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a c i t a r c o m e d e c La vo Numero 2

marzo 2011

Editoriale Il 27 e il 28 agosto 2010, presso il loggiato

Mamma, non voglio pranzare alla mensa scolastica!

Sant ’ Agostino, ha avuto luogo la 1° edizione della “ Festa Democratica ” organizzata dai Giovani Democratici con la collaborazione di alcuni esponenti del P.D. Durante la festa si sono alternati momenti di riflessione politica, con dialoghi, confronti e dibattiti sui problemi che affliggono la nostra società e momenti di divertimento, con le vignette di Vauro e con i gruppi musicali che hanno allietato le due serate della festa: “ I figli dell ’ Officina ” e i “ Siculablask ” . Scuola, università e lavoro al centro dei dibattiti, dove sono intervenuti : Luca Spataro ( s egretario Provinciale del P.D. di Catania ) , Giuseppe Vetriolo ( segretario Provinciale dei Giovani Democratici di Enna ) , Giulio Ciccia ( Giovane Democratico Catania ) , il compaesano Simone Amata ( S egretario dei Giovani Democratici di Troina ) e, in comizio, l ’ On. Mattarella, il consigliere provinciale Musumeci e il consigliere comunale Venezia che hanno parlato rispettivam ente del fallimento politico della destra a livello nazionale, provinciale e locale. L ’ 11 dicembre 2010 il nostro gruppo insieme a rappresentanti del PD,si è recato a Roma, per partecipare alla manifestazione nazionale del Partito Democratico. Nel mese di novembre, noi giovani democratici, ci siamo costituiti come partito politico e, attraverso votazioni,sono stati eletti:Simone Amata ( Segretario ) ,Presidente ( Cristian Pagana ) Tesoriere ( Marco Dispinzeri ) .

Chissà quanti bambini avranno pronunciato questa frase nelle scorse settimane. E non si trattava certamente dei soliti capricci alimentari: questa volta i bambini avevano proprio ragione. Hanno fatto bene a rifiutarsi di mangiare “cibi” che le proprie madri non avrebbero mai comprato e mai servito a tavola. Mi riferisco al Pangasio, pesce allevato nel fiume Mekong (il più inquinato del mondo), al prosciutto cotto con i nitriti, cioè additivi sintetici responsabili di danni ai reni e alla muscolatura; per continuare con i bastoncini surgelati senza specificazione del tipo di pesce, oppure le merendine confezionate senza marca, codice a barre e data di scadenza o, per finire in bellezza, la frutta non lavata. Dopo l’allarme lanciato dai genitori e dalle insegnati, i consiglieri di centro-sinistra, al contrario della giunta comunale che probabilmente ha ritenuto più importante la questione economica metten-

do in secondo piano la salute dei bambini, si sono subito mobilitati andando a controllare di persona la qualità del servizio di refezione e hanno voluto fare chiarezza sulla questione facendo convocare un apposito consiglio comunale. Dopo la fase di denuncia, i consiglieri comunali di centro-sinistra, senza mai trascurare i rapporti con i cittadini indignati e nello stesso tempo preoccupati per la salute dei propri bambini, sono passati alla fase propositiva. Infatti, hanno presentato in Consiglio Comunale due mozioni che sono state poi approvate all’unanimità. La prima prevede l’istituzione di una commissione di controllo, formata da genitori e insegnanti, che ha il compito di controllare quotidianamente gli alimenti somministrati ai bambini che usufruiscono del servizio di mensa scolastica. La seconda proposta prevede l’istituzione di una commissione di indagine, formata da alcuni Consiglieri Comu-

nali, per verificare l’iter burocratico che ha determinato la vicenda e di accertare se vi siano delle manchevolezze. Infine, il Consiglio Comunale, accertando tutta una serie di infrazioni commesse dalla ditta che gestisce il servizio di mensa scolastica, ha impegnato la Giunta a revocare tale servizio alla ditta appaltatrice. Adesso, fallito il tentativo della Giunta Costantino di accusare come al solito l’opposizione di strumentalizzazione politica, i genitori e le insegnanti ringraziano i Consiglieri di centro-sinistra per il lavoro svolto e per i risultati raggiunti. Alla fine ha avuto la meglio un modello di opposizione che ha saputo coniugare la fase di denuncia politica a quella di proposta.

Giovanni Ruberto

Tante sono le iniziative che ci siamo preposti per l ’ anno in corso, una delle più importanti è sicuramente la scuola di formazione politi-

Giovani Democratici:

ca, che consiste, in delle lezioni, presiedute da persone competenti in materia, con il fine di promuovere la partecipazione alla vita politica dei giovani e far si che questi si facciano una propria idea politica. Per noi giovani, novizi in politica, sono state delle occasioni di crescita, di riflessione, lavoro di gruppo e molto divertimento tanto da essere considerate un motivo d ’ orgoglio e di spinta per le future attività dei Giovani Democratici. Baudo Angelo e Mare Paolo

 Simone Amata ( Segretario )  Giovanni Ruberto ( Vice Segretario )  Marco Dispinzeri ( Tesoriere )  Cristian Pagana ( Presidente di Assemblea )  Mariagrazia Cantale e Veronica Compagnone ( Entrambe Vice Presidente di Assemblea ). Per info potete contattarci su questa email : gd.troina@hotmail.com oppure sulla pagina di facebook “ giovani democratici troina “.


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La voce democratica

“Arriva l’ eco dal consiglio…” Intervista al Dr. Ninì Musumeci, consigliere provinciale del Partito Democratico. Giovani Democratici : Buongiorno dottore ! Innanzi tutto, grazie per la sua gentile disponibilità. Dr. Musumeci : Buongiorno a voi ragazzi! Sono io a ringraziarvi ! Mi fa davvero molto piacere vedere dei ragazzi interessati alla politica come voi.

Giovani Democratici: Grazie! Noi Giovani Democratici avremmo il piacere di porle alcune domande riguardo importanti tematiche politiche e sociali della nostra provincia . Dr. Musumeci : Bene ! Sono Prontissimo…

Giovani Democratici : Più di due anni sono ormai passati dalle elezioni provinciali. Cosa pensa dell’ operato della giunta Monaco? Quali sono i lati positivi e negativi della sua amministrazione? Dr. Musumeci : Beh… direi che i lati positivi sono praticamente inesistenti; ci tengo a precisare che la giunta Monaco non è riuscita a portare a termine un solo punto del programma presentato agli elettori. Gli effetti del suo operato possono essere definiti devastanti; ciò è sicuramente dovuto ad una numerosa presenza di inetti a capo della nostra provincia. La giunta Monaco è stata, ahimé , capace di far sottrarre alla provincia di Enna milioni e milioni di Euro dal governo centrale non solo, non ponendo la ben che minima resistenza ma, addirittura , accettando supinamente tali manovre! Preme ricordare a tutti il caso della scala mobile di Enna; il Governo Regionale ha cancellato del tutto un finanziamento di 30 milioni di Euro per tale progetto senza che attualmente si sappia quale destinazione abbiano preso questi fondi. Appare evidente come la mancata presa di posizione da parte dell’ amministrazione provinciale costituisca un fallimento per la stessa. Giovani Democratici : Dato che l’ amministrazione Monaco ha deluso le aspettative dell’ elettorato ( anche quello di centrodestra ), il Partito Democratico quali alternative propone ? Dr. Musumeci : Rispondere a questa

domanda è un po’ difficile ! Credo sia il caso di fare autocritica. Il P.D. sta attraversando un periodo di crisi che vede la “spaccatura” del partito in due linee divergenti; ahimé questa condizione fa si che gli scenari politici attuali non siano tra i più rosei.

Giovani Democratici: Da anni se ne parla, molte sono le amministrazioni provinciali che hanno posto la loro attenzione a riguardo ma, la questione viabilità rimane un cancro oppure un peso opprimente non un cancro opprimente per la nostra provincia! Cosa ne pensa a proposito? Come si sta muovendo in consiglio per far fronte a tale mancanza? Dr. Musumeci : Sicuramente la questione viabilità è una delle problematiche provinciali per le quali mi sono maggiormente battuto. Ci sono state molte occasioni in cui il consiglio si é trovato a dover esprimere preferenza su quali fossero le arterie stradali da destinare ad una prioritaria opera di manutenzione ma, data l’ effettiva mancanza dei fondi necessari, l’ immobilismo sembra avere la meglio! Tempo addietro feci personalmente un’ interpellanza al Presidente Monaco, con la quale chiedevo di provvedere alla manutenzione della strada Gagliano Castelferrato – Agira che, come tutti noi sappiamo, è quasi impraticabile ! Alla mia richiesta il Presidente ha pensato bene di rispondere dicendomi che non si può procedere alla sistemazione della strada perche non ci sono soldi !!! La mia domanda a questo punto è : “ A cosa serve un Presidente che non può provvedere alla viabilità della sua provinciale?” I soli fondi al momento stanziati per far fronte alle opere di manutenzione dell’ intera viabilità provinciale sono circa 50 mila euro; nello specifico 25 mila Euro andrebbero destinati alla zona nord ed i restanti 25 mila alla zona sud. E’ facile capire che l’ esiguità della somma non permetterà neanche l’ inizio dei lavori! Sono una miseria!!! L’ unica speranza che rimane è che, grazie all’ intervento dell’ On. Elio Galvagno, la Regione Sicilia possa sbloccare un finanziamento pari a 10 milioni di Euro da destinare alla viabilità dell’ ennese. Ancora non c’è nulla di concreto, ma ci auguriamo che gli sviluppi possano essere

dei migliori

Giovani Democratici: Al giorno d’ oggi è quasi unanime l’ idea dei cittadini che l’ A.T.O. Rifiuti sia coinciso solo con un aumento esagerato delle bollette e del disservizio !!! L’ immondizia continua a rimanere di fatto nei cassonetti stracolmi o per strada senza essere rimossa. Come è possibile tutto questo ? Come pensa possa essere risolto il problema ? Dr. Musumeci : Il problema A.T.O. Rifiuti è alquanto intricato. Nonostante il centro destra,durante la campagna elettorale, abbia fatto dell’ A.T.O. Rifiuti il suo cavallo di battaglia , promettendo di risolvere il disservizio e di porre fine alle assunzioni “facili”, la situazione è peggiorata se non precipitata.Ciò si può spiegare come segue: essendo stata fatta , da parte del centro-destra, una campagna divulgativa che vedeva i cittadini a non pagare la tassa sui rifiuti , i comuni si sono visti pervenire un ridottissimo introito di fondi da destinare all’ A.T.O. ; quest’ ultimo, dato il mancato raggiungimento dei fondi pattuiti con i comuni per la gestione dallo smaltimento dei rifiuti , non fa altro che erogare un ridotto e scarso servizio. Secondo recenti dati, a pagare la tassa sui rifiuti. nella provincia di Enna è solamente il 27% dei cittadini . Il dato è sconfortante!!!

Giovani Democratici : Questa era l’ ultima domanda Dr. Musumeci. La ringraziamo tanto di aver accettato questa intervista per il nostro giornalino. Ci auguriamo in futuro di poter discutere ancora con lei riguardo i temi politici e sociali della nostra cara provincia. Arrivederla Dr. Musumeci : Senz’ altro ragazzi, mi troverete sempre disponibile. È stato un piacere ! Arrivederci a presto.

Cristian Pagana e Marco Dispinzeri


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La voce democratica

“Siamo donne, oltre le gambe c’è di più”

“Sono una pazza, una mezza pazza, un’eccentrica. Ho abitudini dissolute;una comunista raccontava, nel’45,che a Rouen da giovane mi aveva vista ballare nuda su due botti; ho praticato con assiduità tutti i vizi,la mia vita è un continuo carnevale,ecc… con i tacchi bassi,i capelli tirati somiglio ad una patronessa, ad un’istitutrice, ad un caposquadra dei boyscout. Passo la mia esistenza tra i libri o a tavolino, tutto cervello. Nulla impedisce di conciliare i due tratti. L’essenziale è presentarmi come anormale. Il fatto è che sono scrittrice: una donna scrittrice non è una donna di casa che non scrive ma qualcuno la cui intera esistenza è condizionata dallo scrivere. E’ una vita che ne vale un’altra: che ha i suoi motivi, il suo ordine, i suoi fini, che si possono giudicare stravaganti solo se di essa non si capisce niente”.Simone de Beavoir, scrittrice, filosofa e femminista francese. A distanza di pochi giorni dalla manifestazione del 12 febbraio che ha visto scendere in piazza milioni di donne e a poche ore dall’8 marzo sorge un dubbio: sappiamo cosa festeggiare? L'origine della Festa dell'8 Marzo risale al 1908, quando un gruppo di operaie dell’ industria tessile Cotton di New York scioperò come forma di protesta contro le terribili condizioni in cui si trovavano a lavorare. Lo sciopero proseguì per diverse giornate ma fu proprio l'8 Marzo che la proprietà dell'azienda bloccò le uscite della fabbrica, impedendo alle operaie di uscire dalla stessa. Un incendio ferì mortalmente 129 operaie, tra cui anche delle italiane, donne che cercavano semplicemente di far valere i propri diritti. Centinaia di donne si sono battute nel corso della storia per garantirsi una condizione sociale pari a quella degli uomini, ma la strada è ancora lunga. Tante hanno fatto la storia, quali: Tina Anselmi, prima Ministra nella storia italiana; Nilde Jotti, prima donna

presidente della camera; Lina Merlin, prima donna ad essere eletta al senato e ricordata per la chiusura dei bordelli con lo scopo di eliminare la piaga della prostituzione; Indira Ghandi, nominata primo ministro dell’India; Margherita Huck, astrofisica e divulgatrice scientifica; Rita Levi Montalcini, scienziata e senatrice italiana; Madre Teresa di Calcutta, premio nobel per la pace; Rosa Luxemburg ,politica teorica socialista e rivoluzionaria tedesca; Virginia Woolf, scrittrice saggista e attivista britannica. O ancora le “suffraggette” le quali chiedevano che il diritto di voto fosse esteso anche alle donne. Oggi nonostante l’equivalenza dei titoli e delle competenze, sussiste ancora una forte disparità nell’attribuzione dei ruoli di responsabilità e delle retribuzioni. La scelta degli iter professionali e delle carriere é tutt’altro che egualitaria; anche gli stessi partiti politici disdegnano la parità non concedendo alle candidate donne delle cariche eleggibili. Insomma l’immagine del potere è sempre in” giacca e cravatta”. L’attenzione rivolta all’ascesa di un’Angela Merkel o di una Emma Marcegaglia (presidente di Confindustria) o di una Susanna Camusso ( segretario della Cgil) rappresenta un’eccezione piuttosto che una regola. La lotta per l’uguaglianza ha trovato fondamento nel pensiero delle donne e nelle azioni che ne sono derivate, come strumento

d’innovazione della politica e della società; la si potrebbe definire una” forza d’urto” che è servita a rompere gli assetti di potere consolidati. Oggi ci troviamo di fronte ad una realtà invasa dall’immagine della donna subrette, velina, che pur di mostrare il proprio corpo sarebbe disposta a…vendersi! Siamo davvero sicure che è questa l’immagine che vogliamo mandare? Crediamo davvero di essere all’altezza della grandi donne sopra elencate? Evidentemente siamo molto lontane dal prototipo di donna che Simon Weil, Angela Cingolani o Hannah Arendt sognavano! Il posto della donna appare del tutto contraddittorio e aperto a molteplici possibilità , perché i progressi raggiunti nel corso di questi decenni restano incompleti e fragili. Oggi più che di questione femminile bisognerebbe parlare del cambiamento della società sulla base delle risorse, dell’intelligenza e della forza delle donne.

Veronica Compagnone E Mariagrazia Cantale


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La voce democratica

L'Unità d'Italia?! Solo utopia!!! Il 17 marzo 1861 l'Italia smetteva di essere una penisola formata da diversi stati e gettava le basi per uno stato unitario. Dopo l'approvazione del Senato e della Camera dei Deputati furono messi nero su bianco le seguenti parole: Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi Successori il titolo di Re d'Italia. Ordiniamo che la presente, munita del Sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta degli atti del Governo, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Nonostante fosse stata proclamata l'unità nazionale, quello che mancava all'Italia era un assetto amministrativo, politico, ed economico unitario. La disparità economica tra Nord e Sud era ed è tutt'oggi profondissima e la "questione meridionale" era presente già da allora. I governi che si sono succeduti hanno accentuato questa spaccatura nel Paese. Infatti forti capitali liquidi passavano verso le casse dello Stato per poi essere

investiti in gran parte al centro-nord. Dunque il meridionalismo nasceva dal fatto che all'unificazione della patria non corrispondeva un'unificazione economica. Questo problema ancora oggi è presente in Italia e rappresenta la principale causa della poca crescita economica del Paese rispetto al resto d'Europa. In base a ciò sarebbe opportuno parlare di un' Italia che va a tre velocità: una parte che riesce a mantenere il passo con l'economia europea e mondiale, una parte che ha difficoltà a mantenere un confronto anche con paesi sotto-sviluppati e l'ultima che sarebbe una via di mezzo tra le due citate. Oggi ci ritroviamo a festeggiare il 150° anno dell'Unità d'Italia ma mi viene da chiedere quale Unità ? Nel nostro Paese, purtroppo, è ben evidente un'assenza di coscienza nazionale che viene evidenziata ed alimentata da ideali leghisti che si sono radicati in buona parte della mentalità del Nord Italia. Ideali che si traducono molte volte in disprezzo tra milanese e siciliano, veneto e calabrese, ecc. Come possiamo festeggiare i 150 anni di unità nazionale se poi sentiamo in televisione che l'Italia finisce a Napoli, che il

sud è la vergogna del Paese, che i meridionali sono tutti mafiosi, che siamo mantenuti dallo Stato e potrei continuare all'infinito. Ben comprensibile è stata l'affermazione di Massimo D’Azeglio " Abbiamo fatto l'Italia, adesso dobbiamo fare gli italiani", perché rispecchia un problema ancora oggi attuale. Prima di essere siciliani, calabresi, romani, milanesi siamo prima di tutto "Italiani", accumunati da bellezze artistiche invidiabili in tutto il mondo, da una cultura gastronomica imparagonabile con altri Paesi, siamo il popolo della pizza, il popolo di inventori, di costruttori ecc.. Un tempo eravamo noi i civilizzatori del mondo di cui Roma ne era la capitale. Negli ultimi anni le cose sono cambiate ( nel verso peggiore ), viviamo in uno Stato dove il diverso viene discriminato, dove persone muoiono con la nostra bandiera altre invece sognano di bruciarla, dove altri si credono meglio di altre e quindi possono fare cose che il normale cittadino non può, dove chi ruba fa carriera. Il 17 marzo è stata proclama festa nazionale, mi viene da chiedere cosa dobbiamo festeggiare?

Simone Amata

Enna: servono ancora 9 province in Sicilia? Quante volte abbiamo sentito e sentiremo esclamazioni del tipo: "Ho comprato casa a Catania", "Vado a studiare a Catania" o ancora, "Passo la Domenica a Catania, vieni?". Ciò è sicuramente sinonimo di un fenomeno privilegiato che vede lo sguardo dei troinesi, così come quello degli abitanti di molti centri dell'ennese, volgersi sempre verso l'Etna che, da culla di una metropoli quale Catania, domina un pò tutta la Sicilia Orientale. Con i suoi 295 mila abitanti, che sfiorano il milione se si prende in considerazione anche l'agglomerato urbano periferico, la città dell'elefante potrebbe, infatti, attribuirsi facilm ente l'amministrazione dell'est dell'isola lasciando i rimanenti centri in mano a Palermo. Sorge allora spontaneo il quesito: com'è possibile che ciò non avvenga? L'articolo 5 della Costituzione favorisce, infatti, fortemente il decentramento del potere usando, per

a ltr o, t erm ini com e "ri co no s c e" e "promuove" legati da sempre all'ambito dei diritti inalienabili dell'uomo. Un'importante forma di contrappeso per le assem blee di Roma è, comunque, già rappresentato dalla presenza di regioni, come quella siciliana, che, avendo avuto attribuito il valore di statuto speciale, godono di una forte autonomia. Non per ultima, la compresenza, in Regioni e Province, di competenze legate a medesimi ambiti quali istruzione professionale, assistenza scolastica, enti culturali, caccia e pesca in acque interne ed, infine, vie di comunicazione non fa che convalidare l'inutilità delle assemblee provinciali. Entra, quindi, qui in gioco il latinismo "Cui prodest?" (a chi giova?) che mette a galla gli interessi di coloro che vedono una poltrona ben salariata nella presenza di province come quella ennese. Ciò è

un'indubbia espressione della mentalità italiana imperante che, tramite l'istituzione di enti con un'autorità così ristretta, acuisce il peso dei rapporti interpersonali in politica. Tale fenomeno non è, comunque, da addossare alle colpe ennesi in quanto si colloca in un quadro più ampio di decentramento che ha portato, negli ultimi anni, alla costituzione di nuove province quali quella monzese e le numerose sorte immotivatamente in Sardegna. La fioritura di quest'ultime non fa che motivare forme di federalismo, non ultimo quello fiscale in attuale fase di discussione, che vanno contro le lungimiranti idee di federalismo europeo che vorrebbero gli Stati Europei forti della loro unione e lontani da decreti legge condannabili come quelli berlusconiani.

Lorenzo Ruberto

LA VOCE DEMOCRATICA  

Leggi on-line il periodico di informazione politica a cura dei Giovani Democratici di Troina.