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Cultura

Uscite davvero a fare due passi. Piuttosto… L

a levità della calda stagione puntualmente contamina l’universo editoriale. È raro che sotto l’ombrellone ci si abbandoni a letture impegnative. Le tanto agognate ferie giammai divergono dall’assolvibile sete di inconsistenza. Smessi gli abiti da lavoro e colmate di costumi, parei e infradito le valigie, il più delle volte si ripongono negli scaffali anche i saggi filosofici, le “ricerche del tempo perduto”. Ché di tempo in vacanza se ne ha sempre poco. E quel poco non dev’essere intorpidito. Di fatto l’estate 2010 ha portato con sé i tascabili di Fabio Volo, Carlos Ruiz Zafón e Stieg Larsson. Le librerie collocavano in bella vista Carofiglio, Kinsella e Cornwell. Stessa storia negli autogrill. In testa alle classifiche “Acciaio” (Rizzoli) dell’esordiente Silvia Avallone. Il degrado tra i casermoni di Piombino, i quattordici anni in un mondo alla deriva, un’Italia senza classe operaia. Tanto marketing e davvero poco stile. Parlare di Premio Strega è un po’ come sognare lo scudetto alla prima giornata di campionato. A volte le vittorie sono fortuite, frutto di fatalità. Certo non danno prova del valore reale di una squadra. E che dire dell’incontro tra Salvo Montalbano e Grazia Negro in “Acqua in bocca” (Minimum Fax, collana A quattro mani)? I giallisti Camilleri e Lucarelli sono una garanzia. Il prodotto che ne vien fuori delude le attese. Vende. Però. Bersaglio colpito in pieno centro. Poi c’è “Canale Mussolini” (Mondadori) di Antonio Pennacchi. Un verismo da terzo millennio. Tante belle ricostruzioni. La saga dei Malvoglia delle Paludi Pontine. Lo stile? Quale stile? Eppure Premio Strega 2010. Poi ancora Fabio Volo. Per tutti. In varie edizioni. Titoli a volo_ntà. Li vedevi sopra i teli da spiaggia, sulle sdraio. Dappertutto. Di rado, dalle stesse postazioni, una strana bambina ti fissava. E quella era la copertina della “Lulù Delacroix” (Rizzoli) di Isabella Santacroce. Uno stile che piace o non piace. Un’autrice che si ama o si odia. In entrambi i casi visceralmente. Ma lo stile c’è. E si vede tutto. E regge bene la storia. E commuove. E fa pensare. E molto altro ancora. In 467 pagine di fiaba. Sfondo bianco e scarafaggio ed è tutta un’altra storia. “Hanno tutti ragione” (Feltrinelli) del regista Paolo Sorrentino. Esordio letterario in grande stile. Dal grande schermo allo scaffale. Da Tony Pisapia a Tony Pagoda. La società del

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La città nella città: una baraccopoli al centro di Catania A

Corso Martiri della Libertà un’area senza destinazione d’uso diventa “proprietà” dei Rom Catania - Una ferita nel territorio catanese, un’area senza destinazione d’uso manifesta, un luogo al centro non facilmente accessibile allo sguardo, una recinzione di mattoni grigi con qualche squarcio: ecco come si presenta la mini baraccopoli di c.so Martiri della Libertà a Catania.

Ebbene, la scena che appare dando uno sguardo al di là della recinzione di mattoni è agghiacciante: ‘‘abitazioni’’ create con il materiale di risulta trovato qua e la; cartoni ed eternit, plastica e copertoni, cassette di legno e bottiglie di pet servono come ‘‘mattoni’’ utilizzati per mettere su delle vere e proprie baracche, dove vivono intere famiglie di nomadi insieme alle loro famiglie senza che nessuno se ne curi.

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Qui vige la legge del degrado più totale, della sporcizia, della mancanza di dignità e di qualsiasi igiene personale. Il fatto che emerge, è che le sorti commerciali e turistiche di quella zona sono compromesse, come una ferita che non si rimargina, un vuoto urbano riempito di immondizia. Spesso capita che si sviluppino litigi furibondi, come anche denudazioni visibili dai palazzi circostanti: “Si spogliano alla luce del

consumo e dell’abuso. Gli eccessi. Il senso di pietà nei confronti della più straziante umanità. E di noi stessi. Minuscoli. Insignificanti. Con tutto ciò vivi. Nulla da aggiungere. Purtroppo. Gli italiani leggono poco. In vacanza, a quanto pare, leggono poco e male. Non che il panorama letterario si presti a ragguardevoli scelte, tuttavia scaffali del vecchio cui attingere ce ne sarebbero in abbondanza. Mi domando, semmai, dove siano finiti gli “S”crittori. Solita considerazione. Oggi scrivono tutti. Senza saperlo fare. Oggi i romanzi sono sbattuti in tv, riempiono le pagine dei quotidiani nello spazio destinato alle pubblicità. Niente più elzeviro per loro! Oggi i classici costano 4,90. Ma è costretto ad acquistarli solo il povero studente che deve leggerli sotto l’ombrellone. Tra i conati e il conseguente disamore per la lettura. Oggi è tempo di I love shopping. E del Vangelo secondo Gesù Cristo ci si ricorda solo quando muore Saramago. Giusi Arimatea

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La città nella città: una baraccopoli al centro di Catania mora dei proprietari delle aree di c.so Martiri della Libertà, riuscendo solo nel 2006/07, attraverso delle procedure di messa in danno, di riperimetrare quelle aree”. Oltre alla riperimetrazione però anche lo sgombero successivo ha avuto pochi effetti, sia dal punto di vista della ricollocazione di questi poveri diavoli, sia dal punto di vista della riqualificazione urbana. “A mio avviso non è possibile intervenire solo con azioni di ordine pubblico perché la questione delle baraccopoli e dei senza fissa dimora nella realtà rappresenta un problema politico e sociale ben più ampio, un fenomeno di carattere europeo come dimostrano gli interventi attuati in Francia in questi giorni”. Il Comune ha in agenda qualcosa di risolutivo sulla questione? “ Il comune in prima battuta ha un obbligo vale a dire quello di intervenire e di porsi il problema. In queste settimane sembrerebbe che l’amministrazione comunale, attraverso l’assessorato ai servizi sociali, ha cominciato dei primi interventi tramite un monitoraggio delle aree. E quella che era un’idea nata sotto l’amministra-

zione Scapagnini, cioè creare un campo di transito in aree vicino Maristaeli con collegamenti con l’ A.M.T. con la presenze di strutture precarie come quelle di camper, prefabbricati di pertinenza della Protezione civile, sembrerebbe che stia prendendo corpo. È chiaro però che affiancato al campo di transito bisognerebbe attuare una politica di gestione del fenomeno”. Quale strada dunque? “La richiesta di convocazione di un comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica oltre il fatto che il Sindaco di Catania, Sen. Stancanelli, ponga all’attenzione del governo centrale questo tipo di tematica”. Cosa pensa delle altre aree depauperate come quella dell’ aeroporto? “È importante fare di più! Vedi le aree dell’aeroporto ma anche del villaggio Sant’Agata che, lasciate in abbandono e trascurate, sono diventate prima ricettacolo di immondizia e poi ritrovo ed aggregazione di attività il-

lecite come lo spaccio, la prostituzione ed insediamenti incontrollati”. “Urge una cabina di regia – continua La Rosa - tra gli assessorati ai Servizi sociali, Lavori pubblici, il Gabinetto del sindaco e la Protezione Civile per studiare linee di intervento e finalizzare le risorse”. L’ostinazione ad occupare quell’area, lascia pensare che forse sarebbe una buona idea destinare delle aree più idonee, magari fuori dal centro cittadino, per poter meglio accogliere questi poveri diavoli. Se al momento non si riesce a debellare il disagio, forse è meglio regolamentarlo. Registriamo che non si tratta di un caso isolato, simile, infatti, è la situazione nella zona dell’ aeroporto, dove questa volta la baraccopoli è alla luce del sole, tant’è che le tende sono in piena piazza (come si vede dalle foto). Si possono vedere bimbi che giocano, pentole con la pasta, tutti frammenti di vita quotidiana che di normale ha

sole, producono loro stessi sporcizia nella sporcizia”, ci dice un residente della zona. Già nel 2007 una segnalazione, ebbe un risvolto apparentemente risolutorio con l’intervento delle forze dell’ordine e degli escavatori comunali per eliminare definitivamente il campo, creando un grosso buco, una specie di ground-zero, per rendere impraticabile un eventuale nuovo reinsediamento. Ma spesso la realtà supera l’immaginazione e nei bordi di questo mega buco si sono accatastati rifiuti su rifiuti, creando una base per reinstallare baracche e stanzini di legno. Ed ecco ora la situazione a distanza di tre anni rimane immutata! Una soluzione pensabile è quella proposta da Puccio La Rosa, Vice Presidente Vicario del Consiglio Comunale di Catania: “L’Amministrazione comunale di Catania ha fatto poco, anzi pochissimo rispetto a questo tipo di tematiche”, tuona La Rosa! “ Infatti personalmente seguo questa vicenda dal 2001 quando non ricoprivo nemmeno l’incarico di consigliere comunale, ma di vicepresidente di quel quartiere, e fu proprio su mia pressione, intercettando la protesta degli abitanti della zona, che si cominciò un primo intervento di messa in

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La città nella città: una baraccopoli al centro di Catania

ben poco, anzi può essere elemento destabilizzante per un quartiere già degradato come quello dell’ aeroporto. Una considerazione non può non uscire fuori: lo scopo principale di una città europea come Catania dovrebbe essere quello di rilanciare l’immagine del territorio, attrarre investitori e turisti, creare l’humus ambientale favorevole. La vocazione turistica sicuramente non passa attraverso queste immagini di desolazione, degrado e vuoto. Sempre meno turisti fanno presenze nei nostri B&B, se non per una notte, l’ultima della vacanza, prima del volo. Catania rischia di diventare crocevia di turisti senza riuscire a “trattenere” euro in loco. Ad oggi la scena che si palesa agli occhi di chiunque scenda dall’ aereo o dal treno è tutt’altro che incoraggiante. foto e testo di Sebastiano Bella

Associazionismo

Associazione Ansabbio, un sorriso a chi sta male con la “Star Terapy” Da un’idea del dottor Cirone nasce un nuovo metodo dello “Star bene” C

i sono migliaia di studi e ricerche che dimostrano l’enorme importanza dell’umorismo per la salute e sempre di più, nel tempo, la “cura del ridere” ha cominciato ad accompagnare la medicina tradizionale divenendo una vera e propria terapia. Ad accorgersi per primi della “potenza” di un sorriso nei confronti di chi soffre, due americani Michael Christensen e Paul Binder che nel 1986 fondarono “The Clown Care Unit”, l’unità di clown terapia che fa della risata una specie di medicina.

La Clown Terapia è una disciplina che utilizza il valore terapeutico della risata, delle emozioni positive e motiva la comunità migliorando la qualità della vita; proprio per questo non vuole essere sostitutiva a qualsiasi terapia farmacologica o psicologica, ma piuttosto va affiancata alle terapie per migliorare la qualità della vita delle persone. Per questi motivi il “clown dottore” diventa una figura fondamentale nel sostegno e nell’aiuto concreto ai percorsi terapeutici dei bambini ospedalizzati.

Negli anni novanta la terapia della risata sbarca anche in Europa ribattezzata con il nome di “Le Rire Medicin”. La grande notorietà, però, arriva alla fine degli anni Novanta quando, dalla figura di un noto medico della West Virginia, Hunter Adams viene preso spunto per il celebre film “Patch Adams” interpretato da Robin Williams. Nel 1971 questo dottore alquanto originale fonda, con la collaborazione della compagna e di alcuni amici, l’Istituto Gesundheit, mettendo tutto gratuitamente a disposizione dei pazienti. Per molti

il dottor Cirone

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