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ANNO VIII

MAGGIO 2008 In caso di mancato recapito il mittente si impegna al pagamento dei resi che dovranno essere spediti a VICENZA 36100 C.P.O.

NE/VI0048/2008 DAL 28/04/2008

Il giornale dello specialista del raccolto

La nuova alleanza piace ai mercati L’intesa Laverda-Agco dà ottimi segnali Intanto in Italia riparte il settore mietitrebbie e le “rosse” volano al + 36 per cento 2007 IN POSITIVO PER LA “FAMIGLIA” LAVERDA: FATTURATO OLTRE 150 MILIONI

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FELLA E LA FIENAGIONE, UN’IDEA LUNGA 90 ANNI

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COMPETIZIONI DI MIETITREBBIE IN RUSSIA VINCE L’UOMO DELLE “ROSSE”

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I COSTRUTTORI DI GERMANIA SI RITROVANO A BREGANZE

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AUTOPRODUZIONE DI ENERGIA LAVERDA FU TRA I PIONIERI

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Gruppo Industriale ARG




Il punto di Mario Scapin

Pronti ad entrare in campo per raccogliere nuove soddisfazioni

Mario Scapin direttore generale

Nel 2007 il Gruppo Laverda oltre i 150 milioni di fatturato anche grazie all’accordo strategico stipulato con Agco Gentili lettori, in prossimità dell’avvio delle operazioni in campo guardiamo tutti con ottimismo a questo nuovo raccolto perché finalmente dovrebbe garantire a tutti gli agricoltori quel livello di remunerazione da tempo auspicato ed atteso. I prezzi dei prodotti agricoli, frutto della crescita dei consumi, dello sviluppo dei biocombustibili e presumibilmente anche di strategie finanziarie, da qualche tempo stanno trainando lo sviluppo del mercato delle mietitrebbie in tutti i principali Paesi. È grazie a questi fattori positivi che Laverda ha potuto chiudere il bilancio 2007, di recente approvato dall’assemblea degli azionisti, con una crescita lusinghiera rispetto all’esercizio precedente. Il fatturato segna un incremento pari al 19%, superando i 99 milioni di euro. Il risultato si deve a una crescita del 15% del numero di macchine vendute e al sempre più consistente contributo dell’attività ricambi il cui volume di affari è salito del 20%. In questo anno, così importante per l’azienda e caratterizzato dall’accordo strategico siglato con il gruppo Agco, il margine operativo, al netto delle attività straordinarie, ha presentato la crescita più significativa con un miglioramento dell’82%. Il valore dello stock è diminuito sia per le materie prime che per il prodotto finito, contribuendo all’ulteriore rafforzamento della posizione finanziaria dell’azienda. Gli stessi andamenti hanno caratterizzato anche l’esercizio della Fella Werke, azienda interamente posseduta da Laverda e a questa accomunata nella gestione, il cui fatturato è cresciuto del 10% superando i 51 milioni di euro. In definitiva il fatturato consolidato del gruppo Laverda ha superato i 150 milioni di euro, a piena conferma del cammino di crescita intrapreso dall’azienda. I risultati ottenuti sono l’effetto del contributo di tutti i collaboratori, dei concessionari, dei

distributori e degli azionisti. A tutti, intendo esprimere un sincero ringraziamento ma vorrei manifestare la mia riconoscenza soprattutto a tutti i nostri clienti per la fiducia dimostrata nei confronti dei prodotti e dei servizi offerti da Laverda. In questo primo scorcio del 2008 si sono confermate le tendenze positive degli ultimi periodi, la domanda di macchine da raccolta è sostenuta e Laverda si è adoperata per rispondere al mercato mettendo in essere tutte le azioni necessarie per incrementare la produzione giornaliera. In Italia si assiste ad una significativa ripresa dei volumi di vendita grazie, soprattutto, alla richiesta del centro-sud e all’ottima accoglienza dimostrata nei confronti delle nuove autolivellanti AL Quattro e AL Rev. Anche la M304 Ls Integrale sta raggiungendo risultati oltre le attese, dimostrandosi macchina ideale per la raccolta in media collina. Il mercato francese ha manifestato una crescita di quasi il 50% e Laverda ha saputo rispondere incrementando non solo i volumi di vendita,

ma anche la quota nel segmento delle macchine convenzionali a scuotipaglia. È molto positiva la raccolta ordini proveniente dai Paesi dell’Europa dell’est con particolare riferimento alla Bulgaria e alla Romania, ma anche la partecipazione in altri mercati come la Grecia o la Polonia sta crescendo sia in volumi che in quote di mercato. Anche i marchi del gruppo Agco stanno presentando analoghi risultati; sia Massey Ferguson che Fendt sono in continua crescita in tutti i mercati di riferimento, assicurando un ulteriore contributo allo sviluppo dell’azienda di Breganze. Con estrema soddisfazione ritengo che tutto ciò rappresenti la migliore conferma della validità strategica dell’accordo siglato lo scorso anno con il gruppo Agco. Al momento oramai di entrare in campo, concludo con l’augurio che la prossima campagna di raccolta sia di soddisfazione per tutti e con l’auspicio di riservare a tutti i clienti di Laverda qualche gradita sorpresa in occasione delle fiere di autunno.

Il giornale dello specialista del raccolto Anno VIII, n. 1, maggio 2008 Periodico trimestrale Registrazione Tribunale di Vicenza n. 1017 del 5 marzo 2002

direzione editoriale Mario Scapin Angelo Benedetti Simonetta Lambrocco direttore responsabile Claudio Strati progetto grafico Andrea Rosset Piergiorgio Laverda hanno collaborato: Aneliya Kaneva

responsabile commerciale Opticom Ltd Bulgaria

Andres Moradas Lopez

responsabile vendite Laverda Spagna

Elena Korovkina

assistente di direzione Investa Agro

Thomas Beckert

product manager Fella

Piergiorgio Laverda

curatore dell’Archivio Storico “Pietro Laverda”

fotografie Archivio Laverda spa © by Laverda spa 36042 Breganze (VI) Italy via F. Laverda, 15/17 tel. +39.0445.385311 fax +39.0445.873355 www.laverdaworld.com info@laverdaworld.com Stampa G.N.G.

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L’ Italia di Simonetta Lambrocco

Agricoltura in salute, mietitrebbie in risalita

Simonetta Lambrocco responsabile comunicazione e pubbliche relazioni

Sul mercato interno il mercato si attesta ad un + 36% rispetto al 2007 In grande ripresa il comparto agricolo e di conseguenza ricomincia a crescere il mercato delle mietitrebbie. A livello nazionale il balzo in avanti rispetto al 2007 è molto consistente. L’incremento della domanda alimentare determinata dall’affacciarsi di nuove forti economie sul mercato, il diverso orientamento dei gusti, le aumentate possibilità economiche di popolazioni molto numerose, cinese e indiana prime fra tutte, e gli investimenti finanziari non sono gli unici fattori decisivi per la generale ripresa del settore agricolo. Si innesta infatti su questo trend di crescita anche il tema della produzione di energia da fonti alternative. Sul fronte energetico, l’aumento del prezzo del petrolio è di tipo strutturale. Ci troviamo oggi al terzo shock petrolifero della storia. Mentre però la prima (1973-74) e la seconda crisi petrolifera (1978-79) furono causate dal razionamento dell’offerta da parte dell’Opec (Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio), la crisi che dobbiamo fronteggiare oggi è determinata dal progressivo calo della materia prima, che, essendo limitata, è inevitabilmente destinata all’esaurimento. Non è dato sapere con certezza quando i giacimenti petroliferi si esauriranno, ma molti studiosi ritengono che ciò avverrà all’incirca fra una settantina d’anni. Vanno tuttavia considerate numerose variabili che possono incidere positivamente, come per esempio un impegno a livello planetario per un consumo sostenibile e consapevole ai fini della maggiore efficienza energetica, una politica condivisa per la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie, la capacità e la possibilità di sfruttare in modo concreto le energie rinnovabili, il recupero di uno stile di vita che rispetti maggiormente l’ambiente, la scoperta di nuovi giacimenti petroliferi… Se per temi connessi alla ricerca non possiamo individualmente fare molto, ben diverso è il contributo che ciascuno di noi può offrire razionalizzando i consumi. Possiamo cominciare per esempio ponendo maggiore attenzione all’utilizzo della luce elettrica o dell’auto, limitandoci all’effettiva necessità, evitando di lasciare inutilmente le luci accese, sostituendo le lampadine di casa con lampadine a basso consumo e spostandoci in auto solo quando indispensabile. Possiamo scegliere un consumo alimentare locale, orientando la nostra scelta su prodotti pro-

venienti da aree limitrofe alla nostra zona di residenza. Il paradosso che talvolta riscontriamo al momento dell’acquisto, per cui un prodotto proveniente dall’altra parte del globo è proposto ad un prezzo più competitivo rispetto al prodotto locale, può essere rovesciato dal nostro sforzo congiunto e riportare le cose ad un ordine più logico, con un risparmio non solo in termini di consumo energetico, ma anche di inquinamento. Infatti, se limitiamo la domanda di prodotti provenienti da terre lontane, limitiamo i trasporti e conseguentemente riduciamo l’inquinamento. È impressionante pensare che ogni chilo di benzina consumato produce 3 chili di anidride carbonica, uno dei principali fattori alla base del surriscaldamento terrestre. Studi recenti dicono, come ha spiegato lo scienziato Ernesto Hofmann, esperto di tecnologie, al forum “Domani energia” organizzato a Venezia da Coldiretti e The European House Ambrosetti, che negli Stati Uniti vengono consumati 22 milioni di barili di petrolio al giorno, mentre il cittadino dell’Unione Europea, secondo il rapporto di Legambiente 2008, consuma circa la metà rispetto a un americano, ma tre volte rispetto a un cinese e quasi nove volte rispetto a un africano. Intanto la Cina progetta di costruire a breve altre 60 centrali elettriche a base di carbone. E tutti sappiamo che il carbone, oltre all’anidride carbonica, produce un forte inquinamento da polvere.

In conclusione, lo scenario è molto variegato e, proprio per questo, il mondo scientifico invita a un atteggiamento olistico, un atteggiamento cioè che tenga conto di ogni aspetto come parte di un tutto e non come singolo elemento. Nel nostro piccolo, possiamo verificare come ad ogni nostra azione corrisponda una serie di effetti che sta a noi rendere positivi o negativi. Tornando all’argomento che ci coinvolge più da vicino, l’aumento dei prezzi dei cereali e le scorte che scarseggiano hanno spinto chi opera in agricoltura a non lasciare terreni agricoli incolti. Inoltre, il fronte delle energie alternative assorbe gran parte del prodotto e contribuisce in modo marcato al ritrovato ottimismo nel comparto. Ottimismo che rileviamo anche in Italia, ove è in ripresa il mercato delle mietitrebbie, in aumento del 36% rispetto al 2007. L’incremento del mercato domestico si deve soprattutto alla crescita del segmento delle autolivellanti che hanno attualmente raddoppiato il loro volume raggiungendo la quota del 31% del mercato totale. Laverda, grazie ai suoi nuovi modelli di autolivellanti AL Quattro e AL Rev, detiene il primato. La AL Quattro ha raggiunto un elevato grado di apprezzamento presso la clientela, non solo in Italia, ma anche in Spagna, ove non mancano i terreni con forti pendenze.




Castellacci, la sfida delle vendite Il responsabile commerciale Italia è in Laverda dal 2000: “Stimolante riportare agli antichi fulgori questo marchio storico” È in Laverda fin dal 2000 Giampietro Castellacci, che da settembre 2007 ricopre l’incarico di responsabile commerciale per l’Italia. Iniziò la sua attività a Breganze con la mansione di area manager. Da subito risultò evidente una certa coerenza tra il suo modo di pensare e la cultura industriale dell’azienda breganzese. Ciò spiega l’entusiasmo con cui Castellacci si dedica alla vendita delle mietitrebbie Laverda. Cinquantatrè anni, nato a Rovigo, sposato, una figlia di diciotto anni, Giampietro Castellacci, al termine degli studi, ben presto si avvicina al settore dell’agricoltura e della meccanica operando all’interno della struttura del Consorzio Agrario Provinciale di Rovigo, ove presta servizio fino al 1990 in qualità di produttore macchine. Nel 1991, Castellacci inizia il suo rapporto professionale con la Società Sovema di Modena, nella quale ricopre l’incarico di area manager sino al 2000. “In Sovema, - ricorda Casellacci - è stato possibile l’approccio con un sistema basato sul raggiungimento di una crescita personale all’interno di una struttura organizzata nel pieno rispetto degli obiettivi e delle scadenze aziendali”. Giampietro, che cosa ti ha attirato in Laverda? “La forza, la carica umana che emanavano dal nuovo management e la volontà di riaffermare sul mercato un marchio prestigioso che tanto aveva dato all’agricoltura non solo in Italia, ma nel mondo intero”.

Naturalmente conoscevi l’azienda, prima di venire a lavorare a Breganze. “Certo, conoscevo molto bene Laverda, la sua storia, i suoi prodotti. Già a partire dagli anni Settanta, quando lavoravo al consorzio, vendevo mediamente sette o otto macchine Laverda all’anno. Quindi, facendo un po’ di conti, ne ho vendute parecchie…”. Come percepivi all’epoca i prodotti e il marchio Laverda e in quale rapporto stava Laverda con i concorrenti? “Laverda aveva nella mia area operativa quote di mercato attorno all’80%. I nostri concorrenti erano in crisi con i prodotti o stavano iniziando a costruire la propria rete di vendita fra enormi difficoltà. E’ stata la grande crisi dei consorzi agrari a permettere una forte intrusione nel mercato Italia da parte dei nostri competitor. Ciò che mi ha spinto principalmente ad accettare l’incarico in Laverda, oltre all’entusiasmo che percepivo nel nuovo management, è stata una sfida personale. Era allettante l’obiettivo di riportare al fulgore e al prestigio degli anni passati un marchio che tanto aveva inciso nello sviluppo agricolo dell’Italia e del mondo”. Un uomo di grandi passioni e in continua sfida con se stesso… “In effetti è così”. Un bilancio ad oggi della tua esperienza in Laverda?

“Molto positivo, direi. I risultati sul campo dimostrano che la qualità dei nostri prodotti è ampiamente apprezzata e riconosciuta. Laverda sta riconquistando le posizioni che le competono”. E dal punto di vista personale? “Davvero soddisfacente. Sono molto orgoglioso dei risultati che ho conseguito, anche in termini di carriera personale, ma questo non farà certo calare lo stimolo e l’impegno per il progresso costante delle vendite”. Grazie Giampietro e in bocca al lupo. “Crepi il lupo!”. Simonetta Lambrocco

Anche il “totem” aziendale sintetizza la nuova alleanza industriale Le novità che hanno coinvolto l’assetto societario Laverda trovano la loro evidenza anche nei simboli aziendali. Ecco quindi che il “totem” istituzionale dell’azienda si è arricchito del logo Agco. Sul grande totem bianco che campeggia all’ingresso dell’azienda di Breganze, al cui centro spicca in bella evidenza il logo Laverda, è stato recentemente applicato anche il logo Agco, sul lato opposto al marchio Argo, a testimoniare i gruppi di appartenenza. Allo stesso modo, due dei sei pennoni all’ingresso, sono stati destinati alle bandiere di Fendt e di Massey Ferguson, poiché nello stabilimento Laverda, si producono anche mietitrebbie a marchio Fendt e a marchio Massey Ferguson. Ecco quindi che, accanto alle bandiere Laverda, garriscono al vento anche una bandiera Massey Ferguson e una Fendt, a ricordare la nuova alleanza industriale. S. L.




Volatile, oltre mezzo secolo di storia Nella Sicilia orientale un concessionario Laverda di lunga esperienza Ha quasi sessant’anni di storia e di esperienza la Volatile Bernardo snc, concessionario Laverda nelle province di Catania, Siracusa, Messina, Ragusa, Enna, Agrigento e Caltanissetta. La Volatile Bernardo fu fondata nel dicembre 1951 a Palagonia, un paesino in provincia di Catania. Il fondatore, Bernardo Volatile, era un grande imprenditore. Già alcuni anni prima di aprire la nuova azienda, aveva cominciato la propria attività commerciale vendendo motociclette e motorini in tutta la Sicilia orientale. Il primo approccio con i trattori risale al 1952 con la concessione di vendita di prodotti recanti il marchio Pasquali; qualche anno dopo, Volatile diviene concessionario Lamborghini, e in seguito rappresenta anche i marchi Landini nel 1967, Agrifull nel 1970 e Goldoni nel 1979. L’impresa di Bernardo Volatile non fu affatto semplice perché, negli anni Cinquanta, l’uso di macchinari meccanici per l’agricoltura non era ancora concepibile per il contadino; infatti, l’agricoltore era colui che, con il proprio lavoro prettamente manuale, forniva i prodotti di cui nutrirsi. In questo senso l’attività svolta a quel tempo da Volatile può essere considerata “rivoluzionaria”, ma l’elemento che senza alcun dubbio gli ha reso un vantaggio competitivo indiscusso è stato considerare il cliente non tanto e non solo come cliente, ma come

un amico. Il fatto di essere stato egli stesso un agricoltore ancor prima che imprenditore gli permise una miglior conoscenza dei clienti e delle loro esigenze: erano anche amici e conoscenti, che conosceva molto bene. Bernardo Volatile fin da subito apprese e applicò alla sua azienda i principi del marketing: il cliente prima di tutto. Il successo ottenuto è la dimostrazione dell’impegno costante verso la clientela. Nel 1999 la Volatile Bernardo da ditta individuale fu trasformata in una società di persone, Volatile Bernardo snc, guidata dal capostipite Bernardo, dalla moglie Anna e dai figli Francesco e Salvatore, che hanno continuato e ulteriormente sviluppato il lavoro dei genitori. La ditta è oggi concessionaria, fra gli altri, dei marchi Laverda, Landini, McCormick, Valpadana, e, da poco, commercializza i prodotti di un’impresa, la Neuson, che opera nel settore delle macchine movimento terra, in particolare degli escavatori e minipale La Volatile Bernardo snc continua a mantenere il suo carattere innovativo e attento ai cambiamenti del mercato. In essa muove attualmente i primi passi anche la terza generazione. L’entrata, infatti, di Bernardo Andrea Volatile, comincia a portare linfa nuova all’interno dell’azienda. Grazie agli studi in economia aziendale, il giovane Bernardo Andrea sta iniziando ad adattare l’azienda ad un ambiente ed un settore oggi in grande evoluzione.

La più grande isola del Mediterraneo dove l’agricoltura è risorsa vitale La Sicilia è la maggiore isola del Mediterraneo ed è la regione più estesa e più meridionale d’Italia. Lo Stretto di Messina, largo meno di 3 chilometri, la separa dall’Italia peninsulare e il Canale di Sicilia dall’Africa, da cui dista circa 140 chilometri. Il territorio occupa una superficie di 25.710 chilometri quadrati e, a fine 2006, contava una popolazione di 5.020.000 abitanti, 195 per chilometro quadrato. L’agricoltura è una delle grandi risorse economiche della regione. Circa 650 mila ettari sono dedicati all’agricoltura di semina e 400 mila a colture permanenti. Notevole la produzione dei cereali - tra cui il frumento, specie della pregiata varietà grano duro, essenziale per la produzione delle migliori qualità di pasta - che già rendeva la Sicilia importante per i Romani (l’isola era chiamata il granaio di Roma). È abbondante quella delle olive, che assicura un’ottima produzione di olio. Uno dei frutti più tipici è il caco, e ben nota è la coltura degli agrumi: aranci, limoni e mandarini, insieme a mandaranci, bergamotti, cedri e pompelmi di grande pregio. Non mancano i fichi d’India e le carrube. Importante anche la coltivazione degli ortaggi, che dagli anni Sessanta hanno conquistato sempre più mercati in virtù delle coltivazioni in serra, estese soprattutto nella zona sud-orientale. I famosi pomodorini di Pachino sono oggi molto apprezzati e noti ovunque, come pure i carciofi. Ma la Sicilia è famosa anche per la gustosissima frutta secca: spiccano per qualità le mandorle, le nocciole ed il pistacchio. Un importante contributo viene anche dalla coltivazione intensiva di specie, una volta esotiche, come il kiwi e il mango o addirittura le banane, grazie alla mitezza del clima siciliano. La tradizionale coltivazione della vite consente la produzione di ottimi vini liquorosi e ad elevata gradazione alcolica. Il settore della coltivazione di fiori pregiati in serra è in forte sviluppo verso i mercati europei.




I prodotti a cura di Simonetta Lambrocco

Fieragricola riserva più visite alle mietitrebbie A Verona molto interesse per la M 306 Sp con barra da 7,60 oltre che per la nuova AL Quattro e per la Lcs 255 reduce dal tour europeo Nel corso della Fieragricola di Verona, dal 7 al 10 febbraio, Laverda ha esposto una M 306 Special Power con barra di taglio da 7,60 metri e la nuova autolivellante AL Quattro all’interno dello stand Argo. In un’area dedicata agli espositori che avevano preso parte al Fieragricola Europe Tour (una fiera itinerante attraverso Slovenia, Ungheria, Slovacchia, Polonia, Rep. Ceca, Austria e Italia, che ha visto la partecipazione di Laverda con i propri importatori) nello scorso mese di settembre, è stata esposta una Lcs 255 con barra da 6,00 metri. La fiera ha richiamato un numero di visitatori superiore alle aspettative con 140.000 presenze (+ 4% sul 2006), considerando che i principali costruttori mondiali avevano già presentato al pubblico le loro novità in occasione di Agritechnica, ad Hannover in novembre. 1.230 gli espositori (+ 5,6% sul 2006) di cui 210 esteri da 24 Paesi. Anche Laverda ha ricevuto un significativo numero di visitatori al proprio stand, sia italiani che esteri. Il prossimo appuntamento fieristico internazionale che impegnerà Laverda sarà Eima International che avrà luogo dal 12 al 16 novembre 2008. Al top dell’offerta Laverda, la M 306 Sp Ls 4wd si distingue per le sue doti di produttività, comfort, affidabilità. Di serie l’esclusivo sistema “Laverda Special Power” Gsax, Ground Self Alignment Extra, che consente di lavorare mantenendo uniforme il taglio anche nelle condizioni di raccolta più difficili. Grazie alla gestione elettronica, aumentano la sensibilità e la reattività del sistema il quale permette, in modo completamente automatico, l’adeguamento longitudinale e trasversale della piattaforma di taglio al terreno, mantenendo costante sia l’altezza di taglio che la pressione della piattaforma di taglio al suolo. Due le regolazioni automatiche: da 50 a 200 mm per prodotti a stelo corto, in alternativa, da 100 a 500 mm. Le grandi slitte d’appoggio Easy Reverse, disposte sotto la barra, garantiscono la massima affidabilità consentendo precisione nei comandi e facilità di manovra anche in retromarcia. Un connettore elettrico unificato incrementa l’affidabilità dei comandi ed agevola l’aggancio della piattaforma di taglio alla macchina. PFR, Prepare and Feeding Roller. Dotato di dita maggiorate, per un convogliamento ancora più fluido ed efficace del prodotto al canale elevatore, il sistema assicura una trebbiatura regolare con un rendimento costante della mietitrebbia, un minor assorbimento di potenza, il contenimento dei consumi e la lunga durata delle trasmissioni; Mcs Plus, Multi Crop Separator Plus. Il dispositivo sottopone il prodotto ad un’azione di separazione forzata dalla paglia prima che questo arrivi agli scuotipaglia e può essere disattivato in caso di prodotti delicati a paglia friabile, semplicemente, tramite un interruttore elettrico. Grazie all’integrazione del modulo Rev la superficie di separazione viene incrementata del 20%, con il conseguente aumento dell’angolo di avvolgimento a 120°. Tutto ciò insieme all’utilizzo degli scuotipaglia nell’intera loro lunghezza consente prestazioni sempre più elevate. Il battitore Laverda, dotato di otto spranghe battenti e otto masse inerziali, è una garanzia di ottima separazione del prodotto nel totale rispetto della qualità di paglia e granella. Il sistema elettrico di regolazione indipendente della parte anteriore e posteriore del controbattitore permette un adattamento rapido e ottimale della mietitrebbia ai diversi tipi di prodotto in ogni condizione. La M 306 Special Power monta il motore ecologico, omologato Tier III, CITIUS 8.4 CTA 4V, SISU Diesel, da 246/335 kW/CV, con sistema di alimentazione Common Rail. La mietitrebbia Laverda 255 Lcs si colloca nel segmento medio alto

del mercato. Caratteristiche distintive sono la produttività, la qualità del prodotto lavorato e la razionalizzazione dei costi di gestione. La macchina assicura consumi ridotti, interventi di manutenzione semplificati e la massima delicatezza nel trattamento del prodotto in tutte le fasi della raccolta e della trebbiatura. Equipaggiata di serie di Gsax, Pfr, Mcs Plus, la 255 Lcs dispone di un serbatoio raccolta cereale da 7.000 litri. La 255 Lcs monta un motore Iveco omologato Tier III con alimentazione Common Rail e potenza 180/245 kW/CV. Il serbatoio carburante ha una capacità di 450 litri. La semplicità delle operazioni di manutenzione, con la conseguente riduzione dei tempi d’intervento, è assicurata grazie agli ampi portelloni laterali che consentono un comodo accesso alle trasmissioni, agli organi interni e al filtro rotante a sgancio rapido che permette di raggiungere agevolmente i radiatori ed altri componenti quali l’impianto di condizionamento. Anche in termini di comfort la 255 Lcs offre molto, grazie all’esclusiva cabina Profi Cab, progettata per soddisfare al meglio le esigenze dell’operatore in termini di razionalità dei comandi ed ergonomia. L’accesso alla cabina è agevole e sicuro, grazie alla robusta scaletta e all’ampia porta d’entrata. Il controllo e la gestione totale della macchina sono assicurati dal computer di bordo Agritronic Plus e dalla esclusiva leva multifunzione. Le ampie vetrate consentono la massima visibilità. Oltre al condizionatore automatico, la cabina di guida Profi Cab offre di serie il comodo sedile a sospensione pneumatica e può essere accessoriata con frigorifero portatile, impianto radio e lettore CD, telecamera con display a colori e sistema satellitare Gps. L’ampia dotazione di fari permette di lavorare anche di notte con una visibilità ottimale, finché lo consentano le condizioni di raccolta.




Fella e la fienagione, un’idea lunga 90 anni L’azienda bavarese, oggi controllata da Laverda, mosse i primi passi nel 1917 Compie novant’anni Fella, l’azienda tedesca del Gruppo Laverda specializzata nella produzione di macchine per la fienagione. E il prossimo 26 luglio, a Feucht, in Baviera, Fella festeggerà il giubileo e aprirà al pubblico lo stabilimento per visite guidate, dimostrazioni di macchine in lavoro e momenti di ospitalità conviviale. Fella Werke è detenuta dal 2004 dalla famiglia Morra, proprietaria del gruppo Argo. La famiglia, ormai alla terza generazione imprenditoriale, si è specializzata nella produzione di macchine per l’agricoltura e ha costituito, con Argo, un gruppo industriale che racchiude marchi storici e prestigiosi tra cui vanno ricordati in particolare Laverda, leader nelle mietitrebbie, Landini e McCormick, leader nei trattori. Nel Gruppo, Fella è oggi totalmente controllata da Laverda. L’impresa tedesca affonda le sue radici nel lontano 1917, quando il direttore generale della fabbrica di contatori Isaria di Monaco dà l’input per avviare uno stabilimento destinato alla produzione di erpici. In quel preciso momento inizia la storia di Fella Werke a Feucht. Nel febbraio 1918 la nascita ufficiale, con il nome di Bayerische Eggenfabrik AG, Feucht. Il nome Fella arriva solo più tardi, probabilmente mutuato dalla parola egiziana “Fellache” che significa contadino, agricoltore. Sotto la guida del primo direttore Albert Löffler, la fabbrica di erpici amplia la produzione e nel 1924 la gamma comprende anche aratri. Nel 1931 sono acquisiti gli impianti della Epple & Buxmann di Augusta, passo decisivo nel settore macchine per la raccolta. E l’anno dopo inizia la produzione di mietilegatrici per la raccolta di cereali, pietra miliare dello sviluppo di Fella. Nel 1953 Fella lancia il condizionatore con comando ad albero cardanico, antesignano dell’attuale “Fella-effective-Conditioner”, novità premiata con la medaglia di bronzo della DLG, la Società tedesca per l’agricoltura. L’anno dopo viene presentata la mietitrebbia semovente Jupiter, per trebbiare e raccogliere cereali. Dal 1980 Fella si specializza nel settore macchine per la fienagione. Nel 1997 altro passaggio importante: Fella si organizza con un concetto completamente nuovo, quello delle quattro fabbriche autonome nella fabbrica: ciascuna, responsabile di se stessa e dei suoi collaboratori, produce in base alle linee guida della direzione. Ciò fa sì che Fella vinca, nel 1999, il premio Best Factory Award. Nello stesso anno avviene la sorprendente vendita di Fella Werke da parte dell’allora titolare Peter K. Timmermann al gruppo olandese Netagco. Ne derivano investimenti negli stabilimenti, si realizzano una grande nuova struttura di 3.200 metri quadri per il montaggio e una moderna palazzina con uffici e aule per la formazione. Nel 2003 nasce il nuovo centro per il servizio assistenza e ricambi. E l’anno dopo inizia la nuova era di Fella nel Gruppo Argo. Thomas Beckert

Argo informa

Gruppo Industriale ARGO

Stabilimenti Argo Tractors a pieno regime Il Gruppo Argo ha recentemente raggiunto un primo importante obiettivo di ottimizzazione dell’efficienza produttiva. Una riorganizzazione degli stabilimenti ha concentrato in Italia la produzione dei trattori Landini e McCormick: ciò ha prodotto il conseguente avvio di un’attività a pieno regime nelle linee di produzione di tutti gli stabilimenti italiani, anche con l’obiettivo di proporre al mercato le macchine dei due marchi a prezzi ancora più competitivi. Dalle due linee di Fabbrico, dopo l’ampliamento di 2000 metri quadrati per il magazzino stoccaggio componenti e gli uffici controllo qualità, escono oggi trattori da campo aperto nelle categorie da 60 a 220 CV. Per i trattori a 6 cilindri è stata invece creata una nuova linea, dove ha già avuto inizio la produzione delle nuove serie di trattori McCormick Xtx e Ttx. Nuovo anche l’impianto di verniciatura che lavora con un programma di vernice ad acqua. A Luzzara si producono trattori da vigneto e da frutteto, a San Martino in Rio i cingolati e i trattori a ruote nelle categorie fino a 80 CV.

Hannover, il Landini Rex 85 S sul podio Il Landini Rex 85 S vince la lotta tra i filari. È stato infatti l’82 cavalli da frutteto stretto della casa costruttrice di Fabbrico ad aggiudicarsi il titolo di “Best of Specialized” al Tractor of the Year 2008, concorso che ogni fine anno premia i migliori trattori dell’anno da parte di una giuria di giornalisti della stampa di settore di tutta Europa. Primo scelto nella sfida tra i quattro finalisti specializzati, il Rex 85 S è stato valutato il trattore più rispondente alle necessità dell’agricoltura specializzata, oltre che per le performanti caratteristiche tecniche, anche perchè ha dimostrato un’ottima agilità nei frutteti stretti, dovuta sia alla larghezza limitata, da 1.213 a 1.313 millimetri in funzione della gommatura adottata, sia all’angolo di sterzo elevato ed ai profili arrotondati del cofano, che permettono al mezzo di transitare e di muoversi tra i tralci senza alcuna difficoltà.




I mercati a cura di Simonetta Lambrocco

Cresce l’agricoltura meccanizzata in Bulgaria Laverda al 15% del mercato con fiore all’occhiello la Serie M Se comparata agli altri Paesi, la meccanizzazione agricola in Bulgaria si trova significativamente in ritardo sia per numeri che per qualità. Nel 2001 si arrivava a 70 cavalli per 100 ettari di terra coltivata contro i 200-300 della media dell’Unione Europea. Solo circa il 20% delle mietitrebbie aveva meno di 10 anni e il 15-18% di esse era ormai logorato e si deprezzava ogni anno. Nonostante il significativo incentivo promosso dal programma Sapard per la modernizzazione della meccanizzazione agricola, sono necessari ulteriori investimenti nel settore della raccolta. Il mercato della meccanizzazione agricola in Bulgaria nei recenti anni è stato molto instabile e non è facile fare previsioni a causa dei sussidi che l’Unione Europea ha garantito per gli investimenti in agricoltura (il programma Sapard, appunto) e per l’insolvenza di molte aziende agricole. Nell’insieme le vendite di macchine sono cresciute, ma con oscillazioni, in base ai sussidi concessi ogni anno. Dal 2007 la Bulgaria è diventata membro dell’Unione Europea e beneficia così delle procedure della politica agricola comunitaria. In questo Paese la grande agricoltura ambisce ad uscire dal suo ruolo di nicchia e Laverda sta incrementando la sua attività, coprendo ormai il 15% del mercato operando attraverso il suo importatore bulgaro Opticom Ltd, con sede a Stara Zagora, nel cuore del Paese, e con nove dealer sul territorio nazionale. La Bulgaria, nella regione sud-orientale dell’Europa, per territorio (110.910 km quadrati) e per popolazione (7,56 milioni di abitanti), rappresenta un mercato limitato. Circa il trenta per cento della superficie totale (3.296.800 ettari) è arabile (dato del 2004). Ma grandi porzioni del territorio nazionale sono lontane dai nuclei urbani. Le aree rurali hanno sofferto il maggiore declino demografico, dispongono di forza lavoro meno istruita e patiscono tassi di disoccupazione più alti delle aree urbane. La redistribuzione della terra ha creato una significativa frammentazione della proprietà. La dimensione media degli appezzamenti è di 0,6 ettari. Nel 2007 è stata emendata la legge sulla proprietà per permettere un utilizzo più razionale dei terreni. Lo sviluppo del mercato dell’affitto della terra, utilizzando proprietà e superfici unificate, aiuta a superare il frazionamento della proprietà terriera. Il 79% del totale della superficie agricola utile è stato preso in affitto nel 2003 da società finanziarie agricole. I terreni di proprietà di persone fisiche sono stati ceduti in affitto per un buon 50%, le cooperative e le società agricole e di allevamento sono arrivate a cedere addi-

rittura il 93%. Negli anni recenti l’ingresso di diversi fondi di investimento nel settore delle proprietà agricole ha incrementato le sinergie. Nel 2003, le società finanziarie agricole attive in Bulgaria erano 665.500. L’agricoltura bulgara ha prodotto il 7% del Pil nel 2006, percentuale scesa al 5,1% nel 2007. I cereali (frumento, grano, mais, orzo) hanno raggiunto il 58% dell’area arabile, i semi oleosi (girasole e colza) il 20%, gli ortaggi il 5%. La coltura permanente più importante è il vigneto, diffuso su circa il 62% del totale dell’area coltivabile. Opticom Ltd, importatore di Laverda, è stata fondata nel 1991 da otto soci la cui attività era dedicata principalmente all’importazione e alla distribuzione di ricambi per trattori, mietitrebbie e attrezzature. Dieci anni fa Opticom iniziò una collaborazione di notevole successo con Landini per importare trattori: il marchio Landini era completamente sconosciuto nel Paese e oggi invece occupa una quota di mercato del 19%. La famiglia di marchi importati e venduti da Opticom in Bulgaria comprende fra gli altri anche Fella e Sigma4. Laverda ha nominato Opticom suo distributore ufficiale nel 2002 e molta strada è stata fatta assieme per raggiungere l’attuale 15% di quota di mercato, in gran parte dovuta alla vendita, nel segmento top di gamma, della Serie M. I titolari della società sono oggi attivi in azienda assieme ai 34 dipendenti, tutti impegnati in un costante contatto diretto con i clienti e nell’offerta agli agricoltori bulgari del pacchetto di soluzioni meccaniche più adeguato alle loro necessità. La società offre anche consulenze, servizi finanziari, servizi di consegna e post vendita, fornitura di ricambi. Nella maggior parte dei casi Opticom fornisce un pacchetto completo di macchinari e servi-

zi al cliente finale. Lavorando con un singolo fornitore che garantisca un servizio affidabile e dia loro fiducia, gli operatori possono più facilmente districarsi fra i complicati meccanismi dei vari programmi di appoggio finanziario grazie ai fondi Sapard o ai fondi strutturali dell’Unione Europea. Per essere più vicina ai suoi clienti, Opticom ha attivato una flotta di otto gruppi Service mobili, che effettuano regolari visite di assistenza, consegna di ricambi e lubrificanti e che riparano i pezzi. Per Opticom il lavoro del team Service è fondamentale per la conquista di nuovi clienti, perciò organizza regolarmente corsi di formazione per la crescita professionale del suo personale qualificato. Aneliya Kaneva A. Kaneva, responsabile coomerciale di Opticom, e il team Service.




Le M 306, grandi “regine” di Spagna In terra iberica piace soprattutto la M 306 Sp Ls 4wd, leader nella sua categoria Osservando l’evoluzione della campagna 2007-2008, anche quest’anno possiamo confermare la crescita continua di Laverda nel mercato spagnolo, grazie al rafforzamento graduale della sua posizione di mercato e all’aumento del suo prestigio all’interno di un settore così professionale e competitivo come quello delle mietitrebbie. Sembra ieri quando la direzione dell’azienda mi assegnò l’importante incarico di dare nuovo lustro al nome e al marchio Laverda in Spagna, che da un lato vantava il buon sapore della tradizione con i modelli Laverda della Serie M 132 e 152 e che però, dall’altro, durante gli ultimi dieci anni, si era trovata sul mercato mascherata da colori diversi che non tutti sapevano interpretare. Sicuramente la recuperata immagine autonoma di Laverda, quando l’azienda di Breganze ha deciso di cominciare nuovamente il suo cammino da sola per recuperare lo svantaggio, ha rappresentato uno dei suoi maggiori fattori competitivi. Sono già più di nove campagne che lavoriamo giorno dopo giorno con l’azienda Laverda. Quando analizziamo il nostro lavoro, mi riempie di soddisfazione condividere con i clienti, i concessionari e specialmente i colleghi della mia squadra, tanto in Spagna quanto nella casa madre, risultati così soddisfacenti e promettenti per tutti. Una delle principali protagoniste della nostra evoluzione e per la quale

voglio esprimere un apprezzamento molto speciale è la nostra stella del mercato, la Serie M e in particolare il modello M 306 Sp Ls 4wd, l’idolo dei nostri clienti e la regina dei nostri risultati. Sono più di 70 le unità della Serie M vendute, ripartite in versioni e modelli differenti, ma il nostro modello di punta nell’ultima campagna raggiunge l’80% dei risultati posizionandosi come leader all’interno della propria categoria. Dopo aver parlato con gli utilizzatori e aver verificato in campo come tutti gli argomenti commerciali declamati al momento di formalizzare la vendita si confermino poi nella realtà, posso capire il livello di gradimento e soddisfazione che contraddistingue tutti in nostri clienti. Credo che questo sia un terreno decisamente fertile per continuare a crescere e ottenere buoni risultati nelle campagne future. Altro pilastro sul quale è basata la nostra crescita è l’ottimo livello raggiunto nel post vendita, che rappresenta un elemento molto efficace. Senza alcun dubbio, sono certo che il nostro successo non sarebbe stato possibile senza il lavoro “oscuro”, dietro le quinte, realizzato dall’assistenza ai clienti in un modo così professionale. Molti sono i clienti che mi fanno i complimenti per questo motivo, quando li incontro occasionalmente o durante le fiere. Andres Moradas Lopez

Grecia, Laverda in vetrina a Salonicco con Giannakoulas Bros Nel febbraio scorso Laverda, rappresentata dall’azienda Giannakoulas Bros, ha esposto i propri prodotti a Salonicco in occasione della 22a esposizione biennale Agrotica, una grande fiera dedicata alla promozione dello sviluppo dell’agricoltura e allo sviluppo di tecnologie, macchinari e attrezzature ad essa dedicati. Il rapporto con l’azienda dei fratelli Giannakoulas è ormai consolidato da anni, precisamente fin dal 2001, quando è divenuta il principale importatore Laverda in Grecia. La Giannakoulas Bros è nata nel 1978 dalla volontà dei due fratelli Kostantinos e George Gian-

nakoulas. Fin dall’inizio l’azienda si è occupata di commercio di trattori usati e di mietitrebbie importate dall’Europa. Dieci anni dopo, proprietari di un’azienda divenuta oramai un nome di riferimento per il commercio dell’usato, i fratelli Giannakoulas hanno costruito l’attuale sede (4000 metri quadrati) nella città di Thessaloniki, Salonicco, nel nord della Grecia. Oggi l’azienda è composta da quindici persone tra venditori, ingegneri, magazzinieri, impiegati amministrativi. Quale principale importatore Laverda in Grecia, l’azienda conta su una rete completa di dealer

e uomini del Service a disposizione in ogni città del Paese. Inoltre, una task force formata da dieci esperti ingegneri tiene monitorate le mietitrebbie durante la stagione della raccolta. Giannakoulas Bros partecipa a un’intensa attività promozionale e commerciale, non mancando mai alle fiere del settore, e sviluppando seminari e corsi di formazione che hanno a che fare con la meccanizzazione agricola. L’azienda è anche rappresentante esclusiva di altri marchi di macchine dedicate alla meccanizzazione agricola ed è oggi fra i leader del settore in Grecia.


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Russia, Investa Agro, Investa Finance e Laverda protagoniste al Krasnodar Expo La Russia offre le maggiori opportunità di sviluppo per le macchine da raccolta Dal 20 al 23 novembre 2007, al Centro Fieristico Krasnodar Expo, ha avuto luogo il XIV forum internazionale dedicato al settore agroindustriale YugAgro. In qualità di sponsor principali, per il terzo anno, le società Investa Agro, Investa Finance e l’azienda italiana Laverda, produttrice di mietitrebbie, hanno accolto e informato i visitatori. Questi hanno avuto modo di familiarizzare con l’italiana Laverda, con l’argentina Crucianelli, la brasiliana Montana e la tedesca Fella. Ma sicuramente l’interesse più marcato nei proprietari di terre e negli agricoltori è stato suscitato dalla mietitrebbia Laverda 296 Lcs. I visitatori hanno visionato a fondo il modello, analizzandone le caratteristiche e le differenze qualitative rispetto ai prodotti dei competitor, i consulenti dell’azienda hanno risposto a molte interessanti domande poste dal pubblico. Molti sono entrati nella cabina per sentire personalmente il livello di comfort che le macchine Laverda offrono all’operatore durante il lavoro in campo. Alla manifestazione ha partecipato Andrea Ugatti, export manager Laverda. “La Russia - ha dichiarato Ugatti - rappresenta una delle maggiori prospettive di sviluppo per il nostro settore”.

Andrea Ugatti, export manager di Laverda, con Gianni Fontana alla Fiera di Krasnodar.

Yugagro, la prima fiera delle regioni meridionali Il Centro Fieristico Krasnodar Expo è attivo nel segmento delle fiere d’affari dal dicembre 1995. La società ha raggiunto una considerevole esperienza nella realizzazione di fiere specializzate di livello regionale, nazionale e internazionale, congressi e seminari negli ultimi 11 anni. Si tratta del più ampio centro congressuale ed espositivo in Russia, con una superficie di 37.300 metri quadrati, che organizza eventi molto importanti per l’economia della regione. Fra questi spicca Yugagro, la più gettonata manifestazione del settore agricolo della Russia meridionale. “La maggior parte dei visitatori di Yugagro sono nostri clienti - spiega Evgeniy Chercasov, direttore commerciale di «Investa Finance», dealer Laverda per la regione di Krasnodar e per la Repubblica di Adygheya -. Questo per noi è il valore principale del forum. Inoltre so che molte fra le più importanti società agrarie danno la loro preferenza a YugAgro considerando questa manifestazione un eccellente strumento per incontrare e conoscere nuovi clienti”.


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Aleksandrovich vince alla guida di una Laverda Nella regione di Krasnodar combattute gare di mietitrebbiatura Nella regione di Krasnodar si svolgono tradizionalmente gare interdistrettuali di mietitrebbiatura. In queste competizioni, l’operatore delle mietitrebbia che riesce a trattare la quantità maggiore di raccolto nel minor tempo è proclamato vincitore. Le performance di ogni area sono largamente trattati dalla stampa locale, perciò i partecipanti hanno la possibilità di conoscere i risultati dei propri avversari e gli spettatori possono valutare con grande attenzione le performance fornite dalle macchine in competizione. Il vincitore di quest’anno dell’area di Kurganinsk è Borschev Gennady Aleksandrovich, il quale ha voluto condividere con noi i segreti del suo successo.

Quali mietitrebbie vengono utilizzate in JSC Kavkaz per la raccolta? “Lavoriamo con le mietitrebbie dell’azienda italiana Laverda. Le soluzioni tecniche Laverda sono più economiche, performanti e confortevoli se paragonate a quelle delle macchine prodotte in Russia. Grazie all’utilizzo delle mietitrebbie Laverda, impieghiamo appena 15 persone per mietere un raccolto di ottomila ettari. Le macchine Laverda garantiscono una trebbiatura veloce e, aspetto principale, di qualità, ciò significa che non ci sono perdite. Inoltre, con queste macchine un ettaro di raccolto richiede in media 5-6 litri di carburante, il che è decisamente al di sotto del consumo delle altre mietitrebbie”.

Gennady Aleksandrovich, dove lavora? “Lavoro alla JSC Kavkaz, una moderna azienda agraria sorta nel 1992 sulla base di una azienda agricola collettiva. Si estende per ottomila ettari destinati a coltivazioni di grano e fruttifere: il 55% è coltivato a grano invernengo e il restante 45% è dedicato a colture vegetative”.

Ha parlato di soluzioni tecniche confortevoli, a cosa si riferisce? “Le mietitrebbie Laverda non sono solo efficaci in fase di lavoro, ma sono anche facili da manovrare e semplici nella gestione. All’interno della cabina, ben isolata dai rumori esterni e dotata di condizionatore, si crea un ambiente di lavoro ideale. A dire il vero, quest’estate ho patito veramente il caldo, ma solo quando ho finito il lavoro di raccolta”.

Secondo la sua opinione, quali sono stati i fattori che le hanno permesso di raggiungere questi ottimi risultati? “Prima di tutto, una pratica di lungo periodo, un corretto impiego delle ore di lavoro e soluzioni tecniche altamente efficaci. Ad esempio, lo scarico del serbatoio cereale è stato fatto in movimento, senza dover fermare la mietitrebbia, risparmiando così un sacco di tempo”.

Com’è noto, i pezzi di ricambio per le mietitrebbie importate sono più cari rispetto a quelli per le macchine prodotte nel mercato domestico. Ha avvertito questa differenza di prezzo? “No, perché in primo luogo le mietitrebbie Laverda hanno una garanzia di un anno, e poi perché per tutto il tempo dell’attività con queste mietitrebbie non si sono verificate rotture”.

Quante mietitrebbie conta la sua azienda complessivamente? “Al momento, l’azienda ha cinque Laverda 2860 Lxe, e puntiamo ad una sostituzione completa delle macchine russe con altre Laverda”. Gennady Aleksandrovich, grazie per la sua disponibilità e per il suo amore per la terra. Elena Korovkina Il campione dopo la performance vittoriosa.

Terreni di altissima qualità e un clima benevolo fanno di Krasnodar un gioiello delle coltivazioni La regione di Krasnodar è la più meridionale della Russia e si estende su circa 76 mila chilometri quadrati, pari allo 0,4% del territorio russo complessivo. Le dimensioni di questa regione sono paragonabili a quelle di Paesi europei quali la Repubblica Ceca e l’Irlanda e superano Svizzera e Belgio, o Danimarca e Olanda complessivamente. La regione di Krasnodar è situata alla latitudine dell’Italia settentrionale e della Francia meridionale. Grazie ai suoi terreni di altissima qualità, benedetti da un clima favorevole, la regione di Krasnodar è da sempre il più importante gra-

naio della Federazione Russa, comprendendo il 3% di tutte le terre coltivate della Russia. È anche la sede dell’unica università russa specializzata in agricoltura. La regione produce approssimativamente il 6% della carne e dei latticini, il 10% di tutto il grano russo, fornisce il 30% della produzione di frutta, il 60% dei semi oleosi, il 90% della produzione del riso e il 97% della produzione vinicola. Per ogni indicatore agricolo si trova sempre fra i principali produttori, molto spesso guidando la classifica. L’importanza della regione dal punto di vista

agricolo è emersa veramente solo dopo la disgregazione dell’Unione Sovietica e il conseguente “espatrio” di regioni a forte vocazione agricola, in particolare di Ucraina e Kazakhstan. Non ha conosciuto tuttavia in quegli anni un rapido sviluppo agricolo. Oggi nella regione di Krasnodar operano 300 mietitrebbie Laverda. Effettivamente, in confronto alle mietitrebbie di altre marche, si stanno dimostrando molto più remunerative e gli agricoltori russi sono estremamente soddisfatti della tecnologia, delle prestazioni e delle produttività offerte dalle macchine Laverda.


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Gli eventi

I costruttori tedeschi ospiti a Breganze Il VDMA ha riunito nello stabilimento delle “rosse” il consiglio direttivo Recentemente Laverda ha ospitato a Breganze la seduta del consiglio direttivo del VDMA Landtechnik, Verband Deutscher Maschinen- und Anlagenbau Landtechnik, (Associazione dei Costruttori Tedeschi di Macchine e Impianti, Tecnica Agricola). Per intenderci, si tratta dell’organizzazione che in Germania corrisponde alla nostra UNACOMA (Unione Costruttori Macchine Agricole). L’occasione è stata propiziata da Hermann Merschroth, presidente dell’associazione e managing director Fendt, presidente di Agco GmbH e membro del consiglio di amministrazione Laverda. Ben conoscendo la nostra azienda, Merschroth, in accordo con la direzione generale e con Angelo Benedetti, anch’egli delegato nel gruppo di presidenza VDMA, ha suggerito al consiglio direttivo di svolgere la seduta in Laverda. La proposta ha riscosso l’approvazione ed ecco che l’11 e il 12 marzo Laverda è diventata la cornice, ma anche in parte la protagonista, dell’incontro al vertice, di cui ha curato tutta l’organizzazione dalla logistica all’ospitalità. La delegazione, dopo avere assistito alla presentazione istituzionale di Laverda, dal passato all’attualità, è stata condotta in visita allo stabilimento produttivo, ove i delegati hanno avuto modo di constatare l’efficienza e la perfetta organizzazione del lavoro. L’azione ci conferirà un grande ritorno in

termini di visibilità presso i principali attori del settore in Germania, poiché i delegati stessi hanno espresso unanime apprezzamento per una realtà italiana di grande valenza quale Laverda. Alla luce di questo successo, anche la tedesca H.A.G., Hauptarbeitsgemeinschaft des Landmaschinen- Handels und -Handwerks (Associazione Direttiva del Commercio e

dell’Artigianato delle Macchine Agricole), ha richiesto la nostra ospitalità per la propria riunione direttiva. Ospitalità che non è certo stata negata e che ha visto la delegazione in visita presso Laverda venerdì 4 aprile. Anche in questo caso il riscontro è stato molto positivo. Simonetta Lambrocco

Fabbriche aperte, Laverda si presenta Mietitrebbie rosse in tour tra le fiere d’Italia. E a novembre appuntamento a Eima International Primavera intensa a Breganze alla vigilia dell’apertura della stagione della raccolta. Fabbriche aperte. La giornata Fabbriche Aperte avrà luogo domenica 8 giugno 2008, coinvolgerà quest’anno anche alcuni comuni limitrofi e vedrà, come di consueto, la partecipazione di Laverda. La manifestazione apre domenica mattina alle 9.30, ma già nella serata di venerdì 6 giugno un convegno dedicato al tema scuola/lavoro anticiperà le attività. L’evento suscita sempre interesse a Breganze e dintorni perché permette a tutti di visitare gli stabilimenti produttivi più interessanti dell’area. Ciò è di grande stimolo per Laverda, che vuole presentarsi al meglio e dimostrare ai propri concittadini, in particolare ai

giovani, la sua valenza sul territorio: lo stabilimento Laverda rappresenta l’eccellenza nel comparto della produzione di macchine agricole ed è sicuro punto di riferimento anche in termini di future opportunità per i giovani. Le “rosse” in giro per l’Italia. Le mietitrebbie rosse di Breganze sono state esposte in numerose Fiere locali e nazionali. Aprile, in particolare, le ha viste protagoniste in diverse località italiane. Dal 23 al 27 aprile 2008, la Società Caputo Macchine Agricole ha presentato una Laverda 255 Lcs Levelling System Integrale alla Fiera di Gravina di Puglia (Bari); dal 24 al 27 aprile 2008, la Società Ciampi Macchine Agricole ha esposto una Laverda AL Quattro nel corso della 47a

Fiera Nazionale dell’Agricoltura di Lanciano (Chieti); dal 24 al 27 aprile 2008, la Società Mozzetti Mario Macchine Agricole ha messo in mostra una AL Quattro in occasione della Fiera del Madonnino in località Braccagni, a Grosseto, nell’area di Maremma Fiere. Eima International. Intanto la prospettiva è già quella di organizzare al meglio la presenza di Laverda ad Eima International, il salone leader che si tiene in autunno. Quest’anno Eima si svolge dal 12 al 16 novembre. Laverda, e tutto il Gruppo Argo, danno fin d’ora appuntamento a Bologna: sarà l’occasione per fare un bilancio della campagna 2008 e per presentare le linee guida di strategie e prodotti 2009.


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I servizi

“Warranty System”, clienti più garantiti attraverso Internet In vigore dal 2006, consente una gestione rapida dei reclami e il monitoraggio in tempo reale del comportamento dei singoli prodotti Già all’inizio del 2006, Laverda ha messo a disposizione della propria rete di importatori, concessionari e distributori un sistema per la gestione tramite Internet dei reclami in garanzia. Il “Warranty System”, generato da uno studio intrapreso dal Gruppo Argo, è stato adattato alle esigenze di Laverda e alle richieste dei partner commerciali dedicati in particolare al prodotto mietitrebbia. La gestione della garanzia attraverso la rete permette di velocizzare il processo, dall’inserimento del reclamo, all’analisi, all’eventuale approvazione e, nel caso, al rimborso, consentendo lo scambio immediato di informazioni e immagini tra rivenditore e ispettore tecnico. Non solo. “Warranty System” si interfaccia anche con il sistema gestionale Laverda, grazie al quale aggiorna quotidianamente in modo automatico informazioni sui listini, sulle condizioni contrattuali e naturalmente sulle macchine.

Nella fase iniziale il partner commerciale Laverda ha la possibilità di inserire un proprio data base clienti che potrà successivamente aggiornare con la registrazione della messa in funzione (in campo) delle macchine, a far data dalla quale ha inizio il periodo di garanzia. A questo punto, il sistema è pronto a ricevere eventuali reclami fornendo in automatico, al semplice inserimento del numero di telaio della macchina in questione, tutti i dati relativi a quest’ultima e al cliente finale. Il concessionario Laverda procede all’inserimento a sistema dei particolari sostituiti. Questi vengono contabilizzati automaticamente sulla base del listino in vigore alla data di riparazione. Allo stesso modo è contabilizzata anche la manodopera, secondo le operazioni e i tempi stimati necessari in rapporto all’esperienza Laverda e ai diversi modelli di mietitrebbia.

Conclusa l’operazione di input, “Warranty System” controlla tutti i dati inseriti riguardanti la macchina e i particolari sostituiti, eliminando eventuali errori di digitazione o ripetizioni. Fortuite anomalie sui reclami inviati vengono evidenziate e comunicate al gestore della garanzia. I reclami inseriti vengono successivamente analizzati dall’area manager e, se approvati in garanzia, sono inviati automaticamente al servizio amministrativo per l’emissione della nota di accredito. Un ulteriore vantaggio è offerto dalla possibilità, per la rete di vendita Laverda, di verificare in tempo reale lo stato di avanzamento dei reclami e delle note di accredito, in modo molto semplice, attraverso l’interfaccia web di “Warranty System”. Inoltre, “Warranty System” permette l’estrapolazione di dati utili ai fini statistici e assicura un monitoraggio costante sul comportamento del prodotto.

Flaviano Novello, l’esperto che monitora le garanzie: «La nostra qualità continua a crescere» Flaviano Novello è un figlio d’arte: è entrato infatti in Laverda nel 1983 quando suo padre Andrea lavorava ancora in azienda, al reparto presse. L’inizio dell’attività l’ha visto impegnato per alcuni anni nei reparti produttivi, ma nel 1994 Flaviano è entrato nel team dedicato all’assistenza tecnica delle macchine. Principalmente attivo in Italia e nei Paesi europei fino al 2000, ha accumulato un eccellente bagaglio di esperienza che gli ha consentito di collaborare alla stesura di pubblicazioni tecniche destinate alla manutenzione e alla riparazione delle macchine. Dalla fine del 2000 si occupa della gestione delle garanzie, calcolando costi e stilando statistiche. Oltre a questo, redige istruzioni di montaggio per i kit che vanno applicati alle macchine ed è impegnato nella stesura dei tempari. Ciò implica un suo coinvolgimento anche in officina, dove verifica i tempi necessari ad ogni operazione relativa alle attività di garanzia. Da questi test scaturisce una tavola, su cui esprime il calcolo dei tempi e la stima dei

conseguenti rimborsi, ove la riparazione sia effettivamente riconosciuta in garanzia. “Sono soddisfatto - dichiara Flaviano - perché confronto le statistiche e vedo che la qualità dei nostri prodotti è sempre in crescita. Il mio augurio per il futuro? Che Laverda continui così!” Simonetta Lambrocco

La AL Rev, nuova nata nella gamma delle autolivellanti.


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L’ album

Dal vapore alla nuova forza elettrica Inizia nel 1902 l’elettrificazione dell’industria breganzese Maggio 1902: con una lettera alla ditta Belloni di Milano Pietro Laverda decide l’acquisto di un alternatore e tre motori elettrici. Si apre così una nuova fase di crescita del suo laboratorio artigianale, ormai avviato a diventare una industria di livello nazionale. Certamente i primi anni di attività del meccanico dovevano essere stati davvero duri: la piccola officina installata nella casa natale, sulle colline di San Giorgio di Perlena, era priva di qualsiasi forma di forza motrice. Trapani, seghe, pialle, tutto era azionato a mano con grande sforzo e con evidenti limiti produttivi. Per ogni lavorazione complessa si doveva ricorrere a più attrezzate officine di Vicenza o Verona. Solo alla fine degli anni ‘80 del secolo XIX, una volta trasferita e avviata la nuova officina a Breganze, Pietro, visto anche il buon andamento degli affari, decise di dotarsi di una locomobile a vapore per azionare le varie macchine utensili. Era quella, per l’epoca, la fonte di energia più diffusa nei luoghi dove non era disponibile l’energia idraulica di fiumi o canali, che da secoli azionava mulini, segherie e magli. L’investimento da compiere era notevole e così si mise in società con altri due artigiani, Giovanni Tapparello e Girolamo Guerra, che già collaboravano con lui nella fabbricazione di sgranatoi e trebbiatrici. Furono addirittura due le macchine acquistate nel settembre del 1893, per la notevole somma di 3390 lire, dalla fabbrica Tobias Geisler di Vicenza, che provvedeva anche alla revisione periodica. La macchina a vapore, funzionante a carbone, trasmetteva il moto, tramite un sistema di cinghie e pulegge, alle macchine utensili situate nei diversi reparti. Ma è all’alba del nuovo secolo che anche a Breganze si inizia a pensare all’uso dell’energia elettrica per muovere le macchine. È uno dei figli di Pietro, Francesco, che rivolge le sue notevoli doti intellettuali verso questo settore. Va a Milano e frequenta gli sta-

bilimenti della Edison diventando un esperto elettromeccanico. Così nel 1902 inizia l’avventura della elettrificazione della fabbrica Laverda. La fonte di energia più prossima a Breganze è data dal canale Mordini, importante opera di ingegneria idraulica che sfrutta le acque del torrente Astico. Completato nel 1864, già ospita lungo il suo corso numerosi opifici, principalmente aziende tessili che ne sfruttano direttamente la forza idraulica. Pietro Laverda ottiene una concessione e installa una ruota a pale che muove un alternatore da 50 CV con tensione a 2000 volt. Il luogo dista dalla fabbrica circa tre chilometri e occorre quindi stendere una linea elettrica a media tensione e utilizzare un trasformatore per ottenere i 200 volt per alimentare motori e illuminazione. Deve passare quasi un anno perchè tutte le apparecchiature siano installate e collaudate. In breve tempo alcuni motori elettrici prendono il posto delle locomobili per far girare le linee di lavorazione. Da buon imprenditore Pietro decide di vendere il surplus di energia prodotta e così costituisce una nuova società, la “Pietro Laverda e Figli” per la produzione e la distribuzione dell’energia elettrica nel comune di Breganze e in quelli limitrofi. Ben presto molti opifici della zona si allacciano alla rete e così pure istituti religiosi e case borghesi. Anche i comuni si fanno installare una rete di illuminazione pubblica. La domanda cresce rapidamente tanto che la produzione della piccola centrale idroelettrica non basta più e dopo pochi anni si deve ricorrere all’acquisto di energia dalla società Guarnieri di Bassano, che opera sul fiume Brenta con impianti ben più potenti. L’utilizzo della “nuova forza elettrica”, come viene definita nella corrispondenza, è un salto tecnologico e produttivo fondamentale per le ambizioni industriali dei Laverda e perciò viene ampliamente pubblicizzato, come dimostrano le molte lettere di Pietro ai suoi

principali clienti e le diciture poste in bella evidenza sulle carte commerciali. Così scrive Pietro ad un cliente importante: “Sappia ancora che ora ho una produzione maggiore avendo l’energia elettrica e perciò gli oggetti vengono costruiti anticipatamente con più commodo e perciò di miglior riuscita”. Intanto il figlio Francesco studia l’applicazione dell’elettricità in svariati campi; concepisce un rocchetto elettromagnetico a basso consumo che applica al suono delle campane costruendo un carillon per venti campane nel campanile di Breganze; progetta e applica impianti elettrici a filande, caseifici, molini. Anche alcune macchine agricole di produzione Laverda, principalmente gli sgra-

Francesco Laverda sr. (1880-1923), figlio di Pietro Laverda e pioniere delle applicazioni elettromeccaniche nel vicentino.


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natoi per il mais, vengono motorizzate. Nel frattempo però i gravi problemi di salute che affliggono il giovane Francesco privano la famiglia e la stessa realtà industriale vicentina di un contributo tecnico di grande valore che lasciava intravvedere grandi possibilità di sviluppo. La società di produzione elettrica ha un ulteriore importante sviluppo negli anni della Grande Guerra, quando Breganze diventa uno dei centri nevralgici delle retrovie dell’esercito italiano, con molte officine di manutenzione e addirittura una fabbrica di apparecchi telefonici e telegrafici. Chiusa la parentesi bellica l’impegno nella gestione della rete elettrica, stante la grande diffusione che sta avendo anche per usi civili, si rivela troppo gravoso e i Laverda prima la subappaltano a due tecnici locali e infine, nel 1919, cedono la società alla Guarnieri di Bassano per concentrarsi definitivamente nella produzione delle macchine agricole. È la conclusione di un’esperienza pionieristica che ha visto un piccolo paese della campagna vicentina porsi all’avanguardia delle moderne scelte tecnologiche e produttive. Piergiorgio Laverda In alto: il canale Mordini con le chiuse di Sarcedo. Nel piccolo edificio a destra lungo la riva era installata la centralina elettrica Laverda. In alto a destra: una rara immagine dell’officina Laverda nel 1910; ben visibile il sistema di trasmissione a cinghie e pulegge che muoveva le macchine utensili. A fianco: intestazione commerciale della Società Elettrica Laverda e dell’Officina Macchine Agricole a forza elettrica. Infine, dal catalogo del 1911, uno sgranatoio per mais a grande produzione azionato da un motore elettrico.


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La storia, le storie

La ciliegia, ambasciatrice di un territorio Come altri prodotti di nicchia (asparago, olio, mais rosso) fa conoscere nel mondo la fascia collinare veneta La fascia collinare pedemontana del Veneto è culla di un’agricoltura di grandi qualità e storia. Qui, dove l’ingegno dei Laverda ha creato, a Breganze, i presupporti per una meccanizzazione della raccolta, le coltivazioni hanno sempre avuto un ruolo privilegiato. E non solo quelle di più vasta diffusione, le distese cerealicole o la tradizione del vigneto, che ancor oggi, come secoli fa, coinvolge ogni famiglia. La cultura agricola della zona ha sempre curato anche prodotti di nicchia di prestigio. Ad esempio gli asparagi bianchi, specie nell’area di Bassano del Grappa e dintorni, il rosso mais Marano, o l’olio di oliva, da sempre prodotto nella fascia collinare che dal Bassanese corre verso Marostica, Breganze e l’Alto Vicentino. Ma il prodotto che più di ogni altro forse richiama la suggestione di questo territorio, ricamando di delicate candide “esplosioni” floreali primaverili tutta la fascia collinare, è la ciliegia. Da sempre costituisce anche una forma di reddito degli agricoltori, la cui passione ha saputo farne un prodotto di grandissimo richiamo. La ciliegia “regna” su tutte le colline ma il centro che più ha saputo curarne l’immagine è senza dubbio Marostica, che le dà anche il nome. La ciliegia di Marostica (tracce perfino in documenti del ‘400), infatti, ha conquistato il marchio di origine della Igp (Indicazione geografica protetta). Il disciplinare di produzione la colloca nel territorio di pochi comuni: Marostica, Breganze, Mason Vicentino, Molvena, Pianezze, Bassano del Grappa (solo la zona in destra Brenta), Breganze, Salcedo, Fara Vicentino, una parte di Schiavon. Mezzo secolo fa sorse a Mason Vicentino la “borsa” delle ciliegie, che raccoglieva quasi tutta la produzione dell’area

collinare. Il Consorzio nacque nel 1957 e ancor oggi raccoglie e distribuisce i frutti coltivati su circa 460 ettari di terreni collinari, fertili e ricchi, che danno un prodotto dolce e cuoriforme. Tra maggio e giugno si svolgono le principali feste delle ciliegie. Tre le sagre più importanti: a Pianezze per la qualità “Sandra”; a Marostica la manifestazione a valenza provinciale (qui vanno molto i “duroni” e le biancorosse “marostegane”); e Mason Vicentino chiude il ciclo con la ciliegia “tardiva”. Anche grazie alla ciliegia Marostica ha consolidato la sua immagine nel mondo di borgo medioevale molto appetito dai turisti per l’altra sua specialità, stavolta folcloristica, della Partita a scacchi a personaggi viventi, con cadenza biennale: proprio quest’anno tornerà a settembre (dal 12 al 14) la fastosa rappresentazione in

Laverda S.p.A. via F. Laverda, 15/17 - 36042 Breganze [VI] Italia t. +39.0445.385311 f. +39.0445.873355 info@laverdaworld.com www.laverdaworld.com

costumi rinascimentali, con 550 figuranti, ripetuta più volte davanti a tribune colme di oltre quattromila spettatori. La Partita e la ciliegia, sospinte con i loro eventi da oltre ottant’anni dalla passione e dall’impegno dei marosticensi, hanno fatto di questa cittadina un gioiello dell’immagine della bella Italia da conoscere.

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ANNO VIII  
ANNO VIII  

L’intesa Laverda-Agco dà ottimi segnali Intanto in Italia riparte il settore mietitrebbie e le “rosse” volano al + 36 per cento Nel 2007 il...

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