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Arkas Onora il padre... Voli Radenti n.3

isbn 88-89312-06-8

L a v i e r i e d i t o re

via IV Novembre, 19 - 81020 - S. Angelo in Formis (CE)

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Titolo originale XAMHETEI - TIMA TON ATEPA OY © 1993 by Arkas, Greece ________________________ Traduzione di Priscilla Maddaloni Postfazione di Ettore Gabrielli Bozze & editing: Domenico Pinto e Marcello Buonomo © 2005 by Ipermedium Comunicazione e Servizi s.a.s. ________________________

www.lavieri.it / info@lavieri.it


Onora

il padre...

Traduzione di Priscilla Maddaloni Postfazione di Ettore Gabrielli

avieri


Papà, ho scritto una poesia! …te la leggo?

Certo!


“ D’in su l’antenna della casa antica babbino solitario all’immondizia morendo vai... ”


Onora

il padre...


Sediamoci un po’ qui con gli altri uccelli!

Ma che succede? Perché scappano?

...lei di certo saprà che suo figlio non risulta molto simpatico...

Hanno visto il piccolo…

Esatto! …potrebbe far carriera come spaventapasseri!

Sì, ma così tanto da far scappare gli altri uccelli con la sua sola presenza?!

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Sappi che grazie al tuo comportamento sei riuscito a renderti antipatico a tutti! soddisfatto?

Che vuol dire “va’ al diavolo”? ...perché non ascolti ciò che ti dico? Perché per una volta non ti fermi a parlare con me da padre a figlio?

Va’ al diavolo!

Ok! Chi fa il padre?

Credi di essere molto intelligente, eh? …allora ti informo che non lo sei! Non conosci tutte le cose della vita e devi ascoltare i più grandi! Perché?

Ma per conoscere il mondo!

Io ci provo... è lui che fa resistenza!

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Dov’eri? Perché hai fatto tardi?

Chiacchieravo con un signore...

Un signore, al parco. Mi ha dato delle caramelle e poi ha cominciato a chiacchierare!

Quale signore?

Dio mio!

Ti ho detto di non parlare mai con gli sconosciuti!

Perché poi mi denunciano!

Perché?

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Il cibo è solo per i miei piccoli!

E perchĂŠ non mette un cartello cosĂŹ non perdiamo tempo a fare la fila?

Che?!

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che succede? Perché te ne stai con la bocca aperta?

Sono venuto a farmi imboccare da te! I genitori imboccano i propri piccoli.

sì, questo prima che imparino a volare! ...poi mangiano da soli.

Che?

Al diavolo! ...devo sempre imparare tutto da solo!

E perché non me l’hai detto prima? ...se me lo avessi detto non avrei mai imparato a volare!

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Papà, che è successo a quell’uccello?

Oh mio dio! …è morto!

Ecco, questo è il destino di tutti noi! ci affatichiamo e lottiamo una vita intera per finire, una mattina, morti nell’immondizia!

Che senso ha la vita? Perché nasciamo? Perché esistiamo? Perché?

Non lo sa… chiedigli qualcosa di più facile.

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Che gli è successo?

Temo sia morto...

Morto?! Ma non è possibile! gli ho parlato Proprio ieri !

Dio mio, la vita è un attimo!

Così è la vita! Nessuno sa cosa gli riserva IL domani!

Oggi ci siamo, domani no!

Nulla è eterno ed ogni cosa è vana!

Tocca a te.

L’uomo incolto è come il legno grezzo!

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Cielo! Mio marito! Cosa gli è successo?

Non sta molto bene! …è morto!

Oh, no! …no! …il suo cuore! …lo sapevo che un giorno sarebbe successo!

Vi prego, ditemi, ha detto qualcosa prima di morire? …ha parlato di me? Eh? …sì… certo…

Coraggio signora...

Davvero! Ce l’ha giurato sulla sua stessa vita!

…ha detto che la ama ...e che è stato molto felice con lei! Davvero?

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Quando ho visto quella poverina piangere e disperarsi per la morte di suo marito ho pensato a tua madre…

…mi sono chiesto come reagirebbe tua madre se sapesse che sono morto. …che farebbe se qualcuno glielo dicesse?

Darebbe a testate nel muro.

Dici?

Certo! …per cercare di ricordare chi sei.

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Già disponibili

Voli radenti n. 1 Guarda Papà, sto volando!

Prossimo albo

Voli radenti n. 4 Le gioie della paternità

Voli radenti n. 2 Passero sarai tu!


Passeri o Cittadini?

di Ettore Gabrielli

Arkas odia la città. Arkas ama la città. La sua Atene, in questa serie dedicata agli uccelli, è una presenza costante. Vive negli sfondi e nei particolari delle sue vignette, ritratta negli aspetti più degradati della sua opulenza. I pennuti protagonisti di queste storie ne solcano i cieli grigiastri e razzolano tra la sua immondizia con invidiabile savoir faire. Se non fosse per la segnaletica urbana in greco, quella che fa da palcoscenico ai voli (reali o pindarici che siano) dei caustici pennuti potrebbe essere Milano quanto Napoli. È una città-icona, un minimo comune denominatore tra le diverse realtà delle grandi metropoli, di cui rappresenta un fedele ritratto: sovraffollata, ammorbata dal traffico e dai gas di scarico, soprattutto disumanizzata. Fateci caso: non si vedono figure umane nella città disegnata da Arkas. Gli unici segni della presenza dell’uomo sono i prodotti di scarto della sua esistenza, i relitti lasciati dal suo distratto passaggio, i segni della sua frenesia. Spazzatura, fili della corrente, cartelli stradali in precario equilibrio, auto in coda. L’uomo non si vede ma, inequivocabilmente, c’è. D’altra parte, non siamo forse tra di noi, animali di città, invisibili l’un l’altro? Viviamo in maniera sempre più intensa e movimentata, sopraffatti dall’impulso di fare, di produrre e consumare, in mezzo a una folla che volutamente ignoriamo. L’Altro, più che un altro “noi”, è un particolare del paesaggio. La sua presenza ci infastidisce,

forse perché ingombrante quanto la nostra; in questo, i passeri e i piccioni di queste storie ci somigliano, presi dalle loro attività essenziali di nutrimento e riproduzione, in un perverso equilibrio che solo quella piccola peste di passerotto riesce a destabilizzare con la sua sfrontatezza (o forse innocenza?). Arkas quindi odia la città, così spietatamente disegnata? Sicuramente la critica, sottilmente e ferocemente, come critica l’uomo che ha soppiantato la natura e l’ha brutalizzata a tal punto da dimenticarsi di averlo fatto. Ci sono bambini che ignorano la provenienza delle uova o del latte, che non hanno visto una mucca se non in foto; proprio come il giovane passero, convinto che il bosco sia stato costruito piantando gli alberi al posto dei pali di cemento e coprendo l’asfalto con la terra. Cuccioli di una nuova generazione, alla quale ne seguiranno altre sempre più distanti dalla loro memoria atavica. Eppure Arkas, al tempo stesso, non sembra condannare fino in fondo la propria specie. La città è diventata il nostro principale rifugio. Sia per noi, sia per quegli animali che hanno trovato, nella vita in simbiosi con la nostra, un modo per sopravvivere. I passeri si sono adattati con pragmatismo al diverso habitat, al passaggio dalla vita rurale a quella moderna. A loro differenza, noi abbiamo scelto di farlo, abbiamo creato un nuovo ambiente vitale che, da una parte, sembriamo disprezzare tanto, ma dall’altra è inequivocabilmente una casa costruita a nostra immagine e somiglianza. Sempre più difficile da abbandonare, sempre più imperfetta e orrenda, la città non è altro che il nostro nido.


ONORA IL PADRE... Il piccolo passero sembra conoscere fin troppo bene il biblico comandamento e lo dimostra spendendo la maggior parte del suo tempo in una raffinata ricerca dei metodi per infrangerlo. Ma ormai sta crescendo e il povero padre non è più un bersaglio abbastanza grande per le sue arti dissacratorie: è quindi giunto il momento di far conoscere le sue doti distruttive al mondo, il quale, purtroppo, non sembra voler cooperare. Il terzo volume della serie più impertinente del grande fumettista greco.

ISBN 88-89312-05-X

ISBN 88-89312-06-8

€ 8,00 i.i.

ISBN 88-89312-06-8

9 788889 312056


Arkas - Onora il padre...