚ a 1’24", Finisce il Giro di Bennati e dell’olandese Van Winden.

12 TIRALONGO (ITA) 13 URAN URAN (COL) 14 CUNEGO (ITA) 15 SCARPONI (ITA) 16 BASSO (ITA) 17 KREUZIGER (R.CEC.) 18 SCHLECK (LUS) 19 HENAO (COL) 20 PARDILLA (SPA) 21 TSCHOPP (SVI) 22 GARATE (SPA) 23 NIEVE (SPA) 24 CAPECCHI (ITA) 25 SZMYD (POL)

26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42

SLAGTER (OLA) VISCONTI (ITA) MORENO (SPA) IZAGUIRRE (SPA) RABOTTINI (ITA) VELASCO (SPA) VANDE VELDE (USA) PINOTTI (ITA) CASAR (FRA) LARSSON (SVE) STETINA (USA) BAKELANTS (BEL) NIEMIEC (POL) SANTAROMITA (ITA) PAUWELS (BEL) DE CLERCQ (BEL) ZAUGG (SVI)

43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53

DUPONT (FRA) SEELDRAYERS (BEL) BRUSEGHIN (ITA) DE GREEF (BEL) MONTAGUTI (ITA) JACK. RODRIGUEZ (VEN) VERMOTE (BEL) LAGUTIN (UZB) NIERMANN (GER) GUSTOV (UCR) ULISSI (ITA)

a 1’24"

a 1’39" a 1’47" a 2’22"

54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70

OCHOA (VEN) SAMOILAU (BIE) FLECHA (SPA) DENIFL (AUT) ROHREGGER (AUT) CARRARA (ITA) VAITKUS (LIT) TXURRUKA (SPA) PERGET (FRA) BARTA (R.CEC.) SELLA (ITA) CLEMENT (OLA) WYSS (SVI) MOUREY (FRA) HERRADA (SPA) LOSADA (SPA) KANGERT (EST)

71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81

OLIVEIRA (POR) HERMANS (BEL) VELITS (SVK) HANSEN (AUS) LUND (DAN) SPEZIALETTI (ITA) PIETROPOLLI (ITA) BEPPU (GIAP) BAUER (N.ZEL) TOSATTO (ITA) MAZZANTI (ITA)

a 2’42" a 3’20" a 5’24"

a 6’04"

a 8’21" a 9 53"

82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98

GASPAROTTO (ITA) VICIOSO (SPA) GOLAS (POL) RUBIANO (COL) SABATINI (ITA) GASTAUER (LUS) BONNAFOND (FRA) AGNOLI (ITA) RIGHI (ITA) POZZATO (ITA) PONZI (ITA) SOUPE (FRA) FAILLI (ITA) BENEDETTI (ITA) SALERNO (ITA) L. S. HAEDO (ARG) LANCASTER (AUS)

99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109

GOSS (AUS) ROLLIN (CAN) PETROV (RUS) BRUTT (RUS) KEIZER (OLA) OROZ (SPA) BODNAR (POL) MARCZYNSKI (POL) MALORI (ITA) BONO (ITA) LONGO BORGHINI (ITA)

a 11’28" a 11’39"

a 14’39"

abb. 6"

110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126

SELVAGGI (ITA) SERGENT (N.ZEL) FRANK (SVI) BRANDLE (AUT) DIETZIKER (SVI) COLBRELLI (ITA) BATTAGLIN (ITA) HOLLENSTEIN (SVI) VANENDERT (BEL) BAK (DAN) SERPA PEREZ (COL) PAGANI (ITA) DE MARCHI (ITA) BALLAN (ITA) THOMAS (GB) IMPEY (S.AF) BOBRIDGE (AUS)

127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137

KENNAUGH (GB) VENTOSO (SPA) J. J. HAEDO (ARG) CHRISTENSEN (DAN) AMADOR (C.RICA) ROBERTS (AUS) KAISEN (BEL) SCHORN (AUT) NIZZOLO (ITA) KEUKELEIRE (BEL) MAES (BEL)

CLASSIFICA GENERALE

TEMPO

HESJEDAL (CAN) Garmin Barracuda, 1295,9 km in 32h23'25", media di 40,008 km/h

2

JOAQ. RODRIGUEZ (SPA)

3

TIRALONGO (ITA)

a 15"

4

KREUZIGER (R.CEC.)

a 35"

5

INTXAUSTI (SPA)

a 9"

6

BASSO (ITA)

a 40"

7

CARUSO (ITA)

a 45"

8

CATALDO (ITA)

a 46"

9

SCHLECK (LUS)

a 48"

10 CAPECCHI (ITA)

a 52"

11 URAN URAN (COL)

a 53"

12 SCARPONI (ITA)

a 54"

13 POZZOVIVO (ITA)

a 55"

14 HENAO (COL)

a 1’10"

15 CUNEGO (ITA)

a 1 14"

16 SZMYD (POL)

a 1 16"

17 VANDE VELDE (USA)

a 1 18"

18 PARDILLA (SPA)

a 1’20"

19 STETINA (USA)

a 1’23"

20 MORENO (SPA) 21 TSCHOPP (SVI)

a 1’28"

22 DE GENDT (BEL)

a 1 30"

23 PINOTTI (ITA)

a 1’43"

24 GARATE (SPA)

a 1’44"

25 HUZARSKI (POL)

a 1’47"

26 PAUWELS (BEL)

a 1’54"

27 VISCONTI (ITA)

a 2 01"

28 BAKELANTS (BEL)

a 2 03"

29 SEELDRAYERS (BEL)

a 2 15"

30 BRUSEGHIN (ITA)

a 2’24"

31 SLAGTER (OLA)

a 2’26"

32 LARSSON (SVE)

POS. CORRIDORE

POS. CORRIDORE

TEMPO

63 RABOTTINI (ITA)

a 16’40"

TEMPO

127 LOSADA (SPA)

a 47’11"

64 AMADOR (C.RICA)

a 16 58"

128 SERPA PEREZ (COL) a 47’36"

65 OROZ UGALDE (SPA) a 17 58"

129 LOCATELLI (ITA)

a 48’33"

66 WYSS (SVI)

a 18 05"

130 BELLETTI (ITA)

a 49’56"

67 VICIOSO (SPA)

a 18’18"

131 BONO (ITA)

a 50 28"

68 SOUPE (FRA)

a 18 26"

132 SELVAGGI (ITA)

a 50 32"

69 HANSEN (AUS)

a 19 05"

133 SCHORN (AUT)

70 FELLINE (ITA)

a 19’22"

134 CHRISTENSEN (DAN) a 51’49"

71 AGNOLI (ITA)

a 19’40"

135 MEIER (CAN)

a 52’15"

72 SPEZIALETTI (ITA)

a 20’00"

136 GAZVODA (SLO)

a 52’30"

73 TOSATTO (ITA)

a 20’16"

137 LONGO BORGHINI (ITA) a 52 54"

74 GOLAS (POL)

a 20’31"

138 VANENDERT (BEL)

a 53’21"

75 BATTAGLIN (ITA)

a 20’48"

139 LANCASTER (AUS)

a 53’49"

76 VERMOTE (BEL)

a 21 05"

140 SERGENT (N.ZEL)

a 53 55"

a 22 06"

141 BOARO (ITA)

a 54’21"

a 23 02"

142 L. S. HAEDO (ARG)

a 54’45"

79 SANTAMBROGIO (ITA) a 23’22"

143 GOSS (AUS)

a 55’16"

80 BONNAFOND (FRA)

a 23’57"

144 ROLLIN (CAN)

a 55’17"

81 MALORI (ITA)

a 25’18"

145 DE MARCHI (ITA)

a 55’57"

82 BRUTT (RUS)

a 26’07"

83 POZZATO (ITA)

a 26 33"

84 PONZI (ITA)

a 26 34"

77 PIRAZZI (ITA) 78 SABATINI (ITA)

85 GASTAUER (LUS) 86 PERGET (FRA)

a 26’44"

87 BERARD (FRA)

a 26’47"

88 DIETZIKER (SVI)

a 26 52"

89 FAILLI (ITA)

a 27’16"

90 CLEMENT (OLA)

a 28 03"

91 FRANK (SVI)

a 29 02"

92 VELITS (SVK)

a 30 09"

93 KWIATKOWSKI (POL) a 30 34" 94 HOLLENSTEIN (SVI) 95 LUND (DAN)

a 30 39" a 31 21"

96 MONTAGUTI (ITA)

a 31 25"

33 GADRET (FRA)

a 2 38"

97 BODNAR (POL)

a 31 54"

34 RUJANO (VEN)

a 2 39"

98 SMUKULIS (LET)

a 32 04"

35 NIEMIEC (POL)

a 2’41"

99 BALLAN (ITA)

a 32’09"

36 BRAMBILLA (ITA)

100 ROBERTS (AUS)

a 33’22"

37 ZAUGG (SVI)

a 2’42"

101 COLBRELLI (ITA)

a 33 29"

38 CASAR (FRA)

a 2 50"

102 IMPEY (S.AF)

a 33’37"

39 DE CLERCQ (BEL)

a 2’52"

103 PETROV (RUS)

a 34’00"

40 SANTAROMITA (ITA)

1 2 3 4 5 6 7 8 9

147 MODOLO (ITA)

a 56’45"

149 KEUKELEIRE (BEL)

a 57'00"

150 JORGENSEN (DAN)

a 57'05"

151 STANNARD (GBR)

a 57'20"

152 NIZZOLO (ITA)

a 58'50"

153 DELAGE (FRA)

a 1h01’44"

154 BANDIERA (ITA)

a 1h03’39"

155 KRISTOFF (NOR)

a 1h04 52"

156 KEIZER (OLA)

a 1h04’56"

157 VEIKKANEN (FIN)

a 1h05’37"

158 BILLE (BEL)

a 1h06 04"

159 FAVILLI (ITA)

a 1h06 23"

160 DEMARE (FRA)

a 1h06’31"

161 TUFT (CAN)

a 1h06’37"

162 SALERNO (ITA)

a 1h07’19"

163 IGNATYEV (RUS)

a 1h07’20"

a 1h07’47"

166 LEEZER (OLA)

a 1h07’53"

167 J. J. HAEDO (ARG)

a 1h08’13"

168 CAZAUX (FRA)

a 1h08’17"

169 CHICCHI (ITA)

a 1h08’41"

a 34’01"

105 VENTOSO (SPA)

a 34’40"

42 NIEVE (SPA)

a 3 18"

106 PIETROPOLLI (ITA)

a 35’07"

43 ULISSI (ITA)

a 3’23"

107 BRANDLE (AUT)

a 35’16"

44 SAMOILAU (BIE)

a 3’24"

108 MARCZYNSKI (POL) a 35 25"

45 GUSTOV (UCR)

a 3’27"

109 PAGANI (ITA)

a 35’49"

174 SCHILLINGER (GER) a 1h12’25"

46 LAGUTIN (UZB)

a 3’39"

110 BEOLAETTI (ITA)

a 36 39"

175 BULGAC (OLA)

a 1h12’26"

47 NIERMANN (GER)

a 3’55"

111 DENIFL (AUT)

a 37’11"

176 KAISEN (BEL)

a 1h12’32"

48 DUPONT (FRA)

a 4’10"

112 BAK (DAN)

a 37 23"

177 BALLONI (ITA)

a 1h13’29"

49 ROHREGGER (AUT)

a 4’44"

113 TXURRUKA (SPA)

a 41’21"

178 KUSCHYNSKI (BIE) a 1h13'32"

50 VELASCO (SPA)

a 4’54"

114 CARRARA (ITA)

a 43 24"

179 FERRARI (ITA)

a 1h15’14"

51 IZAGUIRRE (SPA)

a 5’43"

115 MAES (BEL)

a 43 56"

180 EISEL (AUT)

a 1h15 27"

170 RENSHAW (AUS)

a 1h09 22"

171 CAVENDISH (GB)

a 1h09’29"

172 DE NEGRI (ITA)

a 1h10’50"

173 COLEDAN (ITA)

a 1h11’58"

52 JACK. RODRIGUEZ (VEN)

a 5’44"

116 ZEITS (KAZ)

a 43’57"

181 BOBRIDGE (AUS)

a 1h15’32"

53 BARTA (R.CEC.)

a 6 18"

117 GATTO (ITA)

a 44’46"

182 BROWN (AUS)

a 1h17’45"

54 OCHOA (VEN)

a 6 35"

118 MAZZANTI (ITA)

a 44’49"

183 SAEZ DE ARREGUI (SPA) a 1h18’30"

56 SELLA (ITA)

119 BEPPU (GIAP)

a 45’11"

184 BONNET (FRA)

a 1h23’41"

a 7’46"

120 HERMANS (BEL)

a 45 25"

185 RASMUSSEN (DAN) a 1h24’51"

57 KANGERT (EST)

a 9 00"

121 BAUER (N.ZEL)

a 45 33"

186 ROSSELER (BEL)

a 1h26 03"

58 OLIVEIRA (POR)

a 10’02"

122 DYACHENKO (KAZ)

a 45’41"

187 PHINNEY (USA)

a 1h27’31"

59 FLECHA (SPA)

a 10’29"

123 THOMAS (GBR)

a 46’17"

188 MINGUEZ (SPA)

a 1h28 57"

60 RUBIANO (COL)

a 12 31"

124 VAITKUS (LIT)

a 46’37"

189 HUNT (GB)

a 1h30’39"

61 GASPAROTTO (ITA)

a 13’59"

125 RIGHI (ITA)

190 GUARDINI (ITA)

a 1h31 19"

62 MOUREY (FRA)

a 15 04"

126 KENNAUGH (GB)

191 BOS (OLA)

a 1h37’13"

A PUNTI

CLASSIFICA DI TAPPA: 1. Domenico POZZOVIVO (Colnago-Csf Inox) 25 punti; 2. Intxausti (Spa) 20; 3. Jo. Rodriguez (Spa) 16; 4. De Gendt (Bel) 14; 5. Cataldo 12; 6. Caruso 10. CLASSIFICA GENERALE: 1. Matthew GOSS (Aus, Orica Greenedge) 65 punti; 2. Cavendish (Gb) 55; 3. Rubiano (Col) 36; 4. Pozzovivo 35; 5. Jo. Rodriguez (Spa) 30; 6. Tiralongo 29; 7. Thomas (Gb) 26; 8. Phinney (Usa) 25.

a 47 02"

MONTAGNA

CLASSIFICA DI TAPPA: 1. Domenico POZZOVIVO (Colnago-Csf Inox) 9 punti; 2. Intxausti (Spa) 5; 3. Marczynski (Pol) 3; 4. Szmyd (Pol) 3; 5. Minguez (Spa) 2; 6. Capecchi 2; 7. Basso 1; 8. Berard (Fra) 1. CLASSIFICA GENERALE: 1. Miguel Angel RUBIANO (Col, Androni Giocattoli-Venezuela) 24 punti; 2. Golas (Pol) 16; 3. Tiralongo 9; 4. Pozzovivo 9; 5. Benedetti 7; 6. Balloni 6; 7. Beppu (Giap) 5.

GADRET BELLETTI BERARD BONNAFOND DUPONT GASTAUER GAZVODA MONTAGUTI PERGET

21 22 23 24 25 26 27 28 29

Fra Ita Fra Fra Fra Lus Slo Ita Fra

RUJANO SERPA PEREZ SELLA FERRARI FELLINE DE MARCHI RUBIANO CHAVEZ OCHOA JACKSON RODRIGUEZ

Ven Col Ita Ita Ita Ita Col Ven Ven

ASTANA PRO TEAM D.S. Shefer 31 32 33 34 35 36 37 38 39

KREUZIGER GASPAROTTO TIRALONGO PONZI DYACHENKO ZEITS SEELDRAYERS PETROV KANGERT

Cec Ita Ita Ita Kaz Kaz Bel Rus Est

BMC RACING TEAM D.S. Baldato

LA 9a TAPPA: S. GIORGIO DEL SANNIO-FROSINONE

Lunedì di pianura: tornano i velocisti

164 RASCH (NOR) 165 SEUBERT (GER)

Ita Ita Ita Ita Ita Pol Ita Ita Ita

ANDRONI GIOCATTOLI - VENEZUELA D.S. Savio

a 56’39"

148 HUNTER (S.AF)

SCARPONI CUNEGO ULISSI BONO MALORI NIEMIEC PIETROPOLLI RIGHI SPEZIALETTI

11 12 13 14 15 16 17 18 19

146 NAVARDAUSKAS (LIT) a 56’09"

104 CABEDO (SPA)

55 HERRADA (SPA)

EISEL (AUT) STANNARD (GB) CAVENDISH (GB) DE NEGRI (ITA) PHINNEY (USA) IGNATYEV (RUS) SANTAMBROGIO (ITA) ROSSELER (BEL) KUSCHYNSKI (BIE) RASCH (NOR) JORGENSEN (DAN)

AG2R - LA MONDIALE D.S. Biondi

a 51’33"

a 3’17"

41 DE GREEF (BEL)

155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165

LAMPRE - ISD D.S. Maini

Hesjedal resiste. Alle sue spalle avanzano Joaquin Rodriguez (2˚) e Intxausti (5˚). Balzo di Capecchi: da 14˚ a 10˚ in classifica. Tiralongo è 3˚ a 15" da Hesjedal. 1

a 17’23"

FELLINE (ITA) LOCATELLI (ITA) GATTO (ITA) BANDIERA (ITA) PIRAZZI (ITA) FERRARI (ITA) BELLETTI (ITA) COLEDAN (ITA) MODOLO (ITA) CAZAUX (FRA) CABEDO (SPA) LEEZER (OLA) TUFT (CAN) HUNTER (S.AF) ZEITS (KAZ) SMUKULIS (LET) HUNT (GB)

a 17’24" a 17’52" a 18’51"

a 19’16" a 20’10" a 20’42"

a 21’16"

166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182

RASMUSSEN (DAN) BOARO (ITA) FAVILLI (ITA) BALLONI (ITA) RENSHAW (AUS) BROWN (AUS) BULGAC (OLA) SEUBERT (GER) SCHILLINGER (GER) BILLE (BEL) KRISTOFF (NOR) CHICCHI (ITA) KWIATKOWSKI (POL) MEIER (CAN) MINGUEZ (SPA) abb. 4" BOS (OLA) SAEZ DE ARREGUI (SPA)

183 184 185 186 187 188 189 190 191 rit. rit.

GAZVODA (SLO) BERARD (FRA) NAVARDAUSKAS (LIT) DYACHENKO (KAZ) VEIKKANEN (FIN) DELAGE (FRA) DEMARE (FRA) BONNET (FRA) GUARDINI (ITA) BENNATI (ITA) VAN WINDEN (OLA)

abb. 2"

a 25’14"

IN GARA 191 CORRIDORI DI 22 TEAM

Tiralongo terzo: è a 15" da Hesjedal

POS. CORRIDORE

a 16’09"

138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154

41 42 43 44 45 46 47 48 49

HUSHOVD BALLAN FRANK PHINNEY PINOTTI SANTAMBROGIO SANTAROMITA TSCHOPP WYSS

Nor Ita Svi Usa Ita Ita Ita Svi Svi

COLNAGO - CSF INOX D.S. Reverberi 51 52 53 54 55 56 57 58 59

POZZOVIVO MODOLO BATTAGLIN G.L. BRAMBILLA PIRAZZI COLBRELLI S. LOCATELLI PAGANI COLEDAN

Ita Ita Ita Ita Ita Ita Ita Ita Ita

EUSKALTEL - EUSKADI D.S. Gonzalez de Galdeano 61 62 63 64 65 66 67 68 69

NIEVE SAEZ DE ARRAEGUI IZAGUIRRE MINGUEZ CAZAUX CABEDO VELASCO TXURRUKA OROZ

Spa Spa Spa Spa Fra Spa Spa Spa Spa

FARNESE VINI - SELLE ITALIA D.S. Scinto

La nona tappa è la San Giorgio del Sannio-Frosinone, 166 km. Ritrovo alle in 11.50 in Piazza Risorgimento, partenza alle 13.20. L’arrivo è previsto tra le 17.06 e le 17.29. Il traguardo volante è a Ceprano (km 142,1) mentre il rifornimento è San Cataldo (km 96,5). Non ci sono gran premi della montagna. Tappa dove dovrebbero tornare protagonisti i velocisti. CAROVANA Oggi cinque appuntamenti: San Giorgio del Sannio (11.20), Vairano Scalo (13.37), Cassino (14.26), Ceprano (15.13) e Frosinone (15.47). METEO Giornata nuvolosa con possibilità di precipitazioni sparse nella prima parte di corsa. Temperatura intorno ai 14-16˚. IN TV Su Rai Sport 2 la giornata inizierà con «Si Gira» alle 11.55, che andrà anche su Raitre dalle 12.25. Dalle 14 su Rai Sport 2 e dalle 15.05 su Raitre le fasi salienti della corsa; a seguire il «Processo alla tappa». Alle 20 su Rai Sport 2 spazio a «TGiro». La diretta su Eurosport dalle 14.45.

FAST TEAM

CLASSIFICA DI TAPPA: 1. LIQUIGAS-CANNONDALE 18h19’36"; 2. Movistar Team a 53"; 3. Lampre-Isd a 57". CLASSIFICA GENERALE: 1. LIQUIGAS-CANNONDALE 95h56’59"; 2. Astana Pro Team a 27"; 3. Garmin-Barracuda a 45".

71 72 73 74 75 76 77 78 79

POZZATO GATTO FAILLI RABOTTINI GUARDINI FAVILLI DE NEGRI MAZZANTI BALLONI

Ita Ita Ita Ita Ita Ita Ita Ita Ita

FDJ - BIGMAT D.S. Gayant 81

CASAR

Fra

82 83 84 85 86 87 88 89

DELAGE DEMARE BONNET MOUREY SOUPE RASCH ROLLIN VEIKKANEN

Fra Fra Fra Fra Fra Nor Can Fin

GARMIN - BARRACUDA D.S. Wegelius 91 92 93 94 95 96 97 98 99

FARRAR ROSSELER BAUER NAVARDAUSKAS HESJEDAL HUNTER RASMUSSEN STETINA VANDE VELDE

Usa Bel N. Zel Lit Can S. Af Dan Usa Usa

ORICA - GREENEDGE D.S. White 100 101 102 103 104 105 106 107 109

GOSS BEPPU BOBRIDGE IMPEY KEUKELEIRE LANCASTER CH. MEIER TUFT VAITKUS

Aus Giap Aus S. Af Bel Aus Can Can Lit

KATUSHA TEAM D.S. Piva 111 112 113 114 115 116 117 118 119

JOAQ. RODRIGUEZ BRUTT IGNATYEV KRISTOFF KUSCHYNSKI LOSADA MORENO SMUKULIS VICIOSO

Spa Rus Rus Nor Bie Spa Spa Let Spa

LIQUIGAS - CANNONDALE D.S. Zanatta 121 122 123 124 125 126 127 128 129

BASSO AGNOLI BODNAR CAPECCHI D. CARUSO LONGO BORGHINI SALERNO SZMYD SABATINI

Ita Ita Pol Ita Ita Ita Ita Pol Ita

LOTTO BELISOL D.S. Leysen 131 132 133 134 135 136 137 138 139

DE CLERQ BULGAC DE GREEF BAK BILLE HANSEN KAISEN MEERSMAN VANENDERT

Bel Ola Bel Dan Bel Aus Bel Bel Bel

VISCONTI BRUSEGHIN HERRADA INTXAUSTI LASTRAS AMADOR PARDILLA SAMOILAU VENTOSO

Ita Ita Spa Spa Spa C. Rica Spa Bie Spa

OMEGA PHARMA - QUICKSTEP D.S. Bramati 151 152 153 154 155 156 157 158 159

CATALDO BANDIERA CHICCHI GOLAS MAES PAUWELS KWIATKOWSKI M. VELITS VERMOTE

Ita Ita Ita Pol Bel Bel Pol Slk Bel

RABOBANK D.S. Boven 161 162 163 164 165 166

RENSHAW GARATE BOS LEEZER CLEMENT NIERMANN

GIOVANI

CLASSIFICA GENERALE: 1. Damiano CARUSO (Liquigas-Cannondale) 32h24’10"; 2. Uran Uran (Col) a 8"; 3. Henao (Col) a 25"; 4. Stetina (Usa) a 38"; 5. Slagter (Ola) a 1’41"; 6. Brambilla a 1’56"; 7. Ulissi a 2’38"; 8. Izaguirre (Spa) a 4’58"; 9. Kangert (Est) a 8’15"; 10. Oliveira (Por) a 9’17"; 11. Rabottini a 15’55"; 12. Soupe (Fra) a 17’41"; 13. Felline a 18’37"; 14. Battaglin a 20’03"; 15. Vermote (Bel) a 20’20"; 16. Pirazzi a 21’21"; 17. Bonnafond (Fra) a 23’12"; 18. Malori a 24’33".

Ola Aus Ola

RADIOSHACK - NISSAN D.S. Andersen 171 172 173 174 175 176 177 178 179

F. SCHLECK BAKELANDTS BENNATI HERMANS NIZZOLO OLIVEIRA ROHREGGER SERGENT ZAUGG

Lus Bel Ita Bel Ita Por Aut N. Zel Svi

SKY PROCYCLING D.S. De Jongh 181 182 183 184 185 186 187 188 189

CAVENDISH EISEL FLECHA HENAO KENNAUGH STANNARD HUNT THOMAS URAN URAN

Gb Aut Spa Col Gb Gb Gb Gb Col

TEAM NETAPP D.S. Heppner 191 192 193 194 195 196 197 198 199

BENEDETTI BARTA SEUBERT SCHILLINGER HUZARSKI HOLLENSTEIN DIETZIKER BRANDLE SCHORN

Ita Cec Ger Ger Pol Svi Svi Aut Aut

TEAM SAXO BANK D.S. Mauduit 201 202 203 204 205 206 207 208 209

TOSATTO LUND GUSTOV JÖRGENSEN J.J. HAEDO ROBERTS CHRISTENSEN BOARO L.S. HAEDO

Ita Dan Ucr Dan Arg Aus Dan Ita Arg

VACANSOLEIL - DCM D.S. Van Poppel 211 212 213 214 215 216 217 218 219

CARRARA DE GENDT R FEILLU LAGUTIN LARSSON MARCZYNSKI KEIZER DENIFL SELVAGGI

Ita Bel Fra Uzb Sve Pol Ola Aut Ita

IN CINA

MOVISTAR TEAM D.S. Jaimerena 141 142 143 144 145 146 147 148 149

167 SLAGTER 168 BROWN 169 VAN WINDEN

Aus Spa Ola Ola Ola Ger

Baccaille terza in Coppa Monia Baccaille ancora sul podio in Cina. L’azzurra della MCipollini Giambenini ha chiuso 3ª in volata nella gara valida per la Coppa del Mondo dietro alla statunitense Shelley Olds e all’australiana Melissa Hoskins.

SQUADRE

CLASSIFICA DI TAPPA: 1. COLNAGO-CSF INOX 34 punti; 2. Movistar Team 20; 3. Liquigas-Cannondale 20; 4. Katusha Team 18; 5. Vacansoleil-Dcm 17; 6. Omega Pharma-Quickstep 16. CLASSIFICA GENERALE: 1. GARMIN-BARRACUDA 184 punti; 2. Orica Greenedge 133; 3. Radioshack-Nissan 114; 4. Sky Procycling 106; 5. Katusha Team 99; 6. Fdj-Bigmat 99; 7. Liquigas-Cannondale 89.


LUNEDÌ 14 MAGGIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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95˚ GIRO D’ITALIA L’8a TAPPA L’UOMO GARMIN SI CONFERMA IN ROSA

Hesjedal resiste «Ho lavorato duro per questa maglia» Il canadese soffre, ma poi ricuce in discesa «Essere il leader di un giorno non mi basta» DAL NOSTRO INVIATO

MARCO PASTONESI LAGO LACENO (Avellino)

Soffre e arranca, resiste e recupera, mantiene e custodisce. Quella di Ryder Hesjedal non sembra una maglia rosa da comparsa ,ma da protagonista. Non è la maglia rosa di una pagina, ma almeno di un capitolo. Hesjedal, le prime 24 ore in maglia rosa?

«Ieri (sabato, ndr), dopo la tappa di Rocca di Cambio, ci è voluta un’ora in pullman per tornare in albergo. Il telefono non prendeva e ho dovuto aspettare a lungo per parlare con mia moglie Ashley. Poi un sacco di messaggi su Twitter e altrettante e-mail. Non sono riuscito a rispondere a tutti, anche perché la sera abbiamo cominciato a concentrarci sulla tappa di Lago Laceno». Più difficile di quello che pensava?

«E’ stata una giornata dura. La velocità alta del gruppo, i tre chilometri della salita finale, lo scatto di Pozzovivo. E comunque, su salite così, alcuni corridori sono più esplosivi di me, e io devo soffrire per rimanere attaccato a loro. Ho stretto i denti, sono rimasto a contatto, ho difeso la maglia rosa».

«

Le Hawaii sono la mia seconda casa. Allenandomi lì non ho fatto che migliorare

possibilità, e continuo a farlo. Il mio Giro d’Italia non è cominciato l’altro giorno, ma lo scorso novembre, quando è stato fatto il programma della squadra per il 2012. Tutto è stato organizzato, anche le classiche del Nord, affinché io arrivassi in forma proprio in questo periodo. Sono venuto qui con l’obiettivo di vincere il Giro, o almeno di dare il meglio e correre al meglio. Poi dipenderà dalla corsa e dai corridori».

Adesso ha più fiducia in se stesso?

«Ho sempre creduto nelle mie

© RIPRODUZIONE RISERVATA

«Quando il mio compagno Peter Stetina (che ha perso la maglia bianca, ndr) ha forato e Jack Bauer si è fermato per aspettarlo».

1

La zampata DI MARIO CIPOLLINI

Big deludenti: è stanchezza o solo tattica?

2

3

Anche la preparazione sotto il vulcano?

«Maui, nelle Hawaii, è diventata la mia seconda casa. Ci sono andato la prima volta nel 2005, avevo portato con me la bici per girarla e scoprirla, da turista e anche da corridore, e me ne sono innamorato. Ci sono tornato finché ho comprato casa. Da allora non solo surf ma anche bici, e allenandomi lì non ho fatto che migliorare».

Qualche brivido?

UN GIRO ... DEL MONDO

Non mi è piaciuto come hanno corso i big di classifica, quelli che aspirano a vincere il Giro. Quando è partito Pozzovivo (vam di 1.875 sui 3 km) dovevano andargli dietro anche perché finora hanno fatto due sforzi: la cronosquadre e 500 metri di salita sabato. Non capisco se è una questione di gambe o di tattica. In fondo c’erano da fare solo 3 km a tutta, non era impossibile. Non c’era terreno adatto? Andate a rivedere dove ha attaccato lo scorso anno Contador sull’Etna. Quando le salite non sono eccessivamente ripide si riesce a far salire la velocità e i distacchi sono sempre maggiori.

FONDAZIONE VERONESI

Oggi sulla Rai, come prevenire malattie maschili 1 Ryder Hesjedal, primo canadese in rosa ANSA 2 Il siciliano Damiano Caruso, nuova maglia bianca BETTINI 3 Da sinistra il polacco Tomasz Marczynski e Andrey Amador, primo costaricano in gara al Giro, ieri all’attacco per 198 km BETTINI

Come ogni mattina, su Raitre e Rai Sport 2 c’è «Correre con la scienza» della Fondazione Veronesi. Oggi si parla di malattie maschili con Francesco Mariani, ricercatore.

4

CINQUINA DEGENKOLB

John Degenkolb (ArgosShimano) ha vinto la classifica finale del Tour de Picardie. Il tedesco, al quinto successo stagionale, si è imposto allo sprint anche nella 3a e ultima tappa di 171 km, su Greg Henderson (Lotto Belisol) e Sebastien Chavanel (Europcar)

S GRANFONDO GIMONDI Fabio Laghi e Monica Bandini (Somec) hanno vinto la 17 «Granfondo Gimondi» (141 km) ieri a Bergamo, nonostante il maltempo. Sul percorso corto (102 km) primi Andrea Volpi e Carolina Rossi.


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95˚ GIRO D’ITALIA L’8a TAPPA IL NASCONDINO DEI GRANDI FAVORITI

le Pagelle

Chilometro zero

di Luca Gialanella

DI PIER BERGONZI

Il varesino può sorridere Tutto gira come voleva Può sembrare un paradosso, ma chi esce meglio dalla prima settimana di Giro è Basso. Ivan è un fuoriclasse della resistenza, un grande motore diesel, che soffre i cambi di ritmo violenti, le cronometro e il nervosismo agonistico del gruppo. Tutte situazioni che solitamente fanno da sfondo alle prime tappe. Gli scattisti come Cunego (fin qui molto deludente), ma anche «Purito» Rodriguez e Scarponi (l’unico che il naso alla finestra lo ha messo) hanno perso più di un’occasione. Il varesino ha avuto un avvio stagionale complicato ed è arrivato giusto-giusto al via di Herning. Ma la sua condizione sta migliorando e migliorerà strada facendo. Sullo strappo di Rocca di Cambio ha perso una manciata di secondi (più l’abbuono di Scarponi) proprio perché soffre le accelerazioni brusche, ma proprio per come ha contenuto il ritardo ci ha convinto. Lo stesso vale per il finale di ieri. Tutto gira dalla parte di Basso. E infatti Ivan ha fiducia. Lo si vede stabilmente nei quartieri alti della corsa, con la sua guardia Liquigas, come il «padrone» in pectore. E gira anche dalla parte di Frank Schleck, altro campione che è partito con qualche dubbio ma si sente in crescita e sa, come Basso, che ogni giorno che passa è guadagnato. Ogni riflessione andrà riveduta e corretta alla prima, vera, tappa di montagna. L’esperienza e i precedenti ci dicono però che sulle Alpi l’uomo da battere sarà proprio Basso. Scarponi è magro come non lo si era mai visto. «Purito» Rodriguez e Schleck, più di Kreuziger, sembrano della partita. Ma nella classifica generale spicca quel Basso, sesto a 40" da Hesjedal, 31" da Rodriguez e 5" da Kreuziger. Siamo convinti che alla vigilia di Hernig avrebbe firmato per questo scenario. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Ivan Basso, 34 anni, ha vinto il Giro nel 2006 e nel 2010 BETTINI

Fiducia Basso «Dubbi cancellati So che cosa fare» Ivan «Il Giro si decide nell’ultima settimana La pressione su di me? Ormai sono abituato» DAL NOSTRO INVIATO

CIRO SCOGNAMIGLIO twitter@cirogazzetta LAGO LACENO (Avellino)

Della partenza di Sulmona - una vera bomboniera nel parco nazionale della Majella - gli è rimasta una scatola dei famosissimi confetti. Dell’arrivo di Lago Laceno, si porta via una convinzione che sembra ancora più granitica del solito. «Ho cancellato ogni dubbio su di me», dice Ivan Basso, che al traguardo ha chiuso 16˚ a 27" e in classifica generale ora è 6˚ a 40" dalla maglia rosa. «Come d’abitudine, mi isolo dalle polemiche. Non sto lì a giustificarmi con tutti di qualsiasi cosa, come i pochi secondi persi a Rocca di Cambio. Io sono qui per vincere il mio terzo Giro e se ci riuscirò, lo vincerò nell’ultima settimana e non in queste tappe. So perfettamente quello che devo fare se voglio raggiungere l’obiettivo. La mia

squadra davanti? Normale che fosse così, perché a un certo punto anche la maglia rosa era andata in difficoltà. Mentre Pozzovivo non è stato lasciato andare da nessuno, semplicemente è stato il più forte e ha vinto meritatamente». Il 34enne varesino mette in evidenza anche un altro aspetto: «C’è grande pressione su di me ma ci sono abituato. Non mi logora. Al Romandia quasi faticavo a stare nei primi trenta, mentre a Rocca di Cambio sono arrivato ottavo e oggi (ieri, ndr) ho tenuto alto il ritmo». Il secondogenito Santiago intanto gli ha inviato una foto in cui è vestito di rosa e fa il segno della vittoria: «Sono orgoglioso di te, bambino mio». Squadra È soddisfatto anche il

team manager Roberto Amadio: «Queste prime otto tappe di Giro sono andate secondo i nostri piani, Ivan non è ancora al cento per cento ma lo sarà

«

Qui Lampre Damiano Cunego e

Tutti alla pari, nessuno scopre le carte. Io penso ad Assisi, arrivo interessante... MICHELE SCARPONI VINCITORE DEL GIRO 2011

«

dì, sul traguardo in salita di Assisi». C’è anche una coincidenza piacevole: anche nel Giro 2010, il secondo vinto da Basso, la Liquigas lanciò in maglia bianca un giovane (in quel caso fu Valerio Agnoli). Stavolta è toccato a Damiano Caruso: il giorno dopo Tiralongo (originario di Avola, Siracusa), ecco alla ribalta un altro figlio della meravigliosa Sicilia «barocca». Caruso infatti è di Ragusa e ci è tornato a vivere da poco dopo diversi anni in Toscana: «Il mio sogno è la maglia rosa, ma già questa bianca è bellissima». Basso gli ha fatto un complimento importante: «E’ un ragazzo d’oro. Pensa prima agli altri e poi a se stesso».

Mi ha sorpreso la durezza degli ultimi 500 metri. Ma sono rimasto con i migliori DAMIANO CUNEGO PRIMO NEL GIRO 2004

quando conta. Non ho visto cose che mi hanno particolarmente sorpreso, pensavo che Rodriguez riuscisse a vincere a Rocca di Cambio ma evidentemente qualcosa non ha funzionato. Lui e Scarponi sono i miei favoriti anche per marte-

Michele Scarponi praticamente sono arrivati insieme: 14˚ il veronese, 15˚ il marchigiano. Però Damiano era apparso in difficoltà nell’ultima parte della salita di Lago Laceno (il Gpm era a 4 chilometri dal traguardo): «La durezza degli ultimi 500 metri mi ha sorpreso - si legge nel comunicato stampa della squadra -. Però ho tenuto duro e sono rimasto con i migliori». Michele Scarponi dopo il traguardo è andato al «Processo alla Tappa»: «Siamo tutti alla pari. Nessuno ancora ha scoperto le carte, solo Pozzovivo ha avuto una marcia in più. Sulla coppia con Cunego, la verità l’ha detta Saronni, il suo ingresso ci ha rafforzato». Infine, qualcosa di più di una pulce nell’orecchio: «La tappa di Assisi? Potrebbe essere un altro arrivo interessante». Traduzione: se avrà la gamba, ci proverà di sicuro. © RIPRODUZIONE RISERVATA

9,5

8

L’azione più bella di questo Giro: lo scala tore lucano ha ricordato a tutti quanto siano emozionanti le tappe di montagna. Un premio alla filosofia verde della Colnago, con Reverberi e Rossato

Ha un po’ «dormito», Pozzovivo poteva essere un punto di riferimento. Ma la grinta con cui si è preso l’abbuono del 3˚ posto dimostra che lotta per l’obiettivo più grande.

7,5

7

Si è ripreso da subito, e lo confermano i 4 gregari di scorta, dopo la defaillance di Rocca di Cambio. Ha anche portato il giovane Caruso in maglia bianca. Ora obiettivo Cervinia.

Ha provato sulla pelle quanto pesi la maglia rosa e, insieme, quale onore sia portarla. Il canadese si è superato per difenderla. Assisi la prossima tappa pericolosa.

7

5

Solo soletto, senza neanche Niemiec vicino. Ha il numero 1 ma intorno non ha nessun gregario. Meno male che non ha forato nè ha avuto problemi meccanici. Lui va, la squadra deve essere registrata.

È la terza tappa no: doveva essere l’uomo in più Lampre, sta diventando il problema. È rientrato dopo essersi staccato a 5 km ma è chiaro che non è più l’alternativa a Scarponi

Pozzovivo Rodriguez

Basso

Scarponi

Hesjedal

Cunego

FOTO BETTINI


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VELA VERSO LA COPPA AMERICA

PENTATHLON MONDIALI A ROMA La regata davanti a piazza San Marco affollata di spettatori BORLENGHI-LUNA ROSSA

Dopo 26 anni l’Italia rivince l’oro a squadre Ora il toto-Olimpiade VALERIO PICCIONI

L’oro a squadre 26 anni dopo l’ultimo trionfo. Il quinto posto di Nicola Benedetti e il settimo di Riccardo De Luca, che ha stabilito con 9’41"0 il record del mondo del combined, la prova finale del pentathlon moderno, 3000 metri di corsa più tiro, che debutterà ai Giochi a Londra 2012. E come se non bastasse, due carte olimpiche in più che si aggiungono a quelle di Federico Giancamilli e Pierpaolo Petroni, ieri 16˚ (ma alle Olimpiadi ci possono andare solo due azzurri e non c’è la prova a squadre). Insomma, quelli di Tor di Quinto sono stati Mondiali champagne per l’Italia. Con il c.t. Quattrini che esulta: «Solo la Russia ha quattro qualificati come noi!». Russia che s’è presa oro e argento: Lesun ha vinto il derby su Moeseev. Rimonta e «rimontona» Eppure

Nicola Benedetti per recuperare il sorriso fa una faticaccia: «Se avessi sparato meglio...» S’è mangiato sei posizioni nel com-

Nicola Benedetti D’ANNIBALE

bined: dall’11˚ al 5˚ posto. I dieci errori con la pistola laser sono stati però come un calcio di rigore sbagliato. Una rimontona è stata invece quella di Riccardo De Luca, dal 23˚ al 7˚ posto con soli due errori al tiro. «Sono al settimo cielo». Petroni, invece, ha finito con amarezza per un combined deludente. E ora a Londra chi ci va? La classifica dice Benedetti e De Luca, ma sarà del c.t. ( e del Coni) l’ultima parola. RISULTATI 1. Aleksander Lesun (Rus) 5964; 2. Andrei Moiseev (Rus) 5944; 3. Jinhwa (S. Cor) 5928; 4. Kollner (Ger) 5916; 5. BENEDETTI 5912... 7. DE LUCA 5876...16. PETRONI 5756.

Lo sprint al fotofinish 4 esalta i veneziani Lupo-Nicolai: un podio SI PARTE GIOVEDI’

Pochi decimi per i vincitori svedesi sulle due Luna Rossa

4

I NUMERI

30 mila

Gli euro ottenuti dagli svedesi di Artemis con la vittoria di ieri, sabato Luna Rossa ne aveva incassati 12 mila con Piranha e 5 con Pescespada

DAL NOSTRO INVIATO

GIAN LUCA PASINI VENEZIA

«Momenti così, anche se vado in mare quasi tutti i giorni, non ti capitano spesso. E vi assicuro che sono piuttosto tradizionalista», le parole di Francesco Bruni (uomo di Luna Rossa) si dissolvono sull’istantanea dell’arrivo della regata (a montepremi) quando gli svedesi di Artemis tagliano il «traguardo» poche frazioni di secondo prima delle due Luna Rossa, con lo sfondo di Piazza San Marco affollata di gente (nonostante la Bora e il freddo pungente), per questa prova generale della Coppa America portata nel cuore della Laguna. Lo spot Nessun legame sportivo con la Coppa (in programma l’anno prossimo a San Francisco), ma uno spot incre-

dibile per la vela. Come giocare una partita di calcio dentro al Colosseo. Rapidissimi E grazie al tanto

vento questi 9 catamarani super tecnologici si sono gettati verso il bacino di San Marco in uno sprint con tanti colpi di scena e la raffica di sorpassi finali. Orcale (Spithill) in testa — fino a qualche centinaia di

clic SU GAZZETTA.IT DIRETTE E INTERVISTE Su www.Gazzetta.it dirette delle regate di Venezia, commenti, interviste e video dell’America's Cup. Maggiori approfondimenti sul blog http://ventoevele.azzetta.it/

metri dall'arrivo — ha fatto una strambata di troppo, le due Luna Rossa invece sono arrivate sul traguardo a tutta velocità, ma appunto qualche decimo di secondo dopo gli svedesi. Con gente a sfruttare tutte le opportunità: i più fortunati in barca a poche decine di metri dall'azione, gli altri sulle rive o sui balconi, qualcuno anche sul campanile di San Marco da dove si poteva ammirare quasi tutta la regata (le prime due della mattinata sono state annullate perché sarebbe stato troppo rischioso per le barche e i marinai mandarle in scena in mare aperto). In meno di mezz’ora i catamarani tornavano docilmente verso l'Arsenale. Pronti ad uscirne per altre regate a partire da giovedì prossimo, quando saranno impegnati nei due campi di regata, fuori dal Lido e ancora in Laguna, confidando in altre giornate come questa. © RIPRODUZIONE RISERVATA

(r.ra.) Dopo il City of Venice Trophy, regate che non sono valide per la classifica delle World Series, il programma veneziano riprende giovedì prossimo con le regate di flotta e match race delle World Series dell’America’s Cup; venerdì 18: regate di flotta match race; sabato 19: regate di flotta, match race a seguire prove di velocità sui 500 metri; domenica 20: finali di match race regata di flotta con punteggio maggiorato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

BEACH VOLLEY A PECHINO

atteso da 21 stagioni (m.sal.) Quello che si è chiuso a Pechino è stato il fine settimana più importante della storia del beach volley azzurro. Sabato Greta Cicolari e Marta Menegatti avevano centrato il 2˚ posto, miglior piazzamento di sempre in un Grand Slam per una coppia azzurra. E ieri Daniele Lupo e Paolo Nicolai le hanno eguagliate. Con la differenza che per loro è il primo, grande, risultato di rilievo in carriera, e che nel maschile mai eravamo andati su un podio di un Grande Slam. Di più: non andavamo su un podio di circuito mondiale da 21 anni, da quando si chiamava ancora World Series, dal 2˚ posto di Ghiurghi-Lequaglie a Cap d’Agde (Fra) 1991. Ma quel che più conta è che Lupo e Nicolai, dopo aver eliminato sabato gli olimpionici Rogers-Dlhausser, ieri mattina hanno superato nettamente i campioni del mondo Emanuel-Alison (Bra) 2-0 (21-16, 21-13). Poi hanno ceduto in finale agli olandesi Schuil-Num-

Daniele Lupo (20), Paolo Nicolai (23)

merdor (21-11, 21-16), tre volte campioni d’Europa ma ancora senza Slam. «E’ stato il giorno più bello della mia vita», ha detto Lupo. Con questo exploit gli azzurri guadagnano 780 punti e 5 posizioni nel ranking olimpico: ora sono al 14: in questo momento sarebbero qualificati. Peccato solo per un problema muscolare agli addominali a Nicolai, che lo ha condizionato in finale: già oggi in Italia gli accertamenti. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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PALLAVOLO A SOFIA

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LA SITUAZIONE

Nazionali: sono quattro le squadre qualificate in due soli sport Boninfante, Papi e Parodi TARANTINI

Italvolley all’Olimpiade d

HANNO DETTO

S Ivan Zaytsev «E’ una sensazione bellissima quando cade l’ultima palla e sei lì, esplodi di gioia. Io avevo vinto solo la Coppa Italia di A-2. E’ una gioia immensa»

La grinta di Dragan Travica, 25 anni, regista azzurro e di Macerata tricolore, in mezzo tra Alessandro Fei e Ivan Zaytsev TARANTINI

Missione compiuta ma quanta fatica Londra, arriviamo La Germania rimonta due set, ma nel tiebreak gli azzurri dominano: è il pass per i Giochi, il decimo consecutivo

4

I NUMERI

ITALIA GERMANIA

3 2

(25-22, 26-24, 19-25, 22-25, 15-12)

5

Nazionali a Pechino Nel 2008 l’Italia portò 5 squadre: 2 della pallavolo, 2 della pallanuoto e il calcio. Senza medaglie. Ad Atene 2004, ne portammo 8, con 4 medaglie: oro pallanuoto donne, argenti basket e volley uomini, bronzo calcio

10

Volte ai Giochi L’Italia maschile di volley partecipa ai Giochi per la 10ª volta di fila; tutte da Montreal 1976, con 2 argenti (Atlanta 96, Atene 2004) e 2 bronzi (Los Angeles 1984, Sydney 2000). (a.a.)

ITALIA: Papi 7, Fei 12, Lasko 17, Zaytsev 19, Mastrangelo 11, Travica 2; Bari (L), Boninfante, Savani 12. N.e. Kovar, Birarelli. All. Berruto. GERMANIA: Kaliberda 15, Gunthor 11, Grozer 28, Popp 6, Bohme 7, Tischer 4; Steuerwald (L), Schwarz, Schops 4, Kampa, Andrae. N.e. Dunnes. All. Heynen. ARBITRI: Labasta (R.Ceca) e Dudek (Pol). NOTE - Spettatori 8500. Durata set: 24’, 27’, 24’, 28’, 17’; totale: 120’. Italia: battute sbagliate 23, vincenti 8, muri 14, seconda linea 15, errori 33. Germania: battute sbagliate 23, vincenti 7, muri 13, seconda linea, 16, e. 27.

DAL NOSTRO INVIATO

MARISA POLI SOFIA (Bulgaria)

Nello spogliatoio prima della partita Mauro Berruto ha detto ai suoi: «Vi ho portato con me perché siete le persone che voglio accanto quando c’è da combattere». Nella Armeec Arena (tutta schierata per l’Italia) c’è stato bisogno di lottare contro la Germania per conquistarsi, alla seconda occasione, dopo il quarto posto in World Cup in Giappone, la decima Olimpiade (di fila) della pallavolo maschile italiana. Cinque set, oltre due ore in campo. Sulla carta avrebbe dovuto essere più semplice, dopo l’eliminazione della Bulgaria padrona di casa. Nella pratica sempre complicata, perché nulla è

impossibile solo per colui che non deve farlo, e questa squadra aveva mancato finora la zampata vincente.

dagli esordienti olimpici Lasko e Travica, ai super esperti Mastrangelo, Papi e Fei. Battuta Non è stato facile sin

Assente «Si lotta anche per Si-

mone» scriveva Dante Boninfante su Twitter, poche ore prima della finale. Parodi ha sofferto a bordo campo, solo oggi saprà la gravità dell’infortunio muscolare (dovrebbe essere uno stiramento al soleo) che lo terrà fuori dal weekend di World League di Firenze. Al suo posto Berruto ha confermato la scelta della semifinale, con Samuele Papi, l’ha corretta in corsa con Savani, quando l’Italia ha cominciato a stentare in attacco. Maturità E’ un altro gradino sa-

lito sulla scala dei grandi. Come il ritorno sul podio europeo a settembre 2011, o il successo nella World Cup sul Brasile a interrompere un digiuno lungo 8 anni e 12 k.o. di fila. Basta incompiute, anche se l’argento europeo non può finire in questa categoria è sempre una manifestazione che finisce con una sconfitta e tanto amaro in bocca. Carattere Come in tutto il torneo, la Germania ha puntato tutto su Grozer, nella versione lusso della squadra che il tecnico belga dei tedeschi aveva nascosto nella sfida con l’Italia nel girone. L’oppostone tedesco è stato l’orco cattivo che più volte ha cercato di rovinare il sogno di un gruppo che va

dall’inizio, perché la Germania è partita con un 4-0 che ha mostrato la volontà di non recitare da comparsa. Dalla battuta sono partite tutte le rimonte azzurre, sin dalla prima, che ha fruttato il pareggio e riacceso la macchina. Il primo set è arrivato con 4 ace (2 di Fei) che hanno compensato i problemi in attacco, il secondo è frutto di una rimonta spettacolare, firmata Papi e Zaytsev, coronata ancora da un muro di Fei (90% in attacco per lui). Crisi «Ancora un passo, l’ultimo, e come sempre il più difficile» Lasko aveva presentato così la finale e così è stato. Quando l’Italia si è adeguata al ritmo tedesco, Grozer ha cominciato a fare male. Ha propiziato i break del terzo (fino al 15-10) e del quarto set, quando la rimonta di Savani & c si è fermata al 20-21. Abbastanza per ripensare agli incubi di quelle partite importanti perse. «Le cose straordinariamente belle meritano fatica» dice Berruto alla fine, dopo aver visto i suoi ritrovarsi nel tie-break (8-3, 12-8, 15-12 la sequenza finale, a partire dalla battuta che è il primo segnale di questa squadra, e fino ai 2 punti finali di Savani. «Avevamo un sogno, un centimetro alla volta siamo andati a prenderlo». © RIPRODUZIONE RISERVATA

S Michal Lasko «Sono invecchiato di 5 anni. Non ho giocato bene e non avevo il cambio. Mi sentivo inutile alla causa, restare in campo è stato difficilissimo»

S Gigi Mastrangelo «Sono onoratissimo di far parte di questo gruppo eccezionale, sarà la mia quarta Olimpiade. Mai vista una squadra così unita»

EUFORIA AZZURRA «STIAMO DIVENTANDO GRANDI»

Gioia Travica «Una finale vinta, era proprio ora» Terremoto nella Bulgaria: esonerato Stoytchev, in panchina ritorna Prandi SOFIA

«Abbiamo creato una bella magia». Dragan Travica è il simbolo di questa Italia che conquista Londra. L’alzatore scelto da Berruto per la sua nazionale, per il suo progetto. Lui ha scelto Savani (il cognato) per chiudere la partita: «Ho dato la palla alla forza bruta di Savani, ma ho grande fiducia in tutti, avevo visto che lì c’era il muro più debole». Drago si è conquistato la prima Olimpiade, per lui e sette compagni (Zaytsev, Boninfante, Bari, Kovar, Lasko, Parodi, Savani) sarà il debutto se saranno confermati dal c.t. per Londra. «Questa è la nostra prima conquista, finalmente abbiamo vinto una finale — continua Travica —, è una cosa che va al di là della tecnica o della tattica. Abbiamo dimostrato di potercela fare, nonostante tutta quella sofferenza. Che adesso ci porteremo nel bagaglio olimpico». Il Drago non vedeva l’ora: «Berruto mi ha dato questo ruolo. Questa responsabilità mi piace, mi fa diventare grande». Lucido anche nel commento della partita: «La Germania è stata brava a riprenderci. Un’altra volta abbiamo saputo lottare, con sicurezza e attributi, nel tie-break siamo tornati aggressivi con la battuta che è il nostro simbolo». Bulgari La sconfitta in semifinale con la Serbia è costata il posto al c.t. della Bulgaria Rado Stoytchev. «Aveva l’obiettivo di qualificarsi e non l’ha raggiunto» è stata la spiegazione del presidente della federazione Bulgara, Lazarov, nella conferenza stampa in cui è stato co-

municato l’esonero del tecnico di Trento. La squadra torna a Silvano Prandi, che l’aveva già guidata tra 2009 e 2010, col bronzo all’Europeo 2009. Come ha spiegato Ljubo Ganev, consigliere federale: «Il prossimo torneo di qualificazione è fra meno di un mese (da Verona trasferito a Sofia, ndr), c’era la necessità di dare la squadra a uno che la conoscesse, per questo abbiamo dato l’incarico a Prandi». Lo stesso Ganev dopo la sconfitta coi serbi aveva attaccato Stoytchev sui giornali: «Non è riuscito a motivare i giocatori». «Ho saputo del mio esonero dalla stampa», ha commentato Stoytchev, applaudito a lungo dal pubblico dell'Armeec Arena. ma.po. © RIPRODUZIONE RISERVATA

GIA’ SETTE QUALIFICATE

Gli Stati Uniti battono il Canada e sono ai Giochi (a.a.) Qualificate per l’Olimpiade ora sono 7: G. Breta gna, Russia, Polonia, Brasile, Usa (ieri battuto il Canada 3 0), Tunisia. Italia. Nella notte una tra Argentina Venezuela. Le al tre quattro: una per ciascun tor neo mondiale in Europa a Berli no e Sofia (8 10) giugno, e 2 da quello di Tokyo (1 10 giugno): prima e miglior asiatica. Donne, qualificate: G. Bre tagna, Italia, Usa, Cina, Algeria, Turchia, R. Dominicana. Stanot te una tra Brasile e Perù. Torneo a Tokyo (19 27 mag gio): passano le prime 3 e mi glior asiatica.

A-1 DONNE DUE PROTAGONISTE DIVENTANO UNA

Clamoroso: Novara e Villa Cortese si fondono, l’allenatore è Caprara (a.cri.) In comune fino ad ora avevano soltanto una cosa: un conto aperto con lo scudetto. Sette finali giocate in totale, tutte perse. Da oggi, però Asystel Novara e Mc Carnaghi Villa Cortese in comune avranno anche il nome e, soprattutto, la voglia di acciuffare quel titolo italiano che è diventata un'autentica ossessione. L'annuncio, clamoroso, lo hanno dato ieri, con un comunicato stampa congiunto: «La fusione garantirà l'allestimento di una formazione in grado di competere ad altissimi livelli in Italia e in Europa». Poche le indiscrezioni trapelate: la nuova squadra dovrebbe

giocar in campionato a Castellanza, la sede di gioco di Villa, mentre potrebbe andare a Novara in Champions. L'allenatore sarà Gianni Caprara, che dovrebbe avere a una rosa composta dalle giocatrici che ha allenato nelle ultime due stagioni a Novara. FINALE A-2 DONNE (m.l.) Ieri gara-1 (al meglio di 5) Pomì Casalmaggiore-Icos Crema 2-3 (22-25, 23-25, 25-23, 25-23, 8-15). PLAYOFF A-2 (f.c.) Si va a gara-5 (mercoledì a Castellana). Semifinale Gara-4: Diamond Segrate-Bcc Castellana Grotte 3-2 (25-19, 25-16, 21-25, 20-25, 18-16; serie 2-2). Molfetta in finale.


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BASKET EUROLEGA: FINAL FOUR A ISTANBUL OLYMPIACOS CSKA MOSCA

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62 61

BIS DOPO IL ’97

(7-10, 13-24; 40-53) OLYMPIACOS PIREO: Spanoulis 15 (2/4, 2/5), Mantzaris 3 (1/2 da 3), Keselj 3 (1/3 da 3), Antic 7 (2/3, 0/3), Dorsey (0/1); Hines (0/4), Papadopoulos, Printezis 12 (5/9, 0/3), Papanikolaou 18 (2/2, 3/3), Sloukas 4 (0/1, 1/2), Law (0/2, 0/1). N.e.: Gecevicius. All.: Ivkovic. CSKA MOSCA: Teodosic 15 (1/4, 4/9), Siskauskas 8 (4/5, 0/1), Kirilenko 12 (3/4, 1/1), Khryapa 3 (0/2, 1/2), Krstic 11 (3/6); Lavrinovic 5 (2/2), Voronov, Vorontsevich (0/1 da 3), Shved 3 (1/2, 0/1), Kaun 2 (1/2), Gordon 2 (1/3, 0/1). N.e.: Mejia. All.: Kazslauskas. ARBITRI: Lamonica (Ita), Martin (Spa), Sahin (Ita). NOTE - T.l.: Oly 16/27, Csk 11/19. Rim.: Oly 28 (3 con 4), Csk 33 (Kirilenko 10). Ass.: Oly 8 (3 con 2), Csk 11 (Teodosic 3). Prog.: 5’ 5-2, 15’ 13-22, 25’ 31-47, 35’ 48-55. Usc. 5f.: Khryapa 36’01" (52-55). Spett.: 15.550.

DAL NOSTRO INVIATO

LUCA CHIABOTTI ISTANBUL

Dedicato a quelli che sostengono che vincere o perdere, in Europa, è solo questione di soldi. Le favole esistono se le racconta il vecchio Dusan Ivkovic che dà il meglio di sé quando allena ragazzi giovani e sfavoriti. Georgios Printezis segna a 7/10 dalla sirena il canestro del sorpasso che incorona l’Olympiacos Pireo campione d’Europa. La notizia, più che a perdere è il favoritissimo Cska Mosca di Kirilenko e Teodosic, la squadra più ricca d’Europa, è che i russi, dopo un inizio teso, prendono il largo con tre triple in 67" del play serbo, diventato uomo proprio al Pireo, e si trovano al 28’ avanti di 19 punti. Debole L’Olympiacos sembra

oggettivamente troppo debole per una corazzata che dilaga giochicchiando. Ivkovic prende due ragazzi del ’90, Mantzaris e Sloukas, spauriti fino a quel momento, e li mette a dirigere le operazioni. Li mischia con Papanikolaou, altro 21enne, l’unico con Spanoulis a non naufragare nemmeno quando il Cska sembra inarrestabile. E, sotto canestro, contro i 2.12 di Krstic, 7 anni di Nba alle spalle, mette Kyle Hines, il centro più piccolo d’Europa, due anni fa in LegaDue, che ha giocato poco e malissimo per tutta la gara. Mentre Kirilenko si prende il meritato riposo, la partita cambia. L’Olympiacos realizza un parziale di 16-0 coi suoi ragazzi, l’ex stella di Utah, mi-

L’ultimo successo di una squadra italiana risale al 2001 con la Virtus Bologna.

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La gioia dei giocatori dell’Olympiacos dopo l’insperato successo in finale sul Cska REUTERS

Pazzesco! Delirio Olympiacos Storica rimonta e Cska al tappeto Greci sotto di 19 punti a -12’: decide Printezis a 7 decimi dalla fine dopo lo 0/2 ai liberi di Siskauskas

y

BARÇA TERZO Finale 3o posto BarcellonaPanathinaikos 74-69 (Huertas 21, Ingles 13, Wallace 12; Diamantidis 17, Maric 13, Logan 11)

glior giocatore dell’Eurolega, rientra precipitosamente ma ormai Printezis surfa su un’onda quasi mistica. Il vantaggio è tanto, in qualche modo Mosca rintuzza l’assalto ma Teodosic, a 19" dalla fine, segna un solo libero e lascia intatte le speranze greche (58-61). E quando Siskauskas sbaglia 2 volte dalla lunetta sul 60-61, l’Olympiacos vede il premio per una prestazione straordinaria. Terza volta E’ alla 3a Final 4 in 4

anni, alla 2a finale in 3, non ha vinto con le stelle superpagate dai fratelli Angelopoulos, armatori malati di basket, come Childress e Kleiza oggi nella Nba, arriva al trionfo coi suoi ragazzi nell’anno della riduzione del budget e della crisi di un Paese. Printezis butta per aria

un tiro che è una lezione di vita per tutti quelli che fanno sport. L’Olympiacos vince la finale più incredibile, vince anche Christos Stavropoulos il g.m. laureato in farmacia a Trieste che in Italia faceva anche il giornalista. Taglia il massimo traguardo con dei giovani greci segnando con Kostas Papanikolaou, ala di 2.03 che non ha sbagliato un tiro, il passaggio generazionale dell’Eurolega. Non è la sola lezione anche per l’Italia presente ieri con due arbitri su tre, Lamonica e il «naturalizzato» Sahin. Super. Ma nessuno dei due ha diretto una delle ultime tre finali di Coppa Italia e in quelle scudetto sono arrivati in gara-4. Il mondo è strano, vero?

ALBO D’ORO Eurolega Uleb 1997 Olympiakos Pireo; 1998 Virtus Bologna 1999 Zalgiris Kaunas 2000 Panathinaikos Atene 2001 Virtus Bologna 2002 Panathinaikos Atene 2003 Barcellona 2004 Maccabi Tel Aviv 2005 Maccabi Tel Aviv 2006 Cska Mosca 2007 Panathinaikos Atene 2008 Cska Mosca 2009 Panathinaikos Atene 2010 Barcellona 2011 Panathinaikos Atene 2012 Olympiacos Pireo

le Pagelle

SPANOULIS VOTATO MVP MA PAPANIKOLAOU NUMERO 1 CSKA MOSCA

HINES 6.5 Statistiche da 4 (anche 4 perse) ma c’è nella rimonta e la sua energia annienta i lunghi russi.

LAVRINOVIC 6 Segna 5 punti in soli 6’ quando va tutto bene.

SPANOULIS 7 Lo votano mvp, buona partita ma non se lo merita.

SISKAUSKAS 5 Non gioca male, ma lo 0/2 dalla lunetta a 10" dalla fine costa l’Eurolega al Cska.

DORSEY 5 Commette subito due falli, poi non si vede più.

KRSTIC 5 L’ex Celtics è stato la delusione delle Final Four. Fa due cosine bene a inizio ripresa. Poi si fa mettere sotto da Hines. Un solo rimbalzo e 3 palle perse.

h

IL MIGLIORE 7 KIRILENKO

Alla fine è il migliore, con la doppia doppia. Non è in campo quando comincia la rimonta greca, quasi ci mette una pezza nel finale. VORONTSEVICH 6 Zero punti ma è nel quintetto che può spaccare la partita, stoppa Printezis nella volata: poteva valere la coppa. SHVED 5.5 Non è quello della semifinale, nemmeno quando il Cska vola. KAUN 5 Maluccio ma deve giocare quando Krstic latita. KHRYAPA 5 Rovina una gara sufficiente contro Printezis. GORDON 6 Dà energia ma lo fanno giocare solo 10 minuti.

KESELJ 6 Ottimo per marcare Kirilenko, chiude il 14 0 greco con un canestro da tre. PAPADOPOULOS N.G. Comunque male... PRINTEZIS 8 Entrerà nella storia, 10 punti nell’ultimo quarto dove era arrivato con una gara da 5 e 1/5 da tre, e canestro decisivo. IL MIGLIORE h 8,5 PAPANIKOLAOU Ecco il vero mvp. E’ stato l’unico, ancor più di Spanoulis, a giocare bene quando il Cska dominava. Molto bravo anche contro Kirilenko in difesa. Ha 21 anni. MANTZARIS 7 Sembrava in un posto più grande di lui, poi ha guidato la rimonta con un plus/minus di +16. SLOUKAS 6.5 Come i compagni, inesistente per tre quarti, poi le zampate importanti. LAW 4 Prende in faccia 4 triple da Teodosic (tre di fila, più una) e in attacco non segna.

EUROLEGA PER IL 2012-13

Torna in Italia la licenza persa da Roma Sarà di Milano, che è l’unica candidata L’Eurolega ha intenzione di tornare al format originario che prevedeva 14 squadre con una licenza pluriennale (ora sono 13 dopo che Roma ha perso la sua non qualificandosi per i playoff nel 2011). La buona notizia è che la licenza saltata dovrebbe tornare in Italia. Unica candidata Milano, visto che è la sola che può soddisfare la richiesta di un palazzo da almeno 10.000 posti (Siena per non perdere la licenza dovrà avviare l’anno prossimo i lavori per un campo idoneo). L’EA7, che quest’anno ha

partecipato con una wild card, pur avendo dal febbraio del 2013 il nuovo Palalido, ha rinnovato l’accordo col Forum di Assago per i prossimi 6 anni (ma poi dovrà riempirlo, perché la licenza non sia revocata...). Se il board confermerà questa indicazione, l’Italia tornerà ad avere due formazioni «sicure» nella regular season di Eurolega alla quale comunque accederà la squadra campione, e, magari, anche un 4o team dalle qualificazioni se lo scudetto non andasse a Mps o EA7.

LEGADUE QUARTI

differenza. Il 24 gialloviola ha segnato 17 punti in 45’ con un 7/16 al tiro, servendo però 8 assist che hanno messo subito in ritmo i lunghi. Foto La fotografia della determi-

nazione dell’ex Barça è stata un’azione nel 4o periodo in cui ha catturato 5 rimbalzi d’attacco consecutivi, riuscendo all’ultimo tentativo a correggere finalmente a canestro. I Lakers, dopo essere stati avanti anche di 16 punti nel 3o quarto, si erano trovati sotto di 4 (69-73) in avvio dell’ultimo periodo. Serviva una scossa, prontamente arrivata con le triple di Blake (19 punti con 5 centri dall’arco, massimo in carriera nei playoff) e dell’ex Artest, altri grandi protagonisti del successo dei californiani. Metta World Peace, al rientro dopo 7 partite di squalifica per la gomitata a Harden (che stanotte ritrova in gara-1 di semifinale Ovest e si preannunciano scintille dopo

ANTIC 5.5 Avversari troppo lunghi e atletici, con lui non si va da nessuna parte.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Gasol domina, Metta annulla Gallo Il sogno di Denver finisce a gara-7 Kobe lo aveva punto nell’orgoglio. Anche se Pau Gasol non è nuovo a partite in cui sparisce, come è successo in gara-6 a Denver, è altrettanto abituato a rispondere alla grande. E così è stato nella bella dello Staples Center. Lo spagnolo ha finalmente sfruttato la netta superiorità sui lunghi di Denver, chiudendo con 23 punti, 17 rimbalzi, 6 assist e 4 stoppate, trascinando di peso i Lakers al 2o turno, dove ora li aspettano i riposatissimi Oklahoma City Thunder. «Abbiamo giocato con più aggressività — ha poi detto l’ala catalana, 11.2 punti col 41% dal campo nelle prime 6 partite — attaccando l’area, andando a rimbalzo con cattiveria, in ogni azione. Il fatto di avere le spalle al muro è stato sicuramente un fattore». Per una volta non è stato Bryant a fare la

OLYMPIACOS PIREO

TEODOSIC 6.5 Straordinario nei 67 secondi che sembrano decidere la gara (3/3 da 3), modesto il resto, anche la fine con 1/2 dalla lunetta a 20" dall’ultima sirena.

PLAYOFF NBA LAKERS AL 2O TURNO, COSÌ COME I CLIPPERS CHE SBANCANO MEMPHIS

MASSIMO ORIANI

di CHIABO

Pau Gasol, 31 anni, lotta con Kenneth Faried, 22, in gara-7 REUTERS

Danilo segna solo 3 punti. Per Rondo altra tripla doppia e Boston piega Phila in gara-1

le dichiarazioni di ieri di Artest che ha così risposto a chi gli chiedeva se gli chiederà scusa: «Non stringo la mano alle riserve») ha cancellato dal campo Gallinari e Andre Miller, tenendoli a un complessivo 2/19 al tiro. Danilo non è mai entrato

in partita, fallendo i primi 4 tentativi dal campo in avvio, conditi da una persa e chiudendo con soli 3 punti e 1/9. In assoluto, con la sola eccezione di gara-6, il suo rendimento è stato al di sotto delle attese: 13.4 punti di media con un pessimo 36.2% dal campo, compreso un disastroso 4/23 da tre punti. Le altre Ieri altra gara-7, con colpo dei Clippers che hanno sbancato Memphis. Decisiva la panchina, che nel 4o periodo ha segnato 25 dei 27 punti di Los Angeles. Protagonisti del parziale decisivo Nick Young e Kenyon Martin, con Gay sparito nei 12’ conclusivi (0 punti, un tiro, una persa). I Clippers al 2o turno ora trovano gli Spurs. A Est invece, Boston supera Phila in gara-1 di semifinale con l’8a tripla doppia in carriera nei playoff di Rondo (13 punti, 12 rimbalzi, 17 assist) e il solito Garnett vintage (29 punti e 11 rimbalzi). © RIPRODUZIONE RISERVATA

Semifinali Est, gara-1: Boston-Philadelphia 92-91 (Garnett 29; Iguodala 19), serie 1-0, stanotte gara-2; Miami-Indiana (ieri gara-1). Ovest, 1o turno gara-7: Lakers-Denver 96-87 (Gasol 23; Lawson, Harrington 24), serie 4-3; Memphis-L.A. Clippers 72-82 (Gay, Gasol 19; Paul 19), serie 3-4. Semifinali: San Antonio-Clippers (domani gara-1); Oklahoma City-Lakers (stanotte gara-1).

Brindisi chiude 3-0 con Ostuni Ieri due gare 3 dei quarti di finale di LegaDue al meglio delle 5. Brindisi chiude i conti con Ostuni sul 3 0 e si qualifica alle semifinali. Resta in vita invece Piacenza. Risultati: Ostuni Brindisi 87 93 (Johnson 33; Gibson 31, serie 0 3); Piacenza Barcellona 90 85 (Voskuil 29; Green 19, serie 1 2, gara 4 mercoledì a Piacenza). Domani (20.45) le altre due gare 3: Brescia Scafati (0 2) e Veroli Pistoia (1 1). CREMONA VA? (a.r.) Situazione sempre più difficile per la Vanoli Braga Cremona. Il club ha indetto per domani sera un consiglio di amministrazione nel quale valuterà le diverse ipotesi per il futuro. Sempre più probabile il trasferimento a Montichiari, ma pare che altre realtà sportive abbiano chiesto informazioni sul titolo sportivo. Difficile a questo punto che la squadra possa rimanere a Cremona.


LUNEDÌ 14 MAGGIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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ATLETICA AL MEETING DI MONTGERON

Cadono due record storici Abate e Caravelli, oltre gli ostacoli Emanuele nei 110 scende a 13"32, Marzia nei 100 vola in 12"85: l’Italia si rimette in moto CRESCITA DI 22/100

CRESCITA DI 16/100

Emanuele Abate, 26 anni, s’è migliorato di 22/100 COLOMBO

Marzia Caravelli, 30 anni, s’è migliorata di 16/100 COLOMBO

ANDREA BUONGIOVANNI

Montgeron, comune di 23.000 abitanti della periferia parigina, entra di prepotenza nella storia dell’atletica italiana. In un pomeriggio caldo ma non caldissimo, in una manciata di minuti, il 28˚ meeting international della località, sulla pista intitolata a Pierre De Coubertin, regala al movimento azzurro due pesantissimi record nazionali, in specialità classiche, quelle degli ostacoli alti. Merito di Emanuele Abate e di Marzia Caravelli. Il 26enne savonese di Alassio, con 13"32 nei 110 (+0.7), scalza dal top della lista all-time il reggiano Andrea Giaconi che, sempre in Francia, nella Coppa Europa di Annecy 2002, scese a 13"35. La 30enne pordenonese trapianta-

Veronica Borsi a 13"05 COLOMBO

ta a Roma, con 12"85 nei 100 (+1.8), rimpiazza dal vertice la frascatana Carla Tuzzi che, tra Valencia e Trento, in cinque giorni del giugno 1994, arrivò a 12"97. Record longevi, a conferma dell’importanza dei risultati. Vertice europeo Che entrambi

potessero arrivare al primato, per quanto fatto negli ultimi mesi, era nell’aria. Che ci riu-

scissero così presto nella stagione e con prestazioni tanto eclatanti, non era invece prevedibile. Per chiarire: lui, in una volta sola, ha tolto 22/100 al personale, lei 16. Sono crono che hanno anche grande dignità internazionale: in Europa, nel 2012, nessuno ha sin qui fatto meglio di Emanuele e solo la britannica Tiffany Porter (12"65) è andata più forte di Marzia. In vista della rassegna continentale di Helsinki e dell’Olimpiade di Londra, si può puntare in alto. Brava Veronica Sfruttando al meglio condizioni perfette, i due fanno il botto in batteria: poi, in finale, dopo aver trascorso un’oretta a festeggiare e attaccati al telefono, hanno le pile inevitabilmente un po’ scariche. Ciò nonostante quasi si

Cronologia record uomini TEMPO 13"5* 13"5* 13"5* 13"5* 13"46 13"42 13"35 13"32

ATLETA Eddy Ottoz Eddy Ottoz Eddy Ottoz Eddy Ottoz Eddy Ottoz Laurent Ottoz Andrea Giaconi Emanuele Abate

ANNO 1968 1968 1968 1968 1968 1994 2002 2012

Cronologia record donne TEMPO 13"1* 13"24 13"19 13"10 13"08 12"97 12"97 12"85

ATLETA Ileana Ongar Ileana Ongar Patrizia Lombardo Patrizia Lombardo Carla Tuzzi Carla Tuzzi Carla Tuzzi Marzia Caravelli

ANNO 1976 1976 1986 1987 1988 1994 1994 2012

*manuale

confermano. Emanuele, battuto dal francese Pascal Martinot Lagarde di 1/100, chiude in 13"31, crono non omologabile per un alito di vento oltre il consentito (+2.1). Marzia, nella gara vinta dalla francese Sandra Gomis (12"94) è quarta con 13"05 (+2.1), preceduta anche da una pimpantissima Veronica Borsi (13"03), 24enne laziale che in batteria ha portato il personale a 13"05 (+0.6), propria quinta prestazione italiana di sempre limata di 3/100. La gioia «In batteria — racconta Abate, poliziotto allenato da Pietro Astengo, una laurea breve in ingegneria meccanica nel cassetto — sono stato stimolato da Martinot Lagarde e, sugli ultimi tre ostacoli, sono stato un ciclone. Certo non mi aspettavo una cosa così: a inizio stagione non sono mai stato brillante e a questo punto, non voglio esagerare, penso di valere anche meno di 13"20. Negli ultimi mesi una serie di situazioni mi ha portato a maturare e essere più stabile: dopo il primato nei 60 indoor (7"57) volevo arrivare qui». Anche la Caravelli aveva il record e quindi la qualificazione olimpica nel mirino. «Tante piccole cose messe insieme mi hanno aiutata ad andare avanti — sorride la portacolori del Cus Cagliari — il mio coach, Marcello Ambrogi, nella primavera 2009 mi ha fatto riprendere dopo che da mesi avevo smesso. La dedica è per lui». Marzia, interprete della lingua dei segni e impiegata presso la federazione sportiva sordi, ancora oggi non è atleta a tempo pieno. «Grazie alla Vibram — spiega — azienda di calzature che da qualche tempo mi sostiene, sul lavoro ho però rallentato i ritmi». Ci sono altri sogni da inseguire. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Uomini. 100 (0.0): Dasaolu (Gb) 10"18. 110 hs (+2.1): Martinot Lagarde 13"30; Abate 13"31. Batt. I (+0.7): Abate 13"32; Martinot Lagarde 13"48. Donne. 100 hs (+2.1): Gomis 12"94; Decaux 12"95; Borsi 13"03; Caravelli 13"04. Batt. I (+1.8): Caravelli 12"85; Gomis 12"92. II (+0.6): Borsi 13"05. Lungo: Lesueur 6.64 (+1.8).

Taccuino A SARANSK

La Rigaudo settima in Coppa del Mondo SARANSK (Rus) — Elisa Rigaudo 7ª a Saransk nella 20 km della Coppa del Mondo di marcia in 1h31’25" sot to un sole cocente. Personale di Ele onora Giorgi (1h32’57"), 14ª col mini mo A Iaaf, a 57" da quello Fidal. Ha vinto la russa Elena Lashmanova in 1h27’38", che ha battuto Olga Ka niskina. Nella 50 km maschile vitto ria del russo Sergey Kirdiapkin in 3h38’08", nono Marco De Luca in 3h49’50". Uomini. 50 km: 1. Kir diapkin (Rus) 3h38’08; 2. Erokhin (Rus) 3h38’10"; 3. Tallent (Aus) 3h40’32"; 4. Tianfeng Si (Cina) 3h43’05"; 5. Bakulin 3h46’14"; 9. De Luca 3h49’50"28. Caporaso 3h59’19"; 54. Dessi 4h14’56"; 63. Nkoloukidi 4h21’46". Squadre: 1. Russia 8; 2. Cina 36; 3. Messico 52; 7. Italia 91. Donne. 20 km: 1. Lash manova (Rus) 1h27’38"; 2. Kaniski na (Rus) 1h28’33"; 3. Poves (Spa) 1h29’10"; 4. Xiuzhi Lu (Cina) 1h29’55"; 5. Pascual (Spa) 1h30’46"; 7. Rigaudo 1h31’25"; 14. Giorgi 1h32’57"; 21. Ferraro 1h33’41"; 55. Palmisano 1h40’17"; Di Vincenzo sq. Squadre: 1. Russia 9; 2. Spagna 19; 3. Cina 35; 5. Italia 42.

A SPALATO

Apostolico 59.50! (si.g.) A Spalato (Cro) la 23enne Ta mara Apostolico ha lanciato il disco a 59.50, terza prestazione italiana di sempre e minimo B olimpico al centimetro. Studentessa in media zione culturale per lingue dell’Euro pa orientale a due esami dalla lau rea, da ottobre vive da sola e si alle na a Szombathely (Ung) con l’ex campione di martello Adrian Annus (84.19 nel 2003): suo compagno di allenamento è Robert Fazekas. Ga reggia per la Camelot Milano e ave va un personale di 55.16 (2011). No tevole anche la serie: 59.50 al pri mo, poi due oltre i 58 metri, 59.36, 57.86 e un nullo.

ALTRE NOTIZIE a pagina

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GINNASTICA EUROPEI DI ARTISTICA

Ferrari, che beffa: nel corpo libero è quarta L’iridata 2006 giù dal podio per colpa di un piccolo errore: «Ce l’ho con me stessa» DAL NOSTRO INVIATO

FEDERICA COCCHI BRUXELLES (Belgio)

Tre passetti, tre piccoli passetti e Vanessa Ferrari è finita giù dal podio, quarta, nella finale al corpo libero. Un peccato per la campionessa mondiale 2006, perché le premesse per una medaglia c’erano tutte. Si conclude così, con un pizzico di amaro in bocca, l’Europeo a squadre di Bruxelles, l’ultima gara ufficiale prima dei Giochi di Londra.

Delusa Alla vigilia tutto lasciava

presagire il ritorno sul podio individuale della bresciana: l’assenza delle russe nella finale di specialità e l’esercizio sempre competitivo e ben eseguito, sia in qualifica che nella finale a squadre, erano quasi una certezza. Ma a volte ci si dimentica che nella ginnastica, di certo, non c’è nulla. E così la sua prova parte subito con un brutto arrivo dallo Tsukahara per proseguire con altre piccole ma fatali sporcature. Vanessa, dopo la gara, se ne va senza parlare. Arrabbiata più con se stessa, conoscendola, che non con altri. Solo dopo aver sbollito la delusione racconta: «Non posso prendermela con nessuno se non con me stessa. Mi spiace perché cerco di dare sempre il massimo, ma a volte non basta. Forse ero un po’ stanca, di sicuro de-

vo ancora preparami e fare meglio. La medaglia individuale non è arrivata, mi preparerò per il prossimo appuntamento». Che sarebbe l’Olimpiade. Segno che Vanessa non rinuncia all’idea di andare a Londra da protagonista. Non sarà facile, ma una finale individuale è alla sua portata. «La Ferrari aveva le gomme sporche e poca benzina — scherza il tecnico Enrico Casella —. Battute a parte, Vanessa era un po’ stanca e così, pur senza fare disastri, ha sporcato l’esercizio con quei passetti che poi sono stati fatali». Sicurezze Da Bruxelles la squadra femminile torna comunque col bronzo, un ottimo risultato soprattutto in prospettiva olimpica e due finali individuali (la Fasana ha confermato al volteg-

Fasana settima Meneghini bronzo junior alla trave

gio il settimo posto della qualificazione): «Siamo state tutte brave — ha commentato ancora Vanessa —, e sono contenta di essere riuscita a contribuire alla conquista del bronzo. Non sono la capitana di questo gruppo, ma posso comunque ancora dare una mano con i risultati e con l’esperienza». Rammarico per Carlotta Ferlito, argento a Berlino 2011 alla trave, che non è entrata nella finale a otto per un soffio. Il suo esercizio eseguito come nella finale per nazioni, sarebbe stato sicuramente da medaglia. La Romania porta a casa tre ori su quattro, con Izbasa al volteggio, Ponor alla trave e Iordache al corpo libero. La Russia si consola con il successo della Komova davanti alla Grishina nelle parallele asimmetriche. © RIPRODUZIONE RISERVATA

i risultati

Vanessa Ferrari, 21 anni EPA

BRUXELLES — Medaglia storica per la Gran Bretagna con la Whelan che regalato al Paese la prima medaglia, un bronzo, alla trave. L’inglese vince anche il bronzo al corpo libero superando Vanessa Ferrari di poco più di 1/10. Nella mattinata di Bruxelles si sono svolte anche le finali per attrezzo juniores. Elisa Meneghini, in finale in tutte quattro le specialità, conquista il bronzo alla trave con 14.233. Oro alla russa Kharenkova davanti alla romena Monteanu. A secco la campionessa europea jr all around Enus Mariani. Finali individuali. Volteggio: 1. Izbasa (Rom) 14.883; 2. Chusovitina (Ger) 14.683; 3. Steingruber (Svi) 14.624. 7. Fasana 14.003. Parallele asimmetriche: 1. Komova (Rus) 15.666; 2. Grishina (Rus) 15.200; 3. Kononenko (Ucr) 15.133. Trave: 1. Ponor (Rom) 15.200; 2. Iordache (Rom) 15.133; 3. Whelan (Gb) 14.333. Corpo libero: 1. Iordache (Rom) 15.233; Ponor (Rom) 14.633; 3. Whelan (Gb) 14.533; 4. Ferrari 14.400.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 14 MAGGIO 2012

TENNIS LE FINALI DI MADRID RICCARDO CRIVELLI

Gli extraterrestri sono tra di noi. Indistruttibili. Anche per Will Smith, alias l’agente J della saga cinematografica di Men in Black, che si guarda bene dall’usare le sue armi portentose e si siede placido in tribuna con la moglie Jade a seguire la finale di Federer, il secondo alieno di giornata dopo la ciclonica Williams. Alla fine, l’attore più ricco di Hollywood scende sulla terra blu, quella sì davvero un po’ marziana, e omaggia lo svizzero del famoso abito nero che indossa sullo schermo: certi fenomenali soggetti, del resto, è sempre meglio averli dalla propria parte. Genio e sregolatezza Perché per

Serena e Roger gli anni passano, gli acciacchi ammaccano voglia e resistenza, le gemelle crescono, ma la perla di saggezza della sorellona è il compendio perfetto del pomeriggio spagnolo: «Noi apparteniamo al tennis». E le loro vittorie, di conseguenza, non sono mai banali numeri o semplici record che si aggiornano. Certo, il divino svizzero, che oggi recupera la seconda posizione in classifica dopo 14 mesi e che ha vinto il 258˚ match in un Masters 1000, dovrebbe farsi tradurre dal ceco il proverbio che chi nasce tondo non può morire quadrato. E dunque perché stupirsi se quel genio indolente di Berdych, dopo un primo set con 14 vincenti a due e alcuni dritti simili a missili terra-aria che annichiliscono Federexpress, regala il secondo set con un doppio fallo e poi, dopo aver subito il break del 5-3 in un game con tre ace e due doppi falli, fa il controbreak ma cede il gioco decisivo e

Super Federer e rullo Serena 4 20 Tornano gli Indistruttibili I NUMERI

Premiazione di «Man in black» Will Smith per Roger che stende Berdych, supera Nadal in classifica e diventa n. 2. La Williams stende la n. 1 Azarenka

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COSI’ LE DUE FINALI

Questi i risultati delle finali del torneo Masters 1000 di Madrid (3.090.000 euro di montepremi, giocato sulla terra). UOMINI finale: Federer (Svi) b. Berdych (R.Cec) 3-6 7-5 7-5 DONNE finale: S. Williams (Usa) b. Azarenka (Bie) 6-1 6-3

i Masters 1000 conquistati da Federer. Per lo svizzero 4 Indian Wells, 2 Miami, 4 Amburgo, 3 Madrid, 2 Open del Canada, 4 Cincinnati e 1 Bercy.

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la classifica di Roger Federer. L'ultima volta che lo svizzero è stato n.2 del mondo è accaduto il 20-3-2011. Da allora sempre 3˚ o 4˚.

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L’attore americano Will Smith premia lo svizzero Roger Federer dopo il trionfo di Madrid AFP

la partita con un dritto a metà rete e un altro in tribuna. Regali che il mago di Basilea sa trasformare in oro: «Sono soddisfatto della mia settimana — dice Roger — ho giocato bene e sono fiducioso per i prossimi grandi tornei sulla terra (anche se un dolore a un’anca potrebbe mettere a rischio Roma, ndr). La classifica? Mi hanno detto che se vinco un paio di Slam posso tornare al numero

uno. Facile, che ve ne pare?». Che lezione Fin troppo, deve aver pensato la povera Azarenka, la numero uno del mondo sballottata su e giù per il campo da una Serenona in versione corazzata, capace di infilare 14 ace (a zero) e 26 vincenti (a sei). Quando gioca così, la Williams è di molte piste la più forte del gruppo e Vika, che in stagione aveva perso solo due

Per Serena Williams, 30 anni, è il 41o titolo REUTERS

volte (in carriera tuttavia è sotto 7-1 con l’americana) deve abbassare la testa: «Semplicemente, non mi ha fatto toccare palla». Sarà l’aria del Roland Garros, che lei conquistò dieci anni fa ma che poi l’ha sempre respinta, però questa Serena rischia di far esplodere la terra, cui riserva un’inusuale dichiarazione d’amore: «Ci sono cresciuta, è una superficie che mi piace molto, più dell’erba, che

è bizzarra. Sto cercando di essere costante nel rendimento e solida nel gioco e mi sembra di essere sulla buona strada. Se guardate il mio palmares — ammette — probabilmente sul rosso non ho ottenuto tutte le vittorie che volevo, ma in ogni caso almeno una volta sono riuscita a primeggiare a Parigi e non vedo perché non debba riuscirci di nuovo». Attenzione: pericolo extraterrestri. © RIPRODUZIONE RISERVATA

gli anni dall’ultima volta che Serena Williams ha superato la n.1 in finale. L'ultima il 31-3-’07: Henin a Miami


LUNEDÌ 14 MAGGIO 2012

TENNIS INTERNAZIONALI BNL D’ITALIA

Lorenzi piccolo re «Si avvera un sogno Roma, che pubblico» Grande tifo, Paolo batte Davydenko e passa al 2o turno Bene Seppi, k.o. Volandri, sfuma il sogno di Cecchinato DAL NOSTRO INVIATO

VINCENZO MARTUCCI ROMA

Quel «Paòlo-Paòlo» se lo sognava dall’anno scorso: «Me l’ero giocata con Rafa sul centrale del Foro, ma avevo perso e mi ero domandato: "Chissà se ci rigiocherò più"». Come allora, oltre al solito coach Galoppini, Paolo Lorenzi aveva chiamato vicino papà Marco, mamma Marina e fratel Bruno, tutta gente serissima e un po’ spaesata. E il miracolo s’è ripetuto, sorprendendo soprattutto il protagonista dal perenne sorrisetto furbo e arguto: «Grazie al pubblico che incita sempre noi italiani, anche se sbagli». Tremila persone che chiamano lui, ancora lui, Paolo il caldo, nato a Roma, ma senese d’adozione, che vince il primo set, perde il secondo, e poi scatta ed elimina Nikolay Davydenko, l’ex macchina lancia-palle ormai usurata. Forse da rottamare in tempi brevissimi e sconcertanti per il numero 3 Atp nel novembre 2006 ora mesto 54. Trentenne come il nostro eroe - oggi 78 della classifica e invitato dagli organizzatori nel tabellone di un Masters 1000 -, ma dalla carriera agli antipodi, come dai premi ufficiali: 15 milioni di dollari contro 718 mila. Onestà Paolo non si nasconde: «Non è stata una bella partita. C’era moltissimo vento, anche laterale, e io facevo fatica a trovare la palla, perciò sono andato più indietro perché lì mi sentivo sicuro». La spunta dopo due ore di melensa tiritera da fondo perché Davydenko perde troppo spesso la pazienza contro la sua palla arrotata e, costretto a spingere, svirgola: «Alla fine potevo fare qualcosa di più. Come con Gasquet all’Estoril, divento troppo passivo, eppure da un

e Fognini in campo Diretta tv dalle 11

S Seppi In 8 tornei a Roma, Andreas Seppi ha raccolto 3 eliminazioni al 1o turno e 5 al 2o: la vittoria più prestigiosa nel 2005 contro Joachim Johansson.

S

Paolo Lorenzi, 30 anni, è nato a Roma e vive a Siena, è numero 78 del mondo TEDESCHI

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I NUMERI

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le italiane in tabellone: il record assoluto è dell’edizione del 1992 con 14 azzurre in tabellone

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gli italiani in tabellone: il record degli ultimi 35 anni è di 11 atleti azzurri, ed è stato stabilito nell’edizione del 1988

anno sono migliorato, posso giocare più avanti: in allenamento ci riesco. Con l’età, fisicamente perdi un po’, ma guadagni esperienza e tecnica». Comunque, sia chiaro: «Se con Gasquet o Melzer gioco male e vinco è anche meglio».

lo» va avanti 6-4 3-1 con il serbo 0-30, ma si arena: «Quand’è calato il vento, lui ha preso a servire meglio. E addio vittoria in due set che, sul 4-3 40-30, era lì. Purtroppo perdo spesso al terzo, vuoi per stanchezza, vuoi perché il servizio è sempre più importante. E io non ce l’ho».

Presente Andreas Seppi e il suo

gruppo non erano felicissimi dell’esordio domenica. Ma il nuovo Andreas, con più servizio e personalità, sia pure al terzo set, impone al coriaceo Istomin il terzo ko in tre duelli: «Abbiamo un gioco simile, mi ha sorpreso a metà secondo set con qualche rovescio lungolinea. Ora preferirei evitarmi il servizio di Isner, chissà che Kohlschreiber non m’accontenti». Da ultimo semifinalista italiano al Foro nel 2007, Filippo Volandri è invece «deluso, arrabbiato». Da wild card, come numero 71 del mondo, ha in mano il match contro Troicki, numero 12 un anno fa, oggi 30. «Fi-

Futuro Peccato che, all’ultimo

gradino delle qualificazioni, s’eclissi anche Marco Cecchinato, veneto-siciliano 19enne n. 511 del mondo che Max Sartori sta rifinendo di tecnica (il dritto strappato), fisico (mancano muscoli) e carattere (fumantino). Ma la palla gli viaggia, eccome. Così come la ventenne Nastassja «Asia» Burnett (mamma polacca, papà italiano): la bella moretta, beniamina del Tc Parioli e di Vincenzo Santopadre, che non ha ancora le unghie per rovesciare il pronostico della numero 197 contro la 54, Wozniak.

Ora va molto meglio, ma dopo Barcellona mi sono riposato dieci giorni e sono a Roma da martedì sera. Com’era la terra blu? Anche l’anno scorso le condizioni erano diverse da qui a lì, passare dall’altura a Roma non è facile. E qui, l’anno scorso, ho giocato forse il mio miglior torneo sulla terra, da allora ho più fiducia».

ROMA

Bocciature Intanto, aspettando

Novak Djokovic, 24 anni REUTERS Filosofia La sua amica Maria Sharapova, spunto di imitazioni e gemella di spot pubblicitari, fa eco a Djoker: «Non so perché l’abbiano colorata di blu, soprattutto così vicino al Roland Garros. Il colore non c’entra, la superficie è troppo scivolosa». Tanto ormai Masha è saggia: «Con l’età impari tante cose di te stessa e del tennis». E Andy Murray ridacchia: «Io Madrid l’ho saltata, per la schiena.

S Cecchinato Classe 1992, Marco Cecchinato cerca ancora il primo tabellone principale nel circuito maggiore: nei Challenger 6 tornei e 6 sconfitte al primo turno.

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Djokovic: «Qui è il paradiso»

i big che entrano in gara solo domani, Bum-Bum Milos Raonic dalle lunghe gambe e dal servizio bomba cede subito al talento a intermittenza di Florian Mayer, così come Thomaz Bellucci si arrende alla varietà di Mikhail Youzhny, mentre l’ex re della terra, Juan Carlos Ferrero che troppo ha chiesto alle sue giunture, vince il primo match Atp dell’anno contro Kevin Anderson. v.m. © RIPRODUZIONE RISERVATA

la guida

TOP Oggi Schiavone E FLOP

Volandri Sono 26 le partite di Filippo Volandri a Roma: 14 vinte e 12 perse. È stato l’ultimo italiano semifinalista nel 2007 e l’ultimo nei quarti nel 2003.

LA TERRA NOLE DOPO L’AZZURRO INDIGESTO DI MADRID: «QUESTIONE DI EQUILIBRI»

«Questa terra è il paradiso». Re Djokovic I non molla: la terra blu di Madrid gli è andata storta almeno quanto a Nadal, che ha perso pure il numero 2 del mondo a beneficio di Federer e si allena con zio Toni sul campo Pietrangeli. Nole, dopo l’intervista alla Gazzetta, insiste: «Per avere successo devi fare qualcosa che rompa le tradizioni, e vada un po’ fuori dalle regole. Epperciò, Tiriac ha fatto un buon lavoro per cercare di cambiare le cose, ma non può fare un’innovazione del genere senza chiedere ai giocatori». Troppo facile capire che cos’è che non va: «Nel nostro sport la cosa più importante sono gli spostamenti: se non riesci a muoverti bene, e ti manca l’equilibrio quando cerchi di colpire la palla, diventa tutto più difficile».

A

RISULTATI UOMINI Secondo turno qualificazioni: Ramos (Spa) b. NASO 6-4 6-3; Garcia-Lopez (Spa) b. Karlovic (Cro) 6-4 6-4; Querrey (Usa) b. Kukushkin (Kaz) 3-6 6-4 6-3; Haase (Ola) b. Malisse (Bel) 6-3 3-6 6-4; Giraldo (Col) b. Hanescu (Rom) 6-2 6-3; Kavcic (Slo) b. CECCHINATO 4-6 6-1 6-2; Ungur (Rom) b. Muller (Lus) rit. Primo turno: Ferrero (Spa) b. Anderson (S.Af) 6-4 7-5; LORENZI b. Davydenko (Rus) 6-3 2-6 6-3; Troicki (Ser) b. VOLANDRI 4-6 6-4 6-3; Youzhny (Rus) b. Bellucci (Bra) 6-2 3-6 6-3; Mayer (Ger) b. Raonic (Can) 7-6 6-4; SEPPI b. Istomin (Uzb) 6-4, 3-6, 6-3. DONNE Secondo turno qualificazioni: Lucic (Cro) b. Dulko (Arg) 6-3 6-7 6-4; Hlavackova (Cec) b. Ormaechea (Arg) 6-4 1-6 6-3; Wozniak (Can) b. Burnett 7-6 4-6 6-4; Soler-Espinosa (Spa) b. Tsurenko (Ucr) 6-3 6-3; Rodionova (Rus) b. Dushevina (Rus) 6-2 6-4; Govortsova (Bie) b. Parmentier (Fra) 6-2 6-1; Stephens (Usa) b. Hsieh (Tpe) 6-2 6-4; Chakvetadze (Rus) b. Lepchenko (Usa) 6-1 4-6 6-4. PROGRAMMA E TV Campo Centrale (dalle 12): Verdasco (Spa) c. Dolgopolov (Ucr); a seguire Ivanovic (Cro) c. Kuznetsova (Rus), Fognini c. Baghdatis (Cip); non prima delle 19.30: Makarova (Rus) c. Schiavone; non prima delle 21: Isner (Usa) c. Kohlschreiber (Gera). SuperTennis Arena (dalle 11): Bogomolov Jr (Rus) c. Monfils (Fra); a seguire Tomic (Aus) c. Giraldo (Col), Rodionova (Aus) c. Kerber (Ger), Arvidsson (Sve) c. Martinez Sanchez (Spa); non prima delle 19: Cilic (Cro) c. Almagro (Spa). Campo Pietrangeli (dalle 11): Medina Garrigues (Spa) c. Zheng (Cin); a seguire Wozniak (Can) c. Goerges (Ger), Ramos (Spa) c. Nalbandian (Arg), Stepanek (Cec) c. Chela (Arg). Campo 1 (dalle 11): Gajdosova (Aus) c. Scheepers (S.Af); a seguire Pavlyuchenkova (Rus) c. Pervak (Kaz), Wawrinka (Svi) c. Haase (Ola). Campo 2 (dalle 11): Mchale (Usa) c. Niculescu (Rom); a seguire Peer (Isr) c. Peng (Cin). Campo 4 (dalle 11): King (Usa) c. Pironkova (Bul), Kavcic (Slo) c. Berlocq (Arg). Campo 6 (dalle 11): Benesova (Cec) c. Wickmayer (Ger). IN TV: il torneo maschile sarà trasmesso in diretta su Sky Sport 2 (dalle 11.30) e Sky Sport 3 (dalle 11 alle 15 e dalle 19 alle 23), quello femminile su Supertennis (dalle 11). SCOMMESSE Con il tabellone principale, si inizia anche a scommettere sugli Internazionali: nella lavagna di Bwin, che per la prima volta è sponsor del torneo, è sfida tra Nadal e Djokovic, vincitori delle ultime sette edizioni. Il successo dello spagnolo è quotato 1,90, quello del serbo 3,75. Ma è su Federer (5,50), che a Roma non ha mai vinto, che si concentra l’80% delle giocate sul vincente. Tra le donne, favorita la Azarenka (4,50), nonostante il ko nella finale di Madrid contro Serena Williams: sulla statunitense, inclusa nella categoria «Altro», si concentrano gli scommettitori con il 60% delle puntate. Il 30%, invece, è orientato sul bis di Maria Sharapova, a 6,50.

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Gazzetta.it

NADAL E FEDERER: IL MATCH STORICO DI 5 ORE NEL 2006

IN DIRETTA DAL FORO CON SHARAPOVA DJOKOVIC E MURRAY

(lu.mar) Il 14 maggio 2006 Rafael Nadal e Roger Federer danno vita a una delle più belle partite di sempre giocate sulla terra rossa. La finale dei 63esimi Campionati Internazionali d’Italia premia Nadal che vince in 5 ore e 6 minuti per 6-7 7-6 6-4 2-6 7-6. Federer manca due match point sul 6-5 del quinto e chiude con 5 punti più del rivale (179 a 174). Per Nadal è il secondo successo consecutivo dopo quello del 2005 su Coria, che rimane la finale più lunga della storia degli Internazionali con le sue 5 ore e 14 minuti, per Federer è la seconda finale perduta dopo quella del 2003 contro Mantilla. Nadal vincerà altre tre volte al Foro Italico: nel 2007, nel 2009 e nel 2010.

Novak Djokovic, Andy Murray e Maria Sharapova (foto ANSA) sono le prime stelle «catturate» dalla nostra telecamera al Foro Italico. Guardate le interviste esclusive assieme agli highlights della prima giornata e non perdetevi tutti i risultati di oggi, con le foto più belle, i tabelloni aggiornati in tempo reale e la grande novità dello studio televisivo Gazzetta.

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LUNEDÌ 14 MAGGIO 2012


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TUTTENOTIZIE & RISULTATI Ippica IERI A MODENA PASCIA’ E PER AMORE, DOPO OSASCO SABATO A MONTEGIORGIO

Varennini a raffica: 3 GP in 24 ore Crackerjack Presidente romano

Pascià Lest (E. Bellei) domina il Giovanardi a Modena in 1.15.3 DE NARDIN

Il grigio Crackerjack batte Afsare (jockey giubba gialla) a Roma GRASSO

I grandi cavalli fanno grandi le corse e ieri ne abbiamo avuto l’ennesima conferma. I Varennini Pascia Lest e Per Amore Gual a Modena e il capolavoro romano di Crackerjack King nel Presidente.

ennesimo capolavoro di mamma Claba di San Jore che ha prodotto altri ottimi cavalli come Awelmarduk (vincitore di Derby) e Jakkalberry vincitore di GP Milano, venduto per metà agli australiani come lo stesso Crackerjack ora in partenza per l’Inghilterra, nella scuderie di Marco Botti. Per Carckerjack primo gruppo 1 e secondo GP dopo il Derby 2011 (gr. 2), 7 corse e una sola sconfitta nel Derby francese.

Varennini a raffica A Modena nessuna sorpresa. A Pascià Lest bastano i primi 100 metri, quelli necessari per andare al comando, per ipotecare il Giovanardi. La corsa è stata una vera e propria formalità, lo stacco finale (nell’unico momento in cui è stato richiesto) devastante. Secondo Phantom che ha seguito fin dal via Pascià, arrivato al sesto successo in sette uscite (quarto GP dopo Aste, Allevatori ed Elwood Medium). Un’ora prima, nella prova femminile,

Scherma COPPE DEL MONDO

Per Amore Gual si è fatta tutta la corsa all’esterno, sull’ultima curva è stata anche superata da Potenza Om, ma in retta è riuscita a rimontare l’avversaria. Sia Pascià, sia Per Amore sono allenati da Holger Ehlert proprio come Osasco di Ruggi, l’altro Varennino volante che sabato a Montegiorgio aveva vinto il GP San Paolo. Con tre Gran Premi conquistati in meno di 24 ore (un record), i figli del campionissimo sono arrivati a 79 Gran Premi. Che Presidente A Roma, nel

Presidente, lo show del grigio Crackerjack King, magistralmente montato da Fabio Branca che lo apposta subito nella scia di Afsare, aggredendolo ai 300 finali per poi dominarlo. Cavallo vero Crackerjack,

MODENA GP Cacciari - m 1600: 1 Per Amore Gual (A. Guzzinati) 1.13.5; 2 Potenza Om; 3 Poesia d'Elite; 4 Puntarenas R.; Tot.: 1,48; 1,16, 2,70, 1,63 (28,12) Trio: 134,30. GP Giovanardi - m 2060: 1 Pascià Lest (E. Bellei) 1.15.3; 2 Phantom; 3 Picone; 4 Pick Kronos; 5 Priority Ok; Tot.: 1,38; 1,14, 1,43, 1,57 (3,96). ROMA Pr. Presidente - (gr. 1) - m 2000: 1 Crackerjack King (F, Branca); 2 Afsare; 3 Quiza Quiza Quiza; 4 Waldpark; Tot.: 2,57; 1,36, 1,69, 1,62 (12,13). Trio: 20,31. OSLO GP Commander Crowe (C. Martens) ha vinto l’Oslo GP (m 2100) in 1.11.5 su Quarcio du Chene. OGGI QUINTÉ A VARESE (inizio convegno alle 15.35) scegliamo Lord Fasliyev (6), Redona (2), Just For Once (11), Purple Cherry (3), Punta d’Aurona (8) e Art Basel (1). SI CORRE ANCHE Albenga (15.10), Ravenna (14.30) e Taranto (14.55).

Hockey ghiaccio MONDIALE

Canoa GLI EUROPEI PER LONDRA

Reazione violenta Phelps battuto Tarantino espulso dal cinese Wu

L’Italia chiude con la Russia

Pass anche al C2 Ferrari-Camporesi

Un cartellino nero a Gigi Tarantino — dopo una reazione dello sciabolatore italiano a una violenta sciabolata del romeno Dumitrescu — ha fermato ai quarti la corsa dell’Italia nella tappa di Coppa del Mondo a Madrid. Nella prova di Coppa del Mondo di spada a Stoccolma il migliore degli azzurri è Martinelli, eliminato ai quarti. Paolo Pizzo, al rientro dopo un mese e mezzo di stop per l’intervento alla mano destra, è stato fermato al primo turno (15-8 dal canadese Wright). Sciabola uomini a squadre a Madrid. Finale: Sud Corea b. Russia 45-42; 3˚ posto: Cina b. Romania 45-43. Semifinali: Russia b. Romania 45-36; Sud Corea b. Cina 45-42. Quarti: Romania b. Italia per squalifica. Spada uomini a Stoccolma. Finale: Novosjolov (Est) b. Imre (Ung) 15-14. Semifinali: Novosjolov (Est) b. Robeiri (Fra) 15-10; Imre (Hun) b. Lucenay (Fra) 15-14. Quarti: Lucenay (Fra) b. Martinelli 9-7.

STOCCOLMA — Il Mondiale dell’Italia si chiude stasera (ore 20.15, diretta Sportitalia 2) contro la Russia: un’altra sfida impossibile, con il discorso salvezza però ancora aperto (retrocede solo l’ultima del girone) in virtù del successo sulla Danimarca, Nazionale che oggi sfida la Lettonia e domani chiude con la Norvegia.

Luigi Tarantino, 39 anni, napoletano

Nuoto 200 FARFALLA A CHARLOTTE

POULE A PARIGI Ieri le Poule (gr. 1 m 1600). Tra le femmine a segno Beauty Parlopur (Soumillon), tra i maschi Lucayan (Pasquier) e solo 6˚ il favorito Dabrisim montato con troppe esitazioni da Soumillon. VINCE E MUORE A Nashville (Usa) l’8 anni Arcadius ha vinto uno steeple chase da 150.000 dollari e subito dopo il traguardo è morto stroncato da un aneurisma.

i risultati

Michael Phelps, 26 anni REUTERS

Il cinese Wu Peng batte Michael Phelps al GP di Charlotte nei 200 farfalla. «Non sono i Trials nè i Giochi» l’ha presa con filosofia il 14 volte campione olimpico, già battuto da Wu in un evento nelle scorse stagioni. Male nei 100 dorso (56"43) anche Lochte, il cui allenatore Greg Troy dice: «Tra un mese nessuno si ricorderà dei tempi di Charotte» Uomini: 50 sl Schneider 22"10, Targett (Aus) 22"37; 400 sl Mellouli (Tun) 3'50"17; 100 do Thoman 53"77, Hesen 54"19, Godsoe 54"22; 200 ra Shanteau 2'09"72 (6˚ t. 2012), Hansen 2'11"74, Schurr 2'15"03; 50 fa Targett (Aus) 23"11 (4˚ t. 2012); 200 fa Wu Peng (Cin) 1'56"69, Phelps 1'56"97, Rousseau (Fra) 1'57"54. Donne: 50 sl Hardy 24"83, Kennedy 25"01; 400 sl Schmitt 4'05"40 (4˚ t. 2012), Ledecky 4'05"79, Sutton 4'07"53; 100 do Pelton e Bootsma 1'00"25, Coughlin 1'00"83; 200 ra Soni 2'22"22, Lawrence 2'24"62, Leverenz 2'27"14; 50 fa Vollmer 25"80 (2˚ t. 2012); 200 fa Hersey 2'08"68. ULTIMO BRASILIANO (m.can.) Glauber Silva è l’ultino brasiliano a prende il pass olimpico a Rio dopo il 52"24 nei 100 farfalla. Bruno Fratus e Marcelo Chierighini pur non centrando i tempi richiesti vengono integrati nella 4x100 sl già con Cuelo e Oliveira. Sono 18 in totale i promossi brasiliani.

Girone Helsinki - Ieri: Finlandia-Usa 0-5 (0-1, 0-2, 0-2); Slovacchia-Svizzera 1-0 (1-0, 0-0, 0-0). Classifica: Canada 16; Usa 13; Finlandia, Slovacchia 12; Francia*, Svizzera 6; Bielorussia* 3; Kazakistan 1 (*una in meno). Oggi: Francia-Bielorussia (ore 15.15); Finlandia-Kazakistan (ore 19.15). Girone Stoccolma - Ieri: Russa-R.Ceca 2-0 (1-0, 0-0, 1-0); Norvegia-Germania 12-4 (3-0, 6-1, 3-3). Classifica: Russia 18; Svezia 15; R.Ceca 11; Norvegia 10; Lettonia*, Germania 6; Italia 2; Danimarca* 1 (*una in meno). Oggi: Lettonia-Danimarca (ore 16.15); Italia-Russia (ore 20.15). PLAYOFF NHL E’ New York Rangers-New Jersey Devils la finale della Eastern Conference dei playoff Nhl al meglio delle 7 (gara-1 oggi al Garden, alle 2 della notte italiana, diretta Espn America, canale 214 di Sky): i Rangers, sabato, hanno battuto 2-1 i Washington Capitals in gara-7 di semifinale (serie 4-3). La finale Western, Phoenix-Los Angeles, è cominciata ieri notte.

Rob Sirianni, 28 anni ANSA

Atletica Meeting di Ponce Culson fa 48"00 (si.g.) Nel meeting del World Challenge Iaaf di Ponce (P.Rico) mpm ’12 nei 400 hs di Javier Culson con 48"00 e doppietta dell’ex iridata del lungo Tianna Madison, 100 (11"01)/200 (22"37). Sconfitti Chambers, Richardson (per 1/1000), Robles e Jackson. Uomini. 100 (-1.9): Bledman (Tri) 10"12; Ashmeade (Giam) 10"15; Kimmons (Usa) 10"18; 6. Chambers (Gb) 10"52. 400: Pinder (Bah) 45"15; Man. Mitchell (Usa) 45"28; Brenes (C.Rica) 45"51. 800: Rodriguez (Col) 1’45"41. 110 hs. I (-1.7): Wilson (Usa) 13"43; Richardson (Usa) 13"43; Robles (Cuba) 13"47. II (-1.4): Payne (Usa) 13"45. 400 hs: Culson 48"00; Gordon (Tri) 48"89; Jackson (Usa) 48"96. Asta: Borges (Cuba) 5.60. Triplo: Davis (Usa) 16.85 (+1.3). Donne. 100 (-0.7): Madison (Usa) 11"01. 200 (+0.3): Madison 22"37; Tarmoh (Usa) 22"66. 400: Hastings (Usa) 50"72; Trotter (Usa) 50"90: Beard (Usa) 51"25; Hall (Giam) 51"40. 800: Vessey (Usa) 2’00"19. 100 hs (-1.2): Porter (Gb) 12"79; Castlin (Usa) 12"91. Lungo: Ibarguen (Col) 6.66 (+2.2); 3. Madison 6.48 (+0.9). VAI MATHIEU (m.can.) A Uberlandia (Bra) il bahamense Michael Mathieu, dopo il 20"16 di Belem nei 200, scende a 45"06 nei 400. Uomini. 100 (-0.7): Callender (Tri) 10"16. 200 (-0.3): Cavalcanti 20"4. 400: Mathieu (Bah) 45"06. 400 hs: Couto (Moz) 49"5. Donne. 200 (+1.2): L. Williams (Usa) 22"8. 400: Geisa Coutinho 51"69. 3000 sp: El Ouali Alami (Mar) 9’44"09. Peso: Gonzalez (Cuba) 18.40.

Weissteiner ok TRENTO — (l.e.) Al 23˚ meeting di Trento mezzofondo ok con Benedetti (800), Floriani (3000 sp) e Weissteiner (3000). Marta Milani, negli 800, lepre alla junior Irene Baldessari. Assente Marco Vistalli. Uomini. 100 (+0.8): Deimichei 10"57. 400: Fontana 48"28. 800: Benedetti 1’48"11; Gueye 1’49"75; Crespi 1’51"14; Scapini rit. 3000: Fontana 8’15"52". 3000 sp: Floriani 8’31"90; Nasti 8’43"86. Peso: Dal Soglio 17.92. Giavellotto: Bonvecchio 73.72. Donne. 800: Milani 2’08"32; Baldessari (j) 2’09"47; Vandi (a) 2’09"49. 3000: Weissteiner 9’08"42; Costanza 9’16"93; Tschurtschenthaler 9’19"96; Berlanda 9’23"53. Martello: Palmieri 62.18. ROMAGNOLO OK (w.b.) Successo di Elena Romagnolo in 34’09" nella 10 Chrono di Monza (assente Nadja Ejjafini). Tra gli uomini affermazione del marocchino Lachen Mokraji in 30’10". PRAGA ETIOPE (d.m.) All’etiope Deresse Chimsa in 2h06’25" la maratona di Praga: Nedved 3h50’02". Uomini: Chimsa (Eti) 2h06’25"; Tum (Ken) 2h07’17"; Ph. Limo (Ken) 2h09’25". Donne: Kiprop (Ken) 2h25’41"; F. Chepchirchir (Ken) 2h26’50"; 3. Debele (Eti) 2h27’15".

Baseball Liddi ok allo Yankee I Seattle Mariners vincono a casa dei NY Yankees 6-2 e Alex Liddi è protagonista con 2 valide su 3 turni e una base ball. Per lui base ball e singolo su Andy Pettitte, che tornava proprio ieri. Quindi un bel doppio, una linea sull'esterno centro all'8˚, in cui ha anche segnato. Con queste valide Liddi sale a 25 in carriera, supera l’olandese Halman, suo amico e compagno a Seattle tragicamente morto in autunno e diventa il giocatore nato e cresciuto in Europa con più valide in Mlb.

Boxe

Il C2 promosso Camporesi-Ferrari

(a.fr.) Agli Europei di slalom ad Augsburg (Ger), l’Italia centra l’en plein: dopo i due K1 con il campione europeo, Daniele Molmenti, e Clara Giai Pron, e il C1 con Stefano Cipressi, anche il C2 conquista il pass per Londra. E’ la prima volta che l’Italia dello slalom si qualifica ai Giochi al completo. In semifinale, Camporesi-Ferrari centrano il 2˚ tempo e precedono di 4"72 il tandem spagnolo Perez-Marzo (13˚ tempo) a cui contendevano il posto olimpico. Gli azzurri chiudono con il 9˚ tempo assoluto la finale vinta da Volf-Stepanek (R.Ceca) in 1’46"02 sui fratelli Hochschorner (Slk) a 0"47 e Behling-Becker (Ger) a 1"25. La Gran Bretagna vince l’oro a squadre su R.Ceca e Germania. Nel K1 femminile, finale sul filo di lana: la nuova campionessa europea è Carole Bouzidi (Fra) in 1’46"93, a 0"01 la tedesca e padrona di casa, Pfeifer (Ger), a 0"09 la Pennie (Gb). La Germania si è rifatta nella gara a squadre: oro sulla Francia, a 1"65, e la Slovacchia a 4"59.

MONDIALI (r.g.) A Brovari (Ucr) facile difesa per il medio locale Gennady Golovkin (23) delle cinture Wba e Ibo contro il mancino giapponese Makoto Fuchigami (19-7) finito ko 3, dopo 2 kd. Più difficile per il superwelter russo Zaurbek Baysangurov (27-1) titolare Wbo e Ibo, contro il francese Michel Soro (18-1). A Pasig City (Fil), Brian Viloria (31-3) respinge per i mosca Wbo Nino Romero (Mes, 41-5-2) al 9˚. DONNE (m.moro.) Ai sedicesimi dei Mondiali di Qinhuangdao (Cina), validi per i Giochi, si ferma Valeria Calabrese (51 kg) che cede alla Petrova (Bul) 16-10. Nei 54 non olimpici, Gordini batte Puurunen (Fin) 14-10 e domani agli ottavi incontrerà Nemedi-Varga (Ung). Oggi nei sedicesimi dei 60 kg Marenda contro Thongjan (Tha).

Golf LUNA E’ UNDICESIMA Diana Luna è 11ª con 294 (70 75 72 77, +2) e Stefania Croce 36ª con 301 (76 76 76 73, +9) nel Turkish Open per il Ladies European Tour a Belek (Tur). Vince l’olandese Christel Boeljon (285 - 70 73 67 73, -7); Zorzi e Sergas, entrambe al 65˚ posto con 154 (+8). Alessandro Tadini è 22˚ con 277 all’Open di Madeira (Por, European tour). Al 65˚ con 288 Andrea Perrino. Vince con un gran giro finale in 63 (-9) il portoghese Ricardo Santos, 266. Gregory Molteni è 7˚ con 281 (68 70 71 72, +1) a Pléneuf (par 70, Fra). Primo successo da pro’ per il 21enne inglese Eddie Pepperell (277 - 67 71 71 68, -3). Bertasio 26˚ con 289, Benedetto Pastore 33˚ con 290, 61˚ il 16enne Domenico Geminiani con 306.

Hockey pista Cers al Bassano (m.nan) Il Bassano vince la Coppa Cers battendo in finale in casa i portoghesi del Braga 5-3 ai rigori. I regolamentari si erano chiusi 2-2, coi gol veneti di Nicolas ed Ambrosio. Dal dischetto Bassano in rete

BASEBALL: GIRO DI BOA

Rimini perde Bologna è 1˚ (m.c.) Un doppio di Marval al tie break rilancia Par ma dopo 5 ore (con 29 valide) e toglie nell’ultima di andata il pri mato al Rimini, superato da Bolo gna, che vince la serie con San Marino. Gli emiliani battono 16 va lide (4/4 Sato, 3/5 Infante) e con servano il vantaggio grazie a Bet to e Pugliese. Il Nettuno aggancia i campioni grazie al singolo di Sa dler al 9˚, che frutta 3 punti. No vara fa il pieno sul Grosseto. Ai toscani, puniti da una valida di Sil va al 9˚, non basta l'ingaggio del l’esterno ex azzurro Buccheri. 7˚ turno, gara-3: Cariparma Ri mini 15 14 (11˚), Danesi Nettu no Godo Knights 5 2, Elettra No vara Montepaschi Grosseto 3 2, T&A San Marino Unipol Bo logna 5 8. Classifica: Bologna 750 (15 5 ); Rimini 714 (15 6); Net tuno, S.Marino 667 (14 7); Parma 476 (10 11); Godo 400 (8 12); Grosseto 190 (4 17); Novara 143 (3 18). Leaders. Mb: Molina (Gro) 415; pbc: Sanchez (God) e Infante (Bol) 24; hr: Maza, De Bia se, Chiarini (Rim), Sanchez, Maz zuca (SM), Sadler (Net) 4; mpgl: Masin (Net) 1,31; v p: Betto (Bol) 5 0; so: Cruceta (Rim) 66.

con Ambrosio, Lanaro e Peripolli, decisivi insieme alle parate di Cunegatti. Albo d’oro recente: 2005 Follonica, 2006 Barcellona, 2007 Vilanova, 2008 Tenerife, 2009 Matarò, 2010 La Coruna, 2011 Benfica, 2012 Bassano. PLAYOFF (m.nan) Gara-2 quarti: Lodi-Follonica 3-1 (serie 1-1), Viareggio-Breganze 7-4 (1-1), Giovinazzo-Forte dei Marmi 5-3 (1-1). Martedì gara-3 e gara-2 di Valdagno-Bassano. Playout salvezza: Matera-Castiglione 6-4 (serie 2-0, Matera in A-1), Sarzana-Roller Bassano 7-3 (2-0, Sarzana in A-1).

Lotta TRICOLORI (g.l.g.) Conclusi a Ostia gli Assoluti coi titoli di grecoromana. 55 Caradonna; 60 Gentile; 66 Corriga; 74 Scaramuzzi; 84 Parisi; 96 Scibilia; 120 Ficara.

Nuoto Tedeschi: Steffen ok (al.f.) Britta Steffen vince i 50 sl ai trials tedeschi di Berlino in 24”92 e stacca il pass per Londra dove potrà difendere il titolo olimpico. Paul Biedermann è 4˚ nei 100 sl (48”98) vinti da Fildebrandt (48”84). Glania 4˚ tempo 2012 nei 100 dorso: 53”50. Uomini: 100 sl Fildebrandt 48”84, M. Deibler 48”88, Starke 48”97, Biedermann 48”98; 100 do Glania 53”50, Meeuw 53”93; 100 ra Von Lehn 1'00”89, Neumann e Koch 1'00”92; 200 fa Embacher 1'58”53, Heintz 1'58”98. Donne: 50 sl Steffen 24”92; 100 do Mensing 59”85; 100 ra Runhau 1'07”28, Poewe 1'07”90; 200 fa Hentke 2'09”32; 200 mx Michalak 2'12”49.

Pallanuoto Setterosa in finale Nonostante partecipasse con l’under 19, l’Italia supera le qualificazioni di World League donne con la Germania e approda alle finali di Changzou (Cina), dal 29 maggio. A Siracusa, ieri: Germania-Spagna 6-5, Italia-Ungheria 8-9. Class.: Germania 11; Italia*, Ungheria 10; Spagna 5. (*scontro diretto favorevole).

Rugby PARISSE Potrebbe essere meno grave del previsto l’infortunio alla gamba destra occorso sabato a Biarritz (Fra) a Sergio Parisse: oggi gli esami definiranno la situazione. In ogni caso, difficilmente, oggi il suo nome comparirà tra quelli dei 30 convocati per il tour nelle Americhe.

Softball PRIMA DI RITORNO (m.c.) La 1ª di ritorno: Forlì-Nuoro 0-7, 1-2; Bologna-Bollate 1-0, 5-8; La Loggia-Legnano 6-0, 10-3 (6˚); Montegranaro-Caserta 1-6, 0-2. Rip.San Marino. Class.: Caserta 833 (15-3); Bologna 625 (10-6).

Varie Il Galà di Castrocaro A Castrocaro Terme, stasera 3˚ Gran Galà Italian Sport Awards. Tra i premiati Sport Week, il magazine della Gazzetta. Premio alla memoria per Marco Simoncelli, ritirato da papà Paolo; riconoscimenti per Sandro Campagna e il Settebello, Enrico Fabris, Arianna Fontana e la Fisg, Martina Grimaldi (nuoto fondo), Thiago Da Silva (baseball), Andrea Masi (rugby), Alberto Busnari (ginnastica), il canottiere Franco Sancassani, per il calcio Giovinco e Destro, il tecnico Sannino, il dirigente Baldini e l’Udinese.


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ALTRI MONDI

_il nuovo traguardo

DI GIORGIO DELL’ARTI gda@gazzetta.it

I primi 6 mesi con Monti e i tecnici si chiudono in positivo? Premier e ministri hanno fatto tanto, anche se l’azione dell’esecutivo ora pare più fiacca: potrebbero essere loro i volti giusti per l’Italia del futuro Il governo Monti è in carica dalle cinque del pomeriggio del 16 novembre 2011, dunque saranno sei mesi giusti domani 15 maggio. I giornalisti aspettano con ansia date di questo tipo per fare bilanci o emettere sentenze.

1Quindi? Intanto in 6 mesi sono cambiate molte cose. Prima di tutto la Lega: 6 mesi fa sembrava un partito ancora forte e agguerrito che mettendosi all’opposizione dei tecnici avrebbe fatto un sol boccone del suo vecchio alleato Pdl e recuperato un mucchio di consensi tra gli elettori. Invece, ci troviamo di fronte un rottame politico che alle prossime politiche forse non entrerà neanche in Parlamento, se resteranno gli attuali sbarramenti del 4% alla Camera e dell’8% (regionale) al Senato. Su questo punto, quindi, il governo segna un punto notevole.

2 Non sono mica stati i tecnici a ridurre Bossi in mutande.

Bossi dice di sì. Bossi dice che è tutta una manovra dei tecnici per farlo fuori. A noi pare impossibile, ma la politica italiana è talmente piena di misteri! E poi, che siano state o no le trame segrete di Monti, è un fatto che il Senatur e i suoi ci hanno

dato dentro di brutto con i soldi pubblici dei rimborsi elettorali. In ogni caso, questo è un primo punto. Un secondo punto: abbiamo a disposizione, grazie alla mossa di Napolitano, una classe dirigente nuova, formata da persone competenti, allora quasi sconosciuti e ora pronti a entrare in gioco. Questi uomini nuovi sono ancora in corsa, anzi forse sempre di più in corsa, per continuare a guidare il Paese anche nella prossima legislatura.

3 Monti nega di aver voglia di continuare.

Un uomo esperto come il senatore Pisanu, che fu già ottimo ministro dell’Interno per Berlusconi ed è uno dei candidati più forti nella corsa al Quirinale del 2013, s’è fatto intervistare l’altro giorno e ha detto che il Paese non può fare a meno di Berlusconi e non può rinunciare a Monti. Lo stesso Berlusconi sa che il valore delle sue aziende precipiterebbe ulteriormente se la situazione politica italiana risultasse non convincente per i mercati. E i mercati continuano a fidarsi di Monti, che raccoglie elogi da tutte le parti. Quindi il bilancio è positivo e la prospettiva che si intravede dopo la catastrofe dei partiti è quella del cosiddetto partito tecnico in sella nella prossima legislatura col sostegno forzato di destra e sinistra, comprendendo Casini

d notizie Tascabili lafrase DEL GIORNO

Il fatto del giorno

Si cercano gli obiettivi sensibili

Viminale già al lavoro sull’allarme terrorismo Dopo l’allarme terrorismo il Viminale è al lavoro per mettere a punto un piano tecnico per alzare l’attenzione sugli obiettivi indicati dagli anarco-insurrezionalisti nel volantino di rivendi cazione dell’attentato a Adinolfi. l’a.d. di Ansaldo Nucleare gambizzato a Genova una settimana fa. Servizi segreti, Polizia e apparati di sicurezza si stanno dando da fare, ma si partirà dall’analisi degli 007 per conoscere l’obiettivo della minaccia. E poi c’è l’Esercito, come conferma il capo di Stato Mag giore Claudio Graziano: «Siamo prontissimi a sup portare la polizia nei termini che il Paese chiederà».

L’incontro Mario Monti, 69 anni, con papa Benedetto XVI, 85 anni, ieri ad Arezzo. Il Pontefice ha lanciato un messaggio all’Italia: «Il Paese non cada nella tentazione dello scoraggiamento» REUTERS

a destra. Uno degli obiettivi che Monti doveva raggiungere era quello di imporre la pace tra le forze politiche, e c’è riuscito al punto che sono alla vigilia di un rimescolamento che obbligherà per forza a una pace duratura.

appare più fiacca? La legge sulle liberalizzazioni è stata troppo depotenziata, quella sul mercato del lavoro è ferma al Senato e subissata di critiche, la partita Rai sembra andare come vogliono i partiti...

5 Via, come negare che negli ulti-

Sì, questo è vero, però la riforma delle pensioni ci mette all’avanguardia in Europa, specie se dimentichiamo la gaffe degli esodati. Sì, Monti ha forse sbagliato a sottoporsi alla fatica del dialogo e della mediazione con partiti e forze sociali, che sarebbe stato meglio magari prender di petto da subito e per sempre. E tuttavia per dare un giudizio su questo sarebbe meglio aspettare. Il sindacato strepita perché Monti lo ha tolto dalla ribalta della scena, e però non riesce a mettere insieme una manifestazione davvero significativa, di quelle che un tempo facevano cadere i governi. Il premier cosiddetto tecnico, in realtà molto politico, è andato a vedere il bluff di Angeletti Bonanni Camusso svelandone debolezze e velleità. Per smascherare i partiti è bastato un qualunque turno delle Amministrative... Badi, dico questo perché considero altamente benefico che questi sindacati e questi partiti siano in difficoltà e forse prossimi alla fine. Insediandosi, Mario Monti aveva detto che bisogna avere pazienza. In soli sei mesi mi pare che abbia ottenuto risultati piuttosto importanti.

mi tempi l’azione del governo

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4 Il premier però è stanco. Si sarebbe stancato degli attacchi...

Ci credo poco. Se Monti cadesse e una formazione intestata al suo nome si presentasse agli elettori, prenderebbe un mucchio di voti. I sondaggi lo danno al 50% dei consensi, nonostante gli attacchi dei giornali di destra, le trappole di cui è intessuto il suo cammino, lo spread che è ritornato su, la crisi internazionale che, se la Grecia non riesce a fare un governo, si aggraverà. Lo spread è in ogni caso più basso di 100 punti, rispetto alla metà di novembre. E a un certo punto era arrivato a 280. Le nostre aste sono affollate, nell’ultima per un’offerta di 7 miliardi di titoli c’è stata una richiesta per 10 miliardi (qualcuno dice che dovevamo dar via Btp per 10 miliardi e con quei 3 in più cominciare a pagare le aziende creditrici dello Stato: magari la prossima volta lo fanno).

A PARMA I GRILLINI SONO L’IGNOTO «Parma è la nostra piccola Stalingrado. a Se diventerà L’85 sfilata delle penne nere sindaco una L’adunata degli alpini, persona per bene, un in 300 mila a Bolzano: cittadino «Esclusi i nazionalismi» disinteressato che da bambino sognava di cambiare in meglio il mondo, come Federico Pizzarotti, allora tutto è possibile in Gli alpini sfilano a Bolzano per l’adunata nazionale ANSA questo Almeno 300 mila persone che hanno disgraziato partecipato all’adunata nazionale degli alpini, Paese. che si è celebrata a Bolzano: la città altoateIl Movimento sina è stata letteralmente invasa da una marea 5 Stelle di gente, il triplo dei suoi abitanti. La manifestala numero 85 delle penne nere, si è svolta è un salto zione, senza problemi. Come confermato il presidente nell’ignoto, della provincia, Luis Dunrwalder: «Avevo avuto nel domani. qualche timore che venisse strumentalizzata da Gli altri sono alcuni della destra italiana o tedesca. Ma così la continuità non è stato: i nazionalismi sono stati messi da con il parte, gli alpini sono venuti per festeggiare». passato, la certezza del Scelto per trattare con i Talebani suicidio assistito» Agguato in Afghanistan BEPPE GRILLO LEADER MOVIMENTO 5 STELLE

Ucciso un negoziatore Maulvi Arsala Rahmani, 68 anni, una delle personalità su cui più puntava il presidente afgano Hamid Karzai per la riconciliazione nel Paese, è stato ucciso ieri a Kabul mentre andava in Parla mento. I talebani si sono dissociati dall’agguato e la stessa cosa ha fatto il governo del Pakistan. Emble matico il fatto che l’attentato è stato realizzato contemporaneamente all’annuncio da parte di Karzai dell’avvio della terza fase del trasferimento della sicurezza dalla Forza internazionale Isaf, sotto comando Nato, alla polizia locale, che ieri ha coin volto le province di Parwan, Kapisa e Uruzgan.


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LUNEDÌ 14 MAGGIO 2012

ALTRI MONDI

IL KOLOSSAL DELLA DISNEY

Avengers supera il miliardo di dollari «The Avengers» sfonda la soglia del miliardo di dollari incassati nel mondo dopo soli 19 giorni. Il traguardo è stato rag

raggiunto grazie ai biglietti venduti nell’ultimo weekend in Canada e negli Stati Uniti, dove il kolossal Disney sulle avventure dei supereroi della Marvel ha guadagnato 103,2 milioni. Nella classifica dei film più ricchi di sempre, guidata da «Avatar» con 2,7 miliardi, «The Avengers» è 11˚.

Grecia vicina al baratro «Non c’è un governo» A una settimana dal voto niente intesa su un esecutivo a tre: Atene è a un passo da nuove elezioni e rischia l’addio all’euro «Ha spudoratamente mentito ai greci per meri interessi elettorali». In realtà, per sedersi al governo il piccolo partito di centrosinistra pretende il disimpegno dagli accordi con l’Ue e l’Fmi sul pacchetto di prestiti.

FILIPPO CONTICELLO

Fedele alla tradizione tragica, la Grecia vive come un dramma teatrale la sua crisi nerissima. Ad assistere c’è l’Europa tutta, impaurita perché ad Atene le nuove elezioni (e l’uscita dall’euro) sono a pochi centimetri. Intanto, è un coro di notizie e smentite sulla formazione di un nuovo governo dopo il voto del 6 maggio. Ieri mattina si è creduto che il caos potesse essere risolto con un governo di coalizione dei conservatori di Nea Dimokratia guidati da Antonis Samaras e dei socialisti del Pasok di Evangelos Venizelos, con il sostegno del partito della sinistra democratica Dimar (19 parlamentari decisivi). Un esecutivo last minute con un’unica, vitale missione: applicare il piano di rigore per la stabilizzazione finanziaria del Paese ed evitare il patatrac. Lo spiffero che poteva dare sollievo ai greci, secondo i sondaggi contrarissimi a ulteriori consultazioni, era arrivato da Alexis Tsipras, leader della sinistra radicale di Syriza e seconda forza del Paese. Neanche il tempo ed ecco la smentita in una nota, con toni assai duri, di Dimar: «Si tratta di una menzogna diffamatoria». Il leader Kouvelis è stato ancora più esplicito nell’accusare Tsipras:

Al centro il presidente greco Papoulias: a sinistra, il socialista Venizelos e il conservatore Saramas; a destra, Tsipras dell’estrema sinistra. Nessuno dei tre leader è riuscito a formare un governo AP

LE REGIONALI IN GERMANIA TRIONFA LA SINISTRA

Sconfitta storica per la Merkel Cdu giù nel Nord Reno-Westfalia Sconfitta pesantissima per Angela Merkel. La Cdu del cancelliere tedesco è stata battuta nelle elezioni di ieri nel Nord Reno-Westfalia, il più popoloso Stato dei 16 della Repubblica federale e cuore del Paese. Le sinistre democratiche hanno fatto il pienone

con la Spd, che secondo le proiezioni avrebbe ottenuto il 39% dei voti, mentre la Cdu sarebbe precipitata dal 34 al 25,5-26%, peggior risultato dal Dopoguerra. Un segnale importante che potrebbe indebolire a livello europeo la Merkel e la sua politica del rigore.

Da Atene a Bruxelles Dare un governo a un Paese che sembra ingovernabile è la missione della vita per il presidente della Repubblica Papoulias: ieri ha continuato le consultazioni e davanti a lui hanno sfilato Samaras, Tsipras e Venizelos, il trio che ha fallito nell’impresa di formare un governo di coalizione. Il presidente ha visto anche i capi dei piccoli partiti entrati in Parlamento, compreso il neonazista Alba Dorata, e alla fine le urne sembrano davvero l’unica strada. Una prima resa dei conti oggi all’Eurogruppo di Bruxelles, perché lo scenario di un eventuale addio greco all’Eurozona è da brividi lungo la schiena: è stato calcolato che il ritorno alla dracma costerebbe 11 mila euro all’anno per ogni europeo. Poco male per il magazine tedesco Spiegel, che oggi in edicola titola «Akropolis adieu!». Una colonna spezzata e una moneta da un euro in pezzi fanno da sfondo alla frase: «Perché la Grecia adesso deve lasciare l’euro». Provocazione o premonizione? © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL CASO L’A.D. THOMPSON HA DECISO DI LASCIARE

L’ALLARME LE RIVELAZIONI DEL LEADER TIBETANO

Il curriculum falso costa caro Si dimette il numero 1 di Yahoo!

Il Dalai Lama: «Un complotto della Cina per avvelenarmi»

Alla fine ha deciso di di mettersi prima di essere licen ziato. L’amministratore delegato di Yahoo!, Scott Thompson, ha lasciato il motore di ricerca di Sunnyvale (California) dopo lo scandalo del curriculum truccato, in cui aveva dichiarato di avere una laurea in Informatica presa allo Stonehill College, in Massachusetts, ma mai conseguita perché il corso in questione era stato soppres so quattro anni prima (in realtà è laureato solo in Contabilità, ndr). Le dimissioni dell’a.d., che era arrivato alla fine del 2011, sono state date «per motivi personali». Il CdA del gruppo

Stavolta è lui stesso a lanciare l’allarme. Il Dalai Lama, in un’intervista al giornale ingle se «Sunday Telegraph», ha infatti rivelato di essere venuto a conoscenza di un complotto cinese per ucciderlo. Il piano è molto complesso: secondo il leader tibetano, gli 007 cinesi avrebbero addestrato un gruppo di tibetani, soprattutto donne, che fingendosi suoi devoti dovrebbero riuscire ad avvelenarlo. Come? «Abbiamo ricevuto informazioni dal Tibet — ha detto lo stesso Dalai Lama —. Secondo gli agenti le donne potrebbero nascondere tra i capelli o nelle loro sciarpe un

Scott Thompson, ex di Yahoo! AP californiano ha comunicato il nome del nuovo «boss», che prenderà il posto di Thompson ad interim con effetto immediato: si tratta di Ross Levinsohn, già numero uno della divisione global media.

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AUDIENCE DA 4,7 MILIONI

Amici, share al 25% Le finali nel weekend Grande successo sabato per la 7a puntata di «Amici», su Canale 5, l’ultima prima delle semifinali e delle finali all’Arena

A

di Verona venerdì e sabato (nel canto, tra i big, si sfideranno Marco Carta, Emma, Annalisa e Antonino e Alessandra Amoro so): 4.702.000 spettatori con il 25,11% di share. Nella puntata Belen è tornata sulla love story con il ballerino Stefano, ex di Emma: «Mi sono innamorata».

TRE SERATE SU LA7 IL NUOVO SHOW

RADIO ITALIA FA FESTA

S Stasera concertone gratis a Milano Grande festa stasera a Milano in piazza Duomo (dalle 20) per i 30 anni di Radio Italia. Un concerto gratuito che raduna i più grandi nomi della musica italiana. Presenta l’inedita coppia formata da Enrico Ruggeri e Belen. Ecco qui lo specialissimo cast: Laura Pausini, Pino Daniele, Max Pezzali, Negrita, Tiziano Ferro, Gigi D’Alessio, Anna Tatangelo, J-Ax, Enrico Ruggeri, Gianni Morandi, Modà e Biagio Antonacci. Il concerto sarà trasmesso dall’emittente radiofonica ma andrà in onda anche su Radio Italia Tv (canale 70 del digitale terrestre) e su Video Italia (712 di Sky)

Roberto Saviano e Fabio Fazio presentano «Quello che (non) ho»: lo show di La7 debutta oggi alle 21.10 ANSA

Saviano & Fazio: «Le parole in tv rivivono con noi» DAL NOSTRO INVIATO

STEFANIA ANGELINI TORINO

Ci siamo: Roberto Saviano e Fabio Fazio tornano stasera in tv con un programma che ruota attorno alla parola. E allora, quale posto migliore del Salone del Libro di Torino per raccontare il nuovo sodalizio? Ieri a mezzogiorno, all’Auditorium, la sala del Lingotto che ospita i grandi eventi, i 1.900 posti erano tutti pieni e in centinaia sono rimasti fuori. Direttamente dal set del programma, le Officine grandi riparazioni del capoluogo piemontese, dove una volta si aggiustavano i treni di Stato, è arrivata la squadra di Quello che (non) ho, titolo tratto da una canzone di De Andrè, che oggi, domani e mercoledì su La7 (alle 21.10) riporterà in scena la coppia già campione di ascolti nel 2010 con Vieni via con me, su Rai 3. «Cosa stiamo combinando? Vogliamo dimostrare che si può fare cultura in tv senza l’ossessione degli ascolti e porre l’attenzione sulla responsabilità della parola: si è persa, infatti, l’abitudine a riflettere su quello che stiamo dicendo», ha spiegato Fazio. Al suo fianco, sul palco, c’è Saviano, ma ci sono anche Luciana Littizzetto (ospite fissa con la cantante Elisa) e due degli autori, Michele Serra e Francesco Piccolo. Dopo gli elenchi di un anno e mezzo fa, Fazio e Saviano chiederanno agli ospiti la loro parola più cara, raccontando una storia, leggendo un racconto o cantando una canzone. Aspettando Benigni (presenza probabile ma non confermata), stasera ci saranno, tra gli altri, Pupi Avati, Pierfrancesco Favino e i Litfiba. Saviano, invece, cavalcherà l’attualità con un monologo sui suicidi causati dalla crisi: «Raccontare permette di condividere ed è con la condivisione che le cose cambiano: ad aver reso pericoloso ciò che ho scritto non sono stato io, ma chi mi ha letto...». A sdrammatizzare ci ha pensato la Littizzetto, che però a un tratto si è fatta seria, guadagnandosi gli applausi del pubblico: «La prima parola che porterò io sarà donna: dall’inizio dell’anno sono 54 quelle uccise da mariti, compagni, fidanzati. Riflettiamo». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il XIV Dalai Lama, 87 anni AFP veleno in grado di uccidermi semplicemente sfiorandole quando le benedico». Il premio Nobel per la Pace ha 87 anni e vive in esilio dal 1959 in India, a Dharamsala, protetto da uno stretto cordone di sicurezza.

EDIZIONI TELETRASMESSE Tipografia Divisione Quotidiani RCS MEDIAGROUP S.p.A. - Via R. Luxemburg - 20060 PESSANO CON BORNAGO (MI) - Tel. 02.95743585 S RCS PRODUZIONI S.p.A. - Via Ciamarra 351/353 - 00169 ROMA - Tel. 06.68828917 S SEPAD S.p.A. - Corso Stati Uniti, 23 - 35100 PADOVA - Tel. 049.8700073 S Editrice La Stampa SpA - Via Giordano Bruno, 84 10134 Torino S Tipografia SEDIT - Servizi Editoriali S.r.l. - Via delle Orchidee, 1 Z.I. - 70026 MODUGNO (BA) - Tel. 080.5857439 S Società Tipografica Siciliana S.p.A. - Zona Industriale Strada 5ª n. 35 95030 CATANIA - Tel. 095.591303 S Centro Stampa Unione Sarda S.p.A. - Via Omodeo - 09034 ELMAS (CA) - Tel. 070.60131 S BEA printing bvba Maanstraat 13 - 2800 - MECHELEN (Belgio) S Speedimpex USA, Inc. - 38-38 9th Street Long Island City, NY 11101, USA S CTC Coslada - Avenida de Alemania, 12 - 28820 COSLADA (MADRID) S La Nación - Bouchard 557 - 1106 BUENOS AIRES S Taiga Gráfica e Editora Ltda - Av. Dr. Alberto Jackson Byington n. 1808 - OSASCO - SÃO PAULO - Brasile. S Miller Distributor Limited - Miller House, Airport Way, Tarxien Road - Luqa LQA 1814 - Malta S Hellenic Distribution Agency (CY) Ltd - 208 Ioanni Kranidioti Avenue, Latsia - 1300 Nicosia - Cyprus

9,6 milioni

gli spettatori di «Vieni via con me» «Vieni via con me», lo show con Fazio e Saviano andato in onda su Rai 3 nell’autunno 2010, ha raggiunto una media di 9,6 milioni di spettatori

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Testata registrata presso il tribunale di Milano n. 419 dell’1 settembre 1948 ISSN 1120-5067 CERTIFICATO ADS N. 7335 DEL 14-12-2011

La tiratura di domenica 13 maggio è stata di 372.784 copie

COLLATERALI * Con Soldatini d Italia N. 49 e 11,19 - con Indistruttibili N. 28 e 11,19 - con i Miti del Calcio ai Raggi X N. 47 e 4,19 - con Mai Dire Story N. 20 e 11,19 - con Paperinik N. 15 e 11,19 - Capolavori delle grandi civiltà N. 12 e 11,19 - con Holly e Benji N. 11 e 11,19 - con War Movies N. 8 e 11,19 - con Alberto Sordi N. 20 e 11,19 - con Aerei Collection N. 5 e 6,19 - con Gilles Villeneuve e 14,19 - con Avengers N. 4 e 8,19 - con Grande Alpinismo N. 2 e 12,19 - con Panini N. 2 e 6,19 con Libro Juve e 9,19 - con Libro della salute e 14,10 - con SportWeek e 2,70 - con Max e 3,50

PROMOZIONI

ARRETRATI Richiedeteli al vostro edicolante oppure ad A.S.E. Agenzia Servizi Editoriali - Tel. 02.99049970 - c/c p. n. 36248201. Il costo di un arretrato è pari al doppio del prezzo di copertina per l’Italia; il triplo per l’estero.

PREZZI ALL’ESTERO: Albania e 2,00; Argentina $ 8,10; Austria e 2,00; Belgio e 2,00; Brasile R$ 7,00; Canada CAD 3,50; Cz Czk. 64; Cipro e 2,00; Croazia Hrk 15; Danimarca Kr. 18; Egitto e 2,00; Finlandia e 2,50; Francia e 2,00; Germania e 2,00; Grecia e 2,00; Irlanda e 2,00; Lux e 2,00; Malta e 1,85; Marocco g 2,20; Monaco P. e 2,00; Norvegia Kr. 22; Olanda e 2,00; Polonia Pln. 9,10; Portogallo/Isole e 2,00; Romania e 2,00; SK Slov. e 2,20; Slovenia e 2,00; Spagna/Isole e 2,00; Svezia Sek 25; Svizzera Fr. 3,00; Svizzera Tic. Fr. 3,00; Tunisia TD 3,50; Turchia e 2,00; Ungheria Huf. 600; UK Lg. 1,80; U.S.A. USD 4,00.


LUNEDÌ 14 MAGGIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

63

ALTRI MONDI Oroscopo

21/3 - 20/4

23/10 - 22/11

21/4 - 20/5

21/5 - 21/6

22/6 - 22/7

23/7 - 23/8

LE PAGELLE

Ariete 5,5

Scorpione 8

Toro 7+

Gemelli 5,5

Cancro 7+

Leone 6

DI ANTONIO CAPITANI

Inizia la settimana e voi dimostrate subito che un Ariete sfigopendulo è peggio d’una cefalea a grappolo. State su! Fornicazione sciapa.

IL MIGLIORE Creatività e motivazione esondano, riversandosi sul lavoro, per il quale le prospettive sono ottime. Amor fra il serio, il faceto e il suino: uau.

Amici e un cicinìn di faccia di glutei aiutano. Ogni successo è possibile, l’amore allieta, il piacer suino vi fa vibrare più d’un teledrin.

L’umore è sfigoplumbeo. E voi producete poco. Anche perché ve lo impediranno. Il sudombelico sembra essere spentino.

Assist lunare OK per lavoro, viaggi, studi. Sport e fornicazione vi tengono in forma, la fortuna c’è. E una buona notizia vi ringalluzzisce.

Le vostre spese sono azzardate, i guadagni tardano. Pure il lavoro stressa un cicinìn. E il suino in voi è più fantasioso che concreto.

23/11 - 21/12

22/12 - 20/1

21/1 - 19/2

20/2 - 20/3

Sagittario 5,5

Capricorno 7+

Acquario 7-

Pesci 7+

Il malumore vi pervade e calamita ogni impiccio e petit sfig. Cambiate ottica e riguardate il fisico, un po’ moscio. Come il sudombelico.

La Luna vivifica il lavoro e rende brillantissimi gli esiti da lavoro di squadra! La fornicazione, poi, vi riesce un capolavorerrimo. Uau.

Con i soldi non ve la cavate granché, oggi. Paratevi il lato B: spese e rogne si stagliano. Ok il lavoro, il suino inside you s’edulcora.

Potete incastrare tutto ad arte. E vincere a ogni livello. Ma cuore e sudombelico sono più ingenui di Gianni e Pinotto: don’t combin guai.

24/8 - 22/9

23/9 - 22/10

Vergine 5,5

Bilancia 7

Lavoro e amore non appagano. Ma evitate di impanare e friggere gli zebedei altrui. Cauti anche con gli sforzi e con gli sfarzi, pure suini.

DIEGO ARMANDO MARADONA

La vostra risolutezza cresce. E vi fa spaccare il derrière ai passeri. Anche nel lavoro, in grande spolvero. Fornicazione muy gustosa.

È nato il 30 ottobre 1960 e dal maggio 2011 allena a Dubai la squadra dell’Al Wasl, dopo aver guidato la nazionale argentina

Gazzetta.it

Televisioni in chiaro RAIUNO 7.35 8.00 11.05 12.00 13.30 14.10 15.15 17.10 18.50 20.00 20.30 20.35 21.10 23.15 0.50 1.20 1.25 1.30

RAIDUE

RAI PARLAMENTO TG1 OCCHIO ALLA SPESA LA PROVA DEL CUOCO TG1 VERDETTO FINALE LA VITA IN DIRETTA CHE TEMPO FA L'EREDITÀ TG1LE QUI RADIO LONDRA AFFARI TUOI UNA GRANDE FAMIGLIA PORTA A PORTA TG1 - NOTTE CHE TEMPO FA QUI RADIO LONDRA SOTTOVOCE

6.30 9.30 10.00 11.00 13.00 14.00 16.15 17.00 18.15 18.45 19.35 20.30 21.05 23.10 23.25 0.40

CARTONI SORGENTE DI VITA TG2 INSIEME I FATTI VOSTRI TG2 ITALIA SUL DUE LA SIGNORA DEL... PRIVATE PRACTICE TG2 GHOST WHISPERER SQUADRA SPECIALE COBRA 11 TG2 END OF DAYS GIORNI CONTATI TG2 STRACULT (A CASA) DI MARCO GIUSTI RAI PARLAMENTO TELEGIORNALE

RAITRE 8.00 10.00 11.00 12.25 12.45 13.10 14.00 15.10 17.00 18.05 19.00 20.35 21.05 22.55 0.00 0.10 1.00 1.05

CANALE 5

AGORÀ LA STORIA SIAMO NOI SPECIALE TG3 95° GIRO D'ITALIA DIARIO ITALIANO LA STRADA PER... TGR - TG3 95° GIRO D'ITALIA PROCESSO ALLA TAPPA GEO & GEO TG3 - TGR - BLOB UN POSTO AL SOLE LUCARELLI RACCONTA EROI NORMALI LIBIA LIBERA TG3 LINEA NOTTE TG REGIONE METEO 3 95° GIRO D'ITALIA

8.00 8.40 8.50 11.00 13.00 13.40 14.45 16.05 16.45 18.45 20.00 20.30 21.10 0.20 1.30 2.00 2.45 3.55

RETE 4

ITALIA 1

TG5 - MATTINA LA TELEFONATA DI BELPIETRO MATTINO CINQUE FORUM TG5 SOAP UOMINI E DONNE AMICI POMERIGGIO CINQUE IL BRACCIO E... TG5 STRISCIA LA NOTIZIA SCHERZI A PARTE Varietà MATRIX TG5 - NOTTE STRISCIA LA NOTIZIA UOMINI E DONNE AMICI

CARTONI TELEFILM STUDIO APERTO STUDIO SPORT CARTONI CAMERA CAFÉ CHUCK LA VITA SECONDO JIM TRASFORMAT STUDIO APERTO STUDIO SPORT C.S.I. MIAMI C.S.I. Telefilm THE FINAL DESTINATION NIP/TUCK SAVING GRACE STUDIO APERTO

7.00 8.40 12.25 13.00 13.40 15.00 16.00 16.50 17.45 18.30 19.00 19.25 21.10 23.00 0.45 2.00 2.45

8.20 9.40 10.50 11.30 12.00 12.50 13.50 15.10 16.15 16.50 18.55 19.35 21.10 23.45 23.55 0.00

HUNTER CARABINIERI RICETTE DI FAMIGLIA TG4 DETECTIVE IN CORSIA LA SIGNORA IN... FORUM FLIKKEN MY LIFE COMMISSARIO CORDIE TG4 TEMPESTA D'AMORE PER QUALCHE DOLLARO IN PIÙ IL GRANDE WESTERN ITALIANO I BELLISSIMI DI R4 IL TEXANO DAGLI OCCHI DI GHIACCIO

Film sul Digitale Terrestre

Lo Sport in chiaro, sul satellite e sul digitale terrestre

PREMIUM

IN DIRETTA

13.30 FEMMINE CONTRO MASCHI PREMIUM CINEMA 13.30 IO SONO LEGGENDA JOI 15.15 TORNO A VIVERE DA SOLO PREMIUM CINEMA 17.05 INDOVINA CHI SPOSA MIA FIGLIA PREMIUM CINEMA 17.20 UNA NUOVA OCCASIONE MYA 19.20 RED PREMIUM CINEMA 21.15 OCEAN'S TWELVE JOI 21.15 JONAH HEX PREMIUM CINEMA 22.44 L'ULTIMO DEI TEMPLARI PREMIUM CINEMA

CALCIO 20.45 ALBINOLEFFE VERONA

15.10 GIRO D'ITALIA

OKLAHOMA CITY THUNDER LOS ANGELES LAKERS NBA. Semifinale Playoff. Gara 1 Sky Sport 2

CICLISMO 14.00 GIRO D'ITALIA Nona tappa. San Giorgio nel Sannio-Frosinone Rai Sport 2

14.45 GIRO D'ITALIA Nona tappa. San Giorgio nel Sannio-Frosinone Eurosport

Serie A. Highlights

10.40 CALCIO: NAPOLI - SIENA

SKY SPORT 1

NHL Playoff. Finale Est. Gara 1 ESPN America

9.00

TENNIS

CALCIO: JUVENTUS - ATALANTA

9.10

Torneo maschile Sky Sport 3

Serie A. Highlights

11.00 INTERNAZIONALI BNL D’ITALIA

9.25

Torneo femminile Eurosport, SuperTennis

Ieri ALGHERO

17

23

ANCONA

14

18

min max

AOSTA

11

15

BARI

17

26

BOLOGNA

12

18

CIELO

VENTI

CAGLIARI

17

25

Sole

Deboli

CAMPOBASSO

12

21

Moderati

CATANIA

12

26

FIRENZE

13

18

CALCIO: FIORENTINA CAGLIARI Serie A. Highlights

6 18

Torino 7 19

6 19

Milano

Venezia

9 19

8

17

Perugia

18

20

15

23

MILANO

12

17

ROMA

NAPOLI

17

25

12 19

27

Neve

Mossi

PERUGIA

14

18

POTENZA

11

24

Agitati

Nebbia

Il sole oggi MILANO

ROMA

REGGIO CALABRIA

21

27

ROMA

16

25

TORINO

13

16

TRENTO

17

16

Sorge

Tramonta

Sorge

Tramonta

TRIESTE

5:54

20:44

5:51

20:21

9

14

VENEZIA

12

15

In «Dal 15 al 25» tutto sull’Italvolley e il ritorno di Prandi

Da Bruxelles, Belgio

10.30 IPPICA: KENTUCKY DERBY Dagli Stati Uniti

Serie B

Torneo femminile

23.30 GIRO D'ITALIA

NBA

Nona tappa San Giorgio nel Sann o-Frosinone

In «Dal 15 al 25» scoprite tante curiosità da Sofia sull’Italvolley qualificato all’Olimpiade e su Silvano Prandi c.t. della Bulgaria

www.gazzetta.it

Domani

Dopodomani

Sul meridione ancora alternanza di nuvole, piovaschi o rovesci e parziali schiarite. Sul resto delle regioni il tempo risulterà prevalentemente soleggiato, solo sulle zone alpine ci sarà nuvolosità variabile e qualche pioggia in serata.

In Sicilia e in Sardegna cielo sereno o poco nuvoloso. Prevalenza di sole anche sul meridione, salvo locale variabilità. Al Centro e al Nord alternanza di piovaschi o rovesci sparsi, locali temporali e rasserenamenti durante il giorno.

12 15

8 14

L'AQUILA

17

IL BLOG

GINNASTICA ARTISTICA: EUROPEI

Ancona

Firenze

GENOVA

PALERMO

CICLISMO: GIRO D'ITALIA Ottava tappa Sulmona-Lago Laceno

11 18

13 19

Molto forti

Calmi

Le gemelle diverse (nella foto) del nostro tennis hanno vinto il torneo di doppio a Madrid e festeggiano in video

18.30 TENNIS: INTERNAZIONALI BNL D’ITALIA

21.00 BASKET: LOS ANGELES LAKERS DENVER NUGGETS

Guardate la gioia di Vinci-Errani regine di Madrid

Bologna Genova

Coperto

Temporali

US PGA Tour

15.55 CALCIO: BARI - BRESCIA

IL VIDEO

11 17

Forti

MARI

Torneo maschile

8.45

GOLF: VALERO TEXAS OPEN

Votate un attaccante che potrebbe fare coppia con Mario all’Europeo: Cassano, Di Natale, Giovinco, Destro o Borini?

10 19

Rovesci

Pioggia

9.00

Chi schierereste assieme a Balotelli all’Europeo 2012?

23.30 TENNIS: INTERNAZIONALI BNL D’ITALIA

SKY SPORT 3

Al Nord, in Toscana e in Sardegna cielo sereno o poco nuvoloso. Anche in Sicilia prevalenza del sole, salvo locali addensamenti e qualche breve pioggia. Su gran parte del Centro e al Sud rovesci e temporali, ma anche qualche schiarita. Trieste

Trento

23.45 23.50 23.55 0.30 1.25

9.30

Oggi

Aosta

17.55 18.50 20.00 20.30 21.10

MLB

15.00 CALCIO: FAN CLUB MILAN 15.30 CALCIO: FAN CLUB ROMA 16.00 CALCIO: FAN CLUB INTER 16.30 CALCIO: FAN CLUB LAZIO 17.00 CALCIO: FAN CLUB NAPOLI 17.30 CALCIO: FAN CLUB JUVENTUS

CALCIO: MILAN - NOVARA

16.00

COFFEE BREAK L’ARIA CHE TIRA I MENÙ DI BENEDETTA TG LA7 MOVIE FLASH UNA BIONDA TUTTA D’ORO L’ISPETTORE BARNABY I MENÙ DI BENEDETTA G’ DAY TG LA7 OTTO E MEZZO QUELLO CHE (NON) HO TG LA7 TG LA7 SPORT MADAMA PALAZZO (AH)IPIROSO MOVIE FLASH<

EUROSPORT

BASEBALL: WASHINGTON NATIONALS PHILADELPHIA PHILLIES

Serie A. Highlights

Serie A. Highlights

11.00 INTERNAZIONALI BNL D’ITALIA

A CURA DI

Nuvolo

10.30 CALCIO : CATANIA - JUVENTUS

9.45 11.10 12.30 13.30 14.05 14.10

GOLF: VALERO TEXAS OPEN US PGA Tour

9.00

Serie A. Highlights

Torneo maschile Sky Sport 3

NEW YORK RANGERS NEW JERSEY DEVILS

GazzaMeteo

Legenda

10.10 CALCIO: CESENA - ROMA

Mondiale. Turno preliminare SportItalia 2

2.00

7.00

Serie A. Highlights

19.00 INTERNAZIONALI BNL D’ITALIA

20.15 ITALIA - RUSSIA

SKY SPORT 2

CALCIO: CHIEVO - LECCE

9.55

Torneo femminile Eurosport ed Eurosport 2

HOCKEY GHIACCIO

BASKET

Serie A. Highlights

14.00 INTERNAZIONALI BNL D’ITALIA

Seconda tappa. San Francisco-Santa Cruz Eurosport

CALCIO: LAZIO - INTER

9.40

Torneo maschile Sky Sport 2

23.30 GIRO DELLA CALIFORNIA

Serie B Sky Sport 1, Sky SuperCalcio, Sky Calcio 1, MP Calcio

1.30

11.30 INTERNAZIONALI BNL D’ITALIA

Nona tappa. San Giorgio nel Sannio-Frosinone Rai 3

IL SONDAGGIO

LA 7

L’Aquila 7

11

Campobasso 8

Bari

9

15 16

Napoli

Potenza

16 18

9 10

Cagliari

Catanzaro

16 22

15 22

Palermo

Reggio Calabria 18 25

19 22

Catania 20 23

Il sole domani MILANO

La luna ROMA

Sorge

Tramonta

Sorge

Tramonta

5:53

20:46

5:50

20:22

Nuova Primo quarto Piena Ultimo quarto

20 mag. 28 mag.

4 giu.

12 giu.


64

LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 14 MAGGIO 2012

INVINCIBILI  

La Gazzetta dello Sport - 14/5/2012

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