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Lavorare per

SANT'ILARIO ...col dovuto rispetto per l'ozio

Inceneritore a Parma: è ora di svegliarsi

L

di A. Longobardi

a gestione corretta dei rifiuti è questione più centrale che mai, anche per il nostro territorio. Non si tratta dell'incubo remoto che stanno vivendo altri. Siamo tutti coinvolti, siamo tutti passibili del medesimo purgatorio, e si sta per avverare anche qui la medesima situazione. Abbiamo poco da dormire sugli “allori” della nostra blanda raccolta differenziata, spingiamoci oltre, po­ niamoci le domande e soprattutto le risposte giuste, prima che il pro­ blema esploda anche qui, nel giardi­ no di casa. A Parma, nella Food Valley, 10 km da S.Ilario, sta per esse­ re costruito un mega­inceneri­ tore. Niente sembra in grado di fermare le decisioni prese da questa società multi­utility (Iren, ex Enìa, ex Agac) figlia delle privatizzazioni volute da destra e centro­sinistra, e che ora, depurata nella gestione dal controllo effettivo dei Comuni, si muove senza alcun timone che non sia quello della ricerca del guadagno fine a se stesso, sulle spalle dei cittadini.

Quello che comporterà in termini di ricadute sul deterioramento ge­ nerale della nostra salute e della nostra economia locale (si pensi solo alle produzioni alimentari) è cosa nota ­ per qualche dato rimando al sito www.gestionecorrettarifiuti.it ­ Perchè tante resistenze rispetto alla raccolta differenziata porta a porta e ai sistemi di smaltimento alternativi? Beh, una buona raccolta differenziata priva il termovalorizzatore dei suoi carbu­ ranti migliori: plastica e carta. Una SpA che, per sua natura, deve fare profitto, ed è contemporaneamente gestore dell'inceneritore e dei servi­ zi di raccolta, sarà poco interessata a far funzionare bene questi ultimi e privilegerà la gestione più redditizia. Il paradosso è che il ge­ store guadagnerà sia con la riscos­ sione della tariffa sui rifiuti, che con la gestione del teleriscalda­ mento e la riscossione dei contribu­ ti statali. Quello che rileva, e che tutti de­ vono sapere, è che l'inceneri­ mento non è una strada obbligatoria. Sono balle che dobbiamo finalmente sfatare.

Nr. 3 - Dicembre 201 0

In evidenza:

Inceneritore a Parma In Consiglio Comunale a difendere l'acqua pubblica Via Emilia Bis: là dove cresceva l'erba... A PAGINA

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“Il grado di civiltà raggiunto da una nazione si misura innanzitutto dal modo in cui i propri abitanti affrontano il problema della gestione dei rifiuti” M. Gandhi

Segue pag. 3

Un appuntamento natalizio da non perdere Avete impegni il 23 sera? Quasi a Natale, come "regalo" vedremo accolto in discussio‐ ne in consiglio l'ordine del giorno presentato dal nostro consigliere comunale, che chiede di impegnare il Comune a portare avanti tutte le iniziative utili alla battaglia demo‐ cratica contro la privatizzazione dell'acqua. Molti santilariesi, oltre 800, hanno firmato la scorsa prima‐ vera per i referendum sostenuti in provincia dal Comitato provinciale Acqua Bene Comune e di cui ci siamo fatti pro‐ motori, nell'ambito della campagna referendaria nazionale. Per portare avanti una battaglia che ormai è anche di demo‐ crazia non ci si può limitare a questo, dovendo agire su tutti i livelli possibili per fermare le lancette della pri‐ vatizzazione. Chiederemo quindi molte cose, tra cui: che il Comune si impegni a riconoscere nel proprio Statuto il diritto umano all'acqua e che il servizio idrico integrato è un un servizio

pubblico privo di rilevanza economica; l'impe‐ gno a sostenere la richiesta al Parlamento di una mo‐ ratoria sulle scadenze imposte dal Decreto Ronchi in merito all'obbligo di mettere a gara la gestione del servizio idrico. Chiederemo inoltre che l'amministrazione locale rivendichi il suo ruolo di gestione, contrastando tutte quelle iniziative che permettono l'ingresso dei privati nelle società di gestione del servizio idrico o l'incremento delle loro quote. L'approvazione di questo testo sarebbe il regalo più prezioso che ci possiamo fare quest'anno. Se quindi la frenesia dell'antivigilia non vi succhia tutte le energie, se avete voglia di sapere come andrà a finire e di farvi un'idea su come la pensano i vostri rappresentanti eletti, Giovedì 23 Dicembre, negli accoglienti locali del Ma‐ varta vi aspetta un "caldo" consiglio comunale.


Il vizio di caligola

di Tullio Masoni

Forse sorprenderà qualcuno, o fa‐ rà scandalo, ma a me delle vicende di alcova del Presidente del Consi‐ glio importa poco. La differenza fra avere diciassette anni e mezzo o di‐ ciotto compiuti per la legge deve essere decisiva; non spiega però i fatti concreti dell’abuso o del consenso, la maturità o il suo contrario, la scelta per tornaconto o per pura scempiaggine. I vizi più gravi del Premier credo siano altri, e di questi ci si dovrebbe occupare invece che perdere tempo col gossip. Il vizio di Caligola, per esempio, cioè dell’imperatore che secondo la tradizione pretese un seggio al Senato per il proprio ca‐ vallo. Col Parlamento e i ministeri Berlusconi e i suoi hanno fatto qualcosa di simile: meglio una donna “simpatica” e di bella pre‐ senza, anche se del tutto digiuna di politica e istituzioni, che una donna esperta ma brutta. E’ il trionfo dell’arbitrio in nome della gradevo‐ lezza e, peggio, del più rigido e conclamato accentramento di pote‐ re: per una Carfagna che scalpita o finge, dopo aver passato due anni a incensare il capo, tante altre si candidano fiduciose. Cosa rappre‐ senta questo? A mio parere una de‐ generazione ideologica del primato concesso all’azienda ( in generale, non solo Mediaset) e a chi la guida, cioè di un liberismo che, fino ai so‐ prassalti imposti dalla crisi recente, ha messo in riga tutti o quasi. Se l’organo ombra del PD, cioè Repubblica, invece di sprecare tempo, pagine e sterili “inchieste” in speranzose campagne, avesse attaccato il governo sulla mortifica‐ zione del lavoro, l’infiltrazione ma‐ fiosa o il disprezzo dell’ambiente prospettando modelli diversi (e non facendo le pulci sul modo di gestire quello che domina indiscusso) avrebbe contribuito a un’opposizio‐ ne meglio disposta alle battaglie ormai prossime e non rinviabili. Del ritardo o, peggio, della oggettiva convergenza di sistema, testimonia, credo, proprio la campagna lanciata dal PD in questo periodo col “porta per porta”. L’elenco delle denunce è in larga parte condivisibile, beninteso, ma perché intitolare La pazienza è fini‐ ta? Quale pazienza: il governo di centrodestra, dei Sacconi di Bru‐ netta delle Gelmini e di Bondi, ne meritava forse qualcuna? Pag. 2

VI A E M I LI A B I S

I

Là dove c'era l'erba...

di Enrico Maccieri

nizio novembre. Dopo mesi di "attesa", è stata aperta al traffico la Via Emilia Bis: l'opera pubblica ne­ cessaria, imprescindibile per il territo­ rio ed inseguita dagli amministratori locali come la stella cometa. Un opera che rimarrà limitata e puntuale: il solo tratto Sant'Ilario­Ta­ neto non risolverà i problemi di traffi­ co della via Emilia storica; in special modo a Calerno dove il traffico persi­ sterà a transitare in pieno centro abi­ tato. La costruzione di nuove infrastrutture stradali induce ed inco­ raggia psicologicamente l'utilizzo dell'automobile come mezzo di tra­ sporto; probabile che ci si ritroverà due strade intasate dal traffico, invece di una. Spostare in maniera minima, quasi impercettibile, una statale dal centro di Sant'Ilario fra due abitati sembra l'analogo dello spostamento della polvere da sotto al tappeto a sotto al divano. Nonostante la falsa bandiera della concertazione programmatica sempre issata dagli amministratori locali, emerge che due comuni con tale scelta hanno sostanzialmente impo­ sto una sorta di diktat: l'opera s'ha da fare e passerà di qui; punto! La pro­ vincia confinante e gli altri comuni? Dov'è finita la quattro corsie ipo­ tizzata dalla provincia di Parma? Nel dimenticatoio per conflitto di interes­ si con i pedaggi autostradali? Contraddizioni alle quali, ahinoi, sia­ mo talmente abituati da non farci qua­ si più caso. Rimarrà che sono stati spesi 4,5 mi­ lioni di euro per ottenere, dati pro­ gettuali alla mano, una velocità media di percorrenza di "ben" 28­29 km/h in luogo dei 27,5 km/h precedenti; de­ naro dei contribuenti utilizzabili con altri fini e per altri scopi, spe­ cialmente visto l'impatto della crisi economica. Traspare il concetto che tutto, compreso il buon senso, si può sacrificare in nome dell'utopia chia­ mata progresso: bisogna progredire,

non si può rimanere indietro! Singolare è il fatto che sindaci e as­ sessori sono convinti, e di­ ranno ­ perché già detto ­ di essersi fatti interpreti dell'esigenza dei cittadini. Opinioni; pertanto opi­ nabili. A memoria nostra, infatti, mai un'assemblea è stata convocata per "progettare" insieme ai cittadini ciò che si delinea come una piccola TAV valsusina in salsa emiliana. Solo qualche banchetto per la raccolta firme pro Via Emilia Bis corredati da un tracciato già definito nella sua parte essenziale, messo solamente in bella mostra. Tutto in nome della de­ mocrazia; ma una democrazia che sa tanto di amaro ed edulcorato al tempo stesso. Nonostante la propaganda degli anni scorsi, l'opera è stata ri­ battezzata Variante Nord di Sant'Ila­ rio. Perché? Perché sarà destinata a rimanere cattedrale nel deserto? Ad ogni modo, qualora venissero realizzati ulteriori tratti vi sarà la co­ strizione di innestarli a quello già eseguito coi conseguenti rischi di eventuali "colli di bottiglia", quindi traffico ed intasamenti. A meno che... Il nostro timore è che fra una deci­ na d'anni, o chissà quando, po­ tremmo ritrovarci a dibattere di Via Emilia Ter in un territorio già ora fortemente cementificato: come ora, ci torneranno in mente profetici versi quali "là dove c'era l'erba".

Lavorare per Sant'Ilario


RIFIUTI: SEGUE DALLA PRIMA Esistono sistemi di gestione dei ri­ fiuti completamente alternativi e d'avanguardia. In tutta Europa si stanno abbandonando i progetti di incenerimento a favore di strategie e tecnologie non nocive, con migliori riscontri ambientali ed economici. C'è un movimento mondiale, con rappresentanti anche in Italia e Co­ muni pilota, che si chiama Rifiuti Zero (Zero Waste) e che persegue una strategia a tutto campo. C'è la strategia delle tre “R” (Riduzione, Riuso, Riciclo). Questi indirizzi sono stati fatti pro­ pri e vengono riproposti da associa­ zioni, comitati, movimenti e le liste civiche territoriali, reti di comuni ed enti locali virtuosi, il mondo ecologi­ sta e quello pacifista, i comitati per i beni comuni e quanti si battono contro tutte le mafie. Da tempo a Parma si batte l'Associazione Gestione Corretta Rifiuti, alla cui battaglia di opposizione alla realizzazione dell'inceneritore la nostra Lista Civica ha già aderito. Quali opportunità per il nostro territorio? Partiamo dal nostro sacchetto dell'indifferenziato e ana­ lizziamolo mentalmente. Oltre al ri­ fiuto umido (che a S.Ilario ancora

PARLAR MALE...

Tempo fa equivaleva a turpiloquio. Qui, e oggi, vorrei riferirmi a certe espressioni di uso comune, e di malcelata ideologia

Assolutamente sì / no. Al bando i condizionali e ogni dubitativa: i forse, i credo, i ma… Oggi che perfino i nemici del relativismo debbono arrendersi alla precarietà di ogni certezza, la risposta “in assoluto” appare come uno spavaldo e obbligato paradosso. A parte l’ineleganza di forma ( dopo gli attimini, i minutini e le firmette, che sembrano passati di moda) il dominio degli assolutamente dice, ahinoi, una cosa: che bisogna sempre affermare, cioè evitare la discussione (riguardi un’idea o l’ultima marca di merendine) e difendersi con una velata, talvolta involontaria, ma costante minaccia: con me o contro di me. E che il dubbio, roba da smidollati, si fotta. (W.F.)

neanche raccogliamo!) ci sono mate­ riali che vengono scartati ed inviati alla discarica o all'incenerimento che potrebbero essere riutilizzati. L'indifferenziato secco è la materia prima perfetta per impianti di riduzione meccanica in grado di ottenere, con uno scarto minimale, materiali inerti per l'edilizia che possono ridurre quello che sca­ viamo in natura aprendo buchi e cave ovunque (e un impianto così non è sulla luna, esiste già in Italia nel comune di Vedelago ­ TV). L'umido, trattato con tecnologie di fermentazione a secco (come a Cese­ na, nel sito Romagna Compost), è in grado di produrre energia elettrica tramite biogas (8.000 Me­ gawatt ora l'anno), fertilizzanti e compost biologico, con un risparmio di CO2 pari a 210.000 tonnellate l'anno. Quello che dobbiamo sapere è che una moderna gestione dei rifiuti che produciamo che si ponga l'obiettivo “zero” produce da una parte un mi­ glioramento ambientale e della salu­ te, dall'altra una consistente opportunità economica e lavorativa per qualsiasi territorio. E' chiaro che per introdurre questi

sistemi occorre basarsi su una raccolta differenziata più accurata, ossia eliminare i cassonetti per stra­ da in favore della raccolta porta a porta e della tariffa puntuale, che premiano la minor produzione di rifiuti in termini di consistenti sconti. Lavorare per Sant'Ilario intende proporre, da adesso e nei prossimi mesi, una serie di iniziative pubbliche sul tema dei rifiuti, a partire dalla proposta di introdurre anche a S.Ilario la raccolta differenziata dell'umi­ do e la raccolta porta a porta.

AGENDA EVENTI dal 4 al 24 Dicembre

19 Gennaio 2011

26 Gennaio 2011

Gennaio 2011, da definire

Rifiuti Risorse Riciclo Mostra fotografica di Stefano Vaja sulla gestione dei rifiuti a Parma, dalla raccolta differenziata al recupero dei materiali riciclabili.

Galleria San Ludovico Borgo del Parmigianino (Parma)

A cena con... www.spinoza.it Alessandro Bonino e Stefano Andreoli presentano il libro "Spinoza - un libro serissimo". Dal blog satirico più seguito della rete, una raccolta serissima di satira fulminante, scorretta e irriverente, frutto dei contributi di oltre seicento navigatori.

Circolo Arci Fuori Orario Taneto

A cena con... NICOLA GRATTERI Attualmente, uno dei magistrati più conosciuti della DDA. Probabilmente è colui che conosce meglio le distorsioni del sistema penale/investigativo/penitenziario che permettono alle tre grandi mafie italiane di prosperare.

Circolo Arci Fuori Orario Taneto

Le infiltrazioni mafiose nell'economia del nostro territorio. Iniziativa della lista civica con ospiti relatori.

Centro Mavarta

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P OLI TI C A

A

La biodiversità è ricchezza anche nel pensiero politico

di Ildo Viadana

uno degli ultimi consigli comu­ nali, la Pravda Santilariese ha inviato un cronista per pubblicarne un pezzo sulla testata. L’autore ha dato una lettura della serata molto interessante per capire la disponibili­ tà al confronto politico. Superfi­ cialmente e senza informarsi sui documenti, ha costruito il pezzo ba­ sandosi esclusivamente sulle risposte della maggioranza. Partigianarie: ci siamo abituati. Quella sera ponemmo due interroga­ zioni: una sulla futura realizzazione di una casetta dell’acqua, l’altra relativa alla pista di mountain bike. La prima nasceva da una delibera di giunta che testuale riporta: «successi­ vamente Iren spa (ex Enìa spa), nell’ambito dell’iniziativa “Acqua Pubblica” si è resa disponibile a rea­ lizzare a sua cura e spese un ulteriore distributore di acqua nel Comune di Sant’Ilario d’Enza»; in lingua italiana vuol dire che c’era la disponibilità di Iren a costruire una casetta dell’acqua gratuitamente. Visto lo sbandierato successo della precedente, il dubbio è come mai la giunta abbia rispedito al mittente questo regalo per vo­ lerlo convertire in denaro. Chie­ demmo la documentazione ma non c’era: evaporata. Poi, dalle parole del sindaco, abbiamo sco­ perto che Sant’Ilario ottenne la casetta pagandola la metà mentre, successivamente ed esclusa la manutenzione, ad altri comuni l’Iren l’aveva regalata.

Pubbicazione a cura del gruppo consiliare e lista civica LAVORARE PER SANT'ILARIO di Sant'Ilario d'Enza (RE) Redazione

redazione.lps@gmail.com

Grafica e Editing (in proprio)

con software libero: SCRIBUS Open Source Stampato in proprio

Chiuso in Redazione il 12/12/2010

Pertanto la giunta per fare giustizia aveva chiesto a Iren di accollarsi la spesa precedente. Che c’entra quindi la disponibilità a costruire un ulterio­ re distributore? Non sarebbe stato me­ glio dire subito in delibera ciò che fu detto in consiglio? Il redattore dimostra di non averne letto il testo. L’altra interrogazione riguardava la costruzione della pista di mountain bi­ ke e toccava vari temi: di natura ambientale e di tutela della salute. Si chiese se la pista fosse conforme alle norme previste dal PRG ma ci è stato risposto che essa era coerente al pro­ getto (ci mancherebbe altro!). E il pro­ getto è coerente con le norme? Il redattore non ha colto che l’assessore (in)competente non ha risposto alla domanda. Chiedemmo se il sito fosse sicuro poiché vi si pratica attività di caccia e inoltre fino agli anni ’70 (non post­bellici!) era luogo di discarica indiscriminata. Fu risposto che ciò non rappresenta un problema: che la caccia è regolata e che l’ex discarica è stata controllata dall’Arpa. Chiedemmo se i limi di lavaggio, materiale utilizzato per costruire la pi­ Contro gli scettici con la puzza al naso bisogna ammettere che anche la Lega ha una storia. I flash televisivi del fatidico 1994, anno del ribaltone a scongiurare il quale poco servì che Berlusconi e Bossi si appartassero dietro un cespuglio di Arcore, ci mostrano infatti un senatur ancora celodurista che dai banchi del Parlamento ammonisce: «Deva sapere, signor presidente del consiglio, che lo Stato non è lei!...» e ancora: «L’unica vera responsabilità che riconosco a me stesso e alla Lega è di far morire la prima Repubblica.» Il Presidente del Consiglio, dopo il “tradimento”, vestì i panni del Savonarola e, sempre in pubblico, lanciò l’anatema: « Mai più con la Lega! D’ora in poi ci sarà solo una parola per il suo capo: Giuda!». Poveretto, discepolo dei trenta denari.

C ON TATTI

sta, fossero considerati rifiuti, se fos­ sero stati analizzati e autorizzati al fine di tutelare la salute delle persone e dei fruitori in sintonia col principio di precauzione sancito dalla Costitu­ zione Europea. La risposta per noi sufficiente sarebbe stata che si è pro­ ceduto in maniera da tutelare l’ambiente e la salute, ovvero che i materiali sono conformi; invece si è dipanata una lista pure non puntuale di numeri e date che, di per sé, non significano nulla. Di questo il redattore non se n’è accorto. Riportare le notizie, almeno in forma corretta, non è facile. Le noti­ zie sono cosa diversa dalle legittime opinioni. Il redattore non ha bisogno di lezioni sulla correttezza d’informa­ zione e dalla sua esperienza di consi­ gliere comunale di opposizione, sui banchi di Via Emilia, egli dovrebbe ri­ cordare che la biodiversità del pensie­ ro politico è una ricchezza. Nonostante ciò, si evince il rifiuto di accettare opinioni diverse e pure il di­ ritto di chiedere chiarimenti.

Lui almeno ebbe l’umana dignità di impiccarsi. Ma Bossi e Berlusconi? Per qualche misteriosa congiuntura hanno fatto pace: Giuda è diventato il figliol prodigo per fare ritorno all'Unto del Signore e gli elettori, una volta di più, si sono consolati del cessato celodurismo dell’uno (che resta comunque un bottegaio furbo) con l’esibito più che vero, forse, priapismo dell’altro. Pensino ciò che vogliono, ma intanto il Presidente del Consiglio continua a fare ogni sforzo per ribadire che continua a “esserci solo lui”, e il senatur guarda a una seconda Repubblica imperniata sul federalismo sempre da lontano. Anche perché, se come proclama “La Nota” di Sant’Ilario con orgogliosa sicurezza (neanche il generale Diaz dopo la vittoria del Piave) facesse due conti, si accorgerebbe che costa davvero troppo. E allora ciao al bravo Giulio, il professore “prestato alla politica” che, dopo vent’anni, (sic!) sembra non avere più intenzione , benchè minima, di “prestarsi all’accademia”.

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redazione. lps@gmail. com

Lavorarexsantilario 003 dic2010  

Giornalino di informazione politica, ambiente e società del paese di sant'Ilario d'Enza (RE) e del suo territorio

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