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All'attenzione di Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio

Roma, 4 novembre 2013

LETTERA APERTA DAL MOVIMENTO 5 STELLE

Presidente Zingaretti, abbiamo cercato di immaginare la regione trasparente della quale lei ampiamente parlava in campagna elettorale. Per convincerci, e anche per ristabilire un rapporto di reciproca fiducia che si è deteriorato a causa di troppe risposte mancate da parte sua in aula, tanto da portarci ad effettuare una denuncia alla corte dei conti e ora le mancate risposte sul caso Sterpa, le poniamo 5 questioni di TRASPARENZA, alle quali siamo certi seguirà la sua puntuale e circostanziata replica:

1) Trasparenza sui flussi finanziari della FONDAZIONE TOR VERGATA Il MoVimento 5 Stelle sta facendo ciò che nessuno ha mai fatto prima d’ora: comprendere le reali cause del buco sanitario, analizzando documenti, atti, fatture, bandi di gara, appalti e consulenze...ed evidenziando, sia al consiglio regionale, che alle autorità competenti, evidenze di illeciti che vengono riscontrati ai danni del diritto dei cittadini a curarsi gratuitamente e in tempi brevi nelle strutture sanitarie, ed illeciti che aggravano le già scarne casse pubbliche della Regione Lazio. Dalle nostre analisi emergono particolari raccapriccianti: un misto di interessi personali e politici che giorno dopo giorno hanno pericolosamente abbassato la qualità del servizio sanitario regionale (impattando sui livelli minimi di assistenza), spesso a vantaggio di aziende private operanti, ma non solo, nel settore accreditato. Fra i 23 fascicoli d’inchiesta che abbiamo aperto sulla sanità laziale, grazie a segnalazioni di utenti e lavoratori delle strutture pubbliche e private accreditate, esiste anche il Policlinico Tor Vergata, della quale Fondazione lei è Presidente (in evidente situazione di incompatibilità, come le abbiamo già evidenziato in diverse occasioni). Fra le decine e decine di richieste di accesso agli atti inviate da marzo 2013 a novembre 2013 e le risposte ottenute di massima collaborazione nei nostri confronti da parte dei direttori sanitari ed amministrativi, l'unica che ci è stata formalmente negata è la sua. Alla nostra richiesta datata 8/10/13 (nella quale abbiamo chiesto i mandati di pagamento utili a capire le dinamiche dei flussi economico-finanziari indirizzati dalla Regione Lazio all’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Tor Vergata e alla Fondazione PTV Policlinico Tor Vergata), lei ci ha risposto il 22/10 reindirizzando alla Presidenza del Consiglio dei Ministri un parere riguardo il nostro diritto di accedere a tali documenti. La lettera è stata firmata come “Commissario ad acta”, Noi invece le avevamo scritto in qualità di Presidente della Fondazione. Trasparenza significa fornire documenti e dare risposte, senza paura o timori di alcun tipo.


Ammesso che non ci sia davvero nulla da nascondere fra i cassetti e gli archivi di Tor Vergata, lei concorda con noi che la trasparenza dovrebbe essere la forza e il cavallo di battaglia della Fondazione stessa e che il Presidente della Fondazione Tor Vergata abbia il dovere di rispondere ai propri cittadini ?

2) Trasparenza nelle riunioni trasmesse con una WEBCAM Trasparenza significa permettere a tutti i cittadini laziali di seguire, non solo le sedute in aula quando si riunisce il consiglio regionale, ma tutte le riunioni dove vengono prese decisioni che impattano direttamente sulla loro vita quotidiana. Come Lei ben sa, le riunioni dell’Ufficio di Presidenza e la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Consiliari sono incontri riservati e a porte chiuse. Per le quali, come ci ha confermato il Presidente Leodori nella sua lettera del 29/10, nemmeno esiste un verbale ma esiste un “resoconto sommario degli uffici amministrativi”. In queste riunioni si prendono decisioni di estrema importanza e di esse esiste solo un ordine del giorno relativo alla convocazione e la lista dei provvedimenti adottati. Di cosa avvenga “durante”, nessuna traccia registrata. Appare fin troppo evidente che ad un cittadino della nostra regione è negato il diritto di sapere cosa si discute in queste riunioni e come si decide. Così come per altro nelle riunioni delle Commissioni Consiliari: luoghi legislativi importanti dove si costruiscono, emendamento dopo emendamento, le leggi regionali che poi vengono portate e votate in aula. A seguito delle tante richieste scritte inviate dal MoVimento 5 Stelle al Presidente del Consiglio e a tutti i Presidenti delle Commissioni per attivare una webcam e permettere ai cittadini di poter ascoltare e vedere in diretta ciò che accade in queste riunioni dove sono prese importanti decisioni che li riguardano, ci è stato risposto che il “il sistema audiovisivo a circuito chiuso costituisce, a oggi, la massima forma di trasparenza riconosciuta dal regolamento dei lavori”. Ricordiamo invece che quando Lei è venuto in audizione in VII Commissione Politiche Sociali e Salute, una webcam è apparsa dal nulla ed è rimasta accesa per tutta la durata dell' incontro e trasmettendo in diretta web ogni sua saggia parola...ma finita l'audizione, da allora è stata spenta e non si è più vista. Deduciamo quindi che trasmettere le riunioni in diretta web sia tecnicamente e logisticamente possibile, ma non si vuole fare se non in particolari occasioni... “politicamente vantaggiose”. Lei condivide che attivare una webcam possa essere la chiave di svolta per garantire a tutti i cittadini il diritto a essere direttamente informati sull’operato dei rappresentanti che hanno eletto?

3) Trasparenza sullo stato della SANITA’ regionale Presidente, lei sta operando da oltre 6 mesi come Commissario ad Acta, senza informare del suo lavoro né il Consiglio Regionale, nè la Commissione consiliare preposta. Ipotizziamo che lei ritenga che questo modo di operare, a suon di delibere commissariali “ad acta”, sia un suo diritto.


Trasparenza significa condividere tutte le sue decisioni ed informare puntualmente i consiglieri regionali e i cittadini riguardo i motivi e le modalità che l’hanno portata a prendere determinate decisioni, giuste o sbagliate che siano. Questo dovrebbe essere il modus operandi di qualsiasi politico, di qualsiasi livello istituzionale e di qualsiasi schieramento. Dopo aver tentato (inutilmente) di organizzare un incontro con la cosiddetta “Cabina di Regia” del SSR, le abbiamo inviato il 28/10 una richiesta formale di accesso agli atti: per conoscere i bilanci delle nostre ASL e dei nostri ospedali, per capire chi fa parte e come opera la cabina di regia, per avere la lista delle strutture private accreditate, per conoscere i dati aggiornati dell’offerta sanitaria ospedaliera e capire quali ospedali chiudono e quali reparti invece vengono potenziati oltre ad altre questioni. Dati fondamentali per poter svolgere il nostro lavoro di commissari regionali. Così come sapere come si sta svolgendo la procedura di selezione e nomina dei direttori generali delle Asl. Fino ad oggi, nonostante le richieste di incontro con il suo collaboratore Alessio D’Amato ed altri dirigenti amministrativi della sanita' come Flori De Grassi, non abbiamo notato questa particolare predisposizione a condividere strategie, dati ed informazioni....nello spirito di profonda collaborazione che dovrebbe esistere fra il Commissario ad Acta, la Giunta regionale, e il Consiglio. Non ritiene che trasparenza significhi fornire alle forze di opposizione (che svolgono la funzione democratica di vigilanza sull’operato della giunta regionale) tutti i documenti e le informazioni per svolgere a pieno il proprio ruolo ispettivo?

4) Trasparenza nell'assunzione dei DIRIGENTI Trasparenza significa dimostrare che l'assunzione di Alessandro Sterpa e di tutti gli altri dirigenti regionali sono state compiute senza alcun dubbio sulla loro legittimità. Abbiamo sollevato in diverse occasioni, prima in aula durante il consiglio regionale, poi tramite comunicati stampa ed esposti alla corte dei conti, dei “possibili problemi” riguardanti l’assunzione di decine e decine di dirigenti, da lei nominati, e diverse situazioni di incompatibilità previste dalla legge nazionale. La risposta del Procuratore Regionale De Dominicis in una lettera a noi indirizzata l'8/10 afferma che “la denuncia di conferimento di incarichi di collaborazione asseritamente illegittimi, risulta debitamente accolta”... e che “l'inchiesta è stata formalmente accolta ed affidata ad un Pm particolarmente equilibrato”. Quindi non siamo gli unici che prima o poi le chiederanno spiegazioni dettagliate sul suo operato. Su Sterpa, Bastianelli, e altri dirigenti da lei assunti...abbiamo cercato di portare in aula prima una mozione, poi una serie di interrogazioni per fare chiarezza. Per esempio su Alessandro Sterpa che ricopre una serie di incarichi quali Dirigente responsabile dell’Ufficio Legislativo del Segretariato Generale, Dirigente responsabile della struttura rapporti con gli enti locali, regioni, lo Stato e l’Unione Europea, Vice Segretario Generale della Regione, Componente del Comitato per la legislazione. Tutti incarichi che non può ricoprire in quanto Sterpa è stato consigliere del Municipio XX Roma dal 2008 al maggio 2013 eletto nel PD e il D.lgs 39/2013 prevede che a coloro che nell’anno precedente sono stati componenti del consiglio di una provincia o di un comune con popolazione superiore a 15.000 abitanti, non possono essere conferiti incarichi


amministrativi di vertice alla Regione. Sempre su Sterpa si sono chiesti chiarimenti circa il suo trattamento stipendiale alla luce del fatto che percepisce oltre ad uno stipendio di circa 122.000 euro l’anno anche 17.700 euro a titolo di trattamento economico integrativo, violando così i limiti previsti dall’art. 24 D.Lgs. 165/2001 che impone l’unitarietà della retribuzione dei dirigenti pubblici. E’ rimasta senza risposta, inoltre, l’interrogazione sull’opportunità e le ragioni che hanno determinato la nomina di Raniero De Filippis a direttore della direzione regionale “infrastrutture, ambiente e politiche abitative” con un stipendio di € 155.294,23 lordo annuo, lo stesso che ha ricoperto numerosi altri incarichi tra il 2005 e il 2010,nonostante una condanna nel 2002 per abuso d’ufficio e falso ideologico e nonostante la recente condanna della Corte dei Conti nel 2012 a risarcire € 750.000 proprio alla Regione Lazio per danno erariale! Perché nei confronti di questa persona non è stato nemmeno avviato un procedimento disciplinare previsto nei confronti dei dipendenti che cagionano grave danno all’amministrazione di appartenenza previsto dagli artt. 55 e ss del D.Lgs 165/2001? Sono rimaste senza risposta le interrogazioni presentate nei primi giorni di luglio sui conferimenti di incarichi di consulenza a personale esterno a favore di Umberto Gentiloni Silveri, Cecilia D’Elia, Catela Caiazzo e Cesare San Mauro più altri otto altri incarichi di consulenza con le nomine dei membri del Comitato per la legislazione. L’interrogazione si rendeva e ancora si rende opportuna in quanto tali incarichi oltrepassano i limiti di spesa pubblica previsti dalle vigenti normative di riferimento che fissano il limite del 20% di quanto speso nel 2009. Nel 2009 per tali incarichi si arrivava ad una spesa totale di € 1.000.000 ora con le assunzioni di 12 esterni si arriva ad una spesa di 480.000 oltre il 20% del limite imposto dalla legge di contenimento. Ancora priva di riscontro è rimasta l’interrogazione sui motivi di emanare un bando per assumere altri 22 soggetti esterni nella posizione di “Dirigente d’area” con un aggravio di circa 20 milioni di euro in 5 anni per le finanze della Regione, violando per altro, l’art. 19 del D.Lgs 165/2001 che stabilisce il limite massimo di assunzione di dirigenti appartenenti alla seconda fascia nella misura dell’8% della dotazione organica. A conti fatti il limite massimo era di n. 14 unità e non di 22 come è stato fatto. Risposte a tutte queste domande non ne sono arrivate, nemmeno una. Tutte le mozioni e le interrogazioni sono state dichiarate, per altro con modalità ai limiti della legge, come inammissibili, perché riguardano atti amministrativi interni della regione. Ci si dimentica che il consiglio regionale ha il ruolo di svolgere proprio un controllo sugli atti del potere esecutivo della Giunta. Abbiamo quindi il forte dubbio che si cerchi di insabbiare tutta la questione, senza poterne nemmeno discutere. Per poter ristabilire il rapporto di fiducia che si è incrinato dopo le sue mancate risposte riguardo le nomine dei dirigenti regionali, per quanto tempo ritiene di non volerci rispondere nel merito ?

5) Trasparenza nelle decisioni prese all'interno dell' UFFICIO DI PRESIDENZA Durante i primi giorni di consiglio, a seguito della mancata nomina di un rappresentante del MoVimento 5 Stelle nell'ufficio di presidenza a causa di un gioco incrociato di nomi fra


Pd e Pdl e a causa della nostra “inesperienza” nello scendere a compromessi per uno squallido scambio di voti, ci era stato confermato che avremmo potuto assistere alle riunioni almeno come auditori. A nessuna riunione dell' Ufficio di Presidenza da 6 mesi ad oggi è stato permesso ad un consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle di partecipare. Il Presidente del Consiglio ci ha dato solo un contentino, inviandoci dopo ogni riunione neanche un verbale della discussione svoltasi in Ufficio di Presidenza, ma una scarna lista sintetica di decisioni già prese. Trasparenza significa permettere a tutte le forze politiche rappresentative di partecipare nel luogo più importante dove vengono prese decisioni che riguardano il funzionamento stesso del consiglio regionale. Lei crede che lasciare una forza politica che rappresenta il 20% fuori da questa sede, e che non sia nemmeno ammessa la sua presenza per ascoltare senza diritto di parola o di voto, non generi uno strappo nella rappresentanza democratica dell’istituzione regionale che lei rappresenta e un’ulteriore scollamento della fiducia dei cittadini dal ruolo stesso della regione ?

Davide Barillari Presidente del Gruppo Consiliare del MoVimento 5 Stelle alla Regione Lazio


Lettera m5s a zingaretti su 5 punti trasparenza