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Terra e Vita

Direttore responsabile: Elia Zamboni Vice direttore: Beatrice Toni In redazione: Roberto Bartolini (Inviato) ­ Francesco Bartolozzi ­ Dulcinea Bignami ­ Gianni Gnudi (Capo redattore) Alessandro Maresca ­ Giorgio Setti (Capo redattore) ­ Lorenzo Tosi ­ Laura Turrini Redazione: tel. 051 6575835 e­mail: redazione.edagricole@ilsole24ore.com

Coordinamento informazione agroalimentare: Alessandro Mastrantonio

[ SOMMARIO ]

n. /2008

[ SPECIALE MIETITREBBIE E TECNOLOGIA ]

L’innovazione al servizio di operatività e consumi

Comitato tecnico:

Massimo Alberghini Maltoni ­ Valentina Aloi ­ Giacomo Mocciaro ­ Beatrice Toni

in collaborazione con Laverda

Realizzazione grafica: NCS Media Srl Stampato in rotativa: F.lli Pozzoni Cisano Bergamasco (BG)

Crescono i fabbisogni di cibo. L’agricoltura cerca soluzioni DI FEDERICO MERCURIO

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L’efficienza nella supply chain della mietitrebbiatrice DI PIETRO PICCAROLO

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ML 800 Ars, il sistema assiale approda in casa Laverda DI BRUNO MAGGIO

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ISSN 1121 ­ 8592

Presidente: Eraldo Minella Amministratore delegato: Antonio Greco Direttore Generale di divisione: Giorgio Tonelli

Questo giornale è associato alla: Unione Stampa Periodica Italiana ed è membro italiano di EUROFARM l’associazione dei più importanti giornali periodici agri­ coli europei


[ IL CONTESTO GLOBALE ]

n. /2008

Terra e Vita

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Crescono i fabbisogni di cibo L agricoltura cerca soluzioni [ DI FEDERICO MERCURIO ]

Serve un deciso incremento delle rese per rispondere

C

resce la popolazione mondiale, ma la produ­ zione agricola comples­ siva, e cerealicola in particolare, fatica a tenere il passo. È questo il ritratto molto sintetico dell’at­ tuale scenario agricolo a livello mondiale, che è direttamente connesso con lo sviluppo demo­ grafico nel mondo negli ultimi decenni. Quest’ultimo, infatti, ha subito un’impennata a parti­ re dagli anni Cinquanta a oggi, con particolare riferimento ai paesi sviluppati. Così, dai circa due miliardi di persone del 1950 siamo arrivati agli attuali 6,5 mi­ liardi. Tra i motivi di questa cre­ scita “spaventosa” sicuramente rientra la capacità dell’agricoltu­ ra di dare sostentamento a que­ sta popolazione. E secondo le previsioni Fao si raggiungeran­ no i 9­10 miliardi di individui attorno al 2050. Fino a una deci­ na di anni fa la capacità produt­

all esplosione demografica

tiva del sistema agricolo è stata in grado di produrre più che proporzionalmente alla crescita della popolazione mondiale. Ma l’ulteriore crescita, che si accom­ pagna con l’accresciuto benesse­ re di sempre più ampie regioni del mondo, evidenzia che il si­ stema agricolo mondiale non è più eccedentario. Anzi, ha pro­ blemi di scarsità testimoniati dall’esaurimento delle scorte e dalle conseguenti tensioni sui prezzi dei cereali, delle legumi­ nose da granella e di altre com­ modity che stanno mettendo in pericolo la sopravvivenza di sempre più parti di popolazione mondiale. Per evitare situazioni

[ FIG. 1 ­ PRODUZIONE MONDIALE DI CEREALI (.000 T) 2.500

C ereali secondari Riso 2.074

2.000

Frumento Totale cereali 2.180

2.012 2.121

2.054

1.500 1.000 500 0

1.077

1.035

658 444

632 407

2004/05

2005/06

2006/07

2007/08

2008/09

[ FONTE: Fao.

[ SPECIALE MIETITREBBIE E TECNOLOGIA ]

di forte carenza, il sistema agri­ colo deve mettere a punto siste­ mi di produzione che portino a un incremento delle rese, perché la domanda sta crescendo in ma­ niera consistente. E allo stesso tempo sta cambiando. Nel senso che paesi con forte presenza de­ mografica come la Cina hanno nuove abitudini alimentari: dati Fao confermano che dal 1980 al 2007 il consumo procapite an­ nuo di carne a Pechino e dintor­ ni è passato da 20 a 50 kg, quello di uova dal 1981 al 2004 è passa­ to da 5 a 10 kg e quello del latte da 5 a 22 kg dal 1990 al 2006.

[ URBANIZZAZIONE IN AUMENTO Un altro fenomeno correlato al progresso degli ultimi decenni e altrettanto importante da rileva­ re è l’urbanizzazione. Se nel 1900 solo il 14% delle persone viveva nelle città, oggi nel 2000 la popolazione urbana è cresciu­ ta al 47% e nel 2050 si stima che sarà il 60% della popolazione mondiale a risiedere in grandi agglomerati urbani. Ma urba­ nizzazione significa anche ce­ mentificazione e deforestazione e anche qui i dati parlano chiaro: se guardiamo alle statistiche Fao, nel 1960 c’erano mediamen­ te circa 0,5 ettari di terreno agri­ colo per persona, mentre nel 2000 questa superficie si è più che dimezzata (solo 0,21 ha), semplicemente perché la super­


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[ IL CONTESTO GLOBALE ]

Terra e Vita

[ FIG. 2 ­ CRESCITA DEMOGRAFICA NEL MONDO 9.000

Urbana

Rurale

Totale

(milioni di persone)

8.000 7.000 6.000 5.000

5.263

5.674

6.070

6.453

6.830

7.200

7.540

7.850

[ FIG. 3 ­ TREND STOCK DI CEREALI (.000 T) C ina To ta le ce re a li

700 600 500 400

4.000

300

3.000

200

2.000

100

1.000 0

n. /2008

0 1990

1995

2000

2005

2010* 2015* 2020* 2025*

[ FONTE: Fao.

ficie agricola disponibile è pas­ sata da 1,5 a 1,3 miliardi di ettari e la popolazione nel frattempo è raddoppiata. Prendendo in esame le pro­ duzioni cerealicole, nel 2006 am­ montavano a 382 milioni gli etta­ ri investiti a cereali nel mondo, con una resa media di 28 q/ha. E i consumi erano quasi in linea con la produzione: 1.903 tonnellate prodotte contro 1.893 t consuma­ te, a indicare che produzione e consumo di cereali erano in per­ fetto equilibrio, anche se piutto­ sto fragile. Tanto che lo scorso an­ no, complice anche l’esaurimen­ to delle scorte, i prezzi internazionali dei cereali sono impazziti e le tensioni sono salite. Tutti questi elementi fanno capire quanto sia forte l’emer­ genza della produzione agricola e solo in questi ultimi tempi an­ che a livello di opinione comune ci si è resi finalmente conto del ruolo fondamentale dell’agricol­ tura, chiamata sempre più nei prossimi anni non solo a far fronte a questa emergenza, ma anche a produrre materie prime sostitutive del petrolio, quindi bioenergie e biomasse.

2000

2001

2002

recente classificazione grossola­ na, ma significativa, si possono distinguere tre aree a livello mondiale: ad alta meccanizza­ zione con 28 trattori/mille ettari (America del Nord, Europa occi­ dentale e Australia), con livello di meccanizzazione media con 18 trattori/mille ha (India e Ci­ na), altre con solo 6 trattori/mil­ le ha come la Russia, ma con condizioni ideali per una forte meccanizzazione, e infine Africa e Medio Oriente con 2 trattori/ mille ha. Un dato forse più signi­ ficativo arriva valutando un al­ tro indice di meccanizzazione, ossia l’evoluzione delle potenze delle macchine agricole: nel mondo dal 1970 a oggi la poten­

za media del parco macchine è salita da 62 a 103 CV e tuttora si stanno vendendo macchine sempre più potenti. Nel detta­ glio delle aree geografiche, la potenza media si è evoluta in Europa da 60 a 114 CV, in Suda­ merica da 66 a 106 CV, in Estre­ mo Oriente da 58 a 76 CV e infine in Africa da 58 a 86 CV.

[ LA PRODUTTIVITÀ È L’UNICA STRADA Scendendo ancora di più nel dettaglio e prendendo ad esem­ pio un paese come la Russia, fondamentalmente si richiedo­ no trattori di altissima potenza, dato che la maggior parte delle domande si concentra su mac­

[ MECCANIZZAZIONE IN EVOLUZIONE In questo contesto anche la mec­ canizzazione agricola si è evolu­ ta di conseguenza. Secondo una

2003

2004

2005

2006

2007

[ FONTE: Fao.

[ In molti Paesi servono macchine tecnologicamente avanzate.

[ SPECIALE MIETITREBBIE E TECNOLOGIA ]

chine di oltre 250 CV, mentre è molto bassa la richiesta di poten­ ze di 200 o 180 CV. Questo di­ scorso vale anche per il mercato delle mietitrebbie: oggi in Russia il mercato è rappresentato da cir­ ca 170mila unità, con vendite che arrivano a circa 8mila mac­ chine nuove all’anno, con i co­ struttori occidentali che possono puntare su un mercato di circa 3mila macchine annue. In altre realtà come Cina e India, invece, si parla non tanto di mercati in­ teressanti per collocare il pro­ dotto (mietitrebbie in particola­ re), quanto per produrre in loco a costi più bassi e successiva­ mente reimportare nei mercati tradizionali. Tecnicamente parlando, infi­ ne, è chiara la tipologia di mac­ chine che va proposta: paesi co­ me quelli dell’Europa Occiden­ tale, Usa, Australia e Russia richiedono macchine di alto li­ vello tecnologico, mentre altri come Cina e India fondamental­ mente prediligono macchine utility ed entry level. Il tutto va inserito nella grande sfida della catena alimentare, che dovrà da­ re una risposta al crescente biso­ gno di cibo da un lato e di generi no food dall’altro. In altre parole anche l’utilizzo extra­alimentare diventerà sempre più importan­ te e la strada della produttività sembra l’unica percorribile. n


n. /2008

[ L’APPORTO DELLE MACCHINE ]

Terra e Vita

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L efficienza nellaSUPPLY CHAIN della mietitrebbiatrice [ DI PIETRO PICCAROLO ]

Per ottenere buoni risultati produttivi

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opo un biennio di ven­ dite decrescenti, il 2007 ha segnato per il nostro paese una ripresa della domanda di mietitrebbiatrici proseguita nel 2008, anno per il quale vi è una previsione di circa 600 mietitrebbiatrici im­ matricolate. Anche nell’Euro­ pa occidentale si è registrata la stessa tendenza. Francia e Ger­ mania sono ai primi posti con circa 2.000 mietitrebbiatrici vendute nel 2007 in ciascun paese. Due sono i motivi prepon­ deranti che hanno fatto da mo­ tore alla crescita delle vendite nell’ultimo biennio. In primo luogo l’incremento delle su­ perfici a cereali, certamente in­ fluenzato dall’andamento dei prezzi delle commodity e dal­ la sospensione temporanea del set­aside decisa dall’Ue. In particolare, in Italia nel 2008 la superficie interessata al grano duro è salita a circa 1,7 milioni di ha (+18% rispetto al 2007), mentre quella del grano tenero ha raggiunto i 750mila ha (+14% rispetto al 2007). In secondo luogo, gli im­ prenditori agricoli e i contoter­ zisti hanno beneficiato del­ l’andamento favorevole dei prezzi dei cereali, con una pro­ spettiva di crescita della do­ manda, non solo dei cereali stessi, ma anche delle oleagi­ nose, il che ha stimolato, spe­ cie i contoterzisti, a rafforzare

ed economici, oltre alla mietitrebbia più idonea occorre una logica di filiera efficace e razionale il parco delle mietitrebbiatrici. Dall’analisi delle immatricola­ zioni si rileva una crescita di interesse verso le mietitrebbia­ trici non convenzionali (siste­ ma a flusso assiale o a rotore e sistema ibrido) e verso le auto­ livellanti (specie nel 2008). Co­ me risposta al mercato, i prin­ cipali costruttori hanno inno­ vato la propria gamma di macchine, puntando sulla maggiore capacità di lavoro e sulla crescita di efficienza del­ le stesse.

[ I FATTORI DELL EVOLUZIONE L’aumento delle superfici ri­ chiede infatti macchine con maggiore capacità di lavoro, in quanto il periodo utile di raccolta condiziona le ore di utilizzazione della mietitreb­ biatrice. Macchine sottodi­ mensionate rispetto alla su­ perficie inducono ad anticipa­ re la raccolta. Questo ha ripercussioni sui costi e sulla qualità del lavoro. Più precisa­ mente, ad esempio, anticipare la raccolta di mais o di riso,

[ SPECIALE MIETITREBBIE E TECNOLOGIA ]

significa poi dovere sostenere maggiori costi nel processo di essiccazione. Non solo, ma raccogliere un prodotto più umido comporta, per non ave­ re perdite troppo elevate, una riduzione della velocità di avanzamento. L’impiego gior­ naliero della macchina al fine di contenere le perdite è poi condizionato dall’umidità del­ l’aria, che non dovrebbe essere superiore, nel caso del fru­ mento, al 60%. Naturalmente non tutte le tipologie di mietitrebbie han­ no lo stesso comportamento rispetto alla velocità di avan­ zamento e alle perdite. Mentre nei modelli convenzionali le perdite salgono rapidamente con l’aumentare del flusso di prodotto, il che condiziona e limita la velocità di avanza­ mento e quindi la capacità di lavoro, nei modelli non con­ venzionali l’incidenza del flusso e dell’umidità sulle per­ dite è decisamente meno mar­ cata. Sulle perdite del prodotto allettato ha poi grande in­ fluenza la piattaforma di ta­ glio, per cui l’orientamento è verso il sistema power flow, che più di altri garantisce alta ve­ locità nella raccolta e unifor­ mità di alimentazione. Da tutto ciò deriva la mag­ giore offerta di mietitrebbie non convenzionali (a flusso as­ siale e ibride) con apparato di


[ L’APPORTO DELLE MACCHINE ]

Terra e Vita

trebbiatura di ampia superfi­ cie in modo da consentire ele­ vati flussi senza incrementare le perdite. Macchine, quindi, con piattaforme di taglio non inferiori ai 7.5 m, che montano motori con potenza superiore ai 450 CV e tramogge aventi capacità superiore ai 12.000 litri, con tempi di svuotamen­ to ridottissimi. Alle maggiori dimensioni si affianca l’elettronica di bordo, di controllo e di comando. Ciò significa avere dispositivi elet­ tronici in grado di regolare e adeguare in modo permanente gli organi di trebbiatura e di ventilazione alle condizioni del prodotto al momento della rac­ colta. Dispositivi che consento­ no anche il monitoraggio e la registrazione delle velocità, dei consumi, dei rendimenti speci­ fici e della superficie raccolta. Per migliorare la precisione delle passate, con conseguente aumento della capacità di la­ voro, e ridurre la fatica del­ l’operatore, le moderne mieti­

[ FIG. 1 ­ INFLUENZA DI RIMORCHI E DISTANZE* 2,00 Capacità reale di lavoro (ha/h)

4

1,77

2R

3R

1,50 1R 1,00

0,50

10 0 5 15 Distanza tra appezzamento e centro di essiccazione (km)

*sulla capacità di lavoro della mietitrebbiatrice

trebbiatrici vengono equipag­ giata con sistemi automatici di guida georeferenziati (Gps), il che consente anche di localiz­ zare le singole produzioni uni­ tarie degli appezzamenti.

[ DISTANZA E MEZZI DI TRASPORTO Non va dimenticato che l’in­ sufficiente dimensionamento del cantiere di trasporto influi­ sce sulla capacità di lavoro della mietitrebbia. Nella Fig. 1

sono visualizzati i risultati ri­ feriti alla mietitrebbiatura del riso, considerando una mieti­ trebbiatrice con capacità reale di lavoro di 1,77 ha/ora (coe­ rente con un battitore avente portata specifica di 10 t/ora) e ipotizzando per il trasporto al­ l’essiccatoio un numero diver­ so di rimorchi e cioè: 1, 2 o 3, ciascuno della capacità di 8 t. La simulazione effettuata ha evidenziato che: ­ già con una distanza di

[ SPECIALE MIETITREBBIE E TECNOLOGIA ]

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trasporto di un chilometro il ricorso a un solo rimorchio ri­ duce la capacità di lavoro del­ la mietitrebbiatrice (a 6,5–7 km la capacità viene più che dimezzata); ­ con due rimorchi la ridu­ zione si ottiene a partire da di­ stanze superiori ai 6 km; ­ con tre rimorchi, invece, le attese della mietitrebbiatrice per la mancata disponibilità di rimorchi si verificano solo per distanze che superano i 12 km. Naturalmente, con piatta­ forme di taglio superiori ai 7 m, il cantiere di trasporto ha un’incidenza ancora più rile­ vante. Da qui l’importanza di studi di tipo logistico per tro­ vare le soluzioni più efficienti in termini di tipologia di

[ Mietitrebbiatrice a flusso assiale durante l’operazione di raccolta di frumento fortemente allettato. La barra power flow consente velocità elevate senza maggiori perdite.


[ L’APPORTO DELLE MACCHINE ]

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mezzi (rimorchi, autocarri, bin) e di capacità degli stessi.

[ ATTENZIONE AI COSTI Uno studio pubblicato in Germania da parte del Ktbl fornisce considerazioni inte­ ressanti, specie per i contoter­ zisti, in quanto analizza il le­ game tra prezzo dell’opera­ zione e tasso di utilizzazione della macchina. Poiché il tas­ so di utilizzazione è dato dal rapporto tra le ore annue di effettivo impiego e le ore di impiego ottimale, è evidente che più l’utilizzo annuo è bas­ so più si allunga la vita della macchina, come da analisi fatta da chi scrive (Fig. 2). Basandosi su questa rela­ zione il Ktbl afferma che, per abbassare il prezzo dell’ope­ razione del 10%, il tasso di uti­ lizzazione, per avere lo stesso risultato economico e a parità di condizioni, deve crescere

del 20%. Per un’ulteriore ri­ duzione, la crescita del tasso di utilizzazione non è lineare, ma è esponenziale. Ciò per­ ché più alto è l’utilizzo, più si riduce la durata, con conse­ guente crescita dei costi fissi, quali, in particolare, l’ammor­ tamento. Questo significa che l’aumento dell’utilizzo annuo della macchina porta a una ri­ duzione del costo orario solo

entro certi limiti. Se poi si con­ sidera il costo delle operazio­ ni, cioè non €/h, ma €/ha o €/t di prodotto raccolto, entra in gioco anche la qualità del lavoro, cioè le perdite legate alle condizioni della coltura (grado di umidità della gra­ nella, percentuale di alletta­ mento ecc.) e alle condizioni operative (temperatura e umidità dell’aria), sulle quali

[ FIG. 2 ­ ANNI DI DURATA E IMPIEGO EFFETTIVO

Durata (anni)

[ Per ridurre il tempo di scarico, le mietitrebbiatrici ad alta capacità di lavoro e serbatoio con capienza superiore ai 12.000 litri, devono anche avere un’alta velocità di scarico, in modo che l’operazione possa essere eseguita in 70­80 secondi.

20 19 18 17 16 15 14 13 12 11 10 9 8 7 6 5 0

100

150

200

250

300

350

400

Ore di impiego annuo *Normalmente il contoterzista cambia la mietitrebbiatrice ogni 7­9 anni il che significa, al fine di ottenere un buon tasso di utilizzo, avere un impiego annuo di 250­300 ore.

[ SPECIALE MIETITREBBIE E TECNOLOGIA ]

Terra e Vita

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la tipologia di mietitrebbiatri­ ce e la sua dotazione elettroni­ ca hanno grande influenza. Da qui l’importanza della scelta corretta della mietitreb­ biatrice in relazione alle su­ perfici in gioco e alle condi­ zioni operative, in modo da non dover anticipare o ritar­ dare la raccolta.

[ L IMPORTANZA DELLA FILIERA Per dominare superfici cre­ scenti, poiché il tasso di utiliz­ zo è vincolato dalle condizioni operative e dal periodo utile, occorre quindi ricorrere a mac­ chine con elevata capacità di lavoro, organizzando il cantie­ re di trasporto in modo da non avere tempi di arresto della mietitrebbia. Macchine sotto­ dimensionate rispetto alla su­ perficie non consentono la rac­ colta entro il periodo utile, con conseguenti maggiori costi per l’essiccazione e per le mag­ giori perdite. In sintesi, per ottenere buoni risultati, sul piano pro­ duttivo ed economico, oltre a scegliere la giusta mietitreb­ biatrice, occorre garantire l’ef­ ficienza dell’intera supply chain che ruota intorno alla stessa. n


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[ LA NOVITÀ ]

Terra e Vita

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ML 800 Ars, il sistema assiale approda in casa Laverda Il nuovo modello

[ DI BRUNO MAGGIO ]

nasce dalla joint venture con Agco

F

ino a oggi erano stati abba­ stanza scettici nei confronti delle mietitrebbie rotative, forse anche perché le conosceva­ no bene. Nel lontano 1986, infatti, erano stati i primi in Europa a costruire mietitrebbie assiali (il modello MX 240, per la precisio­ ne), per abbandonarlo pochi anni dopo e dare la priorità alle mac­ chine convenzionali. Poi, però, il mercato ha co­ minciato a richiedere in modo non più marginale questa tipolo­ gia di mietitrebbia e nel 2007 è arrivato l’accordo con Agco. Così Laverda ha deciso di cogliere al volo questa opportunità e di pro­ porsi sul mercato italiano con un’assiale prodotta nello stabili­ mento Agco di Hesston, in Kan­ sas. «La macchina viene costruita completamente in America – ha tenuto a precisare Luciano Pari­ se, product manager di Laverda – ma è stata ampiamente testata in Europa e adattata alle condizioni europee». E in ogni caso da Breganze sottolineano che in questa mac­ china intravedono una buona so­ luzione, ma non rappresenta, co­

me propagandato da altri, una panacea delle micotossine, ma semplicemente una macchina con caratteristiche diverse dalle convenzionali e che potrà far en­ trare il marchio Laverda su aziende di rilevanza nazionale oggi non raggiungibili con le sole convenzionali. Vediamo nel dettaglio questa macchina, partendo dal nome, ML 800 ARS: M sta a significare il completamento della gamma M, L sta per Laverda, 800 rap­ presenta la massima classe del mercato mietitrebbie (la 8, ap­ punto) e Ars sta per Advanced Rotor System. L’unica compo­ nente Laverda che può essere montata è la piattaforma di ta­ glio, da 7,0 o 7,6 metri.

[ ALIMENTAZIONE DAL BASSO Il canale alimentatore è tipico di una macchina da alta gamma, con 8 gradi di oscillazione totale e trasmissione della barra a veloci­ tà fissa per i cereali (variabile sul­ le macchine a mais/soia). Il cana­ le è solido e robusto, con un siste­

[ LA ML 800 ARS E I CONCORRENTI ML 800

Cinghie principali Catene Scatole di rinvio Coclee Punti ingrassaggio

11 3 4 6 28

CONCORRENTI

17 3 12 12 40

11 6 16 12 57

15 4 12 9 50

Fonte: Laverda

[ SPECIALE MIETITREBBIE E TECNOLOGIA ]

24 3 7 8 52

ma a 3 spranghe distinte a 4 catene (che conferma la caratteri­ stica di macchina nordamerica­ na, ma pensata per le condizioni “dure” nordeuropee). C’è, inol­ tre, un’ampia barra parasassi, importante perché per i modelli rotativi è indispensabile evitare l’ingresso di corpi estranei. Sotto, si trova il rullo convogliatore, quindi i corpi estranei devono fermarsi prima di entrare nel ro­ tore principale. Veniamo al cuore della mac­ china, rappresentato da sistema di alimentazione, rullo, prima parte del rotore (o pretrebbiatu­ ra), sezione trebbiatura, separa­ zione e scarico. Come sistema di alimentazione, esclusiva di que­ sta macchina è l’alimentazione dal basso, per cui il prodotto vie­ ne spinto sulle coclee di entrata in modo molto regolare. Altri vantaggi dell’alimentazione dal basso sono il trattamento delica­ to del prodotto e, cosa da non trascurare oggi, i consumi. Dati rilevati dai tecnici Laverda parla­ no di valori compresi tra 1,06 e 0,85 l/t di prodotto raccolto su mais con rese da 10­12 t/ha di granella. Una coclea di introdu­ zione a 3 principi divide il flusso del prodotto in 3 porzioni unifor­ mi. Poi c’è il rotore, di grande diametro e lunghezza (800 mm X 3.560 mm), con sistema idraulico esclusivo di inversione dal posto di guida. Dopo la pre­battitura, si trova


[ LA NOVITÀ ]

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[ FIELD TEST Rese elevate bassi consumi

D

opo la presentazione della nuova mietitrebbia assiale, l’attesa sul comportamento e le prestazioni di questa macchina è cresciuta insieme alla curiosi­ tà degli operatori del settore di vedere la ML 800 ARS all’opera. Ecco di seguito alcune considerazioni e i dati emersi dalle prime esperienze prati­ che. La macchina ha espresso delle buone prestazioni in tutta l’area europea anche in considerazione delle condizioni più disparate. Si è passati da raccolti molto secchi ad altri estremamente umidi, dimostrando eccellenti capacità di raccolta. La clientela esigente in termini di minima lavorazione del terreno ha ottenuto un’ottima risposta per la trinciatura e lo spargimento della paglia e dei residui

[ PRESTAZIONI IN CAMPO ML 800 ARS (2007­08) PRODOTTO TREBBIATO

Grano Grano Grano Mais Mais

RESA T/HA

8 10 8,5 12 9

il sistema trebbiante di separa­ zione, a sezione modulare: 6 spranghe trebbianti doppie a flusso contrapposto dove serve avere aggressività, intercambia­ bili con spranghette a flusso dirit­ to. Quanto alla separazione, il ro­ tore monta spatole cilindriche su 3 file tra le spranghe di trebbiatu­ ra che aumentano la separazione della granella. Sono disponibili anche coltelli (disposti su 3 file con 7 coltelli ciascuna) impiegati soprattutto su riso per spezzare le paglie verdi ed evitare di so­ vraccaricare il rotore. Per quanto riguarda, invece, lo scarico, è di­ retto, con spranghette a fine roto­ re per scaricare a terra senza so­ vraccaricare la trasmissione. La trasmissione è idrostatica e garantisce il minimo assorbi­ mento di potenza, in quanto ba­ sata su una scatola del cambio a 3

PRESTAZIONI T/H

HA/H

CONSUMI LITRI/T

45 65 60 120 100

5,6 6,5 7 10 11

1,6 2 2,35 1 1,1

NOTE

Umido Secco Ottimale Ottimale Secco

rapporti di velocità: alta (200–1.040 giri/sec), media (200–789 giri/sec) e bassa (200–400 giri/sec). Anche la gab­ bia del rotore è al top della cate­ goria per una massima efficienza della trebbiatura e della separa­ zione (sistema multi­pass). Si arriva quindi al controbatti­ tore, brevettato Agco, diviso in due sezioni, cioè articolato in mezzo, per cui l’apertura avvie­ ne in modo uniforme intorno al

Terra e Vita

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di trebbiatura. Anche per coloro che volevano invece paglia lunga e andane dense la risposta è stata positiva ed apprezzata. Tale risultato dipende dall’esclusivo sistema di alimentazione dal basso del rotore e dall’introduzione con eliche a 3 principi che minimizza il fabbisogno di potenza e riduce la rottura della paglia. Il rotore di grande diametro unito al sistema multiplo di trebbia­ tura garantisce ottima qualità della granella e una separazione estremamente efficace. Il sistema di scarico della paglia e dei residui avviene per gravità in andana o nel trinciapaglia, senza richiedere ulteriore potenza. Inoltre, l’elevata inerzia e velocità del trinciapaglia richiede un basso fabbisogno di potenza per fornire la trinciatura fine e lo spargimento ampio e uniforme dei residui, rendendo ancora più economiche le successive lavorazioni e la semina su sodo. Tutti questi vantaggi, uniti a una cabina di guida spaziosa, confortevole e di elevati contenuti tecnologici, fanno della Laverda ML 800 ARS una mietitrebbia veramente esclusiva. Concludiamo citando qualche numero ricavato da prove su mais in Romania. Si sono raggiunte 130 t/h di produzione con una velocità di avanzamento di 12 km/h, consumi tra 10 e 12 l/ha su campi e rese tra 8 e 12 t/ha. La macchina era equipaggiata con uno spannocchiature prototipo da 12 file con trinciastocchi e le perdite erano entro la norma. Considerando il tutto, non si può che apprez­ zare l’enorme potenziale produttivo e il relativo basso fabbisogno di carburante. n

rotore, cosa che non sarebbe pos­ sibile con un controbattitore a pezzo unico. È registrabile elet­ tronicamente dalla cabina o ma­ nualmente ed è anch’esso modu­ lare, ossia ripartito in 3 moduli per un totale di 9 sezioni. Questi sono costruiti in modo che, inse­ rendo o rimuovendo appositi fili metallici, è possibile configurare il controbattitore per grano o per mais. Infine, ci sono piastre sup­ plementari sopra i controbattitori

[ La ML 800 ARS al lavoro su grano fortemente allettato.

[ SPECIALE MIETITREBBIE E TECNOLOGIA ]

anch’esse spostabili.

[ PULIZIA “MAX FLOW” Il sistema di pulizia (Max Flow) si basa su un piano preparatore che raccoglie la granella che cade dal rotore, seguito da un piano a cascata che instrada il prodotto al vaglio superiore con i crivelli su­ periori e inferiori. La pulizia vie­ ne fatta da una potente e moder­ na turbina. Naturalmente i cri­ velli per una macchina di questo tipo non potevano che essere co­ mandati elettronicamente dal computer di bordo in cabina o manualmente nella parte poste­ riore della macchina. Passando al serbatoio cereale, con capacità da 12.500 litri (la più grande sul mercato), può essere aperto/chiuso dalla cabina me­ diante attuatori elettrici. Aspetto da non trascurare per la manu­ tenzione sono le ampie pedane dentro il serbatoio per entrare agevolmente in sicurezza e non


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Terra e Vita

[ Il motore è un Caterpillar C13 da 460 CV. accumulare materiale tipo erba negli angolini. La costruzione particolare di questo serbatoio fa sì che il prodotto sia convogliato verso il tubo di scarico in modo lineare, quindi lo scarico della granella è unico e diretto a bene­ ficio della velocità di scarico (160 l/secondo, 77 secondi per svuo­ tare il serbatoio completamente). Le dimensioni del tubo sono ade­ guate alla macchina: 7,40 m di estensione dal centro macchina e 4,34 m altezza di scarico. Il motore è un Caterpillar C 13 Tier 3, 12,5 litri di cilindrata, 460 CV a 1.900 giri/min, quindi po­ tenza elevata che però salvaguar­ da i consumi.

[ LA NOVITÀ ]

I componenti idraulici sono rappresentati da 2 grandi cilindri con diametro da 89 mm per il sollevamento della barra (appa­ recchiature fino a 45 quintali, per cui nel caso del mais si può arri­ vare tranquillamente alle 10­12 file, standard o con trinciastoc­ chi) e da doppi cilindri per il co­ mando delle ruote sterzanti. Il si­ stema idrostatico di propulsione consente velocità fino a 32 km/h. Dal punto di vista dell’acces­ sibilità, va sottolineato l’ampio accesso al rotore, per il quale è sufficiente rimuovere 4 pannelli su entrambi i lati e non servono utensili.

[ CABINA COMFORTECH II La cabina, chiamata Comfortech II, si presenta spaziosa (3,44 m3),

ad alta visibilità e confortevole. Il sedile dell’operatore presenta so­ spensione ad aria e supporto lombare ed è registrabile su 6 po­ sizioni. Quello per il passeggero ha uno schienale reversibile che diventa vano portaoggetti. I comandi base sono raggrup­ pati sulla leva multifunzioni, grazie alla quale si può interveni­ re in modo manuale e correggere l’impostazione elettronica, alzare e abbassare la barra, adeguarla automaticamente in senso longi­ tudinale/trasversale, inserire e disinserire la coclea di scarico, brandeggiare il tubo di scarico e gestire l’aspo e/o le piastre span­ nocchiatrici per le testate da mais. Inoltre, si trova anche il pulsante Managing Console per passare tra le varie pagine del

[ La cabina è decisamente spaziosa. I comandi base sono raggruppati sulla leva multifunzioni.

[ SPECIALE MIETITREBBIE E TECNOLOGIA ]

n. /2008

[ La velocità di scarico è di 160 litri al secondo. computer di bordo. Nella consolle comandi ab­ biamo: acceleratore, tasto tra­ smissione 4WD (che è optional), indicatore di sovraccarico rotore, sensibilità e modalità galleggia­ mento barra, controllo velocità aspo, flottazione automatica bar­ ra, apparato trebbiante, innesto barra e inversore. Un’altra serie di comandi si trova sotto il brac­ ciolo: velocità rotore, modalità strada, lama verticale lato destro e sinistro, regolazione controbat­ titore, velocità ventilatore e aper­ tura/chiusura scala. Da citare infine il monitor Ma­ naging Console Gta II (10,5 polli­ ci, del tipo touch screen), che con­ sente la gestione del settaggio della macchina, la relativa pro­ grammazione secondo il tipo di prodotto da raccogliere, la varia­ zione delle registrazioni pro­ grammate anche durante la rac­ colta per l’adeguamento imme­ diato alle condizioni momentanee del prodotto e il monitoraggio della resa istanta­ nea del campo. In caso di grandi estensioni, infine, può essere uti­ le la funzione Auto Guide (guida automatica). Tutte le operazioni che si gestiscono tramite il com­ puter possono essere effettuate anche manualmente. n


Pietro Laverda.

Pietro Laverda (1845 1930). Nacque a S. Giorgio di Perlena, nei pressi di Breganze nel 1845. Dopo un periodo di studi classici e tecnici a Padova fondò, nel 1873, la Ditta Pietro Laverda nel suo paese natio. Nel 1884 trasferì l’azienda a Breganze, dove questa assunse caratteristiche industriali, concentrando la propria attività prin­ cipalmente nella produzione di trebbiatrici ma­ nuali, sgranatoi, torchi e pigiatrici.

1873: Nasce la Ditta Pietro Laverda

G.Battista divenne Presidente mantenendo la carica per oltre 50 anni. Curò la gestione dell’azienda e le relazioni commerciali in particolare con i Paesi esteri. Pietro si occupò del settore tecnico, divenendo l’ispiratore delle principali scelte tecnologiche. Fu per lungo tempo Presidente dell’Associazione degli Industriali di Vicenza e dell’Unacoma (Unione Nazionale Costruttori Macchine Agricole).

Giovanni Battista Laverda.

Pietro Laverda.

1956: la prima mietitrebbia.

Nel 1904 la sede fu trasferita in via Castelletto, nel centro di Breganze, ove rimase fino al 1979. Già nei primi del ‘900 Laverda occupava oltre 100 dipendenti. Nel 1913 entrò in funzione anche la fonderia. Verso la metà degli anni ’70 venne realizzato un nuovo grande stabilimento per rispondere ad una domanda di macchine sempre crescente. Lo stabilimento, localizzato a sud di Breganze, fu inaugurato nel 1979. Le maestranze raggiunsero le 1.400 unità con una produzione annua di circa 2.500 mietitrebbie oltre alle macchine minori. Dal 1983 al 1999 Laverda diventa parte attiva e integrante del gruppo FIATAGRI Group sviluppando nuove macchine come stabilimento produttivo. L’attuale stabilimento produttivo si sviluppa su una superficie totale di 220.000 metri quadrati, dei quali 60.000 sono coperti.

Giugno 2000: Argo Spa, holding della famiglia Morra, acquisisce lo stabili­ mento di Breganze. All’interno di questa holding, il polo della raccolta vede la propria capofila in Laverda, proprietaria di Fella Werke, con sede a Feucht in Germania, dedicata alla produzione di macchine per la fienagione. Nello stesso periodo Laverda Spa istitui­ sce nuovi dipartimenti per tornare ad es­ sere un’azienda completamente autono­ ma: Marketing e Vendite, R. & S., Servizio

CAPACITÀ PRODUTTIVA:

1.500 MIETITREBBIE ALL’ANNO

VOLUMI DI VENDITA:

NEL 2008 PIÙ DI 1.000 MIETITREBBIE VENDUTE

Assistenza Post­Vendita, Ricambi, Amministrazione e Finanza. 2007: la corporation americana Agco, con cui Laverda collabora già dal 2004 fornendo le proprie mietitrebbie nei colori Fendt, Massey Ferguson e Challenger, costituisce una joint venture con la società di Breganze, rilevando­ ne il 50% delle azioni. Degni di nota i risultati di Laverda, che nel 2008 ha prodotto oltre 1.000 mietitrebbie e ha raggiunto il traguardo delle 5.000 da luglio 2000 a luglio 2008.

MIETITREBBIE PRODOTTE DA LUGLIO 2000 A OGGI 5MILA


adpress.it

BORN IN THE USA

ML800 ARS. NATA IN USA, CRESCIUTA IN LAVERDA. Concepita per le grandi estensioni, preparata da Laverda per competere sui terreni di tutta Europa. I suoi dati sono da record: il più grande rotore del settore, il serbatoio più capiente, la più veloce capacità di scarico. Grande “fisico”, ma anche grande tecnologia, con soluzioni che semplificano la manutenzione e ne ottimizzano l’impiego come i sistemi Managing Console GTA II e Auto-Guide. Un “player” capace di coprire grandi spazi, in grado di garantire regolarità nell’alimentazione e precisione nella c una performance che unisce potenza e qualità. battitura e separazione. Per vincere la sfida della redditività, con

12-16 Nov. 2008 pad. 16 stand A-23

Valori in campo.

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