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Il mensile che si fa sentire

V CE

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L I B E R A

CIRCOLO DELLA STAMPA

Periodico a cura dell’ Associazione «Circolo della Stampa» di Bellizzi DISTRIBUZIONE GRATUITA

www.lavoceliberanews.it

BELLIZZI

Reg. Trib. di Salerno N° 636/11 del 12/05/2011

Anno VI°- N. 11 - Dicembre 2016

Vivi il tuo Natale, in città

AUGURI BELLIZZI


Anno VI°- N. 11 - Dicembre 2016

Occorre una svolta decisa e coraggiosa

Il commercio a Bellizzi: un’agonia senza fine

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a crisi del commercio a Bellizzi, come in altri centri, ormai è divenuta endemica, acuita dalla crisi economica, dai centri commerciali, e dalla vicinanza con Salerno, prodiga di iniziative. Sicuramente il sindaco Volpe e il delegato al commercio Cosimo Di Muoio si debbono prendere la responsabilità di sostenere concretamente le piccole attività bellizzesi, lasciate da sole a combattere per sopravvivere. L'amministrazione comunale cosa intende fare per sovvertire questa moria del commercio? Come intende rendere vivo un centro se i negozi chiudono? Quali iniziative intende organizzare, per il Natale cittadino e la stagione estiva? Attrarre le persone a Bellizzi, e soprattutto non far scappare quelli che ci sono, è certamente cosa difficile, ma con sapienza, fantasia e persone competenti ci si riesce. Ci vogliono iniziative di qualità che non siano i soliti presepi o soliti spetta-

Redazionale

AUGURI A TUTTI I NOSTRI LETTORI Editoriale

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uando si conclude un anno è inevitabile fare dei bilanci. E lo è anche per noi, che per dodici mesi abbiamo raccontato Bellizzi in maniera il più possibile aperta ed obiettiva, riuscendo nell’arduo tentativo di non seguire le “mode” del momento e provando a dare Voce a tutti, soprattutto a chi fatica a farsi sentire altrove. Certo, non siamo stati esenti da errori, che sono fisiologici quando si prova a rendere corale un giornale che viene distribuito in una cittadina che, come tante altre in Italia, vive una contrapposizione politica netta (ed a tratti anche cieca) che condiziona negativamente la maggior parte dei dibattiti nati col fine nobile di svegliare la comunità e renderla parte attiva, e critica, del tempo presente. Ed è questo il proposito de “La Voce Libera” per il 2017: aprirsi ancora di più alla città, diventando la “casa di tutti”, senza preclusioni o stupidi preconcetti. Un laboratorio di parole che riesca dal basso a risvegliare la consapevolezza di essere cittadini. Il direttore responsabile Alessandro Mazzaro

colini. Si può dire: “facimm’ ammuina” perché questo attira gente; una cittadina ordinata diventa fredda e morente, perciò si può affermare che sono proprio le piccole attività e i negozi di vicinato a fungere da veri e propri "presidi" del territorio. Oggi, per ogni apertura di negozio, ce ne sono un paio che chiudono. E così via, in un vero e proprio bollettino di guerra. Indubbiamente, di fronte ai morsi della crisi, l’appello a salvare il negozio dietro l’angolo potrebbe apparire secondario se non futile. Occorre una svolta, un atto di coraggio da parte dell’amministra zione ma Dalla nostra redazione l’augurio anche degli esercenti stessi. di buone feste a tutti i lettori de “La Almeno provateci. Voce Libera”.

Periodico Mensile a Distribuzione gratutita

Direttore Responsabile Alessandro Mazzaro REDATTORI Matteo Russo - Rocco Calenda Luigi Di Tore - Fulvio Memoli EDITORE Circolo della Stampa BELLIZZI

PROGETTO GRAFICO Rocco Calenda STAMPA

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Reg. Trib. di Salerno N°636/11 del 12/05/2011 La collaborazione al periodico è resa a titolo gratuito


Anno VI°- N. 11 - Dicembre 2016

La nuova campagna de «La Voce» di Bellizzi

A Natale compra in città

di Matteo Russo

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omprare regali di Natale nei negozi e nelle botteghe per rivitalizzare il commercio al dettaglio. A lanciare la campagna è il giornale “La Voce” di Bellizzi, nel silenzio assordante delle associazioni di categoria e della politica. “A Natale compra in città” è il nostro slogan che ha come scopo l’intenzione di rivitalizzare il commercio locale che vive una fase, ormai prolungata, di preoccupante recessione e di crollo dei consumi, dove tanti negozianti, anche storici, si trovano alle prese con un calo della clientela e, di conseguenza, degli incassi. L’augurio, quindi, è che in vista del Natale aumentino gli acquisti nei negozi al dettaglio cittadini. Un tentativo per combattere lo strapotere dei centri commerciali che in periodi festivi come il Natale aumentano a dismisura il proprio fascino nei confronti dell’utenza. Decidiamo di comprare i regali di Natale da piccole imprese, nel negozio di artigianato, da un vicino che fa di tutto per mantenere aperto il suo negozio, da un amico che produce cose uniche, da chi resiste alla globalizzazione. Compriamo

Al via la «Ecocard»

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l'olio ed altri prodotti alimentari direttamente dai nostri contadini e produttori. Facciamo in modo che i nostri soldi vadano alla gente comune che ne ha bisogno, non alle multinazionali e alle grandi imprese che pagano troppo poco i lavoratori e spostano l'azienda in un'altra parte del mondo. In tal modo sempre più persone saranno in grado di vivere un felice Natale. Divulghiamo. Favoriamo una "nuova economia.

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iù ricicli sui rifiuti e più risparmi. Dal I° di gennaio sarà attivo il progetto comunale “più ricicli e più risparmi” il cui scopo è quello, oltra ad aumentare la quantità di rifiuti differenziati, tende a far risparmiare il cittadino/utente che, a propria cura, conferirà presso l’isola ecologica dell’ex Casermette quanto più riterrà utile differenziare e conferire. Si potrà ritirare la propria Ecocard presso gli sportelli comunali del front office al piano terra. Su questa speciale tessera saranno accreditati i punti i punti acquisiti quando si andranno a depositare i diversi rifiuti, come sopra indicato. In mancanza di questa tessera, intestata al capofamiglia, sarà possibile utilizzare anche la tessera sanitaria in possesso di ciascun componente del nucleo familiare dell’intestatario del tributo. Ed ecco che chi un po’ di tempo e altrettanta pazienza potrà risparmiare qualcosa sulla bolletta. Le utenze non domestiche (negozi, uffici, ecc…) potranno ritirare i sacchetti per i rifiuti presso la sede della Sarim, in via Copernico. Nella comunicazione si porta a conoscenza anche che saranno effettuati seri controlli sul corretto conferimento dei rifiuti domestici, a partire dall’orario in cui vengono cacciati oltre alla sua tipologia. Utente avvisato, utente salvato.


Anno VI°- N. 11 - Dicembre 2016

Le tradizioni del Natale

Natale con i tuoi...vale ancora?

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l modo di dire "Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi" ha origini abbastanza socialmente datate. Si riferisce infatti ad una realtà sociale, quella dei nostri nonni, che si fondava sul concetto di "famiglia". La famiglia veniva considerato un gruppo quasi sacro, indivisibile soprattutto nei giorni di festa religiosa. Il problema era che le giovani coppie che avrebbero voluto passare il Natale insieme a casa dei genitori di uno o dell'altro, dovevano rinunciare a questa loro idea e dividersi per festeggiare ognuno con la propria famiglia...un'eventuale assenza infatti sarebbe stata considerata come una grave mancanza di rispetto verso i propri genitori. La questione si riproponeva con vigore soprattutto in occasione delle due feste principali, il Natale e la Pasqua. Si arrivò ad una sorta di compromesso sociale che stabiliva la supremazia gerarchica della festa natalizia...da qui il modo di dire "Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi" che oggi viene ancora utilizzato in maniera spesso ironica e non sempre coerente con il suo significato. Per quanto riguarda la preparazione delle ricette natalizie «in compagnia» quasi il 60% preferi-

di Rocco Calenda

C’erano una volta i mercatini di Natale

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sce cucinare come vuole la tradizione senza preoccuparsi del tempo e sperimentando ricette tipiche di questa festività. Il 40% invece afferma di utilizzare accessori tecnologici innovativi per velocizzare la preparazione. Per l’acquisto degli ingredienti la maggior parte opta per il supermercato (80%), seguito da gastronomie specializzate, non solo off line ma anche online, per acquistare con maggiore facilità prodotti territorialmente “lontani” a prezzi vantaggiosi. Ad esempio, su vente-privee le campagne a tema Gastronomia (panettoni, pandori, confezioni regalo di cioccolatini, ma anche tartufi e prodotti alimentari pregiati) hanno aumentato la loro frequenza di presenza sul sito sin dal mese di ottobre. Dunque, in che modo o maniera preferite trascorre il Natale, fatelo sempre con chi amate di più e.. buon Natale e felicissimo 2017 da parte mia.

iù di qualche cittadino ci ha chiesto informazioni sui Mercatini di Natale bellizzesi. E cosa potevamo rispondere? Ormai i Mercatini di Natale, inventati dall’amministrazione Salvioli e continuati poi (solo per una volta) da quella di Volpe, fanno ormai parte dell’album dei ricordi. Installati dapprima in Piazza De Curtis, poi nell’atrio della chiesa di via Roma, poi su via Trieste, davanti all’ex consorzio, sono andati via via scemando per la loro conclamata inutilità, sia per l’esiguo numero dei commercianti, bottegai e artigiani vari, sia per la loro scarsa consistenza promozionale. Gli affittuari delle casette in legno dei mercatini, infatti, non avevano creato mai niente di tipico, di tradizionale ma solo creato delle succursali alle loro attività ordinarie. Non ci voleva un mente eccezionale per capire che la strada intrapresa era sbagliata e che i “mercatini” non avrebbero avuto vita lunga. E così è stato. Fantozzi li avrebbe definiti <<… una cagata pazzesca>>. Buon Natale a tutti.


Anno VI°- N. 11 - Dicembre 2016

Riceviamo e pubblichiamo da «Insieme per la Bellizzi che vogliamo»

Stadio comunale e viabilità: «E’ gghjuta ‘a pazziella ‘mmane e’ criature»

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tadio Comunale: opposizione attacca: Maddalo Angelo "E' stata la nostra amministrazione, attraverso un immenso lavoro che ci ha permesso di realizzare un ottimo progetto, espropriare l'area destinata al campo sportivo e di avviare poi la procedura per ottenerne il finanziamento, difatti il decreto della Regione Campania porta la data in cui noi eravamo amministrazione. Inoltre questo progetto era stato pensato per tutti, per dare lustro alla nostra città e non per il vanto di qualcuno che ha inaugurato un'opera fatta male e con un bando oggetto della magistratura. Inoltre l'opposizione ha ricevuto con un solo giorno d'anticipo l'invito a partecipare all'inaugura zione, quasi come una presa in giro, oltre alla intitolazione che è sintomo di megalomania essendo stato lo slogan della recente campagna elettorale. Provate a chiedere ai cittadini e vedrete quanta delusione c’è in quella intitolazione. Siamo certi che non l’ha chiamto “mimmo Volpe” solo perché ancora non si può fare, essendo ancora vivo. Questo è il motivo per cui non eravamo presenti. In più riteniamo che Bellizzi meritasse di più e non un campo con dei rischi per i giocatori, i piloni all'interno del terreno di gioco sono i più eloquenti, a causa di una Giunta

Comunale che non ha saputo valorizzare il lavoro che ha da noi ereditato inoltre enunciando meriti non propri. Ancora disagi sulla viabilità: dagli scontri in Consiglio Comunale e quello di piazza va detto che lo spartitraffico è ormai scenario di continui attacchi della minoranza e di rabbia dei bellizzesi, che hanno capito, finalmente, l’inutilità di quello sconcio urbano. Ora si è spostata la questione sui social dove un gruppo di cittadini manifestano i loro disagi. Lo spartitraffico, insieme al piano per la viabilità, rappresentano la pietra tombale per il commercio e sta portando Bellizzi al decadimento totale sia come intralcio alla libera circolazione che come ostacolo per i mezzi di soccorso. Il sindaco pensa a sistemare i soliti noti, amici, parenti degli amministratori ed ex consiglieri mentre i residenti pagano lo scotto di una superficialità amministrativa , in attesa di risposte alle tante promesse da campagna elettorale. Qualche giorno fa abbiamo assistito ad uno spettacolo vergognoso: pezzi di spartitraffico sparsi per strada, a causa del forte maltempo, col rischio di danneggiare persone e cose.Ecco cosa vuol dire la denuncia di <<danno temuto>> fatta dall'opposizione ai carabinieri. E’ bastata una raffica di vento per

Redazionale

fare questo scempio rischiando l'incolumità della gente inoltre con quello definitivo continuano a non esserci gli spazi per i mezzi di soccorso. E dopo le feste, ci faranno la festa con il parcheggio a pagamento. Occorre una mobilitazione popolare. Noi, come minoranza, stiamo facendo quanto possibile. Ora è il popolo che deve darci una mano. Il commercio sta morendo: Bellizzi ormai è abbandonata a se stessa, in un clima di assenza della mano pubblica ma soprattutto vediamo un commercio spegnersi giorno per giorno e chi ci rappresenta invece di aiutare i commercianti tende ad ostacolarli con tassazione elevata, piano traffico aberrante (spartitraffico, sosta a pagamento, eliminazione di parcheggi). Inoltre i rifiuti indifferenziati devono essere trattenuto dai negozianti per 15 giorni nei locali propri. Noi della minoranza gridiamo” Basta con questi disservizi legati al disinteresse di chi dovrebbe amministrare ma che invece pensa solo alla propria mangiatoia”.

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Anno VI°- N. 11 - Dicembre 2016

Riceviamo e pubblichiamo da «Città Possibile»

Dopo anni di attesa il nuovo stadio è una realtà

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utto è bene quel che finisce bene. Lo stadio è ormai aperto e disponibile. Ma mi corre l’obbligo, per dovere morale e politico, fare chiarezza circa l’iter che ha portato al “Nuova Primavera” che è lo stadio di Bellizzi, di tutti, al di là delle polemiche,, nate per fini politici e non di pubblica utilità. Iter documentato dalle tante delibere comunali e non dalle fantasie di qualcuno. Lo stadio è stato inaugurato il 29 novembre, alle ore 17:00, con la partecipazione del Presidente della Giunta Regionale della Campania, Vincenzo De Luca. Ora, alla fine di un percorso lungo e laborioso, per sgombrare il campo da equivoci e malintesi, è bene fare delle precisazioni sull’intero iter dell’opera. La prima risale al lontano 1999, quasi 17 anni fa, non l’altro giorno, ovvero la delibera di Consiglio Comunale n° 13 del 24/03/1999, che dette il via all’iniziativa, voluta dalla prima Giunta Volpe. L’anno successivo vi è stata l’approvazione del progetto esecutivo del primo lotto (vedi delibera di G.M n° 58/2000) con un impegno di 2 miliardi delle vecchie lire (mutuo ancora in corso con la cassa deposito) a cui fanno seguito le delibere di G.M. n° 89/2000 e n° 177/2000. La burocrazia italiana è tremenda e così si arriva al 2004, e con la delibera n°44 dell’ 11/02/2004 si avvia l’acquisizione e accesso alle aree con posa della prima pietra. A dicembre 2006 si interviene con una variante per “modifiche strutturali” (vedi delibera n° 220 del 21 dicembre 2006. Partono i lavori, tra alti e bassi e qualche incidente di percorso imprevedibile per chiunque quando si affronta un opera così importante. Nel 20014 interviene un Decreto Regionale

per l’accellerazione della spesa (decreto senza copertura finanziaria), e un impegno di 200mila euro di fondi comunali per il cofinanziamento. L’anno successivo vi è una copertura finanziaria con anticipazioni di cassa, da parte del Comune, per garantire il termine ultimo per non perdere il finanziamento (bisognava quietanzare entro 31 dicembre 2015). Questi i fatti, carte alla mano.<< Verba volant, scripta manent>>ovvero “le parole volano, gli scritti rimangono” . Alla minoranza che ci accusa per partito preso, chiediamo di mostrare gli atti di approvazione del progetto esecutivo da loro prodotto nel quinquennio 2009-2014. Solo per serietà ed etica politica oltre che per rispetto dei cittadini. Non esiste, e lo sanno molto bene. Dovrebbero spiegare il motivo del perchè si è utilizzato il sistema dell’appalto INTEGRATO, con a base di gara il progetto definitivo, quale stralcio del preliminare approvato da Città Possibile. In merito agli inviti per l’inaugurazione, sempre carte e protocollo comunale alla mano, non c’è un solo invito fatto al gruppo consiliare di Volpe, durante i cinque anni salvioliani (2014/2019) in occasione di avvenimenti o altro. Noi lo

Redazionale

abbiamo fatto. Questa maggioranza da sempre ha fatto pervenire l’ invito ISTITUZIONALE alla minoranza! Il parteciparvi o meno fa parte di “sensibilità istituzionale”. Era importante fare chiarezza sugli atti prodotti, affinché possa emergere l’impegno ed il lavoro della nostra struttura tecnica amministrativa e degli uffici comunali, al netto di ricorsi, polemiche e ostruzionismi di parte. E’ fondamentale che chi abbia interesse a continuare a discutere, possa farlo, con le carte alla mano e senza strumentalizzazioni polemiche. Alla fine, per i cittadini conta il risultato, senza fantasiose “primogeniture”. Oggi la città si ha un gran bel stadio, patrimonio di tutti. Anche la scelta del nome ha suscitato polemiche, benchè si tratti di un nome semplice e pieno di speranze: <<Nuova Primavera>>. Abbiamo così deciso perché riteniamo che rappresenta un forte messaggio, che apre a nuovi obiettivi, nuove opportunità, nuove prospettive. Certo, si poteva intitolare lo stadio in tanti modi, tanti nostri concittadini potevano essere candidati a dare il loro nome all’opera, perché tutti meritevoli di attenzione e di affetto. In ogni caso ci sarebbero state polemiche sul perché Tizio e non Caio. Ci conosciamo bene. Si è, invece, preferito guardare al futuro, indicando la più bella stagione dell’anno, quella della rinascita, della natura che si risveglia, della vita che riprende con dinamismo: la Primavera! Comunque, al di la di quanto si sente mormorare in giro, pare che la primavera esistesse anche prima dell’ultima campagna elettorale per le comunali… Buon Natale e felice Anno nuovo a tutti, di cuore.

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Anno VI°- N. 11 - Dicembre 2016

A qualcuno la 13^, verrà portata via dalle tasse

C’era una volta...la Tredicesima

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esiderata, sospirata... e tanto attesa. No, non stiamo parlando di una bella donna o di un'avventura sentimentale ... stiamo semplicemente parlando della tredicesima. Purtroppo, sono finiti i tempi belli e di questi soldi, solo una microscopica parte, sarà destinato all’acquisto di regali e spese di Natale. Gran parte dell’importo complessivo delle tredicesime, ben l’80%, sarà destinato al pagamento di: Rc Auto, saldo Imu, spazzatura, mutui, bolli auto e bollette varie. Parte integrante dello stipendio, la si considera come reddito a parte, che serve a coprire spese eccezionali: che si tratti di saldare i debiti o di comprarci i regali di Natale o saldare debiti regressi. Quasi fosse rimasta la "gratifica natalizia" dei primi anni Trenta del Novecento, quando era una elargizione discrezionale dei datori di lavoro, e non fosse diventata invece obbligatoria, dapprima per gli impiegati, poi, nel 1946, anche per gli operai dell' industria e infine dal 1960 per tutti i lavoratori dipendenti. La situazione di crisi anche quest’an no condizionerà fortemente le spese natalizie che, a causa della crisi stessa e dell’ aumento dei costi da sostenere, saranno sempre di meno gli importi da dedicare al Natale. Poi ci sono quelli che la tredicesima non sanno neanche

di Antonio Latronico

Evasori: non sono tutti uguali

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cosa è, e a costoro va tutta la solidarietà possibile. Natale è per tutti, ma non è sempre così, purtroppo. A Bellizzi avevo chiesto agli assessori di rinunciare alle loro indennità di carica per i mesi di novembre e dicembre. Con i 6mila euro a disposizione si sarebbero potuto aiutare, per davvero, tante famiglia a trascorrere un Natale un po’ migliore. L’appello, come per lo scorso anno, è rimasto inascoltato, nonostante questi assessori non hanno bisogno, minimamente, di queste indennità. Non abbiamo ancora toccato il fondo perché, ogni anno che passa, affondiamo sempre di più. Le famiglie hanno debiti ed uno stipendio al di sotto della media europea, non ci sono soldi e quando andiamo a fare la spesa, sono sempre meno le cose che si comprano. Fino adesso abbiamo tolto il superfluo adesso cominciamo a togliere il necessario di cui si può iniziare a farne a meno e tra questi purtroppo, i regali di Natale. Ciao tredicesima e ciao regali di Natale!

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i fa un gran parlare di tasse e di evasori. Sembrerebbe che tutti gli italiani siano degli evasori perché ogni categoria dice che gli evasori sono gli altri. I commercianti dicono che sono stufi di essere additati come coloro che non pagano le tasse perché invece quelli che evadono sono i dentisti. E i gioiellieri dicono che sarebbe ora che cominciassero a pagare le tasse i commercialisti, sì proprio loro, i commercialisti che sanno come si fa ad evadere. E quelli che evadono milioni dicono che è evasione anche quella dell’idraulico che si fa pagare in nero, quella dell’oste che non fa una fattura nemmeno sotto tortura, quella del barista che regala una brioche al barbone e non gli fa lo scontrino. Ma io ormai mi sono convinto che non esiste una sola evasione, è un po’ come i treni che una volta erano prima seconda e terza e adesso, in nome dell’e guaglianza, sono premium, standard, business, salottino, smart, extra large, prima, club, executive, area silenzio, cinema. L’evasione è per lo meno serie a e serie b. Se non ho i soldi per dare da mangiare ai miei figli, se per pagare le tasse debbo licenziare della povera gente, se ho bisogno di denaro per mandare mio figlio all’università, sono un evasore light. Ma se sono un evasore totale, se nascondo introiti per comprami il veliero, se non contribuisco alla gestione dello Stato perché sono bulimico di case e palazzi, perché voglio servitù e Suv, abiti di Armani e casinò, allora sono un evasore strong, . Nell’evasione non siamo tutti uguali.


Anno VI°- N. 11 - Dicembre 2016

Referendum Costituzionale

il 70% a Bellizzi ha detto «NO» alla riforma

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on tutte le ciambelle escono col buco. E così anche Bellizzi, in sintonia con tanti altri comuni ha rigettato con forza la proposta di modifica della Costituzione. Ben 4598 elettori hanno detto “NO” (il 69,09%) a fronte dei 2057 del SI (30,91%). Su 10990 aventi diritto hanno votato in 6715 pari al 63,64%, che è una gran bella partecipazione popolare per un referendum, a memoria d’uomo. Anche a Bellizzi, come in tante altre città filo governative, non è bastato l’impegno e l’appello a votare Si da parte dei sindaci e delle loro amministrazioni. La presenza di De Luca, all’inaugura zione del campo sportivo, non ha ottenuto gli effetti desiderati. Anzi, le dichiarazioni a gamba tesa del governatore hanno inasprito anche gli animi più sensibili. Va detto, per serietà intellettuale, che tanti ammiratori ed elettori di Volpe e del Pd hanno votato NO così come tanti altri, anche salvioliani o del centro destra hanno votato SI. Era una questione di coscienza, non di appartenenza politica, anche se ora il dato sarà oggetto di strumentalizzazioni. Sono in tanti, adesso, a saltare, in perfetto stile italico, sul carro dei vincitori che, mai come in questa occasione, è

di Matteo Russo

Eliminati i dossi pericolosi in via dell’Artigianato

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particolarmente variegato e multicolore. D’altra parte, sono molti, soprattutto nella nostra città, a dover digerire e tentare di giustificare la sonora sconfitta. Non si può neanche fare appello al cosiddetto “disamore per la politica” da parte dei cittadini, visto che, in questo caso, hanno dimostrato di amarla, facendo registrare un’affluenza mai vista in un referendum, con numeri che hanno senza dubbio una valenza fortemente politica e di bocciatura dell’intera classe politica, legata alle truppe Renziane. La vittoria del NO si sentiva nell’aria. Il cittadino, da quando la mattina scende per strada deve fare a pugni con la vita: dal traffico alla sanità, dal lavoro che manca ai trasporti che fanno schifo… e potremmo continuare per pagine intere. La gente è stufa. Il primo scoppolone è arrivato. State attenti: le elezioni sono prossimo. Ci sarà da divertirsi.

icuramente almeno una volta ci sarete passati sopra con la vostra auto. Parliamo di quei antipatici e pericolosi “dossi” in cemento che stavano su via Dell’Artigianato, nella ziona industriale. Ora sono stati rimossi, finalmente, dopo che tantissimi automobilisti ci hanno rimesso danni alle loro auto, ed ora, al loro posto, del normale asfalto, leggermente rialzato, ma niente di pericoloso come prima. Quel che non è dato di sapere è “chi e perché” ha autorizzato, all’epoca, la creazione di quei dossi micidiali alla libera circolazione? Va detto che quella è una strada “morta”, che finisce dopo poco più di 200 metri e dove ci sono pochissime attività. Non si capisce, quindi, perché nessuno, per anni, ha visto niente, o fatto finta di non vedere, sapendo molto bene che erano fuorilegge. Ora siamo tornati alla normalità, che è la cosa più complicata da realizzare.


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Iva al 10% e 30 euro per ogni funerale

Neanche «dopo» saremo tranquilli. Arriva la tassa sulla «morte»

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'obiettivo è quello di riformare il settore funebre con nuove forme di tassazione per ogni operazione cimiteriale. L'effetto è quello dell'introduzione di una vera e propria "tassa sulle morte". Il ddl sulla "Disciplina delle attività funerarie" a firma di Stefano Vaccari (PD) è sbarcato in questi giorni all'esame della Commissione Igiene del Senato. Tra i principali obiettivi si propone di definire i soggetti che possono operare nel settore funebre, riorganizzare la tipologia di operatori privati, riordinare il sistema cimiteriale, combattere l'evasione fiscale. LA TASSA SULLA MORTE. Le spese funebri (attualmente esenti) sarebbero assoggettabili ad Iva con aliquota del 10% ed elevamento della soglia di detrazione dall'Irpef, compensata dalla previsione di forme assicurative specifiche riguardanti l'ambito funebre e dall'esten sione della cifra detraibile sulle spese funebri in una percentuale del 50%. LA QUOTA FISSA. Per coprire gli oneri per la vigilanza e il controllo circa l'osservanza delle norme per le attività funebri nel proprio territorio di riferimento, si prevede altresì un contributo fisso da corrispondersi per ogni funerale, e per ogni operazione cimiteriale a pagamento, pari a

di Rocco Calenda

«La Giuggiola»: una realtà vicina ai consumatori

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30 euro, rivalutati ogni anno in base al tasso di rivalutazione monetaria rispetto all'anno precedente. LA MOTIVAZIONE. L'intervento è reputato necessario in quanto, si legge nella relazione, "in più parti d'Italia, purtroppo, l'attività funebre e cimiteriale si è deteriorata divenendo oggetto di indagini di organi di polizia o della magistratura e le cronache, quasi ogni settimana, documentano di reati o di raggiri messi in atto da operatori sanitari o da imprese funebri ai danni delle famiglie, di allarmi sociali più o meno estesi derivati da cattive gestioni cimiteriali, di confische a clan camorristici anche di imprese funebri o di loro influenza nella gestione dei cimiteri". Per concludere, amici, prima dell’ultimo viaggio, ricordatevi di lasciare qualche soldo per queste spesuccie fresche fresche arrivate.

atale è alle porte e in città non è che si senta particolarmente questo clima. Assente la mano pubblica e le associazioni di categoria, i commercianti devo fare “necessita virtù” con il “si salvi chi può”. E su questo tema che “La Giuggiola”, con il suo titolare il sig. Antonio De Sio, uno dei più grandi negozi di frutta e ortaggi e tanti altri prodotti alimentari di indubbia qualità della nostra cittadina ha organizzato, per il secondo anno consecutivo, l’inizia tiva <<Mangia e Bevi Cilento>>, con una ottima degustazione gratuita di prodotti tipici locali. Grande la partecipazione popolare che hanno potuto gustare caldarroste e “provolone impiccato”, insieme a vino sardo e di Teggiano; pasta tipica e fagioli di Controne, grappa barricata e tartufo di Bagnoli; e tanto altro ancora, troppo lungo da elencare. Soddisfatto il sig. De Sio e i suoi collaboratori che hanno lavorato sodo per la buona riuscita dell’evento. L’appuntamento è al prossimo anno. Con gli auguri de “ La Giuggiola” e del suo staff. Questi sono gli imprenditori che non si piangono addosso….E che guardano avanti!


Anno VI°- N. 11 - Dicembre 2016

Aeroporto «Salerno - Costa D’Amalfi»

Aeroporto incustodito, indaga la procura

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perta anche un’inchiesta interna, c’è il dubbio che qualcuno abbia aperto un varco d’accesso. Poche settimane fa una troupe del Corriere.Tv ha fatto una scottante inchiesta sull’aero porto di Pontecagnano, mettendo in rete un video servizio che ha sollevato tantissime polemiche e aperto un fascicolo da parte della magistratura. «Sicuramente qualcuno avrà aperto i cancelli dell’aeroporto e consentito l’acceso per le riprese» è la voce che circola all’aeroporto Salerno Costa d’Amalfi, in merito al video, pubblicato sulla rete, che dà l'impressione di uno scalo abbandonato, in cui è possibile entrare di notte, senza alcuna sorveglianza, di accedere addirittura sulla pista e di salire finanche su alcuni aerei posteggiati. Finora, nonostante le accese polemiche, non vi è alcuna dichiarazione da parte della società di gestione e degli altri responsabili, a vario titolo, dello scalo salernitano. Fortemente imbarazzata era la Commissione per la Sicurezza, riunitasi d’urgenza, , per decidere il da farsi. Nel corso dell’incontro, piuttosto animato , è stato visionato nuovamente il video, per capire se sia possibile estrapolare qualche frammento in grado di aiutare a capire chi sia stato l’eventuale complice interno, che ha consentito al giornalista Antonio Crispino, di

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girare indisturbato per la struttura, e di notte. Anche la Magistratura non è rimasta a guardare e da inviato i carabinieri per acquisire il filmato e non è escluso che interrogheranno dipendenti, amministratori ed ex in carica, per sentire le versioni e mettere ogni tassello al posto giusto. A questo incidente si aggiunge un dato politico/aziendale: va detto che quest’anno l’aeroporto è passato dal controllo della Camera di Commercio a quello della Regione Campania e della Regione Basilicata (che hanno acquisito le quote della società), ultimamente è stato anche al centro di polemiche. Perché da Napoli temono che l'interesse per lo scalo salernitano potrebbe creare problemi a Napoli possa nuocere a Capodichino. Sul piatto ci sono 40 milioni di euro, già stanziati, che serviranno per l’ampliamento della pista e il potenziamento della struttura. Nel lungo ed articolato reportage viene evidenziato come chiunque possa entrare nello scalo. E arrivare, senza trovare alcun ostacolo, sulla pista di decollo o atterraggio, dove si trovano alcuni aerei da turismo, due elicotteri del Corpo forestale dello Stato e i mezzi dei Vigili del Fuoco. Era un giornalista in cerca di uno scoop. Ma se era un terrorista poteva fare quel che cavolo voleva, indisturbato. Con buona pace di tutti.

di Matteo Russo

Natale non è uguale per tutti

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iciamocelo: il Natale è bello se sei piccolo, è bello se hai una famiglia altrimenti diventa una sofferenza con quella ipocrisia che ci vorrebbe tutti buoni almeno per quel giorno. Penso a chi non ha nessuno da abbracciare. O peggio, ce l'ha ma non può abbracciarlo. Penso ai genitori separati. Penso agli anziani in una casa che qualcuno si ostina a chiamare "di riposo". Penso che in tante casefamiglia ci sono dei bambini che potrebbero smettere di essere un business e dare e ricevere gioia in altre famiglie. Penso a quelle persone che non hanno soldi per arrivare a fine mese e vanno a letto presto perché non hanno i soldi per pagare il riscaldamento. Penso a quelle chiese che organizzano il pranzo per i nuovi e i vecchi poveri. Penso che tra poco sarà Natale. Scavo nella memoria per cercare i miei, di Natali. Penso che sarebbe bello tornare, solo per un giorno, figlio con la memoria dell'adulto. Penso sarebbe bello riabbracciare mamma e papà con la consapevolezza che non sono eterni come ti aspettavi. Un regalo diverso. Impossibile da scartare. Ma questo, lo capisci sempre troppo tempo dopo.

A U G U R I


Anno VI°- N. 11 - Dicembre 2016

Riceviamo e pubblichiamo

Lettera aperta di un cittadino al sindaco Volpe

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e polemiche relative al nuovo impianto sportivo "Nuova Primavera", alla sua "paternità" e alle modalità e i tempi della sua realizzazione non smettono di appassionare i politici e non del nostro paese e in seguito alle dichiarazioni del sindaco circa la famosa posa della prima pietra, sono nate in tanti cittadini delle perplessità e così hanno pensato bene di informarsi per cercare di capire da che parte stia la verità. Spero che questo contributo, reso grazie alla Voce, serva a chiarire le idee anche a quanti sono stufi di ascoltare chiacchiericcio da bar e a quanti ancora credono, nonostante tutto, nella politica come più alta espressione della volontà del popolo. Le carte e dunque i fatti raccontano una verità decisamente diversa da quella che video e messaggi il sindaco Volpe tenta di propinarci tramite il suo profilo facebook. La prima cosa che salta agli occi, leggendo le carte, è che non aveva neanche pagato l'espro prio del terreno sul quale oggi sorge il campo sportivo e il suo progetto del 1999 non era stato finanziato. Inoltre con delibera del 2 marzo 2010, (giunta Salvioli) il comune di Bellizzi presentò un nuovo progetto a firma del geometra Carmelo Panico e con decreto n° 530 del 16 maggio 2014 venne finanziato il progetto per l'impianto sportivo, e ancora il 22/05/2014, venne firmata una convezione tra il comune e la regione Campania. L'attuale sindaco ha dunque gestito solo la procedura di

di Vitale Balistreri

Campo Sportivo; stabilite le tariffe

di Luigi Di Tore

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appalto e in merito a questa procedura si sono recati anche i carabinieri in Comune. Sicuramente è giusto che al taglio inaugurale del nastro si sia presentata l'amministrazione in carica ma si poteva anche ammettere, con estrema onestà, che il finanziamento non è stato ottenuto grazie ai propri meriti bensì grazie al lavoro della giunta precedente. Da cittadino, non per sentito dire e non per partito preso ma semplicemente perché mi sono documentato a riguardo, e chiunque voglia trovare riscontro alle mie parole potrà consultare l'albo pretorio del Comune. In più è stato dichiarato che la realizzazione del progetto in questione è stata possibile grazie alla copertura finanziaria dell'accelerazione della spesa mentre invece, ancora una volta, i documenti testimoniano che il campo sportivo è stato finanziato con il progetto "Città solidali e scuole aperte", atto al completamento di impianti sportivi polivalenti. Detto ciò lancio un appello al sindaco: mi smentisca se sbaglio ma soprattutto dica una volta per tutte la verità a chi ci legge.

a Giunta Comunale, con la delibera n° 138 del I° dicembre scorso, ha deliberato ed approvato le tariffe per l’utilizzo del nuovo campo sportivo. Nell’attesa di redigere un apposito regolamento per il suo funzionamento, l’amministrazione ha di fatto confermato le tariffe e il relativo deposito cauzionale, già approvate con la delibera comunale n° 191 di ottobre 2008 (sette anni fa), che riguardavano il campo di Via Napoli e che ora sarà restituito ai legittimi proprietari. Le società affiliate pagheranno 35,00 euro per gli allenamenti; 70,00 euro per le partite; 50 euro per gli allenamenti notturni e 130,00 per le partite, sempre notturne.Le società amatoriali, dal canto loro, avranno come tariffa 70,00 euro per gli allenamenti; 140,00 per le partite; 90,00 per allenarsi in notturna e 170,00 per le partite, ovviamente notturne. Va detto che le tariffe sono comprensive di IVA, pulizia dei locali utilizzati, per la tracciatura del campo nonché dell’apertura e chiusura dell’impianto. Le tariffe vanno regolarizzate in rate mensili entro e n non oltre il quindicesimo giorno del mese di pertinenza, tramite versamento sul conto corrente postale della Tesoreria Comunale. Il mancato pagamento della tariffa d’uso per 30 gg consecutivi comporta la revoca immediata dell’autorizzazione. L’utilizzo della pista di atletica è gratuito per chi vuole farne uso, previo sottoscrizione di una liberatoria al personale addetto.


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Lavori socialmente utili per disoccupati di lunga durata

Lavori di pubblica utilità al Comune di Bellizzi

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rmai, al Comune, la squadra manutenzione non esiste più. E’ rimasto solo il giardiniere e un altro operaio. Nel 1996, con la prima amministrazione Volpe, tra “comunali” e lavoratori socialmente utili, si arrivava a 49 unità. In questi venti anni ne è passata di acqua sotto i ponti. Prima la collocazione di questi operai in ditte più o meno private, altri si sono ammalati ed è stato necessario il cambio di profilo, poi c’è chi è andato in pensione e chi è volato in cielo. Ed ecco che il Comune, non avendo soldi in cassa, non potendo affidare altri servizi extra alla società Cooperazione & Solidarietà e non potendo fare assunzioni dirette ha pensato di ricorrere ai lavoratori in mobilità per sopperire a queste incombenze. E’ stato così pubblicato il bando pubblico per il reclutamento di lavoratori disoccupati espulsi dal processo produttivo ed in attesa di ricollocamento. La selezione riguarderà 25 unità da impiegare in servizi legati ad esigenze del territorio e dei servizi alla persona. La retribuzione sarà a carico dei fondi regionali. I partecipanti dovranno avere i seguenti requisiti:

1.essere attualmente disoccupati e privi di alcun tipo di sostegno al reddito; 2.essere residenti o domiciliati in Regione Campania; 3.di essere stati percettori di indennità di mobilità ordinaria scaduta negli anni 2013/2014 che non hanno beneficiato di alcun trattamento in deroga successive per effetto delle disposizioni previste, o percettori di indennità di mobilità ordinaria con scadenza negli anni 2015/2016; 4.di non essere avviati in altre iniziative similari quali quelle previste dai DD. 85 del 16.04.2015 e DD. 439 del 04.11.2016; 5.di essere iscritti ai competenti Centri per l'Impiego. L’utilizzo dei selezionati e la retribuzione sono subordinati all’approvazione del progetto da parte della Regione. Gli uffici del Comune: "Sportello Lavoro" e URP restano disponibili per ogni informazione e per la compilazione delle relative domande. Alla fine l’Ente pensa di sopperire alle sue deficienze con questi poveri lavoratori che guadagneranno pochi euro a fronte di prestazioni lavorative piene e forse anche qualificate. Proprio un bel regalo di Natale li aspetta.

di Luigi Di Tore

Un Italiano su tre a rischio povertà

di Luigi Di Tore

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a mancanza di lavoro o di un minimo di reddito sufficiente a soddisfare i bisogni essenziali, come l’abitazione e un’alimenta zione adeguata, ha portato 17 milioni e mezzo di persone, il 29% dei residenti in Italia, sull’orlo della povertà o dell’esclu sione sociale. Il dato riferito esplode ai livelli di una vera e propria emergenza sociale nelle Regioni del Sud, dove ormai è a rischio povertà o di esclusione il 46,4% della popolazione, contro il 24% al Centro e il 17,4% al Nord. La difficoltà crescente non risparmia neppure le zone più ricche del paese, dove le disuguaglianze tra le fasce più ricche e più povere si fanno ancora più marcate. Lo ha scritto l’Istat nel rapporto annuale sulle condizioni di vita e di reddito diffuso e pubblicato giusto subito dopo il referendum. Tra le persone in difficoltà, quelle più esposte al più grave rischio povertà sono il 19,9%. È la percentuale più alta riscontrata dal 2004, l’anno in cui è iniziata la serie storica di questi rilevamenti. Per l’Istat è a rischio povertà chi vive in una famiglia con un reddito inferiore al 60% della media, che per un nucleo composto da una sola persona adulta è pari a 9.508 euro annui. I maggiori segnali di peggioramento arrivano da chi vive in famiglie con almeno cinque componenti e tra chi vive in coppia con almeno tre figli. Per l’Istat si trova in condizioni di grave deprivazione materiale chi è in arretrato sulle bollette, non riesce a fare fronte a spese impreviste o per beni durevoli, non può riscaldare casa o fare un pasto proteico una volta ogni due giorni.

V G

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Un problema fondamentale per la nostra economia

L’Agricoltura è vita

di Matteo Russo

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nessuno interessa niente degli agricoltori: a cominciare dalle amministrazioni dello Stato per finire ai consumatori. Eppure, gli agricoltori, storicamente, hanno avuto un ruolo fondamentale in tutte le civiltà. L’agricoltura è vita Il poco interesse verso l’agricoltura nasce da un fattore culturale: l’idea che in agricoltura ci lavorino quelli “senza cervello”, l’idea che “tutti sappiano farlo” e quindi quel lavoro vale poco o nulla sia da un punto di vista culturale che economico. “Produrre cibo” non è cosa semplice. Ci vuol davvero tanto coraggio, impegno e cervello per fare gli agricoltori ai nostri tempi. Un imprenditore che produce bulloni ha dei costi di produzione e dei fattori di rischio aziendali: ad esempio avere dei clienti che comprino quel bullone. In agricoltura i fattori di rischio sono altissimi perché non c’è la certezza di produrre nemmeno il prodotto. Una pianta non è un bullone, deve fare i conti con la natura: se c’è siccità la pianta muore, così se piove troppo, se c’è troppo caldo la pianta muore, idem se fa troppo freddo o se c’è troppo vento, o, per sintetizzare, se la pianta viene colpita da una delle tante malattie e/o virosi la pianta muore e se le piantagioni muoiono vuol dire niente fatturato e tanti debiti. Capite bene che quando tutto va bene è una sorta di miracolo. Dopo aver superato questa dura battaglia contro la natura il contadino deve imbattersi in altre battaglie.

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La politica, ovvero tutti gli amministratori che si occupano di agricoltura, dal Ministro Martina fino all’ultimo assessore comunale all’agricoltura, poco o nulla fanno per aiutare gli agricoltori italiani. Ovviamente il pesce puzza dalla testa ed il vero problema è riscontrabile in sede europea. In Europa hanno deciso di aprire i mercati ad una serie di Paesi extra Ue. Questo significa che aumenterà sempre più la concorrenza sleale con la diminuzione dei prezzi (non si riesce più a coprire le spese) e con l’aumento dei fattori di rischio per la Salute. Frutta-e-verdura-cuore. E qui veniamo ai consumatori. Da anni i nutrizionisti ci dicono che frutta e verdura sono la base per una buona dieta che ci permetta di vivere meglio e più a lungo. Ma la domanda è: ma se frutta e verdura sono contaminati da pesticidi o altri prodotti fitosanitari dannosi alla salute ? In questo caso frutta e verdura avranno effetti negativi sulla salute. La battaglia che i contadini portano avanti, cioè quella di voler produrre prodotti buoni e sani a prezzi giusti, porterebbe più vantaggi ai consumatori che a noi stessi. Ma questa battaglia non può essere vinta senza

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l’aiuto delle Istituzioni e dei consumatori. E’ davvero ipocrita chiedere ai contadini italiani di rispettare tutta una serie di norme europee per poi far entrare, sulle nostre tavole, merci da ogni dove potenzialmente rischiose per la salute. Questo perchè in molti di questi Paesi extra Ue è consentito l’uso di prodotti fitosanitari che in Europa sono vietati perché giudicati dannosi per l’uomo. Le istituzioni italiane dovrebbero alzare la voce in sede europea chiedendo una maggior tutela per i prodotti italiani: meno o nessuna importazione dai Paesi che non rispettano le norme sanitarie che noi osserviamo in Italia ed assoluta tracciabilità dei prodotti. I consumatori dovrebbero impegnarsi a comprare italiano, spesso non è possibile farlo perché alcuni prodotti sono camuffati o non tracciati ma, almeno per i prodotti tracciati, l’impegno dovrebbe essere quello di perdere un minuto in più nel scegliere quello che si mangia. C’è in gioco molto di più che qualche azienda, c’è in gioco la salute dei cittadini. Ricordatevi che un contadino che produce cibi sani vi allunga la vita.


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Perché non assumono un pò di giovanotti come «bigliettai»?

Ladri e bulli sui bus. Ridateci i vecchi controllori

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a figura del bigliettaio sui bus è scomparsa da anni, ma è sempre presente nel ricordo e nell’affetto di tutti, come è emerso dal sondaggio effettuato sul web da “La Voce”. Ricordate Aldo Fabrizi nel film “Avanti c’è posto”? In quel film veniva fuori la figura del “bigliettaio” che è sparita dalla fine degli anni ’70. La settimana scorsa dovendo raggiungere Napoli da Bellizzi, prima tappa a Salerno, e dovendoci rimanere per tutta la giornata, mi sono servito dell’autobus. Erano anni che non ci salivo e l’impatto è stato abbastanza choccante. Il bus numero “8” arriva quasi puntuale ed è affollato. Una volta salito devo farmi largo per obliterale il biglietto. Nell’istante in cui lo faccio mi accorgo che gli altri passeggeri mi guardano come fossi un alieno. Insomma, la maggioranza viaggia gratis. A Napoli stessa musica. Al ritorno ho potuto constatarlo anche a Salerno città. Possibile che non ci siano controlli? Le persone più avanti con l'età ricorderanno quella figura che si incontrava salendo sul bus dalla porta posteriore: seduto all'interno di una specie di gabbia, digitava i tasti di una piccola macchina per emettere il biglietto o lo staccava direttamente da una delle mazzette colorate a seconda delle varie percorrenze avendo a portata di mano un portamonete zeppo di spiccioli pronti per il resto. Era dura per i "portoghesi"! Erano altri tempi. Quando sull’autobus c’era il bigliettaio tutti pagavano la corsa. Volente o nolente. Poi giunse l'automatiz zazione che ben presto portò al

di Matteo Russo

Bellizzi; noi, la chiesa e gli immigrati

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sacrificio di questa figura che dovette lasciare spazio alla macchina trasformando l'autista in agente unico. A Roma, intano, è partito un esperimento facendo ritornare il bigliettaio sui mezzi pubblici per recuperare parte della forte evasione che ancora colpisce le aziende di trasporto. Perché non farlo anche da noi? Ma come si paga il lavoro del bigliettaio? Se tutti pagassero il biglietto lo stipendio del bigliettaio si finanzierebbe con la vendita di titoli di viaggio. Inoltre, chi viaggia in bus chiede, più controlli e il bigliettaio sarebbe di ausilio al conducente per problemi si sicurezza e vandalismo. Troppo spesso, infatti, chi usa i mezzi pubblici deve sopportare situazioni difficili. Senza contare che si rischia di trovarsi alle prese con borseggiatori e vandali. E’ facile ascoltare insulti razziali, c'è chi si siede abusivamente nello spazio riservato agli invalidi, chi non si alza per cedere il posto agli anziani come vorrebbe la buona educazione. Dopo aver letto questo articolo viene da chiedersi: come mai, nonostante il sacrificio di questa figura lavorativa, i bilanci delle aziende di trasporto pubblico hanno continuato ad essere inesorabilmente in rosso?

uante volte vi siete chiesti, le volte che assistete ad una Messa (matrimoni, funerali, cresime…) che cosa pensano i fedeli durante la funzione. Pregano? Meditano? Elaborano ragionamenti su come risolvere il drammatico problema della gente in difficoltà? Ci conosciamo un po’ tutti e pur non essendo un grande conoscitore dell’animo umano, la stragrande maggioranza dei fedeli sono convinti che la gente in chiesa pensi agli affari suoi. Devo pagare la rata del mutuo, quella scema del piano di sopra cammina sempre con gli zoccoloni, mia figlia non studia, devo trovare un sistema per non pagare l’Iva, ecc….Il prete parla parla, ma lo sanno tutti che ha una storia con quella biondona… Ultimamente succede un po’ dappertutto. Anche Papa Francesco ha fatto sentire la sua voce in merito, dopo che anche le suore hanno lasciato la tonaca per sposarsi. Ma ovviamente non si è certi di aver ragione. Probabilmente si esagera. In tal caso finiremo all’inferno, se l’inferno esiste. Ma una cosa vorrei in ogni caso che la chiarite voi lettori e fedeli “ultras”. Che cosa pensate quando siete in ginocchio davanti all’altare o quando fate la comunione? Quanti di voi, cattolicissimi e super cristiani, vorreste respingere in malo modo i migranti per difendere la vostra serena tranquillità? Quanti di voi, che la domenica fate a gara per occupare i primi posti in chiesa, pensate che bisogna assolutamente cacciare tutti questi negri, che se ne tornino a casa loro. Una delle poche cose che ricordo del periodo dell’Azione Cattolica è che Padre Roberto ci diceva sempre: “Ricordate che qualsiasi povero che chiede aiuto potrebbe essere Gesù”. Possibile che questi “cristiani” moderni se ne freghino di Gesù?

EsteticaEsse


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Aiuta lo Stato; uccidi un pensionato e togli un posto a tavola

Il problema delle pensioni e dei pensionati

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a crisi continua ma il cittadino continua a non capirci un accidente. Tutti gli Stati corrono al riparo e l’Italia è uno dei paesi più coinvolti in quanto a debito pubblico e per combattere la crisi anche il governo Monti adottò misure straordinarie mettendo sotto torchio i futuri pensionati con la famigerata “Legge Fornero”. Eh si, sono loro, i pensionati, la causa di tutti i mali ed allora via le pensioni di anzianità e innalzamento dell’età pensionabile fino ad arrivare alla futura eliminazione della pensione. Ed ecco quindi la nostra proposta: il futuro pensionato, al suo ultimo anno di lavoro, sarà soppresso fisicamente. Ma è mai possibile che il male di questo paese siano solo le pensioni e i pensionati? Non sarebbe più giusto andare a prelevare i soldi da chi ne ha tanti e non sa nemmeno cosa farsene? Si capisce che i pensionati ei lavoratori dipendenti sono i più facili da mettere sotto pressione, i primi perchè privi di tutela, i secondi perchè a loro i prelievi sono messi in atto alla fonte. Insomma da tutta questa catastrofe finanziaria chi ne uscirà con le ossa rotte saranno coloro che nemmeno capiscono cosa sta accadendo. Quindi a salvare la patria in mutande dovranno essere quelli che si accingono ad andare in pensione.

Il lavoro nell’era del Job-Act Parliamo di migliaia e migliaia di lavoratori che, dopo aver sgobbato fin da ragazzi e pagato contributi previdenziali per decine e decine di anni, arrivati a pochi mesi dal traguardo stanno per sentirsi dire che la loro pensione è diventata un lusso insostenibile mentre i nullatenenti con yacht, ville e auto di lusso possono aspettare. E’ un’ingiustizia, quindi si è fatta, ma anche un controsenso: come riusciranno i giovani a entrare nel mondo del lavoro, se si impedisce ai “diversamente giovani” di uscirne? Con il prolungamento della vita media, la società sembra quasi imputare ai futuri pensionati la colpa di non voler morire. Di questo passo guadagnerà seguaci la provocazione dello scrittore inglese Martin Amis, che propose di sopprimere i cittadini al compimento dell’ottantesimo anno. Va bene quasi tutto.... Ma un Paese di privilegiati come il nostro eviti almeno di mettere alla gogna degli individui che hanno la sola colpa di aver creduto nelle leggi.

Trattoria Braceria Pizzeria

Pino

di Luigi Di Tore

SPECIALITÀ MARINARE

l’antico sapore della tradizione italiana

benvenuti a tavola

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ei arrivato a lavoro in ritardo oggi, arriverai in ritardo anche domani? Potresti essere licenziato. Sarebbe un provvedimento disciplinare eccessivo, che una volta costringeva l’azienda al reintegro. Da un paio di mesi no. Giusto per dirne una, delle tante. Hai scritto qualcosa su facebook? Hai partecipato ad un’assemblea? Hai rotto le scatole al capo? Hai pure alzato la voce quando ha chiesto l’ennesimo straordinario all’ultimo momento …???? Tutti possibili licenziamenti discriminatori che verranno camuffati da licenziamenti economici. Qualche mensilità e ti sei liberato del rompiscatole. E pensate se la riforma copernicana fosse applicata a tutti. Se il reintegro fosse abolito per tutti. Tutti sotto ricatto. Una sorta di caporalato. Che superi le norme e le tutele previste dalla nostra costituzione antifascista. Benvenuti nel nuovo millennio. Si dice che in America queste riforme l’hanno portata fuori dalla crisi, creando posti di lavoro. Balle. Quanti dollari sono stati immessi sul mercato? E quanti euro verranno messi per le tutele di chi perde il posto? E quanti euro per vera formazione, per far trovare un nuovo lavoro alla persona? Se non si pensa subito a come creare nuovi mercati, per nuove opportunità di impresa, nei pochi settori ancora non in crisi o dove ancora abbiamo un valore aggiunto (turismo, cultura, quel poco di made in Italy), sarà molto dura. E non basterà contrapporre tutelati a precari, pubblici contro statali, vecchi contro giovani. È un giochetto che non funziona sempre. Attenti, dunque.

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Multe da 5.000 euro per chi non provvede

Al via l’ordinanza per censire l’amianto

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oi de “La Voce” sollevammo il problema delle tante, troppe morti per tumori a Bellizzi, con due articolati nel numero di dicembre del 2013. Da allora. quasi annualmente abbiamo risollevato il problema, dopo aver ascoltato i medici di base e osservando quel che succede intorno a noi. In estate ci fu una riunione al Comune tra medici di famiglia, sindaco e dirigenza Asl. Fu detto, dal direttore sanitario, che Bellizzi rientrava nella media nazionale. Ovviamente nessuno, o quasi ci ha creduto e nel frattempo si sono succedute le iniziative su questo scottante argomento, cercando, ovviamente, di non creare allarme sociale. E così è arrivata l’ordinanza del Sindaco che dispone il censimento obbligatorio dell’amian to. L’articolata ordinanza avverte i cittadini di comunicare la presenza di manufatti contenenti amianto entro tre mesi dalla pubblicazione dell’ordinanza, con multe salate ai trasgressori, che vanno tra i 2.500 e i 5.000 euro. A tal fine si deve presentare documentazione scritta all’ufficio tecnico. Il sindaco, inoltre, dispone di effettuare il censimento attraverso i modelli che possono essere ritirati presso l’ufficio protocollo di via Manin o scaricati dal sito del Comune. Un primo importante passo è stato fato dalla pubblica amministrazione. Ora non bisogna fermarsi e andare avanti, senza guardare in faccia a nessuno, per l’importanza della posta in gioco. Magari andando oltre l’amianto, con particolare attenzione alla radioattività e ai rifiuti tossici. Chi sa, parli. Per il bene di tutti.

di Fulvio Memoli

Ma perchè è cosi difficile?

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a maggioranza degli italiani si chiede perché è così difficile porre in essere una politica sociale degna di questo nome, oppure per il lavoro? In Italia le politiche di questi decenni hanno aggravato il sistema economico e produttivo, hanno accentuato le disuguaglianze sociali. Per questo, da noi, la crisi economica è diventata crisi sociale e morale. I fattori di fondo sono: un’elevata e crescente disoccupazione, spostamento di ricchezza dal lavoro alla rendita e alla speculazione. Certamente ha inciso il fatto che la scena politica, in questi vent’anni, sia stata occupata dallo scontro tra berlusconismo e antiberlusconismo. Altro fattore è la fine del sistema elettorale proporzionale e la nascita di un sistema bipolare, oltre alla perdita di ogni sovranità sulle politiche economiche, nel quadro dell’Europa, nonché la degenerazione della funzione dei partiti e del sistema politico italiano a partire dagli anni ’80. I governi Monti e Letta hanno puntato ad un ridisegno dell’Italia, giustificato dall’emergen za economica e dal rispetto dei vincoli europei e basato sulla riduzione della democrazia, sulla precarizzazione integrale del lavoro e dei bassi salari. Dal Fiscal Compact firmato da Monti, a Renzi che ha eliminato l’articolo 18, tutto si comprende. Di questo sono responsabili i sostenitori delle larghe intese, Partito Democratico compreso. In definitiva, il vero tassello da porre al fine di un completamento positivo della crisi è e resta sicuramente un piano per il lavoro, al reddito minimo garantito, alla costruzione di un forte intervento pubblico in economia, alla riconversione sociale ed ambientale dell’attuale modello economico. Perché non si può fare? Perché è così difficile?


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Un fenomeno in crescente aumento di pericolosa impudenza

Le ambulanze a sirene spiegate non sempre sono in emergenza

di Carmine Russo

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entenza della Corte di Cassazione del 10/12/1962 diche che “I conducenti di veicoli in servizio di Polizia e di Soccorso che usino o non usino il prescritto dispositivo di allarme hanno l’obbligo di osservare le norme della comune prudenza e deve quindi affermarsi la loro responsabilità colposa quando per imprudenza abbiano cagionato un sinistro”. Le ambulanze se vengono multate durante un "servizio urgente d'istituto", con sistemi acustici e visivi in funzione, possono contestare regolarmente il verbale e chiederne l'annullamento, tranne che in alcuni casi. Un esempio classico è l'autovelox che rilevando la sola velocità in eccesso fotografa il mezzo di soccorso non "riconoscendo" il suo stato d'emergenza e con una semplice richiesta, con dati che provano il servizio urgente, il verbale viene annullato. Alcuni dei casi perchè si multa un mezzo di soccorso e non è possibile annullare il verbale (tranne che è possibile comprovare il contrario...) è per la mancata "prudenza e diligenza" cui fa riferimento l'articolo 177 del

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codice della strada, oppure per il mancato rispetto delle segnalazioni degli agenti del traffico. In conclusione, massima prudenza e diligenza (evitare incidenti, altrimenti son guai...) e ricordiamoci che i segnali acustici e visivi ci danno la priorità sugli altri utenti della strada ma devono sempre aver "udito" la nostra sirena. Detto questo mi sento di chiarire, per dovere di informazione, che a Bellizzi (e non solo) da un po’ di tempo noto un abitudine alquanto stupida e pericolosa del 99,% degli autisti, volontari o no, di ambulanze. Ho fatto il volontariato come autista per anni ed usavo le luci di emergenza solo durante le urgenze, unite all'attiva zione della sirena. Durante normali trasferimenti od altro tenevo tutto spento come una normale auto. E questa è la legge vigente. Noto che la totalità

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degli autisti lasciano tutto acceso, (luci sul tetto, flashes frontali) facendo pensare a chi li precede che si tratti di urgenza, creando momenti di confusione. Ma la cosa grave è che in caso di vera urgenza, l'unico modo per capire se l'ambulanza dietro è in emergenza o no è quella di aguzzare le orecchio cercando di percepire la sirena. Insomma, le istituzioni e associazioni varie, danno questi mezzi di importanza vitale nelle mani di gente facilona o esibizionista che non capisce che le luci di un'ambulanza non fanno parte dell'albero di Natale ma che sono un mezzo di comunicazione agli automobilisti per comprendere il da farsi. In che mani siamo.. .il solito menefreghismo all'italiana. Ne parleremo meglio nei prossimi numeri de La Voce. Buon Natale e felice anno nuovo.

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Fai un selfie con la tua buca del cuore, la foto sul calendario buche 2017

«Adotta una buca»; l’ironica iniziativa di alcuni residenti

Redazionale

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utomobilista che passi, e che prendi una buca, non t'arrabbiare. È finito quel tempo. All'inadempienza pubblica, reagisci diversamente. Fatti un selfie, una foto con la buca!. E potrai dire di averla ufficialmente “adottata”. Da un bel po’ di tempo, complice i lavori per la nuova rete idrica, che si trascina da quasi dieci anni, attraversare le strade non centrali ci vorrebbe un mezzo cingolato. Ed è così che diversi nostri lettori ci hanno scritto pregandoci di pubblicare questa loro iniziativa, ovvero quella ironica di “adottare una buca”, magari esponendo accanto a ciascuna di essa un cartello con il testo "Adotta una buca". Queste strade interne versano in uno stato di degrado e di abbandono. Il riassesto del manto viario deve essere un obiettivo primario di ogni amministrazione comunale. LE STRADE VANNO CURATE, N O N S O L O “ TA P PAT E ” . Nessuno la chiude? La pioggia l'ha riaperta? L'assessore è latitante? Poco male: Adotta una buca. È la nuova iniziativa ideata e realizzata dal nascente gruppo su facebook. Un modo simpatico per ricordare agli amministratori che le strade sono importanti e che vanno curate. Dopo tante segnalazioni, dopo tanti articoli più o meno polemici e di denuncia, l'ultimo tentativo di sensibilizzare gli amministratori locali è

all'insegna della leggerezza e, soprattutto, della condivisione civica. LE SEGNALAZIONI AL COMUNE. Alla polemica simpatica infatti, si affianca la proposta costruttiva: tutte le vostre segnalazioni saranno “girate” all’amministrazione comunale come input a intervenire e seguiremo passo passo il destino di quelle “buche adottate”, segnalando anche i casi di copertura e rifacimento stradale. COME PARTECIPARE. Fatti un selfie con la tua buca del cuore e inviala alla nostra redazione. Oppure cercaci su facebook, sulla nostra pagina fan: La Voce Libera (mandaci la foto con la tua buca preferita nel modo che preferisci: messaggio, tag, condivisione...). Ogni scatto verrà rilanciato tramite i social. Entro la fine

dell'anno poi, le fotografie più belle diventeranno un calendario. Magari da consegnare al politico di turno, a conferma del fatto che la denuncia può essere anche simpatica. E forse, persino più efficace. «Adotta anche Tu una buca a Bellizzi» sarà il prossimo gruppo su facebook, per evidenziare alcuni problemi forse l'ironia poteva funzionare meglio di altre impostazioni. A distanza di anni abbiamo visto che, a dispetto delle belle campagne elettorali, niente è stato fatto. Intanto tra i membri del gruppo sono partite le prime proposte su come si potrebbe affrontare questa criticità pensando di fare come per le aiuole o le rotonde, trovare chi le manutiene in cambio di pubblicità da "stampare". Si vedrà. Menù Natale

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Nuova polisportiva Bellizzi

Tra facce di «Bronzo» e stelle «dorate»

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’anno sportivo 2016 volge al termine, anche se mancano alcune competizioni come la XIV^ Coppa Italia SPORT CHANBARA che quest’anno si svolgerà a Bellizzi, presso il Palazzetto dello Sport, competizione valevole per la selezione azzurra per i campionati Europei che si svolgeranno a Roma nell’anno 2017 e l’8° Open della Campania che si terrà a Monterusciello (NA), tra i 17 e 18 dicembre prossimo, e l’associazione sportiva bellizzese può vantare importanti successi nelle ultime competizioni a cui hanno partecipato. Bronzo mondiale per Alessandro Siano conquistato nella specialità delle forme creative ai Campionati Mondiali unificati indetti dalla WTKA svoltisi a Marina di Carrara dal 26 al 30 di ottobre. Altro bronzo a squadre è stato conquistato ai Campionati Italiani Assoluti indetti ed organizzati dalla Federazione Italiana Judo Lotta Karate ed Arti Marziali e tenutisi a OSTIA (Roma) il 19 novembre 2016, con il team di sempre composto da Sara Antonacchio, Mara Milione e Annalisa Piscitelli. D’oro invece le prestazioni di Dzimitry Salayou, Fiorillo Rosaria e della stessa Sara Antonacchio. Dzimitry Salayou e Fiorillo Rosaria hanno vinto la Coppa Italia di pugilato amatoriale, nella competizione indetta dalla Federazione Italiana di Pugilato, nella gara tenutasi ad Avellino presso il Palazzetto dello Sport, nelle giornate del 29 e 30 ottobre 2016. Sara Antonacchio ha conquistato il titolo di

Campionessa Italiana CSEN nella specialità delle forme, al Campionato Nazionale CSEN, svoltosi a Fidenza (Parma) nelle giornate del 26 e 27 novembre 2016, confermando il suo stato di forma e di grazia, nel mentre alla Coppa Italia WTKA tenutasi a Velletri (Roma), la splendida Rosaria Fiorillo ha conquistato ben 3 ori e un argento rispettivamente nella LIGHT BOXE, KICK LIGHT e K1 ove ha strabiliato con una prestazione matura e di slancio, accontentandosi di un argento nella LIGHT CONTACT, il tutto nella sola giornata del 4 dicembre.“Siamo una piccola associazione sportiva – dichiara la Presidentessa del sodalizio bellizzese Doto Sonia – ma grandi nelle prestazioni, mostrando l’immenso coraggio con cui i nostri atleti si cimentano. Siamo in chiusura di un anno sportivo ricco di successi, ma come al solito il tutto è alle spalle e dobbiamo pensare da subito all’immediato futuro.” “Come siamo soliti dire – affermano con orgoglio i tecnici del sodalizio Pietro Antonacchio, Genny Fortino, Luca Montefusco, Nadifi Abdelouhab, D’Amico Giovanni, Houssine El Moutaouakil e Rolando Pastena – in ogni gara che si vinca o che si perda, bisogna sempre il giorno dopo ricominciare da capo.” E quindi, da subito ricominciamo!

Redazionale


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La voce dicembre 2016  

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