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Valle di Suèssola Sanfelice Oggi

Periodico d’informazione fondato nel 1981, edito dall’Associazione Culturale Valle di Suèssola

Anno XXX n.06

(Arienzo, Cervino, San Felice a Cancello, Santa Maria a Vico)

Anche la Polis di San Felice a Cancello tra i promotori

I tempi stanno cambiando e anche le coscienze si risvegliano. Sarà merito o colpa di internet, dei telefonini, della globalizzazione, della sete di libertà e giustizia che sta esplodendo ad ogni latitudine, fatto sta che anche nella Valle di

stesse ditte che si presentano”) che, ora, sarà compito degli inquirenti passare al setaccio verificando eventuali infiltrazioni sospette. Ad Arienzo il PD con il segretario Nicola Zimbardi ha chiesto un incontro col Sindaco Giuseppe Medici sulla questione degli impianti eolici sulle colline tifatine (zona Cri-

San Felice a Cancello: sindaco e giunta comunale Da sn.: Mario De Rosa, Carmine Palmieri, il sindaco Emilio Nuzzo, Gianni Esposito pres. Cons. Com., Corrado Colella Suèssola i tempi sembrano acce- sci, Costa e Signorindico) dopo che lerare. Qualche giorno fa a S. Ma- la Regione Campania ha convocaria a Vico, in pieno Consiglio Comu- to la relativa Conferenza dei servinale, l’on. Enzo D’Anna ha solle- zi. Infine, a S. Felice a Cancello, vato il coperchio sulla “pentola” dopo l’insediamento del neo-Sindadegli appalti pubblici facendo veni- co Emilio Nuzzo e Giunta Comure a galla un andazzo (“sempre le continua a pag. 2

Per gli 80 anni di mons. Francesco Perrotta si muove il gotha della politica provinciale Tutti, ma proprio tutti, eccetto uno, i politici nostrani erano presenti venerdì pomeriggio 24 giugno per festeggiare gli 80 anni di don Ciccio Perrotta. Dal presidente dell’Amministrazione provinciale, on. Domenico Zinzi, all’assessore provinciale al turismo e attività produttive avv. Carlo Puoti; dai sindaci Alfonso Piscitelli (S. Maria a Vico), Geppino Medici e signora (Arienzo), Biagio di Nuzzo sindaco f.f. di Cervino, rag. Mario Passriello già sindaco di San Fe-

Fondatore Arturo Morgillo

Giugno 2011

Distribuzione gratuita presso gli inserzionisti dei Comuni della Valle di Suèssola

Un’unica grande città …e noi siamo sempre d’accordo Arturo Morgillo

Direttore Alfonso Morgillo

lice a Cancello e atttuale coordinatore del neo sindaco Emilio Nuzzo. E poi, l’on. Pasquale Puoti, il vice sindaco Ernesto Savinelli, l’ass.ai LL.PP. rag. Andrea Pirozzi, l’imprenditore Mario Papa, l’ing. Felicetto Guida. Docenti universitari e liceali: Aniello e Marina Montano, Jolanda Capriglione, Mariano Nuzzo, Maria e Raffaele Perrotta. Non abbiamo visto l’on. Enzo D’Anna né tantomeno il vescovo di Acerra Rinaldi! E. P.

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Bombe a S. Maria a Vico Nella notte fra il 9 ed il 10 giugno bomba carta davanti all’abitazione del rag. Andrea Pirozzi, assessore ai LL.PP. Nel consiglio comunale del 14 scorso l’on. Enzo D’Anna attacca pubblicamente l’ingegnere capo del Comune Nella notte tra il giovedì ed il venerdì 9-10 giugno un boato fragoroso desta l’attenzione di molti cittadini fra Santa Maria a Vico ed San Felice a Cancello: una bomba carta è stata lanciata in località sant’Apollonia davanti all’abitazione del rag. Andrea Pirozzi, assessore ai lavori pubblici a S. Maria a Vico, producendo enormi danni. Poche ore dopo l’amministrazione comunale santamariana fa affiggere un pubblico manifesto ove rende la propria solidarietà all’assessore Pirozzi e stigmatizza quanto ac-

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cerimonia donna Santa Maria a Vico

Tiziana e Simone promossi in classe internazionale Dopo le previste sei tappe del campionato italiano, Tiziana Morgillo, nostra collaboratrice, ed il suo partner Simone Santoro, si sono classificati terzi nella finale dei campionati italiani 2011, categoria 19/ 34 anni A1, svoltisi a Rimini il primo giugno scorso. Tiziana e Simone si sono confrontati con decine e decine di coppie provenienti da tutta Italia ed in seguito al risultato ottenuto sono stati promossi in classe internazionale (l’equivalente Champions League del calcio). Nemmeno il tempo

Tiziana e Simone premiati di festeggiare che ad agosto disputeranno la loro gara internazionale in Germania. Tiziana e Simone gestiscono la scuola di ballo Magic Dance a San Felice a Cancello, ove bambini, adolescenti ed adulti si allenano quotidianamente. Il 7 luglio saggio di fine anno della Magic Dance nella piazza Giovanni XXIII di San Felice a C.: balli di coppia (liscio, standard, latino americani, caraibici), balli di gruppo, danza moderna, hip hop. Accorrete tutti. Emanuela P.

Il periodo storico 1860 – 1870: ciò che a scuola non si insegnerà mai perché, ancora oggi, lo Stato Italiano ha vergogna del suo passato e non vuole che si sappia. A tutti i Comuni del Sud Italia: eliminare dalla propria toponomastica cittadina e scolastica il nome di Cavour gridato “indietro Savoia”. Con l’ultima parte, a pag. 3, termina il primo nostro intervento per ripristinare la verità sui fatti. Ripetiamo ancora una volta che unire l’Italia era il sogno di moltissimi italiani già molti secoli prima del 1860. Giuseppe Mazzini, tra gli altri, desiderava una Italia libera e repubblicana. Il conte Camillo Benso di Cavour, invece, voleva quella che poi ha realizzato con la forza, con le uccisioni, con le rapine, con la schiavitù del Sud Italia. E noi proponiamo a tutti i Comuni del Sud Italia di eliminare dalla propria toponomastica cittadina e scolastica, il nome di questo manigoldo, di questo ladro, di questo assassino, di questo farabutto e dei suoi compari.

L’arienzano Pietro Terracciano in serie A col Catania calcio pag. 7 A Santa Maria a Vico

Raduno della Protezione Civile Domenica 3 luglio piazza Roma

Tiziana e Simone in gara

Festa del volontariato Andrea Piscitelli

Festa grande sabato 18 giugno presso la sede operativa dell’Associazione Sentieri Nuovi di S. Maria a Vico per la Festa del volontariato-Biblioteca sociale-150 anni dell’Unità d’Italia. Indiscussa padrona di casa: Sandra Migliacci, che ha saputo catalizzare l’attenzione degli invitati, delle istituzioni pubbliche, scolastiche e del volontariato su temi di stretta attualità. Facciamo crescere questo seme - esordiva Sandra - e diamo una mano attiva e fattiva a Bar Gelateria

Chi ama Napoli e la visita in questi ultimi tempi prova una grande amarezza. Il degrado di questa grande e bella città ha raggiunto vertici che possono diventare irreversibili. L’immondizia abbandonata per strada ha raggiunto persino Parco Margherita, la via dell’antica nobiltà e della moderna plutocrazia. La pavimentazione stradale è ovunque sconnessa. Il centro della città è paralizzato dai decennali lavori per la costruzione di una nuova metropolitana la cui linea è parallela a quella della metro-

questo progetto sul territorio, a questo faro, a questo punto di riferimento, che tra mille difficoltà cerca di arginare esigenze e problematiche del mondo adolescenziale. Una stoccata palese alle istituzioni con l’invito ad essere più presenti verso questi progetti a sfondo sociale, ma anche un monito esteso ai presenti a voler collaborare e un ringraziamento a quanti con sacrificio ed abnegazione già collaborano nel palinsesto dell’Associazione. continua a pag. 2

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Masaniello è tornato politana esistente e alla Cumana. La vita sociale e produttiva di Napoli è paralizzata da questa invivibile situazione e corre voce che anche San Gennaro abbia chiesto di essere esonerato dall’incarico di proteggere una città abbandonata dall’incuria dei suoi governanti al predominio della delinquenza. Nel corso della sua lunga vita Napoli, coeva di Roma, ha conosciuto altri momenti di degrado diffuso e ha avuto l’orgoglio di reagire. Reagire senza avere la calma e la possibi-

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La guerriglia post unitaria

Antonio Gramsci: “Lo Stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole, fucilando, contadini poveri che scrittori salariati tentarono di infangare col marchio di briganti”. D. Guida ...il grande brigantaggio, quello dopo l’Unità, più che un tentativo controrivoluzionario messo in atto dalla monarchia borbonica e dalla Chiesa, fu una grande protesta armata dei contadini meridionali contro i nuovi carichi imposti dal cosidetto Stato unitario e liberale; e fu una rivolta contro l’oppressione economico-sociale dei “galantuomini”. Di fronte alla ribellione contadina,... si diede vita ad una macchina repressiva spietata, cieca, indiscriminata: fucilati a trenta-quaranta per volta i briganti o presunti tali e inceneriti interi paesi, rei di aver

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Unità d’Italia: idea ottima, attuazione pessima

Mario Campagnuolo

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caduto. E con un secondo manifesto convoca un pubblico consiglio comunale per il martedì 14 seguente. Ed in consiglio comunale, alla presenza di autorità pubbliche e private, di forze dell’ordine, l’on. Enzo D’Anna, deputato alla Camera di Montecitorio, attacca senza mezzi termini, facendo nome e cognome ,l’ing. capo del Comune di Santa Maria a Vico. L’indomani i Carabinieri si portano sul Comune e sequestrano tutti gli atti dell’Ufficio Tecnico. C.F.

e paesi limitrofi

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Valle di Suèssola dalla prima pagina... dalla prima pagina ... dalla prima pagina ... dalla prima pagina...

Un Referendum che deve far riflettere tutti: politici e cittadini Comune

Elettori

Votanti 47,26% 47,31% 50,74% 52,98%

Ref. N.1 si no 97,49 2,51 98,20 1,80 98,02 1,98 97,71 2,29

N.2 si no 98,11 1,89 98,78 1,22 98,41 1,59 97,96 2.04

N.3 si no 96,51 3,49 97,72 2,28 97,27 2,73 96,52 3,48

N.4 si no 95,51 4,49 97,94 2,06 96,91 3,56 96,44 3,56

Arienzo 4.170 Cervino 4.026 S. Felice a C. 13.496 S. Maria a Vico 10.847 Totale Valle di Suèssola 32.539

49,52%

97,78 2,14

98,31 1,68

97,00 2,99

96,70

Caserta 62.112 Aversa 40.504 Marcianise 30.308 Maddaloni 30.181 S. Maria C. Vet. 26.364 Mondragone 20.658 Sessa Aurunca 18.267 Orta di Atella 17.685 S. Nicola La Strad. 16.604 Castel Volturno 16.460 Casal di Principe 15.497 Capua 15.230

57,70% 48,91% 51,74% 43,63% 53,98% 38,14% 57,26% 52,91% 61,82% 28,87% 38,14% 54,61%

97,70 97,13 98,43 97,25 97,62 97,74 97,88 98,40 98,20 97,00 98,62 97,92

98,26 97,51 98,61 97,44 98,24 98,01 98,13 98,42 98,54 97,31 98,68 98,29

96,20 96,16 97,32 96,47 96,96 96,86 97,31 97,33 96,43 95,43 97,38 96,66

96,32 96,20 97,84 96,59 96,21 96,61 96,01 97,42 97,08 94,96 97,50 96,93

2,30 2,87 1,57 2,75 2,38 2.26 2,12 1,60 1,80 3,00 1,38 2,08

Un’unica grande città nale composta da Mario De Rosa, Carmine Palmieri, Arcangelo Esposito, Corrado Colella, (mentre andiamo in stampa non è ancora stato nominato il quinto assesore), presidente del Consiglio Comunale Gianni Esposito, ai quali auguriamo buon lavoro, una lodevole iniziativa è partita dalla Pro-Loco Polis circa la “fusione dei Comuni della Valle di Suèssola”. Tale idea-progetto, che dovrà essere supportata da un ampio dibattito, si propone di “affrontare con più incisività le varie problematiche di carattere amministrativoistituzionale, sociale, economicofinanziarie, fiscalità di vantaggio e avviare uno straordinario volano di sviluppo contro la crisi in una economia sempre più globalizzata”. “La città a cui noi pensiamo- si legge nel documento ufficiale, firmato dal presidente del sodalizio Domenico Delle Cave, e recapitato il mese di aprile scorso ai Sindaci di Arienzo, Cervino, S. Maria a Vico e al Commissario Prefettizio di S. Felice a Cancello (e al neo Sindaco Nuzzo) e anche a noi di Valle di Suèssola – è quella che dovrà interpretare un processo di adeguamento delle infrastrutture economiche e sociali per un futuro già alle porte e che, dunque, richiederà di saper intercettare i sostegni finanziari allo sviluppo dell’intera Valle di Suèssola in modo funzionale ad una logica di sistema e non più, com’è stato finora in modo estemporaneo o, peggio, ancorato ad iniziative singole e unilaterali che hanno visto separati i quattro Comuni e che hanno determinato molte contraddizioni nell’assetto amministrativo del nostro territorio”. “Dalla recessione economica non si esce se si resta piccoli e divisi, ma in questo nostro territorio così uguale dal punto di vista geo-politico, progettando e

costruendo una grande città nella quale, in modo partecipato, democratico e pluralistico i contenuti programmatici e le modalità di attuazione siano un’assunzione di responsabilità anche verso le generazioni future”. In conclusione, si auspica un grande dibattito tra le forze sociali, culturali, politiche su tale questione. Intanto, noi come giornale locale apprezziamo l’iniziativa della ProLoco Polis di S. Felice a Cancello perché riprende un tema molto sentito in alcuni strati della popolazione e sul quale abbiamo scritto numerose volte: uniti si vince, divisi si perde! Che non voleva essere solo uno slogan! Abbiamo anche sottolineato che occorreva superare localismi e personalismi, guardare al di là del proprio orticello, avere una visione d’insieme diffidando degli scettici che hanno sempre secondi fini. Unire le forze è possibile, anzi doveroso oggi più che mai, con i problemi e le inquietudini dell’area metropolitana di Napoli che avanzano impetuosi e rischiano di travolgerci. La nostra zona e, auspichiamo per il futuro, la nostra grande città di circa 50mila abitanti , intanto, sarebbe la terza della provincia di Caserta, poi, considerata la vicinanza di svincoli di varia natura potrebbe rappresentare l’ideale territorio per tante funzioni e una alternativa possibile e regolata, in termini ambientali e residenziali, agli affollamenti invivibili dei grossi centri urbani. Questa idea-progetto, infine, terrebbe conto della storia passata, la città di Suèssola, la sua vita, i suoi confini e funzioni, della storia presente fatta di lacerazioni ed egoismi dei quattro Comuni da superare necessariamente pena un fatale e triste declino, della storia futura che può essere di sviluppo e progresso.

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1,74 2,49 1,39 2,56 1,76 1,99 1,87 1,58 1,46 2,69 1,32 1,71

3,80 3,84 2,68 3,53 3,04 3,14 2,69 2,67 3,57 4,57 2,62 3,34

Siamo, perciò, pienamente d’accordo con la Polis e suggeriamo di allargare l’invito alle forze e personalità che già in passato hanno sostenuto tale idea di unione: l’exsenatore Pasquale Ferrara, il Preside Marco Mauro, Don Ciccio Perrotta, il rag. Domenico Guida, il prof. Alfonso Morgillo, solo per fare alcuni nomi. Certo è che tale idea, oltre che una necessità amministrativo-istituzionale, risponde e interpreta le esigenze dei tempi e delle generazioni future. E così i nostri giovani avrebbero in loco il” futuro” senza emigrare in cerca di lavoro.

Dopo aver dato una lettura ai risultati del Referendum, a prescindere dal risultato positivo per questo o per quell’altro, si evince ancora una volta che l’unione farebbe la 3,30 forza della nostra terra. Anche in fatto di elettori la Valle di Suèssola unita 3,68 è la terza città della pro3,80 vincia di Caserta, dopo il 2,16 capoluogo ed Aversa. 3,41 Per quanto riguarda il 3,79 numero degli abitanti la 3,49 nostra valle potrebbe ad3,99 dirittura arrivare a 2,58 cinquantamila unità con2,92 siderando che nel nostro 5,04 territorio ci sono frazioni 2,50 maddalonesi come Mes3,07 sercola, San Marco, Montedecoro, Pioppolungo, Grotticella, che geograficamente appartengono appunto alla Valle di Suèssola.

lità di pensare non ha buoni effetti se non sovviene la buona sorte. L’esempio storico che mi sovviene nei giorni che seguono la scelta del nuovo sindaco è quello di Masaniello. Nel 1647 Napoli viveva il periodo più degradante della sua storia. Da un secolo e mezzo l’antica capitale di un regno ambito era stata trasformata nel capoluogo di una terra da sfruttare. Si cavavano soldi anche dai più poveri che dovevano pagare tasse per sopravvivere. Il popolo si rivoltò ai gabellieri e scelse come capo un giovane esuberante e facondo. Il suo successo durò solo dieci giorni e fu ucciso da chi l’aveva scelto. Entrò nella leggenda e ancor oggi i napoletani sperano che ci sia tra loro un Masaniello che li vendichi da chi li ha sfruttati. Il compito del nuovo Sinda-

L’11 giugno del 2001 moriva l’on. Angelo Manna Il paladino della napolitanità e dell’Italia del Sud libera dai piemontesi ci lasciava all’età di 66 anni

Festa del volontariato Presenti, tra gli altri, Gennaro Castaldi, presidente dell’Asso.Vo.Ce; Angela Valentino, presidente della consociata Solidarietà Cervinese e Tina Caputo responsabile di Leo Amici di Valle di Maddaloni. Un rapido exursus per quanto riguarda il volontariato con una dettagliata cronistoria esposta ai presenti suscitano il plauso degli invitati; poi dettagliati ragguagli sulla biblioteca sociale con tutto il lavoro fatto in un anno. A chiudere l’Inno di Mameli e un passo significativo dell’impresa garibaldina, appannaggio dei ragazzi, a suggello di una serata davvero piacevole. L’incontro si chiudeva in un tripudio generale a testimonianza dell’attaccamento di grandi e piccini a questo germoglio, ormai una realtà sul territorio, che piano piano sta crescendo innaffiato dalla bontà e dall’amore di tutti coloro che credono in questo progetto di crescita e di socializzazione.

Giugno 2011 Masaniello è tornato

L’on. Angelo Manna

L’11 giugno del 2001, all’età di anni 66, moriva l’on. Angelo Manna. Giornalista, poeta, scrittore, saggista, ha curato: L’Inferno della poesia napoletana (Ed. ‘74, ‘76 e ‘91); la traduzione e il commento de Le Fonnachere dal Pentamerone di G.B. Basile (‘78); Cose di Napoli (‘78); Care paisane (Ed. ‘80, Rist. 2002); ‘A mazza e ‘o piuze (‘80); Politicanti e Intellettuali fra dissacrazione e abiure (‘91); Note per una controstoria del cosiddetto Risorgimento (‘91); Quando il pudore è spudorato ... (‘93); Sunettiatella quase quase sentimentale (‘95); ‘O quatto ‘e Parrucchiere uomo-donna

Maggio (‘96); In primis le ferie ... (‘96); Briganti furono loro: quegli assassini dei fratelli d’Italia (‘97); 1799: morte a li Francise (‘99); Napule e io (‘99). Ha realizzato anche monografie su: Nicola Capasso; Luigi Molinaro del Chiaro; Emmanuele Rocco (‘96). Ha curato la riedizione del trittico di Bartolomeo Capasso: Napoli greco-romana, Masaniello e La Vicaria vecchia. Ha scritto la prefazione alla ristampa anastatica delle meSanfelice Oggi

co è immane. Non si sa neppure da dove possa cominciare. Non bastano le sole forze di una città soffocata in una megalopoli che và da Castellammare a Pozzuoli e si spinge fino alle soglie di Caserta e di Nola. Una megalopoli cresciuta senza confini e senza leggi. Napoli ha bisogno di tutti per risollevarsi. La Regione, l’Italia e la Comunità Europea devono essere coinvolte in quest’opera di salvataggio. Non si può lasciare morire un popolo, ma è necessario che questo popolo prenda coscienza del suo degrado e collabori. Anche, per fare l’esempio più banale, differenziando l’immondizia. Perché, se il popolo deluso elimina questo nuovo Masaniello come ha fatto con il primo, neppure il Padre Eterno lo potrà salvare. morie storico-diplomatiche della città di Acerra di Gaetano Caporale Postumi, a cura della sua famiglia e dei suoi amici, sono stati pubblicati: Quando l’Italia era solo il Sud; Gli Angiò di Napoli; Partenope, le Sirene e Ulisse; ‘O mmio. Il nostro problema - ripeteva Angelo Manna - è ancora l’unificazione italiana e la par condicio fra tutte le popolazioni unificate: robette che ci spettavano per diritto e che stiamo ancora aspettando, dal 1860, anzi da prima: da quando Italia era solo il Sud. L’on. Angelo Manna è stato anche consigliere comunale a San Felice a Cancello ove ha lasciato un ricordo indelebile nella memoria di tutti.

Valle di Suèssola

Periodico d’informazione fondato nel 1981, edito dall’Associazione Culturale Valle di Suèssola Direttore: Alfonso Morgillo Direttore Responsabile: Arturo Morgillo

Via Nazionale, 92 - 81028 SANTA MARIA A VICO (Ce) tel. 0823. 808160 - 808360, fax 0823. 808160 - 808360 E-mail: ass.valledisuessola@libero.it Collaboratori: Mario Campagnuolo; Antonio Crisci; Vincenzo Crisci; Alfredo D’Addio; Asmà Es-Souni; Valerio Esca; Alfonso, Clemente e Mayra Ferrara; Carmela e Fortuna Fico; Vincenzo Guadagnino; Domenico e Vincenzo Guida; Vincenzo Isernio; Diego Martinisi; Maria Sofia Massaro; Marco Mauro; Luigi Mazzone; Ivan e Selenia Morgillo; Tiziana Morgillo; Valerio Nobile; Gelsomina Nuzzo; Claudio Onorati; Antonio Passariello; Francesco e Maria Perrotta; Andrea Piscitelli; Alfonso Russo; Antonio Solli. Gli articoli firmati esprimono il pensiero dell’autore. La collaborazione, aperta a tutti, è a titolo completamente gratuita. Foto e manoscritti, anche se non pubblicati, non si restituiscono.

Stampa: Segni s.r.l. - 81100 CASERTA Registr.: Tribunale di S. Maria Capua Vetere n. 275 del 29.1. 1982 Vietata la riproduzione di qualsiasi parte del giornale con qualsiasi mezzo

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Giugno 2011

Valle di Suèssola

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Unità d’Italia: idea ottima, attuazione pessima

I messaggi di Gesù e di sua mamma

La guerriglia post unitaria

Dopo la presentazione fatta nei numeri precedenti, iniziamo la pubblicazione dei messaggi che Nostro Signore Gesù Cristo e la sua dolcissima Madre inviano, da ben trent’anni, ad una creatura di Marigliano - Chi ha ascoltato questi messaggi, e chi per la prima volta li leggerà, sappia che devono essere custoditi con amore, perché, rileggendoli nella bisogna, possa ritrovarsi in essi. “Dopo l’ 8 dicembre 2006, Serva fedele, dirai alle crea- dovevo? Devo servire la sua che ha visto piangere la Ver- ture qui presenti, che la Mam- voce ogni qual volta mi chiegine, collocata all’ingresso ma celeste le benedice, per- derà di porgere la sua parola del cimitero di Marigliano (Na- ché la loro voce è arrivata al alle creature che saranno prepoli), poiché il popolo non ha suo cuore. senti al Rosario riparatore? avuto fede abbastanza per riDopo il canto finale, ho pre- Parla Gesù, il mio cuore ti spondere a questo segno di- gato il gruppo presente affin- ascolta. vino concesso da Dio, a di- ché potesse ascoltare quanto Io, il tuo Signore, sono acstanza di due anni, e precisa- la Mamma celeste mi aveva canto a te, serva fedele, permente nella servitù dell’ 8 di- ordinato di riferire”. ché tu possa in tranquillità cembre del 2008 la Vergine servire quanto la Madre mia Maria manifestava rammarivorrà dire alle creature, che co a me, tramite segnato da saranno in preghiera ai suoi Dio, per non averLa sostenupiedi. ta con la preghiera presso l’AlCome sei stata il tramite tra tissimo. me e le creature della terra, Indegnamente, la sottoscritcosì lo sarai con la Mamma ta ha iniziato un Rosario ripaceleste, desiderosa di convoratore ai piedi della Mamma gliare con la sua materna paceleste da tenersi ogni venerrola le creature al cuore del dì al cimitero. Padre mio. Attendi, nella gior21 febbraio 2009 Durante la recita del Santo Gesù, ieri al cimitero la tua nata stabilita per la recita del Rosario, iniziata il 6 febbraio Mamma mi ha parlato ed io ho Santo Rosario, che la Mam2009, di venerdì 20 febbraio e riferito ai presenti quanto se- ma mia e vostra ti conceda la precisamente al 4° mistero gue: sua parola perché tu la serva glorioso ho sentito la voce delDirai alle creature qui pre- a coloro che in umiltà la fala Vergine che diceva: “Figlia senti che la Mamma celeste le ranno propria. Ti benedico fidiletta”, ed io, come di con- benedice perché la loro voce glia diletta e ti auguro di prosueto, ho risposto: “parla, la è giunta al suo cuore. cedere con la fede che distintua serva ti ascolta”. Ho sbagliato Gesù? Non gue una creatura di Dio.

Il periodo storico: 1860 – 1870 Dal gennaio ad ottobre del 1861 si contavano nel Regno delle Due Sicilie 9.860 uomini fucilati, 40 donne e 60 ragazzi uccisi, 10.604 feriti, 918 case arse, 6 paesi bruciati, 12 chiese devastate, 1.428 Comuni insorti in armi, 13.629 imprigionati - Intere famiglie arrestate senza il minimo pretesto Possibile, come il governo piemontese ha obbligato sempre a credere, che 1.500 uomini comandati da due o tre vagabondi tennero testa a un esercito regolare di 120 mila uomini?Pontelandolfo (BN): 5.000 abitanti, rasa al suolo dai piemontesi Domenico Guida (Sesta ed ultima parte) Tra le più note fu Michelina De Cesare nata a Caspoli (Mignano Montelungo) il 28 ottobre 1841 aveva appena vent’anni quando conobbe Francesco Guerra, sergente dell’Armata delle Due Sicilie e che aveva partecipato anche alla battaglia del Volturno e che, dopo che fu disciolto l’esercito duosiciliano, diventò uno dei più temuti capi del brigantaggio in Terra di Lavoro. Rimasta ferita e catturata il 30 agosto 1868 dopo la distruzione dell’intera banda, fu torturata allo scopo di conoscere la posizione degli altri compagni, ma morì per le torture e le sevizie che le inflissero i piemontesi senza parlare. Il suo corpo fu spogliato ed esposto nella piazza di Mignano assieme ai cadaveri di Francesco Guerra, Giacomo Ciccone e Francesco Orsi quest’ultimo reso irriconoscibile per il massacro cui era stato sottoposto, suscitando ire, risentimento e scandalo negli abitanti del paese. Conclusione I piemontesi dettero il meglio di se stessi per “ripulire” il Sud ed infatti, “…erano stati condannati a morte colla fucilazione individui volontariamente presentatisi, minorenni non catturati in conflitto, individui non punibili per brigantaggio ma soltanto per reati comuni… mogli di briganti condannate ai ferri a vita …fanciulle inferiori ai 12 anni, figlie di briganti avevano subito condanne di 10 o 15 anni.. I bravi “fratelli d’Italia” misero subito in azione quello che da mesi era già stato preventivato: lo stato di assedio di tutte le province del Mezzogiorno continentale ad eccezione di quelle di Teramo, Reggio Calabria, Napoli, Bari e Terra d’ Otranto già abbondantemente massacrate dall’esercito sabaudo. Il ministro della Guerra istituì Tribunali di guerra a Potenza, a Foggia, ad Avellino, a Caserta, a Campobasso, a Gaeta, a L’Aquila, a Cosenza che si aggiungevano a quelli di Bari, di Catanzaro, di Chieti e di Salerno. Il comportamento dei giudici militari di quei tribunali è stato a dir poco spregevole, orripilante: gli assassinii venivano legalizzati da un ufficiale facente le funzioni di giudice; le condanne a morte furono tante, tantissime, a volte anche senza processo. Quegli ufficiali mettevano a verbale solo qualche processo intentato dalla giustizia ordinaria, gli altri no. Pasquale Stanislao Mancini, più volte Ministro dell’Istruzione Pubblica del Regno d’Italia e Ministro degli Esteri, qualche anno più tardi affermò di volersi astenere dal meglio precisare le critiche verso

quei tribunali di guerra, per non essere costretto “ a fare rivelazioni, di cui l’Europa dovrebbe inorridire” Ma per lo più gli imputati o presunti tali non arrivavano mai al cospetto di un tribunale, venivano infoibati vivi, fucilati o uccisi per tentata fuga. Vale per tutti il bando emesso da Cirò dal colonnello della guardia nazionale di Cosenza, Pietro Fumel, per capire cosa fu la guerra al così detto “brigantaggio”: «Io sottoscritto, avendo avuto la missione di distruggere il brigantaggio, prometto una ricompensa di cento lire per ogni brigante, vivo o morto, che mi sarà portato. Questa ricompensa sarà data ad ogni brigante che ucciderà un suo camerata; gli sarà inoltre risparmiata la vita. Coloro che in onta degli ordini, dessero rifugio o qualunque altro mezzo di sussistenza o di aiuto ai briganti, o vedendoli o conoscendo il luogo ove si trovano nascosti, non ne informassero le truppe e la civile e militare autorità, verranno immediatamente fucilati ... Tutte le capanne di campagna che non sono abitate dovranno essere, nello spazio di tre giorni, scoperchiate e i loro ingressi murati ... È proibito di trasportare pane o altra specie di provvigione oltre le abitazioni dei Comuni, e chiunque disubbidirà a questo ordine sarà considerato come complice dei briganti.»

no 15.665. Lo storico maddalonese Giacinto De Sivo ci fa sapere che “…durante il 1861, sotto il governo piemontese i misfatti quintuplicarono. Napoli, ormai diventata una delle 24 province meridionali, ebbe 4300 reati di sangue, con i Borbone mai erano arrivati a mille. E sempre il De Sivo, nel suo splendido proclama “Fuori lo straniero!” scrive: “…Briganti noi combattenti in casa nostra, difendendo i tetti paterni; e “galantuomini” voi venuti qui a depredar l’altrui? Il padrone di casa è il brigante, e non voi piuttosto venuti a saccheggiarne la casa? Ma la coscienza universale ha giudicato; e già l’Europa ha imparato a intendere a rovescio le vostre parole. Se siamo briganti, quel governo che sforza tutto un popolo a briganteggiare è perverso. Quel governo che s’impone con le bombe e le fucilazioni è spietato; e se prima poteva avere amici fra gli illusi, dopo la prova ha solo oppressi che l’aborrono. E questo nome stesso di briganti, che fu già tristo ed abbietto, noi lo facciamo amare dall’anime gentili, e lo renderemo glorioso…”. Anche documenti dell’altra parte, come il diario del bersagliere Margolfo Carlo, che partecipò alla spedizione contro il brigantaggio nel periodo maggio-settembre 1861, documentano gli eccidi del Savoia. Nel mese di Giugno 1861 scrive:

farsi. Giunto il generale Pinelli (un vero e proprio criminale), fece gli elogi della bella caccia che avevamo fatto. Sortì una voce dicendo che lui era galantuomo, ed era figlio del sindaco. Pinelli allora gli disse: “Bene, allora mettetevi da una parte, ed il resto si conduca verso montagna”, lontano circa 50 passi da noi, e noi nel centro, che dai tre lati c’era la Fanteria di guarnigione al presidio facendo cordone,

E’ stato presentato il 28 maggio scorso, alla libreria Feltrinelli di Caserta, il romanzo Come il mare del nostro collaboratore ing. Mario Campagnuolo, in uno con Giunse veloce l’alba di Pasquale Guerra. In alto la locandina della manifestazione. Anche questo orrore ebbe eco alla camera dei Lords di Londra, dove nel maggio del 1863, il parlamentare Bail Cochrane, a proposito del proclama del Fumel, affermò : «Un proclama più infame non aveva mai disonorato i peggiori dì del regno del terrore in Francia». Ha scritto Antonio Gramsci: “Lo Stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole, fucilando, contadini poveri che scrittori salariati tentarono di infangare col marchio di briganti”. Il deputato Ricciardi, il 27 giugno del 1862 disse in Parlamento che i carcerati, nella sola parte continentale dell’ex Regno delle Due Sicilie erano 47.700 e i fucilati furo-

“… Domenica giorno 21, partimmo tutto il battaglione, composto in maniera che una compagnia [era] davanti, 2 compagnie una da [una] parte e l’altra [dall’altra], in mezzo i carcerati incatenati a due a due uniti insieme, e di dietro l’altra compagnia, coll’ordine, passando dai paesi, al minimo movimento della popolazione [di] fare fuoco, ed eravamo diretti in Avelline Giunti in Avellino, pochi briganti abbiamo lasciato, quindi partimmo per Nola, dove vi era il generale Pinelli, comandante il movimento [di repressione] del brigantaggio. Giunti in Nola, su un gran piazzale si fece sosta, avvertendo il Generale di venire a vedere la caccia ed ordinare il da

in caso di sollevazione dei cittadini. I detti briganti, facendogli fare front’indietro, e poi diede l’ordine: ”Per tre, fate fuoco”. Al comando: ”Fuoco” tutti cascarono per terra morti. Rimase solo il figlio del sindaco, che credevamo proprio che la vita fosse salva. Pinelli gli disse: “Dunque sei figlio del sindaco e sei un galantuomo?” –”Si, signor generale”. “Ebbene, andate, andate, ma di questa parte”. Appena fece un trenta passi, che il generale Pinelli disse: ”Tirate a quel galantuomo”. Difatti fu colpito, e cascò anche lui vicino agli altri suoi compagni.” …omissis… “Luglio, giorno 1; Partimmo sola-

mente la mia compagnia passando di S. Maria, S. Felice e Arienzo” …omissis… “Mercoledì giorno 7, montammo in ferrovia per Cancello, un bel paese di 1.400 abitanti. Arrivati al paese ci siamo messi in cammino, passando di S. Felice, Arienzo, Arpaia e Montesarchio, rimanendo un 2 ore di riposo, indi avanti per la città di Benevento, dopo 14 ore di marcia. L’indomani, venerdì 9, alla sera ci prepariamo per la partenza; difatti all’una dopo mezzanotte, dopo 5 ore di marcia, arriviamo al punto dove c’era ‘lo brigante’. All’alba circondavamo il paese, e principiando a fare fuoco e salendo alla baionetta, dopo un tre ore di combattimento prendemmo la posizione, trovando 29 morti e 2 feriti e prendendo 28 cavalli. Di noi fu morto un bersagliere e il Maggiore ferito.” (settembre) “Al mercoledì giorno 10, partimmo con armi e bagagli per Ariezzo (Arienzo) alla sera unendoci (a) tutto il battaglione, onde partire, tutti uniti pei monti, alla caccia dei famosi capi briganti Cipriano ( e Giona) La Gola (La Gala), e ritornammo in Arienzo. Venerdì giorno 13 partimmo, alla volta di Napoli; Giunti in Cancello, montammo in ferrovia per Napoli”. Una pagina nascosta, fosca e vergognosa è quella che scrisse il nuovo governo nato dall’Unità nel Mezzogiorno continentale sotto il nome di lotta al brigantaggio. Dal 1861 al 1870, con ampio e feroce uso di esercito, polizia e carabinieri molti paesi rasi al suolo e diecimila morti causarono i piemontesi per domare la rivolta dei “cafoni” del Sud tanto è vero che, gli atti della commissione di inchiesta istituita sull’intera operazione anti-brigantaggio vennero secretati e ancora

oggi solo parzialmente sono noti. L’altra faccia del Risorgimento, quella non raccontata dai libri di scuola, è che il grande brigantaggio, quello dopo l’Unità, più che un tentativo controrivoluzionario messo in atto dalla monarchia borbonica e dalla Chiesa, fu una grande protesta armata dei contadini meridionali contro i nuovi carichi imposti dal cosidetto Stato unitario e liberale; e fu una rivolta contro l’oppressione economico-sociale dei “galantuomini”. Di fronte alla ribellione contadina, l’allarme piemontese non seppe fare altro che concretizzarsi in una doppia azione repressiva: nelle città la polizia diede la caccia a tutti i sospetti di borbonismo, nelle campagne venne organizzata una campagna militare contro le bande. Si diede così vita ad una macchina repressiva spietata, cieca, indiscriminata: fucilati a trenta-quaranta per volta i briganti o presunti tali e inceneriti interi paesi, rei di aver gridato “indietro Savoia”.

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Giugno 2011

Valle di Suèssola

Memorie di Arienzo

- Dalle catacombe di san Callisto alla gloria di Arienzo

Marco Mauro Chiesa di S. Andrea 1151: fu fondata la parrocchia “S. Andrea” dedicata all’Apostolo. La fondazione fu, quindi, un omaggio al Re Andrea d’Ungheria, che passava per Arienzo nel viaggio verso Benevento. Il Re ricevette il sacro dono: a perpetua memoria. Santa Costanza Il barone di Arienzo, cav. Gaetano Colletta, consigliere di Intendenza di Terra di Lavoro e Sottointendente di Sora, Solofra, Lagonegro, Lanciano nel Reame delle Due Sicilie, aveva reso “segnalati servigi” a papa Gregorio XVI. Aveva, infatti amministrato in forma disinteressata alcuni beni della Santa sede ed aveva esplicato delicate missioni politiche fra il Papa ed il Re. Il Papa nel 1834 volle dargli un segno della sua

Chiesa di sant’Andrea - Foto

particolare benevolenza e, sapendolo eminentemente cattolico, gli regalò il corpo di santa Costanza e un’ampolla contenente il Suo sangue provenienti dal Cimitero di S. Ippolito di Via Tiburtina, Roma. Il Cavaliere Colletta gradì molto il dono e con sollecitudine ne fece scolpire la statua. Nota alla rassegna dell’evento. L’Ungheria - situata tra Austria, Cecoslovacchia, Russia,

Il nipote a carico del nonno Diego Martinisi Posso dichiarare a mio carico sia mia figlia che mio nipote, entrambi privi di un proprio reddito, oppure il nipote dev’essere a carico della madre? Il lettore può considerare fiscalmente a carico sia la figlia che il nipote. Per la figlia l’unica condizione è che possegga un reddito inferiore ad • 2.840, 51, mentre per il nipote oltre al limite di reddito è necessario che conviva con il nonno oppure che riceva da lui assegni alimentari non disposti dall’autorità giudiziaria, come stabilito dall’art. 12 del Testo unico delle imposte sui redditi. Il fermo contabile tutela lo Stato Una società, avendo maturato un credito IVA, ne ha chiesto il rimborso attraverso la dichiarazione annuale. Non avendo ottenuto alcuna risposta dall’Agenzia delle Entrate, è stato proposto ricorso alla Commissione Tributari, che ha respinto il ricorso sulla base

dell’esistenza di un fermo contabile che tutelerebbe l’Amministrazione per il recupero di un credito nei confronti della società relativo ad una diversa annualità. Si chiede se questa procedura sia legittima, dal momento che dall’esame della giurisprudenza in materia sembrerebbe che il rimborso IVA sia già assistito da specifiche garanzie, quali cauzione, fideiussione, ecc. Il fermo contabile ha lo scopo di sospendere, in via cautelare o provvisoria, il pagamento di un debito da parte dell’Amministrazione dello Stato, per salvaguardare l’eventuale compensazione legale di tale debito con un credito che la stessa Amministrazione (o un’altra) vanta nei confronti del suo creditore. Questa è la situazione che si è verificata nel Suo caso, in cui una società ha un debito verso l’Erario per un’annualità, ma ha anche un debito verso l’Erario per un’altra annualità. Si tratta di un’ipotesi che è stata affrontata diverse volte dalla Corte

Romania e Jugoslavia - era popolata da abitanti di stirpe ugro-finnica: i Magiari, convertitisi al Cristianesimo negli anni dal 970 d.C. al 997 d.C. Dal 997 gli ungheresi erano di sostegno al papad’epoca to, nella contesa con l’Impero. N e l l’anno 1000 il Pontefice Silvestro II inviava al Regnante ungherese la Corona e la Croce.

Nell’arco di successione dei Re, si succedevano: Andrea I, deceduto nel 1050; Andrea II nel 1235. Nel 1151, anno di fondazione della Parrocchia in Arienzo Re Andrea II passava per la nostra valle (in viaggio per Benevento). Andrea II riceveva l’omaggio della intitolazione al S. Apostolo, del Quale portava il nome, della Parrocchia allora sorgente.

di Cassazione, con decisioni diverse. Secondo un primo orientamento, dal momento che i rimborsi IVA sono per legge assistiti da un sistema di garanzie, volte a tutelare l’interesse dell’Erario al recupero di quanto dovesse risultare indebitamente versato al contribuente, non potrebbe trovare applicazione, nei confronti di questi rimborsi, l’istituto del fermo amministrativo. Da ultimo, tuttavia, la Corte di Cassazione si è espressa con una pronuncia di segno contrario, sottolineando la diversa natura delle garanzie a tutela dei rimborsi IVA e dell’istituto del fermo amministrativo. Quest’ultimo costituisce una misura cautelare, volta a sospendere un pagamento dovuto dall’Amministrazione, per assicurare un credito che nasce da rapporti obbligatori diversi da quello avente ad oggetto il rimborso. Pertanto, conclude la Suprema Corte, il fermo amministrativo può essere disposto anche con riferimento al rimborso IVA, non rilevando il fatto che detto rimborso sia

già assistito da idonee garanzie, trattandosi di garanzie di diversa natura. Alla luce di tale recente orientamento, appare corretto il diniego di rimborso opposto dall’Amministrazione finanziaria. La ritenuta non guarda in faccia alla cooperativa. Siamo una cooperativa di produzione e continuiamo a vedere applicata la ritenuta del 27 per cento sugli interessi del conto corrente che usiamo per l’attività. Non lo riteniamo giusto: come cooperativa, infatti, siamo esenti da imposte. La banca, però, dice che le ritenute colpiscono il conto. Che cosa possiamo fare? Spiace per i lettori ma la banca ha ragione. L’imposta sostitutiva sugli interessi, infatti, colpisce i proventi indipendentemente da chi ne sia il percettore. Di conseguenza, la relativa ritenuta si applica in ogni caso. Una distinzione si fa per i proventi percepiti da soggetti nell’ambito della propria attività imprenditoriale, per i quali la ritenuta viene applicata a titolo di acconto e il soggetto dovrà poi riportare in bilancio gli interessi lordi e la ritenuta subita. In tutti gli altri casi, compreso il vostro di attività di produzione esente da imposte, la ritenuta si applica a titolo di imposta definitiva. 4. Condominio: spese per l’alloggio vuoto. La nostra società ha in affitto un ufficio in una palazzina con un unico proprietario. Nell’immobile è presente un alloggio vuoto per il quale il proprietario non paga alcuna quota di riscaldamento, né oneri aggiuntivi. E’ corretto? In caso negativo, è possibile chiedere il pagamento di quanto dovuto anche per gli anni trascorsi? Anche se l’alloggio è vuoto, il condomino proprietario deve corrispondere anche la quota di riscaldamento e gli oneri aggiuntivi, in ragione dell’uso potenziale. E’ possibile richiedere il pagamento anche per gli anni arretrati, nei limiti della prescrizione decennale.

Progetto le(g)ali al Sud

Consiglio Comunale dei ragazzi Il Consiglio Comunale Ragazzi, appena realizzato alla scuola media“Giovanni XXIII” di S. Maria a Vico dal prof. Affinita Clemente, docente dell’istituto nonché consigliere comunale, si presenta come un progetto di educazione alla vita pubblica e alla politica ed è finalizzato a promuovere la partecipazione dei ragazzi alla vita della comunità locale. Il CCR è un intervento che coinvolge la scuola, che ormai si configura non più solo come luogo di istruzione ma anche di promozione del benessere dell’infanzia, e il territorio, contesto culturale in cui il ragazzo si forma e cresce. Riteniamo, dichiara il prof. Af-

finita Clemente, che proprio questa collaborazione tra scuola e territorio, presupposto del CCR, faccia del progetto uno strumento per la promozione dei diritti dei ragazzi che, con la partecipazione diretta all’istituzione attraverso il canale scolastico, imparano a riconoscere la legalità come necessità collettiva, utile anche ai singoli, e non come imposizione sociale connessa a sanzioni. Il CCR è un progetto che favorisce una piu corretta integrazione dei ragazzi all’interno delle città; se è pensato e organizzato secondo particolari modalità assume la veste di strumento di cambiamento nel modo

di interpretare e pensare le esigenze dei cittadini e, quindi, della città. E’ un intervento che favorisce nei ragazzi processi di partecipazione attiva alla vita pubblica attraverso il diritto alla parola e alle decisioni; percorsi di crescita democratica attraverso il dialogo, il confronto, la scelta, la valutazione; rapporti sociali aperti e “collaborativi” attraverso il lavoro di gruppo, la capacità di lavorare insieme, la comunicazione costante. Credendo nel forte valore educativo del CCR, la scuola in partneriato con il Comune di S. Maria a Vico riproporrà sicuramente per il prossimo anno scolastico il progetto

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A un bigotto Rusarie, avummarie dice a tutt’ore, pure ncoppa a ‘u zi peppe ‘on Marcantonio, chello de coppa manna a lu Signore, chello de sotto ‘nfaccia a lu demmonio. Raffaele Petra, marchese di Caccavone (1798 - 1873) epigrammista

Ai sindacati Oggi siamo giunti dopo anni di combattimenti, di lavoro disumano allo stremo delle forze.

può arrecare un danno irreparabile cioè: “La morte degli uomini liberi”.

Non si combatte più una giusta causa, dove alla fine deve vincere il lavoratore; ma alcuni... vanno a braccetto con il padrone.

Salvatevi altrimenti rimarrà di voi solo la critica irreversibile della vostra falsità.

Un giorno guardando dietro di voi vi accorgerete di essere tornati indietro pur avendo fatto grandi passi avanti, ma il rispetto dell’uomo giusto non l’avrete mai.

Tutti coalizzati per rendere schiavo ed aizzare l’uomo contro l’uomo, le bestie contro le bestie abituati come le vipere a strisciare pur di raggiungere la loro vetta.

Voi difensori dei lavoratori non dovete dirlo solo attraverso la vostra dottrina ma fattivamente passo dopo passo fino a raggiungere la vittoria.

Ma stiano attenti, non rompino l’equilibrio dell’essere altrimenti si entrerà in quei meccanismi di sfasamento del cervello dove il controllabile diviene incontrollato e

Questo è il compito affidatovi dai lavoratori. Augusto Alighieri

Calcio scommesse Quanno ‘o sport era agonismo nun ce steva ‘o disfattismo; dint’ ‘o campo pe ddoje ore se metteva pure ‘o core.

Simme arrivati ‘n’copp’ ‘a feccia e comme fernisce nun ‘o ssaccio; avimme già tuccato ‘o funno e c’è caduto n’cuollo ‘o munno.

Mò ch’è tutto bisenisse conta sulo a ffà ‘e scummesse e chilli poveri tifosi mò so ancora cchiù delusi.

Nun ce stanno cchiù valori, ‘a giustizia è na chimera; mò campammo ‘a bbona ‘e Dio pecchè ‘o ttuojo è pure ‘o mmio. Dint’ ‘o munno d’ ‘o pallone nun se salva cchiù nisciuno; stanno ammiscati dint’ ‘e mbruoglie ma galleggiano mmiez’ ‘e scuoglie. Mò se venneno ‘e partite e nuje agliuttimmo sulo acito; mò se sparteno ‘e scummesse e a nuje nce fanno sempe fessi.

Pe sta banda ‘e mercenari conta sulo ‘o Dio denaro senza scuorno e sentimenti: mò nun conta ‘o riesto ‘e niente. Nun ll’abbasta cchiù l’ingaggio pecchè doppo vene ‘o peggio, e s’appareno fra di loro pe fa sempe cchiù denari.

E’ n’offesa p’ ‘e coscienze Nuje campammo dint’ ‘e schifezze, e nuje pavammo ‘e conseguenmmiez’ ‘e scariche e ‘a munnezza ze; e suppurtammo a malincuore io ‘e mettesse a pane e acqua, cheste offese a tutte ll’ore. ‘e facesse campà a stracquo. Mentre chisti jucaturi cu ‘e cuntratti miliardari fanno accordi e paranzielli pe gghì ‘n’culo a chisti e a chilli.

Chelle facce ‘e delinquenti vanno ‘n’culo ‘e presidenti; po’ comme ‘e zoccole de’ burdelli fanno ‘a faccia de’ pecurielli.

Nun ce sta cchiù religione, conta sulo ‘a corruzione e chi crede all’apparenza soffre sempe ‘e mali ‘e panza.

Io lle desse ‘a pena ‘e morte a chi fa sti ccose storte; ‘e chiudesse dint’ ‘a na cella, ‘e facesse murì ‘e cacarella. Denara

Il metano che costa meno con una nuova compagnia tutta italiana

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Giugno 2011

Valle di Suèssola

La vera fede Carmela Fico “Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono” (Ebrei 11:1) Non si può essere veri credenti senza una fede nell’Iddio vivente che sia profonda e assoluta. La fede si basa sempre sulle promesse di Dio ; questo è molto importante. Il credente prima legge o ascolta qualche promessa del Signore, quindi lo Spirito Santo prende quella promessa e la applica al suo cuore e alla sua coscienza in maniera personale. Il cristiano diviene cosciente che Dio ha parlato direttamente a lui. Con assoluta fiducia nella fedeltà di Colui che ha fatto la promessa, egli la reputa certa, come se fosse già adempiuta, anche se, umanamente parlando, essa è impossibile. Egli lo rende possibile. Se Egli ordina a Pietro di camminare sull’acqua, Pietro può essere certo che riceverà il potere necessario ( Matteo 14:28 ). Se Egli ci ordina di predicare l’Evangelo ad ogni creatura, possiamo essere certi di ricevere la grazia di cui abbiamo bisogno (Marco 16:15). La fede non opera nel campo del possibile. Non vi è gloria per Dio in quello che è umanamente possibile. La fede comincia dove ha termine il potere dell’uomo. La fede porta Dio sulla scena e perciò non conosce difficoltà anzi ride delle impossibilità. Dal punto di vista della fede, Dio è la grande ri-

sposta ad ogni domanda, la grande soluzione di ogni difficoltà. Era impossibile che Sara e Abramo avessero un figlio: Ma Dio lo aveva promesso, e per Abramo c’era una sola impossibilità: che Dio potesse mentire. “Egli sperando contro speranza, credette, per diventare padre di molte nazioni, secondo quel che gli era stato detto: Così sarà la tua progenie: E senza venir meno nella fede, egli vide bensì che il suo corpo era svigorito (aveva quasi cent’anni) e che Sara non era più in grado di essere madre, ma dinanzi alla promessa di Dio, non vacillò per l’incredulità ma fu fortificato per la sua fede dando gloria a Dio ed essendo pienamente convinto che ciò che aveva promesso, Egli era anche potente da effettuarlo” (Romani 4:18). Il nostro Dio è Colui che si specializza nelle impossibilità (Luca 1:37). Non vi è nulla di troppo difficile per Lui (Genesi 18:14). “Le cose impossibili agli uomini sono possibili a Dio” (Luca 18:27). La fede si afferra alla promessa divina: “Ogni cosa è possibile a chi crede” (Marco 9:23) ed esulta insieme a Paolo: “Io posso ogni cosa in Colui che mi fortifica” (Filippesi 4:13). In realtà, la fede è qualcosa di molto ragionevole. Cosa è più ragionevole della fiducia che una creatura ripone nel suo Creatore? Ed aver fiducia in Dio è la cosa più sensata, saggia, razionale che un uomo possa fare. Non è affatto un salto nel buio. La fede esige la pro-

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L’unica certezza del diritto: incertezza ed opinabilità Legge e Giustizia ... non sono sinonimi! Claudio Onorati Dal 20 marzo c.a. è partita la conciliazione, un ulteriore tentativo di giustizia alternativa che, nelle intenzioni del legislatore dovrebbe tirarci fuori dall’ingolfamento atavico in cui versa il pianeta giustizia in Italia. Personalmente, da cittadino fruitore del disservizio giustizia, reputo che tale procedura, già comunque presente nel nostro sistema giudiziario, non raggiungerà l’auspicato obiettivo, ma creerà solo ulteriori problemi ed ostacoli al cittadino che chiede “Giustizia”. A mio sommesso avviso, ritengo che i veri nodi da sciogliere e che andrebbero affrontati una volta per sempre, sono ben altri e di ponderosa portata, e che qui di seguito proverò a sintetizzare. “Incertezza ed opinabilità del Diritto” continuano - purtroppo - sempre più a farla d assoluti padroni nel pianeta giustizia, manifestandosi sotto forma di decisioni opposte per liti parallele (ogni capa è nu Tribunale), “diversità di giudicato”, a cui si vanno ad aggiungere i tempi biblici per la durata dei processi, nonostante l’arti. 111 della Costituzione ne assicuri - solo in astratto - la ragionevole durata, principio sistematicamente disatteso e continuamente sanzionato dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo.

La Cassazione poi, invece di assicurare l’esatta osservanza e l’uniforme interpretazione della legge, e, in tal modo, l’unità del Diritto nazionale nella sua effettiva esplicazione (funzione della Nomofilachia), preferisce mutare nel breve arco temporale interpretazioni ed indirizza (i cosiddetti Revirement ai quali ci siamo, ob torto collo, abituati!). Questo quadro desolante che si aggrava sempre più, e per il quale non si vuole trovare una equilibrata soluzione, è magistralmente rappresentato dal Premio Nobel Anatole France, anno 1921,: Il Diritto è la più efficace scuola della fantasia. Mai poeta ha interpretato la natura così liberamente come un giurista la realtà” Ed il bravo poeta napoletano Maurizio Capuano così si esprime sull’argomento:

‘A legge ‘A legge nun è fatta na giacchetta ca ‘o cusetore ‘ncuollo ‘a po’ aggarbà. O te va bbuono oppure te va stretta... ‘a legge è legge e s’adda rispettà! Però cu’ ll’uso astuto dell’ingegno (da chesti parti è na specialità) se trova sempe quacche marcangegno per cui la legge se po’ nterpretà.

Gerardo Miale

va più certa e la trova nella Parola di Dio che non viene mai meno. Nessuno si è mai confidato invano in Dio, e ciò non avverrà mai. La fede nel Signore non implica alcun rischio di questo genere. La fede glorifica realmente Dio; dà il posto che spetta a Colui che è completamente degno di ogni fiducia. D’altro canto l’incredulità disonora Dio, lo accusa di mentire (1 Giovanni 5:10) Camminare per fede significa affidarsi solo a Dio momento dopo momento e qualsiasi credente che stabilisca di camminare per fede, può essere certo che la sua fede verrà messa alla prova, prima o poi verrà condotto al limite delle sue risorse umane. In questo caso estremo, sarà tentato di fare appello agli uomini. Ma se confida realmente nel Signore, egli si rivolgerà solo a Lui e saprà affrontare ogni cosa: malattie, prove, tragedie e dolori, fino a giungere ad una conoscenza nuova e più intima con Dio e la sua fede ne risulta rafforzata. Poichè la fede viene dall’udire e l’udire si ha per mezzo della Parola di Dio, ti invito a sentire il desiderio di leggere la Bibbia, perchè sarà una guida, una lampada, una luce per te. Ma allora, qual’è la tua fede? Credi che Gesù è il tuo Salvatore? Credi che Egli è morto sulla croce per te, proprio per te, e che è risuscitato, vincendo la morte e che ora è in grado di offrirti in dono una nuova vita, una vita eterna! Mettiti nelle mani di Gesù : Egli è Dio! Rifletti...

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dalle famiglie...

13 giugno S.Antonio da Padova Auguri a: Antonio Passariello (PR Valle di Suèssola)) sig.ra Antonietta De Lucia Antonio Papa (Basf) Antonio Iaia (Ass. Com. S. Maria a Vico) ing. Antonio De Lucia (DF Sistemi) Tonino Montella (V.D.V.) preside Antonio Di Lorenzo, prof. Antonio Diglio, prof. Antonio Porrino, prof. Antonio Caprio, Antonio Campagnuolo (Tonino ‘o mericano), Antonio Corriere, Antonio Guadagno, Antonio Nobile (NAP) Antonio Guida, Antonio Di Zio, Antonio Nuzzo (manager Nord Est Imballaggi)

Partirà il 4 luglio prossimo e andrà avanti per tutto il mese il Campo Scuola Estivo 2011 appannaggio degli alunni delle ultime tre classi delle Elementari e della prima classe della Scuola Media inferiore. Sarà questa la seconda edizione e sarà un memorial Carlo Piscitelli perché fu proprio il compianto ex sindaco a volere fortemente questa attività extradidattica. Il campo scuola estivo si occuperà tra l’altro di attività di laboratorio e visite guidate sul territorio finalizzate alla riscoperta e valorizzazione di arte, cultura, origini e quant’altro dell’etnia e storia locale. I ragazzi saranno impegnati dal Eravamo la culla del Diritto, ora se siamo l’avello! P.S.: ‘O mbriaco è comm’ ‘a Justitia d’ogge: nu passo annante e n’ ato arreto, nu passo a deritta e n’ato a smerza!

21 giugno san Luigi Gonzaga Auguri a: Luigi Ferrara (Botteghino) avv. Luigi Mazzone Gigino Nostrale (Polvica) don Luigi De Lucia (sacerdote) Luigi Florese, Luigi Pastore, Luigi Pascarella (Gigiotto) arch. Luigi De Lucia, Luigi Di Marzo (Osp. Maddaloni) Gigino Salvatore Gino Rivetti (Cervino) Luigi Nuzzo (edicola) Affinita Luigi (Via A. Moro S. Maria a Vico),

29 giungo SS. Pietro e Paolo Paolo Gioia, Pietro Crisci (2 Esse srl), M.° Paolo De Falco, Paolo Iaderosa (Cervino), arch. Paolo Iaderosa, Pietro Nuzzo (‘e palumme), dott. Pietro Parente,

24.6. 2011: Auguri a

Giuseppe Davide ed Antonella

28 giugno 2011: 25° di matrimonio dei coniugi Nel 35° anniversario di nozze di

Alessandro De Lucia e Assunta Piscitelli i figli Giuseppe Davide, Nicola e Daniele augurano tanta felicità

In Italia non ci sarà la pena di morte, però i processi fanno pena, e durano fino alla morte!

Antonio Morgillo

Il 12 giugno nella parrocchia di S. Maria Maggiore in Vitulano, ha ricevuto la Prima Comunione Giovanni De Leonardis. Auguri dal papà, dalla mamma, dal fratellino Lele, dai nonni e parenti

Domenica Crisci e Mario Nuzzo. Auguri dai figli Giusi e Luigi, dalla nonna Giuseppa e dai parenti tutti.

Laurea Carfora

lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 17,30 e usufruiranno del pulmino comunale per i loro spostamenti, permettendo così un supporto alle famiglie durante le vacanze scolastiche. Sarà l’insegnante Ippolita Piscitelli a coordinare il tutto con il supporto degli insegnanti, dei volontari, della protezione civile e dell’Ente Comune, e quest’anno per la seconda edizione sarà la struttura della Scuola dell’infanzia di Messercola ad ospitare i ragazzi e tutto l’entourage. L’ anno scorso il Campo Scuola fu ospitato nella struttura della Scuola dell’infanzia di Cervino ed ebbe un lusinghiero successo: è quello che si augurano anche quest’anno le insegnanti, i volontari e tutta la commissione preposta a questa manifestazione extrascolastica sponsorizzata dall’amministrazione comunale cervinese sia nel 2010 che quest’anno.

Se tu hai torto fa causa, se tu hai ragione, accordati! (G. Giusti)

Male chi va truvanno salute e giustizia! (Habent sua sidera lites!)

Il 5 giugno Carmela Morgillo ha ricevuto Gesù Eucarestia per la Prima volta. Auguri dal papà Pasquale, dalla mamma Gelsomina, dalla sorella Raffaella

24 giugno san Giovanni Batt. Auguri a: prof.ssa Giovanna Vitale Giovanna Liguori (Botteghino) Giovanna Ruotolo (VV. UU.) Gianni Verlezza, Giovanni Loffredo, Giovanni De Luca (Messercola), Gianni De Lucia (VV.UU.), Giovanni Agostinelli, Giovanni De Lucia di Giuseppe Davide e Antonella

nel loro 6° anniversario di matrimonio dai figlioletti Alessandro e Giovanni e felicitazioni da tutta la famiglia

A Cervino il Campo Scuola Estivo Andrea Piscitelli

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Il 31 maggio scorso, presso la Seconda Università degli Studi di Napoli, si è brillantemente laureata in Biotecnologie mediche, Noemi Carfora, figlia diletta del dr. Vincenzo e della signora Renata Romandino, discutendo la tesi sperimentale in anatomia umana, dal titolo Valutazione degli effetti della somministrazione di o-ATP, mediante test comportamentale e analisi immunoistochimiche, in un modello di neuropatia periferica nel ratto. Relatore il prof. Michele Papa. Alla neo-dottoressa, da parte dei genitori, orgogliosi, auguri “Ad maiora”.

Nel trigesimo della scomparsa di Antonio Morgillo, la moglie Maria Verdicchio ed i figli Alfonso, Raffaele, Michele, Elvira e Giuseppina, lo ricordano a quanti lo stimarono

Voglio dedicarti questo mio pensiero... come ogni mia preghiera... Avverto la tua presenza ovunque! Odo voci, vicine e lontane, che affermano: Mario è sempre stato un Angelo... Ora è in cielo! E... guardando il cielo sembra di vederti ... so che sei tu ... che mi guardi da lassù, quando la stella più lucente mi onora della sua luce! Veglia su di noi ... Noi preghiamo per te. Sei il nostro Angelo Custode! Annabella Vanacore

Salvatore Nuzzo 03.10.1928

21.05.2011

L’onestà fu il suo ideale, il lavoro la sua vita, la famiglia il suo affetto. I suoi cari ne serbano nel cuore la memoria Nel trigesimo della sua scomparsa la famiglia tutta lo ricordano a quanti lo stimarono

Mario Vanacore * 13.8.1982 + 16.5.2011

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Giugno 2011

Valle di Suèssola

Gabriella Marchese in Primavera in musica Il 30 magio scorso si è tenuto, nella sala Scarlatti del Conservatorio di San Pietro a Majella in Napoli, il concerto 2011 Primavera in musica. Si sono esibiti Alessio Iovino e Salvatore Di Meo (tromba), Renzo Schina (contrabbasso), Fabio Bianco e Federica Monti (pianoforte) e l’Orchestra degli Studenti del Conservatorio diretta da Renato Piemontese. Gradita sorpresa per noi suessolani è stata la partecipazione nell’Orchestra di una nostra concittadina: Gabriella

Marchese (violino). Sono stati eseguiti: il Concerto in do maggiore per due trombe di Antonio Vivaldi (16781741), il Concerto op. 3 per contrabbasso di Serge Koussevitzky (1874-1951), il Concerto in do maggiore op. 153 di Carl Czerny (17911857). Gabriella, in questi giorni, ha partecipato a dei concorsi nazionali ottenendo lusinghieri risultati A Gabriella le più vive felicitazioni dal giornale Valle di Suèssola e ad majora! E.P.

Festa patronale di Talanico

Storia, tradizioni, folklore Un fuoco di fuoco e luminarie ballerine Anche quest’anno la “festa di Talanico” ha attirato migliaia di visitatori, oltre agli abitanti del luogo, che hanno goduto del folklore e delle tradizioni di una parte del territorio sanfeliciano. Storia e tradizioni che iniziano nella Chiesa di S. Pietro Apostolo, mirabilmente diretta da Don Domenico Pirozzi, per continuare con l’allestimento delle “luminarie”, le esibizioni musicali, i fuochi pirotecnici. La “festa”, in genere, “non è mai un evento di

una sola persona – scrive il parroco Don Domenico sul “Giornalino di Talanico”- ma di un gruppo, di una comunità, di un popolo. La “festa” ha una forte dimensione sociale perché mira alla manifestazione e alla coesione dell’identità collettiva e a rafforzare i vincoli di appartenenza ad una comunità”. Questo è vero soprattutto a Talanico dove le famiglie, rispetto ad altre zone, conservano gelosamente le proprie tradizioni e molto forte è il

Curate la pelle Michela Marino estetista

La pelle l’organo più esteso del corpo umano e svolge molteplici funzioni. Senza di essa nessuno degli altri organi del nostro corpo potrebbe esistere. Il suo ruolo primario è proteggere la loro attività; la cute, inoltre, aiuta a regolare il calore corporeo, ad eliminare tossine e lipidi in eccesso e fornire la capacità di provare sensazioni. La pelle è divisa in tre strati: l’epidermide, il derma e lo strato sottocutaneo; ognuno di questi contiene cellule speciali che svolgono un compito par-

ticolare relativamente alla funzione del livello cutaneo nel quale si trovano. E’ indispensabile curare la propria pelle con trattamenti estetici praticati sull’epidermide: peeling, scrub hanno una notevole influenza sul funzionamento del derma. Dunque è necessario conoscere il funzionamento della fisiologia cutanea per scegliere trattamenti estetici personalizzati da potere effettuare in uno studio estetico. Bisogna cambiare atteggiamento nei confronti della cura della pelle; dobbiamo proteggerla in maniera adeguata ed affidarci a mani esperte.

vincolo di appartenenza e questa “festa patronale”, la prima della stagione, riesce a coniugare perfettamente l’aspetto religioso con quello laico, il sacro con il profano. Grazie, come già detto al parroco, e al Comitato tutto della festa che ha in Domenico De Rosa la punta più proficua e rappresentativa. Una novità, per quanto riguarda le luminarie, ha caratterizzato questa edizione: per la prima volta in Campania la ditta dei fratelli Migliore di Piedarienzo, altra zona storica del Comune, ha sperimentato con successo l’accensione delle luci al ritmo musicale. Una grossa ovazione di pubblico ha salutato l’evento

che si vede solo nelle grandi metropoli come Parigi, Londra, New York, Tokio : per una volta anche Talanico si è potuta paragonare a queste città! Altre emozioni si sono vissute sul palco sia con l’esibizione delle scuole di ballo, Magic Dance di Tiziana Morgillo e New Generation di Giuseppe Cioffi, sia con il “karaoke” che ha visto tanti piccoli artisti cimentarsi in canzoni e sketch di varietà. Infine, gli artisti dello spettacolo Luca Sepe e Orietta Berti hanno concluso magnificamente le serate. E… non poteva mancare lo spettacolo dei fuochi pirotecnici: una tradizione di “fuoco” che continua! Majra

S. Maria a Vico

Alla Giovanni XXIII un progetto per la legalità Dalla metà del mese di febbraio siamo stati invitati dal prof. Clemente Affinita a partecipare al Progetto PON Le(g)ali al Sud “ Educazione alla legalità e alla cittadinanza”. Già durante l’anno scolastico precedente avevamo affrontato il tema della legalità, della convivenza civile, del bullismo e della violenza nelle scuole, soffermandoci ad analizzare le varie definizioni del fenomeno che la letteratura offre, e ne avevamo studiato le caratteristiche specifiche. Analizzando il significato etimologico di convivenza civile, siamo giunti alla conclusione che per vivere insieme agli altri bisogna stabilire delle regole e ricordarsi che accanto alle nostre esigenze ci sono quelle degli altri: le regole ci aiutano a rispettarle. Abbiamo individuato i diritti e i doveri irrinunciabili per vivere ed abbiamo riflettuto su come ognuno di noi sia parte di un’umanità di eguali, per cui anche gli altri hanno gli stessi nostri bisogni fondamentali e gli stessi diritti, compreso ovviamente il diritto alla diversità. Abbiamo ricercato le im-

magini più significative che potessero rappresentare i diritti fondamentali dell’uomo e le abbiamo commentate. Abbiamo ritrovato dei messaggi significativi nelle canzoni di Ligabue, Jovanotti, Pelù: cercare pace, è l’unica vittoria, l’unico gesto, in ogni senso, che darà forza al nostro vivere… Alcune letture ci hanno aiutato a capire l’importanza del rispetto e della valorizzazione della persona alla legalità, alla cittadinanza democratica e alle pari opportunità e quanto dipenda da noi stessi la responsabilità della costruzione di relazioni positive, rispettose della dignità degli individui e della ricchezza di ciascuno. Uno degli aspetti principali delle relazioni interpersonali è sicuramente la comunicazione. Ci siamo resi conto che, anche se tutti noi siamo in grado di comunicare con gli altri, non sempre siamo consapevoli della complessità e dei diversi livelli di profondità che la comunicazione ha in sé. Grazie ad essa possiamo entrare in relazione con gli altri, esprimere i nostri bisogni, pensieri ed emozioni e ascoltare e compren-

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dere quelli degli altri. L’utilizzo di una comunicazione efficace garantisce una maggiore soddisfazione dell’individuo e ne aumenta la libertà: noi l’abbiamo capito quando abbiamo imparato ad utilizzare i messaggi positivi in prima persona. Il nostro percorso ci ha portato anche ad incontrare varie persone che ci hanno parlato di legalità: VVUU, Carabinieri, esperti, Amministratori comunali, Funzionari comunali, ecc. Alla fine ci siamo resi conto di quanto sia importante agire attivamente nella società e nel mondo, di quanto conti anche il nostro impegno personale. Ma che cos’è l’impegno? Possiamo dare molte definizioni, come ad esempio … Secondo il dizionario, l’impegno consiste nell’impiego diligente e volenteroso delle proprie forze nel fare qualcosa; secondo noi consiste anche nel realizzare qualcosa nel miglior modo possibile, magari spingendosi fino ai propri limiti: ossia, in pratica, “dare l’anima”per ciò che si vuole fare. Può significare quindi: Passione, Promessa, Rispetto. Possiamo impegnarci, ad esempio:

in uno sport, in famiglia… Per noi impegno significa svolgere le attività scolastiche dedicando tempo ed energie per raggiungere i propri obiettivi. Possiamo impegnarci anche per rendere le nostre classi libere dal bullismo. Per sconfiggere il bullismo basterebbe affrontare il bullo pubblicamente, o semplicemente parlare con un adulto di questa situazione, magari organizzando un comitato anti-bullo, dove si può parlare tutti insieme dei problemi della classe. Sempre contro il bullismo, ci siamo impegnati nella realizzazione di uno spot video che ci ha visti diventare attori e registi. In conclusione, il percorso che abbiamo affrontato insieme ci ha fatto capire quanto sia importante il rispetto della legge per una tranquilla convivenza tra i cittadini e per garantire la libertà di ognuno, e come debba essere superato il senso di impotenza che spesso proviamo davanti ad episodi di sopruso dell’uomo sull’uomo con una maggiore responsabilizzazione di ognuno di noi. Gli alunni del progetto

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Abbazia-Santuario San Michele Il Santuario nel suo ambiente sereno di pace e spiritualità offre un’opportunità unica per la preghiera, il raccoglimento e le celebrazioni liturgiche. In questo luogo si respira veramente la presenza di Dio che, attraverso l’intercessione di san Michele Arcangelo, coinvolge tutti i devoti e i pellegrini. Nei giorni festivi: dalle 15,30 in poi: Confessioni, Celebrazione eucaristica, Funzioni sacre. “Lettera

da un bosco”

C’è una piccola zolla di terra, nel cuore di Suèssola, poco lontana da qui; non è un bosco, ma tutti anticamente e ancora oggi la chiamano “Il bosco...”. Qui nascono le Lettere da un bosco del sociologo dott. Carlo Petrella

Caro Paolo, ormai potrai scrivere un libro con tutte le lettere dal bosco che ti ho indirizzate. Sei passato per un attimo: poche parole e sei andato via. Con il carico dei tuoi pesi. Anch’io sono ritornato nella mia stanza. Mi vengono in mente quelle poche parole che mi hai riferite: “Carlo, qualche prete dice che tu difendi il Vescovo, perché ti aiuta per la Locanda.” Paolo, tu sei sempre stato per me un uomo senza retorica. Senza bugie. E’ difficile che tu giochi a nascondino. Mi è difficile non pensare a don Gregorio, oppure a don Luigi De Lucia. Penso a loro, per istinto. Questa volta con me non sei stato limpido. Ma io ti perdono. Tu non ami gli inciuci. E neppure io. Non sono proprio interessato ai giudizi di alcuni preti. Sono lontano lontano. Dico a te, e se puoi riferire, dico a loro: io difendo il vescovo Rinaldi, perché ha avuto il coraggio di considerarmi esistente. Paolo, per questo vescovo sono esistito con la mia piccola Locanda. Don Riboldi non mi ha mai calcolato. E non essere calcolato, fa male, tanto male. Chi lotta in questa trincea ha un necessario bisogno di “simpatia sociale”. Senza la gente che ti accompagna, sei solo e la solitudine ti ammazza. Questo Vescovo ha pilotato un po’ di simpatia sociale verso la Locanda. Poi vorrei dirti anche un’altra verità. Caro Paolo, di paese si muore. L’orizzonte di alcuni preti in contatto con te, è molto povero. Non varca i confini della parrocchia o del proprio interesse personale. Tu hai studiato come me, Teologia. I gesuiti ci hanno insegnato a credere nella comunità, della quale il Vescovo ha il carisma del servizio e della rappresentanza. Nessuno può ridurre il proprio vescovo ad un amministratore, o ad un revisore di conti,oppure ad un presidente di una squadra di calcio, ultima in classifica. Paolo, c’è tanto scadimento intorno a noi, e non è il Vescovo, il responsabile. Io difendo il Vescovo non per soldi. Nessuno mi paga. Passo le mie giornate nel lavoro dei campi, a cercare qualcuno che compri le nostre patate ed i nostri carciofini sott’olio. E sono contento di essere qui, in questa trincea umana. Per don Gregorio, per don Luigi o per altri don, ho solo rispetto e silenzio. Tanto silenzio. Se torna quel prete a fare inciuci da te, tira fuori la tua grinta di sempre. Chiedi a lui di fare silenzio. Carlo Petrella.

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Giugno 2011

Valle di Suèssola

La ballata dell’ecologia

Pietro Terracciano in serie A col Catania Calcio

Manifestazione di fine anno alla scuola materna comunale “Erminia Iadaresta” di S. Maria a Vico - Genitori, nonni, zii applaudono gioiosi e festanti Clemente Ferrara

Il 16 giugno scorso si è tenuta la recita di fine anno dei bambini della scuola materna paritaria comunale “Erminia Iaderesta”.

rifiuti e della raccolta differenziata, insegnando ai propri alunni il significato di ecologia Presenti alla manifestazione un centinaio di persone tra genitori, nonni, zii che hanno as-

I piccoli con le maestre Antonietta e Margherita

Grazie alla caparbietà delle due maestre comunali Antonietta Trucco e Margherita Naddeo, coadiuvate dagli operatori ausiliari, che non senza difficoltà sia economiche che collaborative hanno messo in scena, con bambini di tre, quattro e cinque anni, uno spettacolo tutto dedicato all’ambiente ed alla natura, affrontando in maniera semplice e divertente il tema del riciclaggio dei

sistito con gaudio e gioia alla rappresentazione. La sezione materna comunale costituisce da anni un fiore all’occhiello del Comune di Santa Maria a Vico E l’auspicio è che questa scuola, ambita da molti, possa continuare ad essere sempre una guida per i nostri figli che sono il futuro del nostro amato “Paese” e che possano contribuire a renderlo migliore.

Calcio: sempre lo stesso grido Una sola gande squadra della nostra valle Arienzo ancora una volta è uscita sconfitta dagli spareggi per la promozione in eccellenza, San Felice è retrocessa in prima categoria, il San Marco sale nel campionato di Promozione, il Messercola - ottimo secondo dietro il San Marco - attende con ansia di poter essere ripescato in promozione. Il Santa Maria a Vico resta in seconda categoria come il Talanico. Quante squadre! Troppe, troppe per poter emergere. Gli arienzani hanno spesso qualcosa come 150 mila euro, o forse più, per andare in eccellenza. San Felice, con un mare di difficoltà, non è riuscita a salvarsi ed ha speso decine e decine di migliaia di euro. Il San Marco da anni sta facendo una politica particolare: promozioni

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tivi, ha portato, grazie anche al promotore nonché organizzatore dell’evento Francesco Iadaresta (ha iniziato questo viaggio nel lontano 1996, dopo aver girato mezza Italia; fra corsi di certificazioni e manifestazioni è diventato istruttore Johnny G. Star 2 Schwinn, ha pedalato insieme al grande Johnny, inventore di questa disciplina chiamata spinning, nel 2000 sul palco della fiera fitness di Rimini. Dopo aver prestato il proprio carisma ai vari centri

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sportivi in Campania come istruttore, attualmente è responsabile del settore spinning e coordinatore eventi del Centro Aris) alla realizzazione di questo progetto sportivo che vede riuniti tutti insieme, nella Giornata Nazionale dello Sport, un po’ tutta la Campania. Hanno aderito alla manifestazione: Aris S. Maria a Vico, Performances Rotondi (Av); Gym Navotti Angri (Sa); Mach More Caiazzo (Ce); Info Gym Napoli; Planet Gym Caserta; Bella Primavera San Felice a Cancello; Titown S. Maria a Vico; Kushinkai Maddaloni; Yumnasia Club San Nicola La Strada; Planet Fitness Agropoli (Sa). Un ringraziamento al presidente dell’Aris Alessandro Iadaresta, a tutti i partecipanti, e agli istruttori: Max Quarta, Teresa Chirichella, Giuseppe Ruocco, Pasquale Feola, Grazia Cardone, Giacinto Piscitelli, Francesco ed Alessandro Iadaresta. A.F.

augura ogni bene a questo giovane atleta.

Arienzo

Al Bistrot Caffè Letterario Una lunga estate calda Rassegna cinematografica in dodici pellicole curata da Mario Tirino. Ogni lunedì alle ore 22.00 Si è partiti lunedì 20 giugno alle 22 con SOS – Summer of Sam di Spike Lee, per proseguire poi, ogni lunedì alla stessa ora, per tutta l’estate. Ed è proprio l’estate il fil rouge che lega i dodici film che compongono Una lunga estate calda, rassegna cinematografica in dodici pellicole, curata da Mario Tirino presso il Bistrot Caffè Letterario di Arienzo. Il cineforum si interroga sull’estate quale soglia di passaggio dall’adolescenza all’età adulta, dalla quieta convivenza alla follia, dall’ordine al caos, alla scoperta di nuovi modi di vivere se stessi e il mondo. Il programma include un ampio spettro di generi e correnti: pellicole indipendenti, film cult, commedie di costume, drammi, noir, thriller e horror d’autore. Con un inizio di grande impatto: SOS – Summer of Sam (1999) narra della tragica estate del ’77 quando un serial killer, di nome Sam, uccideva donne e coppiette terrorizzando la città

di New York. Prossimo appuntamento, lunedì 27, sempre alle 22, con Brivido caldo (1981) di Lawrence Kasdan. Il programma completo si può richiedere via e-mail a mario.tirino@ gmail.com. Con quest’evento il Bistrot Caffè Letterario di Arienzo consolida il suo ruolo di polo culturale a cavallo tra le province di Benevento (Valle Caudina) e Caserta (Valle di Suèssola). Attivo da meno di un anno, il locale ha già acquisito il favore degli appassionati di letteratura, grazie a una nutrita serie di presentazioni letterarie, musica di qualità, con una programmazione variabile dalla samba al post-rock, dal cantautorato al dixieland al funky, e prelibatezze culinarie. Il menù, ricco di particolarità (dalle crepes dolci e salate, agli yogurt, alle esclusive birre artigianali, ai thè e alle cioccolate per ogni gusto), soddisfa anche i palati più raffinati, ai quali di certo non sfuggirà il tagliere a base di prodotti tipici.

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Unite le vostre forze per allestire un’unica grande squadra che possa andare, nel giro di qualche anno, nella ex serie C. Date vita ad un’unica grande società con un azionariato popolare sul modello del Barcellona o del Real Madrid dove il presidente viene eletto ogni due anni da tutti i soci. E soci sono coloro che partecipano anche con pochi euro. Ecco perché le due formazioni spagnole si permettono di comprare i migliori giocatori al mondo. C.F.

Dopo aver dipsutato un ottimo campionato con la squadra sicialina del Milazzo nella ex serie C, l’arienzano Pietro Terracciano è stato scelto dai dirigenti del Catania calcio che gioca in serie A. Cresciuto nella scuola calcio Suèssola di Arienzo, Pietro fece il grande salto nelle giovanili dell’Avellino. Passato poi alla Nocerina in serie C, nella scorsa stagione fu ingaggiato dal Milazzo dimostrando il suo valore. Con la squadra siciliana ha disputato gli spareggi per la promozione risultando uno dei migliori atleti. I genitori Gennaro e Antonietta, e la famiglia tutta sono al settimo cielo per quest’altra soddisfazione. Il giornale Valle di Suèssola

dott. Giovanni GUIDA

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A tutti gli operatori calcistici della Valle di Suèssola

Sul prossimo numero ampio servizio sul torneo di calcetto organizzato dal circolo “Salvatore Vigliotti” ed ancora in fase di svolgimento: a giorni le semifinali e la finalissima.

Spinning all’Aris: pedaliamo liberi

ma soprattutto di ritrovare la forza, quella che ogni giorno ci fa andare avanti. Quest’anno lo spirito di collaborazione fra i vari centri spor-

ad ogni costo. Fino a quando reggeranno i soci?

Torneo di calcio a 5 del Circolo Vigliotti

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Anche quest’anno, immersi nella natura dello spazio verde della palestra Aris, lontano dallo smog e da qualsiasi rumore molesto della città, si è svolta la 6a edizione di spinning I carismatici. Lo slogan del 2011 è stato Pedaliamo liberi, libero da tutto e da tutti. Liberando la mente e sulla note di una musica crescente e ritmata, ci si è immersi in questo breve ma intenso viaggio musicale fatto di due ore consentendo al corpo di trovare la piena energia, alla mente le proprie sensazioni,

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