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Diretto» Rasp e prop. ALFOISO DI 6I0VAKHÀ Ródanole F R A N C O LA B A R B E R A

LA VOCE

Stampa Scuola Grafica D. Orlon» - tal 61277 • Potano

Dilezione 1 Redazione i Ammini«tTmrion<» Piana Baldi Centellis 6 I tal. I li ■ Sambuca di Sicilia .4 utor. Tribunale di Scianca ». I ilei 7 • I - 1959

Abbonamento annuo L. 300 Benemerito L. 500 Sostenitore L. 14)00 Servitevi del ac. p. 7 8724 Una copia L. 30

di

A nno I I n. 9 - O ttobre 59

m e n s i l e

di

AGONIA DELLA FAMIGLIA e ATTENDATO ALLA BUROCRAZIA

Di recente, la Commis­ sione per la Gioventù di New f o r k ha affisso sui muri della città un mani­ festo che dice : « Dove ces­ sa la vita della famiglia, là incomincia la delinquen­ za! » Gli ultimi atteggiar menti aggressivi della ge­ nerazione bruciata} a l i a s teddy-boys, hanno dato luo­ go ad un susseguirsi di in­ chieste, di studi e di con.vegni che hanno impegnato eaucatori e governanti, psi­ cologici e filosofi, giuristi e scrittori, nel diagnosticare la grave malattia che mina le basi della giovane generazione. Considerando stiperato il classico concet­ to lambrosiano del delin­ quente costituzionale, ' gli sti&iosi sono tutti d’accor­ do nel ricercare i germi di una tale malattia nella so­ cietà è, in pfkno luogoL nella famiglia è-Mella scuo­

la. Il Centro di Cultura e Civiltà della Fondazione Giorgio Cini, ha puntualiz­ zato il grave problema, mettendo il dito sulla do­ lorosa piaga, per due gior­ ni consecutivi, e si è per­ venuti alle identiche con­ clusioni, Il fatto si è che viviamo in un’epoca di arrivismi, di facili guadagni, di prepo­ tenze, di compromessi e di scandali di tutti i colori , L ’avventura e lo sport commerciale, il d i v i s m o professionale, cinematogra­ fico, televiso, politico, op­ primono la pubblica opi­ nione e fanno perdere la fiducia nei veri valori del­ lo spirito che sono gli uni­ ci che contano. Si arriva al successo attraverso lo scandalo, la pubblicità e l colpo di scena. Il miraggio della facile ricchezza attra­ verso il totocalcio o l’ena­ lotto provoca l’amarezza del lavoro e contamina spa­ ventosamente Vuomo. I fi­ gli guardano e seguono. La maggiore percentuale di casi di teddiboismo, cioè di squilibrio m orde giova­ nile, in Inghilterra è ad­ d e b ita ta ai genitori, che, presi tutti dal lavoro e dal piacere di godere, hanno lasciato l figli senza gavezza, sin dalla fanciullezza. Quali esempi stiamo dando ai nostri ragazzi? Non meno spaventosa è la lacuna, della scuola. In una spassionata inchiesta il giornalista americano Harrison E . Salisi)un/, riferisce il giudizio di una insegnan­ te di Brooklyn: « I ragazzi riflettono il mondo in cui vivono, il mondo adulto. Oggi gli uomini hanno ben pochi principi su cui sor­ reggersi. In che possono credere? Viviamo in un'e­ poca di violenza e velocità, che mette in primo piano ì valori materiali. » E un altro direttore di scuola co­

si sentenzia : « N o i cerchia­ mo di farli agire come non agiamo noi. Cerchiamo di insegnare loro a essere cor­ tesi, generosi, a credere nella santità della vita li­ mona, a rispettare i diritti degli altri. Ma ì ragazzi vedono. Si guardano intor­ no. Vedono che in defini­ tiva, individui e nazioni ri­ corrono alla forza per ri­ solvere i loro problemi. Noi siamo ipocriti perchè parliamo loro di virtù or- . mai fuori di moda». Scuola e famiglia ven­ gono chiamate in causa. E anche la scuola come la famiglia va sgretolandosi,non è più amorosamente autorevole, non riesce a stabilire lo indispensabile « trasfer », con i giovani. I gravi e difficili problemi degli adolescènti sono igno­ rati dalla stragrande mag­ gioranza degli insegnanti, assillati dalle proprie esi­ genze economiche e privi di ideali. Nemo dal quod non habet! Nessuno può da­ re ciò che non ha! L ’adaggio antico ha un grande valore per le ricchezze dello spiri­ to che non possono essere riverberate se non esistono Bisogna ricorrere agli argi­ ni: la generazione sconvol­ ta deve trovare la giusta via. Ma si deve cominciare da noi adulti : noi educato­ ri, padri di famiglia, inse­ gnanti amministratori della cosa pubblicai Bisogna tro­ vare in fondo a noi stessi la vera nostra umanità, nelscoperta dei superiori va­ lori dello spirito: Dio, ani­ ma, coscienza, finalità del­ la nostra esistenza, prezio­ sità della virtù! La prote­ sta dei giovani è, senza dubbio, un’incoscia denun­ cia contro un mondo sba­ gliato, costruito da noi con la povertà del nostro spi­ rito e lo squallore delle no­ stre passioni. « Il primo dubbio da risolvere — si è chiesto il Prof. Carnelutti che ha presieduto gli studi del Centro di Cultura — sarà probabilmente quello se codesti giovinetti, prima di essere degli aggressori, non siano degli aggrediti da un « virus » che trova in alcuni modi del vivere moderno sempre maggiore alimento ». Questo alimento patolo­ gico dev'essere trasforma­ to in alimento vitale per­ chè i nuovi virgulti delia moderna generazione, cre­ scano sani e vigorosi. • • O

Il 29 settembre scorso, Gavino Lepori, operaio ed ex carabiniere, uccideva con 6 colpi di pistola, il dr. Leopoldo De Virgilio, fun­ zionario al Ministero del Teroso. Motivo : l'esito ne­ gativo di una pratica di pensione, alla quale il L e­ pori riteneva avere diritto per avere lavorato per 15

anni alle dipendenze della Difesa. Il delitto di Via Nazio­ nale esce dalla semplice cronoca nera ed assurge ad infausto episodio di un in­ diziato processo alla depre­ cata burocrazia che lamenta ora le sue vittime. Un uo­ mo innocente un onesto dipendente dell'Amminisrazione Civile italiana, colpe­ vole soltanto di appartene­ re ai ranghi della nostra burocrazia, viene assassina­ to dall’esasperazione di un povero diavolo che ha, for­ se incosciamente, i n t e s o processare e giustiziare lo intero, intricato e strano sistema dicasterico, cui sia­ mo costretti a dedicare

v i t a

Sambuca Sped. Abb. Post. IH gru p po

c i t t a d i n a

tempo, pazienza, denaro e mal di fegato per il disbri­ go delle normali pratiche. Forse in nessuna parte del mondo si è instaurata una tradizione formalistica e pi­ gnola dell'entourage ammi­ nistrativo come da noi.

Le pratiche passano da uno sportello all’altro, dal tavolo dell’impiegato a quel­ lo del capo ufficio, da quel­ lo del capo sezione al di­ rettore generale, sempre at­ traverso mezzi di soccorso, con un movimento a forza di inerzia stile lumaca. E aspetta oggi e attenti do­ mani, passano mesi ed an­ ni e poi... la pazienza, in modo particolare in certi individui, ha un limite. Si arriva alla follia. Noi A c­ cusiamo la burocrazia : il monito del fattaccio di Ro­ ma è grave ed impone la tanto conclamata riforma burocratica! Riforma che semplifichi, che renda più fiducioso il cittadino che, al di là dello sportello, at­ tende!

Agnelli iarllmenlr rinvenibili a terravecchia

BOICOTTAECIO PER IA LINEA M E N F l ■ SAMBUCA - PALERMO Sin’ora, erroneamente, ab­ biamo attribuito il ritardo delia realizzazione dell’at­ tesa linea diretta MenfiSambuca-Palermo, a indo­ lenza e a scarso senso di comprensione, verso queste nostre popolazioni, d e l l a Ditta dei F.lli Gallo. Inve­ ce ci ricrediamo e rendia­ mo noto alia cittadinanza, tanto di Menti che di Sam­ buca, che le cose stanno diversamente. L ’Ispettorato d e l l a motorizzazione da quanto ci risulta in linea ufficiosa; ha dato parere negativo a detta realizza­ zione ed ora si attende il verdetto del Comitato di Coordinamento dell’Assessorato Regionale Trasporti, che dovrà decidere in una seduta del 15 ottobre pros­ simo. Chiediamo all’On. Ispet­ torato alla Motorizzazione quali siano i reconditi mo­ ntivi 4di una tale improntata «flécisione. dato e&e^ per quanto scervellamento ci costi, non riusciamo a ca­ pirci nulla. Forse perchè la cosa non riuscirebbe gra­ dita al Ministero dei tra­ sporti, che si vedrebbe sot­ ti atto un certo numero di viaggiatori del menfìtano che preferirebbero il diret­ to al trenino Menfi-Castelvetrano e alla normale Castelvetrano-Palermo? O dispiacierebbe ai Signori dell’AST ferroviario, foraggia­ to dal citato Ministero? Non è stato sufficiente per­ petrare ai danni di nume­ rose popolazioni la soppres­ sione della linea ferrovia­

ria? On. Ispettore alla Mo­ torizzazione Siciliana, ricor di che il Ministero compe­ tente se ne è infischiato di ascoltarci, annullando il troncone Castelvetrano-Palermo, disaggiando v a r i centri abitau; non voglia­ mo pensare che anche la S. S., molto Onorevole vo­ glia fare lo stesso o abbia già fatto, respingendo 1 ap­ provazione della linea d i­ retta in parola. Non si può continuare ad essere allac­ ciati alla metropoli con lo attuale sistema di servizio che impiega 4 lunghe ore per coprire soli 100 chilo­ metri: si arriva a Palermo alle 10,15-10,30 per ripar­ tire alle 14,30 o essere co­ stretti a pernottare nella capitale per disbrigo, ma­ gari, di inezie che potreb­ bero essere trattate se si arrivasse con qualche ora di anticipo. Non vogliamo affatto cre­ dere^ e h e ’ si intenda tener così poco conto di un’aspi­ razione tanto lecita e giu­ sta q u a n t o semplicistica nell’attuazione. Pertanto, dato che l’i ­ spettorato alla Motorizza­ zione, con la solita legge­ rezza congenita alla buro­ crazia si è pronunciato, non ci resta che appellarci al Comitato di Coordinamen­ to, perchè voglia esaminare con le dovute attenzioni il caso e risolverlo come que­ ste nostre popolazioni de­ siderano, e non ricadere nel grave errore ministeria le e, aggiungiamo, dell’l spettorato in parola.

PERCHE' A TERRAVECCHIA NON ESISTONO AVANZI DI COSTRUZIONI Barletta monito alla

,

Così come abbiamo promesso nell'ultimo n u m e r o del no­ stro giornale, ecco che tornia­ mo a parlare di Terravecchia, la zona che nasconde il mistero di Adranone, l'antica citttà sulla cui ubicazione molti stonci si sono dibattutti per tanto tempo. Di Adranone ne parla fin a n co Cicerone, nella Verrina II. Adra­ none: una città distrutta in con­ seguenza delle guerre servili com­ battute contro i romani. Perchè oggi, tranne qualche frammento di colonna e i nume­ rosi cocci che facilmente si rin­ vengono tra l'erba, «non esistono in superficie tracce o avanzi di costruzioni? Una domanda logica, cui al­ trettanto logicamente si può ri­ spondere giovandoci di quello :hc ci tramandano gli storici. Distrut­ ta Adranone gli abitanti si trasfe­ rirono a valle nella zona di Adragna, ch e essi prescelsero princi­ palmente perchè ricca di acqun, e qui ricostruirono le loro case. Certamente si servirono per co­ struire le nuove abitazioni delle pietre arenarie, già ben riquadra­ te. della città Tutto ciò che ri­ mase in superfìcie venne, nel prosieguo del tempo, sistematicamente portato via, Sarebbe quindi interessante, per

rinvenire le strutture deU’anticn città, effettuare degli scavi. Solo così si potranno riportare alla lu­ ce del sole e doìla storia dei resti importanti che non siano i soliti cocci di vasi più o meno inte­ ressanti. E tale «nostra opinione è con­ fortata dal fatto che solo in se­ guito ad ulto scavo fatto per ca­ so venne alla luce nel 1885 un ipogeo di pietra arenaria : la odicrna « Tomba della Regina » che sicuramente faceva parte di una necropoli. All'intem o di que­ sta tomba furono rinvenuti vasi di rame c di terracotta, vernicia­ ti e dipinti, che gli studiosi stabi­ lirono risalissero al III o IV seco­ lo Avanti Cristo. Parte di tali og­ getti finirono al Museo di Paler mo, parte furono trafugati, I rin­ venimenti in quel periodo furono dì m o d i, furono trovate moltis­ sime monete d’argento, puniche e delle varie città greche della Sicilia. Oggi i rinvenimenti continua­ no.,. però si trovano solo cocci di antichi vasi. Nel ritornare sulla necessità di effettuare degli scavi razionali, invitiamo l'Autorìtà Comunale ad interessare i competenti or­ gani della qui*?tione. con un np portuno esposto

l’ E ALL'ONESTA’ Le vigenti disposizioni sulle costruzioni murarie

A ncora vivo è 11 raccapriccio per quanto è accaduto, nel settem bre scorso a B arletta. A ncora un a volta nuove v it­ tim e sono sta te im m olate allo idolo schifoso del guadagno a buon m ercato con la conni­ venza della tru ffa a scapito della vigente disciplina sulle costruzioni di civile abitazlonei C irca 60 abitan ti d ella sto ­ rica citta d in a sono sta ti ca n ­ cellati per sem pre d all'an ag rafe com unale d alla m ano ineso­ rabile della morte. R elativam ente recente, in m o­ do particolare per noi. è il ri­ cordo di un altro disastro fo r­ tu natam en te avvenuto senza fuesti epiloghi a M enfi. qu al­ che anno fa , con il crollo del Cinem a Signorino, dovuto a quanto pare alle stesse cause che determ inarono l'ecatom be di B a rletta P ertan to ci si impone come dovere (op p ortu n ità di ricor­ dare a tu tti i cittad in i, in specie agli ingegneri e alle m aestranze, le vigenti disposi­ zioni in m ateria di costruzioni m urarie

In seguito agli ultim i crolli v erificatisi in cam po nazionale e provinciale, gli organ i supe­ riori com petenti h anno fatto pressione presso gli U ffici T e c­ n ici e Com unali perchè venga esercitato u n più rigoroso con­ trollo su lla sorveglianza delle costruzioni edilizie. La P refet­ tu ra di A grigen to con reiterate circolari h a sem pre sottoli­ n eato l'im portan za sociale di una tale sorveglianza ed ha esortato sem pre coloro che so­ no preposti a posti di respon­ sabilità di fare applicare le leggi vigen ti in m ateria di co­ struzioni di case destinate a civile abitazione. Il comune si è prem urato di fa r conoscere, attraverso a ffis ­ sioni e riunioni di tecnici e m aestranze, quanto sign ificato nelle sopracitate circolari. Con rincrescim ento, però si consta­ ta, m algrado i ripetuti rich ia­ mi. che si persiste a costruire senza la preventtva autorizza­ zione del Comune, dietro pre­ sentazione di regolare progetto e calcoli staUci inerenti alle

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S A M B U C A PAESE uM^ioch! w f „ u f f m m ' S E m i l l I I O l Nel programma di autoservizio della Ditta M ontaton e non fìgu ra una fermata Sambuca-Carboi. In via ili fatti però gli autobus della Ditta dì Montevago, effet­ tuano delle fermate all’incrocio della nazionale con la variante t he conduce al Lago; si Bàtta in verità di una specie di fictio juris, e ci speghiamo. La sosta è prevista per Misilbesi, per dove, da Sambuca, si paga un biglietto per L. n . Chi vuole andare al Lago dew farsi necessariamente staccare un biglietto per Misilbesi e pagare L. So, Se nel borderò della Ditta figurasse una fermata per il la » il biglietto dovrebbe essere meno di !.. 80, qualcosa, pensiamo noi, come 4s o so lire. Ecco tutto'. E non si dica che sono pochi 1 passeggeri in fermata per il bi­ vio del Carboi! Operai, piccoli propnetan. braccianti ce ne so­ no ogni giorno in discreto nume­ ro che vanno o che ritornano da quella zona Sì pensi inoltre che in quella zona esistono du

scuole sussid.ai ie, due impiegati rn permanenza alla Diga, delle prospere fattorie che si tengono in continuo a llegam en to coi pa^ se. E allora. Sig Comm, l.iborio Montaleone, u rivolgiamo a le', perchè da comprensivo titolare quale ella è, voglia aggiornare, una volta tanto, il borderò della biglietteria, nell’m terAse di que­ sta nostra cittadina che ha sem­ pre nutrito tanta stima per la Sua Ditta

A PROPOSITO DI AUTOSERVIZIO Parecchi cittadini ci pregano di fare presente alla Ditta dei F-lli Gallo di effettuare una fermata nella Piazza Navarro, appena lo autobus in arrivo da Palermo ef­ fettua la curva. Molti cittadini abitano la parte superiore del paese e sarebbero tanto agevo­ lati. specie quando arrivano cari­ chi di valigie. La fermata dovreb­ be essere « a richiesta »,

éé C u b a d e l l ' u n c i n i l o D ovendo soddisfare il deside­ rio di quanti, sia dall’Am erica, ch e dall'Italia, ci chiedono noti­ zie sulla erigenda C asa del Fan­ ciullo, abbiamo incontrato la M R Madre Superiore delle Suo­ re Orsoline. suor Am elia Peco­ raro. al fm e di conoscere gli ultim i sviluppi in m en to La Superiore prima di tu tto ci ha inform ato che da C hicago un com itato tem m m ile presieduto dalla Signorina G uzzardo Anna ha raccolto dei fondi. La stessa Sig.na G uzzardo in qualità di presidente di detta com missio­ ne, con infaticabile zelo colla­ borata da altTe, è riuscita a raccogliere la non indifferente

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somma di t.000 dollari. La Su­ periore coglie l'occasione di quanto d ettoci per ringraziare la G entile Sig.na G uazzardo, le sue collaboratrici e tu tte le sin­ gole persone ch e hanno dato le generose offerte. In quanto ai lavori d’inizio della Casa, la Superiore ci ha garentito ch e al più presto pos­ sibile saranno iniziati 1 lavori. Il progetto è già com pletato e si è in via dì accordi con ditte e maestranze per dare il primo colpo di piccone. Per il mo­ m ento ci contentiam o di sape­ re tanto ben lieti di poter far sapere m olto di più ai nostri lettori, nei prossimi numeri.

LA TELESQUADRA DELLA TV a S a m b u c a i l 18 D i c e m b r e

Il 2 ottobre il Camion di pro­ prietà del Sig. Gioacchino Giac­ cio, pilotato dal figlio Giuseppe, scendendo, dall'angusto V i c o l o M uli, per immettersi in Via Ro­ ma, cozzava contro le abitazioni di rimpetto, sfondando un muro. L'incidente, dovuto alla difficoltà di eseguire la manovra di curva, non ha lamentato vittime nè fe­

La Telesquadra della TV ivi programmato una tappa a Sam: buca per venerdì. 18 dicembre 1.959. allo scopo di inquadrare e mettere in un limitato raggio di onda gli aspetti caratteristici dì Da parte del Direttore Provin­ sapore folkloristìco della nastra ciale delle PP.TT,, abbiamo avu­ cittadina. Nel programma dovreb to assicurazioni di un suo pronto bero figurare: complessi corali, interessamento per quajnto ri­ musicali. Figure caratteristiche, so­ guarda la partenza e l’arrivo dei listi e interviste. pacchi I Vigili'U rbani hanno vigilato1 {'esecuzione della segnaletica ze­ brata, e di posteggio.

ritiCoi primi di ottobre è cessato il servizio d’autobus Sambuca-Adragna, curata dalla Ditta F-lli Gallo di Palermo, Rendendoci ìnterpre ti del sentimento di tutti 1 villeg­ gianti. rivolgiamo al sig. Paolo Di Modica, autista-bigliettaio in servizio sulla lipea un ringrazia mento per la gentilezza e la cor­ tesia usata nei confronti del pub­ blico.

I diplomati T r a la p r im a , e la se co n d a se ssio n e di e sa m i hanno I c o n s e g u ito il d ip lo m a : : R a g io n e r ia : C a m p is i A n n a , M a n g ia r a c in a G io r g io , S a lv a t o G ir o ­ la m o .

1 D ip lo m a d i G e o m e tr a : M a n g ia r a c in a S a lv a to r e , Vicolo Castello rimane tutt’ora D 'A n g e lo E zio devastato, malgrado una nostra pota Sappiamo che è in atto L ic e n z a L ic e a le : « un Cantiere tappo ». per ì pai T a m b u r e llo V in c e n z o . O d urgenti lavori da eseguire in cit­ ! d o A n to n in o . S a f in a A n g e lo , tà. Non si potrebbero impiegare G u lo t t a E u g e n io , L a z io S p i3 giorni di lavoro per accongiarid io n e . re quel vicolo? A g r a r ia : Reperita juvant (le cose ripe­ M a g g io M ich e le tute giovano), ma qualche volta N a u tic o ( C a p it a n i d i lu n g o «stuffant » (leggi. stuffano), C o rso ) M a n is c a lc o G iu se p p e , G r iE’ -stato già aperto al servizio s a fì A u d en zio . il nuovo distributore AGIP. M a g is tr a le : Le pompe sono state collocate I n t e r r a n t e C o n c e tta . L e g ­ sul marciapiede della villetta co­ gio L illa , F erra ra M a ria , munale. di fronte al Mulino S. T r iz z in o I s a b e lla , M a rin o Maria1 Concessionario : Manno A lb e r ta , V e tr a n o N in a , M u Gestore : meccanico Guasto Fran­ lè D in a . C a lc a g n o R o sa , I n ­ cesco. c a r t o n a Z in a , M a n g ia r a c in a S a lv in o . F io r e S a r a . B ile llo Malgrado l'inizio dell'apertura P in a . delle scuole e il frizzante fre­ A ll a n u o v a s c h ie r a d i p r o ­ se hetto ottobrino, molti adragmm o ssi g li a u g u r i d e « L a ni si godono ancora il tiepido so­ V o ce ». le d'autunno e l'aria di Adragna f

II z i settembre, come ogni an­ no. si mercò la fiera dì mezzo settembre Caratterizzata da un j bel sole settembrino ha visto un I lorte afflusso di mercanti provcI m enti da van centri delle provn eie di Agrigento-Trapani-Palernin Sono stati stipulati 322 acquisti, cosi divisi equini, cavalli e nul­ li. storni n. 132, bovini 173. asmi 17. Si calcola quindi che sono stati fatti affari per complessivi 30 milioni di lire. Calcolando poi che sono stati venduti o com­ prati circa un migliaio di capi di ovini la cifra va alzata a cir­ ca 40 milioni.

DALL'AMERICA N ostri sosten itori B o lid i

D om enica

C acioppo Antony Cam pisi Agostino Aquilina Maria G uasto G iuseppe La M arca Jot*

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La Voca di Sambuca

A U G U R I I coniugi Lilla e Tom­ maso Montana annunziano la nascila della piccola Ma­ riella. II piccolo Mimmo Abruz­ zo anminzia la nascita del fratellino Michele.

Pertanto tutti i cittadini sono chiamati a collaborare per la riu­ scita del debutto. Un modo partìcolalre i giovani, dotati di buona volontà, non dovranno schermir­ si se invitati alla preparazione di qualche gumero che impegni le loro qualità. Invitiamo chiunque a Volere suggerire consigli ed e spenenze che potranno essere tanto utili.

r Messa prelatizia, allo altare del Santo. Nel pomeriggio una festo­ sa processione ha corldotto S. I Francesco al Convento. La popo­ lazione ha partecipato con fer­ voroso entusiasmo, dimostrando il suo sincero attaccam enti di devozione al S. Patrono d’Italia e stima ed ammirazione per In instaurata comunità dei PP. Cap­ puccini al Convento.

Alle due famiglie gli augudi de « La Voce di Sam­ buca .»

STATISTICA MOVIMENTO DEMOGRAFICO p o p o la z io n e

al

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a g o sto

1959: M a sch i 3976 e F cm m . 4.058 — 8.034 P e rso n e Im m ig ra te n e l m ese di se tte m b re ; 1 : e m ig r a te 15 N a ti: 9 M o rti: 5 — M a ­ trim o n i: 1 P o p o la z io n e a l 30 se tte m b re 1959: M a sch i: 3971, F em m . 4,054 = 8 .025, F a m ig lie : 2 -379.

FESTEGGIATO

S. F R A N C E S C O Quest'anno per la prima volta, a nostra memorila, è stato fe­ steggiato il Patrono d'Qtalia, S. Francesco D’Assisi. L'infaticabile P. Nicola da Salemi, Guardiano del riaperto Convento dei C C . ha voluto iniziare la nuova vitale ripresa del Convento con questa iniziativa Giorno 4, domenica, il simulacro del Poverello d’Assisì, è stato portato ih processione dal Convento m città, nella Chie­ sa dì Si Michele, dove è rimasto per la celebrazione di un otta vario, predicato dal giovane P. Egidio da ( anicatti. La domenica successiva, la comunità dei fran­ cescani di Sambuca ha ricevuto l’onore di ospitare il M,R P. Cassiano da Salemi, Provinciale delrOrdine, che ha celebrato una v

SULLE AUTOMOBILI Una recente statistica, clic ha interessato le più grandi e civili nazioni del mondo, ha dato 1 se­ guenti risultati riguardanti la mo­ torizzazione degli abitanti di quel le stesse nazioni: Le cifre indica­ no per ogni nazione, il numero di persone che in teoria dovreb­ bero dividersi un'auto. ITALIA 35,4 AUSTRIA 24 Belgio 13,2 Francia 11,7 Germania O, 16,1 Grecia 203,8 Jugoslavia 825,4 Polonia 434/I U.R.S.S. 400 U.S.A. 2,9 Messico 81,5 Venezuela 30 Cina 19.703 Australia 5.3 Anche per Sambuca abbiamo voluto fare una statistica per ve­ dere a quanti sambucesi si do­ vrebbe dividere una macchina. In Sambuca esistono. 96 auto­ mobili, salvo calcoli errati, appar­ tenenti alle seguenti ca se . 2 ardee, 6 opcl, 3 jeep, 1-1 800,20 Fiat 600. 7 belvedere, 3 giardiniere, 32 Fiat mille e cento, 2 bianchine, 1 Mairo. 2 Giuliette. 1 Aurelia, 2 Appia, 3 Fiat 1.400, 1 Renault 96 auto per circa 8.010 cittadini A conti fatti ìli ogni macchina dovrebbero stivarsi ben 83 citta­ dini ed uno tagliato a metà

Gli Scauts sambucesi hanno riz I zato le tende in Adragna, temi ta Giacone svolgendo dal 19 al 27 agosto il lor campeggio Scaut, ! diretti dallo Scaut master del I Gruppo Sciacca 1°, Rover Felice ! ! Giacone. Essi hanno svolto un ampio programma di attività fisiche td I agonistiche. Le Squadriglie Aqui­ la e Volpe si sono impegnate a fondo gareggiando con entusia­ smo ed emulazione e mettendo ! in luce il grado di preparazione ! dei componenti. Il -programma g ìornaliero, ba­ se della vita del campo, è stato 11 seguente; Ore 6 sveglia, puli­ zia personale e riassettamento tenda; ore 6,45 easercizi fisici eli B.P; ore 7,15 ispezione alle divìse ed agli equipaggiamenti; ore 8 S. Messa; ore 9 Issa-bandiera; ore 9,15 colazione; dalle ore 9,30 alle 12 Costruzioni e gare; ore 12.30 pranzo; dalle 14 alle 16 riposo; ore 16-18,30 gare ed attività; ore 19 Ammaina bandiera; ore 20 C e­ na, ore 20,30 veglia alle stelle; ore 21 fuoco di bivacco; ore 22 lumi spenti e silenzio. Tra le gare svolte, le più entu­ siasmanti sqno state: quella dela costruzione di fom etti e panifi­ cazione, quella di mimetizazione ed avvicinamento notturno; la ga­ ra di pronto soccorso ed altre.

Tra le costruzioni fatte dai ragazxi m eritano di essere ricorda­ te. oltre ai forni, la cucina sopraelevate ed un tavolo di tronchi e canne intrecciate. La Squadriglia che ha totalizzato più punu per le gare vinte, è stata la aquila coi seguenti componenti C-S. Giuseppe Puccio, V C_S. Ga spare Licata, \urelio D i Giovan­ na, Antonino Giacalone, Leone Amodeo, Calogero Sagona Da eloggiare anche la Squadriglia Voi pe, com posta d a . C.S. Andrea Abruzzo, V.C.S. Giuseppe Affron tì. Elio Becchina, Guglielmo Ma gpi. Q uintino Gulotta, V incenzo Bono. Il lato spirituale è stato svolto dal Rev. Padre A lfonso di Gio­ vanna.

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OFFERTE Lorenzo Maggio venuto da Kansas City L. 2.000; il Presidente del Comitato Grande per la Festa 1959, Farmacista Benito Ferrara, L. 20.000.

B arletta ( cont. d a lla p rim a p a g .) strutture 'inuraiie. Se n el p a s­ sato ciò è avvenuto e n on f i sono verificati crolli è - sta to j dovuto al fa tto che n elle co- 1 struzioni non venivano usate strutture in cem ento arm ato, m a sem plicem ente m urature or­ dinarle di grosso spessore, a tte a sopportare le spinte delle v ol­ te costruite in gesso Poiché la tecnica m oderna con l ap p lica ­ zione del cem ento arm ato h a addirittura sostituito i vecch i sistem i, e dato che a n ch e a « Sam buca si costruisce con ì nuovi sistem i, è necessario, ad evitare incresciose incognite, disciplinarsi a l l e disposizioni vigenti. Pertan to allo scopo di dare un indirizzo unico a m ettere i cittad in i in condizione di co ­ noscere d ette disposizioni, e non andare girando in u tilm en ­ te quando devono in iziare dei lavori, per avere, in d efin itiva delle inform azioni in esatte, esponlamo i punti principali delle disposizioni in m erito: 1) Per le costruzioni n elle quali non viene fa tto uso di stru ttu re in cem ento arm ato è necessario produrre i seguenti docum enti alPU fficio tecn ico Com unale : a) disegno in 4 copie di cui im a in bollo, b) relazione illu strativ a, se tra tta si di nuova costruzione, delle stru ttu re nuove, se tr a t­ tasi d i soprelevazionc aggiu n ­ ger© anche un a relazione d alla quale dovrà risultare la sta b i­ lita dei m uri esisten ti con la indicazione dei pu n ti dove so­ no sta ti eseguiti saggi alle fondazioni; 2) P er le costruzioni dove i l

fa r à uso d i stru ttu re in ce»m en to a rm a to il p ro g e tto d o ­ v rà essere in v ia to a ll'U ffic io T e cn ico d ella P r e fe ttu ra , la q u ale rila sce rà u n n u lla o sta ch e u n ito al p ro g e tto su cce s­ siv a m e n te d o vrà essere p resen ­ ta to a l com une p er l'a u to r iz ­ zazione a potere in iz ia re 1 la ­ vori. 3) P e r q u alsia si la vo ro e ste r­ no ch e in te re sse rà l'e s te tic a et il decoro dei p ro sp etti, è n e ­ cessario p resen ta re il p rogetto d ello sta to in cu i s i tro v a la costruzion e a q u ello rip o rta n ­ te le m od ifich e d a ap p orta re in te g ra to sem pre d a u n a re la ­ zion e te cn ica d a lla q u ale si d ovrà rilev are 11 tip o di in to ­ n aco ch e si vuole u sare ed 11 colore; 4) A n a lo g a d ocu m en tazion e occorre p e r a lla ccio d i con d ot­ te id rich e e con d otte d a fogna, ed e vita re ch e si a p p lich in o le p e n a lità p rev iste d a lla legge Q u esto q uando ci im pone la d iscip lin a le g is la tiv a in m erito alle costru zion i edilizie, con a n n esse p e n a lità p e r i t r a ­ sgressori. O ra dovrem o ch ie d e rci: C he cosa ci im pone la coscien za e il senso d i resp on sab ilità ? Si, è vero, ta lv o lta si riesce ad evadere, a f a r la in b arb a al tecn ico o a i tecn ici, n on per n u lla si dice ch e « il m ondo è dei fu rfan ti* » M a, p en sa te, se la lega del vostro cem en to a l­ len ta la m orsa perch è n on d o ­ sato bene, se il fe rro si sfib ra perchè n on a d a tto al tipo d elI la ca sa d a voi costru ita, allorn I sa rà la m ano in esorabile d ella I m orte a posarsi m aca b ra e v en d icatrice su gli in d iscip lin a ti I costru ttori di . tombe.

il 19 settembre scorso nei locali I e con il decoro cittadino. Ricor­ del Palazzo Comunale, dietro in­ dava che il Com une è 11 Conces­ vito del Sindaco, furono convo­ sionario delle licenze di noleggio cati 1 noleggiatori della città e che è nel suo diritto di ritirarle Ordine del Giorno : aggiorna­ laddove il servizio non venisse a mento delie autovetture. siddisfare quei requisiti Il Sindaco, il V. Sindaco e lA s ­ l noleggiatori hanno sostenu’ o sessore Avv, Caruso presidevano. la resi che risultando le autovet­ ture efficienti ai collaudi perio­ Presenti 1 sigg Cacioppo Pietro. Alesi Saverio, Scinco Antonino, dici non si sarebbe dovuto nulla Cacioppo Francesco, Pirola Non- | eccepire da parte del Comune. do. lì V. Sindaco, con termini ac- I Gli amministratori Comunali han­ colorali, ha fatto presente alla 1 no calcato In modo particolare categoria in oggetto la necessu i ! la mano su aitimi dei presenti, facendo ad essi notare le defi­ perché le attuali vetture di ser­ cienze ed imponendo, a scadenza vizio di noleggio vengano al più di termini, il rinnovamento deiU* presto sostituite dai nuovi tipi di vetture. Questa la scarna cronam macchine, confortando lo ardi­ continua a pag, g mento con le moderne esigerne


Lm voce di Sambuca

Fag. 3

S T O R I A ♦ ARTE ♦ A T T U A L I T À D I S C 1T I C A IT A L IA

M usica

leggera

/

N icola A rlglia n o è Indubbia­ mente fr a i m iglio ri elem en ti delle u ltim e leve canore; T r a l'infuriare dei r o k e r s e degli urlatori più o m eno ric a lc a n ti stili d 'oltre oceano, qu esta n u o­ va voce» si è im posta d irei d i­ scretam ente m a d eclsam n te a l­ la critica e, q uel ch e con ta, al grosso pubblico P erfezion e tecnica, tim bro m isu rato e su g ­ gestivo. u n iti a lla in d o vin ata scelta di un repertorio r a f f i­ nato form an o il b ag aglio m unitissim o d i A riglia n o. Sono questi i pregi in d iscu tibili di un 45 g iri d a tem po in circo ­ lazione ch e con tien e « A m ore­ vole » e « Isin g am ore » e ch e ha form ato im o d ei più grossi « best seller » d ella stagion e.

S to ria della Vecchia M atrice

m an o assetto, e ch e quali emiri go della servitù araba Q uando quello stesso tributo cioè ch e reggevano le sorti dèi suaaiti scorgono i prim i vessilli dei li­ un giorno fu im posto ad essi com presi nelle tre grandi v a i­ di pagare ai Saraceni. La fer­ beratori, sono essi stessi a da­ li. (valile da viiay^ tn = provin­ m ezza della fede dei cristiani re una m ano per assediare ed cia, giurisdizione aet vau), di di Adragna viene ufficialm ente abbattere le m ura di Zabuth. iviazara ibic. O ccidentale;, di rinosciuta ed essi in prem io Non sappiam o quanto sia du­ Vai di N oto (Sic. bua o rie n ta ­ non avranno m olestati e inca­ rato l’assedio sotto le m ura di le) e di Val Dem one (bic. Nord m erati i beni posseduti. Per que­ Zabuth, ma pensiam o ch e sia Orientale), datisi agii o zi e al sto m otivo il territorio circo­ stato faticoso e ch e la ben m u­ Del vivere com inciarono ad es-, stante Adragna (fu ch iam ato: nita roccaforte abbia opposto sere rapaci e invidiosi tra loro, « A llodio ». (dal germ . « all » in­ una fiera resistenza, com e al­ ingordi vero i suaaiti, in era tero. « od » possesso), cioè ter­ tre roccaforti vicine» se proprio con tro ì nem ici. 1 N orm anni ritorio libero da onera e pesi nel nostro circondario è pro­ tentarono, dalle F aglie e dalia feudali. verbiale una frase tradizionale c a ia o n a , d ove si erano insedia­ Il C onte Ruggero m uore nel ch e si ripete tra il popolino: ti e con d ucevan o gli ultami at­ n o i e gli succede il figlio Rug­ «Cu acchiappa un turcu è so!», tacch i con tro i C r e a , il passag­ gero II0. ch e regna per circa m e­ cioè « Chi prende un tu rco ne il Com plesso d i B ru n o M ar­ gio dello stretto. Ma ì tentati­ tà secolo. faccia quel ch e vuole ». Espres­ tino ed u n a ca n zo n cin a senza vi si lim itarono a delle scara­ Sono cin q u a n tan n i di ripresa sione abbastanza cruda, conia­ pretese m a piacevo lissim a «So­ m ucce. il grande sbarco tu fa ­ e di ricostruzione, anni ch e pos­ ta dagli assediami stanchi e sfi­ no stan co » sono gii ln cred ien cilitato, q ualche anno dopo, da sono paragonarsi alla m igliore eti in d o vin a ti d i u n a ltro 45 niti in una logorante lotta dì Il latifon do fu sp ezzettato e un episodio interno, m cui en­ girl di sicu ro successo. poca saracena. Nel 1127, dopo assedio. La situazione degli Ala cam pagn a fu costellata di tra fatalm ente una donna co ­ la m ancata discendenza del G ui­ dragnini ora si capovolge Gli M usica ja z z ; « m uzil », villaggi, di «dayah», me per la distruzione di Adrascardo, gli tocca di reggere il Arabi sconfìtti rim angano pure masserie, e di verdeggianti giar­ gna. t r a m oglie dell’hm iro di M eridione d ’Italia e nel 1130 si in Zabuth, però essi devono pa­ V i segn aliam o u n m icrosolco dini. U no scrittore A rab o del Val Dem one, di Catania e Si­ incorona Re. Ha inizio così la 33 giri italian o ch e può benis­ gare agli Adragni la « Cesia », X sec., Ibn H au w q u al, a ffe r­ racusa cioè. Ben at Thim nah. sim o reggere il con fro n to con ma . la Sicilia « è una terra aquelli am erican i. S i tr a tta a i Un giorno il potente em iro, in bitata e co ltiv a ta da per tu t­ un a raccolta d i cla ssici ese­ preda al vino e adirato contro gu iti im peccabilm ente d a un to! E un viaggiatore mussulmala m oglie ch e lo rim prottava, IL CENTENARIO DELL’UNITA* D’ITALIA Arm ando T ro v a jo li rin fra n c a to te, ch e ven iva a passare qual­ ordinò ch e questa venisse sve­ e fin a lm en te privo d i com pies­ ch e m ese in questa colon ia d el­ nata. E se il figliuolo, loraim , si, lo coadiu van o B e rto Pisan o l’im pero m ussulm ano, scriverà al contraoasso, E n zo G rillin i non le avesse fa tto apprestare più tardi : « N oi percorrevam o a lla ch itarra, e S ergio C o n ti da aoui cntrurgni, im m ediate a lla b a tte r ia l i disco si in ti­ il tra tto di isola ch e si esten­ cu re sarebbe m orta dissanquatola « T r o v a jo li ja z z plan o » ed de da Palerm o a Trapani), un ta. N on m orì. Il giorno dopo e edito d a lla R C A . seguito in in terrotto di villaggi Ben a t Thim nah, pentito di e d ayah , e c i im battevam o in quanto aveva fatto, le chiese U n a ltra p e rso n a lità d i in d ub ­ terreni c o ltiv ati e sem inati, qua­ perdono e la donna finse di ac­ bio riliev o nell'od iern o m ondo li non a vevam o m ai visti, tan­ dcula can zo n e è q uella di U m ­ cettarlo. Appena rimessa i n berto b ln d i. S conosciuto fin o ta era la loro fecon dità. Noi forze chiese al m arito di fare ad un an n o fa , si è in asp e t­ li paragon avam o a quelli della visita al fratello, em iro di Catata m e n te riv e la to q u est anno notissim o generale, gravem ente G en tilm en te favoritom i dal Cam pan ia e di C ordova; senonstrogiovanni (Enna, A grigento con un a canzon e, « A rrive d e r­ ferito sosto parecchio tempo D ott. Giuseppe Correnti, ho ch è son o più fera ci e più resi­ e Castronovo) Ali Ben Naamh, ci », ch e h a co stitu ito sen za presso 1 F ra telli Ciaccio che letto l'ospuscolo contenente il stenti. » A proposito della fu ­ dubbio il m aggiore successo e con ricch i doni, datili dal m a­ gli prodigarono amorose c u re jais corso commemorativo, pro­ dell A n n a ta . A bbiam o d etto isione, e c ce tto per q uanto ri­ M entre le truppe borboniche nunziato in d ata 20 sett. 1911 n to , se ne parti. A rrivata in n a sp etta torn en te appunto p er­ venivano a ttra tte dall'audace a al Comm A w . M ario Am ato, guarda la Religione, e della con­ Castrogiovanni raccontò l’acca­ chè le can zo n i a i U m berto B jn diversione verso Corleone, a l­ sul passaggio della gloriosa viven za pacifica tra m ussulm a­ d uto al fratello e disse di non dl non h an n o la q u a lità (o il lontanandosi da Palerm o che Colonna O rsini d a questa no­ ni e siciliani, basti ricordare un difetto!) d i piacere subito. Le voler fare più ritorno dal con ­ rim aneva quasi indifesa, i g a ­ stra cittad in a n el maggio 1860. sue com posizioni son o isp irate, brano della risposta ch e alcuni ribaldini a ll'alba del 27 m aggio sorte, Il quale non potendo aAppropriata m i apparve quin­ si m a co stru ite pezzo p e r pez­ liberarono fin alm en te la capi­ di l ’idea di rievocare lo storico siciliani diedero a G afar ch e li vere la m oglie in buona pace zo, ed è q u esta isp irazion e etale dell'isola. avvenim ento nell'approssim arsi in citava a rivoltarsi con tro gli ten tò di averla con le arm i. Fu laborata, se si potesse dire, Il 31 m aggio la Colonna O r­ del centenario, a ffin ch é nel f i ­ invasori ; « Siam o legati di pa­ l’inizio della fine del dom inio questa personalissim a visione sini provvista di m uli, cavalli, gli di questa modesta m a p a ­ rentele con loro (i M ussulma­ dèlia proporzione n o ta-p a ro la . vettovaglie e rin fo rzata da p a ­ arabo in Sicilia. L’esercito del­ triottica cittad in a non si a f­ che lo rendono forse (In izial­ recchi giovani sam bucesi la ­ ni venuti d all’A frica) e m esco­ fievolisca l'orgoglio delle gesta l’em iro di Val Dem one (Catamente) erm etico e sono le sciava questa terra ospitale di patriottism o dei nostri palati così da essere divenuti c o ­ nia-Siracusa) venne sbaragliato stesse cose ch e lo m ostrano per prendere parte a tu tta la ari ma una gen te sola. » E in tal dal cognato, em iro di Castro­ cam pagna del 1860. poi in tu tta la su a c h ia ra e Per quanto una lapida m ar­ m odo l’odiosità e lo spirito di m usicalissim a lin earità. Al Colonnello O rsini venne giovanni, A li. In tal m odo lo morea nel m uro frontale del­ regalato d alla fam iglia Ciaccio riscossa degli indigeni, ch e ove l'ex convento di S. C aterin a am or proprio offeso, e i senti­ un bellissimo cavallo e conse­ Di questo prep aratissim o ra p ­ vorrebbe m antenere vivo il ri­ fosse perdurato avrebbe ancor m enti di vendetta, spinsero Ben gn ata la somma di onze 600. presen tante d ella « n u vclic vo­ cordo di quelle epiche giornata. di più d evastato la terra di Si­ at Thim nah a portarsi a Reg­ i bisogni più urgenti. glie » d ella m usica leggera è Imi sem bra che invece si sia cilia, d oven d o co zzare con un gio, fare atto di sottom issione L'O rslni. appena potè, scris­ uscito in q u esti gio rn i u n 45 affievolito. giri com e a l solito pregevolis­ se ringraziando il Com itato pop olo la cui legge era la spa­ Q uanti sono i sambucesi che ai suo nem ico, Ruggero, ed in­ C ittadin o che si era costituito sim o che si in tito la « Non so ». la leggono? e fr a questi quanti da e ragione la fo rza, placati vitarlo in Val Dem one. Cosi che approfondiscono 11 sign ifi­ dalle parentele e d all’am m ira­ Ruggero che m editava il m odo cato storico d ellaw e n im a n to ? A M E R IC A — M usica leggera zion e per quegli operosi orien­ m igliore per la conquista della S i dice che il Sig. Giuseppe tali. si sm orzan o sotto una ce­ Am orelli, colle sue pubblica­ isola, si trovò tra le m ani l’o c­ Il nom e d i Jon n i R estivo c re ­ zioni, lo abbia reso, quasi po­ nere ch e estingue una grande diam o non sia n o to ch e a l s a ­ casione più propizia e ne ap­ polare, m a questa popolarità cerdoti del Ju x -b ox , m a slam o fiam m a, ma lascia vivi i carb o­ profittò; pose piede nell’isola non m i risulta, poiché pochi certi presto si a ffia n c h e rà a ni roven ti. presago ch e ne sarebbe divenu­ tra la gioventù studiosa m o­ quello dei suoi m aggiori e più to signore. Era il 1060. Dopo derna abbiano lette le pubbli­ n oti colleglli] I Normanni partirono dalla cazioni dell'Am orelli se pure S o tto 11 crism a del successo dure lotte, una dopo l’altra cad­ lontana Scozia, alla conquista ancora esistono. si p resen ta in fa tti la su a p ri­ dero le più potenti forte zze sa­ del Meridione d’Italia, in veste Eppure in quell'evento S am ­ m a, (per noi) Incisione quel racene. N el 1066 cadde C efalù , S i è d etto n ell'u ltim a con­ buca scrisse la sua pagina « Y a V a » ch e è g ià a l prim i di avventurieri, bramosi di con­ nel 1068 Ruggero è in V al di versazione, ch e m entre quel gloriosa. posti d elle classifich e specia­ quiste e ammalati di dominio. Liberata n e l 1859 la Lom ­ fenom eno im ponente, a l quale Noto. Nel 1072 capitola Paler­ lizzate. Ma furono attratti sulla Sicilia si d à nome di progresso tec­ bardia. la Toscan a e l’Em ilia, mo, nel '77 la pericolosa T aor­ per le sue bellezze naturali e nico. e m eglio si d irebbe pro­ la corrente popolare, con a mina e nel 1078 le roccaforti F R A N C IA — M usica leggera: gresso m ateriale, si risolve in capo in sign i patrioti, m irava per l’incanto di quanto gli Adi Val M azzara, Trapani, Mauna ca p acità degli uom ini di orm ai all'unificazione d 'I ta lia rabi vi avevano profuso, con « C arin a » la popolare c a n ­ m ettere m eglio l'accordo tra Cavour diplom atico riteneva zara, Sciacca. O tto anni dopo, le loro attività agricole, artisti­ zone di C orrado L a Jacon o sta le cose, assai m inore sem bra prudente attendere, m a G a ri­ nel 1086, ced ono le armi, dopo facendo il giro del mondo. che, scientifiche, commerciali essere il loro successo quanto baldi focoso, n ella prim avera lunghi assedi Castrogiovanni, a lla capacita di m ettersi d 'a c­ del 1860, venne preparando ccc. Dopo essere sta ta la n c ia ta In Agrigento, Licata. La conquista cordo tra loro. quella m eravigliosa e leggen­ L’inizio d ella conquista della Am erica, e con notevole su c­ La gu erra è la m an ifestazio­ dell’isola era costata ai N or­ daria spedizione del M ille, che» cesso. dagli H everly Broth ers, Sicilia, da parte dei N orm anni, ne più clam orosa di questa in ­ salp ata da Q u arto sbarcava a m anni 26 lunghi anni di guer­ sta Imperversando in F ran cia, porta la data del i6oo. Cristia­ capacità, e gli uom ini fin o r a M arsala riuscendo in breve vol­ questa volta per m erito d i Ed* ra. In base a queste date pos­ non sono riusciti ad elim i­ ni ferven ti, in m aggioranza roz­ gere di tempo a liberare la die Costernine che la c a n ta in siam o approssim are la caduta n arla S icilia d al Borbone zi e Ignoranti, c o cciu ti nella lingua tedesca. E' su perflu o d i­ M erita, ini questo punto do­ di Zabuth. avven uta tra il 1078 M entre G aribaldi m arciava re che l'interpretazione del lo ttap cr la religione cristiana loroso. che noi ci ferm iam o e ro8o. D ifatti 1 Norm anni, c a ­ ] verso Palerm o il Colonnello bravo- ca n ta n te-atto re 6 cencom e gli A rabi per Allah c un poco a rifle tte re 1 L a storia O rsini, fin gen do una fuga, per tratissim a e si a vvale d i un duta Sciacca, M azara ed A lca­ d ell'u m an ità è d om inata da M aom etto, m otiva va n o la c o n ­ distrarre truppe borboniche, arrangiam ento pieno d i sw ing m o, capisaldi di prima im por­ questo fenom eno b estiale, non sperava sofferm arsi anche bre­ quista c o m e riscatto, orp ellan ­ e di atm osfera il tu tto con d i­ vi p a rrà esagerato la g g e ttlv o tanza, hanno riv o lto le armi vem ente a C h iu sa o G iu lia n a to. è il caso di dirlo, con te r­ d o cosi la sete di d om in io e lo se volete por m ente che In o Contessa, m a quegli abitan ti con tro quelle posizioni sarace­ m ini tolti di peso dal vo ca ­ spirito bellicoso. La seconda m e­ latino, per dire guerra, si d i­ tem endo le rappresaglie delle bolario gastronom ico - tu ristico ne. m eno im portanti ma non ceva « bell uni ». e bollum ha tà del sec. XI" fu tan to propitruppe borboniche, gli deneitaliano. m eno fortificate, d all’interno. la stessa radice di « bellua • I garono di potersi sofferm are, /.iaalle operazion i di incunea* ch e sign ifica belva. m entre gli ardim entosi sam bu/ <H*c.hl più richiesti : m ento dei N orm anni in Sicilia. Zabuth viene a trovarsi in eesi, con grave spregio del p e ­ G li uomini, veram ente q u an ­ Il m ondo arab o della Sicilia e J una situazione critica sin dalle ricolo. andarono incontro a do si fa n n o la guerra, d iven ­ del M edio O rien te era politi­ 1 prime avvisaglie d ello stato di i) Porrver (J. Damiano) quel poveri sbanditi. inducentan o belve 8i direbbe che la 2» Lonely boy (Paul Atika) cam en te in d ecadenza. Dilania­ { em ergenza d ell’isola, minaccia- | doli a venire qui a sostare, ove civiltà, essendo quel modo di 3* Il tuo bacio ó com e un I to da lotte intestine, intorpidi ! 1.1 dai n uovi predatori, discesi 1 en trarono ospitalm ente accolti vivere degli uomini che li spo­ (A. C elentanoi j sull'im brunire del 26 m aggio glia sem pre più d ella bestia­ tp sugli allori d elle conquiste, dal Nord. I Cristiani di Ad ra­ ; IMO e da dove, due giorni 4» Arrivederci (Don M arino lità debba eliminare la guerra, Barrato jr.i c om in ciava a m anifestare 1 se­ gliai fieram ente attaccati alla dopo il Colonnello Or»ini emama proprio il corso della storia s» Non sei più la min biimgni della m alattia m ortale dello I lóro fede, com in cian o a spera i n o un proclam a ai cittadini da secoli o secoli una tra sfo r­ '>ina m Mortuari'» sicilian i in citan doli a prosematone della guerra, ma non u ltim o bir/antinism o. I grandi re nella libertà ch e il paladino j gu im n ella lotta per la libera finora, la sua eiunlnaiione. generali m ussulm ani ch e si di­ j della Chiesa. Ruggero, viene 1 flu iir d ell'isola Al contrarlo come certe m a­ ti giam visero Cisoia, dopo II prim o som ! a portare, per scuotere il gio­ I II Barattieri, divenuto poi lattie, essa va facendosi endeli dom in io degli A rab i in Si­ cilia dura c irca 2 secoli. A v e ­ v an o tro v a to u n ’isola brulla, de­ vastata da lo tte, teatro di guer­ re tra G reci, Bizantini, Roma* ni e barbari, depauperata e dis­ sanguata da con tin u e pressio­ ni fiscali, e in m eno di m ezzo seco lo l ’a veva n o fa tta giardino Si parla addirittura dì una fan tastastica « rigenerazione econ om ico-sociale » operata, at­ traverso una m iracolosa metam oforsi, dagli Arabi, D ue fa t­ tori in fluirono a risollevare, sot­ to ì Saraceni, le disastrose con ­ dizioni d ell’isola : l’operosità dei n u ovi padroni e Io spirito di co n vive n za e di adattabilità dei siciliani,

dinastia norm anna ch e rida alla Sicilia splendore, fasto e gran­ dezza. Un grande letterato mus­ sulm ano, Edrisi, con vertito, e vissuto nella corte dei n u ovi si­ gnori. ci descrive la grande pro­ sperità alla quale la Sicilia per­ viene sotto Ruggero IL D opo avere parlato dei 35 paesi sul m a­ re, ricch i di vita e di com m er­ cio, assai più num erosi dice, so­ no quelli dentro terra, tra fo r­ tezze, rocch e ed altri luoghi abitati, »; tra questi l’illustre let­ terato cita « Sabuci, popolosa e ricca d i sem inagioni. » Senza d ubbio la Sabuci di Edrisi è la Sam buca derivata da Zabuth. Al cen tro di un im m enso bacino circon d ato da m ontagne, ch e si estende in degradanti co llin e fer­ tili e solatie, ricco d i « d ayh », m asserie, Zabuth d o vev a appanre agli o cch i di qu esto arabo b attezzato, un vero granaio!

A. D. G. -M

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per in iziativa d i V in cen zo N avarra poeta e filosofo insigne. O ggi dopo u n secolo, n oi f i ­ gli d ella m odesta m a p a trio t­ tica Sam buca, possiam o essere orgogliosi dell operato dei n o ­ stri a n tich i con cittadin i. A loro vad a il nostro ricordo riconoscente e principalm en te a quei baldi giovan i che. r in ­ forzando le truppe garibaldine, contribuirono a lla annessione d ella n ostra Isola a lla m adre p a tria « Ita lia » . Ritengo doveroso ch e n ella prossim a ricorren za del cen ­ tenario si costituisca u n co­ m itato com m em orativo a ffin ­ ché lo sprazzo di luce p a trio t­ tica che anim ò i n ostri padri non si a ffiev o lisca col d eco n o del tem po e n tale senso a i dovere io sento principalm ente in citare le A u to rità e la gio ­ v en tù studiosa. (geom.

PeU tgrino

Gurrarn)

LA VOCE DI S. G IO R G IO di C A M S E L U T T l m ica addirittura. Certo la gu erra si è tra ­ sfo rm ata. l'aspetto più a p p a­ riscente d ella trasform azione è ch e la guerra è cresciu ta u n a volta era piccola, a poco a poco é d iven tata grande. Lo ingrandim ento n on si riferisce soltan to alle dim ensioni dei gruppi che si com battono, ma. ancora più. a lla potenza dei mezzi d offesa! P e r quanto concerne la dim ensione, siam o a rrivati orm ai a lla gu erra m on­ diale. Abbiam o ch iam ato cosi la gu erra scop piata nel '14 e fin ita nel 1918. perché h a Im­ pegnato quasi tu tto il mondo Abbiam o tirato un gran respi­ ro q uando si è conclusa la pa­ ce. e ci siam o tu tti cullati n ella illusione ch e la pace do­ vesse essere, se non eterna, alm eno di lunga durata Poco più di 20 an n i ne é scoppiata u n 'altra più m ondiale ancora e a tu ttog gi non ne sono chiu­ se le ferite Quest altra volta, dicevo, il mondo ci si è im­ pegnato ancora più estesa­ m ente Basta pensare ch e in Europa non è rimasta a ltra oasi di pace che la minusoola Svizzera, mentre le penisola Iberica, se non si t m escolata nel conflitto, è stato perché era. nella sua m aggior p o n e , estenuata dal tremendo s to n o di una crudelissim a guerra c i­ vile Comunq ue ancora più im-

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La Voce di Samh,.^

LA VOCE DI S. GIORGIO (continua dalla terza pag.) pressionaute della estensione dell ultim a gu erra è sta ta la sua intensità. U na volta la guerra si com batteva tra sol­ dati, nel senso che l'offesa era soldato a soldato, c'erano si. le città messe a sacco, m a il pericolo corso allora dagli Inermi non è com parabile con quello al quale sono sta ti eposti, per esempio, dai bom­ bardam enti a tappeto di Lon­ dra o di Berlino, o, peggio ancora, dallo scoppio della bomba atom ica, ad Iroskhlm a Eppure questo è nien te in con­ fronto con quello che potran­ no essere la distruzioni cagio­ n ate dagli spaventevoli pro­ gressi delle bombe atom iche, enorm em ente cresciute di po­ tenza e di quantità, o dei m is­ sili in tu tte le loro sv ariatis­ sim e forme. La guerra è purtroppo una m ala ttia dell'um anità, la qua­ le va facendosi sempre più

ORIZZONTE

SICILIANO

I sicilian i d o rm o n o ! I sicilian i persistono nel loro torpore per co ttato da m aneggioni politici e dai m onopoli che smusano ogni ign a via c o stitu zio n ale ! T ali a fferm azion i, ch e co lg o n o l’appari­ velleità che tenda a ledere i loro interessi. sce n te e ffe tto di ca u se più o m eno evid en ti, m entre rispondono « In m ateria di risollevam ento delle aree depresse abbiamo in parte al v ero , se rv o n o a m olti com e co m o d o paravento per un esem pio autorevolissim o: quello della Valle del Tennessee. Il gu stific a re le lo ro azion i eco n o m ich e e politiche. Se la vita si­ successo dello esperim ento di industrializzazione non è dipeso da cilia n a è ca ra tte riz z a ta dal sonno con tin u o , è giu sto chiedersi co­ una m iriade di piccole provvidenze polverizzate, ma essenzial­ sa si è fa tto per svegliare l'ìso la dal torpore. La risposta è ; nien­ m ente da una sola provvidenza, adottata in maniera m assiccia­ te, o quasi! li bassissimo costo dell’energia » (S. M igliaccio). In Sicilia la SGfcS II fa tto c h e i sicilian i non voglion o essere svegliati non pu> fa pagare la lu ce a circa L.58 il k w , e tale società di siciliano non scu sare tu tti quei go vern an ti ch e si son o succeduti al tim one d el­ ha cn c la sigla, essendo controllata dalla Bastogi, controllata a la n azio n e italian a, d all’ unità d'Italia ad oggi. 11 sonno, anche se sua volta dalla Pirelli. Quindi SGES uguale Pirelli, e tale m onopo­ seco la re e ben rad icato, an ch e se co n cilia to dalla natura stéssa lio fin o ad oggi non ha m ostrato di volere concorrere con spirito d egli abitan ti e d a ll’am bien te, nel m om en to ih cu i viene conside­ m issionario al risollevam ento econom ico della Sicilia, Eppure la ra to è q u alcosa di passeggero, ch e non può e non d eve essere IRFIS e la Cassa del M ezzogiorno continuano a dare 1 loro finan­ p ro ie tta to nel fu tu ro da parte di chi si accinge ad agire e che ziam enti alla SGES, cioè allaPirelli, anzi ch e all’ESE. E così i si­ p e rciò si astien e dal farlo. Si instaura così un circo lo vizioso che ciliani pagano la luce a L.58 il k w , m entre 1 m onopoli del nord s fo c ia n ell im m ob iiism o più d eleterio. O ccorre suonare la veglia congelano le nostre fonti di energia. I soldi che noi paghiam o e spingere i sicilian i a costru ire con fiducia e coraggio un a vve­ vanno al nòrd, senza biglietto di ritorno per un eventuale loro nire di benessere. F id u c ia 1 e c c o ciò ch e i siciliani hanno perduto, investim ento nella nostra terra. Se mai i m onopoli investono altri u n itam en te alla speranza ed alla buona fede. La ragione di ciò c soldi dei contribuenti siciliani, concessi dalla Regione. La Regione da rice rc are nei sorprusi, nelle tante m ortificazio ni cu i la Sicilia è Siciliana ha concesso, ad esempio, negli anni ultimi 40 miliardi sta ta fa tta o g g e tto nel co rso di in fin iti lustri, Se ì siciliani hanno alla M ontecatini ed all’Edison perchè sfruttassero i nostri sali potas­ p o tu to d im en ticare e fin a n c o giu stificare le ingiustizie subite sot­ sici, 19 miliardi alla SGES ed alla SM E— perchè la luce continuasse a essere pagata a L 58. Ira il 1950 ed il 54, La Regione con con ­ to le varie d en om in azion i, non possono dim en ticare e giu stifica­ tratti catastrofici ha dato concessioni per sfruttare il nostro sotto­ re. p erch è più am are ed inaspettate, q u elle subite, dal giorno del­ su olo alla SinIA, alla M ontecatini, alla G uf, alla Standard, alla l'u n ità d 'Ita lia, ad opera di go vern an ti ch e avrebbero d ovu to, se­ Bntish Petroleum , eec?.„ co n d o le a sp e ttativ e, ispirarsi ad una politica di im parzialità ver­ Ma tali gruppi non hanno creato delle industrie.? Certam ente so tu tte le region i. Inoltre ì siciliani h anno perduto ogni fid u ­ Ma vediam o m ch e m odo. cia e speran za p o ich é h an n o visto la classe dirigente servirsi an­ « Le industrie create dai m onopoli-scrive N. Lupo col contri­ c h e d elle org an izza zio n i a d elin qu ere per sfruttare, fin o a ll’osso, buto della Regione sono quasi tutte a ciclo chiuso in quanto ia loro l’ isola e per ra ffo rza re in essa il proprio potere. Q uale fiducia produzione non com porta successivi cicli di lavorazione, cioè non se a n cor oggi ved iam o insoluti i problem i di fondo? Sussistono richiede la presenza di altre fabbriche: inoltre se tali cicli si reti in tu tta la lo ro en tità le piaghe della m iseria, d ell’analfabetism o. Il fe u d ale sim o è stato d app ertutto, m a m entre a ltrove è scom ­ dono necessari avvengono nelle industrie del nord com 'è il caso del brom o della Espesi di Magnisi che viene inviato a T rento e p arso del tu tto , in Sicilia è scom parso solo di nom e ed ha co n ti­ ritorna in Sicilia alla Rasiom di Augusta trasform ato in antide­ n u ato a so p ra v v iv e re so tto varie fo rm e ch e hanno fren ato ogni tonante per benzina ». a n e lito di rin ascita ed han n o fa tto sì ch e ch i v ivev a nella miseria La Sicilia c ricca di materie prim e: il petrolio e i sali potas­ con tin u a sse a v ive rv i senza ch e un'au rora soffu sa di rosa illum i­ sici, ch e costituiscono il fu lcro della m oderna industria petrolch i­ nasse d i speran za l’avven ire, « Baciam u li m a n i» : tipica espres­ m ica. Ma per portare avanti una sana politica econom ica occorre sion e ch e ha sig n ific a to l ’asservim en to del m isero, ch e ha carat- . individuare le forze ch e realm ente vogliono il progresso dell’isola te riz za to per tan to tem p o una nuova form a di sch iavism o, ch e ha c quelle ch e vi si oppongono. tra sfo rm ato degli uom ini in Bestie. L m ente il g overn o fa ceva per lu tte le m anifestazioni più deleterie d ell'isola non sono altro portare la m oderna econ om ia ed il m oderno co n c e tto del lavoro ch e l'e ffetto della ignoranza, della miseria, della debole econom ia, a llim e r iio d ell'iso la , nel d eserto di stoppia dei latifon di d ove vige della d eficitaria industrializzazione, della arretratezza della no­ v an o ancora leggi m ed io evali. E o g g i’ O ggi ch e aleggia, anche ne­ stra agricoltura L'arretratezza dell’isola non è dovuta ad ignavia gli angoli più rem oti ed assolati della nostra terra, uno spirito nuo­ costitu zion ale dei siciliani, ma a tali cause. Solo rim odernando la v o ch e scu o te a p o co a p o co gli u om ini dalla loro apatica, solitu ­ nostra agricoltura e facendola progredire in m odo da allargare il din e, ricca di su d ore e di m iseria, si spera in un aiuto con tin uo m ercato interno, solo rom pendo il predom inio che esercitano i ed in telligen te Ma in van o . Infatti co n tin u iam o ad assistere ad una m onopoli .sull'econom ia della nostra isola, solo concedendo il cre­ sistem atica opera d isgregatrice da parte di ch i c i go vern a; sfidu­ dito secondo giustizia senza favorire cioè la ristretta casta dei cia ti ved iam o il g o v e rn o ce n trale schierarci, in dispregio ad ogni m onopoli, solo u tilizzan do m eglio le nostre fon ti di energia, solo senso di giu stizia e di d em o cra zia, c o n tro gli interessi dell'isola. facendo rispettare la legge dove è calpestata, solo abolendo il C itia m o ad illustrare tale asserto alcu ni esem p i: i) politica a sfa­ clientelism o ch e soffoca la vita politica e pubblica, solo allora la v ore del gran o d uro sicilian o. 2) M an cato in terven to in difesa Sicilia potrà affacciarsi ad u n ’altra vita. della c o to n ico ltu ra e della industria sicilian a d ello z o lfo e del La fiducia, la speranza, la buonafede aspettano tale giorno sale 3) Soppressione d e ll’A lta C o rte per la Sicilia 4) Leggi a fa ­ per tornare in noi! v ore d elle aree deprssec non applicate. 5) M ono polizzazion e Franco La Barbera da parte di case del nord d ella produ zion e di vino sicilian o 6) M an cata in d ustrializzazion e. 7) M an cato in terven to a fa vore della agricoltu ra siciliana in genere. c.i so llcrm iam o a d iscutere su questi due ultim i pu n ti: indu­ stria cd agricoltu ra essendo i due capisaldt su cu i poggia u n ’e co ­ nom ia m oderna C o m in ciam o coll'esam in are alcu n e cifre : dal 1950 al 57 so n o stati e ffe ttu a ti nel sud in vestim en ti industriali pari solo al 14.$% del totale, e precisam ente 949 m iliardi su 6.402. u di tali investim en ti solo m inim a parte è andata alla Sicilia:' | J bjlaflc ia co m m erciale segna un 'esportazion e per L 65 m liardi. ed un im p o rta zio n e per 46 m iliardi. Esam inando la qualità della in e rte cspori.11.1 ved iam o ch e il co stitu ita da generi ali­ m entari. O c c o rre per risolvere veram ente le co n d izio n i dell isola procedere su due d irettive precise in dustrializzar e trasform are l'a grico ltu ra Scrìve d ell'A n g e lo in •< R ivista di econ om ia agraria •< non p o len d o sussistere se non in casi di tip o colon iale, una struttura in dustriale di alto livello in un am biente dì bassa pro­ d u ttività agricola, così co m e non riesce .1 svilupparsi un agrieoi tura di a lto reddito in un m ercato non alim en tato da una a ttiv a dom anda di generi alim entari proven ien te da categorie in­ d ustriali > Per portare avanti una politica di ind ustrializzazion e b isogna cominciar»- col creare d elle fon ti di energia » basso costo iv r raggiunger tale scop o era stato cre a to f i n t e Siciliano EletticiO t he p u rtro ppo ha fa llito il suo scop o perchè con tin uam en te boi­

NOTIZIE SPORTIVE H a a v u t o a P a le rm o , g io r ­ n o 13 u n a riu n io n e d e i d i ­ rig en ti d e lle s o c ie t à a f f ila t e a l C e n t r o S p o r tiv o I ta lia n o . A lla riu n io n e h a n n o p re s o p a r t e a lc u n i d ir ig e n t i d e lla U.S. L E G A E sse n d o si in lin e a g e n e r a le e sp o s to il p r o g r a m m a 195960 . l ’ U S L e g a h a d e c iso di f a r p a r t e c ip a r e p r o p r i a t le t i a l T o r n e o d i a p e r t u r a , n e lle gare d i C o r s a Campestre e d i T e n n i* d a T a vo lo D a u n a r a p id a s t a t i s t ic a f a t t a p re s so l ’U ffie io T e s s e ­

ra m e n to d e l C .S .I. d ì P a le r ­ m o. r is u lt a c h e la L e g a , t r a le s o c ie tà d e l C .S .I.. è la SECO N D A S O C IE T À ’ DI S I ­ C I L IA p e r n u m e ro d i a tle t i te s s e r a ti A l p rim o p o s to é la V a r iu s c o n 64 . la L e g a s e g u e co n 61 a tle t i

Quando avranno inizio i lavori per la sistemazione di Via Fratelli Costanza? Quando avranno inizio i lavori per la sistemazione ili Piazza Centellis e del Calvario?

grave. Se dobbiam o p resta r fe ­ de alle previsioni che, d a più p a rti e con gran de autorità, sono sta te fa tte in torn o agli e ffe tti delle bombe atom iche, dovrem o dire che la m a la ttia sta per d iven tare m ortale. E ovvio che u n a m a la ttia cosi grave, anch e quando m ette c a ­ po a lla guarigione, la scia d ie ­ tro a sè un periodo di con va­ lescenza, in cui si con tin ua e, perfino, si accen tu a la p rostra­ zione d i ch i n e é sta to colpito. La sim ilitudine, com e ognuno intende, si riferisce a quel tra tto di tem po ch e usano chiam are « dopoguerra » : u n periodo d uran te il quale la v i­ ta non può ancora riassum ere il ritm o norm ale, m en tre fa ­ ticosam ente si assestano cosi gii a p p arati materiale», com e gli istitu ti sociali scon volti d a l­ la guerra. S i in tend e ch e in ragione d ella m ala ttia, cioè dell in te n sità d ella gu erra, si prolunga la d u rata di q uesta ricostruzione L'aspetto più grave del dopoguerra, a n cora del disagio m ateriale cagion ato dal tem po necessario a lla ricostruzione d egli ap p a rati d i­ stru tti che. non si può, n a tu ­ ralm ente, im provvisare, è la d iffico ltà di ricon durre a l co­ stum e di pace, gli uom ini as­ su efa tti al costum e di guerra. Non dobbiamo d im en ticare che le n ecessità d ella gu e rra ro v e­ sciano add irittu ra le regole fon dam entali d ella condotta. B a sti pensare che l’om icidio, in tem po d i pace, è uno d ei reati più gravi, pu n ito con la m aggiore severità; in gu erra, se l'ucciso è un nem ico, non solo d iven ta un a tto lecito m a u n a tto doveroso. L a guerra, in altre p a ro la scaten a la be­ stia che prim a e ra in can ta ta. E purtroppo n atu rale ch e un a volta sca ten a ta non sia cosa facile tornare ad in caten are. Succedo qualcosa di analogo a quando un veicolo, la n ciato In velocità, con tin ua la su a corsa, anche dopo che si sia sp en ta la forza di propulsione; n ep ­ pure l’azione del fren o riesce ad arrestarlo d'un colpo. A n ­ ch e per gli uom ini, la n cia ti contro 11 nem ico il q u ale è d o­ po tu tto un fratello, vi è un tempo che assom iglia al co­ sidetto spazio di fren atu ra. L a società esce d alla gu erra ad addirlttura sconquassata q ci

vuol tem po e pazienza e fati a rim e tte rla in sè Ad ‘U f i m odo u n bai giorno la gu eS . fin isce, o m eglio cosa ver» m en te fin isce? L a m alattia fi" nlsce 0 u n accesso dèlia »*>«' la ttia ? a" j L a m a la ttia , ch i ben guanto é l ’in im icizia, d ella quale fé gu erra é un a manifestazione esteriore Un E p ilettico resta epilety. co a n ch e n ell in tervallo tr» una convulsione e l'altra. La pace si, esclude la guerra, m* qu ella ch e si ch iam a paca e si cerca, d i solito, con la con. clusion e di u h tra tta to , anzic' ch è u n a v era pace, è una tre' g u a , perch è d u ra linlm icijia v era pace n o n c'è Avviene cosi ch e il dopoguerra mette capo ad u n a condizione della u m a n ità ch e si potrebbe chia­ m are « a v a n g u e rra », A q u esto proposito, come si è p a rla to p e r il dopoguerra,^ di con valescen za, si potrebbe p a rla re p e r il periodo ante­ riore. d i u n a incubazione della m a la ttia . S i è an ch e trovata una fo rm u la p e r designare q u esta specie di gestazione1" d ella g u e rra ; la chiamano « gu e rra fred d a »! E ' u n ’espres- ' sione fe lice . In q u an to fa ba­ len are l'id e a ch e la guerra è qu alcosa di p iù in tim o e insi­ dioso, ch e q u ella esplosione di violen za a lla q u ale la parola u su alm en te s i r ife r is c a Eisin ow er e K ru scev , 1 capi dei due b locch i ch e si fronteggian a d a O ccid en te e d a Orienta scam b ian d osi quotidianam ente la m in a ccia di stragi, sempre più sp a v en tevo li, im plicita nel­ la costru zion e d i ordign i sem­ pre più m icid ia li, sono le fi­ gu re cla ssica m en te rappresen­ ta tiv e d e lla g u e rra fredda. La g u e rra fre d d a n on è al­ tro ch e in cu b azion e d ella guer­ ra : 1 u m a n ità n o n è ancora p recip ita ta n el b aratro della violen za, m a si tie n e in equi­ librio su llorlo d e ll’abisso, come l ’a cro b a ta ch e ca m m in a sulla cord a e g li s p e tta to ri contem­ plano, col fla t o sospeso. O gn i m a ttin a , cercando le n o tizie su l qu otidian o, noi sla­ m o com e q u eg li sp etta to ri col fia to sospeso, con la differen­ za ch e ch i p recip ita se l’equi­ lib rista p erd e l'equ ilibrio è or­ m ai, pu rtroppo, l'u m a n ità in­ tera.

RIUNIONE DELLA “ADRAGNA - CARBOI,, PER UN POSTO DI RISTORO AL LAGO IT giorno 19 settem b re h a avuto luogo nei locali del Palazzo Com unale u n a riu ­ nione del Consiglio di A m ­ m inistrazione della Pro L o­ co « A d ragn a-C arb oi ». E r a ­ no presen ti: il Sin d aco, il Vice Sindaco, il prof. S e r a ­ fino G iacone, l’in gegn ere G Giacone. l'ing, I, G iacon e l’arciprete, il sig. M ichele Vinci, i sig. G, M ontalbano. il D irettore del n ostro gior­ nale, il P residente d e lla Pro Loco A d ragn a-C arb oi Fran co L a B arb era, l'ina, G. Bondi. dell'U fficio di Presid en za della Pro Loco. Dopo avere e sam in ato i v a ­ ri p r o b l e m i , in te re ssan ti principalm ente la zon a di A dragna, e che si pongono all’attenzione p er essere ri­

solti, il P re sid en te della Pro Loco h a m e sso a l corrente il C on siglio su lla avvenuta con cession e d a p a rte della R egion e d i un con tributo di cin que m ilionL Contributo d a to a lla Pro Loco per la costru zion e s u l la g o Carbbi dì un p osto d i ristoro, com-* pre n d en te u n bar, ristoran ­ te. salo n e p e r tratten im en ti e 22 p o sti letto. Il progetto re d a tto d a ll in gegn ere Ign a­ zio G iacon e prevede la spesa d i L ire se d ici m ilion i c irc a J Dopo v a ri in te rv en ti s i de> cise d i in v itare, m ediante pubblico m a n ife sto , la citta» d in an z a sam b u ce se a so tto ­ scrivere delle quote onde ra g g iu n g e re la so m m a ne­ c e ssa ria p e r la costruzione d ell’opera.

IL NUOVO

/ NOLEGGIXTUHI

DIRETTORE DIDATTICO Il 2 ottobre nei locali d d l'ed ificio scolastico sono avvenute le consegne tra il prof Porrello destinato a Menfi e il dott. Michele Lentini. nuovo D irettore del Circolo di Sam bu ca che com prende anche S. M ar­ gherita. Il nuovo D irettore arriva in mezzo a noi preceduto da ottima ian ia di insegnan­ te ed educatore e pertanto Gli porgiam o il nostro più accogliente benvenuto, uni­ tamente agli auguri per il difficile ed alto com pito che d eve assolvere nella nostra cittadina

C o n tin u a zio n e della l l a pag di quella riunione. Un nostro spassionato giudizio : Diamo atto ai noleggiatori della discreta citicienza delle loro scuderie, avi non siamo d’accordo con essi nel ritenere che basti il collaudo per alternare che una vettura da no­ leggio sui perfettamente efficien­ te. Il collaudiì dichiara il suo « m bene -, non ai lini della pettizinne delle macchine, ma dici <■ m o ai fini nel tanto guanto busti perche non sia dichiarata m eli' eie aie. Come capita appunto p~r certi soldatini che sono dichia­ rati abili, non per il fronte. «'*' per / servizi sedentari Ifaitra parte pensiamo che il Comune e nel suo diritto di richiamare <' sorvegliare, ma che insista piuttJsto con termini pertua%ivi (W 1 he con minacce.

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N 9 ( ottobre 1959 )  

ANNO I - ottobre 1959 - N. 9

N 9 ( ottobre 1959 )  

ANNO I - ottobre 1959 - N. 9

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