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QUOTIDIANO DEL PARTITO REPUBBLICANO ITALIANO - ANNO XCII - N° 198 - MERCOLEDI 16 OTTOBRE 2013 Euro 1,00 NUOVA SERIE POSTE ITALIANE S.P.A. - SPED. IN ABB. POST. - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27.02.2004, N. 46) ART. 1, COMMA 1, DCB (RM)

Torturiamo Saccomanni! Il ministro Lorenzin contraria ad ulteriori tagli alla Sanità

PASSO FALSO

Braccio di ferro nella maggioranza

Un bonus di spesa già esaurito

I

l presidente del Consiglio poteva vantare, al contrario di alcuni suoi predecessori, di godere di un’alta considerazione nelle capitali europee ed internazionali. Considerazione utile al prestigio dell’Italia e alla trattative fra Stati. Letta è ossequiato da Obama, apprezzato da Cameron, gradito ad Angela Merkel. La serietà e la preparazione del premier sono tali da incutere in tutti i suoi interlocutori stranieri considerazione e rispetto, sentimenti che ovviamente si riverberano sul governo. Per questo siamo preoccupati e farebbe bene ad esserlo anche il presidente Letta, per i toni usati dal “Wall Street Journal”, prima, e dal “Financial Times”, poi. Toni esposti in una competizione a chi esprimeva i più duri giudizi sull’Italia. L’attacco al nostro sistema bancario di cui si leggeva la settimana scorsa su Wsj, è stato respinto fermamente dal ministro Saccomanni e dal governatore della Banca d’Italia Visco. Avanzare dubbi sulla solidità del nostro sistema creditizio può anche essere indotto da meri interessi speculativi. Gli americani invidiano la tenuta delle nostre banche, visto che si sono rovinati causa le loro, e quindi si riducono facilmente ad un’opera di denigrazione dei fondamentali sanissimi di prestigiosi istituti italiani, tipo Mps e San Paolo. Un esempio, il loro, di pura meschinità. Solo che, dopo gli spropositi sulle banche, ecco che sono arrivate le requisitorie su Alitalia, e non solo il “Wsj”, che ha parlato di “fallimento industriale” italiano, senza mezzi termini - e qui gli americani non hanno invidie da smaltire a nostro riguardo – ma anche del “Financial Times” di Londra. E’ proprio Ft che ha preso di mira personalmente il pre-

O

sidente del consiglio accusandolo di andare a strombazzare per il mondo che bisogna investire in Italia, salvo che poi se qualcuno vuole davvero mettere dei soldi nelle nostre aziende, vedi Air France, gli si sbatte la porta in faccia. A dire le cose con sincerità, l’articolo di “Ft” ci è parso persino più squilibrato di quello del “Wsj”. Nel senso che l’accusa di protezionismo ci sembra molto poco meditata. Air France ha debiti e problemi di ristrutturazioni similari ad Alitalia e il rischio dell’offerta francese è che due debolezze insieme non facciano una forza, al contrario. Dunque possano trascinare definitivamente la nostra compagnia area al disastro. Il tentativo del governo, attraverso Poste italiane di ricapitalizzazione, aveva dunque un senso, quale quello di rinforzare la compagnia aerea, perché non venisse svenduta per pochi spiccioli e ad uno “straccione” – perdonate il paragone - come Air France. Ciò non toglie ovviamente il rilievo che il partner scelto, Poste italiane, ha meno a che fare con il trasporto aereo di quanto ne poteva avere Ferrovie dello Stato e che comunque la prova offerta precedentemente dal management italiano impegnato in Alitalia, avrebbe dovuto sconsigliare altre soluzioni di impostazione nazionalista. C’è un pregiudizio capitalista da parte dell’Inghilterra e dell’America nei nostri riguardi, duro a morire, per cui noi italiani al dunque non siamo tagliati per l’imprenditoria, meglio se suoniamo il mandolino. Tuttavia, l’Italia contro cui si muovono “Ft” e “Wsj”, non è quella di Berlusconi: è quella di Letta. Il che significa che il bonus, da spendere presso le capitali europee e mondiali del nuovo governo, si è già esaurito.

ramai si tratterebbe “solo di redigere i testi definitivi”: il ministro Saccomanni ha fatto sapere che l’accorso sulla legge di stabilità è stato trovato. Insieme ai tagli alla spesa corrente per la prima volta sarà previsto un aumento degli investimenti per le infrastrutture civili, uno dei settori sempre sacrificati. Quanto alla sanità, Saccomanni ha detto che sia “fabbisogni standard sia i costi standard” saranno individuati “attraverso una spending review”. Di spazi “ce ne sono”, anche se a guardare all’interno della maggioranza non si direbbe proprio. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, si è detta disposta a “torturare” nelle prossime ore il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni. Lorenzin ammette che ci sono ancora sprechi da scovare nella rete della spesa sanitaria, ma vuole evitare “tagli lineari”. “Il punto – ha detto il ministro - non è solo quanto, ma come si taglia”. Il Presidente della Repubblica ha invitato ad “un confronto aperto ad ogni valutazione anche critica, che ci aspettiamo sia comunque responsabile, cioè sostenibilmente propositiva, consapevole di condizioni oggettive complesse e di vincoli ineludibili”. Non torture, insomma.

CONVOCATA DIREZIONE NAZIONALE PRI La Direzione Nazionale del PRI è convocata per le ore 10.00, di mercoledì 23 ottobre p.v., presso il Centro Congressi Cavour, sito in via Cavour 50/A in Roma, con il seguente ordine del giorno: 1) Approvazione Bilancio PRI 2012; 2) Nomina consulenti per revisione

conti PRI dal 2002, come deliberato dal Consiglio Nazionale del 21 settembre scorso; 3) Esame domanda iscrizione al partito di Giovanni Lazzara, già membro della D.N ed ex segretario nazionale FGR; 4) Ratifica scioglimento Direzione Provinciale Reggio Calabria e nomina responsabile Paolo Raffa; 5) Indicazione data e sede del Congresso

Nazionale; 6) Varie ed eventuali. Vista l’importanza degli argomenti, si pregano gli amici di assicurare la loro presenza e di darne conferma. L’Amministratore è invitato a fornire lo schema di bilancio entro sabato 19 ottobre. Nella stessa giornata, alle ore 17.30, presso la LIDU (Lega dei Diritti dell’Uomo) sarà presentato il volume “La Voce Repubblicana – Un giornale per la libertà e la democrazia”, con l’intervento dell’autore Giancarlo Tartaglia e dei giornalisti Guido Compagna, Stefano Folli, Stefano Tomassini e Andrea Valentini. Tutti gli amici che ne hanno la possibilità sono pregati di partecipare. La sede della LIDU è sita in Roma, Piazza d’Ara Coeli, 12.

ELENCO E INFORMAZIONI PER IL PRI 2013

PAGAMENTO DELLE TESSERE

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Scava, scava, vecchia talpa

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on fai in tempo a startene tranquillo a godere il tepore dell’ultimo sole autunnale, sorseggiando un crodino al bar del centro che zac, ti arriva questo sms: “scavate nella vita di Renzi”. Ma che ci sarà mai da scavare nella vita di uno nato nel 1975? Avrà rubato la merenda al compagno di banco e avuto le orecchie storte. Se ne stava ore ed ore davanti alla televisione. Di sicuro aveva sabato sera piuttosto febbrili. Questa sindrome di Renzi inizia davvero a scocciare. Persino il ministro Zanonato – non si occupa di sviluppo economico? e sì che da fare ne avrebbe – si è messo ad urla-

re: Renzi qua, Renzi la! Non che il tipo non faccia di tutto per essere molesto. Abbiamo visto Letta tutto contento di essersi guadagnato il suo sostegno e quello si metteva a sparare contro Napolitano. E lo faceva con il tono di dire, non sono mica io che l’attacco: è lui che si è rincitrullito! Il peggio è che questo marmocchio di Renzi non si muove a casaccio, come se fosse stato chiuso in un box troppo grande da genitori distratti, ma con perfetta sincronia malefica. La sinistra radicale è in piazza contro il capo dello Stato; e Renzi, quello amato dalla destra, fiancheggia Rodotà, Zagrebelsky, Travaglio e com-

pagnia cantante. Tutti schierati in difesa della Costituzione, pensate voi. E chi la minaccia la nostra Costituzione? Napolitano! Ora, su come la pensino le anime belle della sinistra italiana, stendiamo un velo pietoso, ma Renzi, che dà loro manforte, è davvero troppo. Non sarà mica che nel Pd è venuto fuori un leaderino cinico e senza scrupoli pronto a tutto pur di tirar la volata alla carriera? Suona le arpe di angeli e demoni pur di compiacere i più stolti elettori del Pd. Ecco allora questo sms che invita la vecchia talpa a mettersi a scavare. Tanto, se poi non si trova niente, qualcosa ci si inventerà.

Il mestiere inutile Luca Ricolfi ha perso la voglia di scrivere

Vivere in un Paese congelato da mezzo secolo

“E’

un po’ che non scrivo, è vero. La ragione più importante è che scrivere di politica, economia e società, come è mia abitudine, mi sembra sempre meno utile. O forse sarebbe meglio dire: è sempre stato abbastanza inutile, ma ora tale inutilità mi è ancor più chiara di prima”. Luca Ricolfi su “la Stampa” ha sperimentato la sindrome di Reiner Maria Rilke. Il grande poeta di lingua tedesca dal 1914 al 1923 non prese quasi più una penna in mano. Confidò ad un amico che davanti alla grande guerra mondiale di scrivere gli era passata la voglia. Avrebbe ripreso con “Le elegie duinesi”, Duineser Elegien. La poesia va in una direzione - il mondo in un altro. Ricolfi per fortuna sua e nostra non ha dovuto affrontare lo sconvolgimento del primo conflitto ma lo stesso rimane rattrappito davanti all’ignavia degli uomini e ovviamente dei politici: “la crisi, ormai entrata nel settimo anno, pare non averci insegnato nulla”. Anche qui come se fossimo “sotto un bombardamento”, si aspetta “che passi la buriana”. Formule usate ricorrentemente come “agganciare la ripresa” appaiono del tutto vuote, eppure vengono usate come un mantra al posto di quelle decisioni coraggiose che continuano a mancare. “Mai una vera scelta”. Solo le “parole, parole, parole”, di una canzone di Mina, le stesse che un altro poeta di lingua tedesca, l’austriaco Hugo Von Hofmannsthal aveva smesso di comprendere nel loro significato. Anche in quel caso (“Lettera a Lord Chandos”) la realtà procedeva in un’altra direzione. Ricolfi è un po Rilke e molto Hofmannsthal: “la sensazione è che scrivere non sia nient’altro che dar credito al nulla”. La politica e la società italiana non si riescono più a prendere sul serio. Un conto è se si trattava di Berlusconi, che universalmente veniva considerato un clown. Ma ora ci sono Letta e Saccomanni, persone considerate serissime, eppure la solfa è la stessa. Il “Financial Times”, è arrivato ad accusare l’Italia di “protezionismo” per la vicenda Alitalia, ed il “Wall Street Journal” è ancora più duro: “fallimento industriale” per

quanto riguarda la compagnia aerea che segue un sistema bancario affacciato sul baratro. Letta e Saccomanni non battono ciglio, gli influenti quotidiani che vedevano bene quando censuravano Berlusconi, ora prendono un abbaglio clamoroso. Non che ci sia il dubbio di una qualche continuità negativa a far corrodere il nostro sistema paese, tale per cui da Berlusconi a Letta, come da Prodi a Berlusconi e ancora da Andreotti e Craxi a Berlusconi, non sia mai cambiato niente. Eppure Ricolfi vede il nostro Paese come “congelato”. Oramai non si crede più nemmeno all’assalto di Renzi all’establishment di sinistra. Di fatto, i nodi di politica economica e sociale, rimangono elusi ed il Paese, solo Saccomanni sembra non accorgersene, diventa sempre più povero. Disoccupazione, sottoccupazione, povertà, illegalità diffusa, ignoranza: i dati Ocse, sono impietosi. Il ministro dell’Economia vede invece la luce in fondo al tunnel, esattamente come la vedeva Monti, così come Berlusconi vedeva i ristoranti pieni. Destra e sinistra annaspano. Una “non sa come abbassare le tasse senza fare nuovo deficit pubblico”, l’altra “non sa come combattere l’evasione fiscale senza soffocare l’economia”. Entrambe hanno il terrore di attaccare gli sprechi, qualunque forma assumano tanto da rivolgersi ad un terzo – una autority neutrale - per tracciare una “spending review”. Insieme invece ricapitalizzano Alitalia e si scocciano se si ricorda loro che quella compagnia è fallita da almeno 5 anni. “Un grande freddo sembra avvolgere tutto e tutti”. Di buono c’è che Ricolfi ha ripreso a scrivere, come Rilke, anche se sarebbe vissuto che per poco tempo, come Hofmansthal, che mai aveva pensato di smettere. Il sociologo è convinto di farlo perché al dunque non sa fare altro, e nemmeno lui è incline ai cambiamenti. Sarà anche vero, ma se si toglie pure una delle poche voci capaci di esprimere il malessere, resteremo condannati a quella pantomima infinita del rimpallarsi le responsabilità l’un l’altro. Se mai avessimo una qualche speranza, questa dipende da una minima forma di consapevolezza.

Armarsi e partire

Quella flotta sola nel mar Mediterraneo

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rmiamoci e partiamo. Ha ragione il presidente del Consiglio italiano Enrico Letta quando dice che il Mediterraneo non può essere un mare di morte e invia una flotta con uomini e mezzi per soccorrere i natanti in difficoltà, arrestare gli scafisti e tutto quello che è possibile per scongiurare altre tragedie come quelle consumate a poche miglia dalle nostre coste. Abbiamo però notato come il governo si preoccupi di specificare come i costi onerosi di questa operazione non vengano conteggiati nel patto di stabilità. Infatti, la questione non concerne l’Italia in quanto tale, ma l’Europa nel suo complesso. Non si comprende allora la posizione europea. Barroso, il presidente della Commissione, è venuto a Lampedusa: non poteva chiedere alla marina di altri paesi membri di partecipare alla missione di soccorso? Non è proprio un dettaglio ininfluente capire perché la Francia o la Spagna non ritengano di dover essere coinvolte e perché l’Italia invece debba sopportare da sola questo compito e pure preoccuparsi che non vada a metter in questione il patto di stabilità. La Spagna socialista dieci anni fa fece intervenire la Guardia civil al suo confine con il Marocco contro la massa degli immigrati. Quella di Rajol sarà più tollerante? E la Francia socialista, che vuole espellere i romeni, è pronta ad accogliere libici e siriani? Anche noi siamo convinti che la legge Bossi - Fini non sia un gran che e sia servita a poco, ma, se si vuole cancellare il reato di clandestinità, bisogna preoccuparsi della sintonia con le legislazioni degli altri paesi europei, perché se quelli lo adottano, o lo mantengono, mentre da noi viene meno, è un bel problema. Va a finire che anche gli immigrati degli altri paesi europei oltre a quelli del nord Africa e del medio oriente in rivolta si rivolgono a noi. E con tutta la buona volontà di questo mondo, come fa l’Italia a dare accoglienza alla moltitudine di diseredati che bussano alla porta? Quando persino Grillo ricorda che abbiamo un tasso di disoccupazione che nessun altro paese della zona euro detiene, un qualche campanello di allarme dovrebbe suonare. Quasi non riusciamo più a sfamare e ad alloggiare gli italiani e vogliamo dare rifugio alle moltitudini che sbarcano sulle nostre isole. Anche il pontefice ha ricordato i valori cristiani dell’accoglienza spendendo parole che hanno colpito al cuore. Forse il Vaticano ha potenzialità superiori dell’Italia. In concreto, la Santa Sede è in grado di contribuire? Mentre la nostra flotta prende il largo per svolgere una fondamentale missione umanitaria, noi proviamo un terribile sentimento di solitudine, lo stesso che pervade colui che, pronto a buttarsi in mare per salvare uno sconosciuto prossimo ad annegare, si rende conto che sarà più plausibile venir trascinato sul fondo insieme a lui.


2 LA VOCE REPUBBLICANA

Mercoledì 16 ottobre 2013

economia

Giustizia e dintorni di Guido Camera Facile consenso, lo si può trovare soprattutto in chi ormai scalpita per un posto al sole. Il destino della Costituzione

Campagna senza alcuna sosta

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inceramente da chi, come Matteo Renzi, si vanta di essere concittadino di Piero Calamandrei mi sarei aspettato un atteggiamento ben diverso rispetto ai delicati temi dell’indulto e dell’amnistia. Comprendo che il Sindaco di Firenze sia esausto da questa campagna elettorale/autopromozionale che vive - con frustrazione - in continuazione oramai da tempo, ma, soprattutto su temi così delicati, dovrebbe stare attento a non farsi prendere dall’ansia di stringere troppo l’occhiolino al facile consenso. Che è certo il sale del successo politico, ma talvolta, soprattutto se fagocitato all’estremo, può rivelarsi un male per il bene comune. Proprio Piero Calamandrei, non a caso, nel 1948, ricordava al Parlamento – insistendo perché si costituisse una Commissione parlamentare sullo stato dei penitenziari – che di carceri dovrebbero parlarne “coloro che vi sono lungamente stati, che vi hanno sofferto e che hanno sperimentato cosa vuole dire essere reclusi per dieci o venti anni ”, perchè la detenzione è comunque una “cupa esperienza dolorante”, un “motivo di infamia” che porta inevitabilmente a soffrire “inumani orrori”. Non dimentichiamo, peraltro, che nelle carceri italiane esiste una situazione di drammatico sovraffollamento dovuta, in una parte tutt’altro che

insignificante, al fallimento dello strumento penale come argine per problemi che – forse più gravi della criminalità – hanno origine nei profondi cambiamenti degli equilibri sociali, economici e culturali che hanno sconvolto il mondo in questi anni. Che sicuramente ci spaventano, ma che non possono obiettivamente essere risolti solo con il carcere. Avrei dunque auspicato da un aspirante leader del futuro – che fonda il proprio successo sul sottolineare la necessità di grandi cambiamenti – parole diverse a proposito del tema della detenzione, e, più in generale, del ruolo che la legge deve avere nella Comprendo che risoluzione dei problemi concreti. il Sindaco di Firenze Perché il rispetto della legge passa inesia esausto ma, su vitabilmente da una facile riconoscibitemi così delicati, lità, prima di tutto sociale, del disvalodovrebbe stare re di un comportamento. Oggi, in molti attento a non farsi casi, questo necessario passaggio è ineprendere dall’ansia sigibile, dato che la nostra vetusta legge penale è complessivamente inadatta a risolvere tutte le problematiche che la società moderna porta con sé. E non è certo la legislazione di emergenza – quella che nasce proprio dall’ansia di raggiungere il consenso cavalcando il problema del momento - la soluzione dei nostri mali. Al contrario, le leggi estemporanee sono inevitabilmente irrazionali e disomogenee, e creano perciò solo sfiducia nello Stato. E rendono ancor più ingiusta la privazione della libertà.

Intervista di Lanfranco Palazzolo Luigi Compagna: “Sul caso Moro sarebbe oggi più utile una Commissione Bicamerale”. E’ necessario correggere la rotta

Terrorismo:consenso tra le forze

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u Aldo Moro ci vuole una Commissione Bicamerale. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il senatore del gruppo GAL Luigi Compagna. Senatore Compagna, perché vuole la Commissione Bicamerale sull’assassinio di Aldo Moro mentre alla Camera ne vogliono una monocamerale? “Se il Parlamento intende, legittimamente e doverosamente, compiere un “A distanza di così ultimo, grande sforzo per capire pertanti anni, ancora ché l’onorevole Aldo Moro venne tante sono le rapito dalle Brigate Rosse, cosa incongruenze e le accadde in quei cinquantacinque lacune nella giorni di orribile prigionia e, sopratricostruzione dei fatti tutto, scoprire se vi furono ingerenze, come li conosciamo” interferenze o negligenze nella gestione del caso, allora suonerebbe quasi come uno sgarbo istituzionale verso il Senato della Repubblica l’ipotesi di commissione d’inchiesta monocamerale. Ecco perché riteniamo doveroso correggere il tiro e presentare un disegno di legge istitutivo di una nuova Commissione parlamentare d’inchiesta bicamerale sul caso Moro e più in generale sul fenomeno del terrorismo

in Italia, radicandola nei due rami del Parlamento, con la speranza che possa raccogliere il più ampio consenso fra tutte le forze politiche rappresentate. È vero, a distanza di così tanti anni, ancora tante sono le incongruenze e le lacune nella ricostruzione generale dei fatti, soprattutto sulla condotta di alcuni terroristi che nulla hanno fatto per dissipare dubbi e interrogativi”. E’ la prima volta che su queste vicende si prova ad istituire una Commissione monocamerale? “Il Parlamento, va ricordato, ha tentato a più riprese di scrivere una pagina conclusiva su questo tragico tema, cercando con i poteri e con gli strumenti che aveva di volta in volta di pervenire a una verità condivisa e credibile, ma ha sempre fallito. La prima Commissione Moro, nonostante l’impegno e lo sforzo durati anni ha scontato tutti i limiti e gli impedimenti di quel preciso momento storico. Il lavoro venne in parte proseguito dalla Commissione Stragi, istituita la prima volta nel 1988 e rimasta attiva fino al marzo del 2001. La Commissione Stragi nacque, vale la pena sottolinearlo, come Commissione monocamerale e con tale assetto esaurì rapidamente i propri lavori per lasciare il campo a un organismo d’inchiesta bicamerale”. Qual è il vantaggio di una Commissione Moro oggi? “Ripetiamo, l’idea di costituire una Commissione bicamerale d’inchiesta sul Caso Moro e sul fenomeno del terrorismo in Italia offre un’opportunità storica e politica di straordinaria importanza, soprattutto perché - oggi rispetto al passato - l’indagine potrà avvalersi di nuove conoscenze, nuove tecnologie e, soprattutto, potrà interrogare archivi nazionali ed esteri all’epoca inaccessibili. Purché un’eventuale nuova indagine parlamentare sia condotta da un organismo che rappresenti tutto il Parlamento e non solo una sua componente”.

FIAT POMIGLIANO, IN CIG IL 25 OTTOBRE

fatti e fattacci

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l “fortino” della sinistra sotto processo. Anche se nessuno vuole parlarne la sinistra toscana, anche quella vicina a Matteo Renzi, oggi si trova in grave imbarazzo. Non si tratta di accusare qualche forza politica di un reato, ma di non aver saputo intuire quello che è accaduto in una delle istituzioni considerate un simbolo del progressismo di quella regione. Stiamo parlando della cooperativa di recupero per minori “il Forteto”. A finire sotto processo è il capo spirituale della comunità Rodolfo Fiesoli, accusato di violenza su minori e maltrattamenti, e dei suoi collaboratori imputati di maltrattamenti. Secondo l’accusa, Fiesoli avrebbe maltrattato i piccoli costringendoli a lavorare e li avrebbe anche soggiogati psicologicamente imponendo loro pratiche omosessuali e “rigide regole di vita e di comportamento”, arrivando ad abusare di alcuni di loro anche sessualmente. Gli altri indagati, tra i quali ci sono anche i genitori affidatari dei piccoli, avrebbero aiutato Fiesoli. Il processo sarà doloroso. Per anni il Forteto è stato apprezzato dal tribunale dei minori e da gran parte della sinistra toscana. Con alcune eccezioni. Lidia Giannelli, consigliera di Rifondazione Comunista di Dicomano, racconta di essersi battuta “all’ultimo sangue”, inutilmente, per convincere la sua amministrazione a guida Pd a costituirsi parte civile nel processo. “Dicomano — spiega — è il Comune più dan-

neggiato dalla vicenda del Forteto, e non solo perché l’azienda agricola si trova in gran parte nel nostro territorio. Nel ’95, due sorelline furono deportate dalla casa della nonna e affidate alla comunità. In paese si levarono delle proteste. Da allora il Forteto ha decretato l’embargo verso Dicomano, dove è stato vietato di comprare anche un calzino. E tutti i bambini iscritti alle scuole comunali sono stati tolti e trasferiti a Vicchio. Ho protestato anche perché l’Unione dei Comuni del Mugello e la Provincia hanno dato al Forteto 123 mila euro per un progetto di contrasto all’abbandono scolastico. Il Forteto non sembrava proprio la struttura più adatta per portare avanti questa iniziativa, visto che secondo i nostri calcoli su 57 minori affidati alla comunità solo 8 (il 14%) sono diplomati. Quando, due anni fa, Rodolfo Fiesoli è stato arresatato ed è scoppiato il caso Forteto, ho chiesto le dimissioni di uno dei soci della cooperativa, Marco Ceccherini, che era consigliere comunale a Dicomano per il Pd. Il sindaco mi disse: “Noi siamo garantisti”. Poi Ceccherini si è dimesso dopo essere stato indagato. Ora mi domando: di fronte a questi fatti oggettivi, che cosa c’è da difendere?”. La domanda deve essere girata anche a tutte quelle persone di buon senso che credono ancora nella possibilità del recupero dei minori evitando certi abusi di cui oggi nessuno vuol parlare.

Fonti sindacali rendono noto che i circa 3.100 lavoratori dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco (Napoli) si fermeranno per una giornata di cassa integrazione, il prossimo 25 ottobre. I lavoratori sono rientrati lunedì in fabbrica, dopo una settimana di stop produttivo.

DORIS, MEDIOLANUM, PREVEDIAMO BUON 2013 L’Ad di Mediolanum, Ennio Doris, a margine del Sia Expo 2013 ha detto che “prevediamo un buon bilancio 2013 dopo il record nella raccolta fondi” registrato lo scorso settembre con 2,35 mld di euro raccolti. Sempre secondo il banchiere “la raccolta fondi sta andando molto bene perché la crisi italiana non è dovuta solo al calo dei consumi ma anche perché la gente ha paura e spende meno”. In questo contesto, a suo avviso, “il risparmio gestito può dare risposte”.

primo piano

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lla faccia dei suoi alleati socialisti Angela Merkel ha deciso di tagliare ulteriormente il welfare. D’altra parte la Kanzerlin non si misura mica con gli standard di competitività europei che fanno ridere. Il problema sono quelli cinesi, da Taiyuan a Shenzhen, dove nelle fabbriche gli operai vivono come nei gulag. Escono solo da morti.Al più possono suicidarsi.Tanto la mano d’opera non manca, ha basso costo e non ha particolari pretese. Nei campi la vita era altrettanto dura, la popolazione non è abituata a svaghi, una ciotola di riso e vai avanti tutto il giorno. Il presidente Mao diceva che metà del mondo non sarebbe sopravvissuta. La massima è diventata una profezia del capitalismo, per cui quello che non è sufficientemente competitivo, soccombe. L’Europa, ad esempio.

&

a n a l i s i

Orari, fra regole e controriforme varie

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ulla liberalizzazione degli orari c’eravamo sbagliati. Dopo una riforma arriva la controriforma, almeno per quanto riguarda gli orari degli esercizi commerciali. Alla Camera è in arrivo la proposta di legge A.C. 750, di iniziativa parlamentare prevede norme in materia di orari di apertura degli esercizi commerciali e artigianali. La proposta interviene direttamente su quanto disposto dall’articolo 31 del D.L. 201/2011 (c.d. salva-Italia) che ha reso la liberalizzazione degli orari di apertura degli esercizi commerciali permanente e non più solo sperimentale ed applicabile in tutto il territorio nazionale, e non solo LA VOCE REPUBBLICANA Fondata nel 1921 Francesco Nucara Direttore Giancarlo Camerucci Vicedirettore responsabile Iscritta al numero 1202 del registro stampa del Tribunale di Roma - Registrata quale giornale murale al Tribunale di Roma con decreto 4107 del 10 novembre 1954/1981. Nuove Politiche Editoriali, Società cooperativa giornalistica - Sede Legale - Roma - Corso Vittorio Emanuele II, 326. Amministratore Unico: Dott. Giancarlo Camerucci Direzione e Redazione: Roma - Corso Vittorio Emanuele II, 326 Tel. 06/6865824-6893448 - fax. 06/68210234 - Amministrazione: 06/6833852 Progetto grafico e impaginazione: Sacco A. & Bernardini.

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nelle località turistiche e d’arte. Per quel che concerne le finalità della proposta di legge, essa mira a limitare la piena liberalizzazione degli orari di apertura e di chiusura degli esercizi commerciali e artigianali. Più in particolare L’A.C. 750 prevede il mantenimento della liberalizzazione completa solo per gli esercizi commerciali ricadenti nei comuni a carattere turistico o città d’arte, mentre demanda alle regioni, d’intesa con enti locali e associazioni di categoria, la definizione di un piano per la regolazione dei giorni di apertura in tutte le altre località. Nel dettaglio l’A.C. 750 prevede all’articolo 1: che le attività commerciali siano svolte senza limiti (orari di apertura/chiusura, chiusura domenicale/ festiva, mezza giornata), quando gli esercizi siano ubicati nei comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d’arte (comma 1); l’abrogazione dell’intero articolo 31 del D.L. 201/2011(comma 2. Con l’abrogazione dell’intero articolo 31 la proposta di legge n. 750 estende dunque l’oggetto del proprio intervento normativo al di là della mera regolazione degli orari di apertura degli esercizi commerciali. L’abrogazione del comma 2 dell’articolo 31 infatti fa venir meno il principio di liberalizzazione nell’ingresso al mercato di nuovi esercizi commerciali e chiede che le regioni, adottino, attraverso una procedura di consultazione (enti locali, organizzazioni dei lavoratori e dei consumatori), un piano per la regolazione dei giorni di apertura per gli esercizi commerciali non ubicati nelle località turistiche o città d’arte; che il piano regionale preveda, per ciascuna domenica o giorno festivo, l’apertura del 25 per cento degli esercizi per ciascun settore merceologico e per ciascun esercizio commerciale non oltre il massimo annuo di dodici giorni di apertura festiva (commi 3 e 4); che le regioni e gli enti locali adeguino i propri ordinamenti alle suddette prescrizioni entro il 31 dicembre 2013. L’articolo 2 della proposta di legge 750 istituisce l’Osservatorio sulle aperture domenicali e festive con il compito di verificare gli effetti della nuova regolazione delle aperture domenicali e festive ai sensi della presente legge. L’osservatorio dovrà esser istituito entro gennaio 2014, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, presso il Ministero dello sviluppo economico e sarà composto da dieci membri, i quali svolgeranno le loro funzioni senza alcuna correspon-

c o m m e n t i

sione di emolumenti, compensi o rimborso spese. Certo, la tesi dei proponenti è davvero singolare. Se si lega la liberalizzazione degli orari di questi esercizi ai beni artistici, si dovrebbe dedurre che in altri paesi, dove mancano queste risorse, certe riforme non dovrebbero mai essere realizzate. Inoltre, la lobby degli enti locali e delle regioni si è fatta sentire al punto da tornare a dettare “legge” sulla liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali.

Moro, la verità mai esistita

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uanti avvoltoi sul cadavere di Aldo Moro. In queste settimane si parla molto del caso Moro. Gli attenti osservatori della politica parlamentare italiana avranno compreso che sulla nascita della Commissione d’inchiesta su Moro si sta giocando una partita molto importante. In gioco – scusate la ripetizione - c’è il dilemma tra la nascita di una Commissione parlamentare bicamerale e una Commissione parlamentare monocamerale. I sostenitori della Commissione monocamerale, che non avrebbe la forza di legge, vogliono senza dubbio fare una Commissione d’inchiesta Moro fatta su misura, con un presidente su misura e che una relazione su misura. A quanto pare sembra che sia stato anche stabilito che la presidenza debba spettare al Partito democratico, per la precisione al relatore che propone la Commissione monocamerale: l’onorevole Bressa (Pd). E anche al Senato si danno tutti molto da fare. Anzi, una delle alte cariche dello Stato avrebbe telefonato personalmente ai firmatari della proposta di legge per la Commissione bicamerale per invitarli a desistere nel loro proposito. Perché tutti questi movimenti? Cosa vorrebbero fare i teorici della Commissione monocamerale. Certo, una commissione estesa ai membri dei due rami del Parlamento sarebbe molto più avvincente. Sarebbe davvero interessante chiedere di ascoltare il Presidente del gruppo parlamentare del Pd, Luigi Zanda, in audizione e chiedergli perché non faceva mai leggere a Francesco Cossiga “Osservatorio politico” oppure perché non ha mai chiesto a Umberto

Cavina come aveva avuto la notizia su Gradoli. In mezzo a questi interrogativi c’è anche chi si mette a fare fantapolitica, come Paolo Guzzanti. L’ex deputato ritorna sulla morte di Aldo Moro per ribadire che il Presidente della Dc è stato ucciso dietro ordine di Mosca all’epoca dell’ex Unione Sovietica. “Quando ero presidente della commissione parlamentare di inchiesta sul caso Mitrokhin grazie a una rogatoria internazionale arrivammo a Budapest dove le autorità ci mostrarono una valigia verde zeppa di documenti che provavano i rapporti tra i brigatisti rossi italiani e i servizi segreti dell’Est, a partire da Kgb e Stasi”, ha raccontato Paolo Guzzanti, nel corso della trasmissione “Citofonare Adinolfi” in onda su Radio ies, rendendo pubblica la sua convinzione sul caso Moro. “Io ho l’assoluta convinzione - ha affermato - che la decisione di uccidere Aldo Moro fu dei sovietici, che utilizzarono i loro uomini nelle Brigate Rosse, così come tentarono di uccidere Enrico Berlinguer con il noto incidente del camion a Sofia. Da quella valigia verde un documento uscì, me lo mandarono via email da Budapest e provava in modo inoppugnabile i rapporti del capo brigatista Antonio Savasta con la Stasi. I russi si opposero alla consegna di quel materiale, ma se una nuova rogatoria riuscisse ad ottenere quei documenti avremmo tutto chiaro”. Peccato che Guzzanti non abbia posto questo problema oggi e non ai tempi della inconcludente commissione Mitrokhin. Per il resto si può solo dire che queste vicende riserveranno nuove sorprese solo per dimostrare la pochezza della nostra classe politica di oggi piuttosto che arrivare ad una nuova verità politica sul caso Moro.

Finanze, il cuore grande della Chiesa

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envenuto truffatore! Il Vaticano ha un cuore grande. Di fronte agli scandali finanziari di questi ultimi mesi, la chiesa di Roma ha utilizzato il bastone e la carota. Anche se il Papa ha tanta sete di giustizia, il Vaticano si premura di pagare la permanenza romana del controverso vescovo di Limburg (Assia), Franz-Peter Tebartz-van Elst. Questo perso-

naggio è al centro da mesi di polemiche per il suo stile autoritario e i costi esorbitanti della ristrutturazione della sua sede vescovile. Anche se la notizia è trapelata con grande fatica, il vescovo ha in programma colloqui in Vaticano senza, precisare il calendario degli appuntamenti. Anche sul rientro di Tebartz-van Elst, il portavoce di Limburg non ha fornito indicazioni. Da giorni si ripete in Germania che la posizione del vescovo sia insostenibile e che abbia le ore contate. La sua rimozione potrebbe formalmente avvenire tramite la sua richiesta al Papa di essere sollevato dall’incarico. Contro Tebartz-van Elst è da tempo in atto una rivolta dei suoi parrocchiani che lo accusano di stile autoritario e di sperperi nel progetto della diocesi, lievitato da 5,5, milioni preventivati all’inizio a 31 ora. Infatti, i costi sarebbero esplosi fino a 40 milioni e tutto tenendo la cosa in gran segreto e all’oscuro anche del Vaticano. La procura di Amburgo ha fatto richiesta di un procedimento amministrativo con rito abbreviato nei suoi confronti per sospetta, doppia falsa dichiarazione (avrebbe detto di essere volato in business, anziché in prima classe, in un viaggio nel settembre 2012 in India per andare a trovare i bambini poveri). Inoltre la giustizia, dopo l’arrivo di almeno una decina di denunce per sperperi finanziari nella diocesi, sta esaminando se ci sono gli estremi per aprire un procedimento formale nei suoi confronti. Sarebbe il primo caso in Germania. Il vescovo si è difeso da tutte le accuse che lo hanno toccato e ha fatto sapere che in realtà si trattava di dieci progetti che hanno comportato costi aggiuntivi perché gli edifici erano sotto protezione in quanto strutture storiche. Al di la di questa vicenda, la Chiesa cattolica dovrebbe chiedersi quanti sperperi di questo genere abbiano provocato le sue strutture in Europa. Se questi sperperi fossero contabilizzati probabilmente la Chiesa cattolica romana potrebbe sconfiggere il flagello della fame del mondo e ridare prospettive alla vita di chi soffre. Dopo il caso della Chiesa slovena e della diocesi in Assia, la Chiesa deve fare i conti (mai dizione fu più opportuna) di fronte agli sperperi dei propri appalti multimilionari. Nessuno chiede alla Chiesa di essere povera, ma basterebbe avere il buon senso di utilizzare al meglio le risorse (ingenti) che arrivano nelle casse della Chiesa che, ad oggi, resta l’unica istituzione che non ha sofferto i morsi della crisi economica e finanziaria.


Mercoledì 16 ottobre 2013

il Paese AIUTI? DI STATO? Alitalia, grande tema. Ad esempio il dilemma: aiuto di Stato oppure no? Ecco il “Sole 24 Ore”: “L’assemblea dei soci di Alitalia ha deliberato all’unanimità l’aumento di capitale di massimi 300 milioni da offrirsi in opzione ai soci in proporzione alla quota di capitale posseduta. Lo si legge in una nota dell’azienda, che precisa che i soci avranno 30 giorni di tempo per sottoscrivere le azioni di nuova emissione. Ai soci che avranno sottoscritto tutte le nuove azioni di loro spettanza verrà concesso un ulteriore breve periodo di tempo che verrà stabilito da un apposito Cda per sottoscrivere eventuali azioni rimaste inoptate. Subordinatamente all’approvazione dei propri organi deliberanti, è inoltre previsto - prosegue la nota - che Poste Italiane garantisca la sottoscrizione di complessivi 75 milioni dell’aumento di capitale rimasti eventualmente inoptati e Intensa San Paolo e Unicredit garantiscano la sottoscrizione di massimi 100 milioni dell’eventuale ulteriore inoptato”. I consiglieri di Alitalia sono pronti a dimettersi dopo l’assemblea che seguirà l’esecuzione dell’aumento di capitale. “I consiglieri di Alitalia - si legge poi nella nota emessa - in previsione del possibile mutamento degli assetti proprietari conseguente alla realizzazione dell’operazione di aumento di capitale, hanno manifestato l’intenzione di rassegnare le loro irrevocabili dimissioni dalla carica con effetto dalla data dell’assemblea che sarà convocata subito dopo l’esecuzione dell’aumento di capitale”. Poste Italiane garantisce la sottoscrizione di complessivi euro 75 milioni dell’aumento di capitale di Alitalia rimasti eventualmente inoptati e Intesa Sanpaolo e UniCredit garantiscono la sottoscrizione di massimi euro 100 milioni dell’eventuale ulteriore “inoptato”. A riferirlo, spiegando che tali operazioni avverranno ‘’subordinatamente all’approvazione dei propri organi deliberanti’’, è la compagnia nel comunicato diffuso al termine dell’assemblea. Rispondendo alle critiche di British Airways, che vede aiuti di stato illegali nell’operazione che ha portato all’ingresso delle Poste, Saccomanni ribadisce che “si cerca una partnership, per cui parlare di protezionismo è del tutto frettoloso”.

LA VOCE REPUBBLICANA

terza pagina

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Nanni Moretti, sessantenne alle prese col suo nuovo film. Carriera imperturbabile di un nome famoso “Il film sono io”: è ciò che ci racconta in ogni produzione, giocata su celebri schemi mai eliminati del tutto e l'esplorazione convinta del cinematografo

Grande schermo: non è proprio il paradiso, ma almeno gli somiglia di Gisa di Janni

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arà “Margherita”, attrice Margherita Buy, il prossimo film che Nanni Moretti, questo sessantenne ancora dubbioso e disincantato, vorrà portare al più presto sui nostri schermi. Dubbioso e disincantato, ma anche intelligente e narcisista, così che, nel parlare di sé e del suo Paese – se pur attraverso gli accadimenti del suo privato – non ha mancato di regalarci memorabili squarci di grande cinema. Sinistra E sarà proprio attraverso le immagini del suo Cinema che riuscirà con abilità ed ingegno a mettere in discussione ora istituzioni ed ora persone, dalla generazione di una certa sinistra velleitaria (“Ecce Bombo”) ad un improprio funzionamento della scuola (“Bianca”), dalla pericolosa incertezza della scienza medica (“Caro Diario”) fino ad un inizio di crisi della stessa spiritualità (“La Messa è finita”). Perché da quando, reduce dalla maturità classica, deciderà di vendere la sua raccolta di francobolli per comprare una cinepresa Super8, Nanni Moretti sempre dedicherà al Cinema tempo e cuore, prima con filmetti a passo ridotto – da “La sconfitta” (che vorrà evidenziare la sua insoddisfazione verso un certo cinema politico) a “Le paté de bourgeois” (dove, in un gioco di parole, tra “patè de foie gras” ed “épater de bourgeois”, cercherà di fondere il motto dadaista con il nome di una pietanza), fino a “Come parli frate?” garbata parodia di “I promessi Sposi” – poi, con film di rilievo, da “Io sono un autarchico” nel 77, segnalato dal Sindacato Critici e presentato al “Forum” di Berlino, dove verranno raccontate le disavventure teatrali di un gruppo di attori off, schiavizzati da un regista tiranno, a quel “Ecce Bombo” (vincitore ad Ischia del “VII Premio Rizzoli per il Cinema”, ed a Forte dei Marmi del “Premio Satira Politica, Sezione Cinema”) che, nel 78, con la sua analisi spietata del mondo dei giovani – “bombo” con riferimento ai “robivecchi” dove al grido “ecce bombo” si indicano i rifiuti che colmano il carretto – finiva per avallare la definizione drammaturgica di “carattere senza un tipo ideale a far da modello” o, per dirla con Beckett in “Finale di partita”, “un personaggio a metà tra la statua e lo zombie”. E se pur otterrà ottime recensioni anche all’estero, sia su “Les Cahiers du Cinema” che sull’“International Daily News”, ed anche il “Premio UBU” per il “miglior lungometraggio della stagione 7778, ed il “Nastro d’argento” per il “miglior soggetto in un cinema scritto” e non solo “intuito”, Nanni Moretti lascerà passare ben tre

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Formazioni classiche e tesori recuperati di Laura Gigliotti

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n appuntamento con i Wiener Philharmoniker è sempre un evento, e in modo particolare a Roma perché molto raro. Martedì 5 novembre a San Paolo fuori le mura, l’”orchestra in residence” (fin dalla prima edizione) del Festival Internazionale di Musica Sacra esegue, sotto la guida di Leopold Hager, il Requiem e il mottetto Ave verum corpus di Mozart. Wiener Singverein coro, Ruth Ziesak soprano, mezzosoprano Michaela Selinger, basso Mika Kares, tenore Steve Davislim. Dal 29 ottobre al 10 novembre si rinnova nella suggestiva cornice delle principali basiliche romane, cui si aggiunge l’Oratorio del Caravita, l’appuntamento con la musica sacra promosso dalla Fondazione Pro Musica e Arte Sacra.

Che da dodici anni organizza la manifestazione aperta a tutti. E posti riservati ai sostenitori della Fondazione perché è solo grazie ai finanziamenti di amici generosi, soprattutto tedeschi, svizzeri e del Liechtenstein (e di sponsor pubblici come la Camera di Commercio di Roma), se il Festival può essere organizzato, ricorda il presidente della Fondazione Hans-Albert Courtial. Nove i concerti in programma, tutti di alto livello (i Wiener di Malhler e di Furtwängler sono l’”attrazione” maggiore, tanto per usare questo tristo appellativo da fiera, oggi sempre più di moda), tenuti da orchestre, diret-

anni prima di tornare dietro la macchina da presa. Per tornare sugli schermi nell’81, con quel “Sogni d’oro”, “Leone d’oro” alla Mostra del Cinema di Venezia, che, articolato su tre livelli – dal giovane regista alle prese con i problemi del suo privato, alla lavorazione del nuovo film, fino ai suoi sogni personali – verrà però definito “pieno di eccessi deliri e tristezze”, nella colpevolezza del regista di parlare soltanto delle sue nevrosi personali.

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Ma qui è tutto mio

essun regista, nella storia ultima del cinema italiano, ha scatenato così tanta antipatia o il suo contrario come Moretti. Il perché poi non è in fondo così chiaro. Perché è di sinistra? Mah, lo è di sicuro fino ad un certo punto, e poi la sua sinistra quale mai sarebbe? La sinistra dei girotondi, della morte al tiranno dei media, una sinistra più che altro sognata. E poi lui, di sinistra, non prova il minimo imbarazzo nell’interpretare il tiranno padrone di quelle maledette televisioni per casalinghe, fatte per favorire l’ipnosi delle casalinghe, come si spiega per bene nel film di riferimento. Tanto ipnotizzò il Caimanao, da avere ipnotizzato l’Italia. Il Caimano ci è entrato dentro, e non sappiamo a che livello di profondità. Siamo perduti, si chiede Moretti, il quale in realtà così perso non ci sembra. Anzi, lucido, lucidissimo, come non mai. Lucido anche negli ultimi lavori ove affronta temi massimi e addirittura si mette a fare il profeta, l’indovino, raccontandoci la crisi depressiva di un papa e la seguente abdicazione. Storia, signori, storia. Ma quello che di Moretti ci colpisce (e non sono certo gli ardimenti tecnici, in un regista dalla narrazione in fondo petrosa, avara) è la sua capacità di attrarre verso sé ad ogni uscita i riflettori. Un fatto che manda al manicomio la concorrenza, che in genere schiuma d’invidia e se la prende con lui. Moretti ha messo in circolazione, con coerenza rara, una sorta di elenco di “film - moi”, ove al centro del mondo è di sicuro lui, capace di stroncare il narcisismo altrui mettendo in campo, prepotentemente, il suo. (f. be.) Morettismi... Ma quando, dopo altri tre anni, nell’84, uscirà “Bianca”, intenzionato a ridicolizzare il voluto “modernismo” della Scuola, il film, tra morettismo e commedia all’american, giallo e film a tesi, sarà un vero e proprio successo, non soltanto in Italia, dove Moretti vincerà il “Premio UBU” come “migliore attore”, ma anche in Francia, dove otterrà ben tre segnalazioni nei “Cahiers du Cinema” che pure ne riservarono soltanto due a “Ginger e Fred” di Fellini. Sarà poi nell’85 “La Messa è finita” – dove il cinema ritroverà il

a p p u n t a m e n t i

tori e solisti internazionali che vengono dall’intera Europa, e quest’anno anche dal Giappone, dall’Australia

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suo ritmo classico di racconto e messa in scena, nel tormento di un sacerdote che, di ritorno a Roma da un’isola lontana, sconvolto dai cambiamenti all’interno della Chiesa, deciderà di continuare a compiere la sua missione soltanto tra gli emarginati – ad ottenere al Festival di Cannes il “Premio per la Miglior Regia” e l’“Orso d’oro” al Festival di Berlino. E dopo quel “Palombella rossa” che nell’89, invitato a Venezia alla “Settimana della Critica”, si presentava come una spassosa presa in giro della “diversità” della sinistra, nel 93 Moretti, con quel film quasi autobiografico che sarà “Caro Diario”, attraverso i tre episodi “La vespa”, “Isole” e “Medici”, finirà col voler raccontare se stesso, specie in relazione al problema “malattia” ed alle preoccu-

panti incertezze imputabili alla scienza medica. E se poi nel 2001 con “La stanza del figlio”, e quindi con la dimostrazione filmica del dolore atroce causato dalla perdita improvvisa di un figlio, Moretti otterrà la “Palma d’oro” al Festival di Cannes, nel 2006 con “Il Caimano”, attori Elio De Capitani, Michele Placido e lo stesso Nanni Moretti, tutti e tre interpreti del Presidente del Consiglio (e quindi S. B.), arriverà a girare, con la condanna giudiziaria, una commedia nera sul filo della farsa trascendentale, un fumetto metaforico della realtà, quasi in una sorta di compendio di tutti i film di Moretti, dalla commedia divertente al dramma cupo, dal cinema-gioco al cinema-documento. E se con il riferimento a “Il Caimano” la profezia può dirsi avverata, così potrà anche dirsi dell’ultimo film del regista, quell’“Habemus Papam” girato nel 2011, dove lo stesso Moretti sarà lo psicanalista di un Papa che, in piena crisi, vuole minacciare la sua abdicazione. Previsione, anche questa volta di grande ingegno, viste le dimissioni di Papa Ratzinger, fatto irrituale che, nella Chiesa Cattolica, non accadeva da secoli. Per cui, considerando se pur brevemente tutta la sua opera, sembrerebbe possibile concludere che, se sempre si è parlato dell’ironia di Moretti, parrebbe trattarsi di un’ironia “disincantata riflessiva e triste”, un’ironia del tutto esistenziale, in una sorta di fusione tra satira parodia e grottesco, che ha portato il regista a fare i conti non tanto con l’utopica perfezione dei suoi sogni, quanto piuttosto con la loro più modesta ed imperfetta realizzazione.

l ' a u t u n n o

e dalla Russia. Molte le novità: il coro sinodale del Patriarcato di Mosca che “duetta” con il Coro della Sistina, un raro oratorio di Nino Rota e l’oNon solo concerti maggio al Papa “venuto dai confini del mondo” a Fondazione Pro Musica e Arte Sacra non si limita ai con- - a cui è dedicata l’intera programmazione - per certi, ma come si desume dal nome si occupa anche di arte. l’inaugurazione il 29 ottobre nella chiesa di Quella legata alla musica con il restauro di strumenti antichi Sant’Ignazio di Loyola con una Misa a Buenos e dell’arte in senso lato. Numerosi e importanti gli interventi finanzia- Aires (Misatango), del compositore argentino ti dalla Fondazione, ricorda Pietro Zander della direzione scientifica Martin Palmeri eseguita dal Coro del Duomo di dei lavori per la fabbrica di San Pietro. A cominciare dalla necropoli Colonia e dalla Gürzenich-Orchester Köln vaticana che si trova a 11 metri sotto il livello della Basilica, dove diretti da Eberhard Metternich, solista il mezsono stati restaurati il Mausoleo dei Valerii, il più grande e lussuoso zosoprano argentino Bernarda Fink. L’autore sepolcro della necropoli costruito poco dopo la metà del II sec. d. C., con esperienze nella scrittura di tanghi e diree il Sepolcro dei Marci, anch’esso del II secolo, un edificio sepolcrale zione corale, che sarà presente a Roma, crea che conserva scene mitologiche classiche alternate a fiori, uccelli, un’originale sintesi fra ritmi del mostri marini, nereidi, sileni, teste di medusa. tango e canto corale in latino. Restaurata l’anno scorso la Fontana della Burbera, posta a oltre 40 m di altezza sulla terrazza settentrionale della basilica, realizzata nel Magnificat Settecento. Particolarmente pregiato il sarcofago marmoreo del II Segue il 2 novembre a San secolo scoperto nel 1788 al settimo miglio della via Cassia. Nel clipeo Giovanni in Laterano un procentrale la dedica a Taminia Novatilla da parte del marito e del figlio gramma dedicato alla musica che fu subpraefectus vigilum, cioè vicecomandante dei vigili del fuoco sacra di Antonio Vivaldi dell’antica Roma. (Magnificat e Gloria) con il coro Molto impegnativo il restauro del prospetto della e l’orchestra del Teatro Basilica. Un lavoro che quest’anno assume un particola- dell’Opera di Roma, una collare significato visto che nel 2014 ricorre il V centenario borazione che prosegue negli dalla morte di Donato Bramente primo architetto della anni. Il giorno dopo, domenica 3 Fabbrica di San Pietro e i 450 anni dalla scomparsa di novembre, un altro concerto da Michelangelo, cui si deve fra l’altro l’introduzione del- non perdere, alle 21 a Santa l’ordine gigante delle murature esterne che diventerà un Maria Maggiore il coro della modulo ripetuto dagli architetti successivi. La parabola Sistina, guidato da Massimo umana di Michelangelo si lega strettamente alla basilica, Palombella, fra i più antichi del a 23 anni scolpisce La Pietà, a 89 completa la cupola, per mondo se è vero che esisteva già non parlare degli affreschi della Sistina e del Giudizio. nel VI secolo, e quello del Patriarcato di Mosca E’ terminato dopo cinque anni di lavoro, diviso in tre diretto da Alexsej Puzakov, altrettanto prestilotti, il restauro del prospetto meridionale, in particolare gioso, insieme per canti gregoriani e canti tipidella “Tribuna sud”, ovvero quella sezione della basilica ci russi, un incontro fra tradizione cattolica e costruita da Michelangelo a partire dagli anni ’40 del ortodossa cui si è già accennato. Cinquecento, dopo aver demolito la porzione del primo progetto del Sangallo. Qualcosa come 14 mila mq di Rota, questo sconosciuto superficie. Sono state messe in sicurezza le parti pericolanti, pulito il Domenica 4 novembre due concerti: in San travertino e rimosse delle migliaia di stuccature che si sono succedute Pietro alle ore 17, in occasione della Messa nel corso dei secoli. Nel giugno 2012 ha avuto inizio la non meno celebrata dal cardinale Angelo Comastri, ancoimpegnativa opera di risanamento del prospetto ovest, opera di ra il coro della Sistina impegnato nella Prima Giacomo della Porta e del Vignola realizzata tra il 1567 e il 1590, una Missa Pontificalis di Lorenzo Perosi e alle 21 superficie di travertino enorme, 7.600 mq. L’intervento dovrebbe ter- un appuntamento un po’ speciale a Santa minare entro il 2014. In programma a aseguire il risanamento della Maria Sopra Minerva con Mysterium, un oratoparte restante del prospetto Nord. rio per quattro voci soliste, coro, coro di voci bianche e orchestra di Nino Rota, il musicista (l. g.) noto per il sodalizio con Fellini. Rota, che fin da bambino si è cimentato con la musica sacra,

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contribuendo al rinnovamento della musica da camera e sinfonica, scrive Mysterium nel ‘62 su commissione della Pro Civitate Cristiana nello spirito del Vaticano II. “Mentre la musica occidentale si disperdeva in mille rivoli alla ricerca di un modo di comporre asettico e spersonalizzato, Rota scriveva musica dove la sua impronta era immediatamente riconoscibile”, dice Giuseppe Grazioli che ha contribuito alla scoperta del Rota sconosciuto - a cui è affidata la bacchetta dell’Orchestra e Coro del Teatro San Carlo di Napoli, ospite per la prima volta del Festival. Che prosegue il giorno successivo a Sant’Ignazio con il Coro australiano della University of New Castle diretto da Philip Matthias in un concerto di polifonia sacra dalla musica antica al moderno, che comprende autori italiani,

russi (la Messa di Stravinskji), inglesi, americani e naturalmente australiani. Per festeggiare il restauro dell’organo Priori dell’Oratorio del Carovita, finanziato dalla Fondazione, giovedì 7 alle 21 è in programma un concerto con musiche di Frescobaldi e Vivaldi, all’organo Francesco Filidei, al violino Lina Uinskyte. Il gran finale domenica 10 novembre alle 21 nella basilica di San Paolo fuori le mura con le novità del sol levante: la Nona di Beethoven affidata alla IlluminArt Philarmonic Orchestra e IlluminArt Corus diretti da Tomomi Nishimoto. Un’orchestra giapponese per la prima volta al Festival. Un’orchestra che non ha confini nazionali, nata nel 2012, è formata da giovanissimi solisti vincitori di premi internazionali ed ha tre direttori principali. Un concerto speciale anche perché è all’insegna della solidarietà: in collaborazione con la Fondazione Sofia Onlus verranno raccolti fondi per il progetto Niños abandonados” del barrio di Catia a Caracas, in Venezuela.


4 LA VOCE REPUBBLICANA Riunione della Direzione regionale del Partito repubblicano pugliese I gravi problemi della nazione e la situazione in cui si trova oggi l’Edera. Quali prospettive

Liberaldemocrazia e mezzi di governo adeguati

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a Direzione Regionale, unitamente ai Segretari Provinciali, Comunali, ai consiglieri comunali, agli assessori ed al Sindaco di Cassano delle Murge del Partito Repubblicano Italiano della Puglia si è riunita sabato 28 settembre 2013 presso la Sezione di Cassano delle Murge. Dopo ampio ed appassionato dibattito i Repubblicani Pugliesi unanimemente ritengono di evidenziare la seguente riflessione politica: L’imminente congresso nazionale straordinario del Partito Repubblicano Italiano si svolgerà in un

momento di profonda trasformazione dell’intero sistema politico e di crisi, purtroppo, di tutto il movimento repubblicano italiano. La rinnovata fiducia da parte del Parlamento Italiano al Governo Letta ha innanzitutto scongiurato l’inizio di un lungo periodo di instabilità politica, evitando così di aggravare la profonda crisi economica e sociale del nostro paese e rafforzando nella comunità italiana la speranza di poter agganciare i primi timidi segnali positivi che si stanno registrando in tutta Europa e nello stesso tempo ha forse dato inizio ad un profondo rinnovamento ed auspicabile normalizzazione ELENCO PAGAMENTO TESSERE PRI 2013 Consociazione Pri Cesena; Federazione Provinciale Pri Ravenna; Sez. del sistema politico italiano che ha Pri “Silvagni-Mazzini-Valconca”, Rimini; Sez. Pri “Mazzini”, Rimini; la necessità di riformarsi in modo Sez. Pri, Novi Ligure (AL); Sez. Pri, Lamezia Terme; Sez. Pri Vomero più coerente al sistema politico Arenella (NA); Sez. Pri “Ugo La Malfa”, Codigoro (FE); Sez. Pri europeo. “Pisacane”, Foggia; Sez. Pri “Sant’Andrea Borgo Mazzini” Rimini; Sez. Ma l’attuale governo, superando la “Ugo La Malfa”, Napoli; Sez. Pri “Celli” Cagli (PU); Sez. Pri “Centro”, strana politica dei rinvii, ha l’obCaserta; Sez. Pri “Garbarino”, Chiavari (GE); Sze. Pri Fano (AP); Sez. bligo di dare alla comunità italiana Pri “Mazzini”, Comacchio (FE); Sez. Pri “Giovine Europa”, Andora (SV); Sez. Pri Mantova; Sez. Pri Dro (TN); Gruppo Pri Lucchese, Lecco; precise e puntuali risposte. Sez. Pri “G. Spadolini”, Viareggio; Sez. Pri “R. Sardiello”, Reggio I Repubblicani pugliesi ritengono Calabria; Sez. Pri Melicucco (RC); Sez. Pri Locri (RC); Sez. Pri Samo pertanto che la ripresa dell’econo(RC); Sez. Pri Africo (RC); Sez. Pri Bovalino (RC); Sez. Pri Gioia Tauro mia italiana - da perseguire nel (RC); Sez. Pri Pavona, Roma; Sez. Pri Cecchina, Roma; Sez. Pri rispetto dei vincoli di bilancio - si Palombara Sabina, Roma; Sez. Pri Tuscolana, Roma; Sez. Pri possa raggiungere attraverso: "Pisacane", Foggia; Sez. Pri "G. Mazzini", Ferrara; Sez. Pri "L. Santini", 1. una riduzione dell’imposizione Viterbo; Sez. Pri Trieste; Sez. Pri “Camangi” Roma; Sez. Pri fiscale a carico dei lavoratori e “Bonfiglioli” Bologna; Sez. Pri Grottaglie (BA); Sez. Pri Spilimbergo delle imprese, soggetti della produ(PN); Sez. Pri “Aurelio Saffi” Ravenna; Sez. Pri Varese; Sez. Pri zione della ricchezza nazionale; Bottiroli” Voghera (PV); Sez. Pri “Mameli” Cologno Monzese (MI); Sez. Pri Cremona; Sez. Pri “Flaminio Prati (Roma); Sez. Pri “F.lli 2. una parallela riduzione della spesa pubblica mediante l’aboliBandiera” San Pietro in Campiano (RA). Sono pervenute all'Ufficio Amministrazione del PRI versamenti di pagamenti tes- zione di tutte le province e l’accorpamento dei comuni minori; la sere di singoli iscritti. E' chiaro che ai fini congressuali l'iscrizione singola non consente la partecipa- revisione del numero, delle compezione ai lavori dell'Assise repubblicana. tenze e del funzionamento delle Chi non è nelle condizioni di avere una sezione dovrà iscriversi a quella territo- regioni; un pacchetto di provvediriale più vicina. menti che comprenda la riforma Per ogni ulteriore informazione o chiarimento si prega di rivolgersi all'Ufficio della legge elettorale, una drastica Organizzazione (Maurizio Sacco) ai seguenti numeri: 338/6234576 riduzione del numero dei parla334/2832294 - oppure orgpri@yahoo.it mentari e la cancellazione del finanziamento pubblico ai partiti; MODALITÀ PAGAMENTO TESSERE PRI 2013 la graduale dismissione del cosidConto Corrente Postale n. 33579004 detto patrimonio pubblico, a intestato a Partito Repubblicano Italiano cominciare dalla partecipazione degli enti locali al capitale delle Bonifico IBAN IT03N0760103200000033579004 intestato a Partito Repubblicano Italiano municipalizzate; lo snellimento delle procedure burocratiche; il

Mercoledì 16 ottobre 2013

taglio della spesa improduttiva, tuttora diffusa nelle strutture delle amministrazioni centrali e (soprattutto) periferiche; 3. una revisione del welfare, con una redistribuzione delle attuali risorse che tenga conto delle mutate condizioni sociali e delle nuove povertà; 4. un forte incremento della produttività delle imprese, con una più incisiva riforma del mercato del lavoro orientata ad un maggiore riequilibrio tra insider e outsider, ad un rafforzamento della contrattazione aziendale, al perseguimento di quella flessibilità che è indispensabile per sostenere la concorrenza internazionale, alla creazione di forme moderne di ammortizzatori sociali; 5. una maggiore competitività generale del sistema Italia, puntando su una più ampia produzione di beni ad alto valore aggiunto mediante la riorganizzazione dell’intervento pubblico nella ricerca secondo standard internazionali e creando le condizioni normative e fiscali che possano favorire gli investitori italiani e stranieri nella localizzazione di nuove imprese sul territorio italiano; 6. un contrasto sistematico alla criminalità e una riforma per un più efficace ed efficiente sistema della giustizia, quale precondizione per un rilancio del Mezzogiorno; 7 un sistema scolastico, formativo, universitario, le cui logiche -culturali ed operative- vanno ripensate in funzione degli obiettivi complessivi verso cui il Paese dovrebbe tendere. Negli ultimi dieci anni sono state fatte riforme di ordinamento che però vanno sostenute con più decisione, con costante monitoraggio e con autentica valorizzazione dei saperi economici, scientifici, tecnologici, anche nella loro dimensione operativa, come di fatto avviene nelle imprese; In questa fase di profondi cambiamenti e di aumentata sfiducia da parte dei cittadini nei confronto dell’odierna classe politica, i repubblicani pugliesi ritengono che l’intero movimento repubblicano, saldamente ancorato ad un solido ed efficace patrimonio di idealità, di cultura politica, e di senso quasi sacrale delle istituzioni, possa trovare il proprio spazio vitale e continuare a contribuire incisivamente a quel processo di trasformazione in atto nella nostra società. Ma per fare questo i repubblicani Pugliesi ritengono che sia necessario procedere ad un profondo rinnovamento della classe dirigente del Partito, partendo dal recupero e pieno utilizzo delle esperienze e capacità politiche degli amministratori e responsabili locali maggiormente rappresentativi che metta a disposizione del partito la giusta vitalità ed rinnovato entusiasmo per giungere alla costruzione del pro-

getto liberaldemocratico per l’Italia, aprendo un vero confronto e fattiva collaborazione con tutti i movimenti, partiti ed associazioni che condividono i principi e valori della liberaldemocrazia quale nuova via ed utopia di libertà Segreteria Regionale Pri Puglia

La Voce Repubblicana del 16 ottobre 2013  

Quotidiano del Partito Repubblicano Italiano - n. 198 di mercoledì 16 ottobre 2013

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