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avieri




Arkas Prendilo al volo papà! Voli Radenti n.5

isbn 88-89312-17-3

L a v i e r i e d i t o re

via IV Novembre, 19 - 81020 - S. Angelo in Formis (CE)

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Titolo originale XAMHETEI - AN ETAEI TO ΠOYI... © 1995 by Arkas, Greece ________________________ Traduzione di Priscilla Maddaloni Postfazione di Marco Rizzo Adattamento: Marcello Buonomo, Priscilla Maddaloni Bozze: Carlo Rescigno, Salvatore Zenone © 2006 by Ipermedium Comunicazione e Servizi s.a.s. ________________________

www.lavieri.it / info@lavieri.it


Prendilo

al volo papĂ

Traduzione di Priscilla Maddaloni Postfazione di Marco Rizzo

avieri



papà , Ogni tanto dovresti lasciarti un po’ andare... uno come te dovrebbe lanciarsi, buttarsi...

e dove?


...nei bidoni dell’immondizia!


Prendilo

al volo papĂ !


…minchia, papà!

Neanche a me piace… ma come devo chiamarti?

Smettila di ripetere quest’orribile parola!

Non intendo “papà”, ma “minchia”...

la prima volta che mi ha sentito dire una parolaccia, mia madre m’ha messo il sale in bocca. e sai cos’ha fatto la seconda volta?

No, mi ha dato uno schiaffone che mi ha fatto vedere le stelle… tremendo... ancora me lo ricordo!

Se lo è messo nelle orecchie?

Ebbene, io farò lo stesso con te! Se ti sento dire di nuovo una parolaccia, ti mollo uno schiaffone proprio come quello...

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…’e mammeta!


Vedrai che con il tuo pessimo comportamento alla fine resterai solo e non avrai neanche un amico!

Sì? e Quali virtù?

Favolose virtù! …sono bello come Biancaneve, intelligente come Pollicino, dolce come Cappucceto Rosso ed amabile come Pinocchio!

Sei tu che non hai amici! …io sono amato da tutti perché ho un sacco di virtù!

…come l’ottavo nano!

…per questo mi vogliono tutti e sono ricercatissimo come il Principe azzurro! Mentre tu sei un intruso dovunque…

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Papà, ho deciso di dedicarti il romanzo che sto scrivendo.

Certo che devi esserne onorato! Devi sapere che sto lavorando su di un grandissimo libro! Non starai esagerando?

Davvero? …questo mi onora molto!

E dici che lo dedicherai a me?

Per niente! Ho un grosso volume e ci appoggio il foglio per scrivere!

Certo! …ecco, qui ho anche la dedica…

Ah, ecco!

“A mio padre, senza il cui prezioso aiuto questo libro è stato scritto”...

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Non mi hai detto qual è il titolo del romanzo che stai scrivendo.

Per bambini?!

“L’assassino con l’accetta” …è per bambini!

Perché?

Sì! È la storia di un bambino che uccide suo padre con l’accetta.

No, intendo dire, perché l’uccide?

Perché non è riuscito a trovare una pistola.

Perché è più spettacolare dell’avvelenamento.

…in tutto il libro cerca di sbarazzarsi del corpo!

Intendo dire, perché voleva suo padre morto? ma non lo voleva neanche da morto...

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Dio mio, mi vengono i brividi! Ho scritto un capolavoro!

“Si avvicinava la mezzanotte quando, improvvisamente, la pallida luce della luna cadde sul pallido volto dell’assassino”…

Che modestia!

Sai cosa ha detto un grande scrittore? “la modestia è come il padre! …completamente inutile”.

Ah sì? E poiché hai riempito di scemenze delle cartacce credi di essere diventato un grande scrittore, eh?

E quale scrittore l’avrebbe detto?

Io!

Ti sto parlando! …perché non mi rispondi?

Perché, come ha detto lo stesso scrittore: i padri sono come i critici…

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…vanno ignorati!


Bene, il romanzo che sto scrivendo diventerà un best-seller! Ti leggo un capitolo così capirai!

«…l’assassino credeva di aver compiuto il delitto perfetto! Tuttavia aveva commesso un piccolo errore! Aveva ucciso la vittima davanti a tutti e così tutti i sospetti caddero su di lui E VENNE arrestato...

…”per niente – rispose l’assassino – alla sua età è normale che gli tremino le mani!” “stai mentendo e posso dimostrartelo!” urlò l’ispettore…

...“perché l’hai ucciso?” chiese l’ispettore. “non l’ho ucciso io... – rispose impassibile l’assassino – ...si è suicidato!” “cosa?! Si è suicidato con ventidue accettate? – chiese ancora l’ispettore – “non ti sembra un po’ strano?” …

Questo ce lo metto per abbracciare anche il pubblico infantile!

“come farai a dimostrarlo?” chiese l’assassino …l’ispettore lo guardò negli occhi e disse trionfalmente: “mentre parli ti cresce il naso!”…

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Fatto! Il mio romanzo è finito!

”…fine!”

Se mi chiama l’accademia svedese per il Nobel, io sto giocando qui vicino!

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Magari anche tu hai del talento! ‌perchÊ non provi a scrivere qualcosa?


Ascolta… c’è una cosa di cui dobbiamo parlare… è una cosa che voglio dirti da un po’ di tempo …ma non so come potresti prenderla…

Allora… come sai tua madre ci ha abbandonati ed io sono solo da molto tempo… allora ultimamente... ho conosciuto una signora che mi è molto simpatica e credo che anche lei…

Fatti tuoi!

Vuoi dire che hai unA femmina?

Non ci credo! Ha una femmina! Sto per impazzire!

No certo! …che dici? … è SOLO una relazione amichevole che potrebbe diventare altro…

Ragazzi, ha una femmina!

Ti prego! Perché urli?

…Dio mio!

Perché è assurdo! …mi sarebbe sembrato meno assurdo se mi avessi detto che eri incint0! ... ... ...

…guardami negli occhi!

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Allora, parlami della tua fiamma…

Si tratta di una signora gentile, intelligente, colta…

Ma quale “fiamma”? ti ho detto che è semplicemente una signora che mi piace e alla quale piaccio anch’io!

uHMM... capisco... DEVE AVER STUDIATO Alla scuola per ciechi…

E allora? Anche l’insalata ha il cuore tenero, ma non ci facciamo sesso.

…ma immagino che il suo aspetto deve fare schifo quanto il tuo! Non m’interessa il suo aspetto! Ciò che m’interessa è il suo cuore tenero!

scEMo!

…COSì nell’album fotografico POTRETE mettere le radiografie!

…sto cercando di dirti che io e questa signora andiamo d’accordo perché l’uno stima il mondo interiore dell’altro.

Allora sposatevi…

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Vieni ti presento la signora di cui ti ho parlato. Ah, che grazioso! come stai piccolo mio?

Ecco mio figlio!

almeno un minuto nella tua vita, Non puoi comportarti bene? …non puoi fare un discorso gentile?

Questa è la tua femmina?

Taci, screanzato!

Se è uno, posso!

Le hanno mai detto che ha dei begli occhi?

Non me ne stupisco…

No, ragazzo mio!

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Sicuramente saprai, ragazzo mio, che io e il tuo papà siamo uniti da un’amicizia molto stretta!

Quando dice amicizia stretta, cosa intende?

Intendo che ci piacciamo e siamo felici quando stiamo insieme!

Ricominci con le tue rozzezze? Ho solo fatto una domanda!

Fate sesso?

Taci! …noi due ne parliamo dopo!

…ma voglio tutti i particolari!

Bene…

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Già disponibili

Voli radenti n. 1 Guarda Papà, sto volando!

Voli radenti n. 2 Passero sarai tu!

Voli radenti n. 3 Onora il padre...

Voli radenti n. 4 Le gioie della paternità

Arkas tornerà nella prossima serie...

I nostri fumetti sono in vendita anche su

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Cervello di Passero

di Marco Rizzo (comicus.it)

Che stupidi questi uccelli di città. I gatti randagi elemosinano furbescamente avanzi concedendo un po’ di fusa. I cani diventano padroni indiscussi di interi isolati di strada. Persino le volpi, si legge dalle cronache, riescono a muoversi con intelligenza nei vicoli. Per non parlare del famigerato coccodrillo bianco delle fogne di New-York, che ormai immaginiamo al vertice di una Repubblica dei rettili che si estende sotto la Grande Mela. Colombe, passeri, gazze, invece – e persino le rondini che tanto cercano di farci amare alle elementari in quanto simbolo della primavera – proprio non riescono ad adattarsi alla vita frenetica di metropoli grandi e piccole. Puntualmente, vengono spappolati sull’asfalto, si fiondano verso i vetri delle finestre, vengono azzannati da cani e gatti, si impigliano nelle reti, si fanno intimorire dai bambini. Lasciano poi i loro ricordini nei posti memo opportuni (come sulla maniglia dello sportello dell’auto, o sulla giacca della domenica), fanno di tutto insomma, per dimostrare di essere lontani da noi umani, dai nostri ritmi, dalle nostre fragili regole e dalle nostre più che consolidate abitudini. Quando Arkas disegna i due passeri protagonisti di Voli Radenti forse pensa proprio alla stupidità dei volatili urbani che ci circondano. Papà passero e figlio hanno quegli occhi un po’ assonnati, quello sguardo un po’ beota, che è una costante delle strisce di Arkas. Ma c’è una variabile, il vero motore della serie: un’inattesa furbizia a volte cinica, a

volte nerissima, spesso politicamente scorretta, da parte del piccoletto. Non è da vedere con antipatia il bambino “prodigio” che tortura il padre appollaiato sui realistici cornicioni disegnati dall’artista greco. Si dovrebbe invece essere solidali con il passerotto, distinguerlo dalla massa di uccellacci babbioni (primo fra tutti il suo papà) e calarci nei suoi panni, nella sua umanità. È infatti umano nel suo sarcasmo, nella sua cattiveria, nel suo cinismo, nel suo essere scorretto. È umano nel suo aspirare a diventare qualcosa di più, ad essere qualcosa di meglio, a saper fare di tutto. È umano nel voler sfidare le regole – che il padre e la “società” gli impongono – per spirito di libertà, per anticonformismo o semplicemente per noia. È anche drammaticamente umano nel rapporto con un padre che non riconosce sulla sua stessa lunghezza d’onda, alla sua stessa altezza, e che non perde l’occasione di umiliare, come di prenderne le distanze. Pare che voglia ribadire, puntualmente, la sua superiorità e, di conseguenza, la sua idea di non essere figlio di un ordinary idiot; di poter sperare, quindi, in una vita migliore. Non fatevi ingannare dai suoi occhi persi nel vuoto o dal suo colore tra il grigio e marrone: il giovane co-protagonista di questo volume è ben più di un fenicottero o una cicogna, è un ragazzino biondo, arguto e pestifero come Dennis the Menace. E si muove in quello spazio fatto di grondaie, cornicioni e terrazze, a metà tra i cieli solcati da Superman e i vicoli attraversati da Dick Tracy che noi lettori di fumetti vediamo raramente ma che riservano sorprese come questo piccolo gioiello che avete fra le mani.




PRENDILO AL VOLO PAPÀ… Tempi duri per il padre del piccolo passero! Abbandonato dalla moglie e denigrato dal figlio, l’eroico ragazzo-padre continua fiducioso a sperare nel futuro. In questo quinto albo di Voli Radenti, infatti, decide di rifarsi una vita, trovare una nuova compagna, di non morire un giorno, da solo. Tuttavia ha fatto i conti senza l’oste. La sua terribile prole gli dimostra chiaramente che non sarà disposto ad accettare estranei in famiglia... Allo stesso tempo però gli assicura che non lo lascerà morire da solo ma che, anzi, lo aiuterà egli stesso!

ISBN 88-89312-17-3

€ 8,00 i.i. ISBN 88-89312-17-3

9 788889 312179


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